VIGILANZA SUI PRODOTTI TESSILI

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "VIGILANZA SUI PRODOTTI TESSILI"

Transcript

1 VIGILANZA SUI PRODOTTI TESSILI A cura di

2 In tutta l Unione Europea i prodotti tessili devono essere etichettati o contrassegnati prima di essere posti in vendita.

3 libera circolazione delle merci In una Comunità dove la libera circolazione delle merci è diventata un obiettivo acquisito, la politica sulla sicurezza dei prodotti ha gradualmente acquistato una rilevanza autonoma e prioritaria a livello europeo.

4 LA SICUREZZA COME VALORE COMUNITARIO Reg. CE/765/2008 È necessario assicurare che i prodotti che beneficiano della libera circolazione dei beni all interno della Comunità soddisfino requisiti che offrano un grado elevato di protezione di interessi pubblici come la salute e la sicurezza in generale, la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro nonché la protezione dei consumatori, (omissis)

5 Perché? L esatta indicazione dei componenti del prodotto è indispensabile al consumatore per un acquisto sicuro e per ridurre i rischi di frode sia per il consumatore che per gli operatori economici.

6 Quadro normativo La norma di riferimento è la legge 26 novembre 1973, n.883 sulla disciplina delle denominazioni e dell etichettatura dei prodotti tessili.

7 Quadro normativo Introduce l obbligatorietà dell etichettatura per i prodotti tessili all atto di ogni operazione di commercializzazione.

8 regolamento attuativo Il 30 aprile 1976 viene approvato il D.P.R. n. 515 recante il Regolamento di esecuzione della legge 883/73.

9 Il legislatore comunitario Il 16 dicembre 1996 il Parlamento Europeo e il Consiglio dell Unione Europea ha emanato la Direttiva 96/74/EC relativa alle denominazioni del settore tessile recepita con D. lgs n. 194 del 22 maggio Direttiva 2008/121/CE del (rifusione 96/74 e successive modifiche) Denominazioni del settore tessile - G.U.C.E. n. L 19 del

10 in via residuale Decreto Legislativo n. 206 artt.102 e seguenti Codice del Consumo

11 Il futuro Reg. 1007/2011 del parlamento europeo e del Consiglio, 27 settembre 2011 Il parlamento Europeo ha approvato il regolamento sulla etichettatura dei prodotti tessili che introduce il concetto di tracciabilità dei prodotti tessili e la denominazione parti non tessili di origine animale in vigore dal 8 maggio 2012

12 Il futuro Reg. 1007/2011, art. 26 I prodotti tessili conformi alla direttiva 2008/121/CE e immessi sul mercato prima dell 8 maggio 2012, possono continuare a essere messi a disposizione sul mercato fino al 9 novembre 2014.

13 criteri interpretativi Reg. 1007/ Considerando 14 La vigilanza del mercato è soggetta al regolamento CE n. 765/2008 del Parlamento europeo e del consiglio del 9 luglio 2008 e alla direttiva 2001/95/CE del 3 dicembre 2001.

14

15 Oggetto dei controlli Sono prodotti tessili quei prodotti che - allo stato grezzo, di semilavorati, di lavorati, semimanufatti, manufatti semiconfezionati o confezionati sono composti esclusivamente da fibre tessili ( es. lana, cotone, lino ) cfr, art. 2, D. lgs n. 194 del 22 maggio 1999.

16 Per fibre tessili si intende: un elemento caratterizzato da flessibilità, finezza ed elevato rapporto tra lunghezza e dimensione trasversale massima, che lo rendono atto ad applicazioni tessili

17 Sono assimilati ai prodotti tessili: i prodotti contenenti almeno l 80% in peso di fibre tessili; le parti tessili destinate a rivestimenti (le cui parti tessili cioè costituiscono l 80% in peso): per la copertura di mobili, per ombrelli e, alla stessa condizione, le parti tessili dei rivestimenti a più strati per pavimenti, materassi e articoli da campeggio, nonché le fodere coibenti da calzature e guanti; tutti i prodotti tessili incorporati in altri prodotti di cui siano parte integrante, qualora ne venga specificata la composizione (cfr, art. 2, D. lgs n. 194 del 22 maggio 1999)

18 Elenco (non esaustivo) di prodotti tessili: Capi di abbigliamento Lenzuola Coperte Tende Tappeti Tessuti in rotoli/pezze Cuscini Amaca Sacco a pelo Tovaglie

19 I prodotti tessili posti in vendita al consumatore finale devono riportare su un etichetta o contrassegno la composizione fibrosa, che va indicata utilizzando esclusivamente le denominazioni contenute nell allegato I al D.lgs 194/99. Deve essere redatta in lingua italiana e le fibre devono essere riportate in ordine decrescente di peso. Non è consentito l utilizzo di sigle.

20 Esclusioni Sono esclusi dall obbligo Elenco (non esaustivo, cfr. allegato 3 del D.lgs 194/99): Fermamaniche di camicie Cinturini di materia tessile per orologio Etichette e contrassegni Manopole di materia tessile imbottite Copricaffettiere Copriteiere Maniche di protezione Manicotti non di felpa Fiori artificiali Puntaspilli Prodotti tessili per rinforzi e supporti Cappelli di feltro Articoli di materia tessile di pelletteria e di selleria Chiusure lampo Bottoni e fibbie ricoperti di materia tessile

21 Esclusioni Le disposizioni della direttiva non si applicano ai prodotti tessili che sono: 1) in transito nel nostro paese sotto controllo doganale, ma destinati a mercati esteri 2) importati temporaneamente per effettuare lavorazioni 3) sono destinati alla vendita in paesi al di fuori dell unione europea.

22 destinatari Tutti coloro che producono e commercializzano prodotti tessili dalle materie prime al prodotto finito: produttore, importatore, commerciante all ingrosso e al dettaglio, organizzazioni o singoli negozi che vendono al consumatore finale.

23 fabbricante Per fabbricante si intende (cfr, art. 103, D. lgs n. 206/2005): il produttore del bene stabilito nella Comunità e qualsiasi altro soggetto che si presenti come fabbricante apponendo sul prodotto il proprio nome, il proprio marchio o un altro segno distintivo; il rappresentante del fabbricante se quest ultimo non è stabilito nella Comunità e agisca in nome e per conto del fabbricante. l importatore del prodotto e gli altri operatori professionali della catena di commercializzazione nella misura in cui la loro attività possa incidere sulle caratteristiche di sicurezza del prodotto.

24 Per distributore/venditore si intende: Qualsiasi operatore professionale all ingrosso o al dettaglio della catena di commercializzazione, che non effettui alcun intervento sul prodotto per apportarvi modifiche.

25 Soggetti esclusi dalla legge Coloro che effettuano le lavorazioni di trasformazione per conto terzi, in quanto il passaggio da un soggetto all altro non contempla una commercializzazione, non verificandosi un passaggio di proprietà e quindi una vendita.

26 Etichette e Tolleranze (prodotti puri art. 4) Un prodotto tessile può essere definito con il termine 100%, puro o tutto se composto interamente da una stessa fibra tessile. Esempio: cotone 100%, tutto cotone Sui prodotti dichiarati puri è ammessa una tolleranza del: - 2%, se giustificata da motivi tecnici e non risulta da aggiunta sistematica; - 5% in caso di prodotti ottenuti con ciclo cardato.

27 Etichettatura per la lana vergine (art. 5) Un prodotto tessile può essere qualificato lana vergine o lana di tosa quando è composto da fibra mai precedentemente incorporata in un prodotto finito, e non ha subito altre operazioni di filatura o feltratura che quelle richieste per la fabbricazione, ne trattamento o impiego che abbia danneggiato la fibra stessa.

28 casi particolari per la lana vergine Le denominazioni lana vergine o lana di tosa possono essere usate anche per lana contenuta in una mischia quando: - la totalità della lana contenuta risponde alle caratteristiche indicate, - la quantità di lana non è inferiore al 25%; - in caso di mischia intima la lana è mischiata solo con un altra fibra. In questo caso l'indicazione della composizione percentuale completa è obbligatoria La Tolleranza giustificata da motivi tecnici inerenti alla fabbricazione è pari allo 0.3% anche per prodotti ottenuti con ciclo cardato

29 Etichettatura (art. 6 ) Un prodotto tessile composto da due o più fibre, di cui una rappresenti almeno l 85% del peso totale, viene designato mediante denominazione della fibra, seguita dalla relativa percentuale in peso, ovvero mediante denominazione della fibra, seguita dall indicazione minimo 85%, ovvero mediante composizione percentuale completa del prodotto (art. 6, comma 1, d. lgs. 194/1999). NB disposizione non è più prevista nel nuovo Reg. 1007/2011

30 Esempio (prodotto costituito da 85% cotone e 15% poliestere) - cotone 85% - cotone minimo 85% - cotone 85% poliestere 15%

31 Etichettatura (art. 6, comma 2) Un prodotto tessile composto da una o più fibre nessuna delle quali raggiunga l 85% del peso totale deve recare l indicazione della denominazione e della percentuale in peso di almeno due delle fibre presenti in maggior percentuale, seguita dalle denominazioni delle altre fibre costituenti il prodotto, in ordine decrescente di peso, con o senza indicazione delle loro percentuali in peso. NB disposizione non è più prevista nel nuovo Reg. 1007/2011

32 Esempio (prodotto costituito da 40% fibra acrilica, 30 % poliestere e 15% lana, 15% elastan) 1)fibra acrilica 40%, poliestere 30%, lana, elastan) 2)fibra acrilica 40%, poliestere 30%, lana 15%, elastan 15%

33 Altre fibre (art. 6, comma 2) L insieme delle fibre, ciascuna delle quali costituisca meno del 10 % del peso del prodotto, può essere indicato con l espressione altre fibre. Tuttavia qualora venga specificata la denominazione di una fibra che costituisca meno del 10% della composizione si dovrà indicare la composizione percentuale completa.

34 Etichette (misto lino - art. 6, comma 3) I prodotti costituiti da ordito in puro cotone e trama in puro lino, nei quali il lino non è inferiore al 40% del peso totale del tessuto sbozzimato, possono essere denominati misto lino indicando obbligatoriamente ordito puro cotone e trama puro lino. Etichetta corretta misto lino ordito puro cotone, trama puro lino Etichette non corretta misto lino

35 Tolleranze (altre composizioni art. 6, comma 4) E tollerata una quantità di altre fibre fino al 2% del peso totale del prodotto tessile, se è giustificata da motivi tecnici e non risulta da un'aggiunta sistematica; questa tolleranza è portata al 5% per i prodotti ottenuti con il ciclo cardato.

36 Tolleranze di composizione (art. 6, D. lgs n. 194 del 22 maggio 1999) E ammessa una tolleranza di fabbricazione del 3%, riferita al peso totale delle fibre indicate in etichetta, tra le percentuali in fibre indicate e quelle risultanti dall'analisi.

37 Casi particolari (art. 7) possono non essere menzionate in etichetta: Le fibre isolabili e visibili, destinate a produrre un effetto decorativo, che non superino il 7% del peso totale del prodotto finito [es. frange e pizzi]. Le fibre incorporate nel tessile con lo scopo di dare un effetto particolare (per esempio effetto antistatico con fibre metalliche) che non superino il 2% del peso totale del prodotto finito.

38 I documenti commerciali I prodotti tessili devono essere etichettati all atto della commercializzazione in ogni fase del processo produttivo; l etichetta può essere sostituita da documenti commerciali d accompagnamento, quando i prodotti non sono destinati al consumatore finale o sono consegnati in esecuzione di un ordinazione dello Stato o di altra persona giuridica di diritto pubblico.

39 Il sarto, per esempio, è tenuto a presentare al cliente pezze o tagli di tessuto regolarmente marcate. NB. Il nuovo Reg. 1007/2011 prevede all art. 2, punto 4, espressa esenzione per i sarti operanti in qualità di lavoratori autonomi.

40 I documenti commerciali Sui documenti commerciali è obbligatorio l impiego della denominazione completa delle fibre; è ammesso l utilizzo di codici meccanografici (non esistono codifiche obbligatorie) se nello stesso documento ne è riportato anche il significato. I documenti commerciali (fatture e documenti di trasporto) devono essere conservati per 10 anni.

41 Lingua Nazionale D.L.vo 194 art. 8 punto 5: all'atto dell'offerta e della vendita al consumatore finale, le etichette devono essere redatte anche in italiano.

42 Prodotti compositi (art. 9). Se il prodotto è composto da parti di differente composizione fibrosa, deve riportare un etichetta indicante la composizione di ciascuna delle parti che lo costituiscono.

43 segue Prodotti compositi Tale etichetta non è obbligatoria per le parti che rappresentano meno del 30% del peso totale del prodotto, ad eccezione delle fodere principali (rivestimento interno di maggior estensione dei prodotti tessili non avente funzione di rinforzo o sostegno o di tasca).

44 Materiali di composizione dell etichetta: - cartone; - tessuto; - altro materiale; deve essere applicata al prodotto tessile mediante: cucitura, goffratura, adesivi, allacciatura con cordoncino fissato da apposito sigillo o cappio, inserimento dell etichetta stessa nell involucro che lo contiene o in altri modi idonei.

45 La Vigilanza! Il ruolo delle Camere di Commercio

46 Finalità La vigilanza sul mercato è finalizzata a garantire che i prodotti immessi in commercio rispettino l esigenza di: - assicurare una corretta informazione dell acquirente di un prodotto tessile sulla composizione fibrosa, sul responsabile dell immissione in commercio e sulle eventuali altre caratteristiche evidenziate - favorire la leale concorrenza tra imprese del settore su base paritaria individuando eventuali fenomeni di frode in commercio in ogni fase della commercializzazione.

47 il nostro ruolo 1) verificare la presenza e la correttezza formale delle indicazioni destinate al consumatore; 2) verificare che la composizione fibrosa del prodotto sia conforme a quella dichiarata; 3) intervenire in caso di non conformità.

48 Finalità Il controllo presso un impresa è volto a : - verificare che il prodotto tessile posto in commercio sia accompagnato dalle previste informazioni; - informare gli operatori sui loro obblighi, sull evoluzione della normativa instaurando un dialogo permanente.

49 Finalità La vigilanza nel settore tessile é affidata al Ministero dello Sviluppo Economico-Dipartimento per l impresa e l internazionalizzazione - Direzione generale per la politica industriale e la competitività.

50 Progetto MISE/Unioncamere Nel giugno 2009 Unioncamere ha siglato un Protocollo di intesa con il Ministero dello Sviluppo Economico per l attuazione del Progetto di rafforzamento delle attività di vigilanza e controllo del mercato a tutela dei consumatori, con l intento di potenziare le competenze affidate alle Camere di commercio a garanzia della concorrenza leale e della tutela del consumatore

51 riepilogo obblighi del fabbricante Il fabbricante (o suo rappresentante nella Comunità europea), l importatore e il distributore che non vende al dettaglio deve: 1) etichettare o contrassegnare i prodotti tessili all atto di ogni operazione di commercializzazione. L etichetta e/o il contrassegno possono essere sostituiti o completati da documenti commerciali se i prodotti non sono offerti in vendita al consumatore finale; 2) riportare sui documenti commerciali (fatture o documenti di trasporto) la composizione fibrosa per esteso. Se utilizza sigle o abbreviazioni deve riportare sullo stesso documento il significato.

52 riepilogo obblighi fabbricante Il distributore/venditore che vende al dettaglio deve: 1) porre in vendita solo prodotti tessili etichettati correttamente; 2) conservare per 10 anni[1] i documenti commerciali di fornitura (fatture e documenti di trasporto) su cui sono riportati i dati riferiti alla composizione di ciascuna tipologia di prodotto fornito. [1] Il termine previsto dalla normativa specifica si intende superato dalla normativa fiscale. NB. Sanzione prevista (Art.25 c.4 della Legge 883/73) da 258 a

53 Tipi di controllo Esame esteriore del prodotto comporta la verifica sulla presenza della etichetta e la sua corretta compilazione ed in particolare: -composizione fibrosa descritta con l uso delle denominazioni elencate nell allegato I del D.Lgs 194/99 in lingua italiana; - dati percentuali in ordine decrescente di peso delle fibre qualora nessuna delle fibre raggiunga l 85% del peso totale; - separazione netta di indicazioni e qualificativi diversi da quelli prescritti dalla norma.

54 modalità di controllo L Ispettore, qualora lo ritenga opportuno, chiede di avere copia, anche via fax, dei documenti commerciali di fornitura dei capi sotto verifica. In tal caso verifica la corretta compilazione dei documenti commerciali da parte del fornitore, su cui deve essere riportata la composizione fibrosa corrispondente a quella riportata sul capo esaminato. Non sono ammesse sigle o abbreviazioni a meno che sullo stesso documento non sia riportata il significato delle sigle utilizzate.

55 modalità di controllo NB. Per consentire una precisa correlazione tra il capo in esame e quello indicato sui documenti commerciali di fornitura, nel caso in cui i codici identificativi non coincidano, é opportuno ottenere apposita dichiarazione di corrispondenza tra il prodotto oggetto del controllo e quello indicato sui documenti commerciali anche per evitare che il fornitore disconosca la fornitura.

56 verbalizzazione Al termine del controllo il verbale di verifica viene sottoscritto dalle parti, e ne viene rilasciata copia. Qualora sia riscontrata una violazione di legge da parte del venditore o del fornitore o di entrambi, occorre compilare i relativi verbali di contestazione.

57 fare sempre le foto! Nei casi in cui si procede a prelievo del prodotto o sono state rilevate violazioni della normativa è necessario fotografare il prodotto dalle diverse angolazioni, il suo imballaggio e l etichettatura di composizione (minimo 3, massimo 10 foto).

58 prelievo Permette di verificare in concreto il rispetto delle norme nella fabbricazione e commercializzazione dei prodotti. Deve essere eseguito con modalità tali che garantiscano l integrità del prodotto fino al momento di esecuzione delle analisi. Gli esemplari prelevati devono essere sigillati nelle forme e nei modi stabiliti dall'art.18, commi 3 e 4 della L. 883/73.

59 prelievo Le operazioni di prelievo sono disciplinate in modo dettagliato dagli artt. 18, 20, 21 della legge 883/73, e artt.19, 20 e 21 del DPR 515/76. Il prelievo, che deve avvenire alla presenza di un rappresentante/dipendente della ditta che viene informato dell attività che si sta svolgendo, è casuale tra i prodotti esposti presso il punto vendita.

60 prelievo Il sigillo e l imballo degli stessi avviene alla presenza del soggetto della ditta che assiste alle operazioni con tecnica che assicuri l integrità del pacco (apposizione di timbri e utilizzo di piombini) si provvede alla redazione del verbale di verifica e del verbale di prelievo.

61 Prelievo per la revisione NB La parte può avvalersi della facoltà di far prelevare un altro esemplare con le stesse modalità, da accantonare e utilizzare per l analisi di revisione se l esito delle analisi rivelasse una non conformità rispetto a quanto dichiarato in etichetta.

62 esame di laboratorio L analisi di laboratorio è volta a definire la reale composizione del prodotto e la corrispondenza con quanto riportato in etichetta attraverso le prove di laboratorio eseguite da un laboratorio incaricato dalla Camera di commercio.

63 comunicazioni ex lege Ai sensi dell art. della legge 241/90 è necessario comunicare per lettera all interessato (fornitore/ importatore/fabbricante) l avvio del procedimento, al tempo stesso comunicando l effettuazione del prelievo e l indicazione del laboratorio che eseguirà le analisi. Tale nota viene inviata per conoscenza al Ministero.

64 non conformità Discordanza tra quanto dichiarato sull etichetta e quanto risultante dalla prova di laboratorio. Si procede con la comunicazione dell esito delle analisi alle parti interessate specificando che la parte, qualora si sia avvalsa della facoltà di accantonare un secondo esemplare (art. 20 del D.P.R n. 515), può proporre istanza di revisione entro 15 giorni dal ricevimento della nota.

65 non conformità Si procede a: segnalazione al Ministero e all A.G; sequestro dei prodotti presso il punto vendita; redazione verbale di contestazione.

66 revisione analisi La parte può chiedere la revisione di analisi entro 15 giorni dalla notizia dell esito della prima analisi, allegando copia del deposito dell importo ( 113,14) stabilito annualmente per le analisi di revisione con decreto del Ministero dell Economia

67 revisione analisi L ispettore si reca nel luogo ove è custodito il secondo esemplare, ne verifica l integrità e lo ritira, redigendo apposito verbale, per trasmetterlo senza indugio al laboratorio centrale doganale di Roma per l esecuzione dell analisi di revisione allegando copia dell avvenuto deposito. Qualora dalle analisi di revisione risultino non confermate le prime analisi, il procedimento viene archiviato e viene restituito il deposito effettuato dalla parte.

68 conferma del risultato Qualora dalle analisi di revisione venga confermato il risultato delle prime analisi si procede con: 1. elevazione del verbale di contestazione nei confronti di tutti i soggetti responsabili della violazione, 2. il sequestro dei prodotti presso il punto vendita ove è stato eseguito il prelievo, se non è stato già fatto. 3. l addebito alla parte delle spese sostenute per le analisi diminuite dell importo depositato.

69 informativa all A.G. Quando dalle analisi, cui non fa seguito una istanza di revisione, risulta la mancata corrispondenza di quanto dichiarato in etichetta con la reale composizione riscontrata si deve procedere con la comunicazione all Autorità giudiziaria ai fini della valutazione della sussistenza di una ipotesi di reato. Allo stesso modo si deve procedere quando dalle analisi di revisione viene confermata la mancata corrispondenza di quanto dichiarato in etichetta con la reale composizione riscontrata.

Le etichettature dei prodotti tessili tra normativa obbligatoria, volontaria e aspetti tecnici correlati

Le etichettature dei prodotti tessili tra normativa obbligatoria, volontaria e aspetti tecnici correlati Le etichettature dei prodotti tessili tra normativa obbligatoria, volontaria e aspetti tecnici correlati Gabriella Alberti Fusi Verona, 4 aprile 2011 Dubbi da chiarire e certezze da confermare Marchio

Dettagli

Etichettatura di composizione dei prodotti tessili

Etichettatura di composizione dei prodotti tessili Etichettatura di composizione dei prodotti tessili Giovanna Baglio Responsabile Laboratorio Tessile di Como Via Castelnuovo 3 22100 Como Tel. 031 3312120 Fax. 031 3312180 www.textilecomo.com mailbox@textilecomo.com

Dettagli

Fonti normative: L. 26 novembre 1973, n. 883; D.P.R. 30 aprile 1976, n. 515 (regol. attuativo); Direttiva CEE 96/74; D.Lgs. 22 maggio 1999, n. 194.

Fonti normative: L. 26 novembre 1973, n. 883; D.P.R. 30 aprile 1976, n. 515 (regol. attuativo); Direttiva CEE 96/74; D.Lgs. 22 maggio 1999, n. 194. PRODOTTI TESSILI Fonti normative: L. 26 novembre 1973, n. 883; D.P.R. 30 aprile 1976, n. 515 (regol. attuativo); Direttiva CEE 96/74; D.Lgs. 22 maggio 1999, n. 194. Campo di applicazione: S intendono prodotti

Dettagli

L'ETICHETTATURA DI COMPOSIZIONE DEI PRODOTTI TESSILI. Maddalena Galenti aprile 2013

L'ETICHETTATURA DI COMPOSIZIONE DEI PRODOTTI TESSILI. Maddalena Galenti aprile 2013 L'ETICHETTATURA DI COMPOSIZIONE DEI PRODOTTI TESSILI 1 Normativa di riferimento Reg. (CE) 27 settembre 2011, n. 1007/2011 Decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo) Legge 883 del

Dettagli

Denominazioni delle fibre tessili ed Etichettatura dei prodotti tessili

Denominazioni delle fibre tessili ed Etichettatura dei prodotti tessili REGOLAMENTO (UE) N. 1007/2011 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 27 settembre 2011 Denominazioni delle fibre tessili ed Etichettatura dei prodotti tessili Prodotti tessili e parti tessili Ai fini

Dettagli

OCCHIO ALLE ETICHETTE

OCCHIO ALLE ETICHETTE PROCESSO DI lavaggio ad umido professionale Lavaggio a umido ciclo molto delicato Lavaggio a umido ciclo delicato Lavaggio a umido ciclo normale OCCHIO ALLE ETICHETTE LINEE GUIDA PER CONOSCERE IL SIGNIICATO

Dettagli

L etichettatura di composizione alla luce del nuovo Regolamento n. 1007/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio

L etichettatura di composizione alla luce del nuovo Regolamento n. 1007/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio L etichettatura di composizione alla luce del nuovo Regolamento n. 1007/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio Gabriella Alberti Fusi Direttore Tecnico - Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento SpA

Dettagli

2. L. 26 novembre 1973, n. 883 (1). Disciplina delle denominazioni e della etichettatura dei prodotti tessili (1/a).

2. L. 26 novembre 1973, n. 883 (1). Disciplina delle denominazioni e della etichettatura dei prodotti tessili (1/a). 2. L. 26 novembre 1973, n. 883 (1). Disciplina delle denominazioni e della etichettatura dei prodotti tessili (1/a). 1. [I prodotti tessili di produzione nazionale ed importati non possono essere a qualsiasi

Dettagli

UFFICIO VIGILANZA SULLA SICUREZZA E CONFORMITA' DEI PRODOTTI - ATTIVITA ISPETTIVE:

UFFICIO VIGILANZA SULLA SICUREZZA E CONFORMITA' DEI PRODOTTI - ATTIVITA ISPETTIVE: LISTA DEI CONTROLLI ALLE IMPRESE EFFETTUATI DALLA CAMERA DI PARMA (art. 14, comma 2, D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito dalla L. 4 aprile 2012, n. 35) Sono di seguito elencate le competenze camerali

Dettagli

LISTA DEI CONTROLLI ALLE IMPRESE EFFETTUATI DALLA CAMERA DI COMMERCIO DI BOLOGNA (art. 25 D. Lgs. 14 marzo 2013, n. 33)

LISTA DEI CONTROLLI ALLE IMPRESE EFFETTUATI DALLA CAMERA DI COMMERCIO DI BOLOGNA (art. 25 D. Lgs. 14 marzo 2013, n. 33) LISTA DEI CONTROLLI ALLE IMPRESE EFFETTUATI DALLA CAMERA DI COMMERCIO DI BOLOGNA (art. 25 D. Lgs. 14 marzo 2013, n. 33) Sono di seguito elencate le competenze camerali che comportano controlli presso imprese,

Dettagli

Servizio Accertamenti a Tutela della Fede Pubblica CCIAA Milano

Servizio Accertamenti a Tutela della Fede Pubblica CCIAA Milano Pubblica CCIAA Milano La competenza Le funzioni di autorità di vigilanza per il controllo della conformità dei giocattoli alle disposizioni del presente decreto legislativo sono svolte dal Ministero dello

Dettagli

Sono elencate alcune competenze camerali che comportano controlli presso le imprese, con i criteri e le modalità di svolgimento dei sopralluoghi.

Sono elencate alcune competenze camerali che comportano controlli presso le imprese, con i criteri e le modalità di svolgimento dei sopralluoghi. Lista dei controlli alle imprese effettuati dalla Camera di commercio di Torino Area Tutela del Mercato e della Fede Pubblica (art. 14, comma 2, D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito dalla L. 4 aprile

Dettagli

CITTA' DI TORINO CORPO DI POLIZIA MUNICIPALE SETTORE SERVIZI INTEGRATI Ufficio Studi e Formazione

CITTA' DI TORINO CORPO DI POLIZIA MUNICIPALE SETTORE SERVIZI INTEGRATI Ufficio Studi e Formazione OGGETTO: CITTA' DI TORINO CORPO DI POLIZIA MUNICIPALE SETTORE SERVIZI INTEGRATI Ufficio Studi e Formazione CIRCOLARE N. 134 Operativa Attività Produttive. D.lgs 11 Aprile 2011 n. 54 recante Attuazione

Dettagli

LISTA DEI CONTROLLI SULLE IMPRESE EFFETTUATI DALLA CAMERA DI COMMERCIO DI VERONA

LISTA DEI CONTROLLI SULLE IMPRESE EFFETTUATI DALLA CAMERA DI COMMERCIO DI VERONA Ai sensi dell art. 14 comma 2 D.L. 9.2.2012 n. 5, convertito dalla L. 4.4.2012 n. 35, è pubblicata la seguente lista dei controlli a cui sono assoggettate le imprese operanti nella circoscrizione territoriale

Dettagli

La marcatura CE secondo CPR

La marcatura CE secondo CPR 118 33- La marcatura CE deve essere l unica marcatura che attesta che il prodotto da costruzione è conforme alla prestaarch. Mario Sanvito La marcatura CE secondo CPR Il Regolamento n. 305/2011 che entra

Dettagli

L attività dell ICQRF nel comparto dei fertilizzanti

L attività dell ICQRF nel comparto dei fertilizzanti Salone Internazionale della Ricerca, Innovazione e Sicurezza Alimentare Tavola Rotonda Sicurezza alimentare: il controllo su frodi e qualità dei fertilizzanti Società Umanitaria, Milano L attività dell

Dettagli

3) Controlli sulla conformità alle leggi vigenti dei dispositivi di protezione individuale di prima categoria

3) Controlli sulla conformità alle leggi vigenti dei dispositivi di protezione individuale di prima categoria LISTA DEI CONTROLLI ALLE IMPRESE EFFETTUATI DALLA CAMERA DI COMMERCIO DI PESARO E URBINO (D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito in L. 4 aprile 2012, n. 35. Art. 14, comma 2) A) SICUREZZA PRODOTTI 1) Controlli

Dettagli

Materiale elettrico a bassa tensione

Materiale elettrico a bassa tensione La sicurezza dei prodotti Materiale elettrico a bassa tensione Avv. LA SICUREZZA COME VALORE COMUNITARIO Reg. CE/765/2008 È necessario assicurare che i prodotti che beneficiano della libera circolazione

Dettagli

Ministero della Difesa

Ministero della Difesa ST 1172 UI VEST CINTURA IN FIBRA POLIAMMIDICA MODELLO 2002 Pagina 1 di 5 Ministero della Difesa Direzione Generale di Commissariato e di Servizi Generali I Reparto 2^ Divisione 1^ Sezione Tecnica Specifiche

Dettagli

DISCIPLINARE TECNICO

DISCIPLINARE TECNICO Definizione e verifica dei requisiti dei Sistemi o Consorzi per il recupero e riciclo dei moduli fotovoltaici a fine vita in attuazione delle Regole applicative per il riconoscimento delle tariffe incentivanti

Dettagli

Etichettatura prodotti tessili Quadro normativo comunitario e nazionale

Etichettatura prodotti tessili Quadro normativo comunitario e nazionale Etichettatura prodotti tessili Quadro normativo comunitario e nazionale L 8 maggio 2012 è entrato in vigore il nuovo Regolamento (UE) n. 1007/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 settembre

Dettagli

Etichettatura, rintracciabilità e dichiarazione di conformità. Definizioni :

Etichettatura, rintracciabilità e dichiarazione di conformità. Definizioni : Definizioni : Etichettatura, rintracciabilità e Con il termine «materiali a contatto con gli alimenti» vengono definiti tutti quei materiali e quegli oggetti che possono entrare in diretto contatto con

Dettagli

Friuli Innovazione Condizioni generali di contratto Applicabili ai lavori, servizi e forniture Rev.1 21/9/2012

Friuli Innovazione Condizioni generali di contratto Applicabili ai lavori, servizi e forniture Rev.1 21/9/2012 Friuli Innovazione Condizioni generali di contratto Applicabili ai lavori, servizi e forniture Rev.1 21/9/2012 INDICE Art. 1 - Ambito di applicazione e principi generali Art. 2 - Decorrenza e durata del

Dettagli

MINISTERO DELLA DIFESA DIREZIONE GENERALE DEL COMMISSARIATO E DEI SERVIZI GENERALI I Reparto - 3a Divisione

MINISTERO DELLA DIFESA DIREZIONE GENERALE DEL COMMISSARIATO E DEI SERVIZI GENERALI I Reparto - 3a Divisione MINISTERO DELLA DIFESA DIREZIONE GENERALE DEL COMMISSARIATO E DEI SERVIZI GENERALI I Reparto - 3a Divisione SPECIFICHE TECNICHE Per la provvista di: Denominazione del materiale COPERTE DI LANA PER L ESERCITO,

Dettagli

COMUNE DI LAS PLASSAS Provincia del Medio Campidano UFFICIO TECNICO

COMUNE DI LAS PLASSAS Provincia del Medio Campidano UFFICIO TECNICO COMUNE DI LAS PLASSAS Provincia del Medio Campidano UFFICIO TECNICO Via Cagliari, 18-09020 Las Plassas tel. 070/9364006 fax 070/9364606 Email: utc.lasplassas@gmail.com Prot. 1515 Las Plassas, 16 Maggio

Dettagli

AZIENDA PUBBLICA DI SERVIZI ALLA PERSONA SOLIDARIETA - MONS. D. CADORE. Allegato allo schema di convenzione per la gestione del

AZIENDA PUBBLICA DI SERVIZI ALLA PERSONA SOLIDARIETA - MONS. D. CADORE. Allegato allo schema di convenzione per la gestione del AZIENDA PUBBLICA DI SERVIZI ALLA PERSONA SOLIDARIETA - MONS. D. CADORE ALLEGATO A) ALLA DELIBERAZIONE C.D.A N. 10 IN DATA 15.04.2016 Allegato allo schema di convenzione per la gestione del Servizio di

Dettagli

LA NORMATIVA A TUTELA DEI DIRITTI DEL CONSUMATORE

LA NORMATIVA A TUTELA DEI DIRITTI DEL CONSUMATORE LA NORMATIVA A TUTELA DEI DIRITTI DEL CONSUMATORE Con il Decreto Legislativo n. 206 del 6 settembre 2005, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 235 dell 8 ottobre 2005 Supplemento ordinario n. 162, è

Dettagli

COMUNE DI AREZZO DIREZIONE SERVIZI FINANZIARI SERVIZIO GARE E PATRIMONIO DISCIPLINARE DI GARA

COMUNE DI AREZZO DIREZIONE SERVIZI FINANZIARI SERVIZIO GARE E PATRIMONIO DISCIPLINARE DI GARA COMUNE DI AREZZO DIREZIONE SERVIZI FINANZIARI SERVIZIO GARE E PATRIMONIO DISCIPLINARE DI GARA PER L AFFIDAMENTO IN CONCESSIONE SERVIZIO DI TESORERIA COMUNALE 1 In esecuzione della deliberazione di Consiglio

Dettagli

Disciplinare Sistema IT01 100% Qualità Originale Italiana Made in Italy Certificate Appendice Parte A.A. - Appendice Settore Abbigliamento

Disciplinare Sistema IT01 100% Qualità Originale Italiana Made in Italy Certificate Appendice Parte A.A. - Appendice Settore Abbigliamento Disciplinare Sistema IT01 100% Qualità Originale Italiana Made in Italy Certificate Appendice Parte A.A. - Appendice Settore Abbigliamento Pagina 1 di 5 APPENDICE I SETTORE ABBIGLIAMENTO 1 - Obiettivo

Dettagli

Regolamento (CE) n. 1028/2006 del Consiglio del 19 giugno 2006 recante norme di commercializzazione applicabili alle uova.

Regolamento (CE) n. 1028/2006 del Consiglio del 19 giugno 2006 recante norme di commercializzazione applicabili alle uova. Regolamento (CE) n. 1028/2006 del 19 giugno 2006. Regolamento (CE) n. 1028/2006 del Consiglio del 19 giugno 2006 recante norme di commercializzazione applicabili alle uova. (pubbl. in Gazz. Uff. dell Unione

Dettagli

REGOLAMENTO (CE) N. 450/2009 DELLA COMMISSIONE

REGOLAMENTO (CE) N. 450/2009 DELLA COMMISSIONE 30.5.2009 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 135/3 REGOLAMENTO (CE) N. 450/2009 DELLA COMMISSIONE del 29 maggio 2009 concernente i materiali attivi e intelligenti destinati a venire a contatto con

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA CERTIFICAZIONE DI MACCHINE E COMPONENTI DI SICUREZZA. Direttiva 2006/42/CE Allegato IX Esame CE del Tipo

REGOLAMENTO PER LA CERTIFICAZIONE DI MACCHINE E COMPONENTI DI SICUREZZA. Direttiva 2006/42/CE Allegato IX Esame CE del Tipo Pagina 1 di 6 INDICE 1 SCOPO E PREMESSA... 2 2 TERMINI E DEFINIZIONI... 2 2.1 Definizioni di tipo generale... 2 2.2 Definizioni relative alle Macchine e Componenti di Sicurezza... 2 3 ITER DI CERTIFICAZIONE...

Dettagli

PROGRAMMA REGIONALE DI SVILUPPO RURALE

PROGRAMMA REGIONALE DI SVILUPPO RURALE PROGRAMMA REGIONALE DI SVILUPPO RURALE MISURA 1.2.3 ACCRESCIMENTO DEL VALORE AGGIUNTO DEI PRODOTTI AGRICOLI E FORESTALI PRESENTAZIONE ISTANZE DI FINANZIAMENTO Alla domanda di aiuto, il soggetto richiedente

Dettagli

SCHEDA 3 I giocattoli

SCHEDA 3 I giocattoli SCHEDA 3 I giocattoli Normativa di riferimento La normativa di riferimento in materia di giocattoli è molto articolata, poiché consta di leggi nazionali, decreti ministeriali, circolari e direttive CEE.

Dettagli

Sicurezza Materiale Elettrico di Bassa Tensione

Sicurezza Materiale Elettrico di Bassa Tensione Sicurezza Materiale Elettrico di Bassa Tensione FONTI NORMATIVE: Legge N. 791/77 Direttiva del consiglio delle Comunità Europee N. 73/23/CEE (abrogata dalla Direttiva n. 2006/95/CEE) Prodotti inclusi:

Dettagli

Roma, 23 maggio 2011. Alle Direzioni Regionali, Interregionali e Provinciali. Agli Uffici delle Dogane Loro Sedi

Roma, 23 maggio 2011. Alle Direzioni Regionali, Interregionali e Provinciali. Agli Uffici delle Dogane Loro Sedi Roma, 23 maggio 2011 Alle Direzioni Regionali, Interregionali e Provinciali Protocollo: 59658/RU Rif.: Allegati: 2 Agli Uffici delle Dogane Loro Sedi All Ufficio centrale antifrode Sede e, p.c. Al Ministero

Dettagli

CAPITOLATO TECNICO SEZIONE DIVISE NON SONO AMMESSE OFFERTE SUPERIORI ALL IMPORTO PREVISTO A BASE D ASTA

CAPITOLATO TECNICO SEZIONE DIVISE NON SONO AMMESSE OFFERTE SUPERIORI ALL IMPORTO PREVISTO A BASE D ASTA Allegato A al Capitolato d oneri GARA PER LA FORNITURA DI BIANCHERIA PIANA E DIVISE PER IL PERSONALE PER L AZIENDA OSPEDALIERA DI PADOVA. Nr. Gara: 2243409 CAPITOLATO TECNICO SEZIONE DIVISE NON SONO AMMESSE

Dettagli

ALLEGATO ALLA PROCEDURA PROCEDURA N. PQ 7.4-01

ALLEGATO ALLA PROCEDURA PROCEDURA N. PQ 7.4-01 N. SOMMARIO PAGINA 1 SCOPO 2 2 CAMPO DI APPLICAZIONE 2 3 RIFERIMENTI E DOCUMENTI RICHIAMATI 2 4 TERMINI E DEFINIZIONI 2 5 RESPONSABILITÀ 2 6 MODALITÀ OPERATIVE 2 TIPO COPIA N. COPIA DESTINATARIO/ UBICAZIONE

Dettagli

Oggetto: Istanza di interpello. Aliquota Iva da applicare alle cessioni di preparazioni alimentari per cani e gatti.

Oggetto: Istanza di interpello. Aliquota Iva da applicare alle cessioni di preparazioni alimentari per cani e gatti. RISOLUZIONE N. 210/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 18 novembre 2003 Oggetto: Istanza di interpello. Aliquota Iva da applicare alle cessioni di preparazioni alimentari per cani e gatti.

Dettagli

Comune di Cremona LAVORI DI BITUMATURA STRADE 2 LOTTO MANUTENZIONE STRAORDINARIA

Comune di Cremona LAVORI DI BITUMATURA STRADE 2 LOTTO MANUTENZIONE STRAORDINARIA Comune di Cremona LAVORI DI BITUMATURA STRADE 2 LOTTO MANUTENZIONE STRAORDINARIA DISCIPLINARE DI GARA MEDIANTE PUBBLICO INCANTO (NORME INTEGRATIVE AL BANDO) 1. MODALITA DI PRESENTAZIONE E CRITERI DI AMMISSIBILITA

Dettagli

GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEI CERTIFICATI DI ORIGINE

GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEI CERTIFICATI DI ORIGINE GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEI CERTIFICATI DI ORIGINE Sommario: - 1- Norme di carattere generale. 2. Norme di carattere particolare. 3. Procedure richieste per le esportazioni in Egitto. 3.1. Norme di carattere

Dettagli

Bollettino ECEPA. In questo numero 1 VERIFICA ISPETTIVA DI CAMPIONAMENTO 2 ETICHETTATURA DEI PRODOTTI DOP. 3 DIRITTI E LIMITAZIONI NELL USO DEL

Bollettino ECEPA. In questo numero 1 VERIFICA ISPETTIVA DI CAMPIONAMENTO 2 ETICHETTATURA DEI PRODOTTI DOP. 3 DIRITTI E LIMITAZIONI NELL USO DEL Bollettino ECEPA In questo numero N 6 1 VERIFICA ISPETTIVA DI CAMPIONAMENTO ED ANALISI DEI PRODOTTI DOP 2 ETICHETTATURA DEI PRODOTTI DOP. 2.1. Marchi di conformità ECEPA 2.2. Marchio Comunitario DOP 2.3.

Dettagli

CONDIZIONI GENERALI DI FORNITURA

CONDIZIONI GENERALI DI FORNITURA 1 SCOPO... 1 2 RIFERIMENTI... 1 3 APPLICABILITÀ... 1 4 CLAUSOLE GENERALI... 2 4.1 Accesso allo stabilimento... 2 4.2 Riservatezza... 2 4.3 Sub-fornitura... 2 4.4 Garanzia... 2 5 DISPOSIZIONI IN MATERIA

Dettagli

ASSICURAZIONE DELLA RESPONSABILITA CIVILE PRODOTTI PROPOSTA QUESTIONARIO

ASSICURAZIONE DELLA RESPONSABILITA CIVILE PRODOTTI PROPOSTA QUESTIONARIO Ditta Proponente: ASCURAZIONE DELLA RESPONSABILITA CIVILE PRODOTTI PROPOSTA QUESTIONARIO Indirizzo: Comune: PARTE I TIZIE GENERALI 1) Descrizione sommaria di tutti i prodotti per i quali il Proponente

Dettagli

LINEA GUIDA SISTEMA TRACCIABILITA MARCHI D AREA

LINEA GUIDA SISTEMA TRACCIABILITA MARCHI D AREA LINEA GUIDA SISTEMA TRACCIABILITA MARCHI D AREA 1 SOMMARIO 1 PREMESSA...3 2 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE...4 3 DEFINIZIONI...5 4 NORMATIVE DI RIFERIMENTO...7 5 PRINCIPI BASE DEL SISTEMA DI TRACCIABILITÀ

Dettagli

ETICHETTATURA DI ORIGINE E TUTELA DEI CONSUMATORI

ETICHETTATURA DI ORIGINE E TUTELA DEI CONSUMATORI ETICHETTATURA DI ORIGINE E TUTELA DEI CONSUMATORI Dott. Zeno Poggi 045-9230163 info@zenopoggi.com QUADRO NORMATIVO - ITALIA L apposizione della dicitura MADE IN configura una dichiarazione di scienza,

Dettagli

SCOPO DELLA PROCEDURA E APPLICAZIONE

SCOPO DELLA PROCEDURA E APPLICAZIONE Art.1 Art.2 Art.3 Art.4 Art.5 Art.6 Art.7 Art.8 Art.9 Art.10 Art.11 Art. 12 Art. 13 Art. 14 Art. 15 Art. 16 INDICE SCOPO DELLA PROCEDURA E APPLICAZIONE RIFERIMENTI NORMATIVI TERMINI E DEFINIZIONI CONDIZIONI

Dettagli

Ing Cianci LART s.r.l. www.lartessile.it

Ing Cianci LART s.r.l. www.lartessile.it ETICHETTATURA DI COMPOSIZIONE Regolamento UE N 1007/2011 del 27 settembre 2011 pubblicato sulla gazzetta ufficiale della UE il 18/10/2011 Ing Cianci LART s.r.l. LART s.r.l. Pierpaolo Cianci 50 www.lartessile.it

Dettagli

RISOLUZIONE N. 113 /E

RISOLUZIONE N. 113 /E RISOLUZIONE N. 113 /E Direzione Centrale Normativa Roma, 29 novembre 2011 OGGETTO: Interpello - articolo 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Trattamento tributario dell attività di mediazione svolta ai sensi

Dettagli

M inistero della D ifesa

M inistero della D ifesa S.T 1362/UI - CALZE COLLANT MODELLO 2000 Pagina 1 di 5 M inistero della D ifesa D irezione G enerale del Com m issariato e dei Servizi G enerali I R eparto 2^ D ivisione 1^ Sezione Tecnica w w w.com m

Dettagli

CONVENZIONE DI SERVIZIO DELLA CONSERVAZIONE DEI DOCUMENTI INFORMATICI RELATIVI AI SERVIZI DI tra

CONVENZIONE DI SERVIZIO DELLA CONSERVAZIONE DEI DOCUMENTI INFORMATICI RELATIVI AI SERVIZI DI tra COMUNE DI CUNEO SETTORE ELABORAZIONE DATI ED ATTIVITA PRODUTTIVE Via Roma 28, 12100 CUNEO CONVENZIONE DI SERVIZIO DELLA CONSERVAZIONE DEI DOCUMENTI INFORMATICI RELATIVI AI SERVIZI DI tra Il Comune di Cuneo,

Dettagli

Condizioni generali di vendita con i consumatori

Condizioni generali di vendita con i consumatori Condizioni generali di vendita con i consumatori Art. 1) Ambito di applicazione delle Condizioni generali - Oggetto della fornitura 1.1) Le presenti Condizioni generali di vendita (le Condizioni ) costituiscono

Dettagli

Etichettatura di origine nel settore tessile/abbigliamento

Etichettatura di origine nel settore tessile/abbigliamento 1 Etichettatura di origine nel settore tessile/abbigliamento Dr. Filippo Laviani Area Europa e Regolamentazione Commercio Internazionale 2 Etichettatura d origine: Made In L origine del prodotto è determinata

Dettagli

ALLEGATO 10. Materie tessili e loro manufatti della sezione XI

ALLEGATO 10. Materie tessili e loro manufatti della sezione XI ALLEGATO 10 ELENCO DELLE LAVORAZIONI O TRASFORMAZIONI ALLE QUALI DEVONO ESSERE SOTTO- POSTI I MATERIALI NON ORIGINARI AFFINCHÉ IL PRODOTTO FINITO POSSA AVERE IL CARATTERE DI PRODOTTO ORIGINARIO Materie

Dettagli

Sostanzialmente si obbligano le imprese produttrici a dichiarare l origine del prodotto e il tipo di lavorazione che possa caratterizzare lo stesso.

Sostanzialmente si obbligano le imprese produttrici a dichiarare l origine del prodotto e il tipo di lavorazione che possa caratterizzare lo stesso. Tutela del made in Italy in Gazzetta Ufficiale Legge 08.04.2010 n. 55, G.U. 21.04.2010 (Manuela Rinaldi) Istituzione di un sistema di etichettatura obbligatoria dei prodotti finiti e intermedi destinati

Dettagli

REGOLAMENTO (CE) N. 1235/2008 DELLA COMMISSIONE

REGOLAMENTO (CE) N. 1235/2008 DELLA COMMISSIONE 12.12.2008 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 334/25 REGOLAMENTO (CE) N. 1235/2008 DELLA COMMISSIONE dell 8 dicembre 2008 recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio

Dettagli

Ai Direttori degli Uffici periferici LORO SEDI

Ai Direttori degli Uffici periferici LORO SEDI Ai Direttori degli Uffici periferici LORO SEDI Ufficio II Prot. n. 22280 pos.26 Al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali dell Università di Bologna Laboratorio LaRAS Via Fanin, 40 40127 BOLOGNA

Dettagli

LA TUTELA PENALE DEL COMMERCIO DEL VINO. avv. Paolo Tosoni

LA TUTELA PENALE DEL COMMERCIO DEL VINO. avv. Paolo Tosoni LA TUTELA PENALE DEL COMMERCIO DEL VINO PREMESSA a) la genuinità e la bontà del vino che quotidianamente consumiamo determinano lo stato fisico e la condizione del cittadino-consumatore; b) il consumatore

Dettagli

Normativa vecchia e nuova a confronto

Normativa vecchia e nuova a confronto Normativa vecchia e nuova a confronto D.Lgs. 25-2-2000 n. 84 D.Lgs. 6-9-2005 n. 206 Capo III - Particolari modalità di informazione Sezione I - Indicazione dei prezzi per unità di misura 1. Definizioni

Dettagli

REGIONE VENETO AZIENDA OSPEDALIERA DI PADOVA PADOVA FORNITURA DI SACCHE PER RACCOLTA SANGUE DA CORDONE

REGIONE VENETO AZIENDA OSPEDALIERA DI PADOVA PADOVA FORNITURA DI SACCHE PER RACCOLTA SANGUE DA CORDONE REGIONE VENETO AZIENDA OSPEDALIERA DI PADOVA PADOVA FORNITURA DI SACCHE PER RACCOLTA SANGUE DA CORDONE OMBELICALE E SACCHE PER CONGELAMENTO E STOCCAGGIO DI CELLULE STAMINALI PERIFERICHE * * * * * * PROCEDURA

Dettagli

ISTANZA DI PARTECIPAZIONE

ISTANZA DI PARTECIPAZIONE ISTANZA DI PARTECIPAZIONE MODELLO DI DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONI E DELL ATTO DI NOTORIETÀ (AI SENSI DEGLI ARTT.46 E 47 DEL D.P.R. N.445/2000), DA COMPILARE E SOTTOSCRIVERE DA PARTE DELL

Dettagli

REGOLAMENTO DI GARA PUBBLICO INCANTO PER LA FORNITURA DI LENTINE INTRAOCULARI ART. 1 NORMATIVA DI RIFERIMENTO

REGOLAMENTO DI GARA PUBBLICO INCANTO PER LA FORNITURA DI LENTINE INTRAOCULARI ART. 1 NORMATIVA DI RIFERIMENTO SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE REGIONE LIGURIA AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 5 SPEZZINO Via XXIV Maggio, 139 19124 LA SPEZIA S.C. PROVVEDITORATO E ECOMATO Tel. 0187/533512 Fax 0187/533905 REGOLAMENTO DI GARA

Dettagli

ETICHETTATURA DEI PRODOTTI TESSILI

ETICHETTATURA DEI PRODOTTI TESSILI CNR ISMAC Istituto per lo Studio delle Macromolecole BIELLA ETICHETTATURA DEI PRODOTTI TESSILI Dr.ssa Cinzia Tonetti c.tonetti@bi.ismac.cnr.it NORMATIVA EUROPEA PER L ETICHETTATURA DEI MATERIALI TESSILI

Dettagli

DIRETTIVA 2014/35/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

DIRETTIVA 2014/35/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO 29.3.2014 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 96/357 DIRETTIVA 2014/35/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 26 febbraio 2014 concernente l armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri

Dettagli

REGIONE TOSCANA-GIUNTA REGIONALE DIREZIONE GENERALE DIRITTO ALLA SALUTE E POLITICHE DI SOLIDARIETA'

REGIONE TOSCANA-GIUNTA REGIONALE DIREZIONE GENERALE DIRITTO ALLA SALUTE E POLITICHE DI SOLIDARIETA' REGIONE TOSCANA-GIUNTA REGIONALE DIREZIONE GENERALE DIRITTO ALLA SALUTE E POLITICHE DI SOLIDARIETA' AREA DI COORDINAMENTO SANITA' SETTORE SANITA' PUBBLICA VETERINARIA. Dirigente Responsabile: Andrea Leto

Dettagli

REGOLAMENTO DEI SISTEMI DI COMPRA-VENDITA MERCATO DEI FIORI DI SANREMO AREA MERCATO - CONTRATTAZIONE AREA MERCATO -

REGOLAMENTO DEI SISTEMI DI COMPRA-VENDITA MERCATO DEI FIORI DI SANREMO AREA MERCATO - CONTRATTAZIONE AREA MERCATO - REGOLAMENTO DEI SISTEMI DI COMPRA-VENDITA MERCATO DEI FIORI DI SANREMO AREA MERCATO ARTICOLO 1 - Oggetto del regolamento Il presente regolamento disciplina i sistemi di compra-vendita presenti sul mercato

Dettagli

I.D.E.E. S.r.l. ESTRATTO DAI COMMENTI ALLA DIRETTIVA MACCHINE 98/37/CE

I.D.E.E. S.r.l. ESTRATTO DAI COMMENTI ALLA DIRETTIVA MACCHINE 98/37/CE I.D.E.E. S.r.l. Consulenze per la Sicurezza e la Qualità N.B. La Direttiva Macchine 98/37/CE sarà valida fino al 29 Dicembre 2009, poi entrerà in vigore la Direttiva 2006/42/CE. In ogni caso fino a che

Dettagli

CONSIDERATO CHE - la gestione dei rifiuti costituisce attività di pubblico interesse ed è regolata dalla legge; - il decreto legislativo 5 febbraio

CONSIDERATO CHE - la gestione dei rifiuti costituisce attività di pubblico interesse ed è regolata dalla legge; - il decreto legislativo 5 febbraio CONSIDERATO CHE - la gestione dei rifiuti costituisce attività di pubblico interesse ed è regolata dalla legge; - il decreto legislativo 5 febbraio 1997 n. 22 (attuazione delle direttive 91/156/CEE sui

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA CERTIFICAZIONE DI EMISSIONE ACUSTICA AMBIENTALE DELLE MACCHINE ED ATTREZZATURE DESTINATE A FUNZIONARE ALL APERTO APRILE 2012

REGOLAMENTO PER LA CERTIFICAZIONE DI EMISSIONE ACUSTICA AMBIENTALE DELLE MACCHINE ED ATTREZZATURE DESTINATE A FUNZIONARE ALL APERTO APRILE 2012 DIRETTIVA 2000/14/CE REGOLAMENTO PER LA CERTIFICAZIONE DI EMISSIONE ACUSTICA AMBIENTALE DELLE MACCHINE ED ATTREZZATURE DESTINATE A FUNZIONARE ALL APERTO APRILE 2012 INDICE 1 - Generalità...2 2 - Applicabilità...2

Dettagli

I Regolamenti (CE) REACH e CLP

I Regolamenti (CE) REACH e CLP GIORNATA DI STUDIO I Regolamenti (CE) REACH e CLP Attività di Vigilanza ed Ispezione Dr. Mario Esposito Tecnico della Prevenzione Ambiente e luoghi di Lavoro A.S.L. LECCE 1 Per l attuazione degli adempimenti

Dettagli

L'etichettatura di composizione dei prodotti tessili

L'etichettatura di composizione dei prodotti tessili L'etichettatura di composizione dei prodotti tessili 1 NORMATIVA Legge 883 del 26 novembre 1973 "Disciplina delle denominazioni e della etichettatura dei prodotti tessili" che sopravvive negli articoli

Dettagli

Partecipante. Nome. Cognome. Email

Partecipante. Nome. Cognome. Email Più informazioni per offrire una migliore consulenza Siete pregati di inviare il formulario compilato in ogni sua parte all indirizzo di posta o al numero di fax indicati. Categoria Tessuti per la casa

Dettagli

FATTURAZIONE e REGISTRAZIONE delle OPERAZIONI EFFETTUATE dal 1 GENNAIO 2013 NOVITÀ

FATTURAZIONE e REGISTRAZIONE delle OPERAZIONI EFFETTUATE dal 1 GENNAIO 2013 NOVITÀ Circolare informativa per la clientela n. 3/2013 del 31 gennaio 2013 FATTURAZIONE e REGISTRAZIONE delle OPERAZIONI EFFETTUATE dal 1 GENNAIO 2013 NOVITÀ In questa Circolare 1. Normativa Iva nazionale Novità

Dettagli

1 PREMESSE 1.1 DEFINIZIONI

1 PREMESSE 1.1 DEFINIZIONI DISCIPLINARE DI GARA 1 PREMESSE Il presente Capitolato Speciale d Appalto descrive e disciplina le condizioni, le modalità ed i termini di esecuzione della fornitura di opere librarie e documentarie per

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico Ministero dello Sviluppo Economico DIREZIONE GENERALE POLITICA INDUSTRIALE, LA COMPETITIVITA E LE PMI EX DIV. XII POLITICHE DELLE INDUSTRIE ALIMENTARI ALLE ASSOCIAZIONI IMPRENDITORIALI DI CATEGORIA E DELLA

Dettagli

NOTA INFORMATIVA PIANI DI CONTROLLO: GESTIONE ATTIVITA ISPETTIVA INF5_V_002_20150401

NOTA INFORMATIVA PIANI DI CONTROLLO: GESTIONE ATTIVITA ISPETTIVA INF5_V_002_20150401 1. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE La presente nota descrive le modalità operative utilizzate da Valoritalia per la gestione del controllo ispettivo viticoltori, vinificatori, imbottigliatori ed intermediari.

Dettagli

Convegno Vendita a distanza: diritti dei consumatori,

Convegno Vendita a distanza: diritti dei consumatori, Convegno Vendita a distanza: diritti dei consumatori, innovazioni e criticità. Cosa cambia dal 13.06.2014 a seguito dell entrata in vigore del D. Lgs 21/2014 Milano, giovedì 17 luglio 2014 Confcommercio

Dettagli

R E G O L A M E N T O A L B O P R E T O R I O O N - L I N E

R E G O L A M E N T O A L B O P R E T O R I O O N - L I N E COMUNE DI BORGIA P r o vincia di Catanzaro REGOLAMENTO ALBO PRETORIO ON-LINE ( A l l e g a t o A a l R e g o l a m e n t o s u l l o r d i n a m e n t o d e g l i u f f i c i e d e i s e r v i z i a p

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. Disposizioni in materia di etichettatura dei prodotti N. 1593 COTA, SIMONETTI

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. Disposizioni in materia di etichettatura dei prodotti N. 1593 COTA, SIMONETTI Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 1593 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI COTA, SIMONETTI Disposizioni in materia di etichettatura dei prodotti Presentata il 31 luglio

Dettagli

REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 29/2012 DELLA COMMISSIONE del 13 gennaio 2012 relativo alle norme di commercializzazione dell olio d oliva

REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 29/2012 DELLA COMMISSIONE del 13 gennaio 2012 relativo alle norme di commercializzazione dell olio d oliva L 12/14 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 14.1.2012 REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 29/2012 DELLA COMMISSIONE del 13 gennaio 2012 relativo alle norme di commercializzazione dell olio d oliva (codificazione)

Dettagli

DICHIARAZIONI DI CONFORMITA E SCHEDE TECNICHE. Daniela Cuzzani. UOC Igiene Alimenti e Nutrizione Dipartimento Sanità Pubblica AUSL Bologna 1

DICHIARAZIONI DI CONFORMITA E SCHEDE TECNICHE. Daniela Cuzzani. UOC Igiene Alimenti e Nutrizione Dipartimento Sanità Pubblica AUSL Bologna 1 DICHIARAZIONI DI CONFORMITA E SCHEDE TECNICHE Daniela Cuzzani UOC Igiene Alimenti e Nutrizione Dipartimento Sanità Pubblica AUSL Bologna 1 DICHIARAZIONI DI CONFORMITA NELL AMBITO DEI CONTROLLI UFFICIALI

Dettagli

Carni bovine Regolamento CE 1760/2000 identificazione e registrazione dei bovini etichettatura delle carni bovine disposizioni comuni

Carni bovine Regolamento CE 1760/2000 identificazione e registrazione dei bovini etichettatura delle carni bovine disposizioni comuni Carni bovine Le carni bovine, a seconda della modalità con cui vengono vendute, possono essere sottoposte sia alle norme di carattere generale sull etichettatura dei prodotti alimentari sia a quelle specifiche

Dettagli

1. Compiti attribuiti alle Zone Telecomunicazioni.

1. Compiti attribuiti alle Zone Telecomunicazioni. 1. Compiti attribuiti alle Zone Telecomunicazioni. L attuale quadro normativo demanda alle Zone Telecomunicazioni compiti di gestione, in sede locale, dei servizi radiotelegrafonici, meccanografici e riprografici

Dettagli

GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI BANDO DI GARA PER LA VENDITA DI BENI MOBILI (ARREDI)

GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI BANDO DI GARA PER LA VENDITA DI BENI MOBILI (ARREDI) GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI BANDO DI GARA PER LA VENDITA DI BENI MOBILI (ARREDI) Si rende noto che questa Autorità intende procedere alla vendita al miglior offerente di beni mobili (arredi)

Dettagli

DISPOSITIVI. Federico II. Avv. Antonia De Lisio

DISPOSITIVI. Federico II. Avv. Antonia De Lisio DISPOSITIVI Le direttive comunitarie e le norme italiane che hanno recepito le direttive stesse disciplinano, separatamente, tre categorie di dispositivi medici 1 DISPOSITIVI i dispositivi medici impiantabili

Dettagli

CODICE DI COMPORTAMENTO PER IL PERSONALE COINVOLTO NELL ATTIVITA DI DISTRIBUZIONE E MISURA DEL GAS NATURALE. ACSM-AGAM Reti Gas Acqua S.r.l.

CODICE DI COMPORTAMENTO PER IL PERSONALE COINVOLTO NELL ATTIVITA DI DISTRIBUZIONE E MISURA DEL GAS NATURALE. ACSM-AGAM Reti Gas Acqua S.r.l. CODICE DI COMPORTAMENTO PER IL PERSONALE COINVOLTO NELL ATTIVITA DI DISTRIBUZIONE E MISURA DEL GAS NATURALE ACSM-AGAM Reti Gas Acqua S.r.l. Approvato dal CdA del 15 ottobre 2010 2 INDICE Preambolo...4

Dettagli

REGO OLAMENTO FUI Regolamento disciplinante

REGO OLAMENTO FUI Regolamento disciplinante REGOLAMENTO FUI anni termici 2014-2016 Regolamento disciplinante le procedur re concorsuali per l individuazione dei fornitori i di ultima istanza di gass naturale per il periodo 1 ottobre 2014-30 settembre

Dettagli

CARTA DELLA QUALITA. dei servizi postali. Rapidità Professionalità Assistenza alla clientela

CARTA DELLA QUALITA. dei servizi postali. Rapidità Professionalità Assistenza alla clientela Carta della qualità dei servizi postali Art. 12.1 D. Lgs 261/99 CARTA DELLA QUALITA dei servizi postali Rapidità Professionalità Assistenza alla clientela Il presente documento è compilato nel rispetto

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico Ministero dello Sviluppo Economico DIREZIONE GENERALE PER IL MERCATO, LA CONCORRENZA, IL CONSUMATORE, LA VIGILANZA E LA NORMATIVA TECNICA Divisione XXI Registro delle imprese Roma, 29 settembre 2014, prot.

Dettagli

SPEZIE ED ERBE AROMATICHE

SPEZIE ED ERBE AROMATICHE Marchio di qualità con indicazione di origine Marchio di qualità Südtirol/Alto Adige DISCIPLINARE per il settore SPEZIE ED ERBE AROMATICHE Decreto del Direttore della Ripartizione Economia n. 833 del 26.11.2014

Dettagli

CIRCOLARE 52/D. Roma, 28 dicembre 2006. Alle Direzioni Regionali dell Agenzia delle Dogane LORO SEDI. Agli Uffici delle Dogane LORO SEDI

CIRCOLARE 52/D. Roma, 28 dicembre 2006. Alle Direzioni Regionali dell Agenzia delle Dogane LORO SEDI. Agli Uffici delle Dogane LORO SEDI CIRCOLARE 52/D Protocollo: 1653 Rif.: Allegati: 2 Vs. Roma, 28 dicembre 2006 Alle Direzioni Regionali dell Agenzia delle Dogane LORO SEDI Agli Uffici delle Dogane LORO SEDI Alle Direzioni Circoscrizionali

Dettagli

METALLI PREZIOSI: LA DISCIPLINA

METALLI PREZIOSI: LA DISCIPLINA Attenzione: la Guida che state stampando è aggiornata al 10/07/2008. I file allegati con estensione.doc,.xls,.pdf,.rtf, etc. non verranno stampati automaticamente; per averne copia cartacea è necessario

Dettagli

AVVISO A PRESENTARE OFFERTA PER IL SERVIZIO DI RECUPERO CREDITI STRAGIUDIZIALE

AVVISO A PRESENTARE OFFERTA PER IL SERVIZIO DI RECUPERO CREDITI STRAGIUDIZIALE AVVISO A PRESENTARE OFFERTA PER IL SERVIZIO DI RECUPERO CREDITI STRAGIUDIZIALE L Azienda Servizi Integrati S.p.A., con sede in San Donà di Piave (VE), Via N. Sauro, 21 - Tel. 0421/481111, e-mail: info@asibassopiave.it.,

Dettagli

www.isupporti.it - info@isupportibs.it CCIAA BRESCIA

www.isupporti.it - info@isupportibs.it CCIAA BRESCIA www.isupporti.it - info@isupportibs.it CCIAA BRESCIA Promemoria operativo NON UFFICIALE al 23/04/2014 - sul deposito del Bilancio d'esercizio chiuso al 31/12/2013 BILANCIO L invio ai ns. uffici potrà avvenire,

Dettagli

ASP Don Cavalletti Comune di Carpineti (Reggio Emilia)

ASP Don Cavalletti Comune di Carpineti (Reggio Emilia) ALLEGATO B BANDO DI GARA PROCEDURA APERTA PER L AFFIDAMENTO IN CONCESSIONE DEL SERVIZIO DI DELL'ASP DON CAVALLETTI TESORERIA SI RENDE NOTO che è indetta una procedura aperta per l affidamento in concessione

Dettagli

DIRETTIVA 2014/33/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

DIRETTIVA 2014/33/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO 29.3.2014 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 96/251 DIRETTIVA 2014/33/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 26 febbraio 2014 per l armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative

Dettagli

CODICE DI COMPORTAMENTO

CODICE DI COMPORTAMENTO CODICE DI COMPORTAMENTO Per il personale coinvolto nelle attività di distribuzione dell energia elettrica e del gas naturale Rev. 03 del 21/12/2015 Il presente Codice di Comportamento è stato elaborato

Dettagli

TERMINE PER LA PRESENTAZIONE DELLE OFFERTE LE ORE 12:00 DEL 29 GIUGNO 2015

TERMINE PER LA PRESENTAZIONE DELLE OFFERTE LE ORE 12:00 DEL 29 GIUGNO 2015 Livorno, 05 Giugno 2015 Prot. 4308-21/15 Gar1733 Quotidiani locali Mailing list interna dipendenti Bacheca aziendale Sito web aziendale OGGETTO: AVVISO PUBBLICO PER LA CESSIONE (TRAMITE VENDITA) DI N.

Dettagli

Sanzioni CLP e REACH

Sanzioni CLP e REACH Sanzioni CLP e REACH Pubblichiamo 2 tabelle predisposte dal Dott. Marzio Marziani, che ringraziamo vivamente, riassuntive delle sanzioni e relative a: Sanzioni Regolamento CLP, previste dal D.Lgs. 186

Dettagli

Additivi alimentari: aspetti normativi e criticità della etichettatura

Additivi alimentari: aspetti normativi e criticità della etichettatura Corso di formazione sugli additivi alimentari 23 gennaio 2013 I edizione 24 gennaio 2013 II edizione Benevento Additivi alimentari: aspetti normativi e criticità della etichettatura Antonella Semeraro

Dettagli