I piani di rifabbrico di Dosoledo di Comelico nel secolo scorso

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1 I piani di rifabbrico di Dosoledo di Comelico nel secolo scorso di Andrea Zambelli Gli anni che vanno dal 1850 al 1875 furono caratterizzati da profonde trasformazioni dell'assetto territoriale del Comune di Comelico Superiore e da una modificazione radicale della tipologia edilizia locale. Le grosse borgate del Comelico erano costituite da dimore interamente o prevalentemente lignee. Gli edifici erano del tipo unitario: la parte anteriore, generalmente esposta a sud, veniva adibita ad abitazione, la parte posteriore a stalla e fienile. I tetti, a due spioventi ampi e poco inclinati, presentavano la caratterizzata dal focolare in dole. Larghi ballatoi in legno fasciavano i fabbricati su tre lati. Le soffitte erano aperte per permettere una buona ventilazione e quindi 1'essiccazione dei prodotti dei campi che ivi venivano stesi. Dall'ingresso, situato al piano terra e sul lato meglio esposto, si accedeva ad un largo corridoio ai lati del quale erano disposti la cucina e la stua, qualche volta anche la cantina. La cucina, con le pareti intonacate ed annerite dal fumo, era caratterizzata dal focolare in pietra con la tradizionale cappa. La "stua", dove la famiglia si raccoglieva attorno ad una grande stufa a volta, detta "fornu", era l'ambiente più caldo e accogliente soprattutto nella lunga stagione invernale. Ai piani superiori erano situate le camere generalmente rivestite di legno per riparare gli abitanti dall'umidità e dal freddo.. La struttura del fabbricato era DOSOLEDO Vecchia abitazione caratterizzata dai larghi ballatoi che fasciano la facciata e del sottotetto aperto. Il piano terra è in muratura, i piani superiori in legno. CANDIDE Planimetria di una vecchia casa unitaria, bifamigliare.

2 DOSOLEDO Casa unitaria, attualmente abbandonata e cadente. costituita interamente di tronchi squadrati e incastrati agli spigoli; in genere la parte in muratura si limitava ad un piano seminterrato che veniva adibito a cantina o stalla. Solo in seguito, per scongiurare la possibilità di incendi, anche il piano terra, dove erano situate la cucina e la "stua", venne costruito in muratura. L'uso quasi esclusivo del legname, quale materiale da costruzione era dovuto ad una serie di circostanze caratteristiche in tutte le economie agrosilvane. In primo luogo l'abbondanza di boschi, la relativa semplicità di trasporto dei tronchi e la facile lavorazione e messa in opera del legname, in secondo luogo l'insufficienza di cave per l'estrazione della pietra e la mancanza di mezzi e strade agevoli per il trasporto dei materiali, in terzo luogo la scarsità di manodopera qualificata per le opere in muratura. Giova inoltre ricordare che la circostanza prima che indusse i valligiani ad adottare e mantenere il sistema di costruzione in legno, nonostante i ripetuti e gravissimi incendi, era il diritto che godevano della assegnazione gratuita del legname necessario alla costruzione e manutenzione dei fabbricati da parte delle frazioni. Detta circostanza permetteva di ridurre in maniera notevolissima le spese per la costruzione della casa e soccorreva in maniera determinante un economia poverissima. L'assegnazione gratuita veniva concessa anche nel caso di ricostruzione degli edifici incendiati o consunti dalle intemperie e dagli anni. Però l'aumento della popolazione, con la conseguente necessità di nuove abitazioni, comportava uno sfruttamento sempre più massiccio dei boschi frazionali già sottoposti ad una continua manomissione coi tagli annui necessari alla manutenzione e ristrutturazione degli edifici esistenti. Inoltre l'amministrazione Comunale, per far fronte alle spese generali era costretta a ricorrere a sovraimposte sempre più onerose, non potendo convertire in legname da commercio il bosco depauperato dalle necessità di fabbricazione. I disastrosi incendi che si verificarono attorno agli anni cinquanta costrinsero il Comune ad approntare dei piani di intervento intesi a far fronte alle necessità di ricostruire le abitazioni distrutte senza deteriorare ulteriormente il patrimonio boschivo. A tale scopo venne deliberato di accordare dei sussidi in denaro a tutti quegli abitanti che avessero accettato di ricostruire o di riattare in muratura i vecchi edifici. Per facilitare l'iniziativa vennero aperte nuove e comode strade per rendere più agevole ed economico il trasporto del materiale. I provvedimenti si resero cosi utili e ben accetti alla popolazione che, in breve tempo, in tutti gli abitanti sorse la necessità e l'esigenza non solo di riattare le case danneggiate con il nuovo sistema, ma di demolire le vecchie in legno per ricostruirle in muratura. DOSOLEDO Casa unitaria con tabià ed abitazione.

3 Le scelte operate dal Comune, che avrebbero cambiato radicalmente la fisionomia del villaggio e la tipologia edilizia locale, se da un lato risultarono molto gravose per la comunità, il cui unico reddito era il prodotto del bosco, dall'altro risolvevano definitivamente il problema della sicurezza del paese, scongiurando probabili future calamità. Inoltre le nuove costruzioni garantivano una maggiore sicurezza anche sotto l'aspetto igienico. Si iniziò a dividere le abitazioni dal rustici che nei vecchi caseggiati erano tra loro incorporati; in origine il fienile occupava tutta la parte posteriore della intera costruzione mentre la stalla era situata al pianterreno o nel seminterrato. Presto il Comune si trovò in difficoltà ad affrontare le ingenti spese per la corresponsione dei sussidi agli aventi diritto, in sostituzione della tradizionale assegnazione di legname. Sovente i compensi venivano distribuiti senza economia ed in maniera non proporzionale alle esigenze delle varie famiglie. Il Consiglio comunale, chiamato a rivedere tutta la materia riconoscendo la necessità di un apposito regolamento per la distribuzione dei sussidi, stabilì che tutti i fabbricati entro il perimetro del paese fossero ricostruiti in muratura a spese delle Casse Comunali e Frazionali con l'obbligo al privati di concorrere e collaborare alla costruzione delle loro DOSOLEDO L edificio, ricostruito in muratura conserva intatte le caratteristiche delle costruzioni in legno: l ampio sottotetto aperto ed il duplice ordine di ballatoi, che da alla facciata un senso di aerea leggerezza. case e fienili offrendo la propria opera nella esecuzione di determinati lavori. Il Comune diede quindi corso alla stesura dei Piani Disciplinari e dei Piani di rifabbrico nominando apposite Commissioni Edili, rivestite delle più ampie facoltà e fornite di tutti i mezzi finanziari per garantire l'esatta e sollecita esecuzione dei lavori. Sull'esempio dei "Piani di Rifabbrico" già approvati per le Frazioni Padola nel 1847 e di Casamazzagno nel 1852, il Consiglio Comunale di Comelico Superiore, nella seduta del 14 febbraio 1856, adotta all'unanimità la delibera di rifabbricare in mu ratura il caseggiato di Dosoledo. Successivamente nella seduta del 1 ottobre viene nominata l'apposita Commissione Edile col mandato di elaborare il Piano Disciplinare e le modalità della direzione dei lavori del Piano di rifabbrico. Detta commissione è composta da un Presidente e quattro membri nelle persone dei singoli: - Zardus don Giovanni Antonio - Presidente; DOSOLEDO Panoramica del centro abitato.

4 - Zandonella Garofalo Valentino fu G.B. - Zandonella Bortolo fu Bort 9 lo; - De Martin Mazzolon Antonio fu Valentino, - Coletti Giovanni fu Taddeo. Vengono inoltre stabilite le linee fondamentali per la ricostruzione; esse prevedono una ristrutturazione a fasi successive di tutto l'agglomerato, con la creazione di una nuova viabilità interna, la separazione netta dei rustici dalle abitazioni oltre la progressiva ricostruzione in mu ratura di tutti gli edifici in legno. A conclusione della seduta il Planimetria della frazione di Dosoledo nel Consiglio Comunale elegge l'ing. Antonio Pante quale incaricato per la stesura del "Piano Artistico". La realizzazione del Piano è però subordinata alla possibilità di poter disporre di tutti i terreni nell'area interessata. Per rimuovere le difficoltà insorgenti con l'occupazione dei terreni di proprietà privata, vengono chiamati nella riunione del Consiglio Comunale del 2 gennaio 1857 i capi famiglia "Comizi" di Dosoledo. Questi, per venire incontro alle esigenze del Comune, cedono alla Commissione Edile ed alla Deputazione comunale le loro case e costruzioni di ogni natura con i relativi sedimi e terreni adiacenti che si rendono necessari per la realizzazione dell'ideato Piano. I fondi e sedimi verranno poi stimati, senza distinzione di qualità a lire austriache 3,50 per ogni "passo quadrato" e l'importo accreditato al cedente. Per i fabbricati da demolire vengono invece definiti i criteri per la stima del valore. Nel frattempo la Commissione, in ottemperanza al propri obblighi costitutivi, è al lavoro per la stesura del "Piano disciplinare ed economico" seguendo le istruzioni e basi tracciate dal Consiglio Comunale e l ultima nel giugno del Nella adunanza del 29 giugno 1857 il

5 Consiglio accetta ad ogni effetto di legge la cessione dei fabbricati e terreni interessati dal Piano ed approva il "Piano disciplinare ed economico per la ricostruzione del Villaggio di Dosoledo", presentato dalla Commissione incaricata alla stesura. Il Piano, oltre a prescrivere la qualità, la forma, le dimensioni delle case e dei fienili da ricostruire, contiene ogni opportuna e necessaria istruzione per il regolare procedimento delle operazioni di rifabbrico sotto l'aspetto economico e precisa i diritti concessi e gli obblighi imposti ai vari frazionisti. Secondo il Piano, la Frazione deve sostenere la massima parte degli oneri derivanti del rifabbrico del villaggio e precisamente: - i movimenti di terra; - la coltivazione delle cave di pietrame; - l'approvigionamento della calce; - la mano d'opera per la costruzione delle opere murarie; - l'assegnazione del legname per gli impalcati e per gli infissi; - tutti i lavori di falegnameria; - l'acquisto della chioderia principale; - i mezzi di trasporto; - la riapertura e sistemazione delle strade; - il pagamento al privati del valore delle vecchie costruzioni da demolire; - la corresponsione di lire austriache 0,90 per ogni mc. di sassi approntati. A carico del privato gravano le seguenti spese: - l'acquisto dei terreni edificabili; - la lavorazione e il trasporto dei materiali; - l'acquisto delle minute chioderie e degli infissi vari; - il valore della calce somministrata; - il pagamento di lire austriache 10 per ogni locale assegnato di locali eccedenti il numero assegnato. - il pagamento alla Frazione di tutte le spese incontrate dalla Commissione per la costruzione Per ogni privato, bisognoso di casa e fienile, la Commissione apre un conto corrente sul quale vengono annotati tutti i crediti della Frazione e del privato; ad ultimazione dei lavori si procede alla corresponsione dei conguagli. Per far fronte alle spese correnti, la Commissione stacca regolari mandati di pagamento sulla cassa frazionale e con rendiconto annuale giustifica le spese sostenute mediante dettagliate scritture comprovanti gli avvenuti Veduta dell abitato di Sacco e di Dosoledo. lavori. I lavori di rifabbrico, iniziati nel 1858 si protraggono fino al 1874 (anno in cui si verifica un disastroso incendio che distrugge ben 35 case vecchie) e in questo periodo vengono costruiti 14 fabbricati e 8 fienili. Detto sistema di ricostruzione risulta sotto il profilo economico troppo dispendioso e "burocraticamente" complesso e perciò, l'11 novembre 1874, la popolazione di Dosoledo raccolta in "comizio" decide di chiedere alle autorità comunali che i lavori di rifabbrico vengano eseguiti mediante asta pubblica e che a DOSOLEDO La piazza.

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7 questo scopo si appronti un nuovo Piano atto ad eliminare le disfunzioni del precedente. Il Consiglio Comunale, nella seduta del 30 novembre del 1874, accetta queste richieste e affida la stesura del nuovo Piano disciplinare per la continuazione dei lavori di rifabbrico all ing. Luigi De Candido. Lo stesso Consiglio, per porre le basi del nuovo lavoro e per responsabilizzare gli interessati, decide di interpellare la popolazione di Dosoledo. Al termine del "comizio" appositamente convocato viene dato incarico ai signori Valentino Sacco Sonador e Giovanni Sacco Paschei di collaborare con il progettista al fine di poter seguire in ogni momento lo sviluppo e il buon andamento del lavoro. Finalmente nella seduta consigliare del 1 marzo 1875, dopo aver confermato le scelte degli abitanti di Dosoledo e rimossi tutti gli ostacoli, si dà corso alla stesura del nuovo Piano disciplinare. Il nuovo piano disciplinare, tecnico ed economico per la continuazione dei lavori di rifabbrico di Dosoledo. Il nuovo Piano viene ultimato il 24 luglio 1875 ed approvato dalla Deputazione Provinciale l' l1 febbraio Esso si ripromette di assegnare una nuova casa a tutte le famiglie di Dosoledo che ancora abitano in fabbricati di legno o in ambienti insalubri, troppo ristretti e che necessitano di radicali riattamenti. Le abitazioni previste dal Piano, tutte uguali tra di loro, sono del tipo bifamiliare, con i due appartamenti L abitato di Dosoledo con il caratteristico allineamento arcuato dei rustici. completamente autonomi ed a sviluppo verticale: al piano terra la cucina e la "stua", ai piani superiori le camere. Gli edifici, pur uguali come superficie utile, sono distinti in tre categorie secondo il tipo di nucleo familiare destinato ad occuparle. Viene comunque rigorosamente rispettata la proporzione tra numero di vani e comp osizione della famiglia. I fabbricati rurali sono completamente staccati dalle abitazioni: queste ultime occupano tutta la parte intera del vecchio PIANO DI RIFABBRICO DI DOSOLEDO 1875 PIANO TERRENO: 1 Entrata; 2 Cucina; 3 Rotonda pel focolaio; 4 Tinello o stuffa; 5 Cantina; 6 Scale; 7 Cantina; a Entrata; b Cucina; c Rotonda pel focolaio; d Tinello o stuffa; e Scale; f Latrina. PRIMO PIANO: 1 Salotto; 2 Camera da letto; 3 Camera da letto; 4 Camera da letto; 5 Camera ed altro; 6 Scale; 7 Latrina; a Salotto; b Camera da letto; c Camera da letto; d Scale. SECONDO PIANO: 1 Salotto; 2 Camera da letto; 3 Camera da letto; 4 Camera da letto; 5 Camera ed altro; 6 Scale; a Salotto; b Camera da letto; c Camera da letto; d Scale.

8 Piano di rifabbrico dell abitato di Dosoledo redatto dall ing. Luigi De Candido nel 1875.

9 agglomerato, i fienili la parte esterna, a monte e a valle. Una modifica sostanziale al vecchio piano del 1857 è il divieto al proprietario di far eseguire, pur a proprie spese, un numero maggiore di locali o un ampliamento degli stessi, in quanto l'utilizzo di una maggiore superficie pregiudicherebbe l'intera realizzazione del Piano di ricostruzione. Viene inoltre richiesto che la ricostruzione di Dosoledo venga riconosciuta come opera di pubblica utilità al fine di poter ricorrere alla espropriazione forzosa nei confronti di quelle famiglie che si rifiutassero di cedere i loro fabbricati e terreni. Ferma restando la ripartizione degli oneri per il rifabbrico, del tutto simile a quella prevista nel Piano del 1857 si stabilisce di appaltare con asta pubblica tutti i lavori relativi alla demolizione dei vecchi edifici in legno, alla ricostruzione delle nuove fabbriche, alla sistemazione delle strade, piazze e spazi pubblici. Il piano di finanziamento è strettamente legato alle disponibilità di bilancio ed in base ad esso il Piano prevede che ogni anno vengano appaltati un certo numero di edifici e gli stessi vengano assegnati direttamente dal Consiglio Comunale in base al reali bisogni delle famiglie. Per rendere esecutivo il "Piano disciplinare" il Comune da incarico all'ing. Luigi De Candido di predisporre il "Piano artistico". La stesura definitiva è così composta: - la planimetria catastale del vecchio villaggio con indicate 1' ubicazione dei nuovi fabbricati da costruire, quelli da demolire e l'indicazione delle nuove strade e spazi pubblici; - la planimetria di progetto della nuova sistemazione del paese; i progetti esecutivi degli edifici di I II e III categoria dei fienili di I II e III classe con i rispettivi computi metrico estimativi. Gli elaborati presentati in Comu ne il 15 aprile 1876, vengono approvati dalla Regia Prefettura provinciale con decreto 2 giugno In periodi successivi e pur con gravi condizionamenti economici vengono realizzate 23 case e 5 fienili che rappresentano il nucleo centrale dell'attuale Dosoledo. CONCLUSIONE Dalla cronistoria, necessariamente breve e non completa specialmente riguardo al dati economici, risulta molto chiara l'elevata socialità della popolazione e la capacità e grande senso di responsabilità di quanti erano stati chiamati a rappresentarla. Essere riusciti a fare una comunione di tutti i beni immobili e quindi mettere a disposizione degli elaboratori del "Piano artistico" la possibilità di un intervento drastico, senza alcuna remora e legame con interessi egoistici è sufficiente a dare il segno della maturità e della civiltà degli attori di questa grande e semplice avventura. Ne sono d'altronde conferma la capacità critica di modificare i piani quando troppo complessi e di non efficace attuabilità e l'autentico spirito democratico nelle decisioni, prese tutte con pubblico dibattito, e nella assunzione e distribuzione delle responsabilità che, in questo modo, a tutti competono. PIANO DI RIFABBRICO DI DOSOLEDO 1875 PIANO TERRENO: 1 Entrata; 2 Rotonda pel focolaio; 3 Cucina; 4 Tinello o stuffa; 5 Cantina; 6 Scale; 7 Latrine. PRIMO E SECONDO PIANO: 1 Salotto; 3 Camera da letto; 4 Camera da letto; 5 Camera ed altro; 6 Scale. PIANO TERRENO: 1 Entrata; 2 Cucina; 3 Rotonda pel focolaio; 4 Tinello o stuffa; 5 - Scale; 6 Latrine. PRIMO E SECONDO PIANO: 1 Salotto; 2 Camera da letto; 4 Camera ed altro; 5 Scale.

10 Planimetria dell abitato di Dosoledo nel I gravi condizionamenti insorti successivamente alla stesura del piano hanno limitato la ricostruzione del villaggio alla sole zone sud-ovest e nord-est.

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