Come riconoscere la violenza e le molestie sul lavoro

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1 Università degli Studi di Messina Sezione di Medicina del Lavoro Dipartimento di Scienze biomediche, odontoiatriche e delle immagini morfologiche e funzionali Come riconoscere la violenza e le molestie sul lavoro "Violenza di genere: conoscerla, prevenirla, riconoscerla, contrastarla Messina, 21 Gennaio 2016 Prof.ssa C. Fenga

2 IL MOBBING Il mobbing consiste in un insieme di comportamenti che mirano alla violazione della dignità di un soggetto-vittima. E' un fenomeno che riguarda i rapporti interpersonali all'interno dei luoghi di lavoro, in cui una o più persone vengono fatte oggetto di violenza e molestie psicologiche quasi sempre con intento persecutorio ed intenzionalità lesiva, per un periodo determinato di tempo di solito pari a 6 mesi. Nella gran parte dei casi questo viene fatto con la finalità di emarginare ed estromettere il lavoratore dall'ambiente di lavoro.

3 IL MOBBING Mobber (aggressore): colui che esercita il mobbing Figure coinvolte Mobbizzato (vittima): colui che subisce il mobbing Side/co-mobber: coloro che possono agire come complici, spettatori e oppositori Con il termine azioni vessatorie si intendono gli attacchi portati dal mobber contro la vittima. Si distinguono: attacchi alla possibilità di comunicare, attacchi alle relazioni sociali, attacchi all immagine sociale, attacchi alla qualità della situazione professionale e privata, attacchi alla salute.

4 EFFETTI SULL INDIVIDUO La vittima perde la capacità di reagire adeguatamente agli attacchi e con il passare del tempo può accusare disturbi psicosomatici e relazionali. Si segnalano, infatti: DISTURBI PSICOSOMATICI cefalea, tachicardia, mialgia, oppressione toracica, disturbi dell equilibrio concentrazione; PATOLOGIE PSICHIATRICHE sindromi ansioso-depressive, disturbo dell adattamento e disturbo post-traumatico da stress.

5 EFFETTI SULL INDIVIDUO DISTURBI EMOZIONALI tensione, disturbi del sonno e dell umore; PATOLOGIE D ORGANO effetti cardiovascolari, gastrointestinali, cutanei; DISTURBI COMPORTAMENTALI anoressia, bulimia, abuso di alcolici, farmacodipednenza;

6 CASI CLINICI

7 CASO CLINICO 1 L.P., donna, anni 57, Dirigente Medico - Pediatria ESORDIO: anno 2006, epoca in cui in seguito a riorganizzazione aziendale, la Sig.ra deve far fronte alle esigenze di più reparti ospedalieri, in assenza di un organico adeguato, sostenendo estenuanti turni di servizio, senza alcun rispetto per i riposi compensativi. Chiede aiuto al suo diretto superiore che per tutta risposta la priva di alcune unità di personale. Inoltre la Sig.ra viene privata della propria stanza, le viene assegnato un angusto locale fino ad allora utilizzato come spogliatoio per il personale paramedico, la sua targa viene eliminata, il suo nome cancellato dalle cartelle cliniche. Nel 2012, il suo diretto superiore dispone il suo trasferimento, in sostituzione di un medico assunto con contratto a termine, presso altra struttura ospedaliera, dove al suo arrivo si instaura un clima ostile: i colleghi si rifiutano di collaborare con lei, la sue decisioni vengono messe in discussione, le viene impedito di eseguire controlli clinici su pazienti affetti da patologie, è costretta a svolgere turnazioni estenuanti, viene esclusa dalle riunioni del personale, le sue richieste vengono ignorate. VALUTAZIONE CLINICO DIAGNOSTICA Alterazioni del benessere complessivo (alterazioni del sonno, sintomi gastrointestinali, sensazione di nodo alla gola e costrizione toracica, precordialgie), dell equilibrio socio-emotivo (agitazione, irrequietezza continua, episodi di aggressività alternati a momenti di apatia, crisi di pianto, alterazioni del tono dell umore con tonalità depressive). Sul piano cognitivo: deficit mnesici, difficoltà d attenzione, concentrazione.

8 CASO CLINICO 1 Contenuto del lavoro: discomfort in ambiente di lavoro, inadeguatezza di attrezzature, uso limitato delle attitudini e capacità del soggetto, procedure inadeguate nella gestione dell attività, strutturale e ridotta possibilità di apprendimento e di accesso a notizie e informazioni su ordinaria attività di lavoro, riqualificazione e aggiornamento professionale non garantiti dall azienda. Ruolo dell organizzazione: insufficienza di ruolo. Progressione di carriera: assente; è stato attuato un demansionamento. Autonomia decisionale e controllo: la sua partecipazione ai processi decisionali è nulla, anche su problematiche organizzative routinarie e di poco conto. Rapporti interpersonali sul lavoro: è stata effettuata una forma di isolamento fisico e sociale da parte del suo diretto superiore, i rapporti con i colleghi sono limitati, vi sono conflitti interpersonali anche sulle pratiche routinarie, mancanza di supporto sociale, il soggetto riferisce di vivere una situazione di ostilità e discriminazione. CONCLUSIONI DIAGNOSTICHE Disturbo dell adattamento con ansia e umore depresso. Il quadro è compatibile con situazione occupazionale anamnesticamente avversativa caratterizzata da disfunzioni organizzative, marginalizzazione del lavoro e isolamento.

9 CASO CLINICO 2 F.A., donna, anni 48, Infermiera Professionale Med. Interna ESORDIO: anno 2004, epoca in cui in la Sig.ra viene trasferita ad un P.O. del Sud-Italia. Al suo arrivo, le vengono assegnati dei turni di lavoro estenuanti per cui la Sig.ra si trova costretta ad effettuare 7 turni notturni in 12 giorni. I colleghi mettono in dubbio le sue decisioni accusandola di scarso operato davanti al Direttore del Dipartimento. Inoltre la Sig.ra riferisce di essere sempre accusata degli errori degli altri e di vivere una situazione di discriminazione soprattutto da parte dei colleghi che non le rivolgono la parola. La caposala le cambia in continuazione i lavori da svolgere; viene effettuato un controllo sui suoi orari lavorativi, le viene negata la possibilità di partecipare a corsi di formazione e ha difficoltà a mettersi in ferie. Chiede ripetutamente aiuto al Direttore del Dipartimento, ma non ottiene alcuna risposta. VALUTAZIONE CLINICO DIAGNOSTICA Alterazioni del benessere complessivo (cefalea, alterazioni del sonno con incubi notturni, sintomi gastrointestinali, sensazione di nodo alla gola e costrizione toracica, precordialgie), dell equilibrio socio-emotivo (apatia, crisi di pianto, alterazioni del tono dell umore con tonalità depressive, paura di fallire). Sul piano cognitivo: deficit mnesici, difficoltà d attenzione, concentrazione, deficit socio-relazionali.

10 CASO CLINICO 2 Contenuto del lavoro: discomfort in ambiente di lavoro, uso limitato delle attitudini e capacità del soggetto, procedure inadeguate nella gestione dell attività, strutturale e ridotta possibilità di apprendimento e di accesso a notizie e informazioni su ordinaria attività di lavoro, riqualificazione e aggiornamento professionale non garantiti dall azienda. Ruolo dell organizzazione: insufficienza di ruolo. Progressione di carriera: assente. Autonomia decisionale e controllo: la sua partecipazione ai processi decisionali è nulla, anche su problematiche organizzative routinarie e di poco conto. Rapporti interpersonali sul lavoro: è stata effettuata una forma di isolamento fisico e sociale da parte del suo diretto superiore e dei colleghi con cui vi sono conflitti interpersonali anche sulle pratiche routinarie, mancanza di supporto sociale, il soggetto riferisce di vivere una situazione di ostilità e discriminazione. CONCLUSIONI DIAGNOSTICHE Disturbo dell adattamento con ansia e umore depresso misti. Il quadro è compatibile con situazione occupazionale anamnesticamente avversativa caratterizzata da disfunzioni organizzative, marginalizzazione del lavoro e isolamento.

11 CASO CLINICO 3 V.A., donna, anni 54, Dirigente Medico Direzione Sanitaria ESORDIO: anno 2010, epoca in cui viene revocato il suo incarico di Vicedirettore Sanitario, viene trasferita ad altra struttura ospedaliera in cui le viene assegnata una stanza esigua, ma nessun compito da svolgere. Nel 2012, dopo ripetute richieste, le viene concesso di firmare le copie conformi delle cartelle cliniche, compito al di sotto delle sue capacità. La Sig.ra riferisce inoltre di non aver mai ricevuto le chiavi di accesso alla segreteria; non viene messa a conoscenza di notizie e circolari necessarie per lo svolgimento del suo lavoro; le viene negato il diritto di partecipare a riunioni e corsi di formazione. Tra gli altri incarichi che le vengono affidati dal suo Direttore vi sono: antifumo, vigilanza dell igiene dei bagni, associazioni di volontariato, tutti compiti al di sotto delle sue capacità e per cui non le vengono forniti gli strumenti idonei per poter espletarli. VALUTAZIONE CLINICO DIAGNOSTICA Alterazioni del benessere complessivo (alterazioni del sonno, sintomi gastrointestinali, dolori muscolari, costrizione toracica, precordialgie), dell equilibrio socio-emotivo (agitazione, irrequietezza continua, crisi di pianto, episodi di aggressività alternati a momenti di apatia, alterazioni del tono dell umore con tonalità depressive). Sul piano cognitivo: deficit mnesici, difficoltà d attenzione, concentrazione.

12 CASO CLINICO 3 Contenuto del lavoro: discomfort in ambiente di lavoro, inadeguatezza di attrezzature, uso limitato delle attitudini e capacità del soggetto, procedure inadeguate nella gestione dell attività, strutturale e ridotta possibilità di apprendimento e di accesso a notizie e informazioni su ordinaria attività di lavoro, riqualificazione e aggiornamento professionale non garantiti dall azienda. Ruolo dell organizzazione: insufficienza di ruolo. Progressione di carriera: assente. Autonomia decisionale e controllo: la sua partecipazione ai processi decisionali è nulla, anche su problematiche organizzative routinarie e di poco conto. Rapporti interpersonali sul lavoro: è stata effettuata una forma di isolamento fisico e sociale da parte del suo diretto superiore, i rapporti con i colleghi sono limitati, vi sono conflitti interpersonali anche sulle pratiche routinarie, mancanza di supporto sociale, il soggetto riferisce di vivere una situazione di ostilità e discriminazione. CONCLUSIONI DIAGNOSTICHE Disturbo dell adattamento con ansia e umore depresso. Il quadro è compatibile con situazione occupazionale anamnesticamente avversativa caratterizzata da disfunzioni organizzative, marginalizzazione del lavoro e isolamento.

13 CASO CLINICO 4 G.M., donna, anni 56, Agente sociosanitario Chirurgia generale ESORDIO: anno 2000, epoca in cui, in seguito ad infortunio sul lavoro per cui la Sig.ra è costretta ad un lungo periodo di assenza, rientra al lavoro. Poiché gli esiti dell infortunio impediscono alla Sig.ra di poter svolgere la sua mansione, chiede al suo diretto superiore che non le vengano affidati lavori nocivi per la salute. Tuttavia, la sua richiesta non viene accolta e la Sig.ra nel 2002 accusa un malore in seguito ad esposizione a sostanze chimiche per cui è costretta a ricorrere alle cure mediche. Al rientro al lavoro viene quindi trasferita in Direzione Sanitaria. Nel 2004, in seguito all arrivo di un nuovo dirigente, viene disposto il suo trasferimento in reparto. La Sig.ra si rivolge al proprio legale di fiducia ed ottiene l annullamento del provvedimento. Tuttavia, si instaura un clima di ostilità lavorativa con il dirigente da cui viene sempre denigrata anche di fronte ai colleghi; le vengono inoltre affidati lavori spiacevoli e nocivi per la sua salute. Nel 2011 il dirigente le assegna una stanza priva di supporti informatici e non le affida alcun lavoro da svolgere. La Sig.ra chiede ripetutamente spiegazioni, ma non ottiene alcuna risposta. VALUTAZIONE CLINICO DIAGNOSTICA Alterazioni del benessere complessivo (alterazioni del sonno, sintomi gastrointestinali, dolori muscolari, costrizione toracica, sensazione di nodo in gola, precordialgie), dell equilibrio socioemotivo (agitazione, irrequietezza continua, episodi di aggressività, alterazioni del tono dell umore con tonalità depressive, insicurezza). Sul piano cognitivo: deficit mnesici, difficoltà d attenzione, concentrazione.

14 CASO CLINICO 4 Contenuto del lavoro: discomfort in ambiente di lavoro, inadeguatezza di attrezzature, uso limitato delle attitudini e capacità del soggetto, procedure inadeguate nella gestione dell attività. Ruolo dell organizzazione: insufficienza di ruolo. Progressione di carriera: assente. Autonomia decisionale e controllo: la sua partecipazione ai processi decisionali è nulla, anche su problematiche organizzative routinarie e di poco conto. Rapporti interpersonali sul lavoro: è stata effettuata una forma di isolamento fisico e sociale da parte del suo diretto superiore, mancanza di supporto sociale, il soggetto riferisce di vivere una situazione di ostilità e discriminazione. CONCLUSIONI DIAGNOSTICHE Disturbo dell adattamento con ansia e umore depresso misti cronico. Il quadro è compatibile con situazione occupazionale anamnesticamente avversativa caratterizzata da disfunzioni organizzative, marginalizzazione del lavoro e isolamento.

15 CASO CLINICO 5 L.N., donna, anni 38, Fisioterapista ESORDIO: anno La Sig.ra riferisce che i colleghi si comportano come se lei non ci fosse, rifiutandosi di collaborare e non coinvolgendola in nuovi progetti o attività. Viene continuamente interrotta mentre svolge la terapia riabilitativa e le viene intimato di lasciare la stanza utilizzata. Inoltre, a partire dal 2006 non le vengono affidati nuovi pazienti. Nel 2011, in seguito alla nomina di un nuovo Direttore, la Sig.ra viene privata della sua stanza; chiede pertanto spiegazioni e per tutta risposta il Direttore le comunica che lei non fa parte del dipartimento, invitando gli altri colleghi a non ospitarla nelle loro stanze. Nonostante la Sig.ra cerchi continuamente la collaborazione dei colleghi per nuovi progetti, le sue proposte continuano ad essere rifiutate. Nel settembre 2013, in seguito ad una discussione, un collega le dà uno spintone, maltrattandola verbalmente davanti ai pazienti e ad altri colleghi ed accusandola di assenteismo e scarsa competenza. VALUTAZIONE CLINICO DIAGNOSTICA Alterazioni del benessere complessivo (alterazioni del sonno con incubi notturni, sintomi gastrointestinali, tremori, dolori muscolari, sudorazione improvvisa, costrizione toracica, sensazione di nodo in gola, precordialgie), dell equilibrio socio-emotivo (agitazione, irrequietezza continua, crisi di pianto, episodi di aggressività alternati a momenti di apatia, alterazioni del tono dell umore con tonalità depressive). Sul piano cognitivo: deficit mnesici, difficoltà d attenzione, concentrazione.

16 CASO CLINICO 5 Contenuto del lavoro: discomfort in ambiente di lavoro, inadeguatezza di attrezzature, uso limitato delle attitudini e capacità del soggetto, procedure inadeguate nella gestione dell attività, ridotta possibilità di apprendimento e di accesso a notizie e informazioni su ordinaria attività di lavoro. Ruolo dell organizzazione: insufficienza di ruolo. Progressione di carriera: assente. Autonomia decisionale e controllo: la sua partecipazione ai processi decisionali è nulla, anche su problematiche organizzative routinarie e di poco conto. Rapporti interpersonali sul lavoro: è stata effettuata una forma di isolamento fisico e sociale da parte del suo diretto superiore e dei colleghi, vi sono conflitti interpersonali anche sulle pratiche routinarie, mancanza di supporto sociale, il soggetto riferisce di vivere una situazione di ostilità e discriminazione. CONCLUSIONI DIAGNOSTICHE Disturbo dell adattamento con ansia e umore depresso misti cronico. Il quadro è compatibile con situazione occupazionale anamnesticamente avversativa caratterizzata da disfunzioni organizzative, marginalizzazione del lavoro e isolamento.

17 GRAZIE PER L ATTENZIONE

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