SARANNO SEMPRE I MIEI BAMBINI IL PERCORSO VERSO LA PROFESSIONE IL CALORE DI UNA CASA PER OGNI BAMBINO

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1 ZOOM SOS1/2015 IL CALORE DI UNA CASA PER OGNI BAMBINO IL PERCORSO VERSO LA PROFESSIONE APPRENDISTI IN SVIZZERA E IN INDIA A CONFRONTO PAGINA 10 SARANNO SEMPRE I MIEI BAMBINI UNA MADRE DI UN VILLAGGIO DEI BAMBINI SOS RICORDA LA SUA PRIMA FAMIGLIA PAGINA 6

2 EDITORIALE TEMA: IL MESTIERE DEI SOGNI CARE AMICHE E AMICI DEI VILLAGGI DEI BAMBINI SOS Questa edizione di Zoom è dedicata a un tema centrale per SOS Villaggi dei Bambini: il mestiere dei sogni. L avvio alla vita lavorativa dei nostri giovani segna l inizio dell ultima e decisiva tappa del nostro lavoro di sostegno sul posto. SOS Villaggi dei Bambini misura il proprio successo in base all autonomia acquisita da ciascun giovane inizialmente inserito in uno dei nostri programmi per aver subito un duro colpo del destino. Pertanto riteniamo fondamentale che i giovani abbiano la possibilità di imparare un mestiere confacente alle loro capacità che permetta loro in seguito di condurre una vita autonoma. Come sapete, SOS Villaggi dei Bambini opera in molti Paesi in cui la disoccupazione è elevata e l offerta di posti di lavoro assai limitata. Perciò sosteniamo le iniziative e cooperative in cui integriamo i giovani da noi seguiti. Il confine tra successo e insuccesso spesso è sottile in questa fase della vita. Grazie al fatto che i nostri addetti conoscono molto bene i nostri giovani e hanno ottimi contatti con i comuni del posto, troviamo per fortuna quasi sempre una soluzione. Vi invito a leggere le pagine seguenti per capire come prepariamo alla vita attraverso il nostro lavoro. Christian Hosmann Direttore 2

3 GUERRA CIVILE IN SIRIA NON VOLGETE LO SGUARDO ALTROVE Dallo scoppio della guerra civile più di tre anni e mezzo fa Rasha Muhrez lavora come coordinatrice di SOS Villaggi dei Bambini in Siria. Già da tempo Rasha non va più a casa e vive solo nell ufficio di Damasco, il tragitto è diventato troppo pericoloso. Rasha vuole scuotere le persone: «Non volgete lo sguardo altrove!» Da noi continua ad esserci la guerra! Quando improvvisamente è scoppiata la guerra, che cosa ha pensato? All inizio tutti pensavamo di poterci convivere. Poi però la situazione ha continuato a peggiorare, con sempre più attacchi e sempre più morti. Mi ricordo ancora bene un giorno in cui sono andata all aeroporto in auto. Guidavo a zigzag e lo facevo automaticamente. Poi mi sono resa conto del perché lo stavo facendo: era per schivare i cadaveri sparsi ovunque sulla strada. Che cosa ha provato in quel momento? Impotenza, tristezza, rabbia. È una cosa ingiusta. Perché noi? Perché il nostro Paese? Anche Lei ha perso qualcuno? Sì. Un cugino, degli amici, dei vicini. È molto duro, non mi era mai capitata una cosa simile. Inoltre qualche volta penso: non può essere vero! Non si tratta della vita, si tratta della sopravvivenza, ogni singolo giorno. Di cosa ha maggiormente paura? Che il mondo ci dimentichi, che si volti sempre più dall altra parte, perché la guerra dura ormai da così tanto tempo ed è diventata una cosa normale. Ci sono nuovi focolai di crisi: l Ucraina, l epidemia di Ebola. Chi pensa più alla Siria? Com è la Sua vita quotidiana? Ogni mattina mi riunisco con il mio team e pianifichiamo la giornata, perché in guerra non si possono fare programmi in anticipo. Poi mi reco dalle famiglie che hanno perso tutto, la casa e la fiducia. Assistiamo molti bambini che non hanno più i genitori e che sono traumatizzati perché non capiscono che cosa sia successo esattamente. Si sentono sradicati e abbandonati, hanno fame, sete e niente da mettere addosso. Hanno dei ricordi di quando, da bambini-soldato, hanno dovuto sparare a delle persone. Che cosa Le risulta più difficile? Tante cose, ci sono tante storie terribili. A volte, durante un colloquio, devo alzarmi e uscire a piangere. Le persone non mi devono vedere piangere, perché hanno già problemi a sufficienza. Per loro noi siamo un ancora di salvezza e per questo dobbiamo essere forti. Ma anche noi siamo solo esseri umani. Vorrei che questa guerra finalmente finisse. (Barbara Nazarewska, per gentile concessione di Münchner Merkur) INVITO A DONARE Aiutate i bambini in Siria! Conto per le donazioni: CP Causale: «Siria» Rasha Muhrez, coordinatrice di SOS Villaggi di Bambini in Siria, distribuisce caldi cappotti invernali. 3 Wissam Bachour

4 CONCORSO DI DISEGNO IN ETIOPIA DA GRANDE VOGLIO... Pilota, medico, astronauta: i bambini del villaggio dei bambini SOS di Harar, in Etiopia, hanno disegnato il mestiere dei loro sogni. Il piccolo Caven desidera «volare alto» come pilota. Perciò per disegnare si è già seduto sul tavolo. Gli studenti dell International School di Ginevra hanno organizzato un concorso di disegno per i bambini di Harar. I migliori disegni sono stati premiati e pubblicati nell annuario dell International School. Inoltre, durante l ultimo anno del corso di diploma gli studenti hanno raccolto 8000 franchi per il villaggio dei bambini SOS di Harar. Su questa doppia pagina presentiamo alcuni tra i disegni più belli. (hf) Feyine vuole lavorare come infermiera o medico in ospedale. Come molte sue coetanee, Madeka sogna di diventare un attrice di successo. 4

5 Se Taye mette la stessa passione negli studi come nel suo disegno, riuscirà sicuramente a realizzare il sogno di diventare astronauta. 5

6 LA VITA DOPO IL VILLAGGIO IN NEPAL SARANNO SEMPRE I MIEI BAMBINI Cosa ne è degli orfani accolti nei villaggi dei bambini SOS quando raggiungono l età adulta e devono trovare la loro strada nella vita? Chi può saperlo meglio di una madre SOS che si ricorda dei suoi primi figli e racconta come se la cavano oggi nella vita? Il mio nome è Ganga. Ho 47 anni. Ho iniziato a lavorare come madre SOS 17 anni fa al villaggio dei bambini SOS di Kavre, in Nepal. La foto ritrae me a quell epoca con i miei primi undici figli nella casa «Kaligandaki» da noi battezzata col nome di un grande fiume del Nepal. Dio mio, com ero giovane! Vi racconto la storia dei miei sei figli più grandi e come vivono oggi. MANISHA, 24 ANNI Manisha è la maggiore delle mie figlie. Fu affidata alla mia famiglia perché sua madre era morta per una grave malattia. Il padre, alcolizzato, non si occupava più di Manisha. Gli altri parenti erano troppo poveri per poterla accogliere. Nella nostra famiglia ha assunto di propria iniziativa il ruolo di protettrice nei confronti dei suoi fratelli e sorelle. Ci è sempre stata di grande sostegno. Spesso i fratelli e le sorelle hanno un rapporto più forte con la sorella maggiore. Raccontano cose che la mamma non deve sentire. Manisha ha un buon feeling con i bambini, nel riconoscere i loro talenti, educarli e favorirne lo sviluppo. Di questa capacità ha fatto il suo mestiere: oggi studia per diventare educatrice a Kathmandu, la capitale del Paese. Viene a trovarci regolarmente e ci telefoniamo ogni volta che è possibile. Sono felice che cammini già con le proprie gambe. 6

7 UMESH, 21 ANNI Umesh è il maggiore dei miei figli maschi. Non gli era rimasto nessuno al mondo, dopo la morte dei suoi genitori biologici in una bidonville. Gli operatori sociali l hanno portato qui da me. Sia umanamente che scolasticamente Umesh ha fatto progressi ammirevoli come bambino e adolescente. Quest anno terminerà gli studi di economia. In seguito sarà assunto da una banca. In Nepal non è facile trovare un impiego. Tuttavia Umesh ce l ha fatta; è un ottimo studente. Sono molto fiera che all università sia considerato un giovane da prendere ad esempio. I suoi fratelli e sorelle hanno molto da imparare da lui. Il figlio minore della madre SOS Ganga mostra la foto della prima famiglia di quest ultima. SUDHAV, 20 ANNI La grande frana del 1999 ha travolto la casa della famiglia di Sudhav, uccidendo i genitori e i suoi tre fratelli e sorelle. I soccorritori lo hanno estratto vivo dalle macerie l unico superstite della sua famiglia. Quando è arrivato qui dall ospedale non era in grado né di parlare, né di mangiare o di bere da solo. Si limitava a fissarci. Dopo una settimana mi ha chiamata «Ama», cioè «mamma». È quasi un miracolo che Sudhav sia riuscito a terminare la scuola con ottimi voti se si considera il suo tragico passato. Attualmente frequenta la scuola di commercio a Kathmandu e fra due anni ha intenzione di entrare nell esercito. Vive a Kathmandu con i suoi amici coetanei presso l istituzione per la gioventù SOS. 7

8 LA VITA DOPO IL VILLAGGIO IN NEPAL KALPANA, 21 ANNI Kalpana è stata affidata a me e alla mia famiglia quando è morta sua madre. Suo padre si è risposato e ha ripudiato Kalpana. Oggi studia per diventare assistente sociale in un College rinomato di Kathmandu. Nell ambito del suo mestiere si occupa soprattutto di rafforzare la posizione delle donne e madri nelle regioni rurali del Nepal. Fra due anni avrà terminato la formazione e potrà camminare con le proprie gambe. Vive presso l istituzione per la gioventù SOS di Kathmandu dove, con l aiuto di operatori sociali giovanili, si prepara a iniziare una vita autonoma. MANJU, 22 ANNI Quando suo padre è morto, la madre di Manju ha abbandonato lei e la sorellina Anju senza nemmeno lasciare un messaggio. Ancora oggi non si sa cosa sia successo alla madre. Se è ancora in vita o meno. Questa incertezza ha reso difficile la vita delle due sorelle adolescenti. Attualmente Manju ha terminato la formazione commerciale e sta aspettando i risultati degli esami. Lavora come segretaria in un azienda. Se avrà superato gli esami le offriranno un impiego fisso e potrà condurre una vita autonoma. Il suo grande sogno è diventare insegnante. Durante le feste o in occasioni speciali come il mio compleanno viene a farci visita. ANJU, 19 ANNI Anju, la sorella minore di Manju, è molto matura per la sua età. Ha una forte personalità. Dopo aver concluso la scuola si è trasferita all istituzione per la gioventù SOS a Kathmandu. Qui ha frequentato corsi prelaurea. Vuole dapprima diventare insegnante e in seguito direttrice scolastica. Il suo obiettivo è diventare indipendente il più presto possibile, trovare un lavoro e provvedere a se stessa. In questo viene preparata e aiutata presso l istituzione per la gioventù SOS. Il VILLAGGIO DEI BAMBINI SOS DI KAVRE Il villaggio dei bambini SOS di Kavre, a est di Kathmandu, strappa dalla miseria e dal degrado i bambini e le famiglie in difficoltà. Il tasso di lavoro minorile in questa regione è il più elevato di tutto il Nepal. Soprattutto ragazzine indifese vengono sfruttate sessualmente in locali notturni o finiscono nelle reti internazionali del traffico di esseri umani. 8

9 INDIA LA FAMIGLIA Lavoro come madre SOS dal All inizio, quando arrivano nella mia famiglia, la maggior parte dei bambini soffrono di numerose carenze. Non parlano bene e hanno bisogno di tutta la mia attenzione. Le tragedie che hanno vissuto le curo con il mio amore. Poco per volta si trasformano in bambini felici. Durante l adolescenza pongono le loro domande: sulla vita, sul loro passato e sul futuro. Sono molto orgogliosa se hanno successo e mi rende triste se non ce la fanno. Grande ritrovo di famiglia: i figli adulti di Ganga e i suoi dieci figli attuali. Adesso i miei primi figli sono diventati adulti, ma saranno sempre i miei bambini. Quando vengono a farci visita, trasmettono le loro esperienza ai miei nuovi figli che ora hanno bisogno delle mie cure. Così cresce e vive la mia famiglia. Ringrazio ogni giorno tutti i donatori e le donatrici, perché grazie a loro faccio la differenza per migliorare in modo decisivo la vita dei bambini bisognosi in Nepal. (hf) Trovare lavoro in Nepal è difficile: nepalesi hanno lasciato il Paese per sfuggire alla povertà e alla disoccupazione. I padri di famiglia emigrano per mandare a casa denaro per l istruzione dei figli. Molti emigrati, tuttavia, vengono sfruttati da racket criminali specializzati in intermediazione di manodopera. 9

10 FORMAZIONE PROFESSIONALE A CONFRONTO L AVVIO AL MESTIERE DEI SOGNI IN SVIZZERA E IN INDIA Nina Venetz, di Muri (BE), ha 18 anni ed è apprendista giardiniera paesaggista al terzo anno. Questo tirocinio è una buona base per il mestiere dei suoi sogni: guardiana di animali. Ranjeet Shah ha 16 anni ed è cresciuto al villaggio dei bambini SOS di Faridabad. Presso l istituzione per la gioventù SOS si prepara alla formazione per diventare meccanico di macchine. Cosa ti ha portato a questo mestiere? NINA VENETZ, 18 ANNI: A 15 anni mi sentivo troppo giovane per scegliere un mestiere. Con l apprendistato di prova purtroppo non sono riuscita a farmi un idea della pratica quotidiana del mestiere di floricoltrice. Ben presto ho trovato troppo monotono fare talee o invasare piante. Perciò al secondo anno di apprendistato ho iniziato la formazione di giardiniera paesaggista in un altra impresa di tirocinio. Per me è stata la scelta giusta. RANJEET SHAH, 16 ANNI: Gli attrezzi e le macchine mi hanno sempre interessato. Da bambino ho riparato qualsiasi cosa per mia madre SOS. Potevo passare ore a smontare un apparecchio per capirne il funzionamento. Per questo il mio obiettivo è diventare meccanico di macchine. Ora sono all ultimo anno di scuola e mi sto preparando per l ammissione alla scuola tecnica. Se concludo con un certo numero di punti sarò ammesso alla formazione. Voglio assolutamente farcela. Chi ti ha aiutato a trovare un lavoro? Nina: Sono stata al Centro di informazione sulle professioni per chiedere informazioni su vari mestieri. I miei genitori mi hanno soprattutto motivata a scrivere candidature. La formazione e l impresa di tirocinio le ho trovate da me. Ranjeet: In India il sistema di formazione è molto diverso da quello svizzero. Prima di iniziare a lavorare si frequenta la formazione di base teorica (due anni) per il mestiere scelto presso una scuola statale. Attualmente mi sto preparando per questa scuola. Nell intraprendere i passi necessari mi aiuta Kalyan, l assistente della casa per la gioventù. Mi consiglia e mi fornisce i contatti necessari con le scuole e i posti per la pratica. Puoi descrivere una tua giornata tipo? Nina: Non c è un giorno uguale all altro: manutenzione e riassetto dei giardini e lavoro sul cantiere si alternano. Vivo al ritmo del tempo e delle stagioni. Questo mi piace. Anche compiti impegnativi come lastricare un piazzale o lavorare la pietra mi piacciono. In estate lavoro un ora in più e in inverno può succedere che non si lavora a causa della neve. Giardiniere paesaggista è piuttosto un lavoro da uomo, ma non m importa per niente. Sul cantiere come ragazza ho già un bonus quando mi dicono: «Lascia fare a me, è troppo pesante per te.» Ranjeet: Mi alzo alle cinque e mezza per fare colazione e studio un ora per la scuola, soprattutto prima degli esami. La scuola inizia alle sette e mezza e finisce alle tre del pomeriggio. Nelle ore più calde del pomeriggio abbiamo due ore di pausa, poi verso sera abbiamo due ore di sostegno individuale per le materie che sono importanti per la nostra formazione futura. Per me sono soprattutto la matematica, le scienze naturali, il modellismo e il disegno tecnico. La 10

11 Philipp Scheidiger sera abbiamo due ore di tempo per lo studio individuale e per la cena in comune alla casa per la gioventù. Studiare non mi crea problemi, lo faccio volentieri. Tutto ciò che imparo è utile per il mio futuro. A volte, però, sogno di avere una camera tutta per me. Chi ti sostiene? Nina: Durante il primo anno non ero per niente contenta e mia sorella mi ha incoraggiata a dire la mia opinione. Anche questo si impara. Il Centro di informazione sulle professioni mi ha aiutata a trovare un posto di tirocinio e mi ha fornito l indirizzo di una nuova impresa. Poi ho chiamato io. In ditta il caposquadra si esercita con me sui lavori in cui non mi sento ancora ferrata. Così sarò ben preparata per l esame finale. Ranjeet: Quando sono preoccupato non mi limito a parlarne con il nostro assistente Kalyan, con un insegnante o con mia madre SOS, ma discuto anche con il mio compagno di camera Prabhat. A volte è più facile parlare con un coetaneo che si pone le stesse domande. Non voglio rivolgermi per tutto agli adulti; voglio assumere la mia parte di responsabilità. Hai progetti per il futuro? Nina: In ogni caso voglio continuare a crescere professionalmente. Il mio sogno è diventare guardiana di animali e a tale scopo la mia formazione artigianale è una buona base. Quindi ho fatto un passo verso il mestiere dei miei sogni. In generale per me avere concluso un apprendistato è importante e fondamentale per un ulteriore perfezionamento. Ho degli amici che hanno interrotto il tirocinio e fanno molta fatica a trovare un nuovo posto d apprendistato. Ranjeet: I meccanici in India sono molto ricercati. Perciò dopo la formazione di base di due anni voglio assolutamente fare uno stage e acquisire esperienza, in modo da poter continuare a studiare in seguito. Il mio sogno è di fare l ingegnere presso IES, Indian Engineering Services. Sono i posti di lavoro più ambiti dei servizi pubblici. Per un impiego ci sono migliaia di candidature e ciò significa che i requisiti richiesti sono molto elevati. Cosa fai nel tempo libero? Nina: Mi trovo con gli amici e usciamo insieme. È così che ho scoperto che mi piace moltissimo ballare. Ranjeet: Mi piace stare con gli amici, discutere con loro o giocare a scacchi. (hf) Nella casa per la gioventù SOS i giovani indiani preparano attivamente il loro futuro insieme al loro assistente. In India durante la formazione professionale di base, della durata di due anni, si acquisiscono solo nozioni teoriche. Pochissimi giovani professionisti hanno esperienza pratica. Il progetto pilota «Swiss VET» della Camera di commercio svizzeroindiana e dell Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia si occupa di fare conoscere in India il modello del tirocinio professionale sull esempio svizzero. I futuri professionisti soprattutto del settore dell industria meccanica vengono preparati meglio al loro lavoro. 11

12 TROVARE MESTIERI IN SUDAFRICA MOLTO PIÙ DI UN ORIENTATORE PROFESSIONALE Alan Meier Preparazione non significa solo nozioni scolastiche. Con Moses i giovani imparano anche a cucinare, a stirare e a gestire i propri soldi. «Trattiamo questi temi nei corsi doposcuola. A tale scopo coinvolgo anche le madri SOS: i giovani hanno molto da imparare da loro per la vita futura.» Moses non si limita al ruolo di consulente, ma aiuta i giovani in tante piccole cose, come per esempio nel redigere curriculum vitae e cercare un posto per la formazione. L importante per Moses è che i giovani riconoscano il proprio potenziale e ne facciano uso. L animatore socioeducativo Moses Dingoko accompagna i giovani del villaggio dei bambini SOS di Ennerdale, in Sudafrica, nel passaggio alla vita autonoma. Il suo compito va ben oltre il prestare aiuto nella scelta di un mestiere. Come in ogni parte del mondo, anche al villaggio dei bambini SOS di Ennerdale i giovani hanno la testa piena di idee e di sogni. «I maschi vogliono fare i calciatori e molte ragazze sognano di diventare attrici», racconta Moses Dingoko sorridendo compiaciuto. Il compito di Moses non consiste nel distruggere questi sogni, ma piuttosto nel capire qual è la strada giusta per i giovani del villaggio dei bambini SOS. «Ora, l istruzione è fondamentale. I giovani del villaggio un giorno dovranno camminare con le loro gambe e per farlo devono avere la preparazione necessaria.» RICONOSCERE IL POTENZIALE Anche se ciò significa che l idea di diventare una star del calcio o del cinema resterà solo un sogno, per Moses è sempre una gioia quando i giovani intraprendono con successo una carriera professionale. Le possibilità sono molteplici. «Alcuni proseguono gli studi, altri sono più felici svolgendo un lavoro artigianale o si dedicano con passione al mestiere di madre di famiglia.» L importante per Moses è che i giovani riconoscano il proprio potenziale e ne facciano uso. Non sempre Moses si trova d accordo con i giovani. È un età difficile e la maggior parte di essi ha perso i genitori. «Non sei mio padre, quindi non dirmi cosa devo fare», è una frase ricorrente nei colloqui. Moses è comprensivo, conosce le difficoltà e le paure, perché anche lui è cresciuto senza genitori. Questi giovani hanno vissuto ogni genere di perdita. Si chiedono «perché proprio io?». Perché non ho più i genitori? Nemmeno Moses è in grado di rispondere a questa domanda. «Dico loro che devono accettare il loro difficile passato. SOS Villaggi dei Bambini è un opportunità, io posso aiutarli, ma tocca a loro stessi cogliere questa opportunità.» (mb) 12

13 ZIMBABWE IL SOGNO DI NGONI DIVENTA REALTÀ I denti di Ngoni splendono quando si entusiasma per il mestiere che vorrebbe fare, l informatico. Il 19enne è al primo anno degli studi d informatica all Università di Bulawayo, Zimbabwe. Malgrado difficoltà che sembravano insormontabili ce l ha fatta. Sune Kitshoff Mzilikazi è una zona povera di Bulawayo, la seconda città per altezza dello Zimbabwe. Un contesto economico dissestato, disoccupazione e povertà caratterizzano le condizioni di vita della popolazione. Ngoni è cresciuto qui, in una casetta con due stanze insieme alla sua famiglia di sette persone. Molto presto Ngoni dimostra di essere un ragazzino molto intelligente, gli viene perfino offerto un posto in una scuola privata rinomata. La famiglia non può assolutamente permetterselo. Ngoni entra alla scuola pubblica che offre un istruzione rudimentale. La famiglia riesce a malapena a finanziare la retta di questa scuola. La struttura familiare crolla quando la madre sola con figli a carico si ammala di AIDS. La nonna è l unica parente che dà ai bambini stabilità e sostegno. Ngoni a quel punto ha 12 anni. Khosi Mpofu, l assistente sociale di SOS Villaggi dei Bambini va a far visita alla famiglia di Ngoni proprio in quel periodo e ricorda: «Ngoni era un bambino straordinariamente intelligente ed era chiaro che aveva bisogno di essere stimolato. Prima però abbiamo dovuto salvare la vita della madre, gravemente malata, e aiutare finanziariamente la nonna. Così abbiamo fatto in modo che i bambini non fossero trascurati.» SOS Villaggi dei Bambini fa in modo che Ngoni possa frequentare gli ultimi due anni di scuola all istituto privato. Qui colma le lacune scolastiche e, grazie alla sua forte volontà d imparare, riesce ad ottenere l ambito posto per studiare informatica. Ma ciò non basta a mettere fine a tutti i problemi. Ngoni non sa ancora se potrà permettersi di finanziare il viaggio in bus per recarsi all università distante dieci chilometri o pagare la retta per il prossimo semestre. Tuttavia ciò non scoraggia un giovane come Ngoni, abituato a pensare positivo. Ngoni riesce anche a restituire qualcosa a SOS Villaggi dei Bambini. Nel suo tempo libero dà lezioni ai bambini delle famiglie povere sostenute da SOS Villaggi dei Bambini. Inoltre fa beneficiare del suo sapere la scuola pubblica che ha frequentato: si batte affinché la matematica e le scienze naturali vengono inserite nel programma d insegnamento. Così sono più numerosi i bambini di umili condizioni che riescono a imparare un mestiere. Anche a casa Ngoni è un esempio per gli altri: «Come fratello maggiore posso dimostrare ai fratelli e sorelle più giovani che possono cambiare qualcosa.» (hf) Ha sempre con sé un blocco per gli appunti: il 19enne di talento Ngoni e suo fratello minore. «Le difficili condizioni di vita mi hanno indotto a lavorare più duramente.» 13

14 NEWS DALLA SVIZZERA MERCI STÉPHANE Il Club Pattinaggio Lugano lo ha reso possibile: ai Campionati Svizzeri di pattinaggio, tenutisi nel dicembre 2014 a Lugano, si accedeva con un biglietto d entrata simbolico, con offerta libera, il cui ricavato andava a favore dei bambini bisognosi. Stéphane Lambiel ha aperto i campionati in veste di ambasciatore di SOS Villaggi dei Bambini e ha autografato pattini, magliette, custodie di cellulari e foto per i fan alla bancarella di SOS Villaggi dei Bambini. Oltre ai volti raggianti dei neocampioni svizzeri nelle varie discipline, gli oltre 4000 franchi raccolti faranno sorridere di gioia anche gli orfani dei villaggi dei bambini SOS. Consegnate questa busta con i vostri oggetti in oro allo sportello della posta. 14 Con l anno nuovo vi invitiamo a mettere ordine negli armadi e comodini alla ricerca di vecchi oggetti in oro, denti d oro, marenghi o orologi fuori uso. Tutte cose che ormai non usate più e che sarebbe peccato buttare? Vi invitiamo a partecipare alla nostra campagna Oro per i bambini! Un anello d oro, per esempio, può servire a finanziare il materiale scolastico di un bambino per un anno intero. La ditta svizzera S.E.R. Edelrecycling SA, con sede a Ginevra, organizza la campagna sostenendo i costi, per cui l oro donato va interamente PARTECIPATE ALLA CAMPAGNA «ORO PER I BAMBINI» a favore dei minori accolti nei villaggi dei bambini SOS. Insieme abbiamo già effettuato la campagna ben due volte, raccogliendo oltre franchi per i bambini bisognosi. Ecco come fare: mettete gli oggetti da donare, eventualmente avvolti in un pezzetto di carta, nella busta affrancata che trovate allegata a Zoom. Consegnate la busta allo sportello postale, dove viene passata allo scanner e inviata per raccomandata. Attraverso il codice a barre, la ditta S.E.R. è informata su ogni singola donazione. Potrete seguire il percorso della busta dall invio alla destinazione finale. Pertanto potete stare certi che la vostra donazione andrà veramente a favore degli orfani dei villaggi dei bambini SOS. Grazie di cuore per il vostro sostegno.

15 SWISS: NUOVA CAMPAGNA PER I BAMBINI Dall ottobre 2014 la compagnia aerea Swiss ha lanciato una campagna supplementare a favore di SOS Villaggi dei Bambini. Con l acquisto di prodotti selezionati dal catalogo Duty Free verrà donato un contributo a SOS Villaggi dei Bambini. Da tre a cinque franchi per articolo verranno impiegati per l acquisto di kits per la scuola (zainetto con uniforme e materiale scolastico) per i bambini in India. La campagna tiene conto del fabbisogno reale: in India l uniforme a scuola è d obbligo e molte famiglie indigenti non possono permettersi una tale spesa. IL VILLAGGIO DEI BAMBINI 2015 La 5 a edizione della manifestazione dedicata alle famiglie quest anno si terrà domenica 15 marzo dalle presso la Palestra delle Scuole Medie di Stabio. Una giornata di condivisione, intrattenimento e svago incentrata sull India per avvicinare la popolazione locale alla cultura indiana e all operato di SOS Villaggi dei Bambini in questo magnifico Paese. Si alterneranno gioco, musica, danza e attività didattiche per tutta la famiglia, un pranzo indiano e tanto altro ancora. L entrata è gratuita e la manifestazione avrà luogo con qualsiasi tempo. Vi aspettiamo numerosi! Informazioni: Finora con la campagna sono stati raccolti 1309 franchi. L offerta viene costantemente ampliata. La partnership tra Swiss e SOS Villaggi dei Bambini si svolge già su più livelli. A bordo i passeggeri hanno la possibilità di donare gli spiccioli non spesi. Di propria iniziativa il personale di Swiss s impegna a favore della fondazione per l aiuto all infanzia del personale di Swiss (Stiftung Kinderhilfe), basata sul volontariato. Con la raccolta di fondi e una ritenuta volontaria sullo stipendio finanziano le famiglie dei villaggi dei bambini SOS. COLOPHON Zoom SOS, gennaio 2015 Editirice: Fondazione SOS Villaggio dei Bambini Svizzera Schwarztorstrasse 56 Casella postale Berna 14 T , F Presidente: Rita Fischer Hofstetter Direttore: Christian Hosmann CP: Affiliata di SOS-Kinderdorf International, riconosciuta dalla ZEWO Redazione e progetto grafico: Fondazione SOS Villaggio dei Bambini Svizzera Testi: Hans Frauchiger (hf), Marc Bächler (mb), Christian Hosmann (cho), Barbara Nazarewska Foto di copertina: Wolfgang Kehl Tiratura: d , f , i 6500 A tutela dei bambini dei villaggi SOS, tutti i nomi sono stati modificati. myclimate.org / natureoffice.ch / CH

16 TUTTI I BAMBINI MERITANO UNA FAMIGLIA Barbara Mair DIVENTATE ADESSO PADRINO Il tagliando d iscrizione per il vostro padrinato e una polizza di versamento per la vostra offerta sono allegati a questa rivista. Grazie di cuore.

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