Firenze, giugno 2014 LE SFIDE DEL WELFARE. La sostenibilità di un modello di copertura universale contro il rischio di non autosufficienza

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1 Firenze, giugno 2014 LE SFIDE DEL WELFARE La sostenibilità di un modello di copertura universale contro il rischio di non autosufficienza

2 Il modello attuale Molti attori coinvolti, non sempre fra loro adeguatamente coordinati Una quota non trascurabile di risorse pubbliche, ma insufficiente a coprire i fabbisogni Una popolazione numerosa, quanto quella di una città di provincia e destinata a crescere

3 Le risorse pubbliche - Toscana 2010 Strumento Val. ass. (mln euro) Val. % Indennità accompagnamento -Inps Fondo Sanitario Nazionale di cui ambulatoriale + domiciliare di cui semi-residenziale 52 4 di cui residenziale di cui altro 84 7 Spesa enti locali di cui assistenza domiciliare 40 3 di cui trasferimenti in denaro 32 3 di cui strutture 28 2 TOTALE

4 La definizione di non autosufficienza Dipendenza BADL Dipendenza BADL Dipendenza BADL Lieve Moderata Grave Compromissione cognitiva Disturbi del comportamento e dell umore Assenti -Lievi Modera ti Gravi Assenti- Lievi Modera ti Gravi Assenti- Lievi Moder ati Gravi Assente-Lieve Moderata Grave

5 Il numero dei non autosufficienti RSA convenzionati Totale

6 Il grado di copertura Non esistono numeri ufficiali sul grado di copertura, perché i flussi informativi delle zone socio sanitarie hanno una sospetta elevata eterogeneità e non sono direttamente traducibili in grandezze stock Livelli di isogravità Grado di copertura 1,2,3,4,5 35% 2,3,4,5 41% 3,4,5 47% 4,5 65% 5 162%

7 Perchè intervenire? Prestazioni frammentate tra competenze dello Stato, delle Regioni, delle Asl e dei Comuni Prestazioni non adeguatamente commisurate ai bisogni, sia nel grado di copertura che soprattutto nei livelli dei servizi erogati Prestazioni integrate in misura sostanziale dalla spesa out of pocket delle famiglie

8 Il modello riformato Un approccio che assicuri una copertura universale Modello fortemente redistributivo, sostenibile finanziariamente, capace di attivare nuova occupazione

9 I principi guida Invarianza della attuale quota di non autosufficienti in residenza Quantificazione delle prestazioni domiciliari in funzione dei bisogni, identificati secondo il sistema RUG integrato per l assistenza tutelare Erogazione delle prestazioni domiciliari mediante figure professionali contrattualmente equiparabili alla cd. badante Mantenimento della cd quota sanitaria, tanto nella residenzialità che domiciliarietà, nella copertura del FSN livello essenziale garantito dalla fiscalità generale Copertura della cd quota sociale delle prestazioni residenziali (al netto del cd costo alberghiero) e della domiciliarità mediante la compartecipazione degli utenti e un contributo obbligatorio per la socializzazione del rischio

10 Sulla residenzialità I Livelli di prestazione e il relativo costo

11 Costi ed utenti dei servizi residenziali Quota sanitaria Quota sociale di cui alberghiera Modalità di finanziamento Costo per utente (euro/mese) Costo per utente (euro/anno) N utenti Costo complessivo (euro) Fiscalità generale Compartecipazione + contributo obbligatorio Compartecipazione

12 Sulla domiciliarità I fabbisogni I livelli di prestazione distinti fra assistenza di base e tutelare I costi

13 I fabbisogni di assistenza domiciliare (ore/giorno) A ciascuno dei 27 profili di bisogno è associato un minutaggio di assistenza di base tramite il cd protocollo RUG sperimentato nelle residenzialità Per assistenza tutelare: 0 h in presenza di sola non aut. funzionale; 12 h se presenza di deficit cognitivo moderato/grave e disturbi del comportamento moderati; 24 h. se deficit cognitivo moderato o grave e disturbi del comportamento gravi Livello isogravità Attività di base 1 1h 20' 2 1h 50' 3 2h 5' 4 2h 10' 5 2h 30' Assistenza tutelare 0h 8h 12h 12h 18h

14 Il modello organizzativo Assistenza di base Modello organizzativo Costo lordo orario Operatore socio sanitario (qualifiche OSA e OSS) Collaboratore domestico adeguatamente formato 18 euro/ora 9 euro/ora (6 se convivente) Assistenza tutelare Operatore socio sanitario (qualifiche OSA e OSS) Collaboratore domestico adeguatamente formato 18 euro/ora 9 euro/ora (6 se convivente)

15 Il costo e i beneficiari Livello isogravità Spesa media per utente (euro/mese) per assistenza di base e tutelare = ore/mese pro capite di fabbisogno per costo orario N utenti Costo complessivo (mln euro annui) , ,399 8, ,399 17, ,399 27, ,396 8, Totale 76,700 1,251

16 La stima del fabbisogno e il modello di finanziamento Quante risorse servono Come reperirle

17 La stima dei fabbisogni 2013 (ml. euro) Risorse necessarie (A + B + C + D) Quota sanitaria servizi residenziali (A) 193 Quota sociale servizi residenziali al netto componente alberghiera 139 (B) Quota sanitaria servizi domiciliari (C) 155 Quota sociale servizi domiciliari (D) Risorse pubbliche disponibili (E + F+ G) 857 Indennità di accompagnamento (E) 406 Spesa comunale sociale (F) 103 Risorse garantite dalla fiscalità generale (Fondo Sanitario 348 Nazionale) (G=A+C) Risorse da reperire (A+B+C+D-E F-G = B+D-E-F) 880

18 Il finanziamento mediante contributo obbligatorio

19 Il beneficio netto delle prestazioni (euro mensili)

20 Chi vince (gli utenti) e chi perde (i non utenti) * Costo opportunità del familiare che rinuncia a lavorare per assistere il non autosufficiente, stimato tenendo conto del tasso di partecipazione femminile al mercato del lavoro, del salario medio femminile e del tempo medio di assistenza necessario

21 L impatto occupazionale Una quota non trascurabile di lavoro aggiuntivo

22 Il potenziale di lavoro attivabile Lavoratore standard 54 ore settimanali x 11 mesi (a) Monte ore complessivo annuo per copertura delle prestazioni domiciliari per non autosufficienza 164 ml (b) Lavoratori equivalenti Monte ore annuo attualmente attivato da spesa privata Lavoratori equivalenti Lavoratori equivalenti additivi (max) se tutti i non aut. accettassero di contribuire con la quota a loro carico 69 mila (c=b/a) 72 ml 30 mila (d) 39 mila (c-d) Lavoratori equivalenti additivi (min) (se tutti i non aut. rifiutassero di contribuire con la quota a loro carico) 27 mila

23 Conclusioni Il modello offre una copertura universale, basata sulla condivisione del rischio, capace di creare occupazione Possibile divario fra ciò che sarebbe possibile fare per garantire una copertura universale contro il rischio di non autosufficienza e ciò che è possibile fare a parità di consenso (i non utenti sono maggioranza) Possibili varianti dello schema di lavoro: assegni di cura informali in sostituzione delle prestazioni in kind, calibrazione aliquote contributive o dei premi fiscali in funzione di differenti obiettivi finanziari o di assistenza

24 Firenze, 30 aprile 2014 LE SFIDE DEL WELFARE La sostenibilità di un modello di copertura universale contro il rischio di non autosufficienza

25 Una diversa ipotesi di lavoro: contributo sui rinnovi contrattuali Lavoratori dipendenti Aumento contrattuale pari al tasso di inflazione programmata +1,5% annuo Massa salariale aggiuntiva Gettito da aliquota contributiva a 7% Gettito da aliquota contributiva a 15% Gettito da aliquota contributiva a 20% +458 ml euro 32 ml euro 69 ml euro 92 ml euro

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