SETTORE 3 POLITICHE INTEGRATE DEL TERRITORIO

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1 CITTA DI SAN DONA DI PIAVE (Decorata con Croce al Merito di Guerra e con medaglia d Argento al Valor Militare) SETTORE 3 POLITICHE INTEGRATE DEL TERRITORIO Report attività 2014

2 1. I Servizi del Settore Riorganizzazione del Settore Con Delibera di Giunta Comunale n. 47 del 06/03/2014, il Settore 3 Politiche integrate del territorio ha assunto una nuova organizzazione interna, che si può così schematizzare: Settore 3 Politiche integrate del territorio Pianificazione urbana e territoriale S.U.E. Sportello Unico Edilizia E.R.P. Edilizia Residenziale Pubblica Pianificazione strategica e operativa Cartografico e SIT Competitività del territorio S.U.A.P. Sportello Unico per le Attività Produttive Sistema di monitoraggio integrato (Controllo Strategico) Sportello per la Sostenibilità (PAES) Promozione delle culture e della conoscenza Sportello unico eventi ed iniziative culturali Biblioteche Teatro Gemellaggio Musei Civici Sandonatesi - Pag. 1/34 -

3 2. Report attività Servizio PIANIFICAZIONE STRATEGICA E OPERATIVA 2.1 Servizi in materia urbanistica L ufficio Pianificazione strategica e operativa si occupa principalmente di: Varianti al Piano degli Interventi (P.I.); Piani Urbanistici Attuativi (P.U.A); Certificati di Destinazione Urbanistica (C.D.U.); Approvazioni di piani complementari a quelli di pianificazione 2.2 Relazione generale sulle principali attività svolte nel corso del 2014 Le attività più importanti svolte nel 2014 dall ufficio hanno riguardato: a) l approvazione definitiva della 1^ variante al Piano degli Interventi (D.D.C. n. 111 del 22/12/2014); b) la promozione della consultazione e partecipazione dei cittadini ed Enti interessati prioritaria all adozione della variante relativa alla disciplina dell edificabilità delle zone agricole, il cui incarico è stato affidato a studio tecnico esterno; c) la collaborazione con lo studio incaricato della redazione del Regolamento SUAP per la disciplina degli impianti di distribuzione carburanti; d) l avvio del procedimento per l affidamento dell incarico relativo all aggiornamento del Piano di Zonizzazione Acustica; e) l avvio del Sistema di Monitoraggio Integrato; f) l avvio dell attività di trasposizione del Piano degli Interventi su base catastale con ridisegno della zonizzazione; g) l approvazione del Piano delle acque; h) la conclusione o il prosieguo dell iter di approvazione di alcuni piani urbanistici attuativi; i) il costante aggiornamento della sezione dedicata al Settore III nel nuovo sito dell Ente. - Pag. 2/34 -

4 2.3 La 1^ Variante al Piano degli Interventi (P.I.) Con proprio atto deliberativo n. 108 del 23/12/2013 il Consiglio Comunale aveva adottato la 1^ Variante al Piano degli Interventi, relativa all individuazione di nuovi lotti edificabili, alla riconversione di aree edificabili in agricole o a verde privato, all ampliamento e/o cambio di destinazione d uso di immobili produttivi, in conformità ai criteri approvati con delibera di Giunta Comunale n. 188 del 31/10/2013. Durante la fase di pubblicazione sono pervenute 48 istanze (di cui soltanto 11 propriamente delle osservazioni); l A.C. ha ritenuto opportuno concretizzare in un unico atto amministrativo - D.C.C. n. 52 del 03/07/ sia l approvazione delle varianti già adottate con D.C.C. 108/13, sia l adozione di quelle nuove, ritenute coerenti con i criteri prestabiliti. A seguito della pubblicazione della suddetta delibera di riadozione, sono pervenute 7 osservazioni, che sono state esaminate e valutate accoglibili nella loro quasi totalità. L atto finale di conclusione di questo complesso procedimento tecnico-amministrativo è stata pertanto la Delibera di Consiglio Comunale n. 111 del 22/12/2014. N LOTTI SNP ASSEGNATA RICONVERSIONE aree edificabili in zone agricole N U.M.I. N INTERVENTI su attività produttive 1^ FASE (riadozione) (D.C.C. 52 del 03/07/2014) mq mq 7 6 2^ FASE (approv. definit.) (D.C.C. 111 del 22/12/2014) mq mq 1 1 TOTALE mq mq Varianti al Piano degli Interventi Oltre alla 1^ Variante al Piano degli Interventi di cui al precedente paragrafo, sono state approvate altre 3 varianti al P.I., che si riportano di seguito: VARIANTI AL PIANO DEGLI INTERVENTI - anno Cambio di destinazione d uso ai fini dell esecuzione di una struttura sportiva - Area sita in via Primavera. Approvazione della variante parziale al vigente Piano degli Interventi, ai sensi dell art. 18 della L.R. 11/04. D.C.C. n. 7 del 03/02/ Pag. 3/34 -

5 2 Impianti di distribuzione carburanti. Variante parziale al vigente Piano degli Interventi, ai sensi dell art. 18 della L.R. 11/04. Presa d atto dell assenza di osservazioni ed opposizioni ed approvazione. 3 Area di proprietà dell Azienda Agricola Valdoro S.S. Variante parziale al vigente Piano degli Interventi, ai sensi dell art. 18 della L.R. 11/04. Presa d atto dell assenza di osservazioni ed opposizioni ed approvazione. D.C.C. n. 10 del 03/02/2014 D.C.C. n. 11 del 03/02/ I Piani Urbanistici Attuativi e le Varianti ai PUA nel 2014 Per quanto attiene i PUA o loro varianti, nel corso del 2014 non si sono registrate nuove istanze. Tuttavia l ufficio ha proseguito l iter amministrativo di adozione o di approvazione di alcuni piani ancora sospesi per mancanza della documentazione necessaria. In particolare: a) sono stati adottati: P.U.A./VARIANTI AL P.U.A. ADOTTATI 1 P.N. 55 comparto B D.G.C. n. 224 del 30/10/2014 b) sono stati approvati: P.U.A./VARIANTI AL P.U.A. APPROVATI 1 1^VAR. al P.N. 8 E.R.P. D.G.C. n. 56 del 20/03/ ^VAR. al P.D.R. EX-TEATRO ASTRA D.G.C. n. 198 del 02/10/2014 Inoltre, sono in corso le istruttorie di alcune istanze presentate negli scorsi anni. 2.6 Piani Urbanistici Attuativi e le Varianti al PUA: riepilogo e confronto anni Si ritiene interessante proporre dei grafici che registrano l andamento numerico dei PUA e delle varianti ai PUA nel periodo dal 2008 al 2014: - Pag. 4/34 -

6 ANDAMENTO NUMERICO PUA E VARIANTI AI PUA: anni P.U.A. Varianti al P.U.A. 2.7 Tipologia Piani Urbanistici Attuativi Per quanto attiene alla tipologia di PUA presentati, nel periodo oggetto di indagine (anni 2008/2014) la tipologia di piano cui si è fatto più ricorso è stato il Piano di Recupero. Questo spiega come sia probabilmente più interessante per il mercato investire sul recupero di preesistenze che non sull edificazione di nuovo impianto. I piani di recupero presentati, inoltre, non si estendono su vaste aree comunali, ma sono circoscritti a interventi di piccola e media consistenza. Nel grafico che segue, è riportato l andamento della tipologia di PUA presentati ed istruiti nel periodo in esame: TIPOLOGIA PUA ISTRUITI: anni Piani di Lottizzazione Piani di Recupero - Pag. 5/34 -

7 2.8 Stato di attuazione dei piani urbanistici approvati I piani urbanistici attuativi, approvati nel periodo dal 2008 al 2013, sono 24 (escluse le varianti non sostanziali); per 9 di questi è stato rilasciato il permesso di costruire per le opere di urbanizzazione, ed infine 8 sono stati collaudati. Da rilevare che la stragrande maggioranza dei permessi di costruire e dei collaudi sono relativi al biennio , mentre dal 2010 al 2013 si è registrato un forte calo delle istanze di permesso di costruire. Nel biennio non è stato rilasciato alcun permesso di costruire per opere di urbanizzazione, mentre sono stati collaudati nel 2014 tre ambiti territoriali, così denominati: AIU a Passarella; 1^ variante al P.D.R. di via Brusade ( Astra srl ); U.M.I in via Vanoni. STATO DI ATTUAZIONE DEI PUA: anni P.U.A. approvati P.C. oo.uu. rilasciati Collaudi 2.9 Tempistiche di approvazione per i P.U.A. Per quanto attiene alle tempistiche relative ai P.U.A., la L. n. 13 del 08/07/2011 stabilisce il termine perentorio di 75 giorni per l adozione e l approvazione dei piani; l ufficio si è posto l obiettivo di 50 giorni per la predisposizione della bozza della delibera di adozione. Tale termine è stato sinora rispettato. - Pag. 6/34 -

8 2.10 I Certificati di Destinazione Urbanistica (C.D.U.) Nel 2014 si è curata la predisposizione e il rilascio dei certificati di destinazione urbanistica per un totale di n. 172 C.D.U. (comprese le 7 attestazioni di destinazione urbanistica). La normativa prevede che i C.D.U. siano rilasciati entro 30 giorni dalla data di presentazione; obiettivo da P.E.G. dell ufficio è il loro rilascio entro 20 giorni, ma mediamente tale tempistica si è ridotta a 15 giorni. Nel grafico seguente, si riporta l andamento dell attività di istruttoria e rilascio dei C.D.U. dal 2006 al RILASCIO C.D.U.: CONFRONTO ANNI Deposito frazionamenti Fino al 31/12/2014 si è curato il rilascio di attestazioni relative al deposito di n. 37 frazionamenti, fortemente in ribasso rispetto al numero registrato nell ultimo biennio. DEPOSITO FRAZIONAMENTI CATASTALI TERRENI: ANNI Pag. 7/34 -

9 2.8 Conclusioni Dai dati che si ricavano dai report è possibile dedurre le seguenti conclusioni. La crisi economica, che continua ad interessare il settore edilizio, ha determinato da una parte un calo delle attività, dall altra la preferenza per determinate tipologie di interventi, quali le ristrutturazioni edilizie piuttosto che le lottizzazioni e le nuove edificazioni. Infatti: con la 1^ Variante al P.I. l Amministrazione, al fine di favorire la ripresa delle attività, ha voluto consentire l individuazione di lotti immediatamente edificabili, nonché interventi su edifici produttivi per agevolarne le relative attività. Sono stati approvati quindi ben n. 65 nuovi lotti, n. 8 UMI, n. 7 interventi su attività produttive. Tuttavia, a tutt oggi, benché il primo stralcio della variante, abbia avuto definitiva approvazione in data 03/07/14, solo 3 istanze di Permesso di Costruire sono state presentate (n. 2 anche rilasciate). Tenuto conto che la variante prevede 2 anni, quale termine massimo per l inizio dei lavori nei lotti, si evince che, probabilmente, le istanze sono state presentate per cogliere le opportunità date dalla variante, ma che l attuazione dei progetti risulta in realtà difficile. Alla stessa considerazione si perviene analizzando l attuazione delle altre Varianti al P.I. degli ultimi anni (es.: Area per struttura sportiva in Viale Primavera, Individuazione ambito di recupero area tra p.zza Indipendenza e v. Ancillotto, ecc. ). Le varianti vengono spesso chieste dai privati che, esauditi dall Amm.ne comunale, poi non sono in grado di proseguire con la concreta attuazione. Osservando i report relativi all andamento numerico e tipologico dei Piani urbanistici attuativi, nonché quelli che rilevano il loro stato di attuazione (anni dal 2008 al 2014 ) si deduce che, anche per il 2014, in continuità con gli ultimi anni, le ripercussioni della crisi economica si sono fatte profondamente sentire: infatti nessuna nuova istanza a lottizzare è stata presentata nel corso dell ultimo anno, se si esclude una richiesta di PUA, presentata nel 2012 e per la quale risulta di nuovo l interesse dei proprietari. Si rileva anche e soprattutto un calo rilevante relativo alla concreta attuazione dei piani: a fronte di un interesse iniziale a lottizzare, che porta pure alla approvazione dei piani, poi i privati non riescono ad avviare i lavori. Sono numerosissimi i piani approvati negli anni 2008/2014 che sono sostanzialmente fermi (es. PN. 68 PN. 69 PN. 42 P.N. 52 P.N. 54 P.N. 92 SUA 2 Piano via Asiago - Piano di Recupero Agricola Palazzetto - Piano di Recupero via Monte Canin - Piano di Recupero ex Sandonauto - Piano area v. Marconi/v. XIII Martiri Piano di Recupero via del Molino, per citare i maggiori). - Pag. 8/34 -

10 Da ciò si rileva che l attività edilizia tende a non riguardare aree di rilevanti dimensioni, sia esterne che interne al centro abitato, ma consiste in interventi in attuazione diretta, soprattutto relativi a ristrutturazioni edilizie. Infatti il numero dei Permessi di costruire, se per le nuove edificazioni registra una flessione tendenzialmente negativa, si mantiene costante per quanto riguarda le ristrutturazioni e gli ampliamenti. Ciò è dovuto alle facilitazioni date dal cosiddetto Piano Casa, che consentono interventi più veloci, meno impegnativi da un punto di vista burocratico/amministrativo e meno impegnativi economicamente (grazie alla riduzione sensibile degli oneri di urbanizzazione consentita dalla Legge). Detto andamento tuttavia si concilia sia con le politiche dell attuale Amministrazione Comunale, che non intende, per evitare nuovo consumo di suolo, favorire nuove lottizzazioni, residenziali o produttive, sia con quelli che sono gli obiettivi generali dell urbanistica regionale ed anche nazionale. I risvolti positivi di tale tendenza sono numerosi: si evita il depauperamento del suolo, suolo che è in ogni caso e soprattutto paesaggio e terreno agricolo quindi risorsa ambientale, sociale, culturale ed economica; diminuiscono le nuove infrastrutturazioni (parcheggi, viabilità, aree a verde attrezzato) che spesso vengono poco utilizzate, ma che richiedono all Amministrazione ingenti risorse per la loro manutenzione; evitano il sorgere di quartieri periferici, spesso privi di servizi (attività commerciali, bar, ecc.) e di aree produttive che, in caso di scarso utilizzo, determinano spesso situazioni di degrado; favoriscono la concentrazione delle risorse, date dagli oneri di urbanizzazione ( sempre minori), sulla riqualificazione e il recupero dei centri abitati, garantendo una migliore qualità della vita ed una maggiore integrazione sociale. A conferma dell interesse autentico verso tale politica, l Amministrazione ha consentito, sempre nell ambito della 1^ variante, il cambio di destinazione d uso da zona edificabile in agricola o a verde privato, interessando il più delle volte proprio ambiti sottoposti a piani di lottizzazione. La superficie delle aree riconvertite da edificabili ad agricole o a verde privato risulta pari a mq e quindi risulta un dato decisamente significativo riguardo agli attuali obiettivi di pianificazione. Il Comune di San Donà risulta essere tra i primi ad avere attuato, con decisione, tale politica, anche se avrebbe potuto avere conseguenze da un punto di vista finanziario (riduzione del gettito IMU). Altro dato significativo è dato dall andamento del numero dei C.D.U. (che risulta quasi dimezzato nel periodo 2006/2014 passando da n. 320 n. 172 atti) e soprattutto del deposito dei frazionamenti (che nel periodo 2006/2014 passa da n. 110 a n. 37 atti). - Pag. 9/34 -

11 Poiché questi atti in genere vengono predisposti in occasione di atti di compravendita, si ha l ennesima conferma di come il mercato immobiliare continui a registrare una flessione negativa. Quali sono le azioni che, nei propri limiti e competenze, l Ufficio può mettere in atto per agevolare quelle che sono le richieste del mercato, così condizionato da una crisi che non sembra risolversi in breve tempo? 1) Revisione della normativa edilizia di piano (N.T.O.), per adeguarsi a quello che è l andamento di mercato, profittando delle nuove opportunità offerte dalle nuove norme legislative quale il D.L. n. 133/2014 (il cosiddetto Decreto Sblocca Italia ). Il Decreto ad es. prevede, oltre ai tipici strumenti di pianificazione (PUA e Piani di recupero), altre tipologie quali i Permessi di costruire convenzionati nonché cambi di destinazione d uso tra categorie di immobili, che prima non erano possibili se non con consistenti oneri economici. La normativa andrà poi sicuramente snellita, semplificando le procedure, fornendo una più facile possibilità di lettura e interpretazione, proponendo più semplici regole soprattutto per gli interventi di tipo ordinario. Infine la normativa dovrà dare ampio spazio alle tematiche della sostenibilità. 2) Revisione della zonizzazione del centro edificato: nell ambito del progetto della trasposizione del P.I. su cartografia catastale, si intende anche rivedere la zonizzazione, soprattutto per quanto riguarda la previsione di comparti edificatori, piani di recupero, Unità minime di intervento, ecc. che, come abbiamo rilevato, disincentivano il privato ad intervenire. 3) Riorganizzazione degli Uffici Pianificazione Sportello Unico dell edilizia e Cartografico Le attività previste (trasposizione del P.I., aggiornamento della N.TA, implementazione della C.T.R., ecc.) richiedono una più stretta collaborazione tra i vari uffici. Inoltre la revisione delle mansioni e dei carichi di lavoro può ottimizzare i tempi di lavoro, consentendo un più concreto aiuto al cittadino nello svolgimento dei propri adempimenti, in presenza di modalità più chiare e semplici e con tempi più brevi. 4) Monitoraggio dei dati: portare a regime il progetto avviato per consentire un efficace controllo sull attuazione dei piani e programmi e poter così riorientare le decisioni, in caso di scostamenti rispetto agli obiettivi prestabiliti. P.S. Si accettano suggerimenti - Pag. 10/34 -

12 2.12 Progetto per la trasposizione del Piano degli interventi su cartografia catastale L Ufficio Pianificazione ha valutato l opportunità di avviare un importante progetto, consistente nel ridisegno del Piano degli Interventi su base catastale e non più su base aerofotogrammetrica. Il progetto è complesso e pertanto verrà svolto in più anni. Gli obiettivi che si pone questo progetto sono ambiziosi. Il Comune potrà avere piena coscienza di come lo strumento urbanistico coinvolge le singole proprietà e potrà agire con precisione dal punto di vista amministrativo, riducendo al minimo lo spazio interpretativo creato dalla difficile sovrapposizione di cartografie, generate da sistemi di proiezione differenti tra loro. Obiettivi Un primo tangibile vantaggio per l Amministrazione sarà quello di snellire le procedure nel rilascio dei certificati di destinazione urbanistica, riducendo al minimo l intervento dell operatore dell ufficio Pianificazione. I C.D.U. potranno infatti essere totalmente automatizzati, tramite richiesta on line (come già avviene in parte), e soprattutto tramite il loro rilascio on line. L impianto di una nuova cartografia costituisce il punto di partenza per un agevole gestione della stessa da parte dell ufficio. Fino ad oggi, le operazioni di pianificazione sono sempre state svolte da società esterne, che hanno fornito anche il loro materiale informatico per il quale gli uffici comunali, non conoscendone esattamente le logiche di creazione, hanno sempre avuto una certa difficoltà nella gestione. Creare una cartografia ex novo direttamente all interno della struttura comunale, significa possederne l intero know how e le logiche di creazione. Risulta palese che la gestione delle future varianti sarà molto più agevole e l Amministrazione Comunale non avrà come in passato la necessità sistematica di affidare costosi incarichi professionali a professionisti esterni. L accurata attribuzione delle caratteristiche di piano ad ogni particella catastale aprirà nuovi scenari, ad esempio nella gestione del catasto strade, fornendo soluzioni ad annosi problemi che caratterizzano l individuazione del patrimonio comunale senza ricorrere a incarichi esterni. Altro capitolo importantissimo che potrà trovare soluzione con il P.I. su catastale è la gestione della fiscalità legata alla proprietà, con particolare evidenza al valore minimo ai fini IMU delle aree edificabili. Attualmente sia l ufficio Tributi che l ufficio Pianificazione, nel periodo di scadenza dell imposta sugli immobili sono impegnati nella continua risposta alle richieste dei cittadini circa la determinazione del valore minimo da dichiarare in funzione delle potenzialità edificatorie delle singole aree. Con l esatta individuazione delle caratteristiche urbanistiche della singola particella, sarà possibile fornire on line il servizio di determinazione del valore minimo, liberando risorse lavorative all interno dei suddetti uffici. - Pag. 11/34 -

13 Operazioni preliminari Trattandosi di attività innovativa nel panorama della Regione Veneto, è stato necessario avviare un dialogo con i tecnici della Regione addetti alla validazione del quadro conoscitivo del PAT, in quanto le carte dei Vincoli, delle Invarianti e delle Fragilità dovranno essere adattate alla cartografia catastale del P.I. e su di esso saranno apportati gli aggiornamenti e le piccole modifiche permesse dal PAT stesso. Sono state operate alcune scelte discrezionali dovute al riporto su carta catastale di un prodotto cartografico di altra natura, e sono state effettuate interpretazioni per compensare l attuale disallineamento tra catastale e Carta Tecnica Regionale. Scelte operative 1) SOFTWARE: Al fine di creare un prodotto il più possibile condiviso la scelta è ricaduta su un software open source per la creazione dei files shape, che poi potranno essere tranquillamente trattati con tutti i software, sia di rappresentazione cartografica che di pubblicazione su web. Dopo qualche periodo di test, effettuati dall ufficio cartografico, il software ritenuto più idoneo è risultato il Qgis; 2) MODUS OPERANDI: Le operazioni consistono nella duplicazione dei files shape riguardanti le particelle di ogni singolo foglio catastale, la strutturazione del nuovo shape Zone (N foglio) secondo le indicazioni della Regione e le necessità specifiche dell Ente, nella valorizzazione del database per ogni singola particella o porzione di essa, infine nel raggruppamento delle particelle in isolati e la conseguente tematizzazione in linea con le grafie attuali; 3) LIVELLI INFORMATIVI: Come prima operazione, alle singole particelle vengono assegnate le zone di appartenenza, in seguito vanno inseriti gli altri livelli informativi attualmente previsti dal P.I., quali Lotti a SNP predefinita, ambiti strategici di riqualificazione urbana, ambiti degli strumenti urbanistici attuativi, etc. Infine viene riportato sul P.I. tutto il sistema dei vincoli, delle invarianti e delle fragilità mutuati dal PAT. Nel 2014 il lavoro ha riguardato 30 degli 86 fogli catastali. Parallelamente all inserimento delle zone omogenee nei primi 30 fogli è stato creato lo stile di vestizione delle relative zone il più in linea possibile con l attuale, al fine di agevolare gli utenti nel passaggio dal vecchio al nuovo sistema. - Pag. 12/34 -

14 2.13 Controllo di Gestione Il Testo Unico degli Enti Locali prevede che gli enti locali individuino gli strumenti e i metodi per garantire, mediante il controllo della regolarità amministrativa e contabile, la legittimità, la regolarità e la correttezza dell azione amministrativa, e, attraverso il controllo di gestione, verifichino l efficacia, l efficienza e l economicità dell azione amministrativa al fine di ottimizzare, il rapporto tra costi e risultati. La struttura operativa incaricata delle funzioni di controllo di gestione deve fornirne le conclusioni agli amministratori ed ai responsabili dei servizi affinché questi ultimi possano valutare l andamento dei servizi di cui sono responsabili. Anche durante il 2014 l ufficio Pianificazione ha svolto, per quanto di competenza, le varie attività legate al Gespeg, raccogliendo periodicamente le informazioni e i dati necessari per l elaborazione dei vari report. Le rilevazioni vengono effettuate a cadenza trimestrale da ciascun operatore di servizio, e trasmesse al referente per il GesPeg che si preoccupa di inserire e riportare tutti i dati nel programma gestionale GesPeg. Inoltre, il responsabile del servizio redige ad inizio anno una relazione preventiva sulle attività che saranno svolte in allineamento con gli obiettivi dell Amministrazione -, e, a cadenza trimestrale, relaziona sul lavoro svolto fino a quel momento. L attività di monitoraggio, impegnativa e delicata, impiega notevolmente il personale del servizio ed è estremamente utile ai fini di una gestione complessiva e organica di tutto il servizio. Schermata principale del programma GesPeg - Pag. 13/34 -

15 2.14 Sistema di Monitoraggio Integrato Nel corso del 2014 è stata avviata un attività di monitoraggio per la realtà di San Donà di Piave, in relazione ad una serie di obiettivi che l A.C. si è proposta di raggiungere. Il lavoro che si intende strutturare parte proprio dalla definizione degli obiettivi strategici definiti nel P.A.T. (Piano di Assetto del Territorio), nel Documento Programmatico del Sindaco e nel P.A.E.S. (Piano d Azione per l Energia Sostenibile), suddivisi nelle macroaree Ambiente, Paesaggio, Città e Territorio e Sociale ed Economico. All interno di questi obiettivi strategici, che per definizione sono generici, sono individuati degli obiettivi più concreti, a loro volta tradotti dalle strategie politiche in azioni concrete. Per quanto concerne la verifica dell attuazione di questi obiettivi, si intende correlare ad ogni azione concreta uno o più risultati attesi, associando ad essi degli opportuni indicatori che ne misurano l effettiva realizzazione. Questo tipo di sistema a catena permette di avere sotto controllo in ogni momento sia i macro obiettivi sia soprattutto le risposte pratiche alle azioni strategiche, in modo che gli eventuali interventi correttivi possano essere introdotti e applicati tempestivamente laddove il risultato non corrispondesse agli effetti attesi. Dai monitoraggi dei singoli programmi (VAS, PI, PAES, PEG, ecc.) si possono ottenere le informazioni necessarie per il monitoraggio degli obiettivi del quadro di riferimento del PAT e delle scelte politiche (Programma di mandato), attraverso la costruzione di un sistema di monitoraggio complessivo definito Sistema di Monitoraggio Integrato che considera il contributo specifico di ogni piano al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità di riferimento. E facile intuire che il sistema di verifica e rendicontazione dei vari obiettivi e attività è un percorso complesso che necessita di coordinamento e continuo aggiornamento. Per quanto concerne i servizi Urbanistica, Edilizia Privata e Attività Produttive, le attività ordinarie, gli obiettivi di sviluppo e quelli legati alla performance sono monitorati a cadenza trimestrale. È in fase di predisposizione una proposta di rendicontazione complessiva dei tre piani, con la formulazione di alcuni indicatori che dovranno comunque essere discussi e condivisi con l A.C. - Pag. 14/34 -

16 3. Report attività ufficio E.R.P. - EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA 3.1 Attività svolte nel corso del 2014 A seguito delle disposizioni contenute nella D.G.C. n. 47 del 06/03/2014, relativa alla riorganizzazione dei servizi dell Ente, l ufficio si occupa solo di Edilizia residenziale pubblica, e non più del patrimonio comunale. Tuttavia, nell anno 2014 l ufficio ha proseguito alcuni procedimenti di cui si era occupato negli anni precedenti: 1) procedura di vendita dell area comunale di via Calnova destinata alla realizzazione di una Residenza Sanitaria Assistita (R.S.A.). Dopo aver aggiudicato la vendita, tramite procedura ad evidenza pubblica, a due società private, le quali non sono poi pervenute alla stipula della compravendita, l area è stata alienata alla IPAB Casa di riposo Monumento ai caduti in guerra di San Donà di Piave. (DCC Il corrispettivo della transazione è stato di ,00 ; 2) Ampliamento dell area, in favore dell associazione che opera nel settore assistenziale ANFFASS onlus, già concessa in uso gratuito ventennale (D.C.C. n. 112 del 22/12/2014) della richiesta ; 3) presa d atto del progetto relativo alla nuova sede dell associazione Casa del girasole onlus (con D.G.C. n. 234 del 13/11/2014) da realizzarsi sull area di proprietà comunale, già concessa in uso all associazione stessa; 4) concessione, favore della ditta Elettromeccanica Viotto di una porzione di strada cieca per consentire la manovra dei mezzi pesanti. La concessione della durata quinquennale comporta un introito di 3.000,00 /anno. 3.2 Redazione piano di vendita alloggi E.R.P. e progetti di social housing Al fine di poter predisporre un piano straordinario di vendita degli alloggi appartenenti all Edilizia Residenziale Pubblica (E.R.P.), da sottoporre all approvazione della Regione, si è provveduto ad individuare esattamente : - gli alloggi in locazione potenzialmente alienabili ai rispettivi conduttori - gli alloggi sfitti perché bisognosi di consistenti interventi di manutenzione per i quali è economicamente preferibile l alienazione - Pag. 15/34 -

17 - gli alloggi che non saranno oggetto di alienazione perché ancora funzionali alle politiche abitative dell Ente. Si è proceduto poi ad individuare tre ambiti da destinare a progetti di social housing, al fine di poter realizzare edifici residenziali da assegnare a fasce più deboli della popolazione quali giovani coppie. 3.3 Atti relativi alla edilizia residenziale pubblica convenzionata a) Autorizzazioni alla alienazione di immobili E.R.P. con rinuncia al diritto di prelazione e determinazione del prezzo massimo di cessione Nel 2014, su richiesta dei privati si è provveduto alle suddette autorizzazione mediante n. 13 determine dirigenziali. Tutte le istanze sono state evase entro 30gg. rispettando l obiettivo stabilito nel P.E.G.. In realtà i tempi medi di evasione sono stati di 15 giorni. Si riporta il grafico che illustra l andamento degli anni delle richieste evase: b) -Trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà aree P.E.E.P. Svincolo dagli obblighi convenzionali relativi a lotti ERP concessi in diritto di proprietà Nel 2014 Sono state predisposte nel n. 16 determine dirigenziali cui sono seguiti i rispettivi contratti. Le istanze sono state evase entro 30gg. L attività ha permesso un entrata di ,00. - Pag. 16/34 -

18 Si riporta il grafico che illustra l andamento degli anni delle richieste evase: \ Conclusioni Gli atti relativi alla edilizia residenziale pubblica convenzionata (relativi alla autorizzazione alla cessione, alla trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà ed allo Svincolo dagli obblighi convenzionali relativi a lotti ERP concessi in diritto di proprietà) vengono predisposti dall Ufficio su istanza di privati, che generalmente si accingono alla vendita del proprio immobile, per acquisirne uno più grande o di maggior pregio. Il trend degli ultimi anni mostra una flessione leggermente negativa di talli atti, anche se nell ultimo anno si registra una leggera ripresa. Ciò indica che il mercato immobiliare delle compravendite continua ad essere frenato dall attuale crisi economica, pur con qualche lieve ultimo miglioramento grazie magari alle nuove politiche di agevolazione fiscali. 3.5 Incarichi professionali Nell anno 2014 sono stati affidati dall Ufficio e poi successivamente liquidati gli incarichi professionali per: 1) Il frazionamento di lotto edificabile da cedere in permuta alla soc. Castellan spa per la realizzazione del sottopasso ciclopedonale ferroviario, previo esperimento di gara con almeno 3 partecipanti. (affidamento a geom. Rizzo Det. n. 705/14); - Pag. 17/34 -

19 2) Il frazionamento di terreno interessante un lotto lungo la Via Calnova, ai fini del ricavo di superficie destinata a pista ciclabile, - affidamento di incarico diretto a arch. Cossar Det. n. 809/14). 3.6 Riserva di quota (8%) degli oneri di urbanizzazione secondaria da assegnare agli istituti religiosi o (L.R. 44/87) Predisposizione della Delibera consiliare n D.C.C. n. 09 del 03/02/2014, di n. 2 determinazioni dirigenziali (n. 634/14e n. 819/14), e n. 5 atti di liquidazione in favore delle parrocchie assegnatarie. 3.7 Altre attività svolte nel 2014 Esse hanno riguardato: - Controllo dell avvenuto pagamento a rate semestrali, dell importo dovuto dai privati assegnatari per l acquisto a riscatto di alloggi comunali (nel 2014: n. 13 pratiche) - Calcolo del prezzo di prima cessione per alloggi realizzati in edilizia convenzionata (nel corso del 2014 si è risposto a n. 5 istanze di privati) - Determinazione della quantità e qualità delle aree pubbliche da cedere con fissazione del relativo prezzo (delibera di Consiglio Comunale n. del ) - Trasferimento di proprietà di alloggi costruiti con Leggi Speciali -vendita conclusiva ai rispettivi assegnatari di n. 2 alloggi in Via Bertazzolo (atti notaio Terracina di San Donà) - Istanza all Agenzia del Demanio per l acquisizione al patrimonio disponibile della ex caserma Tombolan-Fava nonché di terreni a ridosso dell argine del fiume Piave- (al momento si attendono le rispettive determinazioni da parte dell amministrazione comunale) - la realizzazione di visure, verifiche catastali di vario tipo e sopralluoghi. Visure catastali ed estratti di mappa complessivi Oltre 500 Infine in collaborazione con il S.U.E. (Sportello Unico per l Edilizia), l Ufficio ha provveduto: 1. al rilascio rinnovi/autorizzazioni di impianti autoclave; nell anno 2014 sono state rilasciate 15 autorizzazioni/rinnovi ed effettuate n. 22 diffide ad adempiere alla regolarizzazione; 2. al rilascio di. N. 9 matricole per gli impianti di ascensori. 3. al rilascio di autorizzazioni sanitarie - le autorizzazioni richieste sono state 9. Di queste, 5 sono state rilasciate, 4 sono in attesa di integrazioni/di parere ASL.. - Pag. 18/34 -

20 Riguardo alle autorizzazioni sanitarie si riporta il grafico che illustra l andamento negli ultimi anni delle richieste evase. AUTORIZZAZIONI SANITARIE RILASCIATE: anni Conclusioni Il grafico mostra come negli ultimi anni il numero di autorizzazioni per attività artigianali /produttive sia davvero esiguo. Inoltre verificando le 8 autorizzazioni rilasciate nel 2013/2014 si riscontra che: - 2 casi riguardano il semplice spostamento dell attività già esistente in altra struttura - in 4 casi si tratta di modifiche alle attività esistenti - solo in 2 casi si tratta di nuove attività di piccolo artigianato: sartorie (ditte Hu Huamei e Valenti) Risulta pertanto evidente come anche questo settore sia sostanzialmente in crisi. - Pag. 19/34 -

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