Deliberazione n.15/2001/g REPUBBLICA ITALIANA. Corte dei Conti. Sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo

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1 Deliberazione n.15/2001/g REPUBBLICA ITALIANA la Corte dei Conti in Sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato I e II Collegio nell adunanza congiunta dell 8 marzo 2001 * * * Visto il decreto prot. n del 21 dicembre 2000 con il quale il Dirigente dell Ufficio del territorio di Pordenone ha disposto l approvazione di una concessione di bene demaniale a favore dell Associazione Nazionale Bersaglieri in congedo; vista la relazione prot. n. 352 in data 2 febbraio 2001 del consigliere preposto alla Delegazione di controllo sugli atti delle amministrazioni dello Stato nel Friuli Venezia Giulia; vista l ordinanza del Presidente della Sezione centrale di controllo di legittimità su atti in data 28 febbraio 2001 con la quale il menzionato provvedimento è stato deferito alla Sezione centrale del controllo, collegi I e II, convocata per l adunanza congiunta dell 8 marzo 2001 per

2 2 l esame e la pronuncia sul visto e la registrazione; vista la nota n. 79/01/P in data 1 marzo 2001 con la quale la Segreteria della Sezione di controllo ha comunicato l ordinanza stessa al Ministero delle Finanze Gabinetto e Ufficio del Segretariato Generale ed al Ministero del Tesoro, Gabinetto e Ragioneria Generale dello Stato; visti il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti approvato con regio decreto 12 luglio 1934 n e la legge 21 marzo 1953 n. 161; udito il relatore consigliere dott. Adriano Schreiber; intervenuti i rappresentanti dell Amministrazione; ritenuto in FATTO Con il decreto prot. n del 21 dicembre 2000 inviato per il controllo preventivo ai sensi dell art. 3, 1 c. lett. f) della legge n. 20, e pervenuto alla Delegazione di Trieste il 15 gennaio 2001, l ufficio del Territorio di Pordenone ha approvato un atto di concessione di terreno demaniale all Associazione nazionale Bersaglieri in congedo della durata di sei anni. Nelle more del procedimento sono divenute esecutive, a decorrere dal 1 gennaio 2001, in base al decreto del ministro delle Finanze prot. n del 28 dicembre 2000, le Agenzie fiscali previste dagli articoli 61 e seguenti del D. Lgs. 30 luglio 1999 n. 300, tra cui quella del Demanio che cura l amministrazione dei beni immobili dello Stato (art. 65) ed ha assorbito il dipartimento del Territorio del ministero delle

3 3 Finanze e gli ex uffici del Territorio, fra cui quello di Pordenone che è divenuto Sezione staccata della Filiale di Udine dell Agenzia del Demanio. Poiché tali Agenzie non sono più assoggettate al controllo preventivo di legittimità, si è posta la questione di diritto intertemporale di stabilire se sussista la competenza della Corte dei conti all esame preventivo di un atto che al momento della sua emanazione proveniva da un organo statale l ufficio del Territorio ma che, al momento del riscontro, pertiene invece ad un ente pubblico, l Agenzia del Demanio, che non vi è più soggetto. In via preliminare è stata però sollevata la questione inerente alla possibilità, da parte della Delegazione di controllo degli atti dello Stato del Friuli Venezia Giulia, di continuare ad adire la Sezione centrale di controllo di legittimità su atti di Governo e delle amministrazioni dello Stato, dopo l entrata in vigore del regolamento del 16 giugno 2000 n. 14/DEL il quale all art. 2, 3 c. ha attribuito in via generale la competenza in materia alle sezioni regionali di controllo, pur facendo l art. 2, 1 c. espresso riferimento solo alle regioni a statuto ordinario, e non occupandosi di quelle a statuto speciale. Poiché con deliberazione adottata nell adunanza del 28 febbraio 2001 il I Collegio delle Sezioni Riunite in sede di controllo della Corte dei conti ha individuato nella Sezione centrale di controllo di legittimità su atti l organo competente ad esaminare la questione sollevata dalla Delegazione di Trieste, con ordinanza del 28 febbraio

4 il Presidente della predetta Sezione deferiva la pronuncia sul visto e la conseguente registrazione del provvedimento alla stessa convocandola, data la necessità di risolvere questioni di massima di particolare importanza, per l odierna ordinanza congiunta del I e II Collegio. Considerato in DIRITTO La prima questione all esame della Sezione consiste nello stabilire se, una volta dichiarata dalle Sezioni Riunite la competenza della stessa ad esaminare l atto inviato al controllo preventivo, il consigliere rimittente possa fare parte del collegio quale relatore, con diritto di voto, oppure se, non essendo egli assegnato ad uno degli uffici di controllo sugli atti delle amministrazioni centrali dello Stato previsti dall art. 4 del regolamento 16 giugno 2000, non possa dunque esserne componente ai sensi del precedente art. 3. La Sezione ritiene che, una volta stabilita la propria competenza a decidere anche le questioni di legittimità degli atti emanati dalle amministrazioni statali nel Friuli Venezia Giulia, in virtù di una norma rinforzata qual è l art. 33 del D.P.R. 25 novembre 1975 n. 902 recante norme di attuazione dello statuto regionale, possa valere a risolvere anche questo caso la norma generale sul funzionamento della Sezione del controllo contenuta nell art. 3, 11 comma della legge 14 gennaio 1994 n. 20, a tenore del quale del collegio viene chiamato a far parte in qualità di relatore il magistrato che deferisce la questione alla

5 5 sezione. Il secondo problema è, come accennato nella parte in fatto, quello della competenza a controllare in via preventiva atti che hanno, per così dire, mutato imputazione nel corso della fase integrativa dell efficacia del procedimento amministrativo. L atto in questione è stato infatti emanato il 21 dicembre 2000 dall ufficio del Territorio di Pordenone, che era a tutti gli effetti un ufficio periferico del ministero delle Finanze, tale atto, soggetto, ai sensi della lett. f) dell art. 3, 1 c. l. 20/94, al controllo preventivo della Corte, è pervenuto alla locale Delegazione per questo tipo di riscontro il 15 gennaio In base all art. 57 e successivi del D. Lgs n. 300, sono divenute pienamente operative nelle more del procedimento amministrativo le quattro Agenzie fiscali (entrate, dogane, territorio e demanio) alle quali è stata affidata la gestione delle funzioni esercitate dai corrispondenti dipartimenti del ministero delle Finanze, dei quali sono stati trasferiti alle nuove entità, aventi personalità giuridica di diritto pubblico (art. 61, 1 c. D. Lgs. 300/99), i relativi rapporti giuridici, poteri e competenze. Essendo ovvio che tali nuovi enti non potevano realisticamente ritenersi costituiti immediatamente in virtù della sola normativa istitutiva, quest ultima prevedeva in apposite disposizioni transitorie (Sezione III artt ) le fasi del passaggio stabilendo (art. 73, 2 c.) che il ministro delle finanze provvede con propri decreti a definire

6 6 e rendere esecutive le fasi delle trasformazioni e che (art. 73, 4 c.) lo stesso stabilisce le date a decorrere dalle quali le funzioni svolte dal ministero, secondo l ordinamento vigente, vengono esercitate dalle Agenzie. Da tale data le funzioni cessano di essere esercitate dai dipartimenti del ministero. Le circostanze concrete richieste dalla legge per il passaggio effettivo delle funzioni si sono realizzate con l emanazione del decreto del Ministro delle Finanze prot. n del , registrato alla Corte dei conti il il quale ha disposto (art. 1) che a decorrere dal 1 gennaio 2001 le agenzie fiscali. sono esecutive.. e (art 3) che a decorrere dalla data di cui all art. 1 del decreto: a) le agenzie fiscali esercitano tutte le attività e le funzioni previste dalle norme e dagli statuti; b) le attività e le funzioni di cui alla precedente lettera a) cessano di essere esercitate dai dipartimenti delle dogane e delle imposte indirette, delle entrate e del territorio; c) la titolarità dei rapporti giuridici e delle obbligazioni di pertinenza dei citati dipartimenti è trasferita alle agenzie fiscali. Sono stati inoltre approvati in data 6 e 13 dicembre 2000 il nuovo regolamento ed il nuovo statuto dell agenzia. Non sembra dubbio pertanto che dal 1 gennaio 2001 le nuove entità siano divenute pienamente operative e siano subentrate nelle funzioni dei precedenti dipartimenti. Pertanto gli atti emessi da tale data dagli organi centrali o

7 7 periferici del ministero delle Finanze, passati alle dipendenze delle nuove Agenzie, non sono più assoggettati al controllo preventivo, ma al controllo di gestione previsto dall art. 8, 2 c. del D. Lgs. 300 e dall art. 27, 5 c. della legge n. 340 (che ha abrogato il 4 c. dell art. 61 del D.P.R. 300). Il problema di diritto intertemporale che la Sezione è chiamata a risolvere riguarda un atto emesso da un ufficio periferico dello Stato prima del , ma pervenuto al controllo dopo tale data. Il mutamento intervenuto durante la fase integrativa dell efficacia, nello spazio temporale fra l emanazione dell atto e la sua sottoposizione al controllo della Corte, si è prodotto non in conseguenza di una nuova norma che abbia sottratto alla Corte la competenza ad esaminare certe categorie di atti (fattispecie esaminata dalla Sezione del controllo nelle deliberazioni n. 44 e 45 del 24 marzo 1993 e n 157 del 26 novembre 1993), ma in virtù dell entrata in vigore del D.M , il quale, rendendo esecutiva l Agenzia del Demanio e ponendo alla dipendenza di questa l ufficio emanante l atto, ha solo in via indiretta e di fatto introdotto una limitazione dei poteri della Corte dei conti. La presente fattispecie deve essere dunque risolta, nell ambito dei principi giuridici propri del procedimento amministrativo, partendo dalla considerazione che, per effetto dell art. 3, commi 1, lett. c) e 2 del citato D.M., la titolarità dei rapporti giuridici e delle obbligazioni di pertinenza dei corrispondenti uffici finanziari è stata trasferita alle

8 8 Agenzie alle quali spetta a partire dalla predetta data la gestione delle funzioni (già) esercitate dai Dipartimenti (art. 57, 1 c. D. Lgs. 300/99). Lo stesso art. 57 ribadisce che alle nuove agenzie fiscali sono trasferiti i relativi rapporti giuridici, poteri e competenze che vengono esercitati secondo la disciplina dell organizzazione interna di ciascuna agenzia, sottolineando che la successione dei nuovi enti ai precedenti uffici statali è completa ed incondizionata, e comporta l esercizio delle nuove competenze secondo le norme organizzative proprie dell ente subentrante. L articolo 6 del D.M , secondo cui nelle more dell entrata in vigore del regolamento che dovrà disciplinare l organizzazione, la disciplina degli uffici e le dotazioni organiche del Ministero delle Finanze (previsto dall art. 58 D.P.R. 300/99), le agenzie fiscali svolgono le loro funzioni secondo le competenze, modalità e sistema di relazioni con il Ministero previsti per i vecchi dipartimenti, va interpretato nel senso che prevede che in tale periodo le funzioni trasferite vengono esercitate dalle Agenzie non in base ai rapporti convenzionali previsti su base paritetica dall art. 59 del D. Lgs. 300/99, ma secondo il vecchio sistema di relazione esistente fra Dipartimenti e Ministero. In questo ambito di rapporti provvisoriamente ricalcato sul preesistente ordinamento le funzioni svolte non solo sono in tutto e per tutto proprie dei nuovi enti, ed agli stessi riconducibili quanto agli

9 9 effetti ed alla responsabilità della gestione, ma vengono esercitate secondo la disciplina dell organizzazione interna di ciascuna agenzia (art. 57 D. Lgs. 300/99). In conclusione si può affermare che la normativa regolamentare contenuta nel D.M ha dispiegato i suoi effetti nella fase integrativa dell efficacia del provvedimento trasformando l ufficio statale i cui atti erano già soggetti al controllo preventivo della Corte dei conti in organo del nuovo ente che è subentrato in tutti i poteri, facoltà e rapporti del primo, di cui ha assunto piena titolarità e competenza. Il mutamento del regime del controllo, verificatosi a seguito di tale successione impone, a giudizio della Sezione, di rapportare il principio generale tempus regit actum al momento in cui questo ultimo segmento del procedimento amministrativo è stato posto in essere. Se è indubitabile che gli aspetti sostanziali del provvedimento sono disciplinati dalla situazione normativa in atto al momento in cui se ne sono perfezionati gli elementi costitutivi, e su di essi non può esplicare alcuna rilevanza ogni mutamento intervenuto posteriormente, per quanto riguarda invece la disciplina delle modalità e dei termini del controllo questa va rapportata alla situazione esistente al tempo in cui il controllo stesso viene effettuato, ed è nel presente caso indubitabile che quando l atto è pervenuto all esame della Corte, il 15 gennaio 2001, il passaggio di funzioni alle Agenzie si era già verificato. Non prendere atto di tale nuova realtà, cristallizzando l attività di

10 10 controllo alla situazione esistente al momento della emanazione del provvedimento, sarebbe non solo giuridicamente scorretto, per le considerazioni sopra esposte, ma significherebbe voler perpetuare un tipo di riscontro ormai svuotato di ogni contenuto per l impossibilità di svolgere qualsiasi attività istruttoria sia nei confronti degli uffici emananti, ormai incardinati in enti non più soggetti all esame preventivo degli atti, sia nei confronti del ministero delle Finanze, che non possiede più nessuna competenza nelle materie trasferite alle agenzie. Si ritiene pertanto che l atto pervenuto alla Corte non sia più soggetto al controllo preventivo di legittimità P Q M dichiara di non esservi luogo a deliberare in ordine al decreto in epigrafe. Il Presidente Dott. Danilo Delfini Il Relatore DottASchreiber

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