Social Job La Gelmini taglia le cooperative sociali Onlus files Modello Eas: c è tempo fino al 31 marzo

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1 VITA 28 GENNAIO NUMERO 3 Social Job La Gelmini taglia le cooperative sociali Onlus files Modello Eas: c è tempo fino al 31 marzo I CENTRI SERVIZI PER IL VOLONTARIATO IN ITALIA ABRUZZO CSV L AQUILA via del Pantano 12, L Aquila Tel: CSV CHIETI via dei Frentani 81, Chieti Tel: CSV PESCARA via Venezia 4, Pescara Tel: CSV TERAMO via Salvo D Acquisto 9, Teramo Tel: BASILICATA CSV BASILICATA via Mazzini 51, Potenza Tel: CALABRIA CSV CATANZARO via Fontana Vecchia, Catanzaro Tel: CSV COSENZA via Gramsci 55, Cosenza Rende (CS) Tel: CSV CROTONE via Roma 177, Crotone Tel: CSV REGGIO CALABRIA via A. Frangipane III, trav. priv. 20 Reggio Calabria Tel: CSV VIBO VALENTIA via A. Savelli, Vibo Valentia Tel: CAMPANIA CSV AVELLINO corso Europa 69/A, Avellino Tel: CSV BENEVENTO viale Mellusi 68, Benevento Tel: CSV CASERTA via S.Antonio 18, Caserta Loc. S. Benedetto Tel: CSV NAPOLI centro Direzionale Isola E/1 - piano 1 - interno 11, Napoli Tel: CSV SALERNO via Matteo Ripa 4, Salerno Tel: EMILIA ROMAGNA CSV BOLOGNA via Scipione dal Ferro 4 c/o Villaggio del Fanciullo, Bologna Tel: CSV FERRARA viale IV Novembre 9, Ferrara Tel: CSV FORLÌ corso Diaz 49, Forlì Tel: CSV MODENA via Cittadella 30, Modena Tel: CSV PARMA borgo Marodolo 11, Parma Tel: CSV PIACENZA via Capra 14/C, Piacenza Tel: CSV RAVENNA via A. Oriani 44, Ravenna Tel: CSV REGGIO EMILIA via Gorizia 49, Reggio Emilia Tel: CSV RIMINI via IV Novembre 21, Rimini Tel: FRIULI VENEZIA GIULIA CSV FRIULI VENEZIA GIULIA viale Martelli, 51 - c/o Villa Carinzia, Pordenone Tel: LAZIO CSV SPES LAZIO via Liberiana 17, Roma Tel: CSV CESV LAZIO via Liberiana 17, Roma Tel: LIGURIA CSV GENOVA piazza Borgo Pila, Genova Tel: CSV IMPERIA via Cascione 86, Imperia Tel: CSV LA SPEZIA via Persio 49, La Spezia Tel: CSV SAVONA via Nizza, 10/A, Savona Tel: LOMBARDIA CSV BERGAMO via Palma il Vecchio 1, Bergamo Tel: CSV BRESCIA via Salgari 43/B, Brescia Tel: CSV COMO via Col di Lana 5, Como Tel: CSV CREMONA via San Bernardo 2, Cremona Tel: CSV LECCO corso Carlo Alberto 37/A, Lecco Tel: CSV LODI via San Colombano 60/a, Lodi C/o la Casa Cantoniera Tel: CSV MANTOVA galleria S. Maurizio 1, Mantova Tel: CSV MILANO piazza Castello 3, Milano Tel: CSV MONZA via Correggio 59, Monza Tel: CSV PAVIA via Taramelli 7, Pavia Tel: CSV SONDRIO lungo Mallero Diaz 18, Sondrio Tel: CSV VARESE via Brambilla 15, Varese Tel: MARCHE CSV MARCHE via della Montagnola 69/a, Ancona Tel: MOLISE CSV CAMPOBASSO corso Bucci 37, Campobasso Tel: CSV ISERNIA via Dante Alighieri 13, Isernia Tel: CSV LARINO piazza dei Frentani 25, Larino Tel: PIEMONTE CSV ALESSANDRIA via Verona 1, Alessandria Tel: CSV ASTI via Brofferio 110, Asti Tel: CSV BIELLA, NOVARA, VERCELLI via Tripoli 24, Biella Tel: CSV CUNEO via Mazzini 3, Cuneo Tel: CSV VERBANO, CUSIO, OSSOLA vicolo Facini (P.za Chiossi), Domodossola Tel: CSV NOVARA via Monte Ariolo 10/12, Novara Tel: CSV VSSP TORINO via Giolitti 21, Torino Tel: CSV IDEA SOLIDALE corso Novara 64, Torino Tel: CSV VERCELLI via Galileo Ferrraris 73, Vercelli Tel: PUGLIA CSV BARI via Vitantonio di Cagno 30, Bari CSV BRINDISI via Dalmazia, 31/C, Brindisi Tel: CSV DAUNIA FOGGIA c.so del Mezzogiorno 10, Foggia Tel: CSV CESEVOCA via F. Marinaccio 4/D, Foggia Tel: CSV LECCE via Gentile 1, Lecce Tel: CSV TARANTO viale Magna Grecia 420/A, Taranto Tel: SARDEGNA CSV SARDEGNA SOLIDALE via dei Colombi 1, Cagliari Tel: SICILIA CSV CATANIA via Teseo 14, Catania Tel: CSV MESSINA via La Farina 7, Messina Tel: CSV PALERMO via Maqueda 334, Palermo Tel: TOSCANA CESVOT FIRENZE via Dè Martelli 8, Firenze Tel: TRENTINO ALTO ADIGE CSV TRENTO piazzetta L. Da Vinci 2, Trento Tel: UMBRIA CSV PERUGIA via Penna 104/106, Perugia loc. Sant Andrea delle Fratte Tel: CSV TERNI via Montefiorino 12/C, Terni Tel: VALLE D AOSTA CSV VALLE D AOSTA via Xavier de Maistre 19, Aosta Tel: VENETO CSV BELLUNO via del Piave 5, Belluno c/o Casa del Volontariato Valentino del Fabbro Tel: CSV PADOVA via Dei Colli 4, Padova Tel: CSV ROVIGO viale Trieste 23, Rovigo Tel: CSV TREVISO via Dell Ospedale 1, Treviso Tel: CSV VENEZIA via A.L. Muratori 3, Mestre Tel: CSV VERONA via Cantarane 24, Verona c/o ex Caserma Santa Marta Tel: CSV VICENZA c.trà Mura, Vicenza San Rocco 34 Tel: Al vostro servizio Sono 78 i centri di servizio per il volontariato attivi in Italia. Un network che mette a disposizione di decine di migliaia di associazioni una serie sempre più ampia di supporti: dalla logistica al rapporto con le scuole. Dalle campagne promozionali alla rendicontazione. E che si appresta ad affrontare un anno decisivo. A partire dalla contrazione dei fondi che in pochi anni si sono quasi dimezzati

2 work Volontari Sono ormai 21mila le organizzazioni italiane che partecipano ai 78 CSV Un grande network pronto alle sfide della crisi di Benedetta Verrini UN FERMO IMMAGINE PER GUARDARSI DENTRO e rilanciare la partita del bene comune in un epoca di crisi. È quanto emerge dal decimo rapporto sull attività dei Centri di servizio per il volontariato, relativo al biennio Sono ormai trascorsi quasi 15 anni anni dalla nascita dei Csv (i primi sono nati a partire dal 1997, il coordinamento CSVnet si è costituito nel 2003). Sono stati anni di sviluppo, di costruzione di un identità comune, di costante crescita di risorse umane ed economiche: basti pensare ai fondi messi a disposizione dalle fondazioni di origine bancaria attraverso l articolo 15 della legge 266 del 1991, passati da 23,7 milioni di euro nel 1997 fino ai 53 del 2009 passando per i 91,8 milioni nel La rete di reti I 78 Centri di servizio per il volontariato hanno ormai una storia consolidata e numeri sempre più significativi per liberarsi dall ingombrante pregiudizio di autoreferenzialità. È il loro stesso dna a dimostrare che essi rappresentano una rete di autogoverno del volontariato, sempre più partecipata e capillare nel territorio italiano. Complessivamente, il 91% dei soci dei Csv sono organizzazioni di volontariato, circa realtà piccole e grandi, pari a circa il 25% del volontariato italiano. «L incremento della base associativa, anche per il 2009, conferma che il volontariato rappresenta davvero la parte fondante dei Centri, ed è il suo stesso cemento», commenta Roberto Museo, direttore di CSVnet. Tra i soci, infatti, ci sono circa 900 reti che riuniscono a loro volta oltre 10mila organizzazioni: l insieme dei Csv in Italia quindi rappresenta una rete di reti di circa 21mila organizzazioni grandi e piccole (su un totale di 42/44mila associazioni esistenti in tutta Italia). I servizi e le prospettive È impressionante la mole di servizi restituita al volontariato dai Csv, che in gran parte hanno una base territo- Intendiamo mettere al centro le associazioni, con i loro bisogni. Ma un altro grande lavoro che ci aspetta è quello di aiutare le associazioni stesse a rendersi conto che devono rendere conto riale provinciale (66 su 78), sono articolati in 414 sportelli e dunque hanno un rapporto di estrema vicinanza con gli enti e un alta capacità di lettura dei bisogni del territorio. Nel 2009 hanno avuto accesso ai servizi circa 40mila enti (di cui 27mila di volontariato, pari al 68% del totale) e 19mila persone singole. Si parte dai bisogni primari, come i servizi logistici, utilizzati dal 61% degli utenti. Fotocopie, uso di computer, fax e stampanti, spazi per le riunioni: servizi basic in continuo aumento, perché per le piccole associazioni rappresentano un significativo risparmio di costo e un sostegno alle attività. Ci sono poi le voci di consulenza e assistenza, utilizzate dal 69% degli utenti, che dimostrano come i Csv alleggeriscano il carico burocratico delle organizzazioni, in particolare negli ambiti giuridico-legali, fiscali, contabili, amministrativi, assicurativi, previdenziali e di lavoro. Si registrano inoltre delle aree di consulenza in crescita, come la progettazione, il servizio volontario europeo, la comunicazione, la ricerca di volontari, che forniscono competenze e strumenti per cogliere opportunità interessanti per il loro sviluppo. «Ma un altro grande lavoro che ci aspetta è quello di aiutare le associazioni a rendersi conto che devono rendere conto», sottolinea Museo. Le prestazioni dell area della rendicontazione sociale risultano in crescita (da124 a 289), ma visto anche il grande lavoro realizzato in collaborazione con l Agenzia delle onlus per la creazione delle Linee guida per la redazione del bilancio sociale, i Csv si metteranno sempre più in prima linea «nello sviluppo della cultura della trasparenza e della rendicontazione, soprattutto attraverso l integrazione dei nostri servizi», prosegue il direttore di CSVnet. «Intendiamo mettere al centro le associazioni, con i loro bisogni e le loro caratteristiche, supportandole attraverso una gestione integrata delle attività». Ottimo anche l andamento delle attività formative, suddivise in giornate seminariali e corsi strutturali, per un totale di oltre 54mila ore in un anno. A queste ha partecipato il 45% degli utenti, pari a circa 70mila presenze. La sfida del 2011: i giovani Ma nella mission dei Csv c è anche una vera sfida: la promozione del volontariato tra i giovani. «È questo il fulcro di tutte le attività dedicate all Anno europeo del volontariato», conferma Renzo Rezzano, presidente di Spes, Csv del Lazio e vice presedente del Centro Europeo del Volontariato (CEV). «Consideriamo i Centri di servizio come una cinghia di trasmissione attraverso cui facilitare la partecipazione dei territori e dei volontari agli obiettivi della UE nell ambito dell anno del volontariato. Intendiamo rilanciare tutte le iniziative locali, con un impegno di coordinamento e sensibilizzazione globale». In ambito giovanile i Csv hanno scelto di impegnarsi utilizzando alcuni strumenti oggi disponibili come crockhaus.com 28 GENNAIO 2011 VITA 2 DALLE FONDAZIONI AI CSV 1. FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA Sono 88 in tutta italia, amministrano un patrimonio di quasi 58 miliardi di euro. 1/15 della metà dell avanzo della gestione di questo patrimonio viene destinato ai fondi speciali presso le Regioni per i centri di servizi al volontariato. 2. COMITATI DI GESTIONE (CoGe) A loro il compito di ripartire le consistenze del fondo speciale ai Csv, sulla base dei programmi di attività. Verificano i bilanci consuntivi e le relazione di rendicontazione dei Csv. 3. CENTRI DI SERVIZIO AL VOLONTARIATO Ciascun Csv riceve i fondi dalle fondazioni secondo le indicazioni dei CoGe. Nel 2009 sono stati ricevuti 127 milioni. 26 sono stati accantonati per gli anni successivi in quanto è prevista una diminuzione del 40% circa delle risorse a causa della crisi. Le principali voci di spesa dei Csv sono state: 17,8% per le spese di supporto generale; 3,2% utilizzato dai CoGe; 19% sostegno economico alla progettazione sociale delle organizzazioni di volontariato; 57,5% per la realizzazione dei servizi per le organizzazioni di volontariato; 2,5 % per le altre spese e investimenti. Le risorse a disposizione dei Centri di servizio dati dal 1995 al totale per Csv fondi fondazioni 1/15 contributo extra da fondazioni per accordo 2015 Suddivisione delle risorse per persona dati 2011 su fondi 2009 /persona 4,43 V. d Aosta 1,51 Umbria 1,40 E. Romagna 1,39 Trento 1,32 Liguria 1,27 Marche 1,26 Molise 1,24 Abruzzo 1,12 Sardegna 1,10 Basilicata 2,14 Toscana 2,05 Piemonte 0,92 Calabria 0,91 Lombardia 0,87 Veneto 0,86 Friuli V.G. 0,79 Puglia 0,78 Lazio 0,66 Bolzano Malgrado il recente accordo con le Fondazioni di origine bancaria, anche per il 2011 la distribuzione regionale dei fondi per il volontariato rimane in parte disequilibrata. Come dimostra il grafico. 160 mln 120 mln 80 mln 40 mln 0 0,65 Sicilia 0,60 Campania

3 3 VITA 28 GENNAIO 2011 in progress FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA COMITATI DI GESTIONE CENTRO SERVIZI AL VOLONTARIATO 57,5% 2,5% 3,2% 17,8% 1/15 26 MLN 19% 91 MLN 50% avanzo di gestione Ciascuno ha 15 membri nominati da: In tutta Italia sono 78: Destinazione fondi 2009 Voci di spesa 2009 somma destinata ai fondi per i Csv ministero del Welfare Regione ed enti locali fondazioni Odv provinciali interprovinciali regionali fondi usati fondi accantonati servizi per le Odv progettazione sociale utilizzate dai CoGe spese generali altre spese e investimenti L intervento del presidente di CSVnet Sinergia : questa è la parola d ordine La campagna 2011 Far conoscere i CSV Al via la campagna pubblicitaria C è ancora molto da fare realizzata dal Cesvot (Csv Toscana) per CSVnet per promuovere i 78 Centri di servizio presenti sul territorio italiano. Obiettivo dichiarato: informare sull identità, sul ruolo e le attività dei Centri. Le attività di pormozione comprendono spot video, moduli stampa e radio. È a disposizione dei singoli Centri di servizio che potranno personalizzarla per la promozione delle proprie attività sul territorio. I materiali potranno essere ulteriormente personalizzati con i loghi dei singoli Centri di servizio che ne faranno richiesta. L obiettivo della campagna realizzata dal Cesvot è quello di promuovere l identità, il ruolo e le attività dei Centri di Servizio per il Volontariato come soggetti in forte connessione con il mondo del volontariato, con lo scopo di favorirne la crescita e la qualificazione. Le adesioni sono aperte per tutto il Info: e di Marco Granelli PUR SE I CSV NON SONO ENTI DI RAPPRESENTANZA del volontariato, di fatto essi costituiscono oggi una delle reti più partecipate e capillari del volontariato italiano presenti nel territorio, luoghi di incontro, scambio di buone pratiche e informazioni, analisi e confronto, decisione di strategie e di azioni di sostegno, esperienza di governo e di lavoro d insieme. Concretamente possono costituire un contributo e un sostegno a superare uno dei problemi più significativi del volontariato italiano e cioè quello di aumentare le reti sia per sostenere l azione del volontariato e sia per dotarlo di una capacità di rappresentanza per l interlocuzione con le istituzioni e i cittadini. Questo è un compito che i Csv non possono e non devono fare da soli, ma a sostegno dei luoghi di coordinamento e rappresentanza del volontariato. Oggi tale finalità rappresenta una priorità strategica. In questo ci sono esperienze di sostegno e collaborazione con Conferenze e coordinamenti del volontariato e con i forum del terzo settore. La promozione del volontariato soprattutto tra i giovani è una delle frontiere di innovazione strategica più importanti, sia perché è il modo per dare futuro e innovazione al volontariato e sia perché rappresenta il modo concreto per esercitare la promozione della cultura dei beni comuni, dell interesse generale, della solidarietà. Il volontariato è in questo un esperienza di costruzione di cittadinanza, di buona cittadinanza, indipendentemente dal fatto se uno poi farà o meno il volontario stabile e continuativo. «Significative sono le 32 intese dei Csv con gli uffici scolastici regionali e provinciali e in alcuni casi persino con l amministrazione della giustizia per attività sostitutive della pena (come per esempio i Csv di Reggio Calabria e di Como). Un altro punto focale è la rendicontazione. Rendicontare bene è fondamentale oggi per adempiere alla normativa e per essere capaci di rendere conto e promuovere la propria azione fra i cittadini e fra i donatori e nei confronti dei finanziatori (fondazioni e profit) e delle istituzioni. Si passa da esperienze di aiuto nella burocrazia e all accompagnamento nei bilanci, ma anche all aiuto alla trasparenza per facilitare le donazioni. La progettazione sociale, cioè il sostegno da parte dei Csv ai progetti delle organizzazioni di volontariato rappresenta ormai un attività diffusa, realizzata in varie forme con bandi e processi di sostegno concreto ai progetti delle associazioni, assicurando innovazione e continuità dell azione del volontariato, spesso a rete. In questi anni nel finanziamento al volontariato da parte delle istituzioni e delle Fondazioni si è giustamente passati dai finanziamenti a pioggia ai finanziamenti per progetti. Ma ora si tratta di superare un concreto rischio. Questo sistema, spesso organizzato per bandi che imitavano sostanzialmente le procedure pubbliche di selezione di progetti verso la scelta di maggior rapporto qualità/costo, ha sicuramente il vantaggio di una ricerca della qualità e della trasparenza. Ha però spesso prodotto nei territori e nelle comunità il sorgere e il finanziamento di buoni progetti, realizzati da alcuni in competizione con altri, anche con buoni esiti, ma che spesso una volta terminati non davano continuità di risposta al bisogno, né interazione sistemica con iniziative e servizi contigui o connessi. Si tratta oggi di rafforzare alcune esperienze pilota (cfr. i Csv di Emilia Romagna, Toscana, Marche, Veneto e alcune della progettazione sociale straordinaria nelle regioni meridionali) che, pur mantenendo livelli di trasparenza e giusta competizione per la ricerca della qualità efficiente, tendano a mettere in sinergia soggetti, idee, progetti e risorse in dati territori per dati bisogni. In questo modo si potranno realizzare progetti di sistema, di lunga durata, che integrano risorse e opportunità, aumentando concretamente la capacità di una comunità di rispondere ad un bisogno, in maniera diffusa e stabile. Si tratta di continuare la sperimentazione, di investire senza paura in risorse umane competenti nell accompagnamento decisivo per tali processi complessi, sottraendo man mano risorse ai bandi classici ed investendo invece in questi processi sinergici.

4 work 28 GENNAIO 2011 VITA 4 volontari Occhio al sito Sul sito CSVnet.it è possibile scaricare i report 2008 e 2009 dei CSV e altri documenti sulle attività il servizio civile e il servizio volontario europeo, ancora poco conosciuto ma molto interessante per i giovani. I dati poi dimostrano un aumento significativo del numero di scuole, di studenti e di organizzazioni di volontariato coinvolte: nel 2009 sono state oltre le attività di promozione del volontariato nelle scuole, che hanno raggiunto più di 160mila studenti e coinvolto insegnanti dalle elementari alle superiori. In aumento anche il numero di stage proposti ai giovani studenti presso le associazioni: dai 493 del 2008 ai 740 del La progettazione e il rilancio del Sud Dei 99 milioni spesi nel 2009 dai Csv, il 17,8% è stato utilizzato per oneri generali di supporto e investimenti, il 57,52% in servizi alle organizzazioni, il 19% per la progettazione sociale (il sostegno ai progetti delle organizzazioni di volontariato). Quest ultima voce è in calo rispetto al passato: nel 2008 incideva per il 19,77% del totale delle uscite, nel 2007 per il 25% e nel 2006 per circa il 20%. «Ma la diminuzione non è dovuta a scelte politiche dei Csv, quanto al generale taglio delle risorse legato alla crisi», sottolinea Giorgio Sordelli, consulente di CSVnet sulla progettazione, ricordando che, per effetto degli accordi presi tra Acri e Centri di servizio, «in questi anni si è attivata la progettazione sociale in regioni in cui non era mai stata realizzata». Il grande volano è stato prima di tutto il protocollo d intesa firmato da Acri, Forum del terzo settore, CSVnet e altri soggetti coinvolti per «l infrastrutturazione sociale del Meridione». In esso è stato previsto un flusso di risorse, i cosiddetti fondi perequativi, finalizzati al sostegno diretto dei progetti delle associazioni. «Il budget a disposizione era significativo, circa 20 milioni di euro», prosegue Sordelli. Fondi spese bene in molte regioni; un esempio è la Puglia. Si tratta di progetti avviati su tutto il territorio - spiega il presidente del Csv Poiesis di Brindisi, Marco Alvisi che attivano servizi a 360, non solo dedicati alla persona, ma che hanno ricadute sociali, ambientali, culturali e che sviluppano rapporti di collaborazione fra le associazioni e con le scuole. Le risorse e il futuro Il volontariato può aiutare il Paese a uscire dalla crisi. Ad affrontare la transizione e a cambiare quei modelli che hanno condotto allo shock economico e sociale di questi ultimi anni, come ama sottolineare il presidente Marco Granelli. È evidente che i Centri di servizio e le organizzazioni devono fronteggiare, come tutti i soggetti, una stretta alle risorse che passa dalle istituzioni e giunge fino alla crisi del sistema bancario. I dividendi e gli investimenti bancari, intaccati da questa difficoltà economica globale, impattano anche sul quindicesimo accantonato dalle fondazioni a favore del volontariato. Le risorse messe a consuntivo per gli anni 2008 e 2009 dalle fondazioni, che stanno per giungere ai Csv, sono rispettivamente di 55 e 53 milioni (rispetto ai 91,7 relativi all anno 2007). Grazie a un accordo di stabilizzazione sottoscritto nel giugno 2010 con l Acri, i Csv potranno contare su un budget annuale costante, per il quinquennio , pari a 65 milioni di euro, indipendente dalle fluttuazioni del mercato finanziario. «Un accordo che rappresenta una polizza temporanea, che ci invita a fare i conti con la crisi», conclude Museo, «e ci stimola a completare una sorta di efficientamento del sistema, monitorando nel futuro l evoluzione delle risorse, che auspichiamo possano aumentare». Logistica Devi portare i ragazzi in gita? Il pulmino te lo prestiamo noi PURE UN IMPIANTO DI RISCALDAMENTO trasportabile. Al Centro servizi al volontariato Idea solidale della provincia di Torino hanno pensato proprio a tutto. Dai trasporti all occorrente per le manifestazioni pubbliche, dai supporti per le attività promozionali delle associazioni all offerta di spazi per le conferenze. Quattro automobili, tre furgoni, due pulmini e un camper. E poi attrezzature per stand espositivi (gazebo, tavoli, sedie), tensostrutture, generatori di energia elettrica, palchi. E ancora: videoproiettore, computer portatile, proiettore, lettore dvd, televisore, telecamera e fotocamera digitali, impianto audio, fotocopiatrice e stampante portatili, lavagna e totem luminosi, navigatore satellitare. Di tutto, di più. Tutto, soprattutto, a disposizione delle organizzazioni di volontariato che fanno riferimento al Csv torinese. Gratis. I beni infatti sono concessi in comodato d uso, in prestito cioè. Per brevi periodi, però. I mezzi di trasporto, ad esempio, da 3 a 10 giorni e solo una volta al mese. «Ci siamo dati delle linee guida: permettere l uso delle attrezzature e degli spazi a quante più associazioni e, comunque, solo per fini non istituzionali. Se, ad esempio, l associazione che fa doposcuola ha bisogno del mezzo per portare i ragazzi in gita, glielo prestiamo. Se invece serve per il trasporto quotidiano, no», spiega il direttore di Idea Solidale, Alessandro Prandi. Le associazioni richiedenti si accollano solo il costo degli eventuali danni a terzi per l uso improprio delle attrezzature, delle multe per gli automezzi o, ad esempio, della sorveglianza delle tensostrutture. Beni ma anche spazi. Il Centro servizi consente anche l utilizzo presso la sede centrale e i punti operativi di Ivrea, Moncalieri e Pinerolo sia di ambienti attrezzati a postazione di lavoro dotata di pc, connessione internet stampante e telefono, sia di cinque sale riunioni con capienza da 15 a 99 posti. Un ampio parco attrezzature e mezzi che Idea solidale, ammette il direttore, ha potuto acquistare perché negli anni scorsi ha beneficiato di ingenti fondi speciali dalle fondazioni bancarie. «Siamo il Centro servizi che ha ottenuto più risorse in Italia. Dal 2003, dopo aver analizzato il fabbisogno delle associazioni, abbiamo deciso di investire nell acquisto anziché nel noleggio delle attrezzature e oggi, in tempi di magra per i centri, possiamo garantire supporto logistico alle associazioni riducendo i costi delle loro attività», commenta Prandi. [Francesco Dente]

5 5 VITA 28 GENNAIO 2011 in progress I Csv vanno a scuola Lezioni di volontariato per 160mila studenti VOGLIAMO VALORIZZARE IL PROTAGONISMO dei giovani nel volontariato, chiederci in che modo vogliono farsi coinvolgere da questa esperienza e in che modo le associazioni propongono di coinvolgerli». Così Tiziana Ferrittu (nella foto), responsabile nazionale per la promozione del volontariato giovanile, spiega il grande impegno della rete dei Centri di servizio nell Anno europeo del volontariato. Una ribalta internazionale per stimolare il coinvolgimento dei giovani in esperienze di solidarietà che li definiranno come persone e come cittadini, «e che rappresenta senza dubbio anche un canale attraverso cui rinnovare la governance delle associazioni». Si trova in fase di preparazione a Roma, per il mese di aprile, una due giorni dedicata al tema, «un convegno in cui saranno coinvolti in primis i ragazzi delle scuole superiori», prosegue Ferrittu, «per ascoltare dalla loro viva voce cosa si aspettano dal volontariato e che propensione hanno verso questo tipo di esperienza». Un occasione per sfatare alcuni luoghi comuni, «come quello che i giovani non si impegnano più nel volontariato», sottolinea la responsabile. «Non è vero: il fatto è che magari non lo fanno attraverso le associazioni». Allora, proprio per parlare ai giovani anche attraverso canali più friendly come i blog e Facebook, CSVnet sta elaborando una sorta di manifesto o lettera aperta da sottoporre ai ragazzi. «Abbiamo consolidato dieci punti su cui ragionare:», spiega. «C è il tema del lavoro, ad esempio, con la domanda se il volontariato giovanile paga, non paga o appaga. Auspichiamo che su questo documento, strada facendo, sia possibile ottenere l adesione di altri soggetti del terzo settore». Una delle attività più interessanti e in crescita nell ambito dei servizi dei Csv è la promozione del volontariato nelle scuole. I numeri del 2009 lo dimostrano: quasi 3mila organizzazioni di volontariato sono state coinvolte e hanno potuto raggiungere oltre 160mila studenti dalle elementari alle scuole superiori. Ben 38 Centri di servizio hanno formalizzato accordi con singole scuole e 32 Csv direttamente con gli Uffici scolastici territoriali. Gli sportelli Scuola e volontariato sono passati da 63 nel 2008 a 66 nel 2009 e gli stage da 493 a 740. La punta di diamante dei percorsi strutturati con stage è rappresentata dall esperienza del Csv di Biella, che da diversi anni coinvolge mediamente 400 ragazzi ogni anno. Si tratta di un attività scolastica realizzata in rete tra le scuole medie superiori della provincia di Biella, il Centro servizi, alcune organizzazioni di volontariato presenti sul territorio, enti pubblici e privati. L iniziativa è inserita nel Pof di ogni singolo istituto aderente, previa approvazione del collegio docenti. Le linee fondanti della proposta (una settimana di full immersion nelle associazioni durante l estate e una durante l anno scolastico) si basano sul volontariato, sulla vita comune, sulla condivisione dell esperienza. Le ricadute sono straordinarie: oltre all opportunità di conoscere docenti e compagni in un ambito nuovo rispetto a quello scolastico, i ragazzi scoprono un modo diverso di guardare la realtà e la voglia di impegnarsi di più, anche attraverso scelte mirate di studio e formazione. [B.Ve.] Comunicazione Altro che bollettino, noi usciamo con il Corriere della Sera ÈIL PERIODICO DEL CENTRO DI SERVIZI per il volontariato di Napoli. Ma non chiamatelo bollettino. Non ne ha l aspetto ma soprattutto l anima. È il tentativo, riuscito a giudicare dalla diffusione, di superare i due punti deboli più comuni ai fogli dei coordinamenti delle compagini solidali: la cerchia ristretta dei lettori (di settore) e, di conseguenza, il linguaggio per addetti ai lavori. Limiti che Comunicare il sociale, il bimestrale del Centro partenopeo, ha provato invece a ribaltare facendo leva su due punti d appoggio: una redazione composta da cronisti con la passione per il sociale più che da rappresentanti del terzo settore con la passione per la cronaca, e un partner d eccezione: il gruppo Rcs-Corriere della Sera. «Il nostro sforzo è rendere notiziabile il sociale per raggiungere il lettore che non è direttamente interessato al sociale perché non è un suo operatore o che, pur interessato, non trova queste notizie perché si tratta di fatti che sfuggono all attenzione dei redattori ordinari dei quotidiani», osserva Luca Mattiucci (nella foto), direttore del giornale e responsabile dell area Comunicazione del Centro servizi. «Ben venga il pubblico di settore: ma non basta. È importante che anche il singolo individuo che non fa parte di realtà associative sia sensibilizzato su certi temi e provi, se non a spendersi, quantomeno a comprendere le ragioni dell altro», sostiene Mattiucci. Di qui la scelta di un taglio editoriale che punta sull approfondimento di temi trasversali e che affianca, ai singoli dossier, l indicazione (con tanto di recapito telefonico e indirizzo mail) delle diverse realtà del volontariato che si occupano di quello specifico argomento affrontato negli articoli. La rivista, 64 pagina a colori, propone un focus centrale (l ultimo è dedicato ai trent anni del terremoto in Irpinia), reportage, interviste, opinioni (fisso il contributo del giornalista Giulietto Chiesa), fotonews, rubriche, recensioni, notizie dal mondo, dall Italia e dal territorio. In più c è la rubrica dell esperto di terzo settore. «Puntiamo a dare una visione d insieme del non profit. Per questo diamo spazio sia al volontariato sia alla cooperazione sociale che ad altre forme associative», spiega Mattiucci. Le 24mila copie distribuite di Comunicare il sociale, nato come trimestrale nel 2009, hanno più canali di diffusione: presso le organizzazioni sociali del territorio; nelle edicole della maggior parte delle regioni del Mezzogiorno allegato a Sette, il magazine del Corriere della Sera e infine sul web. Una settimana dopo l uscita del cartaceo, il giornale può infatti essere letto online e scaricato da e dal sito del Corriere del Mezzogiorno. Il download dell ultimo numero è stato fatto da quasi 200mila. Numeri che, quasi quasi, fanno invidia anche a quelli del Corrierone. [F. D.] Salvagenti anti burocrazia Prendete il modello Eas, un semplice - si fa per dire - questionario da compilare. Dove andarlo a prendere? Come compilarlo? A queste come da altre domande rispondono quotidianamente i Csv. Tanto che alcuni hanno sviluppato servizi ad hoc per affrontare il numero crescente di quesiti. Instant book on line «Il modello Eas è solo uno dei problemi che le associazioni si trovano a dover affrontare», dice Francesco Aurisicchio del Ciessevi di Milano e responsabile di infocontinuacsv.net. L anno scorso il centro lombardo ha assistito organizzazioni e affrontato casi diversi, di cui il 75% erano di carattere giuridico, fiscale o amministrativo. Proprio per questo ha messo a disposizioni online brevi instant book per spiegare in parole povere cosa fare. «Nel caso specifico, l anno scorso avevamo attivato ben 210 sportelli Caf grazie ai quali le organizzazioni potevano spedire e controllare il proprio modello Eas. Quest anno tenteremo la stessa cosa e, ovviamente, aggiorneremo il nostro istant book scaricabile dal sito ciessevi.org». Software ad hoc Se a Milano il sito è una piattaforma essenziale per la diffusione delle informazioni, nelle Marche il Csv regionale ha addirittura sviluppato un software ad hoc, Arco, per la gestione dei flussi di cassa, completamente gratuito. «Sono oltre 200 le associazioni che lo hanno adottato nella nostra regione e due Csv, quello di Imperia e della Valle d Aosta, ce l hanno richiesto», dice il responsabile Amministrazione, Davide Alessandrelli, che aggiunge: «Arco è nato in via sperimentale nel 2003 ma nel tempo ha aggiunto una serie di funzioni quali la produzione di note integrative, la relazione dei sindaci revisori e la gestione dell anagrafica dei soci». Meriti fiducia? Te lo dice il Csv Un progetto, infine, che ha coinvolto finora 17 associazioni ma che promette di crescere velocemente è quello promosso dal Csv di Verona. Si chiama Merita fiducia e ha un sito dedicato: meritafiducia.it. «Si tratta di una certificazione», spiega Lucio Garonzi (nella foto), direttore del Centro, «realizzata da un gruppo di esperti che verificano che tutto sia fatto a norma su gestione fondi, bilancio, relazione con gli utenti. L esito poi deve esser pubblicato sul sito». Il risultato dell iniziativa? «A molti questo percorso è servito per conoscersi meglio, prima ancora di essere un essenziale strumento di fidelizzazioni di soci e donatori». [R.Ba.]

6 work in progress Il Csv e il nuovo Codice 28 GENNAIO 2011 VITA 6 Tamtam Pubblica utilità, una strada per chi va fuori strada di Massimiliano Cossi Non solo Como Un esperienza sulla giustizia ripartiva è stata realizzata anche dal Csv di Reggio Calabria attraverso un accordo con il Dap di Reggio Calabria C ÈUN ANCORA DI SALVATAGGIO per chi guida in stato di ebbrezza. Normalmente si dovrebbe pagare una multa. Nei casi più gravi è previsto addirittura il carcere. «Dall agosto 2010», afferma Alessandra Bellandi, operatrice del Centro servizi per il volontariato di Como, «è cambiato tutto. Secondo il nuovo Codice della strada, il reo può chiedere il patteggiamento ed usufruire dei lavori di pubblica utilità. Finora, abbiamo preso in carico circa una quarantina di casi: uno ha già terminato il percorso, quattro sono attualmente impegnati e dieci partiranno tra poco. Gli altri aspettano fiduciosi il via libera dal giudice». Nella sola provincia di Como si registrano circa 300 infrazioni di questo tipo all anno. Ad oggi sono circa 50 le realtà del privato sociale che hanno aderito all iniziativa. È inutile negarlo: i lavori di pubblica utilità - ai quali può accedere anche chi produce, spaccia o detiene sostanze stupefacenti in modica quantità - costituiscono un vantaggio per chi viene sorpreso alla guida in stato di ebrezza. In questo modo si evita la confisca dell auto, si dimezza il periodo di sospensione della patente e nulla compare sul casellario giudiziale: il reato è estinto. «Ma questo», sottolinea il direttore del Csv comasco, Martino Villani, «ci interessa poco. Ci premono piuttosto due cose: che il condannato costruisca relazioni significative e siano sostenute le organizzazioni del terzo settore impegnate sulla strada della coesione sociale. Il che significa, poi, fornire un contributo indiretto alla gestione del tema della sicurezza. In questo senso il nostro è un compito culturale». Il ruolo del Centro Cosa fa, concretamente, il Centro servizi per il volontariato? «La sua è una funzione strategica: mediare tra il condannato e l autorità giudiziaria, perché gli avvocati non conoscono personalmente le organizzazioni del privato sociale. Ma c è di più. A Como esiste da anni un servizio di orientamento al volontariato, che oggi conta quattro operatori. Infatti, se una persona acconsente a fare del volontariato per aggirare il carcere, difficilmente possiede una motivazione vera», chiarisce Francesca Binaghi, uno degli avvocati coinvolti nel progetto del Csv. «Siamo noi a prospettare al cliente l opportunità di scontare la pena alternativa. Al nostro assistito interessa non andare in prigione, non pagare la multa o evitare il ritiro dell automobile. Per questo, su nostra indicazione accetta quanto gli proponiamo». Perciò il reo viene guidato passo per passo. Ma le precauzioni non sono mai troppe. Ecco perché, ogni mese, il Centro servizi comasco fa il punto della situazione con l associazione nella quale il condannato è inserito. «È uno step necessario», precisa Alessandra Bellandi, «Altrimenti è facile trovarsi di fronte a quello che non vede l ora di collaborare con la Croce Rossa perché ha visto E.R. o un altro programma simile in televisione». Ma l azione formativa viene estesa anche alle organizzazioni, seguite soprattutto nella gestione delle risorse umane. E se le associazioni del terzo settore si dimostrassero titubanti? Il Csv si fa pure carico di un massiccio lavoro di sensibilizzazione nei loro confronti. «Noi accogliamo chiunque». precisa Roberto Acerbis, presidente dell as- sociazione Incroci. «La condizione è che osservi le regole e che si faccia coinvolgere nelle nostre attività». Incroci esiste da 11 anni, opera a Como ed è impegnata nel garantire un pasto caldo ai poveri e agli emarginati. Spiega Acerbis: «Al Csv chiediamo qualcuno che accetti di stare con gli altri, perché in mensa non si distribuisce esclusivamente il cibo. Si scambiano commenti, si costruiscono rapporti. Si parla, insomma. È ovvio che i nuovi arrivati non vengono schierati immediatamente in prima linea. In attesa che facciano un po di apprendistato, gli ospiti più difficili da trattare vengono affidati agli operatori più esperti». E se qualcuno dovesse scontare una pena di dieci giorni o poco più, come potrebbe riuscire a diventare esperto? Sembra essere proprio questo il nodo più delicato. Terminato l obbligo, tutto rischia di cadere nel dimenticatoio. «L obiettivo è spesso troppo ambizioso, con poco tempo a disposizione», conclude Acerbis. «Più realisticamente, ci basta sotterrare un piccolo seme, nella speranza che germogli. Senza fretta. Intanto, il mondo del volontariato può rendersi utile alla società, consentendo ad un individuo di portare a termine il percorso che gli viene prescritto dal giudice. E non mi sembra cosa da poco!». Impegnarsi in un associazione per estinguere il reato di guida in stato di ebbrezza. È previsto dal nuovo Codice. A Como Csv già operativo Convegno a Vercelli Quale futuro per il volontariato? Parla Roberto Giusti dei Comitati di gestione La crisi? Un opportunità per mettere a fuoco gli obiettivi L E RISORSE CONTINUANO AD ESSERE di tutto rispetto», premette Roberto Giusti, coordinatore operativo della Consulta dei Comitati di gestione. «Ciò detto, la crisi potrebbe rivelarsi un opportunità interessante». In che senso? Il sistema potrebbe mettere a punto quelle situazioni di incerta efficienza e funzionalità che negli anni precedenti hanno spesso suscitato posizioni polemiche e contrapposizioni vivaci. A fronte di risorse più contenute, si devono fare i conti con un recupero di efficienza e una rivalutazione dei propri obiettivi. E quali sono? La strutturazione di una rete capillare di Csv, che svolgono funzioni di promozione, sostegno e accompagnamento, ha rappresentato un avanzamento del volontariato italiano. Più delicato discutere la funzione specifica dei Csv. Ovvero se debbano essere leve di carattere finanziario e amministrativo. Cioè? Il volontariato ha certamente bisogno Sembrava ieri e invece sono trascorsi già vent anni. Stiamo parlando della legge quadro sul volontariato, la 266 del Che sia giunto il momento giusto per un restyling? Troppo presto per dirlo. Ma intanto l A.Csv - Associazione dei Centri di servizio per il volontariato organizza a Vercelli (sabato 22 dalle 9 alle 13 presso la Camera del commercio) il convegno Il futuro del volontariato: una sfida per le istituzioni in cui storici esponenti del non profit come Luigi Bobba (per lungo tempo presidente Acli), Stefano Zamagni (presidente dell Agenzia per le onlus) e Marco Granelli (presidente CSVnet), cercano di immaginare il volontariato del futuro. A fare da apripista alla discussione i dati della prima indagine nazionale su cosa i volontari pensano della propria attività, curata della Fondazione Zancan, da cui emergono alcuni punti critici. Zamagni non va troppo per le lunghe: «È necessario che il volontariato riscopra la propria vocazione, quella di advocacy anzitutto, ma anche di counselling e vigilance, e cioè che ritorni ad essere capace di criticare, consigliare e monitorare costruttivamente». [R.Ba.] di un supporto. Altra cosa è dire che i Csv debbano finanziare le organizzazioni e la loro progettazione sociale. Oggi mi pare ci sia un sostanziale accordo. Va bene se una parte delle risorse è usata per sostenere quella progettazione per la quale ci sia la compartecipazione delle fondazioni e di soggetti rappresentativi del mondo del volontariato non presenti nei Csv, oltre che dei Csv e dei Coge. E questo soprattutto all indomani dell intesa dello scorso giugno, secondo cui all assegnazione dei fondi una parte di queste risorse può essere vincolata all utilizzo esclusivo per i progetti. Quale sarà il ruolo dei Coge nei prossimi anni? Sono il soggetto che secondo la norma ha una funzione di orientamento e indirizzo e di controllo del sistema. Nel tempo è stata soprattutto espressa questa seconda funzione. Si è fatto fatica a svolgere la prima, anche per la gelosa difesa degli spazi di autonomia nella gestione interna dei Csv che il volontariato ha sempre giustamente rivendicato. [M. R.]

7 7 VITA 28 GENNAIO 2011 imprese Il caso Daikin Scalderemo le vostre case grazie alla Csr di Lorenzo Maria Alvaro UN INVESTIMENTO SUL FUTURO. Per Daikin la responsabilità sociale d impresa è questa. Una visione che Legambiente ha voluto premiare. Di cosa stiamo parlando? Per capirlo occorre tornare ai primi di dicembre quando Daikin Air Conditioning Italy, filiale del colosso giapponese specializzato in sistemi di climatizzazione, ha concluso l acquisizione di Rotex, un azienda tedesca attiva nel settore del riscaldamento. «Un operazione che aveva come scopo l estendere i nostri prodotti a tecnologia avanzata anche al mondo del caldo, aprire ad un mercato che non ci vedeva presenti e nel farlo sposare una realtà che ha la stessa nostra filosofia e attenzione al controllo Il brevetto HPSU è una soluzione che utilizza l aria estraendone l umidità e così riesce a riscaldare e produrre acqua calda sanitarian delle emissioni», spiega Stefano Germagnoli, responsabile del dipartimento Ambiente e affari legali dell azienda. Solo pochi giorni dopo la fusione, il 15 dicembre, è arrivato il Premio innovazione amica dell ambiente di Legambiente per la categoria abitare sostenibile, grazie proprio all implementazione del sistema a pompa di calore HPSU targato Rotex. «Il brevetto HPSU è una soluzione che utilizza l aria estraendone umidità. E, sfruttando i circuiti frigoriferi di cui è dotato, senza consumare energia elettrica, riesce a riscaldare e produrre acqua calda sanitaria. In più è un sistema che può essere, in un secondo momento, abbinato a impianti solari o generatori termici», sottolinea Germagnoli. Per il manager il premio è motivo di orgoglio, «il riconoscimento di cui siamo stati insigniti rende evidente che questo matrimonio, che abbiamo perseguito con insistenza e voluto fortemente, è stato una scelta azzeccata». Anche perché sotto la guida della multinazionale giapponese, che anche prima della formalizzazione del matrimonio controllava la Rotex, i prodotti tedeschi hanno incrementato i profitti passando dai 16 milioni del 2009 ai 23 del «Siamo sicuri che riusciremo a centrare l obiettivo che ci siamo prefissati di triplicare il volume di guadagni entro il 2015 portandoci a rientrare fra le prime dieci aziende del riscaldamento in Italia», aggiunge Germagnoli, «e vogliamo farlo puntando come sempre sulle alte performance energetiche, eco sostenibilità ed energie alternative». Ma questo è solo uno dei passi che l azienda ha intrapreso. «Certo non ci fermiamo qui», conclude Germagnoli, «abbiamo in programma per il 2011 diversi progetti di Csr più tradizionale. Alcuni corsi nelle scuole a Milano per la sensibilizzazione ambientale, opere di riforestazione in Costa Rica, Madagascar e Parco del Ticino e, infine, naturalmente, la promozione delle fonti rinnovabili». Ambiente In legno gli orologi riciclabili leggeri e trendy WeWood presenta gli orologi riciclabili, ecologici, ipoallergenici e trendy. Il tempo può essere misurato con uno strumento naturale tutto in legno, proveniente da scarti industriali: nessun albero è abbattuto per produrlo. Orologi funzionali e confortevoli, leggerissimi e dal design italiano. Illuminazione Parte dai lampioni la sfida della smart city Minos System, del gruppo Umpi, consente di telegestire l illuminazione pubblica e di aggiungere altre funzioni a ogni palo della luce. Basta allacciare al cavo di alimentazione una scatoletta di dieci centimetri di lato per telegestire le lampade e trasformarle in un supporto adatto a: videosorveglianza, connettività wifi, telesoccorso, centralina meteo, stazione di ricarica per moto e bici elettriche, accertatore di sosta. Klimahouse Efficienza energetica e sostenibilità edilizia in fiera Dal 27 al 30 gennaio a Bolzano si tiene Klimahouse, fiera internazionale dell efficienza energetica e della sostenibilità in edilizia. Giunta alla sesta edizione, Klimahouse si contraddistingue per il carattere altamente specializzato degli espositori e visitatori e il contenuto innovativo delle conferenze. Turismo EcoBB, è online il cuore ecologico dei B&B In breve EcoBB.it è il portale dei B&B italiani dal cuore verde. Dalla raccolta differenziata al compostaggio, dai pannelli fotovoltaici a quelli solari per l acqua calda, dalla riduzione di rifiuti alla messa in opera del cappotto termico. Visibilità e punteggi di ogni struttura si misurano in termini eco. Moda solidale La felpa di Mps per Acra La Banca Monte dei Paschi di Siena si butta nella moda. E, con parte del ricavato, sosterrà la costruzione di due acquedotti in Africa. È previsto per marzo il lancio dei primi tre capi - una t-shirt, una polo, una felpa - e di un brand evocativo, 1472, data di fondazione della banca. Un operazione che ha un risvolto solidale: «Il 10% del ricavato delle vendite sarà riservato a progetti benefici, che i clienti potranno verificare sul sito istituzionale», spiega David Rossi, ideatore dell iniziativa e responsabile area Comunicazione di Mps. I primi proventi sosterranno un progetto in Senegal di Acra, che prevede la realizzazione di due acquedotti in quattro villaggi della regione di Ziguinchor, al confine con la Guinea Bissau. «Il progetto 1472 nasce per rafforzare il legame della nostra banca con il tessuto sociale e l impresa italiana», continua Rossi. «Da poche settimane abbiamo sviluppato anche un etichetta di vini, sempre col marchio 1472, in collaborazione con la Mps Tenimenti, società del Gruppo che favorisce lo sviluppo del patrimonio agroindustriale e agroalimentare e gestisce le aziende Chigi Saracini e Poggio Bonelli». Sia i vini che i capi per ora si possono acquistare solo via internet. La collezione, sviluppata con Fabrizio Danna di Jaggy, partirà con pochi capi tutti di alta qualità, venduti online ma esposti anche nelle più belle vetrine italiane. «Non ci interessa produrre gadget», dice ancora Rossi, «piuttosto rafforzare i valori che hanno dato identità alla nostra banca e proporre un marchio in grado di vivere in totale autonomia e di espandersi in nuovi settori». L idea giusta di Fabio Latino Carbonverde, energia dai rifiuti Si chiama carbonverde, o CBV, ed è un nuovo combustibile da rifiuti che da maggio del 2010 la Buzzi Unicem (www.buzziunicem.it) sta sperimentando nella cementeria di Robilante (Cuneo), in collaborazione con il consorzio per la gestione dei rifiuti di Alba e Bra che produce il CBV in un suo impianto di preselezione. L obiettivo è trasformare in energia tutti i rifiuti solidi urbani oggi diretti in discarica. I rifiuti solidi urbani contengono un potenziale energetico pari a tutto l idroelettrico italiano, l equivalente di 20 milioni di tonnellate di carbone o di 14 milioni di petrolio. Buzzi Unicem ha sviluppato un processo di trattamento e microtriturazione dei rifiuti indifferenziati, quelli che restano dopo la differenziata che si fa nelle famiglie. Escludendo quindi plastica, vetro e l organico, nei forni delle oltre 35 cementerie Buzzi sparse in tre continenti, con alcune modifiche di impianto, si può bruciare tutto il resto, con un processo perfettamente pulito e controllato. Le cementerie che usano il CVB possono ridurre al 20-10% l uso di carbon coke sostituendolo con un combustibile a costo zero. Non solo: la sperimentazione ha dimostrato che le emissioni sono uguali se non minori rispetto al coke. Inoltre, le alte temperature dei forni delle cementerie ( gradi contro gli 800 dei termovalorizzatori) annullano il rischio di emissioni di diossine e polveri sottili. Infine, le ceneri residue sono nulle perché diventano parte del clinker da cui si ottiene il cemento.

8 città e regioni 28 GENNAIO 2011 VITA 8 Il bando Le domande saranno valutate in base all ordine di presentazione e fino all esaurimento delle risorse a disposizione Getty Images La sfida lavoro Occupazione, la Calabria lancia il suo piano Marshall Borse, aiuti alle assunzioni e formazione continua Sul piatto 105 milioni di Francesco Dente BORSE LAVORO, AIUTI per le assunzioni e incentivi alla formazione continua. La Calabria mette 105 milioni di euro sulla bilancia del mercato del lavoro per provare a far risalire il piatto della disoccupazione, attingendo ai fondi comunitari, con un bando che apre le porte delle imprese, sia profit che non profit, alle categorie più deboli. La procedura ha il suo punto di forza, oltre che nelle ingenti somme messe a disposizione, nell obbligo di assunzione a tempo indeterminato dei destinatari delle agevolazioni. Sconta, tuttavia, un punto di debolezza: la procedura a sportello. Le domande saranno cioè valutate in base all ordine cronologico di presentazione e fino all esaurimento delle risorse a disposizione. La prima linea di intervento prevede che i borsisti ottengano una quota di sostegno al reddito pari a 900 euro mensili per nove mesi (8.100 euro in totale) e che debbano impegnarsi per 35 ore settimanali in percorsi formativi finalizzati all acquisizione della conoscenza di base della realtà aziendale e dei primi elementi applicativi di una specifica attività. Sono previste, inoltre, 45 ore aggiuntive di formazione d aula su contrattualistica e sicurezza sul lavoro. Le imprese - passiamo agli aiuti per l assunzione - alla scadenza del periodo di esperienza lavorativa e formativa dovranno immediatamente costituire con il borsista un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Le aziende che Il parere del Forum «Un opportunità anche per il terzo settore» invece non hanno chiesto la borsa ma che intendono richiedere l integrazione del salario potranno perfezionare l ingaggio anche dopo la presentazione della domanda per i benefici. Il sostegno - ecco in cosa consisterà - nel caso del lavoratore svantaggiato sarà pari al 50% dei costi ammissibili corrispondenti ai costi salariali per un periodo massimo di 12 mesi; se il lavoratore è molto svantaggiato, al 50% dei costi ammissibili corrispondenti ai costi salariali durante un periodo massimo di 24 mesi; se infine il lavoratore è disabile, al 75% dei costi salariali durante un periodo massimo di 36 mesi. La terza azione, la formazione continua, inizierà al termine della fase dell integrazione salariale e avrà durata massima di 100 ore annue, per due annualità consecutive. Il parametro medio fissato dal bando è pari a 15 euro ora/allievo. La valutazione dei progetti sarà effettuata sulla base della data e dell ora di invio dell istanza. L istruttoria terrà conto poi, questo l ordine delle altre priorità, della dichiarazione d impegno a corrispondere un contributo volontario a favore delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche iscritte al Coni; della maggiore presenza di soggetti diversamente abili fra i destinatari dell assunzione; del maggior punteggio, infine, calcolato sulla base dei criteri che valutano le caratteristiche dei soggetti svantaggiati o la qualità del programma di inserimento occupazionale. Per Francesco Carnovale Scalzo, presidente del Forum del terzo settore della Calabria, l apertura al terzo settore del bando della Regione, che lo ha incluso tra i beneficiari, «è un riconoscimento del ruolo che il terzo settore ha nella società e anche nell economia. Un apertura che è anche il frutto del lavoro che il Forum ha fatto nell ambito delle attività di concertazione del Por Calabria come componente attivo del partenariato economico e sociale». Per il terzo settore crede che siano più utili le borse lavoro, le integrazioni salariali o gli incentivi alla formazione continua? Sono tutti strumenti utili per le politiche attive Il bando certifica il nostro ruolo fondamentale nella società e nell economia. Ma nell assegnazione dei fondi servono giudizi di meriton Nel dettaglio Numeri e persone Somme La somma complessiva di 105 milioni di euro prevista dal bando della Regione Calabria sarà così ripartita: 27 milioni di euro per le borse lavoro, 3 milioni di euro per le integrazioni salariali per le assunzioni e 75 milioni di euro per la formazione continua. La Regione, sulla base delle domande pervenute, potrà comunque modificare la dotazione finanziaria dell iniziativa e l assegnazione dei fondi. Destinatari. Alle tre linee di intervento potranno accedere i lavoratori svantaggiati, soggetti cioè che non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, disoccupati da almeno 6 mesi, che non hanno un diploma di scuola media superiore o professionale, lavoratori che hanno superato i 50 anni di età, adulti che vivono soli con una o più persone a carico, lavoratori occupati in professioni o settori caratterizzati da disparità uomo/donna, membri di una minoranza nazionale. del lavoro. Direi quasi complementari in quanto possono favorire l inserimento nel mondo del lavoro e anche rafforzarne la permanenza. Quali sono le perplessità del Forum? Più che perplessità parlerei di qualcosa in più che come Forum abbiamo già chiesto in sede di Comitato di sorveglianza del Fondo sociale europeo: mettere in piedi strumenti, chiamiamoli dote o voucher, con cui riconoscere compiutamente la centralità della persona. Facciamo in modo che sia il disoccupato, quello in cerca di prima occupazione, il soggetto svantaggiato a crearsi un suo percorso di inserimento lavorativo. Facciamo in modo che la persona si proponga all impresa con il bagaglio formativo e di competenze che man mano si è creato. Quali sono invece i timori del mondo associativo? Ci spaventano un po i grandi numeri della partecipazione al bando. Quasi 7mila imprese e organizzazioni hanno fatto richiesta nel giro di poche ore. Vuol dire qualche decina di migliaia di nuovi posti di lavoro. In una congiuntura economica particolare come quella in cui tutto il mondo fa i conti, ci sembrano un po tanti. Non vorremmo che qualche furbo pensi ancora una volta di approfittare dei fondi europei. E che i soldi pubblici vengano elargiti senza alcun giudizio di merito. [F.D.]

9 9 VITA 28 GENNAIO 2011 città e regioni Nelle province di Foggia e Benevento Nove Comuni alleati per tagliare la bolletta di Francesco Dente L UNIONE TAGLIA LA BOLLETTA. Nove piccoli Comuni a cavallo fra la Puglia e la Campania mettono da parte i confini geografici e provano a fare squadra per incrementare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e per migliorare l efficienza energetica degli edifici pubblici. Cinque municipi della provincia di Foggia (Roseto Valfortore, Biccari, Faeto, Volturara Appula e San Bartolomeo in Galdo) e quattro della provincia di Benevento (Castelfranco, Montefalcone di Valfortore, Baselice e Foiano di Valfortore) hanno elaborato un progetto comune per accedere alle risorse messe a disposizione dal Poi Energie rinnovabili e risparmio energetico , Siamo paesini di due regioni diverse, ma accomunati dalle stesse condizioni, e cioè clima freddo, territorio montuoso e immobili vetustin il programma realizzato dai ministeri dello Sviluppo economico e dell Ambiente e dalle Regioni italiane dell Obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e finanziato con fondi comunitari e nazionali. «Siamo paesini accomunati dalle stesse condizioni, e cioè clima freddo, territorio montuoso e immobili vetusti, e insieme possiamo spuntare un punteggio più alto in graduatoria», spiega Nicola Apicella, sindaco di Roseto Valfortore (nella foto), il Comune capofila. Il progetto Interventi di efficientamento energetico e monitoraggio nei comuni della Valle del Fortore Dauno e Campano, prevede in particolare la realizzazioni di misure utili a favorire: lo sviluppo e la diffusione dell efficienza energetica nelle utenze pubbliche attraverso una riduzione comune dei consumi di energia primaria; modelli di autosufficienza energetica per gli immobili destinati all utilizzo pubblico e di elevato pregio storico-architettonico; pratiche di certificazione energetica del patrimonio immobiliare pubblico per dimostrare e attestare l utilizzo di tecniche ecocompatibili; l utilizzo e la diffusione dei materiali di bio-edilizia e materiali eco-compatibili per l edilizia in grado di ridurre gli impatti ambientali e di migliorare le performance derivanti dall utilizzo del patrimonio ambientale. Sono previste inoltre la diffusione di pratiche di monitoraggio delle prestazioni energetiche degli edifici di proprietà pubblica e la promozione di politiche di informazione e di sensibilizzazione mirate a stimolare l adozione di comportamenti eco-compatibili e la diffusione dei principi dell efficienza e del risparmio energetico nella popolazione locale e nei dipendenti della pubblica amministrazione. La somma complessiva richiesta è di 5 milioni di euro. Nella valle del fiume Fortore incrociano le dita i nove municipi ma anche i carabinieri di Roseto Valfortore. Il Comune ha previsto infatti la ristrutturazione della caserma. Le volte sono alte cinque metri. E d inverno fa freddino. EuroWelfare di Joshua Massarenti Stato sociale, Grenoble insegna Non c è niente da fare, Grenoble ha un passo in più rispetto alle altre città francesi». In Francia le dichiarazioni di Martin Hirsch sono sentenze inoppugnabili. E quella espressa pochi mesi fa dall ex Alto commissario della solidarietà attiva contro la povertà ricompensa 40 anni di sperimentazione nel campo sociale. Alcuni parlano di una cultura sociale risalente agli inizi dell 800, quando a Grenoble spuntarono le prime mutue. La chiave del successo risiede in gran parte nella complicità che è venuta a crearsi tra le autorità comunali e la rete associativa. «L azione del Comune non sarebbe nulla senza l apporto delle associazioni», sostiene Olivier Noblecourt, vice-presidente del Ccas - Centro comunale di azione sociale. Dalla consegna di alloggi sociali alle politiche di accoglienza dei migranti, dai microcrediti concessi ai cittadini iscritti nella lista nera del sistema bancario francese ai contratti di inserimento professionale, «gran parte delle iniziative sociali sono pensate e attuate con il mondo associativo». Il livello di collaborazione è tale che Grenoble è ormai definita il laboratorio sociale della Francia. «Quando nella tua città c è un bambino su tre che vive sotto la soglia della povertà, gli ego vanno messi da parte», prosegue Noblecourt. Le associazioni sono le prime a salutare un partenariato che oggi vede il Comune, la diocesi di Grenoble-Vienne e un pugno di associazioni lavorare mano nella mano nella gestione comune dei campi rom. Protezione dei rifugiati Priorità ai servizi per il disagio mentale La salute mentale non è più la cenerentola dei progetti di accoglienza per cittadini stranieri perseguitati nei Paesi d origine. Per la prima volta dall istituzione nel 2002 dello Sprar - Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, la rete italiana degli enti locali e del terzo settore che realizza programmi di integrazione sotto la supervisione del ministero dell Interno e dell Anci, quest anno 50 posti saranno riservati a persone con disagio psichico. L ultimo bando per la ripartizione del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell asilo ha assegnato infatti priorità ai servizi esclusivamente dedicati ai richiedenti e ai titolari di protezione internazionale con disagio mentale o psicologico. Le dieci amministrazioni locali ammesse al finanziamento dal Servizio centrale dello Sprar sono Roma, Breno (Brescia), Torino, Trieste, Fidenza (Parma), Porto San Giorgio (Fermo), Union3 (Unione dei comuni salentini), Ferrara, Castelvetrano e Selinunte (Trapani), Narni (Terni). L ampliamento ai malati psichici delle categorie vulnerabili porta a compimento il processo avviato in via sperimentale nel 2009 in due centri di Roma (Centro Astalli e Cir, quattro posti ciascuno) e in uno di Torino (Associazione Fanon, nove posti). Nello scorso triennio, secondo l ultimo rapporto dello Sprar, le richieste di presa in carico di persone con disagio mentale sono cresciute quantitativamente. È aumentata, soprattutto, la gravità delle sofferenze. [F.D.] Cosenza A Palazzo Gervasi un centro polifunzionale per immigrati Il Comune di Cosenza realizzerà, con risorse del ministero dell Interno, un centro polifunzionale per cittadini extracomunitari regolari. La struttura sorgerà a Palazzo Gervasi e disporrà di laboratori di formazione linguistica, internet point, centro di accoglienza diurna per minori, spazi di socializzazione per le donne immigrate. Prevista una sala multiculto. Lazio Concorso internazionale per il nido della Regione La Regione Lazio ha bandito un concorso internazionale di progettazione per l asilo nido interno da realizzare nella sede centrale dell ente. Il nido dovrà ospitare 60 bambini suddivisi in quattro sezioni (una per lattanti e tre per divezzi), svolgere attività durante l orario di servizio dei genitori e funzionare dalle 7.30 alle 19. Emilia Romagna Disturbi dell apprendimento Dalla Regione un milione di euro Un milione di euro per i disturbi dell apprendimento. È la somma messa a disposizione dalla Regione Emilia Romagna per facilitare lo studio dei ragazzi con problemi di dislessia, disgrafia, discalculia. Circa metà delle risorse (570mila euro) è destinata all Ufficio scolastico regionale per l acquisto di strumenti informatici per gli studenti. Napoli Contributo una tantum alle famiglie numerose In breve Le famiglie numerose di Napoli potranno beneficiare di un contributo economico una tantum di 400 euro per l abbattimento dei costi di servizi come trasporto scolastico, mensa, spese per visite e soggiorno per terapie salvavita. Il bando richiede che i nuclei con quattro o più figli abbiano un indicatore Isee non superiore a 29mila euro. Il termine per le domande scade l 11 febbraio.

10 social job I servizi di pulizia nelle scuole Con la contrattazione istituto per istituto a rischio migliaia di inserimenti lavorativi Ma la cooperazione sociale promette battaglia C era una volta Un bidello al lavoro nell istituto Avogadro di Torino nel GENNAIO 2011 VITA 10 di Maurizio Regosa CI SONO MIGLIAIA DI INSERIMENTI LAVORATIVI delle cooperative sociali fra gli oltre 14mila esuberi sentenziati dal ministro dell Istruzione, Mariastella Gelmini. Posti di lavoro che avrebbero dovuto essere tutelati. Così almeno era stato promesso nel 2001 quando, con un decreto ministeriale, si era proceduto alla stabilizzazione di circa 26mila persone: lavoratori socialmente utili stabilizzati dai consorzi Ciclat - Confcooperative, Cns - Legacoop, Miles - Confapi e Manital - Confindustria e operatori dei cosiddetti contratti storici (ovvero le esternalizzazioni già in essere, molte delle quali a cooperative sociali). Per loro, impegnati nei servizi di pulizia all interno delle scuole pubbliche, l Istruzione stanziava - fino allo scorso anno milioni di euro. Poi alcune circolari del ministro hanno dettato una linea diversa. Tant è che per il 2011 sono stati stanziati solo 264 milioni. Criteri ancora da scrivere «L idea è quella di fare nuove gare i cui criteri sono ancora da determinare», spiega Massimo Stronati, presidente di Federlavoro e Servizi di Confcooperative, «gare da espletare entro il 30 giugno, data nella quale scade la proroga degli attuali appalti». Ma se i criteri non sono ancora stati scritti, «si va verso la contrattazione istituto per istituto, magari al massimo ribasso, magari coinvolgendo nelle pulizia il personale Ata», prosegue il presidente, che sottolinea come questo potrebbe oltretutto creare qualche difficoltà anche ai bidelli (il cui organico è stato, in tre anni, decurtato di 47mila unità). Sindacati in campo? Spiega Loris Cervato, responsabile di Legacoopsociali Veneto (regione in cui si sono persi già 50 inserimenti lavorativi): «Siamo stati costretti a scegliere, fra cassa integrazione e riduzione di orario, cercando di salvaguardare chi ha famiglia e figli. Nello stesso tempo stiamo facendo pressione sugli enti locali e lavorando perché le cooperative più piccole si mettano insieme, in modo da abbattere i costi». Ogni euro risparmiato può permettere un ora di lavoro in più. Qualcuno la chiamerà una guerra fra poveri (alla quale, non a caso, non ha voluto partecipare chi lavora sul campo: «I presidi si sono dimostrati disponibili a trovare soluzioni specifiche per i casi più delicati», sottolinea Cervato). Una trattativa per ciascuna scuola vuol dire gare che non superano la soglia europea (110mila euro) e che quindi non devono sottostare ai controlli comunitari. «Se ogni istituto potrà comprare i servizi che gli servono, potrebbero anche essere fatte assegnazioni non proprio all insegna della correttezza», aggiunge Bruno Baioni, responsabile commerciale del Consorzio Ciclat (che ha 6mila lavoratori impegnati nelle scuole). Che fare? «Continueremo a interloquire con il ministero, ma nello stesso tempo pensiamo a iniziative con il sindacato». Il nodo Tagli & disoccupazione Gli esuberi. 14mila i possibili esuberi fra i lavoratori esterni che garantiscono le pulizie nelle scuole pubbliche. Una conseguenza pesantissima legata ai tagli di budget che il ministero dell Istruzione ha realizzato per il 2011, passando dai 640 milioni del 2010 ai 264 milioni dell anno in corso. I rischi. A rischio disoccupazione migliaia di operatori per i quali le cooperative sociali avevano portato a termine percorsi di inserimento lavorativo, e di tantissimi Lsu. La reazione. Per Massimo Stronati, presidente di Federlavoro e Servizi di Confcooperative, occorre interloquire con il ministero e nello stesso tempo pensare iniziative a sostegno dei lavoratori. Legacoopsociali Piemonte «Il paradosso? Alla fine il governo ci perderà» UNA SITUAZIONE CHE CI PREOCCUPA MOLTO» premette Anna Di Mascio, responsabile di Legacoopsociali Piemonte (88 fra consorzi e cooperative sociali, 179 milioni di valore della produzione, quasi 7mila soci e occupati). «Le nostre cooperative di tipo B lavoravano in 180 scuole, offrendo servizi di pulizia e sorveglianza, dalle elementari agli istituti onnicomprensivi. Un totale di circa mille lavoratori e un fatturato di 19,5 milioni l anno». E poi cosa è successo? Con la direttiva del ministro Gelmini, che ha imposto ai presidi un taglio del 25% delle spese, le cooperative hanno registrato un crollo del fatturato equivalente ma soprattutto hanno perso molti posti di lavoro. In pratica, siamo stati costretti a mettere in cassa integrazione 250 persone, circa il 30% del totale. E si trattava di inserimenti anche complessi, per i quali sarà difficile trovare nuove opportunità di lavoro. I contratti in essere sono prorogati fino a giugno 2011 e, quindi, non siamo nemmeno sicuri di avere, dopo quella Dal 1997 a oggi il ministero ha continuato a spendere la stessa cifra in cambio di prestazioni anche oltre il mansionarion data, risorse adeguate per chi è rimasto al lavoro. E per le persone che hanno perso il posto? Va riconosciuto che la Regione ha stanziato risorse proprie, 2,5 milioni, per progetti di stabilizzazione del lavoro. Adesso bisognerà vedere come sarà possibile utilizzarli e per quante persone. Come si è arrivati a una simile situazione? In pratica il ministero, convinto che in questo modo spenderà meno, vuole trasferire alle singole scuole il costo dei bidelli e quindi affidare a ciascun istituto le risorse, perché le gestisca in trattative private con i soggetti del territorio. Non sono convinta però che ci sia un vero risparmio. È chiaro che se, ad esempio, la scuola può contare sui contributi previdenziali figurativi, può anche risultare un contenimento dei costi. Ed è altrettanto chiaro che per le cooperative i contributi incidono al 50%. E poi ci sono i costi complessivi del servizio che vanno comunque sostenuti. Quello che fa un certo effetto è comunque la constatazione che per il ministero della Pubblica istruzione i benefici sociali che derivavano dagli inserimenti lavorativi non siano rilevanti. Badano al conto economico dell Istruzione senza pensare che in ogni caso quel che viene risparmiato su di un fronte sarà speso su quello sociale. Senza contare poi che parliamo di salari piuttosto contenuti, che non erano rivalutati da 13 anni. Ovvero? Dal 1997 a oggi il ministero continuava a spendere la medesima cifra in cambio di prestazioni che talvolta andavano anche oltre il mansionario, mentre le cooperative sociali si sono trovate a fronteggiare i rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro e quindi ad affrontare spese maggiori.

11 11 VITA 28 GENNAIO 2011 social job Estate 2011 WWF e Libera Volontari, quest Oasi fa per voi di Lorenzo Maria Alvaro SARÀ PER LA POSIZIONE STRATEGICA o per la voglia di verde, ma i nuovi corsi di WWF in provincia di Firenze hanno avuto un successo inaspettato. «Formano un percorso di formazione rivolto ai volontari organizzato insieme all associazione Libera nell oasi di Stagni di Focognano», spiega Carlo Scoccianti, biologo, responsabile del progetto e direttore dell Oasi. «Prima della zona protetta qui sorgevano campi coltivati con metodi estensivi, discariche a cielo aperto, costruzioni abusive», continua il biologo, «il progetto di cui fanno parte i corsi mira alla costruzione di nuovi habitat ed ecosistemi». Oggi questo luogo, creato dal nulla da un gruppo di volontari del WWF, è tornato alla vita. «Ma c è ancora tanto da fare ed è per questo che ci servono nuove leve», aggiunge Scoccianti. Il primo appuntamento del corso si è tenuto sabato 15 gennaio, gli altri a cadenza mensile (ogni primo sabato) fino a maggio Ogni giornata avrà inizio alle 10 e terminerà alle 17. «Il mio lavoro è il ripristino ambientale», tiene a puntualizzare Scoccianti, «ricreo paludi, boschi, stagni che sono stati distrutti o contaminati, ed è questo che cercheremo di insegnare a chi si iscrive». Ma proprio riguardo le iscrizioni c è stata una sorpresa: «Il numero di partecipanti che avevo immaginato era di 40 ma le iscrizioni sono state oltre 80 e continuano ad arrivarne di nuove. Non le chiudiamo perché abbiamo deciso di riproporre il corso più avanti, secondo il principio chi che prima arriva, prima partecipa». Se siete interessati, facilmente riceverete una telefonata dal direttore: «Non è uno scherzo, nel Oasi Stagni di Focognano momento in cui qualcuno decide di parte- Lo scopo è la creazione di una task force per interventi di tipo ecologico e artistico in Sicilia, Calabria e Puglia cipare, essendo tutto gratuito, c è l obbligo di dare disponibilità certa». Scopo del corso è la creazione di un gruppo di nuovi volontari che «collaborino a turni, durante la prossima estate, alla realizzazione di interventi di tipo ecologico e artistico presso i terreni confiscati alle mafie in Sicilia, Calabria e Puglia» spiega Scoccianti. «Parliamo di arte», sottolinea, «perché in tutto questo c è anche un risvolto di tipo estetico. È chiaro che se andiamo a fare delle modifiche ad un territorio gli conferiamo tono e personalità, diamo un volto ai paesaggi». In altre parole, si tratta di «interventi ecologico-artistici». Ma perché la partnership con Libera? «La collaborazione nasce da una mia proposta per portare avanti un discorso di colture biologiche che rispettino le nuove convenzioni europee, una sorta di passaggio anche ideale dall illegalità all utilità sociale», spiega Scoccianti. «In più, con questi interventi il sistema dei terreni confiscati alle mafie e oggi gestiti dalle cooperative acquisirà una più forte caratterizzazione e potrà essere promosso in ambito locale e nazionale anche come un insieme di luoghi di grande interesse per la conservazione del paesaggio e della biodiversità e, allo stesso tempo, di forte stimolo per la creatività». Info Ecologia e arte nelle terre confiscate alle mafie Per iscrizioni: Per informazioni:

12 community Help line Pronto Alzheimer Un sms solidale per far squillare meno il nostro telefono 28 GENNAIO 2011 VITA 12 Csv Rovigo I giovani? Con noi vanno in Europa Vittore Buzzi di Antonietta Nembri APRONTO ALZHEIMER, IL SERVIZIO DI AIUTO TELEFONICO ai malati di Alzheimer e ai loro familiari, le chiamate sono in costante diminuzione. Ma questo tutt altro che essere un dato negativo è, per Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia, una buona notizia. «Fino al 2000 le richieste di aiuto che arrivavano sono state in costante ascesa, poi hanno iniziato a diminuire e questo è positivo perché vuol dire che ci sono più punti di informazione. Era uno dei nostri obiettivi e lo stiamo pian piano raggiungendo». Non è un caso, sottolinea la presidente, che il progetto Kronos sia partito proprio undici anni fa: le informazioni sulla malattia e le strutture da allora sono pian piano cresciute. In 17 anni - Pronto Alzheimer è attivo dal le richieste di aiuto sono state oltre Comitato Editoriale Hanno partecipato alla realizzazione di questo numero: ABIO - Fondazione ABIO Italia Onlus per il Bambino in Ospedale - tel ACLI - Associazioni cristiane lavoratori italiani - tel ACRA - Associazione di Cooperazione Rurale in Africa e America Latina - tel ACTIONAID - tel AGESCI - Associazione Guide E Scouts Cattolici Italiani - tel AI.BI. - Associazione Amici dei Bambini - tel AIDO - Associazione Italiana per la Donazione di organi, Tessuti e Cellule -tel 06/ AIL - Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mieloma ONLUS - tel AIRC - Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro - tel A.I.S.AC - Associazione per l Informazione e lo Studio dell Acondroplasia - tel AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla - tel AMNESTY INTERNATIONAL SEZIONE ITALIANA - tel ANCC-COOP - Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori - tel ANFFAS ONLUS - Ass. Naz. Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale - Tel ANMIL - Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro - tel ARCHÉ ONLUS - tel ASSOCIAZIONE DYNAMO CAMP ONLUS - tel ASSOCIAZIONE ENZO B. ONLUS - tel ASSOCIAZIONE ISTITUTO CORTIVO - tel ASSOCIAZIONE MOSAICO - tel ASSOCIAZIONE TRENTA ORE PER LA VITA ONLUS - tel AUSER NAZIONALE - tel AVIS NAZIONALE - Associazione Volontari Italiani Sangue - tel CAF - Centro di aiuto al bambino maltrattato e alla famiglia in crisi - tel CBM ITALIA ONLUS - Christian Blind Mission - tel CESVI - Cooperazione E Sviluppo - tel CGM - Corsorzio Gino Mattarelli - tel CIAI - Centro Italiano Aiuti all Infanzia - tel COMITATO ITALIANO PER L UNICEF ONLUS - tel COMITATO TELETHON FONDAZIONE ONLUS - tel CDO COMPAGNIA DELLE OPERE OPERE SOCIALI - tel CONFARTIGIANATO PERSONE - ANAP - Associazione Nazionale Anziani e Pensionati - tel mila, con una media di 7mila l anno. Nel 2010 le chiamate sono state 5.200, mentre le consulenze sociali, legali e psicologiche ben 534. All help line della federazione telefonano i familiari dei malati che cercano un orientamento ai servizi territoriali: «Il censimento delle strutture completo è relativo, per ora, solo alla Lombardia, mentre in Veneto si stanno attivando per realizzarlo», continua Salvini Porro. «Molti adesso sanno che esistono i nuclei di valutazione Alzheimer, ma il problema è sapere dove sono». Identikit Federazione Alzheimer Italia Riunisce 45 associazioni. Gestisce il servizio telefonico Pronto Alzheimer che risponde al numero (da lunedì a venerdì - ore 9-18) Info: Per sostenere Pronto Alzheimer, fino al 13 febbraio è attivo un sms solidale (al 45503). Digitando il numero dai cellulari privati Tim, Vodafone, Wind e 3 o da telefono abilitato agli sms Telecom Italia o da rete fissa Fastweb si possono donare 2 euro. Chiamando lo stesso numero da rete fissa Telecom è invece possibile donare 5 o 10 euro. Fond. Aiutare i bambini Dieci anni in 20 scatti Venti scatti per raccontare la voglia di vivere dei bambini sostenuti in oltre 60 Paesi dalla Fondazione Aiutare i bambini nei suoi dieci anni di attività. È la mostra Occhi di luce con le immagini, di fotografi professionisti amici e volontari della fondazione, scattate agli angoli del mondo, dalla Cambogia al Mozambico, al Brasile, senza dimenticare l Italia. Il curatore, Simone Durante, osserva: «Gli occhi dei bambini del mondo sono isole d infinita poesia». La mostra apre il 27 gennaio all Officina fotografica di Milano via San Vincenzo 5/7). di Carmen Morrone HA UN BACINO DI ASSOCIAZIONI di un migliaio di realtà e, delle 207 associazioni iscritte al registro del volontariato, 150 (oltre il 70%) sono socie. Nel 2010 sono stati finanziati 45 progetti di 35 associazioni nell ottica della progettazione sociale. Sono alcuni dati che fotografano il Csv di Rovigo, presieduto da Vanni Franceschi. Come sarà il 2011? Un occasione per promuovere il volontariato giovanile. Rovigo è un territorio con una popolazione anziana e questo ha una ricaduta sulla composizione delle associazioni. A fine marzo si terrà il viaggio-studio al Parlamento europeo di alcuni ragazzi che hanno vinto il concorso promosso nell ambito del Social Day, la cui nuova edizione stiamo mettendo a punto in queste settimane. Social Day? È una giornata in cui le persone fanno volontariato. Saranno coinvolte imprese, istituzioni, scuole, parrocchie. Le associazioni veicoleranno delle opportunità, saranno le singole persone a scegliere che tipo di attività fare. Il nostro obiettivo è diffondere la cultura del volontariato. Il 2011 segna l esordio del coordinamento regionale. Obiettivi? Stiamo lavorando per rafforzare il lavoro dei sette centri provinciali e per questo primo semestre il coordinamento è diretto da Csv di Rovigo. Il suo identikit da volontario? Sindacalista dalla fine degli anni 60, poi ho partecipato a creare Auser Polesine, che oggi ha 42 sedi e oltre 500 soci. CONFEDERAZIONE NAZIONALE MISERICORDIE D ITALIA - tel CONSOCIAZIONE NAZIONALE DEI GRUPPI DONATORI DI SANGUE FRATRES - tel COOPI - Cooperazione Internazionale - tel CSI - Centro Sportivo Italiano - tel CSVNET - Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato - tel FEDERAZIONE ALZHEIMER ITALIA - tel FEDERSOLIDARIETÀ CONFCOOPERATIVE - tel FESTIVAL DEL FUNDRAISING - Tel. 0543/ FONDAZIONE AIUTARE I BAMBINI ONLUS - tel FONDAZIONE CITTÀITALIA - tel FONDAZIONE DON GNOCCHI ONLUS - tel FONDAZIONE EXODUS - tel FONDAZIONE L ALBERO DELLA VITA ONLUS - tel FONDAZIONE LAUREUS - tel www.fondazionelaureus.it FONDAZIONE PAIDEIA ONLUS - Telefono: FONDAZIONE SODALITAS - tel FORUM NAZIONALE DEL TERZO SETTORE - tel FPRC- Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus - tel 011/ INTERVITA ONLUS - tel LEGACOOP SOCIALI - tel LEGA DEL FILO D ORO ONLUS - tel MCL - Movimento Cristiano Lavoratori - tel MOIGE - Movimento Italiano Genitori - tel MOVIMENTO CONSUMATORI - tel ONMIC - Opera Nazionale Mutilati Invalidi Civili - tel OSF - Opera San Francesco per i poveri onlus - tel PHILANTHROPY CENTRO STUDI - tel 0543/ SAVE THE CHILDREN ITALIA ONLUS - tel SOS IL TELEFONO AZZURRO ONLUS - tel SOS VILLAGGI dei BAMBINI ONLUS - tel UILDM - Unione Italiana Lotta Distrofia Muscolare - tel WWF ITALIA - World Wildlife Fund - tel VITA

13 13 VITA 28 GENNAIO 2011 Associazioni proroga al 31 marzo Il modello Eas conquista i tempi supplementari onlus files di Carlo Mazzini NON CI HA MAI ABBANDONATO, L EAS. Si era solo nascosto. Non se ne è più parlato da quando - a fine è scesa sulla testa dell associazionismo la mannaia della scadenza improrogabile. Che infatti ad un anno di distanza è stata prorogata. Ma partiamo dall inizio. In principio è stato l articolo 30 del dl 185/08 che ha sentenziato che se un ente associativo ha quote sociali e/o corrispettivi da soci (per corsi di formazione ecc.) può continuare a beneficiare della decommercializzazione di queste entrate, a patto di seguire il dettato dell art 148 del Tuir e l analogo art 4 della legge Iva - e fin qui era Roma, 27 gennaio Fiumi d Italia: tra dissesto e gestione responsabile Il WWF presenta nel convegno Fiumi d Italia - Dal dissesto idrogeologico alla gestione responsabile dei bacini idrografici i risultati e le proposte emerse dalla campagna Liberafiumi Sarà esposta la mostra omonima frutto della campagna. L appuntamento è alle 9,30 alla sala Monsignor Di Liegro a Palazzo Valentini a Roma. Info: Saronno, dal 29 gennaio Prove di sterminio: l eliminazione dei disabili Prove di sterminio - L eliminazione dei disabili nella Germania nazista è la mostra organizzata da Comune di Saronno, Amnesty International, Omnibus e Comunità di Sant Egidio. Esposta fino al 5 febbraio a Casa Morandi, vuol essere un contributo culturale e umano alla conoscenza di una pagina poco nota dello sterminio nazista. Info: Cervia, 29 gennaio I vent anni dell Aip convegno nazionale Agenda L Aip - Associazione italiana parkinsoniani, fondata nel dicembre del 1990, celebra il suo ventesimo compleanno con il convegno in programma al centro congressi Hotel Dante. Si parlerà di nuove terapie farmacologiche, trattamenti riabilitativi e ricerca. Info: Italia, 30 gennaio Salviamo la bellezza dell uomo dalla lebbra Con lo slogan tratto dal testamento ai giovani di Raoul Follereau «C è un solo cielo per tutto il mondo», l Aifo celebra la 58sima Giornata mondiale dei malati di lebbra. Nei banchetti sarà distribuito il miele della solidarietà a sostegno della cura dei malati in India. Info: di Valerio Melandri FUN DRE AM cosa risaputa - e sempre che compili, sottoscriva ed invii un modello che chiede se le suddette prescrizioni sono rispettate. Se l organizzazione non segue l iter (rispetto delle prescrizioni ed invio del modello), rischia seriamente di diventare ente commerciale in quanto le quote sociali e le altre entrate dai soci rappresentano la gran parte dei proventi di un associazione, e per- 5 per mille. Via libera alle non riconosciute Molte le associazioni che hanno richiesto chiarimenti sulla circolare 56/E pubblicata dall Agenzia delle entrate lo scorso 10 dicembre (di cui abbiamo scritto su Vita del 7 gennaio). Nel testo si ribadivano alcuni requisiti necessari per beneficiare del 5 per mille, ma sorgeva un dubbio: un associazione non riconosciuta può partecipare al 5 per mille? La risposta è sì: basta l iscrizione al registro regionale o nazionale di riferimento (volontariato, associazioni di promozione sociale ecc.). Solo nel caso in cui l associazione non fosse iscritta, allora è necessario sia riconosciuta (ovvero iscritta nei registri delle persone giuridiche), ma va comunque dimostrato che l organizzazione opera senza scopo di lucro e nei settori previsti dal decreto legislativo n. 460 del Panico ingiustificato quindi? Dopo le recenti traversie del 5 per mille ridotto non c è da stupirsi se alcune associazioni hanno temuto il peggio. Primo comandamento: mai abbattersi Cosa fare se il donatore vi cancella l appuntamento LA MANCANZA DI PAZIENZA DERIVA da una reazione interna alla percezione di un fattore o evento esterno. Ad esempio, pensate di trascorrere molto tempo dietro gli impegni di un donatore per poi scoprire, la mattina stessa, tramite la segreteria telefonica che l appuntamento è saltato. Si tratta di un rifiuto o questa persona ha veramente avuto un impegno? Se non ha detto non chiamarmi mai più possiamo sempre usufruire del beneficio del dubbio. Poniamo poi il caso che qualcuno cancelli un appuntamento per la terza volta. Bisogna essere estremamente pazienti quando non si capisce perché le persone agiscono in un determinato modo. Dobbiamo scegliere la giustificazione adeguata che spieghi le azioni di un donatore e fare in modo che quella giustificazione determi- dendo l agevolazione si ricade in uno dei casi di cui all art 149 del Tuir che si intitola significativamente Perdita della qualifica di ente non commerciale. L ultima data utile per inviare - per via telematica - il modello Eas era stata fissata al 31 dicembre Per tutto il 2010, ai Centri di servizio e ai singoli consulenti veniva chiesto dalle associazioni ritardatarie se potevano sanare la loro posizione. Personalmente ho sempre suggerito di farlo, nella speranza che, anche alla luce dello Statuto dei diritti del contribuente (art 10, legge 212/00), prevalesse in caso di accertamento l acclarata buona fede dell ente, testimoniata appunto dal fatto che, non appena ne fosse venuto a conoscenza, l organizzazione avesse adempiuto al proprio dovere. Con il Milleproroghe ogni dubbio è saltato in quanto è stato prorogato al 31 marzo 2011 il termine ultimo di presentazione del modello Eas. Pertanto, cari ritardatari, se non avete mai redatto il modello, fatelo - ed inviatelo - entro tale data. Rammentiamo, peraltro, che l Eas è per molti ma non per tutti. Ne sono esentate le onlus, le sportive dilettantistiche che non svolgono attività commerciale e neppure de commercializzata, le pro loco che hanno optato per la leggge 398/91 e i patronati. Altre organizzazioni possono presentare il modello in versione ridotta, rispondendo solo ad alcune delle oltre 30 domande. Sono le associazioni e società sportive dilettantistiche non già esonerate, le associazioni di promozione sociale, le associazioni riconosciute (quindi con personalità giuridica), le associazioni religiose ed altre ancora. ni la nostra risposta. Si può scegliere di pensare che la persona sia antipatica o si può scegliere di pensare che suo figlio sia ammalato. L ultima cosa che bisogna fare è prendere il cellulare, andare su Twitter o Facebook e scrivere un messaggio mentre si è arrabbiati o frustrati. È meglio fare un respiro profondo e prendere una pausa. Fare una breve passeggiata, perché per cambiare il linguaggio interno bisogna cambiare il linguaggio del corpo. Un idea potrebbe essere chiamare una di queste persone solo per salutare e vedere come sta. È un modo di riconnetterli all organizzazione, ma anche un modo per tirarsi su di morale che rafforzerà la vostra forma mentis. Poi si può tornare a lavoro e concentrarsi sugli obiettivi. Va bene sentirsi delusi, ma bisogna pensare: «Qual è il mio piano? Adesso chiamo l assistente del donatore e mi faccio fissare un altro appuntamento». Si può quindi decidere di rimanere delusi o di rimettersi in sesto. Un vero fundraiser di successo si rimette in sesto velocemente. Si può quindi decidere di rimanere delusi o di rimettersi in sesto. Un vero fundraiser di successo si rimette in sesto velocemente

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15 15 VITA 28 GENNAIO 2011 Ottoni cantieri creativi Musica, maestro! E non volano le pietre Dalla Bosnia alla gru di via Imbonati a Milano passando dai vicoli della Genova del G8. I 25 anni della banda più eterodossa e surreale d Italia. Dove per entrare l orecchio non conta di Daniele Biella LA SCENA: da una parte la polizia in assetto antisommossa, dall altra manifestanti che lanciano pietre. Finirà sicuramente male. Anzi no. Ecco che tra pietre e manganelli si insinuano prima tre, poi cinque, dieci musicanti con fiati e percussioni che intonano la celebre Rosamunda. Una scena surreale, «che è successa per davvero: la tensione è scesa di botto e non c è più stata alcuna violenza. La banda aveva raggiunto il suo obiettivo». Enrico Allorto, liutaio milanese 50enne, quel momento l ha vissuto decine di volte, assieme ai suoi compagni di uno dei gruppi musicali più eterodossi e irriverenti d Italia: la Banda degli ottoni a scoppio. «Siamo patafisici» Un gruppo «rivoluzionario, patafisico», nato quasi per scherzo durante il Carnevale del 1986 a Milano e arrivato quest anno a spegnere 25 candeline su una torta di musica intrisa di impegno sociale e solidarietà. «Andiamo ovunque sentiamo di poter dare una mano», spiega Enrico, uno dei fondatori. Li trovi a fare sbandate (così chiamano le loro uscite) per supportare gli operai in presidio fuori dalle fabbriche, a sposare le cause dei lavoratori migranti irregolari (poche settimane fa erano sotto la torre di via Imbonati a Milano a suonare canzoni maghrebine), le rivendicazioni dei comitati di quartiere, dei luoghi minacciati dalla speculazione edilizia. Ma li scovi anche tra le vie del centro storico di Genova a commemorare De Andrè dedicandogli la sua A cimma, o alla festa della Lega della cultura a Piadena, nel cremonese. Ancora, vanno all estero, a donare strumenti e un po di serenità in Bosnia e nei Territori palestinesi. «Sempre con la stessa filosofia, ovvero fare politica attraverso l arte». Non importa se non si ha l orecchio musicale: «Da noi entra chi vuole, quando vuole, suonando quello che vuole», taglia corto Paolo Bortolussi, 45 anni, entrato nella banda nel 1997 dopo averla vista in azione («in particolare una bella ragazza con il clarino») nell anniversario della strage di piazza Fontana a Milano. Lui aveva studiato pianoforte, ma è entrato con la fisarmonica e poi è passato a tromba, basso tuba e flicorno. «C è un viavai di almeno 50 persone: ognuno porta nel gruppo ciò che si sente di dare, è la struttura informale con più durata che abbia mai conosciuto», ammette Paolo. L appuntamento fisso per le prove, da almeno dieci anni, è il lunedì sera alla cascina autogestita Torchiera. Impossibile cercare nella banda un direttore musicale, l orizzontalità dei rapporti è testimoniata anche dalla frase più ripetuta dagli intervistati: «Per capire bene chi siamo dovresti sentire anche tutti gli altri». Una seconda famiglia Giacomo aveva 18 anni quando, nel 1998, ha incrociato gli Ottoni. «È diventata in breve la mia seconda famiglia», racconta, «ci ho trovato quello che cercavo: un luogo dove si incontrano culture e approcci diversi, capace di rivolgersi a tutte le persone, a metterle sullo stesso livello». Il suo sassofono ha macinato centinaia di chilometri e altrettante situazioni delicate: «La nostra musica, nei momenti critici delle manifestazioni, ha una potenza pazzesca». È successo anche quel famigerato weekend di luglio tra le vie di Genova, durante il G8: «La violenza dilagava. Ci siamo messi a suonare tra forze dell ordine e manifestanti, e siamo riusciti a creare un sal- Info Chi sono La banda degli Ottoni a scoppio è un ensemble di almeno 50 musicisti per caso che dal 1986 imperversa per le strade di Milano, d Italia e di luoghi di conflitto all estero (Bosnia, Territori palestinesi) portando messaggi di lotta solidale e nonviolenta attraverso la musica. Il sito Tra le varie sezioni del sito ottoniascoppio.org si possono trovare gli spartiti delle musiche che gli Ottoni suonano nelle loro sbandate e una loro dettagliata cronistoria. In alto, gli Ottoni mentre si esibiscono in occasione dell Hamburg Altona Fun Parade Sopra, la festa del ventennale a Milano. In basso, uno dei membri storici del gruppo, Paolo Bortolussi, mentre prova la sua tromba. vacondotto per centinaia di persone intrappolate negli scontri. Non lo dimenticherò mai», ricorda Ezio. «Quando sei in strada suoni per la gente, e lei risponde col cuore. È uno scambio che non ha eguali», ammette Alessandro Viganò, 38 anni. Alessandro di mestiere fa il fotografo, Paolo e Giacomo si occupano di riqualificazione urbana, Ezio è artigiano: la banda, del resto, è del tutto non profit. Ma altri componenti vivono di musica, anche suonando in gruppi satellite nati dopo l entrata negli Ottoni: i Nema Problema, l Orchestra di via Padova, la Contrabbanda, Banda delle donne. E una ragazza è proprio l ultima aggiunta del gruppo: si chiama Rosa, 27enne lucana arrivata a Milano per studiare Economia per le arti. «Pochi mesi fa ho preso in mano il rullante, sono in trepida attesa della mia prima uscita ufficiale». A dare una mano, nel frattempo, arrivano le nuove generazioni: sono già una ventina i figli di componenti della band. Naturalmente tutti al seguito dei genitori con i loro strumenti giocattolo. Laura Rizzi Alessandro Viganò

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