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1 > n. 1 Reg. Tribunale di Trento n.121 Poste Italiane SpA - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.1, com. 2, DCB Trento Direttore Paolo Burli Direttore Responsabile Antonio Morandi Grafica e impaginazione Do.it Euro 0,52 < EMERGENZA OCCUPAZIONE, LE MISURE CONTRO LA CRISI c o n t i e n e pag. 2 MOBILITÀ RECORD MA L OCCUPAZIONE TIENE Seppur migliori del resto d Italia, gli ultimi dati sul mercato del lavoro testimoniano le difficoltà dell economia anche nella nostra provincia. In attesa della delega dallo Stato sugli ammortizzatori sociali, sindacati e Provincia hanno rinnovato l accordo sui sostegni al reddito e le politiche attive per chi ha perso il lavoro. Impennata degli iscritti in mobilità [ segue nelle pagine interne ] > di Paolo Burli* Editoriale Chi salverà il capitalismo? Le preoccupazioni si diffondono nel globo alla velocità dei megabyte lungo la rete mentre il rischio contagio della finanza impazzita la Grecia è ancora sull orlo del baratro del fallimento non è stato ancora evitato nonostante lo spread italiano sia in discesa e la locomotiva tedesca continui a correre. Non siamo fuori dal tunnel perché le prospettive di crescita dell Europa, e quindi la sua capacità di garantire occupazione, benessere e sicurezza sociale, si raffreddano e la recessione è alle porte. Ma non sono solo le pur drammatiche contingenze ad allarmare il mondo. La domanda è una sola: il capitalismo di mercato reggerà o è destinato ad implodere? Quando il divario tra ricchi e poveri continua ad allargarsi, quando milioni di nullatenenti migrano dai paesi verso quelli ricchi e le nazioni ricche rispondono con un protezionismo sempre più stridente, quando i sistemi finanziari globali sono fragili e tutt altro che trasparenti e quando i tradizionali garantiti della società affari, industria, governo e istituzioni internazionali non sono in grado di affrontare questi e altri problemi di prim ordine, abbiamo tutto ciò che occorre per il disastro. Parola della Harvard Business Review. Non c è alcun compiacimento, né alcuna consolazione nell analisi degli esperti dell università americana che nel settembre 2011 firmarono il paper Capitalism at risk. E se la diagnosi è dura, lo è ancora di più la terapia perché presuppone niente di meno che una rivoluzione nello stile di vita di chi, sfruttando le falle di un economia di mercato sempre più opaca e avida, l ha portata sull orlo del baratro: i capitalisti, appunto. Sentite cosa prescrivono i professori di Harvard per affrontare la malattia: Ciò che devono fare (i capitalisti, ndr) è mettersi alla testa di un iniziativa imprenditoriale su vasta scala. Devono contribuire ad escogitare strategie che forniscano posti di lavoro per i miliardi di persone che attualmente si trovano SPECIALE PENSIONI GUIDA PRATICA ALLA RIFORMA All'interno lo speciale curato dallo Spi Cgil e dal patronato Inca Il governo Monti con il decreto salva Italia ha radicalmente modificato il sistema pensionistico italiano. Il decreto 201/2011, oggi convertito in legge, tra l'altro ha introdotto il contributivo pro-quota per tutti, ha portato l'età per la pensione di vecchiaia a 67 anni nel 2021, ha eliminato finestre e quote. Nelle pagine interne di questo numero di Attività sindacale puoi trovare tutte le informazioni utili sulla riforma [ segue a pagina 15 ] pag. 2 DETASSAZIONE, RINNOVATI GLI ACCORDI Sottoscritte per il 2012 le intese con Confindustria, Assoartigiani, Cooperazione e agricoltori per la tassazione al 10% sul salario di produttività. pag. 3 INTERVENTI ANTI CRISI IN TRENTINO PER IL 2012 Intesa tra parti sociali e Provincia sulle misure a sostegno di chi resta senza impiego. In sintesi tutti gli interventi attivati per l anno in corso. pag. 4 CGIL, OLTRE ISCRITTI IN TRENTINO Crescono le adesioni al sindacato. Nel 2012 la priorità sindacali saranno la riforma della legge sul lavoro in Trentino e il rilancio dell economica locale. pag. 13 L ITALIA SONO ANCH IO PER I DIRITTI DEGLI STRANIERI La Cgil e altre grandi organizzazioni del sociale in Italia sostengono le proposte di legge di iniziativa popolare sul diritto di cittadinanza e di voto per i cittadini stranieri. pag. 14 NON AUTOSUFFICIENZA ED INTEGRAZIONE SOCIO- SANITARIA La Provincia vara i nuovi assegni di cura e aumenta le risorse per la sanità. La Cgil chiede garanzie di qualità dei servizi ai cittadini. pag. 15 PER L EDILIZIA LA CRISI CONTINUA La Fillea Cgil reclama il rinnovo del contratto territoriale con un premio legato alla produttività e propone a Cisl e Uil un patto su democrazia e rappresentanza. > <

2 >> Disoccupazione sotto controllo, mobilità record Mercato del lavoro con luci ed ombre. A settembre 2011 quattromila occupati in più. Intanto però, a gennaio 2012, i licenziati sfiorano quota 5mila. Disoccupazione al 3,7% (il 13,6% tra i giovani trentini che non studiano) Luci ed ombre nel mercato del lavoro trentino tra 2011 e Torna infatti ad alzare la testa il tasso di disoccupazione nel terzo trimestre 2011 quando per l Istat il 3,7% dei lavoratori attivi in Trentino risultava alla ricerca di un impiego, un risultato superiore al 3,4% di giugno 2011, ma inferiore al 3,9% dello stesso periodo del Il dato provinciale risulta comunque il secondo più basso a livello nazionale dopo quello dell Alto Adige. Intanto però a gennaio 2012 le liste di mobilità si sono gonfiate a livelli record. Sono infatti i licenziati che risultano iscritti in mobilità. Quasi il 74% di questi è stato licenziato da una piccola azienda. Ma torniamo ai dati Istat sulle forze di lavoro. Se nel terzo trimestre dell anno appena concluso in termini assoluti in Trentino risulterebbero 9mila disoccupati, mille in più di quelli registrati in Alto Adige, il tasso di attività indice della propensione al lavoro di una popolazione sale leggermente al 69,3%, a riprova che, da un lato, la crisi dei debiti sovrani non ha avuto immediati effetti negativi in Trentino e che, dall altro, il ricco sistema di welfare locale non deprime la partecipazione al mercato del lavoro. Gli occupati in provincia calano di mille unità su base trimestrale ma, con 233 mila lavoratori autonomi e alle dipendenze, a settembre 2011 si registra un saldo positivo di circa 4mila posti di lavoro rispetto allo stesso periodo del Va poi segnalata la buona performance del mercato del lavoro trentino sul versante del tasso di occupazione che resta sostanzial- mente stabile rispetto al trimestre precedente e supera di ben 1,8 punti percentuali il dato di settembre I SETTORI Analizzando i singoli settori, si osserva una crescita sostenuta degli occupati alle dipendenze che passano dai 178mila di marzo ai 189mila di settembre Per quanto riguarda il comparto dei servizi, nel terzo trimestre gli occupati risultano 158mila, quanti l Istat ne aveva censiti a giugno. Sono però in calo rispetto al dato di settembre 2010 quando il terziario dava lavoro a ben 160mila persone. All interno di questo settore continuano a crescere i posti di lavoro alle dipendenze nel commercio e nel turismo che, con 33mila addetti, salgono di circa 3mila unità su base trimestrale e su base annua. Ma va ricordato che in questi comparti si stanno imponendo contratti di lavoro atipici, come quelli a chiamata, che non garantiscono spesso redditi significativi. LE DONNE Il tasso di attività femminile cresce dal 60,5% di giugno al 60,8% di settembre 2011, un dato decisamente positivo anche rispetto allo stesso periodo del 2010 quando le donne tra 15 e 64 anni che si erano mosse sul mercato del lavoro, erano state solo il 59,1% del totale. E in ripresa anche il tasso di occupazione che con il 58,2% è positivo sia rispetto al trimestre precedente (+0,6%) sia rispetto al settembre 2010 (+1,8%). Cala inoltre la disoccupazione femminile che nel terzo trimestre dello scorso anno si attestava al 4,3%. I GIOVANI Analizzando la classe anni si deve evidenziare, innanzitutto, che la gran parte degli appartenenti alla stessa (circa il 68% come media 2010) non partecipa al mercato del lavoro perché studente. Il tasso di occupazione, in questo caso, è pari al 29,4% e il tasso di disoccupazione è pari al 13,6%. Sia rispetto allo stesso trimestre dell anno precedente che alla media 2010 si rileva un tasso di occupazione in aumento (rispettivamente 28,0% e 27,3%), mentre il tasso di disoccupazione risulta stabile sullo stesso trimestre dell anno precedente e in contrazione sulla media 2010 (15,1%). Nel Nord Est il tasso di occupazione giovanile nel 3 trimestre 2011 era pari al 27,1%, contro il 27,8% di un anno prima, mentre i disoccupati erano il 17,7%. ISCRITTI IN MOBILITÀ Sono licenziati iscritti in mobilità, il dato più elevato mai registrato in Trentino. A riprova che non si tratta di un risultato isolato, ma di un trend molto preoccupante, va ricordato che nel corso del 2011 una sola volta, ad agosto, in lista di mobilità sono risultati iscritti meno di lavoratori. Sembra bloccarsi invece l emorragia di lavoratori in mobilità che hanno trovato un impiego a termine: i sospesi infatti a gennaio 2012 sono indicati in 1.681, tanti quanti erano a dicembre 2011, con un saldo positivo di 125 unità rispetto al dato di gennaio 2011, quando i sospesi furono (+8,6% annuo). Guardando alla provenienza, i licenziati dalle piccole imprese sono stati pari all 86,8% di tutti i nuovi ingressi del mese. Sul computo totale, la stragrande maggioranza degli iscritti in mobilità il 73,9% - è stato licenziato da una piccola impresa. Complessivamente, all 11 gennaio 2012 e al netto dei nuovi ingressi, il 21,7% degli iscritti in mobilità lavorava nel comparto edile. Tra i settori le cui aziende mettono più addetti in mobilità c è poi il metalmeccanico/metallurgico con il 15,5% degli iscritti totali, seguito dal commercio (14,1%). In generale, in mobilità sono iscritti più uomini che donne (66,8 contro 33,2%), più italiani che stranieri (79,1 contro 20,9%). La crisi però colpisce in proporzione più gli stranieri degli italiani, considerato che la percentuale di iscritti in mobilità di origine straniera è più che doppia rispetto all incidenza della popolazione non italiana - oggi all 9,2% - sul totale dei residenti in Trentino. Inoltre, tra i licenziati dalle grandi aziende sono maggioranza gli over 50 con ben il 60,3%, mentre tra quelli provenienti dalle piccole aziende il 60,1% ha un età compresa tra i 30 e i 49 anni. Detassati i salari di produttività anche nel 2012 Accordi in Trentino tra sindacati e associazioni imprenditoriali per l applicazione dell aliquota agevolata al 10%. Ora si attende il via libera del governo Sono stati sottoscritti i primi accordi territoriali sulla detassazione. Dopo l accordo con Confindustria (12 dicembre 2012), Cgil Cisl Uil del Trentino hanno promosso e sottoscritto un intesa con l Associazione Artigiani (18 gennaio) e con la Federazione Trentina della Cooperazione (26 gennaio) e con le organizzazioni datoriali dell agricoltura (30 gennaio), garantendo quindi l accesso alla tassazione separata a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori delle aziende di questi settori. In questo modo viene estesa anche al 2012 l applicazione dell aliquota sostitutiva Irpef al 10% sul salario corrisposto in base ad aumenti di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa legati ad istituti dei contratti collettivi nazionali di lavoro. Solo in virtù di un intesa sindacale, infatti, anche quest anno le aziende del comparto privato potranno riconoscere ai propri dipendenti gli sgravi fiscali non solo sul salario di produttività contrattato a livello aziendale, ma anche appunto su quello relativo alla contrattazione nazionale (lavoro notturno, turni, ecc.). L intesa sindacale non è però l unica condizione per accedere agli sgravi. Come è noto, l aliquota agevolata si applica ai lavoratori del settore privato che non dichiarino redditi lordi oltre una certa soglia e fino ad un tetto massimo di salario accessorio (lo scorso anno erano rispettivamente euro di reddito lordo e euro di salario accessorio). Proprio sulla base di queste soglie, negli scorsi anni il vantaggio fiscale per un lavoratore poteva sfiorare i euro. Se infatti si prende il caso, del tutto teorico, di un lavoratore del privato che nel 2010 abbia percepito un reddito lordo di 40mila euro e che nel 2011 ricevesse altrettanto con 6mila euro di retribuzione legata alla produttività, il guadagno si aggirerà intorno ai euro. Infatti, senza detassazione, stante la progressività del sistema fiscale italiano, quel lavoratore avrebbe pagato il 38% di Irpef sul salario accessorio, per euro di prelievo fiscale. Oggi su quei 6mila euro potrà essere applicata la detassazione, portando l onere fiscale a soli 600 euro. Nel caso di applicazione dell aliquota marginale Irpef al 27% il vantaggio fiscale scende a euro. Per accedere alla detassazione, che si applica solo ai lavoratori dipendenti dei settori privati, manca però ancora un tassello. Il Governo Monti infatti deve fissare ufficialmente le soglie sotto le quali si applica l aliquota Irpef al 10%. Fino all emanazione della disposizione dell esecutivo, non è possibile quindi quantificare con certezza quanto finirà nelle buste paga delle lavoratrici e dei lavoratori interessati. Una volta che il Governo avrà dato il via libera, per godere del beneficio fiscale il lavoratore non dovrà fare assolutamente nulla. È infatti l azienda che individua autonomamente le somme assoggettabili all imposta sostitutiva e la applica automaticamente al reddito del lavoratore,, anche quello interinale. Una volta che il lavoratore riceve il proprio Cud può invece verificare le somme sulle quali il datore di lavoro ha applicato la detassazione. Va ricordato, infine, che la Provincia autonoma di Trento sostiene le imprese di ogni settore che stipulano accordi integrativi a livello aziendale e territoriale. La Giunta infatti ha recepito una norma della legge di stabilità nazionale, introducendo con la finanziaria provinciale (art. 10, comma 6, LP 18/2011) la possibilità per le imprese locali di dedurre dalla base imponibile dell Irap le somme legate ad incrementi di competitività ed efficienza, erogate ai lavoratori dipendenti del settore privato in attuazione di contratti collettivi di secondo livello. 2 > attività sindacale crisi <

3 >> EMERGENZA OCCUPAZIONE INTERVENTI 2012 Sostegno al reddito per i cessati dal lavoro Misura e beneficiari A) 20 giornalieri per max 180 giorni - Apprendisti, co.pro, associati e dipendenti privi di indennità statale B) 13,3 giornalieri per max 180 giorni - Lavoratrici/tori che possono accedere alla indennità di disoccupazione a requisiti ridotti o agricola C) 6,6 giornalieri per max 180 giorni - Lavoratrici/tori che possono accedere alla indennità di disoccupazione ordinaria o speciale dell edilizia, mobilità nazionale, provinciale, in deroga Requisiti Residenza, domicilio e rapporto di lavoro in Trentino Disponibilità a sottoscrivere una convenzione di ricollocazione e partecipare ad attività di politica attiva secondo quanto disposto dalla Provincia. Anzianità lavorativa di almeno 180 gg (90 gg per lavoratori a progetto) Requisiti specifici per tipologia di contratto Procedura Presentazione della domanda ai centri per l impiego entro 60 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro Cassa integrazione in deroga Beneficiari lavoratrici/tori di aziende finora escluse dalla cassa integrazione o che hanno esaurito i periodi di Cig con anzianità di azienda di almeno 90 giorni Misura e durata Sospensione dal lavoro con indennità pari a quella di Cig per massimo 1040 ore nel corso del 2011 Integrazione al reddito dei sospesi Beneficiari lavoratrici/tori in Cig, sospesi con indennità di disoccupazione artigianato, occupati presso aziende in provincia Misura 1,5 o 1 per ogni ora di sospensione dal lavoro Requisiti Superamento franchigia di 120 ore di sospensione (non indennizzabili) più 100 (indennizzabili) per ogni semestre Obblighi Partecipazione a percorsi di politica attiva / corsi di formazione Mobilità in deroga Beneficiari lavoratrici/tori, inclusi apprendisti, licenziati per motivo oggettivo o dimessisi per giusta causa per mancata retribuzione tempi determinati, inclusi somministrati, cessati per motivi di mercato apprendisti non confermati per motivi di mercato Requisiti Sussistenza di almeno 12 mesi di anzianità aziendale di cui 6 mesi di lavoro effettivamente prestato Non aver diritto a indennità di disoccupazione o mobilità Misura Equivalente all indennità di mobilità nazionale con i tetti previsti Durata Massimo 8 mesi La Cgil del Trentino, insieme agli altri sindacati confederali, alle associazioni imprenditoriali e alla Giunta provinciale, ha sottoscritto un accordo per il potenziamento degli ammortizzatori sociali, l estensione del sostegno al reddito e il potenziamento delle opportunità di riqualificazione per tutte le lavoratrici e i lavoratori colpiti dalla crisi economica in Trentino anche nel 2012, confermando la maggior parte delle misure adottate nel triennio DA RICORDARE Integrazione del reddito anche alle persone in mobilità (integrazione di 6,6 giornalieri per massimo 180 giorni con obbligo di partecipazione a percorsi di politica attiva/formazione) Impegno a definire ulteriori intese anche con riguardo alle azioni a sostegno dei giovani nella fase di ricerca del lavoro e per sostenere i co.co.co. che hanno cessato il rapporto con la pubblica amministrazione NOVITÀ 2012 Confermata l estensione anche agli apprendisti coinvolti in procedure di cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività La Cig in deroga può essere concessa anche per sospensione dal lavoro con riduzione di orario. È prevista anche nei casi di cessazione di attività o procedura concorsuale (in presenza di piani per la ricollocazione delle eccedenze) NOVITÀ Sono inclusi: i lavoratori over 50 in mobilità legge 236/1993, ai quali nel corso del 2012 scada l indennità di disoccupazione. I lavoratori over 50 che hanno beneficiato nel 2011 della mobilità in deroga possono beneficiare, senza soluzione di continuità, di un ulteriore periodo di mobilità in deroga Politiche attive (orientamento, formazione e sostegno all occupabilità) Beneficiari Persone in disoccupazione o sospese, obbligatoriamente se in godimento del sostegno provinciale al reddito, volontariamente se privi Requisiti Residenza o domicilio in Trentino (per i sospesi è sufficiente il rapporto di lavoro in Trentino) Misura 3,5 per la frequenza di un ora di formazione per lavoratori che non beneficiano di alcuna forma di sostegno e integrazione al reddito e sono residenti in Trentino o in una provincia limitrofa Enti erogatori Fondo sociale europeo (formazione generale) Agenzia del Lavoro (formazione specialistica) DA RICORDARE Obbligo di partecipare ai percorsi di politica attiva per accedere ai sostegni al reddito i Per informazioni contatta le delegate e i delegati sul tuo posto di lavoro o il tuo sindacalista di riferimento. Le domande per l accesso ai benefici delle azioni per l emergenza occupazionale vanno presentate agli sportelli dei Centri per l impiego sul territorio. > anticrisi < attività sindacale 3

4 >> Lavoro e crescita, le priorità del 2012 per la Cgil del Trentino Nel 2011 il sindacato di via dei Muredei sfonda il muro dei 40mila iscritti, in crescita rispetto all anno precedente. Burli (Cgil): La recessione è già qui. Nel 2012 in Trentino vanno attuate le riforme annunciate, a partire da lavoro e crescita «La recessione è già qui e il 2012 si annuncia un anno nuovamente difficile per l economia e per l occupazione. In Trentino però abbiamo un arma in più, l Autonomia. Dobbiamo portare a compimento le grandi riforme annunciate ad inizio legislatura, dagli ammortizzatori sociali alla politica economica, passando per l assetto istituzionale e amministrativo della nostra Provincia, ed acquisire una maggiore autonomia fiscale. Insieme al consueto impegno nella tutela delle lavoratrici e dei lavoratori colpiti dalla crisi economica, sono queste le priorità su cui lavoreremo nel corso del 2012». Paolo Burli, segretario generale della Cgil del Trentino, ha riassun- to così, in occasione della rituale conferenza stampa di fine anno, gli impegni e le direttrici lungo le quali il sindacato di via dei Muredei intende muoversi a livello locale per far sì che il 2012, almeno in Trentino, non si tinga dei colori cupi della recessione e della perdita di nuovi posti di lavoro. Intanto, se il nuovo anno si annuncia difficile sul fronte del lavoro, la Cgil del Trentino chiude il 2011 con un bilancio positivo, soprattutto per quanto riguarda il tesseramento. Sono infatti gli iscritti al sindacato di via dei Muredei, con un aumento del 2,71% rispetto al «Siamo molto soddisfatti afferma a questo proposito il segretario Burli del lavoro fatto fino a qui, CGIL del Trentino - Tesseramento 2011 Categoria Tesseramento Tesseramento Differenza Differenza dati assoluti percentuale FILLEA ,54 FIOM ,57 FILCAMS ,95 FILT ,17 FP ,90 FISAC ,95 FLAI ,60 SLC ,83 NIDIL ,13 FLC ,94 FILCTEM ,73 SPI ,01 DISOCCUPATI ,86 TOT ATTIVI ,37 TOT PENSIONATI ,01 TOT DISOCCUPATI ,86 TOT GENERALE ,71 sia sotto il profilo politico-sindacale, sia organizzativo. L incremento degli iscritti premia la nostra capacità di garantire la massima tutela a lavoratori e pensionati, grazie all impegno sinergico delle categorie sindacali e dei diversi servizi legale, assistenziale, previdenziale e fiscale che la Cgil offre su tutto il territorio provinciale. Ma non possiamo sederci sugli allori: sono ancora troppe le lavoratrici e i lavoratori che faticano ad avvicinarsi al sindacato, in particolare i giovani. A loro dobbiamo dare risposte sia sul fronte dell attività specificamente sindacale, sia sul quello delle politiche del lavoro e dello sviluppo, politiche da concertare con la Provincia». Ed è proprio su quest ultimo capitolo che la Cgil incalza il Governo provinciale. «Molto è stato fatto negli ultimi tre anni. Ma incalza Burli nel 2012 il Trentino deve riuscire a portare a casa la delega sugli ammortizzatori sociali e sulle politiche fiscali. Sono due tasselli fondamentali, insieme alle politiche per la crescita e al compimento della revisione degli incentivi alle imprese, perché il Trentino sappia tornare a crescere in modo solido e sostenibile. Per la Cgil, in particolare, la riforma compiuta delle politiche del lavoro che concretizzi un sistema più esteso di protezione per i lavoratori espulsi dal mercato del lavoro e introduca azioni strutturali per il loro rapido ricollocamento, è la vera priorità del Lavoreremo con le altre parti sociali e con la Provincia perché il nuovo anno sia quello decisivo per compiere in Trentino un ulteriore passo verso un welfare per il lavoro di matrice nordeuropea». I dati del tesseramento 2011 Come detto sono stati gli iscritti alla Cgil del Trentino nel 2011, con un incremento del 2,71% rispetto al Di questi ben sono da considerarsi nuovi iscritti perché hanno rinnovato l adesione al sindacato dopo qualche anno o perché hanno sottoscritto la delega alla Cgil per la prima volta. Sono in maggioranza uomini, ma le donne superano il 40% degli iscritti totali. In ben quattro categorie Flc (scuola), Filcams (commercio e servizi) Funzione pubblica e Fisac (bancari) le donne sono maggioranza, mentre per quanto riguarda l industria, nella Flai (agroindustria e alimentare) si registra una sostanziale parità di genere. Il 67,3% dei tesserati è attivo in quanto aderisce ad una delle undici categorie sindacali dei settore agricolo, industriale e dei servizi, mentre i pensionati, che a livello nazionale superano abbondantemente il 50% del totale degli iscritti al sindacato, in Trentino sono il 32,2%. Sono gli iscritti alla Cgil del Trentino che hanno un passaporto straniero. Di questi sono lavoratori attivi. Sono pari al 9,2% degli iscritti totali e rappresentano il 12% dei tesserati attivi di cui il sistema anagrafico conosce la cittadinanza. La nazionalità più rappresentata è quella romena (27,5% degli iscritti stranieri attivi), seguita da quella albanese (12,6%) e marocchina (10,4%). La categoria con più iscritti di origine straniera è la Fillea (edilizia), seguita dalla Filcams (commercio e servizi) e dalla Fiom (metalmeccanici). La classe di età più numerosa tra gli iscritti attivi alla Cgil del Trentino è quella che va dai 41 e ai 50 anni con il 33,2% del totale. Seguono poi quelli tra 51 e 60 anni con il 26,01%, quelli tra 31 e 40 anni con il 25,87%, quelli fino a 30 anni con il 13,04% e infine quelli oltre i 61 anni di età con l 1,88%. La categoria più giovane della Cgil del Trentino è la Filcams. Sul totale degli iscritti al sindacato del commercio e dei servizi ben il 22,3% non supera i 30 anni d età. Sul podio anche la Fillea con il 22,1% di under 30 e il Nidil (parasubordinati e somministrati) con il 20,9%. Il lavoro delle parti sociali > di Alberto Mattei L esperienza di un corso di formazione organizzato dalle parti sociali in Trentino sotto la regia della Trentino School of Management e dell Agenzia del Lavoro Apprendere, ragionare e confrontarsi. Con queste tre chiavi di lettura si è impostato e promosso, da parte delle organizzazioni sindacali trentine, il corso di formazione Il lavoro delle parti sociali, tenutosi presso la struttura della Trentino School of Management, nella seconda parte del La volontà delle parti sociali erano coinvolte anche le associazioni datoriali - è stata quella di fornire un occasione di approfondimento su alcuni temi portanti del lavoro quotidiano svolto dalle stesse: la contrattazione, l analisi sui dati dell occupazione, la produttività e le relazioni industriali, il settore del pubblico impiego, gli incentivi e la rappresentanza. Di fronte ad una platea di funzionari e quadri delle organizzazioni sindacali ma anche delle associazioni imprenditoriali, a cominciare da luglio, sono intervenuti Walter Cerfeda, già segretario della Confederazione Europea dei Sindacati, assieme ai professori Gian Primo Cella e Michele Colasanto (quest ultimo membro del comitato scientifico del corso) e ai ricercatori Salvo Leonardi (IRES-CGIL Nazionale) e Massimiliano Colombi (CISL Marche), i quali hanno dato vita ad un confronto sulle tendenze della contrattazione collettiva in campo europeo, nazionale e territoriale, ed in particolar modo sul compito svolto dal sindacalista oggi. Si è passati poi al modulo sull analisi dei dati statistici a cura di Isabella Speziali, direttrice dell Osservatorio Mercato del Lavoro della Agenzia del Lavoro, e Francesco Marcaletti, ricercatore di sociologia, per proseguire, a metà settembre, con il tema della produttività del lavoro e la partecipazione all impresa, a cui hanno preso parte Mario Giovannacci dell Istituto per la Promozione dei Lavoratori della Provincia Autonoma di Bolzano e Pier Paolo Baretta, che ha ricoperto il ruolo di segretario generale aggiunto della CISL Nazionale, oltre al dialogo tra Innocenzo Cipolletta, già direttore generale di Confindustria, con Paolo Pirani, segretario confederale della UIL Nazionale, in merito all accordo interconfederale del 28 giugno Il corso è proseguito nel mese di ottobre, approfondendo il campo socio-psicologico delle relazioni di lavoro in azienda con Ugo Morelli, psicologo del lavoro, e Giuseppe Varchetta, responsabile delle risorse umane di Unilever; vi è stata poi un analisi di Fabio Folgheraiter, professore di Sociologia, sul welfare nazionale e locale e di Matteo Corti, ricercatore di diritto del lavoro, sulla flessibilità dei contratti di lavoro. È stata data particolare attenzione, nel corso del mese di novembre, ai moduli, da un lato, sul lavoro pubblico alla luce della riforma Brunetta e l impatto sulle relazioni sindacali con l incontro svolto da Riccardo Salomone, professore di diritto del lavoro a Trento, e l indagine di Maria Cristina Cimaglia, assegnista di ricerca in diritto del lavoro a Roma, sulla cooperazione e il non profit; dall altro, economia, incentivi e politiche basate sulle verifiche di risultato sono stati i temi trattati da Gianfranco Cerea, direttore del corso di formazione e professore di Scienza delle finanze, Enrico Zaninotto e Antonio Schizzerotto, che insegnano rispettivamente economia e gestione delle imprese e sociologia all Università di Trento. Infine, la rappresentanza tra organizzazione a legame debole, caratteristico delle parti sociali, e patti sociali sono stati oggetto degli interventi di Silvia Gherardi e Mimmo Carrieri, docenti di sociologia del lavoro rispettivamente a Trento e Teramo. Nel giorno di chiusura del corso, sono, poi, intervenuti Paolo Feltrin, professore di Scienza politica, sul ruolo del sindacato, e Luca Nogler, professore di diritto del lavoro che, assieme ad Andrea Lassandari, professore di diritto del lavoro a Bologna, ha trattato il tema delle prospettive della contrattazione e della rappresentanza dopo l accordo del 28 giugno 2011 e la manovra estiva; poi, con Enrico Amadei del CNA si è concluso trattando dell esperienza del bilateralismo. 4 attività sindacale > sindacato <

5 SPECIALE PENSIONI GUIDA PRATICA ALLA RIFORMA a cura di Sindacato Pensionati Italiano del Trentino INCA del Trentino FEBBRAIO 2012 LA RIFORMA DELLE PENSIONI Legge n. 214 del 22 dicembre 2011 di conversione del decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011, articolo 24 Il nuovo governo guidato da Mario Monti aveva dichiarato che con le pensioni non si sarebbe dovuto fare cassa e si sarebbe seguito il criterio dell equità. Le misure adottate dal decreto salva Italia sono in evidente contraddizione con questi principi. In realtà con la previdenza si è deciso di continuare a fare cassa e non c è traccia di equità: si sottraggono ingenti risorse dal sistema previdenziale per far fronte al debito, senza tenere in considerazione le conseguenze negative per i lavoratori che sono i maggiori contribuenti del sistema pensionistico obbligatorio. Nonostante le correzioni apportate nell iter di conversione in legge e le ulteriori modifiche introdotte dal decreto Milleproroghe (ancora in fase di conversione), anche a seguito della ferma opposizione dei sindacati e di tutte le iniziative di lotta intraprese, il giudizio sulla riforma previdenziale continua ad essere negativo. Il governo sottovalutando la complessità del sistema previdenziale italiano e annunciando solo per un secondo tempo la riforma degli ammortizzatori sociali, ha voluto ridefinire la struttura del sistema pensionistico in tempi brevissimi e con un provvedimento d urgenza, senza un reale confronto con le parti sociali. Da luglio 2010 a dicembre 2011 le modifiche legislative al sistema previdenziale e pensionistico sono state ben quattro. L ultima è quella introdotta appunto dal Governo Monti con l art. 24 della legge n. 214 del , di conversione del dl n. 201 del Disposizioni urgenti per la crescita, l equità e il consolidamento dei conti pubblici. L art. 24 ridefinisce in modo sostanziale l assetto pensionistico delle prestazioni di vecchiaia e di anzianità lasciando aperti diversi dubbi interpretativi. In generale, per i soggetti che matureranno i requisiti per il diritto a pensione a decorrere dal 1 gennaio 2012, le pensioni di vecchiaia, vecchiaia anticipata e di anzianità sono sostituite dalla pensione di vecchiaia e dalla pensione anticipata. La pensione di vecchiaia, dal 1 gennaio 2012, si matura con un requisito minimo contributivo di almeno 20 anni, sia per gli uomini che per le donne, e con un età anagrafica che ha regime sale a 67 anni. Per maturare il diritto alla pensione anticipata è richiesto, invece, per il 2012, il requisito contributivo destinato a salire negli anni successivi - di almeno 42 anni ed 1 mese per gli uomini e di almeno 41 anni e 1 mese per le donne. Vengono di fatto abolite le pensioni di anzianità con le quote, che resteranno in vigore esclusivamente per gli assicurati derogati e per quelli che svolgono attività usuranti. LE PRIME NOVITÀ DELLA RIFORMA Contributivo pro-quota per tutti La quota di pensione relativa all anzianità contributiva maturata a decorrere dal 1 gennaio 2012 verrà calcolata con il sistema contributivo per tutti. Vale a dire che per i lavoratori con almeno 18 anni di anzianità contributiva al 1995 il calcolo della pensione verrà determinato con un sistema misto: con le regole del sistema retributivo la quota relativa all anzianità contributiva maturata fino al 31 dicembre 2011 e con le regole del sistema contributivo la quota relativa all anzianità contributiva maturata dal 1 gennaio Il sistema misto valeva già per tutte le lavoratrici ed i lavoratori che avessero effettuato almeno un versamento contributivo prima del 1 gennaio 1996, ma che a quella data non potessero vantare un anzianità contributiva di almeno 18 anni. Il metodo contributivo si applica totalmente solo alle lavoratrici e ai lavoratori che non hanno versamenti contributivi al 31 dicembre Eliminazione del limite massimo di rendimento pensionistico Con l estensione del metodo di calcolo contributivo in proquota per tutti viene meno il limite massimo di rendimento pensionistico. Infatti, l anzianità contributiva eccedente i 40 anni maturata dal 1 gennaio 2012 sarà, comunque, valutata ai fini della determinazione del trattamento pensionistico: per coloro che possiedono un anzianità contributiva superiore a 40 anni - dal l importo della pensione potrebbe superare il limite massimo di rendimento pensionistico precedentemente previsto nel calcolo retributivo; negli altri casi la quota di pensione relativa all anzianità contributiva maturata dal 1 gennaio 2012 calcolata con il sistema contributivo potrebbe comportare, invece, un minor rendimento pensionistico. Abolizione del regime delle decorrenze Per coloro che matureranno i requisiti per il diritto a pensione a decorrere dal 1 gennaio 2012, viene abolito il regime delle decorrenze, le finestre. La prima data utile per riscuotere la pensione sarà, a seconda della tipologia della prestazione e della gestione previdenziale che la liquida, dal 1 giorno del mese successivo a quello di maturazione del diritto ovvero dal giorno successivo a quello di maturazione dei requisiti. Le finestre mobili o a scorrimento continuano a trovare applicazione per i trattamenti di pensione da liquidare a coloro che hanno maturato il diritto a pensione entro il 31 dicembre 2011 e ai derogati. Totalizzazione Viene eliminato il requisito minimo di anzianità contributiva di 3 anni nella singola gestione per conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia o di anzianità in regime di totalizzazione. Ciò significa che si potranno totalizzare i contributi di tutte le gestioni indipendentemente dalle anzianità maturate in ogni singola gestione. Nulla viene, invece, detto per quanto concerne i requisiti per il pensionamento in regime di totalizzazione. Indipendentemente dall anzianità contributiva maturata in ogni singola gestione, il requisito per la pensione di vecchiaia totalizzata si dovrebbe continuare a maturare con almeno 20 anni di contributi all età di 65 anni e quello per la pensione di anzianità con 40 anni di contributi. Per le stesse considerazioni, dovrebbe continuare a trovare applicazione il regime delle decorrenze di 18 mesi dalla maturazione dei requisiti per il diritto. Adeguamento alla speranza di vita Resta confermato il meccanismo di adeguamento dell età di pensionamento in relazione all incremento della speranza di vita previsto dalla legge n. 122/2010, con la previsione che, dopo il 2019, avrà cadenza biennale. Dal 1 gennaio 2013, i requisiti anagrafici per l accesso alla pensione di vecchiaia, a quella anticipata e all assegno sociale saranno incrementati di 3 mesi. Nella relazione tecnica gli ulteriori incrementi, stimati sulla base dello scenario demografico dell Istat centrale nel 2007, saranno di 4 mesi nel 2016 e di altri 4 mesi dal Dal 2021 l adeguamento dell età è previsto con cadenza biennale con un incremento di 3 mesi ogni due anni fino al 2027 e di 2 mesi dal 2029 per ogni ulteriore biennio fino al I requisiti anagrafici effettivi saranno, in ogni caso, determinati in corrispondenza di ogni adeguamento sulla base dell aumento della speranza di vita accertato a consuntivo dall Istat. Dal 2021 pensioni di vecchiaia a 67 anni A decorrere dall anno 2021 il requisito di età per il pensionamento di vecchiaia non può essere inferiore a 67 anni. Ciò vuol dire che nel 2021 l età per il diritto a pensione di vecchiaia sarà comunque di 67 anni, anche nel caso in cui tale soglia di età non risulti raggiunta con gli adeguamenti per la speranza di vita. Con la recente legge di stabilità, la legge n. 183 del 12 novembre 2011, era stato fissato il medesimo limite di età minima di 67 anni a decorrere dal 2026; tale data viene anticipata di cinque anni. Nel provvedimento di legge non viene altresì fatto alcun riferimento ai trattamenti pensionistici dei lavoratori cittadini extracomunitari rimpatriati (legge n. 189/2002). Secondo la CGIL, i requisiti di accesso a tali pensionamenti non dovrebbero subire alcuna modifica rispetto alle leggi che li hanno normati. Speciale Pensioni - pag. 01

6 LE NUOVE PENSIONI I requisiti, ma anche le deroghe, le eccezioni e i regimi speciali Pensioni di vecchiaia Vengono ridefiniti i requisiti minimi di età anagrafica e di anzianità contributiva per il diritto alla pensione di vecchiaia. Dal 1 gennaio 2012 il diritto a pensione di vecchiaia si consegue con almeno 20 anni di anzianità contributiva al raggiungimento di determinati requisiti minimi di età anagrafica espressamente specificati nella disposizione di legge. I requisiti minimi di età anagrafica per la pensione di vecchiaia vengono ridefiniti al fine di rendere uniforme l età per il conseguimento della pensione tra uomini e donne, lavoratori del settore pubblico e di quello privato, dipendenti, autonomi e parasubordinati. L equiparazione a 66 anni dell età di pensionamento di vecchiaia tra donne e uomini è prevista per il Per i lavoratori privi di anzianità contributiva al 1 gennaio 1996, in particolare, vengono ridefiniti in modo penalizzante sia il requisito minimo di anzianità contributiva (20 anni) sia l importo minimo di pensione (1,5 volte l assegno sociale) necessario per poter conseguire la pensione di vecchiaia prima del compimento del 70esimo anno di età. A 70 anni si va in pensione con il solo requisito dei 5 anni di anzianità contributiva. Derogati Non a tutti i lavoratori si applica immediatamente il nuovo sistema di accesso alle prestazioni pensionistiche introdotto dal decreto salva Italia. Infatti i soggetti che hanno maturato il diritto a pensione di anzianità o di vecchiaia entro il 31 dicembre 2011 lo conservano e potranno chiedere all ente previdenziale di riferimento la certificazione del diritto vedendosi applicare le normative previgenti. Lo stesso vale per le lavoratrici che optano per la pensione contributiva dopo il 31 dicembre 2011 e comunque entro il 2015 (art. 1/9 comma, legge n. 243/2004) purché in possesso di un anzianità non inferiore a 35 anni e di un età di almeno 57 anni se dipendenti o 58 anni se lavoratrici autonome. Continuano a conseguire il diritto a pensione sulla base dei previgenti requisiti anche dopo il 31 dicembre 2011, nei limiti delle risorse stabilite dalla legge, i lavoratori collocati in mobilità ordinaria e in mobilità lunga sulla base di accordi sindacali stipulati prima del 4 dicembre 2011 che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell indennità di mobilità, i titolari, alla data del 4 dicembre 2011, di prestazione straordinaria Uomini tutti i settori e donne settore pubblico Nuova età Aumento speranza di vita (mesi) Età minima con aumento PENSIONE DI VECCHIAIA * Nuova età Donne dipendenti settore privato Aumento speranza di vita (mesi) Età minima con aumento Donne autonome e parasubordinate settore privato Nuova età Aumento speranza di vita (mesi) Età minima con aumento e e e e e e e e 9 63 e 6 64 e e e e e e e e e e e e e e e e e e e e ** e e e e e e 2 * NB: REQUISITI PER LAVORATRICI E LAVORATORI CON PRIMA CONTRIBUZIONE ACCREDITATA DOPO L Per accedere alla pensione di vecchiaia prima dei 70 anni debbono comunque raggiungere un anzianità contributiva minima di 20 anni e un importo minimo di pensione pari a 1,5 volte l assegno sociale nel 2012 o, a partire dal 2013, il più elevato tra un importo pari a 1,5 volte l importo dell assegno sociale al 2012 rivalutato sulla base della variazione media quinquennale del PIL, calcolata dall Istat e un importo pari a 1,5 volte l importo dell assegno sociale relativo all anno del pensionamento. Nel 2012 tale importo è di 643,49 euro ** NB: Dal 2021 l età anagrafica del pensionamento è fissata per legge come minimo a 67 anni, anche se questa soglia non fosse raggiunta in base agli adeguamenti all aumento della speranza di vita a carico dei fondi di solidarietà di settore, nonché i lavoratori per i quali sia stato previsto da accordi collettivi stipulati entro la medesima data il diritto di accesso ai predetti fondi di solidarietà, gli autorizzati alla prosecuzione volontaria antecedentemente alla data del 4 dicembre 2011, i dipendenti pubblici in esonero dal servizio alla data del 4 dicembre 2011 ai sensi dell articolo 72, comma 1, della legge n. 133/2008. I criteri ed il numero dei lavoratori derogati dai nuovi requisiti saranno stabiliti con decreto del Ministro del lavoro e del Ministro dell economia entro tre mesi dall entrata in vigore della legge 214/2011, sulla base di risorse predeterminate. Raggiunto il limite stabilito non saranno prese in esame ulteriori domande intese ad ottenere la pensione con i requisiti previgenti. Gli esclusi dalla maturazione dei nuovi requisiti per l acquisizione del diritto alla pensione di vecchiaia e alla pensione anticipata, sono soggetti agli adeguamenti dei requisiti anagrafici in relazione all incremento della speranza di vita e all applicazione del sistema delle finestre a scorrimento o mobili. La normativa è soggetta a modifiche di legge in corso di discussione in Parlamento. Vecchiaia con opzione al sistema contributivo Restano confermate le disposizioni in materia di opzione per il sistema contributivo per i lavoratori destinatari del sistema misto. Vale a dire che i lavoratori in possesso di un anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 1995 e con almeno 15 anni di contributi di cui almeno 5 successivi al possono, ancora, optare per il sistema contributivo. Dalla lettura della norma non traspare sufficiente chiarezza circa i requisiti richiesti agli optanti per accedere alla pensione di vecchiaia. In altre parole non è sufficientemente esplicitato se anche gli optanti conseguono l accesso al pensionamento prima dei 70 anni di età con almeno 20 anni di contribuzione e con la soglia di 1,5 volte l importo dell assegno sociale (vale a dire con le regole previste per i lavoratori con primo accredito contributivo dopo il ) ovvero, se possono accedere al pensionamento di vecchiaia, fermo restando il requisito dei 20 anni, anche prima del compimento del settantesimo anno di età, indipendentemente dall importo di pensione maturato (con le regole previste per i destinatari del sistema misto). A nostro avviso, gli optanti dovrebbero conseguire il diritto al pensionamento di vecchiaia con gli stessi requisiti previsti per i destinatari del contributivo puro. Eccezioni Lavoratori dipendenti privati in pensione a 64 anni I lavoratori dipendenti privati le cui pensioni sono liquidate a carico dell assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima che maturerebbero - entro il 31 dicembre il diritto a pensione sulla base dei vecchi requisiti previsti dal sistema delle quote, ossia con almeno 35 anni di contribuzione e 61 di età ovvero 36 anni di contribuzione e 60 di età (tabella B, legge 243/2004) potranno conseguire il trattamento della pensione anticipata al compimento di un età anagrafica non inferiore a 64 anni. Lavoratrici dipendenti private in pensione a 64 anni Le lavoratrici dipendenti del settore privato possono andare in pensione all età di almeno 64 anni se in possesso di un anzianità contributiva non inferiore a 20 anni e un età di almeno 60 anni entro il 31 dicembre 2012 (comma 15-bis, aggiunto in sede di conversione in legge del decreto). In altri termini, ferma restando la maturazione del requisito contributivo entro il 2012, le lavoratrici dipendenti del privato nate entro il 1952, invece di attendere il compimento di 65 anni e 7 mesi se nate entro il 31 maggio 1952, o il compimento di 66 anni e 11 mesi se nate tra il 1 giugno ed il 31 dicembre 1952, potranno anticipare il pensionamento al compimento del 64 anno di età. Ovviamente le nate entro marzo 1952 andranno in pensione a 63 anni e 9 mesi di età. Per le lavoratrici dipendenti nate dopo il 31 dicembre 1952 non vi sono sconti. Nonostante le modifiche introdotte in sede di conversione per le nate entro il 1952, le lavoratrici dipendenti nate nel mese di dicembre 1951 potranno andare in pensione dal 1 gennaio 2013, mentre quelle nate a gennaio 1952 potranno andare in pensione solo dal 1 novembre 2015 (il pensionamento viene ritardato di 2 anni e 10 mesi). DONNE NATE NEL 1952 E 1953 Ferma restando la maturazione del requisito minimo di anzianità contributiva di 20 anni, le lavoratrici dipendenti nate nel 1952 e 1953 potranno andare in pensione di vecchiaia, a seconda della data di nascita, alle età riportate nella tabella a fianco. Pensione di vecchiaia lavoratrici dipendenti del settore privato Nata entro il mese di In pensione da Gennaio /11/2015 Febbraio /12/2015 Marzo /01/2016 Aprile /12/2017 Maggio /01/2018 Giugno /06/2019 Luglio /07/2019 Agosto /08/2019 Settembre /09/2019 Ottobre /10/2019 Novembre /11/2019 Dicembre /12/2019 Gennaio /01/2020 Febbraio /02/2020 Speciale Pensioni - pag. 02

7 Aumento speranza di vita (mesi) PENSIONE ANTICIPATA Per tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici dipendenti, autonomi e parasubordinati Anzianità contributiva Uomini Donne e 1 41 e e 5 41 e e 6 42 e e 6 42 e e e e e e e e 2 42 e e 2 42 e e 5 42 e e 5 42 e 5 Importo del trattamento Intero Con età anagrafica alla decorrenza di almeno 62 anni Ridotto Se il pensionamento avviene prima dell età di 62 anni la quota di pensione determinata sui contributi maturati prima del 2012 viene ridotta dell 1% per i primi 2 anni e del 2% per quelli ulteriori di anticipo rispetto ai 62 Pensione anticipata Il diritto alla pensione anticipata a carico dell assicurazione generale obbligatoria, delle forme sostitutive ed esclusive della medesima e della gestione separata, a decorrere dal 1 gennaio 2012 si matura esclusivamente sulla base di una determinata anzianità contributiva indipendentemente dall età anagrafica: per gli uomini sono richiesti 42 anni e un mese, mentre le donne raggiungono il diritto alla pensione con un anno in meno di anzianità contributiva, cioè 41 anni e 1 mese. Questi requisiti saranno aumentati di un mese per l anno 2013 e di un ulteriore mese a decorrere dall anno 2014 e saranno, inoltre, incrementati con gli adeguamenti della speranza di vita. Non c è più alcuna differenza tra lavoratori dipendenti pubblici o privati e lavoratori autonomi o parasubordinati. Per percepire il trattamento di pensione in misura intera il requisito minimo di età anagrafica alla decorrenza è fissato a 62 anni. Se il pensionamento avviene prima di tale età la quota di pensione calcolata sulla base dell anzianità contributiva maturata fino al 31 dicembre 2011 subirà delle penalizzazioni e sarà ridotta dell 1% per i primi due anni mancanti al raggiungimento dei 62 anni di età e del 2% per gli ulteriori anni mancanti alla suddetta età calcolati alla data del pensionamento (per le frazioni di anno la riduzione viene applicata in modo proporzionale). Regimi speciali Lavori usuranti I lavoratori addetti alle attività particolarmente faticose e pesanti continuano a maturare i requisiti per il diritto alla pensione anticipata anche con il meccanismo delle quote. Ma per tali lavoratori, fermo restando il requisito minimo di 35 anni di anzianità contributiva, vengono incrementati i requisiti minimi di età anagrafica e della quota per maturare il diritto previsti dall art. 1 del decreto legislativo n. 67 del 21 aprile 2011 con conseguente incremento della quota. A decorrere dal 1 gennaio 2012 per i lavoratori che svolgono attività faticose e pesanti con diritto al beneficio intero (addetti alle attività usuranti previste dal decreto ministeriale del 19/5/1999, addetti alla linea catena, conducenti di veicoli pesanti adibiti a servizio pubblico di trasporto di persone, lavoratori che svolgono attività di notte per tutto l anno e lavoratori turnisti che svolgono attività notturna per almeno 78 giorni all anno) l età anagrafica per la maturazione del diritto alla pensione passa da 57 a 60 anni mentre la quota si innalza da 94 a 96. Queste soglie vengono incrementate negli anni sulla base dell aumento della speranza di vita. Invece, i requisiti previsti per il beneficio intero sono aumentanti di 1 anno per l età anagrafica e di 1 unità per la quota per i lavoratori turnisti che svolgono attività notturna per un numero di giornate all anno compreso tra 72 e 77 e di 2 anni per l età anagrafica e di 2 unità per la quota per i lavoratori turnisti che svolgono attività notturna per un numero di giornate all anno compreso tra 64 e 71. Pensione anticipata a 63 anni Fermo restando il conseguimento della pensione anticipata con anzianità contributiva minima nel 2012 di 42 anni e 1 mese per gli uomini e con 41 anni e 1 mese per le donne, per i soli lavoratori con primo accredito contributivo successivo al 1 gennaio 1996 viene introdotta una ulteriore possibilità di pensionamento anticipato ad un età anagrafica non non inferiore a 63 anni, con almeno 20 anni di anzianità contributiva effettiva ed un importo minimo di pensione alla decorrenza non inferiore a 2,8 volte l importo dell assegno sociale ovvero, in alternativa, dal 2013 in poi, 2,8 volte l importo dell assegno sociale al 2012 rivalutato sulla base della variazione media quinquennale del PIL nominale, calcolata dall ISTAT. Nel 2012 tale importo, considerando una perequazione provvisoria del 2,6%, è pari a 1.201,17 euro (418,12 x 2,6% = 428,99 x 2,8 = 1.201,17) Anzianità contributiva minima Per lavoratrici e lavoratori dipendenti addetti d attività usuranti con benefici pieni* Requisiti Dlgs 67/2011 originario Nuovi requisiti con modifiche DL 201 Età minima Quota Età minima Quota e 3 94 e 3 61 e 3 97 e e 3 94 e 3 61 e 3 97 e e 3 94 e 3 61 e 3 97 e e 7 94 e 7 61 e 7 97 e e 7 94 e 7 61 e 7 97 e e 7 94 e 7 61 e 7 97 e e e e e e e e e e 2 95 e 2 62 e 2 98 e e 2 95 e 2 62 e 2 98 e 2 Decorrenza 12 mesi dopo aver maturato i requisiti * NB: per i lavoratori turnisti che non svolgono lavoro notturno per almeno di 78 giornate l anno, bensì tra 72 e 77 giornate l anno e tra 64 e 71 giornate l anno i requisiti sono incrementati rispettivamente di 1 anno per l età anagrafica e 1 unità sulla quota e di 2 anni sull età anagrafica e di 2 unità sulla quota Per i lavoratori e le lavoratrici con primo accredito contributivo dal e importo minimo di pensione* pari a 2,8 volte l importo dell assegno sociale Aumento speranza di vita (mesi) Età anagrafica Età anagrafica con aumento Quota e 3 97 e e 3 97 e e 3 97 e e 7 97 e e 7 97 e e 7 97 e e e e e e 2 98 e 2 * NB: A partire dal 2013 sarà possibile scegliere tra l importo minimo misurato sull assegno sociale moltiplicato per 2,8 volte e rivalutato in base alla variazione media quinquennale del PIL oppure sull importo dell assegno sociale relativo all anno del pensionamento moltiplicato per 2,8 volte Speciale Pensioni - pag. 03

8 QUANDO ANDRÒ IN PENSIONE? Prospetti indicativi sull età di pensionamento con le nuove norme Nelle tabelle che seguono viene specificato l anno presunto di pensionamento di lavoratori e lavoratrici dipendenti che abbiano maturato i requisiti previsti dalla nuova normativa, siano essi riferiti alla pensione anticipata o alla pensione di vecchiaia. Nelle tabelle qui di seguito pubblicate l età di pensionamento viene determinata a seconda dell anno di nascita e dell età di inizio della propria attività lavorativa (e quindi dell età anagrafica in la/il lavoratrice/tore ha effettuato il primo versamento contributivo) ed include gli aumenti prevedibili dell aspettativa di vita, che potrebbero però variare rispetto alle previsioni attuali. Le tabelle infine prendono a riferimento il caso ideale di un lavoratore nato a gennaio, che abbia versato il primo contributo previdenziale nel mese di gennaio e che non presenti buchi contributivi durante la propria carriera lavorativa. Lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico Età anagrafica nell anno del primo versamento contributivo Anno di nascita * 2015* 2016* 2017* * 2015* 2016* 2017* * 2015* 2016* 2017* * 2015* 2016* 2017* * 2015* 2016* 2017* * 2016* 2017* * 2017* * Lavoratrici dipendenti del settore privato Età anagrafica nell anno del primo versamento contributivo Anno di nascita * 2014* 2015* * 2014* 2015* 2016* 2017* * 2014* 2015* 2016* 2017* * 2014* 2015* 2016* 2017* * 2014* 2015* 2016* 2017* * 2015* 2016* 2017* * 2016* 2017* * 2017* * Lavoratrici dipendenti del settore pubblico Età anagrafica nell anno del primo versamento contributivo Anno di nascita * 2014* 2015* 2016* 2017* * 2014* 2015* 2016* 2017* * 2014* 2015* 2016* 2017* * 2014* 2015* 2016* 2017* * 2014* 2015* 2016* 2017* * 2014* 2015* 2016* 2017* * 2015* 2016* 2017* * 2016* 2017* * 2017* * *senza penalizzazioni se trattasi di lavoratore del privato e con l anzianità contributiva di 42 anni che deriva da prestazione effettiva di lavoro, inclusi i periodi di astensione obbligatoria per maternità, obbligo di leva, infortunio, malattia e cassa integrazione ordinaria (disposizione in via di approvazione dal Parlamento) *senza penalizzazioni se trattasi di lavoratrice del privato e con l anzianità contributiva di 41 anni che deriva da prestazione effettiva di lavoro, inclusi i periodi di astensione obbligatoria per maternità, obbligo di leva, infortunio, malattia e cassa integrazione ordinaria (disposizione in via di approvazione dal Parlamento) *senza penalizzazioni se trattasi di lavoratrice del privato e con l anzianità contributiva di 41 anni che deriva da prestazione effettiva di lavoro, inclusi i periodi di astensione obbligatoria per maternità, obbligo di leva, infortunio, malattia e cassa integrazione ordinaria (disposizione in via di approvazione dal Parlamento) Speciale Pensioni - pag. 04

9 Conguaglio per perequazione 2011 Per le pensioni con decorrenza anteriore al 1 gennaio 2011, la mensilità in pagamento a gennaio 2012 comprendeva anche una voce a titolo di conguaglio per perequazione. L importo del conguaglio è pari a 13 volte la differenza tra l importo mensile adeguato nel 2011 sulla base dell aliquota provvisoria del 1,4% e quella definitiva pari all 1,6%. Per le pensioni integrate al minimo, il conguaglio sarà pari ad 11,96 [(468,35-467,43) X 13]; per le pensioni fino a tre volte il minimo, l importo del conguaglio lordo è pari ad euro 11,96 +( 0,2% della differenza fra 467,43 e l importo della pensione lorda percepita x 13). Per le pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo ( 1.402,29) l importo del conguaglio sarà pari a 35,88+ (0.18% della differenza fra 1.402,29 e 2.337,15) x 13. Per le pensioni superiori a cinque volte il minimo( 2.337,15) l importo del conguaglio sarà pari a 57,72 + ( 0,15% della differenza fra 2.337,15 e l importo della pensione lorda percepita x 13). Con la mensilità in pagamento dal mese di febbraio il valore lordo della pensione percepita nel corso del 2011 sarà quindi rivalutato di un importo pari al 0,2% per le pensioni di importo fino a tre volte il trattamento minimo. Tale importo sarà aumentato di una quota pari allo 0,18% (90% di 0.2%) della differenza fra l importo pari a tre volte il trattamento minimo e l importo pari a cinque volte il minimo. Per le pensioni superiori a cinque volte il trattamento minimo, in aggiunta alla rivalutazione determinata con i criteri precedenti, sarà corrisposto un importo pari allo 0.15% (75% di 0.2%) sulla differenza fra 2.337,15 ( cinque volte il trattamento minimo) e il valore mensile della pensione lorda percepita nel LE PENSIONI NEL 2012 Le pensioni da lavoro INTEGRAZIONE AL MINIMO Le pensioni liquidate col sistema retributivo o col sistema misto, in presenza di determinate condizioni di reddito, vengono integrate fino a concorrenza del trattamento minimo, quando il loro importo a calcolo è inferiore. Fanno eccezione le pensioni supplementari, attribuite a titolare di pensione in possesso di contribuzione accreditata in altra gestione non sufficiente a generare una pensione autonoma, che non possono essere integrate, e gli assegni di invalidità, che possono essere integrati ma entro determinati limiti. Le pensioni liquidate esclusivamente con il sistema contributivo non hanno l integrazione al minimo; tuttavia, in questi casi, ai titolari di pensione di importo inferiore al minimo è attribuibile una quota di assegno sociale a condizioni agevolate. Per le pensioni con decorrenza fino al 31 gennaio 1994 si considerano solo i redditi del titolare, anche se è coniugato. Per le pensioni che sono nate dopo quella data, prima si considerano i redditi del titolare in rapporto al limite individuale e poi, se il titolare è coniugato e non ha superato il limite individuale, si considera il totale dei redditi della coppia in relazione al limite coniugale. MAGGIORAZIONE SOCIALE I titolari di pensione di importo basso, sprovvisti di altri redditi, La pensione al minimo nel Importo età mensile annuo - 480, ,89 pensione al minimo con maggiorazione , , , , , ,61 70* 616, ,61 * per chi non ha diritto alla somma aggiuntiva Perequazione e aumento delle pensioni nel 2012 Per effetto della variazione dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati l aumento attribuito in via provvisoria alle pensioni nel 2012 sarà pari al 2,6%. Tuttavia, nel 2012 e nel 2013 i pensionati che percepiscono attualmente un reddito da pensione per un importo lordo mensile superiore complessivamente a tre volte il minimo (1.405,05) euro, per effetto del DL 201/2011 convertito in legge 214/2011, non avranno la perequazione automatica, con conseguente notevole perdita del potere di acquisto a causa dell iniquo provvedimento governativo. Quindi, nel caso in cui l importo da adeguare non superi il limite di 1.405,05 euro, la pensione (o la somma di esse) verrà aumentata regolarmente del 2,6%. In conseguenza di ciò, l importo del trattamento minimo nel 2012 sarà pari ad 480,53, con un aumento di 12,18 euro, mentre l aumento massimo che può essere attribuito ad una pensione nel 2012, sarà pari al triplo, cioè 36,54, come si può vedere dallo schema qui sotto. Nel caso in cui, invece, l importo da adeguare sia maggiore di 1.405,05 ma non di 1.441,59 (importo pari al predetto limite regolarmente perequato), l aumento attribuito per pe- anno Perequazione automatica della pensioni d imnporto fino a 3TM (art. 24, c 25, DL 201/2011 conv. L 214/2011) requazione sarà pari alla differenza tra 1.441,59 e l importo definitivo della pensione spettante nel Infine, nel caso in cui l importo da adeguare sia maggiore di 1.441,59 euro, la pensione verrà posta in pagamento (o le singole pensioni verranno poste in pagamento) nell importo definitivo spettante nel 2011, senza alcun aumento per perequazione (salvo corresponsione in unica soluzione del differenziale derivante dall applicazione della perequazione 2011 all 1,6% anziché all 1,4%). importo pensione Aliquota di importi massimi TM definitivo 2011 = 468,35 perequazione aumento pensione perequata 2012 da 1,00 a 1.405,05 2,6 36, ,59 entro il quale la pensione spetta in misura intera limite individuale hanno diritto ad una maggiorazione sociale, d importo crescente con l età. L incremento della maggiorazione spetta in misura minore a chi ha diritto alla somma aggiuntiva. Per verificare il diritto alla maggiorazione si prendono in considerazione tutti i redditi conseguiti dal pensionato e dal coniuge, sia assoggettabili all Irpef sia esenti, esclusi quello della casa di abitazione, la pensione di guerra, i trattamenti di famiglia, le indennità di accompagnamento e simili, con le stesse modalità previste per l integrazione al minimo. IMPORTO AGGIUNTIVO DELLE PENSIONI AL MINIMO Alle pensioni al minimo che non hanno diritto alla maggiorazione può spettare un importo aggiuntivo sulla 13 mensilità di 154,94 euro, a determinate condizioni di reddito, sia personale che cumulato con quello del coniuge. Si prendono misura intera dell importo aggiuntivo La pensione sociale nel 2012 Limiti di reddito per il diritto all integrazione limite coniugale (in aggiunta al limite individuale) L importo aggiuntivo nel 2012 (sulla tredicesima mensilità di pensione) Importo e condizioni per il diritto oltre anche uno solo dei quali la pensione non spetta limite coniugale (in aggiunta al limite limite individuale individuale) pensioni nate prima del , , pensioni nate nel , , , ,45 pensioni nate dopo il , , , ,56 in considerazione solo i redditi assoggettabili all Irpef, come per l integrazione al minimo. mensile annua (23.077) (11,92) 154,94 anno condizioni importi mensili importi annui 1) limite di importo della/delle pensioni - fino al quale l importo aggiuntivo spetta in misura intera 480, , oltre il quale l importo aggiuntivo non spetta 492, ,83 2) limite di reddito complessivo - limite individuale ,34 - limite coniugale (in aggiunta al limite individuale) ,67 Speciale Pensioni - pag. 05

10 SOMMA AGGIUNTIVA (LA QUATTORDICESIMA DEI PENSIONATI) Grazie all accordo sindacati Governo sul welfare, dal 2008 anche i pensionati hanno la loro quattordicesima. Si tratta per ora di una somma attribuita alle pensioni più basse, cioè a quelle che non superano l importo di una volta e mezza il minimo. L importo della somma è maggiore quanti più contributi sono stati versati e quanto maggiore è stato il loro importo. La quattordicesima non è soggetta a tasse e a sua volta non influisce sul reddito imponibile né sul diritto a prestazioni previdenziali o assistenziali. La quattordicesima spetta dal 64 anno di età se il reddito personale non supera il limite fissato. Si considerano tutti i redditi, assoggettabili o esenti dall Irpef, esclusi quello della casa di abitazione, gli arretrati di qualsiasi genere e i trattamenti di fine rapporto, la pensione di guerra, i trattamenti di famiglia, le indennità di accompagnamento e simili. Il reddito del coniuge non viene preso in considerazione. La somma aggiuntiva nel 2012 (quattordicesima mensilità di pensione) fascia di anzianità contributiva o di servizio per pensione diretta principale proveniente da: IMPORTO netto (in euro) - lavoro dipendente privato (in settimane) 1 fascia da 1 a ,00 2 fascia da 781 a ,00 3 fascia da in poi 504,00 - lavoro dipendente pubblico (in mesi) 1 fascia da 1 a ,00 2 fascia da 181 a ,00 3 fascia da 301 in poi 504,00 - lavoro autonomo (in mesi) 1 fascia da 1 a ,00 2 fascia da 217 a ,00 3 fascia da 337 in poi 504,00 La somma aggiuntiva nel 2012 (quattordicesima mensilità di pensione) limite di reddito per il Diritto limite personale annuo entro il quale la somma spetta in misura intera oltre il quale la somma non spetta 1 fascia 9.706,34 2 fascia 9.370, ,34 3 fascia 9.874,34 RIDUZIONE DELLA PENSIONE AI SUPERSTITI E DELL ASSEGNO DI INVALIDITÀ La pensione ai superstiti in pagamento ad una persona che possiede altri redditi può essere ridotta fino alla metà. I redditi che possono provocare la riduzione sono tutti quelli assoggettabili all Irpef, con esclusione del reddito della casa di abitazione, dei trattamenti di fine rapporto, delle competenze arretrate sottoposte a tassazione separata e dell importo della stessa pensione ai superstiti nonché quello di altre pensioni ai superstiti di cui sia eventualmente titolare il soggetto. Riduzione dell importo della pensione ai superstiti in presenza di altri redditi ammontare dei redditi diversi da pensione ai superstiti percentuale di riduzione della pensione Nessuna fino a ,67 (TM x 39) da ,68 a ,56 (TM x 52) 25 % da ,57 a ,45 (TM x 65) 40 % da ,46 in poi 50 % Anche l assegno d invalidità può essere ridotto fino alla metà, in presenza di reddito da lavoro, dipendente o autonomo. Riduzione dell importo dell assegno d invalidità in presenza di redditi da lavoro 2012 percentuale di ammontare dei redditi da lavoro riduzione dell assegno fino a ,56 (TM x 52) Nessuna da ,57 a ,45 (TM x 65) 25 % da ,46 in poi 50 % I TRATTAMENTI SOCIALI La pensione sociale nel 2012 Limiti di reddito per il diritto Pensione sociale Per il diritto alla pensione sociale si considerano i redditi assoggettabili all Irpef, esclusi quello della casa di abitazione e delle indennità temporanee sostitutive della retribuzione (malattia, disoccupazione e simili); tuttavia, nel solo reddito personale, l INPS considera anche la pensione di guerra, la rendita Inail e tutte le rendite o prestazioni economiche previdenziali o assistenziali con carattere di continuità. In particolari condizioni di reddito alla pensione sociale può aggiungersi un aumento di importo variabile a seconda dell età. entro il quale la pensione spetta in misura intera limite individuale limite coniugale (in aggiunta al limite individuale) La pensione sociale nel 2012 IMPORTO età mensile annuo da , ,02 pensione sociale con aumento , ,61 oltre anche uno solo dei quali la pensione non spetta limite coniugale (in aggiunta al limite limite individuale individuale) , , ,08 Assegno sociale L assegno sociale è un sussidio economico fornito dallo Stato ai cittadini anziani che non hanno redditi, residenti in Italia e con un anzianità di residenza continuativa, in Italia o in altro Paese dell Unione europea, di almeno 10 anni. In presenza di redditi, l assegno sociale viene corrisposto in misura parziale fino a concorrenza del limite coniugale, se l anziano è sposato; fino a concorrenza del limite individuale, se l anziano è solo. Si considerano tutti i redditi, di qualsiasi natura (compresi quelli esenti da imposta) al netto dell imposizione fiscale, escluso quello della casa di abitazione, i trattamenti di famiglia, le indennità di accompagnamento e 1/3 della la pensione liquidata col sistema contributivo. In particolari condizioni di reddito all assegno sociale può aggiungersi una maggiorazione di importo variabile in base all età. L assegno sociale nel 2012 Limiti di reddito per il diritto entro il quale la pensione spetta in misura intera limite individuale per i non coniugati oltre il quale l assegno non spetta limite coniugale per i coniugati oltre il quale l assegno non spetta 5.577, ,00 L assegno sociale nel 2012 IMPORTO età mensile annuo , ,00 assegno sociale con maggiorazione , , , ,61 Speciale Pensioni - pag. 06

11 I trattamenti economici per gli invalidi civili, ciechi e sordomuti Pensione di inabilità, assegno di assistenza, pensione non reversibile I mutilati e gli invalidi, i ciechi e i sordomuti (esclusi quelli che hanno diritto a pensioni di guerra o per causa di lavoro) possono ottenere un sussidio dallo Stato. Riceve il sussidio chi non supera un determinato limite di reddito personale: il reddito del coniuge non viene preso in considerazione. Si prendono in considerazione soltanto i redditi assoggettabili all Irpef. A 65 anni, il sussidio ai sordomuti e agli invalidi civili (totali e parziali) cessa di essere corrisposto ed in suo luogo viene liquidato un trattamento di importo maggiore, alle stesse condizioni di reddito, denominato assegno sociale sostitutivo. In particolari condizioni di reddito, sia i trattamenti per invalidità civile che i trattamenti sostitutivi possono essere aumentati con una maggiorazione di importo variabile in base all età. L incremento della maggiorazione spetta a 60 anni ai sordomuti, agli invalidi totali e ai ciechi assoluti e a 70 anni agli invalidi parziali e ai ciechi parziali. Indennità di accompagnamento e simili Per le persone che presentano caratteristiche di invalidità totale, che siano o non siano titolari delle pensioni o degli assegni mensili di cui sopra, sono previste anche provvidenze economiche chiamate indennità. Queste indennità sono state istituite come partecipazione della collettività alle spese di persone che non possono camminare o che per compiere gli atti quotidiani della vita hanno bisogno di assistenza continua o di particolari supporti. Sono corrisposte per 12 mesi all anno e non sono condizionate dal reddito del disabile. A loro volta, queste indennità non costituiscono reddito influente sul diritto e la misura di altre prestazioni previdenziali o assistenziali. La indennità nel 2012 IMPORTO mensile annuo di accompagnamento (invalidi civili totali) 492, ,64 di accompagnamento (ciechi assoluti) 827, ,60 speciale (ciechi parziali ventesimisti ) 193, ,08 di comunicazione (sordomuti) 245, ,56 La pensioni agli invalidi totali e sordomuti nel 2012 e il trattamento sostitutivo IMPORTO LIMITE di REDDITO età mensile annuo limite individuale , , , , , ,22 con maggiorazione , , , ,61 La pensione non reversibile per i ciechi assoluti nel 2012 IMPORTO LIMITE di REDDITO età mensile annuo limite individuale , , ,22 con maggiorazione , , , ,61 La pensioni agli invalidi parziali nel 2012 e il trattamento sostitutivo IMPORTO LIMITE di REDDITO età mensile annuo limite individuale , , , , , ,00 con maggiorazione , , , ,96 LABORFONDS Risultati di gestione 2011 di Laborfonds: Rendimenti positivi per le linee prudenti e perdite contenute per le linee con maggiore esposizione azionaria Adesioni con trend positivo Risultati soddisfacenti per gli oltre aderenti al fondo Laborfonds: grazie alla prudente filosofia di gestione il fondo riesce a proteggere il capitale dei propri iscritti anche in anni in cui i mercati finanziari subiscono i colpi più significativi e non perde di vista l obiettivo di poter garantire ai propri aderenti una pensione complementare ad integrazione di quella erogata dal sistema pubblico. Rispetto al benchmark di riferimento anche per il 2011, come in altri anni particolarmente difficili, il fondo pensione ha saputo conseguire risultati complessivamente migliori rispetto a quelli del mercato. (malattia, disoccupazione e simili); tuttavia, nel solo reddito personale, l INPS considera anche la pensione di guerra, la rendita Inail e tutte le rendite o prestazioni economiche previdenziali o assistenziali con carattere di continuità. In particolari condizioni di reddito alla pensione sociale può aggiungersi un aumento di importo variabile a seconda dell età. NOTA SULLA GESTIONE FINANZIARIA: L investimento in un fondo pensione complementare ha finalità pensionistiche ed è quindi generalmente di lunga durata. Laborfonds è un fondo pensione multicomparto con quattro linee di investimento che si differenziano per diverso profilo di rischio/rendimento ed orizzonte temporale d investimento. L offerta si sviluppa da un comparto che offre la garanzia di restituzione del capitale ed un rendimento minimo del 2% (comparto garantito), ad un comparto prudente etico (massimo 25% azioni e particolare attenzione agli aspetti etici e di respon- sabilità sociale), ad uno bilanciato (massimo 40% azioni), fino ad arrivare ad un comparto dinamico (massimo 60% azioni). Le risorse finanziarie sono investite in strumenti finanziari sulla base della politica di investimento definita per ciascuna linea di investimento e producono nel tempo un rendimento variabile in funzione degli andamenti dei mercati e delle scelte di gestione. Ogni aderente ha la facoltà di variare la linea di investimento, rispettando il periodo minimo di permanenza di un anno nella linea prescelta. Speciale Pensioni - pag. 07

12 LABORFONDS A differenza della situazione di stallo delle adesioni a livello nazionale, Laborfonds continua a raccogliere anche nel 2011 nuovi iscritti, avvicinandosi ad un tasso di adesione pari a quasi il 50% del bacino di potenziali aderenti (rispetto ad un tasso del 20% a livello nazionale!). Laborfonds è quindi il quarto fondo pensione in Italia per numero di aderenti. Andamento adesioni Accanto al raggiungimento di rendimenti adeguati l adesione a Laborfonds si conferma essere una scelta giusta per i seguenti importanti motivi: + maggiore sicurezza economica per la vecchiaia + contributo del datore di lavoro + vantaggi fiscali + bassi costi di gestione + gestione finanziaria professionale delle contribuzioni + sicurezza garantita dalla vigilanza di autority pubbliche + servizi gratuiti da parte di PensPlan + interventi e garanzie da parte della Regione in situazioni di difficoltà + una grande comunità con oltre aderenti Nota: nel 2011 sono usciti dal Fondo per pensionamento, riscatto o trasferimento aderenti. La pensione complementare: una scelta per il futuro anche dei tuoi familiari! Il fondo pensione Laborfonds accoglie l adesione non solo dei lavoratori dipendenti operanti sul territorio della Regione, ma anche dei loro soggetti fiscalmente a carico. In quest ambito il fondo pensione può rappresentare una valida alternativa ai cosiddetti libretti di risparmio o altre forme d investimento destinate per esempio ai figli, con il duplice vantaggio, da un lato di tipo previdenziale dall altro di tipo fiscale, unico strumento che permette la deducibilità dei versamenti. Giorgio Valzolgher Direttore Generale Laborfonds IN COLLABORAZIONE CON INCA CGIL Ala Via C. Battisti, 4 Tel INCA CGIL Borgo Valsugana Via per Telve, 2/B Tel INCA CGIL Cavalese Via Pasquai, 20 Tel INCA CGIL Malè Piazza Regina Elena Tel INCA CGIL Riva del Garda Loc. San Tomaso, 4 Tel INCA CGIL Rovereto Via Maioliche, 57/H Tel INCA CGIL Storo Via Roma, 41/B Tel INCA CGIL Tione Via Roma, 17/A Tel INCA CGIL Trento Via Muredei, 8 Tel INCA CGIL Trento (centro) Via Roma, 35 Tel Hai già pensato alla tua pensione? Con la previdenza complementare potrai garantirti una vecchiaia migliore. Coltiva il tuo domani, giorno per giorno. Saremo lieti di aiutarti e di dedicarti tutto il nostro tempo per la costituzione del tuo piano previdenziale personale! Vieni in un punto Infopoint PensPlan! Ti offriamo un servizio informativo professionale e completo per fare il punto sulla tua posizione previdenziale, a pochi passi da casa tua. APPROFITTA DI QUESTA OPPORTUNITÀ! Speciale Pensioni - pag. 08

13 >> L Italia sono anch io > di Assou El Barji, (responsabile ufficio lavoratori stranieri CGIL del Trentino) La Cgil e molte altre realtà dell associazionismo e del terzo settore sostengono la raccolta di firme per due leggi di iniziativa popolare L immigrazione, più di ogni altro fenomeno della moderna globalizzazione, mette alla prova stati e governi. Potremmo definirlo un misuratore della qualità delle nostre democrazie, del modello di società. Oggi in Italia ed in Europa prevale l atteggiamento difensivo con la motivazione che occorre cogliere il sentire diffuso nell opinione pubblica di angoscia e insicurezza. L immigrazione diventa così una sorta di scarico a terra di tensioni e malcontenti che in realtà hanno origine da una incapacità di governi europei di dare risposte credibili ai veri e grandi problemi che riguardano il modello di sviluppo economico, il modello di stato sociale, le politiche di distribuzione del reddito e di protezione e coesione sociale. Anche il nostro paese stenta a riconoscere il suo nuovo volto multietnico rappresentato ormai da ben 5 milioni di persone (pari all 8% della popolazione), di cui minori ( nati in Italia). Una popolazione relativamente giovane della quale una buona parte è composta da bambini e ragazzi nati o cresciuti nel nostro Paese, che nonostante siano nati in Italia e magari frequentino regolarmente la scuola per la legge italiana rimangono stranieri, in quanto figli di stranieri e possono accedere alla cittadinanza con modalità quanto mai ristrette, possono sperare di ottenere la cittadinanza solo al raggiungimento della maggiore età, facendone apposita richiesta e solo a patto che abbiano risieduto legalmente e senza interruzione sul suolo italiano, dopo un lungo percorso burocratico (che dura diversi anni) e fitto di ostacoli e che, spesso, si conclude con un nulla di fatto. Le conseguenze di tale situazione sono disuguaglianze ed ingiustizie che, impedendo una piena integrazione, disattendono il dettato costituzionale che all articolo 3 stabilisce il fondamentale principio di uguaglianza, ed impegna al contempo lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il suo raggiungimento. Di fatto questi nuovi italiani sono costretti a vivere in una condizione di totale marginalità al pare dei loro genitori, ma a differenza di loro, la vivono con più sofferenza, in quanto non si sentono affatto stranieri. Il minore nato in Italia da genitori migranti è titolare di un permesso di soggiorno temporaneo che viene rinnovato insieme a quello del capo famiglia, e segue il destino di questo ultimo, in ragione di questo il permesso di soggiorno lo fa percepire come temporaneo, insicuro e precario rispetto ai suoi coetanei italiani. Condizioni marginali quindi come chi, pur soggiornando regolarmente da anni nel nostro paese e contribuendo fattivamente alla sua crescita e al suo sviluppo (versando tasse e contributi previdenziali), continua ad essere privo di uno dei diritti fondamentali, la partecipazione democratica attraverso l esercizio del voto nelle elezioni amministrative. Per cambiare questa logica perversa, discriminante ed escludente, è stata lanciata una campagna di raccolte firme a livello nazionale, promossa da 19 organizzazioni della società civile. Si chiama L Italia sono anch io ed è partita nel mese di settembre, avviando una raccolta a sostegno di due proposte di legge di iniziativa popolare: una proposta di riforma della legge sulla cittadinanza e una proposta di legge per il diritto di voto alle amministrative. Il tutto accompagnato da un azione di sensibilizzazione quanto più ampia e capillare possibile. Anche in Trentino si è creato un comitato provinciale per la raccolta delle firme,con la partecipazione di diverse realtà associative. Vi invitiamo a sottoscrivere le due proposte di legge, per avere ulteriore informazione su dove e quando si fa la raccolta delle firme potete contattare l ufficio immigrazione della CGIL. PULLMAN GARANTITO DAL TRENTINO!: PROGRAMMA TURISTICO 2012 SOGGIORNI VARI A ISCHIA: OGNI DOMENICA 8 e 15 giorni! VIAGGIO IN DALMAZIA E MEDUGORJE PASQUA IN CROCIERA: GRECIA, TURCHIA E CROAZIA PASQUA A SHARM: EDEN VILLAGE SHARM CLUB PASQUA A DJERBA: EDEN VILLAGE DJERBA MARE PASQUA IN DALMAZIA E MEDUGORJE PULLMAN gennaio/dicembre da 325,00 PULLMAN 16/03 21/03/12 da 450,00 NAVE 31/03 07/04/12 690,00 AEREO 01/04 08/04/12 870,00 AEREO 02/04 09/04/12 525,00 PULLMAN 06/04 09/04/12 450,00 PASQUA IN CROAZIA PULLMAN 06/04 09/04/12 340,00 CAPITALI BALTICHE: VILNIUS, RIGA E TALLINN SOGG. CANARIE / FUERTEVENTURA: VERACLUB TINDAYA AEREO 19/04 22/04/12 859,00 AEREO 23/04 30/04/12 810,00 TOUR ANDALUSIA INSOLITA AEREO 29/04 06/05/12 900,00 SOGG. A MALTA / ST. JULIAN S: HOTEL ARGENTO AEREO 05/05 10/05/12 860,00 GRAN TOUR DELL ARMENIA AEREO 11/05 18/05/ ,00 SOGG. EGITTO/MARSA MATROUH: VERACLUB JAZ ORIENTAL SOGGIORNI di 15 GIORNI A BELLARIA, CESENATICO, RIMINI, MISANO, CATTOLICA, PESARO, SENIGALLIA, ALBA ADRIATICA AEREO 22/05 29/05/12 790,00 PULLMAN da GIUGNO a SETTEMBRE da 635,00 a 995,00 SOGG. EGITTO/MARSA ALAM: EDEN VILLAGE HABIBA BEACH SOGG. PUGLIA/MARINA DI UGENTO: LA GIURLITA SOGG. EGITTO/SHARM: EDEN VILLAGE TAMRA SOGG. CALABRIA/ CLUB RESORT ITACA NAUSICAA SOGG. CANARIE/FUERTEVENTURA: SUNRISE COSTA CALMA RESORT SOGG. DJERBA/EDEN VILLAGE DJERBA MARE 2 settimane SOGG. GRECIA/KOS: SETTEMARI CLUB AEREO 03/06 17/06/ ,00 PULLMAN 17/06 01/07/12 920,00 AEREO 17/06 01/07/ ,00 AEREO 17/06 01/07/12 960,00 AEREO 18/06 02/07/ ,00 AEREO 18 e 25/6, 2 e 16/7 da 1.030,00 AEREO 24/06 08/07/ ,00 CAPO VERDE / ISOLA DI SAL AEREO 12 26/07/ ,00 GRAN TOUR MAGICO NORD PULLMAN 15/07 27/07/ ,00 SOGG. SANTO DOMINGO/ BAYAHIBE: VIVA DOMINICUS AEREO 23/07 08/08/ ,00 GRAN TOUR DEL PERU / 19 GIORNI AEREO 24/07 11/08/ ,00 SOGG. GRECIA/PAROS: SETTEMARI CLUB LUNGO LA VIA DEGLI ZAR da Mosca a San Pietroburgo in navigazione AEREO 01 15/ ,00 AEREO + NAVE 31/07 11/08/12 da 1.940,00 VIAGGIO IN OLANDA E BELGIO PULLMAN 12/08 18/08/12 790,00 GRAN TOUR MESSICO E MARE AEREO 10 24/11/ ,00 E MOLTO ALTRO: SARDEGNA 16-30/6; FORMENTERA 24/6-8/7; MINORCA 17/6-1/7, 24/6-8/7, 1-15/7 e 8-22/7; SICILIA 24/6-8/7; PUGLIA/OSTUNI 24/6-8/7; TURCHIA 25/6-9/; IBIZA 1-15/07; MARSA ALAM 24/6-8/7 e 8-22/7; MAHDIA 25/6-9/7; MSC MELODY 27/6-8/7; SICILIA 1-15/7; MAIORCA 1-15/7 e 15-29/7; GRECIA/ MYKONOS 1-15/7; TABARKA 2-16/7; 20/8-3/9; GRECIA/ RODI 8-22/7; CALABRIA/ SIBA- RI 8-22/7; CALABRIA 8-22/7; FUERTEVENTURA 9-23/7; GRE- CIA/CRETA 14-28/7; GRECIA/ KARPATHOS 14-28/7 e 8-22/9; PUGLIA/MARINA DI OSTUNI 15-29/7; MESSICO 16-31/7; TURCHIA/ANTALYA 8-22/10; ZANZIBAR 9-24/10; TOUR COR- NOVAGLIA E LONDRA 10-18/06: TURCHIA/BELEK 18-25/06 e 02-16/07; GRECIA/RODI 18/06-02/07; GRAN TOUR TURCHIA 29/07-10/08; TABA, PETRA, WADI RUM 12-18/08. Informazioni e prenotazioni presso: ROVERETO : E.T.L.I. - TN Corso Rosmini, 82 tel dal LUNEDÌ al VENERDÌ: orario continuato SABATO: RIVA: RIVAMONDOVIAGGI Viale Trento, 5 tel dal LUNEDÌ al VENERDÌ: / SABATO: TRENTO : E.T.L.I. - TN Via Muredei, 8/1 (sede CGIL) tel dal LUNEDÌ al VENERDÌ: BORGO VALSUGANA : E.T.L.I. - TN P.zza Martiri della Resistenza, 7 tel LUNEDÌ/MARTEDÌ/GIOVEDÌ/VENERDÌ: / MERCOLEDÌ: ALA: E.T.L.I. - TN Via Nuova, 62 tel Per gli iscritti alla CGIL: 1) VIAGGI DI NOSTRA ORGA- NIZZAZIONE: sconto dell 1% con un minimo di 10,00 e un massimo di 30,00 2) VIAGGI DA CATALOGO: sconto del 3% 3) BIGLIETTERIE: nessuna spese di prenotazione 4) VOLI LOW COST: spese 5,50, anziché 11,00 > campagne < attività sindacale 13

14 >> Non autosufficienza, la scommessa è l integrazione socio-sanitaria > di Claudia Loro, (segretaria confederale Cgil del Trentino) Aumentano le risorse per la sanità e la Provincia vara gli assegni di cura. Per la Cgil del Trentino vanno potenziati gli interventi domiciliari e qualificati i servizi offerti. Il tema della non autosufficienza è un emergenza anche per il Trentino. Le persone dichiarate non autosufficienti sono quasi Di queste percepiscono l indennità di accompagnamento (indennità statale di Euro 487). Circa 600 persone percepiscono l assegno di cura (assegno provinciale di 550 Euro medi al mese). I posti letto nelle rsa sono 4.400, con una percentuale tra le più alte in Italia ed un costo annuo complessivo di 130 milioni di euro per il bilancio della Provincia. I posti letto sono insufficienti a coprire la domanda, tanto che nel 2010 erano oltre mille le richieste di soggiorno in casa di riposo in attesa di accoglimento. Ma il vero problema è rappresentato dalle oltre persone non autosufficienti che sono a domicilio, e che chiedono un potenziamento ed una qualità dei servizi domiciliari. La scelta della domiciliarità (se di scelta si tratta) è una giusta per la persona non autosufficiente, ma spesso le famiglie si trovano sole, a dover capire cosa fare e a chi rivolgersi. In molti casi, utilizzano le eventuali indennità per pagare, magari in modo irregolare, la remunerazione delle badanti, senza alcun controllo da parte dell ente pubblico, sul rispetto di standard minimi di qualità dell assistenza erogata. Il bilancio della Provincia autonoma di Trento, nonostante l attuale ridotta disponibilità finanziaria, causata dal patto di stabilità e dalle ulteriori richieste del governo Monti, ha visto l incremento della spesa sanitaria, che sale a quota milioni di Euro (pari al 26,6% di tutto il Bilancio), con risorse economiche aggiuntive, nel 2012, di 5 milioni di Euro, destinate alla non autosufficienza. Lo stanziamento di risorse per gli interventi a favore delle persone non autosufficienti è sicuramente un punto qualificante il bilancio di previsione 2012, come positiva, nella manovra finanziaria approvata dal Consiglio provinciale prima di Natale, è la volontà di ampliare la platea dei beneficiari dell assegno di cura, e la sua entità. La legge finanziaria provinciale del 2012, all art. 27, comma3, per garantire l assistenza nel proprio domicilio delle persone che si trovano in uno stato di non autosufficienza istituisce un assegno di cura consistente di norma in buoni di servizio per l acquisizione di prestazioni di assistenza domiciliare e servizi semiresidenziali erogati da strutture e soggetti accre- ditati o, nei casi stabiliti dalla Giunta provinciale, nell erogazione di una somma di denaro relativa all attività svolta debitamente documentata. Tuttavia, rispondere, adeguatamente, a quelle persone non autosufficienti che si trovano a domicilio, e alle loro famiglie (spesso le donne su cui grava la difficile conciliazione tra l attività lavorativa e il lavoro di cura) richiede anche un potenziamento degli interventi domiciliari, sanitari e assistenziali, che sappia offrire una organizzazione di riferimento, per le necessità di assistenza e di cura capace di rispondere ad un bisogno continuativo della persona non autosufficiente, o di coprire momenti di bisogno temporanei ed improvvisi. Inoltre, un utenza sempre più complessa (aumento costante della disabilità di tipo cognitivo, a fianco di deficit fisici) richiede di integrare sempre più i servizi sociali e quelli sanitari, un integrazione da realizzare in capo alle persone e ai loro bisogni. Oggi il servizio assistenza domiciliare e l assistenza domiciliare integrata i due servizi domiciliari per eccellenza, funzionano ancora quasi sempre come binari paralleli. È l integrazione Fondi sanitari, il confronto Riparte il confronto sul fondo sanitario territoriale. Nei giorni scorsi l assessorato provinciale alla salute ha presentato un progetto. Per la Cgil del Trentino i fondi contrattuali devono prevedere prestazioni sanitarie integrative (per esempio non autosufficienza e cure dentarie) destinate ai lavoratori e alle lavoratrici che aderiscono contrattualmente alla sanità integrativa. Rimane aperto il problema di assicurare queste stesse prestazioni alle categorie deboli o senza contratto. socio-sanitaria, infatti, la vera sfida che anche la nuova legge provinciale sulla tutela della salute pone come prioritaria, e che richiede una capacità di programmazione comune tra distretti sanitari e comunità di valle, non ancora sufficientemente visibile. Serve, poi, una qualificazione degli operatori pubblici e dei soggetti accreditati, erogatori di tali servizi, per garantire un livello di assistenza e di cura di qualità. A tal proposito, la crescita pervasiva del lavoro privato di cura, impone al sistema pubblico un governo di sistema, garantendo la qualificazione, la formazione, il sostegno di azioni di tutoraggio delle assistenti familiari, richiedendo l accreditamento delle loro competenze, attivando l albo delle badanti, così come previsto dalla LP 13. del Altro argomento presente in finanziaria è quello della compartecipazione da parte degli utenti alla spesa socio-sanitaria, legata alla valutazione della gravità della non autosufficienza e della situazione economico-patrimoniale del beneficiario e del suo nucleo familiare, rispetto in particolare alle tariffe rsa che attualmente si differenziano tra le varie case di riposo. Dunque l applicazione dell Icef può rispondere ad un principio di equità se applicata alla retta alberghiera, ragionando, sulla base di accurate simulazioni, su soglie di reddito esenti, ma sarebbe pericoloso e non governabile pensare ad una compartecipazione sulla parte sanitaria della retta. 5, 6 e 7 marzo. Vota la tua rsu Elezioni dei delegati sindacali all Apss, enti statali e parastatali. La Fp Cgil presente in ogni ente. Il 5, 6 e 7 marzo prossimo urne aperte per tutti i dipendenti dell Azienda sanitaria trentina, degli enti statali, parastatali, delle agenzie fiscali e delle autorità di bacino nella nostra provincia per l elezione delle rsu. Sarà un grande momento di democrazia sindacale nel quale tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori di questi comparti sono chiamati a scegliere da chi farsi rappresentare. Saranno giornate importanti anche perché dalla partecipazione al voto si potrà capire quanta forza avranno i sindacati nel tentativo di riconquistare il rinnovo del contratto di lavoro bloccato ormai da due anni. Il voto di ognuno è fondamentale per continuare a rivendicare il legame indissolubile tra rappresentanza e contrattazione, zione. Equità, crescita, salari, tutele e diritti devono tornare a essere temi di buon senso, agiti con buon senso. Il ruolo della rappresentanza diventa determinante quindi per rilanciare la piattaforma della Cgil. In questa idea di partecipazione e contrattazione c è il senso del voto per le rsu, della loro funzione, della democrazia. Votare è un diritto, ma è anche un dovere per sé e per tutti. Lo è a maggior ragione per chi crede, come la Cgil, nel lavoro pubblico e nel welfare come fattori di sviluppo. La Fp Cgil del Trentino presenta proprie liste e candidati in ciascun ente. È quindi fondamentale sostenere i candidati espressione della Fp Cgil per rafforzarne il peso sindacale e contrattuale, sia a livello nazionale che a livello provinciale. L impegno della Fp Cgil è e resta quello di riconquistare prima possibile il rinnovo del contratto nazionale di lavoro per tutti i settori pubblici. Il 5, 6 e 7 marzo il voto delle lavoratrici e dei lavoratori è forse decisivo anche per questo. Incentivi ai dipendenti pubblici in dirittura d arrivo Già sottoscritto l accordo per la distribuzione delle risorse del Foreg agli addetti delle autonomie locali. Prime intese su sanità e scuola in Trentino. È stata siglata lo scorso 29 dicembre l intesa sulla distribuzione delle risorse del Foreg, il fondo per la riorganizzazione e l efficienza gestionale, che garantirà aumenti contrattuali legati al salario accessorio di tutti i dipendenti pubblici in Trentino cui si applica il contratto provinciale delle autonomie locali. Oltre a fissare precisi impegni a tra rappresentanza e condizioni materiali delle lavoratrici e dei lavoratori. La contrattazione e il contratto sono necessari per difendere la qualità e l organizzazione dei servizi, per garantire professionalità e diritti. Proprio da qui la Cgil intende ripartire per affrontare la riforma delle amministrazioni pubbliche: lasciarla ad altri significherebbe riduzione dei servizi, delle retribuzioni, dell occupadifesa della contrattazione di secondo livello, l accordo stabilisce che per il 2011 i dipendenti di Provincia, comuni, comunità di valle e case di riposo, percepiranno in media al livello C, circa 450 euro in più rispetto ai premi annuali normalmente corrisposti sotto la voce di retribuzione variabile. All intesa, che è stata approvata dalle assemblee dei lavoratori convocate dalla Fp Cgil del Trentino all inizio di gennaio, faranno seguito analoghi accordi per quanto riguarda gli addetti dei comparti sanità e scuola. A questo proposito a febbraio di quest anno sono stati sottoscritti specifici protocolli d intesa tra Fp Cgil e Flc Cgil, insieme agli altri sindacati di categoria, e gli assessori provinciali competenti. Infine, uno sguardo alle risorse messe a disposizione dalla Provincia per il Foreg nel biennio Complessivamente sono 50 milioni di euro. Poco più di 21 milioni di euro sono destinati ai lavoratori dipendenti delle autonomie locali (4,5 milioni di euro per i lavoratori delle rsa, 8,7 milioni per quelli di comuni e comunità di valle, 7,8 milioni per quelli di enti strumentali, Provincia ed enti di ricerca), quasi 20 milioni saranno distribuiti tra gli addetti del sistema scolastico trentino (16,4 milioni al personale docente e non docente della scuola, 2 milioni a quello delle scuole dell infanzia, 1,2 milioni a quello della formazione professionale), mentre i rimanenti 9 milioni di euro saranno a beneficio degli addetti della sanità. 14 attività sindacale > funzione pubblica <

15 >> Edilizia, ancora nel tunnel > di Maurizio Zabbeni (segretario generale della Fillea Cgil del Trentino) Permane la crisi del settore nonostante gli investimenti di piazza Dante. La Fillea in trattativa per il rinnovo dei contratto provinciale. Proposto un patto a Cisl e Uil La crisi che sta attanagliando il sistema Italia nel suo complesso colpisce in modo particolare il settore edile. A livello nazionale dall inizio della crisi intorno alla seconda metà del 2008, si sono persi posti di lavoro. Le parti sociali hanno provato ad indicare alcune soluzioni, a livello nazionale, attraverso gli Stati Generali, i protocolli d intesa su legalità e regolarità e gli avvisi comuni sulla congruità del costo del lavoro nelle varie opere. Lo stesso rinnovo del contratto nazionale del 2010 ha dato risposte concrete al sistema, cercando di individuare azioni mirate alla qualificazione dell impresa e della professionalità delle maestranze, nella convinzione che regolarità e legalità siano precondizioni indispensabili ad una nuova stagione di sviluppo. Purtroppo tutti questi sforzi non hanno trovato corrispondenza da parte dello Stato, che non investe adeguatamente nelle opere infrastrutturali e, attraverso il patto di stabilità, impedisce, anche agli enti locali che potrebbero, di spendere le risorse necessarie per le opere immediatamente cantierabili. A livello provinciale nello stesso periodo si sono bruciati circa posti di lavoro, pari al 14%. Oggi risulta che il 22% degli iscritti in mobilità provengono dal settore edile. Se le manovre finanziarie provinciali hanno investito ingenti risorse nelle opere immediatamente cantierabili, scongiurando il tracollo del settore edile, ora l allarme è rivolto alla cassa integrazione, ordinaria e straordinaria, esplosa nel settore edile nel corso del 2011 e a rischio esaurimento nel corso di quest anno. Gli organi di informazione non smettono di portare prove tangibili del livello di stress che colpisce il settore degli immobili provocato dall intreccio perverso tra stretta all accesso al credito per le imprese, crisi di liquidità delle famiglie sempre più insolventi rispetto ai mutui accesi, crisi del mercato immobiliare e illiquidità crescente delle imprese. E un circuito perverso e pericoloso che permea la catena dei subappalti fino alla mancata corresponsione delle retribuzioni ai lavoratori. Ciononostante la nostra Provincia autonoma possa contare su almeno tre peculiarità che fanno del sistema trentino un sistema maggiormente virtuoso rispetto al sistema Italia: disponibilità finanziaria, unità sindacale e coesione sociale sostenuta da una classe politica sensibile alle ricadute sociali delle proprie azioni. Questo quadro di riferimento politicosindacale provinciale, ci ha permesso di salvaguardare il sistema edile come in nessun altro luogo in Italia. La provincia ha storicamente investito nelle opere edili il 20% in più di quanto non sia accaduto a livello nazionale, permettendo al settore provinciale di arrivare ai record occupazionali del Come confermato anche dalla finanziaria provinciale per il 2012, da piazza Dante arriveranno forti incentivi per le ristrutturazioni energeticamente sostenibili (45 milioni di euro già stanziati) e per la realizzazione di abitazioni da mettere sul mercato a canoni di affitto moderato. Per ultimo va ricordato il piano scuola per il recupero energetico degli edifici scolastici. Il tema oggi non è più solo quello delle risorse da investire, ma anche della qualità della spesa. La distorsione creata al mercato edile dagli ingenti investimenti pubblici e privati, sostenuti con contributi comunque pubblici, ha di fatto creato un mercato della casa drogato, che ha prodotto il proliferare di piccole e piccolissime aziende, spesso anche ex dipendenti, ma non ha qualificato l impresa stessa. In Trentino, da un lato, le parti stanno lavorando attorno al sistema di aggiudicazione degli appalti, prevedendo il superamento dei massimi ribassi e della media aritmetica in favore dell offerta economicamente più vantaggiosa e dello scorporo del costo del lavoro come percentuale non più ribassabile di un appalto, e dall altro al sistema di controllo e monitoraggio della fase realizzativa, attraverso la costituzione di un osservatorio di settore. Serve cambiare completamente il sistema delle costruzioni trentino, per creare le condizioni affinché nascano imprese all altezza di una competizione anche extra provinciale ed in grado di aggiudicarsi le grandi opere che la Provincia intendesse realizzare. In questo quadro la FILLEA-CGIL del Trentino è impegnata nel rinnovo del contratto integrativo provinciale, scaduto alla fine del 2010, trattativa che vede la controparte datoriale intenzionata a procrastinare nel tempo il rinnovo, nascondendosi dietro la crisi del settore. Non è accettabile il mancato rinnovo dell integrativo, alla luce del fatto che gli aumenti di costo sarebbero comunque legati all effettivo svolgimento delle attività all interno dei cantieri, con la novità di un premio di produzione realmente variabile, collegato ad indicatori oggettivi e misurabili. Questo rinnovo contrattuale, in coerenza con l accordo su contrattazione e rappresentanza tra CGIL CISL e UIL del 28 giugno 2011, ha dato lo spunto alla FILLEA-CGIL del Trentino per proporre a CISL e UIL provinciali un patto su contrattazione, democrazia e rappresentanza. La proposta di accordo prevede percorsi di democrazia, certificazione e validazione dei contratti, territoriali, nel caso dell edilizia, del porfido e del legno e lapideo artigianato, ed aziendali, nel caso del legno industria e del cemento. Un accordo che permetta il più ampio coinvolgimento democratico di lavoratrici e lavoratori, la certificazione della rappresentatività, accanto all agibilità ed all esigibilità della contrattazione. > continua dalla prima pagina Editoriale CHI SALVERÀ IL CAPITALISMO? > di Paolo Burli * fuori dal sistema; questo, a sua volta, significa cambiare il modo di pensare la relazione tra produttività e profitto. Devono inventare modelli di business che facciano un uso migliore delle risorse scarse e che traggano addirittura vantaggio dalle imminenti penurie di risorse. E devono dar vita ad intese istituzionali per coordinare e governare gli aspetti trascurati e disfunzionali del capitalismo di mercato. Insomma una rivoluzione: stop -sembrano periodico della CGIL del Trentino Scritti, richieste, interventi vanno inviati alla redazione in via Muredei, Trento tel fax Comitato di redazione Paolo Burli, Andrea Grosselli, Flavio Ceol, Romano Vicentini, Manuela Terragnolo, Giampaolo Mastrogiuseppe > edili < dire i luminari di Harvard all avidità degli avvoltoi della finanza che scommettono sul fallimento di interi Stati, stop a logiche imprenditoriali tutte volte alla massimizzazione assoluta dei profitti, stop ad un mercato impazzito che pensa di creare denaro dal denaro, come se avesse scoperto il segreto della trasmutazione alchemica del metallo in oro. Le imprese nel mondo devono diventare sempre più responsabili verso le persone che occupano e verso l insieme di quelli che un lavoro lo cercano, verso l ambiente che le circonda e la società in cui sono immerse e, infine, verso le generazioni future. Si salverà così il capitalismo dal naufragio? Per noi la risposta è sì e, visto che non tifiamo perché la falla porti all affondamento della nave, anche come sindacato, dobbiamo essere pronti a fare la nostra parte, in Trentino, in Italia come in tutto il mondo. Ora però tocca alle imprese battere un colpo e dimostrare nei fatti che non si possono più coltivare rendite di posizione, non si può più scommettere su successi di breve respiro, spesso a scapito di diritti e tutele. Il tempo per cambiare ora non è molto. Bisogna fare in fretta. L articolo Capitalism at risk tradotto in italiano è scaricabile a pagamento sul sito della Harvard Business Review all indirizzo * Segretario generale CGIL del Trentino diario di un precario (sentimentale) di e con Maria Antonia Fama Regia audio Mauro Desanctis Regia teatrale e disegno luci Manuel Fiorentini Luci Myriam Piluso Grafica e Scenografia Claudia Campone 8 Marzo ore 20:30 Teatro Cuminetti Centro Santa Chiara via Santa Croce, 67 - Trento INGRESSO LIBERO Coordinamento Donne pensionte Il luogo delle donne Cgil attività sindacale 15

16 TRENTO210x297.pdf :22:44 CASA MIA SERVIZI FISCALI APERTI TUTTO L ANNO 730 UNICO ICI RED ISEE/ICEF SUCCESSIONI COLF-BADANTI PER APPUNTAMENTI E INFORMAZIONI C M Y CM MY Tel */ ** *al costo di una telefonata urbana, escluso cellulari / **al costo di 14 centesimi al minuto I CENTRI CAAF CGIL APERTI TUTTO L ANNO CY CMY K SEDI IN PROVINCIA DI TRENTO Sede Direzionale via Giusti, 49 Tel Sede Principale via Muredei, 8 Tel Trento Nord via Lunelli, 9 Tel Trento Centro via Roma, 35 Tel Mezzolombardo via Roma, 6 Tel Rovereto (con recapito a Brentonico e Folgaria) via Maioliche, 57/H Tel Ala via C. Battisti, 3 Tel Riva del Garda viale Canella, 3 Tel Arco viale delle Palme, 3 Tel Riva del Garda/Arco (con recapito a Bezzecca) Loc. S.Tommaso Tel Tione di Trento (con recapito a Ponte Arche) via Roma, 17/A Tel Storo (con recapito a Condino) via Roma, 41/B Tel Pergine Valsugana via Pennella, 92 Tel Borgo Valsugana via per Telve, 2/B Tel Levico Terme via Marconi, 52 Tel Cles via Degasperi, 10 Tel Malè c/o Municipio - Piazza Regina Elena Tel Cavalese (con recapito a Pozza di Fassa) via Pasquai, 20 Tel Tonadico via U. Scopoli, 17 Tel nordest

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