REPUBBLICA ITALIANA DELLA REGIONE SICILIANA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "REPUBBLICA ITALIANA DELLA REGIONE SICILIANA"

Transcript

1 GAZZETTA REPUBBLICA ITALIANA DELLA REGIONE SICILIANA Anno 65 - Numero 7 UFFICIALE PARTE PRIMA Palermo - Venerdì, 11 febbraio 2011 SI PUBBLICA DI REGOLA IL VENERDI Sped. in a.p., comma 20/c, art.2, l. n. 662/96 - Filiale di Palermo DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE: VIA CALTANISSETTA 2-E, PALERMO INFORMAZIONI TEL. 091/ ABBONAMENTI TEL. 091/ INSERZIONI TEL. 091/ FAX 091/ La Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana (Parte prima per intero e i contenuti più rilevanti degli altri due fascicoli per estratto) è consultabile presso il sito Internet: accessibile anche dal sito ufficiale della Regione LEGGI E DECRETI PRESIDENZIALI DECRETO PRESIDENZIALE 15 ottobre Emanazione della deliberazione della Giunta regionale 23 giugno 2010, n. 206, relativa a Documento unitario di programmazione (DUP) Sicilia 2007/ Adozione definitiva pag. 3 DECRETO PRESIDENZIALE 26 gennaio Linee guida regionali per l accesso e il governo del sistema integrato delle cure domiciliari.... pag. 4 DECRETI ASSESSORIALI Assessorato dell energia e dei servizi di pubblica utilità DECRETO 26 gennaio Rettifica del decreto 28 dicembre 2010, concernente risultanze di verifica di ammissibilità delle istanze pervenute a valere sull avviso pubblico disciplinante le procedure per l attuazione della linea di intervento del PO FESR Sicilia 2007/ pag. 12 Assessorato dell istruzione e della formazione professionale DECRETO 13 gennaio Modifica dell avviso pubblico per la realizzazione di master universitari di II livello - Programma operativo obiettivo convergenza 2007/2013, Fondo sociale europeo, Regione siciliana, asse IV, capitale umano.. pag. 12 Assessorato delle risorse agricole e alimentari DECRETO 30 novembre Griglie di elaborazione per la determinazione delle riduzioni e delle esclusioni relative alla misura 216 SOMMARIO Investimenti non produttivi in aziende agricole del P.S.R. Sicilia 2007/ pag. 15 DECRETO 30 novembre Griglie di elaborazione per la determinazione delle riduzioni e delle esclusioni relative alla misura 226 Ricostituzione del potenziale forestale ed introduzione di interventi preventivi del P.S.R. Sicilia 2007/ pag. 32 DECRETO 30 novembre Griglie di elaborazione per la determinazione delle riduzioni e delle esclusioni relative alla misura 311 Produzione di energia da fonti rinnovabili del P.S.R. Sicilia 2007/ azione B pag. 51 DECRETO 30 novembre Griglie di elaborazione per la determinazione delle riduzioni e delle esclusioni relative alla misura 311 Altre forme di diversificazione del P.S.R. Sicilia 2007/ azione C pag. 66 DECRETO 30 novembre Griglie di elaborazione per la determinazione delle riduzioni e delle esclusioni relative alla misura 341 Acquisizione di competenze e animazione in vista dell elaborazione e dell attuazione di strategie di sviluppo locale del P.S.R. Sicilia 2007/ pag. 83 DECRETO 3 febbraio Riapertura dei termini di presentazione delle domande per la nomina dei componenti delle commissioni provinciali di esami di abilitazione all esercizio venatorio pag. 88

2 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 7 Assessorato della salute DECRETO 24 dicembre Modifica ed integrazione del decreto 24 maggio 2010, concernente disciplina relativa all istituzione dei corsi di formazione professionale di operatore socio-sanitario pag. 88 DECRETO 25 gennaio Modifica parziale del decreto 24 dicembre 2010, relativo alla disciplina per l istituzione dei corsi di formazione professionale di operatore socio-sanitario... pag. 90 Assessorato del territorio e dell ambiente DECRETO 24 dicembre Approvazione del progetto relativo alla realizzazione del collegamento Rometta-Spadafora..... pag. 98 DECRETO 24 dicembre Approvazione di variante alle norme tecniche di attuazione del piano regolatore generale del comune di Santa Croce Camerina pag. 100 DECRETO 30 dicembre Autorizzazione del progetto relativo alla realizzazione di opere sostitutive per la soppressione di un passaggio a livello della linea Bicocca-Messina, nel comune di Calatabiano pag. 102 DISPOSIZIONI E COMUNICATI Corte costituzionale: Ricorso del Commissario dello Stato per la Regione siciliana avverso la delibera legislativa approvata dall Assemblea regionale siciliana il 14 dicembre 2010, recante Proroga di interventi per l esercizio finanziario Misure di stabilizzazione dei rapporti di lavoro a tempo determinato pag. 105 ORDINANZA 16 dicembre gennaio 2011, n pag. 109 Presidenza: P.O. FESR Attuazione asse VI - Avviso seconda fase. Proroga terza finestra pag. 109 Assessorato delle attività produttive: Provvedimenti concernenti sostituzione di commissari liquidatori di società cooperative pag. 110 Assessorato dei beni culturali e dell identità siciliana: Avviso relativo alla riapertura dei termini per la presentazione delle offerte relative ai bandi per la concessione e gestione di un sistema territoriale di servizi per il pubblico pag. 110 Assessorato dell economia: Provvedimenti concernenti autorizzazione a tabaccai per la riscossione delle tasse automobilistiche nella Regione siciliana pag. 110 Revoca ad un tabaccaio dell autorizzazione alla riscossione delle tasse automobilistiche nella Regione siciliana pag. 112 Assessorato dell energia e dei servizi di pubblica utilità: Integrazione dell ordinanza commissariale 26 dicembre 2005, concernente approvazione del progetto di un centro di raccolta per la messa in sicurezza, la demolizione, il recupero dei materiali e la rottamazione di veicoli a motore, rimorchi e simili e autorizzazione alla ditta Siracusana Acciai s.r.l., con sede in Siracusa, per il relativo esercizio dell attività pag. 112 Modifica dell ordinanza commissariale 20 ottobre 2004, concernente approvazione del progetto relativo alla realizzazione di un centro di raccolta per la messa in sicurezza, la demolizione, il recupero dei materiali e la rottamazione di veicoli a motore, rimorchi e simili ed autorizzazione alla ditta Sidermetal s.r.l., con sede in Carini, per il relativo esercizio dell attività pag. 112 Integrazione dell ordinanza commissariale 21 dicembre 2005, relativa all approvazione del progetto per la realizzazione di un centro di raccolta per la messa in sicurezza, la demolizione, il recupero dei materiali e la rottamazione di veicoli a motore, rimorchi, simili e loro parti, ed autorizzazione alla ditta Imprimet s.r.l., con sede in Catania, per il relativo esercizio dell attività pag. 112 Autorizzazione alla società Gesi 2 s.r.l., con sede in Palermo, per la costruzione e l esercizio di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica nel comune di Enna pag. 113 Modifica dell ordinanza commissariale 14 febbraio 2006, relativa all approvazione del progetto di un centro di raccolta per la messa in sicurezza, la demolizione, il recupero dei materiali e la rottamazione dei veicoli a motore, rimorchi, simili e loro parti ed autorizzazione alla ditta Scozzarini s.r.l. con sede in Gela, per il relativo esercizio dell attività.... pag. 113 Provvedimenti concernenti modifica di decreti relativi ai progetti di impianti mobili per il trattamento di rifiuti liquidi - ditta Intersan s.r.l., con sede in Marsala..... pag. 113 Provvedimenti concernenti autorizzazione alla società MTR Sicily Energy s.r.l., con sede in Mazzarino, per la costruzione e l esercizio di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica nel comune di Mazzarino.. pag. 113 Autorizzazione provvisoria allo scarico di acque reflue provenienti dall impianto di depurazione a servizio dei comuni di Giarre e Riposto pag. 113 Autorizzazione alla società Energy Service Provider s.r.l., con sede in Palermo, per la costruzione e l esercizio di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica nel comune di Caltanissetta pag. 113 Autorizzazione alla ditta Sai8 S.p.A., con sede in Siracusa, per l installazione e gestione di impianto sperimentale per la pirolisi dei fanghi di depurazione civili pag. 114

3 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 7 3 Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro: Provvedimenti concernenti concessione di finanziamenti ad alcuni comuni della Regione per interventi di cui al PO FESR Sicilia 2007/ asse VI - linee di intervento , e pag. 114 Assessorato dell istruzione e della formazione professionale: Provvedimenti concernenti cambio di denominazione di alcuni istituti regionali paritari della Sicilia... pag. 114 Integrazione del decreto 24 marzo 2010, concernente approvazione del piano territoriale regionale degli interventi IFTS 2007/ pag. 115 Rinnovo della commissione prevista dall art. 5 della legge regionale 13 agosto 1979, n pag. 115 Avviso pubblico 31 gennaio 2011, n. 3 - Piano regionale dell offerta formativa Ambito FORM - Formazione iniziale pag. 115 Assessorato delle risorse agricole e alimentari: PSR Sicilia 2007/2013, misura 121 Ammodernamento delle aziende agricole - Avviso pubblico di proroga dei termini di presentazione delle domande di aiuto 3^ sottofase bando pag. 116 Assessorato della salute: Autorizzazione alla SO.GE.SA. S.p.A. alla rimodulazione dei posti letto della Casa di cura Santa Barbara di Gela pag. 116 Provvedimenti concernenti revoca di riconoscimenti veterinari pag. 116 Estensione del riconoscimento attribuito allo stabilimento della ditta Sicil Macel s.r.l., con sede in Campobello di Licata pag. 116 Provvedimenti concernenti riconoscimento di idoneità in via condizionata a stabilimenti di lavorazione di alimenti di origine animale pag. 116 Provvedimenti concernenti riconoscimento di idoneità in via definitiva a stabilimenti di lavorazione di alimenti di origine animale pag. 116 DECRETO PRESIDENZIALE 15 ottobre Emanazione della deliberazione della Giunta regionale 23 giugno 2010, n. 206, relativa a Documento unitario di programmazione (DUP) Sicilia 2007/ Adozione definitiva. Voltura del riconoscimento veterinario in possesso della ditta Mazara Pesce s.a.s. di Salvatore Margiotta & C. alla ditta Fresco Mare di Arena Giovanni pag. 117 Ampliamento dell accreditamento istituzionale della RSA Il Giardino dei laghi - Eurogestioni S.p.A., sita in Messina pag. 117 Accreditamento istituzionale dell ambulatorio di FKT di Tortora Roberta, sito in Aci S. Filippo pag. 117 Assessorato del turismo, dello sport e dello spettacolo: Piano di riparto dei contributi destinati alle società sportive siciliane che partecipano a campionati nazionali del settore professionistico ovvero a campionati nazionali del settore dilettantistico della massima serie che propagandano attività e produzioni di rilevanza regionale realizzate in Sicilia nei settori dell industria, del commercio, dell artigianato, dell agricoltura e turistico-alberghiero, stagione sportiva 2010/2011, art. 4 della legge regionale 28 marzo 1986, n pag. 117 Piano di riparto dei contributi destinati alle società sportive siciliane professionistiche, dilettantistiche partecipanti a campionati nazionali di serie A, stagione sportiva 2009/2010, art. 21 della legge regionale 17 maggio 1984, n pag. 126 CIRCOLARI Assessorato delle autonomie locali e della funzione pubblica CIRCOLARE 3 gennaio 2011, n. 10. Legge regionale 6 febbraio 2008, n. 1, art Cittadini di cui alla legge n. 104/92, chiamati a cariche elettive o ad incarichi presso organi istituzionali - Anno pag. 131 DECRETO 11 gennaio SUPPLEMENTO ORDINARIO Assessorato dell economia Ripartizione in capitoli delle unità previsionali di base relative al bilancio di previsione della Regione per l anno finanziario 2011, di cui all esercizio provvisiorio autorizzato con la legge regionale 7 gennaio 2011, n. 1. LEGGI E DECRETI PRESIDENZIALI IL PRESIDENTE DELLA REGIONE Visto lo Statuto della Regione; Vista la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive modifiche ed integrazioni; Visto il decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200; Visto il regolamento CE n dell 11 luglio 2006; Vista la delibera CIPE n. 166 del 21 dicembre 2007; Visto l art. 50, comma 3, della legge regionale 6 agosto 2009, n. 9, come modificato ed integrato dall art. 11 della legge regionale 26 aprile 2010, n. 10;

4 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 7 Visto il decreto del Presidente della Regione 5 dicembre 2009, n. 12; Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 215 del 20 maggio 2005 relativa a: Programmazione 2007/2013. Percorso ed adempimenti e le successive deliberazioni; Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 454 del 29 settembre 2005 relativa a: Documento strategico regionale preliminare (DSR) per la politica di coesione 2007/2013 ; Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 78 del 12 marzo 2008 relativa a: Documento unitario di programmazione della politica regionale della Regione siciliana (DUP 2007/2013). Trasmissione bozza documento, quadri, contabilità e coerenza, schede risorse. Presa d atto; Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 485 del 27 novembre 2009 relativa a: Documento unitario di programmazione della politica regionale della Regione siciliana (DUP 2007/2013). Condivisione; Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 206 del 23 giugno 2010 relativa a: Documento unitario di programmazione (DUP) Sicilia 2007/2013. Azione definitiva; Ritenuto di conferire certezza notiziale alla citata deliberazione della Giunta regionale n. 206 del 23 giugno 2010, attraverso un proprio atto di formale esternazione, da inoltrare alla Corte dei conti ai sensi dell art. 2 del decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200; Ritenuto conseguentemente di dovere procedere all emanazione della deliberazione della Giunta regionale n. 206 del 23 giugno 2010; Decreta: L emanazione della deliberazione della Giunta regionale n. 206 del 23 giugno 2010 relativa a: Documento unitario di programmazione (DUP) Sicilia 2007/2013. Adozione definitiva. Il presente decreto sarà trasmesso alla Corte dei conti per la registrazione ai sensi dell art. 2 del decreto legislativo 18 giugno 1999, n Palermo, 15 ottobre LOMBARDO Registrato alla Corte dei conti, sezione controllo per la Regione siciliana, addì 1 dicembre 2010, reg. n. 1, Presidenza, fg. n N.B. - Il D.U.P. 2007/2013 è consultabile nel sito ( )008 DECRETO PRESIDENZIALE 26 gennaio Linee guida regionali per l accesso e il governo del sistema integrato delle cure domiciliari. IL PRESIDENTE DELLA REGIONE Visto lo Statuto della Regione; Viste le leggi regionali 29 dicembre 1962, n. 28 Ordinamento del Governo e dell Amministrazione centrale della Regione siciliana e 10 aprile 1978, n. 2 Nuove norme per l ordinamento del Governo e dell Amministrazione della Regione ; Visto il regolamento CE n dell 11 luglio 2006, recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento CE n. 1260/1999; Vista la delibera CIPE n. 82 del 3 agosto 2007 che, in attuazione di quanto previsto dal Quadro strategico nazionale 2007/2013 (QSN), ha istituito un meccanismo premiale associato al conseguimento di risultati verificabili in termini di servizi collettivi, in ambiti essenziali per la qualità della vita dei cittadini, cui sono collegati undici indicatori statistici di offerta e qualità dei servizi disponibili sul territorio; Considerato che per ogni indicatore la citata delibera CIPE n. 82 ha individuato i valori target da raggiungere entro il 2013 per acquisire la premialità che per la Sicilia ammonta a circa 700 milioni di euro ed ha previsto, altresì, che le amministrazioni che partecipano al meccanismo di incentivazione predispongano un Piano d azione; Considerato che, con nota prot. n del 19 maggio 2008, il dipartimento regionale della programmazione ha trasmesso al Presidente della Regione siciliana il documento Piano di azione per gli obiettivi di servizio del QSN definito di concerto con i dipartimenti e gli uffici regionali interessati; Considerato che, con nota prot. n del 19 maggio 2008, il dipartimento regionale della programmazione ha trasmesso al Ministero dello sviluppo economico il documento Piano di azione per gli obiettivi di servizio del QSN specificando che l adozione definitiva del Piano da parte della Giunta regionale potrà avvenire solo in un momento successivo e potrà comportare modifiche ed integrazioni al documento a seguito delle indicazioni ed osservazioni dell organo di Governo regionale ; Vista la delibera n. 154 del 25 giugno 2008, con la quale la Giunta regionale prende atto del documento Piano di azione per gli obiettivi di servizio del QSN ; Considerato che, ai fini di un attuazione più efficace del Piano d azione è stata prevista l istituzione di un gruppo interdipartimentale regionale formato dai referenti dei dipartimenti regionali interessati dagli obiettivi di servizio; Visto il decreto n. 344/SVII DRP del 31 ottobre 2008, di costituzione del citato gruppo interdipartimentale presso il dipartimento regionale della programmazione; Considerato che, con nota prot. n del 30 giugno 2010, il dipartimento regionale della programmazione ha trasmesso alla Giunta regionale l aggiornamento del piano d azione con le schede contenenti gli interventi previsti per ciascun obiettivo di servizio definiti dal suddetto gruppo interdipartimentale; Vista la delibera n. 307 del 4 agosto 2010, con la quale la Giunta regionale ha approvato il suddetto aggiornamento del piano d azione; Considerato che, nell ambito dell obiettivo di servizio II Indicatore S.06 Presa in carico degli anziani per il servizio di assistenza domiciliare integrata (A.D.I.), è stata prevista la creazione di un sistema integrato di servizi e interventi che coinvolge congiuntamente l Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro e l Assessorato della salute; Visto il punto del piano d azione relativo al Sistema di governance delle azioni nel quale si prevede, nell ambito dell A.D.I., l istituzione di un tavolo tecnico interassessoriale fra gli Assessorati sopracitati; Considerato che detto tavolo tecnico è stato costituito in seno al soprarichiamato gruppo interdipartimentale e che allo stesso è stato demandato il compito di elaborare le linee guida regionali per l accesso al sistema delle cure domiciliari e la definizione del governo delle competenze,

5 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 7 5 nonché di presidiare lo stato di attuazione del piano d azione e stabilire modalità, tempi e strumenti per realizzare le attività di monitoraggio e valutazione; Considerato che il tavolo tecnico, nella seduta del 9 giugno 2010, ha definito la proposta delle suddette linee guida regionali elaborate nel corso del proprio mandato, da sottoporre all approvazione alla Giunta regionale di Governo; Vista la deliberazione n. 321 del 4 settembre 2010 con la quale la Giunta regionale ha approvato le Linee guida regionali per l accesso e il governo del sistema integrato delle cure domiciliari ; Su proposta dell Assessore regionale per l economia, dell Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro e dell Assessore regionale per la salute; Decreta: Articolo unico Sono approvate le Linee guida regionali per l accesso e il governo del sistema integrato delle cure domiciliari. Il presente decreto sarà trasmesso alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana per la pubblicazione. Palermo, 26 gennaio LOMBARDO ARMAO PIRAINO RUSSO OBIETTIVI DI SERVIZIO Tavolo tecnico ADI Gruppo di lavoro regionale interdipartimentale LINEE GUIDA REGIONALI per l accesso e il governo del sistema integrato delle cure domiciliari Giugno 2010 Allegato Premessa Il presente documento contiene le linee guida regionali per regolamentare le modalità d integrazione tra servizi e prestazioni di natura socio-sanitaria relativamente alla presa in carico e la cura a domicilio degli anziani e delle altre categorie di pazienti definiti non autosufficenti dal D.P.C.M. 14 febbraio Le linee guida forniscono indirizzi operativi per i distretti sanitari, i distretti socio-sanitari e i comuni della Regione siciliana al fine di attivare le risorse necessarie a mettere in campo le azioni ritenute indispensabili a sostenere il coordinamento dei servizi sanitari e socio-assistenziali interessati e sostenere l integrazione delle prestazioni di natura sanitaria e socio-assistenziale. Le linee guida sono redatte seguendo il percorso e le indicazioni metodologiche contenute nel Piano d azione degli obiettivi di servizio della Regione siciliana e definite sulla base della strategia di sviluppo regionale, per il suddetto periodo, delineata dal Quadro strategico nazionale (QSN) al fine di migliorare nel Mezzogiorno alcuni servizi ritenuti essenziali per i cittadini, tra cui i servizi di assistenza domiciliare integrata. Relativamente ai servizi di cura per gli anziani, il QSN ha individuato un indicatore statistico per il quale è stato posto il target del 3,5% di assistiti sul totale della popolazione anziana (>65 anni), il cui raggiungimento rappresenterà un concreto segnale di miglioramento della qualità della vita dei cittadini. A tal proposito il Piano d azione degli obiettivi di servizio evidenzia la necessità di contestualizzare il piano di sviluppo delle cure domiciliari del territorio allo stato d attuazione e integrazione delle politiche sociali e socio-sanitarie regionali, rendendo complementari gli strumenti di programmazione di cui ciascun sistema a livello territoriale è dotato (i Piani attuativi territoriali delle ex-ausl, oggi ASP, e i Piani di zona dei distretti socio-sanitari) e individuando meccanismi regolativi adeguati alla realizzazione di mix organizzativi virtuosi tra i livelli istituzionali, gestionali e professionali dei distretti sanitari e socio-sanitari. SEZIONE I - Il Quadro normativo, gli assetti istituzionali e organizzativi 1.1 Il sistema dei servizi domiciliari: evoluzione normativa, terminologica e concettuale In riferimento all evoluzione del quadro normativo nazionale, l assistenza domiciliare agli anziani nasce attraverso gli interventi di natura socio-assistenziale introdotti per iniziativa di alcune regioni italiane, cui ha fatto seguito un interesse crescente da parte del legislatore nazionale. Quest ultimo è intervenuto sin dall inizio degli anni 90 con una serie di provvedimenti volti a distinguere l assistenza a domicilio di tipo socio-assistenziale, da un tipo di assistenza caratterizzata da una specifica connotazione sanitaria. In particolare, il Progetto obiettivo anziani del ed il Piano sanitario nazionale hanno codificato questa tipologia di assistenza con il termine ADI Assistenza domiciliare integrata. L ADI è stata concepita come un modello assistenziale volto ad assicurare l erogazione coordinata e continuativa di prestazioni sanitarie (medica, infermieristica, riabilitativa. etc..) e sociali (cura della persona, fornitura dei pasti, cure domestiche e sostegno psicologico) al domicilio, da parte di differenti figure professionali tra loro funzionalmente integrate. Si tratta di un servizio che ha l obiettivo di soddisfare esigenze complesse, di persone che richiedono una assistenza continuativa di tipo socio-sanitario. La responsabilità assistenziale è attribuita al medico curante dell assistito, la sede organizzativa è nel distretto sanitario. L erogazione del servizio richiede la definizione di piani personalizzati di assistenza in relazione ai bisogni della persona. La più recente evoluzione nel settore è volta a creare una rete integrata dei diversi servizi domiciliari, da quelli più semplici a quelli più complessi. Nella fase attuale si sta assistendo ad un importante passaggio che tende alla definizione di una normativa organica di riferimento del sistema dell assistenza domiciliare a livello nazionale. Con l approvazione della legge 18 giugno 2009, n. 69 e del relativo decreto legislativo attuativo n. 153 del 3 ottobre 2009, è stata prevista anche la partecipazione delle farmacie al servizio di assistenza domiciliare integrata a favore dei pazienti residenti o domiciliati nel territorio della sede di pertinenza di ciascuna farmacia, attraverso servizi dedicati nel rispetto di quanto previsto nei Piani socio-sanitari regionali. Attraverso il Documento di caratterizzazione delle cure domiciliari in Italia elaborato da uno specifico gruppo di lavoro ed approvato dalla Commissione LEA il 18 ottobre 2006, si è costituito un importante riferimento per lo sviluppo armonico del sistema dell home care. Pur non avendo valore normativo il documento è stato di fatto recepito dalla Regione siciliana attraverso il decreto n del 12 novembre 2007 che, insieme al decreto n del 12 novembre 2007 (entrambi in Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 56 del 30 novembre 2007) concernente le Linee guida in materia di valutazione multidimensionale per l ammissione alle prestazioni assistenziali di tipo residenziale, semiresidenziale e domiciliare per anziani e altri tipi di pazienti non autosufficienti e al precedente decreto n. 745 del 3 maggio 2007, recante Direttiva per l attivazione del dipartimento funzionale per l integrazione socio-sanitaria, rappresentano un primo tentativo per sviluppare armonicamente le tematiche relative ad una programmazione organica del sistema delle cure domiciliari. In tempi più recenti e a conclusione di un percorso normativo in progress, l Assessorato regionale della sanità ha definito, con il decreto n del 2 luglio 2008, la Nuova caratterizzazione dell assistenza domiciliare e degli interventi ospedalieri a domicilio. In più, con la legge regionale n. 5 del 14 aprile 2009, recante Norme per il riordino del servizio sanitario regionale, vengono introdotte importanti novità al fine di rendere effettiva l integrazione socio-sanitaria, così come affermata dai principi espressi dalla legge n. 328 del 2000 e dall articolo 2 del D.P.C.M. 14 febbraio Infine, con decreto n. 873 dell 8 maggio 2009 Nuova organizzazione delle cure palliative in Sicilia è stata data approvazione alla rete delle cure palliative della Regione prevedendo, anche, l erogazione di prestazioni a domicilio.

6 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 7 In questa direzione vanno concepiti anche gli indirizzi programmatori definiti dall Assessorato regionale della famiglia che, attraverso il percorso normativo intrapreso a partire dal 2002 a seguito dell entrata in vigore della legge n. 328/00, ha negli anni sviluppato un processo volto alla costruzione di un sistema integrato dei servizi e degli interventi socio-assistenziali e socio-sanitari a livello territoriale. Il Programma regionale delle politiche sociali e socio-sanitarie approvato con DPRS n. 61 del 2 marzo 2009 è da considerare in continuità con i precedenti documenti di programmazione della Regione siciliana (DPRS 4 novembre 2002 e DPRS 23 marzo 2007) finalizzati a sostenere la costruzione di un sistema di welfare regionale coerente con la legge n. 328/2000, che ha delineato a livello nazionale il nuovo sistema integrato di politiche sociali e sociosanitarie. L affermazione del principio d integrazione dei servizi sociosanitari trova infatti riscontro nel DPRS n. 61/2009 nel quale si stabilisce che per i servizi di cura rivolti ad anziani, nella definizione degli interventi si rimanda, laddove compatibile con la programmazione dei Piani di zona, alle Linee guida regionali per l accesso al sistema delle cure domiciliari che il settore sanitario e il settore sociale a livello regionale dovranno porre in essere e che rappresentano la tappa fondamentale per la definizione del sistema di governance delle azioni. Queste Linee guida intervengono per armonizzare il sistema in atto operante per le cure domiciliari apportando i necessari correttivi che concorrono nel far esprimere una complementarietà visibile non solo in termini di azioni ma, principalmente, percepibile in termini di obiettivi di risultato. In tal senso con il presente documento la Sicilia intende promuovere tutti gli adeguamenti, normativi, organizzativi, funzionali, necessari alla realizzazione di modelli di cure domiciliari maggiormente rispondenti ai bisogni individuali delle persone e conseguire, così, il valore aggiunto atteso. 1.2 Le cure domiciliari in Sicilia Le cure domiciliari per gli anziani nel periodo sono state prevalentemente attivate dalle Aziende sanitarie secondo un organizzazione non del tutto omogenea ma a macchia di leopardo nella fase di avvio. Ciò, anche, in considerazione del fatto che non erano ancora disponibili atti di indirizzo, di organizzazione e programmazione specifici, la cui carenza è stata affrontata con appositi provvedimenti. In particolare, con decreto n del 2 luglio 2008, sono state definite le tipologie di ADI da attivare nell assistenza territoriale domiciliare e negli interventi ospedalieri a domicilio. Occorre specificare che il percorso per la presa in carico dei pazienti prevede la determinazione dei bisogni sanitari e sociali emersi dalla valutazione effettuata dalla UVM (Unità valutativa multidimensionale) utilizzando la scheda SVAMA (Scheda di valutazione multidimensionale anziani) dalla quale è possibile stabilire il cosiddetto PAI (Piano di assistenza individuale). I principali attori coinvolti nella erogazione delle cure domiciliari sono pertanto: l UVM, il medico curante dell assistito e, per quanto attiene il sociale, la componente qualificata e specifica dei comuni (assistenti sociali). Dalla lettura delle esperienze fatte negli anni passati emergono soprattutto alcune forti criticità tra cui indubbiamente spiccano l assenza di uno strumento di accesso univoco al sistema delle prestazioni socio-sanitarie delle cure domiciliari e una strutturale difficoltà, nonostante la sottoscrizione di accordi di programma, ad integrare azioni, competenze e risorse dell area sociale con quelle dell area sanitaria. Ne consegue inoltre: - un insufficiente integrazione del territorio con le strutture ospedaliere; - la carenza nel territorio di strutture decentrate per le cure primarie e la domiciliarità (case della salute, PTA, Utap, centri diurni, ecc.); - la difficoltà ad agire sinergicamente con i medici di base; - una carente formazione professionale specifica e collettiva degli operatori coinvolti nelle cure domiciliari; - un insufficiente supporto sociale alle famiglie; - un inadeguata informazione sulle attività previste. La rete socio-sanitaria integrata per il governo del sistema delle cure domiciliari ha trovato tuttavia una buona capacità organizzativa e di impatto in alcune esperienze regionali (di spicco l Azienda sanitaria di Ragusa). Tale modello gestionale ha conseguito importanti risultati sia in riferimento ai livelli di assistenza garantiti agli utenti, sia in termini di soddisfazione espressa da parte dei nuclei familiari beneficiari di detto tipo di assistenza, sia per quanto riguarda la capacità istituzionale di governance del sistema d integrazione del settore sanitario dell Azienda sanitaria e del settore sociale dei comuni. Per quanto concerne l iniziativa regionale che, in base alle indicazioni del Piano d azione degli obiettivi di servizio , mira a creare un sistema di multilevel governance del sistema delle cure domiciliari, una importante novità è rappresentata dal decreto n. 344/SVII DRP del 31 ottobre 2008 con il quale è stato istituito, presso il dipartimento della programmazione, il gruppo interdipartimentale regionale per l attuazione del piano d azione degli obiettivi di servizio del QSN All interno del gruppo interdipartimentale ha operato un tavolo tecnico, istituito ad hoc per l elaborazione condivisa delle linee guida, composto da otto componenti (quattro funzionari delegati da ognuno dei due Assessorati coinvolti nell obiettivo di servizio relativo alle cure domiciliari) e coordinato dal dipartimento della programmazione. Il tavolo tecnico ha avviato un percorso di confronto ed approfondimento in merito alle attività esistenti sul territorio, al fine di individuare i criteri e i contenuti utili a definire le linee guida per l accesso e il governo del sistema integrato socio-sanitario delle cure domiciliari. 1.3 La governance del sistema integrato delle cure domiciliari Il sistema di governo delle cure domiciliari a livello territoriale assume come valore strategico il principio della corresponsabilità dei due sistemi, sociale e sanitario, attuando tale principio attraverso l istituzionalizzazione di modalità stabili di coordinamento e la formalizzazione di percorsi d integrazione dei propri strumenti programmatori, progettuali e operativi. Si tratta, in altri termini, di strutturare un processo complesso d integrazione tra i due sistemi che si articola su tre livelli d integrazione, così come delineato nei riferimenti normativi nazionali in materia di integrazione socio-sanitaria (D.P.C.M. 14 febbraio 2001): - integrazione istituzionale; - integrazione organizzativa; - integrazione professionale. In questo capitolo vengono affrontati gli aspetti inerenti l integrazione istituzionale e l integrazione organizzativa. La tematica dell integrazione professionale, qui definita nelle linee generali, sarà affrontata in maniera approfondita nel paragrafo 5 dedicato al percorso di erogazione del servizio delle cure domiciliari. Per quanto riguarda l integrazione istituzionale, fermo restando i livelli regionale e provinciale di governance (vedi scheda 1), a livello distrettuale gli attori dell integrazione vengono individuati nel comitato dei sindaci del distretto socio-sanitario e nel direttore del distretto sanitario. Per quanto concerne le azioni che i suddetti attori dovranno porre in essere per soddisfare le esigenze d integrazione del livello istituzionale, queste riguarderanno la definizione degli indirizzi di natura programmatica e gestionale atti a sostenere il coordinamento e l integrazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie, e socio-assistenziali attinenti le attività di ADI nell ambito territoriale di riferimento. Lo strumento da adottare per la formalizzazione degli indirizzi programmatici è l Accordo di programma. Il livello organizzativo di integrazione riguarda gli aspetti gestionali ed ha come attori di riferimento dei due sistemi rispettivamente il coordinatore del gruppo di piano del distretto socio-sanitario e il direttore del distretto sanitario. Tale livello riguarda l attuazione e la messa a regime delle scelte programmatiche e gestionali definite dal livello istituzionale, nonché la programmazione delle modalità organizzative attraverso le quali erogare il servizio (raccordo tra le risorse professionali coinvolte, tempi di erogazione del servizio, ecc...). Lo strumento attraverso il quale procedere alla formalizzazione di tali aspetti è individuato nel Piano esecutivo di gestione. L ultimo livello di integrazione si caratterizza nel coordinamento di tutte le figure professionali coinvolte nel processo di erogazione delle cure domiciliari, così come specificato nel paragrafo 5, e si attua attraverso la definizione di protocolli operativi. Gli indirizzi di natura programmatica e gestionale e i contenuti definiti nel piano esecutivo dovranno trovare una corrispondenza nei documenti di programmazione pluriennale ordinaria dei distretti socio-sanitari (Piani di zona) e dei distretti sanitari (Piani attuativi territoriali), come evidenziato nella figura 1.

7 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 7 7 Figura 1. L area dell integrazione socio-sanitaria Scheda 1 I livelli regionale e provinciale della governance del sistema integrato delle cure domiciliari I soggetti istituzionali del livello regionale di governance sono l Assessorato regionale della salute e l Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro. Va precisato che tali soggetti trovano un coordinamento permanente con l ufficio speciale per l integrazione socio-sanitaria, istituito con DGR n. 598 del 29 dicembre Un ulteriore organismo di raccordo tra i due settori è costituito dalla Conferenza permanente per la programmazione sanitaria e socio-sanitaria istituita con legge regionale n. 10 del 9 ottobre 2008 recante Istituzione della Conferenza permanente per la programmazione sanitaria e socio-sanitaria. Tale organismo interviene nella programmazione in materia sanitaria e socio-sanitaria regionale svolgendo prevalentemente funzioni di indirizzo e di consultazione. Gli attori dell integrazione istituzionale a livello provinciale sono rappresentati dalla Conferenza dei sindaci e dal direttore generale dell ASP. Livello di integrazione Istituzionale Organizzativa Professionale Figura 2. La governance distrettuale del sistema integrato delle cure domiciliari Attori Comitato dei sindaci Direttore del distretto sanitario Coordinatore del gruppo piano Direttore distretto sanitario Operatori sanitari Assistenti sociali di ASP e comuni SEZIONE II - L erogazione delle cure domiciliari 2.1 Il percorso di erogazione delle cure domiciliari Gli attori Il governo dell accesso al sistema integrato delle cure domiciliari e l erogazione delle prestazioni connesse si articola attraverso un sistema di relazioni, scambio di informazioni, attivazione di risorse ed erogazione di prestazioni che vede coinvolte diverse figure professionali alle quali sono attribuite responsabilità differenti. Si tratta di una rete di attori e un insieme di attività che vede coinvolti: il Punto unico di accesso (PUA); la unità distrettuale cure domiciliari istituita nell ambito dei distretti sanitari; il case manager-responsabile del caso; il medico curante dell assistito; i componenti delle unità di valutazione multidimensionale (medico specialista, terapista della riabilitazione, assistente sociale, infermiere professionale, e altre figure specialistiche ritenute rilevanti); assistenti sociali dei comuni; gli sportelli o punti informativi collocati nei comuni del distretto sociosanitario L accesso al sistema integrato delle cure domiciliari (Punto unico di accesso) L accesso al sistema integrato delle cure domiciliari prevede: la segnalazione al Punto unico di accesso (PUA) da parte di uno dei seguenti soggetti: medico curante dell assistito; Azioni dell integrazione Definizione indirizzi programmatici per il coordinamento e l integrazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie e socio-assistenziali attinenti le cure domiciliari Definizione di un piano attuativo degli indirizzi programmatici Raccordo operativo sul coordinamento e l integrazione delle prestazioni Strumenti (formalizzazione dell integrazione) Accordo di programma Piano esecutivo Protocolli operativi medico del reparto ospedaliero in fase di pre-dimissione; medico responsabile di struttura residenziale (RSA); responsabile della struttura socio-assistenziale (Casa di riposo-comunità protetta); farmacie aperte al pubblico; servizi sociali; associazioni di volontariato, cooperative sociali; familiari dell assistito; altri soggetti (vicinato, rete amicale, ecc..); la richiesta di accesso al sistema delle cure domiciliari integrate attraverso il PUA che svolge la funzione di accoglienza delle richieste, riscontro dei requisiti essenziali, lettura e decodifica del bisogno, orientamento. Tale modalità presuppone che la segnalazione, da chiunque provenga, deve pervenire al PUA che rappresenta l unico organismo abilitato ad avviare il percorso di accesso al sistema delle cure domiciliari integrate, assorbendo le funzioni già attribuite allo sportello unico per l integrazione socio-sanitaria previsto dal decreto 2 luglio Il PUA rappresenta il punto di raccolta di tutte le segnalazioni ed il conseguente raccordo funzionale tra i diversi soggetti componenti la rete del sistema integrato delle cure domiciliari. Il PUA non consiste, quindi, soltanto in un luogo fisico centralizzato e ben identificato, ma anche nel raccordo operativo tra i soggetti della rete che, utilizzando una modulistica unica, adottano modalità di accesso uniformi al sistema delle cure domiciliari integrate. Per quanto attiene l assetto organizzativo, il PUA è articolato in due livelli di operatività, ognuno con proprie funzioni e ruoli definiti ma fortemente integrati tra loro: 1. Front -office; 2. Back -office.

8 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 7 PUA Front-office A tale livello operativo è attribuito il ruolo di promotore di nuove modalità di accoglienza e di risposta al cittadino attraverso lo svolgimento delle seguenti funzioni: - accesso accoglienza; - raccolta di segnalazioni; - orientamento e gestione della domanda; - attivazione diretta di prestazioni in risposta ai bisogni semplici; - avvio della presa in carico. PUA Back-office In questo livello di operatività il ruolo svolto dal PUA è quello di supportare la promozione e la qualificazione del sistema integrato dei servizi e delle prestazioni del territorio, attraverso le seguenti funzioni: - elaborazione di procedure di registrazione dei bisogni espressi; - elaborazione di procedure di registrazione della risposta alla domanda sociale rilevata; - elaborazione di protocolli operativi integrati; - elaborazione della modulistica; - coordinamento della rete; - mappatura delle risorse del territorio; - elaborazione report quanti/qualitativi della domanda e dell offerta; Alle suddette funzioni sono correlate le seguenti attività: - analisi preliminare e di screening del bisogno; - apertura di una cartella con data-set minimo di informazioni; - avvio del percorso assistenziale. L organizzazione e il funzionamento del PUA devono essere disciplinati da un regolamento integrato tra distretti sanitari e i coincidenti distretti socio-sanitari che preveda le modalità di accesso unitario al sistema integrato delle cure domiciliari e che sancisca e definisca, in particolare, la struttura e l organizzazione del PUA, le risorse professionali da destinare alle funzioni di front-office e di backoffice, l utilizzo degli strumenti unici e la messa in rete telefonica e informatica dei diversi punti della rete. Il regolamento deve prevedere un meccanismo di coordinamento automaticamente attivato ogni qual volta una segnalazione o richiesta di accesso pervenga ad uno dei punti della rete (medico curante, unità distrettuale cure domiciliari, segretariato sociale), nonché adottare modalità organizzative del servizio congruenti con le caratteristiche e le reali esigenze dell utenza del territorio di riferimento La presa in carico Gli attori del PUA hanno il compito di analizzare il bisogno espresso attraverso la segnalazione, fornendo la risposta, a seconda delle situazioni problematiche, semplice (l erogazione di prestazioni sanitarie e/o sociali che non richiedano una valutazione multidimensionale) o complessa (erogazione di prestazioni integrate socio-sanitarie che prevedono la valutazione multidimensionale ed il coinvolgimento dell UVM). Nel caso in cui il bisogno espresso dall utente necessita di una risposta semplice, il PUA interviene segnalando al servizio competente la problematica anticipandone, ove possibile, la diretta presa di contatto dell interessato. Il PUA completa il proprio intervento verificando l avvenuta presa in carico da parte del servizio individuato a garanzia della continuità del percorso di cura prima avviato. Nel caso in cui il bisogno espresso dall utente segnalato necessita di una risposta complessa, il PUA, entro le 24 ore successive dalla segnalazione, contatta l unità distrettuale cure domiciliari che disporrà la valutazione multidimensionale. In questo caso il percorso assistenziale segue il seguente iter: - valutazione multidimensionale a cura dell Unità di valutazione multidimensionale (UVM); - individuazione del Case manager; - redazione del PAI (Piano di assistenza individuale); - gestione, realizzazione, monitoraggio e valutazione del progetto personalizzato; - dimissione. La valutazione multidimensionale riguarda le diverse dimensioni sanitarie-assistenziali-sociali del bisogno. Rappresenta l analisi dettagliata dei problemi e dei bisogni dell assistito ed è l atto prioritario ed ineludibile ai fini della definizione del PAI. La valutazione multidimensionale viene effettuata da un team multiprofessionale, l Unità di valutazione multidimensionale (UVM), con competenze multi-disciplinari in grado di leggere le esigenze di persone che presentano situazioni problematiche complesse, in cui sono inscindibili i bisogni sanitari da quelli sociali. Deve essere istituita almeno una UVM per ogni distretto sanitario, secondo quanto definito nell atto aziendale. La UVM svolge i seguenti compiti: - effettua la valutazione multidimensionale del grado di autosufficienza e dei bisogni assistenziali del paziente e del suo nucleo familiare; - elabora il PAI, che deve essere condiviso e sottoscritto dall assistito nel rispetto delle norme in materia di privacy e tutela e ne verifica l andamento. La valutazione multidimensionale dell UVM deve avvalersi di uno strumento specifico, la scheda SVAMA, necessario per rendere omogenei e confrontabili i criteri di valutazione. La valutazione multidimensionale a cura dell UVM deve concludersi entro il termine massimo di 5 giorni lavorativi dalla proposta di ammissione, salvo il mantenimento dei casi che necessitano di una tempestiva presa in carico. In sede di UVM viene individuato il Case manager o responsabile operativo del caso, colui che opera come riferimento e facilitatore per la persona presa in carico. Il Case manager, specificatamente, ha il compito di seguire il paziente durante tutto il percorso assistenziale costruendo un dialogo costante con la persona assistita e/o la sua famiglia e coordinando gli atti di cura per una migliore efficacia/efficienza dell intervento. In più, svolge una funzione di raccordo con gli altri operatori coinvolti nel percorso assistenziale domiciliare (equipe assistenziale) garantendone l integrazione e assicurando che gli interventi assistenziali sul singolo caso siano effettuati in maniera coordinata, al fine di evitare eventuali sovrapposizioni, intralci reciproci e/o vuoti di assistenza. In pratica il Case manager è colui che ha in mano il controllo della fase operativa delle cure domiciliari integrate, verificando chi fa che cosa, in che modo, con quale frequenza, in quanto tempo, ecc. Il responsabile del caso o Case manager viene individuato dall unità distrettuale cure domiciliari. Visto l impegno che tale funzione richiede, è opportuno affidare ad uno stesso operatore un numero limitato e compatibile di casi da coordinare. Va precisato che la responsabilità clinica del caso rimane al medico curante (il naturale referente sanitario dell assistito che coordina comunque gli interventi sanitari), mentre la responsabilità del PAI è del Case manager il cui ruolo può essere assunto da figure professionali diverse a seconda della tipologia e complessità del bisogno del paziente e può riguardare sia una figura sanitaria che sociale, in base al bisogno prevalente della persona e/o alle scelte organizzative emerse. L UVM concorda, in giorni prestabiliti della settimana, la sede opportuna per interpretare i dati raccolti nella scheda di valutazione ed elaborare il Piano di assistenza individuale (PAI). Nel caso in cui all interno della scheda emergono dati riferiti ad aspetti sociali che richiedono un approfondimento, l assistente sociale dell ASP contatta l assistente sociale referente per le cure domiciliari del servizio sociale professionale del comune deputata ad effettuare la valutazione di tali aspetti. Il PAI deve prevedere: - la durata presumibile del periodo di erogazione delle cure domiciliari (in base alla classificazione del caso tra le 3 tipologie di cura prevista dalla normativa di riferimento); - gli interventi degli operatori sanitari, comprese le possibili ulteriori consulenze specialistiche; - gli interventi a rilevanza sociale; - la cadenza degli accessi del medico curante al domicilio del paziente; - i momenti di verifica comune durante il periodo di erogazione delle prestazioni; - le competenze e funzioni del responsabile della presa in carico delle figure di riferimento; - le competenze e funzioni del referente familiare; - la sottoscrizione dell assistito e/o di un familiare. Le segnalazioni vengono esaminate seguendo l ordine cronologico di arrivo con diritto di precedenza per i pazienti terminali e/o in fase critica. In caso di sospensione dell assistenza, ad opera sia del medico curante che del Case manager, a causa di sopravvenuti motivi che ne impongono l interruzione, va data comunicazione all assistito e ai suoi familiari con preavviso di almeno 3 giorni, salvaguardando in ogni caso le esigenze socio-sanitarie del paziente anche attraverso interventi pubblici sostitutivi.

9 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 7 9 Il progetto personalizzato è comunicato in modo comprensibile ed appropriato all assistito e ai suoi familiari e da essi approvato e sottoscritto. Con esso si conclude la fase preliminare della presa in carico del paziente. Qualora si renda necessario un cambiamento sostanziale del PAI, la modifica, ratificata dall UVM, deve contemplare gli aspetti 2.2 L articolazione dell offerta assistenziale Ogni distretto socio-sanitario deve prevedere un pacchetto di prestazioni sanitarie e di interventi sociali riconducibili a quelli individuati nell allegato 1.C Area integrazione socio-sanitaria del DPCM del Precisamente l assistenza nelle cure domiciliari è sostenuta da: - prestazioni del sistema degli interventi e dei servizi sanitari; - il sistema degli interventi e dei servizi sociali Prestazioni del sistema degli interventi e dei servizi sanitari Tali prestazioni trovano esaustiva declinazione delle modalità operative nell allegato al decreto n del 2 luglio 2008 Linee guida per l accesso alle cure domiciliari. Figura 2. Il percorso di erogazione delle cure domiciliari sorti, deve essere condivisa con gli altri operatori e correttamente comunicata al paziente. Resta confermata la procedura di conservazione del progetto personalizzato dell assistito (proposta di ammissione, certificazioni, schede di valutazione, cartella, revisioni del progetto, ecc.) che rimane custodito presso la sede dell UVM nel rispetto della normativa sulla privacy. Si riportano di seguito le principali funzioni attribuite alle figure professionali abitualmente coinvolte nell erogazione delle cure domiciliari presso il domicilio degli utenti o le eventuali residenze assimilabili al domicilio: Assistenza infermieristica domiciliare Il servizio di assistenza infermieristica domiciliare deve essere garantito, secondo modalità organizzative definite a livello aziendale, ed erogato anche nei giorni festivi e prefestivi laddove si ravvisi la necessità di accessi più assidui e, comunque, secondo le necessità individuate dal PAI. Assisteniamedico-ienerica(AMG) programmata Le cure domiciliari non possono essere avviate in assenza del medico curante, unico referente/responsabile globale clinico del

10 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 7 proprio paziente e della sua salute ed è titolato sia alla piena partecipazione in seno all Unità di valutazione multidimensionale che nell ambito delle cure primarie per l eventuale raccordo con l ospedale. L assistenza a domicilio a cura del medico curante è regolamentata dai rispettivi Accordi collettivi nazionali come integrati dagli accordi regionali. Assistenza medico-specialistica (AMS) Ogni ASP deve garantire, su richiesta del medico curante dell assistito, l attivazione degli interventi specialistici necessari ad assicurare le prestazioni diagnostico-cliniche a domicilio richieste dalla persona tenendo conto, ove necessario, dell attivazione formale di corsie preferenziali anche attraverso strumenti di telemedicina e telemonitoraggio. Assistenza riabilitativa domiciliare(ard) Per gli interventi di assistenza riabilitativa da erogare per il recupero funzionale a domicilio, secondo modalità organizzative definite a livello aziendale, si fa richiamo a quanto riportato nelle citate linee guida, di cui al decreto n. 1543/08, che prevedono interventi specifici da parte di professionisti sanitari dell area della riabilitazione. Assistenza cure palliative domiciliari Tali cure devono essere rese secondo le indicazioni introdotte con decreto n. 873/09 intervenuto nel disciplinare il percorso e le Profilo di cura Tab. 1 Profili di cura e standards qualificanti delle cure domiciliari Natura del bisogno Intensità CIA= GEA/GDC* modalità di eleggibilità per l ammissione alle cure palliative presso il proprio domicilio. Coerentemente con quanto indicato relativamente ai profili di cura e standard qualificanti delle cure domiciliari di cui alla tabella sottostante, le modalità di erogazione delle cure palliative domiciliari, per la loro peculiarità, presuppongono modalità organizzative, assistenziali diversificate e distinte rispetto alle cure domiciliari integrate ancorchè di terzo livello. Profili di cura e standards qualificanti delle cure domiciliari Al fine di identificare il contenuto dei livelli di assistenza in termini prestazionali e fornire elementi utili per la definizione di standards qualificati e appropriati alle cure domiciliari all interno dei diversi percorsi di cura definiti per ciascun regime di erogazione in base alla natura del bisogno e del livello di intensità dell assistenza, appare utile richiamare in queste linee guida gli elementi che si caratterizzano per l identificazione dei livelli differenziati in funzione della natura del bisogno, della complessità, della durata media, nonché di altri criteri già previsti dal documento ministeriale sulle Cure domiciliari del Pertanto, volendo incidere in termini anche di bontà delle risposte ai bisogni di cure domiciliari nella Regione, si ritiene di dover adottare con il presente documento i profili di cura e gli standards riportati nella tabella (tab. 1) che integra e sostituisce gli attinenti parametri già introdotti con i precedenti atti programmatori citati. Durata media Complessità Mix delle figure professionali/impegno assistenziale** CD prestazionali (occasionali o cicliche programmate Clinico funzionale Infermiere (15-30 ) Professionisti della riabilitazione (30 ) Medico (30 ) CD integrate di primo Clinico funzionale Fino a 0, giorni Infermiere (30 ) livello (già ADI) sociale Professionisti della riabilitazione (45 ) Medico (30 ) Operatore socio-sanitario (60 ) CD integrate di secondo Clinico funzionale Fino a 0, giorni Infermiere (30-45 ) livello (già ADI) sociale Professionisti della riabilitazione (45 ) Dietista (30 ) Medico (45 ) Operatore socio-sanitario (60-90 ) CD integrate di terzo Clinico funzionale Superiore a 0,50 90 giorni Infermiere (60 ) livello (già OD) sociale Professionisti della riabilitazione (60 ) Dietista (60 ) Psicologo (60 ) Medico e/o medico specialista (60 ) Operatore socio-sanitario (60-90 ) Cure palliative malati terminali Clinico funzionale Superiore a 0,60 60 giorni Infermiere (60 ) (già OD CP) sociale Professionisti della riabilitazione (60 ) Dietista (60 ) Psicologo (60 ) Medico e/o medico specialista (60 ) Operatore socio-sanitario (60-90 ) Note: CIA = coefficiente intensità assistenziale; GEA = giornata effettiva assistenza; GDC = giornate di cura (durata PAI). **Figure professionali previste in funzione del PAI e tempo medio in minuti per accesso domiciliare. Fonte: Ministero della salute (2006). Operatività del servizio (fascia oraria 8-20) 5 giorni su 7 8 ore die 5 giorni su 7 8 ore die 6 giorni su 7 10 ore die da lunedì a venerdì 6 ore il sabato 7 giorni su 7 10 ore die da lunedì a venerdì 6 ore il sabato e festivi pronta disponibilità medica ore 8/20 7 giorni su 7 10 ore die da lunedì a venerdì 6 ore il sabato e festivi pronta disponibilità medica 24 ore

11 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n Il sistema degli interventi e dei servizi sociali nelle cure domiciliari L organizzazione dei servizi domiciliari si ispira al modello della domiciliarizzazione delle prestazioni. Pur riconoscendosi alcune prestazioni di carattere specifico, che richiedono quindi una disponibilità di operatori adeguatamente preparati, il domicilio dell utente deve essere inteso alla stregua di uno dei regimi in cui si effettuano le prestazioni sociali; per cui occorre offrire agli utenti un ventaglio sufficientemente ampio di opportunità. L attività al domicilio si iscrive precipuamente nell area dei servizi di sostegno al nucleo familiare ed alla persona. Le prestazioni organizzate da questo livello, sono: - prestazioni professionali di carattere sociale e psicologico; - interventi di cura rivolti alle persone e alle loro abitazioni in caso di ridotta o totale non autosufficienza, permanente o temporanea, quale che ne sia la causa; - attività amministrative di disbrigo pratiche (certificazioni, denuncia dei redditi, domande di pensione); - accompagnamento dal domicilio a servizi sociali e sanitari; - organizzazione dei servizi di trasporto verso servizi e altri luoghi; - pasti a domicilio, preparazione pasti. SEZIONE III - Le azioni a supporto dell efficacia del sisiema Obiettivo delle presenti linee guida è, anche attraverso l identificazione delle prestazioni sanitarie e degli interventi sociali, quello di conseguire la responsabilizzazione a tutti i livelli del processo di integrazione, affinché dalla fase di programmazione a quella di attuazione ogni attore del sistema concorra al raggiungimento del risultato complessivo. Al fine, quindi, di garantire la tenuta del sistema integrato delle cure domiciliari per l equilibrio tra domanda/offerta e la certezza di risultati attesi coerenti al programma, si rende necessario che tutti gli interventi, sul piano organizzativo e operativo, rispondano all esigenza di assicurare adeguati livelli di prestazione nell erogazione delle cure domiciliari. le cure domiciliari prestazionali che non prevedono né la presa in carico dell assistito né la sua valutazione multidimensionale; l ospedalizzazione domiciliare, caratterizzata dall erogazione di prestazioni al domicilio del paziente, da parte di un equipe ospedaliera. Va precisato inoltre che per le prestazioni sociali domiciliari integrate con quelle sanitarie, rilevate attraverso il sistema informativo regionale integrato socio-sanitario (SIRIS), il predetto flusso informativo regionale sarà opportunamente integrato per completare il quadro informativo. La Regione provvede alla redazione di un rapporto biennale sulle cure domiciliari utilizzando i dati dei nuovi flussi informativi (di cui al D.M. 17 dicembre 2008) cui si devono aggiungere i dati sulla integrazione socio-sanitaria delle prestazioni al fine di verificare il livello di raggiungimento degli obiettivi, le criticità e le possibili proposte per sviluppare e migliorare l assistenza domiciliare. Al fine di monitorare l andamento dell assistenza domiciliare integrata e il raggiungimento di determinati obiettivi, tenuto conto che il flusso informativo attivato dal decreto ministeriale 17 dicembre 2008 e recepito con decreto n. 728 del 10 marzo 2010, fornisce un ampio quadro di informazioni statistiche, si ritiene opportuno aggiungere, in questa prima fase di start-up dell attività, una prima serie di indicatori che saranno rilevati nel primo anno dal responsabile aziendale delle cure domiciliari, e che riguardano i seguenti aspetti: - numero medici di base che attivano percorsi di cura domiciliare/numero medici di base totale; - casi trattati/utenti in lista d attesa; - unità di terapisti riabilitazione/ infermieri professionali/ altri operatori/ totale ore di assistenza erogata; - unità di assistenti sociali dei comuni/operatori sociali/numero di casi presi in carico dal sistema delle cure domiciliari integrate; - presenza di protocolli operativi stipulati per favorire il raccordo operativo sul coordinamento e l integrazione delle prestazioni; - numero di Punti unici di accesso e/o altri sportelli informativi e di accesso per i cittadini che necessitano di assistenza domiciliare/n. totale della popolazione 65 anni; - numero ore di formazione annuale per personale impiegato nelle cure domiciliari; - misurazione del livello di soddisfazione degli utenti. Altri indicatori utili al monitoraggio degli interventi sociali potranno essere desunti dai dati relativi all indagine censuaria sulla spesa sociale dei comuni realizzata periodicamente dall ISTAT, ed essere aggiunti successivamente. 3.1 Il sistema informativo integrato e il monitoraggio e la valutazione delle prestazioni erogate Ai fini del monitoraggio dell assistenza domiciliare integrata sul territorio le Aziende sanitarie provinciali sono tenute all obbligo di compilazione e trasmissione, attraverso il sistema informativo sanitario (SIS), del modello FLS21 (quadro H). In aderenza agli obblighi informativi derivanti dalle prescrizioni ministeriali di cui al D.M. salute 17 dicembre 2008, la Regione siciliana con decreto dirigenziale 10 marzo 2010 ha istituito un nuovo flusso ministeriale che, contestualmente al modello FLS21 indicato, 3.2 La formazione e l aggiornamento del personale fornirà, a far data dell 1 gennaio 2010, ulteriori e più dettagliate informazioni sulle prestazioni sanitarie erogate in regime di assistenza domiciliare integrata. può e non deve essere una formazione esclusivamente tecnica, rispo- La formazione del personale dedicato alle cure domiciliari non Con tale provvedimento è stato individuato il tracciato record sta ad un bisogno tecnico, in quanto essa ha alcune caratteristiche per la registrazione ed il monitoraggio delle seguenti informazioni: spostare il fulcro degli interventi formativi dagli interessi settoriali peculiari rispetto ad altri tipi di attività formativa. Si tratta cioè di caratteristiche anagrafiche dell assistito; degli operatori ai bisogni delle persone assistite a domicilio e alle valutazione ovvero rivalutazione socio-sanitaria dell assistito e condizioni per affrontarli in modo efficace. Chiavi di lettura unitarie dei relativi bisogni assistenziali; per analizzare i bisogni di formazione e progettare gli interventi formativi sono i requisiti fondamentali dell assistenza domiciliare quali erogazione dell assistenza; sospensione della presa in carico; la valutazione globale dei bisogni, l approccio multidisciplinare, l integrazione socio-sanitaria, la continuità assistenziale, la valutazione dimissione dell assistito. Le cure domiciliari oggetto di rilevazione sono quelle caratterizzate da interventi di natura sanitaria e socio-sanitaria che soddisfano Inoltre gli operatori dovranno acquisire competenze specifiche di efficacia. per grandi linee i seguenti 4 criteri guida: relative al lavoro di rete e conoscenza dei meccanismi di multilevel la presa in carico dell assistito; governance del sistema delle cure domiciliari. la valutazione multidimensionale dell assistito; È possibile prevedere attività formative congiunte, anche articolate per i diversi livelli (istituzionale, organizzativo e professionale) la definizione di un piano/programma/progetto di assistenza individuale; che sviluppino competenze: la responsabilità clinica in capo al medico curante dell assistito o al medico competente per la terapia del dolore, purché - sull accesso unitario; - sull articolazione dei servizi e delle prestazioni domiciliari; afferenti al distretto/asp. - sulla valutazione multidimensionale; Appare opportuno ricordare che non devono essere inviati al - sulla integrazione organizzativa e istituzionale. sistema informativo nazionale per il monitoraggio dell assistenza domiciliare le informazioni relative: ( )012

12 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 7 DECRETI ASSESSORIALI ASSESSORATO DELL ENERGIA E DEI SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ DECRETO 26 gennaio Rettifica del decreto 28 dicembre 2010, concernente risultanze di verifica di ammissibilità delle istanze pervenute a valere sull avviso pubblico disciplinante le procedure per l attuazione della linea di intervento del PO FESR Sicilia 2007/2013. IL DIRIGENTE GENERALE DEL DIPARTIMENTO REGIONALE DELL ENERGIA Visto lo Statuto della Regione; Vista la legge regionale n. 10 del 15 maggio 2000, concernente Disciplina del personale regionale e dell organizzazione degli uffici della Regione e, in particolare, l art. 2, comma 1, per effetto della quale spetta al titolare dell indirizzo politico definire gli obiettivi ed i programmi da attuare, e comma 2 che attribuisce ai dirigenti la competenza per l adozione degli atti e dei provvedimenti amministrativi, compresi quelli che impegnano l Amministrazione verso l esterno, nonché la gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa mediante autonomi poteri di spesa; Visto il decreto del Presidente della Regione siciliana n del 29 dicembre 2010 con il quale è stato conferito l incarico di dirigente generale del dipartimento regionale dell energia; Visto il decreto n. 197 del 18 maggio 2010, con il quale è stato approvato l avviso pubblico disciplinante le procedure per l attuazione della linea di intervento del PO FESR 2007/2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 25 del 28 maggio 2010; Visto il decreto n. 613 del 28 dicembre 2010, con il quale sono state approvate le risultanze delle verifiche di ammissibilità delle istanze pervenute a valere sull avviso pubblico sopra menzionato; Visto il verbale n. 6 del 9 dicembre 2010 redatto dal gruppo di lavoro costituito con nota prot del 19 novembre 2010; Preso atto che per un mero errore materiale alla riga 12 della tabella di cui all art. 3 del richiamato provvedimento, decreto n. 613, è stato erroneamente riportato quale motivo di inammissibilità per la società ECOIL s.r.l. Si prevede solo la realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica (art. 7 c 3) anziché la corretta indicazione È previsto solo la realizzazione di un impianto di biodiesel. Non è favorita la costituzione di alcuna filiera industriale (art. 7 c 3) giusta indicazione della scheda istruttoria allegata al verbale n. 6 del 9 dicembre 2010 del gruppo di lavoro costituito con nota prot. n del 19 novembre 2010; Ritenuto di dover effettuare la rettifica all art. 3 del decreto n. 613 del 28 dicembre 2010; Decreta: Art. 1 Per quanto in premessa rappresentato, all art. 3 del decreto n. 613 del 28 dicembre 2010, riga Progr. 12 società proponente ECOIL s.r.l. il seguente motivo di inammissibilità Si prevede solo la realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica (art. 7 c 3) è così rettificato È previsto solo la realizzazione di un impianto di biodiesel. Non è favorita la costituzione di alcuna filiera industriale (art. 7 c 3), giusta indicazione della scheda istruttoria che riguarda la società proponente ECOIL s.r.l., allegata al verbale n. 6 del 9 dicembre 2010 redatto dal gruppo di lavoro costituito con nota prot del 19 novembre Art. 2 Il presente decreto sarà trasmesso all ufficio della Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana per la relativa pubblicazione ai fini della notifica a tutti i soggetti interessati e pubblicato nel sito ufficiale del dipartimento dell energia e nel sito Palermo, 26 gennaio ( )131 GALATI ASSESSORATO DELL ISTRUZIONE E DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE DECRETO 13 gennaio Modifica dell avviso pubblico per la realizzazione di master universitari di II livello - Programma operativo obiettivo convergenza 2007/2013, Fondo sociale europeo, Regione siciliana, asse IV, capitale umano. IL DIRIGENTE GENERALE DEL DIPARTIMENTO REGIONALE DELL ISTRUZIONE E DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE Visto lo Statuto della Regione; Visto il regolamento CE n. 1081/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 luglio 2006 relativo al Fondo sociale europeo e recante abrogazione del regolamento CE n. 1784/1999; Visto il regolamento CE n. 1083/2006 del Consiglio dell 11 luglio 2006 recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento CE n. 1260/1999 (il Regolamento fondi strutturali ); Visto il regolamento CE n. 1828/2006 della Commissione dell 8 dicembre 2006, che stabilisce modalità di applicazione del regolamento CE n. 1083/2006 del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e del regolamento CE n. 1080/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale (il Regolamento di attuazione ); Vista la decisione comunitaria di approvazione del Quadro strategico nazionale (CE) n del 13 luglio 2007 (la Decisione QSN ); Visto il Programma operativo del FSE obiettivo convergenza della Regione siciliana approvato con decisione della Commissione europea (CE) 6722 del 17 dicembre 2007; Visto il documento di attuazione strategica per il del Programma operativo convergenza della Regione siciliana approvato con delibera n.164 dell 8 maggio 2009 della Giunta regionale;

13 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n Visto il vademecum per gli operatori in attuazione del Programma operativo regionale Regione siciliana FSE , approvato con decreto n. 520 dell 11 maggio 2009; Visto il decreto n. 1356/XIV del 3 luglio 2009 di approvazione dell avviso pubblico per la realizzazione di master universitari di II livello, pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 32 del 10 luglio 2009; Considerato in particolare che, l avviso pubblico per la realizzazione di master universitari di II livello sopra citato al cap. 6 Destinatari delle azioni - punto 6.1 Modalità per la selezione dei candidati prevede che: Per la selezione dei candidati sono ammesse le candidature che dimostrano, alla data di pubblicazione del presente avviso, il possesso dei seguenti requisiti: -Titolo di studio richiesto per il profilo formativo del progetto (laurea vecchio ordinamento, laurea specialistica o magistrale); Visto il decreto n. 3285/III/IS del 30 luglio 2010, con il quale è stata approvata la graduatoria definitiva dei progetti presentati a valere dell avviso pubblico sopra citato e di contestuale ammissione al finanziamento di n. 59 progetti collocatisi, in base al relativo punteggio e importo richiesto, in posizione utile relativamente alla capienza della dotazione finanziaria prevista; Considerate le istanze prot. n del 6 settembre 2009, prot. n del 22 novembre 2009, prot. n del 25 novembre 2009, rispettivamente delle Università degli studi di Palermo, Messina e Catania, soggetti proponenti e attuatori di buona parte dei progetti finanziati con il decreto n. 3285/III/IS del 30 luglio 2010 sopra indicato, relative alla disposizione sopra citata dell art. 6 punto 6.1 dell avviso di riferimento, argomentate dall osservazione che il possesso del requisito del titolo di studio necessario per la partecipazione al master (laurea specialistica /magistrale o vecchio ordinamento) alla data di pubblicazione dell avviso in parola, comporta un restringimento dei potenziali utenti e un immotivata esclusione dalla partecipazione ai master di tutti i potenziali candidati che abbiano conseguito il titolo richiesto solo in data successiva all emanazione dell avviso regionale e che le modalità di selezione dei candidati privando i giovani laureati dell importante opportunità di fruizione di un corso di alta formazione limita gli obiettivi formativi e di crescita sociale ed economica del FSE; Considerato che le suddette università, con le istanze sopra individuate, chiedono di rivedere la disposizione di cui al punto 6.1 dell avviso, prescrivendo che il requisito del titolo di studio necessario per la partecipazione ai master (laurea specialistica /magistrale o vecchio ordinamento) sia posseduto alla data di pubblicazione, da parte dei soggetti attuatori dei master, dei bandi di selezione dei candidati; Ritenuto di condividere l istanza sopra rappresentata, anche a sostegno di maggiore garanzia di risultato degli interventi finanziati; Ritenuto di mantenere comunque una priorità nella selezione dei candidati in favore del titolo di studio posseduto alla data di pubblicazione dell avviso pubblico per la realizzazione di master universitari di II livello, pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, n. 32 del 10 luglio 2009; Considerato che la modifica del suddetto requisito di accesso ai progetti da parte dei destinatari finali non incidendo sulle posizioni dei beneficiari previsti dall avviso non rende necessaria la riapertura dei termini dell avviso in parola; Decreta: Art. 1 Per le motivazioni citate in premessa, che qui si intendono riportate e trascritte, l avviso pubblico per la realizzazione di master universitari di II livello - Programma operativo obiettivo convergenza 2007/2013, Fondo sociale europeo, Regione siciliana - pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 32 del 10 luglio 2009, approvato con il decreto n. 1356/XIV del 3 luglio 2009, è modificato come da allegato parte integrante del presente atto, al punto Modalità per la selezione dei candidati, nella parte relativa alla data del possesso del requisito del titolo di studio previsto per la selezione dei candidati, come segue: 6.1 Modalità per la selezione dei candidati Per la selezione dei candidati sono ammesse le candidature che dimostrano il possesso dei seguenti requisiti alla data di pubblicazione dell avviso pubblico da parte del soggetto attuatore: Titolo di studio richiesto per il profilo formativo del progetto (laurea vecchio ordinamento, laurea specialistica o magistrale) alla data di pubblicazione dell avviso pubblico da parte del soggetto attuatore. Residenza nella Regione siciliana da almeno sei mesi precedenti alla data di pubblicazione dell avviso pubblico da parte del soggetto attuatore. In sede di selezione dei candidati dovrà essere assicurata priorità di ammissione al titolo di studio posseduto alla data di pubblicazione del presente avviso per la realizzazione di master universitari di II livello, pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 32 del 10 luglio La valutazione dei candidati ammessi alla selezione sarà realizzata nel rispetto di criteri che tengano conto dei seguenti elementi minimi ritenuti obbligatori: a) coerenza del profilo di ingresso con le caratteristiche della figura professionale in uscita (coerenza del titolo di studio, background professionale, possesso delle conoscenze tecnico scientifiche o economico giuridiche di base, con riferimento all ambito tematico prescelto per l intervento e secondo una differente gradualità in funzione della tipologia di destinatario/finalità dell intervento); b) conoscenza certificata della lingua inglese; c) buona conoscenza dei sistemi informatici. Si dovrà tenere conto anche delle: attitudini al lavoro di gruppo, al problem finding e problem solving, alle relazioni interpersonali/comunicazione; motivazioni del soggetto in selezione alla partecipazione all iniziativa. I criteri di selezione dei candidati, unitamente alle modalità di composizione della commissione di selezione, dovranno essere puntualizzati nella proposta progettuale presentata. Art. 2 Restano invariate tutte le altre disposizioni previste nell avviso pubblico per la realizzazione di master universitari di II livello (Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 32 del 10 luglio 2009) approvato con il decreto n. 1356/XIV del 3 luglio La modifica sopra riportata non da luogo a riapertura dei termini di presentazione delle domande.

14 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 7 Art. 3 La presente modifica dell avviso pubblico per la realizzazione di master universitari di II livello (Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 32 del 10 luglio 2009), approvato con il decreto n. 1356/XIV del 3 luglio 2009, in UNIONE EUROPEA FONDO SOCIALE EUROPEO REPUBBLICA ITALIANA REGIONE SICILIANA corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, è rinvenibile nel sito del dipartimento e nel sito ufficiale del FSE: Palermo, 13 gennaio DIPARTIMENTO REGIONALE PUBBLICA ISTRUZIONE PROGRAMMA OPERATIVO OBIETTIVO CONVERGENZA , FONDO SOCIALE EUROPEO, REGIONE SICILIANA ASSE IV Capitale umano MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI Direzione Generale per le Politiche per l Orientamento e la Formazione Modifica avviso per la realizzazione di master universitari di II livello pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, n. 32 del 10 luglio 2009 CAMPO Allegato Con riferimento all avviso per la realizzazione di master universitari di II livello - Programma operativo obiettivo convergenza 2007/2013, Fondo sociale europeo, Regione siciliana, pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 32 del 10 luglio 2009, si apporta la seguente rettifica al paragrafo 6.1 Modalità per la selezione dei candidati: 6.1 Modalità per la selezione dei candidati Per la selezione dei candidati sono ammesse le candidature che dimostrano il possesso dei seguenti requisiti alla data di pubblicazione dell avviso pubblico da parte del soggetto attuatore: titolo di studio richiesto per il profilo formativo del progetto (laurea vecchio ordinamento, laurea specialistica o magistrale) alla data di pubblicazione dell avviso pubblico da parte del soggetto attuatore; residenza nella Regione siciliana da almeno sei mesi precedenti alla data di pubblicazione dell avviso pubblico da parte del soggetto attuatore. In sede di selezione dei candidati dovrà essere assicurata priorità di ammissione al titolo di studio posseduto alla data di pubblicazione del presente avviso per la realizzazione di master universitari di II livello, pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, n. 32 del 10 luglio La valutazione dei candidati ammessi alla selezione sarà realizzata nel rispetto di criteri che tengano conto dei seguenti elementi minimi ritenuti obbligatori: a) coerenza del profilo di ingresso con le caratteristiche della figura professionale in uscita (coerenza del titolo di studio, background professionale, possesso delle conoscenze tecnico scientifiche o economico giuridiche di base, con riferimento all ambito tematico prescelto per l intervento e secondo una differente gradualità in funzione della tipologia di destinatario/finalità dell intervento); b) conoscenza certificata della lingua inglese; c) buona conoscenza dei sistemi informatici. Si dovrà tenere conto anche delle: attitudini al lavoro di gruppo, al problem finding e problem solving, alle relazioni interpersonali/comunicazione; motivazioni del soggetto in selezione alla partecipazione all iniziativa. I criteri di selezione dei candidati, unitamente alle modalità di composizione della commissione di selezione, dovranno essere puntualizzati nella proposta progettuale presentata. Restano invariate tutte le altre disposizioni previste nell avviso pubblico per la realizzazione di master universitari di II livello approvato con il decreto n. 1356/XIV del 3 luglio 2009 (Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 32 del 10 luglio 2009). La modifica sopra riportata non da luogo a riapertura dei termini di presentazione delle domande. ( )137

15 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n ASSESSORATO DELLE RISORSE AGRICOLE E ALIMENTARI DECRETO 30 novembre Griglie di elaborazione per la determinazione delle riduzioni e delle esclusioni relative alla misura 216 Investimenti non produttivi in aziende agricole del P.S.R. Sicilia 2007/2013. IL DIRIGENTE GENERALE DEL DIPARTIMENTO REGIONALE DEGLI INTERVENTI STRUTTURALI PER L AGRICOLTURA Visto lo Statuto della Regione; Visto il D.P.Reg. 28 febbraio 1979, n. 70, che approva il testo unico delle leggi sull ordinamento del Governo e dell Amministrazione della Regione siciliana; Visto il regolamento CE n. 1290/2005 del Consiglio del 21 giugno 2005, relativo al finanziamento della politica agricola comune; Visto il regolamento CE n. 1698/2005 del Consiglio del 20 settembre 2005, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e successive modifiche e integrazioni; Visto il regolamento CE n. 1320/2006 della Commissione del 5 settembre 2006, recante disposizioni per la transizione al regime di sostegno allo sviluppo rurale istituito dal regolamento CE n. 1698/2005 del Consiglio; Visto il regolamento CE n. 1944/2006 del Consiglio del 19 dicembre 2006, che modifica il regolamento CE n. 1698/2005 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR); Visto il regolamento CE n. 1974/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006, recante disposizioni di applicazione del regolamento CE n. 1698/2005 del Consiglio sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR); Visto il regolamento CE n. 1975/2006 della Commissione del 7 dicembre 2006, che stabilisce modalità di applicazione del regolamento CE n. 1698/2005 del Consiglio per quanto riguarda l attuazione delle procedure di controllo e della condizionalità per le misure di sostegno dello sviluppo rurale; Visto il regolamento CE n. 1782/03 del Consiglio del 29 settembre 2003, recante norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell ambito della PAC; Visto il regolamento CE n. 796/2004 della Commissione del 21 aprile 2004, recante modalità di applicazione della condizionalità, della modulazione e del sistema integrato di gestione e controllo di cui al regolamento CE n. 1782/2003 che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell ambito della politica agricola comune ed istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori; Visto il regolamento CE n. 1848/2006 della Commissione del 14 dicembre 2006, relativo alle irregolarità e al recupero delle somme indebitamente pagate nell ambito del finanziamento della PAC nonché all instaurazione di un sistema di informazione in questo settore e che abroga il regolamento n. 595/91 del Consiglio; Visto il decreto legislativo Disposizioni sanzionatorie in materia di violazioni commesse nell ambito del regolamento CE n. 1698/2005 del Consiglio del 20 settembre 2005, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) ; Visto il DM n del 22 dicembre 2009 Disciplina del regime di condizionalità ai sensi del regolamento CE n. 73/2009 e delle riduzioni ed esclusioni per inadempienze dei beneficiari dei pagamenti diretti e dei programmi di sviluppo rurale, che ha abrogato il precedente DM n del 20 marzo 2008 Disposizioni in materia di violazioni riscontrate nell ambito del regolamento CE n. 1782/03 del Consiglio del 29 settembre 2003 sulla PAC e del regolamento CE n. 1698/2005 del Consiglio del 20 settembre 2005, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR); VISTO il regolamento CE n. 883/2006 della Commissione del 21 giugno 2006, recante modalità d applicazione del regolamento CE n. 1290/2005 del Consiglio, per quanto riguarda la tenuta dei conti degli organismi pagatori, le dichiarazioni delle spese e delle entrate e le condizioni di rimborso delle spese nell ambito del FEAGA e del FEASR; VISTO il regolamento CE n. 885/2006 della Commissione del 21 giugno 2006, recante modalità di applicazione del regolamento CE n. 1290/2005 del Consiglio per quanto riguarda il riconoscimento degli organismi pagatori e di altri organismi e la liquidazione dei conti del FEAGA e del FEASR; Vista la decisione C (2008) 735 del 18 febbraio 2008 con la quale la Commissione europea ha approvato il Programma di sviluppo rurale della Sicilia per il periodo (PSR); Considerato che è attribuita al dirigente generale del dipartimento interventi strutturali la qualifica di autorità di gestione del PSR; Visto il decreto presidenziale n del 31 dicembre 2009, con il quale è stato conferito alla dott.ssa Rosaria Barresi l incarico di dirigente generale del dipartimento interventi strutturali; Visti i decreti legislativi 27 maggio 1999, n. 165 e 15 giugno 2000, n. 188 che attribuiscono all Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), con sede in Roma, la qualifica di organismo pagatore delle disposizioni comunitarie a carico del FEAGA e del FEASR; Visto l art. 60 della legge regionale n. 14 del 14 aprile 2006, che istituisce l Agenzia della Regione siciliana per le erogazioni in agricoltura - ARSEA; Considerato che, nelle more della costituzione e riconoscimento dell ARSEA quale organismo pagatore, in conformità alle norme citate, le relative funzioni sono svolte dall AGEA; Visto il Protocollo d intesa stipulato in Palermo, in data 13 novembre 2008, tra l Assessorato dell agricoltura e delle foreste e AGEA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) avente ad oggetto la delega da parte di AGEA alla Regione siciliana per l esecuzione di alcune fasi delle proprie funzioni di autorizzazione dei pagamenti nell ambito del PSR; Visto il Manuale delle procedure per la determinazione delle riduzioni, delle esclusioni e delle sanzioni per le iniziative previste dal PSR, approvato con decreto n del 16 dicembre 2008 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 13 del 27 marzo 2009; Visto il decreto n. 977 del 5 giugno 2009, registrato alla Corte dei conti il 25 giugno 2009 al reg. 1, foglio 357, con il quale sono state approvate integrazioni e modifiche al Manuale delle procedure per la determinazione delle riduzioni, delle esclusioni e delle sanzioni per le iniziative previste dal PSR;

16 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 7 Viste le Disposizioni attuative e procedurali delle misure a investimento del Programma di sviluppo rurale Regione Sicilia approvate con decreto n. 880 del 27 maggio 2009 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 28 del 19 giugno 2009 S.O.; Visti i bandi e le disposizioni attuative specifiche relativi all azione A della misura 216 Investimenti non produttivi in aziende agricole del PSR, approvati con decreto n del 29 giugno 2009 e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 38 del 14 agosto 2009, e alle azioni B e C della stessa misura 216, approvate con decreto n. 413 del 17 maggio 2010 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 35 del 6 agosto 2010; Preso atto che il Manuale delle procedure per la determinazione delle riduzioni, delle esclusioni e delle sanzioni per le iniziative previste dal PSR, approvato con decreto n del 16 dicembre 2008, è un documento integrato di riferimento contenente gli elementi di verifica e le modalità operative per la determinazione delle riduzioni, delle esclusioni e per le sanzioni per le iniziative previste dal PSR per le violazioni che attengono agli impegni fissati nel documento di programmazione approvato dalla Commissione europea; Rilevato che le violazioni attengono agli impegni fissati nei documenti di programmazione approvati dalla Commissione europea e nelle disposizioni tecniche e procedurali successivamente emanati (Bandi); Preso atto che, con il succitato decreto n del 16 dicembre 2008, la determinazione delle violazioni agli impegni fissati nelle disposizioni attuative successivamente emanate era rinviata a successivi provvedimenti; Ritenuto, pertanto, in ottemperanza a quanto previsto dal succitato DM n del 22 dicembre 2009, di dovere dettagliare per i beneficiari della misura 216, Investimenti non produttivi in aziende agricole, un quadro di riferimento che individui, in relazione alle tipologie di interventi oggetto di aiuto, le riduzioni/esclusioni conseguenti ad eventuali inadempimenti secondo l allegato A che è parte integrante e sostanziale del presente decreto; A termine delle vigenti disposizioni di legge; Decreta: Art. 1 Sono approvate Le griglie di elaborazione relative alla misura 216 Investimenti non produttivi in aziende agricole, di cui all allegato A al presente atto, del quale è parte integrante e sostanziale, recanti i livelli di gravità, entità e durata di ciascuna violazione e le conseguenti riduzioni/esclusioni, con riferimento agli impegni assunti dai destinatari degli aiuti della misura 216 dell asse 2 Miglioramento dell ambiente e dello spazio rurale del PSR. Art. 2 Per quanto non disposto negli allegati al presente decreto, si rinvia alle disposizioni del citato Manuale delle procedure per la determinazione delle riduzioni, delle esclusioni e delle sanzioni per le iniziative previste dal PSR, alle disposizioni del succitato DM n /2009 e successive modifiche e integrazioni, nonché alle disposizioni dei regolamenti comunitari relativi allo sviluppo rurale ed alla condizionalità. Art. 3 In assenza di diversa disposizione contenuta negli allegati approvati con il presente decreto, restano confermate le ipotesi di violazione contenute nel PSR o nei documenti attuativi che diano luogo a provvedimenti di revoca e/o di recupero degli aiuti erogati. Art. 4 Le disposizioni approvate con il presente atto costituiscono integrazione di quanto già previsto nei documenti attuativi ad oggi adottati. Art. 5 Il presente provvedimento sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana. Il presente provvedimento sarà trasmesso alla Corte dei conti per il prescritto controllo preventivo di legittimità. Palermo, 30 novembre BARRESI Registrato alla Corte dei conti, sezione controllo per la Regione siciliana, addì 22 dicembre 2010, reg. n. 4, Assessorato delle risorse agricole e alimentari, fg. n. 14. GRIGLIE DI ELABORAZIONE DELLA MISURA 216 Investimenti non produttivi in aziende agricole. Allegato A In adempimento a quanto disposto dall art. 15 del D.M. 20 marzo 2008, n. 1205, successivamente abrogato e sostituito con il D.M. n del 22 dicembre 2009, che stabiliva le procedure necessarie all ammissibilità delle spese sul FEASR ed un sistema di controlli e sanzionatorio da applicare alle misure del PSR, con decreto n del 16 dicembre 2008 è stato approvato il Manuale delle procedure per la determinazione delle riduzioni, delle esclusioni e delle sanzioni, per le iniziative previste dal Programma di sviluppo rurale (PSR) della Sicilia per il periodo 2007/2013. Al paragrafo 2.3 (Riduzioni ed esclusioni nell ambito del sostegno a misure di investimento) del predetto manuale, contenente le modalità operative per la determinazione delle riduzioni e delle esclusioni per le violazioni che attengono agli impegni fissati nelle Disposizioni attuative specifiche della misura, viene stabilito che le percentuali di riduzione maggiori del 3% sono determinate dall autorità di gestione con apposito provvedimento, contestualmente all approvazione delle griglie di elaborazione delle singole misure/azioni. Le percentuali di riduzione da applicare alla misura 216 Investimenti non produttivi in aziende agricole per le violazioni classificate con il metodo descritto al paragrafo 2.3 del Manuale delle procedure per la determinazione delle riduzioni, delle esclusioni e delle sanzioni sono riportate nella seguente tabella: Punteggio Percentuale di riduzione X fra 1,00 (compreso) e 3,00 (escluso) 3% X fra 3,00 (compreso) e 4,00 (escluso) 8% X maggiore o uguale a 4,00 15%

17 PSR REGG. CE N. 1975/06 E N. 796/04 - RECEPIMENTO D.M. 22 DICEMBRE Determinazione degli indici di verifica - Tabelle per implementazione procedure calcolo esito GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 7 17

18 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 7

19 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 7 19

20 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 7

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA Premessa La struttura dipartimentale rappresenta il modello ordinario di gestione operativa delle

Dettagli

Il sistema di classificazione per profili finalizzati all appropriatezza delle Cure Domiciliari

Il sistema di classificazione per profili finalizzati all appropriatezza delle Cure Domiciliari LA PROGRAMMAZIONE REGIONALE IN TEMA DI CURE DOMICILIARI E ANALISI DEL DECRETO COMMISSARIALE N. 1/2013 Il sistema di classificazione per profili finalizzati all appropriatezza delle Cure Domiciliari Annalisa

Dettagli

Comune di Ragusa. Regolamento assistenza domiciliare agli anziani

Comune di Ragusa. Regolamento assistenza domiciliare agli anziani Comune di Ragusa Regolamento assistenza domiciliare agli anziani REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE AGLI ANZIANI approvato con delib. C.C. n.9 del del 24/02/84 modificato con delib. C.C.

Dettagli

Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore

Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore Testo aggiornato al 29 novembre 2011 Legge 15 marzo 2010, n. 38 Gazzetta Ufficiale 19 marzo 2010, n. 65 Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore La Camera dei

Dettagli

Progetto per l assistenza continua alla persona non autosufficiente

Progetto per l assistenza continua alla persona non autosufficiente Progetto per l assistenza continua alla persona non autosufficiente Piano di progetto Premessa: La proposta toscana per il progetto sulla non autosufficienza Cap. 1: I percorsi, gli attori e le azioni

Dettagli

PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO

PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO Settore di intervento: Assistenza agli anziani Sede di attuazione del Benevento 1- VIA DEI LONGOBARDI 9 progetto: Numero di volontari richiesti: 4 Attività di

Dettagli

02/05/2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 35. Regione Lazio

02/05/2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 35. Regione Lazio Regione Lazio DIREZIONE SVILUPPO ECONOMICO E ATTIVITA PRODUTTIVE Atti dirigenziali di Gestione Determinazione 23 aprile 2014, n. G06045 POR FESR LAZIO 2007-2013 ASSE I - Attività I.1 "Potenziamento e messa

Dettagli

Avviso Pubblico Giovani Attivi

Avviso Pubblico Giovani Attivi All. A Avviso Pubblico Giovani Attivi P.O.R. Campania FSE 2007-2013 Asse III Obiettivo Specifico: g) Sviluppare percorsi di integrazione e migliorare il (re)inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati

Dettagli

CIRCOLARE N. 13/E. Roma, 26 marzo 2015

CIRCOLARE N. 13/E. Roma, 26 marzo 2015 CIRCOLARE N. 13/E Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti Roma, 26 marzo 2015 OGGETTO: Articolo 1, comma 154, legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge stabilità 2015) Contributo del cinque per mille dell

Dettagli

Legge Regionale 23 Novembre 2006, n. 20. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza. (BUR N. 34 del 9 dicembre 2006)

Legge Regionale 23 Novembre 2006, n. 20. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza. (BUR N. 34 del 9 dicembre 2006) Legge Regionale 23 Novembre 2006, n. 20. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza. (BUR N. 34 del 9 dicembre 2006) Art.1 (Oggetto e finalità) 1. La Regione con la presente legge, in armonia

Dettagli

PROGETTO ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI

PROGETTO ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI PROGETTO ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI PIANO DISTRETTUALE DEGLI INTERVENTI del Distretto socio-sanitario di Corigliano Calabro Rif. Decreto Regione Calabria n. 15749 del 29/10/2008 ANALISI DELBISOGNO

Dettagli

Direttive per l azione amministrativa e la gestione della misura 133 Attività. di informazione e promozione del PSR 2007/2013.

Direttive per l azione amministrativa e la gestione della misura 133 Attività. di informazione e promozione del PSR 2007/2013. REGIONE AUTONOMA DELLA LA SARDEGNA L Assessore Direttive per l azione amministrativa e la gestione della misura 133 Attività di informazione e promozione del PSR 2007/2013. Dotazione finanziaria Il fabbisogno

Dettagli

REGOLAMENTO Autorizzazione al funzionamento e Accreditamento delle strutture, Accreditamento Soggetti erogatori Servizi Sociali

REGOLAMENTO Autorizzazione al funzionamento e Accreditamento delle strutture, Accreditamento Soggetti erogatori Servizi Sociali AMBITO TERRITORIALE DI AGNONE AGNONE BELMONTE DEL SANNIO CAPRACOTTA CAROVILLI CASTEL DEL GIUDICE CASTELVERRINO PESCOPENNATARO PIETRABBONDANTE POGGIO SANNITA SAN PIETRO AVELLANA SANT ANGELO DEL PESCO VASTOGIRARDI

Dettagli

Schema di disegno di legge recante norme relative alle persone non autosufficienti, alle politiche sociali e alla famiglia

Schema di disegno di legge recante norme relative alle persone non autosufficienti, alle politiche sociali e alla famiglia Schema di disegno di legge recante norme relative alle persone non autosufficienti, alle politiche sociali e alla famiglia Art. 1 (Delega al Governo in materia di protezione sociale e cura delle persone

Dettagli

AVVISO PER LA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI DI INFOMOBILITÀ - ATTIVITÀ IV.4 DEL POR CREO 2007-2013. Giunta Regionale

AVVISO PER LA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI DI INFOMOBILITÀ - ATTIVITÀ IV.4 DEL POR CREO 2007-2013. Giunta Regionale Giunta Regionale Direzione Generale delle Politiche Territoriali, Ambientali e per la Mobilità Area di Coordinamento Mobilità e Infrastrutture Settore Pianificazione del Sistema Integrato della Mobilità

Dettagli

Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012

Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012 Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012 martedì, 17 gennaio, 2012 http://www.lombardiasociale.it/2012/01/17/disegnato-il-percorso-di-riforma-delladi-per-il-2012/ L'analisi del Contesto E

Dettagli

LA CONFERENZA UNIFICATA

LA CONFERENZA UNIFICATA Intesa tra il Governo e le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano e gli Enti locali sulla ripartizione del Fondo nazionale per le politiche giovanili di cui all art. 19, comma 2, del decreto legge

Dettagli

COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi

COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi Questo documento vuole essere una sintetica descrizione dei servizi e delle opportunità che i servizi sociali del Comune-tipo

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA Art. 1 Finalità e compiti del Dipartimento ad attività integrata (DAI) di Medicina Interna

Dettagli

Accesso alla dichiarazione 730 precompilata da parte del contribuente e degli altri soggetti autorizzati IL DIRETTORE DELL AGENZIA

Accesso alla dichiarazione 730 precompilata da parte del contribuente e degli altri soggetti autorizzati IL DIRETTORE DELL AGENZIA Prot. 2015/25992 Accesso alla dichiarazione 730 precompilata da parte del contribuente e degli altri soggetti autorizzati IL DIRETTORE DELL AGENZIA In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate

Dettagli

Sintesi modifiche apportate alle Disposizioni Attuative Specifiche della Mis. 123 - Accrescimento del valore aggiunto del settore agricolo e forestale

Sintesi modifiche apportate alle Disposizioni Attuative Specifiche della Mis. 123 - Accrescimento del valore aggiunto del settore agricolo e forestale REPUBBLICA ITALIANA Regione Siciliana ASSESSORATO REGIONALE DELLE RISORSE AGRICOLE E ALIMENTARI DIPARTIMENTO REGIONALE INTERVENTI STRUTTURALI Programma di Sviluppo Rurale Regione Sicilia 2007-2013 Reg.

Dettagli

A relazione dell'assessore Monferino:

A relazione dell'assessore Monferino: REGIONE PIEMONTE BU32 09/08/2012 Deliberazione della Giunta Regionale 30 luglio 2012, n. 45-4248 Il nuovo modello integrato di assistenza residenziale e semiresidenziale socio-sanitaria a favore delle

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE

REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE I Progetti Personalizzati sono rivolti a minori e adulti con disabilità, residenti nel territorio dell Azienda ULSS n.

Dettagli

Art. 2 (Procedimento di approvazione e variazione) PARTE PRIMA

Art. 2 (Procedimento di approvazione e variazione) PARTE PRIMA 4 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 162 suppl. del 15-10-2009 PARTE PRIMA Corte Costituzionale LEGGE REGIONALE 7 ottobre 2009, n. 20 Norme per la pianificazione paesaggistica. La seguente

Dettagli

MINISTERO DELLA SALUTE

MINISTERO DELLA SALUTE b) unica prova orale su due materie, il cui svolgimento è subordinato al superamento della prova scritta: una prova su deontologia e ordinamento professionale; una prova su una tra le seguenti materie

Dettagli

COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus. Carta. dei Servizi. Famiglie Anziani Infanzia

COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus. Carta. dei Servizi. Famiglie Anziani Infanzia COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus Carta dei Servizi Famiglie Anziani Infanzia Indice di revisione n. 1 del 1/3/2014 3 INDICE CHI SIAMO IDENTITA E VALORI 4 5 COSA FACCIAMO

Dettagli

IL SETTORE DELL ASSISTENZA E DELL AIUTO DOMICILIARE IN ITALIA

IL SETTORE DELL ASSISTENZA E DELL AIUTO DOMICILIARE IN ITALIA IL SETTORE DELL ASSISTENZA E DELL AIUTO DOMICILIARE IN ITALIA Il settore dell assistenza e dell aiuto domiciliare in Italia L assistenza domiciliare. Che cos è In Italia l assistenza domiciliare (A.D.)

Dettagli

Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE

Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE Lo scorso 8 febbraio nella sede del Comitato Consultivo, il Direttore Generale dell Azienda "Policlinico-Vittorio Emanuele", Armando Giacalone, il Direttore

Dettagli

Un percorso nell affido

Un percorso nell affido Un percorso nell affido Progetto nazionale di promozione dell affidamento familiare Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali Coordinamento Nazionale Servizi Affido SOMMARIO Il PROGETTO

Dettagli

AVVISO PUBBLICO SELEZIONE DEI PROGETTI DI INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO PROMOSSI DALLE ONG DOTAZIONE FINANZIARIA 2015

AVVISO PUBBLICO SELEZIONE DEI PROGETTI DI INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO PROMOSSI DALLE ONG DOTAZIONE FINANZIARIA 2015 AVVISO PUBBLICO SELEZIONE DEI PROGETTI DI INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO PROMOSSI DALLE ONG DOTAZIONE FINANZIARIA 2015 DATA DI PUBBLICAZIONE DELL ESTRATTO DEL BANDO SULLA GURI: DATA DI SCADENZA

Dettagli

GUIDA PRATICA ALLA CERTIFICAZIONE DEI CREDITI

GUIDA PRATICA ALLA CERTIFICAZIONE DEI CREDITI GUIDA PRATICA ALLA CERTIFICAZIONE DEI CREDITI (CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA PROCEDURA TELEMATICA) Versione 1.3 del 26/11/2012 Sommario Premessa... 3 1 Introduzione... 4 1.1 Il contesto normativo...

Dettagli

Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano

Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 19 del 6 febbraio 2006 e rettificato con deliberazione del Consiglio Comunale

Dettagli

MODALITA DI FUNZIONAMENTO E CONSULTAZIONE DEL TAVOLO PERMANENTE DEI SOGGETI DEL TERZO SETTORE DEL DISTRETTO SOCIALE EST MILANO

MODALITA DI FUNZIONAMENTO E CONSULTAZIONE DEL TAVOLO PERMANENTE DEI SOGGETI DEL TERZO SETTORE DEL DISTRETTO SOCIALE EST MILANO Allegato A alla deliberazione n. 11 dell 08/06/2012 MODALITA DI FUNZIONAMENTO E CONSULTAZIONE DEL TAVOLO PERMANENTE DEI SOGGETI DEL TERZO SETTORE DEL DISTRETTO SOCIALE EST MILANO 1. COMPITI E FINALITA

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E DI FUNZIONAMENTO DELLO SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA S U E Settore URBANISTICA ED EDILIZIA PRIVATA Febbraio 2013 TITOLO I PRINCIPI GENERALI... 3 Art. 1 Definizioni... 3

Dettagli

PROTOCOLLO. Prevenzione, Sorveglianza e Controllo delle Infezioni Correlate all Assistenza: attivazione e funzionamento dei relativi organismi.

PROTOCOLLO. Prevenzione, Sorveglianza e Controllo delle Infezioni Correlate all Assistenza: attivazione e funzionamento dei relativi organismi. Pagina 1 di 14 SOMMARIO Sommario...1 Introduzione...2 1. Scopo...2 2. campo di applicazione...3 3 Riferimenti...3 3.1 Riferimenti esterni...3 3.2 Riferimenti interni...3 4. Abbreviazioni utilizzate...4

Dettagli

SEZIONE I LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11

SEZIONE I LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 SEZIONE I 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI LEGGE REGIONALE 3 aprile 2006, n. 12 Norme in materia di polizia comunale. IL CONSIGLIO REGIONALE

Dettagli

RESPONS.In.City - Methodology

RESPONS.In.City - Methodology RESPONS.In.City - Methodology THE METHODOLOGY OF A RESPONSIBLE CITIZENSHIP PROMOTION Metodologia di Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa 1 Premessa La possibilità di partecipare

Dettagli

ACCORDO DI PARTENARIATO 2014 2020 ITALIA

ACCORDO DI PARTENARIATO 2014 2020 ITALIA ITALIA ALLEGATO III ELEMENTI SALIENTI DELLA PROPOSTA DI SI.GE.CO 2014 2020 SOMMARIO 1. Principi generali dei sistemi di gestione e controllo (FESR, FSE, FEAMP)... 3 1.1 Autorità di gestione... 3 1.1.1

Dettagli

Cos è e come si costituisce una cooperativa. Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna

Cos è e come si costituisce una cooperativa. Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna Cos è e come si costituisce una cooperativa Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna 1 Che cos è una cooperativa un'associazione autonoma di persone che si uniscono volontariamente per soddisfare i propri

Dettagli

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ALL. 5 CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ***** Regolamento sul funzionamento dell Organismo Indipendente di valutazione \ Approvato con deliberazione

Dettagli

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 3 giugno 2010, n. 1309

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 3 giugno 2010, n. 1309 18120 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 104 del 16-06-2010 vista la dichiarazione posta in calce al presente provvedimento da parte dei Dirigenti responsabili per competenza in materia che

Dettagli

Strutture sanitarie e Socio-assistenziali Autorizzazione e vigilanza

Strutture sanitarie e Socio-assistenziali Autorizzazione e vigilanza Dipartimento di Sanità Pubblica S a l u t e è S a p e r e Azioni di Prevenzione n. 2 28 Strutture sanitarie e Socio-assistenziali Indice Presentazione Strutture Sanitarie Introduzione Contesto Risultati

Dettagli

Al Comune di Acireale - Capofila Distretto n.14 Via degli Ulivi 21 - Acireale

Al Comune di Acireale - Capofila Distretto n.14 Via degli Ulivi 21 - Acireale Da riportare su carta intestata Mod. 1 sez A Al Comune di Acireale - Capofila Distretto n.14 Via degli Ulivi 21 - Acireale DOMANDA DI ISCRIZIONE ALL ALBO DEGLI ENTI DEL DISTRETTO SOCIO-SANITARIO 14 PER

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO di ZOLA PREDOSA

ISTITUTO COMPRENSIVO di ZOLA PREDOSA ISTITUTO COMPRENSIVO di ZOLA PREDOSA Via Albergati 30 40069 Zola Predosa (BO) Tel. 051/755355 755455 - Fax 051/753754 E-mail: BOIC86400N@istruzione.it - C.F. 80072450374 Pec : boic86400n@pec.istruzione.it

Dettagli

CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 22 febbraio 2001

CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 22 febbraio 2001 CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 22 febbraio 2001 Repertorio Atti n. 1161 del 22 febbraio 2001 Oggetto: Accordo tra il Ministro della sanità, il Ministro per la solidarietà sociale e le Regioni e Province

Dettagli

ACCORDO e Protocollo Operativo per la realizzazione del SERVIZIO INTEGRATO TERRITORIALE su AFFIDO ed ADOZIONE

ACCORDO e Protocollo Operativo per la realizzazione del SERVIZIO INTEGRATO TERRITORIALE su AFFIDO ed ADOZIONE CASARANO COLLEPASSO MATINO PARABITA RUFFANO SUPERSANO TAURISANO AMBITO TERRITORIALE SOCIALE DI CASARANO PROVINCIA di LECCE Assessorato alle Politiche Sociali ACCORDO e Protocollo Operativo per la realizzazione

Dettagli

ENTI LOCALI LEGGE REGIONALE 29 OTTOBRE 2014, N. 10

ENTI LOCALI LEGGE REGIONALE 29 OTTOBRE 2014, N. 10 ENTI LOCALI LEGGE REGIONALE 29 OTTOBRE 2014, N. 10 Disposizioni in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte della Regione e degli enti a ordinamento regionale, nonché modifiche

Dettagli

AVVISO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI COLLABORAZIONE A NORMA DELL ARTICOLO 7 COMMA 6, D.LGS N. 165 DEL 30.03.2001 E SS.MM.II.

AVVISO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI COLLABORAZIONE A NORMA DELL ARTICOLO 7 COMMA 6, D.LGS N. 165 DEL 30.03.2001 E SS.MM.II. AVVISO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI COLLABORAZIONE A NORMA DELL ARTICOLO 7 COMMA 6, D.LGS N. 165 DEL 30.03.2001 E SS.MM.II. In esecuzione della deliberazione del Direttore generale n. 765 del 30.04.2013,

Dettagli

dello dei E DEI Stato Sta tale dell per CF Mini e dei cotra Via 69, per delle che , con zzetta dest 63, ), ha per 147, che dest per il euro che

dello dei E DEI Stato Sta tale dell per CF Mini e dei cotra Via 69, per delle che , con zzetta dest 63, ), ha per 147, che dest per il euro che A LLEGATO Min nistero delle Infrastrutture e dei Trasporti DIPARTIMENTO PER LE INFRASTRUTTURE, I SERVIZI INFORMATIVI E STATISTICI DIREZIONE GENERALE EDILIZIA STATALE E INTERVENTI SPECIALI CONVENZIONE TRA

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

DECRETO N. 1921 Del 12/03/2015

DECRETO N. 1921 Del 12/03/2015 DECRETO N. 1921 Del 12/03/2015 Identificativo Atto n. 191 DIREZIONE GENERALE ISTRUZIONE, FORMAZIONE E LAVORO Oggetto APPROVAZIONE DELL AVVISO FORMAZIONE CONTINUA COMPETITIVITA EXPO E L'atto si compone

Dettagli

AZIENDA OSPEDALIERA OSPEDALE NIGUARDA CA GRANDA MILANO AVVISO PUBBLICO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICO LIBERO-PROFESSIONALE SI RENDE NOTO

AZIENDA OSPEDALIERA OSPEDALE NIGUARDA CA GRANDA MILANO AVVISO PUBBLICO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICO LIBERO-PROFESSIONALE SI RENDE NOTO AZIENDA OSPEDALIERA OSPEDALE NIGUARDA CA GRANDA MILANO Atti 184/10 all. 45/8 Riapertura termini riferimento 122 INGECLI AVVISO PUBBLICO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICO LIBERO-PROFESSIONALE SI RENDE NOTO

Dettagli

COMUNE DI COLLESANO. Provincia di Palermo AREA TECNICO - MANUTENTIVA

COMUNE DI COLLESANO. Provincia di Palermo AREA TECNICO - MANUTENTIVA COMUNE DI COLLESANO Provincia di Palermo AREA TECNICO - MANUTENTIVA DETERMINAZIONE N. _791_ DEL _16.12.2013 (n int. _299_ del _16.12.2013_) OGGETTO: Lavori di Riqualificazione Quartiere Bagherino-Stazzone

Dettagli

PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE (ai sensi dell art. 4 del Regolamento adottato da Consob con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010, come successivamente modificato ed integrato) INDICE 1. OBIETTIVI

Dettagli

Direzione Centrale Credito e Welfare Progetto High School Program. Bando di Concorso HIGH SCHOOL PROGRAM

Direzione Centrale Credito e Welfare Progetto High School Program. Bando di Concorso HIGH SCHOOL PROGRAM Pagina1 Direzione Centrale Credito e Welfare Progetto High School Program Bando di Concorso HIGH SCHOOL PROGRAM Per i figli e gli orfani dei dipendenti e dei pensionati della pubblica amministrazione utenti

Dettagli

B.U. 13 novembre 1998, n. 45, III Suppl. Straord. d.g.r. 2 novembre 1998, n. VI/39305. Adeguamento della V.I.A. Regionale alle Direttive Comunitarie

B.U. 13 novembre 1998, n. 45, III Suppl. Straord. d.g.r. 2 novembre 1998, n. VI/39305. Adeguamento della V.I.A. Regionale alle Direttive Comunitarie B.U. 13 novembre 1998, n. 45, III Suppl. Straord. d.g.r. 2 novembre 1998, n. VI/39305 Adeguamento della V.I.A. Regionale alle Direttive Comunitarie LA GIUNTA REGIONALE Premesso: che con D.P.R. 12 aprile

Dettagli

Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza)

Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza) Allegato 2 Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza) Sono molto frequenti le situazioni in cui l obbligo di effettuare valutazioni ambientali

Dettagli

DIREZIONE GENERALE FAMIGLIA, SOLIDARIETA' SOCIALE E VOLONTARIATO

DIREZIONE GENERALE FAMIGLIA, SOLIDARIETA' SOCIALE E VOLONTARIATO DIREZIONE GENERALE FAMIGLIA, SOLIDARIETA' SOCIALE E VOLONTARIATO CIRCOLARE REGIONALE del 15/01/2014 - N 1 OGGETTO: PRIME INDICAZIONI ATTUATIVE DELLA DGR N. 1185/2013 CON SPECIFICO RIFERIMENTO ALLE DGR

Dettagli

Burc n. 23 del 26 Maggio 2014

Burc n. 23 del 26 Maggio 2014 Burc n. 23 del 26 Maggio 2014 REGIONE CALABRIA GIUNTA REGIONALE DIPARTIMENTO N. 6 AGRICOLTURA - FORESTE FORESTAZIONE SETTORE 4 Servizi di sviluppo agricolo fitosanitario e valorizzazione patrimonio ittico

Dettagli

PROGRAMMA DI SILUPPO RURALE 2007-2013

PROGRAMMA DI SILUPPO RURALE 2007-2013 ASSESSORADU DE S AGRICULTURA E REFORMA AGROPASTORALE PROGRAMMA DI SILUPPO RURALE 2007-2013 REG. (CE) N. 1698/2005 MISURA 214 - PAGAMENTI AGROAMBIENTALI AZIONE 3 - TUTELA DEGLI HABITAT NATURALI E SEMINATURALI

Dettagli

CRITERI DI ASSEGNAZIONE DELLE FUNZIONI STRUMENTALI AL P.O.F.

CRITERI DI ASSEGNAZIONE DELLE FUNZIONI STRUMENTALI AL P.O.F. ISTITUTO ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE Giovanni Caboto GAETA CRITERI DI ASSEGNAZIONE DELLE FUNZIONI STRUMENTALI AL P.O.F. A.S. 2013-2014 1. Richiesta per accedere alle Funzioni strumentali al P.O.F.

Dettagli

COMUNE DI MEGLIADINO SAN VITALE Piazza Matteotti, 8-35040 Megliadino San Vitale - PD -

COMUNE DI MEGLIADINO SAN VITALE Piazza Matteotti, 8-35040 Megliadino San Vitale - PD - COMUNE DI MEGLIADINO SAN VITALE Piazza Matteotti, 8-35040 Megliadino San Vitale - PD - REGOLAMENTO DI CONTABILITÀ SOMMARIO: Capo I - Le competenze del servizio economico-finanziario Capo II - La programmazione

Dettagli

R E G O L A M E N T O PER IL FUNZIONAMENTO DELLA MENSA SCOLASTICA

R E G O L A M E N T O PER IL FUNZIONAMENTO DELLA MENSA SCOLASTICA Allegato alla deliberazione consiliare n. 03 del 31.01.2014 COMUNE DI ROTA D IMAGNA PROVINCIA DI BERGAMO TELEFONO E FAX 035/868068 C.F. 00382800167 UFFICI: VIA VITTORIO EMANUELE, 3-24037 ROTA D IMAGNA

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

CIRCOLARE N. 21/E. Roma, 10 luglio 2014

CIRCOLARE N. 21/E. Roma, 10 luglio 2014 CIRCOLARE N. 21/E Direzione Centrale Normativa Roma, 10 luglio 2014 OGGETTO: Fondi di investimento alternativi. Articoli da 9 a 14 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 44 emanato in attuazione della

Dettagli

PROGETTO: DALL EMARGINAZIONE ALL INTEGRAZIONE 1

PROGETTO: DALL EMARGINAZIONE ALL INTEGRAZIONE 1 ALLEGATO 6 ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO PROGETTO: DALL EMARGINAZIONE ALL INTEGRAZIONE 1 TITOLO DEL PROGETTO: DALL EMARGINAZIONE ALL INTEGRAZIONE 1 Settore e Area di Intervento: Settore: ASSISTENZA

Dettagli

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA Delibera di Giunta - N.ro 1999/1378 - approvato il 26/7/1999 Oggetto: DIRETTIVA PER L' INTEGRAZIONE DI PRESTAZIONI SOCIALI E SANITARIE ED A RILIEVO SANITARIO A FAVORE DI ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI ASSISTITI

Dettagli

Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni

Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni! Statuto del Politecnico di Torino TITOLO 2 - ORGANI DI GOVERNO DEL POLITECNICO Art. 2.3 - Senato Accademico 1. Il Senato Accademico è

Dettagli

F.A.Q. SUL SISTEMA DI ACCREDITAMENTO PER I SERVIZI AL LAVORO REGIONE PIEMONTE

F.A.Q. SUL SISTEMA DI ACCREDITAMENTO PER I SERVIZI AL LAVORO REGIONE PIEMONTE F.A.Q. SUL SISTEMA DI ACCREDITAMENTO PER I SERVIZI AL LAVORO REGIONE PIEMONTE PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA 1. Quale è l indirizzo web per la presentazione della domanda di accreditamento? L indirizzo della

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA REGOLAMENTO 16 luglio 2014, n. 6 Regolamento per la formazione continua IL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE nella seduta del 16 luglio 2014 visto l art. 11 della legge 31 dicembre 2012, n. 247, rubricato Formazione

Dettagli

COMUNE DI ALSENO Provincia di Piacenza

COMUNE DI ALSENO Provincia di Piacenza COMUNE DI ALSENO Provincia di Piacenza REGOLAMENTO SULL ORDINAMENTO DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI Approvato con deliberazione di G.C. n. 232 in data 30.09.1998 Modificato con deliberazione di G.C. n. 102

Dettagli

MODELLO DI ADESIONE ALLA CONSULTA COMUNALE. (inviare a: consultaorganizzazionisociali@comune.messina.it)

MODELLO DI ADESIONE ALLA CONSULTA COMUNALE. (inviare a: consultaorganizzazionisociali@comune.messina.it) MODELLO DI ADESIONE ALLA CONSULTA COMUNALE (inviare a: consultaorganizzazionisociali@comune.messina.it) Oggetto:Richiesta di ammissione alla Consulta delle Organizzazioni che operano nel settore delle

Dettagli

Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali

Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali Approvato nella seduta di Consiglio del 10 gennaio 2014 Del.01/2014 IL CONSIGLIO NAZIONALE DELL ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI CONSIDERATO

Dettagli

LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27. dalle fondamenta alla copertura un organismo edilizio funzionalmente autonomo.

LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27. dalle fondamenta alla copertura un organismo edilizio funzionalmente autonomo. 17875 LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27 Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle costruzioni Istituzione del fascicolo del fabbricato. IL CONSIGLIO REGIONALE HA

Dettagli

Rapporto sull Assistenza Domiciliare Integrata

Rapporto sull Assistenza Domiciliare Integrata Rapporto sull Assistenza Domiciliare Integrata Indice Premessa 2 Capitolo I: introduzione 1. Il contesto normativo: la legge 328/2000 3 2. La ricognizione 6 Sintesi dei principali risultati Capitolo II:

Dettagli

CONCILIAZIONE FAMIGLIA & LAVORO IN IMPRESA

CONCILIAZIONE FAMIGLIA & LAVORO IN IMPRESA CONCILIAZIONE FAMIGLIA & LAVORO IN IMPRESA (Operazione 2011-796/PR - approvata con Delibera di Giunta Provinciale n. 608 del 01/12/2011) BANDO DI SELEZIONE DOCENTI E CONSULENTI La Provincia di Parma ha

Dettagli

DELIBERAZIONE N. 30/7 DEL 29.7.2014

DELIBERAZIONE N. 30/7 DEL 29.7.2014 Oggetto: Assegnazione all Azienda ASL n. 8 di Cagliari dell espletamento della procedura per l affidamento del servizio di realizzazione del sistema informatico per la gestione dell accreditamento dei

Dettagli

PROTOCOLLO SULLE MODALITÁ ATTUATIVE DELLA MESSA ALLA PROVA EX L. 67/14

PROTOCOLLO SULLE MODALITÁ ATTUATIVE DELLA MESSA ALLA PROVA EX L. 67/14 PROTOCOLLO SULLE MODALITÁ ATTUATIVE DELLA MESSA ALLA PROVA EX L. 67/14 Il Tribunale di Imperia, la Procura della Repubblica sede, l Ufficio Esecuzione Penale Esterna Sede di Imperia, l Ordine degli avvocati

Dettagli

F O R M A T O E U R O P E O

F O R M A T O E U R O P E O F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E INFORMAZIONI PERSONALI Nome Indirizzo residenza Via Senatore di Giovanni 5 961 00 Siracusa Indirizzo studio VIALE SANTA PANAGIA, 141/C

Dettagli

CONFERENZA STATO-REGIONI. Seduta del 20 dicembre 2001

CONFERENZA STATO-REGIONI. Seduta del 20 dicembre 2001 (rep.atti n. 1358 del 20 dicembre 2001) CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 20 dicembre 2001 OGGETTO: Accordo tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, sugli

Dettagli

IL MINISTRO DELLA SALUTE

IL MINISTRO DELLA SALUTE Testo aggiornato al 20 settembre 2013 Decreto ministeriale 26 marzo 2013 Gazzetta Ufficiale 8 agosto 2013, n. 185 Contributo alle spese dovuto dai soggetti pubblici e privati e dalle società scientifiche

Dettagli

1. Premessa. 2. Finalità ed obiettivi

1. Premessa. 2. Finalità ed obiettivi Allegato B REGOLAMENTO PER LA PREDISPOSIZIONE E PER IL FINANZIAMENTO DELLE IMPEGNATIVE DI CURA DOMICILIARE PER PERSONE CON GRAVE DISABILITÀ PSICHICA ED INTELLETTIVA (ICDp) 1. Premessa La normativa nazionale

Dettagli

Modalità di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA dei soggetti esercitanti l attività di mediatore disciplinata dalla legge 3 febbraio

Modalità di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA dei soggetti esercitanti l attività di mediatore disciplinata dalla legge 3 febbraio Modalità di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA dei soggetti esercitanti l attività di mediatore disciplinata dalla legge 3 febbraio 1989, n. 39, in attuazione degli articoli 73 e 80 del decreto

Dettagli

BANDO DI CONCORSO PUBBLICO, PER TITOLI ED ESAMI, PER N. 1 POSTO DI OPERATORE TECNICO - CAT B PER I

BANDO DI CONCORSO PUBBLICO, PER TITOLI ED ESAMI, PER N. 1 POSTO DI OPERATORE TECNICO - CAT B PER I AZIENDA OSPEDALIERA OSPEDALE SAN PAOLO MILANO - Via A. Di Rudinì, 8 U.O. Amministrazione risorse umane/pd BANDO DI CONCORSO PUBBLICO, PER TITOLI ED ESAMI, PER N. 1 POSTO DI OPERATORE TECNICO - CAT B PER

Dettagli

Programma di Compliance Antitrust. Allegato B al Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. LGS. 231/2001

Programma di Compliance Antitrust. Allegato B al Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. LGS. 231/2001 Programma di Compliance Antitrust Allegato B al Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. LGS. 231/2001 Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 19 febbraio 2015 Rev 0 del 19 febbraio

Dettagli

LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1

LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1 LA FORMAZIONE PER LA PA FINANZIATA DAL FSE PARTE II - CAPITOLO 2 LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1 LA PROGRAMMAZIONE DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME

Dettagli

VADEMECUM BREVE GUIDA ALLA CERTIFICAZIONE DEI CREDITI

VADEMECUM BREVE GUIDA ALLA CERTIFICAZIONE DEI CREDITI VADEMECUM BREVE GUIDA ALLA CERTIFICAZIONE DEI CREDITI 28 luglio 2014 Sommario 1 Cos è la certificazione dei crediti... 3 1.1 Quali crediti possono essere certificati... 3 1.2 A quali amministrazioni o

Dettagli

CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004

CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004 Repertorio Atti n. 1901 del 15 gennaio 2004 CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004 Oggetto: Accordo tra il Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca, il Ministro del lavoro

Dettagli

QUALE SIGNIFICATO HA LA FIRMA DEL PDP DA PARTE DELLO STUDENTE / GENITORE E DEI DOCENTI?

QUALE SIGNIFICATO HA LA FIRMA DEL PDP DA PARTE DELLO STUDENTE / GENITORE E DEI DOCENTI? FAQ: AREA DELLA PROGRAMMAZIONE (PDP) QUAL È LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO SUI DSA NELLA SCUOLA? Al momento è in vigore la Legge 170 che regola in modo generale i diritti delle persone con DSA non soltanto

Dettagli

COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE

COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE Deliberazione del 15 luglio 2010, modificata ed integrata con deliberazione del 7 maggio 2014 (Testo consolidato) 1. Regolamento sulle procedure relative all

Dettagli

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA D.LGS 231/01 DI GALA S.P.A. DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE 2013 INDICE ARTICOLO 1 SCOPO E AMBITO DI APPLICAZIONE..3

Dettagli

MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO

MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE CULTURA e SVILUPPO FESR 2014-2020 Sintesi DICEMBRE 2014 1. Inquadramento e motivazioni Il Ministero dei Beni, delle

Dettagli

OPERE RIUNITE BUON PASTORE ISTITUZIONE PUBBLICA DI ASSISTENZA E BENEFICENZA CASTELLO N. 77 VENEZIA Tel. 0415222689-0415222353

OPERE RIUNITE BUON PASTORE ISTITUZIONE PUBBLICA DI ASSISTENZA E BENEFICENZA CASTELLO N. 77 VENEZIA Tel. 0415222689-0415222353 OPERE RIUNITE BUON PASTORE ISTITUZIONE PUBBLICA DI ASSISTENZA E BENEFICENZA CASTELLO N. 77 VENEZIA Tel. 0415222689-0415222353 BANDO DI CONCORSO PUBBLICO PER TITOLI ED ESAMI A N. 5 POSTI A TEMPO PIENO ED

Dettagli

2.3.3. Percorso assistenziale rivolto alle donne vittime di violenza, abuso, maltrattamento e ai loro figli/e

2.3.3. Percorso assistenziale rivolto alle donne vittime di violenza, abuso, maltrattamento e ai loro figli/e 2.3.3. Percorso assistenziale rivolto alle donne vittime di violenza, abuso, maltrattamento e ai loro figli/e Gruppo percorsi assistenziali Partecipanti al gruppo - Unità Funzionale Salute Mentale Infanzia

Dettagli

Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili

Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili TITOLO I - PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto e ambito di applicazione Art. 2 Principi normativi Art. 3 Finalità Art. 4 Destinatari degli interventi

Dettagli

PROVINCIA DI REGGIO EMILIA

PROVINCIA DI REGGIO EMILIA PROVINCIA DI REGGIO EMILIA REGOLAMENTO PER IL CONSEGUIMENTO DELL IDONEITA PROFESSIONALE PER L ESERCIZIO DELL ATTIVITA DI CONSULENZA PER LA CIRCOLAZIONE DEI MEZZI DI TRASPORTO - Approvato con deliberazione

Dettagli

Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE

Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE 7 TH QUALITY CONFERENCE Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE INFORMAZIONI DI BASE 1. Stato: Italia 2. Nome del progetto: La diffusione di Best Practice presso gli Uffici Giudiziari

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia 300/2014/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone dott. Andrea Luberti

Dettagli

della Regione Toscana Bollettino Ufficiale: via F. Baracca, 88-50127 Firenze - Fax: 055-4384620

della Regione Toscana Bollettino Ufficiale: via F. Baracca, 88-50127 Firenze - Fax: 055-4384620 Anno XLI Repubblica Italiana BOLLETTINO UFFICIALE della Regione Toscana Parte Prima n. 9 mercoledì, 17 febbraio 2010 Firenze Bollettino Ufficiale: via F. Baracca, 88-50127 Firenze - Fax: 055-4384620 Portineria

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013

LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013 LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013 DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETA PARTECIPATE DALLA REGIONE CAMPANIA DEL POLO SVILUPPO, RICERCA E I.C.T. IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato

Dettagli