Giuseppe Angilella. all Olimpiade. Salvatore Cuffaro ci scrive. I programmi di Rothschild. Politica. Banche

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1 Giuseppe Angilella all Olimpiade Politica Salvatore Cuffaro ci scrive Banche I programmi di Rothschild

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3 L altra copertina Jessica Monachello modella palermitana ritratta da alessandro italia arieggia a santa Rosalia. Qui è sul carro del 2011

4 la sicilia che produce a castelbuono è il primo protagonista del MiRacolo economico ecco nicola FiasconaRo panettoni a go go L uomo che ha dimostrato come il panettone sia un prodotto mediterraneo si chiama Nicola Fiasconaro. In un paese di montagna, da cui si intravede però il mare delle Eolie, magari con un po d immaginazione, ha coniugato la soffice e profumata pasta che da sola fa Natale, con la dolce manna esclusiva della sua terra, i pistacchi e tanto altro ancora. Se la manna c è solo a Castelbuono, che è appunto il suo paese, mentre i pistacchi li compra a Bronte come le mandorle ad Avola (la pizzuta), la scorza d arancia siciliana invece nel panettun c era già. Assieme alla sultanina, che mediterranea lo è anch essa, di certo. Il panettone Fiasconaro è da anni una realtà, sinonimo di finezza e qualità. Perché Nicola, assieme ai suoi fratelli, è un perfezionista della gastronomia, lascia ben poco al caso e differenzia lo squisito prodotto attraverso un articolata tipologia, un vero e proprio assortimento, un campionario di gusti e di colori. Visitatori e turisti che passano dalla piazza di Castelbuono, che non manca certo di attrattive storiche, fra chiese, palazzi e il Castello, non possono evitare di gustare un assaggio di uno dei panettoni e, per pasqua, delle colombe. Ma vi sono anche liquori agli agrumi, alla cannella, al ficodindia Vi sono torroncini che i Fiasconaro fanno confezionare nella Sicilia Orientale controllando tipologie e qualità Tante cose le sapevamo, ma altre ne apprendiamo perché allo Slow sea land di Mazara del Vallo abbiamo la fortuna di cenare al tavolo con Nicola. Miracoli dei convegni: Lo avevamo visto arrivare e girare un po per il centro storico pedonalizzato, le stradine e le piazze barocche, intramezzate da piccoli bar e negozietti d artigianato, che ruotano attorno alla splendida piazza della Repubblica, inframezzate da qualche pagoda allestita per l occasione. C era sembrato un volto conosciuto. Non era la prima volta che lo vedevamo e ci incuriosiva, tanto che lui stes- 4

5 Fiasconaro è un autentico ambasciatore della cucina e dei dolci siciliani nel mondo. partecipa a concorsi ed esposizioni ovunque, vincendo molti premi. ama sempre portare un messaggio. ha avuto tante gioie e qualche rammarico: c è una forte sensibilità dei media per il mio lavoro e ciò dice mi fa molto piacere. Vorrei tanto però che il mio esempio facesse da stimolo alle nuove generazioni in sicilia. inoltre occorre difendere meglio i prodotti autentici da quelli contraffatti per più di un motivo Il taglio di un panettone artigianale di 65 chilogrammi, realizzato dall'azienda dolciaria Fiasconaro di Castelbuono, durante l inaugurazione a Milano del World Food Exhibition. A tagliare il maxi panettone è stato Luca Zaia. so, ad un certo punto, accennò a un saluto. Ma ci sembrava un cantante, un fantasista, forse francese, alla Henry Salvador, per chi lo ricorda Quando fu presentato al tavolo del galà allestito all aperto nel grande chiostro dell attuale palazzo comunale, lui non immaginava con quanta curiosità attendevamo di sapere chi fosse realmente questo iperattivo siciliano, cresciuto in controtendenza con chi parla di crisi fino alla monotonia, al punto da richiamare anche l attenzione degli economisti Fiasconaro ha scelto la versione piemontese del panettone, il cui nome più noto è Galup. Non ha copiato, ma non è un caso. Apprezza da sempre il Piemonte per la gastronomia, i famosi vini e il modo in cui tutto viene gestito (il nostro pensiero va ai tartufi e alla crescita esponenziale della Ferrero Alba ) A tavola colpisce presto un episodio. Con noi c è un giornalista giunto per ultimo che, tutto a un tratto, si alza e scusandosi molto sommariamente, si allontana in giro per la sala Mah chiede con aria preoccupata Fiasconaro ce l ha con lei? Rispondo di no: assolutamente, piuttosto è in crisi con se stesso, qualcosa non gli va per il giusto verso da qualche tempo. Si pensa che l amico non torni più ed, invece, rieccolo, riprende posto. Fiasconaro lo accoglie con un gran sorriso e un paio di battute con la chiara intenzione di rincuorarlo e metterlo a proprio agio. Questo è certamente Nicola Fiasconaro uomo. Non quello che ha fatto fortuna estendendo l attività paterna dalla piccola pasticceria d un tempo rimasta di per sé in piazza poco più che quella e non quello che adesso sta partendo per gli Usa ad incontrare un po di rappresentanti, che vende i suoi prodotti fin nell amato Piemonte e, ovviamente, oltralpe. Nicola è uno di quei fortunati cui serve poco per essere un uomo e la sola mente per essere un tecnico. La serata continua e l amico giornalista diventa addirittura allegro, sia perché la cena va avanti, ma perché lui è piemontese e Fiasconaro lo interpella come esperto (e lo è) del variegato mondo gastronomico di quella storica realtà Tornando al panettone, apprendiamo che il vero segreto una sorta di ponte dell asino è il lievito, che dev essere non già di birra e tantomeno (ma questo è evidente) di tipo chimico. Bensì, il vecchio e naturale crescente, il lievito di pane. Il nostro dice Nicola è datato di quasi settant anni fa. Lo rinnoviamo continuamente, ma l origine è sempre quella. In ogni fabbrica di panettone, fondamentale è l opera del lievitista, colui che si occupa di rinnovare il lievito, di accudirlo e far sì che venga utilizzato al meglio. Il perfezionismo porta i Fiasconaro ad inviare gli agrumi siciliani per essere canditi presso le migliori ditte nazionali. Purtroppo, in Sicilia come ci informa Nicola - non si raggiunge la qualità desiderata. Ma le sue nozioni, come si è capito, spaziano nell intero mondo gastronomico e la voglia di fare di più non cessa. Anzi si esprime in questa direzione nell attesa che anche l ultima generazione Fiasconaro, quella dei giovani, che frequentano accademie lontane dall Isola, mantenga le promesse, come sembra. Così, da quell aggettivo lontane, emerge il maggior sogno di Fiasconaro: perché, noi siciliani, custodi di tanta tradizione gastronomica, che rischia di disperdersi, non fondiamo una nostra accademia? Un accademia di arti culinarie in Sicilia sarebbe la prima, formerebbe cuochi per noi e per il resto del mondo, incaricandosi di eternare quella varietà di pietanze che rappresenta un patrimonio e che l Isola tuttora conserva nel ricordo del grande passato. 5

6 la sicilia che produce vini si sono più diffusi sul mercato locale ed a Palermo in particolare. Non dispiace trovare che in sede c è chi sa apprezzare il meglio della produzione siciliana e delle province di Palermo e viciniori. Vedi il bianco Per sempre Ma non dimentichiamo che la storia del vino siciliano passa anche molto dall Etna e dalle sue terre vulcaniche, oltre che dall abilità dei vinificatori di quelle parti. Dopo alcuni anni in cui i vini della doc Monreale protagonista assieme alle dolci malvasie la sicilia del vino affronta l estate Cresce la realtà del vino siciliano, che ha avuto di recente in marchi come Planeta e Donnafugata una crescita seguita a quella dei classici Duca di Salaparuta (già Corvo), Tasca d Almerita (nato come Regaleali) e Rapitalà. Ma l affermarsi nel mondo dell autoctono siciliano Nero d Avola purtroppo imitato fino all ossesso ha spianato la strada ad altri autoctoni (Grillo, Insolia, Catarratto, Nerello mascalese ) ed al successo degli allogeni (soprattutto Sirah, Chardonnay ). Una realtà di terroir (territorio) che si Alberto Tasca d Almerita è affermata sul terreno della qualità è la Doc Monreale con i suoi bianchi, fra cui andrebbe rilanciato lo storico Alcamo Bianco (perché non lo hanno ribattezzato dal suggestivo Bianco d Alcamo che si trova sui libri di cucina a partire dall Artusi?) ed i suoi rossi. Si afferma nella grande estensione del territorio comunale il taglio bordolese, composto da tre uve rosse. Ad esempio Nero d Avola, Sirah e Merlot. Ma la presenza del Nero d Avola conferisce a questi vini delle possibilità infinite, come la riserva di voce di Pavarotti o Frank Sinatra. Con il Nero d Avola ed anche le altre uve cresciute in Sicilia puoi giocare come vuoi. Ciò perché da un uva più ricca puoi ottenere musiche meno Wagneriane e più Mozartiane, come è il caso del delizioso Lamuri, ottenuto da Nero d Avola da Tasca d Almerita. La Doc Monreale, con il suo presidente Mario Di Lorenzo ed il presidente dell Irvos (Istituto siciliano del vino e dell olio) Dario Cartabellotta, ha fatto di recente il punto della situazione, quantificando la crescita e parlando di problemi e programmi. Alla presenza di Salvino Caputo. Di Lorenzo, in particolare, titolare della cantina Disisa, in pieno Alcamo bianco, porta l esperienza dell esportazione dei propri vini (ed oli) in nord Europa e nelle Americhe. Da qualche tempo i suoi 6

7 la sicilia che produce l Etna, almeno sul piano locale, sembravano soffrire del complesso d inferiorità per la crescita esponenziale degli ex parenti poveri della Sicilia occidentale, adesso si ripresentano a grande livello e non solo con i rossi, storico eccelso patrimonio, ma anche con vari bianchi dalla ricercatezza sorprendente. E tutte le province siciliane, vedi la fiorente realtà fra Ragusa, Pachino e Noto con i Frappati e i rossi fruttati, primo fra tutti l inarrivabile Rosso di Vittoria (se ne producono un decimo di quelli che meriterebbero d essere venduti nel mondo per mera mancanza d iniziativa imprenditoriale). Da Noto può partire un discorso sulle malvasie, un prodotto che fa pensare a Lipari e Salina, ma che troviamo ormai in tutta la Sicilia, nelle sue varianti. Passato, per fortuna, il tempo in cui i dolci erano banditi dalle teorie sul buongusto, la Sicilia dimostra di continuare a mietere premi e vittorie sempre e soprattutto in questo settore, dove la terra e il sole rendono i suoi prodotti inarrivabili: dal Passito di Pantelleria all esclusivo Vecchio Saperi del marsalese De Bartoli. Secondo noi, è il miglior Marsala Vergine Tenuta Monte Gorna che ci sia, ma il produttore appunto De Bartoli a quanto pare non ama lo si definisca un Marsala. Quel tanto di chapeau che tocca a questa discendenza, costringe tutti a perdonargli tale snobismo. Una chicca della zona del Marsala Doc (quando avrà il meritato rilancio?) è rappresentato dai prodotti della ditta di Ignazio Florio Pipitone, fra i maggiori produttori del vino da messa, che, come i Lacrima Christi toscani, è anche disponibile per il pubblico. Viene prodotto in una gamma di bianchi, rossi, secchi e dolci Ma il semplice Marsala Fine demisec (dal prezzo accessibile) e soprattutto il Very old sweet 1959 sono assolutamente da provare. Così come il liquoroso Safù, che sembra portarsi appresso un po del vento del deserto africano, corretto dalle spezie e dall odore di agave spezzata. Palermoparla sarà lieto di mettervi in contatto personalmente con il produttore, erede anche lui di una lunga stirpe. Ignazio Florio Pipitone L incontro dei responsabili della Doc Monreale e dei produttori delle aziende è stato fissato su iniziativa di Salvino Caputo deputato regionale Pdl e Presidente la Commissione Attività Produttive dell Ars. L agricoltura e tutto il comparto oggi vivono un momento di grande difficoltà - dichiara Caputo - ma è un settore grandemente attenzionato ed è per questo che bisogna valorizzare il nostro territorio e incentivare le nostre produzioni. Sono convinto - continua Caputo - che quest incontro di giorno 11 sarà un occasione propositiva per avviare le iniziative di rilancio della DOC Monreale che racchiude le aziende già conosciute in tutto il mondo. 7

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9 editoriale di Germano Scargiali In copertina: 49er condotto dal palermitano Giuseppe Angilella (Lauria) con il prodiere Gianfranco Sibello Anno Xvi - n. 87 luglio-agosto 2012 Direttore responsabile: Germano Scargiali Redattore capo: Lydia Gaziano Redattori: Francesco Italia, Grazia Gulino, Aldo Librizzi, Chiara Scargiali, Vincenzo Scargiali, Andrea Uzzo, Riccardo Picone Da Roma: Nino Macaluso M. Antonietta Gaziano Sarao, Collaboratori: Giulio Ambrosetti, Vincenzo Baglione, Benito Bonsignore, Alessandro Bruno Giuseppe Lo Verso, Tina La Loggia, Guido Guida, Marcello Malta, Marco Vaccarella, Adriana Barbera, Roberto Gueli, Anna Maria Ingria, Rory Previti, Bartolo Scalici, Nino Martinez Corrispondenti: Agostina Altieri, M. C. Di Lunardo, Vincenzo Lombardo, M. Carola Tuzzolino Vincenzo Agozzino, Gaetano Messina, G. Di Quattro Fotografia: FrancescoItalia. it Progetto grafico: FrancescoItalia.it Impaginazione: Toneco Direzione e redazione: Tel Edizione e Stampa: Euroservice Puntografica Trib. Palermo n. 42/1997 Tutti i testi indistintamente giunti al nostro giornale possono essere riassunti e modificati in armonia con la linea formale e morale della nostra pubblicazione. Le collaborazioni sono tutte a titolo gratuite. Le edicole di PalermoParla Politeama (via Turati`), R. Settimo (Randazzo); Piazza Massimo. Via Libertà: Matteotti e Fiamma. Via Calvi. Edicole Mercurio: Roccaforte, Pacinotti. Via Pr. Villafranca: Kilt bar e Schillaci. Via Sicilia: Bar Sicilia, V.le Strasburgo: Belgio, Aldisio. P.zza Leoni. V.le del Fante: P.le del Fante, Villa Sofia, P.zza Niscemi. P.zza Acquasanta. Mondello: Paese, P.zza Castelforte. S. Erasmo. Cefalù: V. Roma, Bar Al solito posto. Trapani: Villa comunale. Edicole Roma: Caporali & Caporali edic. n. 4, Stazione Termini (fronte bin. 14); Magliano Fiammetta via S. Pincherle, Mun. XI; Viale Marconi (ang. piazza della Radio (Mun. XV); Mondini Luciano Edicola Giornali - Piazza Colonna (Portici Veio); Ascensi via Ponzio Cominio, 50 (Mun. X) Edicola-tabacchi Shangri-La Corsetti via Algeria, 141 (Mun. XII); Eur: 2G s.a.s. di Ciocari Giovanni, via Pietro Maffi, 72 (Mun. XIX). Nella cura dell economia si possono seguire 2 strade: la prima è di ricercare la stabilità, la seconda è quella di gestire l instabilità. La realtà bancaria preferisce la prima strada, mentre quella imprenditoriale sceglie la seconda. Gli imprenditori sono abituati a rischiare, fare fortuna o fallire. L Ue è nata per imporre la stabilità ad ogni costo, prima con i trattati di Maastricht, poi con il patto di stabilità. Ovviamente è nata con la logica delle banche. Il problema, però, non è nuovo. Nei decenni passati gli economisti si sono trovati divisi fra coloro che attribuivano a Keynes il sogno coerente di voler mettere l economia al riparo da ogni crisi e coloro che invece giudicavano tale sogno come erroneo. Nella realtà secondo una condivisibile visione Keynes non volle fornire la ricetta (impossibile) della sicurezza assoluta, ma solo indicare la strada per tendere ininterrottamente verso traguardi di maggiore stabilità e sicurezza. E per questo che i socialisti, dopo il crollo dell economia sovietica e di altri esempi di sommario 4 Ecco Nicola Fiasconaro panettoni a go go 6 La Sicilia del vino affronta l estate 10 Oltre le formule fra elezioni e governi 11 Orlando nuovo sindaco 12 Montezemolo Berlusconi Alfano Casini 14 Nasce l Europa monetaria? 15 Ci euroavamo tanto amati 16 Le promesse dimissioni di Lombardo 18 Cuffaro ci scrive 19 La beatificazione di Don Puglisi e il premio a Biagio Conte 20 Contro il governo Lombardo insorgono Cristaldi e Apprendi 21 Il terzo magnate cinese in Sicilia 22 Fra gli evasori pubblici c è di tutto 23 Cosa c è dietro l angolo di questa primavera 24 Ricomincia il Tormentone del Ponte 25 Gabriella Giammanco Young lady a Montecitorio 26 Turismo: siamo i primi e ci comportiamo da ultimi 28 Mondello sempre Mondello fra gioie e dolori 29 Tornerà la lunga estate fresca? 30 Augusta il porto Xifonio diventa realtà 31 Balestrate come Rashomon 32 Visita a Maredolce eden dell emiro Giafar 33 La Vucciria tanto amata e famosa nel mondo 34 Tutto Guaschino come in un museo 35 I fiori di carta di Anna Maria Ingria 36 Zamparini: per la gente mi metto in politica 38 Pronta al via una grande Montecarlo 39 Trofeo Challenge Ignazio Florio: e sette Liberismo ai ricchi socialismo ai poveri? w w w. p a l e r m o p a r l a. i t socialismo reale si sono auto definiti keynesiani. Ovvero sono stati tacciati di esserlo da quei liberisti che ritengono provvidenziale la continua lotta della concorrenza, assieme a quella che tende continuamente al salvataggio di una situazione instabile per natura. Ciò a garanzia del corretto funzionamento di tutta la realtà: sia economica che sociale e civile. Nella storia recentissima, infine, il sogno keynesiano quello di una vita sicura e al riparo da sorprese si vuole garantire e assicurare, sotto opportuni camuffamenti, solo ad una parte degli abitanti della terra o, perlomeno, dell Occidente: i bancari e i proprietari dei maggiori trust. Si vuole applicare un liberismo garantito dalle banche comunque ai più ricchi ed una nuova forma di socialismo, che sia tale da mantenere povere e rassegnate, le masse borghesi. Non resta che saperlo e trarne le dovute conclusioni: sul piano concettuale, capire ciò cui assistiamo, con questa chiave di lettura, non è difficile. Ma come reagire? 40 Pizzo l erede della squadra in cui entra Angilella 41 Annata ok per la pesistica palermitana 42 Morgana fra programmi problemi e soddisfazioni 43 Scienze Motorie verso l internazionalizzazione 43 Un tesoretto da scoprire e valorizzare 44 La vela a scuola A Balestrate regate e divertimento 45 Un libro commemora Norman Zarcone 46 I cattolici e la vita 47 Football non disfida di Barletta 48 Al Ranchibile è il tempo dell Oratorio estivo 49 Lagalla fra i premi ai giovani e le speranze dell Ateneo 50 I programmi di Mayer Rothschild 51 Da Monti a Brzezinski l equipe che tremare il mondo fa 52 Conferenza sullo scompenso cardiaco 53 Mani di fata per mal di schiena memorial Gianmaria Miciluzzo 55 Coniugare efficienza e democrazia 56 Parisi l aveva azzeccata Bonsignore conclude l attività alla Villa del Casale 57 Tutti innamorati di Franco e Ciccio 58 Vincenzo Ferrera quel palermitano che recita e canta 59 Tonino Guerra fu l Omero della civiltà contadina 60 Il gelato una cosa palermitana 61 Dove andiamo stasera? 9

10 editoriali Governo tecnico grave colpo alla democrazia oltre le formule fra elezioni e governi Non manca certo per coniare nuove parole, definizioni, aforismi... Se ne creano di continuo, tradotti in lingua o importati direttamente in edizione originale. Imparammo, così, all improvviso che un illustre sconosciuto, lo spread, rappresentava il tutto per farci capire se eravamo ricchi o poveri. Rapidamente è andato fuori moda parlarne. Rapidamente è entrata in uso la definizione patto di stabilità, che andava a sostituire il nome di una cittadina sperduta nei paesi bassi che non avevamo mai sentito nominare, ma impedisce anche ai meno poveri di comprare un nuovo paio di scarpe, almeno con la frequenza d un tempo: Maastricht. Adesso è legge di stabilità e poi non si sa cosa sarà, ma quel che è certo è che sarà sempre una fregatura. Si parla di mattarellum, sporcando il nome di chi è considerato un martire della mafia, sia pure tramite il fratello sopravvissuto e, addirittura, si associa al porcellum. Ma si tace che ambedue sono stati voluti dai partiti in modo abbastanza bipartizan e che la ratio del mattarellum è tutt altro che campato in aria, ma ha, invece, una logica che tende a colmare l errore di base della prima repubblica: la troppa facilità con cui si potesse tarpare le ali a un governo, operare ribaltoni e simili. Ma per questi ultimi l Italia politica ha un autentica passione. Non sa farne a meno e li ha perpetuati contro ogni logica, contro lo spirito della legge, contro il lato positivo del mattarellum e del porcellum. Tuttavia, parla con disprezzo del porcellum e, per estensione, del mattarellum. Ciò che vogliamo dire, a scanso di equivoci, è che ciò che avviene e che hanno fatto con quelle criticate leggi è peggiore delle leggi stesse che ora vogliono riformare. Quanto sopra rimane vero, pur considerando una degenerazione quella delle liste chiuse imposte dalla sommità dei partiti. Tutto ad ovvia salvaguardia della casta. Ma non ci si accorge che questo è stato un passo che ha assunto un peso mortale in direzione dei governi dei tecnici. La presenza di parlamentari e ministri che nessuno aveva scelto ci ha portati, con un lieve ed agile saltello, in mano a governi di persone che non avevamo mai neppure visto. Tutti dovrebbero avere chiaro che un governo come questo di Monti (non meno di quello di Lombardo) va smantellato al più presto perché costituisce un grave precedente formale, un bruttissimo break nella storia della democrazia italiana, prima ancora che in quella repubblicana. Si potrebbe ricordare, fra mille esempi storici, la morte di Cesare e il dissidio così ben rappresentato da Shakespeare che risulta dall orazione di Marc Antonio Ma la politica è necessaria Quanto detto circa la politica ricalca un concetto che emerge di prepotenza in questi giorni contro chi vorrebbe negare ad essa ogni valore. La politica e la democrazia sono si dirà purtroppo la sola arma tramite la quale i popoli possono rappresentare e difendere i propri interessi. In modo ancor meno vago, è chiarissimo come il maggior nemico oggi sia ben al di fuori della politica. Va ricercato, neanche a dirlo, nel sistema finanziario e bancario, nelle grandi multinazionali, fra quelli che con grandi attività, al di là di terre e mari cercano di fare denaro con altro denaro o senza neppure quello. Ovvero ricercano posizioni leonine di vario genere che prevaricano e prevalgono, manovrando le nazioni e i loro governi. Ma questi rimangono i veri scudi, assieme alle istituzioni, alla magistratura, agli organi di informazione. Purtroppo, rischia di essere insufficiente. Ma è ciò che di obiettivamente disponibile si possa trovare. Scagliarsi pedissequamente contro la politica come tale significa cadere in un banale errore. e da quella meno nota, ma oggi tanto incisiva, di Marco Giunio Bruto, il giovane cui si narra che il famoso esponente della Gens Julia disse, secondo la leggenda, l accorato tu quoque. E, sin dal 1800 tutto il mondo è con Bruto. Tutti hanno fatto le barricate o si sono limitati ad approvarle, a battere le mani. Nessuno si lascia dire in faccia di non essere democratico. Ma che cos è la democrazia? Rifacendoci al nostro appassionato editoriale di questo numero (pag 9) ricordiamolo bene nei suoi aspetti reali e concreti. Aggiungeremo che la democrazia è un percorso di cui non si intravede nella realtà il traguardo. Ma, se torniamo indietro, siamo belli e fritti. Andiamo contro Cesare, anche se dovesse essere nostro padre e vanamente egli dovesse dirci: anche tu, figlio mio. 10

11 editoriali Lui speriamo che - dopo aver fatto tanto per tornare se la cavi orlando nuovo sindaco L ottimismo della nostra rivista non può spingerci ad altro che a sperare che i prossimi cinque anni portino comunque qualcosa di positivo alla città. Al termine delle recenti elezioni, che hanno registrato la più bassa affluenza alle urne della storia repubblicana, Orlando torna ad essere il nuovo sindaco di Palermo. Ed è la quarta volta. Tanto ha insistito, dopo le pesanti sconfitte, subite prima alla regione da Cuffaro, poi a Palermo stessa da Cammarata che si è conquistato questa poltrona pur bollente che, a quanto sembra, desidera con forza. Orlando ha detto di se stesso che il sindaco lo sa fare. Quindi, adesso, saprà che cosa fare in concreto in questa Palermo che ha lasciato - a suo tempo - piena di debiti già contratti e in divenire. Debiti che, con le ristrettezze imposte dai governi succedutisi a Roma negli oltre 10 anni della sua assenza, gli è stata riconsegnata ricca solo di deficit e di impegni difficili da mantenere. Primi fra tutti, appunto, quelli da lui stesso innescati : Lsu, dipendenti Gesip, troppi autisti all Amat Ma occorre dire che vi sia chi già fa sapere come...il lupo perda solo il classico pelo, non altro. Pare che al Teatro Massimo il neo sindaco voglia già cambiare un paio di dirigenti per fare assunzioni, laddove il bilancio è stato risanato e regge, rinunziando spesso anche al necessario. Il capoluogo siculo, dove in quei 10 anni di gestione di centro destra, per chi ha occhi per vedere, tanto in realtà è stato fatto (aeroporto, porto, acqua potabile, circonvallazione, tappi stradali, percorribilità cittadina, zone periferiche, parchi cittadini, scuole, campi sportivi e palestre scolastiche ) presenterebbe ben altri problemi differenti dai periodici cumuli d immondizia ai crocicchi. Palermo dovrebbe essere sdoganata dal proprio isolamento o, peggio, dal proprio isolazionismo provinciale. Questo ne fa da troppo tempo un pianeta a sé. Né i contatti sporadici, il far notizia, di tanto in tanto, su qualche giornale straniero è quel che serve. I famosi viaggi, le reciproche visite (tante ne sono state fatte fra Regione, Provincia e Comune da sempre, con relative famiglie...) hanno stancato veramente tutti. Così come i consulenti ai rapporti con paesi lontani: rapporti, di fatto, mai instaurati. Occorrerebbe, invece, creare contatti e rapporti di durata anzitutto con l Italia stessa, con i paesi circonvicini del Mediterraneo ed oltre: contatti continui e ripetuti a sfondo culturale, sociale, civile e - diciamolo - economico. Di tutto questo nulla faceva Orlando, ben poco si è continuato a fare che non fosse, appunto, qualche viaggetto in terre lontane. Poco o niente se n è parlato, infine, nel corso della recente - pur ben accesa campagna elettorale. E allarmante. Silurato Massimo Costa, perchè poco conosciuto dai più, molti a parole hanno sperato in Ferrandelli, ma altri giurano che Orlando è il grande sindaco che ci si può attendere. Ripetiamo: lo speriamo per il bene della città. Ma, facendo un esempio, come si poteva sperare che un Ferrandelli, solerte frequentatore dei quartieri disagiati (e questo è un bene) potesse mai avere la caratura per navigare quel mare che nessuno da secoli in pratica naviga adeguatamente? Del nuovo sindaco, invece, in tutta Italia si dice che non è certamente un nuovo arrivato, ma non è neppure...il nuovo che arriva. Ciò che si sperava. I palermitani hanno applicato la massima meglio il tinto conosciuto che il buono a conoscere, tante volte ripetuta. Dato che Orlando è stato da sempre sostenuto in gran parte dai salotti buoni, al punto che a suo tempo si scagliava contro lo stesso giudice Falcone, accusato di essere un bolscevico, mentre giunse ad affermare pubblicamente che il primo attentato (Villa alle Rocce) fosse una simulazione. Il commento sul suo essere nuovo risulta arduo. Saremo degli illusi, ma le sole novità continuiamo ad aspettarcele non dal potere pubblico, in tutt altre faccende affaccendato perché inguaiato e senza fondi, ma, purché lo si permetta, dalla mano privata. Chi sa, prima o poi Forse il vero problema è sempre lo stesso ed è più grande e più grave di quanto abbiamo tante volte detto e ripetuto. Noi siamo malati di idealismo. Tutti. Siamo platonici, hegeliani e, in Italia quel che è peggio crociani, fino all ossessione. Affrontiamo qualunque tema, cioè l economia, la morale, il sesso e persino l omosessualità, alimentando ciascuno dentro di sé un idea propria di ogni singolo concetto. Nel costruire questa idea non ci accorgiamo di attingere prevalentemente ad altre idee tralasciando la realtà. Noi dimentichiamo come tutto ciò che vediamo e che ci accade intorno venga dopo la storia già vissuta, una serie di esperienze che abbiamo realmente compiuto, dati e nozioni che abbiamo già quasi sempre studiato. Dimentichiamo le giornate e i momenti della vita trascorsa, ma persino i concetti che ci provengono dalla scuola e dall università. Anche perché sempre, anche allora, ragionavamo in termini idealistici Sol per questo possiamo farci turlupinare da uno stato che ci è debitore e si comporta come fosse il creditore. Accettare governi nati da un golpe, ma che possono auto referenziarsi come tecnici. Oppure pensare che l economia sia basata sul diritto al lavoro e consista nella fruizione di un salario. E quasi come dire che basti solo faticare perché i problemi si risolvano Nella morale, contaminati prima dal bel sogno rinascimentale e poi dalla fantasmagorica illusione della rivoluzione francese, finzione o realtà molti pensano che si possa nel corso di mezza generazione modificare il risultato di migliaia di anni di riflessioni, operate nel parlare o meno con un Dio sul sommo dei monti Del sesso, che Socrate definì come un padrone arrabbiato e selvaggio, abbiamo creato mille versioni, immagini, vere eidola, vaghe, contorte, quasi sempre dannose, autentiche menzogne, lontane dall amore e dal rispetto per se stessi e per gli altri Sull omosessualità si dice di tutto e di più, se ne parla come se il suo comparire, con la tolleranza alla luce del sole, sia un invenzione moderna, una recente conquista civile. Eppure tutti sappiamo che il mondo classico accettava e tollerava, non contaminato dalla pruderie delle nostre sacre scritture, tutto ciò. Tuttavia basta dare un occhiata agli epigrammi di Marziale e Giovenale, per sapere quel che pensasse la gente dei trans. Come li prendesse in giro. Anche qui il problema, tanto per cambiare, non è quello descritto né dall una, né dall altra delle controparti. E il motivo è sempre lo stesso: il fascino pericoloso dell idealismo intellettuale, che ci inebria, ci priva del senso della realtà e ce la fa accantonare. Ma nessuna epidemia manca di risparmiare qualche individuo. Guardiamo persino le palme scampate al punteruolo rosso! I pochi individui esenti dalla malattia sono i soli geni fra noi, oppure se la spassano da grandissimi marpioni, destreggiandosi nel dualismo amato da Pirandello: finzione o realtà? 11

12 politica dalla dependance di Parigi. La copertina del Times, gli articoli usciti a Londra e in Francia, fattisi più fitti, più offensivi, più diretti non furono un caso fortuito. Il petrolio libico non solo era tanto, ma è anche vicino. Gli accordi per la costruzione di opere pubbliche, solo in parte gratuite, più lo scaturire di una messe di rapporti tra i due stati facevano dell Italia una potenza nell ambito di quel Mediterraneo che tanto attende di essere egemonizzato. Nella politica internazionale, esattamente come al livello di provincia vedi la realtà mafiosa in Sicilia ognuno deve saper muoversi nell ambito circoscritto che gli è consentito e non cresceun poker dietro L AnGoLo o L MontezeMoLo BerLu Rispunta Montezemolo e, finalmente, dalla parte giusta, cioè quella che gli si confà. Il general manager della Ferrari avrebbe il tratto per rappresentare degnamente l italian style in giro per quel mondo che giudica l Italia esempio di buon gusto, cultura, arte Per quanto lo si voglia negare, rispunta anche Silvio Berlusconi, pur seguito dal suo delfino Alfano. Il Pdl o come si chiamerà non può fare a meno del Cavaliere e le amministrative in cui lui è arretrato dietro le quinte, lo provano. Figuriamoci che dev essere ancora adesso lui stesso a smentire certe voci Non ho alcuna intenzione ha ripetuto di tentare la scalata al Quirinale e non intendo tornare più a palazzo Chigi. Nonostante le acerrime campagne diffamatorie, nonostante le accuse in tribunale, gli sberleffi più sguaiati in Italia e all estero, non si riesce ad escludere per Berlusconi la presidenza della Repubblica, una carica che resterà in ogni caso più rappresentativa che operativa anche nella prospettiva di elezione diretta. Per la presidenza il cavaliere non sarebbe certo tagliato. Quanto a palazzo Chigi, gliene hanno fatto passare ogni voglia. Aggredito dall interno, si è indotto alle dimissioni mettendo avanti il senso di responsabilità. Ma sapeva benissimo che in Italia questa dote non viene apprezzata, ma scambiata, invece, per vigliaccheria, rinunzia, accettazione della sconfitta Inoltre, è chiaro come il Pdl senza Berlusconi sembri un prete spogliato, come si dice volgarmente. E lui il Berlusca certamente capiva anche questo. Sul fronte interno le dimissioni di Berlusconi per il partito sono state un disastro. Ma la verità è quella che abbiamo o s s e r v a t o r i o Rajoy fuori dai denti Il nuovo premier spagnolo Rajoy ha parlato chiaro sui contorni della crisi europea nella proiezione mediterranea: Tagli alle spese, miei cari spagnoli, o crolla tutto. Ma l Europa (a propria volta ndr) deve parlar chiaro, per difendere ed affermare il valore dell Euro e chiarire che il processo della nuova moneta è ormai un fenomeno irreversibile, grazie ad una decisione univoca degli stati aderenti e del governo di Bruxelles. Fuori dai denti l uomo politico spagnolo chiama l Ue perché dimostri quanto valga la pena sopportare i sacrifici che essa impone agli stati membri che, al momento attuale si trovano peggio Silvio Berlusconi già detta nei numeri scorsi: a dare il colpo decisivo al capo del governo che gli italiani avevano eletto e confermato fino a farne il più durevole della storia repubblicana, a dispetto di tutto e di tutti gli accaniti oppositori palesi ed occulti, è stata la politica internazionale. E stata la troppa disinvoltura con cui il governo italiano, dopo gli accordi con Putin per la Gazprom e relativo gasdotto, aveva concluso accordi per il petrolio e non solo per quello con la Libia di Gheddafi. La guerra delle potenze atlantiche contro Gheddafi (una nota stonata e demodè, una decisione mai presa prima) assieme alla richiesta perentoria della testa di Berlusconi è venuta dagli Usa, da Londra e di quando erano soli. Proprio come abbiamo sempre detto sulle nostre sperdute pagine: bene all Europa e sì all Ue, ma passo dopo passo e guardando chiaro dove si poggia il piede. La Spagna di Zapatero era un colabrodo Luca di Montezemolo E sperabile che ci si renda conto almeno adesso di come Zapatero abbia lasciato la Spagna in pieno disastro economico e sociale, dopo essere andato al potere con tanta enfasi da parte delle sinistre. Al di là dei proclami, delle dichiarazioni d intenti, dei provvedimenti che non costano nulla, fra cui le demagogiche norme sugli omosex (che non risolvono nulla), Zapatero era ben poca cosa. La Spagna meritava ben altro e, al tempo di Aznar appariva in piena crescita economica, civile e morale. Comunque non è mai stata davanti all Italia, come altra demagogia, invece, annunziava. Riflettendo, infine, sulla figura di Zapatero, essa ricalca quella di Obama, che sulle nostre paginette abbiamo sempre indicato con tutti i suoi visibili limiti: uomo da proclami con poca sostanza. Un Usa la sua non meno bellicosa, infine, nella sostanza, di quella di sempre. Quei marò prigionieri in India Tutto inizia chiamandoli marò, con un 12

13 politica unica StrAdA percorribile? Sconi ALfAno casini Angelino Alfano re più del dovuto. Il difetto (e l errore) decisivo per Berlusconi è stato quello di credere di poter muoversi con la speditezza e la disinvoltura dell imprenditore lombardo, duttile e anche spregiudicato, in una realtà politica internazionale che, da una parte sta invecchiando (e lo teme), dall altra, si è mossa sempre con la prudenza dei rapporti diplomatici e con lentezza giurassica: l Europa è stata definita un nano politico e l America vede la spada di Damocle della crisi atlantica economica e civile. In ciò consiste anche per inciso la frattura fra la realtà politica e quella dell economia finanziaria e delle multinazionali. In tali settori la duttile spregiudicatezza trova certamente un proprio spazio. Ferdinando Casini Un accoppiata fra Luca di Montezemolo e Silvio Berlusconi, con Casini e Alfano a far da angeli custodi, è secondo noi non soltanto uno sbocco appetibile per l Italia che guarda dietro l angolo di questo increscioso momento, ma è l unica strada percorribile. Ovvero bisognerebbe orientarsi per un governo del modello Bersani, un premier che parla in dialetto bolognese, che non ha imparato a dire la ci dolce e la pronunzia quasi esse. Resteremmo il paese della pagnottella, del pane e mortadella, del sigaro toscano all osteria, del mezzo litro e una gazzosa L Italia non lo merita e tantomeno gli italiani. termine straniero al posto di quello che sono: i nostri Lagunari, noti per essere un corpo scelto assieme ai paracadutisti e ai bersaglieri... Ma tant è: Pur onorati per imprese e coraggio, sembrava troppo banale chiamarli così I media cedono al vezzo linguistico, oggi così di moda, dimostrando di pensare ancora la guerra come un gioco e non una inestirpabile iattura. Ma il peggio è che lagunari certo lo erano, in sottofondo, ma spunta anche una parola più consona di marò: fucilieri. La pruderie nasconde che vi sia ben altro vocabolo sul Melzi o lo Zingarelli: cecchini. Tali erano e sono per mestiere Girone e La Torre. Niente da eccepire (esistono), tranne sui vezzi e la sostanziale ipocrisia farisaica dei nostri media, dell Italia che compie tante brutture (pur fra le buone azioni, i saggi comportamenti e gli eroismi), ma poi si nasconde dietro un capello. Un ultimo dubbio sul comandante Umberto Vitelli. Se a Schettino abbiamo incollato l etichetta di vigliacco, incolleremo a Vitelli quella del cretino? Perché non ha dato prua verso acque amiche? Ma ad ordinargli di tornare a Kochi, in India, è stato l armatore Luigi D Amato. Cavaliere del lavoro, l Armatore riappare dopo i disastri compiuti con la Savina Caylyn (5 prigionieri italiani e milioni per il riscatto) Un cavaliere recidivo, insomma. che fa casini L auspicabile poker democratico di cui parliamo a sinistra, che, per largheggiare in ottimismo, concretizzerebbe il rivagheggiato sogno di Don Sturzo, perde una carta per le bizzarrie di chi dovrebbe più sostenerlo: Pierferdinando Casini. Su queste paginette fummo i primi, o fra i primissimi (ma giuro che non ci siamo ispirati a nessuno), a ripescare Sturzo, nella sua sorprendente attualità. Quanto al teorico erede delle sue idee, appunto Casini, abbiamo ben altra idea. Non meno di Fini e Lombardo, Casini viene lusingato da dietro le quinte e tende ad andare in brodo di giuggiole. Il personaggio è quello che è, come gli altri due, pur con evidenti differenze (com è normale che sia). Fatti analoghi avvengono nel microcosmo. Una volta che li avrà usati, chi li lusinga li colerà a picco come una nave che prenda uno scoglio di quarzo alle Eolie. Assistiamo più volte a tali scene. Tutti e tre credono all artiglieria che ne copre l avanzata e non pensano che i cannoni possano tacere all improvviso Quanto a Berlusconi, l Italia è divisa fra chi si scandalizza degli sprechi dei tanti processi cui è stato sottoposto e chi si scandalizza delle assoluzioni(?). E noto che rispettare le istituzioni significa ritenerlo innocente. Ma, se anche il parere dei giudici valesse una cicca al momento delle assoluzioni, non può dirsi che valesse un Perù al momento delle incriminazioni. E a chi dice che Berlusconi non togliesse le tasse, rispondiamo che non conosce il valore economico e storico giuridico di imposte come quella di successione: periodico e odioso prelievo sul patrimonio nazionale. o s s e r v a t o r i o L aereo di Schifani e i vela sportivi La regata velica Palermo Balestrate passa da Punta Raisi e la Capitaneria di porto ha imposto che una serie di boe delimitino verso terra il campo di regata, in pratica le rotte di bordeggio che le barche devono seguire o, più semplicemente la rotta. Perché sia abbastanza al largo. Gli organizzatori, con il costoso intervento di un gommone, provvedono alle boe Ma, in gara, mentre passano gli Yacht sotto vela, avviene il peggio. Virate e date prua fuori intima la capitaneria perché sta per atterrare l aereo presidenziale con il vice presidente della Repubblica Schifani. Ma il vento è poco e la velocità > 13

14 politica A Bruxelles fra eurobond tobin tax e scudo anti spread nasce l europa monetaria? > Sì allo scudo anti spread, sì alla ricapitalizzazione (possibilità) degli istituti bancari ricorrendo al Fondo salva stati. Da Bruxelles, dove si sono riuniti i grandi della politica Ue pare, si sia fatto avanti per i tre auspicati provvedimenti, rispetto ai quali la Merkel, in rappresentanza del piccolo gigante tedesco, aveva fatto la parte della cattiva. Lo spread, quella parola che imparammo quando era il metro degli insuccessi di Berlusconi, continua a non migliorare, anzi Ma non sembra che possa essere il metro dei successi di Monti al quale si continua ad attribuire il successo del decoro, della presentabilità, dell onorabilità. Un valore astratto che è l unico che viene da dire ad un economista bocconiano (come Monti), la sera da Gad Lerner. Il professorone, dopo aver giocato secondo lui come il gatto col topo con Alessandro Sallusti. Il direttore del Giornale finalmente è uno che non le manda a dire e sa rispondere per le rime con i concetti che sono lì sul tavolo da sempre, noti a tanti italiani, ma non a Feltri. Uno, insomma, come Ferrara e De Bartoli.... La soluzione dell unione bancaria E questo un altro punto che è stato discusso al summit, strettamente connesso con il resto. Tale prospettiva è anche contenuta nel rapporto di Van Rompuy. E uno dei cavalli di battaglia pure (e soprattutto) di Mario Draghi, alla guida della Banca centrale europea (Bce). Insomma, la possibilità di introdurre una supervisione del settore bancario a livello europeo (probabilmente sempre affidata proprio alla Bce) e la possibilità di ricapitalizzare gli istituti in difficoltà mediante il fondo salva stati e il futuro Meccanismo di stabilità europeo (Esm) Di tale provvedimento è stato detto che si tratta di introdurre uno Zar del settore bancario europeo, un personaggio, pur o s s e r v a t o r i o con cui le barche si allontanano sembra ai militi una presa in giro. Non possiamo andare più forte, gridano dalle barche. Allora accendete il motore. Ma la regata così salta I regalanti insistono: Lasciateci uscire a vela! Dalla motovedetta, chiariscono: Non vedete l elicottero? L ordine viene dall alto. Loro vi vedono troppo vicini I velisti sbottano: Ma pensano che abbiamo i bazooka? La verità è che ci vorrebbero i cannoni per colpire da un km da terra un aereo che atterra in pista. Ma la regata salta. Le Olimpiadi tormentone Ci siamo premurati a biasimare il gran Mario Draghi rinnovabile, che possa in qualche modo calmierare i comportamenti generali e particolari dei membri in materia di economia finanziaria. Da quanto abbiamo annotato sopra si deve desumere che le lodi a Monti sono azzardate. Il mondo va come deve andare, l Europa pure. Sembra che dall incontro di Bruxelles si sia usciti con tre sì: appunto agli eurobond, alla Tobin tax e allo scudo anti spread. E una speranza più che una certezza. Ma, se è così, non è poco. Si doveva, in ogni caso rimediare o bere o affogare ai traguardi troppo ardui imposti ai singoli stati sin dal tempo di Maastricht, del serpente monetario e poi del patto di stabilità. Per anni gli stati erano andati avanti con un deficit e debito pubblico a livello mastodontico. Chieder loro di risanare a breve termine è come per le banche chiedere ad un imprenditore di rientrare a vista nel debito: possono mandarlo fallito. Monti nuovo orgoglio? Ripetiamo che non è possibile parlare di un Super Mario nel suo caso. Ciò può rimanere vero, invece, per Draghi e, in seconda battuta scusate per Balotelli. Ma la politica è la vera assente di questo governo. rifiuto del governo Monti per Roma venti-venti, che era già un programma, ma anche un caro sogno per tanti sportivi italiani. La viltà, raffrontata al coraggio con cui l Italia degli anni 50 (udite, udite) accettò di metter su a soli 10 anni (1955 quando iniziò la trasformazione di Roma con la tangenziale, lo Stadio, il Palazzo e il palazzotto dello sport, il Flaminio, il villaggio olimpico ) affrontò lo sforzo dei giochi 1960 e la vigliaccheria di questa Italia commissariata e vile. Tuttavia, è vero che le Olimpiadi sono divenute una sorta di tormentone: malate di elefantiasi, con l aggiunta di sport sconosciuti, alcuni assurdi, altri migliori, che però escono dal programma, interessi che cosa avverrebbe Ma, se errare è umano mentre perseverare è diabolico, nell obbedire alla Germania, esaminiamo le conseguenza del battere più moneta. Si è detto in giro finalmente quel che su queste pagine già dicevamo. Gli Usa hanno ancora la fortuna di disporre della Federal Reserve e si aiutano stampando dollari. Sembra l errore di Pancho Villa: C è chi dice che, svalutando, potrebbero minacciare il mondo. Ma, come sempre, è solo questione di misura. Se lo Stato si aiutasse stampando più moneta e auto finanziandosi in questo modo, la prima conseguenza sarebbe di poter imporre meno tasse ai cittadini. La seconda conseguenza sarebbe una svalutazione della moneta. Ripetiamo: è questione di misura. La svalutazione è ciò che l Europa indica a dito come lo spauracchio per eccellenza sin da quando si fecero le riunioni preliminari dell unione monetaria. Perchè l euro non scordiamolo è stato preceduto dal serpente : con l accordo di Basilea, i paesi comunitari stabilirono parità centrali fra le rispettive divise (monete) facendole fluttuare congiuntamente entro dei margini del 2,5%. Il serpente monetario venne poi agganciato al dollaro (ormai liberamente fluttuante) e si e corruzione delle federazioni mondiali, dei vari CO nel terzo mondo, ma anche nel secondo e nel primo, vengono seguite per sommi capi, stancano il grande pubblico, anche se non mancano di tenere qualcuno attaccato ai nuovi schermi digitali, dai mega monitor ai touch screen degli ipad. Ma su tutto aleggia adesso anche la minaccia dei terroristi. Più un evento dovrebbe essere caro e sacro, più lo minacciano. Che schifo. L Italia della Grande Olimpiade La riprova della strana e irritante malafede con cui si difende il gran rifiuto di 14

15 politica fra un europa da affrontare a muso duro e il battere moneta come in usa ci euroavamo tanto amati attendo più moneta autorizzò uno scarto massimo rispetto ad esso del 4,5%. Fu con queste ristrettezze, tutte europee, che cominciarono i guai Maastricht non è stata che un estensione di quella logica. Si disse anche in giro: abbandonate il mattone e comprate titoli in banca. E chi lo fece venne truffato, derubato, rovinato. Ora lo stato aggredisce ogni singolo mattone con l Imu: Tirate una conclusione. Ma chi viene danneggiato in concreto da una garbata svalutazione? Essa danneggia chi tiene i soldi nel materasso o chi li investe in banca a tassi bassissimi. Ma le prime a tenere i soldi nel materasso sono le stesse banche e sono anche le prime a godersi le giacenze a tasso zero o quasi! In compenso c è, invece, chi è aiutato da una garbata svalutazione: coloro che investono in lavoro di impresa e creano valore aggiunto, versando allo Stato l Iva che è la maggior fonte di denaro per l erario e sviluppo per tutti. Vorremmo proprio sentire degli economisti, cattedratici e semplici esperti, che smentissero questi chiari concetti. Invece ascoltiamo formule e parola: Maastricht è demodè, si dice patto di stabilità. Chi sa quale imminente diavoleria lessicale c è in serbo. Germano Scargiali Nessuno dubita che l euro nel breve tempo cioè quello che è appena trascorso abbia danneggiato tutta l Europa tranne, forse, la Germania. Perché sarà tra breve la storia a dirlo. Ma in tanti si schierarono (ci schierammo) come euro prudenti e furono tacciati come euro scettici. Quanto sono dannose le ingiurie e le parole Ma forse giunge il momento di ascoltare finalmente un po tutti. Non c è dubbio, infatti, che si sarebbe potuta usare maggior prudenza: Potevamo per dir così andarci più piano, in un momento dicevamo noi in cui non era già prosperità, ma aria di crisi e ogni innovazione, ogni rischio, ogni investimento a lunga scadenza era sconsigliabile. Ma qualcuno aveva deciso. Così non ci restò che sperare che l Euro, per quanti sacrifici avesse comportato (ed era certo) avrebbe spianato la strada non tanto verso l Europa del vile denaro, quanto, come ammonì benevolmente lo stesso presidente Ciampi, a quella della politica. Ma, aggiungiamo noi, a quella dell unità sociocivile della comune cultura. Gettiamo, dunque, finalmente un ponte fra Dante e Shakeaspeare, fra Ibsen e Pirandello Di tutto questo diciamolo non si vede l ombra. L Europa continua ad essere un nano politico, come lo definì il belga Spaak e un condominio, più che un unione di stati, come ammettono dalla viva voce vari europeisti odierni. Si sarebbe potuto e dovuto essere più prudenti prima di affidare ad una banca privata tedesca la Bce la leonina facoltà di stampare la moneta per tutti i popoli europei. Non a caso più di uno stato con in testa l Inghilterra della Sterlina, se ne son tenuti fuori. Catastrofico è stato per l Italia: il nostro dollaro avrebbe dovuto essere la mille lire di carta e, invece, eccoti 2 mila lire che sembrano le 500 lire d un tempo Anche Mario Monti un bambino si sarebbe accorto che era una follia. E lo dicemmo, lo dicemmo, lo strillammo, come tante cose strilliamo da sempre. E sempre è inutile Frattanto la Germania detta legge e impone a tutti di rientrare in un debito pubblico con il quale di fatto si andava avanti da sempre. Potrebbe risanarsi il tutto lentamente, perché è ovvio sin dall inizio che, se è vero che ogni singolo stato ha tanti debiti da poter giungere presto all impossibilità di pagarli, è anche vero che un stato come l Italia ha debiti in massima parte verso i suoi stessi cittadini. Che cosa fa lo stato secondo il dictat della Germania, attraverso Maastricht? Li chiede pur sempre ai cittadini tramite il fisco. Frattanto è ovvio che, togliendo denaro a tutti strozza i consumi e togliendolo alle aziende, strozza la produzione e la somma totale sulla quale le imposte incidono diminuisce. Ma così diminuiscono le entrate stesse dello stato. La verità è forse che la più indebitata, la più vicina all orlo del baratro era proprio la Grande Germania e che solo imponendo sacrifici a tutti gli altri poteva salvare se stessa. E gli altri ci sono cascati. o s s e r v a t o r i o Roma venti venti è l insistenza con cui si dice che quella era l Italia del boom del Niente di più falso da rifilare a chi in quegli anni non c era. La Roma che organizzò quella splendida olimpiade (e un famoso film documentario girò nelle sale definendola La Grande ) era la Roma degli anni 50, degli stenti e dei mezzi stipendi. Anni nei quali si era mantenuta la vera dignità del proprio lavoro. Si lavorava sodo con meno assenteismo nel pubblico e tanta iniziativa nel privato. Guido Carli alla Banca d Italia, con la lira polverizzata che valeva la seicentesima parte di 1 dollaro, portò la moneta nazionale al primato della solidità mondiale. L Italia veniva dalla sconfitta della guerra, era ancora semi distrutta, non aveva strade e treni, ma dimenticò in fretta le ferite, riprendendo a cantare per anni il Piave mormorò come se niente fosse successo. In pieni anni 50 preparò la grande olimpiade, ricostruendo Roma. Un ministro già allora ne approfittò, comprando i terreni sui quali disegnò l indomani la via Olimpica. I furbetti ci furono sempre, ma costruirono di tutto e gli azzurri vinsero più medaglie che mai. Monti e Abete divisi sul calcio Gli scandali sul calcio hanno scandalizzato Mario Monti che sbotta in un esternazione che fa inorridire gli italiani (Scherzate quanto volete, ma nessuno tocchi il più grande giocattolo dello stivale): sospendiamo il calcio per tre anni. Poi si corregge: era un esternazione a titolo personale. Monti aveva espresso concetti d altri tempi: il calcio che dovrebbe essere faro di moralità sportiva Certamente poco pratico Monti ignora che persino sport dilettantistici suggeriscono da decenni il gioco di parole fra sport e sporco. Tutto lo sport professionistico è contaminato dalla prima metà del 900 da combine e da sostanze dopanti. Sappiamo ormai tutti che persino Dorando Latri venne accusato di doping. Ma Monti non guarda gli sceneggiati tv, neppure quelli buoni: cose per comuni > 15

16 politica il governatore si è detto anche deciso a non far più politica Le promesse dimissioni di Lombardo Forse, alla fine della propria avventura da governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo riuscirà a dimostrare di non essere un signor nonmidimetto. E già molto, visto che l Italia, in politica e fuori, ce ne ha fatti conoscere tanti, diremmo troppi Anzi, opinione corrente attribuisce alle dimissioni, lungo lo Stivale, un atto simile a quello affibbiato a torto da Dante a Celestino V: che fece per viltade il gran rifiuto. Lombardo, protagonista del più originale dei ribaltoni che la politica ricordi, non pecca certo di originalità e sfrontatezza. Viceversa non sarebbe riuscito a reggere tanto a lungo il timone dell Isola, che in tanti gli volevano strappare di mano. Lo psichiatra, di famiglia originaria di Grammichele dove possiede tante terre, ma nato a Catania, vide un giorno il natio borgo dei suoi antenati tappezzato di manifesti che gli chiedevano di non tornare più. Insomma, non lo volevano neanche lì. E dire che a Palermo gli rimproverano di far tutto per Catania e dintorni. In realtà, fra i suoi assessori più iperattivi (Armao, Russo ), alcuni realmente tecnici, altri neppure quello, ma messi lì solo per far leva su quella parte del Pd che lo ha appoggiato, altri non si sa presi dove e come, a Lombardo si rimprovera ben altro. Non solo di aver fatto figurare all opposizione chi aveva vinto le elezioni, non distinguendo, in ciò, il proprio ribaltone da tanti altri degli ultimi 20 anni, quanto di aver mandato alle ortiche i soldi più ghiotti che la Sicilia possa spendere: quelli europei. Contro di lui si sono scagliati in proposito gli strali dell Ars, scoccati soprattutto da parte di Salvino Caputo e Innocenzo Leontini, ma a volte dal debitamente misurato presidente Francesco Cascio. Infine, per quasi una settimana, l europarlamentare Salvatore Iacolino, specialista del settore, ha sciorinato i dati del Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale), da cui risulta speso solo il 12 per cento delle somme assegnate alla Sicilia. A fronte di una somma di 6 miliardi e 500 milioni di euro, tra fondi comunitari del Fesr e cofinanziamenti nazionali e regionali, sono stati assegnati solo 762 milioni. Stiamo perdendo risorse finanziarie importantissime per assicurare lo sviluppo della nostra Regione dichiara Salvino Caputo presidente della Commissione Attività Produttive. Un altra stroncatura per la Sicilia sulla spesa, mancata, dei fondi europei proviene da una fonte autorevole e qualificata: il commissario europeo per le Politiche regionali Johannes Hanh: Desta una certa preoccupazione ha dichiarato il commissario che la Regione Siciliana non abbia capito bene il rischio che corre se non spende entro il 2013 i 600 milioni Ue più un miliardo di cofinanziamento statale. Le regole dicono ha concluso o s s e r v a t o r i o > mortali. Gli risponde Giancarlo Abete comunque gran paragnosta d un ambiente di paragnosti dicendo seccamente: Il calcio non è peggiore del resto della nostra società. Nessuno, insomma, è in grado di scagliare la prima pietra. E non da oggi. Liberaci dal malus Non mi rovini implora l investitore accetti i miei soldi, le darò quanto vuole! L investito, pur intuendo, resta ancora interdetto: Ma lei non è assicurato? L investitore più confuso e contrito di prima, se è siciliano risponde: Ma cosa dice? Se mai sono assicurato. Ma sì, inseguito dalle assicurazioni. Non ne posso più, fra aumenti, malus e mancati rinnovi, rischio di perdere il senno e la ragione. Accetti i miei soldi, pagherò tutto. Sono a sua completa disposizione. Il danneggiato, ormai, comprende ed accetta la transazione. Quel bimbo bianco coi capelli rossi Dal cuore dell Africa nera due immigrati palermitani vedono nascere un figlio con pelle chiara e capelli rossi. Alta si leva la rabbia del marito, ma i medici intervengono tempestivamente per calmarlo: può succedere, può succedere. Non resta che indagare se trattasi di una variante genetica o di un raro caso di albinismo piuttosto inusuale in Africa. Ma, in passato, si era sempre verificato il contrario, cioè un bimbo nero da una donna bianca, come il Ciro della canzone napoletana: niru, niru C è sempre una prima volta. La Fornero e Linda Hunt Linda Hunt è finora la sola attrice che abbia vinto l oscar in panni maschili (Un anno vissuto pericolosamente 1984, non protagonista). E nota per le sue parti da cattiva cui la conduce un aspetto non rassicurante che le deriva da una rara affezione ereditaria che lei ha trasformato con spirito in un motivo in più per affrontare la vita con volontà e coraggio. Quan- 16

17 politica Stentorea, quanto le sue dichiarazioni, l apertura della voce a lui attualmente dedicata da Wikipedia: Raffaele Lombardo (Catania, 29 ottobre 1950) è un politico italiano, presidente della Regione Siciliana dal Fondatore e leader del Movimento per le Autonomie, è stato presidente della Provincia di Catania dal 2003 al 2008 e parlamentare europeo dal 1999 al È indagato per concorso esterno e per voto di scambio politico-mafioso presso la Procura della Repubblica di Catania per dei rapporti con alcuni esponenti di Cosa Nostra. do fa la cattiva recita e l Oscar, stranamente, le giunse per un film in cui faceva un ruolo normale: quello di un fotoreporter in estremo oriente L attrice trasmette, comunque, umanità e simpatia. Il fatto è che la Hunt nei panni della cattiva somiglia parecchio alla Fornero. Ma questa com è realmente: buona o cattiva? E simpatica? E le sarà mai concesso un, pur simbolico, Oscar? Anche la Germania si preoccupa dei governi non eletti Nazismo e Fascismo furono dittature o sistemi democratici di governo? Il dubbio è stato posto da un cittadino tedesco, Hanh che se non si spendono le risorse esse vanno perse. Il governo regionale si è difeso in vari modi, rispondendo anche ad Hanh, ma questi ha fatto notare come i cosiddetti tesoretti, assessorato per assessorato venissero, di fatto, sotto utilizzati. Le infrastrutture, da sempre tallone d Achille della Regione, avevano per l assessorato competente a disposizione 1,9 miliardi di euro ma hanno speso soltanto 370 milioni, così come l assessorato alle Attività Produttive che ha speso soltanto 3,6 milioni a fronte dei 535 previsti. Ma a reagire sono gli stessi parlamentari europei: a parte Iacolino, la stessa Rita Borsellino (Pd). Questa parte della sua dichiarazione: L allarme lanciato dal commissario europeo è un atto d accusa contro la scellerata gestione delle risorse europee da parte del governo Lombardo. Una gestione che ho più volte denunciato anche in Parlamento europeo e che è uno schiaffo alle imprese e ai cittadini che soffrono per la crisi. Altre regioni hanno provveduto Ma, frattanto, com è noto, al governo Lombardo è venuta a mancare la famosa maggioranza numerica che si era costituito, ricucendo in aula i voti di parlamentari della più disparata origine e s era detto subito che solo per questo, anche se di solito basta anche meno il suo governo dovesse cadere. Invece, cuci e ricuci, c è chi dice che, con la sua grande abilità e con il malcostume politico in atto diciamolo Lombardo potrebbe anche tirare fino all ultimo e persino riciclare in qualche modo il proprio potere, se non la persona, nella prossima legislatura. Il 23 giugno, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo d Orleans, Lombardo ha ribadito, però, che si dimetterà, confermando anche la data scelta per motivi tecnici e indicata in precedenza. Questo il tono secco dei comunicati: Il presidente della Regione Sicilia Lombardo ribadisce la volontà di dimettersi il 28 luglio e di ritirarsi dalla politica. In precedenza lo fa per spiegare che non vorrà far sì che una carica istituzionale, quella di presidente della Regione, sia giudicata in tribunale cascio riceve la collega cinese uyunqimg Il presidente dell Assemblea Regionale Francesco Cascio non ha mancato di dimostrare il proprio interesse altre volte manifestato per la politica che guarda il Far East e la Cina in particolare. Non può definirsi usuale un incontro fra i presidenti di due assemblee che hanno alle spalle due realtà di così disparata grandezza: il paese più vasto del mondo, la Repubblica Cinese e la Regione Siciliana, questa volta in veste di piccolo lembo di terra e non in posizione di primato come regione d Italia e isola del Mediterraneo. La cooperazione a fini culturali e il consolidamento delle relazioni di amicizia tra i popoli sono stati al centro di un recente incontro tra il presidente dell Assemblea Regionale Siciliana Francesco Cascio e il vicepresidente dell Assemblea Nazionale del Popolo Cinese Onorevole Uyunqimg, tenutosi a Palazzo dei Normanni. L Onorevole Uyunqimg ha espresso vivo apprezzamento per l assetto autonomistico della Sicilia e un particolare interesse per le testimonianze artistico - monumentali di cui la nostra terra è ricca. Il presidente Cascio ha affermato: Questa è un occasione utile per sviluppare un interlocuzione più fitta tra i parlamenti dei due Paesi a beneficio del dialogo e della collaborazione a fini culturali. La rappresentante cinese, che testimonia la presenza di!quote rosa anche nel paese dagli occhi a mandorla ha avuto modo di visitare alcuni dei più importanti monumenti, fra cui alcuni tesori del palazzo dei Normanni. o s s e r v a t o r i o Vito Parcher, che da Bolzano ha diffuso una lettera fra i media nazionali italiani, parlando di preoccupazioni fra i tedeschi. Dice Parcher che il dubbio si insinua in Germania negli universitari, che paragonano certi governi di oggi, fatti di tecnici e presidenti non eletti dal popolo, con quelli di Hitler e Mussolini, che, almeno, rispettarono certe forme. Sappiamo, allude Parker, a come sono stati spiegati gli eventi d allora entro e fuori le scuole. se s insinuasse l idea che (comunque) il regime fu democratico dice Parcher sarebbe un dramma per molti (tedeschi) che hanno basato i propri successi politici sul contrario. Né può dirsi che furono elezioni farsa ben 61 chiamate alle urne. Ma noi trasferiamo il tutto all Italia e a Mussolini, un dittatore, rispetto ad Hitler, lavato col sapone Palmolive. Venne incaricato personalmente dal Capo dello Stato (Re) a formare il governo (in un Italia che non ne era capace da anni). Tenne regolari elezioni, sia pure con il sì e il no, stravincendo. Creò un sistema con il quale il Gran Consiglio del partito, quando lo ritenne opportuno, poté destituirlo. Così andò la storia. Poi gli eventi drammatici della guerra finirono di sconvolgere quel che restava. Certo è che tante menzogne sono state narrate e che oggi si rischia di far peggio d allora.. 17

18 politica recluso a roma non ha perso la fiducia nella vita e nelle istituzioni cuffaro ci scrive Ci siamo scritti due volte con Salvatore Cuffaro e lui ci ha risposto velocemente da Rebibbia, dove purtroppo lo hanno recluso. Rarissimo caso in Italia di un processo ad un politico che si conclude in tal modo. Addirittura si dice sia l unico... E dire che Totò è nel nostro cuore, perché lo abbiamo visto e sentito tante volte dal vivo parlare della Sicilia, delle sue speranze (ad esempio nell ottica mediterranea), per l economia e i trasporti. Ne condividiamo, in pratica, tutte le idee. Dal sì al Ponte alla ferrovia veloce Palermo Catania, all hub airport in Sicilia. Ricordiamo il suo impegno per l apertura della Palermo Messina:...l importante è inaugurare, al perfezionamento potremo pensarci dopo. Superati gli ultradecennali ostacoli, tale slancio aveva un senso e una connotazione differenti da quello che risulta dalle semplici parole Ma ciò che ci ha colpito di più è l umanità di Totò: un giorno era felice perché Caracciolo era tornato al gol e potesse superare i suoi giustificati patemi... Due noti motivi di consolazione da lui espressi sono l amore per la famiglia e la fede. Nei primi righi della lettera Totò Cuffaro, come i personaggi che più ci piacciono, dichiara piena fiducia in chi scrive queste righe con le parole non ho bisogno di nessun controllo, so che farai bene e sono certo saprai farmi dire ed interpretare i miei sentimenti. Ma, a nostra volta, avendoci egli lasciato nei righi precedenti carta bianca, pensiamo che non ci sia niente di meglio se non pubblicare questa sua seconda missiva, che ci sembra più adatta ad apparire sul giornale, rispetto alla prima che aveva un tono più personale. Caro Germano,.Provo a darti qualche altro spunto. I primi tempi in carcere sono stati dolorosi ed i più difficili, ragionavo ancora come una persona libera. Ho dovuto faticare ed abituarmi a ragionare da detenuto, e più mi abituo e mi adatto più capisco ed apprezzo il valore della libertà, e più comprendo che nulla sarà per me più come prima, né per il tempo che rimarrò in carcere né quando ritornerò alla vita libera. La vita non si cambia. La vita cambia. La vita ti cambia. La pur cattiva e dolorosa zampata del carcere, nonostante sia dura e difficile, mi ha permesso pur tuttavia di conservare la serenità del mio animo, e la voglia di dare e ricevere umanità, ed è questa che ho capito è la strada per continuare a vivere come ho sempre fatto. Sto sempre nell attesa, so insensata, illusoria, ma aiuta, che succede qualcosa di nuovo, e non finisco mai di sperare che il tempo mi restituisca la mia vita e le cose in cui ho creduto, desiderio che come un ombra mi segue e non mi lascia mai. Aspetto l incontro con mia moglie ed i miei figli, e non c è nulla che possa darmi più coraggio e forza del loro sorriso, sono loro che alimentano il desiderio della mia speranza e la mia capacità di resistere ed affrontare questa avversità. Quando sono triste, ho paura, penso a loro e volgo lo sguardo verso il cielo, e so che non possono, lassù, non osservare le mie sofferenze. C è sempre nella mia anima un posto tutto per la preghiera e la fede, sempre tenuto vivo ed illuminato da una luce sempre accesa, la luce dell amore. Noi detenuti osserviamo e desideriamo il mondo nella speranza che il mondo possa ricordarsi, occuparsi ed osservare noi. Anche se mura di cemento fronteggiano la libertà, mi sforzo di essere libero almeno col pensiero, con la fantasia, con l aiuto dei ricordi, non è la realtà, non è la libertà vera, ma è bella lo stesso. Grazie, spero di esserti stato utile e buon lavoro. Totò Cuffaro Aggiungiamo uno stralcio della prima lettera So di non aver mai favorito la mafia, anzi di averla sempre combattuta ed osteggiata, politicamente, culturalmente. Ma oggi più che mai, da dentro questo luogo, mi sento ancora di rinnovare la mia fiducia nella giustizia, nelle istituzioni tutte,,magistratura compresa, e di riaffermare la mia fedeltà a quello che sono sempre stato, me stesso. Ho dedicato molta parte della mia vita agli altri, mi sono tanto speso per la mia Sicilia, per farla crescere, per creare occasioni di sviluppo, di lavoro, perché fosse una terra dove poter vivere, non da dove sfuggire. Ed oggi più che mai sono convinto che essa ha bisogno di essere amata e servita, anche perché la nostra vita ha veramente valore se si vive per qualcosa e per qualcuno. (S.Cuffaro) 18

19 politica due palermitani campioni di buon cuore La beatificazione di don puglisi e il premio a Biagio conte Colpisce favorevolmente lo sguardo benevolo che da altrove ricade sopra due personaggi palermitani, uno purtroppo defunto, l altro ancora attivo. Anzi attivissimo, tra noi. Il primo è Padre Pino Puglisi, la cui beaticaficazione si attende di momento in momento, l altro è Biagio Conte, la cui opera di benefattore ha ricevuto un riconoscimento di alto livello europeo. Il centro fondato da Don Puglisi è sempre aperto ed è attualmente presieduto da Maurizio Artale. Quanto a Padre Puglisi, uno dei motivi per cui è stato ucciso dalla mafia è stato il suo continuo, operoso e paterno impegno evangelico e sociale, che si è concretizzato nell apertura del Centro di accoglienza Padre Nostro, che ancora oggi continua ad essere un importante e significativo punto di riferimento per bambini, giovani, anziani e le famiglie del quartiere e della città. La beatificazione di Padre Puglisi sancisce, oltre che un riconoscimento alle sue virtù personali, la validità e l efficacia del suo metodo socio-pastorale. Il suo metodo attinge forza nel Vangelo, nella preghiera del Padre Nostro e nei documenti conciliari del Vaticano II, di cui egli era grande estimatore, studioso e attuatore. Uno degli elementi che caratterizzano il martirio è il dono della propria vita, segno di un amore che ha le sue radici nella fede in Cristo morto e risorto. L accettazione del martirio ci esprime quel grande dono d amore che per primo investe chi ha causato la morte del martire, lo investe del perdono del martire stesso, prima di quello della comunità intera. Biagio Conte ha vinto il Premio Cittadino Europeo A darcene notizia è stato l On.le Iacolino, rappresentante palermitano all Ue, che, con il Prefetto Postiglione ha visitato la Missione Speranza e Carità di via Decollati. Il frate missionario laico palermitano Biagio Conte, fondatore e animatore della Missione Speranza e Carità è tra i vincitori del Premio Cittadino Europeo 2012, assegnato ogni anno dal Parlamento Europeo a quei cittadini che hanno dimostrato un impegno eccezionale nel facilitare l integrazione tra i popoli e la pacifica convivenza tra persone di etnie, sesso, culture e religioni diverse. La cerimonia di consegna è in programma il 7 e 8 novembre a Bruxelles. Il prestigioso premio afferma l On Iacolino che ha sostenuto la candidatura rappresenta motivo di orgoglio, come giusto riconoscimento per l impegno costante e quotidiano di un uomo, di una struttura e di quanti tra operatori e volontari - nell ambito delle attività di assistenza e formazione - operano con passione, generosità e spirito di sacrificio in favore degli ultimi, dei migranti, dei poveri e degli sfollati. Un modello di accoglienza unico in Europa riconosciuto dalla giuria internazionale come esempio concreto di integrazione e solidarietà basato sul dialogo, sul confronto e sulla pacifica convivenza. un milione e mezzo di euro che la burocrazia tiene nel cassetto Monreale Montelepre torretta fondi bloccati alla regione Ecco una storia esemplare di normale burocrazia regionale. Di casi del genere ve ne sono a bizzeffe. Audizione in Commissione Legislativa Attività produttive dell ARS per la problematica legata alla chiusura della strada provinciale Monreale Montelepre Torretta determinata dal pericolo frana. L incontro verrà programmato per la prossima settimana in seduta congiunta con la Commissione Legislativa Ambiente e territorio dell ARS. All audizione, convocata su iniziativa del Presidente la Commissione Attività Produttive, Salvino Caputo erano presenti, Vincenzo Guastella Sindaco di Torretta, Maurizio Sgroi consigliere comunale di Montelepre, l Assessore Provinciale alle infrastrutture, Gigi Tommasino ed i tecnici di Genio Civile, Protezione Civile e della Provincia regionale di Palermo. Dall incontro è emerso che la Provincia regionale di Palermo ha stanziato la somma di 200 mila euro per i lavori di messa in sicurezza, ma il dato più emblematico è che la somma di un milione e 500 mila euro è bloccata alla Regione per problemi di natura burocratica. Bisogna sbloccare le somme dichiara Salvino Caputo per mettere in sicurezza l importante asse viario che coinvolge un vastissimo territorio e dove sono presenti numerose attività produttive. Vi sono caseifici ed aziende agricole che stanno subendo un danno dalla chiusura della strada per non parlare delle gravi difficoltà da parte della stessa protezione civile ad accedere nei luoghi in caso di emergenza incendi o di altri pericoli. È necessario avviare i lavori al più presto conclude Caputo e proprio per questi motivi la Commissione preparerà una risoluzione per impegnare il Governo a sbloccare le somme di denaro del piano nazionale della sicurezza stradale. Inutile notare come il migliorare di questa vecchia strada sia importante. Essa costituisce una rara alternativa che baipassa le gallerie autostradali e l intera strada per Punta Raisi. Sarebbero opportuni allacci sin da Palermo stessa ed un miglioramento generale, degli allargamenti ove possibile. Ma tenerla chiusa per caduta di massi è quasi incivile. Situazioni men che terzomondiste cui purtroppo dobbiamo assistere spesso. 19

20 AttuALitA A indignati i due uomini politici di differente colore contro il governo Lombardo insorgono cristaldi e Apprendi Mentre la politica regionale - certamente per colpa primaria di Palazzo d Orleans e di chi vi sta seduto - tocca il fondo del decoro e Raffaele Lombardo si vanta di essere pregato da tutti di non dimettersi (e il motivo è che non vogliono ancora perdere il posto, neppure per pochi mesi), anche all Assemblea avvengono cose...turche. Di riflesso, per l inattività del governo, si sono presentati - mesi or sono - i forconi, non certo a torto. Adesso i sindaci delle Isole Minori occupano una Commissione. Anche loro hanno buoni e ben noti motivi (trasporti). Tutto ciò ha suscitato lo sdegno di quegli uomini di destra e di sinistra, ancora legati ad un minimo di decoro ed onorabilità politica. Ecco Pino Apprendi (Pd): Sfiducia a Lombardo, a chi giovano questi giochini Ho appreso dalla stampa che ieri, nella riunione dei capigruppo all ARS, si è consumato l ennesimo atto rocambolesco, che ha creato le condizioni per non presentare alcuna mozione di sfiducia al Presidente della Regione Raffaele Lombardo. E un gioco per nulla serio, contrastante con il roboante annuncio con cui si dava per scontata la presentazione della sfiducia, che per quanto un atto politico dava il senso di una rottura di rapporti con chi, trasformando il governo tecnico in politico, cambiava le condizioni per cui il PD aveva garantito la maggioranza. Tutto questo potrà servire a fornire l alibi al Governatore di non Pino Apprendi dimettersi stante il fatto che si trova con un Parlamento in cui non si capisce più chi è maggioranza e chi è opposizione. Ormai è il caos e il mio partito non è indenne. Ci sono gravi responsabilità che non fanno bene alla vigilia di una campagna elettorale che si presenta già difficile per tutti. (5 luglio 2012). Nicola Cristaldi Ed ora Nicola Cristaldi più volte sindaco - ora a Mazara - e già presidente Ars I Sindaci delle isole minori occupano l aula della terza commissione legislativa. Mi chiedo se Palazzo dei Normanni sia ancora la sede di un Parlamento o è diventato un luogo dove ognuno può fare quello che vuole. Non entro nel merito della questione sollevata dai Sindaci che credo sia fondata su buone ragioni ma mi soffermo su questa continua mortificazione dell Istituzione parlamentare. Mi chiedo che cosa potrebbe accadere se si usasse lo stesso metodo di protesta alla Camera dei Deputati o al Senato della Repubblica. La democrazia non può significare che la sede del Parlamento si può trasformare in una piazza dove organizzare manifestazioni come quella in questione. I Sindaci hanno l obbligo di rispettare la sede parlamentare e il Parlamento ha il dovere di ascoltare i Sindaci: tutto il resto è un doloroso contributo alla delegittimazione dell istituzione parlamentare regionale. La politica s incarta da sempre fra formulette e gratuite decisioni E da tempo che ci teniamo dentro come un rospo la voglia di un piccolo sfogo per quel che conta contro la politica e il gior nalismo e la politica quotidiana delle for mulette. Il più tipico e ripetuto esempio è Bersani che ogni sera appare in tv e ne ha pensata una, non dor mendoci, forse, il pomeriggio o la notte prima, per cambiare ogni 24 ore: piccoli assiomi, quasi proverbi, qualche tentativo di frase storica, ma sempre astratta, sostanzialmente priva di alcuna concretezza. Nessuna notizia, nessuna sostanza, qualche insulto alla controparte, qualche proposito assolutamente astratto Ha imparato la lezione da D Alema un maestro in proposito che continua ad applicarla e se l è scambiata anche con Fassino. Questo sono i recordman, un nuovo Trio Lescano delle solite canzonette. Si va dal colpo di reni al ritrito rimboccarsi le maniche, fino alla necessità della ripartenza Ci fa piacere che quest ultima parola, che ascoltammo per primo da Prodi (tanto nomini ) sia rifiutata dal vocabolario del nostro pc. La includiamo, perché è stata ripresa dai telecronisti del pallone, che corre dal contropiede al riprendere in mano le redini della partita. Ma sì, una parola in più, una in meno, se ne aggiungono tante Molte sono del tutto inutili, ma è come una gara. Se, infatti, è lecito ma a volte utile creare nuovi vocaboli, così come prendere in prestito termini e immagini figurate da una realtà per spiegarsi meglio in un altra realtà, i guai arrivano quando le formulette diventano un abitudine, un vezzo continuo, persino una malattia. Perché ciò può valere ed avviene a non affrontare in concreto i problemi. 20

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