Resiste con controricorso l'apat e formula, altresì, ricorso incidentale. Il F. ha depositato memoria ex art. 378 cod. proc. civ. ed all'esito della

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Resiste con controricorso l'apat e formula, altresì, ricorso incidentale. Il F. ha depositato memoria ex art. 378 cod. proc. civ. ed all'esito della"

Transcript

1 LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. STILE Paolo - Presidente - Dott. VENUTI Pietro - Consigliere - Dott. NAPOLETANO Giuseppe - Consigliere - Dott. BRONZINI Giuseppe - Consigliere - Dott. MAROTTA Caterina - rel. Consigliere - ha pronunciato la seguente: sentenza sul ricorso 30082/2010 proposto da: F.M. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE G MAZZINI 6, presso lo studio dell'avvocato LOFOCO FABRIZIO, che lo rappresenta e difende giusta delega in atti; - ricorrente - contro A.P.A.T. - AGENZIA PER LA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE E PER I SERVIZI TECNICI, (già A.N.P.A. - AGENZIA NAZIONALE PER LA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE) (OMISSIS); - intimata - Nonchè da: A.P.A.T. - AGENZIA PER LA PROTEZIONE DELL1 AMBIENTE E PER I SERVIZI TECNICI, (già A.N.P.A. - AGENZIA NAZIONALE PER LA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE) (OMISSIS), in persona del Direttore pro tempore, rappresentata e difesa dall'avvocatura GENERALE DELLO STATO presso i cui Uffici domicilia in ROMA, ALLA VIA DEI PORTOGHESI, 12; - controricorrente e ricorrente incidentale - contro F.M. (OMISSIS); - intimato - avverso la sentenza n. 3605/2009 della CORTE D'APPELLO di ROMA, depositata il 17/12/2009, r.g.n. 8035/05; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 28/11/2012 dal Consigliere Dott. CATERINA MAROTTA; udito l'avvocato LOFOCO FABRIZIO; udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. ROMANO Giulio, che ha concluso per il rigetto del ricorso principale e incidentale. SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con sentenza 27/4-17/12/2009 la Corte di appello di Roma, in parziale accoglimento dell'appello interposto dall'agenzia per la Protezione dell'ambiente e per i servizi Tecnici (APAT) dichiarava ingiustificato il licenziamento di F.M., condannava l'apat al risarcimento del danno in favore dell'appellato, liquidato in Euro ,69 oltre interessi, rigettava le altre domande del F.. Riteneva la Corte territoriale che l'intervenuto annullamento da parte del Consiglio di Stato della sentenza del TAR Lazio che si era pronunciato, su ricorso di un gruppo di ricercatori dell'agenzia Nazionale per l'ambiente - ANPA - (poi APAT), sulla delibera di nomina dirigenziale del F., annullandola, aveva tolto ogni giustificazione al recesso anticipato del datore di lavoro dall'incarico dirigenziale. Aveva ritenuto spettante al F. solo il risarcimento pari alle mensilità perdute fino alla data di cessazione dell'incarico (6/10/2002), non anche l'indennità supplementare (pari a 22 mensilità) e quella di mancato preavviso, trattandosi, nella specie, di incarico a tempo determinato. Per la cassazione di tale sentenza ricorre F.M. affidandosi a sette motivi.

2 Resiste con controricorso l'apat e formula, altresì, ricorso incidentale. Il F. ha depositato memoria ex art. 378 cod. proc. civ. ed all'esito della discussione orale ha presentato alla Corte osservazioni scritte sulle conclusioni del pubblico ministero ai sensi dell'art. 379 c.p.c., u.c.. MOTIVI DELLA DECISIONE 1. I ricorsi hinc et inde proposti avverso la stessa sentenza sono stati riuniti ex art. 335 cod. proc. civ.. 2. Con il primo il ricorrente principale denuncia: "Ingiustizia della sentenza per contraddittoria ed insufficiente motivazione in violazione dell'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 - erronea presupposizione di fatto e diritto - malgoverno del C.C.N.L. - art. 84 ter e 84 bis del contratto ENEA - violazione D.Lgs. n. 29 del 1993, artt. 19, 21 e segg.". 3. Con il secondo motivo il ricorrente principale denuncia: "Violazione e falsa applicazione - sotto diverso profilo - degli artt. 84 ter e 84 bis C.C.N.L. ENEA -violazione art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione art cod. civ.". 4. Con il terzo motivo il ricorrente principale denuncia: "Mancata delibazione su un punto essenziale della controversia ed in particolare sulla eccezione di inammissibilità ed improcedibilità dell'appello - violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato - violazione art. 434 e 414 cod. proc. civ.". 5. Con il quarto motivo il ricorrente principale denuncia: "Violazione del C.C.N.L. con riferimento al mancato riconoscimento della indennità supplementare prevista per il licenziamento ingiustificato dei dirigenti - violazione art cod. civ.". 6. Con il quinto motivo il ricorrente principale denuncia: "Violazione dell'art cod. civ. e violazione dell'onere del risarcimento del danno per il recesso ante tempus del datore di lavoro". 7. Con sesto motivo il ricorrente principale denuncia: "Violazione dell'art cod. civ. con riferimento al trattamento di fine rapporto ed indennità per ferie non godute - erronea ed insussistente motivazione su un punto specifico della controversia - violazione art. 18 C.C.N.L. ENEA". 8. Con settimo motivo il ricorrente principale denuncia: "Violazione del principio di ragionevolezza, nonchè del giusto procedimento ex art. 97 Cost. - ingiustizia della sentenza per violazione - sotto altro profilo - del C.C.N.L.; violazione del principio tempus regit actum". 9. Con il primo motivo del ricorso incidentale l'apat denuncia: "Insufficiente ed illogica motivazione su punti controversi e decisivi della controversia con riferimento all'art. 360 c.p.c., n. 5". 10. Con il secondo motivo del ricorso incidentale l'apat denuncia: "Violazione e falsa applicazione degli artt e 2119 cod. civ. con riferimento all'art. 360 c.p.c., n. 3". 11. Va preliminarmente esaminata la questione, sollevata dall'apat, della inammissibilità del ricorso principale in quanto proposto nei confronti di un soggetto non più esistente ai sensi di quanto disposto dal D.L. n. 25 giugno 2008, n. 112, art. 28 convertito, con modificazioni, nella L. 6 agosto 2008 n Va, al riguardo, innanzitutto precisato che, stante la mancata previsione nella citata L. n. 133 del 2008 di una fase destinata alla definizione dei rapporti facenti capo allo stesso APAT, si configura, nell'ipotesi di controversie pendenti, un caso di successione universale nel processo ex art. 110 cod. proc. civ.. E' pur vero che quando un evento di tal genere si verifica nel corso del giudizio di primo ovvero di secondo grado, ancorchè in quel giudizio non sia stata dichiarata in udienza (o notificata) l'estinzione del soggetto rappresentato, il difensore di quest'ultimo non è legittimato a compiere attività processuali, successivamente alla pronuncia della sentenza, avvalendosi del mandato conferito dal soggetto soppresso. Non è, infatti, invocabile il principio di ultrattività del mandato che attribuendo al procuratore la possibilità di continuare a rappresentare in giudizio la parte che tale mandato gli abbia conferito e derogando in via eccezionale al contrapposto principio secondo il quale la morte del mandante estingue il mandato (in base alla normativa sulla rappresentanza e sul mandato di cui all'art c.c., n. 4) va contenuto nei limiti della fase del processo in cui si è verificato l'evento non dichiarato nè notificato (cfr. ex aliis Cass. 19 marzo 2009 n. 6701; id. 5 marzo 2009 n. 5387; si veda anche Cass. S.U. 10 maggio 2006 n nonchè Cass. 9 agosto 2010 n ). Tuttavia, nella fattispecie in esame, la questione non può essere posta nei medesimi termini in quanto sia l'apat che l'ispra sono comunque difesi ex lege dall'avvocatura dello Stato, sicchè tecnicamente non si può nemmeno parlare di mandato o di procura (l'avvocatura dello Stato ripete il proprio ius postulandi dalla legge e non da una volontà negoziale). Nè possono considerarsi nulli la notifica del ricorso per cassazione presso il difensore dell'ente cessato (APAT) e il ricorso medesimo - che indica il soggetto:

3 cessato - sia perchè non vi è alcuna incertezza assoluta sul destinatario del ricorso per cassazione sia perchè, come detto, si è verificata una successione a titolo universale fra i due enti ed i rapporti giuridici dell'apat sono passati ope legis all'ispra, di guisa che gli atti destinati all'apat devono considerarsi a tutti gli effetti come destinati all'ispra, al pari di quanto accade nell'ambito delle fusioni societarie. Poichè, dunque, con la L. 6 agosto 2008, n. 133, di conversione, con modificazioni, del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, i tre enti controllati dal Ministero dell'ambiente (APAT, INFS e ICRAM) sono stati accorpati nel nuovo ente denominato ISPRA, si è verificata una vicenda del tutto analoga a quella della fusione e, quindi, una vicenda meramente evolutivo-modificativa dello stesso soggetto giuridico, che conserva la propria identità, pur in un nuovo assetto organizzativo (sebbene resa in materia di società, si richiama, per evidente analogia di situazione, Cass. S.U. 17 settembre 2010, n secondo cui "In tema di fusione, l'art bis cod. civ. introdotto dalla riforma del diritto societario (D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6) ha natura innovativa e non interpretativa e, pertanto, il principio, da esso desumibile, per cui la fusione tra società si risolve in una vicenda meramente evolutivo-modificativa dello stesso soggetto giuridico, che conserva la propria identità, pur in un nuovo assetto organizzativo, non vale per le fusioni (per unione od incorporazione) anteriori all'entrata in vigore della nuova disciplina (1 gennaio 2004), le quali tuttavia pur dando luogo ad un fenomeno successorio, si diversificano dalla successione mortis causa perchè la modificazione dell'organizzazione societaria dipende esclusivamente dalla volontà delle società partecipanti, con la conseguenza che quella che viene meno non è pregiudicata dalla continuazione di un processo del quale era perfettamente a conoscenza, così come nessun pregiudizio subisce la incorporante (o risultante dalla fusione), che può intervenire nel processo ed impugnare la decisione sfavorevole. Ad esse, di conseguenza non si applica la disciplina dell'interruzione di cui agli artt. 299 e segg. c.p.c."). In conseguenza, non è ravvisabile alcuna nullità od inammissibilità del ricorso. 12. Tanto precisato, il ricorso principale è, nel merito, infondato. 13. Non si riscontrano nella sentenza impugnata i vizi di cui al primo, secondo e quarto motivo di ricorso risultando l'iter logico seguito dalla Corte territoriale, contrariamente a quanto lamentato dal ricorrente, ragionevole e coerente. Correttamente, poi, la Corte territoriale ha ritenuto che il recesso dal contratto di lavoro a tempo determinato sia consentito ante tempus solo in presenza di una giusta causa, ai sensi dell'art cod. civ. e del pari correttamente quantificato il risarcimento del danno in ragione della natura dell'incarico a tempo determinato. Si ricorda, infatti, che il datore di lavoro può recedere dal contratto di lavoro a termine, prima della scadenza, in due ipotesi: per giusta causa o per impossibilità sopravvenuta. Al di fuori di queste ipotesi il licenziamento è qualificabile come inadempimento contrattuale per mancato rispetto del termine pattuito. In caso di non giustificato recesso ante tempus del datore di lavoro da rapporto di lavoro a tempo determinato, il risarcimento del danno dovuto al lavoratore va commisurato all'entità dei compensi retributivi che lo stesso avrebbe maturato dalla data del recesso fino alla prevista scadenza del contratto, state l'inapplicabilità delle disposizioni concernenti il recesso dal rapporto di lavoro a tempo indeterminato (L. n. 604 del 1966, art. 18 L. n. 300 del 1970) - cfr. in tal senso Cass. 8 giugno 1995, n. 6439; id. 3 febbraio 1996 n 924; 28 dicembre 1999 n ; 26 marzo 2002 n. 4345; 1 luglio 2004 n ). Emerge, poi, chiaramente dal decisum della Corte capitolina il presupposto fondante il riconoscimento dell'indennizzo nella (minor) misura di Euro ,69. La Corte, infatti, ha spiegato le ragioni per le quali ha ritenuto che l'art. 84 ter del C.C.N.L. ENEA, dall'inequivoco carattere letterale e testuale, si riferisse solo all'incarico a tempo indeterminato e pur tuttavia ha utilizzato tale disposizione pattizia quale parametro indicativo per pervenire, anche in una fattispecie diversa rispetto a quella prevista dalle parti sociali, ad una congrua liquidazione del danno commisurandolo al residuo periodo di rapporto ritenuto illegittimamente risolto. Egualmente la Corte ha spiegato le ragioni per le quali anche l'indennità di mancato preavviso di cui all'art. 84 bis del C.C.N.L. ENEA si riferisse solo agli incarichi a tempo indeterminato risultando incompatibile il preavviso (quale meccanismo funzionale a far conoscere in anticipo la cessazione del rapporto) con un rapporto a tempo determinato. Ciò ha fatto principalmente privilegiando una interpretazione della norma contrattuale compatibile con la disciplina legislativa. Ed invero tale opzione interpretativa risulta conforme all'orientamento di questa Corte formatosi in materia di applicabilità ai rapporti di lavoro a termine della disciplina di cui all'art cod. civ.. Si ricorda, al

4 riguardo, che è stato affermato che in caso di dimissioni intervenute nel corso di un rapporto a termine sorrette da giusta causa (id est in caso di licenziamento ingiustificato) non è dovuta alcuna indennità sostitutiva del preavviso essendo questa legislativamente prevista solo per il rapporto a tempo indeterminato (cfr. Cass. 8 maggio 2007, n ). Si veda anche, sulla inapplicabilità dell'art cod. civ. al recesso dal contratto di formazione e lavoro - costituente una species del genus contratto di lavoro a tempo determinato - Cass. 23 dicembre 1992, n Del resto, il ricorrente ha richiamato le regole poste dagli artt e 1363 cod. civ. solo per prospettare una diversa (e più favorevole) interpretazione rispetto a quella adottata dal giudicante, il che non è ammissibile (cfr. anche Cass. 25 febbraio 2004, n. 3772). Come è noto, infatti, per sottrarsi al sindacato di legittimità, non è necessario che quella data dal giudice sia l'unica interpretazione possibile, o la migliore in astratto, sicchè, quando di una clausola siano possibili due o più interpretazioni, non è consentito alla parte, che aveva proposto l'interpretazione disattesa dal giudice, dolersi in sede di legittimità del fatto che ne sia stata privilegiata un'altra (si veda, tra le altre, Cass. 22 febbraio 2007, n. 4178). Non è, dunque, idonea ad integrare una violazione delle regole di interpretazione del contratto una critica del risultato raggiunto dallo stesso giudice mediante la contrapposizione di una diversa interpretazione: (Cass. 22 novembre 2010, n ; id. 31 maggio 2010, n ; 1 luglio 2004, n ; 20 agosto 1997, n. 7738; 30 gennaio 1995, n. 1092; 23 gennaio 1990, n. 381), essendo necessaria la specifica dimostrazione del modo in cui il ragionamento seguito dal giudice di merito abbia deviato dalle regole nei detti articoli stabilite (così Cass. 4 giugno 2007, n e n ). Orbene, nella fattispecie in esame non si ravvisa nel ragionamento della Corte capitolina nè violazione dei canoni legali di ermeneutica contrattuale (artt cod. civ. e segg.) nè un vizio di motivazione (art. 360 cod. proc. civ., n. 5) dovendosi anche rilevare che la Corte di merito ha tratto argomenti a sostegno dell'opzione interpretativa privilegiata anche la nota ANPA del 15/3/1999, diffusamente richiamata dal ricorrente a sostegno della propria lettura del citato art. 84 ter del C.C.N.L., evidenziando che in base a tale nota, era da escludersi ogni automatismo atteso che il richiamo alle previsioni di tale contratto collettivo era temperato dalla clausola "in quanto applicabili alla particolare natura dell'incarico a tempo determinato". Nè a diversa conclusione può giungersi invocando l'art. 19 del C.C.N.L. che pure prevede che al personale assunto a tempo determinato si applichi il trattamento economico e normativo previsto per il personale assunto a tempo indeterminato pur sempre "compatibilmente con la durata del contratto a termine". 14. Il terzo motivo del ricorso principale è inammissibile. Il ricorrente ha omesso di riportare nel loro impianto specifico i motivi di appello formulati dalla controparte affetti - a suo avviso - da genericità comportante "l'assoluta inammissibilità ed improcedibilità dell'appello, per carenza assoluta di petitum e causa petendi". Tale omissione integra violazione del principio di autosufficienza del ricorso per cassazione, il quale è frutto di elaborazione della giurisprudenza di questa Corte avvenuta in relazione a vizi di omesso esame/omessa motivazione relativi a prove testimoniali o documentali, violazione di canoni interpretativi di norme collettive, il cui contenuto non sia stato riportato dal ricorrente, il rispetto del canone di autosufficienza risulta fondato sull'esigenza, particolare del giudizio di legittimità, di consentire al giudice dello stesso di valutare la decisività della prova, testimoniale o documentale, di cui si lamenti l'omesso esame da parte del giudice di merito, la sussistenza della violazione del canone ermeneutico, di carenze dell'elaborato peritale su cui si fondi la decisione del giudice di merito, e, più in generale di un errar in procedendo, senza che egli debba procedere ad un esame dei fascicoli di ufficio o di parte ove tali atti siano contenuti (cfr. ex multis Cass. 23 gennaio 2004 n. 1170; id. 3 aprile 2003 n. 5148; 23 settembre 2002 n ). Siffatta esigenza di astensione del giudice di legittimità dalla ricerca del testo completo degli atti processuali attinenti al vizio denunciato, non è giustificata da finalità sanzionatorie nei confronti della parte che costringa il giudice a tale ulteriore attività d'esame degli atti processuali, oltre quella devolutagli dalla legge; ma risulta, piuttosto, ispirata al principio secondo cui la responsabilità della redazione dell'atto introduttivo del giudizio fa carico esclusivamente al ricorrente ed il difetto di ottemperanza alla stessa non deve essere supplito dal giudice per evitare il rischio di un soggettivismo interpretativo da parte dello stesso nell'individuazione di quali atti o parti di essi siano rilevanti in relazione alla formulazione della censura. Deve, pertanto, ribadirsi che la regola predetta vale, evidentemente, anche per i motivi di appello in relazione ai quali si denuncino errori da parte dei giudici di merito. Va, di conseguenza riaffermato che il canone di autosufficienza del ricorso per cassazione, fondato sul principio della responsabilità della redazione dell'atto, vale anche per i motivi di appello in relazione ai quali si denuncino errori da parte dei giudici di merito (cfr. Cass. 21 maggio 2004, n. 9734; id. 10 gennaio 2012, n. 86).

5 15. Il quinto motivo di ricorso principale non appare conferente rispetto al decisum considerato che la Corte territoriale ha ritenuto che, nella specie, l'incarico in questione avesse avuto una durata non rapportata a quella convenzionalmente stabilita ma fissata ope legis alla data del 6/10/2002 e rispetto a tale data finale ha commisurato le retribuzioni perdute. 16. Il sesto motivo di ricorso principale è inammissibile afferendo ad una questione (domanda relativa al trattamento di fine servizio) non esaminata; nel merito, dalla Corte territoriale per ritenuta mancanza di appello incidentale da parte del F. e conseguente passaggio in giudicato della decisione di primo grado di rigetto e non essendo censurato tale passaggio motivazionale. 17. Il settimo motivo di ricorso principale è infondato. Se pure è vero che la norma di cui al D.P.R. n. 207 del 2002, art. 19, comma 2, (prevedente la cessazione di efficacia, alla data di entrata in vigore dello statuto della Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i Servizi tecnici, dei contratti stipulati per il conferimento o lo svolgimento di funzioni dirigenziali presso le strutture, ove non già pervenuti alla loro naturale scadenza) era entrata in vigore dopo la anticipata cessazione del rapporto, il risarcimento del danno non poteva che essere commisurato con riferimento alla cessazione effettiva, come legislativamente determinata (il medesimo rapporto, laddove pure non anticipatamente interrotto, non sarebbe potuto proseguire oltre il 6/10/2002, integrando la previsione di legge un factum principis idoneo ad escludere ogni imputabilità dell'inadempimento successivo a tale data). Si richiama, sul punto, quanto affermato da questa Corte nella recentissima decisione del 9 gennaio 2013 n. 355 con la quale, con riferimento ad altra ipotesi di cessazione ex lege di incarico dirigenziale alla norma e cioè a quella di cui al D.L. 3 ottobre 2006, n. 262, art. 2, comma 161, che prevedeva che gli incarichi conferiti al personale non appartenente ai ruoli di cui al D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 23 conferiti prima del 17 maggio 2006, dovessero cessare ove non confermati entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto stesso, norma dichiarata incostituzionale con sentenza n. 161 del 20/4/2008 della Corte Costituzionale, ha ritenuto che, anche in presenza di una pronuncia del giudice delle leggi, non è possibile ritenere illecito il comportamento posto in essere conformemente ad una norma, ancorchè successivamente dichiarata illegittima, non potendo detto comportamento ritenersi caratterizzato da dolo o colpa. 18. Del pari infondato è il ricorso incidentale, sotto entrambi i profili in cui è articolato, proposto dall'apat. Se è vero che la legittimità di un atto di recesso va valutata con riferimento alla situazione concretamente esistente al momento del recesso, laddove a base di tale ultimo atto sia stata posta, come nella fattispecie in esame, la decisione di annullamento dell'atto di assunzione da parte del Giudice amministrativo (e ciò prima ancora che questa divenisse definitiva), era inevitabile che le successive vicende giudiziarie e, dunque, il travolgimento della pronuncia di annullamento ad opera del Consiglio di Stato, sia pure per ragioni afferenti alla giurisdizione, non potessero che comportare un venir meno della causa giustificatrice senza che la sopravvenuta privatizzazione dei rapporti consentisse di invocare il potere di autotutela della pubblica amministrazione, come insopprimibile prerogativa dell'organo che aveva emanato l'atto poi annullato. Sul punto, del resto, la Corte territoriale ha correttamente considerato che, venuta meno la sentenza del TAR, sarebbe stato obbligo dell'ente ripristinare l'incarico dirigenziale oppure addurre ulteriori motivi a giustificazione del recesso e che, come evidenziato dal Tribunale, nessuna delle due evenienze era avvenuta essendo rimasto il recesso intimato con la giustificazione legata unicamente alla pronuncia del Tribunale amministrativo. 19. Da tanto consegue che entrambi i ricorsi devono essere rigettati. 20. L'esito del ricorso principale e di quello incidentale costituiscono giusto motivo per compensare tra le parti le spese del presente giudizio di legittimità. P.Q.M. La Corte riunisce i ricorsi e li rigetta; compensa tra le parti le spese processuali del presente giudizio di legittimità. Così deciso in Roma, il 28 novembre Depositato in Cancelleria il 25 febbraio 2013

Art. 54 decreto legge

Art. 54 decreto legge Art. 342 c.p.c. Forma dell appello L appello si propone con citazione contenente l esposizione sommaria dei fatti ed i motivi specifici dell impugnazione nonché le indicazioni prescritte nell articolo

Dettagli

SENTENZA. sul ricorso proposto da: BERTONE CESARE - CHICCO VITTORIA - BERTONE MARIA. GRAZIA Elettivamente domiciliati in Roma, Via Rodolfo Lan-

SENTENZA. sul ricorso proposto da: BERTONE CESARE - CHICCO VITTORIA - BERTONE MARIA. GRAZIA Elettivamente domiciliati in Roma, Via Rodolfo Lan- Civile Sent. Sez. 1 Num. 26065 Anno 2014 Presidente: SALVATORESALVAGO Relatore: Data pubblicazione: SENTENZA sul ricorso proposto da: BERTONE CESARE - CHICCO VITTORIA - BERTONE MARIA GRAZIA Elettivamente

Dettagli

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro civile. Sentenza 24 marzo 2010, n. 7045

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro civile. Sentenza 24 marzo 2010, n. 7045 www.unicolavoro.ilsole24ore.com Corte di Cassazione, Sezione Lavoro civile Sentenza 24 marzo 2010, n. 7045 Integrale Sanzioni disciplinari - trasferimento del lavoratore per giustificato motivo tecnico,

Dettagli

CONTRATTO PRELIMINARE (COMPROMESSO).

CONTRATTO PRELIMINARE (COMPROMESSO). CONTRATTO PRELIMINARE (COMPROMESSO). CASS. CIV., SEZ. II, 8 NOVEMBRE 2010, N. 22653. Le parti che firmano un contratto preliminare possono stabilire che entro il termine fissato dallo stesso il promittente

Dettagli

TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C.

TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C. TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C. Il giorno 17/09/2012, innanzi al Giudice dott. Angelo Piraino, viene chiamata la causa R.G. n. 234 dell

Dettagli

2. 1. Il datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, deve comunicare per iscritto il licenziamento al prestatore di lavoro.

2. 1. Il datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, deve comunicare per iscritto il licenziamento al prestatore di lavoro. L. 15 luglio 1966, n. 604 (1). Norme sui licenziamenti individuali (2). (1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 6 agosto 1966, n. 195. (2) Il comma 1 dell art. 1, D.Lgs. 1 dicembre 2009, n. 179, in combinato 1.

Dettagli

7 L atto di appello. 7.1. In generale (notazioni processuali)

7 L atto di appello. 7.1. In generale (notazioni processuali) 7 L atto di appello 7.1. In generale (notazioni processuali) L appello è un mezzo di impugnazione ordinario, generalmente sostitutivo, proposto dinanzi a un giudice diverso rispetto a quello che ha emesso

Dettagli

Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Corte di Cassazione - copia non ufficiale Civile Sent. Sez. 1 Num. 22580 Anno 2014 Presidente: SALVAGO SALVATORE Relatore: GENOVESE FRANCESCO ANTONIO Data pubblicazione: 23/10/2014 Cron.225;20 SENTENZA Rep. 39(4 sul ricorso 24811-2007 proposto

Dettagli

TRIBUNALE DI PORDENONE. Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267

TRIBUNALE DI PORDENONE. Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267 TRIBUNALE DI PORDENONE Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267 Il Tribunale, riunito in camera di consiglio nelle persone dei magistrati: - dr. Enrico Manzon - Presidente - dr. Francesco

Dettagli

Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n. 16311 - Delega di funzione ed autonoma capacità di spesa

Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n. 16311 - Delega di funzione ed autonoma capacità di spesa 1 di 5 26/09/2011 11.11 Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n. 16311 - Delega di funzione ed autonoma capacità di spesa Giovedì 12 Maggio 2011 13:40 Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n.

Dettagli

IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE

IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE COSA CAMBIA CON LA RIFORMA PREVISTA NEL D.LGS DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE DELEGA 15/2009. L OBBLIGO DI AFFISSIONE DEL CODICE DISCIPLINARE La pubblicazione sul sito istituzionale

Dettagli

RISOLUZIONE N. 211/E

RISOLUZIONE N. 211/E RISOLUZIONE N. 211/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,11 agosto 2009 OGGETTO: Sanzioni amministrative per l utilizzo di lavoratori irregolari Principio del favor rei 1. Premessa Al fine

Dettagli

Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali. pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966. con le modifiche della

Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali. pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966. con le modifiche della Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966 con le modifiche della legge 4 novembre 2010, n. 183 (c.d. Collegato Lavoro) Legge 28 giugno

Dettagli

ha pronunciato la presente

ha pronunciato la presente N. 02866/2015REG.PROV.COLL. N. 10557/2014 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul

Dettagli

DIRIGENTI PUBBLICI. Nozione di giustificatezza nel licenziamento. di Marilena Cortese

DIRIGENTI PUBBLICI. Nozione di giustificatezza nel licenziamento. di Marilena Cortese DIRIGENTI PUBBLICI Nozione di giustificatezza nel licenziamento di Marilena Cortese Il rapporto di lavoro, in generale, sia esso a tempo determinato che indeterminato, può estinguersi per cause diverse

Dettagli

PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie)

PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie) Codice del processo amministrativo - Commissione per l esame dei profili organizzativi ed informatici - PRONTUARIO DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle

Dettagli

Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 23.10.2014 La Nuova Procedura Civile, 6, 2014.

Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 23.10.2014 La Nuova Procedura Civile, 6, 2014. Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 23.10.2014 La Nuova Procedura Civile, 6, 2014 Editrice Comitato scientifico: Elisabetta BERTACCHINI (Professore

Dettagli

DELIBERA N. 23/13/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MIGLIARUCCI/TELETU XXX IL CORECOM LAZIO

DELIBERA N. 23/13/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MIGLIARUCCI/TELETU XXX IL CORECOM LAZIO DELIBERA N. 23/13/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MIGLIARUCCI/TELETU XXX IL CORECOM LAZIO NELLA riunione del Comitato Regionale per le Comunicazioni del Lazio (di seguito, per brevità, Corecom Lazio

Dettagli

Fiscal News N. 206. Sospensione feriale dei termini processuali. La circolare di aggiornamento professionale 23.07.2013. Premessa

Fiscal News N. 206. Sospensione feriale dei termini processuali. La circolare di aggiornamento professionale 23.07.2013. Premessa Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 206 23.07.2013 Sospensione feriale dei termini processuali Categoria: Contenzioso Sottocategoria: Processo tributario Anche quest anno, come di

Dettagli

STUDIO LEGALE Avv. Antonella Nigro

STUDIO LEGALE Avv. Antonella Nigro L irregolarità della notifica dell atto di precetto e l opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. di Antonella Nigro L opposizione agli atti esecutivi è disciplinata dall'art. 617 del Codice di

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato. in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato. in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente SENTENZA Massima:...Al riguardo, infatti, non si ravvisa alcun deficit motivazionale a carico della valutazione della Commissione di gara, che ha precisato l impossibilità di tenere conto delle indicazioni fornite

Dettagli

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato. in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato. in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE N. 01133/2010 01471/2009 REG.DEC. REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A ha pronunciato la presente IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE

Dettagli

Le ferie del lavoratore, normativa e giurisprudenza

Le ferie del lavoratore, normativa e giurisprudenza Le ferie del lavoratore, normativa e giurisprudenza di Pietro Gremigni Consulente aziendale in Milano in breve Argomento Il mese di agosto è considerato di solito il periodo classico di utilizzazione delle

Dettagli

5. La forma ed il contenuto del contratto di lavoro part-time. Le sanzioni per il difetto di forma o di contenuto del contratto

5. La forma ed il contenuto del contratto di lavoro part-time. Le sanzioni per il difetto di forma o di contenuto del contratto 412 Successivamente, il CCNL del terziario, stipulato il 3 novembre 1994, accorpava il CCNL dei viaggiatori e piazzisti prevedendo espressamente l applicabilità della disciplina del part-time anche agli

Dettagli

Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego

Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego La riforma Brunetta, introdotta dal D.Lgs. 150/09, ha modificato profondamente il sistema disciplinare nel pubblico impiego, intervenendo

Dettagli

LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE

LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE INSEGNAMENTO DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE I LEZIONE II LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE PROF. ROMANO CICCONE Indice 1 Rilevabilità dell'incompetenza giurisdizionale ------------------------------------------------------

Dettagli

PART-TIME VERTICALE E LAVORO STAGIONALE La stagionalità pluriennale non implica pluralità di contratti di lavoro di Clarenza Binetti

PART-TIME VERTICALE E LAVORO STAGIONALE La stagionalità pluriennale non implica pluralità di contratti di lavoro di Clarenza Binetti PART-TIME VERTICALE E LAVORO STAGIONALE La stagionalità pluriennale non implica pluralità di contratti di lavoro di Clarenza Binetti Corte di Cassazione Sez. lavoro Sentenza 28 ottobre 2009 n. 22823 (Pres.

Dettagli

RESPONSABILITÀ CIVILE - PADRONI E COMMITTENTI IN GENERE.

RESPONSABILITÀ CIVILE - PADRONI E COMMITTENTI IN GENERE. RESPONSABILITÀ CIVILE - PADRONI E COMMITTENTI IN GENERE. CASS. CIV., SEZ. III, 13 LUGLIO 2011, N. 15394. Gli enti sportivi sono tenuti a tutelare la salute degli atleti anche attraverso la prevenzione

Dettagli

Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni

Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni di Pierluigi Rausei * La Sezione II, del Capo III (Disciplina

Dettagli

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Nozione Finalità Ambito soggettivo di applicazione Legenda Contenuto Precisazioni Riferimenti normativi Ambito oggettivo di applicazione Forma Durata Trattamento economico

Dettagli

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/stampa/serie_generale/originario

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/stampa/serie_generale/originario Pagina 1 di 6 DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2015, n. 23 Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183. (15G00037)

Dettagli

10. LICENZIAMENTI INDIVIDUALI di Mauro Soldera

10. LICENZIAMENTI INDIVIDUALI di Mauro Soldera 10. di Mauro Soldera La Legge n. 92/2012 (Riforma Fornero) interviene in maniera significativa sulla disciplina dei licenziamenti individuali regolamentati dall art. 18 della Legge n. 300/1970 (Statuto

Dettagli

Diritto Processuale Civile. L Appello

Diritto Processuale Civile. L Appello Diritto Processuale Civile L Appello L'appello nell'ordinamento civile è un mezzo di impugnazione ordinario, disciplinato dagli Artt. 339 e ss c.p.c,, e costituisce il più ampio mezzo di impugnazione,

Dettagli

Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011

Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011 Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011 Presidente: dott. Paolo Vittoria; Relatore Consigliere: dott.ssa Roberta Vivaldi IL TERMINE BREVE PER IMPUGNARE DECORRE SOLO

Dettagli

CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO

CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO Si può apporre un termine al contratto di lavoro solo in presenza di casi particolari, per cui son necessari alcuni requisiti fondamentali come la forma del contratto e la

Dettagli

RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro

RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro N. 1 ANNO 2008 Diritto dei Lavori RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro di Antonio Belsito* 1 Sommario: 1. Introduzione 2. Il procedimento cautelare dinanzi al

Dettagli

Disciplina delrapportodilavoro deilavoratoridisabili

Disciplina delrapportodilavoro deilavoratoridisabili Disciplina delrapportodilavoro deilavoratoridisabili Assunzione Tipologie contrattuali Ai lavoratori avviati mediante il cd. collocamento obbligatorio vanno applicate le norme valide per la generalità

Dettagli

DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII)

DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII) DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII) CORTE DI CASSAZIONE; sezioni unite civili; sentenza, 22-02-2007, n. 4109

Dettagli

DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE E DELLE MODALITA PER ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA DISCIPLINARE IN CAPO AI DIPENDENTI DELL ERSU DI CAMERINO.

DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE E DELLE MODALITA PER ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA DISCIPLINARE IN CAPO AI DIPENDENTI DELL ERSU DI CAMERINO. 5 del consiglio di Amministrazione 242 Allegato A DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE E DELLE MODALITA PER ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA DISCIPLINARE IN CAPO AI DIPENDENTI DELL ERSU DI CAMERINO. Art. 1 Oggetto

Dettagli

Tale eccezione non può trovare accoglimento per le seguenti ragioni.

Tale eccezione non può trovare accoglimento per le seguenti ragioni. Il danno non patrimoniale costituisce una categoria ampia ed onnicomprensiva, all interno della quale non è possibile ritagliare ulteriori sotto-categorie. Pertanto il c.d. danno esistenziale, inteso quale

Dettagli

Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro

Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro Natura giuridica e forma dell impugnazione Giurisprudenza L impugnazione del licenziamento, disciplinata dall art. 6, legge n. 604/ 1966(anche a

Dettagli

Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti

Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti 08 Giugno 2015 Elisa Noto, Mariateresa Villani Sommario La prescrizione breve in materia di rapporto

Dettagli

Deliberazione n.57/pareri/2008

Deliberazione n.57/pareri/2008 Deliberazione n.57/pareri/2008 REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua Presidente dott. Giorgio Cancellieri

Dettagli

LA CTU E LA CTP VISTE DALL AVVOCATO

LA CTU E LA CTP VISTE DALL AVVOCATO CORSO BASE SULLE PROCEDURE GIUDIZIARIE DELL AUTUNNO 2006 LA CTU E LA CTP VISTE DALL AVVOCATO AVV. ALESSANDRO CAINELLI INDICE PREMESSA p. 3 I. LA NULLITÀ DELLA RELAZIONE p. 4 1. Cause di nullità formale

Dettagli

N. 00244/2015 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte.

N. 00244/2015 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte. N. 00244/2015 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA ex art. 60 cod. proc.

Dettagli

STATUTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA

STATUTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA VERSIONE CONSOLIDATA DELLO STATUTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA Il presente testo contiene la versione consolidata del Protocollo (n. 3) sullo Statuto della Corte di giustizia dell Unione

Dettagli

LINEE DI INDIRIZZO PERSONALE COMPARTO RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE. ART. 1 ( Definizione)

LINEE DI INDIRIZZO PERSONALE COMPARTO RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE. ART. 1 ( Definizione) 1 REPUBBLICA ITALIANA Regione Siciliana Assessorato Regionale della Sanità Dipartimento regionale per la pianificazione strategica ********** Servizio 1 Personale dipendente S.S.R. LINEE DI INDIRIZZO PERSONALE

Dettagli

DELIBERA N. 78/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MARRUCCI / EUTELIA XXX IL CORECOM LAZIO

DELIBERA N. 78/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MARRUCCI / EUTELIA XXX IL CORECOM LAZIO DELIBERA N. 78/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MARRUCCI / EUTELIA XXX IL CORECOM LAZIO NELLA riunione del Comitato Regionale per le Comunicazioni del Lazio (di seguito, per brevità, Corecom Lazio

Dettagli

ORDINANZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 12 dicembre 2013 (*)

ORDINANZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 12 dicembre 2013 (*) ORDINANZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 12 dicembre 2013 (*) «Rinvio pregiudiziale Articolo 99 del regolamento di procedura della Corte Politica sociale Direttiva 1999/70/CE Clausola 5 dell accordo quadro

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA N.4259/06 REG.DEC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 10235 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA N.4259/06 REG.DEC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 10235 REG.RIC. Pagina 1 di 5 REPUBBLICA ITALIANA N.4259/06 REG.DEC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 10235 REG.RIC. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quinta ANNO 2004 ha pronunciato la seguente DECISIONE

Dettagli

per gli attori-intimanti: "come da memorie integrative autorizzate" per il convenuto-intimato: "come da memoria integrative autorizzate"

per gli attori-intimanti: come da memorie integrative autorizzate per il convenuto-intimato: come da memoria integrative autorizzate Locazione - Procedimento Concessione di termine per pagamento somme non contestate Ottemperanza - Convalida di sfratto Insuscettibilità Cognizione ordinaria ai fini della risoluzione del contratto per

Dettagli

LA PRIMA UDIENZA DI COMPARIZIONE E TRATTAZIONE. Prof. Mariacarla Giorgetti. Il rinnovato processo di cognizione si snoda attraverso due direttrici

LA PRIMA UDIENZA DI COMPARIZIONE E TRATTAZIONE. Prof. Mariacarla Giorgetti. Il rinnovato processo di cognizione si snoda attraverso due direttrici LA PRIMA UDIENZA DI COMPARIZIONE E TRATTAZIONE Prof. Mariacarla Giorgetti Il rinnovato processo di cognizione si snoda attraverso due direttrici fondamentali, strettamente collegate: il principio della

Dettagli

JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE

JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Lavoro Modena, 02 agosto 2014 JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Legge n. 78 del 16 maggio 2014 di conversione, con modificazioni, del DL n. 34/2014 Ministero del Lavoro, Circolare n. 18

Dettagli

RIFORMA DELLA LEGGE PINTO. Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012,

RIFORMA DELLA LEGGE PINTO. Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012, RIFORMA DELLA LEGGE PINTO Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012, riforma la legge Pinto (L. n. 89/2001) per l indennizzo per la durata del processo. Le nuove disposizioni

Dettagli

IL TRIBUNALE DELLE IMPRESE. Dalle Sezioni Specializzate della proprietà p industriale e intellettuale alle Sezioni Specializzate dell Impresa.

IL TRIBUNALE DELLE IMPRESE. Dalle Sezioni Specializzate della proprietà p industriale e intellettuale alle Sezioni Specializzate dell Impresa. Milano, 16 aprile 2012 CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA UFFICIO DEI REFERENTI PER LA FORMAZIONE DECENTRATA DEL DISTRETTO DI MILANO LE RECENTI NOVITA' NORMATIVE E IL LORO IMPATTO SUL MONDO DELLA GIUSTIZIA:

Dettagli

Su gentile concessione di D&L - Rivista Critica di Diritto del Lavoro. Le riforme del contratto a termine: non solo Legge Fornero.

Su gentile concessione di D&L - Rivista Critica di Diritto del Lavoro. Le riforme del contratto a termine: non solo Legge Fornero. Le riforme del contratto a termine: non solo Legge Fornero Milano, 31/1/13 1. Premessa - 2. L art. 32 L. 183/10-3. La riforma Fornero - L art. 28 DL 179/12. 1. Premessa Il contratto a termine detiene un

Dettagli

Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti.

Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti. L. 14 gennaio 1994, n. 20 (1). (commento di giurisprudenza) Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti. (1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 14 gennaio 1994, n. 10. 1. Azione

Dettagli

LA SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO (art. 2291 c.c./ 2312c.c.)

LA SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO (art. 2291 c.c./ 2312c.c.) LA SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO (art. 2291 c.c./ 2312c.c.) COSTITUZIONE DELLA SOCIETA INVALIDITA DELLA SOCIETA L ORDINAMENTO PATRIMONIALE Mastrangelo dott. Laura NOZIONE (ART. 2291 C.C) Nella società in

Dettagli

Art. 1. Art. 2. Art. 3.

Art. 1. Art. 2. Art. 3. L. 20-3-1865 n. 2248. Legge sul contenzioso amministrativo (All. E) (2) (3). (1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 27 aprile 1865. (2) Vedi, anche, la L. 6 dicembre 1971, n. 1034. (3) Con riferimento al presente

Dettagli

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria).

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria). Luogo di convocazione dell assemblea nelle società di capitali della Dott.ssa Roberta De Pirro L ADEMPIMENTO Il Consiglio nazionale del notariato, nello Studio n. 98-2013/I ha fatto il punto sul luogo

Dettagli

Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione

Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione 13 Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione SOMMARIO 1. Limiti interni delle attribuzioni del giudice ordinario. 2. Proponibilità delle azioni possessorie nei confronti della

Dettagli

G. BALLARANI, Voce, Rappresentanza, nell Enc. Il diritto, vol. XII, il sole 24 ore, 2008, p. 640 ss.

G. BALLARANI, Voce, Rappresentanza, nell Enc. Il diritto, vol. XII, il sole 24 ore, 2008, p. 640 ss. G. BALLARANI, Voce, Rappresentanza, nell Enc. Il diritto, vol. XII, il sole 24 ore, 2008, p. 640 ss. Rappresentanza PREMESSA Con il termine rappresentanza si indica il potere di un soggetto (il rappresentante)

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPÓLO ITALIANO

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPÓLO ITALIANO R.G.N, REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPÓLO ITALIANO Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Bari -dr. ssa Maria Giovanna Deceglie- nelle controversie individuali di lavoro riunite sub nn. R.G. 22661/07,

Dettagli

La Corte costituzionale italiana e la portata di una dichiarazione di illegittimità costituzionale. Parigi, 16 aprile 2013

La Corte costituzionale italiana e la portata di una dichiarazione di illegittimità costituzionale. Parigi, 16 aprile 2013 La Corte costituzionale italiana e la portata di una dichiarazione di illegittimità costituzionale Gaetano Silvestri Parigi, 16 aprile 2013 1. Premessa L effetto tipico delle sentenze della Corte costituzionale

Dettagli

sul ricorso numero di registro generale 6522 del 2007, proposto da:

sul ricorso numero di registro generale 6522 del 2007, proposto da: N. 00513/2015 REG.PROV.COLL. N. 06522/2007 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente ORDINANZA sul ricorso

Dettagli

Quando è valida la procura alle liti?

Quando è valida la procura alle liti? PROCESSO / PROCURA ALLE LITI Quando è valida la procura alle liti? L esiguo dettato normativo ha portato ad incertezze e contrasti sulle ipostesi di validità della procura e sulle conseguenze della sua

Dettagli

L INFORMAZIONE GIURIDICA

L INFORMAZIONE GIURIDICA L INFORMAZIONE GIURIDICA note di giurisprudenze sulla responsabilità professionale medica nota II/2009 a cura di Alessandro Riccioni e Nicola Mazzera, avvocati in Roma LA CLINICA (DI REGOLA) RISPONDE DELL

Dettagli

CONTRATTO DI COLLABORAZIONE A PROGETTO

CONTRATTO DI COLLABORAZIONE A PROGETTO CONTRATTO DI COLLABORAZIONE A PROGETTO AVVERTENZE PER LA REDAZIONE 1. La bozza di contratto proposta è da utilizzare come linea guida, potrà essere integrata e/o ridotta in funzione alle specifiche necessità.

Dettagli

Pagina 1 di 13 N. 01842/2015REG.PROV.COLL. N. 08855/2009 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) ha pronunciato

Dettagli

Il contratto di assicurazione contro i rischi di malattia non prevede alcun indennizzo per l evento morte

Il contratto di assicurazione contro i rischi di malattia non prevede alcun indennizzo per l evento morte «Il contratto di assicurazione contro i rischi di malattia non prevede alcun indennizzo per l evento morte» (Cassazione civile, Sez. III - Sentenza 17 Marzo 2015, n.5197) Invalidità permanente responsabilità

Dettagli

COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto)

COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) REGOLAMENTO DI ISTITUZIONE DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE Art. 1 - Area delle posizione organizzative 1. Nel rispetto dei criteri generali contenuti nelle disposizioni

Dettagli

Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo

Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo ALL. 1) Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo 1. Sono eleggibili a sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale e circoscrizionale gli elettori di un qualsiasi

Dettagli

L abuso edilizio minore

L abuso edilizio minore L abuso edilizio minore L abuso edilizio minore di cui all art. 34 del D.P.R. 380/2001. L applicazione della sanzione pecuniaria non sana l abuso: effetti penali, civili e urbanistici. Brunello De Rosa

Dettagli

LA GESTIONE DELLE RISERVE NELLE OO.PP.

LA GESTIONE DELLE RISERVE NELLE OO.PP. Seminario IF COMMISSIONE INGEGNERIA FORENSE LA GESTIONE DELLE RISERVE NELLE OO.PP. Milano, 9 giugno 2011 1 Riserve: generalità Riserva come preannuncio di disaccordo (=firma con riserva) Riserva come domanda

Dettagli

I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013

I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 INDICE Presupposti... 2 Modalità di fruizione... 4 Particolari tipologie di rapporto di

Dettagli

OGGETTO: Sospensione feriale: si riparte il 17 settembre

OGGETTO: Sospensione feriale: si riparte il 17 settembre Informativa per la clientela di studio N. 131 del 05.09.2012 Ai gentili Clienti Loro sedi OGGETTO: Sospensione feriale: si riparte il 17 settembre Gentile Cliente, con la stesura del presente documento

Dettagli

di Roberto Fontana, magistrato

di Roberto Fontana, magistrato 10.1.2014 LE NUOVE NORME SULLA FISSAZIONE DELL UDIENZA E LA NOTIFICAZIONE DEL RICORSO E DEL DECRETO NEL PROCEDIMENTO PER DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO di Roberto Fontana, magistrato Sommario. 1. La nuova

Dettagli

IL DIRETTORE. Data 20.03.2015. Protocollo 7481-VII.1. Rep. DDIP n. 169. Settore Amministrazione e contabilità. Oggetto 1/10

IL DIRETTORE. Data 20.03.2015. Protocollo 7481-VII.1. Rep. DDIP n. 169. Settore Amministrazione e contabilità. Oggetto 1/10 Protocollo 7481-VII.1 Data 20.03.2015 Rep. DDIP n. 169 Settore Amministrazione e contabilità Responsabile Maria De Benedittis Oggetto Procedura selettiva pubblica per titoli e colloquio per la stipula

Dettagli

DECISIONE. contro. per la riforma

DECISIONE. contro. per la riforma 1 di 8 04/05/2009 8.00 REPUBBLICA ITALIANA N.2401 Reg.Sent. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Anno 2009 IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE N.4481 Reg.Ric. Sezione Quinta Anno 2008 ha pronunciato la

Dettagli

FONDI FINITIMI: LO SONO SOLO QUELLI CONFINANTI O ANCHE QUELLI SEPARATI DA ALTRO FONDO?" Riccardo MAZZON

FONDI FINITIMI: LO SONO SOLO QUELLI CONFINANTI O ANCHE QUELLI SEPARATI DA ALTRO FONDO? Riccardo MAZZON FONDI FINITIMI: LO SONO SOLO QUELLI CONFINANTI O ANCHE QUELLI SEPARATI DA ALTRO FONDO?" Riccardo MAZZON P&D.IT In relazione al compiuto significato della locuzione fondi finitimi, ci si è chiesti se quest

Dettagli

32. LICENZIAMENTO ED ALTRE CAUSE DI ESTINZIONE DEFINIZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO

32. LICENZIAMENTO ED ALTRE CAUSE DI ESTINZIONE DEFINIZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO DEFINIZIONE 32. LICENZIAMENTO ED ALTRE CAUSE DI ESTINZIONE DEFINIZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO LICENZIAMENTO INDIVIDUALE DEFINIZIONE Il licenziamento è la risoluzione del rapporto di lavoro subordinato

Dettagli

Consiglio di Stato n. 4778 del 10.09.2012 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato

Consiglio di Stato n. 4778 del 10.09.2012 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato La giurisprudenza prevalente è difatti attestata che l incameramento della cauzione provvisoria ai sensi dell art. 48 cit. è una conseguenza sanzionatoria del tutto automatica del provvedimento di esclusione,

Dettagli

DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE

DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE Comune di Castel San Pietro Terme Provincia di Bologna SERVIZIO RISORSE UMANE DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE APPROVATO CON DELIBERAZIONE GC. N. 159 IN DATA 4/11/2008 ART. 1 Oggetto Dipendenti

Dettagli

La proroga dei termini processuali scadenti il sabato e il ricorso straordinario al Presidente della Regione siciliana

La proroga dei termini processuali scadenti il sabato e il ricorso straordinario al Presidente della Regione siciliana La proroga dei termini processuali scadenti il sabato e il ricorso straordinario al Presidente della Regione siciliana Francesco Castaldi Avvocato Sommario: 1. L art. 155 c.p.c. - 2. Il ricorso straordinario

Dettagli

HEALTH MANAGEMENT ISTITUTO DI MANAGEMENT SANITARIO FIRENZE www.health-management.it

HEALTH MANAGEMENT ISTITUTO DI MANAGEMENT SANITARIO FIRENZE www.health-management.it 1 OGGETTO ANZIANITÀ DI SERVIZIO QUESITO (posto in data 11 luglio 2013) Sono Dirigente Medico di primo livello dal marzo del 2006 e di ruolo, senza interruzioni di servizio, dal luglio 2007. Mi hanno già

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITA.

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITA. Sent. Cron. Rep. Oggetto: prelazione agraria Sentenza ex art. 281 sexies REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITA. Il Tribunale di Matera, in persona del Giudice Unico Raffaele VIGLIONE, ha emesso la

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia 300/2014/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone dott. Andrea Luberti

Dettagli

La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l.

La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l. Il bilancio delle società di capitali La sua impugnazione Firenze 15 giugno 2010 La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l. Francesco D Angelo (Università di Firenze)

Dettagli

Tizio, residente in, ed elettivamente domiciliato in, presso lo studio dell avv., che lo rappresenta e difende per mandato in atti

Tizio, residente in, ed elettivamente domiciliato in, presso lo studio dell avv., che lo rappresenta e difende per mandato in atti 74 Quesito n. 9 n., rappresentati, assistiti e difesi dall avv., c.f., presso il cui studio in, elettivamente domiciliano per mandato in calce al presente atto, il quale, ai sensi e per gli effetti dell

Dettagli

Recesso ad nutum, buona fede e abuso del diritto

Recesso ad nutum, buona fede e abuso del diritto Abuso del diritto Recesso ad nutum, buona fede e abuso del diritto Giurisprudenza Contratti in generale CASSAZIONE CIVILE, Sez. III, 18 settembre 2009, n. 20106 - Pres. Varrone - Rel. Urban - P. M. Destro

Dettagli

Consiglio di Stato n. 1757 del 27/03/2013

Consiglio di Stato n. 1757 del 27/03/2013 MASSIMA nell appalto integrato, il concorrente alla gara è l appaltatore, il quale deve dimostrare il possesso dei requisiti professionali previsti nel bando per la redazione del progetto esecutivo in

Dettagli

INDICE GENERALE. Allegato 1 Codice del processo amministrativo. Allegato 2 Norme di attuazione. Allegato 3 Norme transitorie

INDICE GENERALE. Allegato 1 Codice del processo amministrativo. Allegato 2 Norme di attuazione. Allegato 3 Norme transitorie INDICE GENERALE Allegato 1 Codice del processo amministrativo Allegato 2 Norme di attuazione Allegato 3 Norme transitorie Allegato 4 Norme di coordinamento e abrogazioni 1 INDICE SOMMARIO ALLEGATO 1 Codice

Dettagli

CRITERI GENERALI IN MATERIA DI INCARICHI VIETATI AI DIPENDENTI DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

CRITERI GENERALI IN MATERIA DI INCARICHI VIETATI AI DIPENDENTI DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE CRITERI GENERALI IN MATERIA DI INCARICHI VIETATI AI DIPENDENTI DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE I criteri indicati nel presente documento esemplificano una serie di situazioni di incarichi vietati per i

Dettagli

OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 Chiarimenti e istruzioni operative

OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 Chiarimenti e istruzioni operative CIRCOLARE N. 1/E Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso Roma, 12 febbraio 2014 OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147

Dettagli

Deliberazione n.119/2015/par. REPUBBLICA ITALIANA Corte dei conti Sezione di controllo per la Regione siciliana

Deliberazione n.119/2015/par. REPUBBLICA ITALIANA Corte dei conti Sezione di controllo per la Regione siciliana Deliberazione n.119/2015/par REPUBBLICA ITALIANA Corte dei conti Sezione di controllo per la Regione siciliana nella camera di consiglio del 12 febbraio 2015 visto il T.U. delle leggi sulla Corte dei conti,

Dettagli

Il ricorso alla Commissione tributaria regionale: aspetti generali

Il ricorso alla Commissione tributaria regionale: aspetti generali CORSO n. 21 di Maurizio Villani e Daniela Lorenzo Avvocati tributaristi in Lecce IL TEMA Il ricorso alla Commissione tributaria regionale: aspetti generali Il presente lavoro riprende quanto già trattato

Dettagli

CONTRATTO A TERMINE. Proroga e continuazione di fatto

CONTRATTO A TERMINE. Proroga e continuazione di fatto 2_7.qxd 30/06/2010 14.34 Pagina 2 CONTRATTO A TERMINE Proroga e continuazione di fatto di Geppino Tocci - Funzionario INPS Una delle principali finalità della direttiva europea 28 giugno 1999, n. 1999/70,

Dettagli

CONTRATTO DI PRESTAZIONE IN REGIME DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA

CONTRATTO DI PRESTAZIONE IN REGIME DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA CONTRATTO DI PRESTAZIONE IN REGIME DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA L'Università degli Studi di Parma con sede in Parma, via Università n. 12 codice fiscale n. 00308780345 rappresentata dal

Dettagli

Il requisito del pubblico concorso per enti anche formalmente o solo sostanzialmente pubblici. Pubblicizzazione giurisprudenziale e legislativa

Il requisito del pubblico concorso per enti anche formalmente o solo sostanzialmente pubblici. Pubblicizzazione giurisprudenziale e legislativa Il requisito del pubblico concorso per enti anche formalmente o solo sostanzialmente pubblici. Pubblicizzazione giurisprudenziale e legislativa di Sandro de Gotzen (in corso di pubblicazione in le Regioni,

Dettagli