IL TRASPORTO DI RIFIUTI LIQUIDI: il controllo delle cisterne e degli autospurgo a cura del dott. Tiziano Granata*

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "IL TRASPORTO DI RIFIUTI LIQUIDI: il controllo delle cisterne e degli autospurgo a cura del dott. Tiziano Granata*"

Transcript

1 IL TRASPORTO DI RIFIUTI LIQUIDI: il controllo delle cisterne e degli autospurgo a cura del dott. Tiziano Granata* INTRODUZIONE Basta collegare un tubo all autobotte e il contenuto viene scaricato e fatto sparire in mare, disperso in un canale di scolo o nelle acque di un fiume o smaltito in un impianto di depurazione non autorizzato o direttamente in un tombino collegato alle fogne. Sono queste e tante altre le tecniche più o meno insidiose per smaltire illecitamente i reflui urbani provenienti da attività di manutenzione e spurgo di depuratori, impianti fognari, wc chimici o fosse biologiche. Gli effetti sull ambiente, la salute e l igiene possono essere devastanti. Negli ultimi anni diverse inchieste giudiziarie hanno fatto luce sui business che si nascondono dietro il trasporto di rifiuti liquidi (reflui fognari, percolato di discarica, oli esausti, ecc.) spesso in mano all ecomafia. L ultima in ordine cronologico a giugno di quest anno quando la Guardia di Finanza di Napoli aveva eseguito 7 ordinanze di custodia cautelare disposte dalla Procura di Napoli per reati ambientali. Dalle indagini era emerso che due ditte operanti nel settore dello smaltimento dei rifiuti avrebbero eliminato per diversi anni liquami nelle fogne di diversi comuni della provincia di Napoli, compreso il capoluogo, e rifiuti speciali in una discarica abusiva realizzata nel parco del Vesuvio. Sempre a Napoli, nel 2009 un uomo titolare di un auto spurgo era stato arrestato in quanto una volta prelevati i liquami da varie abitazioni, li sversava direttamente su terreni agricoli coltivati soprattutto ad ortaggi destinati ai mercati ortofrutticoli della zona, verdure destinate ai consumatori. Si scrive smaltimento illecito ma si legge guadagno perché proprio la realizzazione del massimo profitto è il motore di tutti i crimini ambientali. Uno stesso refluo fognario può sottostare a discipline diverse a seconda della provenienza (scarico, attività di manutenzione o fosse settiche). La disciplina del trasporto dei rifiuti liquidi e in particolare quella dei reflui trasportati con le cisterne e autospurgo, provenienti da attività di manutenzione della rete fognaria, è stata riscritta con le recenti modifiche legislative. Con questo articolo si vuole intanto fare chiarezza. Impresa ardua se si considerano le continue modifiche legislative che stanno creando molta confusione in chi deve rispettare la normativa e per gli operatori stessi con il risultato di una deregulation totale sui veleni. Si pensi alla cancellazione del SISTRI avvenuta con il Decreto anticrisi del 12 agosto e che si spera venga reintrodotto. Un vero e proprio regalo alle ecomafie. A questo pasticcio si aggiunge l entrata in vigore i delitti contro l ambiente (d. lgs 121/2011 che attua delle direttive 2009/123/Ce e 2005/35/Ce), che nel settore dei rifiuti si limita ad introdurre sanzioni pecuniarie per le persone giuridiche. L obbiettivo è quello di fornire un breve prontuario operativo utile agli operatori di polizia affinché vengano incrementate le attività di controllo, monitoraggio e repressione delle gestioni illecite di tale particolare tipologia di rifiuti. IL QUADRO NORMATIVO: DISTINZIONE TRA SCARICO E RIFIUTO LIQUIDO

2 I liquami o reflui urbani, trasportati su cisterna auto spurgo sono ricompresi nella categoria dei rifiuti e non in quella delle acque di scarico escluse dall art. 185 comma b), dal campo di applicazione della normativa sui rifiuti. Sono infatti da considerarsi rifiuti allo stato liquido, soggetti pertanto alla disciplina dell'art. 256 (Attività di gestione di rifiuti non autorizzata) D. Lgs. n. 152 del Ciò deriva dalla netta distinzione tra liquame di scarico e rifiuto liquido. Il primo è sottoposto alla disciplina delle acque il secondo a quella dei rifiuti. Lo scarico è stato ridefinito dall art. 74 comma 1 lett. ff) come qualsiasi immissione effettuata esclusivamente tramite un sistema stabile di collettamento che collega senza soluzione di continuità il ciclo di produzione del refluo con il corpo ricettore in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione Esso è quindi caratterizzato da un collegamento diretto (condotta) fra la fonte di produzione del liquame (ad esempio impianto industriale o depuratore) ed il corpo recettore (suolo, mare, fiume, ecc.). Se al contrario presenta interruzioni (ad es. prelievo di reflui e successivo trasporto in altro luogo mediante autobotte), il refluo si trasforma giuridicamente in rifiuto liquido il cui trasporto e smaltimento deve essere autorizzato (Cass. pen., sez. III, 4 maggio 2000, n. 500; Id. 29 marzo 2000, n. 1383). LA MICRORACCOLTA DEI REFLUI URBANI Il trasporto di più raccolte di liquami da più fosse biologiche della medesima tipologia e provenienza (medesimo CER ), da parte dello stesso soggetto, con un unico mezzo, che si conclude con un unico conferimento all impianto di depurazione, può essere ricompreso nella fattispecie della microraccolta di rifiuti. L art. 193 (trasporto di rifiuti) al comma 10 definisce la microraccolta, la raccolta di rifiuti da parte di un unico raccoglitore o trasportatore presso più produttori o detentori svolta con lo stesso automezzo e impone che deve essere eseguita nel più breve tempo tecnicamente possibile. Nelle schede del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI), relative alla movimentazione dei rifiuti, e nei formulari di identificazione dei rifiuti devono essere indicate, nello spazio relativo al percorso, tutte le tappe intermedie previste. Nel caso in cui il percorso dovesse subire delle variazioni, nello spazio relativo alle annotazioni deve essere indicato a cura del trasportatore il percorso realmente effettuato. ATTIVITÀ DI PULIZIA MANUTENTIVA: IL PRODUTTORE È CHI EFFETTUA I LAVORI. Questo tipo di attività è stata ricondotta di recente nell ambito della manutenzione (art. 33 del D.Lgs. 3 dicembre 2010, n. 205 che ha modificato l art. 230 c. 5 del D. Lgs 152/06). Pertanto ai sensi dell art. 230 comma 5 del Dlgs 152/06, il soggetto che effettua pulizia e manutenzione delle infrastrutture relative a fognature civili diventa, per definizione, il produttore del rifiuto. Infatti esso recita: I rifiuti provenienti dalle attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie di qualsiasi tipologia, sia pubbliche che asservite ad edifici privati, si considerano prodotti dal soggetto che svolge l attività di pulizia manutentiva. Ma cosa s intende per rete fognaria? L art. 74, comma 1, lett. dd) del D.Lgs. 152/2006 definisce rete fognaria un sistema di condotte per la raccolta e il convogliamento delle acque reflue urbane; quest ultime sono definite (art. 74 c.1 lett. i) acque reflue domestiche o il miscuglio di acque reflue domestiche, di acque reflue industriali ovvero meteoriche di dilavamento convogliate in reti fognarie, anche separate, e provenienti da agglomerato.

3 Quali sono i vantaggi per le ditte di autospurgo e i gestori? Considerare produttore il soggetto che svolge la pulizia manutentiva (il c.d. autospurghista ) rende particolarmente agevole le operazioni di tracciamento dei rifiuti col SISTRI, poiché tale soggetto non dovrà più dipendere dal committente, ma curerà per intero le movimentazioni. Il vantaggio è per i soggetti gestori delle reti fognarie che hanno scampato il pericolo di aprire, giornalmente, numerosissime movimentazioni SISTRI perché ogni intervento di pulizia manutentiva, anche urgente, sarebbe dovuto essere preceduto dalla necessitata registrazione elettronica. PROVENIENZA DEI RIFIUTI RIFERIMENTO PRODUTTORE NOTE Attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie di qualsiasi tipologia, sia pubbliche che asservite ad edifici privati art. 230 comma 5 D. Lgs 152/06 Soggetto che svolge l'attività di pulizia manutentiva (autospurghista) Tali rifiuti possono anche essere raggruppati temporaneamente presso la sede o unità locale del soggetto che svolge l'attività di pulizia manutentiva. RAGGRUPPAMENTO TEMPORANEO PRESSO LA SEDE Un altro beneficio riguarda la possibilità di conferire direttamente ad impianti di smaltimento o recupero o, in alternativa, di raggrupparli temporaneamente presso la sede o unità locale del soggetto che svolge l attività di pulizia manutentiva. Si tratta, in buona sostanza, di ipotesi particolare di stoccaggio in deroga al regime ordinario che impone, invece, un apposita autorizzazione. POZZI NERI, FOSSE SETTICHE E BAGNI MOBILI I rifiuti prelevati, invece, da fosse settiche, pozzi neri e bagni mobili, in quanto insediamenti non connessi alle reti fognarie, non rientrano nella speciale disciplina, pertanto il produttore rimane il committente del servizio. Entrambi i codici CER classificano i liquami nella categoria dei rifiuti speciali non pericolosi. CODICI CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti) La diversità di provenienza dei rifiuti liquidi si evince anche dai codici CER. Si noti che i rifiuti da pulizia manutentiva delle fognature sono notoriamente identificati con il codice C.E.R (rifiuti della pulizia delle fognature), mentre i rifiuti prelevati dai pozzi neri, fosse imofh e bagni mobili, sono identificati con il codice C.E.R (fanghi delle fosse settiche). OBBLIGHI DEI SOGGETTI CHE EFFETTUANO PULIZIA MANUTENTIVA DELLE RETI FOGNARIE Nonostante l introduzione di un regime particolare per questa tipologia di rifiuti, a carico dei soggetti che svolgono attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie vi è l obbligo di garantire la tracciabilità dei rifiuti dal punto esatto del prelievo, attraverso l adesione al sistema SISTRI oltre all iscrizione all Albo dei gestori ambientali (ai sensi dell art. 212, comma 5) per lo svolgimento delle attività di raccolta e trasporto di rifiuti, come specificato dall art. 230 c.5. In definitiva, l autospurghista deve essere iscritto all Albo Gestori Ambientali ai sensi dell art. 212, comma 5, del D.Lgs. 152/2006 (trasporto di rifiuti prodotti da terzi), deve essere sempre iscritto al SISTRI (cfr. art. 188 ter, comma 1, lett. f), del D.Lgs. 152/2006). Ma allorché va ad effettuare pulizia manutentiva di fognature dovrà qualificarsi produttore ed i rifiuti dovranno essere identificati col codice C.E.R (rifiuti della pulizia delle fognature), mentre quando va ad effettuare lo spurgo di pozzi neri, fosse imofh o di bagni mobili, essendo attività programmabili dovrà qualificarsi trasportatore di rifiuti prodotti da terzi ed i rifiuti dovranno essere identificati col codice C.E.R (fanghi delle fosse settiche).

4 TRASPORTO DI RIFIUTI LIQUIDI: IL CONTROLLO DOCUMENTALE E SANZIONI Una pattuglia ferma per un controllo un veicolo tipo autocisterna che trasporta liquami. Il controllo inizia nel verificare preliminarmente se si tratta di rifiuti liquidi in senso stretto (percolato di discarica, ecc.) o rifiuti liquidi costituiti da acque reflue di scarico. È possibile verificare il contenuto della cisterna dell autospurgo anche dall esterno attraverso gli indicato di livello. In entrambi i casi la documentazione che deve essere esibita agli operatori è la seguente: ISCRIZIONE ALL ALBO DEI GESTORI AMBIENTALI per le attività di raccolta e trasporto rifiuti prodotti da terzi; SCHEDA SISTRI AREA MOVIMENTAZIONE. Il SISTRI doveva entrare in vigore dal 1 settembre 2011 e con scadenze diversificate a seconda della tipologia di Ente/Azienda ma il recente decreto anticrisi di metà agosto ha cancellato con un colpo di spugna l intera normativa e si attende la sua reintroduzione. FORMULARIO D IDENTIFICAZIONE DEI RIFIUTI (si applicano le sanzioni in vigore in precedenza) REGISTRO DI CARICO E SCARICO (si applicano le sanzioni in vigore in precedenza) PRONTUARIO DELLE VIOLAZIONI RELATIVE AL TRASPORTO DI RIFIUTI LIQUIDI

5

6

7 SMALTIMENTO DI RIFIUTI IN IMPIANTI URBANI DI DEPURAZIONE: DIVIETI E DEROGHE Quando si sottopone a controllo una cisterna auto spurgo, nei documenti (formulario o scheda SISTRI) viene indicato in genere come destinatario del rifiuto, un impianto di depurazione dei reflui urbani. Bisogna fare attenzione, ed eventualmente effettuare le opportune verifiche, in quanto l art. 110 del D. Lgs 152/06 che disciplina il Trattamento di rifiuti presso impianti di trattamento delle acque reflue urbane, al comma 1 vieta espressamente l'utilizzo degli impianti di trattamento di acque reflue urbane per lo smaltimento di rifiuti. Le uniche deroghe sono previste dai successivi commi 2 e 3 dietro specifica autorizzazione o comunicazione. Intanto è necessario definire il gestore del servizio idrico integrato. Esso è il soggetto che gestisce il servizio idrico integrato in un ambito territoriale ottimale (ATO) ovvero il gestore esistente del servizio pubblico soltanto fino alla piena operatività del servizio idrico integrato (art. 74 c.1 lett. r). Il comma 2 stabilisce che in deroga al comma 1 (divieto di smaltimento in depuratori) l'autorità competente, d'intesa con l'autorità d'ambito, in relazione a particolari esigenze e nei limiti della capacità residua di trattamento, autorizza il gestore del servizio idrico integrato a smaltire nell'impianto di trattamento di acque reflue urbane rifiuti liquidi, limitatamente alle tipologie compatibili con il processo di depurazione. Il comma 3 fissa che il gestore del servizio idrico integrato, previa comunicazione all'autorità

8 competente ai sensi dell'articolo 124, è comunque autorizzato ad accettare in impianti con caratteristiche e capacità depurative adeguate, che rispettino i valori limite di cui all'articolo 101, commi 1 e 2, i seguenti rifiuti e materiali, purché provenienti dal proprio Ambito territoriale ottimale oppure da altro Ambito territoriale ottimale sprovvisto di impianti adeguati: a) rifiuti costituiti da acque reflue che rispettino i valori limite stabiliti per lo scarico in fognatura; b) rifiuti costituiti dal materiale proveniente dalla manutenzione ordinaria di sistemi di trattamento di acque reflue domestiche previsti ai sensi dell'articolo 100, comma 3; c) materiali derivanti dalla manutenzione ordinaria della rete fognaria nonché quelli derivanti da altri impianti di trattamento delle acque reflue urbane, nei quali l'ulteriore trattamento dei medesimi non risulti realizzabile tecnicamente e/o economicamente. Nella comunicazione prevista al comma 3 il gestore del servizio idrico integrato deve indicare: la capacità residua dell'impianto le caratteristiche dei rifiuti la quantità di rifiuti che intende trattare. L'autorità competente può indicare quantità diverse o vietare il trattamento di specifiche categorie di rifiuti e provvede all'iscrizione in appositi elenchi dei gestori di impianti di trattamento che hanno effettuato la comunicazione di cui al comma 3. Il gestore del servizio idrico integrato che, ai sensi dei commi 3 e 5, tratta rifiuti è soggetto all'obbligo di tenuta del registro di carico e scarico secondo quanto previsto dalla vigente normativa in materia di rifiuti. Chimico ambientale e forense, Assistente della Polizia di Stato Dist.to Polizia Stradale di Sant Agata di Militello (Me)

Cenni normativi e ottimizzazione ciclo di gestione reflui e scarti industriali

Cenni normativi e ottimizzazione ciclo di gestione reflui e scarti industriali Cenni normativi e ottimizzazione ciclo di gestione reflui e scarti industriali 24 gennaio 2013 Definizioni Cosa sono gli scarti di produzione o residui industriali (NON acque reflue industriali o rifiuti)

Dettagli

Normativa nazionale e regionale sulle gestione e trattamento delle acque. Bari 30.01.15

Normativa nazionale e regionale sulle gestione e trattamento delle acque. Bari 30.01.15 Normativa nazionale e regionale sulle gestione e trattamento delle acque Bari 30.01.15 Le acque nel Testo Unico Ambientale. Le definizioni (art. 74). ff) scarico: qualsiasi immissione effettuata esclusivamente

Dettagli

QUIZ DI AUTOVALUTAZIONE TEMI DI DIRITTO AMBIENTALE (RIFIUTI ACQUE)

QUIZ DI AUTOVALUTAZIONE TEMI DI DIRITTO AMBIENTALE (RIFIUTI ACQUE) QUIZ DI AUTOVALUTAZIONE TEMI DI DIRITTO AMBIENTALE (RIFIUTI ACQUE) Le risposte esatte sono riportate in file a parte pubblicato nella stessa pagina del nostro sito --------------------------------------------

Dettagli

Aspetti ambientali della manutenzione

Aspetti ambientali della manutenzione Aspetti ambientali della manutenzione La gestione dei rifiuti prodotti dalle attività manutentive Dott. Stefano Schiavon, Aplus S.r.l. Bologna, Fiera, Martedì 3 maggio 2011 Indice della presentazione Inquadramento

Dettagli

Un quesito sulla natura giuridica dei wc chimici dei camper e contenitori similari

Un quesito sulla natura giuridica dei wc chimici dei camper e contenitori similari Un quesito sulla natura giuridica dei wc chimici dei camper e contenitori similari Domanda: Esiste un dibattito sulla natura dei wc chimici portatili dei camper: sono scarichi (magari assimilabili alle

Dettagli

NORMATIVA AMBIENTALE ATTIVITA DIVIGILANZA ED ISPEZIONE IN MATERIA DI AMBIENTE Noci, 27 marzo 2012

NORMATIVA AMBIENTALE ATTIVITA DIVIGILANZA ED ISPEZIONE IN MATERIA DI AMBIENTE Noci, 27 marzo 2012 NORMATIVA AMBIENTALE ATTIVITA DIVIGILANZA ED ISPEZIONE IN MATERIA DI AMBIENTE Noci, 27 marzo 2012 RELAZIONE Dott. Mario Esposito Tecnico della Prevenzione Azienda Sanitaria Locale LECCE L AMBIENTE L Antropizzazione

Dettagli

- per la violazione dei commi 3, 5, primo periodo, e 13, la sanzione pecuniaria da centocinquanta (150) a duecentocinquanta (250) quote.

- per la violazione dei commi 3, 5, primo periodo, e 13, la sanzione pecuniaria da centocinquanta (150) a duecentocinquanta (250) quote. Sanzioni ex D. Lgs. 231/2001 e succ.modd. in relazione alla commissione di reati previsti dal Codice dell Ambiente (D. Lgs. 152/2006 e succ.modd.) (cfr. art. 2 co. 2,6,7,8 D. Lgs. 7 luglio 2011 n. 121)

Dettagli

I fanghi di depurazione nell'autolavaggio: aspetti normativi e gestionali

I fanghi di depurazione nell'autolavaggio: aspetti normativi e gestionali ModenaFiere, 9-10-11 Maggio 2010 I fanghi di depurazione nell'autolavaggio: aspetti normativi e gestionali Edoardo Martignoni UNA DEFINIZIONE... I FANGHI ORIGINATI DAL LAVAGGIO SUPERFICIALE DEI VEICOLI

Dettagli

Osservatorio regionale sui rapporti tra pubbliche amministrazioni e imprese

Osservatorio regionale sui rapporti tra pubbliche amministrazioni e imprese OSSERVATORIO REGIONALE SUI RAPPORTI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E IMPRESE DELLA REGIONE SCHEDE TECNICHE 5.9 AUTORIZZAZIONE AGLI SCARICHI IDRICI 1 1. Ambito di applicazione Il D.Lgs. 152/99, modificato e integrato

Dettagli

COMUNE DI SANNAZZARO DE BURGONDI PROVINCIA DI PAVIA Tel. 0382-995611 Via Cavour, 18

COMUNE DI SANNAZZARO DE BURGONDI PROVINCIA DI PAVIA Tel. 0382-995611 Via Cavour, 18 COMUNE DI SANNAZZARO DE BURGONDI PROVINCIA DI PAVIA Tel. 0382-995611 Via Cavour, 18 E-MAIL: info@comune.sannazzarodeburgondi.pv.it D. Lgs. n 152/99 e D. Lgs. 258/00 SCHEDA DI RILEVAMENTO DELL ATTIVITA

Dettagli

COMUNE DI BUCCIANO PROVINCIA DI BENEVENTO SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA

COMUNE DI BUCCIANO PROVINCIA DI BENEVENTO SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA MARCA DA BOLLO COMUNE DI BUCCIANO PROVINCIA DI BENEVENTO SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA Riservato all Ufficio ESTREMI DI RIFERIMENTO ARCHIVIAZIONE: Pratica Edilizia: n. Prot. gen. del / / RICHIESTA DI

Dettagli

SCHEDA TECNICA PER SCARICHI INDUSTRIALI

SCHEDA TECNICA PER SCARICHI INDUSTRIALI A) IDENTIFICAZIONE DELLA DITTA SCHEDA TECNICA PER SCARICHI INDUSTRIALI I Identificazione dell Azienda Denominazione Sede legale in via n CAP Comune Tel Fax Email Attività Codice ISTAT CF dell impresa Partita

Dettagli

Richiesta di autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali in pubblica fognatura

Richiesta di autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali in pubblica fognatura Richiesta di autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali in pubblica fognatura Il/la sottoscritto/a (cognome/nome) in qualità di a) della Ditta con sede legale in prov. in via civico n. Telefono

Dettagli

Criteri generali di corretta gestione dei rifiuti speciali

Criteri generali di corretta gestione dei rifiuti speciali MODULO 1 Organizzazione della prevenzione aziendale e valutazione dei rischi Criteri generali di corretta gestione dei rifiuti speciali Ing. Sabrina Arras Principali normative di riferimento D.Lgs. 152/2006

Dettagli

PROVINCIA DI BENEVENTO REGOLAMENTO PER IL RILASCIO DELLE AUTORIZZAZIONI ALLO SCARICO DI ACQUE REFLUE

PROVINCIA DI BENEVENTO REGOLAMENTO PER IL RILASCIO DELLE AUTORIZZAZIONI ALLO SCARICO DI ACQUE REFLUE PROVINCIA DI BENEVENTO REGOLAMENTO PER IL RILASCIO DELLE AUTORIZZAZIONI ALLO SCARICO DI ACQUE REFLUE Art. 1 - Oggetto del Regolamento: 1. Il presente regolamento disciplina le procedure da seguire per

Dettagli

ACQUE, RIFIUTI E TUTELA PENALE

ACQUE, RIFIUTI E TUTELA PENALE TEORIA E PRATICA DEL DIRITTO SEZIONE III: DIRITTO E PROCEDURA PENALE 103 PASQUALE FIMIANI ACQUE, RIFIUTI E TUTELA PENALE GIUFFRE Ifami EDITORE MILANO 2000 INDICE SOMMARIO Presentazione. Parte prima: LE

Dettagli

AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO

AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO (marca da bollo legale) (spazio riservato al protocollo) Al Sig. Sindaco del Comune di Crespellano 40056 CRESPELLANO Richiesta di autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali ed industriali

Dettagli

Il sottoscritto nato a il C.F. residente in prov. c.a.p. via

Il sottoscritto nato a il C.F. residente in prov. c.a.p. via RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE SCARICO IN PUBBLICA FOGNATURA PER EDIFICI OD INSTALLAZIONI IN CUI SI SVOLGANO ATTIVITA COMMERCIALI O DI PRODUZIONE DI BENI DAI QUALI DERIVINO ACQUE REFLUE INDUSTRIALI Spett.le

Dettagli

SISTRI SISTRI 19/11/2015. L obbligo dell uso del SISTRI per le pubbliche amministrazioni

SISTRI SISTRI 19/11/2015. L obbligo dell uso del SISTRI per le pubbliche amministrazioni L obbligo dell uso del SISTRI per le pubbliche amministrazioni Paolo Pipere Responsabile Servizio Ambiente e Ecosostenibilità Camera di Commercio di Milano 30 ottobre 2015 Camera di Commercio di Milano

Dettagli

Con la sentenza in esame i giudici della Suprema Corte ritengono, in sostanza, che il canone di

Con la sentenza in esame i giudici della Suprema Corte ritengono, in sostanza, che il canone di L allaccio alla pubblica fognatura è il presupposto imprescindibile per il pagamento del canone di depurazione ai sensi dell art. 14 della legge Galli? Dubbi ed interpretazioni Franco Giampietro e Sonia

Dettagli

Regolamento per lo scarico in pubblica fognatura dei reflui provenienti da insediamenti produttivi del territorio di competenza dell Autorità d

Regolamento per lo scarico in pubblica fognatura dei reflui provenienti da insediamenti produttivi del territorio di competenza dell Autorità d Regolamento per lo scarico in pubblica fognatura dei reflui provenienti da insediamenti produttivi del territorio di competenza dell Autorità d Ambito della provincia di Bergamo Indice Capitolo 1 Norme

Dettagli

Le opere di difesa. Le opere di derivazione delle acque superficiali. Le opere di immissione nelle acque superficiali

Le opere di difesa. Le opere di derivazione delle acque superficiali. Le opere di immissione nelle acque superficiali Le opere di difesa Le opere di derivazione delle acque superficiali Le opere di immissione nelle acque superficiali I corsi d acqua ricevono svariati apporti liquidi derivanti dalle attività antropiche,

Dettagli

SCHEDA TECNICA IMPIANTI PRODUTTIVI

SCHEDA TECNICA IMPIANTI PRODUTTIVI Allegato D Md. F2405 Ed. B SCHEDA TECNICA IMPIANTI PRODUTTIVI DATI ANAGRAFICI DENOMINAZIONE DELL INSEDIAMENTO: SEDE AMMINISTRATIVA: Comune Indirizzo n Tel. Fax UBICAZIONE DELL INSEDIAMENTO : Comune Indirizzo

Dettagli

Un corso con finalità pratiche procedurali

Un corso con finalità pratiche procedurali Un corso con finalità pratiche procedurali LE AREE DI RISCHIO DI RESPONSABILITÀ PENALE NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI E SCARICHI IDRICI: ANALISI DELLA NORMATIVA DI SETTORE ANCHE ALLA LUCE DELLA NUOVA RESPONSABILITÀ

Dettagli

HERA AMI s.r.l. REGOLAMENTO DI FOGNATURA DEPURAZIONE

HERA AMI s.r.l. REGOLAMENTO DI FOGNATURA DEPURAZIONE HERA AMI s.r.l. REGOLAMENTO DI FOGNATURA E DEPURAZIONE INDICE NORME GENERALI TITOLO I Generalità. Art. 1 Premesse Art. 2 Oggetto del Regolamento Art. 3 Ambito ed efficacia del Regolamento Art. 4 Definizioni

Dettagli

CO.R.D.A.R. Valsesia S.p.A.

CO.R.D.A.R. Valsesia S.p.A. CO.R.D.A.R. Valsesia S.p.A. AVVISO PER LE UTENZE INDUSTRIALI Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) Tutti gli scarichi di acque reflue industriali aventi come recapito finale le reti fognarie per le acque

Dettagli

1) Dati anagrafici richiedente autorizzazione

1) Dati anagrafici richiedente autorizzazione PROVINCIA DI PISA Documentazione tecnica ed elaborati grafici necessari al rilascio dell autorizzazione allo scarico, non in pubblica fognatura, ai sensi del Decreto Legislativo 152/06 e successive modifiche

Dettagli

LE PROCEDURE AUTORIZZATIVE E DI CONTROLLO

LE PROCEDURE AUTORIZZATIVE E DI CONTROLLO LE PROCEDURE AUTORIZZATIVE E DI CONTROLLO Dott.ssa Marina Martin Dott. Sandro Bressan Funzionari del Servizio Tutela e Uso Risorse Idriche Integrate della Provincia di Pordenone Pordenone, 25.05.10 acqua@provincia.pordenone.it

Dettagli

Claudio Boldori Responsabile Segreteria Tecnica A.ATO Provincia di Cremona NORMATIVA SULLE ACQUE

Claudio Boldori Responsabile Segreteria Tecnica A.ATO Provincia di Cremona NORMATIVA SULLE ACQUE Claudio Boldori Responsabile Segreteria Tecnica A.ATO Provincia di Cremona NORMATIVA SULLE ACQUE Evoluzione della normativa sulle acque in Italia RIFERIMENTO NORMATIVO APPROCCIO ALLA TUTELA L. 319/76 Limiti

Dettagli

PARTE SPECIALE - 3 - Illeciti ambientali

PARTE SPECIALE - 3 - Illeciti ambientali PARTE SPECIALE - 3 - Illeciti ambientali 51 1. Funzione della Parte Speciale - 3 - Per effetto del D.Lgs. n. 121/2011, dal 16 agosto 2011 è in vigore l'art.25 - undecies, D.Lgs. n. 231/2001, che prevede

Dettagli

1) Dati anagrafici richiedente autorizzazione

1) Dati anagrafici richiedente autorizzazione PROVINCIA DI PISA Documentazione tecnica ed elaborati grafici necessari al rilascio dell autorizzazione allo scarico, non in pubblica fognatura, ai sensi del Decreto Legislativo 152/06 e successive modifiche

Dettagli

Sistema di Gestione Ambientale P.G. N. 77753/07

Sistema di Gestione Ambientale P.G. N. 77753/07 Pag. 1/16 Indice 1 Scopo e campo di applicazione... 2 2 Riferimenti... 2 3 Definizioni... 2 4 Modalità operative... 3 4.1 Premessa... 3 4.2 Regole Generali per lo stoccaggio dei rifiuti... 6 4.3 Smaltimento

Dettagli

DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE (D.lgs. 152/06, L.R. 20/06, DPGRT 46/r del 8.9.2008)

DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE (D.lgs. 152/06, L.R. 20/06, DPGRT 46/r del 8.9.2008) 1 ESTREMI DI ISCRIZIONE DELLA DICHIARAZIONE (A CURA DELL UFFICIO) Ufficio ricevente Presentata il Modalità di inoltro Data protocollo Num. Prot fax a mano posta via telematica NUMERO ASSEGNATO ALLA PRATICA

Dettagli

24/09/2013. (Dichiarazione sostitutiva dell atto di notorietà ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 445/2000).

24/09/2013. (Dichiarazione sostitutiva dell atto di notorietà ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 445/2000). Marca da bollo da 16,00 (ai sensi del D.P.R. 642/1972) (Spazio riservato al Protocollo dell Autorità di Ambito) Prot. n del (Spazio riservato al Protocollo del Comune o Gestore) Prot. n del Mod. 01/Ass.

Dettagli

TESTO UNICO AMBIENTALE D.Lgs. 152/2006

TESTO UNICO AMBIENTALE D.Lgs. 152/2006 TESTO UNICO AMBIENTALE D.Lgs. 152/2006 Il 3 aprile 2006 è stato firmato dal Presidente della Repubblica il nuovo Decreto Legislativo in materia ambientale approvato dal Consiglio dei Ministri in via definitiva

Dettagli

La gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione: adempimenti gestionali, amministrativi e autorizzativi

La gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione: adempimenti gestionali, amministrativi e autorizzativi LA GESTIONE DELLE TERRE E ROCCE DA SCAVO e DEI RIFIUTI DA COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE Vercelli, 12 dicembre 2011 La gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione: adempimenti gestionali, amministrativi

Dettagli

La gestione dei rifiuti La teoria

La gestione dei rifiuti La teoria La gestione dei rifiuti La teoria Destinatario Formulario Registro C/S Sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l obbligo di disfarsi. I rifiuti vengono classificati in relazione

Dettagli

OGGETTO: domanda d autorizzazione allo scarico nella pubblica rete fognaria.

OGGETTO: domanda d autorizzazione allo scarico nella pubblica rete fognaria. Spett.le Via Senigallia n 18 60100 ANCONA - AN OGGETTO: domanda d autorizzazione allo scarico nella pubblica rete fognaria. IL SOTTOSCRITTO: NATO A Cognome e Nome Codice Fiscale IL RESIDENTE IN Comune

Dettagli

IMPIANTI DI TRATTAMENTO DI ACQUE REFLUE URBANE COMUNICAZIONE ART.110 COMMA 3 DEL D.LGS. 152/2006

IMPIANTI DI TRATTAMENTO DI ACQUE REFLUE URBANE COMUNICAZIONE ART.110 COMMA 3 DEL D.LGS. 152/2006 IMPIANTI DI TRATTAMENTO DI ACQUE REFLUE URBANE COMUNICAZIONE ART.110 COMMA 3 DEL D.LGS. 152/2006 Contrassegno telematico Imposta di bollo pari ad 16,00 Spett.le PROVINCIA DI MILANO Settore Risorse Idriche

Dettagli

SITO ISTITUZIONALE MINISTERO DELL AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

SITO ISTITUZIONALE MINISTERO DELL AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE SITO ISTITUZIONALE MINISTERO DELL AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE www.sistri.it SISTRI L ENNESIMO TENTATIVO DI RIPARTENZA Quadro riferimento normativo Dlgs 3 aprile 2006, n. 152 (Norme

Dettagli

D LE INTERAZIONI TRA IL SISTEMA TERRITORIALE E QUELLO NATURALE ED AMBIENTALE

D LE INTERAZIONI TRA IL SISTEMA TERRITORIALE E QUELLO NATURALE ED AMBIENTALE D LE INTERAZIONI TRA IL SISTEMA TERRITORIALE E QUELLO NATURALE ED AMBIENTALE D.1 LE RETI IDRICHE E GLI SPANDIMENTI SUL SUOLO AGRICOLO D.1.1 IL SISTEMA ACQUEDOTTISTICO Introduzione ed inquadramento generale

Dettagli

Adempimenti ambientali lavanderie

Adempimenti ambientali lavanderie Adempimenti ambientali lavanderie Guida pratica Con questa guida, Arpa Umbria intende fornire, a quelle piccole imprese che per le loro dimensioni spesso non hanno personale interno specializzato nella

Dettagli

DECRETO LEGISLATIVO 152/2006 Norme in materia ambientale

DECRETO LEGISLATIVO 152/2006 Norme in materia ambientale DECRETO LEGISLATIVO 152/2006 Norme in materia ambientale Il nuovo decreto legislativo 152, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 14 aprile 2006, S.O. n. 96, è entrato in vigore il 29 aprile 2006.

Dettagli

NORMATIVE. Rifiuti. Tutti i rifiuti sono classificati secondo la loro destinazione finale: Rifiuti

NORMATIVE. Rifiuti. Tutti i rifiuti sono classificati secondo la loro destinazione finale: Rifiuti NORMATIVE La legge nr. 22 del 05/02/1997, nota come "Decreto Ronchi" è un decreto attuativo alle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/9262/CEE relativa agli imballaggi

Dettagli

Allegato 4 Procedura autorizzazione per lo scarico di acque reflue industriali ed industriali assimilabili alle domestiche

Allegato 4 Procedura autorizzazione per lo scarico di acque reflue industriali ed industriali assimilabili alle domestiche REGOLAMENTO DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO PARTE C SERVIZI FOGNATURA E DEPURAZIONE Allegato 4 Procedura autorizzazione per lo scarico di acque reflue industriali ed industriali assimilabili alle domestiche

Dettagli

COMUNE DI BUDRIO Provincia di Bologna

COMUNE DI BUDRIO Provincia di Bologna COMUNE DI BUDRIO Provincia di Bologna SCHEDA TECNICA ILLUSTRATIVA PER SCARICO DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI E ASSIMILATE / METEORICHE D. Lgs. maggio 999, n 52 Sezione A. IDENTIFICAZIONE DELL'AZIENDA.a) Identificazione

Dettagli

D.lgs. 152/06 art. 197

D.lgs. 152/06 art. 197 FUNZIONI DELLA PROVINCIA D.lgs. 152/06 art. 197 1. In attuazione dell'articolo 19 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, alle province competono: a) il controllo e la verifica degli interventi

Dettagli

OGGETTO: Domanda di allaccio e scarico nella pubblica rete fognaria: scarichi di acque reflue industriali.

OGGETTO: Domanda di allaccio e scarico nella pubblica rete fognaria: scarichi di acque reflue industriali. Spett.le Comune di OGGETTO: Domanda di allaccio e scarico nella pubblica rete fognaria: scarichi di acque reflue industriali. Il sottoscritto (Cognome e Nome) (Codice Fiscale) Nato a (Comune o Stato Estero)

Dettagli

Quantità massima prelevata. Misuratori di portata installati : generale (al punto di prelievo) parziale (al prelievo idrico del ciclo produttivo) 1

Quantità massima prelevata. Misuratori di portata installati : generale (al punto di prelievo) parziale (al prelievo idrico del ciclo produttivo) 1 Allegato 1 acque industriali A. Caratteristiche dell attività A1. CICLO DI LAVORAZIONE Allegare una relazione contenente una descrizione del ciclo tecnologico con schema a blocchi relativo al processo

Dettagli

Seminario Tecnico su «Acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia» OBBLIGHI - ADEMPIMENTI - SANZIONI

Seminario Tecnico su «Acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia» OBBLIGHI - ADEMPIMENTI - SANZIONI Seminario Tecnico su «Acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia» OBBLIGHI - ADEMPIMENTI - SANZIONI Dott. Pierelli Emiliano (funzionario Settore Ambiente) Art. 113 D.Lgs 152/2006 1) Ai fini della

Dettagli

SISTRI. Istruzioni per l uso

SISTRI. Istruzioni per l uso SISTRI SISTRI Istruzioni per l uso 24 maggio TRENTO 25 maggio RIVA DEL GARDA Corso preparato e gestito da SEA spa Cos è il SISTRI Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti Nasce nel 2009 su

Dettagli

DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO DI ACQUE REFLUE FUORI PUBBLICA FOGNATURA D.LGS. 152/1999 COSI COME MODIFICATO DAL D.LGS.

DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO DI ACQUE REFLUE FUORI PUBBLICA FOGNATURA D.LGS. 152/1999 COSI COME MODIFICATO DAL D.LGS. DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO DI ACQUE REFLUE FUORI PUBBLICA FOGNATURA D.LGS. 152/1999 COSI COME MODIFICATO DAL D.LGS. 258/2000 Allo Sportello Unico Attività Produttive del Comune di Spazio riservato

Dettagli

Parte I LEGGI, DECRETI E REGOLAMENTI DELLA REGIONE

Parte I LEGGI, DECRETI E REGOLAMENTI DELLA REGIONE Parte I N. 15 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE BASILICATA - 6-5-2013 3253 Parte I LEGGI, DECRETI E REGOLAMENTI DELLA REGIONE Regolamento Regionale 3 maggio 2013, n. 2 REGOLAMENTO PER L ESERCIZIO DELLE

Dettagli

Aspetti legislativi relativi al Trattamento acque reflue in enologia 1

Aspetti legislativi relativi al Trattamento acque reflue in enologia 1 Aspetti legislativi relativi al Trattamento acque reflue in enologia 1 Franco Giampietro I. Premessa 1. Attività viticolo-enologica come attività industriale ovvero come impresa artigianale?... (700.000

Dettagli

Studio Stefano Maglia

Studio Stefano Maglia Studio Stefano Maglia Consulenze Legali Ambientali OGGETTO: Quesito relativo alla microraccolta e alla sosta Un azienda effettua la microraccolta presso agricoltori solo nell'ambito della propria provincia.

Dettagli

qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l intenzione o abbia l'obbligo di disfarsi (Art. 183 D.lgs.

qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l intenzione o abbia l'obbligo di disfarsi (Art. 183 D.lgs. RIFIUTI: ASSEGNAZIONE DEI CODICI C.E.R. E CORRETTE MODALITA DI STOCCAGGIO D.Lgs. 152/2006 Montebelluna, 14.05.2011 ASOLOMONTEBELLUNA 1 DEFINIZIONE DI RIFIUTO qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore

Dettagli

COMUNE DI CASTIGLIONE DELLA PESCAIA (Provincia di Grosseto)

COMUNE DI CASTIGLIONE DELLA PESCAIA (Provincia di Grosseto) COMUNE DI CASTIGLIONE DELLA PESCAIA (Provincia di Grosseto) AREA TECNICA U.O. Ambiente REGOLAMENTO COMUNALE DEGLI SCARICHI DI ACQUE REFLUE DOMESTICHE ED ASSIMILABILI IN AREE NON SERVITE DA PUBBLICA FOGNATURA

Dettagli

SCHEDA IDENTIFICATIVA DELLO SCARICO DI ACQUE REFLUE URBANE PROVENIENTI DALLO SCARICATORE DI PIENA N

SCHEDA IDENTIFICATIVA DELLO SCARICO DI ACQUE REFLUE URBANE PROVENIENTI DALLO SCARICATORE DI PIENA N aggiornamento ottobre 2008 Pagina 1 di 6 SCHEDA IDENTIFICATIVA DELLO SCARICO DI ACQUE REFLUE URBANE PROVENIENTI DALLO SCARICATORE DI PIENA N 1 DATI IDENTIFICATIVI DELL ENTE PROPRIETARIO DELLE RETI FOGNARIE

Dettagli

ALLA PROVINCIA DI TERNI SERVIZIO PROGRAMMAZIONE ITTICO-FAUNISTICA, AMBIENTE E MOBILITA SOSTENIBILE Via Plinio il Giovane, 21 05100 TERNI

ALLA PROVINCIA DI TERNI SERVIZIO PROGRAMMAZIONE ITTICO-FAUNISTICA, AMBIENTE E MOBILITA SOSTENIBILE Via Plinio il Giovane, 21 05100 TERNI MODELLO Scarichi acque reflue industriali Protocollo Generale Data di presentazione Bollo 14,62 ALLA PROVINCIA DI TERNI SERVIZIO PROGRAMMAZIONE ITTICO-FAUNISTICA, AMBIENTE E MOBILITA SOSTENIBILE Via Plinio

Dettagli

FIGISC Sindacato Gestori carburanti

FIGISC Sindacato Gestori carburanti FIGISC Sindacato Gestori carburanti Sindacato Provinciale Gestori Impianti Stradali Carburanti FIGISC Corso Venezia 51 20121 Milano tel. 02/7750274 fax 02/7750697 e-mail: figisc.anisa@unione.milano.it

Dettagli

FAC-SIMILE DI DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO ACQUE REFLUE INDUSTRIALI

FAC-SIMILE DI DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO ACQUE REFLUE INDUSTRIALI Amministrazione Provinciale dell Aquila Servizio Tutela e Valorizzazione Risorse Idriche Via Saragat, Loc. Campo di Pile - 67100 L AQUILA Tel. 0862.299650 0862.299658 - Fax 0862.410305 e-mail: urp@cert.provincia.laquila.it

Dettagli

Il sottoscritto nato a il C.F. residente in prov. c.a.p. via nella qualità di

Il sottoscritto nato a il C.F. residente in prov. c.a.p. via nella qualità di RICHIESTA DI ALLACCIAMENTO ALLA PUBBLICA FOGNATURA PER INSEDIAMENTI IN CUI SI SVOLGANO ATTIVITA COMMERCIALI O DI PRODUZIONE DI BENI DAI QUALI DERIVINO ACQUE REFLUE ASSIMILABILI ALLE DOMESTICHE D.LGS. 152/2006

Dettagli

SERVIZI DI IGIENE AMBIENTALE

SERVIZI DI IGIENE AMBIENTALE BARRARE CATEGORIA DI APPARTENENZA CATEGORIA ISCRIZIONE DESCRIZIONE NOTE SERVIZI DI IGIENE AMBIENTALE S10101 Pulizia di aree pubbliche e private S10201 Spazzamento di aree pubbliche e private S10301 Raccolta

Dettagli

Un quesito sulla bruciatura di imballaggi di polistirolo in campagna, autosmaltimento e reati connessi

Un quesito sulla bruciatura di imballaggi di polistirolo in campagna, autosmaltimento e reati connessi Un quesito sulla bruciatura di imballaggi di polistirolo in campagna, autosmaltimento e reati connessi Domanda: Sono un agente di polizia giudiziaria, ho un po di difficoltà nel capire l articolo concernente

Dettagli

CIRCOLARE n. 1. La presente circolare sostituisce la Nota esplicativa, pubblicata nelle more della conversione del d.l. n. 101/2013.

CIRCOLARE n. 1. La presente circolare sostituisce la Nota esplicativa, pubblicata nelle more della conversione del d.l. n. 101/2013. Ministero dell ambiente e della tutela del territorio e del mare Direzione generale per la tutela del territorio e delle risorse idriche CIRCOLARE n. 1 per l applicazione dell articolo 11 del decreto legge

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO DI RACCOLTA - SMALTIMENTO DEI RIFIUTI URBANI PERICOLOSI. Art. 1 - Oggetto del Regolamento

REGOLAMENTO PER L ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO DI RACCOLTA - SMALTIMENTO DEI RIFIUTI URBANI PERICOLOSI. Art. 1 - Oggetto del Regolamento REGOLAMENTO PER L ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO DI RACCOLTA - SMALTIMENTO DEI RIFIUTI URBANI PERICOLOSI Art. 1 - Oggetto del Regolamento Art. 2 - Definizione e classificazioni dei rifiuti Art. 3 - Definizione

Dettagli

NORMATIVA DI RIFERIMENTO DEL SETTORE C&D E PROCEDURE PER UNA CORRETTA GESTIONE

NORMATIVA DI RIFERIMENTO DEL SETTORE C&D E PROCEDURE PER UNA CORRETTA GESTIONE 23 Aprile 2015 NORMATIVA DI RIFERIMENTO DEL SETTORE C&D E PROCEDURE PER UNA CORRETTA GESTIONE dott. Roberto Spaggiari Reggio Emilia I RIFIUTI DA COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE La norma di riferimento per la

Dettagli

Giornate seminariali in materia AMBIENTALE

Giornate seminariali in materia AMBIENTALE Giornate seminariali in materia AMBIENTALE @@@@@@ A cura del Dott. Bernardino Albertazzi Giurista Ambientale ORGANIZZAZIONE E COORDINAMENTO A cura di UPI Emilia-Romagna Per informazioni: dott.ssa Luana

Dettagli

NORMATIVA RAEE VADEMECUM PER GESTIONE CONSUMABILI ESAUSTI

NORMATIVA RAEE VADEMECUM PER GESTIONE CONSUMABILI ESAUSTI NORMATIVA RAEE VADEMECUM PER GESTIONE CONSUMABILI ESAUSTI PRODUTTORE DEL RIFIUTO E SUOI ONERI Articolo 183 del Dlgs 152/2006 Definizioni b) produttore: la persona la cui attività ha prodotto rifiuti cioè

Dettagli

Scheda 5.1 Iscrizione al Registro provinciale delle imprese esercenti attività di recupero dei rifiuti non pericolosi

Scheda 5.1 Iscrizione al Registro provinciale delle imprese esercenti attività di recupero dei rifiuti non pericolosi Scheda 5.1 Iscrizione al Registro provinciale delle imprese esercenti attività di recupero dei rifiuti non pericolosi SOGGETTI RICHIEDENTI Le imprese che intendono avviare l attività di recupero di rifiuti

Dettagli

Quaderni di aggiornamento normativo A cura del dott. Jacopo Rapisarda e-mail:j.rapisarda@bluebrain.it DISCARICHE

Quaderni di aggiornamento normativo A cura del dott. Jacopo Rapisarda e-mail:j.rapisarda@bluebrain.it DISCARICHE DISCARICHE Nuove definizioni: riflessi per le aziende Criteri di ammissione dei rifiuti, adeguamento delle discariche in esercizio, obblighi dei conferitori dei rifiuti Il Decreto Legislativo 13 gennaio

Dettagli

GESTIONE DEGLI SCARICHI IDRICI

GESTIONE DEGLI SCARICHI IDRICI GESTIONE DEGLI SCARICHI IDRICI Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara Struttura Dipartimentale di Igiene Ospedliera e Q.S.A. Comacchio, 23 ottobre 2009 RAZIONALE Tra gli obiettivi dell aggiornamento

Dettagli

REGOLAMENTO DI ACCETTABILITA DEGLI SCARICHI IN FOGNATURA

REGOLAMENTO DI ACCETTABILITA DEGLI SCARICHI IN FOGNATURA REGOLAMENTO DI ACCETTABILITA DEGLI SCARICHI IN FOGNATURA Approvato C. d. A. Consorzio Approvato C.d.A. A.A.T.O. N. 2 Cuoio-Depur verbale del 16.06.08 delibera n. 45 del 13/12/2010 TESTO COORDINATO CON

Dettagli

IL MINISTRO DELL AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE SENTITO IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

IL MINISTRO DELL AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE SENTITO IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO IL MINISTRO DELL AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE SENTITO IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO ED IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI VISTO il decreto-legge 31 agosto 2013,

Dettagli

2 - Istituzione di gare d'appalto con clausole che favoriscano le migliori competenze tecniche in materia di prevenzione e produzione dei rifiuti

2 - Istituzione di gare d'appalto con clausole che favoriscano le migliori competenze tecniche in materia di prevenzione e produzione dei rifiuti LE NOVITA' DEL CODICE DELL'AMBIENTE Ecco articolo per articolo cosa cambia con il nuovo testo unico sull'ambiente che introduce una vasta serie di modifiche sia alle disposizioni che disciplinano la gestione

Dettagli

TERRE E ROCCE DA SCAVO NUOVO REGOLAMENTO ATTUATIVO Gestione e smaltimento terre e rocce da scavo alla luce del DM 161 del 10.08.12 (G.U. 21.09.

TERRE E ROCCE DA SCAVO NUOVO REGOLAMENTO ATTUATIVO Gestione e smaltimento terre e rocce da scavo alla luce del DM 161 del 10.08.12 (G.U. 21.09. SOCI SOSTENITORI Organizzatore CORSO 1 (8 ore) CORSI AMBIENTALI (sede Milano) per GEOLOGI Regione Lombardia TERRE E ROCCE DA SCAVO Gestione e smaltimento terre e rocce da scavo alla luce del DM 161 del

Dettagli

DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO. con sede legale in via n. Cod. Fisc. o P.IVA

DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO. con sede legale in via n. Cod. Fisc. o P.IVA DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO Marca da bollo Al Sindaco del Comune di Galgagnano sottoscritt nat a Prov. il in qualità di legale rappresentante titolare della ditta con sede legale in via n. Cod.

Dettagli

PROVINCIA DI ORISTANO

PROVINCIA DI ORISTANO PROVINCIA DI ORISTANO REGOLAMENTO PER IL RILASCIO DELLE AUTORIZZAZIONI ALLO SCARICO IN CORPO IDRICO SUPERFICIALE O SUL SUOLO DI ACQUE REFLUE URBANE, INDUSTRIALI E DOMESTICHE AI SENSI DEL D. LGS 3 APRILE

Dettagli

FINI DELL APPLICAZIONE DELL ARTICOLO 11 DEL DECRETO LEGGE 31 AGOSTO 2013, N

FINI DELL APPLICAZIONE DELL ARTICOLO 11 DEL DECRETO LEGGE 31 AGOSTO 2013, N NOTA ESPLICATIVA AI FINI DELL APPLICAZIONE DELL ARTICOLO 11 DEL DECRETO LEGGE 31 AGOSTO 2013, N. 101, SEMPLIFICAZIONE E RAZIONALIZZAZIONE DEL SISTEMA DI CONTROLLO DELLA TRACCIABILITA DEI RIFIUTI SISTRI

Dettagli

Con l Uomo, per l Ambiente

Con l Uomo, per l Ambiente Con l Uomo, per l Ambiente Disostruzione fognature Pulizia fosse biologiche Spurgo pozzi neri L AZIENDA Trasporto e stoccaggio rifiuti Bonifica ambientale Manutenzione impianti fognari Ecotecnica: dall

Dettagli

Impianti per il trattamento chimico- fisico e biologico dei rifiuti liquidi

Impianti per il trattamento chimico- fisico e biologico dei rifiuti liquidi R IFIUTI PE R IC OLOS I Impianti per il trattamento chimico- fisico e biologico dei rifiuti liquidi Firenze, 13 dicembre 2007 R elazione a cura di: Dott. Chim. R enato Bargna CS A srl e-mai: r.bargna@

Dettagli

DOCUMENTAZIONE RELATIVA ALLO SCARICO DI ACQUE REFLUE DOMESTICHE NON RECAPITANTI NELLA PUBBLICA FOGNATURA

DOCUMENTAZIONE RELATIVA ALLO SCARICO DI ACQUE REFLUE DOMESTICHE NON RECAPITANTI NELLA PUBBLICA FOGNATURA SEZIONE PROVINCIALE DI BOLOGNA SERVIZIO TERRITORIALE DOCUMENTAZIONE RELATIVA ALLO SCARICO DI ACQUE REFLUE DOMESTICHE NON RECAPITANTI NELLA PUBBLICA FOGNATURA Maggio 2007 1 DOCUMENTAZIONE RELATIVA ALLO

Dettagli

1 Perché occorre avere una vigilanza assoluta sull attribuzione del Cer ai rifiuti? 2 Attribuzione non causale del CER e responsabilità Cass. Pen., sez. III, 22 dicembre 2011, n. 47870 L attribuzione del

Dettagli

CHIEDE ai sensi degli art. 124 e 125 del D.Lgs 152/2006 e s.m.i.

CHIEDE ai sensi degli art. 124 e 125 del D.Lgs 152/2006 e s.m.i. Mod. SCARICHI ACQUE REFLUE URBANE _ Rev. 03/2014 D.Lgs 152/2006 e s.m.i. RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO FUORI DALLA PUBBLICA FOGNATURA ACQUE REFLUE URBANE Alla Provincia di Pistoia (per Attività

Dettagli

Il sottoscritto. nato a Prov... il.. residente in... Prov... Via... n. Codice fiscale. nella sua qualità di,

Il sottoscritto. nato a Prov... il.. residente in... Prov... Via... n. Codice fiscale. nella sua qualità di, FAC-SIMILE DOMANDA COLLAUDO marca da bollo Spett.le COMUNE DI VERZUOLO Area di Vigilanza Ufficio Commercio Attività Produttive Tramite Sportello Unico per le Attività Produttive Associato Piazza G.Marconi

Dettagli

CHIEDE per l insediamento sito in Via/Piazza n. Marca da Bollo da. 14,62 (da apporre solo se l oggetto della richiesta è edilizia residenziale)

CHIEDE per l insediamento sito in Via/Piazza n. Marca da Bollo da. 14,62 (da apporre solo se l oggetto della richiesta è edilizia residenziale) Marca da Bollo da. 14,62 (da apporre solo se l oggetto della richiesta è edilizia residenziale) Città di Medicina Via Libertà 103 40059 Medicina (BO) - Tel 0516979208 Fax 0516979222 Partita I.V.A. 00508891207

Dettagli

Estratto dal regolamento comunale di fognatura e depurazione

Estratto dal regolamento comunale di fognatura e depurazione Estratto dal regolamento comunale di fognatura e depurazione Art. 11 - Allacciamento alla pubblica fognatura di insediamenti produttivi e produttivi assimilabili a civili Gli scarichi provenienti da insediamenti

Dettagli

Presentazione... PROFILI OGGETTIVI E SOGGETTIVI DELLA TUTELA PENALE DELL AMBIENTE

Presentazione... PROFILI OGGETTIVI E SOGGETTIVI DELLA TUTELA PENALE DELL AMBIENTE INDICE SOMMARIO Presentazione... VII CAPITOLO 1 PROFILI OGGETTIVI E SOGGETTIVI DELLA TUTELA PENALE DELL AMBIENTE 1 I reati ambientali: profili sistematici... 1 2 Reati ambientali e speciale tenuità del

Dettagli

TUTELA DELLE ACQUE. Disciplina degli scarichi. delle acque reflue domestiche e di reti fognarie

TUTELA DELLE ACQUE. Disciplina degli scarichi. delle acque reflue domestiche e di reti fognarie TUTELA DELLE ACQUE Disciplina degli scarichi delle acque reflue domestiche e di reti fognarie Ing. Zaffaroni Davide Provincia di Monza e Brianza - Servizio Risorse Idriche - Corso di formazione per GEV

Dettagli

COMUNE DI MACERATA REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI FOGNATURA E DEPURAZIONE

COMUNE DI MACERATA REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI FOGNATURA E DEPURAZIONE COMUNE DI MACERATA REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI FOGNATURA E DEPURAZIONE Approvato con atto di Giunta municipale n. 262 del 9 luglio 2003 Esecutivo il 26 luglio 2003 TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1

Dettagli

La responsabilità penale dell amministratore e del legale rappresentante di una società

La responsabilità penale dell amministratore e del legale rappresentante di una società La responsabilità penale dell amministratore e del legale rappresentante di una società Se non vi è prova certa su queste condizioni, il proprietario di un azienda. risponde anche penalmente dell operato

Dettagli

Seminario in materia di vigilanza ambientale (Pescara, 20 e 21 ottobre 2011)

Seminario in materia di vigilanza ambientale (Pescara, 20 e 21 ottobre 2011) Seminario in materia di vigilanza ambientale (Pescara, 20 e 21 ottobre 2011) Relatore: Isp. Luca Intrombatore Sono trascorsi quasi trenta anni dall ingresso nel nostro ordinamento di norme organiche per

Dettagli

Sistri, sistema di tracciabilità dei rifiuti: un opportunità a servizio dell ambiente

Sistri, sistema di tracciabilità dei rifiuti: un opportunità a servizio dell ambiente Sistri, sistema di tracciabilità dei rifiuti: un opportunità a servizio dell ambiente Bari, 15 settembre 2010 Fiera del Levante IV Giornata dell Energia Pulita Cos è il SISTRI? 2 Sistri è il nuovo sistema

Dettagli

Alla PROVINCIA DI PESARO E URBINO SERVIZIO 4.3 BENI E ATTIVITÀ AMBIENTALI - AGRICOLTURA - CACCIA E PESCA Viale Gramsci, 7 61100 PESARO

Alla PROVINCIA DI PESARO E URBINO SERVIZIO 4.3 BENI E ATTIVITÀ AMBIENTALI - AGRICOLTURA - CACCIA E PESCA Viale Gramsci, 7 61100 PESARO (9) AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI E/O ACQUE METEORICHE DI DILAVAMENTO DA STABILIMENTO INDUSTRIALE RECAPITANTI IN ACQUE SUPERFICIALI O SUL SUOLO ai sensi del D.Lgs n. 152 dell'11

Dettagli

CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 12/165/CR8C/C5

CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 12/165/CR8C/C5 CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 12/165/CR8C/C5 PROBLEMATICHE IN MATERIA DI GESTIONE DEI RIFIUTI: SOTTOCATEGORIE DI DISCARICHE E MISCELAZIONE DEI RIFIUTI Tra le varie criticità riscontrabili

Dettagli

INDICE DISPOSIZIONI GENERALI. Definizioni e normativa di riferimento Autorizzazione allo scarico Presentazione della domanda Durata del procedimento

INDICE DISPOSIZIONI GENERALI. Definizioni e normativa di riferimento Autorizzazione allo scarico Presentazione della domanda Durata del procedimento Regolamento comunale degli scarichi di acque reflue domestiche in aree non servite da pubblica fognatura (Approvato con deliberazione n.140/cc del 29.11.2004) INDICE CAPO I Articolo 1 Articolo 2 Articolo

Dettagli

DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALL ALLACCIAMENTO DI UNO STABILIMENTO INDUSTRIALE NELLA RETE FOGNARIA

DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALL ALLACCIAMENTO DI UNO STABILIMENTO INDUSTRIALE NELLA RETE FOGNARIA CAFC S.p.A. Sistema di Gestione Integrato DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALL ALLACCIAMENTO DI UNO STABILIMENTO INDUSTRIALE NELLA RETE FOGNARIA CAFC S.p.A. Via Duchi d Aosta n 2 33100 Udine (Ud) Oggetto: Domanda

Dettagli