'\ UNIONE SINDACALE TERRITORIALE

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1 ~ CISI j '\ UNIONE SINDACALE TERRITORIALE " " a cura dell'ufficio Informazione Via Trento, 42 - Foggia TeL 0881, Fax 0881,

2 LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO c S - 'tifo. "'.", Renzi: capisc,o le polemiche elettorali, ma noi dobbiamo governare Lesecutivo tenta di chiudere l'accordo-~lla Camera, dove,i Pd ha la maggioranzij mentre al Senato Qli,equilibri sono precari <bi) IROW4A. Matleo Renzi non ha in tenzione di rimanere stretto nella morsa tta minoranza Pd e Ncd che ieri, tra scambi di accuse incrociate, hanno fatto saltare la mediazione tentata dal governo sm decreto lavoro. «C'è chi alza il tiro per avere visibìlità e chi per avere argomenti in campagna elettorale, ma noi dobbiamo governare», è l'analisi del premi~l~ deciso entro il 25 maggio sia ad approvare la riforma dellçlvoro sia ad incassare 1'01\ di Palazzo Madama al «Senato delle autonomie», Ma anche se Palazzo Chigi minimizza le tensioni, i soci di maggioranza, inprimisangelino Alfano, hanno avvertito che sarà un mese «caldo» e che ogni partito sceglierà lu1a bandiera da rivendicare con i propri elettori, Consapevole dei numeri, e con l'arma della fiducia già in mano, il governo tenta di chiudere l'accordo sul decreto lavoro (U voto di fiducia si terrà oggi) alla Camera, dove il Pd ha la maggioranza quasi da sola mentre al Senato gli equilibri giocano a favore dei partiti minori, come il Nuovo Centro Destra. Per questo i ministri Giuliano Poletti e Maria Elena Boschi hanno convocato ieri mattina i capigruppo di Camera e Senato offrendo una mediazione al testo uscito dalla commissione, che placasse le proteste di Ncd e Sc contro una riforma a loro dire «stravolta})- dalla minoranza dem, Un vertice lunghissimo e infruttuoso mentre in contemporanea il governo rischiava di andare sotto :in commissione Bilancio per l'assenza polemica di Ncd-Sc-Udc e l'assenza per ferie di ben 11 demo Ad evitare il peggio la sospensione della seduta da parte del presidente del la commissione Francesco Boccia ed il «soccorso}) di renziani di ferro da altre commi'ssioni, come Francesco Bonifazi e Ernesto Carbone, e \ o.. 'I~ '"' Al premier, in realtà, poco interessano i «dettagli» della riforma. Per lui è prioritario mantenere la parola data con i cittadini e rispettare il timing armunciato alle Camere il giorno della fiducia. In questo senso, raccontano fonti parlamentari, Renzi avrebbe cercato ieri. mattina, in Ulla telefonata con j} leader Ncd Angelino Alfano, di invitare gli alleati a mettere da parte levate cliscudi da campagna elettorale. Ma il ministro dell'interno avrebbe ribattuto che la ragione sociale di Ncd sono j} lavoro dalla parte degli imprenditori e la famiglia. E su questi punti il Nuovo Centro Destra non ha intenzione di cedere ai ricatti della sinistra Pd nè di lasciare la scena solo al premier che soprattutto sul bonus di 80 euro è determinatissimo a dimostrare la svolta del governo, TI presidente del consiglio non teme, comunque, che veti e paletti degli alleati mettano a rischio la sua road map. «Alzano la voce e tireranno la corda fino all'ultimo ma la fiducia alla Camera la votano e al Senato un'intesa si troverà facilmente», ostentano ottimismo i ron- 2iani. C'è poi chi, tra i fedelissimi. del premier, torna a porre il tema della guida del gruppo Pd visti i rischi corsi oggi in commissione Bilancio per le assenze ingiustificate. Ma per Renzi, che prima di stravolgere gli assetti interni preferisce cercare la pax ~nterna al Pd, il problema non esiste e a suo avviso Roberto Speranza può restare capogruppo, Ma è il Nuovo centrodstra che annuncia battaglia: «SlÙ merito del provvedbnento -dice Fabrizio Cicchitto -sul lavoro abbiamo detto quello che pensiamo, e cioè che siamo più favorevoli al testo originario del governo e quindi lavoreremo anche al Senato per migliorarlo}), «Votiamo la fiducia -aggiunge -anche perchè l'alternativa sarebbe lilla disastrosa crisi istituzionale, politica ed economica, Adesso Forza Italia invoca che si tolga la spina a Renzi, ma ciò può voler dire solo due cose: o una provocazione puramente elettoralistica avendo la certezza che tanto noi non accoglieremo questo invito preferendo essere insultati ogni giorno da una ben nota "gazzetta", o pura incoscienza e desiderio che sipossa dire "dopo di noi il diluvio", Ma il Ncd -conclude Cicchitto- è impegnato a ricostruire su nuove basi il soggetto politico dei moderati e dei l'iformisti», (ristina ferrulli

3 .. CQPttartidi. S()I.ig9.ri~t~<:~tà9iJt(i.<Q()n '... deçr(j!qi.nte.~rpi~i~l~rj.~.!y.j... cpi!~ri. per.... i hdiyid ljar(3i.tlat()ri.dijàvqrop~nefiçiari '.. ;.&1 -SegUi gli aggiormunéiti, sill, te-, 'lj~fonino.1struzioni apagina 17, ffh"1:!:ì'3l l que rinnovi in tre anni er i contratti a termine Semplificati'gli adempimenti burocratici delle imprese verso lnps ejnail ROMA. Fino a clnque r.innovi in tre anni per i contratii a tempo determinato -senza causale e semplificazione delle norme sull'apprendistato. Sono alcune delle novità dél decreto Lavoro su cui il governo ha posto la fiducia. li testo varato dal Consi.glio dei ministri ha subito modifiche in conunisslone ajla Camera. cùm~f.-rr! A TERM!~JE, 5 mnnovi in 3 AI'li\l1 -Il decreto estende da 1 a 3 anni la durata del rapporto di lavoro a tempo determinato senza causale, ovvero senza ragione dell'assunzione. Il testo approvato dal governo prevedeva un massimo di otto proroghe contrattuali in 36 mesi, la commissione ha abbassato il tetto a cinque proroghe. I lavoratori «a termine)) non possono però essere in ciascuna azienda più del 20% degli assunti a tempo indetermulato (l per le hnprese fino a 5 dipendenti). La commissione ha previsto che se si supera il limite, i contratti in eccesso si considerano a tempo indeterminato. Le norme si applicano alla somministrazione di lavoro a tempo determinato. nmrrio DI PRECEDENZA!JONNE in MATiER1\U1A n congedo dì lliaternità potrà concorrere a determinare il periodo minimo di sei mesi di attività perchè lalavoratrice acquisisca un diritto di precedenza per contratti successivi presso la stessa azienda. AflPREI';JD!STATO SEMPUlFIClt::fO -La commissione ha ripristinato l'obbligo di unpiano formativo individuale in forma scritta inizialmente cancellato dal governo, ma prevede modalità semplificate di redazione. Per le aziende con più di 30 dipendenti c'è l'obbligo di assumere il 20% degli apprendisti: la percentuale è ridotta rispetto al passato, ma il testo originario del governo l'aveva del tutto eliminata. Sì:Mì?UHCA.lWNE [J!'URC -Viene «smaterializzato» il Durc (il doclunento unico dì regolarità contributiva che attesta l'assolvimento, da parte del1'hnpresa, degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di Inps, Inali e Cassa edile) con una semplificazìone degli adempimenti burocratici richiesti alle imprese per la sua acquisizione. CONTRATti DI SOUDAfUiETÀ -Potranno essere stabiliti con decreto interministeriale i criteri per individuare i datori di lavoro beneficiari della riduzione contributiva in caso di ricorso al contratto di solidarietà. E vengono incrementate le risorse finanziarie per tale finalità, a decorrere dal 2014, con un limite di spesa di 15 milioni (contro i 5,6 precedenti). PROROGt\!PER PERSOr.JAlE SCUOUE COWì'UNAU -il decreto prevede la possibilità di rinnovare o prorogare di un anno (fino al 31 luglio 2015) i contralti a tempo determinato del personale educativo e scolastico di asili nido e materne connu1ali.

4 CORRIERE DELLA SERA llgovei110 ". ata :. ;, ì.', :UCla S~fi.. avaro C d ' sara "'" : attag...,a a.. S "enato. ; ; V. >m ' l' li l" bj. ì.fii ".. \.,...,; if. Salta la mediazione: duello tra alfaniani e sinistra pd Remi: disc1llssloni da campagna eletlorale j ma serve r ok ROMA - il governo mette rà la fiducia sul decreto legge sul lavoro, su cui si voterà a partire da giovedì. Decisione che ha fatto seguito a una tempestosa riunione di maggioranza, nella quale si sono scontrati il Partito democratico e il Nuovo Centrodestra. A nulla èvaiso il tentativo di mediazione del ministro del Lavoro Giuliano Poletti. TI Nuovo Centrodestra voterà la fiducia, ma annuncia battaglia albenato, dove il testo approderà a pochi giorni dalle elezioni europee. E sul caso interviene il premier Matteo Renzi: ({Sono questioni di dettagli, tipiche di un momento in cui si vuole fare campagna elettorale, ma noi vogliamo governare. Discutano quanto vogliano, ma si chiuda rapidamente l'accordo». il testo del decreto era stato cambiato in commissione Lavoro, suscitando le proteste del Nuovo Centrodestra e di Scelta civica. Ieri, a poche ore dall'arrivo del testo in aula a Montecitorio, si è tenuto un '- Si sono fronteggiati, tra gli altri, due ex ministri del Lavoro con passati molto diversi: Cesare Damiano (con ProdO e Maurizio Sacconi (con Berlusconi) ~l VelTICe per provare una mediazione. Sì fronteggiavano, tra gli altri, due ex ministri del Lavoro con passati molto diversi: Cesare Damiano (con Romano Prodi) e Maurizio Sacconi (con Silvio Berlusconi). Quest'ulti mo ha portato sul tavolo alcu- " ne proposte di modifica. TI testo passato in Commissione prevedeva, come sanzione nel caso in cui l'azienda non rispettasse il limite del 20 per cento di contratti a tempo deten;ninato, la trasformazione delle eccedenze in contratto a tempo -indeterminato. Saeconi ha chiesto che la sanzione fosse invece solo pecuniaria Altra richiesta di modifica: la formazione dell'apprendistato, prevista inizialmente come pubblica (delle Regioni), in pupblica o privata, a scelta del datore di lavoro. A queste due richieste si è aggiunta quella di Andrea Romano, Scelta civica, con l'impegno ad adottare il contratto unico di inserimento a tutele progressive. La risposta del Pd, per bocca del capogruppo "Roberto Speranza, è stata: se volete quelle tre modifiche, dovete anche accettare di far scendere da 5 a 4 il uumero massimo dei contratti a alla Camera del deputati alla fiducia posta sul decreto «salva Roma» lo scorso 10 apri{e. La votazione ha fatto registrare soltanto un contrario e un astenuto._la maggioranza può vantare a Mon~ecitorio, tra gli altri, 293 deputati del Pd, 28 del Nuovo centrodestra, 27 di Scelta civica tempo determinato possibili in 36 mesi( erano già scesi da 8 a 5 in Commissione). Diverse le interpretazioni delle parti in campo. Secondo il Pd, il ministro Poletti avrebbe proposto che venissero adottate tutte e quattro le proposte, ottenendo il no di Sacconi. Bocciato dal Ncd anche ùn secondo tentativo di mediazione del ministro, quello di adottare solo la modifica delle sanzioni (proposta da Sacconi) e quella sul contratto unico (proposta da Romano). Per Sacconi è stato il Pd «a opporsi-alla mediazione di Polett1». Ma Romano attacca: <<Non è stato ilpd a dire di no apole!. ti, a far saltare l'accordo sono stati la sinistra di Damiano e Sacconi. Anzi quando ho visto quest'ultimo mi sono preoccupato e ho capito che sarebbe stato difficile arrivare a una mediazione.. È stato uno scontro ideologico e un anticipo di campàgna elettorale». Damiano respinge l'accusa di un doppio Pd: «Gli emendat-nenti non sono _della sinistra pd, sono sta.ti votati da tutto il partito», <<È stato un compromesso dentro il partito» conferma Spera11za: «il Pd è unito l non c'è nessuna ala estremistid>. il capogruppo democratico è comunque ottimista: <<Il grosso è fatto, le posizioni non sono poi così distanti. Un ulteriore sforzo e si arriverà a un'intesa», E lo stesso Paletti confelma: <<Le distanze non sono incolmabili, ma bisogna fare in fretta;,.>. Clitici i sindacati. Per la egli è stato «un errore la scelta del decreto». Per Luigi Arigeletti (Uil), «bisognerebbe fare in modo che con i contratti a termine, i lavoratori guadagnassero di più che con i contraiti-a tempo indetelminato». E Luigi BonanIÙ (Cisl) attacca: <{Qi..mndo la politica si intromette sui temi del lavoro fa solo pasticci ideologici». Preannunciano battaglia in Senato, le opposi-, zioni; Forza Italia, SeI e Movimento 5 Stelle. 1T~'od&1ìo &"'P~OOJ<Lç"" m,,"w,wa

5 MtRCOlE(l'1 n APRilE 10 I ',7 ~. 'lf do o L Uldmame lazlone del roinistro Poletti '~Apprendistatostile Ue n Impraticabile per la morsa Pd-Ncd l'accordo sui contratti a termine "Allora formazione obbligatoria e meno vincoli sulle as.sunzioni" ROMA, Si prospetta un'ultima mediazione light sul decreto lavoro. Al Senato i mal.'gi~ ni di intervento p~j;' il ministro del Lavoro; Giuliano Paletti, saranno dàvvero ristretti. Comunque il testo.9.òvrà cambiare perché all'interno della Commissione Lavoro di Palazzo Madama, presieduta dali' ex mini~ stl'o Maurizio Sacconi (Ncd),ilPdnonhai voti sufficienti per imporre lasualinèa. C() sa che invece è. a<;caduta alla Camera dove il testo s.ul qùal~ oggi 1'Aula voterà la fidu~ cia è stato aijprovato con il voto cònttarfo del centro destra di Angelino Alfano e l' a~ stensione di Scelta CiVica. E il Pd dovtàcèr~ care di evitare che quello che ieri appariva. unsuccesso,soprattuttodell'areanon-ren~ ziana ( 17 dei 21 membri pd della Commis~ sione Lavoro appartengono alla.minoran~ za), si trasformi al Senato in una vittoria di Pirro. Tanto che Stefano Fassina, esponente dehasinistra del partito, ha messo le ma~ niavanti: «Al Senato servono anche i nostri votiperfarpassaregli emendamenth).1'radotto: nessuno al Senato è autosufficiente. Bisognerà lavorare di fino, come dicono in. molti. Evitare che il deèreto decada visto chei! provvedimento dovrà tornare alla Ca~ mera ed essere convertito in legge entro il 20 maggio. Così non è escluso che alla fine siailpremiermatteorenziablindareuntesto e chiedex:e sì.l quello il voto del Parlamento. Unassaggiodiquestoschema,d'al~ tra parte, al di là del possibile ostruzioni" smodeimovimento5 Stellesi ègià avutoierlilricorsoalvotodifiduciaèancheunmodo per interrompere una discussione che Renzi considera sterile di fronte aidati sulla disoccupazione che in un anno è passata dall'11,8 per cento al 13.per cento. Nello stesso tempo all'attuazione del decreto, che liberalizza il ricorso ai contratti a ter mine e rende più semplice l'utilizzo del~ l'apprendistato, si gioca un pezzo della cre- dibilità del prenrler nel rapporto con i partnereuropei. Poletti ieri ha giocato tutte le carte, forse troppe.jiapropostodiversestradepertrovare un accordo tra il Pd, da una p~~,. e l'n"cd 8 Scelta Civica,dali' altra. È andato.in~ contro alia richie"sta di Sacconi di cori5end.~ re alle imprese la 5cel ta se ricorrere alla for~ mazione pubbli~a o privata pe;r gli a.ppren-. disti,haceduto5ull'ultima.dchiestadell'.èx ministro Cesare Damiano diridlirrè da cin~ queaquattroleproroghédeicontrattìaterw mine. Poi ha accettato (lo chiedeva l'ncd") di trasformare in sanzione peculiiaria a ca-o rico dell'impresa, anziché nell'obbligo ç:li assunzioni a tempo indeterminato, l'eventuale filfo. r~ento del tetto del?o p. er ce!lto. dei contratti a termine sul totaìè dei dipendenti. Infine ha accolto la richiesta di Scelta Civica, condivisa dal Pd, di ~iccli.ite il preambo.lo del decreto con uri richiamo al contratto di inserimento che in Coininis sione non è passato. È ormai cruaro a tutti che quelle quattro moili.fiche non poiranno essere riproposte al Senato. Poletti dovrà restrixlg$re Il c ainpo d'azione. E il terreno più minato è s"enza..:) PERSAPmNtOlPIO "( 1',IWW.I;:)voro.gov.it W\WI.confesercentUt Fassina awerte il governo sulle aperture a centrodestra e Scelta Civica: "Al Senato necessari anche i nostri voti" Corsa contro il tempo per evitare la decadenza del 20 maggio, ma un compromesso pasticciato non supererebbe l'esame di Bruxelles dubbio quello dei contratti a termine perché sono diventati le bandiere dell'una e deu' altra parte: deua sinistra del Pd che teme un' accentuazione ulteriore clelia flessibilità, del centx'o destra per le ragioni esat~ tamente opposte. Di.mque è molto proba bile che la mediazione non la si cercherà nuovamente sui contratti a tempo determinato. Ci si sposterà Slùl' apprendistato dove, in ogni caso, il. testo approvato dalla CommissionediMontecitorioandràrivisto perché rischia dì non superare l' esame del~ la Commissione di Bruxelles. Quel testo, infatti, stabilisce che in mancanza di un pro 'ijetto formativo da parte delle Regioni en~ tra 45 giorni dal contratto, l'imprenditore possafareamenodellaformazione.questo però snaturerebbe il contratto per il quale, e proprio perché c'è la formazione esterna non on the job, sono previsti significativi sgravi contributivi, Dunque poiché è l'eu~ ropa che "ci chiede" dì cambiare il testo, sembra questa la strada meno impervia per la mediazione trai! Pd, l'ncdescelta Civica. Potrebbe saltai'e 1'obbligo della stabi~ lizzazione di una quota di apprendisti e ri tornare l'obbligo della formazione per gli apprendisti. Ritocchi, più che modifiche.

6 PBtataj:(ì.a~5h'ili1:"','" i_',';\"-;,'cò,ì1(i,atir1l',~eil1],ln ;;,:'-">~' i,) '~~~!ìàjh4kari I,fr:~u'sale; - Oocupaziolllil'!' e disoccupazione in Q(o,.. (f."sbraio 2014, DATI DESTAGIONAlIZlATI) Tasso di disoccupazione Tasso di disoccupazione 15~24anni Tasso di irwttività anni... 0 in assoluto (mbraio -io.oo6 +io.òòo -sì.òò6

7 r'if.\ ~'- ~~-, ~ il ~ *;: 'I)' ~ l' ~ 11' '~ tll!! ~ a~j Continua il braccio di ferro del Molise che IL BLOCCO DELLA LI~lEA continua a chiedere di affiancare i binari all'autostrada e liberare area della costa l:a Gfo.1'ZETIA ]I)iELl\IlJEZZOGlIORl'lO Mercoledì 23 aprile WilJ. ' l!jfj L~ '" }"" ~ :".eslna, I: ~ se f"", l~~ ~rena~; «)}.j Retromarcia di Campobasso: «capritclo» che costa 150 mntonte ritardi franco GIULIANO i[i) BARI. La Regione Molise - contrariamente a quanto assicurato pubblicamente dal suo presidente Paolo di Laura Frattura nel corso dell'incontro -organizzato nella redazione dalla Gazzetta -con il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, non ha mantenuto la <<promessa»,6 ieri ha ribadito il suo <<nq» al progetto di Rfi per il raddoppio del tratto ferroviario Termoli-Lesina e la richiesta di affiancare l'opera ferroviaria ati'autostrada. L'ipotesi che il Molise vorrebbe. si realizzasse (oltre ad una galleria, in sostituzione del viadotto previsto) costerebbe non meno di 150 milioni- di euro in più e allungherebbe di molto i tempi dì esecuzione. L'opèra già progettata, invece, è divisa attualmente in tre lotti (ii primo da Lesina a Ripalta (6,5 km) in territorio pugliese; gli altri due lotti, il numero 3 da Ripalta a Campomarino (per 18 km) e da Campomarino a Termoli (altri 6 km) costerebbe 550 milioni di euro e verrebbe ultimata non prima del 2026 (per illotto 3). All'incontro svoltosi ieri a Roma presso il Ministero per le Infrastrutture, hanno partecipato il sottosegretario ai Trasporti, Del Basso De Caro, il capo della Struttura Tecnica di Missione del ministero delle Infrastrutture Ercole Incalza, l'amministratore delegato dì Rh, ìviichele Elia, gli assessori della Regione.Puglia Giovanni Giannini e que)llo della Regione Molise, Pierpaolo Nagni. La decisione passerà ora, cosi come prevede il codice degli appalti pubblici (art..l65 deldll2 aprile 2006, numero 163), al Consiglio superiore dei Lavori pubblici, poi al Cipe, infme al Consiglio dei Ministri che chiederà al Presidente della Repubblica di approvare con decreto il progetto. Anche senza l'assenso del Molise. L'assessore del Molise come egli stesso ha raccontato alla Gazzetta si è detto ({dispiaciuto» per avere dovuto confermare il rifiuto della sua Regione, «perchè -ha spiegato -sono state le comunità ia Pl!OilflESSA!l:incontro organizzato dalla Gazzetta io scorso 26 febbraio tra il presidente della Regione Molise, Paolo _di Laura frattura, il presidente Vendola i due assessori regionali del Molise, Nagni e deua Puglia, Giannini alla presenza del dire'e.1:ore De Tomaso locali ad avercelo chiesto, dopo una serie di incontri pubblici sull'argomento». li Molise, così come aveva ribadito lo scorso 20 febbraio in sede di istruttoria al ConSiglio superiore dei Lavori Pubblici, continua a chiedere che l'opera venga realizzata in affiancamento all'autostrada A14 per un tratto di 3,5 chilometri, fmo a Campomru'mo p~r poi ricongiungersi al tracciato storico poco prima del centro abitato di Termolb). Richiesta questa che libererebbe le aree, attualmente occupate dai bìnari, lungo la costa, e aprirebbe scenari nuovi «per lo sviluppo urbanistico di quei territori». Nel corso dell'incontro di ieri, la Regìone Molise avrebbe confermato di voler rinunciare alla fan~ tasiosa ipotesi di spostamento della stazione di Termoli e <<mantenerla invece, li dove si trova}). L'assessore pugliese -Giannini ha nuovamente richiamato il testo del codice dei lavori pubblici che prevede <qjer un'opera strategica per l'intero Paese il ricorso all'intervento del Capo dello Stato». L'intero iter; comunque, come ha spiegato il dirigente del ministero Incalza dovrà esaurirsi entro il 30 maggio «data ultima per non perdere il finanziamento»). Entro quella data la Regione Molise dovrà predisporre una delibera nella quale chiarire la sua posizione limitatamente ai due lotti che interessano il suo territorio (Termoli-Ripalta) e non il primo lotto (da Ripalta a Lesina, -S,51un, costo 106 mln di euro) nel tratto pugliese. «In teoria - aggiunge Nagni - avremmo potuto esprimere il nostro dissenso sull'intero progetto, ma abbiamo considerato l'importanza dell'opera anche da un punto di vista idrogeologico in quel tratto e liberato cosìillotto che riguardala Pugliro). Nagni in verità sa che la decisione poteva essere presa (come fu ipotizzato nel corso dell'incontro presso il Consiglio dei Lavori Pubblici il20febbraio scorso) anche senza il via libera del Molise. Ma in questo caso sarebbe stato un atto politico non giustificato neppure dagli «interessi legittimi o meno avanzati dalla comunità molisana)}.

8 !Ferfl'il)~ie SuU : Un' "'.,', f ; ; él w1~rco!scl23 Aprite 2014 Cornere del Mezzogiorno Il Clpe e il Governo andranno comunque avanti e l'ultima firma spetterà al presidente della Repubblica: l'ok entro luglio 'A1, \ ll-w,~j 'j ea,,-cù1al~ ca ~. ; ecl lera t\j apo J ~ lana i No definitivo del Molise al raddoppio Ternnoli-Lesmao 1Vla r opera è «strategica» ROMA - Ancora una volta e definitivamente, il Molise ha ribadito la sua contrarietà al progetto "di raddoppio della linea ferroviaria Adriatica nel tratto compreso tra Lesina e Termoli. L'assessore molisano ai Trasporti Pierpaolo Nagni lo ha spiegato ieri nel corso della riunione al ministero di piazza- della Croce rossa, al suo collega pugliese Gianni. Giannini, al sottosegretario Umberto Del Basso De Caro e all'amministratore delegato di Rfi,Michele Elia: lç popolazioni e le amministrazioni in~ teressate dal progetto per i lotti 2 e 3 che insistono sul territorio molisano vogliono che i binari corrano paralleli all'autostrada A14, piuttosto che lungo la costa, per evitare che vengano penalizzati gli msediamenti turistici. A nulla è valso ribadire che il progetto (15 chilometri circa in territorio molisano, poco meno di 20 in territorio pugliese dove si attende il progetto definitivo per il primo lotto) è fondamentale per l'economia meridionale e in particolare per i territori adriatici già penalizzati per non essere serviti dall'alta velocità. L'assessore Nagni ha chiuso ogni discussione e così ora l'ultima parola spetterà alla presidenza della Repubblica, Prima del Quirinale, però) dovrà esprimèrsi il Cipe, che dovrà dare il via libera definitivo al progetto vidimato dal Consiglio superiore dei La VOTI pubblici, quin.di toccherà al Consiglio dei ministri approvare il progetto che, sotto forma di decreto sarà licenziato dal presidente della Repubblica, entro sessanta giorni dal parere _di palazzo C"nigi. In. base a quanto è stato ribadito ieri il raddoppio del tratto dell'adriatica, cioè l'eliminazione del cosiddetto collo di bottiglia' cosi come la linea ferroviaria dell' Alta capacità Ba Ii-Foggia-Napoli sono considerate «opere strategiche» e quindi non solo avranno corsie preferenziali per il reperimento delle risorse necessarie alla loro realizzazione, ma si farà di tutto per accelerfu-ne l'esecuzione; quindi entro maggio la presidenza del Consiglio darà il suo benestare perla Termoli-Lesina e di conseguenza al massimo entro luglio, cioè prima dell' estate, la pratica sarà completata con la firma di Giorgio Napolitano. Paradossalmente si può dire che il no definitivo del Molise alla fine si rivela un acceleratore, perché si sblocca una volta per tutte il groviglio di divieti, problemi tecnici e burocratici e i 106. milioni già pronti possono essere utilizzati subito (l'opera complessivamente costerà 549 milioni): c'è il pericolo concreto che nelle more le risorse possano essere dirottate su altri progetti in attesa di finanziamento. -Invece con il decreto presidenziale - spiega. l'assessore pugliese Giaimini - <<possiamo spendere subito la cifra e questo è un fatto positivo. Tuttavia resta un problema ancora aperto: la ve1ocizzazione della linea Adriatica.indispensabile per il Sud, ma che evidentemente non è nell'interesse principale del Molise, visto il no sulla Tennoli-Lesina». Ma per Giannini la giornata romana di ieri, la riunione al ministero dei!e Infrastrutture - soilecitata dalla Puglia, no~ostante i ponti festivi, perché il 22 era la data stabilita in precedenza - è stata positiva anche sull'altro versante, quello della linea dell'alta capacità Bari -Foggia~Niij5Oli, perché si è aperto-uno spiraglio importante per la soluzione della vertenza che interessa il lotto di lavori compreso tra Bovino e Cervaro, in Capitanata, lavori bloccati da molte settimane da una delle ditte che fanno parte dell' Ati, la Rabbiosi. Entro maggio il ministero dello SViluppo economico con il sottosegretario Del Basso De Caro comunicheranno se è possibile che la capofila dei!' Ati delegbi ad altra azienda dell'associazione temporanea di impresa la realizzazione dei lavori, sostituendo così la Rabbiosi. Se sarà dato parere positivo i lavori potrebbero essere immediatamente ripresi, con gara~1zie.occupazionali per le maestranze. Insomma maggio sarà un mese cruciale per il sistema ferroviario che interessa il Mezzogiorno e non solo la Puglia, perché lungo l'adriatica viaggiano i treni che arrivlliìo dalla Sicilia e dalla Calabria e diretti al Nord. Rosanna lampmgnan~ '" R"J'J«)(>t)w,% Rt"Jl'J~;A Jl binario unico della linea ferroviaria Adriatica tra Termoli e Lesina e, nel riq'uadro, il presidente Giorgio Napolitano Il Tin'illli'l Sull'Alta capacità Bari-Foggia~Napoli si cercherà di riavviare i lavori, sospesi dallo scorso settembre, entro maggio, sostituendo l'azienda Rabbiosi con un'altra dell'ati, senza nuova gara ~A'M~~~;t;;,io/_.&firP i91w:ffzv7rznfi

9 CORRIERE DEL MEZZOGIORNO SUL GARGAl'IO COME A GROTTAGLIE <Ii l'llderico rirro* {y iniziativa assun~ ta dalla Regione di valorizzare il sito aeroportuale di Grottaglie o, già utilizzato dai grandi aerei cargo che caricano le due sezioni di fusoliera del Boeing 787, costruite nel locale stabilimento della Nenia Aermacchi - plllltando alla creazione ili Ima piaitafolma logistica avanzata e eli un 1mb per velivoli senza pilota merita apprezzamento sia per i volumi di investimenti prevedìbili nella realizzazione del progetto, e sia per i risvolti occupazionali che esso comporterà, sia pure in una prospettiva a medio e lungo texmine. Questa specifica metodologia di lavoro della Regione, di promozione attiva cioè dello sviluppo e.non limitata alla erogazione dei soli incentivi, si è sinora orientata in due dire-," zioni: la prima appena de~ scritta, individuando tm'area con vocazione produttiva onnai ben consolidata, come app~u1to il polo aeronautico di Grottaglie, da rafforzare con nuovi investimenti; e la seconda, invece, sollecitando interventi di reindustrializzazione in una zona, come il distretto mm giano del salotto, interessata dalla ristruthrrazione e dal rilan cio della Natuzzi e dalla necessità eli reimpiegarne gli esuberi strutturali in nuove ul1ità <jlziendali, collegate alle sue produzioni o avviabili in comparti cliversi. In questa seconda clirezione, com'è noto, la Regione ha partecipato con 40 milioni di euro al fondo di 100 creato con la Regione Basilicata e il Ministero dello sviluppo economico per incentivare le nuove iniziative industriali, aprendo poi un dialogo operativo con la Federanedo per verificare se aziende ad essa associate possano essere interessate a 10- ealizzarsi sulla Murgia. Ora questa metodologia di lavoro dell'ente potrebbe essere applicata ad al1ti contesti tenitoriali della Puglia ove sia necessario rafforzarne segmenti produttivi già insediati o reindustrializzare aree in grave crisi? lo ritengo di sì, come ad esempio in Capitanata e nel Basso Salento. ' Rimandando ad ;:ùtta occa- I sione tu1 approfondimento su quest'ultimo tellitorio, mi soffermerò sulla provincia di Foggia. In essa - accanto a grandi impianti meccanici di FPT (ex Sofim) ed Nenia Aennacchi, alla Sangalli Vetro, all'istituto Poligrafico e alle Officine delle Fs - sono soprattutto le industrie agroalimentari a costituire il perno dell'apparato manifatturiero locale C0l1 gli stabilimenti C011- servieli di Princes, Futuragri, Iposea, Castellano, Masiello, i pastifici Barilla e Tamma, i Molini De Vita, Sacco e Campanaro, le molte cantine alcune delle quali con marchi orith'ù rinomati, e le ll1dustlie lat-, tiero-caseruie Silac e Conlisco. Se ne potrebbero allora alitane molte altre, operanti - le si cita a titolo esemplificativo -nelle filiere della sru:gelazione e dei precucinati, dei liofilizzati e dei piatti pronti, mentre si potrebbe favorire l'insecliamento di azien- I de che còsiruiscono tecnologie per l'agricoltura e!'industria agroalimentare: dalla trattoristica pesante e leggera alle mietitrebbiatrici, dalle macchine per l'imbottigliamento eli vini e latte alle imbustatrici è molto ampio lo spettro merceologico Iocalizzabile o rafforzabile in Capitanata. ~-... CON:;o;;TI~NU-;-;A~PA""GI"'NA='0 La Capitanata dimenli,cata,-,se:.:cgue DAL~A..I'I1LM~ Insomma, si potrebbe far compiere un vero balzo in avanti strutturale ad un apparato manifatturiero ancol'à ricco di potenzialità espansive che si gioverebbe così dell'apporto di tecnologie e di know-how di imprese del Nord o estere, come accade peraltro per gli altri comparti manifatturieri prima ricordati. Quali soggetti la Regione potrebbe coinvolgere nel disegno di crescita appena delineato? In primo luogo l'università e il Dare, il Distretto agroalimentare che ha proprio a Foggia e nella sua provincia il riferimento più rilevante in Puglia. In secondo lnogo la Federalimentare cui aderiscono le grandi aziende del settore, poi la Federunacoma dei costruttori di macchine agricole, la locale Confindustria, la Camera di Commercio, il Consorzio Asi, l'associazione della Camere di Commercio all'estero - per selezionare possibili investitori stranieri disponibili a valutare insediamenti in 10- co - e Istituti di credito che attraverso i loro canali potrebbero porre in cont"tio imprese esterue con le Istituzioni territoriali. Un percorso di lavoro ben organizzato e ben praticato non mancherebbe di dare i suoi frutti, perché anche la provincia di Foggia - come altre della Puglia - presenta prerequisiti per lo sviluppo e convenienze insediative di assoluto rilievo: ottime vie di comunicazione' imprese di traspolto qualificate e Istituti formativi capaci onnai da molti anni di fonnare lo stato maggiore di un sistema agroalimentare e agroindustriale moderno e competitivo, proprio di una delle più vaste Food Valley del nostro Paese. *docente universitario

10 la GAZZETIAJ)EL~GJ:()R!I!~ r I!WìilllliE IIiIU SINIllìlf:illll PIlilIiiUESE: IIAliiliimNIiiE Il2U%. Il PilIIlliA1f1i NEIiiAT!VIi VA IIUA SIIf:ILnA If:IiIlN Il2,6% La ViI: Puglia seconda in P :" er InCl ; enza.: e a,p, ;overta ~ ~t -, '.~ <\"'- "' [ii: "c.- ~ ,.K;; - "-..._ -' - ~ - _.- ", " «Pesante la fotografia scattata dall'lstat. Se su scala nazionale, nel 2013, oltre l,l milioni di famiglie sono senza reddito da lavoro, oltre la metà di queste risiede nel Mezzogiorno. È qui che, ancora una volta, si soffre maggiormente anche se il fenomeno avanza dappertutto di 18 punti per, centuali sul 2012 e, addirittura, del 56,5% sul Nel Meridione, con 598mila famiglie senza reddito da lavoro dove coloro che sono forza lavoro risultano tutti disoccupati,emerge inesorabilmente la consolidata conferma di un Paese a due velocità: più distante, infatti, il Nord con 343mila famiglie in situazione di difficoltà. Tutto ciò, senza dfmen, ticare i lavoratori che vivono la dura fase di limbo della cassa integrazione e della mobilità, i quali si andrebbero ad aggiungere in caso di cessazione di tale forma di ausilio. Attualmente, solo in Puglia si annoverano, nel complesso, oltre 40mila lavoratori. Con quasi 330mila lavoratori disoc, cupati, di cui 50mila nell'ultimo anno, il clima occupazionale in Puglia è decisamente preoccupante». È quan~ to afferma la Uil Puglia. «Questi indici allarmanti devono far riflettere tutti, in quanto non è possibile che un Paese appartenente al G8, dunque tra le otto principali I potenze economiche del pianeta, pos~ sa far emergere una simile condizione di dramma sociale. E ancora, non si può dimenticare l'alta incidenza della povertà dell,,!- nostra Italia che in Puglia segna il secondo peggior risultato (28,2% contro il triste primato della Sicilia con il 29,6% ). Poi, non è accettabile l'enorme divario tra le diverse aree d'italia». È. quanto commenta Aldo Pugliese, segretmio generale deila Ui} di Puglia e di Bari. «Affinché si verifichino le condizioni per- crescita ed occupazione - prosegue Pugliese - è necessario passare inevitabilmente attraverso il fattore trainante del Mezzogiorno. Non è possibile che vi sia tale distanza rispetto al Nord Italia. Solo con politiche di integrazione e coesione territoriale si potrà ridare linfa e slancio alla nostra economia. Pertanto, Governo ed Enti locali devono compiere interventi strutturali mirati a qualificare il territorio e in grado di dare continuità alle enormi qualità del Mezzogiorno, anche grazie all'apertura di piccoli e medi cantieri».

11 IU I 11 -:: 1]:10:."8\ N1A r wfil\, $l.",,g~, U,fii,. 6~~. Ilìl p. irfu\ ììi ~~c "&.&n fu I!ì ti!~;~p'~ ~1!ì l!&fìlkf!lna~u LA CAPITANATA PERDE RISORSE 'f:.!~ '''.Fifl,!'Il j'j. '1\'5'\\. Iii, ""!'Il' h"'.' 5'\\! & U~~ti U ~lti!n~~ylk.y Le produzioni che potrebbero perdere gli aiuti accoppiati rappresentano il {(core business» dell'economia agricola locale " p t,\\ ~ lw'. "'.!Rl"'''''S''''c '"Oi ":~ -<.ii;. f.j r 't,h",~'c"r"'" fk> \1""- 'L h "... 1" ì!a GAZZETIA i\)!ellmfzz!lg!!lrn!l Mercoledì 23 aprile 2~13: ~ ~.. (.\t;~- '<0~.~&" ili-j1ik!.l~tk,j"~ Spagna e Portogallo ripristinano il premio sul pomodoro, l'italia lo elimina, Mercuri (Fedagri): {(Ora il ministero deve ripensarcì» Vi ne trattative c Pomodoro e barbabietola senza più aiuti: confronto Regione~mtntstero per farh rientrare MASSiMO Cominciano oggi le «grandi manovre» per recu~ perare i «resti» della Pac, ovvero quei margini di ma.. novra concessi agli stati membri (circa 700 milioni di euro all'italia), per armoniz~ zare la politica agricola comune su base.' nazionale. E dunque spazio'a qualche correttivo, tenuto conto che 'con le somme a disposizione nòn si potrà far tutto. La riforma, ìnfatti, non smette di risérvare sorprese agli agricoltori meridionali e in particolar modo agli oltre 30mila foggiani che aspettano 1'ora «x}) (1 gennaio 2015) con il fiato sospeso. Le produzioni a.rischio tagli rappreséntano, infatti, proprio il core business dell'economia agricola provinciale: pomodoro, barbabietola da zucchero e grano duro (anche se su quest'ultimo c'è una via d'uscita, vedremo poi). Stamane al ministero dell' Agricoltura è previsto un vertice tecnico con i funzionari delle regioni per esaminare caso per caso le misure da affrontare. Per la Puglia l'assessore Fabrizio Nardoni (coordinatore degli assessori regionali), ha assicurato un «confronto serrato sul pomodoro, una produzione troppo importante per la nostra regione», Quali correttivi allora? Sul pomodoro gli agricoltori sollecitano il ripristino dell'aiuto accoppiato, cioè direttamente legato alla produzione. Una contrìbuzione che l'unione europea aveva riformato nel 2004 riconoscendo un premio all'azienda su base storica (misura che penalizza le nuove imprese). Adesso però il ritor-no all'aiuto accoppiato viene visto come uno strumento di difesa per arginare la prevedibile offensiva di Spagna e Portogallo sui mercati esteri, due paesi a forte vocazione che non abbandonerarmo l'aiuto accoppiato. Altro correttivo invocato dalle imprese agricole è sulla donato questa produzione, Oggila barbabietola gode di un aiuto accoppiato eli 350 euro a ettaro che i pro barbabietola da zucchero: il bacino foggiano, circa 2mila ettari, resta il più importante in Puglia' anche se la chiu sura dello zuccherificio di Foggia (2005) e 1'andamento a scartamento ridotto di quello di Termoli, scoraggiano i produttori molti dei quali hanno abbanma in questo caso viene previsto dall'de un escamotage: un finanziamento diretto alle proteaginose (favino, pisello proteico, girasole al Sud) ovvero quelle coltivazioni impiegate per le rotazioni colturali il cosiddetto «maggese)}. llfinanziamento alla produzione, in quest'ultimo =====-, ~= NA~ir»ijNu "li pomodoro produzione troppo importante per la nostra regione» caso, viene autorizzato fino al 40% della superficie dedicata. Ed è una misura che non spaventa i produttori vorrebbero veder duttori agriallineato al plusvalore di coli foggiani. mercato sul prezzo dello zuc- Ora la trattativa-bis Regiochero. Ma se viene meno anche il sostegno accoppiato ni-governo prevede fino al 15 maggio (la data indicata per (l'artico 38 del nuovo rego- la chiusura del negoziato) allamento sui pagamenti di meno due tavoli specifici tra retti), per la barbabietola fog- gli assessori e il ministro giana sarebbe il de profun~ dis. Martina, Un confronto par ticolarmente atteso dalle or Quanto al grano duro, l'im- ganizzazioni agricole. Che tipianto della riforma prevede po di riforma agricola può anche qui l'eliminazione venir fuori? «Su pomodoro da dell'aiuto alla' proquzione, ",-industria e barbabietola da zucchero non possiamo rinunciare all'aiuto accoppiato - risponde Giorgio Mercuri, presidente nazionale di Fedagri - altrimenti l'italia su rischia di diventare poco competitiva rispetto agli altri paesi europei. In particolare dobbiamo evitare sul pomo~ doro quanto è già accaduto con l'olio extravergine, con le migliaia di quintali di olio spagnolo e greco che hanno invaso i nostri mercati, Anche sulla barbabietola riteniamo fondamentale l'aiuto accoppiato senza del quale, specie al Sud, la coltivazione rischia di scomparire dai nostri campi e parliamo di una coltivazione che ha Jatto la storia dell'agricoltura specie in Capitanata}). Condivide la politica di ri. forma di aumento degli aiuti accoppiati anche il Copagri di Capitanata, «ma siamofortemente preoccupati ~ dice il presidente Luigi 1nneo - per l'attuazione che si propone}). «Gli aiuti accoppiati - aggiunge Inneo - sono gestiti dall'articolo 68 del regolamento CE 73/2009 e svolgono un ruolo di sostegno per le nostre produzioni di qualità: olio e grano, che in questo momento attraversano gro~s~." se dlificoltà economiche. Condividiamo, pertanto, la volontà di aumentare l'aiuto per il primo pilastro (gli aiuti accoppiati direttamente agli agricoltori), ma siamo fortemente preoccupati per l'attuazione che si propone. Pomodoro da industria e barbabietola, due coltivazioni fondamentali per la Capitanata, sono stati completamente dimenticati nella ripartizione delle risorse per i premi accoppiati, La griglia degli aiuti accoppiati conclude il Copagri - che il ministero continua a proporre è da rimettere in discussione. Anche il grano duro viene escluso nell'ipotesi di ripartizione degli aiuti accoppiati a favore di colza, girasole, soia tutt'altro che produzioni preminenti del nostro territorio»),

12 , MongieUo: «Anche sulyolio pesanti «L'olivlcoltura vale più della produzione di soia e deve ottenere più fondi nella programmazione territoriale della Pac», Lo afferma l'ono Golomba Mongiello, componente della commis:;>ione Agricoltura della Camera. «E' apprezzabile -aggiunge -lo sforzo che U ministro Martina e la sua struttura tecnica staiillo compiendo per cobnare il ritardo accumulato rispetto a questo strategico adempimento e sostengano gli sforzi che il Parlamento e le organizzazioni produttive stanno compiendo per salvaguardarne i peculiari orientamenti alla qualità. Ma per farlo - rileva la parlamentare è necessario modificare radicalmente la griglia di aiuti accoppiati predisposta, perché le scelte fatte fino ad oggi non sono condivisi~ bili». Stùl'olivicoltura emerge un atteggiamento contraddittorio: è «positiva>), per l'ono MongÌello, la de- P'D l,' ono Mmigiello stinazione di aiuti SOlO alle regioni con Sau olivicola superiore al 25 % del totale; ma è considerata del tutto «negativa» la proposta di aiuto indifferenziato agli oliveti prescindendo dalla qualità della produzione, quindi dai suoi costi effettivi. «E' inammissibile. sintetizza la deputata del Partito democratico -che un ettaro di olivo che produce extravergine ottenga lo stesso sostegno di un ettaro di oliveto destinato ad olio lampante».. «E' importante chiudere la struuurazione nazionale dena Pac non oltre il 15 maggio - conclude Colomba MongieJlo - ancora più importante è non sperperare le risorse utili al rilando dell'agricoltura e alla valorizzazione delle produzioni tipiche del Sud».

13 la GAZlJETI:/.\. DlElLMfZZOGi[ORNO """,."':"'" '= Merco!~; aprile 2014 PER 11/11\11\10 ATTESO il ~isbrigi! OmE P~OCEDIJRE D'ARRiVO DEL VOLO RIEIilTRIIT!J DilUII BOSl\!ill DìIJlPI!ESIl IEII! Si È 1'IIRUITO 1)1 F~III\1CiiISil\!ffl. i~ 2 ili Ul'H1i iitll'wsw1l1l Un P orussea la partenza dei pellegrini L~gali~~ e svilu~po del commerc!o «Bloccati due ore al Gino Lisa solo per superare il varco della Dogana» CIclo di lncontn In Proteste e qualche disguido dì troppo per i passeggeri del secondo volo progranrrnato dal tour operator GTours, decollato la sera di lunedì scorso dal' Gino Lisa per raggiungere l'aeroporto di Sarajevo a bordo dell'aereo della compagnia Bh AirUnes. I circa sessanta pellegrini diretti a Medju DISSERVIZi Il Gino ~lsa gorjue, sarebbero stati infatti obbligati a sostare due ore in aerostazione, causa formalità burocratiche e probabilmente a qualche problema organizzativo (del tutto legittimo per lilla scalo senza voli) del personale addetto ai controlli. In particolare le proteste si sono concentrate sugli addetti della Dogana che hanno ultimato le procedure relative ai passeg geri del volo rientrato da Sarajevo, prima di esaminare i documenti dei passeggeri in partenza. li volo appena rientrato era partito 17 aprile scorso, diretto nella capitale bosniaca. I passeggeri poi avevano raggiun to il santuario di lviedjugorie (circa due ore) in pullman. «li volo -spiega il tour operator Filippo Gugliehni, rientrato con i passeggeri del prin19 aereo - è partito con -due ore circa di ritardo perché la Dogana ha controllato prima i documenti degli arrivi e solo dopo si è spostata nell'area partenze. I pellegrini sono adesso molto arrabbiati con la nostra organizzazione per aver accumulato due ore di ritardo sulla tabella di marcia. Sono così arrivati a Medjugorje da Sarajevo dopo la mezzanotte: e pensare - rileva GuglieJmi - che i passeggeri si erano recati ai Gino Lisa con due ore di anticipo proprio per effettuare il ceck-in e il controllo di sicurezza e documenti nell'area di sicurezza nei tempi previsti. Una premura va nificata dai funzionari della Proseguono gli incontri sulla divulgazione della cultura commerciale in Capitanata promossi dal Cat della Co:hfesercenti Foggia nell'ambito del programma attuativo della Regione Puglia. Tre gli appuntamenti programmati alle ore presso la sala conferenze dell'associazione imprenditoriale di via Manfredonia e realizzati in collaborazione con "Impresa Donna", SOS Impresa e Federazione italiana franchising. Ierksecondo incontro, si discusso dì "franchising" con Alfonso Ferrara, vi. cepresidente regionale della Confesercenti Puglia. TI ciclo di incontri terminerà il 29 aprile, quando si affronterà ii tema relativo a "Diffusione della legalità per lo sviluppo del commercio e difesa dall'usura e dal racket" con la presenza di Pippo Cavaliere, presidente della Fondazione "Buon Samaritano" nonchè assessore comunale alle Attività produttive. «Un percorso di avvicinamento alla cultura commerciale per meglio conoscere i dìritti e le opportunità a disposizione del settore. Temi già affrontati nelle prime tre tappe del ciclo informa una nota - quando si è parlato di "Nuova disciplina regionale del Commercio e Sviluppo del Due" con Franco Granata, d-irettore della Confesercentì Foggia, "Promozione di Impresa D01ma e Pari opportunità" con Teresa Musacchio, prestrlente regionale di "Impresa D01ll1a" della Confesercenti, e "Applicazione del Codice di Consumo" con Luana Di Laura, dottoressa in legge».

14 e la GAZZEFA DELMl'ZZOGlORNO l'iler~oled~ 23 aprile 2014 =~.=J ~n~1 CHI HA :.; l<:'1b w,,1,:)l>/hj!l;m~ In bilancio previsti due milioni e mezzo. Il costo al gestore di ultima istanza superiore del 30% rispetto al libero mercato Il Comune poteva utilizzare!'intesa con l'azienda di Trani per l'acquisto di energia elettrica. Ad Am servi ce la verifica delle utenze Utenze elettriche sanga t t a d a 8 9 ','.ml"onl per le casse comunali Lente costretto a pagare ad Eracom in assenza dell'affidamento del servizio FlIJPPO TI futuro sindaco di Foggia, ed ovviamente i cittadini, avranno in eredità un debito fuori bilancio di 9,8 milioni di euro da pagare all'eracom come gestore di ultima istanza dell'energia elettrica. E questo perché 1'Amministrazione comunale in cinque anni non èriuscitaad affidare la gara d'appalto per la gestione del servizio di energia elettrica che comprende anche il pagamento dellè utenze. Un «botto» inatteso ma non imprevisto sela tecnostrutturanelsuocomplesso-dai lavori pubblici alla ragioneria per fmire all'ufficio contratti -non dialoga o dialoga evidéntemente poco. La previsione di spesa per questo settore, infatti, ammonta a due milioni e. mezzo di euro, ma con qualèhe decina di migliaia di euro in più sulla cìfra posta a base d'asta per l'assegnazione dell'appalto forse ci sarebbe stata qualche risposta positiva da parte delle aziende interessate (che avrebbero dovuto prendere in dotazione anche il personale lasciato a casa-dall'ex Acea) e lo squilibrio tra quanto previsto per questo servizio e quello che si dovrà invece pagare adesso sarebbe stato più contenuto. Di sicuro si sarebbe risparmiato qualche milione di euro. Stilla vicenda per il momento non ci sono versioni ufficiali ma soltanto voci ed indiscrezioni, anche se- confermate dalle <<notifiche» arrivate a Palazzo di città. TI Comune per correre ai ripari ha così deciso di assegnare nelle scorse settimane una ricerca-controllo alla AM service, la società in «house» dell'amgas presiedura da Massimo Russo che si occupa di ve- EfiìERelA ;:LE"nR~:t \ Slangala da cinque milioni per il consumo dei Comune di Foggia riflche degli impianti. -Toccherà alla 50- cietàdi viale Manfredifornire una serie di elementi per assumere decisioni per il futuro. E pensare che proprio ad Amgas, qualche anno fa, fu presentata la <~oint ventures» tra Amgas Blu e Amet di Trani per 1ll1a combinazione tra vendita di gas metano ed energia elettrica. Perché il ComlUle non ha utilizzato questa corsia non si capisce, ma farebbe bene a spiegarlo visto che il pagamento clell'energia al gestore di ultima istanza è superiore de130% alle normali forniture sul libero mercato. "

15 ~ mercoledì 23 aprile 2014 { Bari} Criminalità organizzata e nuovi schiavi de! terzo millennio: eventi e dibattiti sul tema La marcia perla legalità: la Carovana Internazionale Antimafie arriva in Puglia Arma Denirmo,{ nuovi schiavi, In cammino contro la tratta degli esseri umani". E' questo il tema della Carovana Antimafic 2014 presentata ieri a Bari proprio sulla sede dell'aroi, bene confiscato alla mafia. I..:evCllto ha preso il via il 7 aprile da Roma, e passa per la Puglia in questi giorni, fino al 1 maggio. I furgoni della Carovana andranno in giro per la Regione, passando attraverso tutte le sei Province. Gli eventi organizzati saranno 1'occasione per discutere di uno dei maggiori problemi del Paese: la criminalità organizzata e le sue vittime. il territorio pugliese sarà dunque tappa di un percorso fisico che durante l'anno sì snoderà attraverso tutta l'italia, arrìvando a toccare anche le altre regioni "Le mafie sono un fenomeno globalizzato. Perciò anche noi dobbiamo essere una rete globale", ha commentato Alessandro Cobianchi, coordinatore nazionale Carovana antimafie e l'efereute regionale 'Libera Puglia', e pel' questa ragione la carovana da ottobre andrà anche in giro per l'europa, terminando in Francia., Argomento principale dègli incontri in programma sarà la schiavitù del Terzo Millennio: "una piaga che colpisce particolarmente la realtà italiana", come ha sottolineato Maddalena GissL segretaria USI Cisl Puglia e Basilicata. Le vittime principali della criminalità organizzata sono oggi i migranti Ma in generale tutti i lavoratori che operano senza adeguate misure di sicurezza o in condizioni di precar~età. id centro dei dibattiti troverà ovviamente posto la questione' dei beni espropriati alle mafie e del loro riutilizzo per evitare che cadano in uno stato di abbandono. "Certo è che in Puglia e in generale in ogni territorio toccato dalla Carovana, non si faranno dibattiti sulla mafia cìnematograficamente intesa. Si affronteranno piuttosto i proble.mi specifici di ogni territorio e il peso della criminalità su di esso", ha commentato ancora Cobianchi. TI primo incontro dì questa tranche pugliese è il 22 aprile a Mottola con proiezioni, incontri con studenti e l'inaugurazione di una mostra dedicata a Peppino Impastato. Si proseguirà poi con l'arrivo dei Carovanieri e con altre iniziative a Palagianello, Bar~ Martina Franca, Bisceglie, Santeramo in Colle, Barletta, Gravina, San Severo, Bitonto, Brindisi, Molfetta, Trinitapoli e Minervjno Murge. "La tappa pugliese avviene in concomitanza con un periodo pal'ticolare che comprende le due date significative del 25 aprile e del i maggio", ha sottolineato Cobianchi. - "Ogni incontro è importante ma alcuni sono particolari. Quello del 24 aprile a Bari che sarà diverso perché avverrà in un luogo chiuso, con uno show case, acustico di Daniele Maglie e Fabula Rasa. Queili del 25 aprile in cui la Carovana si unirà ai cortei in ricordo della lotta dei partigiani. La visita del 30 aprile all'azienda 'Dimo~ ra dei Templari' di Gravina, sequestrata alla,criminalità organizzata. E infine gli incontri del 1 maggio in cui al centro dell'attenzione ci sarà ovviamente il lavoro". Lasciata la Puglia, il percorso contro le mafie proseguirà per l'italia e si concluderà a giugno in Sicilia. "il viaggio della Carovana serve -a sancire un'idea di collettivo, di un insieme di soggetti che vogliono tutti una realtà più legale", ha commentato, in conclusione, Antonella MOl'ga segretaria Cgll Puglia.

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