FANGO E TERRA PER LA TUA PUBBLICITÀ PROSSIMA USCITA 19 NOVEMBRE MUNICIPIO TOR BELLA MONACA PANTANO OSA DA PAG. 8 A PAG.

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1 IL PERIODICO DELL EST ROMANO Quindicinale d informazione, attualità e cultura registrato presso il Tribunale di Roma num. 30/2008 del 25/01/ anno IV num 17-5 novembre ,00 MUNICIPIO POLEMICHE SUL PIANO CASA. CHI DICE CHE SARÀ UN PIANO PER I PALAZZINARI E CHI INVECE LO VEDE COME UN OPPORTUNITÀ PER IL TERRITORIO. METRO C FUORI DAL DOSSIER OLIMPICO. CONTINUANO LE GUERRE INTESTINE NEL PAR- TITO DEMOCRATICO. OSA DA PAGINA 2 A 7 DA 30 ANNI I CITTADINI DEL QUARTIERE VIV- NO SENZA ACQUA POTABILE, SENZA ILLUMI- NAZIONE PUBBLICA E SENZA STRADE. SONO OLTRE 200 FAMIGLIE CHE GURANO DI NON AVER MAI VISTO UN INTERVENTO DEL MUNICIPIO. È COME SE NON ESISTESSIMO. A PAGINA 12 TOR BELLA MONACA L ULTIMO SALUTO A VINCENZO PAMPINELLA, PERSONAGGIO STORICO DELLA BORGATA. È STATO FONDATORE E PRESIDENTE DEL CO- MITATO DI QUARTIERE E PROTAGONISTA DI MILLE BATTAGLIE. LO RICORDANO I SUOI AMICI PIÙ CARI. PANTANO A PAGINA 21 FOTO DI CRISTINA CORI ARRIVA UN NUOVO CENTRO DI PERMANENZA TEMPORANEA A VIA PONTE PANTANO. OSPITI DECINE DI IMMIGRATI PROVENIENTI DAL NORD AFRICA. MUNICIPIO E COMUNE BYPASSATI DA UN DE- CRETO DEL MINISTERO DEGLI INTERNI. FANGO E TERRA DISCARICA CORCOLLE - SAN VITTORINO. INTORNO ALL AREA INDIVIDUATA COME SITO PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIU- TI, CONVIVONO DIVERSE ANIME. C È CHI QUELLA TERRA LA VEDE COME UN VALORE AGGIUNTO, COLTIVANDOLA CON IL SUDO- RE DELLA FRONTE. MA C È ANCHE CHI, QUELLA STESSA TERRA, LA STA TRASFORMANDO IN PURO FANGO, CON L OBIETTIVO DI PERSEGUIRE I PROPRI INTERESSI. ALLA FACCIA DELLA NATURA, DELLA STORIA E DI COLORO CHE LA AMANO. DA PAG. 8 A PAG. 11 A PAGINA 29 PER LA TUA PUBBLICITÀ PROSSIMA USCITA 19 NOVEMBRE

2 2 A NUMERO 17 ANNO IV vevano ragione gli esponenti dell'opposizione che ieri gridavano al piano dei cosiddetti palazzinari; da oggi il Piano Casa non è destinato alle famiglie e ai territori ma solo ai costruttori". E' con questa frase che Renata Polverini ammette che il famoso articolo 3/ter, uno di quelli rimasti in piedi dopo l'impugnazione del Piano Casa della Regione Lazio da parte del Governo, è un regalo ai cementificatori di turno. L'articolo 3/ter del Piano Casa della Polverini è quello che porterà nuovi abitanti a Colle degli Abeti su aree da destinare a parchi, scuole, servizi. Quello che consente, "nelle aree edificabili libere con destinazione non residenziale nell'ambito dei piani e programmi attuativi, la realizzazione di immobili ad uso residenziale entro il limite di 10mila metri quadrati di superficie utile lorda". Immobili di cui il 30% è da destinare alla "locazione con canone calmierato per l'edilizia sociale". Consentendo il cambio di destinazione d'uso delle aree (da non residenziale a residenziale), la legge regalerà, secondo 'La Repubblica', un milione 200mila metri cubi ai costruttori romani. Il tutto a discapito delle infrastrutture e dei servizi essenziali. Ovviamente gli aumenti di cubature non sono in centro, ma sempre nelle periferie, in zone dove in alcuni casi non si riesce ancora a far arrivare l'acqua alle abitazioni. Zone che avrebbero bisogno prima di tutto di infrastrutture, servizi. Di strade, parchi, scuole, e non di altre 1200 persone con cui condividere il loro perenne disagio. Lo scorso 24 ottobre il governo, su iniziativa dei ministri Galan e Prestigiacomo, ha deciso di impugnare il Piano Casa della Regione Lazio. E magari qualcuno, a Colle degli Abeti, leggendo i titoli di giornale si sarà illuso. Ma l'articolo 3/ter, quello che scardina le destinazioni d'uso, resta, perchè il governo ha impugnato solo alcune MUNICIPIO UN PIANO PER PALAZZINARI PAROLA DELLA POLVERINI. DOPO CHE IL GOVERNO HA IMPUGNATO IL SUO PIANO CASA NEL- LA PARTE RELATIVA A VINCOLI AMBIENTALI, PAESAGGISTICI, E ALLE NORME SULLA SANATO- RIA, LA GOVERNATRICE DEL LAZIO DICE CHE ORA IL PIANO CASA SERVE SOLO AI COSTRUT- TORI. CON BUONA PACE DEI CITTADINI CHE PROTESTANO CONTRO GLI AUMENTI DI CUBATU- RE, CHE FINO AD OGGI SI ERANO SENTITI RACCONTARE TUTT'ALTRA STORIA. parti della legge. Nell'impugnativa tre sono i motivi riportati: pianificazione paesaggistica, tutela delle aree naturali protette e norme in materia di sanatoria straordinaria degli abusi edilizi. La parte contestata da Galan, oltre alle sanatorie, è quella che, in deroga ai piani paesistici, permette di realizzare in aree vincolate piste da sci, porti turistici, impianti sportivi, strutture alberghiere. La Polverini ha fatto ferro e fuoco per un giorno, attaccando Galan e Berlusconi, "ostile al Lazio". C'è stato l'indecente giochino dei dieci assessori regionali che si sono dimessi per protesta e poi hanno ripreso le loro deleghe il giorno dopo, quando la Polverini si è ammansita dopo l'incontro rassicurante con il segretario del Pdl Alfano. Il Presidente della Commissione Urbanistica di Roma, Marco Di Cosimo, è dalla parte della Polverini, e rassicura (?) i cittadini interessati dagli aumenti di cubature. "Il Piano Casa entrerà in vigore in tutte le sue norme, eccetto quelle impugnate dal governo. Secondo me i due ministri dovevano agire diversamente: quella legge era il frutto d un buon lavoro, al massimo dovevano confrontarsi, fare riunioni, e non alimentare il dibattito sui giornali". La legge resta dunque, mentre la parte impugnata va alla Corte Costituzionale che si esprimerà entro un anno. Resta l'articolo 3/ter soprattutto, e resta la Polverini, che, parlando di "un piano casa destinato solo ai costruttori", ammette di aver preso in giro tutti, assieme ad Alemanno. Altro che "occasione di sviluppo", "con le nuove case si accelerano anche le opere di urbanizzazione e i servizi". Solo un regalo ai costruttori. DAVIDE LOMBARDI "CON QUESTA LEGGE, PARTICOLARE ATTENZIONE ALL'EDILIZIA SOCIALE" LUCIANO CIOCCHETTI, VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO, OSPITE AL S.I.D.I., ILLUSTRA IL "PIANO CASA". ANCORA CEMEN- TO SUL TERRITORIO. i discute di Piano casa al SIDI il 21 ottobre. Presenta la nuova Slegge Luciano Ciocchetti, vicepresidente Regione Lazio. "Si tratta di un testo che mostra una particolare attenzione all'edilizia sociale, stabilendo delle direttive nell'ambito delle nuove costruzioni abitative in modo che tutte le unità permettano la fruibilità a soggetti sia disabili che normodotati". Il cuore pulsante della legge sarebbe "il tentativo di dare una risposta diversa all'emergenza abitativa" attraverso un "programma di edilizia residenziale pubblica che sia una risposta a chi ha problemi reddituali: studenti, giovani coppie, famiglie". Uno strumento strutturale secondo Ciocchetti, che "inibisce lo spreco di aree libere e valorizza zone dove è già stata prevista urbanizzazione". Roma ha bisogno di circa 30mila alloggi da destinare all'edilizia sociale, a quella agevolata, all'housing sociale, all'edilizia universitaria. Le manovre previste consentirebbero di poter mettere in campo una serie di azioni che porterebbero al raggiungimento dell'obiettivo. Il vicepresidente prevede che questa legge porti alla nascita di "quartieri integrati, caratterizzati da edilizia privata, sociale, agevolata, in modo da ostacolare la formazione di ghetti, per uscire da una situazione di emergenza cronica". Si tenta di unire così una missione sociale, quella di creare alloggi "pubblici", a interessi privati: si fornisce la possibilità di aumento di cubature private a patto di una cessione di una percentuale delle stesse al comune, sulle quali il Comune programmerà il suo piano di edilizia residenziale sociale, così composto: sovvenzionata, agevolata, housing sociale, residenze universitarie. Inoltre la legge prevede la possibilità di conversione della destinazione d'uso di immobili non residenziali con metodo facilitato, senza passare per varianti urbanistiche; sempre a patto della cessione di parte del prodotto sotto forma abitazioni a canone calmierato messe a disposizione del comune. Durante la fase attuativa "saranno garantiti gli standard dei servizi di urbanizzazione primaria e secondaria e imposto il rispetto delle regole architettoniche". Tutto questo a fronte di interventi privati di aumento delle cubature edificabili e conversioni d'uso. Secondo una stima di Ciocchetti, "se solo il tre per cento degli aventi diritto effettueranno un ampliamento ci sarà un miliardo e trecento milioni di investimenti e 21mila posti di lavoro nell'edilizia": questa legge consentirà l'apertura di migliaia di piccoli cantieri. Si spera non si tratti della solita amara pillola addolcita con promesse e buone intenzioni, anche se, stando a quanto già rilevato, le insidie che nasconde potrebbero essere diverse. LUCIA BRAICO ROMOLO BIFERI TRA MASTERPLAN E PIANO CASA urante la presentazione del Piano Ca- regionale da parte del Vicepresiden- Dsa te Ciocchetti, abbiamo chiesto al presidente della commissione Masterplan cosa ne pensa a riguardo. Che ne pensa del Piano Casa? Per quello che ho potuto constatare, e al di là delle varie dichiarazioni speculative, questa legge ha accolto una serie di indicazioni dal punto di vista sociale, inglobandole in un discorso che ne fa una discreta legge, che ha finalmente ammesso alcuni abusi che sono all'ordine del giorno: la verandina, l'appartamentino che si allarga, il locale nel giardino accanto. Di certo ha rimosso delle criticità che l'amministrazione non avrebbe mai potuto sanare, anche se naturalmente ci sarà chi ci speculerà sopra. Quali sono gli aspetti più rilevanti? Certamente la riattivazione di quell'attività consolidata che è l'edilizia nel Lazio, anche se bisognerebbe puntare su altro per rilanciare l'economia. Quindi è poco ma sicuro che ci si fionderanno i soliti noti. Tuttavia è una legge che se ben applicata riverserà a cascata i suoi effetti sull'economia locale, in maniera rilevante. Un aspetto positivo, anche se io resto innamorato del verde, della campagna. Hanno promesso di non toccarlo il verde All'interno dei cosiddetti piani di riqualificazione urbanistica, quello di TBM è molto grande, e include una vasta superficie di aree non edificate, che secondo la legge saranno conservate. Non verranno toccate né campagne, né aree rurali del territorio comunale. Quale potrebbe essere l'effetto più immediato, oltre l'aumento delle cubature? Una semplificazione delle norme che sicuramente lascerà a bocca asciutta qualche funzionario abituato ad andare alle Bahamas alle spalle di costruttori compiacenti. Dunque è un buona legge? Come ho detto individua una serie di abusi consolidati che, in questo modo, verranno quanto meno definiti all'interno di una normativa che permette di tenere sotto controllo il fenomeno. Hanno arginato tutto scegliendo il male minore. In questo modo forse verranno calmierati anche i prezzi e potrebbe sgonfiarsi la bolla speculativa del mercato immobiliare romano. Come si concilia il Piano Casa con il Master Plan? I miei dubbi su questa legge sono proprio su quale sarà l'impatto attuativo sul progetto Master Plan del Comune di Roma. Sicuramente questo subirà delle limitazioni che verranno imposte da una legge regionale, e non potrà essere altrimenti: la Regione legifera, il Comune amministra. E a proposito del Master Plan, commenti? Ho una specie di rammarico in relazione a questo. Il concetto di partecipazione per me è molto allargato, ma nonostante la mia apertura e il mio invito alla partecipazione, dichiarati a luglio dalla commissione che presiedo, nei confronti dei cittadini, purtroppo non è arrivato neanche un riscontro. LUCIA BRAICO

3 MUNICIPIO NUMERO 17 ANNO IV 3 Metro C fuori dal dossier olimpico L a Metro C è stata esclusa dal dossier olimpico presentato dal Comitato Promotore. La notizia, anticipata da 'La Repubblica', ha scatenato polemiche e reazioni. Il tratto San Giovanni - Farnesina non sarà pronto neanche per il 2020, a quanto pare. E se Alemanno parla di "polemiche strumentali e stupidaggini", assicura che "la Metro C si farà" e che "è stata esclusa dal dossier perchè non è un'opera fondamentale per le Olimpiadi". Possiamo sommessamente far notare al sindaco che nel dossier presentato un anno e mezzo fa, quando Roma se la giocava con Venezia per diventare la città italiana candidata ai Giochi, la Metro C nel dossier c'era. Anche il Presidente della Commissione Urbanistica Di Cosimo è sulla stessa linea del sindaco:"abbiamo solo snellito il dossier, e lavorato sulle opere fondamentali per le Olimpiadi. La Metro C non lo è". Tuttavia è lo stesso Alemanno a tradirsi in qualche modo, e far capire che i soldi non ci sono. Lo fa quando dice che "la Metro C si farà coi soldi statali, poi per l'ultimo tratto ricorreremo al project financing". Ai privati dunque: soldi per completare la tratta da San Giovanni in poi non ce ne sono. Il segretario romano del Pd Marco Miccoli ci dice che "lo snellimento del dossier è solo una scusa del sindaco. La realtà è che non ci sono i soldi e Alemanno non vuole alzare la testa davanti al governo e alla Regione per farseli dare". Polemico anche il segretario Pd dell' VIII Andrea Sgrulletti. "Questa notizia per noi è un disastro. La cosa più importante non è il tratto fino all'alessandrino, non c'è un effettivo vantaggio per il territorio. L'arrivo a San SCATENA FORTI REAZIONI LA DECISIONE DI ESCLUDERE LA METRO C DAL DOSSIER OLIMPI- CO. "SOLO POLEMICHE STRUMENTALI" PER ALEMANNO, MA A QUANTO PARE DA SAN GIO- VANNI IN POI NON CI SONO I SOLDI PER REALIZZARLA. E LO STESSO SINDACO DELLA CAPI- TALE APRE AI PRIVATI. na denuncia pesante, un comunicato che Unon lascia spazio a repliche. Ed in effetti nessuna replica è arrivata da parte di Metro C s.p.a. Fenea Uil, Filca Cisl e Filea Cgil esprimono tutto il loro disappunto. Durante le varie assemblee promosse dai sindacati nei cantieri dove si realizza la Metro C, "è stato riscontrato un consistente ricorso a contratti atipici, a tempo determinato e l'utilizzo improprio dell'istituto del distacco. Per rispettare i tempi di consegna i lavoratori vengono sottoposti a turni di orari di lavoro massacranti fuori da ogni norma contrattuale e di legge". Anche 12 ore al giorno, denunciano i sindacati. Tutto ciò, prosegue il comunicato, "avviene in palese violazione a tutti i protocolli siglati da Metro C con le organizzazioni sindacali". Ci sarebbero anche imprese Giovanni può essere un primo momento importante. Ma il vero obiettivo deve essere realizzarla tutta, e portare i cittadini dell'viii dall'altra parte della città". Insomma: solo una volta completata la Metro C potrà davvero essere utile ai cittadini dell' VIII. "Sarebbe un'ottima cosa sia per i tanti cittadini che vanno a lavorare, - continua Sgrulletti - sia perchè può produrre un indotto economico per ragioni di carattere turistico e di servizi". Parla di un "sostanziale svilimento dell'opera" Sgrulletti, e di un sindaco "che l'ha vissuta come un impaccio che si è trovato davanti". "Non vorrei che all'inaugurazione ci sia la sfilata dei politici locali che vanno a festeggiare come se fosse una grande acquisizione", conclude Sgrulletti. E infatti, il tratto Pantano/ Centocelle non ha un grandissimo valore strategico per il territorio, tanto più se si pensa ai costi faraonici dell'opera. Nel frattempo, aspettando il 2020, è slittato anche il completamento di quel primo tratto. Non più febbraio 2012, ma giugno DAVIDE LOMBARDI I SINDACATI: "CI HANNO VIETATO L'ASSEMBLEA" IN UN COMUNICATO FENEA UIL, FILCA CISL E FILEA CGIL DENUNCIANO UN FREQUEN- TE RICORSO AI CONTRATTI ATIPICI, TURNI DI LAVORO MASSACRANTI, E IL COMPOR- TAMENTO ANTISINDACALE DELL'AZIENDA, CHE HA VIETATO UN'ASSEMBLEA AL DEPO- SITO GRANITI. subaffidatarie che non pagano gli stipendi da mesi, e le norme sulla sicurezza che non sempre vengono rispettate. "Nei cantieri di Metro C troviamo sempre più imprese che non pagano gli stipendi da alcuni mesi", recita il comunicato. Che poi esorta l'azienda a "non abbassare la soglia di attenzione verso il rispetto delle norme di sicurezza da parte di tutte le aziende attualmente impegnate nei cantieri". Non finisce qui, perchè i sindacati denunciano anche un fatto inquietante e antidemocratico. Nel deposito Graniti della Metro C il responsabile dell'azienda ha impedito lo svolgimento di un'assemblea regolarmente convocata. Abbiamo contattato Daniele Mancini, della Filca Cisl Roma Est. "Sono state riscontrate situazioni poco chiare su tre punti almeno: - denuncia il sindacalista - orari di lavoro, tipologie di contratto e sicurezza sul lavoro". Si sentono boicottati i sindacati, boicottati da un'azienda che non vuole fare chiarezza sulle loro denunce. "Da un po' di tempo c'è scarsa partecipazione alle assemblee, e spesso i lavoratori non venivano perchè non avvisati dall'azienda. Sull'episodio avvenuto al deposito Graniti, noi abbiamo avvisato tutti, sentito il responsabile di cantiere, ma i lavoratori non ne sapevano nulla e siamo stati cacciati dalle guardie su indicazione del direttore dei lavori". Insomma, si lascia andare Mancini: "Pare che vogliano boicottare le nostre assemblee o addirittura proibirle per evitare che si faccia luce sulle tre anomalie di cui parlavo prima". Fra soldi che non arrivano, tempi di realizzazione che si allungano, comportamenti antisindacali dell'azienda che è con l'acqua alla gola proprio per i tempi e scarica sui lavoratori le responsabilità, corrono davvero brutti tempi per la Metro C. E come se non bastasse, "sono state avviate le procedure di mobilità per 170 persone", chiude Daniele Mancini. DAVIDE LOMBARDI GENITORI IN OSTAGGIO SOTTO SCUOLA DEI FIGLI NEL NOSTRO MUNICIPIO CI SONO 40 CASI DI BAMBINI CHE DEVONO PRENDERE FARMACI IN ORARI SCOLASTICI, ALCUNI A ORARIO, ALTRI SALVAVITA, DA SOMMINISTRARE IMMEDIATA- MENTE IN CASO DI NECESSITÀ. E I GENITORI SONO PRESI IN OSTAGGIO DAVANTI ALLE SCUO- LE DEI FIGLI PERCHÈ NON C'È NESSUNO CHE POSSA SOMMINISTRARE LORO IL FARMACO. IL PROBLEMA PER FORTUNA È IN VIA DI RISOLU- ZIONE. Non convocare la Commissione Politiche Sociali per la bellezza di 5 mesi può portare la politica a trovarsi di fronte problemi che neanche ci si immaginava esistessero. Così lo scorso 11 ottobre una signora si presenta al tavolo della Commissione convocata dai consiglieri d'opposizione, la prima dopo la lunga latitanza voluta dal Presidente Amici. Ha una figlia di 4 anni, che frequenta la scuola dell'infanzia e soffre di epilessia. La bambina ha bisogno di farmaci salvavita: quando le viene una crisi le deve essere somministrato il farmaco immediatamente, altrimenti diventa cianotica e rischia di morire. Frequenta la scuola per l'infanzia Archimede, in via Siculiana, e sua madre è praticamente ostaggio davanti alla scuola tutte le mattine. Non può andare a lavoro: deve essere sempre pronta nel caso la figlia abbia bisogno del farmaco. Quando la bambina frequentava il nido questi problemi non c'erano, ora sì. Non c'è nessuno che si voglia prendere la responsabilità di somministrare il farmaco. "Ci sono circa 40 casi di questa natura nel nostro municipio", sottolinea Cremonesi. Non tutti riguardano farmaci salvavita, alcuni riguardano farmaci da somministrare normalmente in orari scolastici. "Dopo che la Consulta ci ha sottoposto questo problema ne abbiamo subito discusso. E abbiamo aperto con la Commissione un tavolo fra Comune, scuola, genitori e Asl per poter avviare un percorso". Percorso che sarà grossomodo questo, spiega il consigliere Pd: l'asl deve formare gli operatori Aic; i genitori devono firmare una liberatoria che dia ad altri il permesso di somministrare il farmaco; e poi i farmaci saranno somministrati da operatori Aic (non dimentichiamo che stiamo parlando di bambini che già sono assistiti nella scuola). Naturalmente le scuole devono prevedere un luogo in cui conservare il farmaco. "Il caso specifico della signora è praticamente risolto. Manca solo la liberatoria", spiega Cremonesi. Gli uffici tecnici devono comunque preparare il protocollo generale, e si spera possano farlo in poche settimane. "Così possiamo averne uno valido per tutti e che permetta a chi somministra il farmaco di non avere responsabilità; io ho chiesto un protocollo anche per le elementari e le medie, ma questo sarà valido solo per i nidi e le scuole per l'infanzia, gli unici di diretta competenza municipale". Tutto questo lavoro, chiude Cremonesi, è stato fatto dall'opposizione in Commissione Politiche Sociali con le Asl, la Consulta e i genitori. E la maggioranza? Chi è che governa in VIII? DAVIDE LOMBARDI LA RACO ELETTA NUOVA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE AMBIENTE E URBANISTICA L o avevamo previsto, e ci siamo finiti, dalla padella alla brace. Da Ezio D'Angelo alla compagna di corrente Vanda Raco. E' lei il nuovo Presidente della Commissione Ambiente e Urbanistica. Lei che ha perso la tanto agognata Commissione del Masterplan, deve accontentarsi dell'ambiente. Insomma, cambiano i nomi ma non cambiano gli equilibri interni alla maggioranza. Questa Commissione toccava a lei, era prevedibile, e gli equilibri fra le varie correnti restano gli stessi. Una cosa è certa: non sono poche le cose da fare e da discutere sull'ambiente nel nostro territorio. Vedremo se la presidenza Raco darà i suoi frutti. Certo che il suo nome negli ultimi mesi è balzato alle cronache locali non certo per i meriti ma per i demeriti. Ricordate lo scandalo dei rimborsi ai consiglieri? La Raco era la consigliera più rimborsata del municipio, con un rimborso che arrivava anche a 7mila euro al mese lordi. E in più era colei che non ricordava il nome del suo datore di lavoro né la sede della sua azienda. Però, strano il modo di questa maggioranza di affidare gli incarichi. Se la Raco viene premiata c'è speranza per tutti. DAVIDE LOMBARDI

4 4 NUMERO 17 ANNO IV CHE TEMPO CHE FA L'ASSENZA INGOMBRANTE i si nota di più se vengo e mi met- da una parte o se non vengo per Mto niente?" questo era il dilemma che si poneva Nanni Moretti nel film Ecce Bombo. L'assenza della politica, a volte presente in alcuni consiglieri municipali o per gli exploit del Presidente Lorenzotti, più spesso presente attraverso iscritti che si riciclano in comitati, associazione, coordinamenti e via dicendo, è veramente ingombrante. E più ci si accapiglia a non volere la politica che "strumentalizza", più la politica si camuffa per buona pace di tutti o quasi. Non siamo certo Riano, dove gli amministratori (tutti) e i cittadini (tutti) stanno portando avanti la medesima battaglia per lo stesso risultato. Rassicuratevi: la Politica (P maiuscola) non c'è. Dall'inizio. Poiché la Polverini delega al commissario straordinario, Alemanno promette "qui mai la discarica" e i suoi in giro per Roma lo ringraziano per la chiusura di Malagrotta (a nostre spese); Lorenzotti e Folgori si dimenticano di essere del PDL, come i primi due, e fanno scioperi improvvisati della fame e del sonno che finiscono prima di iniziare. Per il resto, a parte qualche coraggioso, il resto del Consiglio municipale è assente, così come manca un'iniziativa Politica e Partitica vera, poiché, alla fine sarà la politica a decidere. Previsioni del tempo: se il buon giorno si vede dal mattino BERNACCA LORENZOTTI E FOLGORI IN SCIOPERO CONTRO LA DISCARICA. BLITZ DE LA FIERA Foto rubata durante lo sciopero della fame e del sonno del Duo Lorenzotti - Folgori opo l'incatenamento a San Vittorino, Dl'aereo con lo striscione del Presidente Lorenzotti per dire no alla discarica, il primo cittadino del Municipio e il vice capogruppo Pdl alla Provincia Folgori decidono di fare sul serio. Nella notte del 24 ottobre iniziano 48 ore di sciopero della fame e 24 ore di sciopero del sonno. E così noi de La Fiera dell'est, nella prima notte di sciopero, abbiamo fatto un piccolo blitz in Presidenza, per verificare la veridicità di questa iniziativa. Abbiamo anche rubato una foto, scattata proprio mentre Lorenzotti e Folgori erano intenti a lavorare sui documenti della discarica. E abbiamo verificato: i due erano veramente affamati. E se il Presidente, anche di notte, si trincera nel solito silenzio stampa, Folgori ci rilascia due battute: "Abbiamo deciso di scioperare, visto l'avvicinarsi della firma da parte del Prefetto Pecoraro. Una firma che ci sarà nonostante gli incontri avuti con il Prefetto e con l'assessore ai rifiuti della Regione Lazio Di Paolo, in vista di un tavolo istituzionale di confronto tra le istituzioni del territorio e gli organi competenti. Questo sciopero sottolinea nuovamente la nostra contrarietà alla discarica. L'area scelta è soggetta a vari vincoli paesaggistici e archeologici e è presente una falda acquifera nelle immediate vicinanze. Le prime 48 ore - conclude Folgori - oltre a trascorrerle senza sonno, verranno impiegate per completare assieme ai tecnici incaricati una perizia che indichi chiaramente la inidoneità dell'area di Vittorino/Corcolle come sito per la realizzazione di una discarica". Il nostro consiglio: a pancia piena si ragiona meglio! FEDERICA GRAZIANI E stato il primo firmatario del primo atto ufficiale contro la discarica di Corcolle: una mozione discussa durante un consiglio municipale alla presenza dei cittadini. Oggi che la politica a Corcolle sembra più una cosa da cui scappare piuttosto che uno strumento da utilizzare, Grasso riflette sugli errori del suo partito e sulla conseguente aria di tensione che si respira a Corcolle. "Siamo partiti tutti in ritardo - commenta - Riano si è subito mobilitata, anche perché a Riano nessuno si scandalizza se ci sono i partiti". Severo il suo giudizio sul Pd rispetto alla questione discarica. "All'interno del Pd ho fatto notare che ci siamo lasciati prendere da dinamiche che hanno snaturato la funzione stessa di un partito e che oggi vedono il Pd in sofferenza. Basta con aeroplanini, scioperi della fame che durano dal pranzo alla merenda, ma cominciamo con provvedimenti seri, per esempio un ricorso al Tar. Se la politica non la si vuole e poi la battaglia viene persa, ci MUNICIPIO Grasso: No all antipolitica a Corcolle IL CONSIGLIO MUNICIPALE DICE NO ALLA DISCARICA CENTRODESTRA E CENTROSINISTRA VOTANO PER LA SECONDA VOLTA UNA MOZIONE CONTRO LA DISCARICA. IL CONSIGLIERE PD, DANIELE GRASSO, ANALIZZA LA SITUAZIONE ATTUALE DEI QUARTIERI E DELLA POLITICA RISPETTO AL TEMA DELLA DISCARICA. si deve prendere la responsabilità del fallimento". Parla anche di alcune dinamiche poco chiare. "C'è chi è andato alle riunioni e ha fatto finta di non essere un politico, ma un cittadino. Nel corso di alcune riunioni è stato censurato l'intervento di alcuni rappresentanti della politica e di conseguenza gli stessi rappresentanti hanno poi censurato la presenza di alcuni consiglieri (assemblea Coldiretti ndr). C'è qualche 'solone' che grida contro la politica, ma di fatto ne è circondato". Dice la sua anche rispetto alle due manifestazioni cittadine organizzate dal Movimento no discariche a Corcolle. "La prima manifestazione era spontanea, ed era giusto andare senza bandiere, ma la seconda il Pd avrebbe dovuto aderire come partito. Spero che il Pd organizzi presto un' assemblea sulla discarica e sui rifiuti". E poi critica la scelta di tenere fuori la politica dal stata votata all'unanimità la mozione E' contro l'apertura della discarica a Corcolle. Per la seconda volta, il consiglio municipale si trova a discutere della stessa questione e ad approvare un documento che già in passato era stato votato. "Presentiamo una nuova mozione - spiega Marco Dari, Presidente del Consiglio Municipale - per dare un ulteriore impulso. Appena sarà votata, mi occuperò personalmente di inviare la mozione in Prefettura". Oggi la maggioranza è quasi al completo, un evento per questo governo. C'è anche il Presidente del Municipio Lorenzotti a votare. Mancano solo i tre rampelliani Fonti, Amici e Vendetti. Forse un segnale politico, viste le continue tensioni tra le correnti della maggioranza. Alla fine la mozione passa, tutti alzano la mano, centrodestra e centrosinistra. D'altronde questo non è un documento che può non votarsi. Ma ci chiediamo, a parte tutte queste mozioni, quando il consiglio municipale prenderà in considerazione di fare un bel ricorso al TAR per cercare di bloccare seriamente il provvedimento del Prefetto? tema discarica."alla manifestazione in Regione c'erano i rappresentanti politici di Riano e i cittadini non gli gridavano contro. C'è da noi chi la politica non la vuole, ma poi ne viene soggiogato. E poi c'è la politica che fa finta di non esserci. Diciamo che i politici, in questo momento storico, più stanno lontani da Corcolle e meglio è. Per quelli che vedono in me non un problema ma una risorsa, io continuerò ad esserci. Bisogna però mettersi d'accordo: se la politica c'è è ingombrante, se la politica non c'è è assente". Lancia sul finale un messaggio ai cittadini. "Vorrei dire ai cittadini di Corcolle che purtroppo tutta Roma è a favore di questa discarica, perché se non si farà, qui si farà altrove. E quindi perché la politica deve esserci? Perché 7mila abitanti per chi sta al governo oggi sono sacrificabili! Faccio un richiamo ai comitati, ai cittadini e alle associazioni per un obiettivo di unità su un deciso no alla discarica". FEDERICA GRAZIANI MEGLIO TARDI CHE MAI inalmente è arrivato anche il manifesti Fdel Pd per spiegare ai cittadini la posizione del partito rispetto alla questione rifiuti. A parte il classico 'No alla discarica a Corcolle', il manifesto del Partito Democratico è più che altro una critica severa all'amministrazione di centrodestra. Si legge infatti: "Rifiuti, da Alemanno, Polverini, Folgori e Lorenzotti bugie grosse come una cava! I fatti parlano chiaro: raccolta differenziata ferma al 20%, impianti di trattamento a mezzo servizio, Malagrotta esaurita in 3 mesi". Insomma il manifesto del Pd è uno slogan elettorale. E offre un programma abbastanza vago: "Si alla raccolta differenziata vera, porta a porta. Si ad un piano complessivo dei rifiuti ecosostenibile". Tra i consiglieri municipali Pd non sono mancate le polemiche anche su questo manifesto. Cremonesi infatti critica il fatto che il manifesto sia firmato Pd Municipio VIII e Pd Versante Prenestino. Non capisce "come mai non ci sia sul manifesto il Gruppo municipale, vista la riunione in Federazione con tutti i responsabili delle Politiche Ambientali, compreso il segretario di Roma". E il segretario Sgrulletti risponde: "La dizione Pd Municipio VIII va interpretata in senso estensivo: coordinamento politico e gruppo consiliare!". Ma il Pd è un unico partito o al suo interno ci sono tanti altri piccoli partiti pronti a scalciare? FEDERICA GRAZIANI RETTIFICA Abbiamo due rettifiche da fare sull'articolo dello scorso numero dal titolo "Assistenza domiciliare: passa la riforma". La prima: le 700 assistenze da due ore settimanali non sono scritte sulla delibera, ma sono una denuncia fatta dall'avi (Agenzia per la Vita Indipendente) in base a dei calcoli. La seconda è una precisazione più che una rettifica. La Consulta disabili ci tiene a far sapere che la sua posizione sulla riforma non è quella della signora Sonia Piermattei. Cosa che noi non abbiamo scritto da nessuna parte.

5 MUNICIPIO NUMERO 17 ANNO IV 5 La Commissione approva il Centro Anziani di Grotte Celoni E rano mesi che la Commissione Politiche Sociali non si riuniva. Mesi in cui il sociale in VIII municipio è diventato una sorta di chimera. Il consigliere Mastrangeli però non si è arreso e ha cercato con diplomazia di fare in modo che tutti i membri di maggioranza della commissione fossero presenti per discutere del centro anziani di Grotte Celoni. Un vecchio sogno del consigliere che, con l'approvazione in commissione,e, speriamo, l'approvazione in consiglio potrà diventare un po' più reale. In commissione purtroppo è mancata l'opposizione. Un'assenza giustificata, sembrerebbe. Mastrangeli è entusiasta, non sta nella pelle. Per lui è un giorno storico. "La Commissione Politiche sociali - spiega - si è espressa favorevolmente. E' un anno che mi batto affinchè questo avvenga. In una SU RICHIESTA DEL CONSIGLIERE API, VALTER MASTRANGELI, LA COMMISSIONE POLITI- CHE SOCIALI SI RIUNISCE E APPROVA IL CENTRO ANZIANI DI GROTTE CELONI. ORA LA PAL- LA PASSA AL CONSIGLIO MUNICIPALE. riunione con i cittadini, io e il consigliere Battistini abbiamo preso l'impegno. Il recente spostamento del centro I Pini aveva creato dei problemi ai cittadini che avevano difficoltà a spostarsi. La struttura dovrebbe nascere in un edificio abbandonato, è un appendice della scuola di via Merlini. Sarà un passo importante per il risanamento del quartiere. In commissione, la maggioranza era presente tutta e di questo li ringrazio. Era presente anche perché l'impegno era stato preso dal consigliere Battistini. L'opposizione non era presente, ma l'assenza era giustificata da una loro partecipazione ad un funerale. Certo, volendo avrebbero potuto delegare un altro consigliere, ma gli sarà sfuggito. L'edificio necessita di una chiusura di una parete e della riqualificazione degli interni. I fondi ci impegneremo a trovarli". Risponde alle polemiche alimentate dai consiglieri Pd sulla foto scattata alla maggioranza in commissione. "Non volevo pubblicizzare il loro operato, ma uso fotografare i momenti salienti dell'attività politica che svolgo". FEDERICA GRAZIANI L'ALLEGRA MARCIA DEGLI ANZIANI DELL' VIII PARTE DA PIAZZA CAVOUR E TERMINA SOT- TO LA BASILICA DI S. PIETRO LA CAMMINA- TA DEGLI OVER 60 DELL' VIII MUNICIPIO, IN OCCASIONE DELLA CORSA DEI SANTI DEL PRIMO NOVEMBRE. ono circa 170 gli anziani, tutti dell' VIII Smunicipio, tutti vestiti in rosso: e sotto la felpa una maglia, anch'essa rossa, con lo sponsor del centro commerciale 'Le Torri'. Partono da piazza Cavour, e devono subito fermarsi sul lato sinistro della strada, perchè arrivano i maratoneti, quelli che partecipano alla corsa vera. LA FIERA DELL'EST ON AIR Da qualche settimana è iniziata un' importante collaborazione tra La Fiera e la redazione della trasmissione Ouverture, condotta da David Gramiccioli, su Radio IES (99.8). L'avventura è iniziata grazie all'invito di Daniele Lopolito, responsabile di FN, che ci ha voluto con lui per parlare dei rimborsi d'oro ai consiglieri municipali dell' VIII municipio. Abbiamo avuto la possibilità di parlare liberamente dell'argomento, confrontandoci anche con chi ha posizioni politiche opposte alle nostre. Il nostro giornale è stato apprezzato dal conduttore Gramiccioli che ci ha proposto un appuntamento fisso, ogni due settimane, per parlare degli argomenti affrontati sul nostro periodico. Al secondo appuntamento, infatti, la redazione de La Fiera ha potuto parlare della discarica di Corcolle, del Master Plan, di sociale e di cultura. Insomma da oggi grazie a questa coraggiosa radio, l' VIII municipio ha un altro strumento per denunciare le condizioni del nostro territorio: Radio IES. Vi terremo informati sui prossimi appuntamenti sulla nostra pagina Facebook, La Fiera dell'est. FEDERICA GRAZIANI VENDETTI DI NUOVO ACCUSATO DI OMOFOBIA FATALE DI NUOVO PER IL CONSIGLIERE VENDETTI IL SOCIAL NETWORK FACEBOOK. Riano ce stanno ad abitare i gay, la Agente famosa e Marrazzo con i suoi Trans. Allora la discarica non si può fare. Però Marrazzo che caxxo ha fatto in 5 anni di presidenza per risolvere il problema? Un bene amato e adesso scende in piazza contro la discarica? A gay buffone!". E' il commento di Fernando Vendetti sulla bacheca Facebook di un collega di Paese Sera, Marco Carta, rispetto ad un articolo sulla discarica. Già tempo fa, Vendetti era stato accusato di omofobia per avere usato lo stesso linguaggio nel commentare l'aggressione ad un ragazzo gay. E oggi è di nuovo nell'occhio del ciclone. Dure le reazioni sia del segretario municipale Pd, Sgrulletti, che ne aveva già chiesto le dimissioni (anche noi de La Fiera le chiedemmo), sia del consigliere municipale Pd, Grasso, che sulla stessa bacheca commenta: "Vendetti te lo dico con la massima calma. Appena verrai in aula ti faccio fare una figura di xxxxx di quelle catastrofiche. Sei un omofobo di xxxxx e adesso vammi a querelare che poi mi diverto pure...vergognati!". Abbiamo contattato Vendetti per capire cosa intendesse dire: "Non sono un omofobo, ma sono contro la prostituzione in strada. Sono per la libertà sessuale, ma nella propria casa. Marrazzo e la sua giunta non hanno fatto nulla per l'emergenza rifiuti. Perché allora scende in piazza contro la discarica? Non create mostri inesistenti. Io sono per la libertà della scelta sessuale. Ho amici gay e sono anche brave persone. Io sono per le coppie di fatto. Se c'è una coppia gay mi sta bene, ma nella regolarità non nella clandestinità. Le misure adottate contro la prostituzione sono insufficienti. Non collego l'omosessualità alla prostituzione. Condanno i transessuali che si prostituiscono per strada. E l'utilizzo mediatico dei transessuali. Per combattere la prostituzione è necessario fare una legge apposita che preveda il carcere per chi si prostituisce. Sono per tornare alle case chiuse. Stessi diritti e stessi doveri. Io sono per la regolarità". A voi il giudizio FEDERICA GRAZIANI E sono accolti dai nostri over 60 con grida di incoraggiamento. Gli anziani si rimettono in marcia con tanta allegria e spensieratezza, in un'atmosfera goliardica, percorrono un chilometro e mezzo circa e arrivano davanti alla Basilica di S. Pietro intonando in coro l'inno d'italia. Ci sono le telecamere di Canale 5, e c'è addirittura il principe Emanuele Filiberto ad accoglierli. "Questa è una cosa che si fa nell'ambito del progetto 'Ginnastichiamo': noi facciamo corsi di attività motoria adattata, per farli uscire dai centri anziani - spiega Michele Panzarino, direttore scientifico del progetto 'Ginnastichiamo' - Su tutta Roma hanno, scelto come gruppo organizzato di anziani, quello dell' VIII. Qui stiamo rappresentando l'anziano d'italia, per noi è un grande onore. Siamo il simbolo dell'anziano efficiente, presente, sensibile, che non si chiude in casa". Oltre ai 170 anziani, ci sono una trentina di istruttori, "tutti qualificati", e una decina di uomini della Protezione Civile 'Le Torri'. DAVIDE LOMBARDI

6 6 NUMERO 17 ANNO IV MUNICIPIO RICEVIAMO MA... NON RETTIFICHIAMO I n seguito al nostro articolo 'E' qui la festa?" in merito alla festa del Pd municipale in cui scrivevamo di non essere stati invitati, abbiamo ricevuto una raccomandata a firma dell'addetta stampa del Pd, Pamela Memè, e del Segretario Andrea Sgrulletti, in cui si chiedeva di rettificare l'articolo in quanto (come da allegato della raccomandata) l'invito era stato regolarmente inviato via mail. Ci duole sottolineare che tale invito è stato inviato a tre indirizzi ai quali da un paio di anni la nostra redazione non fa più riferimento. Ci sembra strano che l'addetta stampa del Pd non ne sia al corrente, viste le continue comunicazioni che riceviamo dai consiglieri municipali. Ci sembra altrettanto strano che la Dottoressa Memè continui a perseverare nell'errore, nonostante sul social network Facebook le sia stato indicato l'indirizzo esatto. Abbiamo spiegato alla Memè che non possiamo rettificare, in quanto le mail da lei inviate non sono state realmente ricevute dalla nostra redazione. Ci siamo sentiti rispondere che il Pd avrebbe utilizzato le vie legali contro il giornale. Ancora una volta constatiamo come nel Pd VIII tutti, ma proprio tutti, siano autorizzati a prendere autonomamente decisioni per il partito. Ma un addetto stampa non dovrebbe servire a tutelare i rapporti con la stampa anziché distruggerli? Ancora una volta: FEDERICA GRAZIANI UP&DOWN LA MAGGIORANZA Premia Vanda Raco con la commissione Ambiente. Non si sono accorti di nulla! PD Guerre intestine senza fine! Alveti (Pd): Serve una nuova classe dirigente nel Pd E da tempo che il Pd dell' VIII municipio è spaccato in due: da un lato coloro che sono dalla parte del segretario municipale Sgrulletti, dall'altro quelli contro, Scipioni e Alveti. Un clima che non sta certo aiutando il partito in un'azione sul territorio coesa. E mentre il Segretario romano Miccoli si scaglia contro i giornali locali "i giornaletti di quartiere giocano con le nostre divisioni, le mettono in prima pagina", i rapporti all'interno del Pd VIII continuano a raffreddarsi. Vittorio Alveti spiega le sue posizioni rispetto alla classe dirigente attuale e critica alcune linee del partito. Consigliere perché ha firmato un manifesto con Scipioni? Credo che i problemi vadano affrontati immediatamente. Non si possono lasciare in mano ad altri. Il manifesto lo abbiamo fatto per colmare il vuoto politico del Pd. C'era la necessità di dire la nostra. La sezione del Pd del versante prenestino aveva preso possesso della situazione, ma non apertamente. Hanno pensato di prendersi 150 ANNI D ITALIA, IL MUNICIPIO IN FESTA ALVETI, CONSIGLIERE MUNICIPALE PD, HA FIRMATO CON SCIPIONI E PAPINI IL MANIFESTO CONTRO LA DISCARICA DI CORCOLLE. UN COLPO CHE LA MAGGIORANZA DEL PARTITO NON HA DIGERITO BENE. DUE GIORNI IN FESTA CON LE SCUOLE DEL TERRITORIO: SPETTACOLI ED ESPOSIZIONI. il merito. Il risultato è che alcuni comitati si sono dissociati. I manifesti sono stati segnalati al Pd ma siamo sereni, perché la nostra è una presa di posizione manifesta. L'importante è che non si vada contro la linea del partito. Ma mi chiedo: quale è la linea del partito? Esiste un problema con il Pd versante prenestino? Ho esposto al Segretario romano Miccoli la situazione del Pd del versante prenestino. Esiste un conflitto di interesse palese. Se uno è iscritto all' ordine dei geometri, è imprenditore e anche presidente di consorzio non può essere membro dell'esecutivo di un partito, tra l'altro con competenze urbanistiche. Cosa servirebbe al Pd dell' VIII municipio? Una nuova classe dirigente. E' un partito che ha perso 15mila voti e ha perso il polso del territorio. Abbiamo un segretario che non è adeguato, perché giovane e inesperto. Non doveva essere candidato. Indicai al suo posto Scorzoni. L'occupazione dei posti fa perdere punti ai partiti. Il Pd locale sta pagando già da due mandati la figura del segretario. Il segretario sta creando molti problemi. C'è la necessità di un cambiamento. Sgrulletti con la sua area di riferimento non ha la maggioranza e credo sia normale che facciano alleanza con alcuni circoli. Il Pd locale ha perso tre consiglieri. Credo che la politica debba essere un includendum. Mastrangeli e Sbardella potevano essere conservati. Se non fossero stati emarginati, oggi sarebbero ancora con noi. E il futuro? Spero alle prossime elezioni di vedere uno del nostro gruppo candidato, ma saranno i cittadini a decidere. C'è stata troppa arroganza in passato che ci ha fatto perdere in questo territorio. Chi dice che abbiamo perso per colpa di Rutelli sbaglia. Allora nei municipi in cui abbiamo vinto è stato grazie a Rutelli? FEDERICA GRAZIANI i sono tenuti nelle date del 20 e del S21 ottobre i festeggiamenti dei 150 anni dell'unità d'italia, organizzati dalla Commissione Cultura dell' VIII Municipio e tenuti nei locali dello stesso e del Teatro di Tor Bella Monaca. L'atteso evento inaugurato proprio il giorno in cui il violento nubifragio si è abbattuto su Roma, non ha riportato una mancata partecipazione dei cittadini. Molti, anzi, sono stati ad intervenire tra genitori e curiosi. Congruo il numero degli studenti e dei docenti, che hanno lavorato alla realizzazione degli spettacoli e delle esposizioni. Un evento fortemente voluto e che per la vastità della proposta è stato suddiviso in due giornate. Il Presidente della Commissione Antonio Villino ha commentato: "Siamo onorati come Commissione Cultura di aver festeggiato i 150 anni anche nell' VIII Municipio. Lo abbiamo fortemente voluto e dobbiamo ringraziare il corpo docente per l'operato svolto con gli studenti. Nonostante il nubifragio la partecipazione dei cittadini non è affatto mancata. E con noi hanno condiviso un desiderio che non possiamo altro che dire realizzato". Così l'intera festa è stata aperta dalla Banda dei Vigili Urbani che si sono esibiti in una compiaciuta performance. I festeggiamenti hanno poi visto l'allestimento dei lavori svolti dai ragazzi delle Scuole Medie ed Elementari Dario Pagano, Salvatore Valitutti e Ilaria Alpi. Si è atteso il pomeriggio per assistere alle esibizioni musicali e parlate dei ragazzi delle classi superiori del Liceo Scientifico Edoardo Amaldi e dell'istituto Tecnico Economico Sandro Pertini. Grande successo, anche, nella giornata del venerdì quando gli studenti dell'istituto Tecnico Agrario si sono esibiti in uno spettacolo teatrale a tema. Clamoroso l'intervento sul palco del Teatro di Tor Bella Monaca di alcuni studenti dell'istituto dell'istruzione Superiore Giovanni Falcone che hanno sfilato con abiti dal Risorgimento ad oggi, frutto del sapiente fare della scuola. STEFANIA PANETTA SICUREZZA STRADALE A cura del Co.E.S. Latium e "tutti" gli utenti mostrassero buonsenso e rispettassero appieno le "fondamentali" re- sulla circolazione, le sanzioni, ma soprattutto gli incidenti stradali sarebbero ridot- Sgole ti della quasi totalità, tranne quelli causati dalla fatalità (pochissimi a parer mio). Banale? Forse, ma vero. Repressioni e raccomandazioni sono efficaci e necessari, ma la trasgressione prende ancora troppo il sopravvento. Voglio allora coinvolgere il più debole degli utenti, spesso citato dalle cronache: "il passeggero". La tua sorte mi sta a cuore, non permettere a nessuno di esporla a rischio, soprattutto quando sei "semplicemente" il passeggero di un conducente incapace ed incurante della sicurezza altrui. E' un tuo dovere sociale intervenire, soprattutto, quando i tuoi diritti vengono meno, uno in particolare: "La Tua vita". Questo breve "vademecum del passeggero" Ti aiuterà, non intimidirti anzi. 1) Indossa sempre la cintura (anche dietro) ed invita gli altri a farlo, non per sfiduciare le capacità del guidatore, ma per il "semplice rispetto delle regole". 2) Pretendi che nelle serate passate in allegria, uno di voi sia disposto a non bere alcolici od "altro" per poter guidare il veicolo verso casa in tutta sicurezza. 3) Se ritieni spavalda e pericolosa la guida, non mostrarti intimorito (otterresti l'effetto contrario) ma invitalo con fermezza a non correre, guidare con prudenza e rispettare le regole, magari inventando un malessere. 4) Se gli inviti alla ragione sono nulli a causa dell'eccessiva assunzione d'alcol o droga, non aspettare che la situazione degeneri, ma cogli la prima occasione in cui il veicolo si ferma in sicurezza e senza esitare spengi il motore e togli la chiave. Facile a dirsi? Anch'io sono a volte passeggero e Ti capisco, ma intervengo, quando si oltrepassano i limiti. Ovviamente le reazioni del conducente non mancano, ma non importa, l'importante è raggiungere lo scopo. Invece spesso si giustifica e si difende il suo comportamento anche se sbagliato, ma il timore di passare per un insicuro o di offendere l'orgoglio dell'abile guidatore, non può prevalere sul Tuo istinto di conservazione mai! coesitalia.org - latium.coesitalia.org

7 MUNICIPIO NUMERO 17 ANNO IV 7 E tutto il Pd ufficiale, con l'intera trafila dei segretari, quello che si riunisce il 27 ottobre nel piccolo circolo di Torre Maura in via Giglioli. Roberto Cocco, segretario Pd di Torre Maura, Andrea Sgrulletti, segretario Pd VIII municipio, Marco Miccoli, segretario Pd Roma, ed Enrico Gasbarra, deputato e papabilissimo alla futura segreteria del Pd regionale del Lazio, oggi commissariato. Si parla soprattutto di temi nazionali. Di crisi economica e di soluzioni per superarla, di Berlusconi e della sua "macelleria sociale", di Europa, di un partito che deve parlare con una voce sola e spesso non si riesce. Introduce Cocco, poi la parola ad alcuni militanti, quindi Contartese che ci riporta ai temi locali citando l'episodio della scuola di via dei Tordi e rivendicando la battaglia vinta dal Pd in quell'occasione. Scorzoni fa un discorso tutto incentrato sul partito, e non risparmia stoccate a chi si riunirà il giorno dopo all'hotel Capital Inn. Non Il Pd ufficiale si riunisce al circolo di Torre Maura ASSEMBLEA INCENTRATA SUI TEMI NAZIONALI, FRA CRITICA E PROPOSTA. MA EMERGO- NO, SOPRATTUTTO DAGLI INTERVENTI DI SGRULLETTI E SCORZONI, GLI IRRISOLTI PRO- BLEMI DEL PARTITO A LIVELLO MUNICIPALE. li nomina il capogruppo, ma non è difficile vedere in questa sua frase un riferimento alle ultime iniziative di Scipioni & C. "Le risorse vanno regolate: vedo un partito che crea disparità, tra noi, enormi. C'è chi riesce a fare iniziative, manifesti, interventi, e il partito che sta alla canna del gas. E' possibile? O siamo tutti alla canna del gas, oppure se c'è qualcuno che ne ha di più, ma tante di più, e qualcuno che ce ne ha tante di meno c'è qualcosa che va regolato". Sgrulletti, come Scorzoni, appoggia la candidatura di Gasbarra alla segreteria regionale, e rincara la dose sull'uso dei soldi nel partito. "Mentre noi siamo alla canna del gas e ci basiamo sugli introiti della festa di partito, sulle cene di sottoscrizione e sul grande impegno dei militanti, ci sono cordate che hanno una disponibilità di denaro spaventosa per fare manifesti, iniziative di propaganda e interventi finalizzati alla promozione di alcuni quadri". Arriva il momento del segretario romano Marco Miccoli. "Il Paese è in ginocchio, Roma è in ginocchio. Noi dobbiamo tornare a frequentare le periferie, perchè è qui che abbiamo perso le elezioni. Dobbiamo rispondere ai veri problemi del Paese". Poi rivolge un pensiero ai media, e forse anche al nostro giornale. "Dobbiamo stare attenti perchè i media sulle nostre divisioni ci giocano. Anche sui giornali locali, avete visto come enfatizzano, anche giornaletti di quartiere (!) giocano con le nostre divisioni, le mettono in prima pagina". Se le divisioni ci sono, chi fa cronaca le riporta, non ci gioca. E forse il Pd farebbe meglio, per il bene del partito, a pensare alle sue divisioni e a come superarle piuttosto che prendersela, come al solito, con i giornali che raccontano la realtà. Miccoli chiude annunciando il suo appoggio a Gasbarra e appoggiando le richieste di Sgrulletti e Scorzoni. Chiude Gasbarra, che ricorda a tutti. "Il nostro popolo ci chiede unità!" "Meno passato, più futuro: questa crisi è il fallimento del centrodestra europeo, che in Italia assume un carattere tragicomico. Noi dobbiamo fare delle scelte e invertire questo modello". DAVIDE LOMBARDI LA CLASSE DIRIGENTE ALTERNATIVA DI SCIPIONI L'EX SFIDANTE DI SGRULLETTI CONTINUA AD ATTACCARE IL PD DELL' VIII MUNICIPIO. E DALLA SUA PARTE C'È ANCHE IL CAPOGRUPPO DEL PARTITO IN CONSIGLIO COMUNALE, UMBERTO MARRONI. e il Pd ufficiale si riunisce nel ristretto Scircolo di Torre Maura, Scipioni sceglie una location decisamente più lussuosa per la sua assemblea. Una sala dell'hotel Capital Inn, a Giardinetti. Un'assemblea, recita il manifesto, per dar vita a una classe dirigente alternativa. Anche a quella che oggi governa il Pd municipale. L'incontro è organizzato da Scipioni con il circolo Pd di Torre Spaccata. Ci sono Scipioni, Fulvio Papini, coordinatore del circolo di Torre Spaccata, Mauro Calamante, il consigliere municipale Alveti e Umberto Marroni, capogruppo Pd in consiglio comunale. Introduce Papini, e già son bordate per il Pd municipale. "Qui abbiamo molti problemi, diciamocelo chiaramente: abbiamo perso 15mila voti alle ultime comunali ed altri 3mila alle regionali. Qualche problema c'è, e va analizzato a fondo". Anche Calamante parla di un partito che deve recuperare, "abbiamo perso anche tre consiglieri in municipio". E se Alveti incentra il suo discorso sullo scempio che sta facendo la destra su questo territorio, è un militante, Tonino, a far tornare il discorso alle beghe del Pd municipale. E lo fa con un intervento duro, sanguigno. "Sono contento, stasera c'è il capogruppo Marroni che ci permette di fare un dibattito democratico. In questo partito non si parla più! E la democrazia che c'è ora va riproposta sui territori. Un tema per tutti: questo territorio ha scelto attraverso una votazione democratica nel partito, che però non viene riconosciuta. C'è un problema, e su questi tavoli deve emergere". Arriva il momento di Scipioni, e Papini lo presenta come "il nostro (del circolo, ndr) punto di riferimento nell' VIII municipio". L'ex sfidante di Sgrulletti prima punta il dito contro Alemanno su parentopoli, la metro C, sulla sicurezza. Poi arriva al tema discarica a Corcolle. "Noi ci siamo preoccupati di stampare 5mila manifesti. Questa vicenda è il segno di un Pd che deve alzare la testa e cambiare atteggiamento. E' stato assente sulla discarica. Io sono andato ad un'iniziativa, gli unici che ho visto sono quelli di Forza Nuova con le bandiere, oltre ai cittadini. La reazione del Pd è stata nulla. Dobbiamo recuperare questi spazi democratici, altrimenti non ci lamentiamo se la gente non va a votare". Il colpo più duro al Pd dell' VIII lo dà il capogruppo Marroni, alla fine del suo intervento tutto incentrato sulle promesse non mantenute da Alemanno. "Dobbiamo battere questa destra con una classe dirigente capace, autorevole, e soprattutto rappresentativa. Basta con questa gente che non rappresenta più nessuno. Noi dobbiamo ricostruire una classe dirigente rappresentativa al Comune e nei municipi. In particolare in questo municipio, perché bisogna smetterla con una classe dirigente che pensa solo a discutere al suo interno". Insomma, due manifesti diversi per dire no alla discarica; due assemblee diverse a distanza di un giorno l'una dall'altra; un circolo, quello di Torre Spaccata, che non vede nel segretario del partito il suo punto di riferimento ufficiale nell' VIII. Nel Pd parlano sempre di unità, chiedono che il partito parli con una voce sola. Ma proprio non ci riescono. DAVIDE LOMBARDI RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Cara Direttrice, nell'ultimo numero de "La Fiera dell'est" il Consigliere Api Valter Mastrangeli ha manifestato una profonda affezione alle sorti del centrosinistra: una predisposizione d'animo che gli fa onore e che già in passato ho avuto modo di riconoscergli a merito, sinceramente. Tuttavia, vorrei avvertire Mastrangeli che sbaglia indirizzo quando individua nel Partito Democratico del Municipio VIII, o nella figura del suo Segretario, l'impedimento alla formazione di una stabile alleanza di Centrosinistra che coinvolga parimenti il Pd e l'api. Questa alleanza è certamente nei miei auspici. Dunque, al fine di non disperdere corrispondenza e di non perdere tempo prezioso (il suo e il mio), consiglio caldamente al Consigliere Mastrangeli di recarsi presso Palazzo Madama, per incontrare il Senatore Riccardo Milana, uomo forte dell'api di Roma, partito nel quale, come Mastrangeli, è transitato a seguito dei risultati dei congressi di Roma e dei Municipi, celebrati circa un anno fa. E' il senatore Milana, infatti, ad aver chiarito a tutti i dubbiosi, in una recente intervista ad "Affari italiani", che l'api non intende scegliere tra il centrodestra del fallimentare Alemanno e il centrosinistra di "Zingaretti col suo partito anni '70"! E d'altronde, come più volte ho fatto notare agli osservatori meno attenti, il "Terzo Polo", di cui l'api fa parte e che come tale si connota anche in Parlamento, ha scelto la linea di una propria proposta politica autonoma in tutte le grandi città d'italia andate al voto nella scorsa primavera e tutto fa pensare che per Roma, la Capitale, col suo portato di visibilità, l'orientamento sia lo stesso. Se il Consigliere Mastrangeli intende offrire un contributo all'unità del centrosinistra in prospettiva futura, pertanto, conduca una battaglia negli organismi dirigenti (se esistono) dell'api di Roma, perché modifichino l'orientamento che sembra oggiprevalente, piuttosto che accontentarsi delle pacche sulle spalle che riceve da interlocutori tanto interessati, quanto incapaci, per la loro posizione politica attuale, di condizionare alcunché. Se poi Mastrangeli vorrà accettare il mio consiglio di recarsi a Palazzo Madama per ricevere soddisfazione ai propri dubbi, potrà cogliere l'occasione anche per domandare quali gruppi e quali personalità politiche si siano avvantaggiati, nel corso della sua permanenza nel Partito Democratico, della propensione a collezionare tessere come figurine Panini e circoli fantasma di cui lo stesso Milana è stato campione, per distacco, nella vita del Pd di Roma, del Municipio VIII e specificamente di Ponte di Nona. Domandi a lui chi, tra me e Marco Scipioni, nel corso dell'ultimo congresso, ha raccolto i voti delle tessere comprate da alcune correnti cittadine, con denari investiti allora per tentare di imporre al partito locale una dirigenza sprovvista del reale consenso all'interno dei Circoli, ed oggi per affiggere in tutta Roma manifesti che, dimenticando di segnalare le enormi responsabilità del centrodestra, da Alemanno alla Polverini, da Lorenzotti a Folgori, per la scelta di Corcolle - San Vittorino come sito della nuova discarica, possono recare solo la firma di figure che non avranno più incarichi di governo della Cosa Pubblica e non certo quella del Pd Municipio VIII, che, da partito che ambisce a tornare a governare, non può far altro che misurare la propria esplicita contrarietà alla scelta di Corcolle - San Vittorino con le esigenze di un piano cittadino complessivo per i rifiuti, che deve garantire a Roma (e quindi anche ai nostri quartieri) di non cadere in una terribile emergenza "monnezza per strada". Obiettivo conseguibile solo se si armonizzano le battaglie e le proposte politiche col Partito di Roma e con i Gruppi consiliari di ogni livello, come noi stiamo facendo e continueremo a fare nella vicenda, che scommetto sarà lunga e complessa, oltre a garantire ai cittadini di Corcolle una solidarietà e una vicinanza costante per lo loro iniziative civiche, senza la brama di strumentalizzarle per trarne facile consenso politico. La ringrazio per l'opportunità di condividere queste riflessioni con Lei e con i Suoi lettori e Le auguro buon lavoro. Andrea Sgrulletti Segretario Pd Municipio VIII

8 8 L NUMERO 17 ANNO IV GALLOTTI, SINDACO TIVOLI: "UN CLAMOROSO ERRORE" ANCHE LA CITTÀ DI TIVOLI, COME ALTRE AREE CONFINANTI CON IL SITO DI CORCOLLE, SE- GUE CON ATTENZIONE LA VICENDA DELLA DISCARICA. ABBIAMO CONTATTATO IL SINDACO DELLA CITTADINA, SANDRO GALLOTTI, CHE ESPRIME I SUOI DUBBI SULLA DECISIONE PRESA. n clamoroso errore". Così il sindaco di Tivoli Sandro Gallotti defini- la possibilità che venga realizzata una discarica tra Corcolle e Usce San Vittorino. Il comune, che confina con l'area destinata a discarica, vanta la presenza di un sito archeologico di importanza mondiale quale Villa Adriana, riconosciuta dall'unesco Patrimonio dell'umanità. "Come amministrazione comunale c'è grande preoccupazione per la scelta effettuata - commenta il sindaco Gallotti - Pensare di associare i rifiuti ad una ricchezza storicoarcheologica che tutto il mondo ammira è un azzardo che non può essere PRENESTINO - COLLATINO A qualcuno la discarica piace IL SOLE 24 ORE PUBBLICA UN ARTICOLO IN CUI SVELA GLI INTERESSI ECONOMICI CHE SI NASCONDEREBBERO DIETRO LA DISCARICA. NON SOLO DISCARICA UN POLMONE VERDE. È ANCHE E SOPRATTUTTO QUESTO L'AREA DESTINATA A DISCARICA TRA CORCOLLE E SAN VITTORINO. TRA NATURA E RESTI DELLA RESIDENZA DI ADRIANO, SI RI- SCHIA DI IMPRIMERE UNA FERITA A QUESTA DELICATA ZONA. n triangolo di natura e arte tra i quartieri di Corcolle e San Vittorino. 170 ettari di ter- che raccontano secoli di storia e di bellezze naturali. È anche questo la grande Ureno area verde, destinata a diventare discarica, che accoglie l'antico castello di Corcolle e che, sotto le sue pietre di tufo, conserva "tracce di tombe romane antiche" come spiega chi vive da 40 anni qui. Un museo nascosto, arricchito dalla presenza della vicina Villa Adriana patrimonio Unesco dal A questa porzione di periferia, finora incontaminata, si accede da via Zagarolese. Il sentiero sterrato all'interno è intervallato da ponticelli, sotto i quali scorre un corso d'acqua perenne che alimenta le preziose falde acquifere. Tra uliveti, terreni agricoli e un laghetto artificiale per la pesca sportiva, qui nidificano i gufi. Un ambiente delicato e che negli anni ha subìto già delle ferite. Alla cava attiva sottostante il castello dove si scaricano materiali inerti, un altro intervento umano ha cambiato l'aspetto di questo polmone verde. I lavori per la realizzazione della discarica hanno tagliato la collina che circonda questa valle, sostituendo al verde degli alberi una muraglia alta oltre 100 metri. Per secoli chi è vissuto qui ha saputo rispettare le caratteristiche uniche di quest'area. Un patrimonio che nessun esproprio potrà poi restituire alla natura. E che appartiene non solo a chi ci vive e lavora, ma ad ogni cittadino. ANNA GIUFFRIDA a mia società per lo smaltimento di materiale inerte era antecedente alla notizia della discarica. La società di cui io sono amministratore non è collegata alla discarica. Io sono contrario alla discarica. Ci mancherebbe! Ho un agriturismo là. La lettera della Valeri non l'ho firmata perché nessuno mi ha chiesto niente. Io non sono certo il tipo che scende in piazza, sono abituato a rivolgermi alle persone di competenza". E' il commento rilasciatoci da Emiro Piccioni, proprietario del Castello di Corcolle, in seguito all'articolo pubblicato da Il Sole 24 ore, a firma di Andrea Gagliardi, sulla cronaca di Roma del 2 novembre. L'articolo in questione (C'è chi vuole la discarica a Corcolle ndr) racconta di uno scenario preoccupante. L'area destinata a Corcolle sarebbe di proprietà di una società elvetica, la Brixia. Questa società l'11 luglio 2011 (3 mesi prima dell'annuncio di Pecoraro, il 7 ottobre, e qualche giorno prima della dichiarazione del consiglio dei ministri di emergenza ambientale, il 22 luglio) avrebbe firmato un contratto di locazione con l'ecologia Corcolle s.r.l., di cui amministratore è Giuseppe, detto Emiro, Piccioni. Gli altri soci sono Alessandro e Nicoletta Botticelli. Ma c'è di più. La Brixia Verwaltungs, con sede in Svizzera, avrebbe come rappresentati legali Andrea Planner Terzaghi e Manuela Planner Terzaghi, moglie di Piccioni e amministratrice dell'agriturismo Castello di Corcolle. Il canone di locazione sarebbe di 6mila euro all'anno per una superficie di 24 ettari. Avrà durata di 30 anni. L'Ecologia Corcolle s.r.l. è nata il 6 luglio 2011, cinque giorni prima della firma del contratto di locazione, ed è una società per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti non pericolosi. La notizia riportata da Il Sole 24 Ore prospetta quindi uno scenario quanto mai preoccupante: dietro la discarica di Corcolle ci sarebbe qualcuno da mesi pronto per entrare nel business dello smaltimento dei rifiuti. Qualcuno molto vicino, che molti dei cittadini conoscono personalmente. FEDERICA GRAZIANI preso in considerazione". Il sindaco non nega di nutrire "grandi perplessità anche per i pericoli che potrebbero interessare le falde acquifere locali e quindi l'agricoltura e la salute pubblica, per i disagi che riguarderebbero i residenti e per una viabilità che rischia di non poter essere adeguata. Un quadro che non sembra proprio sia dei più ottimali per poter ospitare una discarica di rifiuti". Perplessità avvalorate dal fatto che questo comune, poco distante dall'ottavo municipio di Roma, "crede e vuole puntare sulla raccolta differenziata porta a porta, sugli impianti di riciclo e termo-compostaggio, sfide che ci aspettano nell'immediato futuro" spiega il sindaco di Tivoli. "Mi auguro che chi di competenza rifletta sull'opportunità di realizzare la discarica e prenda provvedimenti immediati". ANNA GIUFFRIDA REGIONE: "CORCOLLE SITO PROVVISORIO" NEI PIANI DELLA REGIONE LA DISCARICA DI CORCOLLE È TEMPORANEA, PER CONSENTIRE LA CHIUSURA DI MALAGROTTA E L'APERTURA DEL VERO SITO ALTERNATIVO A FIUMICINO. siti di Riano e Corcolle sono tempora- durano massimo 36 mesi". Dal- Inei, l'ufficio stampa della presidente della Regione Lazio Renata Polverini si sottolinea che le due aree individuate dal Prefetto sono provvisorie, in attesa di "realizzare l'impianto alternativo definitivo a Malagrotta che è l'area di Pizzo del Prete a Fiumicino". Il sito di Corcolle, come quello di Riano, sarebbero stati indicati da "un'analisi fatta dalla Regione stessa" nell'ambito del piano anti-rifiuti che entro l'autunno verrà portato in consiglio regionale per l'approvazione. "L'ordinanza che Polverini ha firmato, dove dice 'basta Malagrotta deve chiudere', precisa che il sito ritenuto preferibilmente idoneo per l'alternativa a Malagrotta è Fiumicino - ribadisce l'ufficio stampa della Polverini - La Regione sta portando avanti il progetto per realizzare l'impianto nuovo e all'avanguardia di Fiumicino, ma lì i tempi sono lunghi. Ci vogliono 36 mesi, e nel frattempo i rifiuti di Malagrotta devono trovare una sistemazione". La scelta definitiva di Corcolle, di competenza del Prefetto, creerebbe una 'Malagrotta 2' temporanea ma meno dannosa. "In questi siti provvisori andranno i rifiuti inerti, che vuol dire 'trattati' e non organici - fanno sapere dal palazzo regionale dell'eur - La Regione ha anche chiesto a Scolari e all'ama di far funzionare al massimo e a pieno regime l'impianto di trattamento meccanico biologico. Se funziona bene, nelle discariche piccole non arriva il rifiuto del cestino ma solo quello trattato, che non ha conseguenze per l'ambiente e le persone". Una destinazione, quella di sito per rifiuti inerti, che dovrà comunque confrontarsi con le dimensioni reali della discarica a Corcolle. ANNA GIUFFRIDA

9 PRENESTINO - COLLATINO NUMERO 17 ANNO IV 9 Il rischio? Un disastro ambientale BERDINI: "LA DISCARICA Quali sono i vincoli che ricadono sul sito destinato alla discarica? Dalle informazioni disponibili sull'area identificata ricadono almeno i seguenti vincoli: a) zona di interesse archeologico: tale vincolo del Piano Territoriale Paesistico Regionale interessa sostanzialmente tutta l'area indicata per la discarica b) beni di interesse archeologico areali - puntuali - lineari all'interno dell'area i. Beni di interesse archeologico areali: 2 Aree di interesse archeologico già individuate con ampia fascia di rispetto ii. Beni di interesse archeologico puntuali: 11 Beni puntuali individuati con fascia di rispetto. c) beni di interesse storico puntuale: i. Castello di Corcolle, la cui fascia di rispetto è a contatto, e in parte si sovrappone, all'area del sito di discarica d) beni di interesse archeologico puntuali, parte immediatamente all'esterno dell'area e parte all'interno: 8 Beni puntuali individuati con fascia di rispetto e) corsi d'acqua: a. Fosso dell'acqua Rossa b. Fosso delle Mole di Pance c. Fosso Mole di Corcolle Le fasce di rispetto ai corsi d'acqua occupano più del 70% dell'area indicata per la discarica. Oltre a quanto già detto sopra, altre fasce di rispetto che ricadono nell'area individuata sono quelle relative a strade, abitazioni nelle vicinanze, aree a vocazione agraria. Di che tipo di discarica stiamo parlando? Si tratta di una "discarica per rifiuti non pericolosi" in cui dovrebbero essere conferiti i rifiuti solidi urbani (RU o RSU) prodotti dal Comune di Roma ed altri Comuni (Fiumicino, Ciampino, città del Vaticano). Non è escluso che possano essere smaltiti anche rifiuti speciali non pericolosi (RSNP) prodotti da attività commerciali e industriali. In ogni caso i rifiuti dovrebbero essere ammessi in discarica solo dopo trattamento, secondo quanto indicato dalla normativa vigente nazionale e comunitaria, nonché come sottolineato anche in una nota del 2009 dal Ministero dell'ambiente. Non mi risulta però che la Regione Lazio sia in grado di dotarsi ad oggi e in tempi rapidi di impianti idonei al pretrattamento dei rifiuti prima del conferimento in discarica. Sottolineo inoltre che lo stesso studio preliminare redatto dalla Regione Lazio (o per conto della Regione) per l'individuazione dei siti di discarica rimarca che i rifiuti dovranno essere conferiti solo dopo trattamento nell'osservanza della normativa vigente sui rifiuti. Quali sono le conseguenze che ricadranno sull'ambiente e sulla cittadinanza? Le possibili conseguenze dipendono da diversi fattori, tra i quali: "dimensioni della discarica, e quindi tempo di vita della stessa (ho idea che se la discarica si farà non sarà temporanea come dice la Regione o il Prefetto); " eventuale pretrattamento o meno dei rifiuti prima dello smaltimento (non credo che i rifiuti verranno pretrattati prima del conferimento); " gestione operativa della discarica, ossia le modalità e le procedure di conduzione PARLA L'INGEGNERE AMBIENTALE VITO BRETTI IN MERITO ALLA POSSIBILE DISCARICA DI SAN VITTORINO - CORCOLLE. CICLO DI GESTIONE DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI IN ITALIA della stessa da parte del gestore; " fattori ambientali locali: profondità della falda, grado di permeabilità naturale del sottosuolo, direzione e intensità dei venti prevalenti. Considerando le informazioni passate ed attuali sulla gestione dei rifiuti e delle discariche nella Provincia di Roma non si prospettano buone notizie. La situazione a cui si potrebbe andare incontro è quella di impatto ambientale sulle acque sotterranee (potenziale contaminazione di falda idrica). Le emissioni gassose in atmosfera potrebbero invece comportare un forte disagio per i cittadini, in termini di impatto odorigeno, nel raggio di qualche chilometro. Inoltre il transito di mezzi pesanti che conferiscono i rifiuti avranno un impatto negativo sulla viabilità (traffico, deterioramento strade, ecc.). Nei pressi della futura discarica è presente un corso d'acqua. C'è il rischio di contaminazione? Il rischio principale e molto più grave è per le acque sotterranee. Infatti, il sottosuolo non sembra essere idoneo ad ospitare siti di discarica a causa di un probabile elevato grado di permeabilità. Il rischio, comunque alto, di contaminazione del corso d'acqua superficiale è legato per lo più alle piogge, che cadendo nell'area interna del sito della discarica possono scorrere fino al corso d'acqua citato e trasportare contaminanti al suo interno. La possibile contaminazione potrebbe avere ripercussioni sia sulla qualità chimica delle acque che sull'ecosistema biologico del corso d'acqua. La zona è anche a rischio esondazioni. Che tipo di conseguenze potrebbero presentarsi? Un'esondazione potrebbe comportare contatto delle acque esondate con la discarica con le seguenti conseguenze: " ingresso delle acque di esondazione all'interno del corpo discarica con aumento A CURA DELL ING. VITO BRETTI A CORCOLLE? UNA CATTIVERIA SOCIALE" TRA I TANTI PROBLEMI CHE SORGONO CON LA REALIZZAZIONE DI UNA DISCARICA A CORCOL- LE, QUELLO DELL'IMPATTO URBANISTICO È DEI PIÙ GRAVI. NE ABBIAMO PARLATO CON L'UR- BANISTA E SEGRETARIO WWF LAZIO PAOLO BERDINI. na discarica a pochi passi da casa. È Uquesto uno dei disagi che con la realizzazione del sito tra Corcolle e San Vittorino coinvolgerebbe migliaia di cittadini di una "zona fortemente popolata". Riferendosi a questo particolare vincolo Paolo Berdini, urbanista e segretario del WWF Lazio, ha definito la scelta di quest'area "una cattiveria sociale che trovo inaccettabile". "In quella zona aspettano un risanamento urbanistico, che non c'è da 40 anni - aggiunge Berdini - Lì ci sono pezzi di città pubblica che vanno ricostruiti, e mettere una discarica vuol dire distruggere per sempre quel pezzo di città". Da Malagrotta a Corcolle, i danni in cosa consisterebbero? "Malagrotta andava bene 45 anni fa perché era una zona completamente disabitata. Poi si creò attorno una città abusiva. Ma qui dobbiamo limitare il danno. Si pensi solo all'inquinamento delle falde e a tutti i camion con l'immondizia, che farebbero avanti e indietro da tutte le parti di Roma. È una decisione in commentabile. Perché accanirmi contro questa gente? Solo perché dietro il cambio con Malagrotta ci sono interessi speculativi ". Una scelta a cui è mancata un'analisi urbanistica. Quale potrebbe essere la soluzione per la questione rifiuti? "Non credo che la soluzione sia l'individuazione di due grandi discariche. Per la condizione di questa città deve, intanto, entrare in azione un'attività seria di selezione dei rifiuti che riduca di molto quello che va in discarica. E poi semmai c'è bisogno di una serie di piccole discariche, che non hanno questo impatto gigantesco come quella di Corcolle. Vanno fatte cose adeguate al tessuto urbanistico della città, che non sopporterebbe la grande discarica". ANNA GIUFFRIDA non controllato del battente di percolato all'interno delle vasche di smaltimento e sua possibile successiva tracimazione all'esterno con conseguente contaminazione di suolo, sottosuolo e acque sotterranee; " contatto tra i rifiuti e le acque di esondazione con conseguente contaminazione di queste ultime che infiltrandosi nel sottosuolo trasportano contaminati nelle falde sotterranee. Si prevede la realizzazione di due discariche. In cosa differiranno tra loro? Non credo che ci saranno differenze. Non ci sono informazioni in merito. Se ho ben interpretato lo studio preliminare della Regione, l'intenzione potrebbe essere quella di realizzare un primo invaso su un'area di 78 ettari (foto seguente: area rossa interna) e lasciarsi la possibilità di ampliare in futuro la discarica nell'area circostante per ulteriori 85 ettari (area blu esterna). Il documento della Regione Lazio sull'analisi preliminare della zona può spiegare cosa dice? Il documento, dal titolo "Analisi preliminare di individuazione di aree idonee alla localizzazione di discariche per rifiuti non pericolosi nella Provincia di Roma", contiene a mio parere un'analisi più che preliminare, molto scarsa nei contenuti specifici che possono giustificare la scelta dei siti. Tra l'altro il documento che ho potuto visionare non è neanche firmato! Leggendo il documento non emerge un'analisi che ha portato il redattore ad individuare i sette siti, tra cui Corcolle, ma sembra che i siti siano già stati scelti a monte dello studio e che in questo ultimo sia stato fatto, per ogni sito, solo un bilancio di tre diversi fattori: " fattori eslcudenti: il sito di Corcolle è quello che ne ha di più! " fattori da attenzione progettuale: il sito di Corcolle ne ha 2, di cui uno è relativo alla qualità della risorsa idrica; " fattori preferenziali: per Corcolle si citano l'agevole accesso e la presenza di discariche o cave. Mi risulta che in adiacenza al sito (che è in parte occupata da una cava) non c'è una discarica ma un sito autorizzato per ripristino ambientale!!!, cosa ben diversa dal dire che c'è già una discarica. Nelle premesse del documento della Regione si legge che in ogni caso, indipendentemente dal sito, i rifiuti dovranno essere conferiti solo dopo trattamento e che "La compatibilità accertata ha carattere esclusivamente preliminare, basandosi su considerazioni di carattere documentale, avendo essa il solo scopo di illustrazione dei siti. Ad essa farà seguito ogni campagna di indagine ed ogni iter procedurale necessario, così come previsti dalla normativa di settore e dalla tecnica progettuale e realizzativa". Si rimanda quindi a specifiche indagini necessarie a confermare o meno l'idoneità del sito, ma l'orientamento di urgenza della Regione sembrerebbe non lasciare spazio a tali verifiche. Quali analisi si sarebbero dovute fare sull'area prima di sceglierlo come sito per una discarica? Considerando i vincoli esistenti il sito non dovrebbe essere assolutamente scelto per una discarica o altre opere. Comunque preliminarmente ad ogni azione è necessario verificare l'idoneità attraverso una campagna di indagini ambientali, ad esempio geologiche ed idrogeologiche: sondaggi del terreno e analisi geotecniche per verificarne la permeabilità, verifica della presenza e profondità di falda acquifera, analisi anemometrica per valutare impatti su bersagli sensibili come ad esempio, nel caso di Corcolle, il Centro Agroalimentare di Roma (CAR) che serve praticamente tutta la città. Tutte queste indagini sono propedeutiche e funzionali ad una eventuale progettazione. Come è possibile che non siano state fatte? Secondo la buona pratica di progettazione, la normativa e la legislazione ambientali e tecniche di settore, ecc., non è possibile che non vengano fatte queste indagini. Il rischio? Un disastro ambientale! ELENA BRUNI

10 10 T NUMERO 17 ANNO IV PRENESTINO - COLLATINO PRINCIPE BARBERINI: "LA CULTURA NEL SECCHIO" iscendente di una delle più importanti fa- della nobiltà romana (è figlio della Dmiglie principessa Myrta Barberini Sciarra), Urbano Barberini è un attore, ma sul nostro territorio è prima di tutto un agricoltore biologico. E' in prima linea contro l'apertura della discarica. E' adirato per due motivi: per il danno storico e culturale che si rischia di causare e per il danno ambientale, che porterà gravi conseguenze non solo alla natura, ma a tutti i suoi colleghi agricoltori che perderanno la certificazione del biologico. Insieme a lui la grande attrice Franca Valeri, madrina del Ponte Lupo, che è stata la prima firmataria di una lettera inviata al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Un suo commento sulla scellerata decisione del Prefetto Se leggessi che gli egiziani hanno intenzione di realizzare una discarica vicino le piramide penserei che sono impazziti. Spero vivamente che la stampa straniera non legga questa notizia. Ci sono otto fattori escludenti che gravano su questo sito, che si trova al centro del Grande Acquedotto Romano. Restiamo allibiti di come si voglia risolvere questa emergenza creando un'emergenza peggiore. Villa Adriana si trova a meno di 2 Km. E che facciamo? VITE CALPESTATE TANTE LE FAMIGLIE CHE INTORNO AL SITO DELLA DISCARICA HANNO COSTRUITO LE LO- RO VITE. IL GOVERNO SE NE FREGA, IMPONENDO L'ESPROPRIO DEI LORO TERRENI. Il gruppo dei futuri espropriati. Sopra Alessia D'Alessandri e il suo ristorante Facciamo passare i turisti tra camion dei rifiuti e gli facciamo respirare il cattivo odore della discarica? Accanto c'è un borgo medievale, c'è una necropoli romana nel sito. C'è la sorgente dell'acqua Vergine e dell'acqua Marcia. E' un'area a rischio esondazione Quali le maggiori responsabilità? I tecnici del Prefetto in 24 ore hanno deciso per quel sito, ma avrebbero dovuto valutare le cose. Stanno creando una situazione peggiore. Questo governo si muove senza ascoltare le concertazioni locali e ci sta portando sulla strada di Napoli. Questa situazione è insopportabile. I Beni Culturali sono il petrolio del nostro Paese, se ci buttano i rifiuti sopra sarà un suicidio. Una discarica si realizza in un paese poco civilizzato. Da noi è diventata una risorsa per pochi e una devastazione per molti. Lei è soprattutto un agricoltore. Che danni subirete? Noi agricoltori saremo devastati, perderemo la certificazione del biologico. Le aziende chiuderanno e la gente perderà il lavoro. Rischiamo di causare anche un danno umano. Mi chiedo se la discarica è provvisoria perché devastare tutto, a che pro? Dopo tre anni che facciamo la bonifichiamo a 5 volte il prezzo? radizioni di famiglia, sacrifici, duro lavoro e soprattutto sogni. La discarica se verrà realizzata spazzerà via anche tutto questo. Ne sono esempio le tante famiglie che intorno alle cave dove dovrebbe nascere questo mostro ecologico hanno deciso di investire o che in quel posto, da 45 anni, tramandano le tradizioni della loro famiglia. E' il caso di Alessia D'Alessandri, proprietaria del ristorante Il Lago dei Cigni, che non solo verrà privata del suo ristorante ma anche del laghetto artificiale di proprietà della sua famiglia da ben 45 anni. Un laghetto che negli anni è diventato un punto di socializzazione importante per tutto il territorio. Un ristorante con vista discarica non è certo proponibile e così, a queste persone, il governo impone l'esproprio. Al diavolo i sacrifici delle persone, al diavolo il rispetto del loro lavoro. Per aprire il ristorante, Alessia e la sua famiglia si sono sobbarcati di un mutuo di 30 anni, da 2007 al Un grande sacrificio voluto per realizzare un sogno: quello di creare un luogo incantato in un'oasi naturale. Quello che infatti è oggi il loro ristorante: immerso nel silenzio della natura. Ma chi governa se ne frega delle vite umane che andrà a sradicare. "Abbiamo il ristorante da 6 anni, per aprirlo abbiamo preso un mutuo di 30 anni. Subiremo un danno non solo economico, visto che dicono che ci esproprieranno delle nostre proprietà, ma anche umano. Sono mesi che si parla di questa discarica, ma noi che ci abitiamo davanti non siamo ancora stati informati dei particolari e degli espropri. Tutto quello che sappiamo lo leggiamo sui giornali. Qui non è venuto nessuno, è come se non esistessimo". Da Alessia e dalla sua famiglia non è andato nessuno, come se non esistessero. In fondo qualche piccolo nucleo spazzato via cosa conta per chi governa una città intera. Qualche voto perso, niente di più. A questi cittadini, che regolarmente pagano le tasse, che lavorano con il sudore della loro fronte, non sono state fornite informazioni e, di certo, non sono stati consultate. Ma si tratta delle loro case, delle loro famiglie. Della loro vita. "Sono 45 anni che stiamo qua - continua Alessia- mio marito ci è nato, e ora vogliono trasformare questo posto nella discarica più grande d'europa. Io mi sono mobilitata, ma non c'è nessuno che mi vuole ascoltare. Probabilmente ci sono troppi interessi dietro, se sono anche passati sopra a tutti i vincoli paesaggistici ambientali e archeologici di questo territorio". E forse ci sono ancora più interessi se stanno passando sopra al vincolo più grande: quello del rispetto della vita altrui. FEDERICA GRAZIANI E rispetto al patrimonio culturale? Italia Nostra, in collaborazione con la Provincia, ha realizzato un testo dal titolo 'Agro Romano Antico', dove si evidenziano i vari percorsi archeologici. La metà dei percorsi finiranno nella discarica, l'altra metà la costeggeranno. L'UNESCO verrà a saperlo e non credo ne sarà felice. La cultura rischia di finire nel secchio! Sono fiducioso che questa decisione rientrerà nel più breve tempo possibile. Se così non fosse, difenderemo in tutti i modi pacifici la nostra cultura e la nostra storia. Questi sono tesori dell'umanità. Evitiamo di fare una brutta figura a livello internazionale. Confido nella sensibilità delle istituzioni, e soprattutto del Ministro Galan, sensibile al tema. Ha letto l'articolo de Il Sole 24 Ore? Siamo tutti molto preoccupati rispetto alle notizie riportate nell'articolo de Il Sole 24 Ore in merito alla costituzione di una società tra Emiro Piccioni e i fratelli Botticelli, per la gestione di una discarica, formata a luglio ancor prima che fosse nominato il Prefetto. Mi auguro che ci sia trasparenza su un affare così delicato che rischia di mettere a repentaglio la salute, l'economia e la bellezza di un territorio così importante. FEDERICA GRAZIANI LOZZI, COLDIRETTI TIVOLI: "UN DANNO ENORME PER LE NOSTRE AZIENDE" IL PRESIDENTE DELLA COLDIRETTI SEZIONE TIVOLI, EUGENIO LOZZI, SI SCAGLIA CONTRO LA SCELLERATA DECISIONE DEL PREFETTO. "CI STRAPPANO VIA IL NOSTRO LAVORO". a discarica non produce conseguenze Lsolo sull'ambiente, sulla cultura, sulla storia e sulle persone, ma anche sul lavoro di coloro che hanno sudato duramente per costruirsi un'attività nel rispetto della natura. E' il caso di alcuni agricoltori della Coldiretti, che hanno scelto il biologico e che oggi rischiano di perdere tutto. A rappresentare le voci di questi agricoltori è Eugenio Lozzi, Presidente della Coldiretti Sezione Tivoli: "Il 95% delle aziende agricole interessate a quel territorio sono Coldiretti. Il mio terreno è distante 300 metri dalla futura discarica. Il problema è che così ci toglieranno il biologico. Qui si crea un danno ambientale ma anche un danno al business. Ci tolgono un'opportunità che ci siamo creati. Addirittura ci tolgono i finanziamenti della Comunità Europea. Perché non è più biologico. E poi il danno all'immagine dell'azienda. Come faccio a dire che i miei prodotti vengono da San Vittorino, a ridosso della discarica? Io ho comprato il terreno nel 2003, sapendo che potevo fare agricoltura biologica. La mia azienda confina con le case di San Vittorino. Io ho donato alla chiesa un pezzo di terreno per fare il campo per i bambini. Se la mia azienda non fosse stata biologica come facevo a stare il quel contesto? Questo significa rispetto del territorio. Poi arriva qualcuno che se ne frega di tutto questo e ci mette una discarica". La Coldiretti si è stretta intorno ai cittadini e ai comitati di zona perché come dice Lozzi "sono i nostri migliori amici, sono coloro che usufruiscono dei nostri prodotti". Qualcuno si renderà conto che questa discarica rischia di strappare via per sempre l'identità e l'anima di questo territorio? ELENA BRUNI

11 C PRENESTINO - COLLATINO NUMERO 17 ANNO IV 11 PARLIAMONE IL 27 OTTOBRE PRESSO LA SALA DELLA PASTICCERIA DI GIARDINI DI CORCOLLE IN VIA SANT'ELPIDIO A MARE SI È SVOLTO L'INCONTRO ORGANIZZATO DALLA COLDIRETTI PER DISCUTERE CON I CITTADINI SULLA QUESTIONE DISCARICA. entinaia di persone sono accorse per assistere all'evento. Sono intervenuti Francesco Saltini, Presidente del Comitato di quartiere di Corcolle e dell'associazione Rifiuti Zero Corcolle, Roberto Catracchia, coordinamento regionale Lazio Rifiuti Zero, Eugenio Lozzi, Presidente sezione Coldiretti Tivoli, Vitangelo Tizzano, Direttore Coldiretti Roma, David Granieri, Presidente Coldiretti Roma. Presente all'evento anche il consigliere municipale Pd, Daniele Grasso, unico rappresentante intervenuto del Municipio VIII, tra l'altro il primo a presentare un atto ufficiale contro la discarica in tempi non sospetti (mozione ndr), al quale non è stata offerta la possibilità di intervenire al dibattito. Sono intervenuti invece il sindaco di Gallicano, Danilo Sordi, il sindaco di Casape, Luigino Testi, il consigliere comunale di Tivoli Pietro Lombardozzi e il Presidente regionale dei Verdi Nando Bonessio. Presenti inoltre molti comitati di quartiere VIII municipio, che hanno potuto intervenire e mostrare la loro solidarietà al quartiere di Corcolle e al borgo di San Vittorino. L'evento si è aperto con le dichiarazioni del sindaco di Gallicano: "E' importante creare un comitato unico. Non dobbiamo dare l'idea di essere i fratelli minori di Riano". La parola è passata poi al sindaco di Casape: "Porto a voi la nostra solidarietà e chiedo di offrirci la vostra". Ad introdurre il dibattito è stato il Presidente del Comitato di quartiere di Corcolle e dell'associazione Rifiuti Zero Corcolle, Francesco Saltini: "Avere il supporto dei comuni limitrofi non può che fare bene. Ci stiamo mobilitando sia come comitato che come associazione e abbiamo bisogno di tutta la vostra collaborazione e partecipazione". La palla passa poi a Roberto Catracchia, Coordinamento regionale Rifiuti Zero e membro del gruppo regionale della Federazione della Sinistra: "L' VIII municipio non può diventare un municipio di soli rifiuti e cemento. Come pagheranno la discarica? Con l'aumento della tassa sui rifiuti! Il Municipio VIII potrebbe presentare un ricorso al TAR e potrebbe incalzare il Comune. Dobbiamo creare un coordinamento per tutto il municipio. Siamo 250mila abitanti, non si ferma il problema a Corcolle". Iniziano poi gli interventi dei cittadini, nella figura dei loro comitati. Dal comitato di Tor Bella Monaca, a quello di Finocchio, a Torre Angela. Tutti in coro mostrano la volontà di partecipare a questa battaglia che oggi più che mai è sentita da tutti come propria. La parola passa di nuovo ai politici con Nando Bonessio che definisce il provvedimento del Prefetto "un'offesa al territorio", fino ad arrivare al consigliere comunale di Tivoli Lobardozzi che fa cadere il livello del dibattito sotto terra: "Dopo le prostitute e i nomadi ci portano anche i rifiuti". E già perchè le prostitute e i nomadi per questo genio della politica sono come i rifiuti. Conclude il dibattito la Coldiretti nella figura del suo presidente David Granieri: "Qui rischiamo che Roma diventi la città delle discariche. Con questo provvedimento noi agricoltori dovremo mettere tutto in liquidazione e mandare a casa i nostri operai". E alla fine l'appello più disperato è di Alessia, proprietaria del ristorante di fronte alla futura discarica: "Ho preso 30 anni di mutuo, aiutatemi a non veder svanire tutti i miei sogni". Al termine dell'incontro ci saranno attacchi forti contro la politica che, secondo alcuni, deve restare fuori dalla questione. Ma di politici ce ne erano molti all'incontro. E noi diciamo: meglio così. FEDERICA GRAZIANI "SE APRONO LA DISCARICA SAN VITTORINO MUORE" SAN VITTORINO NON SI ARRENDE ALLA DISCARICA E MINACCIA IL RICORSO AL TAR. a decisione di aprire una discarica nel- zona San Vittorino - Corcolle non va ma Comune e Regione si sono sempre op- valorizzazione dei monumenti del borgo, Lla giù a nessuno. Dopo Corcolle, scesa in piazza più volte, anche San Vittorino si comprometterebbe la campagna posti strenuamente affermando che questo mobilita. romana. E ora sono tutti d'accordo nell'aprire una discarica alle por- "L'apertura della discarica in zona è il colpo finale che segnerà la te di San Vittorino! È assurdo". morte definitiva di San Vittorino". La zona, a differenza dei quartieri circostanti nati abusivamente, Sono parole forti quelle di Fausto Colagrande, rappresentante dell'antico borgo. "Il nostro quartiere è abilenti al Medioevo e presenta una è uno dei pochi centri urbani risatato principalmente da persone anziane. In questo partiamo svantaggiati nelli idrogeologici della campagna romana. An- concentrazione del 70% dei vincola protesta: come possiamo portare in piazza degli ultraottantenni a protestare contro torino non si vogliono arrendere di fronte che per questo motivo i cittadini di San Vit- questa idea folle? Dopo il cimitero, aprire ad una decisione che li vede ancora una volta vittime piuttosto che protagonisti. "Stia- anche una discarica vuol dire abbandonare definitivamente San Vittorino al proprio mo pensando di organizzare una raccolta destino". Il grazioso borgo è infatti un luogo isolato di circa 400 abitanti la cui età me- Colagrande. Invece di valorizzare uno dei firme e faremo ricorso al TAR" conclude dia è considerevolmente alta. Tutti fattori municipi di Roma con più problemi, spesso che fanno di San Vittorino un quartiere che disastrato dove lo sviluppo urbanistico degli ultimi anni ha avuto la priorità sui servi- fatica a crescere. "Da 15 anni proponiamo di avviare uno sviluppo urbanistico sostenibile (utilizzando i soldi per le opere a scom- governo preferisce usarlo come discarica. zi e ha deturpato la campagna romana, il puto) che riguardi per lo più il restauro e la CRISTINA CORI VOCI DAL BORGO Tyler Berrettoni: Speriamo che non aprano questa discarica. Sono due anni che c'è il progetto, ma si sono ricordati tutti adesso del problema. Poi qua sembra che in pochi se ne interessino, forse ancora non si rendono conto di cosa comporterà. Domenico: Le discariche non vanno bene da nessuna parte, ognuno dovrebbe smaltirsela a casa l'immondizia che crea, così se ne produrrebbe meno. La plastica, ad esempio, meno si usa e meglio è. I sistemi per lo smaltimento sostenibile dei rifiuti ci sono e se li utilizzassero andrebbero in giro meno fannulloni. Il problema è che questi metodi non li vogliono usare. Francisco Ventura: La discarica non la devono fare. L'ideale sarebbe il riciclo, ma se proprio devono fare una discarica devono scegliere un posto più consono. Innanzitutto sorgerebbe a due passi dai centri abitati e penso che a nessuno faccia piacere abitare vicino ad una discarica che emana puzza. Poi comprometterebbe il paesaggio, i siti archeologici e le falde acquifere, (c'è anche una cascata nelle vicinanze). C'è anche da considerare che da queste parti è tutto coltivato, ci sono molti uliveti, ed una discarica così grande aumenterebbe ulteriormente il traffico della zona. CRISTINA CORI NOI NON CI STIAMO, ROMA DIFFERENZIATI l 5 novembre ore 10 in Piazza SS. Apostoli Ia Roma ci sarà una grande manifestazione per dire no al piano discariche commissariale e per chiedere un programma rifiuti zero per la città di Roma. Alla manifestazione parteciperanno molti comitati rifiuti zero, tra cui quello di Corcolle. Fiumicino, Riano, Corcolle, mala grotta e i sindaci del lazio chiederanno la raccolta differenziata porta a porta e la realizzazione di impianti di riciclo e compostaggio. Appuntamento alle ore 10 sabato 5 novembre in piazza SS. Apostoli. Non mancate! NASCE IL COMITATO RIFIUTI ZERO CORCOLLE nato il comitato Rifiuti Zero Corcolle, di cui Presidente è Francesco Saltini. "Non potevamo re- E stare fuori dalla lotta - spiega Saltini - Per farlo non dovevamo essere identificati in nessuno se non in noi stessi, ovvero i cittadini determinati a lottare senza compromessi contro questo scempio. Per questi motivi nasce l'associazione 'Comitato Rifiuti Zero Corcolle'. Questo comitato, con tutti gli altri comitati rifiuti zero e tutte le realtà che hanno aderito e intenderanno aderire, si prefigge l'obiettivo, non impossibile, di evitare la realizzazione di nuove discariche, e portare il ciclo dei rifiuti ad un valore più possibile vicino allo zero. Ci saranno iniziative, manifestazioni, incontri e azioni legali per opporci a questo sistema inadeguato alla nostra società, ma per farlo abbiamo bisogno di tutti. Non ci lasciate soli!". E ora non resta che iniziare la lotta. FE. GRA.

12 12 S NUMERO 17 ANNO IV PRENESTINO - COLLATINO Osa, da 30 anni a secco di servizi pubblici GLI ABITANTI DEL QUARTIERE OSA DA DECENNI VIVONO DOVENDO RINUNCIARE ALL'ACQUA POTABILE NELLE CASE. QUI DOVE OGNI SERVIZIO È UN MIRAGGIO, I CITTADINI CHIEDONO ALMENO L'ESSENZIALE PER SOPRAVVIVERE CON DIGNITÀ E IN SALUTE: LA RETE DELLE ACQUE CHIARE. re di attesa sotto la pioggia, ingresso Osbarrato e pazienti inferociti per il disservizio. È accaduto all'asl di Villaggio Prenestino lo scorso 25 ottobre, in una giornata di ordinaria pioggia stagionale. Gli utenti, in fila dalle sette di mattina per i prelievi e le visite mediche, hanno aspettato inutilmente fino alle nove e mezza che arrivasse la guardia giurata per aprire i cancelli. "Ci hanno detto che non c'è la guardia giurata e quindi non possono né aprire né farci entrare - dice esasperato il signor Luigi Isola - Dicono che non è arrivato perché partiva dall'ospedale opravvivere, da 30 anni, senza illuminazione pubblica, strade e soprattutto senza allaccio alle acque chiare. Nel quartiere di Osa, popolato da 200 famiglie, la pubblica amministrazione non ha mai portato i suoi operai per realizzare almeno le opere primarie. L'ultimo intervento, realizzato dal consorzio locale un anno fa, sono le fogne che avevano fatto sperare questi cittadini su un possibile allaccio all'acqua potabile per tutto il quartiere. "Sinceramente non mi interessa delle strade da asfaltare, se le fanno meglio, e se mettono la luce sono contenta. Ma una cosa vitale è l'acqua - dice esasperata la signora Maria Matera, abitante ad Osa - L'acqua che esce dai rubinetti è marrone. Qui ci sono anche tanti bambini, e per lavarci vado a riempire le taniche a Castelverde. Faccio sempre avanti e indietro, tanto che ho l'artrosi. So che quando hanno fatto Rocca Cencia, le fogne hanno camminato con l'acqua, perché qua no? Che siamo delle bestie?". Un servizio che, dopo decenni di promesse dei politici di turno, questi cittadini si aspettavano di ricevere dal comune. In attesa di quest'opera le famiglie hanno condonato case e terreni, pagando regolarmente le tasse su servizi anche inesistenti, e attrezzandosi con filtri e impianti di depurazione in casa. Ma nonostante queste spese, l'acqua dei rubinetti resta non potabile. "Qui l'acqua puzza. La doccia siamo costretti a farcela con quest'acqua, e dopo dobbiamo passare sul corpo boccette di acqua di colonia - commenta la signora Marisa Benedetti - Possiamo solo annaffiare le piante e farci la lavatrice, perché l'acqua viene riscaldata e purificata". Le fa eco la signora Francesca Benvenuto che aggiunge "Io venderei casa, dopo 33 anni così. Ogni settimana compro venti casse di acqua minerale, e con quello che spendo avrei acquistato altri due appartamenti". Disagi, spesso a caro prezzo, che in tanti decenni di abbandono si sono estesi ad altri servizi nel quartiere. Durante i lavori per la rete fognante, i cassonetti della spazzatura presenti nel quartiere sono stati tolti per consentire il completamento dei lavori. E ad oggi, mai più rimessi. "Li hanno tolti perché, ci hanno detto, ci sono troppe buche e i camion dell'ama non possono passare perché si rovinano - riferisce il signor Gianni Silvestri, che vive da anni ad Osa - Con la scusa delle fogne li hanno tolti, e poi nessuno è tornato a rimetterli. Ora bisogna arrivare alla Prenestina e buttarli vicino a dove passano le macchine". "Io sono vecchia e devo andare sulla Prenestina a buttare l'immondizia. È una vergogna" esclama la signora Lucrezia Ciardella. Un disservizio richiama l'altro, e per lo stato disastrato di via Cartoceto e delle traverse, da tempo qui non arriva più neanche il servizio di scuolabus. Eppure per chi non ha la possibilità neanche di bere un bicchiere d'acqua dal rubinetto di casa, il coro unanime resta "Devono darci l'acqua". E per ottenerla non aspetteranno ancora risposte che non arrivano. "Adesso non mi fermo più. Se è necessario ci incateneremo sulla Prenestina" annunciano questi cittadini di 'Roma Capitale'. ANNA GIUFFRIDA ASL VILLAGGIO PRENESTINO, CHIUSO PER RITARDO DA TRAFFICO È RIMASTA CHIUSA PER BUONA PARTE DELLA MATTINA L'ASL DI VILLAGGIO PRENESTINO, CAUSA IL RITARDO DELLA GUARDIA GIURATA PREPO- STA ALL'APERTURA CHE ARRIVAVA DALL'OSPEDALE PERTINI. UN'ATTESA BAGNATA CHE HA COSTRETTO MOLTI UTENTI A SALTARE ESAMI CLINICI. Pertini. Ma alle nove e un quarto non era ancora venuto nessuno, e dopo non facevano comunque più le analisi. Se avevo un po' di gente che mi dava retta, bloccavo la strada". Medici, infermieri e pazienti sotto la pioggia, con la rabbia che cresce per questi ultimi. "Qui non c'è un riparo, e la gente deve stare fuori a morire di freddo - denuncia il signor Luigi - Sembrava più che altro uno sciopero silenzioso. Comunque non è possibile che se manca la guardia giurata che ha le chiavi si debba restare fuori così. Ovunque c'è una sala d'attesa". Dopo una lunga e umida attesa la situazione si è normalizzata. Ma gli utenti si augurano, con l'arrivo dei mesi freddi e piovosi, di non essere condannati a restare fuori di nuovo. ANNA GIUFFRIDA

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14 14 NUMERO 17 ANNO IV PRENESTINO - COLLATINO Villaggio Prenestino, allagati dalle cunette intasate È BASTATA LA MANCATA MANUTENZIONE DI ALCUNE CUNETTE CHE CORRONO LUNGO UN TRAT- TO DI VIA FOSSO DELL'OSA, A VILLAGGIO PRENESTINO, AD ALLAGARE L'ESTERNO DELL'ABI- TAZIONE DI UNA CITTADINA DEL QUARTIERE. DOPO L'ALLUVIONE, ARRIVANO FINALMENTE GLI OPERAI DEL MUNICIPIO. A QUANDO LA PROSSIMA MANUTENZIONE? P er la grande acqua, prima c'era la cascata del Niagara qui sulle scale. Scivolava via tutto". La signora Palmira Ricci, abitante di Villaggio Prenestino, guarda con sconforto il giardino e l'orto che circondano la sua casa dissestati dall'abbondante pioggia dello scorso 20 ottobre. Un allagamento che si è fermato sulla soglia di casa e che non è stato contenuto dalle cunette che corrono lungo via Fosso dell'osa di fronte all'ingresso dell'abitazione della signora. "La grata che ho all'interno è strettina, e quando è tappato il tubo della fogna che c'è fuori l'acqua arriva dentro nel giardino - prosegue la signora Ricci - Qui non passano gli spazzini per pulire le strade. Sono andata anche al municipio e sanno che devono venire qui, ma avevano detto a settembre e non si sono visti. Qui ognuno però si fa il pezzo suo. Io la mia la pulisco, ma a 71 anni non posso stare ogni volta con vanga e piccone". La stretta cunetta che corre lungo il confine di alcune abitazioni di via Fosso dell'osa, dopo il violento temporale, era ancora invasa da terra e piante cresciute spontaneamente. Una condizione che impone una costante cura e manutenzione, e che, mancando, provoca l'otturamento del tubo di scolo. "I vicini non puliscono mai - si lamenta la signora Palmira - Qui ci vuole un uomo per farlo, io non ho la forza. E così tutta la roba pesante arriva da me che CORCOLLE, FOSSI SULL'ORLO DELLO STRARIPAMENTO sono l'ultima". A distanza di alcune ore, le tante sollecitazioni in municipio della signora Ricci si sono materializzate. Due operai con pala e camion per la raccolta hanno ripulito le cunette intasate, e restituito un po' di serenità a questa cittadina. Un intervento i cui risultati la signora si augura durino a lungo. Anche perché "non posso aspettare ogni volta che casa mia si allaghi", commenta alla fine la signora Palmira. ANNA GIUFFRIDA DOPO IL NUBIFRAGIO DI ALCUNE ORE DELLO SCORSO 20 OTTOBRE, I FOSSI CORZANO E SAPONARA SONO ARRIVATI QUASI A LIVELLO DI STRADA. IN PROGRAMMA DA SETTEMBRE 2011 IL PIANO MANUTENZIONE, MA PER QUESTI DUE CORSI D'ACQUA C'È ANCORA DA ATTENDERE. ono bastate alcu- ore di pioggia Sne intensa e abbondante a far riacutizzare l'emergenza fossi a Corcolle. Lo scorso 20 ottobre, al termine del nubifragio che ha colpito tutta Roma, i Fossi Corzano e Saponara hanno raggiunto il livello della strada sommergendo le canne che negli ultimi mesi sono cresciute rigogliose. I due corsi d'acqua, privi da alcuni anni della necessaria manutenzione, sono ormai sempre a rischio straripamento. I fossi, come ha confermato alcuni mesi fa il consorzio Bonifica Tevere Agro Romano, rientrano nel piano di manutenzione previsto del 2011 e Ma ancora non hanno avuto la priorità nell'agenda degli interventi. "La ditta ha iniziato a lavorare sui corsi d'acqua agli inizi di settembre, ma non possiamo essere contemporaneamente in tutti posti - spiega l'ingegnere Debora Pesa, dell'ufficio manutenzione del consorzio - In questo momento dopo il nubifragio, tutti i fossi sono una priorità. Usciti da questa fase di emergenze, in base alle segnalazioni verrà predisposto un programma di sopralluoghi e poi verrà data una priorità". Un'emergenza divenuta tale dopo anni di detriti accumulati sul letto dei fossi, che con una ordinaria manutenzione tornerebbero ad essere una risorsa per il quartiere. Una priorità, di fatto acquisita in questi anni di attesa, che deve fare i conti con la considerazione che "la programmazione prevista per il 2011 terminerà a settembre 2012" come precisato dall'ingegnere Pesa, che poi rassicura aggiungendo "stiamo cercando di fare il possibile". Ed è quello che i cittadini si aspettano, da anni. ANNA GIUFFRIDA ALLAGAMENTO COLLE DEL SOLE, OLTRE IL DANNO ANCHE LA BEFFA UN ALTRO QUARTIERE ALLAGATO IN SEGUITO AL NUBIFRAGIO DEL 20 OTTOBRE. ANCHE COLLE DEL SOLE SUBISCE LE CONSEGUENZE DI UNA MANCATA MANUTENZIONE E PULIZIA DELLE STRADE. E PER METTERCI UNA PEZZA, CHI INTERVIENE LO FA IN MODO 'INSOLITO'. anno fatto come quello che acco- la porta e sfascia il portone". Hmoda Non usa mezzi termini Luigi Isola, coordinatore del comitato di quartiere di Colle del Sole che, al termine del violento nubifragio del 20 ottobre scorso che ha allagato anche la via Prenestina e via Ollolai, ha assistito all'intervento 'anomalo' degli operai del municipio. L'acqua piovana che ha sommerso la Prenestina e via Ollolai è stata aspirata e gettata nei tombini delle acque chiare. "Quando si era già allagata la strada è venuto un furgone, che portava la tabella numero 507, per togliere l'acqua - riferisce il signor Isola - Ma quella che hanno preso dalla strada, l'hanno scaricata dentro i chiusini di raccoglimento delle acque chiare su via Ollolai". Una condizione che, come in altri casi, poteva essere evitata a monte con una costante e programmata pulizia delle strade e degli scoli intasati dalle foglie che in questi mesi cadono abbondanti. "Qui non passano mai a togliere le foglie e i chiusini si sono attappati - prosegue arrabbiato Isola - I primi di ottobre si sa che ci sono le piogge e cascano le foglie. E allora i tombini li vogliono pulire, o no?". Passata la pioggia e asciugate le strade, le foglie cadute diversi giorni prima continuano a creare una barriera che potrebbe creare i già noti problemi. Finora si è rimediato procurando oltre il danno anche la beffa, con lo scarico nelle acque chiare. Ma al problema basterebbe una scopa e un rastrello, per un servizio dovuto ai cittadini. ANNA GIUFFRIDA

15 PRENESTINO - COLLATINO NUMERO 17 ANNO IV 15 Sgomberati locali Ater, restituiti all'inutilità P olizia municipale, vigili del fuoco e un'ambulanza. Un dispiegamento di uomini e vetture che lo scorso 19 ottobre ha sgomberato e presidiato per quasi 12 ore alcuni locali occupati dell'ater nel quartiere popolare di Ponte di Nona. Dal pomeriggio alla tarda serata, l'intervento della municipale ha messo in strada una decina di famiglie, tra stranieri e italiani. Giovani coppie e mamme con figli minori che il giorno prima avevano aperto i cancelli dei locali chiusi dell'ater in via Candia. "Sono locali chiusi da tre anni senza uno scopo - spiega Daniele, occupante di uno dei locali inutilizzati - Non sono cantine, hanno solo uno scopo visivo. E qui c'è la gente che dorme sotto i ponti! Non voglio fare il padrone a casa degli altri, ma neanche dormire per strada sapendo che qui c'è un posto vuoto". I locali posti al piano terra delle palazzine colorate del quartiere, dopo le prime occupazioni e alcune incursioni di vandali, sono state in gran parte murate e lasciate senza allacci. Sale fredde, buie e senza servizi che solo per qualche ora si sono trasformate in rifugio per giovani famiglie e bambini. "Qui dentro non c'è niente. Non c'è proprio niente, neanche il bagno - dice Daniele, mostrando con un accendino uno dei locali-casa occupati - Il loro problema è che devono cacciarci, il mio è che non ho una casa. Non stanno facendo neanche un vero sgombero, perché hanno lasciato le nostre catene con i lucchetti e hanno messo dei cartelli. E io ho più paura a dormire per strada che a rompere un cartello del genere". Sette locali messi sotto sequestro non senza problemi e attimi di paura. Una donna marocchina incinta per un malore ha ricevuto i soccorsi dell'ambulanza, che già era sul posto. Un uomo nordafricano, dopo ore di attesa e contrattazioni con gli assistenti sociali per ottenere un alloggio per la sua famiglia, ha minacciato di darsi fuoco stringendo una bottiglia di benzina tra le DOPO UN GIORNO DI OCCUPAZIONE ABUSIVA DEI LOCALI ATER NELLE PALAZZINE COLO- RATE A PONTE DI NONA, DA ANNI MURATE E VUOTE, LA POLIZIA MUNICIPALE HA SGOM- BERATO UNA DECINA DI FAMIGLIE. OFFERTA A QUESTE GIOVANI COPPIE CON BAMBINI SO- LO LA CASA FAMIGLIA, E INTANTO I LOCALI RESTANO VUOTI E SOTTO SEQUESTRO. CIRIELLO, IL CORTILE SI FARÀ opo il recente sopralluogo alla scuola DCiriello nel quartiere popolare di Ponte di Nona, c'è anche la conferma del finanziamento dei lavori. La messa in sicurezza del cortile e l'installazione di giochi per i bambini della materna e delle elementari è uno degli emendamenti che a luglio è stato messo in bilancio. A sottolinearlo è il consigliere municipale Pd Daniele Grasso che ha spinto perché quest'opera fosse oggetto di emendamento. "Sei/sette mesi fa sono andato ARRIVA LA CONFERMA PER LA MESSA IN SICUREZZA DEL CORTILE DELLA SCUOLA CIRIELLO A PONTE DI NONA. IL CONSIGLIERE PD, DANIELE GRASSO, CHE HA SOSTENUTO LA RICHIESTA DI EMENDAMENTO IN FAVORE DI QUEST'OPERA, RASSICURA ANCHE SULL'ESI- STENZA DI UN FINANZIAMENTO AD HOC. lì e ho visto i bambini che non avevano nulla per giocare e sono rimasto impressionato - dice Grasso - A quel punto mi sono impegnato perché quest'intervento fosse inserito tra i lavori pubblici in bilancio". Confermato il finanziamento, si aspetta solo l'inizio dei lavori. "La cosa adesso va al dipartimento - prosegue il consigliere - Un emendamento ha un tempo di mani. A pochi metri in un altro locale buio, una ragazza irachena con il figlio di appena un mese è rimasta fino a tarda sera barricata dentro la stanza e seduta su un materasso. "Sono in Italia da tre anni - racconta la madre della ragazza, costretta a restare fuori dal locale dove si trova la figlia con il nipote - Ho cinque figli e sono senza lavoro. Dove vado adesso?". Le ore di incertezza trascorrono nell'attesa di sapere dove passeranno la notte i tanti bambini con le loro famiglie. "Qui ogni casa ha un minore - spiega Daniele - Quattro anni fa con la mia ragazza abbiamo fatto domanda per una casa, e quando è nata la mia bambina ho rinnovato le richieste. Sono anni che aspetto una loro risposta, e intanto ho chiesto anche la luce ad Acea. Io vorrei le cose in regola, voglio pagarle". Nella fredda serata l'esito della ricerca di un alloggio ha portato un magro risultato. "In totale siamo riusciti a trovare cinque posti, o adulti o bambini. Quindi ad esempio due mamme e tre bambini" fa sapere agli sgomberati l'assistente sociale, dopo aver raccolto i dati degli sfollati e fatto una ricerca per l'alloggio. "Io non posso fare niente, questa è la situazione" commenta poi l'assistente sociale. Nonostante le proteste di alcune giovani mamme che chiedevano un residence per stare anche con il compagno e la 'minaccia' di alcuni di togliere i sigilli e rientrare, alla fine, come annunciato, due mamme e tre bambini sono stati ospitati in una casa famiglia. A presidio dei locali nuovamente vuoti "è rimasta tutta la notte una pattuglia" riferisce uno degli occupanti. A poco è valso anche l'invito a recarsi in municipio il giorno dopo per chiedere un alloggio. "I residence non ce li danno. L'unica cosa è la casa famiglia o dentro le sale di una chiesa - dice Valentina, giovane mamma sgomberata - Adesso sto da mia madre, ma siamo in sette e la casa è un buchetto. Nel residence dove adesso sta mia cognata ci sono 22 appartamenti vuoti. Perché lasciarli così? Dateli alla persone che hanno bisogno!". Ma una richiesta simile ha già avuto una risposta. "Gli abbiamo anche detto 'che ci fate con questi uffici?' e loro ci hanno risposto 'li muriamo un'altra volta'". Nel nome dello spreco e dell'indifferenza. ANNA GIUFFRIDA lavorazione di almeno un anno. Il finanziamento comunque è certo, quindi almeno su questo non ci sono problemi. Si tratta di 10mila euro, destinati fondamentalmente alla realizzazione di giochi standard come il castello, lo scivolo e delle altalene". Una certezza in più sul futuro di questa scuola e dei suoi piccoli studenti. ANNA GIUFFRIDA

16 16 L NUMERO 17 ANNO IV inaugurazione, speriamo che ce la facciamo, dovrebbe essere la prima settimana di dicembre". Nonostante gli aiuti promessi e mai arrivati, i lavori di riqualificazione degli spazi della Terra del Popolo, moneta di scambio nel comodato d'uso gratuito concordato tra la società Spazio Libero 2003 s.r.l. proprietaria del terreno e la Polisportiva Castelverde, procedono incessanti da fine settembre. "Qui era tutto disastrato. Dentro abbiamo fatto tutto il controsoffitto, abbiamo chiuso delle porte e creato gli spogliatoi, i bagni e la segreteria - dice Christian Cilia (nella foto), presidente della Polisportiva Castelverde - Ci avevano promesso che ci aiutavano, ma abbiamo cacciato tutto di tasca nostra. Li abbiamo chiesti la prima volta, la seconda. Poi basta. Non puoi andare a chiedere i soldi in giro alla gente". Un carico economico che la società è riuscita finora a sobbarcarsi, nella speranza di poter restare in quei locali più dei 5 anni previsti nel contratto di comodato. Un obiettivo importante per la Polisportiva, che non ha mai rinunciato all'idea di acquisire del tutto quegli spazi. "Finora abbiamo speso PRENESTINO - COLLATINO Polisportiva Castelverde, si avvicina il taglio del nastro NONOSTANTE SIANO SFUMATI GLI AIUTI ECONOMICI PROMESSI A LUGLIO, I LAVORI NELLA TERRA DEL POPOLO DA PARTE DELLA PO- LISPORTIVA CASTELVERDE PROCEDONO. COME NEGLI ACCORDI, IL GRUPPO POTRÀ STARE IN QUESTI LOCALI A PATTO DI RIQUALIFI- CARLI. MA LA POLISPORTIVA PROVA A GUARDARE OLTRE QUESTA SCADENZA. sui 30mila euro. Ed è tanto al pensiero che tra cinque anni ce ne dobbiamo andare e comunque abbiamo speso dei soldi - spiega Christian Cilia - Abbiamo in mente di avanzare delle proposte alla società che ce l'ha data, ma ancora è presto. Dobbiamo prima vedere a quanti iscritti arriviamo e se la facciamo a funzionare bene. Dalla gente arrivano tante richieste per sapere quando ci trasferiamo e che corsi ci saranno". Il programma è in fermento e il gruppo sta valutando vari corsi da aggiungere a quelli già previsti: dal judo, karate e taijiquan alla ginnastica artistica e la nuova disciplina del ballo, e a pista completata il pattinaggio. "Il pattinaggio ancora non può partire perché dobbiamo sistemare la pista. Stiamo chiedendo dei preventivi, ma dobbiamo valutare - dice il presidente della Polisportiva - Ci sono ancora cose da fare, come la messa in sicurezza per i bambini degli spazi attorno e i lavori di riscaldamento che partono in questi giorni". Ma, in questo progetto coraggioso e dispendioso, c'è anche chi ha voluto dare un proprio contributo. "I bagni della palestra li ha offerti tutti un mio amico, Marcellini Ceramiche. Lui ci ha offerto tutto quello che serve nel bagno, dalle ceramiche al piatto delle docce - aggiunge Christian Cilia - Non era preventivato, ma ci ha detto che gli basta avere uno striscione da cui si capisca che ha contribuito ai lavori della Polisportiva". E chissà che entro i prossimi cinque anni, dopo tanti benefattori fantasma, non si risvegli in alcuni il desiderio di sostenere e preservare un gruppo che da anni opera nel quartiere. E come volevasi dimostrare, e scritto in tempi non sospetti, il comodato d'uso gratuito si è trasformato in una spesa per la Polisportiva pari a 30mila euro. Per ora. E che tutti coloro che hanno fatto a gara per offrire il loro aiuto caritatevole si sono dileguati. ANNA GIUFFRIDA C/C ROMA EST, I DIPENDENTI DELL'APPLE STORE IN SCIOPERO oi della mela siamo alla frutta". Que- è stato lo slogan che venerdì 28 Nsto ottobre i dipendenti dell' Apple Store del centro commerciale Roma est hanno usato per il loro sciopero e che in poche parole riassume la situazione dei lavoratori Apple. Mentre i clienti erano in fila davanti alle vetrine "della mela", per l'uscita dell'ultimo i - phone, i dipendenti dell'apple Store erano in sciopero per fa valere i propri diritti. "Da mesi - spiega un comunicato stampa firmato dal coordinamento lavoratori Apple e la segreteria di FLAICA Roma ( Federazione lavoratori agro - industria commercio uniti) - i dipendenti sono impegnati in I DIPENDENTI DELL' APPLE STORE IN SCIOPERO PER VEDER RICONOSCIUTI I PROPRI DIRIT- TI. DOPO UN PRIMO INCONTRO CON I LAVORATORI, L'AZIENDA LATITA. IL FUTURO PROMES- SO DALLA "MELA"NON VALE PER I SUOI DIPENDENTI. un confronto con l'azienda, diretto a migliorare: le condizioni del salario, la sicurezza dignità e aspetti riguardanti anche la considerazione del parere dei lavoratori Apple, espresso dai loro rappresentanti". Nei mesi scorsi, infatti, la FLAICA attraverso i rappresentanti nominati nell'apple Store aveva presentato alcune proposte all'azienda come testimonia una nota pubblicata sul sito "In relazione alla presenza della Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) eletta nel punto vendita Apple, si ritiene necessario provvedere ad un adeguamento normativo e contrattuale delle condizioni, anche economiche, applicate ai dipendenti del punto vendita Apple sito in Roma, via Collatina 858, presso il Centro Commerciale Roma- Est"[ ] Considerate l'elevata mole di lavoro del punto vendita di Roma, la promiscuità nello svolgere mansioni superiori, l'alta specializzazione necessaria, si conviene di stabilire un premio aziendale fisso di 200 netti per tutti i dipendenti in forza all'unità produttiva con rivalutazione annuale su base ISTAT.[ ]". Oltre agli aumenti di denaro le proposte riguardavano anche questioni legate ai ticket per i pasti, le telecamere all'interno del punto vendita, la malattia, l'aumento del monte ore dei permessi sindacali e alcune variazioni contrattuali sull'orario lavorativo dei dipendenti. Dopo questo incontro avvenuto, sembra, che l'azienda si sia chiusa a riccio, senza fornire alcun tipo di spiegazione, né tantomeno risposte nei tempi previsti che erano stati fissati per settembre. per questo motivo si è scatenata la protesta. I dipendenti Apple hanno chiesto una riapertura del dialogo con l'azienda e una maggiore tutela, altrimenti, tutti quei buoni propositi, di cui la Apple riempie le pubblicità, saranno destinati a rimanere un sogno proprio e soprattutto per i loro dipendenti, che invece dovrebbero essere i primi a credere nella politica della loro azienda. ANDREA CAVADA VIA MASSA SAN GIULIANO, METTICI PURE UN SEMAFORO A CASTELVERDE, DOPO I LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE DEL MANTO STRADALE, FORSE ARRIVERANNO ANCHE I SEMAFORI lavori di rifacimento di strade e marcia- continuano a Castelverde. Dopo al- Ipiedi cune modifiche ai marciapiedi, manca solo la segnaletica orizzontale che, a breve, sarà ultimata. Intanto nella viabilità di via Massa San Giuliano potrebbero esserci delle novità. Il Municipio e il Comune, dopo alcuni sopralluoghi, hanno approvato la delibera per l'installazione di quattro semafori. "Ancora non c'è un progetto né un bilancio, è stato solo richiesto uno studio all'atac. Dopodiché servirà anche il parere della polizia municipale", afferma Marco Dari, presidente del consiglio dell' VIII municipio. I semafori potrebbero essere quattro, di cui tre pedonali a richiesta in prossimità delle scuole di Castelverde: vicino alla posta, a via Città Sant'Angelo e a Largo Rotello, dove sorge il nuovo asilo. Il quarto semaforo potrebbe riguardare invece il bivio tra via Massa San Giuliano e via Ortona de' Marsi per il quale, a causa della scarsa visibilità e del crescente numero di automobili che lo attraversano, è previsto un semaforo non solo pedonale, ma che regoli anche il traffico automobilistico. "È un incrocio che riteniamo possa risultare pericoloso - spiega Dino Landi, presidente del Comitato di Quartiere Castelverde - per questo abbiamo chiesto che venga posizionato un semaforo anche lì. La richiesta è passata al settimo dipartimento e sarà un procedura un po' lunga". Ma non tutti pensano che sia una soluzione adeguata alla mobilità del quartiere. Gli abitanti infatti non si sono mostrati d'accordo per il semaforo che andrebbe a gestire l'incrocio. "I semafori pedonali potrebbero essere una buona cosa per i bambini che vanno a scuola, però non migliorerebbe affatto il traffico, anzi peggiorerebbe la situazione: si bloccherebbe tutto" dice Alessio Di Giuseppe, che abita e lavora a Castelverde. "Il traffico diventerebbe terribile, però sono d'accordo per l'installazione dei semafori davanti alle scuole", afferma Lucio Di Giulio. "Servirebbero in prossimità delle scuole: è più sicuro per i bimbi - dice Arianna Pennacchini, una mamma che ogni giorno va a prendere i figli a scuola - ma all'incrocio con Ortona de' Marsi è inutile perché lì il traffico scorre bene". CRISTINA CORI LA PRECISAZIONE In seguito all'articolo pubblicato nel numero scorso dal titolo 'Movimento no discariche A 'Circolo' chiuso", il presidente del comitato di quartiere di Castelverde, Dino Landi, precisa: "Il comitato è assolutamente contrario alla discarica, ma non ha il tempo per organizzare manifestazioni a riguardo e, visto che ci sono organizzazioni che si occupano del caso, loro li appoggiano, ma non possono fare di più". Quindi non sono fuori dal Movimento no discariche per scelta, ma per mancanza di tempo.

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18 18 NUMERO 17 ANNO IV PRENESTINO - COLLATINO Stazione di Lunghezza, nuovo binario vecchi problemi S quasi un anno dalla rottura dei pan- solari, in seguito alle gelate del Anelli dicembre dell'anno scorso, arrivano i primi sopralluoghi nelle case popolari di Colle degli Abeti. Una ricognizione, seguita ad un incontro negli uffici dell'assessore comunale Antoniozzi, che ha interessato anche altri problemi che gli appartamenti presentano dalla consegna. "Siamo andati da Antoniozzi e abbiamo parlato con il suo segretario. Abbiamo portato una lista con tutti problemi che si trovano in zona - dice Mohammed Amr, presidente del comitato case popolari di Colle degli Abeti - Sulla questione pannelli solari, avevamo mostrato la perizia fatta dai tecnici chiamati dal signor Tetecher. Ma ci hanno detto che non era una perizia di parte e quindi sono andati gli ingegneri della Romeo". "Sembra che si stiano muovendo - prosegue Amr - La I DISAGI PER I PENDOLARI SONO ALL'ORDINE DEL GIORNO tazione di Lunghezza ore 7:15. Un giorno lavorativo qualsiasi. Il parcheggio, un piccolo spiazzo antistante la stazione, è già pieno. Chi arriva adesso la macchina deve lasciarla nel prato. Il tempo di chiudere la portiera e poi di corsa verso l'affollatissima banchina. Non c'è nessun riparo per il freddo, solo la tettoia, ma se piove a vento ci si bagna lo stesso. Il treno quando arriva è già pieno, per salire bisogna spingere ed il tragitto bisogna farlo in piedi. Fortunatamente non ferma a Salone, ma i rom salgono comunque alla fermata successiva de La Rustica. Chi è seduto e deve scendere deve alzarsi due fermate prima per riuscire a raggiungere le porte. Quando si arriva a Tiburtina si è distrutti dal viaggio, ma la giornata lavorativa deve ancora iniziare. Queste sono solo poche per righe per descrivere le difficoltà che i pendolari affrontano quotidianamente per giungere sul posto di lavoro. Fortunatamente lo scorso 10 ottobre ha riaperto la Stazione Tiburtina, ora c'è il doppio binario. I problemi però su questa tratta rimangono sempre gli stessi. Carrozze affollatissime, aria condizionata fuori uso, treni in ritardo, finestrini e porte bloccate. COLLE DEGLI ABETI, CASE POPOLARI (FORSE) IN MANUTENZIONE SOPRALLUOGHI IN CORSO E PERIZIE ATTESE PER LE CASE POPOLARI DI COLLE DEGLI ABETI. DOPO UN INCONTRO TRA IL COMITATO LOCALE E I TECNICI DELLA ROMEO, INIZIA A VEDERSI QUALCHE SPIRA- GLIO PER LA CONDIZIONE DI TANTE FAMIGLIE CHE VIVONO NEL QUARTIERE CANTIERIZZATO. prima cosa che va fatta è la perizia su tutti i pannelli solari perché siamo arrivati all'esasperazione. Molti se li sono aggiustati da soli, ma tanti altri non hanno né i soldi per aggiustarli né la possibilità di pagare una bolletta che senza pannelli è aumentata del 30-40%". Disagi a cui si aggiunge il mancato funzionamento dei citofoni che "vanno rimappati perché installati male", e l'accensione dei lampioni su via Padre Ferro e Largo Dimiccoli. Due zone del quartiere da sempre lasciate al buio e all'oscuro delle ragioni di questo disservizio. Adesso arrivano le prime spiegazioni. "Largo Dimiccoli è più una questione del consorzio in generale che deve intervenire - spiega Amr - Invece su via Padre Ferro una gran fetta di responsabilità è delle Gherardi, che è una delle inadempienti che non ha pagato. Ci hanno detto che al momento stanno spingendo, in via bonaria, per sollecitare la Gherardi a mettersi in regola intanto con gli alloggi venduti". E in questa eterna area di cantiere, dove le strade continuano ad essere scambiate per piste da corsa poco sicure, si susseguono gli incidenti e i fuori pista. "Continuiamo a fare segnalazioni, perché continuano gli incidenti - aggiunge Amr - Abbiamo segnalato al comandante Di Maggio che via Mejo de Gnente è sprovvista di segnaletica di cantiere. Siamo sì area di cantiere, ma almeno le strisce gialle le dovrebbero fare. E senza, le macchine continueranno ad invadere l'altra carreggiata e investire". A volte bastano piccoli interventi per ridare civiltà, anche ad un'area di cantiere. ANNA GIUFFRIDA PONTE DI NONA: ARRESTATO KILLER PRONTO AD UCCIDERE I CARABINIERI LO HANNO BLOCCATO PRIMA CHE RIUSCIS- SE A FARE FUOCO. IL "KILLER" ERA GIÀ CONOSCIUTO DAL- LE FORZE DELL'ORDINE CON L'ACCUSA DI OMICIDIO COL- POSO PER AVER UCCISO UN TRANSESSUALE NEL Aseguito di una massiccia operazione volta al controllo del territorio, eseguita dai carabinieri della compagnia di Frascati, nel quartiere di Tor Bella Monaca, i militari hanno arresto un killer pronto a sparare. A finire in manette è stato A. V. un 41enne originario di Bolzano, da tempo residente a Roma e già conosciuto negli archivi delle forze dell'ordine. L'uomo è stato sorpreso a bordo della sua autovettura mentre era armato e pronto a fare fuoco. Mentre gli uomini della stazione di Tor Bella Monaca passavano al setaccio l'intero quartiere, spingendosi fino a Ponte di Nona, hanno notato un uomo a bordo della propria automobile, in sosta con fari e motore spenti. Con grande sangue freddo, i militari hanno fronteggiato la reazione del malvivente che, alla vista della divisa, stava per impugnare la pistola che teneva nascosta sul sedile, sotto la sua coscia, e sono riusciti a disarmarlo ed immobilizzarlo. La pistola: una beretta calibro 7,65, con quindici colpi nel caricatore ed uno in canna, pronto per essere esploso. L'arma è stata sequestrata. Una volta bloccato l'uomo, i carabinieri si sono recati presso la sua abitazione, dove hanno rinvenuto diverse dosi di hashish e cocaina, già confezionate e pronte per essere smerciate. Inoltre, hanno sequestrato euro in contanti, probabili proventi di attività illecite. Nel frattempo la pistola, con il numero di serie cancellato, è stata inviata ai carabinieri del RIS di Roma per gli esami balistici. L'arma potrebbe essere stata usata anche in altri episodi delittuosi, sia nella Capitale, che a livello nazionale. A. V. l'arrestato, ex guardia giurata di 41 anni, era già conosciuto dalle forze dell'ordine per l'accusa di omicidio colposo per aver ucciso un transessuale. ANDREA CAVADA "Io prendo il primo treno la mattina alle racconta Carlo, pendolare - ed è già abbastanza pieno. A Salone salgono dei Rom, non creano problemi particolari, però sporcano". Dello stesso avviso Paolo Polidori, anche lui pendolare della tratta Fr2: "Il servizio non è buono. I treni vengono da Avezzano e nel percorso incontrano la neve, il gelo per cui non sono mai puntuali. E i treni sono sporchi, sono pieni di rom. Sono un problema, sono troppi". Il problema principale però rimane il sovraffollamento delle carrozze. "Questa linea per la troppa gente che c'è non è più sufficiente - prosegue il sig. Polidori - perché la popolazione è aumentata moltissimo negli ultimi anni, mentre il servizio è rimasto lo stesso". Dello stesso avviso Gianfranco Proietti, anche lui pendolare: "Il servizio non è dei migliori, eppure basterebbe poco per migliorarlo, basterebbe aggiungere qualche carrozza in più". L'amministratore di Trenitalia, il dott. Moretti, dichiarò qualche mese fa: "Non si può pensare di fare investimenti per avere una flotta adeguata solo per le ore di punta, perché per il resto del giorno sarebbe sovradimensionata". In poche parole per le ferrovie il gioco non vale la candela. A questo punto verrebbe da dire ai pendolari: "Non si può pensare di fare il biglietto tutti i giorni, perché questo servizio non ne vale il prezzo". Giusto? PAOLO LUSTRI TRE INTERVENTI PER FAR MUOVERE PONTE DI NONA NUOVA IL COMITATO DI QUARTIERE DI PONTE DI NO- NA NUOVA CONTINUA A MUOVERSI SUL FRONTE MOBILITÀ. DOPO AVER OTTENUTO IL PROLUN- GAMENTO DI UNA LINEA DI AUTOBUS, PUNTA SUL RINNOVAMENTO E INCREMENTO DELLA LINEA FER- ROVIARIA FR2. l ferro resta la cura risolutiva per la mo- di Ponte di Nona Nuova", dice l'av- Ibilità vocato Gotti, consigliere del comitato di quartiere Nuova Ponte di Nona. Ad un anno dalle segnalazioni raccolte dal comitato, che hanno messo in moto la zona con il prolungamento di una linea di autobus, continua l'azione per chiedere un rinforzo della linea ferroviaria FR2. "Un anno fa abbiamo sollecitato la pubblica amministrazione su alcune questioni legate alla mobilità e qualche risultato c'è stato. Come lo 075 che non c'era e ha poi collegato il quartiere alla Prenestina e alla metro B - dice l'avvocato Corrado Stefano Gotti - Continuiamo però ad essere in contatto con gli altri comitati di quartiere per sollecitare lo scioglimento del nodo relativo alla mobilità su ferro". Tre le questioni poste sul tavolo dal comitato di Nuova Ponte di Nona. Dalla realizzazione di una fermata nel quartiere che ha già un parcheggio in grado di sostenere il traffico ferroviario, con il "paradosso di Lunghezza che ha la fermata ma ha parcheggi insufficienti", come chiosa l'avvocato. Inoltre si spinge per un aumento dei convogli del treno "che renda più efficace il servizio". E infine il prolungamento della percorrenza dei treni già esistenti fino alla stazione Termini "perché attualmente si ferma a Tiburtina, mentre lì c'è la possibilità di prendere due metropolitane", spiega l'avvocato Gotti. Impegni in agenda per il comitato e per gli enti coinvolti che restano la priorità per questo quartiere di recente realizzazione. "Abbiamo fatto esposti e denunce in passato e, sebbene siano stati fatti passi avanti sul fronte mobilità, continueremo a muoverci per l'importante questione treno", fa sapere infine l'avvocato e consigliere del comitato Gotti. ANNA GIUFFRIDA GRAZIANI EDITORE DIRETTORE RESPONSABILE - FEDERICA GRAZIANI STAMPA FOTOLITO MOGGIO Strada Galli 5, Villa Adriana (RM) REDAZIONE VIA MONTEPAGANO, CASTELVERDE (RM) tel facebook: La Fiera dell Est Grafica PIXEL scarl - Impaginazione Alessio Carta TUTTE LE COLLABORAZIONI SONO GRATUITE SALVO DIVERSI ACCORDI SCRITTI

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20 20 NUMERO 17 ANNO IV TORRI Via di Torrenova bancomat della criminalità locale agli inizi di settembre in via Torrenova Dsono state numerosissime le rapine che hanno coinvolto diverse attività commerciali. Ancora più interessante, è il modo in cui queste rapine avvengono: due uomini con il casco, verso le 19,30 di sera, entrano nel negozio, uno di loro si piazza al centro del locale minacciando il proprietario, mentre l'altro lo afferra, lo percuote al bisogno e si fa consegnare l'incasso della giornata. Poi entrambi gli uomini fuggono a bordo di una motocicletta scura senza lasciare traccia. "Era il primo ottobre, sono entrati due tizi con il casco, erano circa le 19, 30 - racconta Anna Staltani, proprietaria del bar in via Giuseppe Toraldo - mi hanno strattonata, poi hanno costretto mio marito ad aprire la cassa, lui ha provato a ribellarsi in un momento in cui erano distratti e gli hanno dato una testata con il casco." Accanto alla signora Anna, mentre parla, c'è anche suo marito, Pierino Binci, il quale porta ancora i segni dell'aggressione che ha subito (un ematoma sotto l'occhio destro e uno zigomo fratturato), il prezzo che ha dovuto pagare per aver reagito ai rapinatori, oltre al ricovero in ospedale. Pierino e sua moglie hanno paura, non riescono a capire come sia possibile che nessuno sia in grado di fare niente per evitare che si verifichi un'altra rapina. "Ci sentiamo abbandonati, a fine settembre hanno rapinato l'ottico, poi l'eurospin e lunedì 24 è toccato al bar Carbone, non ce la facciamo più" - commenta sconfortata Anna Staltani. La dinamica delle rapine la conosce bene anche la signora Anna Nardozzi, proprietaria del bar tabacchi in via di Torrenova 193. Anche la sua attività è stata rapinata sabato 15 ottobre, intorno alle 19, TRA IL MESE DI SETTEMBRE E QUELLO DI OTTOBRE, LE RAPINE NELLE ATTIVITÀ COM- MERCIALI IN VIA DI TORRENOVA, AVVENGONO CON UNA CADENZA QUASI REGOLARE E SEMPRE NELLA STESSA MANIERA. I COMMERCIANTI HANNO PAURA. Anna Staltani e Pierino Binci 30. "Hanno parcheggiato una moto scura qui fuori - racconta Anna Nardozzi - sono entrati in due con i caschi in testa, armati di pistola, hanno sparato un colpo (a salve - ndr), poi uno è rimasto al centro del locale, mentre l'altro è saltato dietro al bancone, mi ha spinta sbattendomi addosso al muro, ha svuotato la cassa, preso tutti i "gratta e vinci", poi entrambi sono scappati sulla moto". Alla signora Anna trema la voce mentre racconta quello che ha passato. Anche lei porta i segni dell'aggressione che ha subito (un taglio sotto al braccio destro e alcuni punti in testa a causa della caduta), perché ha provato a reagire. Anche la signora Anna ha paura ogni volta che apre la serranda della sua attività. "Qui siamo proprio allo sbaraglio - continua Anna - lo Stato non ci tutela, ci chiede solo soldi ". Agli inizi di settembre è stato rapinato anche il negozio di ottica su via di Torrenova, proprio accanto al bar della signora Anna Nardozzi, e sempre con la stessa dinamica. Poche settimane fa, i rapinatori hanno colpito un supermercato in via della Tenuta di Torrenova. Il 24 ottobre invece è toccato al bar ubicato tra via di Torrenova e via del Torraccio di Torrenova. Anche qui i rapinatori erano due, con il casco, la pistola e la moto. Nel giro di nemmeno due mesi, le rapine si sono avvicendate una dietro l'altra sempre con la medesima dinamica. La situazione in questo posto è fuori controllo, ci sono commercianti che vivono nella paura di poter subire l'ennesima rapina e altri che vivono con l'ansia di poter essere i prossimi ad essere rapinati. Si sentono abbandonati dallo Stato che non fa sentire la sua presenza sul territorio. "Come Commissione Sicurezza - spiega Fernando Vendetti - siamo attivi e abbiamo già avvertito il Questore di Roma dell'aumento delle rapine in zona. Il mio consiglio è quello di far montare ai commercianti un sistema di telecamere che, come si accorga di un'anomalia, mandi un segnale alle forze dell'ordine". Nessuno può prevedere dove sarà la prossima rapina, l'unica soluzione possibile sarebbe quella di aumentare il numero degli uomini e delle pattuglie sul territorio, ma con i tagli operati dal governo, che hanno portato la polizia a manifestare assieme ai suoi sindacati, aumentare i controlli non è possibile. TOR BELLA MONACA: ENNESIMA SPARATORIA ANDREA CAVADA DUE KILLER A BORDO DI UN'AUTO SI AFFIANCA- NO ACCANTO AL SUV DI UN PREGIUDICATO, IN VIA AMICO ASPERTINI, FANNO ESPLODERE SET- TE COLPI DI PISTOLA E SI DANNO ALLA FUGA. I CARABINIERI INDAGANO. nnesimo agguato avvenuto nel quartie- romano di Tor Bella Monaca. Nella pri- Ere missima mattinata del primo novembre, intorno alle 06.30, un ragazzo di 31 anni è stato ferito da alcuni colpi d'arma da fuoco mentre era a bordo della sua auto. La vittima dell'agguato si chiama Massimiliano Cogliano, un giovane pugile, appartenente alla categoria dei pesi massimi, di 31 anni già conosciuto dalle forze dell'ordine per alcuni reati legati al giro di droga. Erano circa le 6.30 della mattina del primo novembre, quando Cogliano si trovava a bordo della sua auto, un Suv, in compagnia della sua fidanzata e stava percorrendo via Amico Aspertini, nel quartiere di Tor Bella Monaca. Improvvisamente, due uomini, a bordo di un'altra auto, gli si sono affiancati ed hanno cominciato a sparare. I colpi esplosi, almeno sette, hanno centrato la vittima al collo e all'addome, lasciando illesa la compagna. Secondo le prime ricostruzioni fatte dai carabinieri, sembra che Cogliano sia riuscito anche a scendere dalla sua vettura nell'intento di scappare, ma gli aggressori avrebbero continuato a sparare per ucciderlo. La vittima è stata immediatamente trasportata al Pronto Soccorso del policlinico di Tor Vergata in gravissime condizioni, dove è stato operato d'urgenza, in prognosi riservata. Intanto sul posto sono continuate le indagini dei militari, che hanno ascoltato alcune persone che potrebbero essere coinvolte nell'agguato. Massimiliano Cogliano, 31 anni, ex pugile era impiegato come buttafuori in una discoteca nel quartiere dell' Eur ed era stato già vittima di un tentato omicidio. Quando il primo novembre del 2010 nel tentativo di sedare una rissa, scoppiata all'esterno del locale per cui lavorava, un giovane di 27 anni gli puntò una pistola al petto. Per sua fortuna, nel momento in cui il giovane tirò il grilletto, l' arma non sparò. ANDREA CAVADA GROTTE CELONI: DOPO FURIBONDA LITE ACCOLTELLA LA COINQUILINA ALL'INTERNO DI UN'ABITAZIONE DI VIA RAFFAE- LE FERRARI, UN UOMO ED UNA DONNA LITIGA- NO A CAUSA DI INCOMPRENSIONI DOMESTICHE, LUI PERDE LA CALMA, AFFERRA UN COLTELLO E LA FERISCE AL COLLO. ra la mattina del 19 ottobre quando i mi- della stazione di Tor Bella Monaca Elitari sono dovuti intervenire per arrestare un 34enne che, al termine di una furibonda lite, ha pestato a sangue e accoltellato la sua coinquilina. Verso le dieci di mattina i carabinieri della stazione di Tor Bella Monaca sono dovuti intervenire a seguito di una segnalazione fatta da alcuni residenti di una palazzina situata in via Raffaele de Ferrari nel quartiere di Grotte Celoni. Le chiamate pervenute in stazione segnalavano tutte delle strane grida, che pervenivano dall'interno di un appartamento, frutto di una lite. Giunti sul luogo i militari si sono trovati di fronte una donna 36 enne di origine nigeriana con il volto pieno di lividi e ricoperto di sangue. La donna alla vista dei militari è scoppiata in lacrime cercando di raccontare ciò che le era accaduto poco prima. I carabinieri una volta ascoltato la sua testimonianza, hanno immediatamente disarmato e ammanettato l'aggressore, un 34enne originario del Gambia. Una volta immobilizzato l'uomo, i militari hanno immediatamente sequestrato il coltello e cercato di ricostruire tutta la vicenda. La lite, trasformatasi in tragedia, sarebbe scaturita a causa di alcuni incomprensioni domestiche tra i due coinquilini. La vittima è stata trasportata al Policlinico Casilino a causa dei lividi, di un trauma cranico e di una ferita lacerocontusa all'altezza del collo dovuta al colpo infertogli con un coltello. Per l'aggressore invece si sono spalancate le porte del carcere di Regina Coeli, dovrà rispondere dell'accusa di tentato omicidio. ANDREA CAVADA TOR VERGATA: CROLLA LA FACCIATA DI U PALAZZO VIA GALVANO DELLA VOLPE. CROLLA PARTE DEL- LA FACCIATA DI UN PALAZZO DI RECENTE CO- STRUZIONE, SFIORATA LA TRAGEDIA, SI CERCA DI FARE CHIAREZZA SULLA VICENDA. "Per fortuna non c' è scappato il morto", direbbe qualcuno. Era il primo pomeriggio di sabato 22 ottobre, intorno alle 14, 30. Quando la quiete dei residenti della zona residenziale, di recente costruzione, in via Galvano della Volpe 57, è stata interrotta da un enorme boato che ha risuonato per tutto il quartiere. Le persone spaventate, sono corse ad affacciarsi dal balcone per accorgersi, con grande sgomento, che una parte della facciata del palazzo, all'altezza del quinto piano si era staccata precipitando nel vuoto, per poi schiantarsi nel cortile retrostante alla palazzina. A staccarsi è stata una fila di mattoni lunga circa sei metri e spessa un metro e mezzo. La fortuna ha voluto che in quel momento nessuno passasse di lì, quindi si è potuta evitare una tragedia. La stessa fortuna ha impedito che a quell'ora non ci fossero nemmeno i bambini che spesso usavano quel piccolo cortile per giocare. Quando i residenti si sono resi conto di cosa fosse accaduto, sono scesi per capire se nel piazzale ci fosse qualcuno. Dopo essersi sincerati che sotto le macerie non ci fosse nessuno e passata la grande paura, sono stati avvertite le autorità competenti che hanno recintato l'intera area e ora stanno svolgendo accertamenti per capire come sia potuta accadere una cosa simile, visto che tutti i fabbricati non hanno nemmeno 10 anni di vita. ANDREA CAVADA

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