Sono trascorsi ormai diversi giorni dalla notizia del ritrovamento

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1 maggio 2008 Sono trascorsi ormai diversi giorni dalla notizia del ritrovamento di una giovane donna strangolata in casa in via Cagliero 14. I giornali hanno precisato che era cinese e prostituta. La notizia ha subito percorso le vie del quartiere ed è passata di bocca in bocca in quei giorni, per poi spegnersi così come si era accesa, non senza i soliti giudizi grossolani, i commenti sarcastici e quelle risatine autentiche aborti di pensiero. Ho ripensato a quella giovane donna e ho ripensato alle giovani donne incontrate da Gesù, anzi all amicizia e alla cordiale simpatia che il Signore aveva per prostitute e peccatori ignorando il disprezzo di quanti si sentivano migliori. Nel suo amore per i peccatori Gesù ha tollerato addirittura di essere toccato fisicamente da una prostituta nota in tutta la città (Lc 7,37-50). Mentre si trova a tavola a casa di un fariseo, questa donna gli si avvicina, gli lava i piedi con le lacrime, glieli asciuga con i capelli, glieli profuma con amore. Erano i preliminari del suo mestiere, gesti fatti tante altre volte da questa donna a pagamento, che ora compie gratuitamente. Gesù la lascia fare, e così contrae impurità esponendosi al rimprovero del suo ospitante: «Costui non è un profeta, se fosse un profeta saprebbe che tipo di donna è questa» (Lc 7,39). E il Signore: «Siccome ha molto amato, le sono rimessi i suoi molti peccati!». 1

2 Gesù ama i peccatori e li ama secondo il modello di Dio, secondo il canone ricevuto dal Padre: ed è attraverso questo amore che egli narra l autentico atteggiamento del Padre che conosce il cuore assetato di ognuno di noi. Ogni peccatore in profondità è un uomo in attesa di poter piangere tra le braccia di Dio, qualunque sia il sentiero di morte su cui si è incamminato: presto o tardi viene l ora in cui ogni uomo desidera solo mettere il suo capo tra le sue braccia, perché è stanco del proprio peccato. Proprio per questo motivo Gesù dice a quanti non capiscono il vero volto del Padre: «I pubblicani e le prostitute vi precedono nel regno di Dio» (Mt 21,31). Non so in quale penoso circuito si fosse andata a cacciare quella giovane donna, non conosco le motivazioni che l hanno indotta a vendersi, a vendere il suo corpo per amplessi improbabili ma il mio pensiero è andato anche a quei signori, chiamati clienti, in cerca di piacere a pagamento, incapaci di costruire relazioni significative con una donna se non per servirsene per se stessi, per «godere». Sono letteralmente sotto gli occhi di tutti l edonismo e la sensualità che si impongono come modello culturale dominante. Un modello che mette in evidenza, tra l altro, l incapacità diffusa nell educazione agli affetti. Alimentiamo la mente dei nostri figli con lo studio, con la matematica, la scienza e le lingue; noi stessi ci prendiamo cura della forma fisica frequentando palestre e facendo jogging ma chi insegna l arte di amare ai nostri figli? Noi stessi l abbiamo mai appresa? I nostri ragazzi sono destinati ad arrangiarsi perché, in fondo, siamo convinti che ognuno di noi si sia in qualche modo fatto da sé, che su queste cose ognuno debba cavarsela da sé. È vero, senza piacere non facciamo nulla. E forse anche la fatica della riflessione morale cristiana a rendersi comprensibile ci fa pagare un prezzo troppo alto nell educazione degli affetti. La ricerca del piacere è ciò che da sapore alla vita. Se noi non provassimo piacere, che sarebbe la nostra vita? È dal piacere che proviamo che viene la gioia e troviamo senso a tante cose. Quando non c è il piacere molto spesso c è la malattia. Tutte le scienze ce lo dicono: ad esempio, quando uno non mangia con piacere, ma mangia solo per nutrirsi è malato. Significa che gli manca una componente di piacere nella vita. Allo stesso modo come è possibile anche fare figli senza piacere, che rapporto è se non c è piacere tra uomo e donna? Il problema nasce quando il piacere viene ricercato per se stesso, come scopo, fine di un io auto-riferito: è allora che si entra in un girone infernale. Pensiamo al piacere del cibo e della sessualità: se uno vive il matrimonio per il piacere, dovrà sicuramente riconoscere che non gli basterà la moglie o il marito, e avvertirà l esigenza di cercare il piacere là dove viene offerto. Se uno viene vinto dal piacere in rapporto al cibo, facilmente passa alla bulimia e così molte malattie dell occidente sono dovute soprattutto ad un mangiare che va oltre i limiti di quello che è necessario, quasi una ricerca di sazietà senza limiti. Nel vangelo di Giovanni c è un brano in cui Gesù denuncia l ipocrisia dei benpensanti. È la pagina dell adultera: una donna colta in fragrante viene condotta davanti a Cristo che deve esprimere un giudizio. I farisei attendono che Gesù la condanni, ma egli si limita a scrivere per terra, finché, incalzato con insistenza, esclama: «Chi è senza peccato scagli per primo la pietra contro di lei» (8,7). f ogl i o nformativo - n maggio

3 Lui solo, essendo senza peccato, poteva scagliarla, ma non lo fa. Gli accusatori, a partire dal più anziano, uno dopo l altro se ne vanno. Ed ecco la conclusione: «Va e d ora in poi non peccare più». Nessuna condanna, solo misericordia. C è una parola di Gesù che dovrebbe sempre inquietare i nostri cuori addormentati e ottusi: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite Noi vediamo, il vostro peccato rimane» (Gv 9,41). Dobbiamo convincerci che nulla ci è estraneo. Leggiamo sul giornale che una persona ha compiuto un gesto violento e diciamo: che orrore! Com è possibile? Lo diciamo per difenderci dalla suggestione, quasi per esorcizzare la nostra paura profonda. Non dobbiamo pensare tuttavia che tutto ciò ci sia estraneo. Quante volte succede che scopriamo di avere nel cuore pensieri simili? Quanto di terribile un uomo o una donna sono capaci di fare lo potremmo fare anche noi, ma possiamo essere capaci di respingerlo se abbiamo educato il nostro cuore ad andare insieme alla nostra mente, riuscendo a dire dei no ad alcune pulsioni e istinti che ci abitano. Il vero miracolo, la vera educazione del cuore, l intelligenza delle intelligenze è riconoscere che siamo peccatori: siamo noi i pubblicani, siamo noi le prostitute. E tutti siamo nella condizione di apprendere l arte di amare. C è un detto dei Padri del deserto che recita così: «Chiesero ad un anziano: Come mai alcuni dicono di vedere gli angeli?. Rispose: Beato colui che vede sempre i propri peccati». Il peccato, per seguire l etimologia del Primo testamento, è «sbagliare direzione», come una freccia che, scagliata verso un obiettivo, per un colpo di vento o una deviazione improvvisa, si dirige altrimenti. Il peccato non è semplicemente la trasgressione, è dirigere la nostra vita pensata da Dio per essere un opera d arte, un capolavoro d amore, verso sentieri altri, magari più semplici e facili. Il vento dell edonismo e della sensualità distorce drammaticamente i sentimenti e gli affetti dei nostri ragazzi, i quali hanno bisogno di incontrare testimoni di un amore adulto e responsabile. Dopo la brutalità inaudita dell aggressione avvenuta a Verona che ha visto morire un giovane uomo per la violenza che un gruppo di coetanei gli ha scaricato addosso, Giovanni Colombo scrive: «Non c è ancora umanità. L umano è ciò che deve ancora venire. Partiamo dal basso, da molto in basso. Siamo così in basso che non siamo neanche all altezza degli occhi di un bambino. Come rendere vivo ciò che ancora non lo è? Se tutto iniziasse da un offerta «questo è il mio corpo... questo è il mio sangue... bevete, mangiate...»? Se fosse questa la verità nascosta nelle viscere di quel ragazzo? Forza, voi che l avete ucciso, apritele, cosa vi trovate? Siamo alla fine del mondo, siamo all inizio del mondo...». Proprio là dove c era l abbondanza del peccato, Gesù cerca di colmare la distanza tra l uomo e Dio con la misericordia. L unica cosa per educare i cuori è che tutti vedano l amore gratuito di Dio, quello che ha cambiato Paolo sulla via di Damasco, perché «mentre eravamo peccatori, Dio ci ha perdonato, mentre eravamo nemici, Dio ci ha amato». p.giuseppe 3

4 EBRAISMO LA FESTA DI SHAVUÒT (DELLE SETTIMANE) In Es 23,14 il Signore comanda: Tre volte farai festa per me nell anno e Dt 16,16 ribadisce Tre volte all anno ogni tuo maschio si presenterà davanti al Signore tuo Dio, nel luogo che Egli avrà scelto: nella festa degli azzimi, nella festa delle settimane e nella festa delle capanne. Siamo quindi di fronte ad una delle tre festività più importanti nella vita di Israele. Come le altre due festività, Shavuòt è allo stesso tempo segno della fine di un periodo agricolo in Terra Santa e la commemorazione di un grande avvenimento della storia d Israele. A distanza di sette settimane da Pessah e precisamente nel cinquantesimo giorno dal secondo giorno di Pessah si festeggia la ricorrenza di Shavuòt (letteralmente: delle settimane) detta anche Hag Habbikkurim, la festa delle primizie, perché in tale giorno si offrivano nel Santuario dei pani fatti con il frumento dell anno nuovo e successivamente le primizie dei prodotti per cui era specialmente celebrata la Terra Santa (frumento, orzo, uva, fichi, melograni, olive, datteri). Tale giorno viene a cadere il 6 di Sivan. Tutto il periodo intermedio, dal 16 Nissan (secondo giorno di Pessah) al 5 di Sivan è detto Òmer (letteralmente: misura): in ognuna delle sere di questo periodo si conta il Òmer, cioè si dice a quanti giorni e quante settimane di questo periodo siamo giunti. Il periodo del Òmer è inoltre distinto da alcuni usi che gli conferiscono il carattere di un epoca di lutto. Ciò si deve ad una tradizione secondo cui una volta avvenne in quel periodo dell anno una grave mortalità tra gli studiosi di una scuola rabbinica. Il periodo di lutto si termina al 33 giorno. Nel periodo di lutto non si celebrano matrimoni e vi è chi usa astenersi dal tagliarsi capelli e barba. Ma il principale motivo della celebrazione di questa festività è la commemorazione della promulgazione del Decalogo che, come racconta Es 19, ebbe luogo nei primi giorni del mese di Sivan. La festa di Shavuòt è dunque destinata alla meditazione su quello che può dirsi il più grande avvenimento della vita di Israele, cioè la sua elezione da parte di Dio a Suo popolo, dopo la liberazione dalla schiavitù dell Egitto. La ricorrenza viene celebrata per due giorni, entrambi di festa solenne. E consuetudine diffusa quella di trascorrere interamente o in parte la prima notte di Shavuòt in lettura di testi tratti da varie parti della letteratura biblica e tradizionale, sì da passare brevemente in rassegna tutta la Torah scritta e orale. In molte comunità si usa leggere le hazharot (esposizione in forma poetica dei 613 precetti contenuti nella Torah). Viene pure letto il libro di Ruth, che si collega con la festa delle primizie del frumento, dato che l episodio narrato in quel libro avvenne al tempo della mietitura. Laura Campiotti f ogl i o nformativo - n maggio

5 VITA ECCLESIALE Eclissi di sole Il battesimo di Magdi Allam, amministrato da Benedetto XVI durante la veglia pasquale, ha suscitato pareri contrastanti. Il numero di maggio della rivista internazionale dei gesuiti Popoli propone un interessante commento di padre Paolo Dall Oglio, gesuita del monastero di Deir Mar Musa, che chi ha partecipato al pellegrinaggio parrocchiale in Siria ha avuto la possibilità di incontrare di persona. Speriamo si sia trattato solo di un eclissi. Monsignor Fisichella, che ha «personalmente seguito nel percorso spirituale di accettazione della fede cristiana» il vicedirettore del Corriere della Sera, Magdi Cristiano Allam, fino al battesimo impartito dal papa la notte di Pasqua, lo ha definito un «evento riservato». Non è stato però un parroco di periferia a battezzarlo, ma il successore di san Pietro. Il pensiero va naturalmente a Oriana Fallaci, notissima islamofoba e grande scrittrice recentemente defunta. Era amica tanto del monsignore che del vice- direttore e rappresentante importante dell «islamopessimismo» italiano in difesa e ricostruzione dell identità giudaico-cristiana della civiltà occidentale. Questa avrebbe nell islam, molto più che nel materialismo, nel secolarismo e nella mentalità liberale, il suo più pericoloso nemico. Nello specchio delle loro posizioni, i musulmani si sentono negati nella loro ispirazione più spirituale e bloccati in una caricatura anacronistica che, riducendoli alla deriva terroristica, li respinge verso l integrismo. La luna della preoccupazione prioritaria per le libertà di religione e di coscienza ha offuscato il sole della discrezione caritatevole, del rispetto dei sentimenti dei musulmani e della rinuncia al proselitismo (e già c era stato l incidente della preghiera per 5 la conversione degli ebrei nella riapprovata celebrazione latina del Venerdì santo). S è adombrata la rivoluzione copernicana del Concilio Vaticano II anche in favore dell islam e la ripresa del dialogo ufficiale tra la Santa sede e importanti organizzazioni musulmane. Sono scoraggiati numerosi sforzi per costruire armonia e amicizia, tanto nei quartieri delle città europee che nei Paesi di secolare e pacifica coesistenza islamo-cristiana. Si vanificano i tentativi di disinnescare la violenza interreligiosa e di mostrare quanto le Chiese siano lontane dalle logiche neocoloniali degli strapoteri occidentali e quanto una stragrande maggioranza di musulmani sia opposta alla logica di contrapposizione conflittuale. DISCREZIONE, NON PAURA Recentemente è venuta a trovarmi nel monastero del deserto la moglie cristiana d un professionista musulmano. Uno dei figli vorrebbe il battesimo anche per soddisfare le attese della famiglia cristiana della fidanzata. Abbiamo convenuto che occorre amorevole discrezione. Non è la paura a motivarci, come scrive Allam. La signora è preoccupata di non ferire i sentimenti più sacri del marito e anche che il figlio non rinunci con superficialità alla ricchezza spirituale della tradizione paterna e trovi

6 i tempi e i modi d una sintesi personale che gli consenta, nella concretezza d una situazione sociale particolare, di riunire nella sua pratica religiosa il bene e l esperienza di verità comunicatigli dalle due tradizioni. Lei esprime, in un modo a mio parere evangelico, l esigenza di salvare tutto il buono d una vita di famiglia dove, attraverso la celebrazione delle feste, si è sviluppata una profonda devozione per i misteri delle due comunità religiose. Magdi Cristiano Allam ha dichiarato, a proposito del suo battesimo in mondovisione, la volontà d affermare l «autentica religione della Verità, della Vita e della Libertà» contro «la radice del male (che) è insita in un islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale». In questo modo, si avvalora, volenti o nolenti, anche l impressione musulmana che vi sia un oggettiva convergenza strategica tra il neoproselitismo cristiano e le azioni blasfeme verso le realtà più sante dell islam, rilanciate dai media nordeuropei. Inoltre è difficile sfuggire all impressione che la sacra bandiera della libertà di coscienza sia utilizzata dall Occidente come un cavallo di Troia da introdurre nel mondo musulmano al fine di disintegrarlo. Il signor Allam e i suoi catechisti dovrebbero ricordare che la storia cristiana ha spesso registrato inaudita crudeltà nella repressione dell apostasia e dell eresia. Anche recentemente, per salvare le «civiltà cristiane», orribili crimini sono stati compiuti contro l integrità delle persone e la libertà delle coscienze da parte di regimi che si autodefiniscono amici e difensori delle Chiese. L apostasia pubblica, lo dico per spiegare, non per giustificare, è stata storicamente condannata anche dall islam in quanto fitna, «azione sovversiva» da punire severamente perché costituirebbe un pericolo oggettivo per la sopravvivenza della comunità. La questione è oggi discussa apertamente in ambiente musulmano e, concretamente, la «lettera» della legge religiosa (cioè la pena capitale, come nella Bibbia e nella cristianità medievale) è applicata molto raramente e mai nella grande maggioranza dei Paesi musulmani. Il che non significa che non si applichino altri mezzi di coercizione della coscienza, più o meno gravi, volti a scoraggiare l apostasia, proprio in quanto inconcepibile attentato alla pace dell islam. Esso evolverà nel modo per noi più auspicabile, cioè nel senso d un autentico rispetto, anche sociale, della libertà della coscienza religiosa, se e quanto, nell interazione globale, i diritti dei gruppi saranno riconosciuti accanto a quelli degli individui. Come dire che la riappropriazione islamica dei diritti dell uomo deve poter avvenire per processo endogeno, dall intimo della compagine musulmana, e non imposto da fuori a colpi di scena che producono effetti conflittuali in cascata e danneggiano proprio i riformatori musulmani più coraggiosi, facilmente accusati di passare al nemico. ADESIONE E CONVERSIONE Resta da sperare che la capacità d autocritica dei cattolici meno integristi si coniughi con quella dei devoti musulmani più assetati d armonia e di pace. La conversione a Gesù (ma sarebbe meglio dire l adesione, poiché la conversione è dal peccato verso la santità, non da una religione a un altra) è entrare in una logica di carità che tutto scusa e tutto salva... L avversione teologica verso le religioni islamica o ebraica o altra potrebbe essere un motivo sufficiente per rinviare il battesimo e, comunque, per f ogl i o nformativo - n maggio

7 non fargli propaganda. Confortano le dichiarazioni della Sala stampa della Santa sede, dove si chiarisce che «accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni, in particolare su temi politici o sociali». Le idee personali del signor Magdi Allam, si legge ancora, non possono «diventare in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del papa o della Santa sede (...). Il papa si è assunto il rischio di questo battesimo: affermare la libertà di scelta religiosa conseguente alla dignità della persona umana». Non resta che augurarci che il coraggioso gesto papale sia compreso per ciò che vuole essere: un forte appello in difesa della libertà di coscienza per tutti e ovunque, quasi un gesto riparatorio per i tanti attentati, anche ecclesiali, a tale libertà che pesano sulla nostra coscienza collettiva, la quale ha opposto così spesso il rispetto della persona ai diritti della verità.poi, si sa, le eclissi di sole sono impressionanti, ma brevi. p. Paolo Dall Oglio S.I. MEMORIA «Schiavo di Hitler» Prigioniero nei campi di sterminio nazisti Il 26 febbraio scorso all età di 87 anni è morto un nostro parrocchiano, il dottor Ottorino Mason. Lo ricordiamo qui riportando, con il consenso della moglie, una «memoria» drammatica della sua esperienza in campo di concentramento. Tale memoria è stata predisposta in occasione di alcuni incontri in una scuola che il dottor Mason non potè tenere per ragioni di salute. Sono stato catturato per attività partigiana ad Aosta il 18/6/1944 e rinchiuso prima nel carcere le Nuove di Torino poi a San Vittore di Milano. Quindi fui deportato nei campi di concentramento di Bolzano, Flossenburg, Hersbruck ed infine a Dachau. Partii da Bolzano per la Germania con altri trecento circa ai primi di Settembre A Flossenburg, dopo il periodo di quarantena nella baracca n. 23, ci riunirono all aperto completamente nudi per essere selezionati ai diversi lavori in conformità alle condizioni fisiche. Un medico delle SS dava uno sguardo di valutazione ad ognuno di noi, quindi da un suo assistente faceva segnare sulla nostra fronte con della vernice rossa una, due,tre strisce verticali che indicavano: una striscia lavori pesanti, due strisce lavori medi, tre strisce inabili al lavoro e quindi da eliminare. Tutti noi giovani (allora avevo 23 anni) e gli anziani ancora robusti fummo assegnati ai lavori pesanti e avviati ai Kommandos. La maggioranza, forse oltre 150, partirono con destinazione Hersbruck. Io facevo parte di questo gruppo con il numero di matricola Le SS di Hersbruck, i capi blocco, i Kapò erano autentiche belve, soprattutto quelli delle baracche 2 e 10 erano assassini indefessi (tutti i giorni ne uccidevano almeno due). Non 7

8 avevano niente di umano: essi sembravano generati da uno schifoso impasto di diversi animali, nel quale primeggiava l istinto più malvagio che la mente criminale possa concepire. È impossibili immaginare esseri più perfidamente vili, più vilmente brutali, più brutalmente e sordidamente sordidi. Essi erano talmente malvagi da non accontentarsi nemmeno dell omicidio in un unica soluzione, ma torturavano senza sosta noi poveri infelici deportati. In questo luogo dell orrore, tutto era proibito, dal fazzoletto al cucchiaio, dall assistenza morale all assistenza materiale, e non esisteva il rispetto nemmeno tra prigioniero e prigioniero. Fin dal primo giorno appena arrivati a Hersbruck mi sistemarono prima al blocco 2 poi al blocco 10 (il peggiore), quindi al 6, mi assegnarono alla Siemens Komando. Il regolamento sul vitto assegnava ad ogni prigioniero: Mattino: mezzo litro di infuso di tiglio Mezzogiorno: un litro di zuppa con patate e rape Sera: 35 grammi di pane di segale raffermo e 18 grammi di margarina. La durata media della vita del deportato, ricevendo questa razione era di circa tre mesi. Siccome però dalle SS ai Kapò venivano operati dei sensibili tagli i grammi diventavano decigrammi, la durata della vita del komando dai tre mesi era ridotta in media a tre settimane. Dovevamo lavorare nelle gallerie di una montagna, distanti circa 10 Km da Hersbruck, a suon di botte senza un attimo di sosta ogni giorno per otto ore che diventavano spesso sedici ed anche ventiquattro consecutive, specie quando scoppiava nel campo il tifo petecchiale, cosicché non si poteva avere il cambio del turno successivo. Ero diventato una larva umana pesavo circa 35/40 Kg, riuscivo a malapena a stare in piedi i compagni intorno a me morivano come mosche: molti per diarrea, altri sotto le botte ecc. Tante botte abbiamo preso noi italiani sul lavoro, in baracca, di giorno, di notte, sempre botte. Un giorno di ritorno dal turno di lavoro caddi a terra privo di sensi. Poiché mi ritenevano morto, mi misero su una barella fatta di quattro pali intrecciati tra loro; appena arrivati nel campo mi buttarono nell anticamera del crematorio tra i cadaveri ammucchiati, in attesa di essere bruciati nel forno che funzionava giorno e notte. Quando poco dopo buttarono sopra di me un altro cadavere, diedi segni di vita ed il ragazzo triestino (un certo Giovanni) che aveva portato quel cadavere assieme ad un altro prigioniero francese (Didò) mi riconobbero, mi ripresero sulle spalle e mi portarono alla baracca dell infermeria (rivier) Dopo pochi giorni con mia grande delusione fui dimesso. Il problema era come sopravvivere, finché c è un filo di vita, c è ancora una speranza, anche se dopo lunghi mesi di travaglio interno, mi ero rassegnato a morire. Ma non volevo morire come un cane per strada, almeno in una parvenza di letto in un castello dell infermeria. Mi brillò un ispirazione mi farò tagliare le dita della mano sotto le ruote del carrello condotto dal compagno di lavoro, come fosse un incidente, per poi farmi ricoverare in infermeria. f ogl i o nformativo - n maggio

9 Guai se si accorgevano che la mutilazione delle dita era stata cercata volontariamente, per me sarebbe stata finita, sarei stato impiccato, era considerato sabotage. Il giorno seguente senza farmi vedere misi la mano sinistra sotto le ruote del carrello pieno di terra e massi di roccia, ma il carrello passò sopra la mano senza stritolarla, in quanto proprio in quel punto le ruote fecero un sobbalzo per il dislivello dei tronconi delle rotaie, mi procurai soltanto una forte contusione e venni trasportato in rivier. Però con mia grande delusione, venni dimesso dopo pochi giorni. Eravamo ai primi di marzo del 1945, fui assegnato al turno di notte, faceva molto freddo nevicava, ero allo stremo delle forze. Andai dal medico di turno (un prigioniero polacco) e lo implorai di farmi ricoverare in rivier. Non avendo febbre (un essere umano pelle e ossa difficilmente può avere la febbre) mi cacciò via in malo modo con due pedate nel sedere, gridando: Weg, italiena scheisse, zwei drei tagew crematorie Prostrato nel fisico e nell animo, sentivo di avere le ore contate. Di ritorno dal blocco 10 mi venne un ispirazione; mi misi a tagliare della legna per la stufa del capo blocco. Decisi simulando un incidente, di tagliarmi le prime falangi del dito anulare e medio della mano sinistra; scartai il mignolo per la poca importanza e gli altri due per la loro utilità in caso di sopravvivenza. Ma il colpo di accetta non fu abbastanza forte cosicché mi procurai soltanto una ferita superficiale. Allora con rabbia feci saltare con un colpo deciso la prima falange dell indice. Mi visitò lo stesso medico polacco, ma questa volta capì il mio dramma, mi curò senza denunciarmi alle SS ricoverandomi in rivier. Di notte, per non guarire subito, con il filo spinato arrugginito, allargavo la ferita che tendeva a chiudersi; protrassi il ricovero per oltre un mese. Frattanto gli alleati si avvicinavano ed il campo doveva essere chiuso. Fummo trasferiti a Dachau. Fu chiamato il convoglio della morte. Per fare 100 Km circa ci impiegammo una settimana. Eravamo circa in 200 fra italiani, francesi, russi, polacchi, magiari (quasi tutti arrivarono diverso tempo dopo il mio convoglio). Ci rinchiusero nei vagoni di un treno merci: una settantina circa per ogni vagone senza mangiare, bere o uscire per le nostre necessità. Non sto a raccontare tutto quello che successe in quei giorni nei vari vagoni: qualcosa di inimmaginabile, uccisioni tra noi per le cose più futili per un pezzetto di pane che qualcuno ancora conservava, cannibalismo ecc. Solo una cinquantina riuscì ad arrivare a Dachau. Per mia fortuna conobbi Don Fortin di Terranegra (PD) che aveva studiato in Seminario a Padova con mio fratello maggiore. Mi fu di molto aiuto materiale e spirituale: quando poteva mi portava delle cipolle e patate (i blocchi erano vicini: 26 il suo, 28 il mio). Ciò mi aiutò molto a sopravvivere: Il 29 aprile arrivarono a liberarci i carri armati del generale americano Patton. Ottorino Mason 9

10 PELLEGRINAGGIO Di ritorno dalla Siria: i luoghi, gli incontri, la preghiera Al ritorno da un viaggio ognuno di noi va indietro nel tempo appena trascorso per fissare ricordi e sensazioni da trasmettere ai propri familiari e agli amici della comunità parrocchiale. Aleppo, Palmyra, Damasco, luoghi di sogno e fantasia ma anche la fatica dell aereo, il pullman, gli alberghi più o meno confortevoli, il cibo buono con la scoperta di nuovi sapori o cattivo mandante di disturbi che hanno colpito molti; bastano a giustificare il viaggio? Dalla parrocchia siamo partiti una domenica mattina: destinazione Siria. Quasi cinquanta pellegrini, molti non si conoscevano, ragazzi e adulti, abbiamo accolto l invito a ripercorrere i luoghi e le strade percorse da san Paolo. Un paese stupendo, in cui la realtà e la bellezza dei luoghi, i contrasti delle cose e delle persone aiutano ad abbandonarsi con il pensiero, calandosi in un mondo di 2000 anni fa e oltre. I luoghi e le strade di Saulo di Tarso ma anche di Abramo, di san Simeone lo stilita, dei cavalieri crociati e dei monaci eremiti nel deserto, una scoperta alle radici del nostro essere cristiani. Ma questi luoghi hanno visto e vissuto anche la storia di Assiri ed Egiziani, la storia dell Impero Romano. Prima ancora fu la patria degli Aramei (l aramaico era la lingua parlata da Gesù), vi regnarono Davide e Salomone. Dopo i romani arrivarono Bizantini e Persiani, seguiti dalla conquista e dal successivo dominio arabo, via via in un crogiolo di civiltà che, se pure a molti parrà strano, è all origine della cultura e dell identità occidentale; basti ricordare che in questi luoghi è nata la prima forma di vera scrittura. Tutto sembra riunito in un unità confusa. Ma anche in un armonia virtuosa che ritroviamo nelle parole di suor Paola delle Piccole Sorelle di Gesù e del Vescovo caldeo, monsignor Antoine Audo, incontrati alla fine del primo giorno di permanenza ad Aleppo, quando ci raccontano della convivenza con l Islam, nonché della presenza, nella stessa città, di sette vescovi di diverse confessioni cristiane che si confrontano una volta al mese in autentico spirito ecumenico. Aleppo con la sua spettacolare cittadella e la grande Moschea; le cosiddette Città Morte; il monastero di san Simeone lo stilita che fu il grande testimone del monachesimo ascetico delle chiese d Oriente; Apamea con la sua strada e il colonnato romano; San Giorgio e la roccaforte del krack dei Cavalieri; Palmyra, grandiosa e mitica città romana; il monastero di Mar Musa che un sacerdote italiano, p. Paolo Dall Olio, ha restaurato e ha fatto diventare luogo di accoglienza e d incontro per musulmani e cristiani di differenti confessioni; Bosra, capitate del nord del regno dei Nabatei (I secolo d.c.), mentre f ogl i o nformativo - n maggio

11 Petra, attualmente in Giordania, era la capitale del sud. Infine Damasco, con la casa di Anania dove Saulo di Tarso trovò rifugio, fu battezzato e istruito nella fede cristiana, ma anche con la grande moschea dove si trova la testa di san Giovanni Battista, venerato, in quanto profeta, anche dai musulmani. Tutto questo è sufficiente? Forse! Ma qual è stato il vero scopo del viaggio? Per capire la realtà non voglio pensarla, ma voglio conoscerla. Queste parole, ascoltate di recente ad un convegno, esprimono con efficacia la nostra ricerca e la nostra capacità di aderire completamente al Mistero di Cristo. Che è reale e presente nel mondo e nella nostra vita. Il nostro viaggio non era per turisti, è stato un pellegrinaggio e il pellegrino persegue lo scopo che è la ragione ultima della sua soddisfazione: l adesione e la ricerca dell essere in Cristo. Questa è la realtà che ci sforziamo di conoscere. Cosa sarebbe stata la visita ad Aleppo senza l incontro con suor Paola e il Vescovo caldeo? Così Palmyra, stupendo e sorprendente sito archeologico, non è riuscita a superare l emozione della celebrazione eucaristica nel giardino prospiciente la modesta casa di un contadino musulmano che ci ha accolto con grande semplicità e tolleranza religiosa. E la visita al monastero di San Simone, dedicato all asceta che trascorse gran parte della sua vita appollaiato in preghiera su una colonna, non avrebbe lo stesso ricordo nel nostro cuore se non avessimo pregato in quel luogo insieme a padre Giuseppe. E il monastero di Mar Musa? Un luogo nel deserto il cui nome letteralmente significa Monastero di San Mosè l Abissino : nella cappella sono stati portati alla luce e restaurati degli stupendi, indimenticabili affreschi dell undicesimo secolo. Tuttavia il mio pensiero non può non andare alla stanzetta in cima ad un improbabile scala di legno dove abbiamo celebrato l Eucaristia insieme a due suorine Missionarie della carità, l ordine di Maria Teresa di Calcutta, dopo aver condiviso con loro la salita a piedi verso il monastero. E ancora, come descrivere la bellezza poetica degli inni di Efrem il Siro e gli scritti di Isacco di Ninive che padre Giuseppe ci ha fatto conoscere nei momenti di preghiera anche durante i trasferimenti da una località all altra? Ecco, se siamo riusciti a vivere questo viaggio in comunione di spirito con gli amici rimasti in Italia, se siamo riusciti a trasmettere un pizzico di emozione del nostro pellegrinaggio e non solo il ricordo di un luogo, se siamo riusciti a portare a casa un pensiero gentile in più nel nostro cuore, se abbiamo riconosciuto un amico in più cui stringere la mano, allora la domanda iniziale non ha ragione di esistere, tante sono le risposte positive che giustificano e danno senso al pellegrinaggio in Siria appena trascorso. Giuseppe Gismondi 11

12 CARITAS Emergenza Myanmar - Birmania Già 27mila vittime nell ex Birmania a causa del ciclone Nargis. Ma le fonti locali parlano di un bilancio anche più pesante. Caritas Ambrosiana fa appello alla generosità di tutti. Cresce di ora in ora il bilancio delle vittime di Nargis, il ciclone che nella notte tra venerdì e sabato si è abbattuto sull ex Birmania, oggi Myanmar. Le ultime stime ufficiali parlano di 27mila morti, ma il numero delle vittime effettive potrebbe essere di molto superiore, secondo fonti locali che Caritas Ambrosiana, tramite il network internazionale, è stata in grado di contattare in queste ore. Sempre secondo queste informazioni le zone più colpite sono: l ex capitale Rangoon, il territorio della diocesi di Pathein e il delta del fiume Irrawaddy. Qui la tempesta tropicale, con raffiche di vento fino a 240 chilometri orari, ha distrutto interi villaggi e interrotto le vie di comunicazione. Tutto ciò renderà ancora più difficile distribuire gli aiuti umanitari alle centinaia di migliaia di persone sfollate, rimaste senza tetto e acqua potabile. Il disastro, a pochi giorni dal referendum sulla nuova costituzione, il 10 maggio, rende ancora più complesso il delicato quadro socio-politico già compromesso dalle manifestazioni dello scorso autunno organizzate da una larga parte della popolazione e da migliaia di monaci buddisti per la tutela dei diritti umani. Proprio per far fronte all eccezionale gravità della situazione Caritas Ambrosiana, in accordo con Caritas Internationalis e Caritas Italiana, ha scelto di lanciare una raccolta fondi per gli aiuti umanitari e i primi interventi di emergenza. PER SOSTENERE GLI AIUTI È possibile donare il proprio contributo tramite: - donazione diretta presso l Ufficio Raccolta Fondi in via San Bernardino, 4 a Milano (orari: dal lunedì al giovedì dalle ore 9.30 alle ore e dalle ore alle ore e il venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30) - conto corrente postale n intestato a Caritas Ambrosiana ONLUS - conto corrente bancario n Cin P, ABI 03512, Cab presso l ag. 1 di Milano del Credito Artigiano e intestato a Caritas Ambrosiana ONLUS IBAN: IT16 P tramite carte di credito: donazione telefonica chiamando il numero in orari di ufficio (vedi sopra) donazione diretta: aiuta subito la popolazione Birmana (transazione sicura) Causale delle offerte (detraibili fiscalmente): Emergenza Myanmar ex-birmania f ogl i o nformativo - n maggio

13 Terremoto in Cina: Caritas Italiana si mobilita «È importante che simili calamità non siano dimenticate», ha sottolineato il cardinale Zen, vescovo di Hong Kong, parlando del terremoto in Cina il 13 maggio scorso al Seminario di Venegono, durante la Festa dei fiori di cui è stato ospite. Il sisma che l 11 maggio ha colpito lo stato del Sichuan e altre regioni della Cina, causando decine di migliaia tra morti e dispersi, non ha lasciato indifferente Caritas Italiana. Il direttore, monsignor Vittorio Nozza, ha espresso «profonda partecipazione al dolore delle popolazioni coinvolte dagli effetti del sisma» e assicurato che «sarà fatto tutto quanto è nelle possibilità di Caritas Italiana, in coordinamento con la rete internazionale Caritas e in accordo con le autorità cinesi, per esprimere una fraterna solidarietà e aiuti tangibili, al fine di alleviare le enormi sofferenze che il popolo cinese sta patendo». In Cina non esiste una Caritas nazionale. Caritas Italiana ha però già attivato i propri canali di comunicazione con i partner cinesi attivi in loco, con i quali da anni vengono condotti progetti di emergenza e di sviluppo, concordati con le autorità locali: insieme a essi, verranno valutate le più opportune ipotesi di intervento, da realizzare nel medio periodo. Altre indicazioni operative dovrebbero giungere dalle Caritas di Hong Kong, Taiwan e Macao, attivate in proposito da Caritas Internationalis. Caritas Italiana opera in Cina da diversi anni, non solo in occasione di emergenze, ma anche supportando piccoli progetti di sviluppo, proposti e condotti da partner locali e finalizzati ad aiutare persone particolarmente deboli, ad esempio i malati di lebbra, o alcuni gruppi etnici minoritari. PER SOSTENERE GLI INTERVENTI IN CORSO (causale Terremoto Cina ) si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite: c/c postale n Banca Popolare Etica, via Niccolò Tommaseo 7, Padova - IBAN IT29 U Allianz Bank, via San Claudio 82, Roma - IBAN IT26 F CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel (orario d ufficio) CartaSi anche online 13

14 ORATORIO Un saluto, non un addio Tutte le cose di questa vita hanno inevitabilmente un principio ed una fine; è una legge universale dalla quale nessuno può sottrarsi sia nelle vicende più significative che in quelle meno coinvolgenti e di minor conto. Avendo ben in mente tutto ciò mi sono detto, tra me e me, che era ora di lasciare il passo nella presidenza della Polisportiva Orpas e dare termine, così, a questa esaltante esperienza dopo otto anni di attività per dare spazio e responsabilità, mi auguro, alle giovani leve. L occasione per attuare questa mia decisione è stata la scadenza del mandato e quindi non mi presenterò alle prossime elezioni che elegeranno il nuovo consiglio direttivo ed il presidente che governerà la Polisportiva per i prossimi tre anni. Inutile dire come sia difficile trovare le parole giuste per sintetizzare al meglio la mia esperienza trascorsa alla guida della Polisportiva; dare il mio contributo a questa Associazione è stato per me un continuo crescendo sia nei miei personali valori che in quelli che la Polisportiva persegue e propone ed è proprio per questo che desidero ringraziare tutti, atleti, dirigenti, allenatori, genitori per la collaborazione e principalmente per la stima che hanno sempre dimostrato nei miei confronti in questi otto anni. Un grazie particolare a padre Giuseppe e padre Guglielmo i quali, con la la loro discreta ma incisiva presenza, hanno sempre sostenuto, sottolineato ed avvalorato la nostra missione di educatori nello sport e con lo sport. Il senso di appartenenza a questa realtà rimarrà immutato e non mi separerò mai dai gloriosi colori giallo-verde e assisterò con lo stesso entusiasmo, stessa gioia e stessa sofferenza alle partite facendo sempre il tifo per i nostri atleti piccoli e grandi. Certamente, senza falsa retorica, l Orpas tranquillamente potrà fare a meno di me ma io non potrò fare a meno della gente della Polisportiva poiché quello che mi ha dato, quantitativamente e qualitativamente, è stato tanto e splendido. In bocca al lupo a tutti ed ancora un grazie commosso. Massimo Tuffi Nuovo Consiglio direttivo Orpas Mercoledì 14 maggio 2008 si sono svolte le elezioni per costituire il nuovo Consiglio Direttivo della Polisportiva Orpas. I nuovi consiglieri sono: Ferdinando Carpani, Giuseppina Luparello, Stefano Capellupo, Mattia Longhi, Claudio Lombardo, Walter Sajovitz, Luca Traverso. Ai nuovi eletti un augurio di buon lavoro e a coloro che hanno terminato il loro servizio un grande grazie da parte di tutto l oratorio per aver fatto crescere la nostra Polisportiva a livello educativo e sportivo. f ogl i o nformativo - n maggio

15 GRAZIE di cuore a tutti coloro che,con il loro lavoro e, acquistando i fiori in occasione della Festa della Mamma, hanno permesso di ottenere un utile netto di interamente devoluti al nostro Oratorio. ATTUALITÀ Armi: nuovo record per il made in Italy Aumentano del 9,4% le autorizzazioni e dell 8% il valore delle esportazioni di armi italiane nel mondo. Lo rileva il Rapporto annuale. Fra i destinatari: Pakistan, Turchia, Malaysia e Iraq Nuovo record per l esportazione di armamenti italiani che nel 2007 sfiorano i 2,4 miliardi di euro con un incremento del 9,4% rispetto al Sono queste le prime anticipazioni del Rapporto annuale previsto dalla legge 185 del 90, e rese note dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in occasione dell incontro fra alcuni rappresentanti della Rete Disarmo e la Segreteria tecnica del sottosegretario Enrico Letta, a cui hanno partecipato anche il consigliere militare del presidente del Consiglio, Alberto Ficuciello, il sottosegretario all Economia e Finanze, Alfiero Grandi, e rappresentanti del ministero dell Interno e del ministero della Difesa. Una crescita contenuta rispetto all anno passato, quando le autorizzazioni alle esportazioni erano invece aumentate di oltre il 60% sul 2005, ma pur sempre un trend di crescita dell export alquanto preoccupante ha commentato Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Disarmo presente all incontro. Ma veniamo ai numeri. Nel corso del 2007 sono state rilasciate da parte del Ministero degli Affari Esteri ben 1391 autorizzazioni all esportazione di materiali di armamento (erano 1183 nel 2006, e 1065 nel 2005). Mentre il valore delle esportazioni definitive, per le quali è previsto il corrispettivo regolamento finanziario, ammonta a 2 miliardi e 370 milioni di euro circa: l 8% in più rispetto al 2006 (2 miliardi e 192 milioni di euro circa), e del 74% rispetto al 2005 (1 miliardo e 360 milioni circa). Oltre alle autorizzazioni crescono, infine, anche le consegne definitive di armamenti che, come riporta l Agenzia delle Dogane, superano gli 1,23 miliardi di euro a fronte dei 970 milioni del Forte incremento anche dei Programmi intergovernativi che, per l arrivo a regime di diversi programmi, sfiorano nel 2007 i 1,85 miliardi di euro. Le prime dieci aziende Fra gli esportatori primeggia, come volume finanziario, l MBDA ITALIA con oltre il 18,49%, pari a circa 442,9 milioni di euro, seguita da: INTERMARINE con il 10,22%, pari a circa 244,8 milioni di euro; 15

16 FINCANTIERI con il 7.99%, pari a circa 191,6 milioni di euro AGUSTAWESTLAND con il 7,93%, pari a circa 190,0 milioni di euro; OTO MELARA con il 7,0%, pari a circa 167,65 milioni di euro; GALILEO AVIONICA con il 6,72%, pari a circa 160,99 milioni di euro; AVIO con il 5,97%, pari a circa 143,1 milioni di euro; IVECO con il 4,48%, pari a circa 107,3 milioni di euro. ALENIA AERMACCHI con il 3,98%, pari a circa 95,3 milioni di euro; ORIZZONTE Sist. Nav. con l'2,48%, pari a circa 59,4 milioni di euro. La MBDA, una joint venture tra l'inglese Bae Systems (37,5%), la franco-tedesca Eads (37,5%) e l'italiana Finmeccanica (25%) non è nuova a tali record. L azienda, leader nella produzione di sistemi missilistici, si era già fatta notare nella relazione 2005 per una vendita di ben 170 milioni di euro verso il Regno Unito conquistando allora il secondo posto. Sono invece new entry nella top ten delle aziende esportatrici di armi la Intermarine Spa, dal 2002 parte del Gruppo messinese Rodriquez Cantieri Navali, specializzata nella progettazione e costruzione di unità navali, e Orizzonte Sistemi Navali, società di ingegneria navale, costituita da Fincantieri e da Finmeccanica, attiva nella progettazione e realizzazione di unità navali militari ad elevato contenuto tecnologico. Le prime dieci destinazioni Per quanto riguarda, invece, i principali destinatari delle autorizzazioni alle esportazioni definitive di materiale d armamento (non considerando le operazioni da compiere nell ambito dei Programmi Intergovernativi per lo più destinate a Paesi Europei), dopo il Pakistan, al primo posto, merito soprattutto di un autorizzazione per missili contraerei (di tipo Spada-Aspide prodotti dalla MBDA, controllata Finmeccanica), si scopre qualche altro nome a dir poco imbarazzante come Turchia, Malaysia e Iraq. Ma ecco la classifica completa fino al decimo posto: PAKISTAN con il 19,91% delle operazioni pari a circa 471,6 milioni di euro; FINLANDIA con il 10,59%, pari 250,96 milioni di euro; TURCHIA con il 7,37%, pari a circa 174,57 milioni di euro; REGNO UNITO con al 5,98%, pari a 141,77 milioni di euro; STATI UNITI con il 5,81%, pari a circa 137,72 milioni di euro; AUSTRIA con il 5,05%, pari a 119,72 milioni di euro; MALAYSIA con il 5,04%, pari a 119,28 milioni di euro; SPAGNA con il 5,02%, pari a circa 118,84 milioni di euro; IRAQ con il 3,55%, pari a circa 84,0 milioni di euro; FRANCIA con il 3,48%, pari a 82,39 milioni di euro. Le prime dieci banche Record, infine, anche per le operazioni autorizzate alle banche che salgono ad oltre 1,2 miliardi di euro. Il gruppo Unicredit con oltre 183 milioni di euro di operazioni si profila come la prima banca d appoggio al commercio di armi del 2007 nonostante la policy di uscita progressiva dal settore annunciata fin dal 2001 dal suo Amministratore delegato, Alessandro Profumo, in attesa, dopo l acquisito di Capitalia l anno scorso di definire una f ogl i o nformativo - n maggio

17 linea di comportamento per quanto riguarda questo tipo di operazioni. Diminuiscono, invece, le operazioni del gruppo Intesa San Paolo: un primo effetto della nuova policy entrata in vigore solo nel luglio scorso, ma che già sembra presentare risultati positivi. Preoccupa invece soprattutto la crecita di operazioni di istituti esteri come Deutsche Bank (173,9 milioni di euro), Citybank (84 milioni), ABC International Bank (58 milioni) ha sottolineato Giorgio Beretta della Campagna banche armate in occasione della presentazione del Rapporto e BNP Paribas (48,4 milioni) a cui vanno sommati i valori dell acquisita BNL (63,8 milioni). Se siamo riusciti a portare diverse banche italiane ad esplicitare una policy precisa e il più possibile restrittiva in questa materia ha aggiunto Beretta dobbiamo creare la stessa azione di pressione sia in Italia sia negli altri paesi europei per quanto riguarda le banche estere. Ma ecco la classifica completa delle prime dieci banche per attività: UNICREDIT Banca d'impresa (14,96%) Deutsche Bank (14,20%) Banca INTESA SAN PAOLO (11,81%) Citibank (6,86%) Banca Nazionale del Lavoro (5,21%) ABC International Bank PLC (4,74%) Cassa di Risparmio in Bologna (4,38%) BNP Paribas (3,95%) HSBC Bank (2,22%) Commerz Bank (2,20%) Riccardo Bagnato (da Vita, 28 marzo 2008) Cercasi volontari per la biblioteca Per la riorganizzazione della biblioteca cerchiamo volontari disposti a collaborare. L impegno è mediamente di un pomeriggio alla settimana. Telefonare a Giovanna Polezzo

18 VOLONTARIATO Arché cerca volontari per bambini e ragazzi in difficoltà Sono aperte le iscrizioni al prossimo Corso Volontari che si terrà nel mese di giugno presso la sede di Arché Milano, via Cagliero 26, tel , L Associazione di Volontariato Arché onlus è nata nel 1989 ed è stata la prima associazione italiana ad impegnarsi nel campo della sieropositività pediatrica. Da allora Arché opera concretamente, ogni giorno, accanto a bambini e ragazzi, nel campo del disagio, dell emarginazione, della malattia, della sofferenza e della prevenzione, in Italia e nei Paesi del Sud del mondo, attraverso un volontariato che esprime profonda condivisione e solidarietà sociale. Il corso per i volontari Arché prevede 4 incontri tenuti da operatori sociali, medici e psicologi, in cui verranno affrontati tutti gli aspetti che ruotano intorno all AIDS e al disagio psichico minorile: nozioni sanitarie, tutela legale, aspetti sociali e psicologici della malattia, rischio e prevenzione. Affetto, slancio e responsabilità sono i valori principali dei volontari Arché, che desiderano quindi donare un po del loro tempo per contribuire alla costruzione di una società solidale. Fare il volontario Arché significa sentirsi responsabili, ossia impegnarsi a dare risposte alle richieste di ascolto, sostegno e partecipazione che provengono dai più deboli. Per maggior informazioni: Arché Milano tel Agenda della comunità Giovedì 22 maggio + Alle ore 21 preghiera del Rosario. Sabato 24 maggio + Alle ore 13.30, celebrazione eucaristica per il trigesimo di Simone Prandolini. Seguono, alle ore 14.30, i lavori dell assemblea di Arché. Lunedì 26 maggio + Alle ore 21 si riunisce il Consiglio Pastorale le. Martedì 27 maggio + Alle ore 21 si riunisce il Consiglio per gli Affari Economici. f ogl i o nformativo - n maggio

19 Mercoledì 28 maggio + Partenza del pellegrinaggio parrocchiale per Lourdes, accompagnato da p. Battista. Giovedì 29 maggio + Alle ore 21 preghiera del Rosario e conclusione del mese di maggio con il canto dell Inno Akathistos. RITIRO DELLE FAMIGLIE Paternità di Dio e fraternità cristiana a Valbondione (Bg) da sabato 31 maggio a domenica 1 giugno per condividere un tempo di ascolto della Parola, di conoscenza e di confronto tra le famiglie della comunità. Per i bambini verrà organizzato un servizio di baby sitting. Iscrizioni presso la Segreteria le entro mercoledì 21 maggio Domenica 1 giugno + Alle ore 17 adorazione comunitaria. Martedì 10 giugno + Alle ore 21 laboratorio sulla laicità guidato dal professor Fulvio De Giorgi. L incontro è aperto a tutti. Domenica 15 giugno + Alle ore 15 celebrazione comunitaria dei battesimi. 19 Incontri pomeridiani per la terza età Questo il calendario degli incontri promossi dal Movimento Terza età (ore 15.30) martedì 20 maggio incontro biblico con Renata Andreotti giovedì 22 maggio documentario sul Tibet venerdì 23 maggio gita decanale a Modena ( 40,00 da versare entro martedì 20 presso la Segreteria) giovedì 29 maggio catechesi con p. Battista sul nuovo libro Fede, un dono da testimoniare giovedì 5 giugno la signora Marisa Carcano dell A.G.E.R. ci parlerà di sant Ambrogio e di san Carlo Borromeo giovedì 12 giugno tombola profumata martedì 17 giugno incontro biblico con Renata Andreotti

20 ESTATE IN ORATORIO Festa dell Orpas 2008 Sabato 7 giugno ore 20 - Cena sul campo Domenica 8 giugno ore 10 - S. Messa sul campo con squadre in divisa ore 11 - premiazione atleti Orpas dal 9 al 27 giugno Le iscrizioni sono aperte da lunedì 12 maggio presso la segreteria dell oratorio (ore 17-19) Vacanze in montagna a Valbondione (Bg) dal 30 giugno all 8 luglio per i ragazzi del f ogl i o nformativo - n maggio

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