forme espressive dell I.T.I.S. L. ed A. Franchetti Ma tu ti senti veramente libero?

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1 Numero 3 - Dicembre 2010 L Arvultico forme espressive dell I.T.I.S. L. ed A. Franchetti EDITORIALE passato un anno dalla prima stesura di E oramai questo giornale. Chi è andato e chi è venuto, noi della redazione, nonostante tutto, siamo di nuovo qui a scrivere. Terminata un epica avventura, ci accingiamo ad aprirne un altra, come sappiamo far noi, cioè scrivendo. Chi si è divertito tra le righe degli sventurati professori catturati dalla mia penna (o meglio, tastiera), chi ha trattato temi più o meno seri, dalla mafia al Ministro Gelmini, alle risate di classe, alle strane attitudini dei professori, chi ha passato anche un solo istante a ridere, o sorridere, o a leggere con attenzione queste carte, ora fa indirettamente parte di questo piccolo mondo parallelo, stampato in dei fogli A3 piegati su se stessi. So, che a non tutti piace leggere, ma cercheremo, in questo nuovo anno, con questi nuovi numeri, di attirare un altra volta la vostra attenzione. Cercheremo in qualche maniera di essere presenti agli avvenimenti della scuola, di essere mediatori di notizie scolastiche, e di fornirvi una qualche emozione che possa assicurarvi perlomeno un lieto quarto d ora: da coloro che rubacchiano un giornalino solo per scervellarsi con i rebus durante l ora di matematica (o qualunque altra dir si voglia), chi lo usa come comodo ventaglio nei momenti di calura, o chi magari lo legge con attenzione. Non cercherò di ipnotizzarvi con qualche altra assurda favola dove si può discutere su numeri, risultati, mezzi, ma voglio solo ricordarvi che in fin dei conti, tutto questo è prodotto da ragazzi, che come me, e continua pagina seguente MA CHE CI TROVI IN QUELLA SIGARETTA??? Dalla Coscienza di Zeno di Italo Svevo. Il giovane inetto Zeno non riesce a liberarsi del pericoloso vizio del fumo,benché si riprometta più volte di smettere,costellando le pareti delle stanze di date della fatidica ultima sigaretta Finora si è sempre detto e pensato che il fumo di sigaretta fosse un vizio. E cosa affermano molti fumatori sul fumo? E' un vizio che in qualsiasi momento posso abbandonare. Niente di più falso. Il fumo di sigaretta non è un vizio, non è un'abitudine, ma una vera e propria tossicodipendenza. Il tabagismo è una malattia. Per ridurre la diffusione del fumo nei soggetti adulti, è indispensabile ridurre il numero delle persone che iniziano a fumare in giovane età. Fin dagli anni sessanta la scuola veniva considerata il luogo più idoneo a diffondere informazioni sulla salute. Oggi non è più così, anzi, proprio in ambiente scolastico molti giovani iniziano a fumare, stimolati dall esempio dei coetanei. Si deve pertanto ricorrere ai mass media (radio, tv e giornali) per veicolare messaggi di tipo preventivo. Ecco, il NO- STRO GIORNALE oggi a TE, proprio a TE, che stai leggendo più o meno attentamente queste righe,ti darà informazioni più o meno piacevoli su questo argomento. Quanti giovani sanno ad esempio, che una boccata di fumo contiene circa sostanze chimiche nocive e che sono gli stessi prodotti da combustione che escono dai tubi di scappamento delle auto? Oppure, sanno che il monossido di carbonio, temibile gas mortale, è solo una di queste schifezze mefitiche che fumatori e non fumatori respirano? Chi di loro sa che esso aggredisce l emoglobina del sangue impoverendola di ossigeno e che diminuisce, quindi, il nutrimento dei tessuti, provocando l ingiallimento della pelle, la caduta dei capelli, l invecchiamento precoce e la riduzione della capacità respiratoria? Questi giovani sanno che l abitudine del fumo provoca nei polmoni il deposito di uno strato progressivo di catrame (lo stesso bitume nero che si usa per asfaltare le strade) che rende difficoltosa o impedisce gradualmente la corretta respirazione? Sanno inoltre che occorrono dai 10 ai 15 anni, anche dopo che si è smesso di fumare, per eliminare totalmente dai polmoni questo strato di catrame? Quanti giovani sanno che il fumo rende rigidi i vasi sanguigni e, quindi, predispone alle malattie cardiovascolari, moltiplicando le possibilità di subire infarti ed ictus, prime cause di morte in assoluto nella popolazione dopo i 40 anni? Quanti sanno che il calore della sigaretta incide negativamente sulle coronarie, ispessendole? Quanti giovani sanno che il fumo aggrava o provoca le malattie respiratorie in quanto lede gravemente l albero bronco-polmonare generando asma e bronchite cronica e, nei casi più gravi, anche tumori? Le giovani ragazze sanno che il fumo provoca nelle donne una accentuata diminuzione della fertilità e il rischio di dare alla luce bambini sottopeso che sono maggiormente vulnerabili nella fase della crescita? Quanti giovani sanno che il fumo indotto o passivo è scientificamente pericoloso, secondo l autorevole conferma dell Organizzazione Mondiale della Sanità, quanto il fumo diretto? Quanti sanno che coloro che respirano il fumo degli altri, nei bar, nei ristoranti, negli uffici,(dove ancora è possibile) nelle case, rischiano conseguenze gravi quanto i fumatori? Quanti giovani sanno con precisione che in Italia il fumo provoca direttamente morti all anno per tumori polmonari e, indirettamente, morti per malattie collaterali, indotte o aggravate (infarti ed ictus)? Quanti sanno che ogni anno nel mondo muoiono 4 milioni di persone, una ogni 8 secondi, per malattie da fumo? Hai ancora voglia di fumare??? Senti l esigenza irrefrenabile di stringere tra le labbra quella sigaretta??? Fatti un giro in motorino che il vento freddo ti accarezzi il viso e sogna di baciare un/a ragazzo/a ascolta il silenzio della natura mentre cammini per strada.sentendo il rumore dei tuoi passi! N.N. Ma tu ti senti veramente libero?. libertà va cercando,ch è sì cara,come sa chi per lei vita rifiuta.(purg.i, 71-72) La parola libertà è una delle più usate,nel linguaggio politico come pure nei nostri discorsi quotidiani. Non tutti,però,intendono con libertà la medesima cosa:c è chi la confonde con l anarchia, c è chi ritiene che consista nel soddisfare i propri istinti o bisogni materiali; qualcuno,più semplicemente,la identifica con il proprio tempo libero : ma libero di fare che cosa? Noi non siamo liberi di fare ciò che vogliamo. Certo tutti abbiamo un gran bisogno di autonomia,ma la vera libertà non è poter fare ciò che si vuole, infatti,se così fosse,nel momento in cui ho voglia di picchiare,picchierei; nel momento in cui ho voglia di non studiare,non studierei. Sarei vittima del mio UMORE, della mia non voglia,dei miei sentimenti,non sempre positivi. Libertà è poter realizzare il proprio progetto di vita,è libero colui che si impegna per sé e per gli altri, chi, esplicando le proprie potenzialità,dà un contributo alla società. Essere liberi, in sostanza,significa assumere valori autentici per la propria vita e per la vita degli altri. Un tempo si moriva per la libertà, essa era un diritto da conquistare e da difendere. Oggi, come ieri, va salvaguardata perché espressione dell umanità. Galdieri Idiana

2 Pag. 2 Dicembre 2010 temi ed attualità come voi, studenti dell oramai vecchio ITIS Franchetti; sono vostri coetanei, e provano, per un giorno, a sottrarsi dalla partita Online, o dall uscita con gli amici, per vedere cosa sanno realmente fare davanti ad una pagina bianca: certe cose potranno interessarvi fortemente, altre potrebbero annoiarvi pesantemente, ma alle somme, l importanza vera è il sentimento contenuto in quelle pagine. Chi scrive del proprio idolo, chi narra storie magari partorite dopo una nottata insonne, altri che si gettano nella classicità. Probabilmente è solo un grande disegno, che rimpicciolito, forma tante tessere, quanti sono i pixel che compongono la parola Arvultico. Una grande ragnatela cartacea che intrappola i pensieri di chi passa per lasciare un articolo, o semplicemente un pensiero o un apprezzamento: la rete immaginaria dei nostri pensieri, speriamo coincidano un po con i vostri, quelli dei giovani, e magari anche della gioventù bruciata, facendo tornare in mente, immemori tempi, ai nostri cari docenti, nei quali loro si destreggiavano tra materie e voti, rivoluzioni e aberrazioni. E i nostri, e vostri genitori? Nonni? Il tempo passa tutto cambia. L Arvultico in egual maniera proverà ad adattarsi, per quanto può, alle esigenze attuali, giornalistiche, informative, culturali, cercando di eludere i pezzi già trattati e introducendo magari, nuove attrattive che speriamo favoriscano un apprezzamento migliore a questo giornale. Un nuovo anno scolastico è cominciato, nel quale sono state introdotte delle modifiche sostanziali nell ordinamento pubblico dell Istruzione e dell intero comparto scolastico, che gravano specialmente nelle scuole tecniche e tecnico-industriale come la nostra. Non starò di certo a ribadire le modifiche apportate dal Ministro dell Istruzione Maria Stella Gelmini, ci han già pensato un po tutti, dai mass media, ai pettegoli criticoni che si incontrano per le piazze. Il mio è solo un augurio per le prime cavie di questo nuovo sistema-scuola, ricordandomi il mio primo anno, e le mie prime sorprese e timori. Noi della redazione tuttavia non risparmiamo nemmeno gli altri, e facciamo a tutti, oramai veterani dell Istituto, i nostri auguri, poiché oramai prossimi alle odiate pagelle. Che approfessò ce la mandi buona! Il Caporedattore Compagnia di divertimento.la TV! La TV non è una finestra sul mondo, è una finestra sul consumatore. (T. Schwartz) La TV ha il potere non solo di esagerare o distorcere alcune notizie, ma perfino di inventare completamente degli eventi al solo fine di provocare definite reazioni nell o pinione pubblica. Ora vanno di moda i reality-show e le serie tv. Un tempo invece c era il quiz televisivo seguito da tutta la famiglia e al massimo qualche film serale, non si avevano tutte le scelte di oggi e per questo adesso la tv è molto più seguita Ai ragazzi la tv del momento piace tanto perché in questi nuovi programmi si vede di tutto e di più e fanno divertire poi se si cade nelle oscenità questo è relativo. Quest uso a volte spasmodico dello schermo ci deve porre davanti ad un importante interrogativo: come e quanto i mezzi di comunicazione moderni possono influenzare lo sviluppo cognitivo e sociale della gioventù? È vero che la violenza trasmessa dai media in generale può generare comportamenti violenti nei giovani? La TV ormai è diventato il mezzo di comunicazione più influenzante sulle nuove generazioni, e sul loro modo di vedere e guardare il mondo. Tutto ciò si riscontra analizzando e confrontando i programmi per bambini e ragazzi, di una volta con quelli di oggi. Manca alla Tv di oggi una guida, come mancano momenti costruttivi di compagnia e allegria offerti da programmi che ormai sono stati rimpiazzati con Spazzatura. Le scelte dei responsabili alla programmazione da qualche anno sono orientate esclusivamente al profitto, all audience. Non solo ma viene da pensare chissà quali programmi vedranno i nostri figli andando di questo passo; i programmi di oggi sono diseducativi non portano a nulla di buono ma soltanto a perdere troppo tempo davanti alla Tv, tempo in cui potevamo fare benissimo altre cose più utili. Per esempio, qual è il senso dei reality-show?!?! Cercare di indurre più pubblico possibile a guardarli, al fine di insinuare nella massa, nel modo più esteso possibile, l ignoranza e l inettitudine sociale, diffondendo in modo sapiente ed appetibile messaggi, valori, ideali, costumi e comportamenti scorretti e in molti casi riprovevoli, facendo leva a volte sulle facili emozioni, altre volte sul desiderio sessuale, altre ancora sull opulenza a tutti i costi. Quel triste fenomeno mediatico che è stato ed è il cosiddetto Grande Fratello, ovvero l idea di spiare in massa la verafinta vita di un gruppo di ragazzi chiusi in un appartamento come pesci rossi nella loro vaschetta, ha consacrato la necessità di guardare la vita reale dentro lo schermo per valutarla come tale. La lente della macchina da presa diventa lo specchio deformante in cui lo spettatore si vede riflesso, nella sua grottesca volontà di apparire CONFORME al modello di vita che la stessa televisione gli ha infuso. Ma l aspetto forse più inquietante consiste nel fatto che quei poveri soggetti mostrano quanto profondamente la loro vita reale sia noiosamente identica al modello stereotipo televisivo di cui il programma diventa, una spietata parodia. La Tv dà modelli di riferimento sbagliati, soprattutto per noi giovani e per i bambini, perché prendiamo in riferimento ciò che è sbagliato e ne va della nostra vita ed educazione. Una volta si diceva che avere la Tv in casa era come avere il cinema a portata di mano, ma ora cosa abbiamo a portata di mano di così tanto utile? Fortunatamente noi non guardiamo soltanto la televisione. E, oltre alla televisione, leggiamo libri, andiamo al cinema, ascoltiamo la radio, chiacchieriamo fra noi, leggiamo i giornali, e così via. Quindi la televisione sta in un insieme di media, che in qualche modo la informano e la modificano. Un ruolo importante lo svolgono anche i genitori che oltre ad essere spettatori in grado di discernere per se stessi, dovrebbero attivamente contribuire a formare nei propri figli abitudini nel vedere la televisione, che portino a un sano sviluppo umano, morale e religioso. I genitori dovrebbero anticipatamente informare i propri figli sul contenuto dei programmi e fare, di conseguenza, la scelta consapevole per il bene della famiglia se guardare o non guardare. I genitori dovrebbero anche discutere della televisione con i propri figli, mettendoli in grado di regolare la quantità e la qualità dei programmi che guardano e di percepire e giudicare i valori etici che stanno alla base di determinati programmi. La televisione e gli altri mezzi di comunicazione sociale hanno un potere immenso per sostenere e rafforzare tale comunione all interno della famiglia, così come la solidarietà verso le altre famiglie e lo spirito di servizio verso la società. Consapevolezza e attenzione sono dunque le armi più efficaci e alla portata di chiunque per difendersi dai condizionamenti che non desideriamo recepire. Una consapevolezza ancora troppo poco diffusa, poiché è assai più semplice seguire i flussi di pensiero comuni che elaborarne di propri. Un livello di attenzione che la maggioranza delle persone non applica per distrazione, disinformazione o semplice comodità. Ma accettare di essere e di diventare ciò che ci viene inculcato riguardo a noi stessi è pur sempre un atto volontario. Nessuno può insegnarci chi siamo, se non glielo permettiamo. Carlyn Yakubu

3 Dicembre 2010 ABOLIRE LA PENA DI MORTE? Pag. 3 E giusto uccidere qualcuno per gravi reati? La società ha il diritto di sopprimere i delinquenti? La pena di morte può servire a prevenire il crimine, oppure è solo un inutile crudeltà? E qual è oggi la situazione della pena di morte nel mondo? Non è dunque la pena di morte un diritto,mentre ho dimostrato che tale essere non può,ma è una guerra della nazione con un cittadino,perché giudica necessaria o utile la distruzione del suo essere. Ma se dimostrerò non essere la morte né utile né necessaria,avrò vinto la causa dell umanità. (Cesare Beccarla, Dei delitti e delle pene,1764) Per molti secoli non ci si è neppure chiesti se fosse o non fosse lecito o giusto condannare a morte un colpevole. Non è mai stato messo in dubbio,cioè,che tra le pene da infliggere a chi aveva infranto le leggi della tribù,o della città,o del popolo, o dello Stato, ci fosse anche la pena di morte. Anzi essa è sempre parsa la regina delle pene quella che soddisfaceva il bisogno di vendetta, di giustizia e di sicurezza della società. Bisogna giungere all Illuminismo, nel cuore del Settecento,per incontrare il primo, serio dibattito sulla liceità o opportunità della pena capitale. Beccaria ammetteva la condanna al patibolo solo in due casi: quando la nazione perde la sua libertà o nel tempo dell anarchia quando la morte dell accusato fosse il vero freno per distogliere gli altri dal commettere delitti. Altrimenti, secondo Beccaria, l obiettivo del sistema giudiziario, deve essere la prevenzione; la pena deve dissuadere i cittadini dal commettere delitti. La pena di morte non è un mezzo efficace per prevenire i delitti,efficace è la certezza che si sarà puniti,in un modo e nell altro. L ergastolo per esempio è una pena estesa nel tempo. Ma cosa è cambiato dopo Beccaria? Il primo stato ad abolire la pena di morte fu il Granducato di Toscana (1786) anche se più tardi fu reintrodotta.i primi Stati ad abolire in modo permanente la pena di morte furono il Michigan (1847) e il Venezuela (1863); in Europa i primi furono San Marino (1865) e il Portogallo (1867). L Italia, patria del buon Beccaria, decise la stessa misura nel Malgrado l evolversi della mentalità, la pena capitale è rimasta a lungo in vigore in moltissimi paesi. La conferenza internazionale sulla pena di morte di Stoccolma del 1977 evidenziò che solo 16 paesi avevano totalmente abolito la pena. La Francia, patria dell Illuminismo giunse all abolizione completa nel La situazione oggi nel mondo è questa: 95 paesi abolizionisti (tra cui l Italia e tutti i paesi d Europa) 7 paesi che hanno abolito la pena di morte per punire crimini ordinari; 43 paesi abolizionisti di fatto (mantengono la pena ma non eseguono da 10 anni condanne), 4 paesi che conservano la moratoria non cancellazione) sulle esecuzioni, 48 paesi che mantengono la pena di morte (come Afghanistan, Arabia Saudita, Bangladesh, Bielorussia, Cina, Corea del Nord, Cuba, Egitto, Giappone, India, Indonesia, Iran, Iraq, Nigeria, Pakistan, Siria, Stati Uniti d America, Thailandia, Vietnam. I metodi più usati del boia negli USA Negli USA i condannati trascorrono diversi anni in attesa dell esecuzione nel cosiddetto braccio della morte ; l annuncio dell esecuzione può avvenire pochi giorni o poche ore prima. A seguire vengono elencati i metodi più utilizzati, nessuno dei quali garantisce una morte indolore: Iniezione letale; consiste nella somministrazione per via endovenosa di una sostanza letale di un barbiturico ad azione rapida, in combinazione con un agente chimico paralizzante. Sedia elettrica; al condannato vengono applicati elettrodi alla testa e alle gambe: forti scariche elettriche causano la morte per arresto cardiaco e paralisi respiratoria. Camera a gas; il condannati viene rinchiuso in una stanza che viene poi saturata di gas cianuro. Impiccagione. Fucilazione. Di fronte a certe raccapriccianti realtà, noi uomini civili non possiamo rimanere indifferenti! La pena di morte costituisce una violazione del diritto a non subire torture, trattamenti o punizioni crudeli, inumane e degradanti. Poiché tutti i diritti umani sono inalienabili, non possono essere sottratti, neppure a chi ha commesso un crimine. Galdieri Idiana Che valore hanno i soldi per i giovani? Un teenager può sognare e continuare a farlo finché può. Si può sognare di avere vestiti firmati,avere videogame,andare tutti i sabati a ballare, insomma spendere tutti i soldi che vorremmo a nostro piacimento. Ma allora perché coloro così chiamati figli di papà non sempre sono felici, come magari dei ragazzi semplici a cui non manca nulla?!?!? E un mistero, o forse semplicemente i soldi portano alla felicità entro un certo limite. C è chi ci muore spendendo soldi su cose inutili cose di cui si può fare a meno, pensandoci: quanti ragazzi appena avuto la patente hanno avuto incidenti stradali? Quanti ragazzi si divertono a provare sostanze tossiche rischiando la propria vita? Quindi la nostra vita va posta in dei pezzi di carta con i quali si può comprare tutto meno che la nostra salute, felicità, amore? Guarda caso sono coloro che i soldi li posseggono che dicono I soldi non sempre fanno la felicità, perché provano sulla loro pelle, sulla loro vita ciò che ha più significato. Forse un giovane questo non lo può capire, perché se io potessi avere 1000 euro non posso nascondere il fatto che potrei divertirmi e spassarmela molto di più, e che forse comprerei tante cose che mi potrebbero rendere più felice. La nota negativa di poter avere a disposizione sempre ciò che si vuole porta a volere sempre di più perché non ci accontenteremmo mai! Ed a volere sempre di più ci rimetteremmo noi, perché alla fine i soldi possono portare verso una strada sbagliata. Se io trovassi un portafoglio con dentro molto denaro cercherei di rintracciare il proprietario e glielo restituirei, questo è quello che direbbe chiunque! Non per fare la solita persona corretta ma poi se si rubasse ciò che c è all interno, non ci si sentirebbe in pace con noi stessi, perché ci si domanderebbe: e se quei soldi dovevano servire a qualcosa d importante? Se quei soldi erano parte dello stipendio di una persona come tante e in parte gli sono stati rubati? Magari se forse non ci sono documenti e quindi nessun modo per rintracciare il proprietario chissà la maggior parte delle persone non ci penserebbe 2 volte e se li terrebbe; anche perché se non ci sono informazioni sufficienti addirittura pure i carabinieri se li terrebbero! I soldi trovati non sono benedetti e quindi potrebbero portare sventura! Carlyn Yakubu

4 Pag. 4 Dicembre 2010 BANCO Relazioni sentimentali storie tra ragazzi! Nella scuola non si impara solo a studiare, si impara anche a vivere socialmente. Si incontrano nuove persone, si fanno nuove amicizie, si hanno compagni di scuola con i quali passare 5 anni più o meno a seconda delle proprie aspettative e degli altri. Chissà oltre che ad amicizie alle volte può nascere molto di più, non necessariamente nella stessa classe ma anche stando in classi diverse. Guardando un po in giro tra i corridoi ed osservando certi movimenti di solito sono i ragazzi più grandi che guardano le ragazze appena arrivate! Non solo, ma di solito si considera semplice compagno chi magari può diventare ben altro senza rendercene conto; e quando si crea una situazione del genere non sappiamo come comportarci. Ho visto molte coppie nascere e poi finire, forse è anche un modo per avere di cui parlare durante l intervallo osservando le coppiette e spettegolare sulle voci che girano nella scuola. Ho sempre pensato che avere un ragazzo all interno della scuola o addirittura come tuo compagno di classe non sia una bella cosa, perché non ti potrai mai ritrovare uno spazio tutto tuo. Potrebbe diventare anche una cosa troppo appiccicosa e se poi uno dei 2 si stancasse, si lasciano e non riuscirebbero più ad avere un rapporto civile neppure come semplici compagni di classe! Sarebbe troppo pesante da sopportare la situazione. In queste situazioni sentimentali a volte anche i professori hanno la parola, non solo perché ormai se ne accorgono ma anche perché a volte anche loro sono curiosi di sapere come si evolve la storia d amore corrente tra i loro alunni oppure sono gli stessi alunni che chiedono consiglio ai professori essendo persone mature e con altrettanta esperienza in questo campo. E come disse Gautier: L AMORE E COME LA FORTUNA, NON PIACE CHE GLI SI CORRA DIE- TRO. Non bisogna mai correre troppo tempo dietro ad una persona, perché chissà dietro l angolo c è già qualcuno che ti starà aspettando, ed è meglio tenerseli stretti gli amici! Carlyn Yakubu POLIS COME VORREI UNA LEZIONE SCOLASTICA... Già alzarsi alle 7 della mattina è una cosa orribile, ma pensare a quello che viene dopo è ancora peggio! Appena svegli penso che tutti siano in una specie di Coma Farmacologico, ma preferisco rimanerci invece di andare a prendere il pullman che porta al luogo della disperazione, la scuola, una qualsiasi, dalla quinta elementare in poi. Una mattina sarei proprio contenta di svegliarmi e trovare la scuola così! Guardo la sveglia: 9:00, mi alzo, mi preparo,mi rinfresco con un po d acqua prendo il mio zaino in spalla e mi incammino a prendere il pullman. Dopo il tragitto dell autobus arrivo in Piazza dei Pullman, entro a scuola e vado nella mia aula, al biennio. In classe c erano già tutti i miei compagni a sedere, ma non ero in ritardo, bensì in anticipo perché la scuola nella MIA mattinata comincia alle 9:30! Mi siedo ed entra il prof di informatica, ma era diverso, nella sua faccia c era qualcosa che non avevo mai visto prima, IL SOR- RISO! Ci porta nell aula di informatica e ci dice, aprite il vostro file di Excel e mettetelo da parte, aprite il vostro libro, e mettetelo da parte, prendete un vostro amico e andiamo ad assaltare la Venezia per le merende, dicendo: Noi siamo l esercito dell ITIS!!! Dopo esserci rimpinzati di merende, si ritorna in classe e troviamo SPAPARANZATO sulla cattedra il prof. di Fisica che ci dice: Qui sotto la cattedra c è un camice per ognuno e delle torte alla crema, oggi studieremo quanto tempo impiega una torta lanciata da una mano a toccare qualsiasi parte del corpo di un vostro compagno. In meno di un minuto tutta la classe si è ritrovata a lanciarsi a vicenda torte alla crema e a strillare come pazzi! Ma dopo circa quindici minuti di lezione pratica di Fisica entra prepotentemente la prof. di Scienze in classe, come se ci fossimo messi d accordo, tutti insieme, le abbiamo lanciato torte, una dopo l altra, penso che in quel momento sia stato l unico in cui i pianeti le giravano veramente!!! Alla terza ora avevamo italiano, tre lunghissime ore di strazio totale! La professoressa entra in classe con una borsa enorme, si mette a sedere e prima di aprire bocca, arriva la Venezia e le dice che era convocata dalla preside per una riunione e che doveva stare fuori per almeno tre ore. Appena la prof. varcò la soglia della classe, si scatenò il putiferio all interno dell aula, volavano aereoplanini di carta, astucci, diari. Alla fine dell ultima ora eravamo già tutti pronti davanti alla porta per uscire e dopo il tanto atteso suono stridulo della campanella, ci siamo incamminati, MA CHE DICO INCAMMI- NATI! Abbiamo corso fino alla porta principale e siamo ritornati a casa, SODDISFATTI, del nostro giorno di scuola ideale. Giorgia Checcaglini Raggiunti i palchi nazionali! Il giorno dell esame al Festival del Teatro scuola. I ragazzi del corso teatrale hanno avuto l onore di partecipare alla XIII edizione del Festival Nazionale del Teatro scuola Elisabetta Turroni il 26 e 27 ottobre La Giuria del Festival era composta da Gabriele Marchesini, il presidente, Franco Bazzocchi e Franco Pollini che, durante la cerimonia tenutasi il 30 ottobre 2010, hanno assegnato al nostro spettacolo Il giorno dell esame il premio per la Drammaturgia. Tratto dal testo di Andy Hamilton e riadattato dalla regista Valeria Marri esso aveva debuttato a maggio 2010 all interno del Teatro degli Illuminati di Città di Castello dopo la preparazione avvenuta durante l anno scolastico Lo spettacolo era stato poi ripreso e migliorato nel periodo precedente alla trasferta. Questa rappresentazione si è aggiudicata l onore di partecipare al Festival Nazionale tra moltissimi altri spettacoli provenienti da tutta l Italia dei quali solo 5 (le altre scuole in gara arrivavano da Bologna, Modena, Ischia e Brescia) hanno avuto la possibilità di gareggiare su un palco così importante. Lo spettacolo si è tenuto il giorno 26 ottobre alle ore 10:00 dopo il lavoro di preparazione della scenografia,luci e palcoscenico del giorno precedente nel Teatro Bonci di Cesena assai più grande di quello in cui i ragazzi erano soliti recitare. Ma questo non ha intimidito i ragazzi che hanno eseguito una performance molto buona. Lo spettacolo è infatti riuscito con successo nonostante le difficoltà che si sono presentate durante il percorso di preparazione. Il pubblico presente in sala, che riempiva quasi totalmente la platea, lo ha gradito e si può dire lo stesso dei giornalisti presenti che si sono poi congratulati con i ragazzi. Il giorno dell esame è stato quindi molto apprezzato e ora i ragazzi, soddisfatti e spronati dai risultati raggiunti, sono più agguerriti che mai e sono pronti a competere di nuovo quando ricapiterà l occasione. Chiara Belardinelli, Francesca Cucchiarini e i ragazzi del corso teatrale.

5 Dicembre 2010 Il rispetto delle regole sui banchi di scuola (che impresa!) ACCERTARSI BENE, PRIMA DI USCIRE, DI NON LASCIARE A SCUOLA: GAMBE, BRACCIA, OCCHI, ORECCHIE E, SOPRATTUTTO, LA TESTA!!! Pag. 5 Si deve lavorare per bene e in silenzio Si devono ascoltare i prof. Non si parla durante la lezione Non si può interrompere il prof. quando parla almeno che non sia una domanda pertinente Quando si lavora si deve far lavorare il cervello e non fare i buffoni E severamente vietato andare al bagno durante le lezioni a meno che non si stia morendo Quando entra una persona si deve salutare educatamente Non si tirano gli astucci, gli aeroplanini di carta, le cartacce, i gessi e il cestino. non è il canestro del basket Non si fanno i bigliettini scrivendo parolacce o scemenze di varia natura Quando si va in laboratorio si sta in fila ordinata e non come un gregge senza pastore Non si può urlare nei corridoi come se fossimo al mercato!!! Nel corridoio durante l intervallo non si corre, non si danno calci, né pugni, né si fa la lotta libera o si combatte come spartani! Si deve rispettare e tenere pulito l ambiente in cui viviamo Si deve portare sempre il materiale occorrente, e non cercarlo in giro per le aule da altri compagni Basta fare la processione alle macchinette durante tutta la mattinata! Oggi è sempre più ostico per gli studenti rispettare le regole scolastiche!!! Giamburrasca è sempre molto attuale! Sembra quasi che certe normali abitudini o compiti siano appartenenti ad un mondo lontano anni luce nella mentalità dei ragazzi moderni. Allora i prof. oggi diventano per loro, individui giurassici dotati di una capacità intellettiva preistorica che non si trova più neanche sull enciclopedia Treccani I prof. si, proprio loro, esseri dotati di una facoltà telepatica oltre misura! Loro sanno sempre farti quella domanda a cui tu, guarda caso, non sai rispondere, i loro occhi hanno una vista più acuta di quelli di Superman, ti sgamano sempre quando copi, per non dire poi della velocità ultrasonica con cui mettono un impreparato se ti beccano che non hai studiato!!! Se arrivi in ritardo sei fregato! Il minimo che ti possa capitare è una predica, il massimo è la processione infinita verso la presidenza, che tu ovviamente cerchi di evitare sfoggiando il tuo carisma, giocandoti tutte le carte a disposizione ma il prof., imperterrito non cede! VAI DALLA PRESIDE!!! Le regole, si le regole! Bisogna rispettare le regole! Pensate per un istante, ritornare indietro nel tempo e vedersi catapultati dentro una classe modello del libro CUORE. Sarebbe la felicità dei nostri prof. Insegnare a dei ragazzi ligi, studiosi, rispettosi (fin troppo), docili, silenziosi, premurosi, e tutti gli aggettivi possibili a definirli come alunni perfetti, di un era passata che volge al disio in cui l essere insegnante era una soddisfazione, che arrivava al culmine nel momento in cui la spiegazione veniva presentata nel silenzio più totale e nell ascolto univoco. Finita la recitazione il prof. era soddisfatto, felicemente appagato del riscontro positivo dei suoi pargoli, che a loro volta si sentivano completi e dotti. Oggi? Le lezioni,o meglio le spiegazioni in classe sono dei momenti terrificanti,l attenzione dura poco, è un turbinio di nozioni, concetti, regole, formule,costruzioni,traduzioni,tutto travolge la mente dei poveri studenti che sono chiamati a concentrarsi nell arco della mattinata. Ma ad un certo punto si scoppia!!! Chi resiste è veramente un temerario, spirito spartano atto a tutto, incolume ad ogni frecciata di cultura, poi i poveri disgraziati che si arrendono,gettano la spugna perché non ce la fanno e dopo tre ore di lezione già sono fusi! Ma ciò che conta è il rispetto delle regole! I commenti di oggi sono; un paio di materie sotto cosa vuoi che sia, un bocciato sarà quello che si è portato a casa il registro di classe e l ha bruciato, anche se nega di essere stato lui ma tutti l hanno visto, un altro bocciato sarà quello che va a scuola un giorno si e tre no. Il loro amico tizio se la cava, ha quattro materie sotto ma non viene bocciato. Ma ai vecchi tempi non era possibile,nemmeno concepibile mettere in conto una materia sotto, la normalità era la promozione a giugno con più del sei possibilmente. Un rinvio a settembre era quasi una tragedia. Della bocciatura poi non se ne parla. Che vergogna!!! Anzi che botte!!! A scuola le uscite si facevano rarissimamente: l unica gita era la passeggiata scolastica di fine anno, tutti insieme appassionatamente nel rigore!non si facevano attività di laboratorio. In genere si davano molti compiti; alle volte erano facili, altre volte difficili. Non c era il riscaldamento e le aule venivano riscaldate con la stufa. Ogni allievo doveva portare da casa un po di legna. Il prof, era un personaggio importante per la gente del luogo, figuriamoci per i suoi alunni. Una volta non c erano le penne stilografiche e le cartucce, si scriveva con il pennino e con l`inchiostro. Bisognava intingere più volte la penna nel calamaio. A scuola c erano lezioni di calligrafia. E non parliamo dell amore per la lettura, vera compagna dell intera giornata. Traduciamo tutto questo oggi: La gita diventa un momento di evasione dalla realtà, in cui puoi fare tutto ciò che vuoi, in primis far impazzire e perdere la voce ai tuoi prof. I laboratori di cui disponiamo per alcuni di noi diventano officine di prova per azzardate alchimie, quindi i prof. pronti al richiamo ci riconducono alla realtà. I compiti? Non sopportiamo più di una verifica al giorno o meno di tre la settimana, ad ogni prof. siamo pronti a dire: troppi compiti!!! Non parliamo del riscaldamento, c è chi appoggiato sopra al termosifone tutta la mattina, non riesce poi più a distinguere la realtà perché stordito dal caldo, o chi vuole aprire ogni tre minuti la finestra, o chi sente freddo (in un aula con 25 bocche respiranti, uso serra) che sta 6 ore col piumino addosso. I prof ognuno a sua immagine e somiglianza. Il tasto dolente per tutti la scrittura, per alcuni cuneiforme, per altri geroglifica, altri ancora ideografica, e per qualcuno una mera inclinazione della penna sul foglio!!! Non parliamo della lettura i più fortunati e stacanovisti hanno almeno letto 1 libro nella loro breve vita! Bacci Alice PERCHÈ STUDIO? Ritornando da una giornata di scuola, dopo lo studio mattutino e la spremitura di meningi all ennesima potenza,la tua giornata non è ancora finita: il pomeriggio devi studiare per l interrogazione di matematica o di fisica, fare gli esercizi di inglese e quelli di grammatica!!! UFFA!!! Ma tutto questo che senso ha??? TU cosa ci guadagni? Pensi: Dovrei incalciare la mia felicità, ma studiare mi rende felice? Se solo mi interrogassi sul SENSO del mio studiare forse saprei anche dire se ne vale veramente la pena, se può veramente contribuire alla realizzazione di me stesso! Ti sei mai domandato quale sia il senso dello studio? Allora mi rispondo: perché studiare?. Spesso è dura stare ore davanti a delle pagine che racchiudono lo scibile più variegato. Tante cose ci sembrano chiacchiere inutili, sembra che non c'entrino nulla con la nostra vita. Sarebbe più comodo fare una passeggiata, leggere un bel romanzo, giocare a pallone o semplicemente non fare nulla... Una possibile risposta a questa domanda è: dobbiamo studiare perché siamo studenti. È il nostro dovere. È quello a cui siamo chiamati. Ma perché? Se è questo il nostro compito, dobbiamo studiare e studiare bene, nel modo più coscienzioso ed intelligente possibile, cioè esercitandoci a leggere nelle cose, perchè studio è ricerca della verità: studiamo per dare una risposta agli interrogativi che continuamente sorgono in noi. Lo studio a scuola ci aiuta in questo senso, studiamo per noi non perché i prof. ci intimoriscono con lo spauracchio del voto o per farli contenti che quello che hanno spiegato non è stato gettato alle ortiche. Vade mecum dello studente Studio perché devo. Cerco di farlo il meno possibile, altrimenti mi frigge il cervello. Il sei, il quieto vivere, il mio dovere l ho fatto. Il pezzo di carta che fa contenti i genitori l ho raggiunto. ora posso riposarmi! Lo studio è fatica come ogni altro momento della vita: se vogliamo raggiungere un traguardo bisogna mettere in conto sacrifici e impegno, si deve pure spaccare la testa sui libri. Storia di Luca N.N. C era una volta tanti tanti anni fa un piccolo bambino con i capelli biondi tutti ricci che ogni giorno ospitava nella sua casa un suo amico, un bambino basso con i capelli neri e le guance tutte rosse; ogni giorno giocavano e ascoltavano la musica e adoravano giocare insieme nascondendosi nei posti più stravaganti, restavano a giocare persino cinque ore di fila. Fino a quando un giorno, mentre stavano giocando incontrano una bambina dai capelli neri che era costretta a vivere con una sorellastra a cui non piaceva mai uscire perché la madre era molto oppressiva e le vietava ogni cosa. Una mattina i due ragazzi che erano rimasti colpiti dalla storia delle due ragazze andarono a cercarle Tutti e quattro scoprono che la situazione in famiglia è simile, quindi decidono di scappare, da tutte le oppressioni, dal diventare adulti, dalla scuola, dai genitori, dalle regole, vivendo poi felici e contenti (mangiando patatine fritte e panettone con la nutella)!!! Angelica Casacci Virginia Epi

6 Pag. 6 Dicembre 2010 ITIS TIME Nell Istituto tecnico Franchetti, esiste una classe formata da ragazzi molto stravaganti,una classe eterogenea (come dicono i prof.) di geni e se vogliamo di pasticcioni, la classe in questione è la 1 D. La figura più leggendaria è senza ombra di dubbio Paolo Bazzurri, il bazzu, altrimenti detto, un ragazzo alto e atletico, dice sempre quello che pensa anche se a volte l interlocutore ad un certo punto della discussione ha voglia di prenderlo a schiaffi. Dai suoi compagni di classe è stato soprannominato mafioso, per il suo aspetto: uomo sicuro di sé, moro, sguardo cupo e minaccioso e deciso in ogni situazione. Ogni mattina, scherzosamente i compagni lo supplicano di non chiedere il pizzo, dato che spesso è un aiuto prezioso per diverse componenti della classe, tanto che per molti è un mito. Altro personaggio particolare è Cesare Armando Cerotti,ragazzo abbastanza alto, con dei capelli di color marrone piuttosto corti, ha gli occhi azzurri che ispirano subito simpatia, apparentemente innocuo e bonaccione. E soprannominato l imperatore di Petrelle, il paesino di 300 persone in cui abita e che attraversa ogni giorno con il suo quad. (l unico divertimento di cui dispone)! Davanti al suo banco abita Federico Bruschi, un ragazzone alto e forte come un orso, i suoi coinquilini di banco, diversi a seconda della situazione, lo prendono in giro chiamandolo il cugino di campagna a causa del cespuglio che ospita la sua testa, che tra un po di tempo non gli permetterà di vedere più ciò che ha davanti; a prima vista Federico può sembrare un ragazzo arrogante, ma in verità è buono come il pane. Un altro di questi simpatici ragazzi è Riccardo Mercati detto pinciu, nonostante faccia il portiere nella squadra in cui gioca, non è molto alto, ma molto simpatico e divertente, specie quando parla col suo accento toscano. Nessuno sa il perché di questo strano soprannome, ma quel che è peggio è che neanche lui se ne rende conto. Un altro ragazzo degno di nota è Alessandro Latella detto mangiaranocchie, perché il suo paesino d origine, Selci, è rinomato per la festa della ranocchia. Lui è il più pigro della classe, anzi no, del mondo, in questi tre mesi di scuola i suoi quaderni sono stati sempre latitanti, per non parlare poi dei libri che forse non hanno mai trovato alloggio nello zaino. E così svogliato che la mattina arriva sempre in ritardo, si mormora infatti che abbia preso alloggio dalla preside. Il detto: non rimandare a d o - m a n i quello che puoi far oggi con lui non trova fondamento. Un altro pezzo da novanta è Daniele Spapperi detto Henry Potter, per i suoi occhiali e per il fatto che senza essi non veda un tubo, è un bravo ragazzo, anche se a volte si infiamma con troppa facilità. Il bulletto della classe è senza ombra di dubbio Marco Metozzi, un ragazzo con un fisico da toro, infatti gioca a rugby, egli se la prende scherzosamente con i tipi più deboli di lui, ma è un bonaccione! Altro tipo stravagante è Luigi Camerlingo, un ragazzo dal fisico asciutto e poderoso, con un sorriso stampato in faccia che lo rende un vero latin lover tra le ragazze, infatti Bazzurri (che neanche lui NOI QUELLI DELLA 1 D passa inosservato allo sguardo femminile)per prenderlo in giro lo chiama sempre dal banco con il nome della sua ragazza di turno. Viene soprannominato anche taglialegna per il fatto che indossa tutti i giorni delle camicie da boscaiolo, tipicamente a quadri colorati. Parliamo ora di Michele Bianconi, un ragazzo rossiccio e piccoletto, chiamato perciò roscio che sembra tranquillo..ma ha una lingua lunga come quella di un camaleonte, quando parte è una forza della natura, n o n chiude più la bocca, infatti i prof. lo beccano spesso e lo riportano al dovere. Luca Bei, è un altro con la voglia di studiare sotto i piedi,a cui unisce un misto di sregolatezza e spensieratezza, lui ha sempre la testa altrove, se un prof. spiega, ecco che interviene, certo la domanda spesso non è pertinente e allora si prende veri rimproveri, ma con la sua simpatia riesce sempre a smorzare la rabbia apparente del prof. Inoltre adora prendere in giro Bazzurri per il fatto di non riuscire a prendere 6 a disegno tecnico. Federico Galizi è il migliore amico dell imperatore di Petrelle, con cui condivide il regno, lo definiscono un milanista sfegatato, ma lui afferma di non volere andare allo stadio perché le uniche volte che c è andato, il Milan ha perso. E tranquillo, pacato, non perde mai le staffe, preciso nei suoi compiti e responsabile nelle sue azioni. Troppo esagerato! Ed eccoci ai due secchioni della classe, Leonardo Veschi e Luca Bianconi, detto bibo, che a differenza di Leonardo, nelle verifiche è un po più umano. Quando durante la lezione,un compagno non ha capito un concetto, è molto più facile che chieda spiegazioni a loro piuttosto che al professore. Ovviamente loro sono compagni di banco, un concentrato di cultura che sprigiona energia al resto della classe. Uno dei ragazzi più imbranati ma anche più divertenti della classe è Raffaele Marghi, raffo per tutti, un fastidioso insetto ronzante nelle orecchie di Bazzurri, infatti durante le lezioni, Bazzurri tenta faticosamente di ascoltare il prof. che spiega perché lui bisbiglia ininterrotamente qualcosa, racconta vita, morte e miracoli della Juve, poi quando si rende conto che il compagno, stremato non lo ascolta, allora si mette a scarabocchiare timidamente il suo diario. Ma il primato assoluto l ha ottenuto nel trafugare merende e varie schifezze durante tutta la mattinata, tra un ora e l altra di lezione sempre pronto alla macchinetta! Certo la classe non è costituita solo di questi divertenti personaggi, ci sono tanti altri ragazzi, ma normali nella loro particolarità, ognuno indispensabile per l armonia del gruppo allietata dalla presenza di un unica ragazza, ovviamente regina del reame. Ebbene questi ragazzi ogni mattina si scambiano pugni e merende, si prendono in giro, si stuzzicano a vicenda, si arrabbiano e si aiutano nei compiti, a volte sbuffano con i prof.per il troppo studio, ma soprattutto si vogliono molto bene e si sentono una vera classe! Quelli della 1 D Una lezione infinita Le ore di lezione certe volte soprattutto quelle delle ultime ore diventano veramente insopportabili, in particolare quella quinta ora prima della seconda ricreazione quando il tempo non passa mai e la lancetta di quell orologio sembra rimanere sempre sullo stesso punto La prof. spiega instacabilmente la lezione ed intanto i compagni cercano ogni modo per distrarsi, ci sono sempre quei due o tre studenti che immancabilmente con metodo e caparbietà ascoltano e prendono appunti e che fanno una domanda ad ogni 10 parole che vengono dette, con una forza d animo straordinaria. Poi c è naturalmente la coppia che come al solito gioca a tris e addirittura a battaglia navale con impegno e concentrazione tanto che sembrano essere completamente al di fuori della classe. C è chi scarabocchia sul banco chi crea invece delle vere opere d arte e chi sta zitto e buono e cerca di riposarsi, e chi lo disturba tirandogli i pezzettini di carta con l elastico della cartella di tecnica. C è il classico goloso che non riuscendo ad aspettare la campanella comincia a mangiar il panino portato da casa con indiscrezione, c è anche il gruppo che copia i compiti dell ora successiva con barriere di libri e astucci per non farsi scoprire. Il gruppo di casinari che parlano in continuazione e che vengono ripresi ogni cinque minuti dal prof con tutte le risate della classe a seguito, ma dopo poco ricominciano a conversare allegramente come se niente fosse successo. Ad un certo punto la prof smette di spiegare e dice che vuole interrogare, la quiete si interrompe e tutti diventano agitati Chi chiamerà??? Non ho studiato!!, A me ha interrogato la scorsa volta. Comincia un azione di ripasso di gruppo e vengono dette nozioni a caso, spunta poi sempre quello che era convinto che oggi non interrogava o quello che non sa neanche a che pagina siamo. L agitazione sale quando la prof. comincia ad aprire il temuto registro dicendo estrarremo a sorte, chissà perché ogni volta vengono estratti numeri di persone già interrogate o giustificate, ma alla fine spunta un coraggioso volontario che tra scrosci di applausi si avvia verso la cattedra. L interrogazione comincia, e la tensione cala e tutti si rilassano il pericolo è passato ma l interrogazione continua veloce e purtroppo finisce presto la prof continua dicendo è rimasto abbastanza tempo per interrogare qualcun altro la tensione risale, ma in quel momento arriva il bidello super eroe che ferma la lezione per fa leggere la solita circolare. Dopo un po la lezione riprende e la prof. ricomincia su e giù con la penna sul registro, poi un suono riempie l aria e tutti sorridono: è la campanella! Siamo salvi! Sembra passato un giorno intero, invece è stata solo una comune ora di lezione. Mattiacci Marco

7 Dicembre 2010 Tra Sogno A e Realtà pprezza ciò che sei perché tu sei amore, quell amore che cerchi in ogni cosa e in ogni dove. Accogli ciò che tu sei perché tu sei ciò che cerchi di essere, ciò che tu vuoi essere, tu sei la vita che crea la tua vita. Accetta te stesso, amore del tuo amore, perché tu sei ciò che hai tanto bisogno di essere. Sorridi all'amore che tu emani perché tu sei quell amore che cerchi in ogni luogo, pace dei tuoi sensi. Era da giorni che Ludovica era intenta nel leggere le frasi di Paulo Coelho, forse perché da due mesi a questa parte era stata in grado di viaggiare nel suo mondo fantastico solo attraverso citazioni del suo amato scrittore. Un altro giorno stava bussando alla porta e quello strano quadernino all'interno del cassetto del comodino stava aspettando l'incisione di una frase che Ludovica amava dare a ogni caotico giorno del mese. Quella mattina sarebbe stata una vita non è mai abbastanza. Amava rinchiudersi in camera e con l i-pod che viaggiava nella riproduzione casuale si immergeva nella scrittura di quel piccolo quadernino a fiori lilla, sporco in qua e là da piccole macchioline di caffè. Da poco più di un mese era iniziata la scuola,un vero e proprio sacrificio per i ragazzi del 5b di un famoso liceo classico di Roma; di quella classe ne faceva parte anche Ludovica, che era stata quasi costretta dai genitori a frequentare, forse perchè essendo l'unica figlia avevano riposto in lei ogni speranza, che stavano lentamente svanendo a causa di una scoperta che aveva cambiato totalmente la vita della ragazza e dei suoi familiari. Era il 22 ottobre... l'autunno stava arrivando in punta di piedi, e come tutte le mattine era arrivata tragicamente l'ora di andare a scuola. Arrivata all'entrata del liceo, Ludovica era solita aspettare le sue amiche di sempre, ma quella mattina la routine fù spezzata, ed entrando in un immenso padiglione ebbe uno strano scontro con un ragazzo mai visto prima, che molto distrattamente versò sulla camicetta di Ludovica del caffè. Chiedendogli scusa si destreggiò velocemente tra la folla di ragazzi che stavano correndo in classe per l'ultimo suono della campanella. La mattinata non era iniziata nel migliore dei modi, e il seguito non fu molto diverso, a causa di un tragico compito a sorpresa di matematica. Le cinque ore di scuola passarono lentamente e le nuove voci di corridoio si stavano spargendo per la classe; questa volta la vittima era Ludovica, e secondo le voci i lunghi viaggi in Spagna della ragazza con i suoi genitori nascondevano una presunta clinica come meta. A quella notizia Ludovica reagì molto stranamente e cercando di negare tutto, nei suoi occhi nascondeva una strana luce. Lunedì 18 novembre. Le giornate stavano diventando sempre più lunghe, e quel pomeriggio Ludovica aveva invitato le sue migliori amiche a casa sua per terminare il progetto di italiano, e nel frattempo era uscita a comprare un cartellone nella quale si sarebbe sbizzarita ad attaccare le sue foto. L'edicola non era molto lontana e mentre camminava sul marciapiede riconobbe in lontananza quello strano ragazzo che poche settimane prima gli aveva versato del caffè sulla camicetta. La curiosità di sapere il suo nome era davvero molta, quando si accorse che il ragazzo aveva la sua stessa meta. Era davvero entusiasta forse avrebbe potuto conoscere anche una microscopica parte dell'identità di quello sconosciuto,quando improvvisamente fu presa da un forte giramento di testa che le fece perdere i sensi fino a cadere per terra. Nel giro di pochi minuti si ritrovò sulla soglia del marciapiede circondata da passanti incuriositi e da lui il ragazzo misterioso, che preoccupato chiese a Ludovica come si sentiva che con un filo di voce gli rispose di sentirsi bene. In realtà la testa le faceva davvero male, ed era consapevole che quello che era successo non era un banale giramento di testa. Porgendogli la mano il giovane l'aiutò ad alzarsi e quasi per sdrammatizzare la assicurò che almeno questa volta non gli avrebbe rovinato nessuna camicetta e la invitò in un bar poco distante a prendere qualcosa da bere. Ludovica era stranamente emozionata dall'invito del ragazzo, della quale finalmente conobbe il nome. Si chiamava Luca ed era diverso dai ragazzi della sua generazione, forse per il suo stare tra le nuvole dopo due secondi di conversazione. I due si trovarono subito in sintonia e dopo pochi minuti si ritrovarono stranamente a parlare dei loro segreti più intimi, che non avevano mai confessato a nessuno, ma Ludovica si fermò improvvisamente come se avesse paura che la sua dura realtà le potesse uscire dalla bocca inconsapevole delle conseguenze che tutto ciò le avrebbe provocato. Il progetto di italiano era saltato e Ludovica era davvero felice del pomeriggio che aveva trascorso in compagnia di Luca. Martedì 19 novembre. Appena arrivata a scuola Ludovica fu quasi aggredita dalle sue migliori amiche, che preoccupate per il tre a italiano che avrebbero preso di sicuro, erano anche preoccupate per l'amica che era risultata per l'intero pomeriggio non raggiungibile. Entrate a scuola capirono subito che Ludovica aveva aggiunto alla sua lunga lista un altro segreto da proteggere, quando improvvisamente la videro andare incontro a uno strano ragazzo. La prima campanella che annunciava l'entrata in classe interruppe la breve conversazione che era da poco iniziata tra Luca e Ludovica, e scambiandosi un ultimo sguardo entrarono nelle rispettive classi. Pag. 7 UNA VITA... NON E MAI ABBASTANZA Giovedì 24 gennaio Era passato più di un mese dal giorno che Ludovica conobbe per la prima volta Luca, il suo ragazzo ufficiale da meno di una settimana. La loro relazione iniziò da una forte amicizia che nacque da subito, e il giorno che decisero di mettersi insieme assomigliava tanto a un film americano nel quale i protagonisti esprimevano i loro sentimenti sotto la pioggia. Lei non era mai stata così tanto felice nella sua vita e lui era talmente innamorato di lei che adesso viaggiava nel mondo dei sogni solo quando era accanto a lei. Sembrava che andasse tutto per il meglio, ma Ludovica era consapevole che prima o poi avrebbe dovuto rivelare il suo segreto. Dopo aver passato un intero pomeriggio insieme Luca decise di accompagnare a casa la sua ragazza che nel cammino aveva deciso di fare un saluto alle sue migliori amiche che sedute su una panchina discutevano sul più bello della scuola. Luca rimase poco più in là, quando si accorse che dallo zainetto di Ludovica era caduto un piccolo quadernino lilla. Sapeva che se lo avesse aperto sarebbe stato sbagliato ma nel frattempo dentro di sé c'era la curiosità di leggerlo, che prese il sopravvento. Sfogliandolo lentamente capì che all'interno Ludovica annotava ogni sua singola emozione e all'inizio di ogni pagina c'era sempre una frase. La frase di quel giorno era: la verità fa male ma mentire è ancora più doloroso. Luca non capiva il perchè di quella frase, fino a quando non lesse della malattia; Ludovica aveva un tumore al cervello, che piano piano da due mesi a questa parte gli aveva tolto ogni speranza e ogni sogno da giovane adolescente. Non voleva credere in quello che aveva appena letto, ma quando Ludovica scoprì che il suo quadernino era finito tra le mani di Luca decise di raccontargli tutta la verità. Raccontò che quando seppe di essere malata aveva deciso di trasferirsi, perchè avrebbe odiato il fatto di mentire ai suoi amici per la caduta dei suoi capelli, e per quella magrezza che il suo corpo stava assumendo. Con i suoi familiari aveva deciso di non fare la chemioterapia, e di vivere ogni giorno all'avventura svegliandosi la mattina con la paura di non essere viva alla sera. A quelle parole Luca era ceduto e scoppiò a piangere; adesso anche lui era entrato a far parte di quella corsa contro il tempo, che risultava una lotta dura e difficoltosa. Dopo quella confessione avevano deciso di passare ogni singolo momento delle loro giornate insieme e vivere ogni secondo come se fosse stato l'ultimo. Era il 3 marzo... il compleanno di Ludovica. Quel giorno doveva essere di gran festa per gli amici di Ludovica e soprattutto per lei che da pochi giorni aveva smesso di sorridere alla vita, a causa di un ricovero improvviso in ospedale. Erano tutti lì attorno a lei che si era da poco addormentata. Luca era esausto da giorni non dormiva e le notti in ospedale erano estenuanti, ma era sempre stato vicino a lei quasi per aiutarla a combattere contro quel male che lentamente la stava uccidendo. Le condizioni di Ludovica stavano peggiorando e alle 11 di sera, fece un ultimo respiro che le tolse la vita per sempre e come una libellula si destreggiò in un mondo che l'avrebbe allontanata dal male. Oramai una parte di Luca era volata via con quella libellula, LA QUALE UNA VITA NON ERA STATA AB- BASTANZA. Angela La Colla

8 Pag. 8 Dicembre 2010 I giochi di un tempo bei tempi!!! Armati solo di noccioli di frutta, sassi, tappi di bottiglia e molta fantasia, ecco come si divertivano i nostri padri (e nonni) molto prima del Game Boy. Sicuri che non ci si divertirebbe anche noi? Oggi noi giovani passiamo la maggior parte del nostro tempo libero davanti alla televisione o al computer oppure giocando con i videogames. Fino agli anni Sessanta, i giocattoli erano artigianali. Papà e nonni con pezzi di legno costruivano per figli e nipoti trottole, carrettini, monopattini che funzionavano alla perfezione. Ma ve lo immaginate vedere un ragazzino che oggi per strada gioca con questi aggeggi? Lo scambierebbero per un austrolopitecus! Le bambine avevano una sola bambola, a cui erano legate affettivamente; le nonne o le mamme provvedevano a realizzare, con avanzi di stoffa o di lana, abitini per tutte le stagioni. Certo che, rispetto all odierno Ciccio Bello che ha un guardaroba da far invidia anche alla top model più gettonata non c è paragone!!! Questi erano i giocattoli individuali. Collettivamente maschi e femmine giocavano con i tappi a corona delle bottiglie, con le figurine, con sassi, con noccioli di pesche o biglie di terracotta o con fionde. Le bambine saltavano con la corda e giocavano con la palla, recitando brevi filastrocche che dovevano essere concluse senza che essa cadesse, pena di ricominciare daccapo. I ragazzini costruivano percorsi per giocare con le biglie di terracotta o (quando erano più fortunati) con le biglie di vetro colorate. Una volta i ragazzi si divertivano molto all aperto. Si giocava a nascondino; si disegnava per terra un rettangolo con tanti riquadri numerati e si giocava a Mondo con regole precise: non si dovevano calpestare le righe, occorreva lanciare un sassolino ogni volta in un riquadro più lontano e si doveva andare a riprenderlo, saltando su un piede. Ci si sfidava con una corda in gruppo: due giocatori la facevano girare e gli altri, a turno, saltavano. Vinceva chi resisteva di più. Palla prigioniera, Palla avvelenata erano spesso una divertente occasione di gara. I maschi preferivano giocare a pallone o lanciavano figurine contro il muro: vinceva chi vi arrivava il più vicino. I ragazzi di oggi si rimbecilliscono davanti al computer o passano intere giornate a bighellonare davanti alla play-station, nei bar, o nella migliore ipotesi a fare vasche per il corso, con la speranza di abbordare qualche preda; le ragazze fanno a gara nello sfoggiare il migliore maquillage o l ultimo grido del pantalone più trendy e della maglietta più fashion. Attualmente la gara più interessante nella nostra generazione è trovare qualcuno, tra le persone descritte sopra, poiché non bisogna generalizzare, che riesca a fare un gioco collettivo, dove si instaurano dei rapporti personali ( non del tipo macchina-utente, per capirci), un gioco in cui dipende tutto dal giocatore, un gioco dove una persona si confronta direttamente con l avversario, dove si possono mettere in mostra le vere capacità e non quelle finte e inesistenti dettate da un computer. Galdieri Idiana Genitori e figli : agitare non mescolare prima dell uso! A different life È un amara sorpresa, per molti genitori, scoprire che i propri figli, giunti alla soglia dei tredici-quattordici anni, si trasformano rapidamente, assumendo una nuova personalità più complessa, che essi non sanno penetrare e di fronte alla quale provano un senso di smarrimento. Abituati a confrontarsi con bambini di cui conoscevano alla perfezione esigenze e sentimenti, si accorgono ora di essere esclusi dalla segreta confidenza di questi adolescenti L incomprensione tra due modi di vivere diversi e poco compatibili tra loro è la prima ragione di scontro tra genitori e figli, dove nessuno è disposto a cambiare le proprie abitudini, o tradizioni nel caso dei genitori. Spesso i genitori si mettono a disposizione venendo incontro a i propri figli, che approfittano della fiducia data loro e recano delusioni ai loro cari.. Il periodo dell adolescenza è caratterizzato da cambiamenti fisici ma in particolare psicologici, cambia anche il modo di vedere la figura dei genitori con i quali spesso si iniziano a creare conflitti causati dalla voglia di indipendenza. I genitori di oggi spesso non sono all altezza di educare i propri figli; appaiono molto spesso assenti a causa del lavoro e della vita frenetica che conducono. Questo porta ad un vero e proprio capovolgimento dei ruoli, contraddistinto dal timore dei genitori di subire attacchi verbali o fisici da parte dei figli. Anziché rimproverarli, molti preferiscono soddisfare le loro richieste con la convinzione che in fondo si tratta di piccoli capricci ai quali non conviene opporsi. La nuova generazione è quella del tutto e subito, che porta con sé due aspetti, uno positivo l altro negativo. Se da un lato, infatti, è un bene che la conoscenza passi da figlio a padre, vista l abilità dei ragazzi a utilizzare le nuove tecnologie, dall altro, merita attenzione il fenomeno della sempre più crescente intolleranza dei figli nei confronti dei pari, dei professori e dei genitori stessi. L idea di rispetto verso una persona più grande va ormai via via perdendosi ed è quindi un dilagare di maleducazione ovunque. Rilevante poi l importanza del dialogo tra genitori e figli, ormai del tutto assente. Spesso i genitori pensano di poter colmare la loro assenza riempiendo il proprio figlio di regali inutili, accontentando ogni suo capriccio ovvero viziandolo ma delle volte vale molto di più una buona chiacchierata di qualsiasi altro desideratissimo regalo, che porta solo l adolescente a credere che tutto gli sia dovuto, invece di imparare a guadagnarsi da solo ciò che chiede. Bacci Alice Hey! I m Lukasz Lex and I m 16years old. I m a German student who goes to an Italian-High-school. Now I live in Italy for one year, there are many things which changed in my life and I want to tell you something bout it. Why have I come to Italy? I ve come to study and learn the language. For coming to Italy I was scared, scared of the new country, the new life, the new people and the new language. I knew it would be hard; so it s very important that I study a lot and do my homework. That s very difficult cause I m very very lazy. In Germany it wasn t so hard cause it was my language, it was easier to study and do homework. Where do I live? Now I live in a village called Carpini, we re inhabitants I don t know, it s very small and there aren t ANY noises. Carpini is the opposite of my old home. I lived in a big City called Ravensburg, we are (or were) people so you can see a big City. There are loud noises, too much traffic and so much chaos, but I love it. This is a very important point for me, to stay with other people, sometimes I miss my family, my friends and my City, but I know I do everything for a reason. (To be someone) At the moment I m not sure how long I will stay here in Italy, some days I say forever and other days I say after the school I ll go, but what can I say? I m 16, the life is long and at the moment I do the best to assure my future. Lex Lukasz

9 Dicembre 2010 TabulaRasa la pagina del Prof. Quello che andrete ora a leggere in qualche modo giustifica il bizzarro nome del Nostro Giornale Scolastico L ARVULTICO, che come prerogativa principale ha quella di mettere sottosopra tutto quello che lo caratterizza; i pensieri che affollano la nostra mente, le idee, le proposte, le innovazioni, le critiche o semplicemente tutto ciò che fa notizia!!!... ma che alla fine trovano un loro sistematico ordine. Contributo scientifico per... comprendere i terremoti. (Mi dispiace per voi che non capite nulla di terremoti) La vita del drago Arbulticone (Quello che quando sé move arbultica gni cosa) Arbulticone è un drago, mica tanto piccolo, è grande come una collinetta, ha grosse zampe, un bel pancione e una lunga coda; il suo collo è lungo, grande la sua testa con una immensa bocca e gli occhi di fuoco. Lui dorme sempre in una grotta sotto terra, sapete dove? Sotto i Monti Martani, dove ci sono tante gallerie, grotte, laghi sotterranei ma molto poco da mangiare. Arbulticone dopo aver tanto dormito, gli si è vuotata la pancia e questo non è bene per lui perchè allora può svegliarsi di soprassalto e infatti : - Brrr! gnoim gnoim...uaaaahhhuuu... che fameee!!!! -, borbottò sollevandosi a sedere nella sua grotta; - Aaaaahhhhhuumm...Gnnnnnhhhaaamm!!!! - si stiracchiò e sbadigliò il nostro Arbulticone: era il 12 Maggio del 97. Ogni suo gesto e movimento faceva tremare la terra le pareti delle gallerie e tutto quello che c era sopra. Cadevano calcinacci dai soffitti, crepe sui muri delle case, e la nostra scuola mezza distrutta per questo suo risveglio. Arbulticone si incamminò in cerca di qualcosa da mangiare, ma ohimé, li sotto i Monti Martani c era solo un po d acqua e niente da mettere sotto i denti. Ma Arbulticone sapeva dove andare e prese una galleria lunga e un po stretta da dove veniva un profumino molto buono e stuzzicante, conduceva verso est. Si incamminò dondolando da quella parte e cammina, cammina non molto veloce, tra una spallata e un colpo di coda giunse verso settembre fino sotto il bel pianoro di Colfiorito. Allora si che cominciò la festa: strappava dal soffitto Pag. 9 della grotta, manciate di belle patate rosse; ne staccò e inghiottì a bizeffe, tutte quelle che poté arrivare. Mangia, mangia, ad Arbulticone cominciò a gonfiarsi lo stomaco ed ad un certo punto: hoi...hoi.!! Disse e poi d improvviso: Aaaarrhhuumm!!! Gli scappò un bel ruttino; si come quello di qualche bimbo che poppa il latte, solo che li sotto e fatto da Arbulticone, sopra ha arbulticato ogni cosa, poveri noi!!!. Ma lui imperterrito, ha mangiato tutte le patate che ha trovato ed ha anche bevuto l acqua che veniva giù dalla palude di Colfiorito lì sopra. Non contento di questo, stuzzicato così l appetito, si mise in giro sotto l altopiano sbattendo qua e là la coda, per cercare qualcos altro da mangiare. Ad un certo punto giunse all imbocco di una bella galleria che andava in discesa e da cui veniva uno strano profumo, ma buono e molto stuzzicante, che non aveva mai sentito. Mosso dalla curiosità si incamminò lungo questa galleria e giunse, dopo un po, in un bell antro con un profumo di bosco molto forte, dal quale pendevano dei bei tartufi rotondi e grandi grandi. Arbulticone non aspettò un attimo e cominciò ad assaggiarli:- Mmmm buoni... che delizia!!! - esclamò. Mangia, mangia si riempì la pancia di tartufi. Ma non sempre le patate stanno bene con i tartufi, spesso si gonfia la pancia anche ai bimbi; infatti dopo poco, ehm.!!! ehm.!!!: Haiii!!! Haiii!! Esclamò Arbulticone E: Brrruuummm!!!!!!immaginate voi cosa sia successo!!!!!! La pancia di Arbulticone faceva proprio le bizze, ma il peggio che sopra a Sellano, tutto questo non era tanto simpatico perchè cadeva tutto: le case, le chiese, le scuole e tutti noi adesso siamo senza casa in molte zone dell Umbria. Chissà se Arbulticone si è saziato e potrà tornare a dormire, prima che faccia altri guai; ormai si è mangiato tutte le nostre patate, tutti i tartufi, ha bevuto tutta l acqua minerale della nostra Umbria!!... Speriamo quella non gassata!!! Scuola Media Massa Martana 22/10/ 97 Commento: Non importa che Arbulticone abbia portato via le nostre case, i monumenti, le chiese ed abbia anche ucciso, non potrà portare via mai la nostra civiltà che è in noi e ci appartiene, i cui i segni sono ora profondamente feriti. Noi siamo una collettività di un antico popolo e non solo per le città, i paesi dalle mura antiche, i dipinti e gli affreschi, ma lo siamo per lo spirito e la consapevolezza di essere figli di una Madre generosa, la nostra Umbria che ha generato noi e i nostri padri, le cui opere sapremmo far rinascere anche più belle e ricche di prima: queste sono dentro di noi. Il Prof. di Tecnologia e Disegno Se qualcuno vuole essere per poi avere, anche in questo siamo tutti diversi nel bene o nel male, anche a scuola, tutti i Dì : Dì-versi Dì poco conto, Dì sonno morti, Dì-stratti come cigni, Dì nascosto è comodo, Dì-scepoli nati, Dì-strutti per niente, Dì-vino e natura empi, Dì-schiusi come fiori Dì-pinti a primavera. Dì poco siamo tutto: Dì nulla finito, Dì-versi. Tratto dai Miei luoghi Massa Martana - Teatro del Patrizio Mezzetti

10 Pag. 10 Dicembre 2010 MOVIES STAR Blink-182 I Blink 182, all inizio conosciuti solo come Blink, nascono nel 1992 a Poway, una periferia a nord di San Diego; la band è composta da Tom DeLonge (chitarra e voce), Mark Hoppus (basso e voce) e Scott Raynor (batteria) che è stato sostituito nel 1998 da Travis Barker. Il gruppo ha prodotto in totale 6 album studio, una raccolta, 1 album live, 4 demo e 21 singoli, vendendo più di 20 milioni di dischi. Storia del gruppo: 1991: Mark Allan Hoppus vive con la sua famiglia in giro per gli Stati Uniti a causa del lavoro del padre, ingegnere specializzato nella progettazione di armi da fuoco. In quello stesso periodo, dopo essere stato espulso dalla Poway High School, Tom De- Longe inizia a frequentare la Rancho Bernardo High School, dove diviene amico di Anne Hoppus, sorella di Mark. Tom si lamenta spesso per il desiderio forte di avere una band, quindi nell agosto del 1992 Anne gli fa conoscere suo fratello Mark, anch egli desideroso di suonare in una band. I due suonano per ore e ore nel garage di Tom, mostrandosi l un l altro le canzoni che hanno scritto in precedenza e cominciano a scrivere canzoni insieme; una di queste è Carousel, che diventa in seguito un gran successo. Quella notte i due decidono di mettere su un gruppo, serve però un batterista ; al problema rimedia Tom che assume l amico Scott Raynor, conosciuto nella nuova scuola. Mark ha dei problemi con la fidanzata, che sostiene che dedica troppo tempo alla band e lo mette di fronte a una scelta: lei o i blink; così Mark lascia il gruppo. Un giorno però Tom lo informa che ha preso in prestito un 4-tracce da un amico, e lui e Scott volevano usarlo per incidere una demo. Dunque Mark decide di lasciare la sua ragazza per tornare nei blink. Nel 1993 i tre producono la demo Flyswatter in musicassetta, la quale viene registrata nella camera di Scott e quindi di bassissima qualità audio; vennero prodotte solo 1000 copie della cassetta, la cui copertina era un disegno d arte moderna fatto da Tom. Conteneva 8 canzoni e fu distribuita soprattutto in famiglia e fra amici, a causa della qualità. L anno dopo venne prodotta un altra demo, la quale inizialmente non possedeva alcun titolo ma venne poi rinominata Buddha dai fan a causa della statuetta nella copertina; ne vennero prodotte 1000 copie. Durante il 1994 il gruppo subisce un azione legale da parte di un gruppo irlandese con lo stesso nome. Sotto ordine giudiziario i blink sono costretti a cambiare nome, aggiungono così il numero 182 sul quale sono state ricamate diverse leggende metropolitane. Il 17 febbraio del 1994 il gruppo rilascia il cd che stava per essere pubblicato poco prima delle battaglie legali con i Blink: Cheshire Cat, disco che non vende molto. L album contiene canzoni come Carousel, Strings, Sometimes e TV, tratti dalla loro demo Buddha, con l aggiunta di nuove canzoni. Nel 1995 viene ristampata la seconda demo del gruppo, Buddha, inserendo anche altre canzoni; esso conteneva anche alcune prime versioni dei brani apparsi su Cheshire Cat, e successivamente inseriti nell album Dude Ranch. Dude Ranch è il secondo album registrato in studio, pubblicato il 17 giugno L album ha venduto oltre un milione di copie e il sito AbsolutePunk.net lo ha inserito tra i migliori 15 album punk della storia. Nel 1998 si verifica un problema all interno della band: Scott, che all epoca aveva seri problemi con l alcool, viene cacciato dalla band. Scott sparisce nel mezzo di un tour americano e la band deve cercare un batterista per rimpiazzarlo durante i concerti. Travis Barker, che suonava con The Aquabats, una band che era in tour con i blink- 182, decide di suonare per loro quella sera. Dopo aver imparato l intera scaletta dei blink-182 in una mezz ora e sapendosi muovere tra le canzoni con facilità, Mark e Tom decidono che Travis è la persona giusta per il gruppo, e danno l addio definitivo a Scott. Nel 1999 viene pubblicato l album Enema of the State, che vende 15 milioni di copie in tutto il mondo. I blink-182 devono molta della loro fama a questo album e a tre dei singoli contenuti al suo interno, What s My Age Again?, All the Small Things e Adam s Song, che salgono le vette delle classifiche e vengono mandate in onda continuamente sulla radio e su MTV. Lo stile di Enema of the State si basa sullo stesso genere di & gruppi pop punk, ma con musiche più adatte ad essere trasmesse in radio e testi nei quali molti adolescenti si possono identificare. Nel 2001 i blink-182 continuano il loro successo commerciale, pubblicando Take off Your Pants and Jacket; vengono vendute più di copie dell album nella prima settimana, il quale è stato pubblicato in tre diverse versioni: plane, pants e jacket version, ognuna con due bonus tracks unici. Da questo album sono stati estratti tre singoli: The Rock Show, First Date e Stay Together for the Kids. I singoli The Rock Show e First Date sono stati scritti nella stessa notte rispettivamente da Mark e da Tom. Nel video di Stay Together for the Kids invece, si vede la band in una casa abbandonata, che suona accompagnata da altri ragazzi i cui genitori sono separati mentre la casa sta per venire demolita. Durante i ritornelli della canzoni si vedono tutti i ragazzi che sfogano la loro rabbia, e il terreno trema. Alla fine del video, quando ormai la casa sta per cadere a pezzi, i blink-182 lasciano i loro strumenti nella casa, e escono insieme ai ragazzi. Dopo la pubblicazione di Take Off Your Pants And, i membri del gruppo si dedicano a dei progetti paralleli: Travis, con Tim Armstrong e Skinhead Rob fonda i Transplants, e con Tom danno origine ai Box Car Racer. Durante questa pausa tutti e tre i componenti del gruppo si sposano ed hanno dei figli e questa svolta avrà significative conseguenze sullo stile dei blink-182 e questo sarà evidente dopo l uscita del loro quinto album; ad esso non viene dato un titolo. Nell album si riscontra un cambiamento importante nelle tematiche e nell atmosfera delle canzoni, attraversate da una vena emozionale più profonda, con arrangiamenti di musiche e testi molto più concettuali e seri rispetto ai precedenti lavori. Travis ha confermato che la band ha lasciato il cd senza titolo per rappresentare un tipo totalmente nuovo di Blink; essi infatti hanno affermato in numerose occasioni di aver preso ispirazione dai The Cure, dei quali il frontman Robert Smith ha tra l altro collaborato alla canzone All Of This. Nel video di I Miss You, i blink-182 suonano di notte in una casa; in questo video Mark suona il contrabbasso, mentre Travis suona la batteria con delle spatole. Nella canzone vengono citati anche Jack e Sally di Nightmare Before Christmas. Il 16 dicembre 2004 i blink-182 tengono il loro ultimo concerto dal vivo prima del loro scioglimento, che avviene del febbraio 2005: dopo un assenza non ben motivata ad una manifestazione per le vittime dello tsunami tenutasi in California, appare sul loro sito un messaggio che annuncia la loro decisione di prendersi un periodo di pausa, per stare vicino ad amici e familiari. Poco tempo dopo Travis spiega in un intervista a una radio statunitense che ogni componente del gruppo continuava la propria vita da musicista concentrandosi su progetti paralleli. La pausa dura ben 4 anni, dopodiché, l 8 febbraio 2009 i blink tornano di nuovo insieme. Dopo una lunga serie di concerti negli USA, la band fissa la data di inizio dei lavori in vista del nuovo album per gennaio 2010, ma a causa dei numerosi impegni del trio, la band ha cominciato a registrare solo a giugno Secondo le ultime dichiarazioni rilasciate dai blink-182 il nuovo album, che doveva uscire verso la fine del 2010 massimo gli inizi del 2011, è stato spostato e l uscita è prevista per la primavera del Stile: Lo stile dei blink-182 è molto particolare. I testi delle canzoni sono umoristici, invece che tristi o critici, caratteristiche che vengono associate alla maggior parte delle punk rock band. Hanno prodotto però anche canzoni molto serie come: Adam s Song che, per esempio, parla del suicidio, Stay Together for the Kids che parla del tema dei divorzi e I Miss You. Lo stile della band viene spesso messo a confronto con le canzoni pop punk - punk rock dei Green Day e dei Sum 41. La loro musica, oltre che essere ispirazione per altri gruppi, ha influenzato le menti degli adolescenti e i loro comportamenti esilaranti, quasi infantili, li hanno resi idoli di milioni di teenagers. Martina Biagioli

11 Dicembre 2010 Pag.11 i b e i n r a m t e n e p a g i n a... L COLMI Qual è il colmo per un vigile? Sparire dalla circolazione! Colmo per un dentista: essere incisivo. Colmo per una disoccupata: chiamarsi Assunta. Colmo per un orologiaio: avere la figlia sveglia. Colmo per un matematico: non avere nessuno su cui contare. Colmo per un pescatore: avere una moglie sarda che si chiama Alice. Qual è il colmo per un sindaco? Avere la moglie fuori... dal comune! Colmo per un sacerdote: inchinarsi davanti ad un punto... cardinale. BARZELLETTE Un carabiniere insospettito torna di proposito dal lavoro prima del tempo e scopre moglie e amante a letto. Deciso impugna la pistola d ordinanza e se la punta alla tempia. A quel punto i due scoppiano a ridere, ma il carabiniere: Ridete pure, ma dopo tocca a voi!. Sapete come si dice quando un uomo ha due donne? - La bigamia.e quando un uomo ha più donne? - La poligamia. - E quando ha una sola donna? - La monotonia DOMANDE ASSURDE Perché separato si scrive tutto insieme quando tutto insieme si scrive separato? Perché abbreviazione è una parola cosi lunga? Perché i Kamikaze portano un casco? Da dove viene l idea di sterilizzare l ago della siringa che serve per l iniezione fatale ad un condannato a morte? Perché in questo mondo anche gli zeri, per valere qualche cosa, devono stare a destra? In caso di guerra nucleare, l elettromagnetismo prodotto dalle bombe termonucleari potrebbe rovinare le mie cassette video? Perché le ballerine danzano sempre sulla punta dei piedi? Non sarebbe più semplice scritturare ballerine più alte? Come si fa a sapere se una parola nel dizionario è scritta sbagliata? Di che colore è un camaleonte quando si guarda nel ghiaccio? Su una navetta spaziale si viaggia alla velocità della luce, i fari funzionano? continua da Movies and Star 30 SECONDS TO MARS Il gruppo è composto da tre elementi: Jared leto (frontman, cantante e chitarrista), Sharon Leto (Batterista), Mat Wachter (Bassista). Il gruppo Il genere di appartenenza della band è molto discusso: se alcune fonti definiscono il gruppo come alternative rock, altre lo inseriscono invece all interno della più recente corrente dell heavy metal noto come nu metal. I 30 Seconds to Mars sono un gruppo statunitense fondato nel 1998 da Jared Leto e dal fratello Shannon Leto, i 30 Seconds to Mars cominciarono come un piccolo progetto casalingo. Le cose, tuttavia, iniziarono velocemente a crescere, e Matt Wachter si unì alla band come bassista. Dopo qualche cambio di chitarrista (i primi due chitarristi del gruppo, Kevin Drake e Solon Bixler, lasciarono la band in breve tempo), i tre, dopo un audizione, invitarono Tomo Miličević a far parte del gruppo. Miličević suona anche le tastiere ed è anche un violinista professionista. I 30 Seconds to Mars descrivono la loro musica come avente la grandiosità dei Pink Floyd e l energia dei The Sex Pistols. Altre influenze musicali sono attribuite ai The Cure, ai primi due album dei Metallica, ai Led Zeppelin, ai The Who, ai primi The Police e agli Steely Dan.Il logo del gruppo è una fenice, chiamata Mithra, che sovrasta il motto del gruppo Provehito in Altum, che tradotto dal latino significa Lanciati verso l alto. Il logo del secondo album è formato da tre teschi (chiamati Trinity ), il nome della band, il loro motto e tre frecce che puntano verso il simbolo 30 in centro. Un altro logo che identifica il nome del gruppo è formato da quattro simboli: il primo ( ), composto da due 3 rovesciati e concatenati, indica il numero 30. Il secondo (ø) è il simbolo dell orologio e ha il significato di Seconds. Il terzo (lll) è composto da due spazi delimitati da tre linee e significa To, mentre l ultimo ( o.) rappresenta il pianeta Marte ( Mars ) con le sue lune. Il primo simbolo è rosso, il secondo è inizialmente rosso, mentre poi sfuma nel nero, il terzo è inizialmente nero per poi sfumare in azzurro, e il quarto e ultimo simbolo è azzurro. Echelon è lo street team dei 30 Seconds to Mars. I membri dell Echelon aiutano a portare amici ai concerti, distribuiscono merchandise ufficiale, affiggono poster, mantengono fansite dedicati alla band. Echelon significa formazione di truppe. La prima community italiana si è formata sul forum americano della band, attraverso i livejournal e poi con l apertura nel 2006 del sito Italian Echelon. Dopo il grande successo del loro secondo album A Beautiful Lie, la band avendo preso più volte il disco di platino é pronta con l attesissimo nuovo disco This Is War. L album è stato prodotto da Flood (U2, Depeche Mode, Nine Inch Nails), Steve Lillywhite (The Rolling Stones, U2) e dai Thirty Seconds To Mars. Nell album sono contenute queste tracce: 1. Escape 2. Night of the Hunter 3. Kings and Queens 4. This Is War Suns 6. Hurricane (ft. Kanye West) 7. Closer to the Edge 8. Vox populi 9. Search & Destroy 10. Alibi 11. Stranger in a Strange Land 12. L490 Giorgia Checcaglini

12 Pag. 12 Dicembre 2010 Le differenze C E POCA DIFFERENZA TRA VECCHI E GIOVANI, DA GIOVANI SI FA LA TESI, DA VECCHI SI FA LA PRO TESI! Tra un uomo grasso e uno magrissimo... Il primo se mangia troppo poco non dimagrisce tanto, il secondo se mangia troppo poco sparisce. DIFFERENZA TRA AVVOCATI E BOMBE ATOMICHE Nessuna! Averceli ci da sicurezza e preoccupa gli avversari. Pero se ce li lanciamo non li possiamo piu fermare e ci ritroviamo rovinati. Qual e la differenza fra una gallina fiorentina e una livornese? Quella fiorentina dice Cocco de quella livornese dice De... cocco!?! Qual è la differenza tra un terrorista e la suocera? Con il terrorista si può negoziare. Ancora barzellette Due carcerati devono scavalcare 100 cancelli per uscire dalla prigione. Al cinquantesimo uno fa all altro Sei stanco? e lui dice di no. Al novantanovesimo gli richiede di nuovo Sei stanco? e lui risponde sì e quello Allora torniamo indietro. Un carabiniere va dall edicolaio e dice E uscito Diabolik? e lui No allora il carabiniere urla Cirondate l edicola!! Ci sono due carabinieri che camminano sulla spiaggia... Ad un certo punto uno dei due, guardando a terra, dice con compassione: Oh, un gabbiano morto.... E l altro, scrutando il cielo: DOVE?!? Dottore dottore... perdo capelli! Il dottore: Fuori che ho appena spazzato Dottore, mi fischia un orecchio!. Poco male, quando incomincia ad applaudirla mi chiami! Un amico dice all altro: mi hanno invitato a un matrimonio e non so cosa regalare. Cosa mi consigli? L altro: sai quando invitano me mi butto sempre vicino all oro così non faccio brutta figura. L amico: loro chi? C è una mela e una pera che si vogliono sposare, allora vanno in chiesa e il prete dice: tu mela vuoi questa pera si la voglio e tu pera vuoi questa mela si la voglio e allora il prete dice: allora vi dichiaro macedonia! Un tizio cammina per la strada ed afferma sconsolato: - Ma tu guarda le mode di oggi: non si capisce chi è maschio e chi è femmina. Si avvicina ad un signore e, indicando un tizio, chiede: - Scusi ma secondo lei quello è un maschio o una femmina? - Ma si vergogni!! quella è mia figlia!! - Che figuraccia proprio al padre dovevo chiederlo... Ma che dice? Io sono la madre!!! Aforismi L avvenire ci tormenta, il passato ci trattiene...il presente ci sfugge. Gustave Flaubert Una cosa buona non ci piace, se non ne siamo all altezza. Nietzsche L età in cui si divide tutto, è quella in cui non si possiede nulla. A.Karr Le cose peggiori sono sempre state fatte con le migliori intenzioni. O.Wilde Meglio parlare poco e bene, che molto e per niente. Anonimo Spesso si prende la decisione più semplice, non la piu giusta : di ciò godono, quindi, gli approfittatori. Tito Baldan Non si compie un azione virtuosa in vista di un premio: il premio sta nell averla compiuta. Seneca Citazioni famose Il più terribile dei mali, cioè la morte, non è niente per noi, dal momento che, quando noi ci siamo, la morte non c è, e quando essa inesorabilmente arriva, noi non siamo più. (Epicuro) Perché voler essere qualcosa quando si può essere qualcuno? (Flaubert) Il valore non serve a nulla, la sorte domina su tutto, e i più coraggiosi spesso cadono per mano dei codardi. (Tacito) Proverbi La superbia andò a cavallo e tornò a piedi. Le radici della virtù sono amare, ma i frutti dolci. La vecchiaia è un male desiderato da tutti; la gioventù un bene non conosciuto da nessuno. La ricchezza non s acquista senza fatica, non si possiede senza timore, non si gode senza peccato, non si lascia senza dolore. Molte volte la bellezza più adorabile si unisce alla sciocchezza più insopportabile. INDOVINELLI Sono dolce e sono amata Uso panna o cioccolata, Nelle case mi puoi trovare Fammi sparire, se lo vuoi fare. Qual è la donna, che ha il migliore fisico del mondo? Qual è quella cosa che si fa in 5 minuti e ti incastra per 9 mesi? Se un treno elettrico percorre un tratto che va da nord a sud il fumo che esce dal treno in quale direzione si sposta? La torta! - La moglie di Einstein - L iscrizione a scuola.- Da un treno elettrico non esce fumo. LA REDAZIONE Caporedattore: Marco Mercati Redattori: Giorgia Checcaglini Martina Biagioli Angela La Colla Idiana Galdieri Marco Mattiacci Carlyn Yakubu Marco Mercati Alice Bacci Insegnante referente: Prof.ssa Rita Cuccarini Impaginazione: Enzo Marchettoni Ringraziamenti: Si ringraziano coloro che con il loro aiuto hanno reso possibile la realizzazione del giornalino. Buone Feste a tutti!!! Stampa: FOTOLITO90

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