STATO DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE QUADRO 328/2000. Adozione del Piano Regionale degli interventi e dei servizi sociali. (Art.

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1 STATO DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE QUADRO 328/2000 Adozione del Piano Regionale degli interventi e dei servizi sociali. (Art.18, comma 6) Campania "Linee programmatiche per la costruzione di un Sistema integrato di interventi e servizi sociali", D.G.R. n. 1826/01. Toscana "Piano Integrato Sociale Regionale 2001", approvato in Consiglio Regionale il 5/06/01. Linee guida per la formazione del piano integrato sociale regionale D.C.R. n. 60. Valle D'Aosta "Piano Socio Sanitario ", L.R. n. 18 del 4 Settembre Liguria "Piano triennale dei Servizi Sociali ", D.C.R. n. 65 del 28/11-4/12/01. Lombardia "Piano Socio Sanitario ", approvato in Consiglio Regionale il 13 Marzo Trento "Piano Sociale Assistenziale per la Provincia di Trento Linee guida e misure attuative", DGP n. 581 del 22 Marzo Bolzano "Piano Sociale Provinciale ", approvato il 13 dicembre Umbria "Piano Sociale Regionale ", D.C.R. n.759 dei 20 Dicembre Basilicata "Piano Socio Assistenziale Regionale ", delibera n del 22 Dicembre Marche "Piano Regionale per un Sistema integrato di interventi e servizi sociali ", deliberazione amministrativa n. 306 del 1 Marzo Stato di avanzamento nelle altre Regioni. Abruzzo Proposta di Piano sociale Regionale , D.G.R del 31 Dicembre 2001, attualmente all'esame del Consiglio Regionale. Calabria Progetto di legge regionale: "Realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali nella Regione Calabria (in attuazione della legge 328/2000)" - D.G.R. n. 212 del 19 Marzo Emilia Romagna Progetto di legge regionale: "Norme per la promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali", attualmente all'esame della competente Commissione Consiliare. Lazio Prima stesura del Piano socio-assistenziale per il triennio Molise Elaborata una proposta di Piano sociale Regionale. Piemonte Disegno di legge regionale: "Norme per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali", n. 407, attualmente all'esame della competente Commissione Consiliare. Puglia Disegno di legge regionale: "Individuazione degli ambiti territoriali e disciplina per la gestione associata dei servizi socioassistenziali - Disciplina delle funzioni e dei compiti amministrativi in materia di servizi sociali da parte degli enti locali", atto n. 166/A, attualmente all'esame della competente Commissione Consiliare. Sardegna Prorogato il "Piano Socio Assistenziale per il triennio ", approvato dal Consiglio Regionale il 29 Luglio Da aggiornare (in particolare per la previsione del Piano di Zona). Veneto Progetto di legge regionale n. 241/2002: "Testo organico per le Politiche Sociali della Regione Veneto", attualmente all'esame della competente Commissione Consiliare. Piano Sociale Regionale in corso di elaborazione.

2 Friuli Venezia Giulia Sicilia Nessun provvedimento formale. Linee di indirizzo verso il Piano Socio-Sanitario Regionale. PRINCIPALI ADEMPIMENTI REGIONALI ALLA LEGGE 328/2000 Seguono tutti gli schemi di attuazione nelle diverse regioni, rilevazione dati settembre ABRUZZO 4, comma 3 Ripartizione dei finanziamenti assegnati dallo Stato. Ripartizione dei fondi 2001 Risorse indistinte erogate ai Comuni. Piano sociale Regionale e D.G.R. n. 815 del 19 settembre , comma 3 Emanazione di atti di indirizzo per regolamentare i rapporti tra Enti Locali e Terzo Settore, con particolare riferimento ai sistemi di affidamento dei servizi alla persona. In fase di studio e predisposizione. Disegno di legge 5, comma 4 7, comma 1 8, comma 2 8, comma 3 lett. a) 8, comma 3 lett. f) 8, comma 3 lett. g) Disciplina delle modalità per valorizzare l'apporto del volontariato nell'erogazione dei servizi. Disciplina del ruolo delle Province. Programmazione degli interventi sociali con la promozione di modalità di collabora7ione e azioni coordinate con gli Enti Locali - Consultazione dei soggetti di cui agli artt. I (comma 5 e 6) e 10. Determinazione, tramite le forme di concertazione con gli Enti Locali interessati, degli ambiti territoriali, delle modalità e degli strumenti per la gestione unitaria del sistema locale dei servizi sociali a rete. Definizione, sulla base dei requisiti fissati dallo Stato, dei criteri per l'autorizzazione, l'accreditamento e la vigilanza delle strutture e servizi. Istituzione, secondo le modalità definite con Legge Regionale, di registri dei soggetti autorizzati all'esercizio delle attività sociali. In fase di studio e predisposizione. Disegno di legge Ambiti territoriali già determinati con il Piano sociale Rideterminazione dal 2002 degli ambiti territoriali con D.C.R. n. 59/5 del 19 Marzo In fase di predisposizione (disegno di legge regionale). D.G.R del 12 dicembre Direttive provvisorie. In fase di predisposizione (disegno di legge regionale). D.G.R del 12 dicembre 2001.

3 8, comma 3 lett. h) 8, comma 3 lett. i) 8, comma 3 lett. l) Definizione dei requisiti di qualità per la gestione dei servizi e per l'erogazione delle prestazioni. concessione dei titoli per l'acquisto di servizi sociali da parte dei Comuni. determinazione del concorso da parte degli utenti al costo delle prestazioni. In fase di predisposizione (disegno di legge regionale). D.G.R del 12 dicembre , comma 3 lett. m) 8, comma 3 lett. n) 8, comma 3 lett. o) 8, comma 4 Predisposizione e finanziamento dei piani per la formazione e l'aggiornamento del personale addetto alle attività sociali. Determinazione dei criteri per la definizione delle tariffe che i Comuni sono tenuti a corrispondere ai soggetti accreditati. Esercizio dei poteri sostitutivi (art. 3 D.Lgs. n. 112/98). Disciplina delle procedure amministrative e delle modalità per la presentazione dei reclami da parte degli utenti delle prestazioni sociali. Istituzione (eventuale) di uffici di tutela degli utenti. 8, comma 5 10, comma 3 11, comma 1 11, comma 4 Trasferimento ai Comuni delle risorse umane, finanziarie e patrimoniali, per assicurare la copertura degli oneri derivanti dal trasferimento delle funzioni. Adeguamento della propria disciplina ai principi del Decreto Legislativo n. 207/2001 (Riordino delle IPAB). Disciplina dei requisiti per il rilascio dell'autorizzazione da parte dei Comuni ai servizi e strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale. Disciplina delle modalità per il rilascio da parte dei Comuni delle autorizzazioni alla erogazione di servizi sperimentali e innovativi per un periodo massimo di tre anni in deroga ai requisiti previsti. Le funzioni di cui all'art. 5 L. 67/93, per interventi a favore di ciechi e sordomuti, sono confermate alle Province ai sensi delle LL.RR. 32/97, 11/99 art. 77, 64/01.Attualmente non vengono utilizzate somme derivanti dal fondo sociale Nazionale. In fase di studio e predisposizione. Disegno di legge Direttive provvisorie. D.G.R. n del 12 Dicembre 2001.

4 12, comma 2 lett. b) 15, comma 4 Avvio di corsi di formazione. Trasmissione di una relazione ai Ministri della Solidarietà sociale e della Sanità sullo stato di attuazione degli interventi. E in corso di approvazione il Piano Regionale Famiglia 2002, dove sono state inserite le somme (che verranno impegnate entro il corrente esercizio finanziario) derivanti dalla ripartizione dei FSN 2001 per lo specifico intervento in favore di famiglie con anziani non autosufficienti. Complessivamente il Piano Famiglia 2002 prevede fondi regionali di ,00 euro. 17, comma 2 18, comma 6 20, comma 11 21, comma 1 22, comma 4 BASILICATA 4, comma3 Disciplina dei criteri e delle modalità per la concessione dei titoli per i servizi. Adozione del Piano Regionale degli interventi e dei servizi sociali. Impegno contabile delle quote e risorse ricevute. Istituzione di un Sistema informativo dei servizi sociali. Livelli essenziali per le prestazioni in ambiti territoriali. Ripartizione dei finanziamenti assegnati dallo Stato. La proposta di Piano sociale Regionale , adottato con D.G.R del 31 Dicembre 2001, è all'esame del Consiglio Regionale. Risorse non del tutto impegnate e liquidate. Per la disciplina delle modalità di erogazione la proposta di Piano sociale Regionale , all'esame del Consiglio Regionale. Effettuata con D.G.R del 21 Dicembre , comma 3 5, comma 4 Emanazione di atti di indirizzo per regolamentare i rapporti tra Enti Locali e Terzo Settore, con particolare riferimento ai sistemi di affidamento dei servizi alla persona. Disciplina delle modalità per valorizzare l apporto del volontariato nell erogazione dei servizi. Inserito nel Piano Socio Assistenziale Regionale 2000/2002 e regolamentato dalla L.R. 25/97 e L.R. 39/93. L.R. 1/2000 Nuove norme per la promozione del volontariato. 7, comma 1 Disciplina del ruolo delle Province. L.R. 25/97 e Piano socio-assistenziale 2000/02. 8, comma 2 Programmazione degli interventi sociali con la promozione di modalità Le consultazioni sono state effettuate durante la fase di predisposizione del

5 di collaborazione e azioni coordinate con gli Enti Locali Consultazione dei soggetti di cui agli artt. 1 (comma 5 e 6) e 10. P.S.A. e dei Piani sociali di Zona. 8, comma 3 lett. a) 8, comma 3 lett. f) Determinazione, tramite le forme di concertazione con gli Enti Locali interessati, degli ambiti territoriali, delle modalità e degli strumenti per la gestione unitaria del sistema locale dei servizi sociali a rete. Definizione, sulla base dei requisiti fissati dallo Stato, dei criteri per l autorizzazione, l accreditamento e la vigilanza delle strutture e servizi. Effettuata nell ambito del Piano socio-assistenziale 2000/02. Precedenti disposizioni nella L.R. 25/97 e nel P.S.A. In fase di definizione il nuovo regolamento. 8, comma 3 lett. g) 8, comma 3 lett. h) 8, comma 3 lett. i) Istituzione, secondo le modalità definite con Legge Regionale, di registri dei soggetti autorizzati all esercizio delle attività sociali. Definizione dei requisiti di qualità per la gestione dei servizi e per l erogazione delle prestazioni. concessione dei titoli per l acquisto dei servizi e per l erogazione delle prestazioni. Da attuare. Contenuti nel P.S.A. Non è avviata alcuna discussione. 8, comma 3 lett. l) 8, comma 3 lett. m) 8, comma 3 lett. n) determinazione del concorso da parte degli utenti al corso delle prestazioni. Predisposizione e finanziamento dei piani per la formazione e l aggiornamento del personale addetto alle attività sociali. Determinazione dei criteri per la definizione delle tariffe che i Comuni sono tenuti a corrispondere ai soggetti accreditati. Stabiliti nel P.S.A. e nei Piani di Zona. In avvio percorsi di aggiornamento professionale per operatori sociali dei Comuni. Da definire. 8, comma 3 lett. o) 8, comma 4 Esercizio dei poteri sostitutivi (art. 3 D. Lgs n. 112/98). Disciplina delle procedure amministrative e delle modalità per la presentazione dei reclami da parte degli utenti delle prestazioni sociali. Istituzione (eventuale) di uffici di tutela degli utenti. Da definire. Da definire. 8, comma 5 Trasferimento ai Comuni delle risorse umane, finanziarie e patrimoniali, per assicurare la copertura degli oneri derivanti dal trasferimento delle funzioni. Contributo regionale a copertura del 50% del costo degli uffici di servizio sociale.

6 10, comma 3 11, comma 1 11, comma 4 12, comma 2 lett. b) 15, comma 4 17, comma 2 18, comma 6 20, comma 11 21, comma 1 22, comma 4 PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO 4, comma 3 5, comma 3 Adeguamento della propria disciplina ai principi del Decreto Legislativo n. 207/2001 (Riordino delle IPAB). Disciplina dei requisiti per il rilascio dell autorizzazione da parte dei Comuni ai servizi e strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale. Disciplina delle modalità per il rilascio da parte dei Comuni delle autorizzazioni alla erogazione di servizi sperimentali e innovativi per un periodo massimo di tre anni in deroga ai requisiti previsti. Avvio di corsi di formazione. Trasmissione di una relazione ai Ministri della Solidarietà sociale della Sanità sullo stato di attuazione degli interventi. Disciplina dei criteri e delle modalità per la concessione dei titoli per i servizi. Adozione del Piano Regionale degli interventi e dei servizi sociali. Impegno contabile delle quote e risorse ricevute. Istituzione di un Sistema informativo dei servizi sociali. Livelli essenziali per le prestazioni in ambiti territoriali. Ripartizione dei finanziamenti assegnati dallo Stato. Emanazione di atti di indirizzo per regolamentare i rapporti tra Enti Locali e Terzo Settore, con particolare riferimento ai sistemi di affidamento dei servizi alla persona. Da definire. In via di definizione. Da definire. In programma. Da definire. Da definire. Piano Socio Assistenziale Regionale 2000/2002. Legge finanziaria In corso di progettazione. Già definiti. Si è provveduto. Disposizioni statutarie sull autonomia finanziaria della Provincia autonoma di Bolzano. 5, comma 4 Disciplina delle modalità per valorizzare l apporto del volontariato nell erogazione dei servizi. Si è provveduto. Legge provinciale 13/1991 Riordino dei servizi sociali in Provincia di Bolzano. 7, comma 1 8, comma 2 Disciplina del ruolo delle Province. Programmazione degli interventi Si è provveduto. Nel caso di Bolzano e Trento riferimento diretto alle Province. Si è provveduto. L.P. 13/91.

7 8, comma 3 lett. a) sociali con la promozione di modalità di collaborazione e azioni coordinate con gli Enti Locali Consultazione dei soggetti di cui agli artt. 1 (comma 5 e 6) e 10. Determinazione, tramite forme di concertazione con gli Enti Locali interessati, degli ambiti territoriali, delle modalità e degli strumenti per la gestione unitaria del sistema locale dei servizi sociali a rete. Si è provveduto. L.P. 13/91 8, comma 3 lett. f) Definizione, sulla base dei requisiti fissati dallo Stato, dei criteri per l autorizzazione, l accreditamento e la vigilanza delle strutture e dei servizi. E in corso di progetto per fissare tali criteri. 8, comma 3 lett. g) Istituzione, secondo le modalità definite con Legge Regionale, di registri dei soggetti autorizzati all esercizio delle attività sociali. 8, comma h) Definizione dei requisiti di qualità per la gestione dei servizi e per l erogazione delle prestazioni. Definiti solo in parte norme e parametri di riferimento per i diversi servizi. 8, comma 3 lett. i) concessione dei titoli per l acquisto di servizi sociali da parte dei Comuni. Definiti in parte. 8, comma 3 lett. l) determinazione del concorso da parte degli utenti al costo delle prestazioni. Si è provveduto. Decreto del Presidente della Giunta Provinciale n. 30 del 2000 e successive modifiche. 8, comma 3 lett. m) Predisposizione e finanziamento dei piani per la formazione e l aggiornamento del personale addetto alle attività sociali. Si è provveduto. L.P. 13/91. Programma annuale deliberato dalla Giunta Provinciale. 8, comma 3 lett. n) 8, comma 3 lett. o) Determinazione dei criteri per la definizione delle tariffe che i Comuni sono tenuti a corrispondere ai soggetti accreditati. Esercizio dei poteri sostitutivi (art. 3 D. Lgs. N. 112/98). 8, comma 4 Disciplina delle procedure amministrative e delle modalità per la presentazione dei reclami da parte degli utenti delle prestazioni sociali. Istituzione (eventuale) di uffici di tutela degli utenti. Si è provveduto alla disciplina delle procedure amministrative e delle modalità per la presentazione dei reclami da parte degli utenti delle prestazioni sociali. L.P. 13/91. Istituzione Sezione Ricorsi della Consulta provinciale per l assistenza sociale.

8 8, comma 5 10, comma 3 11, comma 1 11, comma 4 12, comma 2 lett. b) 15, comma 4 17, comma 2 Trasferimento ai Comuni delle risorse umane, finanziarie e patrimoniali, per assicurare la copertura degli oneri derivanti dal trasferimento delle funzioni. Adeguamento della propria disciplina ai principi del Decreto Legislativo n. 207/2001 (Riordino delle IPAB). Disciplina dei requisiti per il rilascio dell autorizzazione da parte dei Comuni ai servizi e strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale. Disciplina delle modalità per il rilascio da parte dei Comuni delle autorizzazioni alla erogazione di servizi sperimentali e innovativi per un periodo massimo di tre anni in deroga ai requisiti previsti. Avvio di corsi di formazione. Trasmissione di una relazione ai Ministri della Solidarietà sociale e della Sanità sullo stato di attuazione degli interventi. Disciplina dei criteri e delle modalità per la concessione dei titoli per i servizi. Non si è provveduto all istituzione degli uffici di tutela degli utenti. Si è provveduto. L.P. 13/91. Definita in parte. Si è provveduto. 18, comma 6 20, comma 11 Adozione del Piano Regionale degli interventi e dei servizi sociali. Impegno contabile delle quote e risorse ricevute. Piano Sociale Provinciale , approvato il 13 dicembre Si è provveduto. 21, comma 1 22, comma 4 Istituzione di un Sistema informativo dei servizi sociali. Livelli essenziali per le prestazioni in ambiti territoriali. Si è provveduto. L.P. 13/91. Definiti in parte.

9 Calabria Ancora non è stato introdotto un piano sociale È in via di approvazione, da parte del Consiglio regionale, il Progetto di legge regionale: Realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali nella Regione Calabria (in attuazione della legge 328/2000) D.G.R. n. 212 del 19 marzo CAMPANIA 4, comma 3 Ripartizione dei finanziamenti assegnati dallo Stato. Effettuata con D.G.R. n. 7224/01 (impegno) e D.G.R. n. 1874/02 (approvazione Piani di Zona). 5, comma 3 5, comma 4 Emanazione di atti di indirizzo per regolamentare i rapporti tra gli Enti Locali e Terzo Settore, con particolare riferimento ai sistemi di affidamento dei servizi alla persona. Disciplina delle modalità per valorizzare l apporto del volontariato nell erogazione dei servizi. Effettuata con D.G.R. n del 15 marzo 2002 Indirizzi ai Comuni per la selezione di soggetti del terzo settore ai fini della gestione della rete integrata di interventi e servizi sociali ai sensi della legge 328/2000. Effettuata con D.G.R. n del 15 marzo , comma 1 Disciplina del ruolo delle Province. Effettuata con D.G.R. n. 1826/01 Linee programmatiche per la costruzione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali. 8, comma 2 Programmazione degli interventi sociali con la promozione di modalità di collaborazione e azioni coordinate con gli Enti Locali Consultazione dei soggetti di cui agli artt. 1 (comma 5 e 6) e 10. Effettuata. Istituzione della Consulta dei Sindaci dei Comuni capofila con D.G.R. n. 1081/02. 8, comma 3 lett. a) 8, comma 3 lett. f) Determinazione, tramite le forme di concertazione con gli Enti Locali interessati, degli ambiti territoriali, delle modalità e degli strumenti per la gestione unitaria del sistema locale dei servizi sociali a rete. Definizione sulla base dei requisiti fissati dallo Stato, dei criteri per l autorizzazione, l accreditamento e la vigilanza delle strutture e servizi. Effettuata con D.G.R. n. 1824/01. In itinere. 8, comma 3 lett. g) 8, comma 3 lett. h) 8, comma 3 lett. i) Istituzione, secondo le modalità definite con Legge Regionale, di registri dei soggetti autorizzati all esercizio delle attività sociali. Definizione dei requisiti di qualità per la gestione dei servizi e per l erogazione delle prestazioni. concessione dei titoli per l acquisto di servizi sociali da parte dei Comuni. In itinere.

10 8, comma 3 lett. l) determinazione del concorso da parte degli utenti al costo delle prestazioni. 8, comma 3 lett. m) 8, comma 3 lett. n) 8, comma 3 lett. o) 8, comma 4 8, comma 5 10, comma 3 11, comma 1 11, comma 4 12, comma 2 lett. b) 15, comma 4 17, comma 2 18, comma 6 Predisposizione e finanziamento dei piani per la formazione e l aggiornamento del personale addetto alle attività sociali. Determinazione dei criteri per la definizione delle tariffe che i Comuni sono tenuti a corrispondere ai soggetti accreditati. Esercizio dei poteri sostitutivi (art. 3 D.Lgs. n. 112/98). Disciplina delle procedure amministrative e delle modalità per la presentazione dei reclami da parte degli utenti delle prestazioni sociali. Istituzione (eventuale) di uffici di tutela degli utenti. Trasferimento ai Comuni delle risorse umane, finanziarie e patrimoniali, per assicurare la copertura degli oneri derivanti dal trasferimento delle funzioni. Adeguamento della propria disciplina ai principi del Decreto Legislativo n. 207/2001 (Riordino delle IPAB). Disciplina dei requisiti per il rilascio dell autorizzazione da parte dei Comuni ai servizi e strutture a ciclo residenziali e semiresidenziale. Disciplina delle modalità per il rilascio da parte dei Comuni delle autorizzazioni alla erogazione di servizi sperimentali e innovativi per un periodo massimo di tre anni in deroga ai requisiti previsti. Avvio di corsi di formazione. Trasmissione di una relazione ai Ministri della Solidarietà sociale e della Sanità sullo stato di attuazione degli interventi. Disciplina dei criteri e delle modalità per la concessione dei titoli per i servizi. Convenzione Formez/Regione. In itinere.

11 20, comma 11 21, comma 1 22, comma 4 EMILIA ROMAGNA 4, comma 3 Adozione del Piano Regionale degli interventi e dei servizi sociali. Impegno contabile delle quote e risorse ricevute. Istituzione di un Sistema Informativo dei servizi sociali. Livelli essenziali per le prestazioni in ambiti territoriali. Ripartizione dei finanziamenti assegnati dallo Stato. linee programmatiche per la costruzione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali, adottate con D.G.R. n. 1826/01. Effettuato con D.G.R. n. 7224/01. Effettuata con D.G.R. n. 7289/01. In itinere. Effettuata con delibera del Consiglio Regionale n. 246 del 25 settembre 2001, che ha previsto la predisposizione dei primi Piani di zona sperimentali. 5, comma 3 5, comma 4 Emanazione di atti di indirizzo per regolamentare i rapporti tra Enti Locali e Terzo Settore, con particolare riferimento ai sistemi di affidamento dei servizi alla persona. Disciplina delle modalità per valorizzare l apporto del volontariato nell erogazione dei servizi. Progetto di legge regionale Norme per la promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, artt. 39 e 41. Art. 42 del citato progetto di legge 7, comma 1 Disciplina del ruolo delle Province. Art. 21 del citato progetto di legge 8, comma 2 8, comma 3 lett. a) 8, comma 3 lett. f) 8, comma 3 lett. g) Programmazione degli interventi sociali con la promozione di modalità di collaborazione e azioni coordinate con gli Enti Locali Consultazione dei soggetti di cui agli artt. 1 (comma 5 e 6) e 10. Determinazione, tramite le forme di concertazione con gli Enti Locali interessati, degli ambiti territoriali, delle modalità e degli strumenti per la gestione unitaria del sistema locale dei servizi sociali. Definizione, sulla base dei requisiti fissati dallo Stato, dei criteri per l autorizzazione, l accreditamento e la vigilanza delle strutture e servizi. Istituzione, secondo le modalità definite con Legge Regionale, di registri dei soggetti autorizzati all esercizio delle attività sociali. Art. 26, comma 6, del citato progetto di legge Art. 19 del citato progetto di legge Artt. 34 e 37 del citato progetto di legge Art. 34 del citato progetto di legge

12 8, comma 3 lett. h) 8, comma 3 lett. i) 8, comma 3 lett. l) Definizione, dei requisiti di qualità per la gestione dei servizi e per l erogazione delle prestazioni. concessione dei titoli per l acquisto di servizi e per l erogazione delle prestazioni. determinazione del concorso da parte degli utenti al costo delle prestazioni. Art. 37 del citato progetto di legge Art. 38, comma 3, del citato progetto di legge Art. 43 del citato progetto di legge 8, comma 3 lett. m) 8, comma 3 lett. n) Predisposizione e finanziamento dei piani per la formazione e l aggiornamento del personale addetto alle attività sociali. Determinazione dei criteri per la definizione delle tariffe che i Comuni sono tenuti a corrispondere ai soggetti accreditati. Art. 33 del citato progetto di legge Art. 37 del citato progetto di legge 8, comma 3 lett. o) Esercizio dei poteri sostitutivi (art. 3 D.Lgs. n. 112/98). Art. 22, comma 4, del citato progetto di legge 8, comma 4 8, comma 5 10, comma 3 11, comma 1 11, comma 4 Disciplina delle procedure amministrative e delle modalità per la presentazione dei reclami da parte degli utenti delle prestazioni sociali. Istituzione (eventuale) di uffici di tutela degli utenti. Trasferimento ai Comuni delle risorse umane, finanziarie e patrimoniali, per assicurare la copertura degli oneri derivanti dal trasferimento delle funzioni. Adeguamento della propria disciplina ai principi del Decreto Legislativo n. 207/2001 (Riordino della IPAB). Disciplina dei requisiti per il rilascio dell autorizzazione da parte dei Comuni ai servizi e strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale. Disciplina delle modalità per il rilascio da parte dei Comuni delle autorizzazioni alla erogazione di servizi sperimentali e innovativi per un periodo massimo di tre anni in deroga ai requisiti previsti. Art. 32, comma 3, del citato progetto di legge Artt. 18, comma 4, lett. b), e 57, commi 5, 6, 7, 8, del citato progetto di legge Art. 25 del citato progetto di legge Art. 34 del citato progetto di legge Art. 34, comma 2, del citato progetto di legge 12, comma 2 lett. b) Avvio di corsi di formazione. Legge regionale n. 19 del 24 luglio Legge regionale n. 3 del Artt. 205 e 33 del citato progetto di legge

13 15, comma 4 Trasmissione di una relazione ai Ministri della Solidarietà sociale e della Sanità sullo stato di attuazione degli interventi. Da fare. 17, comma 2 Disciplina dei criteri e delle modalità per la concessione dei titoli per i servizi. Art. 38 del citato progetto di legge 18, comma 6 Adozione del Piano Regionale degli interventi e dei servizi sociali. Art. 26 del citato progetto di legge 20, comma 11 21, comma 1 22, comma 4 Impegno contabile delle quote e risorse ricevute. Istituzione di un Sistema informativo dei servizi sociali. Livelli essenziali per le prestazioni in ambiti territoriali. Immediatamente successivo agli accrediti ricevuti. Già operante a livello regionale il Sistema informativo delle politiche sociali (SIPS). Art. 27 del citato progetto di legge Artt. 3, comma 2; 8; 12, comma 3; 15, comma 2, lettera a); 26, comma 2, lettera b); 28, comma 1, lettera a9; 38, comma 1; 44, comma 2, del citato progetto di legge

14 Friuli Venezia Giulia La regione, allo stato attuale, non ha ancora emanato alcun provvedimento attuativo della legge quadro di riforma dei servizi sociali. In Friuli Venezia Giulia il modello di politiche sociali è regolamentato dalla Legge Regionale n.35/1981. LAZIO 4, comma 3 5, comma 3 Ripartizione dei finanziamenti assegnati dallo Stato. Emanazione di atti di indirizzo per regolamentare i rapporti tra gli Enti locali e Terzo Settore, con particolare riferimento ai sistemi di affidamento dei servizi alla persona. Definiti con apposito atto i criteri di riparto, D.G.R. n. 471 del 19/04/02 Determinazione dei criteri e delle modalità per la ripartizione delle risorse provenienti dal fondo nazionale per le politiche sociali. Anno Esercizio finanziario , comma 4 Disciplina delle modalità per valorizzare l apporto del volontariato nell erogazione dei servizi. Sono allo studio le modalità di valorizzazione. 7, comma 1 Disciplina del ruolo delle Province. Legge regionale n. 38 del 9 Settembre , comma 2 8, comma 3 lett. a) 8, comma 3 lett. f) 8, comma 3 lett. g) Programmazione degli interventi sociali con la promozione di modalità di collaborazione e azioni coordinate con gli Enti Locali consultazione dei soggetti di cui agli artt. 1 (comma 5 e 6) e 10. Determinazione, tramite le forme di concertazione con gli Enti Locali interessati, degli ambiti territoriali, delle modalità e degli strumenti per la gestione unitaria del sistema locale dei servizi sociali a rete. Definizione, sulla base dei requisiti fissati dallo Stato, dei criteri per l autorizzazione, l accreditamento e la vigilanza delle strutture e servizi. Istituzione, secondo le modalità definite con Legge Regionale, di Accordi di programma su base provinciale ai sensi della legge 285/97. D.G.R. n. 471 del 19/04/02 Determinazione dei criteri e delle modalità per la ripartizione delle risorse provenienti dal fondo nazionale per le politiche sociali. Anno Esercizio finanziario D.G.R. n. 860 del 28 giugno 2001 Determinazione dei criteri e delle modalità per la ripartizione del fondo per l attuazione del primo Piano Socioassistenziale. Art. 10 L.R. 11/2001. Avvio dell iter legislativo relativo alla proposta di legge regionale Disciplina in materia di autorizzazione all apertura e al funzionamento dei servizi alla persona e delle strutture socioassistenziali a ciclo residenziale e semiresidenziale. Registri istituiti.

15 registri dei soggetti autorizzati all esercizio delle attività sociali. 8, comma 3 lett. h) 8, comma 3 lett. i) Definizione dei requisiti di qualità per la gestione dei servizi e per l erogazione delle prestazioni. concessione dei titoli per l acquisto di servizi sociali da parte dei Comuni. 8, comma 3 lett. l) 8, comma 3 lett. m) 8, comma 3 lett. n) 8, comma 3 lett. o) 8, comma 4 8, comma 5 10, comma 3 determinazione del concorso da parte degli utenti al costo delle prestazioni. Predisposizione e finanziamento dei piani per la formazione e l aggiornamento del personale addetto alle attività sociali. Determinazione dei criteri per la definizione delle tariffe che i Comuni sono tenuti a corrispondere ai soggetti accreditati. Esercizio dei poteri sostitutivi (art. 3 D.Lgs. n. 112/98). Disciplina delle procedure amministrative e delle modalità per la presentazione dei reclami da parte degli utenti delle prestazioni sociali. Istituzione (eventuale) di uffici di tutela degli utenti. Trasferimento ai Comuni delle risorse umane, finanziarie e patrimoniali, per assicurare la copertura degli oneri derivanti dal trasferimento delle funzioni. Adeguamento della propria disciplina ai principi del Decreto Legislativo n. 207/2001 (Riordino delle IPAB). In corso. In itinere. 11, comma 1 11, comma 4 Disciplina dei requisiti per il rilascio dell autorizzazione da parte dei Comuni ai servizi e strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale. Disciplina delle modalità per il rilascio da parte dei Comuni delle autorizzazioni alla erogazione di servizi sperimentali e innovativi per un periodo massimo di tre anni in deroga Avvio dell iter legislativo relativo alla proposta di legge regionale: Disciplina in materia di autorizzazione all apertura e al funzionamento ei servizi alla persona e delle strutture socio-assistenziali a ciclo residenziale e semiresidenziale. In itinere.

16 ai requisiti previsti. 12, comma 2 lett. b) Avvio di corsi di formazione. 15, comma 4 17, comma 2 18, comma 6 20, comma 11 21, comma 1 22, comma 4 LIGURIA 4, comma 3 5, comma 3 5, comma 4 7, comma 1 Trasmissione di una relazione ai Ministri della Solidarietà sociale e della Sanità sullo stato di attuazione degli interventi. Disciplina dei criteri e delle modalità per la concessione dei titoli per i servizi. Adozione del Piano Regionale degli interventi e dei servizi sociali. Impegno contabile delle quote e risorse ricevute. Istituzione di un Sistema informativo dei servizi sociali. Livelli essenziali per le prestazioni in ambiti territoriali. Ripartizione dei finanziamenti assegnati dallo Stato. Emanazione di atti di indirizzo per regolamentare i rapporti tra Enti Locali e Terzo Settore, con particolare riferimento ai sistemi di affidamento dei servizi alla persona. Disciplina delle modalità per valorizzare l apporto del volontariato nell erogazione dei servizi. Disciplina del ruolo delle Province. Prima stesura del Piano socioassistenziale per il triennio In itinere. In fase di definizione una banca dati del Dipartimento. In itinere. D.C.R. 28/11 4/12/2001, n. 65 Piano triennale dei Servizi Sociali , comma 2 8, comma 3 lett. a) Programmazione degli interventi sociali con la promozione di modalità di collaborazione e azioni coordinate con gli Enti Locali Consultazione dei soggetti di cui agli artt. 1 (comma 5 e 6) e 10. Determinazione, tramite le forme di concertazione con gli Enti Locali, interessati, degli ambiti territoriali, delle modalità e degli strumenti per la gestione unitaria del sistema locale dei D.C.R. 28/11 4/12/2001, n. 65 Piano triennale dei Servizi Sociali L.R. 30/1998, L.R. 25/2000.

17 8, comma 3 lett. f) 8, comma 3 lett. g) servizi sociali a rete. Definizione, sulla base dei requisiti fissati dallo Stato, dei criteri per l autorizzazione, l accreditamento e la vigilanza delle strutture e servizi. Istituzione, secondo le modalità definite con Legge Regionale, di registri dei soggetti autorizzati all esercizio delle attività sociali. 8, comma 3 lett. h) 8, comma 3 lett. i) Definizione dei requisiti di qualità per la gestione dei servizi e per l erogazione delle prestazioni. concessione dei titoli per l acquisto dei servizi sociali da parte dei Comuni. Definiti in parte con il D.G.R. 28/11 4/12/2001, n. 65 Piano triennale dei Servizi Sociali D.C.R. 28/11 4/12/2001, n. 65 Piano triennale dei Servizi Sociali , comma 3 lett. l) determinazione del concorso da parte degli utenti al costo delle prestazioni. 8, comma m) 8, comma 3 lett. n) 8, comma 3 lett. o) 8, comma 4 Predisposizione e finanziamento dei piani per la formazione e l aggiornamento del personale addetto alle attività sociali. Determinazione dei criteri per la definizione delle tariffe che i Comuni sono tenuti a corrispondere. Esercizio dei poteri sostitutivi (art. 3 D. Lgs. N. 112/98). Disciplina delle procedure amministrative e delle modalità per la presentazione dei reclami da parte degli utenti delle prestazioni sociali. Istituzione (eventuale) di uffici di tutela degli utenti. In D.C.R. 28/11 4/12/2001, n. 65 Piano triennale dei Servizi Sociali , limitatamente alla predisposizione dei piani per la formazione. 8, comma 5 10, comma 3 11, comma 1 Trasferimento ai Comuni delle risorse umane, finanziarie e patrimoniali, per assicurare la copertura degli oneri derivanti dal trasferimento delle funzioni. Adeguamento della propria disciplina ai principi del Decreto Legislativo n. 207/2001 (riordino delle IPAB). Disciplina dei requisiti per il rilascio dell autorizzazione da parte dei Comuni ai servizi e strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale. 11, comma 4 Disciplina delle modalità per il rilascio da parte dei Comuni delle autorizzazioni alla erogazione di

18 12, comma 2 lett. b) 15, comma 4 servizi sperimentali e innovativi per un periodo massimo di tre anni in deroga ai requisiti previsti. Avvio di corsi di formazione. Trasmissione di una relazione ai Ministri della Solidarietà sociale e della Sanità sullo stato di attuazione degli interventi. 17, comma 2 18, comma 6 20, comma 11 21, comma 1 22, comma 4 Disciplina dei criteri e delle modalità per la concessione dei titoli per i servizi. Adozione del Piano Regionale degli interventi e dei servizi sociali. Impegno contabile delle quote e risorse ricevute. Istituzione di un Sistema informativo dei servizi sociali. Livelli essenziali per le prestazioni in ambiti territoriali. D.C.R. 28/11 4/12/2001, n. 65 Piano triennale dei Servizi Sociali D.C.R. 28/11 4/12/2001, n. 65 Piano triennale dei servizi Sociali e indirizzi ai Comuni per la redazione dei Piani di Zona. Modifiche ed integrazioni alla deliberazione del Consiglio Regionale 6 luglio 1999 n. 44 recante il Piano triennale dei servizi sociali 1999/2001. L.R. 30/1998 e Piano Triennale dei Servizi Sociali per gli anni 1999/2001, approvato con D.C.R. 44/1999. D.C.R. 28/11 4/12/2001, n. 65 Piano triennale dei Servizi Sociali LOMBARDIA 4, comma 3 5, comma 3 Ripartizione dei finanziamenti assegnati dallo Stato. Emanazione di atti di indirizzo per regolamentare i rapporti tra Enti Locali e Terzo Settore, con particolare riferimento ai sistemi di affidamento dei servizi alla persona. Erogazione alle ASL per successivo accredito ai Comuni associati a seguito dei Piani di Zona. D.G.R. n. 7069/2001 Ripartizione delle risorse indistinte del Fondo nazionale per le politiche sociali in applicazione della L. 328/2000 ed assegnazioni alle Asl e per la parte di competenza al Comune di Milano dei finanziamenti destinati agli ambiti distrettuali anno D.G.R. n. 7918/2002 Istituzione del Tavolo permanente del 3 Settore, criteri per il funzionamento e la composizione. Le modalità di affidamento dei servizi alla persona

19 5, comma 4 7, comma 1 8, comma 2 8, comma 3 lett. a) Disciplina delle modalità per valorizzare l apporto del volontariato nell erogazione dei servizi. Disciplina del ruolo delle Province. Programmazione degli interventi sociali con la promozione di modalità di collaborazione e azioni coordinate con gli Enti Locali Consultazione dei soggetti di cui agli artt. 1 (comma 5 e 6) e 10. Determinazione, tramite le forme di concertazione con gli Enti Locali interessati, degli ambiti territoriali, delle modalità e degli strumenti per la gestione unitaria del sistema locale dei servizi sociali a rete. sono in fase di istruttoria interna, quando definite saranno sottoposte alla validazione del Tavolo di confronto. La normativa regionale è precedente alla 328/2000 e disciplina, tra l altro, l apporto del volontariato nell erogazione dei servizi: L.R. 22/1993 Legge regionale sul volontariato. L.R. 28/1996 Promozione, riconoscimento e sviluppo dell associazionismo. L.R. 23/1999 Politiche regionali per la famiglia. L.R. 1/2000 Riordino del sistema delle autonomie in Lombardia. Attuazione del D.Lgs. 112/1998. Le indicazioni della L.R. devono ancora trovare una concreta applicazione. Piano Socio Sanitario (PSSR), approvato in Consiglio Regionale il 13 marzo 2002, e normativa precedente. Il D.G.R. n. 7069/2001, già citato, definisce i distretti quali ambiti territoriali. Le Linee guida per la stesura dei Piani di Zona sono in fase di istruttoria interna. 8, comma 3 lett. f) 8, comma 3 lett. g) 8, comma 3 lett. h) 8, comma 3 lett. i) Definizione, sulla base dei requisiti fissati dallo Stato, dei criteri per l autorizzazione, l accreditamento e la vigilanza delle strutture e servizi. Istituzione, secondo le modalità definite con Legge Regionale, di registri dei soggetti autorizzati all esercizio delle attività sociali. Definizione dei requisiti di qualità per la gestione dei servizi e per l erogazione delle prestazioni. concessione dei titoli per l acquisto dei Per quanto riguarda autorizzazione e convenzionamento D.C.R. n. 279/1996 Piano Socio Assistenziale , oggetto di successive proroghe. Manca la normativa per l accreditamento. Gli unici registri esistenti ad oggi riguardano i soggetti del terzo settore, in base alle normative regionali vigenti. Sulla base delle indicazioni del PSSR di recente adozione la materia dovrà essere sviluppata con provvedimenti successivi. L.R. 23/1999 Politiche regionali per

20 8, comma 3 lett. l) 8, comma 3 lett. m) 8, comma 3 lett. n) 8, comma 3 lett. o) 8, comma 4 8, comma 5 10, comma 3 11, comma 1 11, comma 4 servizi sociali da parte dei Comuni. determinazione del concorso da parte degli utenti al costo delle prestazioni. Predisposizione e finanziamento dei piani per la formazione e l aggiornamento del personale addetto alle attività sociali. Determinazione dei criteri per la definizione delle tariffe che i Comuni sono tenuti a corrispondere ai soggetti accreditati. Esercizio dei poteri sostitutivi (art. 3 D.Lgs. n. 112/98). Disciplina delle procedure amministrative e delle modalità per la presentazione dei reclami da parte degli utenti delle prestazioni sociali. Istituzione (eventuale) di uffici di tutela degli utenti. Trasferimento ai Comuni delle risorse umane, finanziarie e patrimoniali, per assicurare la copertura degli oneri derivanti dal trasferimento delle funzioni. Adeguamento della propria disciplina ai principi del Decreto Legislativo n. 207/2001 (Riordino delle IPAB). Disciplina dei requisiti per il rilascio dell autorizzazione da parte dei Comuni ai servizi e strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale. Disciplina delle modalità per il rilascio da parte dei Comuni delle autorizzazioni alla erogazione di la famiglia. D.G.R. n. 2857/2000 Sperimentazione del buono socio sanitario e favore di anziani non autosufficienti assistiti in famiglia. Le risorse sono state già attribuite alle ASL per la concessione dei buoni agli aventi diritto (anziani disabili) sulla base dei criteri e procedure definite. Sulla base delle indicazioni del PSSR di recente adozione la materia dovrà essere sviluppata con provvedimenti successivi. D.G.R. n /2000 Determinazione delle assegnazioni provvisorie dei Piani provinciali di formazione per il biennio 2000/2001 del personale dei servizi socio sanitari. Sulla base delle indicazioni del PSSR di recente adozione la materia dovrà essere sviluppata con provvedimenti successivi. L esercizio dei poteri sostitutivi, previsto nella legislazione nazionale e regionale, non risulta sinora applicato. In fase istruttoria la Carta dei servizi. Con la L.R. 1/1986, Riorganizzazione e Programmazione dei Servizi socio assistenziali della regione Lombardia, è stato istituito l ufficio di Pubblica Tutela. Si è dato corso al trasferimento di personale e risorse con: L.R. 1/1986 Riorganizzazione e Programmazione dei servizi socio assistenziali della Regione Lombardia e L.R. 1/2000 Riordini del sistema delle autonomie in Lombardia. Attuazione del D.lgs. 112/1998. Progetto di legge regionale di riordino del sistema IPAB, è attualmente in fase di istruttoria. La materia deve essere approfondita ed istruita adeguatamente.

21 12, comma 2 lett. b) 15, comma 4 17, comma 2 servizi sperimentali e innovativi per un periodo massimo di tre anni in deroga ai requisiti previsti. Avvio di corsi di formazione. Trasmissione di una relazione ai Ministri della Solidarietà sociale e della Sanità sullo stato di attuazione degli interventi. Disciplina dei criteri e delle modalità per la concessione dei titoli per i servizi. La materia deve essere approfondita ed istruita adeguatamente. (v. nota art. 8, comma 3, lett. m) 18, comma 6 20, comma 11 21, comma 1 22, comma 4 MARCHE 4, comma 3 Adozione del Piano Regionale degli interventi e dei servizi sociali. Impegno contabile delle quote e risorse ricevute. Istituzione di un Sistema informativo dei servizi sociali. Livelli essenziali per le prestazioni in ambiti territoriali. Ripartizione dei finanziamenti assegnati dallo Stato. Nel PSSR sono presenti indicazioni generali sulla materia che vanno articolate in provvedimenti attuativi. Piano Socio Sanitario (PSSR), approvato in Consiglio Regionale del 13 marzo Decreto n , provvedimento di erogazione alle Asl delle quote del Fondo Sociale. Le Asl di Milano non è compresa in questo decreto perché l erogazione delle risorse in questo specifico caso segue le procedure previste nel protocollo di intese tra ASL e Comune di Milano DGR n 39652/1998 (attualmente non erogato). La materia necessita di un provvedimento statale per la definizione dei principi fondamentali. Si tratta in materia di riserva statale alla cui definizione le Regioni stanno concorrendo con gruppi di lavoro presso la Conferenza Stato Regioni. D.G.R. n del 23 Ottobre 2001 Modalità e riparto dei fondi destinati al cofinanziamento delle spese relative alla pianificazione e gestione della rete degli interventi e servizi sociali dei Comuni associati in ambiti territoriali. D.G.R. n del 23 Ottobre 2001 Criteri e modalità per il Piano di riparto e programma degli interventi

22 e risorse finanziarie nazionali e regionali in campo socioassistenziale anno , comma 3 5, comma 4 Emanazione di atti di indirizzo per regolamentare i rapporti tra Enti Locali e Terzo Settore, con particolare riferimento ai sistemi di affidamento dei servizi alla persona. Disciplina delle modalità per valorizzare l apporto del volontariato nell erogazione dei servizi. Non è stato adottato uno specifico atto di recepimento del D.P.C.M. del 30 Marzo È stata approvata la legge regionale n. 34 del 18 Dicembre 2001 Promozione e sviluppo della cooperazione sociale che regolamenta le convenzioni. 7, comma 1 Disciplina del ruolo delle Province. D.G.R. n del 17 Luglio 2001: Piano Regionale per un Sistema integrato di interventi e servizi sociali - Approvazione linee guida. 8, comma 2 8, comma 3 lett. a) 8, comma 3 lett. f) Programmazione degli interventi sociali con la promozione di modalità di collaborazione e azioni coordinate con gli Enti Locali - Consultazione dei soggetti di cui agli artt. 1 (comma 5 e 6) e 10. Determinazione, tramite le forme di concertazione con gli Enti Locali interessati, degli ambiti territoriali, delle modalità e degli strumenti per la gestione unitaria del sistema locale dei servizi sociali a rete. Definizione, sulla base dei requisiti fissati dallo Stato, dei criteri per l autorizzazione, l accreditamento e la vigilanza delle strutture e servizi. D.G.R. n. 957 del 9 Maggio 2000 Istituzione del Comitato tecnico permanente per l attuazione del Piano Regionale per un Sistema integrato di interventi e servizi sociali. D.G.R. n. 337 del 13 Febbraio 2001 Istituzione degli ambiti territoriali. D.G.R. n. 592 del 19 Marzo 2002 Modifica alla DGR n. 337/ Istituzione degli ambiti territoriali. Progetto di legge regionale Disciplina in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture sociali a ciclo residenziale e semiresidenziale, in discussione presso la Commissione competente. Il testo affronta solo la questione delle autorizzazioni; si sta lavorando sugli accreditamenti. 8, comma 3 lett. g) Istituzione, secondo le modalità definite con Legge Regionale, di registri dei soggetti autorizzati all esercizio delle attività sociali. 8, comma 3 lett. h) 8, comma 3 lett. i) Definizione dei requisiti di qualità per la gestione dei servizi e per l erogazione delle prestazioni. Istituzione del gruppo di lavoro sulla qualità dei servizi per la definizione dei requisiti - produzione di un documento e discussione dello stesso con ricaduta su accreditamenti, professioni sociali e carte dei servizi.

23 concessione dei titoli per l acquisto di servizi sociali da parte dei Comuni. 8, comma 3 lett. l) 8, comma 3 lett. m) 8, comma 3 lett. n) 8, comma 3 lett. o) 8, comma 4 8, comma 5 10, comma 3 11, comma 1 determinazione del concorso da parte degli utenti al costo delle prestazioni. Predisposizione e finanziamento dei piani per la formazione e l aggiornamento del personale addetto alle attività sociali. Determinazione dei criteri per la definizione delle tariffe che i Comuni sono tenuti a corrispondere ai soggetti accreditati. Esercizio dei poteri sostitutivi (art. 3 D.Lgs. n. 112/98). Disciplina delle procedure amministrative e delle modalità per la presentazione dei reclami da parte degli utenti delle prestazioni sociali. Istituzione (eventuale) di uffici di tutela degli utenti. Trasferimento ai Comuni delle risorse umane, finanziarie e patrimoniali, per assicurare la copertura degli oneri derivanti dal trasferimento delle funzioni. Adeguamento della propria disciplina ai principi del Decreto Legislativo n. 207/2001 (Riordino delle IPAB). Disciplina dei requisiti per il rilascio dell autorizzazione da parte dei Comuni ai servizi e strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale. Stesura della bozza Atto di indirizzo e coordinamento sui criteri per la determinazione del concorso da parte degli utenti al costo delle prestazioni sociali, in corso di discussione. Stesura delle linee guida per la sperimentazione degli Uffici di promozione sociale che assolveranno anche al ruolo di uffici di tutela. 11, comma 4 12, comma 2 lett. b) Disciplina delle modalità per il rilascio da parte dei Comuni delle autorizzazioni alla erogazione di servizi sperimentali e innovativi per un periodo massimo di tre anni in deroga ai requisiti previsti. Avvio di corsi di formazione. P.d.L. regionale Disciplina in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture sociali a ciclo residenziale e semiresidenziale, in discussione presso la Commissione competenze. D.G.R. n del 11 Settembre 2001 Percorso formativo per i

24 15, comma 4 17, comma 2 18, comma 6 Trasmissione di una relazione ai Ministri della Solidarietà sociale e della Sanità sullo stato di attuazione degli interventi. Disciplina dei criteri e delle modalità per la concessione dei titoli per i servizi. Adozione del Piano Regionale degli interventi e dei servizi sociali. coordinatori di ambito territoriale previsti dal Piano Regionale per un Sistema integrato di interventi e servizi sociali (percorso da avviare). D.G.R. n del 24 Ottobre 2000: Conferimento incarico alla Coop. Sociale RES per la predisposizione e gestione di un programma di formazione territoriale per l avvio dell attuazione del Piano Regionale per un Sistema integrato di interventi e servizi sociali (programma concluso). 20, comma 11 21, comma 1 Impegno contabile delle quote e risorse ricevute. Istituzione di un Sistema informativo dei servizi sociali. Deliberazione amministrativa n. 306 del1 Marzo 2000 Piano Regionale per un Sistema integrato di interventi e servizi sociali 2000/ , comma 4 MOLISE 4, comma 3 5, comma 3 Livelli essenziali per le prestazioni in ambiti territoriali. Ripartizione dei finanziamenti assegnati dallo Stato. Emanazione di atti di indirizzo per D.G.R. n del 1 Agosto 2000 Istituzione dell Osservatorio regionale per le politiche sociali. D.G.R. n del 26 Giugno 2001: Istituzione gruppo tecnico regionale per l Osservatorio politiche sociali. Decreto dirigenziale n. 58 del 28 Marzo 2001: Affidamento della fornitura di un servizio di consulenza informatica e metodologica per la realizzazione di un progetto di ricognizione dell offerta dei servizi sociali sul territorio regionale alla ditta Sinergia di Milano. Bozza di Atto di indirizzo e coordinamento sulla rete dei servizi essenziali di assistenza sociale, in corso di discussione e di confronto con il livello nazionale. Operativa. L.R. 1/2000. Operativa. L.R. 17/2000 (convenzioni tipo).

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