Capitolo Terzo Il pubblico ministero

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Capitolo Terzo Il pubblico ministero"

Transcript

1 Capitolo Terzo Il pubblico ministero Sommario: 1. Generalità Organizzazione degli uffici I contrasti fra P.M Funzioni del Pubblico Ministero La Direzione Distrettuale Antimafia La Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo La figura del Procuratore Generale. 1. Generalità La figura del pubblico ministero va studiata secondo una doppia angolatura temporale. Egli infatti è titolare della funzione di indagine nella fase che precede il momento processuale, ed in essa ha la direzione della polizia giudiziaria ed una serie di facoltà che lo pongono in una posizione di supremazia rispetto all indagato. Quando però, terminata l indagine, si presenta al giudice per chiedere il rinvio a giudizio, il P.M. assume una veste di parte in tutto simile a quella dell imputato, anche se la sua caratterizzazione pubblica gli impone di svolgere accertamenti anche su fatti e circostanze favorevoli alla persona indagata (art. 358), per cui qualche autore sottolinea come il P.M. debba sostenere «imparzialmente» il ruolo di parte (TAMBURINO). Pur facendo parte della magistratura, il P.M. non è giudice, e la stessa Costituzione (art. 107) gli attribuisce uno status meno protetto rispetto a quello dei giudici. Il nuovo codice gli ha tolto quei poteri che mal si accordavano con la sua qualità di parte necessaria nel procedimento penale (facoltà di incidere sulla libertà personale, possibilità di acquisire prove valide nel dibattimento), ma gli ha riconosciuto alcune funzioni che traggono origine dalla natura pubblicistica del ruolo svolto (possibilità di disporre la liberazione dell arrestato o del fermato ex art. 389; convalida delle perquisizioni ex art. 352 e dei sequestri ex art. 355). 2. Organizzazione degli uffici I vari uffici del Pubblico Ministero sono strutturati in livelli organizzativi paralleli a quelli dei corrispondenti uffici giudicanti.

2 60 Parte Seconda: I soggetti del processo penale A seguito della scomparsa dell antica figura ibrida di un pretore P.M., che sotto la vigenza dell abrogato codice svolgeva entrambe le funzioni, e poi della riforma del Giudice Unico di primo grado e della conseguente soppressione delle procure della Repubblica presso le preture circondariali, vi sono, in primo grado, le Procure della Repubblica presso i Tribunali ordinari e le Procure della Repubblica presso i Tribunali per i minorenni; in appello le Procure generali presso le Corti di Appello; in sede di legittimità, l unica Procura generale presso la Corte di Cassazione. Innanzi al Tribunale monocratico, a seguito di delega nominativa del procuratore capo, le funzioni di accusa possono essere svolte anche da cd. delegati del P.M.: uditori giudiziari, vice procuratori onorari, personale in quiescenza da non più di due anni che nei cinque precedenti abbia svolto funzioni di ufficiale di P.G, laureati in giurisprudenza che frequentano il secondo anno della scuola di specializzazione per le professioni legali (art. 72 ordin. Giud. così come mod. dal D.L. 144/2005, conv. in L. 155/2005). Tra i diversi uffici del P.M. non sussiste un rapporto di dipendenza gerarchica, ma una semplice relazione di mera sovraordinazione, collegata alla progressione del processo al grado di giudizio successivo. In ciascun grado di giudizio, legittimato ad esercitare le funzioni di P.M. è unicamente l ufficio costituito presso il corrispondente giudice, salvo le ipotesi espressamente contemplate (e quindi eccezionali) di concorrente potere dell ufficio sovraordinato (ad es., in materia di legittimazione ad impugnare, cfr. art. 594). In fase di indagini preliminari, il Procuratore generale presso la Corte d Appello non ha poteri né di investigazione, né di esercizio dell azione penale (art. 51), salvo le ipotesi eccezionali di avocazione. Ciò si riflette anche nella mancata previsione di sezioni di polizia giudiziaria presso la procura generale. Il titolare di ogni singola procura ha un potere di organizzazione dell ufficio e designa il sostituto che debba trattare un certo affare, ma ha limitati poteri di sostituzione (grave impedimento, rilevanti esigenze di servizio), che può disporre con provvedimento motivato da comunicarsi al Consiglio Superiore della Magistratura. Il sostituto, dal canto suo, ha piena autonomia nello svolgimento delle sue funzioni in sede di udienza (art. 53). Il D.Lgs , n. 106, attuativo della delega per la riorganizzazione dell ufficio del P.M. di cui alla L , n. 150, specifica il ruolo del procuratore della Repubblica preposto all ufficio del P.M. e di esso sono analiticamente descritte le attribuzioni, con la previsione della titolarità esclusiva dell azione penale che esercita sotto la propria responsabilità. Il provvedimento conferma la possibilità per il

3 Capitolo Terzo: Il pubblico ministero 61 procuratore capo di delegare ad uno o più magistrati addetti all ufficio la trattazione di uno o più procedimenti, stabilendo i criteri cui il delegato deve attenersi nell esercizio della delega e la cui inosservanza può giustificare un provvedimento di revoca della stessa. Detti criteri direttivi, che valgono a comprimere notevolmente la sfera di autonomia del delegato, restano tuttavia relegati alla sola fase delle indagini preliminari, ove si consideri la permanenza in vigore dell art. 53 c.p.p., in base al quale «nell udienza, il magistrato del pubblico ministero esercita le sue funzioni con piena autonomia». La nuova normativa prevede ulteriori specifiche competenze del Procuratore capo, il quale: detta i criteri di organizzazione dell ufficio e quelli per l assegnazione dei procedimenti; presta il proprio assenso scritto al fermo disposto da un procuratore aggiunto o da un magistrato dell ufficio ed alle eventuali richieste di misure cautelari personali e reali; determina i criteri per l utilizzo degli strumenti investigativi e quelli cui i magistrati devono attenersi nell impiego della polizia giudiziaria. In che consiste il potere di avocazione? Per garantire l obbligatorietà dell azione penale di fronte ad eventuali ritardi od omissioni delle procure, in caso di obiettive situazioni di inerzia del P.M. designato o del suo dirigente, è contemplato un potere di avocazione delle indagini preliminari in testa al Procuratore Generale presso la Corte di appello. In particolare, il potere di avocazione (che consente all ufficio del Procuratore Generale di svolgere le indagini ed ogni altra funzione in sostituzione della Procura della Repubblica) può essere esercitato nei seguenti casi: se in conseguenza dell astensione od incompatibilità di un magistrato dell ufficio del P.M. non è possibile provvedere alla sua tempestiva sostituzione o il capo dell ufficio, pur potendolo fare, non abbia provveduto alla sostituzione (art. 372, c. 1: è un ipotesi di avocazione obbligatoria); se le indagini collegate relative a gravi delitti (artt. 270bis, 280, 285, 286, 289bis, 305, 306, 416 e 422 c.p.) non sono state coordinate dai P.M. competenti (art. 372 c. 1bis: caso di avocazione obbligatoria); se non viene richiesta l archiviazione od il rinvio a giudizio entro il termine di compimento delle indagini preliminari (art. 412: è un ipotesi di avocazione obbligatoria); se il G.I.P. non accoglie una richiesta di archiviazione (artt. 409 e 412: è questa un ipotesi di avocazione facoltativa); se il G.U.P. nel corso dell udienza, rilevando carenze investigative, trasmette gli atti al P.M., indicando le ulteriori indagini da svolgere e fissando il termine per la loro esecuzione (art. 421bis: ipotesi di avocazione facoltativa). A seguito dell istituzione della Procura Distrettuale e Nazionale Antimafia è stata introdotta una nuova ipotesi di avocazione disciplinata dall art. 371bis. In particolare è consentito al Procuratore Nazionale Antimafia, ora anche antiterrorismo, avocare le indagini relative ai delitti indicati nell art. 51, co. 3bis e 3quater e in relazione ai procedimenti di prevenzione antimafia e antiterrorismo, quando esse non sono state con effettività ed efficienza coordinate dai P.M. competenti. 3. I contrasti fra P.M. Mentre la contrapposizione tra due giudici in ordine allo stesso reato determina un «conflitto», quando tale vicenda riguarda i P.M. per procedi-

4 62 Parte Seconda: I soggetti del processo penale menti nella fase delle indagini preliminari, la loro contrapposizione viene definita dal codice contrasto tra pubblici ministeri (artt. 54 e 54bis e ter). Contrasto o conflitto non è invece ipotizzabile tra P.M. e giudice (es. G.I.P.). Le ipotesi configurabili sono tre: a) contrasto negativo, ricorrente quando un P.M., ricevuti gli atti da altro P.M. ritenutosi incompetente allo svolgimento delle indagini, ritenga invece che detta competenza spetti al P.M. che gli ha trasmesso gli atti (art. 54). In tal caso il contrasto viene risolto dal procuratore generale presso la corte di appello ove siedono i due magistrati, ovvero dal procuratore generale presso la cassazione, se essi si trovino in ambiti territoriali di corti d appello diverse. Il P.G., assunte le necessarie informazioni, individuerà il P.M. a cui spetta la competenza per le indagini; b) contrasto positivo, ricorrente quando per lo stesso fatto, contro la stessa persona, sono in corso diversi procedimenti presso P.M. di sedi diverse (art. 54bis). In tal caso uno dei P.M. può chiedere all altro la trasmissione degli atti, rivendicando la propria competenza ad indagare. Nel caso in cui il P.M. richiesto non intenda aderire, il contrasto viene risolto dal procuratore generale secondo le modalità descritte sub a); c) contrasti in materia di criminalità organizzata, che ricorre quando i fenomeni descritti sub a) e b), riguardanti i reati di cui all art. 51, co. 3bis e 3quater, intercorrono tra P.M. di diverse direzioni distrettuali antimafia (art. 54ter). Anche in tal caso il contrasto è risolto dai procuratori generali, come già descritto, ma deve prima essere sentito il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo se la decisione spetta al procuratore generale della cassazione. Se invece la risoluzione del conflitto spetta al procuratore generale presso la corte di appello, il P.N.A. e antiterrorismo deve solo essere informato dell esito della decisione. 4. Funzioni del Pubblico Ministero Le funzioni del P.M. hanno i caratteri della pubblicità ed obiettività. Il primo è conseguenza della necessità di affidare la funzione di accusa ad un organo pubblico che agisca nell interesse della collettività. Infatti la Costituzione affida le funzioni di P.M. a magistrati nominati a seguito di concorso. L obiettività è sintetizzabile nella formula che il P.M. è terzo rispetto agli interessi di libertà dell indagato e di quelli patrimoniali relativi alle parti private.

5 Capitolo Terzo: Il pubblico ministero 63 Al P.M. sono attribuite le seguenti funzioni: A) Funzione inquirente nelle indagini preliminari Il P.M. svolge personalmente l attività di indagine, dando le opportune direttive alla polizia giudiziaria, cui può delegare il compimento di specifici atti (la legge esclude la possibilità di delega solo per l interrogatorio e il confronto cui debba partecipare l indagato in stato di detenzione, art. 370). Tale attività comprende anzitutto l acquisizione della notizia di reato. Da tale momento il P.M., con l ausilio della polizia giudiziaria, svolge tutti gli atti investigativi diretti alla ricostruzione del fatto-reato e alla scoperta dei suoi autori: svolgerà quindi accertamenti tecnici, perquisizioni, sequestri, assunzione di informazioni, individuazioni di persone o cose, interrogatorio dell indagato. B) Funzione di incriminazione Alla conclusione delle indagini il P.M. deve valutare il materiale raccolto e, se lo ritiene sufficiente per sostenere l accusa, chiedere al giudice il provvedimento di rinvio a giudizio. Tale richiesta, ai sensi dell art. 416 c.p.p., deve essere preceduta dall avviso previsto dall art. 415bis, nonché dall invito a presentarsi per rendere l interrogatorio ex art. 375, c. 3, qualora la persona sottoposta alle indagini abbia chiesto di essere sottoposta ad interrogatorio entro il termine di cui all art. 415bis, c. 3. Il nuovo codice ha fissato nella domanda di rinvio a giudizio il momento in cui viene esercitata l azione penale, facendo dipendere da essa anche l assunzione della qualità di imputato e il passaggio dal procedimento al processo vero e proprio. Ne discendono conseguenze notevoli: il P.M., come s è detto, diventa una parte con poteri analoghi a quelli dell imputato; possono entrare nel processo le altre parti eventuali che finora erano rimaste assenti (parte civile, responsabile civile, civilmente obbligato per la pena pecuniaria), in quanto la loro presenza è condizionata alla sussistenza di un «processo» penale; il reato attribuito ottiene una qualificazione non più mutevole, in quanto, essendosi proceduto alla formale contestazione, ogni mutamento sarà soggetto alle disposizioni del codice (art. 423). La richiesta di rinvio a giudizio (con conseguente celebrazione dell udienza preliminare) non è l unico modo di esercizio dell azione penale (art. 405): infatti, a seconda dei casi, il P.M. può disporre la citazione diretta a giudizio (art. 550), ovvero attivare uno dei procedimenti speciali (artt. 438 e segg.) di cui si parlerà in prosieguo.

6 64 Parte Seconda: I soggetti del processo penale Nel caso invece che il materiale raccolto non sia sufficiente per il rinvio a giudizio, il P.M. deve valutare se richiedere una proroga dei termini previsti per l indagine preliminare (art. 406) ovvero se richiedere l archiviazione. Questa verrà richiesta infatti tutte le volte che dalle indagini svolte emerga la infondatezza della notizia di reato (tanto nella sua intrinsicità quanto nella sua riferibilità all indagato art. 408) nonché nei casi di cui agli artt. 411 e 415. In tal caso al procedimento non seguirà il processo, in quanto l azione penale non viene esercitata per difetto delle condizioni legittimanti. C) Funzione requirente Ottenuto il rinvio a giudizio dell imputato, il P.M. svolge quale parte necessaria del rapporto processuale la cd. funzione requirente, che consiste nel rivolgere al giudice, esattamente come fa l imputato, una serie di istanze che possono riferirsi al rito (es. giudizio immediato, giudizio per decreto, citazione di testi, periti o consulenti tecnici) ovvero al merito (es. applicazione della pena patteggiata, richiesta di condanna). Come riconosciuto al difensore dell imputato e delle altre parti private, il P.M., nel dibattimento, può procedere all esame diretto dei testi da lui richiesti e ha diritto di controesaminare i testi prodotti dalle altre parti (cd. cross examination). 5. La Direzione Distrettuale Antimafia Per arginare la crescente diffusione dell attività criminale organizzata, mafiosa e camorristica, sul territorio nazionale, il legislatore ha ritenuto opportuno concentrare in poche mani le indagini preliminari relative a tali tipi di reati, ampliando la sfera di competenza territoriale delle maggiori Procure della Repubblica. È stato perciò emanato il D.L , n. 367 (conv. in L , n. 8), che ha creato le cd. superprocure, le cd. direzioni distrettuali antimafia (D.D.A.), costituenti, a loro volta, articolazioni interne delle Procure della Repubblica presso i tribunali aventi sede nei capoluoghi di distretto della Corte di Appello (v. ora art. 102, D.Lgs. 159/2011 (Codice antimafia) che riproduce l art. 70bis ord. giud.). È previsto, infatti, che allorché si proceda per i delitti consumati o tentati di cui agli artt. 416, sesto comma (associazione per delinquere finalizzata alla tratta o alla riduzione e mantenimento in schiavitù o servitù o all acquisto e vendita di schiavi nonché all immigrazione clandestina) e settimo comma (associazione per delinquere finalizzata a commettere un delitto di sfruttamento sessuale di minori o di violenza sessuale in danno di minori), 416 realizzato allo scopo di commettere i delitti di cui agli artt. 473 e 474 (associazione per delinquere finalizzata alla contraffazione e all introduzione nello Stato e commercio di prodotti contraffatti), 600 (riduzione e

7 Capitolo Terzo: Il pubblico ministero 65 mantenimento in schiavitù o servitù), 601 (tratta di persone), 602 (acquisto e vendita di schiavi), 416bis (associazione mafiosa), 416ter (reato di scambio elettorale politico-mafioso) e 630 (sequestro di persona a scopo di estorsione) c. p.; ai delitti commessi avvalendosi delle condizioni d intimidazione previste dal predetto articolo 416bis ovvero al fine di agevolare l attività delle associazioni mafiose, nonché dei delitti previsti dall articolo 74 del D.P.R. 309/1990 (associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope), dall art. 291quater del D.P.R. 43/1973 (TU doganale) (associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri) e dall art. 260 del D.Lgs n. 152/2006 (attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti) lo svolgimento delle indagini preliminari sono affidate alla Procura della Repubblica del capoluogo del distretto di Corte di Appello ove ha sede il giudice competente. Il decreto sicurezza (D.L. 92/2008, conv. in L. 125/2008) ha esteso anche ai reati previsti dai commi 3quater e quinquies dell art. 51, la competenza del G.I.P. e del G.U.P. distrettuali, modificando il comma 1bis dell art. 328, abrogando il comma 1ter ed aggiungendo il comma 1quater. In pratica, quando per le indagini relative ad un reato procede la Direzione distrettuale antimafia, che ha sede presso la procura del Tribunale del capoluogo della Corte di appello ove è sito il giudice competente (art. 51, c. 3bis, quater e quinquies), le funzioni di giudice delle indagini preliminari sono svolte dal G.I.P. presso il Tribunale del predetto capoluogo (art. 328, c. 1bis, c.p.p.). Dopo l esercizio dell azione penale, anche le funzioni di giudice dell udienza preliminare (G.U.P.) devono essere svolte da un magistrato del Tribunale del capoluogo (per tornare all esempio fatto in precedenza, dal G.U.P. di Napoli). La funzione di coordinamento esterno delle indagini tra le D.D.A. delle procure distrettuali è esercitata dalla Procura Nazionale Antimafia (P.N.A.). 6. La Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Il D.Lgs. 159/2011 (Codice antimafia) (art. 103, come modificato da ultimo dal D.L. 7/2015, conv. in L. 43/2015, decreto antiterrorismo) riproduce l art. 76bis ord. giud. ove è prevista la costituzione, nell ambito della Procura Generale presso la Corte di Cassazione, della «Direzione nazionale antimafia» a cui è preposto il Procuratore nazionale antimafia», un magistrato di cassazione dotato di specifiche capacità ed attitudini, scelto tra magistrati i quali abbiano svolto per almeno dieci anni le funzioni di P.M. o di giudice istruttore. La sua nomina è di competenza del C.S.M. Presso la «direzione» le funzioni di «sostituto» sono svolte da magistrati di qualifica non inferiore a quella di magistrato di Corte d Appello. Il Procuratore nazionale antimafia è l organo del pubblico ministero chiamato a coordinare le indagini operate dalle ventisei procure distret-

8 66 Parte Seconda: I soggetti del processo penale tuali antimafia, istituite presso i tribunali dei capoluoghi di distretto di Corte d appello, esercitando poteri di indirizzo, impulso, direzione ed avocazione delle indagini. La L. 43/2015 (cd. decreto antiterrorismo) introduce una novità rilevante dal punto di vista istituzionale, concernente l attribuzione all attuale Direzione nazionale antimafia e al Procuratore nazionale antimafia di competenze aggiuntive in materia di coordinamento del contrasto al terrorismo, con conseguente loro trasformazione rispettivamente in Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e in Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo. Analiticamente, le funzioni svolte dalla DNAA sono indicate dall art. 371bis: il comma 1 definisce il campo d intervento del Procuratore nazionale antimafia, prevedendo che egli esercita le sue funzioni in relazione ai procedimenti per i delitti indicati nell art. 51, comma 3bis e 3quater, c.p.p. e in relazione ai procedimenti di prevenzione antimafia e antiterrorismo. Per esercitare le sue funzioni il Procuratore nazionale antimafia dispone della Direzione investigativa antimafia (D.I.A.) (ora disciplinata dall art. 108 del Codice) e dei servizi centrali e interprovinciali delle forze di polizia (comma 1). La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) istituita dal D.L. 345/1991, poco prima della DNA e delle direzioni distrettuali, è un organismo investigativo del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell interno, a composizione interforze, con compiti investigativi di tipo specializzato nella lotta contro le associazioni mafiose o similari. In particolare, la DIA ha il compito di effettuare indagini di polizia giudiziaria relative a delitti di associazione di tipo mafioso e di assicurare lo svolgimento delle attività di investigazione preventiva attinenti alla criminalità organizzata; il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, esercita funzioni di impulso nei confronti dei procuratori distrettuali al fine di rendere effettivo il coordinamento delle indagini (comma 2). In particolare deve: a) assicurare il collegamento investigativo tra le procure distrettuali, anche a mezzo di propri sostituti; b) garantire la flessibilità e mobilità dei magistrati antimafia, anche eventualmente attraverso applicazioni temporanee presso le procure distrettuali di magistrati della direzione nazionale;

9 Capitolo Terzo: Il pubblico ministero 67 c) acquisire ed elaborare notizie e dati relativi alla criminalità organizzata; d) impartire ai procuratori distrettuali direttive per evitare contrasti e garantire il coordinamento delle indagini; e) riunire i procuratori distrettuali in caso di conflitti che impediscano il coordinamento delle indagini; f) avocare le indagini per i delitti di mafia e terrorismo quando, svolte tutte le attività precedenti, non sia riuscito a realizzare il coordinamento delle indagini per «perdurante e ingiustificata inerzia nelle attività di indagine» o «ingiustificata e reiterata violazione dei doveri» di coordinarsi. Al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione spetta la sorveglianza sull attività del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo. 7. La figura del Procuratore Generale La visione atomistica, orizzontale, fra i diversi uffici del P.M. trova il suo correttivo in meccanismi di coordinamento, anche operativo, in sede di indagini, e di scambio di atti e informazioni (art. 371). In tale quadro, un ruolo importante è attribuito al Procuratore Generale presso la Corte di Appello dall art. 118bis disp. att., il quale è stato modificato dalla L. 68/2015 in materia di reati ambientali, introducendo il dovere del P.M. di dare comunicazione al Procuratore nazionale antimafia dell avvio delle indagini su ipotesi di inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico ed abbandono di materiale ad alta radioattività, nonché attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti. La disposizione prevede, inoltre, che il Procuratore della Repubblica debba dare notizia dell avvio delle indagini sui reati ambientali anche all Agenzia delle entrate ai fini dei necessari accertamenti. In particolare il P.G., quando riceve dai Procuratori della Repubblica del suo distretto la notizia del corso di indagini per gravi reati, se rileva trattarsi di indagini collegate ad altre svolgentesi in altri distretti, ne dà notizia a competenti P.G. e Procura, eventualmente stimolando riunioni per il coordinamento delle investigazioni. La posizione di preminenza del Procuratore generale, all interno della strutturazione di «parte» del P.M., trova il suo riconoscimento nell attribuzione a lui del potere di decidere sulle dichiarazioni di astensione del P.M. sottoordinato (art. 52) e del potere di risolvere i contrasti negativi tra uffici del P.M., su scala distrettuale o extra-distrettuale (art. 54). La stessa polizia giudiziaria ha rapporti di dipendenza (per le sezioni di P.G.), ovvero di responsabilità (per i preposti ai servizi di P.G.), nei confronti del procuratore della Repubblica (art. 59), mentre al procuratore generale, di norma estraneo

10 68 Parte Seconda: I soggetti del processo penale alle indagini preliminari e all inizio dell azione penale, spetta solo un generico potere di disponibilità (art. 58) e un alta sorveglianza sulla diretta disponibilità della P.G. (art. 23 D.P.R. 449/1988). Glossario Astensione (del P.M.): è il meccanismo attivato dallo stesso magistrato (autoesclusione) per la sua sostituzione. Per il P.M. l unica ipotesi di ( ) concerne la sussistenza di gravi ragioni di convenienza (per l ( ) del giudice, vedi art. 36). Essa non è obbligatoria, presuppone una dichiarazione motivata ed è decisa dal Capo dell ufficio o dal Procuratore Generale presso la Corte d Appello o presso la Corte di Cassazione, se riguarda i Capi degli uffici. La sostituzione è fatta con un magistrato appartenente al medesimo ufficio. Azione penale: viene esercitata, in via esclusiva, dal P.M. al fine di perseguire i reati oggetto della notitia criminis e di compiere le successive attività investigative. Espletate le indagini preliminari, il P.M. può richiedere l archiviazione del procedimento o promuovere l esercizio dell ( ) mediante la formulazione del capo d imputazione, contenuta nella richiesta di rinvio a giudizio o in uno degli altri modi equipollenti ex artt. 60 e 405. L atto di promovimento dell ( ) segna l inizio della fase processuale, del processo in senso stretto. Carattere dell ( ) sono la pubblicità, l obbligatorietà, l irretrattabilità. Avocazione: consiste nella eccezionale autoassunzione, da parte del Procuratore Generale presso la Corte di Appello, della funzione investigativa e di promovimento dell azione penale. È istituto di carattere eccezionale che ha il fine di garantire l obbligatorietà dell azione penale nel caso di eventuali ritardi od omissioni delle Procure presso il Tribunale, nell ipotesi di obiettive situazioni di inerzia del P.M. designato o del suo dirigente. L avocazione è obbligatoria nell ipotesi di inerzia per scadenza dei termini (art. 412) e inerzia nella sostituzione del P.M. (artt. 53 e 372); è facoltativa, in quanto implica valutazioni discrezionali, allorché il G.I.P. comunica al Procuratore Generale di non aver ritenuto allo stato di accogliere la richiesta di archiviazione (artt. 409, 412). Una nuova ipotesi di avocazione è stata introdotta dall art. 371bis, in seguito alla istituzione delle Procure distrettuali e di quella nazionale antimafia. Delegazione: si configura quando un ufficio del P.M. trasferisce il potere di esercitare determinate funzioni che gli appartengono, ad un altro ufficio del P.M. per il compimento di determinate attività.

ATTIVITA DI POLIZIA GIUDIZIARIA. ATTIVITA DI INIZIATIVA, DIRETTA O DISPOSTA, DELEGATA, ESECUTIVA. ATTIVITA DI INFORMAZIONE.

ATTIVITA DI POLIZIA GIUDIZIARIA. ATTIVITA DI INIZIATIVA, DIRETTA O DISPOSTA, DELEGATA, ESECUTIVA. ATTIVITA DI INFORMAZIONE. ATTIVITA DI POLIZIA GIUDIZIARIA. ATTIVITA DI INIZIATIVA, DIRETTA O DISPOSTA, DELEGATA, ESECUTIVA. ATTIVITA DI INFORMAZIONE. AUTORE: MAGG. GIOVANNI PARIS POLIZIA GIUDIZIARIA E AUTORITA GIUDIZIARIA PER TRATTARE

Dettagli

INDICE-SOMMARIO. Parte Prima EVOLUZIONE STORICA DEL PROCESSO PENALE - LE FONTI CAPITOLO I SISTEMA INQUISITORIO, ACCUSATORIO E MISTO

INDICE-SOMMARIO. Parte Prima EVOLUZIONE STORICA DEL PROCESSO PENALE - LE FONTI CAPITOLO I SISTEMA INQUISITORIO, ACCUSATORIO E MISTO INDICE-SOMMARIO Introduzione... Avvertenze e abbreviazioni... XV XIX Parte Prima EVOLUZIONE STORICA DEL PROCESSO PENALE - LE FONTI SISTEMA INQUISITORIO, ACCUSATORIO E MISTO 1.1.1. Sistemainquisitorioedaccusatorio...

Dettagli

SIMULAZIONE DEL PROCESSO PENALE DALLE INDAGINI ALLA SENTENZA DI PRIMO GRADO

SIMULAZIONE DEL PROCESSO PENALE DALLE INDAGINI ALLA SENTENZA DI PRIMO GRADO SIMULAZIONE DEL PROCESSO PENALE DALLE INDAGINI ALLA SENTENZA DI PRIMO GRADO SIMULAZIONE DEL PROCESSO PENALE: i protagonisti SIMULAZIONE DEL PROCESSO PENALE: i protagonisti e tanto altro. SIMULAZIONE DEL

Dettagli

Istituzione della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e delle direzioni distrettuali antiterrorismo A.C. 1609

Istituzione della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e delle direzioni distrettuali antiterrorismo A.C. 1609 Istituzione della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e delle direzioni distrettuali antiterrorismo A.C. 1609 dossier n 93-27 novembre 2013 - Elementi per l'istruttoria legislativa Informazioni

Dettagli

Il comma 7 7) I commi 9, 10 e 11 I commi 13, 14 e 15, Il comma 18

Il comma 7 7) I commi 9, 10 e 11 I commi 13, 14 e 15, Il comma 18 ALLEGATO 2 Innovazioni introdotte in materia di contrasto alla criminalità organizzata dall articolo 2 della legge 15 luglio 2009, n. 94, recante Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, 1) Il comma

Dettagli

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 Norme sui procedimenti e giudizi di accusa (Gazzetta Ufficiale 13 febbraio 1962, n. 39) Artt. 1-16 1 1 Articoli abrogati dall art. 9 della legge 10 maggio 1978, n. 170. Si

Dettagli

PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI GENOVA

PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI GENOVA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI GENOVA DALLA PARTE DELLE DONNE: TUTELA ED ASSISTENZA NEI CASI DI VIOLENZA I L Q U A D R O N O R M AT I V O I R E AT I D E L C O D I C E P E N A L E : P E

Dettagli

BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ

BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ Tra le modifiche introdotte nell agosto 2010 all art. 186, C.d.S., vi è anche l inserimento del nuovo comma 9 bis, che prevede l applicazione del lavoro

Dettagli

Ministero della Giustizia UFFICIO LEGISLATIVO SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE SQUADRE INVESTIGATIVE COMUNI RELAZIONE ILLUSTRATIVA

Ministero della Giustizia UFFICIO LEGISLATIVO SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE SQUADRE INVESTIGATIVE COMUNI RELAZIONE ILLUSTRATIVA Ministero della Giustizia UFFICIO LEGISLATIVO Prot. n. 9/4-150 AD SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE SQUADRE INVESTIGATIVE COMUNI RELAZIONE ILLUSTRATIVA Premessa Il disegno di legge è diretto a disciplinare

Dettagli

La premessa. Ischia, 23 settembre 2002

La premessa. Ischia, 23 settembre 2002 Ischia, 23 settembre 2002 Oggetto: parere sull ammissibilità del rimborso delle spese legali sostenute da ex amministratori comunali in procedimenti penali definiti con formula assolutoria. Viene chiesto

Dettagli

Titolo I MODIFICHE AL CODICE PENALE

Titolo I MODIFICHE AL CODICE PENALE DISEGNO DI LEGGE RECANTE MODIFICHE ALLA NORMATIVA PENALE, SOSTANZIALE E PROCESSUALE, E ORDINAMENTALE PER IL RAFFORZAMENTO DELLE GARANZIE DIFENSIVE E LA DURATA RAGIONEVOLE DEI PROCESSI E PER UN MAGGIORE

Dettagli

COMUNE DI MALALBERGO PROVINCIA DI BOLOGNA REGOLAMENTO COMUNALE SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

COMUNE DI MALALBERGO PROVINCIA DI BOLOGNA REGOLAMENTO COMUNALE SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO REGOLAMENTO COMUNALE SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO Approvato con Delibera C.C. n. 8 del 03/02/2014 1 CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI INDICE Art. 1 Ambito di applicazione pag. 3 Art. 2 Principi generali

Dettagli

Formula 79 ILL.MO SIGNOR PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI... ILL.MO G.I.P./G.U.P. PRESSO IL TRIBUNALE DI...

Formula 79 ILL.MO SIGNOR PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI... ILL.MO G.I.P./G.U.P. PRESSO IL TRIBUNALE DI... Formula 79 Difensore 149 FORMULA 79 VERBALE DI ASSUNZIONE DI INFORMAZIONI DA PERSONE INFORMATE SUI FATTI (artt. 327 bis e 391 bis c.p.p.) R.G. n.... ILL.MO SIGNOR PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL

Dettagli

La Giustizia Penale a Parma

La Giustizia Penale a Parma La Giustizia Penale a Parma Alessandra Mezzadri Il presente breve contributo ha preso in considerazione i dati statistici relativi all attività svolta dal Tribunale Penale di Parma negli anni 2006-2010.

Dettagli

Art. 50. la esatta interpretazione della dichiarazione, il complessivo

Art. 50. la esatta interpretazione della dichiarazione, il complessivo Art. 50 Libro I - Soggetti 182 Titolo II Pubblico ministero 50. Azione penale ( 1 ). 1. Il pubblico ministero esercita l azione penale (112 Cost.; 326; coord. 231) quando non sussistono i presupposti per

Dettagli

TRIBUNALE DI LAGONEGRO *** PROTOCOLLO DI INTESA PER LA GESTIONE DELLE UDIENZE PENALI, COLLEGIALI E MONOCRATICHE

TRIBUNALE DI LAGONEGRO *** PROTOCOLLO DI INTESA PER LA GESTIONE DELLE UDIENZE PENALI, COLLEGIALI E MONOCRATICHE TRIBUNALE DI LAGONEGRO *** PROTOCOLLO DI INTESA PER LA GESTIONE DELLE UDIENZE PENALI, COLLEGIALI E MONOCRATICHE 1. L udienza penale dibattimentale inizia alle ore 9.30, subito dopo la trattazione dei procedimenti

Dettagli

INDICE SOMMARIO. Sezione prima PROVA PENALE E GIUSTO PROCESSO (Pietro Silvestri)

INDICE SOMMARIO. Sezione prima PROVA PENALE E GIUSTO PROCESSO (Pietro Silvestri) INDICE SOMMARIO Premessa... vii Sezione prima PROVA PENALE E GIUSTO PROCESSO (Pietro Silvestri) Capitolo I DALLA RIFORMA DELL ART. 111 DELLA COSTITUZIONE ALLA LEGGE N. 63/2001 1.1. Premessa... 3 1.2. La

Dettagli

INDICE SOMMARIO. Presentazione...

INDICE SOMMARIO. Presentazione... INDICE SOMMARIO Presentazione...................................... VII CAPITOLO I LA TESTIMONIANZA IN GENERALE 1.1. Introduzione................................... 2 1.2. La prova testimoniale nella Costituzione

Dettagli

NOTIFICA AL DIFENSORE DEL DECRETO DI CITAZIONE A GIUDIZIO VIZI RIMEDI - CONSEGUENZE

NOTIFICA AL DIFENSORE DEL DECRETO DI CITAZIONE A GIUDIZIO VIZI RIMEDI - CONSEGUENZE NOTIFICA AL DIFENSORE DEL DECRETO DI CITAZIONE A GIUDIZIO VIZI RIMEDI - CONSEGUENZE Il Caso La Procura della Repubblica notificava, ai sensi dell art. 415 bis c.p.p., l avviso di conclusione delle indagini

Dettagli

Parte Speciale G : I reati transnazionali e di ricettazione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita

Parte Speciale G : I reati transnazionali e di ricettazione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita Parte Speciale G : I reati transnazionali e di ricettazione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ADOTTATO DA COMAG s.r.l.

Dettagli

Prefazione... Premessa... Elenco delle principali abbreviazioni... L EVOLUZIONE STORICA E L INQUADRAMENTO SISTEMATICO DEL GIUDIZIO DIRETTISSIMO

Prefazione... Premessa... Elenco delle principali abbreviazioni... L EVOLUZIONE STORICA E L INQUADRAMENTO SISTEMATICO DEL GIUDIZIO DIRETTISSIMO SOMMARIO Prefazione... Premessa... Elenco delle principali abbreviazioni... VII XV XIX CAPITOLO 1 di ALESSANDRO TRINCI L EVOLUZIONE STORICA E L INQUADRAMENTO SISTEMATICO DEL GIUDIZIO DIRETTISSIMO 1. I

Dettagli

Piano straordinario contro le mafie. Reggio Calabria, 28 gennaio 2010

Piano straordinario contro le mafie. Reggio Calabria, 28 gennaio 2010 Piano straordinario contro le mafie Reggio Calabria, 28 gennaio 2010 Piano straordinario contro le mafie 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Agenzia per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata

Dettagli

INDICE SOMMARIO. Parte Prima TUTELA CAUTELARE E GIURISDIZIONE CONTABILE

INDICE SOMMARIO. Parte Prima TUTELA CAUTELARE E GIURISDIZIONE CONTABILE Presentazione.................................. XIII Parte Prima TUTELA CAUTELARE E GIURISDIZIONE CONTABILE CAPITOLO I L INQUADRAMENTO DELLA TUTELA CAUTELARE NELL AMBITO DEI GIUDIZI INNANZI ALLA CORTE

Dettagli

Art. 1 Norme in materia di maltrattamenti, violenza sessuale e atti persecutori

Art. 1 Norme in materia di maltrattamenti, violenza sessuale e atti persecutori Art. 1 Norme in materia di maltrattamenti, violenza sessuale e atti persecutori 1. All articolo 572, secondo comma, del codice penale, dopo la parola: danno le parole di persona minore degli anni quattordici

Dettagli

RISOLUZIONE N. 1 DEL 14 FEBBRAIO 2012

RISOLUZIONE N. 1 DEL 14 FEBBRAIO 2012 RISOLUZIONE N. 1 DEL 14 FEBBRAIO 2012 Il Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria nella seduta del sentito il relatore Domenico CHINDEMI; emana la seguente risoluzione: (MODIFICA E INTEGRAZIONE

Dettagli

Capitolo 14 Z Controlli esterni sulle società per azioni

Capitolo 14 Z Controlli esterni sulle società per azioni Edizioni Simone - Vol. 26 Compendio di Diritto delle Società Capitolo 14 Z Controlli esterni sulle società per azioni Sommario Z 1. I controlli amministrativi. - 2. La Commissione nazionale per le società

Dettagli

Relazione Osservatorio sulla prostituzione e sui fenomeni delittuosi ad essa connessi. Sintesi e Conclusioni

Relazione Osservatorio sulla prostituzione e sui fenomeni delittuosi ad essa connessi. Sintesi e Conclusioni Relazione Osservatorio sulla prostituzione e sui fenomeni delittuosi ad essa connessi Sintesi e Conclusioni Due le questioni emergenti su cui l Osservatorio si è soffermato: la condizione di sfruttamento

Dettagli

Nome e Cognome... Indirizzo abitazione... Telefono abitazione... Telefono cellulare... Indirizzo studio... Telefono studio...

Nome e Cognome... Indirizzo abitazione... Telefono abitazione... Telefono cellulare... Indirizzo studio... Telefono studio... dati personali Nome e Cognome.................................................... Indirizzo abitazione................................................... Telefono abitazione...................................................

Dettagli

ATTI DI P.G. ISPEZIONE ART. 103 D.P.R. 9.10.1990 n. 309

ATTI DI P.G. ISPEZIONE ART. 103 D.P.R. 9.10.1990 n. 309 ISPEZIONI PERSONALI IN MATERIA DI STUPEFACENTI Norme di riferimento Art. 103 D.P.R. 309/90 Organo procedente Documentazione Garanzie di difesa Utilizzabilità Ufficiali di p.g. Delle operazioni è redatto

Dettagli

L accertamento tributario e procedimento penale

L accertamento tributario e procedimento penale L accertamento tributario e procedimento penale a cura di: Rosario Fortino Avvocato Tributarista in Cosenza fortinoepartners@libero.it Riflessione critica sulla utilizzabilità degli atti di polizia tributaria,

Dettagli

C O R T E D A P P E L L O D I V E N E Z I A REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO

C O R T E D A P P E L L O D I V E N E Z I A REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO C O R T E D A P P E L L O D I V E N E Z I A C O N S I G L I O G I U D I Z I A R I O REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO Art. 1 Art. 2 Art. 3 Art. 4 Art. 5 Art. 6 Art. 7 Art. 8 Art. 9 Art. 10 Art. 11

Dettagli

TRIBUNALE DI BRESCIA

TRIBUNALE DI BRESCIA TRIBUNALE DI BRESCIA Sezione Riesame N. 81/10 mod. 18 N. 1470/10 RGNR N. 9839/10 RG GIP A carico di G. N. F. Il Tribunale di Brescia, Sezione per il riesame dei provvedimenti restrittivi della libertà

Dettagli

Patente di guida: irregolarità e relative sanzioni

Patente di guida: irregolarità e relative sanzioni Patente di guida: irregolarità e relative sanzioni Errata applicazione dell articolo 126 bis al titolare di patente rilasciata da uno Stato estero All atto di rilascio della patente viene attribuito un

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DIFESA D UFFICIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI BELLUNO. 1.Funzione della difesa d ufficio

REGOLAMENTO PER LA DIFESA D UFFICIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI BELLUNO. 1.Funzione della difesa d ufficio E' la difesa garantita a ciascun imputato che non abbia provveduto a nominare un proprio difensore di fiducia o ne sia rimasto privo. E' prevista dalla legge al fine di garantire il diritto di difesa in

Dettagli

COMMISSIONE DIFESA D UFFICIO

COMMISSIONE DIFESA D UFFICIO COMMISSIONE DIFESA D UFFICIO Il bilancio della attuale situazione Il punto di partenza del lavoro della Commissione Difesa di Ufficio UCPI, teso a proporre valide ipotesi di riordino della materia 1, è

Dettagli

CODICE DI PROCEDURA PENALE LIBRO I SOGGETTI TITOLO I GIUDICE CAPO I GIURISDIZIONE

CODICE DI PROCEDURA PENALE LIBRO I SOGGETTI TITOLO I GIUDICE CAPO I GIURISDIZIONE CODICE DI PROCEDURA PENALE LIBRO I SOGGETTI TITOLO I GIUDICE CAPO I GIURISDIZIONE Art. 1. (Giurisdizione penale) - 1. La giurisdizione penale è esercitata dai giudici previsti dalle leggi di ordinamento

Dettagli

Art. 71 Nomina e funzioni dei magistrati onorari della procura della Repubblica presso il tribunale ordinario.

Art. 71 Nomina e funzioni dei magistrati onorari della procura della Repubblica presso il tribunale ordinario. REGIO DECRETO 30 gennaio 1941 n. 12 ( indice ) (modificato e aggiornato dalle seguenti leggi: R.D.L. n. 734/43, L. n. 72/46, L. n. 478/46, R.D.Lgs. n. 511/46, L. n. 1370/47, L. n. 1794/52, L. n. 1441/56,L.

Dettagli

PARTE I. Capitolo I IL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO PER I NON ABBIENTI NEL PROCESSO PENALE TRA PASSATO E PRESENTE

PARTE I. Capitolo I IL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO PER I NON ABBIENTI NEL PROCESSO PENALE TRA PASSATO E PRESENTE INDICE pag. Prefazione.... XV PARTE I Capitolo I IL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO PER I NON ABBIENTI NEL PROCESSO PENALE TRA PASSATO E PRESENTE 1.1. La garanzia costituzionale del diritto di difesa in

Dettagli

Trib. Napoli, VIII sez. pen., 2 dicembre 2011 Pres. ed est. Lomonte, ric. XY TRIBUNALE ORDINARIO DI NAPOLI. Ottava Sezione Penale Collegio F

Trib. Napoli, VIII sez. pen., 2 dicembre 2011 Pres. ed est. Lomonte, ric. XY TRIBUNALE ORDINARIO DI NAPOLI. Ottava Sezione Penale Collegio F Trib. Napoli, VIII sez. pen., 2 dicembre 2011 Pres. ed est. Lomonte, ric. XY TRIBUNALE ORDINARIO DI NAPOLI Ottava Sezione Penale Collegio F Il Tribunale di Napoli, composto dai sottoscritti magistrati:

Dettagli

Le funzioni di polizia giudiziaria dell Arpa. Le sanzioni amministrative e penali in campo ambientale.

Le funzioni di polizia giudiziaria dell Arpa. Le sanzioni amministrative e penali in campo ambientale. ARPA EMILIA-ROMAGNA Le funzioni di polizia giudiziaria dell Arpa. Le sanzioni amministrative e penali in campo ambientale. Selezione pubblica per collaboratore amministrativo professionale (Cat. D) A cura

Dettagli

Ruolo e compiti della polizia giudiziaria

Ruolo e compiti della polizia giudiziaria 1 Ruolo e compiti della polizia giudiziaria SOMMARIO 1. Funzioni di polizia giudiziaria. 2. Attività di iniziativa. 3. Attività delegata. 3.1. Notificazioni. 1. Funzioni di polizia giudiziaria Il nuovo

Dettagli

La connessione obiettiva di un illecito amministrativo ambientale con un reato

La connessione obiettiva di un illecito amministrativo ambientale con un reato La connessione obiettiva di un illecito amministrativo ambientale con un reato A cura della Dott.ssa Stefania Pallotta L art. 24 della legge 24 novembre 1981, n. 689 disciplina la connessione obiettiva

Dettagli

1991 - sentenza Francovich: responsabilità dello Stato per omesso recepimento delle direttive comunitarie;

1991 - sentenza Francovich: responsabilità dello Stato per omesso recepimento delle direttive comunitarie; 1991 - sentenza Francovich: responsabilità dello Stato per omesso recepimento delle direttive comunitarie; 1993 - sentenza Brasserie du Pecheur: 1) le condizioni fissate per il risarcimento del danno a

Dettagli

CONVENZIONE PER LA FORMAZIONE E L ORIENTAMENTO DEI PRATICANTI AVVOCATI. Il CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI TORINO in

CONVENZIONE PER LA FORMAZIONE E L ORIENTAMENTO DEI PRATICANTI AVVOCATI. Il CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI TORINO in CONVENZIONE PER LA FORMAZIONE E L ORIENTAMENTO DEI PRATICANTI AVVOCATI TRA Il CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI TORINO in persona del Suo Presidente Avv. Mario Napoli; e la PROCURA DELLA REPUBBLICA,

Dettagli

C O N S I G L I O D E L L O R D I N E D E G L I A V V O C A T I D I B O L O G N A

C O N S I G L I O D E L L O R D I N E D E G L I A V V O C A T I D I B O L O G N A C O N S I G L I O D E L L O R D I N E D E G L I A V V O C A T I D I B O L O G N A REGOLAMENTO PER LE DIFESE D UFFICIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI BOLOGNA approvato all adunanza del 1 luglio 2015 e integrato

Dettagli

ARGOMENTI DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE

ARGOMENTI DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE Paolo Biavati ARGOMENTI DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE Seconda edizione aggiornata Ag g i o r na m e n t o n. 4 29 giugno 2015 Bononia University Press L editore mette a disposizione sul sito nella sezione

Dettagli

LA BANCA D ITALIA. Vista la legge 17 gennaio 2000, n. 7, in materia di disciplina del mercato dell oro;

LA BANCA D ITALIA. Vista la legge 17 gennaio 2000, n. 7, in materia di disciplina del mercato dell oro; Regolamento per l organizzazione e il funzionamento della Unità di Informazione Finanziaria (UIF), ai sensi dell art. 6, comma 2, del d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231 LA BANCA D ITALIA Viste la direttiva

Dettagli

INDICE. Parte Prima I PRECEDENTI STORICI: PERCORSI NORMATIVI, DOTTRINALI E GIURISPRUDENZIALI

INDICE. Parte Prima I PRECEDENTI STORICI: PERCORSI NORMATIVI, DOTTRINALI E GIURISPRUDENZIALI Indice VII INDICE Presentazione.... V Parte Prima I PRECEDENTI STORICI: PERCORSI NORMATIVI, DOTTRINALI E GIURISPRUDENZIALI Capitolo Primo LE FONTI NORMATIVE DELLE INVESTIGAZIONI DIFENSIVE 1. Generalità....

Dettagli

Le notificazioni all imputato in caso di irreperibilita'

Le notificazioni all imputato in caso di irreperibilita' Le notificazioni all imputato in caso di irreperibilita' In via del tutto preliminare, osservo che il procedimento penale è una serie di attivita e di attidocumenti susseguentisi nel tempo. Ovviamente,

Dettagli

Commissione di Garanzia dell Attuazione della Legge sullo Sciopero nei Servizi Pubblici Essenziali SETTORE AVVOCATI

Commissione di Garanzia dell Attuazione della Legge sullo Sciopero nei Servizi Pubblici Essenziali SETTORE AVVOCATI Commissione di Garanzia dell Attuazione della Legge sullo Sciopero nei Servizi Pubblici Essenziali SETTORE AVVOCATI 29 Commissione di Garanzia dell Attuazione della Legge sullo Sciopero nei Servizi Pubblici

Dettagli

INDICE. Capitolo I COSTITUZIONE E ALTRE DISPOSIZIONI FONDAMENTALI

INDICE. Capitolo I COSTITUZIONE E ALTRE DISPOSIZIONI FONDAMENTALI INDICE Presentazione... Avvertenza... pag VII XIII Capitolo I COSTITUZIONE E ALTRE DISPOSIZIONI FONDAMENTALI 1. Costituzione della Repubblica Italiana... 3 2. Convenzione per la salvaguardia dei diritti

Dettagli

Legge 3 agosto 2007, n. 123. Prime indicazioni applicative. Ai Signori Direttori degli SPISAL delle Aziende ULSS del Veneto LORO SEDI

Legge 3 agosto 2007, n. 123. Prime indicazioni applicative. Ai Signori Direttori degli SPISAL delle Aziende ULSS del Veneto LORO SEDI Legge 3 agosto 2007, n. 123. Prime indicazioni applicative. Ai Signori Direttori degli SPISAL delle Aziende ULSS del Veneto LORO SEDI Facendo seguito alla informativa trasmessa dalla scrivente Direzione

Dettagli

IITALIAN PENAL CODE. Per il solo fatto di partecipare all'associazione [c.p. 115], la pena è della reclusione da uno a cinque anni [c.p. 29, 32] (3).

IITALIAN PENAL CODE. Per il solo fatto di partecipare all'associazione [c.p. 115], la pena è della reclusione da uno a cinque anni [c.p. 29, 32] (3). IITALIAN PENAL CODE Art. 416 Codice Penale. Associazione per delinquere. 416. Associazione per delinquere (1). Quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più delitti [c.p. 576, n. 4],

Dettagli

ISTITUTO DELLA MESSA ALLA PROVA. LINEE GUIDA

ISTITUTO DELLA MESSA ALLA PROVA. LINEE GUIDA ISTITUTO DELLA MESSA ALLA PROVA. LINEE GUIDA Le linee guida che sono qui definite costituiscono il frutto di alcuni incontri sollecitati dal Presidente del Tribunale di Milano tra giudici penali dell'ufficio,

Dettagli

RIFORMA DELLA LEGGE PINTO. Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012,

RIFORMA DELLA LEGGE PINTO. Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012, RIFORMA DELLA LEGGE PINTO Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012, riforma la legge Pinto (L. n. 89/2001) per l indennizzo per la durata del processo. Le nuove disposizioni

Dettagli

IL PROCEDIMENTO GIUDIZIALE SPECIFICO: IL CD. RITO FORNERO

IL PROCEDIMENTO GIUDIZIALE SPECIFICO: IL CD. RITO FORNERO IL PROCEDIMENTO GIUDIZIALE SPECIFICO: IL CD. RITO FORNERO La Riforma Fornero (L. n. 92/2012) introduce importanti novità in tema di licenziamenti e del processo del lavoro, delineando all art. 1 commi

Dettagli

REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL COMUNE

REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL COMUNE REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL COMUNE APPROVATO CON DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE NR. 23 DD. 23.08.2011 Allegato alla delibera consigliare n. 23 dd.23.08.2011

Dettagli

CODICE DISCIPLINARE PER IL PERSONALE NON DIRIGENTE

CODICE DISCIPLINARE PER IL PERSONALE NON DIRIGENTE CODICE DISCIPLINARE PER IL PERSONALE NON DIRIGENTE Integrato con le modifiche e aggiunte apportate agli articoli da 55 a 55 septies dal D.Lgs. n. 150/2009 CCNL 11 APRILE 2008 ARTICOLO 3, COMMI 1, 2 E 3

Dettagli

L attività di accertamento e contestazione degli organi di vigilanza: princìpi essenziali del d.lvo 758/94

L attività di accertamento e contestazione degli organi di vigilanza: princìpi essenziali del d.lvo 758/94 L attività di accertamento e contestazione degli organi di vigilanza: princìpi essenziali del d.lvo 758/94 Dott. Luca Poniz Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano Parma 19 febbraio 2007

Dettagli

GLI ANTECEDENTI DELLA RIFORMA

GLI ANTECEDENTI DELLA RIFORMA SOMMARIO CAPITOLO 1 GLI ANTECEDENTI DELLA RIFORMA 1. Il giudizio in contumacia dalla codificazione postunitaria al codice del 1988... 1 2. Le sentenze della Corte EDU e le loro ricadute sul versante interno:

Dettagli

Lo scheda di disegno di legge per la riforma del processo penale approvato ieri dal Consiglio dei Ministri

Lo scheda di disegno di legge per la riforma del processo penale approvato ieri dal Consiglio dei Ministri Lo scheda di disegno di legge per la riforma del processo penale approvato ieri dal Consiglio dei Ministri Schema di disegno di legge recante: Disposizioni in materia di procedimento penale, ordinamento

Dettagli

LIBRO SECONDO. Dei delitti in particolare TITOLO III. Dei delitti contro l'amministrazione della giustizia CAPO III

LIBRO SECONDO. Dei delitti in particolare TITOLO III. Dei delitti contro l'amministrazione della giustizia CAPO III LIBRO SECONDO Dei delitti in particolare TITOLO III Dei delitti contro l'amministrazione della giustizia CAPO III Della tutela arbitraria delle private ragioni Articolo 392 Esercizio arbitrario delle proprie

Dettagli

Il Consiglio Superiore della Magistratura, ha approvato la seguente circolare concernente l argomento indicato in oggetto.

Il Consiglio Superiore della Magistratura, ha approvato la seguente circolare concernente l argomento indicato in oggetto. Organizzazione delle direzioni distrettuali antimafia. (Circolare n.2596 del 13 febbraio 1993 e successive modifiche) Il Consiglio Superiore della Magistratura, ha approvato la seguente circolare concernente

Dettagli

Cassazione Penale Sez. II, 27 febbraio 2013 n. 9220 - Pres. Petti, Est. Gentile RITENUTO IN FATTO

Cassazione Penale Sez. II, 27 febbraio 2013 n. 9220 - Pres. Petti, Est. Gentile RITENUTO IN FATTO DETENZIONE PER FINI DI COMMERCIALIZZAZIONE DI SUPPORTI AUDIOVISIVI ABUSIVAMENTE RIPRODOTTI E RICETTAZIONE: LA LEX MITIOR SI APPLICA ANCHE SE SUCCESSIVAMENTE VIENE MODIFICATA IN SENSO PEGGIORATIVO Cassazione

Dettagli

DISCIPLINARE PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI LEGALI

DISCIPLINARE PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI LEGALI Approvato con delibera di Giunta Comunale n. 5 dell 11.1.2012 DISCIPLINARE PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI LEGALI ART. 1 PREMESSA 1. Il presente documento disciplina il conferimento degli incarichi per

Dettagli

Tutela degli animali: applicazione pratica delle normative per gli organi di Polizia Giudiziaria.

Tutela degli animali: applicazione pratica delle normative per gli organi di Polizia Giudiziaria. Tutela degli animali: applicazione pratica delle normative per gli organi di Polizia Giudiziaria. Seriate 28 febbraio 2013 con il patrocinio degli assessorati al commercio e all ambiente ambiente del Comune

Dettagli

Legislazione minorile. Indice. 1 Le misure rieducative ------------------------------------------------------------------------------------ 3

Legislazione minorile. Indice. 1 Le misure rieducative ------------------------------------------------------------------------------------ 3 INSEGNAMENTO DI LEGISLAZIONE MINORILE LEZIONE V LA COMPETENZA AMMINISTRATIVA DEL TRIBUNALE PER I MINORENNI PROF. GIANLUCA GUIDA Indice 1 Le misure rieducative ------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

Capitolo II Tariffa penale

Capitolo II Tariffa penale Capitolo II Tariffa penale Art. 1 - Criteri generali - 1. Per la determinazione dell'onorario di cui alla tabella deve tenersi conto della natura, complessità e gravità della causa, delle contestazioni

Dettagli

Provincia di Lucca ****************** REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE

Provincia di Lucca ****************** REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE COMUNE FOSCIANDORA Provincia di Lucca ****************** REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE Approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 25 in data 13/07/2010

Dettagli

L identificazione può essere effettuata in forma indiretta, anche senza la presenza fisica del cliente, nei casi seguenti:

L identificazione può essere effettuata in forma indiretta, anche senza la presenza fisica del cliente, nei casi seguenti: Normativa Antiricilaggio: guida pratica UMCI Esaminiamo i vari adempimenti a seconda degli obblighi: a) Identificazione del cliente L identificazione consiste nella verifica dell identità del cliente e

Dettagli

Regolamento per l utilizzo degli impianti di videosorveglianza del Comune di Molveno

Regolamento per l utilizzo degli impianti di videosorveglianza del Comune di Molveno Regolamento per l utilizzo degli impianti di videosorveglianza del Comune di Molveno Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 34 dd. 05.06.2013 Indice Art. 1 - Premessa Art. 2 - Principi generali

Dettagli

Art. 54 decreto legge

Art. 54 decreto legge Art. 342 c.p.c. Forma dell appello L appello si propone con citazione contenente l esposizione sommaria dei fatti ed i motivi specifici dell impugnazione nonché le indicazioni prescritte nell articolo

Dettagli

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TORINO TRIBUNALE DI TORINO VADEMECUM PER L APPLICAZIONE NELLA FASE DELLE INDAGINI SOSPENSIONE CON MESSA ALLA PROVA

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TORINO TRIBUNALE DI TORINO VADEMECUM PER L APPLICAZIONE NELLA FASE DELLE INDAGINI SOSPENSIONE CON MESSA ALLA PROVA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TORINO TRIBUNALE DI TORINO VADEMECUM PER L APPLICAZIONE NELLA FASE DELLE INDAGINI SOSPENSIONE CON MESSA ALLA PROVA (Elaborato a seguito delle disposizioni contenute nella L.

Dettagli

PROTOCOLLO DI AZIONE VIGILANZA COLLABORATIVA CON LA REGIONE CAMPANIA PREMESSO CHE

PROTOCOLLO DI AZIONE VIGILANZA COLLABORATIVA CON LA REGIONE CAMPANIA PREMESSO CHE PROTOCOLLO DI AZIONE VIGILANZA COLLABORATIVA CON LA REGIONE CAMPANIA PREMESSO CHE - L art. 19 del decreto legge 24 giungo 2014 n. 90, convertito con modificazioni dalla l. 11 agosto 2014, n. 114, ha ridefinito

Dettagli

Ministero delle Politiche Agricole e Forestali Direzione Generale delle Risorse Forestali, Montane e Idriche Corpo Forestale dello Stato

Ministero delle Politiche Agricole e Forestali Direzione Generale delle Risorse Forestali, Montane e Idriche Corpo Forestale dello Stato Roma, 22 luglio 2002 Ministero delle Politiche Agricole e Forestali Direzione Generale delle Risorse Forestali, Montane e Idriche Corpo Forestale dello Stato DIRAMAZIONE GENERALE Divisione XIII Protocollo

Dettagli

RICHIESTA ACCERTAMENTI FOTODATTILOSCOPICI

RICHIESTA ACCERTAMENTI FOTODATTILOSCOPICI ACCOMPAGNAMENTO IN UFFICIO PER IDENTIFICAZIONE DI CITTADINO ITALIANO MAGGIORENNE INDAGATO 10068 10037 10035 10001/10006 PIETRO CUSTODI-VERBALE DI ACCOMPAGNAMENTO IN UFFICIO PER IDENTIFICAZIONE se fotosegnalato

Dettagli

Conversione in legge, con modificazioni, del Dl 14 settembre 2004, n. 241, recante disposizioni urgenti in materia di immigrazione

Conversione in legge, con modificazioni, del Dl 14 settembre 2004, n. 241, recante disposizioni urgenti in materia di immigrazione Testo aggiornato al 21 novembre 2005 Legge 12 novembre 2004, n. 271 Gazzetta Ufficiale 13 novembre 2004, n. 267 Conversione in legge, con modificazioni, del Dl 14 settembre 2004, n. 241, recante disposizioni

Dettagli

XV CONGRESSO UNIONE CAMERE PENALI ITALIANE

XV CONGRESSO UNIONE CAMERE PENALI ITALIANE XV CONGRESSO UNIONE CAMERE PENALI ITALIANE Venezia 19, 20 e 21 settembre 2014 OSSERVATORIO DIFESA D UFFICIO 2 Il punto della situazione Nel 2013 la Giunta UCPI costituiva l Osservatorio Difesa D Ufficio,

Dettagli

COMUNE DI S. STEFANO DI CAMASTRA PROVINCIA DI MESSINA

COMUNE DI S. STEFANO DI CAMASTRA PROVINCIA DI MESSINA COMUNE DI S. STEFANO DI CAMASTRA PROVINCIA DI MESSINA REGOLAMENTO PER INTERVENTI DI SOLIDARIETÀ E MISURE DI SOSTEGNO A FAVORE DELLE VITTIME DEI REATI ESTORSIONE E DI USURA. (Approvato con deliberazione

Dettagli

Organi di Vigilanza e Sistema sanzionatorio. Dott. Leonardo SCATURRO

Organi di Vigilanza e Sistema sanzionatorio. Dott. Leonardo SCATURRO Organi di Vigilanza e Sistema sanzionatorio Dott. Leonardo SCATURRO Organi di Vigilanza S.Pre.S.A.L. - Azienda Sanitaria Locale Chi è? Ente che fa parte del Dipartimento di Prevenzione delle A.S.L. Quale

Dettagli

FONDAZIONE PIEMONTESE PER LA RICERCA SUL CANCRO - ONLUS. Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs.

FONDAZIONE PIEMONTESE PER LA RICERCA SUL CANCRO - ONLUS. Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs. FONDAZIONE PIEMONTESE PER LA RICERCA SUL CANCRO - ONLUS Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs. 231/2001 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D. LGS.

Dettagli

CAPO PRIMO Della Corte e dei Giudici. Art. 1

CAPO PRIMO Della Corte e dei Giudici. Art. 1 REGOLAMENTO GENERALE DELLA CORTE COSTITUZIONALE 20 gennaio 1966 e successive modificazioni (Gazzetta Ufficiale 19 febbraio 1966, n. 45, edizione speciale) 1 CAPO PRIMO Della Corte e dei Giudici Art. 1

Dettagli

Codice Penale art. 437

Codice Penale art. 437 Codice Penale art. 437 TITOLO VI Dei delitti contro l'incolumità pubblica Dei delitti di comune pericolo mediante violenza Rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro. [I]. Chiunque

Dettagli

Azienda Ospedaliera Ospedale San Carlo Borromeo Milano

Azienda Ospedaliera Ospedale San Carlo Borromeo Milano Azienda Ospedaliera Ospedale San Carlo Borromeo Milano Regolamento di istituzione e funzionamento del Comitato Unico di Garanzia (CUG) per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA DIFESA D UFFICIO Principi generali in materia di difesa d ufficio

REGOLAMENTO DELLA DIFESA D UFFICIO Principi generali in materia di difesa d ufficio REGOLAMENTO DELLA DIFESA D UFFICIO Principi generali in materia di difesa d ufficio 1. Elenchi La predisposizione e l aggiornamento degli elenchi degli iscritti negli albi disponibili ad assumere, a richiesta

Dettagli

TRIBUNALE DI AVELLINO Sezione dei Giudici per le indagini preliminari

TRIBUNALE DI AVELLINO Sezione dei Giudici per le indagini preliminari Trib. Avellino, Sez. GIP, ud. 18 maggio 2011 Proc. pen. n. 2146/2011 R. GIP Proc. pen. n. 2851/2011 RGNR TRIBUNALE DI AVELLINO Sezione dei Giudici per le indagini preliminari ORDINANZA DI NON CONVALIDA

Dettagli

CORSO DI MAGISTRATURA. Le lezioni di Roberto GAROFOLI

CORSO DI MAGISTRATURA. Le lezioni di Roberto GAROFOLI CORSO DI MAGISTRATURA Le lezioni di Roberto GAROFOLI Roberto GAROFOLI DIRITTO PENALE Parte generale e speciale Volume quinto SOMMARIO PARTE II IL REATO CAPITOLO VI LE CIRCOSTANZE DEL REATO 751 1. Le circostanze

Dettagli

Parte Speciale G: I reati transnazionali e di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita Codice documento:

Parte Speciale G: I reati transnazionali e di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita Codice documento: Parte Speciale G: I reati transnazionali e di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita Codice documento: MOG 231 - PSG COPIA CONTROLLATA N 1 REV. BREVE DESCRIZIONE

Dettagli

IL PROCESSO AMMINISTRATIVO (aggiornato alla L. 205/2000)

IL PROCESSO AMMINISTRATIVO (aggiornato alla L. 205/2000) IL PROCESSO AMMINISTRATIVO (aggiornato alla L. 205/2000) LA GIURISDIZIONE CFR. CORTE COSTITUZIONALE, 6 LUGLIO 2004, N. 204 (reperibile su www.cortecostituzionale.it ): illegittimità costituzionale dell

Dettagli

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE MODIFICHE ALL'ARTICOLO 55- QUATER DEL DECRETO LEGISLATIVO 30 MARZO 2001, N. 165, AI SENSI DELL'ARTICOLO 17, COMMA 1, LETTERA S), DELLA LEGGE 7 AGOSTO 2015, N. 124,

Dettagli

Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo

Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo ALL. 1) Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo 1. Sono eleggibili a sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale e circoscrizionale gli elettori di un qualsiasi

Dettagli

www.dirittoambiente.net

www.dirittoambiente.net La lotta alle ecomafie attraverso la legge n. 136 del 13 agosto 2010 recante il Piano straordinario contro le mafie, nonché delega al governo in materia di normativa antimafia (G.U. n. 196 del 23.08.2010)

Dettagli

RISOLUZIONE N. 113 /E

RISOLUZIONE N. 113 /E RISOLUZIONE N. 113 /E Direzione Centrale Normativa Roma, 29 novembre 2011 OGGETTO: Interpello - articolo 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Trattamento tributario dell attività di mediazione svolta ai sensi

Dettagli

SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA ORGANICA DELLA MAGISTRATURA ONORARIA E ALTRE DISPOSIZIONI SUI GIUDICI DI PACE.

SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA ORGANICA DELLA MAGISTRATURA ONORARIA E ALTRE DISPOSIZIONI SUI GIUDICI DI PACE. SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA ORGANICA DELLA MAGISTRATURA ONORARIA E ALTRE DISPOSIZIONI SUI GIUDICI DI PACE. Art. 1 - (Contenuto della delega) prevedere un unica figura

Dettagli

2 attività subordinata, in quali giorni, in quali orari ed alle dipendenze di quale datore di lavoro; ove il praticante dovesse intraprendere

2 attività subordinata, in quali giorni, in quali orari ed alle dipendenze di quale datore di lavoro; ove il praticante dovesse intraprendere 2008-2011 IL CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI TRIESTE RITENUTO CHE: a) L art. 1 DPR 101/90 dispone che la pratica forense deve essere svolta con assiduità, diligenza e che la stessa si svolge principalmente

Dettagli

DECRETO LEGISLATIVO 15 novembre 2012, n. 218

DECRETO LEGISLATIVO 15 novembre 2012, n. 218 DECRETO LEGISLATIVO 15 novembre 2012, n. 218 Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, recante codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché

Dettagli

Svolgimento del processo e motivi della decisione

Svolgimento del processo e motivi della decisione Cassazione Sezione seconda penale sentenza 20 settembre 9 novembre 2007, n. 41499 Presidente Rizzo Relatore Tavassi Pm Passacantando c onforme Ricorrente Pubblico Ministero presso il Tribunale della Libertà

Dettagli

COMUNE DI RIVELLO. Provincia di Potenza REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL COMUNE DI RIVELLO.

COMUNE DI RIVELLO. Provincia di Potenza REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL COMUNE DI RIVELLO. COMUNE DI RIVELLO Provincia di Potenza REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL COMUNE DI RIVELLO. Approvato con deliberazione di C.C. n. 24/2013 INDICE CAPO I PRINCIPI GENERALI

Dettagli

REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI

REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI UNIONE MONTANA ALTA VAL DI CECINA PROVINCIA DI PISA REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI Approvato con delibera del Consiglio n. 1 del 07.01.2013 1 CAPO I PRINCIPI GENERALI INDICE Art. 1 Oggetto

Dettagli

AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA DI SASSARI REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA ASSISTENZA LEGALE AI DIPENDENTI

AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA DI SASSARI REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA ASSISTENZA LEGALE AI DIPENDENTI AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA DI SASSARI REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA ASSISTENZA LEGALE AI DIPENDENTI INDICE ART.1: ART.2: ART.3: ART.4: ART.5: ART.6: ART.7: ART.8: ART.9: Finalita Patrocinio

Dettagli