Le funzioni di polizia giudiziaria dell Arpa. Le sanzioni amministrative e penali in campo ambientale.

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1 ARPA EMILIA-ROMAGNA Le funzioni di polizia giudiziaria dell Arpa. Le sanzioni amministrative e penali in campo ambientale. Selezione pubblica per collaboratore amministrativo professionale (Cat. D) A cura di Area Affari Istituzionali e Legali

2 SOMMARIO: 1. Il quadro normativo di riferimento 2. L attività della Polizia Giudiziaria 3. Il sistema punitivo ambientale 4. Il reato penale 5. L illecito amministrativo 2

3 Arpa Emilia Romagna e Polizia giudiziaria: il quadro normativo La norma da cui partire è l art. 57 del codice di procedura penale (c.p.p.) il quale da un lato individua direttamente alcune categorie di soggetti che rivestono la qualifica di Agente o Ufficiale di P.G. (ad es. gli appartenenti ai Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, etc.) e d altro lato prevede che sono altresì ufficiali o agenti di polizia giudiziaria, nei limiti del servizio cui sono destinate e secondo le rispettive attribuzioni, le persone alle quali le leggi o i regolamenti attribuiscono tali funzioni. Il Codice pertanto delega a leggi di settore la possibilità di attribuire le funzioni di P.G. in comparti dell amministrazione pubblica diversi da quelli strettamente preposti alla tutela dell ordine e della sicurezza pubblica. 3

4 Segue: Il quadro normativo di riferimento Per quanto concerne le Agenzie ambientali tale legge di settore è individuabile nella legge statale 61/94 la quale prevedendo che il personale delle Arpa svolge funzioni di controllo e vigilanza, può richiedere le informazioni e i documenti necessari per l espletamento delle proprie funzioni, e prevedendo altresì che a tali operatori non può essere opposto il segreto industriale e non può essere impedito di accedere agli impianti produttivi attribuisce di fatto a tali tecnici tutte le funzioni tipiche della Polizia Giudiziaria. 4

5 Segue: Il quadro normativo di riferimento In diverse Regioni inoltre le leggi istitutive delle Arpa prevedono esplicitamente che nell esercizio delle funzioni di vigilanza il personale rivesta anche la qualifica di U.P.G. Per l Emilia Romagna vedasi al riguardo l art. 14 della Legge Regionale n. 44/95 istitutiva dell Agenzia. 5

6 Segue: Il quadro normativo di riferimento La Polizia Giudiziaria delle ARPA, a differenza di quella delle Forze di Polizia generaliste, opera con tre tipologie di limiti: il limite del servizio (è UPG solo in servizio); il limite delle attribuzioni (materia ambientale); il limite territoriale (coincidente con il territorio regionale). 6

7 L attività della Polizia Giudiziaria Le funzioni della Polizia Giudiziaria, e pertanto anche della P.G. che opera nel campo ambientale, sono definite in via generale dall art. 55 del c.p.p.: prendere notizia dei reati (attività informativa) impedire conseguenze ulteriori (attività preventiva) ricercare gli autori (attività investigativa) assicurare le prove (attività assicurativa) Tali funzioni possono essere svolte di propria iniziativa ovvero su delega dell Autorità giudiziaria. 7

8 Il sistema punitivo ambientale Il sistema punitivo in campo ambientale si connota per la convivenza di sanzioni sia penali che amministrative. La natura delle sanzioni dipende dalla valutazione compiuta dal legislatore in merito alla gravità delle conseguenze che si presumano derivare dall attività illecita posta in essere. Tendenzialmente la tutela amministrativa, a differenza di quella penale, non mira a proteggere valori fondamentali della collettività quanto piuttosto specifici interessi affidati alla cura della Pubblica Amministrazione. 8

9 La sanzione penale in materia ambientale La sanzione penale è un elemento di deterrenza forte per: il coinvolgimento dei responsabili aziendali nei procedimenti penali; i poteri di sequestro con rischi di blocco dell attività produttiva; poteri di indagine particolari (intercettazioni ambientali) per le fattispecie più gravi (traffico illecito rifiuti art. 260 del D. Lgs. 152/06). 9

10 Il reato penale: elemento oggettivo Il reato viene generalmente definito come ogni fatto umano al quale la legge (statale) ricollega una sanzione penale. Nel reato deve innanzitutto sussistere un elemento oggettivo e cioè una condotta commissiva o omissiva che produce un evento ritenuto socialmente pericoloso. 10

11 Il reato: elemento soggettivo Per la sussistenza del reato non è sufficiente che il soggetto ponga in essere un fatto corrispondente ad una fattispecie penalmente sanzionata, ma occorre anche un legame psichico di attribuibilità del fatto all agente. Questo elemento soggettivo può prendere la forma del dolo, della colpa e della preterintenzionalità. 11

12 La rilevanza dell elemento soggettivo In base all art. 42 del c.p. i delitti (cioè i reati puniti con la pena della reclusione o della multa) possono essere solo dolosi, almeno che la legge non preveda espressamente anche la forma colposa. Nelle contravvenzioni (cioè i reati puniti con l arresto o l ammenda) invece può esservi indifferentemente il dolo o la colpa, ma è pur sempre necessaria almeno la colpa. Pertanto mentre la punibilità per colpa nei delitti può essere considerata un eccezione nelle contravvenzioni è normale. 12

13 Natura dei reati ambientali I reati ambientali sono quasi esclusivamente contravvenzionali. Nel D. Lgs. 152/2006: tutti quelli in materia di rifiuti tranne l attività organizzata per il traffico illecito che è un delitto (art. 260); tutti quelli in materia di tutela delle acque; tutti quelli in materia di tutela dell aria. 13

14 Segue: Natura dei reati ambientali Nel Codice Penale vi sono tuttavia reati satellite prestati all ambiente, che sono sia contravvenzioni che delitti. Esempi: getto pericoloso di cose (art. 674 contravvenzione); inosservanza dei provvedimenti dell Autorità (art. 650 contravvenzione); disturbo dell occupazione o del riposo delle persone (art. 659 contravvenzione); danneggiamento (art. 635 delitto); avvelenamento di acque destinate all uso 14 umano (art. 439 delitto).

15 Responsabilità delle persone giuridiche per reati ambientali Il 16 agosto 2011 è entrato in vigore il D. Lgs. 121/2011 che, attraverso una serie di modifiche al D. Lgs. 231/2001, estende la responsabilità amministrativa delle organizzazioni collettive per i reati commessi nel loro interesse o a loro vantaggio da amministratori o dipendenti. Al fine di evitare tale responsabilità l Organo dirigente dell organizzazione deve essere in grado di dimostrare di aver adottato ed attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire i reati in questione. 15

16 Segue: Responsabilità delle persone giuridiche per reati ambientali In particolare il D.Lgs. 121/2011 estende alle persone giuridiche la responsabilità per una serie di reati contro l'ambiente previsti tra l altro dal Dlgs 152/2006 (tra cui gestione di rifiuti non autorizzata, traffico illecito di rifiuti, scarichi industriali non autorizzati). Il D.Lgs. 121/2011 introduce altresì due nuovi reati ambientali nel Codice penale: uccisione cattura o possesso di animali o piante protette e danneggiamento di habitat all'interno di un sito protetto. Anche in questo caso con responsabilità estesa alle persone giuridiche. 16

17 L illecito amministrativo L illecito amministrativo consiste invece nella violazione di un precetto cui l ordinamento ricollega, come conseguenza giuridica, l assoggettamento ad una sanzione prevalentemente di carattere pecuniario. Sotto il profilo degli effetti la sanzione amministrativa non determina le stesse conseguenze di quella penale (ad esempio l iscrizione nel casellario giudiziale) Per gli Organi di vigilanza riconoscere l illecito amministrativo da quello penale è essenziale perché non solo cambia la natura della sanzione ma anche, e soprattutto, la procedura applicabile. 17

18 Segue: l illecito amministrativo I principi sostanziali e processuali applicabili agli illeciti amministrativi sono fissati nella legge 689/81. Anche per gli illeciti amministrativi deve essere riscontrabile sia l elemento oggettivo che quello soggettivo (è indifferente il dolo o la colpa pur essendo necessario quantomeno la colpa). 18

19 I soggetti istituzionali nelle sanzioni amministrative Nell ambito della procedura di irrogazione delle sanzioni amministrative assumono rilevanza i due soggetti istituzionali rappresentati dall Autorità competente e dall Organo di accertamento. Tale distinzione di ruoli rispecchia la suddivisione generale del diritto amministrativo tra Enti preposti a funzioni di amministrazione attiva e Enti con funzioni di supporto tecnico e procedimentale. 19

20 Segue: I soggetti istituzionali: Autorità competente Pertanto l Autorità competente nel settore delle sanzioni amministrative è da individuare nell Ente che detiene le funzioni autorizzatorie sulle varie matrici ambientali. Nel sistema di decentramento applicato nella Regione Emilia-Romagna (L.R. 3/1999) tali Enti sono individuati prioritariamente nella Provincia e nel Comune. 20

21 Segue: I soggetti istituzionali: Organi di accertamento In base al nostro ordinamento le Autorità competenti possono avvalersi di Organi tecnici preposti ad effettuare le operazioni di controllo, gli accertamenti ed ogni altra attività correlata. Certamente tra tali Organi vi sono le ARPA per le quali questi compiti sono desumibili sia dalle disposizioni delle proprie leggi istitutive (L. 61/94, L.R. 44/95) e sia da varie norme di settore (rumore, rifiuti, etc.). 21

22 Segue: I soggetti istituzionali: Organi di accertamento Ovviamente la competenza di ARPA all accertamento delle sanzioni amministrative ambientali non deve intendersi conferita in via esclusiva. E infatti pienamente legittimo, come in effetti avviene in diverse realtà, che l Autorità competente eserciti le funzioni di accertamento anche con proprie strutture interne (ad esempio Polizia Provinciale). 22

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