ELEMENTI DI ASSISTENZA ALLA PERSONA

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1 ELEMENTI DI ASSISTENZA ALLA PERSONA 1 Luca Cecchetto - Corso ASA 2010/2011

2 Concetto di salute "Uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o di infermità." (OMS, 1948) 2

3 Salute = benessere Secondo la Carta di Ottawa (1986) per la Promozione della salute, la salute è una risorsa per la vita quotidiana, non l obiettivo del vivere. La salute è un concetto positivo che valorizza le risorse personali e sociali, come pure le capacità fisiche. La salute si raggiunge allorché gli individui sviluppano e mobilitano al meglio le proprie risorse, in modo da soddisfare prerogative sia personali (fisiche e mentali), sia esterne (sociali e materiali). Salute e malattia non sono pertanto condizioni che si escludono a vicenda, bensì unti terminali di una comune continuità Binomio salute/benessere non più salute/malattia 3

4 Promozione della salute La promozione della salute è il processo che mette in grado l individuo di aumentare il controllo sulla propria salute e di migliorarla. Per raggiungere uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, un individuo o un gruppo deve essere capace di identificare e realizzare le proprie aspirazioni, di soddisfare i propri bisogni, di cambiare l ambiente circostante o di farvi fronte. 4

5 L approccio olistico alla persona Per salute intendiamo quindi un completo benessere fisico, psichico e sociale. L attività assistenziale dell operatore (caring) si riferisce dunque alla persona nella sua interezza e globalità aiutandola a soddisfare i suoi bisogni fisiologici, psicosociali e spirituali. 5

6 LA VISIONE OLISTICA DELLA PERSONA FORNISCE UNA COSCIENZA DELL INDIVISIBILITA DELL UOMO E DELLA FORTE INTEGRAZIONE CHE CONNATURANO LA DIMENSIONE BIO- FISIOLOGICA, PSICOLOGICA E SOCIO CULTURALE DEGLI INDIVIDUI. 6

7 Le dimensioni della persona Dimensione biofisiologica Dimensione psicologica Dimensione socio-culturale 7

8 QUESTE TRE COMPONENTI COSTITUISCONO UN INDIVIDUO UNICO E COMPLESSO E INFLUENZANO LA RELAZIONE DELLA PERSONA CON GLI ALTRI E CON L AMBIENTE ESTERNO 8

9 LA PERSONA E UN SISTEMA COMPLESSO DI VITA (IL SISTEMA UMANO) L uomo consegue e mantiene uno stato di salute attraverso un costante processo di adattamento con l ambiente esterno. Il sistema umano, attraverso le proprie strutture (anatomia) persegue ciò che è necessario (fisiologia) per conseguire lo scopo (la salute) 9

10 OMEOSTASI CAPACITA DI ADATTAMENTO SALUTE AMBIENTE ESTERNO 10

11 L OMEOSTASI è la tendenza dell organismo umano a mantenere la stabilità interna, adattandosi all ambiente esterno ogni qualvolta risulta necessari dei cambiamenti e delle modificazioni per garantirsi la SOPRAVVIVENZA. L ADATTAMENTO permette alla persona di sentirsi in armonia con l ambiente esterno e con i suoi componenti (fattori fisici, biologici, psicologici e sociali), interagendo con essi e integrandoli nel proprio sistema umano. La capacità di adattamento alle mutate condizioni esterne è fondamentale per la stabilità interna per la SALUTE 11

12 Il bisogno Il bisogno può essere definito come quella condizione che esprime mancanza totale o parziale, o carenza di uno o più elementi (fame, sete, movimento, fede, affetti, comunicazione ecc.) che costituiscono e caratterizzano le diverse dimensioni dalle quali dipende l'essere sano 12

13 Quando, per ragioni che possono essere molteplici, l'individuo non è più autonomo nella soddisfazione del bisogno (condizione di disabilità fisica, psichica), risulta necessario un intervento da parte di operatori diversi in relazione alla natura della mancanza/carenza. Esso può avere carattere sostitutivo, compensativo, di supporto ecc; in rapporto al livello e alle cause di non autonomia nella risposta al bisogno considerato. 13

14 La scala dei bisogni Maslow, uno psicologo molto famoso afferma che per mantenere in condizione di equilibrio il rapporto e l'interazione tra le diverse dimensioni (fisica, psichica, sociale, emotiva, spirituale, relazionale) che, insieme, condizionano il suo benessere, l'uomo deve essere sempre in grado di soddisfare quelli che lui considera bisogni fondamentali (fisiologici). 14

15 La piramide di Maslow AUTOREALIZZAZIONE AUTOSTIMA AMORE E APPARTENENZA BISOGNI DI SICUREZZA BISOGNI FISIOLOGICI Corso OSS 2009/2010 Luca Cecchetto

16 I bisogni fisiologici sono alla base della piramide IL LORO SODDISFACIMENTO DIPENDE LA SOPRAVVIVENZA DELL INDIVIDUO respirare, alimentarsi, idratarsi, mantenere la temperatura corporea, muoversi, eliminazione, igiene, riposo, comunicazione 16

17 Bisogni di sicurezza protezione da pericoli, da malattie, da violenze Protezione del disagio psicologico laddove emerge uno stato di stress o malattia della persona. Un ascolto attento da parte degli operatori è utilissimo per soddisfare i bisogni di sicurezza della persona poiché necessita di comprensione per conseguire la sicurezza La RELAZIONE assume nella dimensione di cura una importanza fondamentale per garantire sicurezza al paziente 17

18 Amore e appartenenza relazione, di affetto reciproco, di appartenenza di intimità Ogni essere umano sente il bisogno di appartenere ad un gruppo di altri individui. Questa appartenenza influisce positivamente sul senso di sicurezza e le relazioni interpersonali diventano essenziali per il benessere psicofisico dell individuo. La COMUNICAZIONE è il mezzo che promuove e permette la relazione (strumento assistenziale nella cura della persona) 18

19 Bisogno di autostima e di amore nel senso di stimare se stessi e di essere stimati, di accettarsi e di essere accettati) Il riconoscimento sociale, l impegno professionale, le relazioni umane positive implementano ulteriormente l appagamento dell austostima. L amore è un processo di scambio tra chi dà e riceve amore. 19

20 Bisogno di autorealizzazione all apice della piramide Capacità di realizzare se stessi solo dopo aver soddisfatto i suoi bisogni precedenti. Persegue il suo massimo potenziale 20

21 Maslow ritiene che la risposta ai bisogni di sicurezza, stima, appartenenza, autorealizzazione, possa concretizzarsi solo conseguentemente alla soddisfazione dei bisogni fisiologici che lui considera primari poiché direttamente correlati alla sopravvivenza dell'uomo. 21

22 Le modalità di espressione dei bisogni, nonché quelle della loro soddisfazione, vengono significativamente influenzate, dalla cultura, dall'economia, dalla politica, dalla religione e dall'ambiente in cui l'individuo si trova. Naturalmente, l'influenza di questi fattori si evidenzia anche nella manifestazione della mancanza (totale o parziale) o carenza d'autonomia nella soddisfazione delle diverse necessità da parte della persona. 22

23 Contestualmente all'espressione di mancanza o carenza di uno o più elementi, si concretizza, in condizione di equilibrio, un intervento da parte dell'individuo, la cui finalità è quella di ovviare alla carenza o alla mancanza, in altri termini, di soddisfare il bisogno. 23

24 Il soddisfacimento dei bisogni CONCETTO DI ASSISTENZA (NURSING) Esistono in campo socio sanitario diversi modelli assistenza: 1. Organizzazione per compiti.(sistema Teiloriano). 2. Organizzazione per soddisfare i bisogni del paziente, utente, cliente, ecc. (personalizzazione dell assistenza) 3. Organizzazione per lavoro di equipe. 4. Organizzazione sistema qualità. 24

25 Il processo di assistenza Fornisce gli elementi conoscitivi e la metodologia per progettare un piano di assistenza individualizzato. Il nursing ha come finalità il perseguimento del migliore stato di salute della persona e la maggiore autonomia possibile della stessa. 25

26 IL PROCESSO DI NURSING Raccolta dati (segni, sintomi, osservazione) Diagnosi infermieristica (identificazione del bisogno della persona) Identificazione degli obiettivi Pianificazione degli interventi assistenziali (P.A.I) Attuazione (fase attiva del processo assistenziale) Valutazione dei risultati 26

27 L OSSERVAZIONE E RACCOLTA DATI E fondamentale per un assistenza capace di tener conto delle diverse modalità di espressione e di risposta ai bisogni. Gli operatori contribuendo alla risposta ai bisogni della persona assistita DEVONO saper riconoscere e riferire agli operatori responsabili del processo assistenziale, alcuni fra i più comuni INDICATORI DI DIFFICOLTA e/o CARENZA che la persona, nelle diverse situazioni, può presentare. 27

28 LA CUTE E GLI ANNESSI CUTANEI La maggior parte dei rapporti che l organismo stabilisce con l esterno sono mediati per il tramite della CUTE La CUTE riveste la superficie corporea, proteggendo i tessuti profondi dall essiccamento, da lesioni meccaniche e dalle infezioni. Termoregolazione Sensitiva (recettori sensoriali) Escretoria (sudore) Assorbimento raggi ultravioletti Assorbente 28 Pasqualino D'Aloia Responsabile Servizio Infermieristico

29 Impossibile visualizzare l'immagine. La memoria del computer potrebbe essere insufficiente per aprire l'immagine oppure l'immagine potrebbe essere danneggiata. Riavviare il computer e aprire di nuovo il file. Se viene visualizzata di nuovo la x rossa, potrebbe essere necessario eliminare l'immagine e inserirla di nuovo. 29

30 Protezione meccanica e fisico-chimica La proprietà dello strato corneo e i prodotti di secrezione si oppongono alla penetrazione di sostanze dall esterno e le conferiscono robustezza, compressibilità, distensibilità ed elasticità. Il pigmento della melanina protegge la cute dai raggi solari 30

31 Termoregolazione L'omeostasi termica si ottiene attraverso due meccanismi diversi: la sudorazione e i riflessi vascolari. Il sudore, evaporando, contribuisce alla dispersione di calore. I riflessi vascolari regolano la dispersione di calore tramite variazione del calibro dei capillari e di conseguenza del flusso ematico. Così la vasocostrizione, risposta riflessa ad un abbassamento della temperatura ambientale, riduce il flusso ematico cutaneo e di conseguenza la perdita di calore. All'aumento della temperatura ambientale corrisponde, invece, la vasodilatazione. 31

32 Sensibilità La cute riceve sensazioni di caldo, di freddo, di tatto o di pressione e di dolore. 32

33 Funzione sudoripara ed emuntoria La sudorazione è un fenomeno episodico e visibile (perspiratio sensibilis); esiste anche una secrezione continua e impercettibile (perspiratio insensibilis). La pelle elimina, con la secrezione sudorale, ioni come K +, Mg ++, Ca ++, Cl -, radicali fosfati e solforati ed inoltre sostanze organiche azotate (urea, ammoniaca, acido urico, creatina, aminoacidi) e non azotate (acido lattico). 33

34 LE INFEZIONI OSPEDALIERE Infezione che insorge durante il ricovero in ospedale o, in alcuni casi, dopo che il paziente è stato dimesso, e che non era manifesta clinicamente né in incubazione al momento dell ammissione. Il 5% dei pazienti ricoverati in ospedale sviluppa una infezione ospedaliera; 1% dei pazienti infetti muore per l infezione 34

35 Le vie di trasmissione : E la via o il mezzo di trasmissione che veicola il microrganismo dalla sorgente all ospite. TRASMISSIONE PER CONTATTO TRASMISSIONE TRAMITE GOCCIOLINE TRASMISSIONE PER VIA AEREA TRASMISSIONE TRAMITE VEICOLI e VETTORI 35

36 Trasmissione per contatto E il più importante e frequente modo di trasmissione delle infezioni nosocomiali. CONTATTO DIRETTO : prevede il contatto diretto tra il soggetto infettante e quello suscettibile : cutaneo, mucoso o per intima vicinanza CONTATTO INDIRETTO : contagio attraverso mezzi od oggetti( veicoli di infezione) nei quali i germi patogeni possono essere trasportati, a distanza, ad un soggetto suscettibile 36

37 I veicoli di infezione ARIA : attraverso goccioline,che contengono germi patogeni, che possono essiccarsi e rimanere sospese a lungo. Oppure escreati essiccatisi e polverizzatisi al suolo che vengono sollevati nell aria costituendo polveri bacillifere inalabili. ACQUA : è un mezzo in cui possono sopravvivere numerose specie microbiche. Il contagio può aversi per ingestione oppure per contatto SUOLO : sulla cui superficie si riversano i rifiuti della vita umana ed animale. Possono infettare attraverso ferite accidentali ( es. tetano ) 37

38 ALIMENTI : ci sono alimenti che favoriscono la sopravvivenza microbica e talvolta la loro moltiplicazione, altri invece la ostacolano per la loro acidità o il loro forte contenuto salino. OGGETTI D USO COMUNE : biancheria, asciugamani, fazzoletti, spugne, stoviglie, giocattoli 38

39 TRASMISSIONE ATTRAVERSO I VETTORI ATTIVI O OBBLIGATI Si definiscono vettori attivi od obbligati perché nel loro corpo e solo in esso, può avvenire il ciclo biologico di sviluppo dell agente infettante che rende possibile la sua propagazione ad altro soggetto. E il caso per esempio della malaria, attraverso la zanzara anopheles o della tripanosomiasi africana attraverso la mosca tse-tse o ancora della zecca per la febbre ricorrente africana 39

40 Trasmissione tramite vettori passivi Si definiscono vettori passivi o meccanici quei vettori come nel caso della mosca comune che si limitano a trasportare meccanicamente l agente patogeno dal materiale contaminato ove si sono appoggiati, ad un alimento o su una ferita e\o una mucosa esposta. 40

41 LE VIE DI PENETRAZIONE CUTE : la cute integra costituisce, per la sua struttura anatomica e per l acidità delle secrezioni sudorali e sebacee, una barriera all ingresso di microrganismi. Tuttavia è pressoché costante la presenza di soluzioni di continuo minime a livello cutaneo, che consentono l ingresso dei germi. Frequente è la penetrazione di microrganismi piogeni attraverso il dotto escretore delle ghiandole sebacee con produzione di un foruncolo. Un caso del tutto particolare è l introduzione attraverso la cute di germi inoculati da insetti ematofagi ( zanzara ) o da interventi iatrogeni ( iniezioni ) 41

42 MUCOSE : presentano una minor resistenza alla penetrazione di microrganismi nonostante le azioni antimicrobiche che su di esse si verificano CONGIUNTIVA : per quanto dilavata dalle lacrime, può essere una via di penetrazione di diversi tipi di germi. MUCOSA OLFATTIVA : è la tipica via d ingresso del meningococco VIE RESPIRATORIE : nonostante i meccanismi presenti ( muco ad azione granulopessica e movimenti delle ciglia vibratili che lo spingono verso l esterno ) 42

43 VIE DI ELIMINAZIONE Le vie di eliminazione di un agente patogeno possono essere molteplici e facilmente intuibili in rapporto alla localizzazione del processo morboso ed ai vari possibili materiali biologici : pus di lesioni cutanee o mucose, secreto nasale, saliva, urine, feci, sudore 43

44 L ospite suscettibile La resistenza ai microrganismi patogeni varia da soggetto a soggetto. Alcuni individui possono essere immuni alle infezioni o essere in grado di resistere alla colonizzazione di un agente infettante. Altri possono diventare portatori asintomatici. Altri ancora possono sviluppare una malattia clinicamente manifesta. 44

45 Esistono fattori che possono rendere l individuo più suscettibile alle infezioni. L età, altre malattie intercorrenti, trattamenti con farmaci immuno-soppressivi, violazione dei normali meccanismi di difesa causata da situazioni quali interventi chirurgici, anestesia, presenza di cateteri a dimora. 45

46 Fattori sociali predisponenti ATTIVITA DI LAVORO : personale sanitario, allevatori, attività relative alla manipolazione di materie provenienti da animali (conciatori di pelli ) ALIMENTAZIONE : Quantitativamente o qualitativamente insufficiente può avere azione predisponente riducendo i meccanismi organici di difesa ABITAZIONI ANTIGIENICHE : umide, mal ventilate, con scarsa illuminazione solare, servizi igienici inadeguati SOVRAFFOLLAMENTO COMPORTAMENTI NON IGIENICI : malattie veneree, colera GUERRE e CALAMITA NATURALI : riducono gli interventi sanitari e determinano il verificarsi di tutti gli aspetti precedentemente descritti. 46

47 Nel nostro contesto Le mani degli operatori sono la principale via di trasmissione delle infezioni ospedaliere, oltre il 30% delle infezioni ospedaliere dipendono dalle cattive abitudini degli operatori sanitari 47

48 48

49 Proteggersi e proteggere La conoscenza della corretta procedura per il lavaggio delle mani è molto importante in relazione al rischio biologico per gli operatori sanitari e per le infezioni ospedaliere degli utenti assistiti 49

50 La procedura per l igiene delle mani nell operatore IL LAVAGGIO SOCIALE (O DI ROUTINE) CON ACQUA E SAPONE Quando? All entrata in servizio All inizio o alla fine di ogni contatto o procedura sul malato Prima e dopo aver maneggiato presidi utilizzati sul malato: sacche per la raccolta della diuresi, contenitori per l espettorato, contenitori per secreti ed escreti in genere, provette di sangue o altri liquidi biologici 50

51 Dopo l uso dei servizi igienici Dopo essersi soffiato il naso Prima e dopo aver mangiato Prima e dopo aver fumato Prima della distribuzione degli alimenti Alla fine di attività di sanificazione Dopo aver manipolato padelle e pappagalli Dopo aver manipolato biancheria sporca Prima di mettere e dopo aver tolto i guanti All uscita dal servizio Tutte le volte in cui si è in dubbio se farlo o meno 51

52 Con che cosa? Sapone detergente liquido neutro erogato da dispenser con valvola antireflusso. Come? 1. Aprire il rubinetto e fare scorrere acqua corrente 2. Bagnarsi le mani con l acqua corrente 3. Mettere il sapone sulle mani bagnate 4. Insaponare bene le mani 5. Strofinare le mani come di seguito descritto 52

53 a). Strofinare palmo contro palmo b). Strofinare il palmo destro sul dorso della mano sinistra e il palmo sinistro sul dorso della mano destra c). Strofinare palmo contro palmo con le dita allargate e incrociate d). Strofinare il pollice della mano destra tenendo chiuso nel della mano sinistra e viceversa e). Strofinare con un movimento circolare la punta delle dita e le unghie chiuse nel palmo della mano destra e viceversa 53

54 6. Sciacquare le mani sotto un abbondante getto di acqua corrente 7. Asciugare bene le mani utilizzando una salvietta di carta 8. Chiudere il rubinetto con una salvietta di carta e non con le mani Per quanto tempo? Per almeno secondi (se possibile un minuto) Dove? In un lavandino dedicato, facide da decontaminare, detergere e disinfettare, dotato di rubinetto a gomito o a pedale 54

55 L ASSISTENZA DIRETTA L igiene personale è una pratica quotidiana che normalmente viene svolta dall individuo autosufficiente in maniera autonoma. La pulizia ed una presenza curata costituiscono un bisogno fondamentale dell uomo. In caso di alterazione del bisogno di igiene, l ASA su indicazione dell infermiere deve assicurare l igiene mettendo in atto tutti quegli interventi che quotidianamente garantiscono la pulizia e il benessere della persona. 55

56 Fattori che influenzano il bisogno di igiene Ogni membro della società considera in maniera diversa il bisogno di igiene. Le abitudini igieniche sono molto personalizzate, da un individuo a individuo (ad esempio una persona preferisce fare la doccia al mattino, mentre un altra preferisce farla alla sera) 56

57 Le differenze abitudini igieniche sono scaturite da: Cultura Abitudini familiari Stile di vita Problemi fisici Problemi psichici Stato emotivo Condizioni economiche Clima 57

58 SCOPI : Pulire le mucose, la cute e gli annessi cutanei; Eliminare gli odori sgradevoli; Prevenire le infezioni; Prevenire l insorgere di lesioni da pressione; Osservare lo stato di mucose, cute e annessi cutanei; Migliorare l immagine di sé della persona; 58

59 Durante l attività igienica : CRITERI GENERALI Garantire una temperatura ambientale compresa fra 24 e i 26C Evitare correnti d aria Regolare la temperatura dell acqua in modo da: Non procurare danni alla cute Essere gradita alla persona mantenerla sui C 59

60 ESEGUIRE L IGIENE PROCEDENDO: dalla zona più pulita a quella più sporca dall alto verso il basso dall interno verso l esterno 60

61 DETERGERE ACCURATAMENTE FACENDO ATTENZIONE A : pieghe cutanee zone interdigitali prominenze ossee 61

62 GARANTIRE IL RISPETTO DELL INTIMITA DELLA PERSONA : Prima di iniziare ogni procedimento tecnico, preparare il materiale necessario disponendolo in modo da facilitarne l esecuzione Inumidire le superfici da lavare prima di applicare il detergente 62

63 Rimuovere qualsiasi residuo di sapone sciacquando ripetutamente. A) Asciugare: B) Utilizzando materiale morbido assorbente; C) Tamponando la cute senza frizionare; facendo particolare attenzione a pieghe cutanee, zone interdigitali e prominenze ossee 63

64 LA CUTE SANA : si riconosce: Dal COLORITO; Dallo SPESSORE; Dall ELASTICITA ; Dalla TEMPERATURA; Dall UNTUOSITA ; ATTENZIONE!!! NEL CASO IN CUI VI TROVIATE DI FRONTE AD ALTERAZIONI DELLA CUTE DI QUALUNQUE GENERE (LESIONI, MACCHIE, VESCICOLE, ERITEMI,SQUAME, POMFI ) E VOSTRO COMPITO AVVISARE IMMEDIATAMENTE L NFERMIERE DI TURNO!!! 64

65 PER UNA PULIZIA ACCURATA : a) Tenere a mente che fumo e alcool hanno un effetto nocivo sulla nostra pelle b) Utilizzare saponi e deodoranti (meglio se antibatterici) che non ne modifichino il Ph che essendo acido (4.5/5.5) offre un ambiente ostile ai germi patogeni; c) Utilizzare creme idratanti ed emollienti per rendere la cute elastica e resistente alle forze che potrebbero lesionarla d) Non frizionare o massaggiare con soluzioni a base alcolica come acqua di colonia, profumi, alcool, ecc e) Utilizzare manovre delicate e presidi morbidi (spugne, asciugamani, ecc.) per non peggiorare eventuali condizioni di sofferenza cutanea f) Mantenere la temperatura dell acqua intorno ai C 65

66 GLI ANNESSI CUTANEI Gli annessi cutanei sono indicati con questo termine quegli elementi accessori del corpo composti da tessuto corneo e più precisamente unghie, capelli, peli barba 66

67 Le unghie non vanno mai tagliate molto corte e la rima del taglio deve essere dritta e non seguire la convessità della punta del dito, questo per evitare che l unghia incarnisca e per evitare infezioni 67

68 la cura dei capelli, il benessere fisico e lo stile di vita sono strettamente collegati tra loro L igiene nelle zone ricoperte da peli deve essere accurata, specialmente nei soggetti particolarmente pelosi, in quanto possono divenire ricettacolo di sporcizia L operatore si deve occupare anche della rasatura della barba su i malati che non sono in grado di provvedervi in modo autonomo (rasoi personali elettrici) 68

69 Le zone a rischio Zona sacrale: nei pazienti allettati e/o incontinenti l aggressività dei liquidi organici può ledere i tessuti; Zona genitale: specie nei pz. incontinenti (spt. con pannolone) conquesta parte del corpo è continuamente sottoposta all azione aggressiva di feci e urine; Glande: in questa zona, nel pz. non autosufficiente, frequentemente si formano secrezioni maleodoranti Pieghe inguinali: la particolare condizione di queste zone (umidità e scarsità di ossigeno all interno della plica cutanea) è il presupposto che può portare ad una macerazione cutanea; Solchi sottomammari: nelle pz. Femminili (obesi e non autosufficienti) possono insorgere macerazioni nella piega cutanea che si trova anteriormente. 69

70 LE CARATTERISTICHE DELLA CUTE IDRATAZIONE PH FLORA BATTERICA FILM IDROLIPIDICO 70

71 Film idrolipidico Viene prodotto dalle ghiandole sebacee insieme ad altri elementi quali la sudorazione e la traspirazione. Regola il Ph (tampone) Questa pellicola è indispensabile al mantenimento dell omeostasi cutanea (elasticità e plastica della cute e resistenza alle aggressioni ambientali) 71

72 Alterazioni del film idrolipidico / barriera cutanea La continua aggressione alla cute da parte di detergenti e sostanze chimiche ad azione irritante (solventi organici, saponi, soluzioni detergenti) puo' ad esempio danneggiare non soltanto la componente lipidica del film di superficie della cute, ma anche quella intercellulare dello strato corneo, compromettendone le sue capacita' di barriera. (esempio dermatite irritativa) 72

73 Le alterazioni quantità film idrolipidico Insufficiente presenza film idrolipidico (secchezza) Eccessiva presenza (desquamazione) 73

74 Idratazione Indicatore più importante dello stato di benessere della cute. Il contenuto di acqua nella cute è influenzato da: - film idrolipidico - le condizioni dello strato corneo (primo strato epidermide costituito da cheratinociti che gradatamente perdono compatezza e si desquamano) - i fattori naturali di idratazione 74

75 Il Ph Quello della cute è tendenzialmente acido (da 4.5 a 6.5). Nei casi in cui il Ph si sposta verso l alto (alcalinità), si crea una condizione in cui i microorganismi patogeni si moltiplicano e alcune sostanze, che concorrono a formare il film idrolipidico, si denaturano. 75

76 Le variazioni del Ph cutaneo: Aggressioni ambientali Detersione FUNZIONE TAMPONE DELLA CUTE :_ Lo strato corneo, ricoperto dal film idrolipidico formato da sostanze idro e liposolubili derivate dal sudore, dal sebo e da prodotti di disintegrazione delle cellule cornee, fornisce un sistema tampone a ph acido oscillante tra 5 e 5,6. Tale mantello acido è in grado di neutralizzare soluzioni diluite di alcali o acidi che entrino in suo contatto. 76

77 La flora batterica Nella cute dimorano dei microorganismi che costituiscono la flora batterica residente, indispensabile per avversare lo sviluppo e la moltiplicazione di germi patogeni che, invence, rappresentano la flora transitoria, sovente responsabile di infezioni. 77

78 ALCUNE INDICAZIONI SULL UTILIZZO DEI GUANTI 78

79 QUANDO UTILIZZARE I GUANTI? In situazioni cliniche in cui si può venire a contatto: - sangue, liquidi biologici, secrezioni, escrezioni e oggetti visibilmente sporchi di liquidi biologici 79

80 Esposizione diretta al paziente Contatto con il sangue Contatto con membrane mucose e cute non integra Potenziale presenza di microorganismi molto virulenti e pericolosi Situazioni epidemiche o di emergenze 80

81 Esposizione indiretta al paziente Vuotare il pappagallo o la padella Manipolare /pulire la strumentazione Manipolare i rifiuti / pulizia ambiente 81

82 I guanti devono essere: SOSTITUITI AD OGNI SINGOLO UTENTE SOSTITUITI DURANTE PROCEDURE EFFETTUATE SULLO STESSO UTENTE, SE SI ENTRA IN CONTATTO CON MATERIALE INFETTO RIMOSSI PRONTAMENTE DOPO L USO, PER EVITARE DI INQUINARE, TOCCANDOLI, OGGETTI NON CONTAMINATI E SUPERFICI AMBIENTALI SOSTITUITI QUANDO SI ROMPONO O SI LACERANO DOPO LA RIMOZIONE DEI GUANTI DEVE ESSERE IMMEDIATAMENTE EFFETTUATO IL LAVAGGIO DELLE MANI PER EVITARE IL TRASFERIMENTO DI GERMI AD ALTRI UTENTI O ALL AMBIENTE 82

83 Quando i guanti non sono indicati. Assenza di rischio potenziale di esposizione a sangue o liquidi corporei o ad un ambiente contaminato 83

84 E BENE RICORDARE : CHE I GUANTI POSSONO TRASFORMARSI DA STRUMENTO PROTETTIVO (DPI) IN MEZZO DI PROPAGAZIONE DELLE INFEZIONI VANNO RIMOSSI E SMALTITI CORRETTAMENTE 84

85 LE CURE IGIENICHE: Igiene del cavo orale Igiene degli occhi Igiene del naso Igiene delle orecchie Igiene intima nell uomo e nella donna Igiene dei piedi delle mani e la cura delle unghie Bagno a letto 85

86 IGIENE PERINEALE 86

87 COSA CONSISTE? Detersione della cute e delle mucose della zona compresa tra il pube e l ano. La zona perineale è una zona umida e favorisce lo sviluppo dei batteri e di cattivi odori (secrezioni, ghiandole sudoripare) Quando? - Almeno una volta al giorno - Tutte le volte che la persona è sporca e/o bagnata (pazienti incontinenti) 87

88 Con che cosa? - Detergente preferibilmente neutro - Salviette monouso o cotone idrofilo - Padella - Bricco - Tela cerata - Asciugamano o telo - Guanti 88

89 OBIETTIVI Diminuire la proliferazione batterica Rimuovere le secrezioni in eccesso Favorire il benessere Prevenire le infezioni, in particolare i pazienti portatori di catetere vescicale Migliorare il comfort del paziente 89

90 Come? - Lavare le mani - Indossare i guanti - Informare la persona sulla procedura da effettuare - Fare assumere alla persona il decubito supino - Posizionare la padella facendo flettere le gambe e alzare il bacino o ruotando la persona su un lato e poi di nuovo supina 90

91 Anatomia organo genitale maschile 91

92 Anatomia organo genitale femminile 92

93 Nell uomo 1) Eseguire la pulizia del pene come segue: a) Retrarre il prepuzio (se non circonciso) per scoprire il glande b) Pulire il glande con movimenti circolari a partire dal meato urinario verso l esterno c) Riportare il prepuzio nella posizione iniziale Cambiare la salvietta a ogni passaggio e ripetere l operazione più volte se necessario 93

94 94

95 7) Pulire lo scroto 8) Sciacquare bene e asciugare tamponando e non frizionando 9) Far ruotare la persona in decubito laterale e pulire la zona perianale procedendo dallo scroto verso l ano 10) Sciacquare bene e asciugare tamponando 11) Riposizionare la persona in modo confortevole 12) Pulire e riordinare il materiale utilizzato 13) Togliere i guanti 14) Lavare le mani 95

96 In presenza di catetere vescicale a permanenza è necessario asportare eventuali secrezioni presenti sul catetere in prossimità del meato uretrale con garze pulite procedendo con movimento rotatorio dal meato verso l esterno. (Si deve porre attenzione a non effettuare trazione sul catetere) dopo la detersione procedere al fissaggio. 96

97 Nella donna 6) Eseguire la pulizia della vagina come segue: Allargare le grandi labbra con pollice e indice della mano non dominante e con l altra mano procedere dal davanti verso il dietro 7) Sciacquare bene e asciugare tamponando e non frizionando 8) Far ruotare la persona in decubito laterale e pulire la zona perianale procedendo dalla vagina verso l ano 9 Sciacquare bene e asciugare tamponando 10) Riposizionare la persona in modo confortevole 11) Pulire e riordinare il materiale utilizzato 12) Togliere i guanti 13) Lavare le mani 97

98 98

99 99 Luca Cecchetto - Corso ASA 2010

100 Persone portatrici di CV 100

101 101

102 Sacchetti raccolta urine 102

103 103

104 Il posizionamento di un catetere esterno (condom) Quando? Quando la persona è incontinente e non è possibile o non sono sufficienti altri presidi per l incontinenza Con che cosa? Occorrente per l igiene perineale Guanti Padella Tela cerata Condom Sacca per la raccolta Strisce adesive per il fissaggio del catetere esterno 104

105 Tecnica Lavare le mani Indossare i guanti Informare la persona sulla procedura Sistemare il telo cerato e la biancheria per proteggere il letto Posizionare la persona in decubito supino Eseguire l igiene perineale Applicare il catetere srotolando la guaina sul pene Fissare la guaina sul pene Collegare il catetere esterno alla sacca di raccolta 105

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