Il Commercio Equo e Solidale

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Il Commercio Equo e Solidale"

Transcript

1 Il Commercio Equo e Solidale Prospe ive, Funzionamento e Critiche Sergio Bucci Paolo Forteleoni Massimo Deligios - 1 -

2 Sommario SVILUPPO ECONOMICO E POVERTA Misurare lo sviluppo Il PIL e la ricchezza misurata in consumo Altri strumenti per misurare lo sviluppo umano Ineguaglianza, povertà e confli i internazionali Aiuti e commerci internazionali Gli aiuti internazionali Il commercio internazionale IL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE Il comercio equo e solidale Nascita del commercio equo e solidale Cara eristiche del commercio equo e solidale Vecchi e nuovi obie ivi del commercio equo e solidale...19 CANALI DISTRIBUTIVI I distributori Il commercio equo e solidale in Europa La stru ura produ iva del commercio equo e solidale in Italia I trader italiani Le funzioni del commercio equo Ruolo delle istituzioni (FMI, Banca Mondiale, WTO) Qualche conclusione provvisoria...29 CERTIFICAZIONI E TUTELA Riconoscimento prodo i equo solidali Certificazioni di prodo o e di filiera Chi stabilisce i criteri del commercio equo e solidale Chi controlla i sogge i accreditati Chi controlla i prodo i certificati Problematiche a uali

3 Sommario I PREZZI La fase iniziale: accordi di fornitura e prezzo di partenza Metodo di produzione Accesso ai mercati 1: i dazi Accesso ai mercati 2: i sussidi La distribuzione Considerazioni finali...43 LE CRITICHE Distribuzione geografica nel mondo Produ ori e prezzo equo Prezzo equo e prezzo di mercato Strumento economico o mezzo di informazione?...51 TURISMO RESPONSABILE Generalità sul turismo Cara eristiche dei viaggi responsabili...53 FONTI Bibliografia Sitografia

4 SVILUPPO ECONOMICO E POVERTA Le varie regioni del mondo non hanno mai avuto un medesimo livello di sviluppo. Vi sono sempre state aree più sviluppate ed anche all interno di uno stesso Paese vi sono delle differenze sia in termini geografici sia in termini di categorie sociali. 1.1 Misurare lo sviluppo Il PIL e la ricchezza misurata in consumo I governanti dei Paesi occidentali danno grande importanza al PIL (Prodotto Interno Lordo) e, sopra u o durante la preparazione della Finanziaria, le diverse stime della sua crescita rimbalzano da un mass media all altro. Il problema è che nessuno dice cosa misuri il PIL. Il Prodotto Interno Lordo è il valore del reddito aggregato, in altre parole esso è la somma dei redditi di tu i gli individui presenti in un Paese nel periodo di tempo preso in considerazione. Può anche essere visto come la somma del valore dei beni e servizi finali prodo i nel Paese nell intervallo temporale considerato. Analizzando il PIL pro capite dei vari Paesi del mondo possiamo avere un primo quadro su come è distribuita la ricchezza nel mondo. Fonte: Human Development Report UNDP; dati in dollari 2003 L OECD è l Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). Ne fanno parte gli Stati dell UE, la Svizzera, la Turchia, gli USA, il Canada, il Messico, il Giappone, l Australia e la Nuova Zelanda. Nei Paesi in via di sviluppo sono inclusi gli stati del Sud-Est asiatico, dell America Latina e quelli Arabi. Da questo grafico è possibile vedere le prime differenze. Per facilitare l analisi abbiamo aggregato i dati in macrogruppi. Il coefficiente di variazione è molto ampio (quindi le medie o enute non sono mol

5 Capitolo 1 Sviluppo Economico e Povertà to rappresentative), sia su scala mondiale che all interno delle stesse macrocategorie. Per rendere l idea, considerando che la media mondiale è di $ pro capite, basti pensare che il campo di variazione è compreso tra il limite massimo di $ (è quello dei ci adini del Lussemburgo), scende a $ di un ci adino americano per arrivare al limite minimo di $ 548 di un ci adino della Sierra Leone (la media italiana è di $ ). Oltre a ciò, bisogna considerare che i dati sul PIL non ci indicano come la ricchezza si distribuisce all interno di una nazione (lo stesso problema del pollo di Trilussa). Infa i, all interno di Stati che vengono classificati ricchi possono esserci fasce di popolazione che vivono in condizioni di povertà, mentre nei Paesi classificati poveri sono presenti fasce di popolazione ancora più povere di quanto misurato. Ecco che, seppur il PIL pro capite medio dei Paesi so osviluppati è pari a $ 2.168, il 20% della popolazione mondiale vive con meno di $ 1 al giorno (quindi il PIL pro capite è inferiore a $ 365), mentre un altro 20% vive con un reddito compreso tra $ 1 2, cioè con un PIL pro capite compreso tra $ Perciò, all interno di questi Paesi c è qualche benestante ed una moltitudine di persone che quotidianamente lo a contro la morte. Conti alla mano, il 40% della popolazione mondiale si accontenta del 5% del reddito globale, mentre il 10% della popolazione, quasi tu a concentrata nei Paesi OECD sviluppati, ha a disposizione il 54% del reddito prodo o. A questo punto è ancor più chiaro che le aree del mondo dove si concentra la ricchezza non corrispondono alle zone in cui si concentra la popolazione. Con $ 300 miliardi (stime UNDP) si riuscirebbe a portare tu a la popolazione a vivere con più di $ 1 al giorno (cioè 1 miliardo di persone supererebbe la soglia di estrema povertà). L ammontare necessario è pari all 1,6% del PIL dei Paesi OCSE. Con $ 7 miliardi (sempre stime UNDP) si garantirebbe a 2,6 miliardi di persone l accesso all acqua potabile (la cifra necessaria è pari a quanto spendono gli Europei in profumi, meno di quanto spendono gli Americani in chirurgia estetica). Il valore di 3 giorni di spesa militare corrisponde al budget annuale dell ONU per comba ere l AIDS. Per ogni $1 speso in aiuti dai Paesi Occidentali, essi ne spendono $10 in armamenti. Statistiche a parte, bisogna anche ricordare che dietro ai numeri ci sono le speranze e le vite della gente e che i costi umani non potranno mai essere rappresentati da semplici cifre 1. Il PIL non considera la salute dei nostri figli, la qualità della loro istruzione, la gioia dei loro giochi. Non considera rilevanti la bellezza della nostra poesia o la forza dei nostri matrimoni, l intelligenza del diba ito politico o l integrità dei pubblici funzionari. Non misura né il coraggio, né le speranze, né la fede del nostro paese. Misura tu o, fuorché ciò che rende la vita degna di essere vissuta; può dirci tu o dell America, meno la ragione per la quale siamo orgogliosi di essere americani (sen. Robert Kennedy 1968). Il PIL, infa i, non misura né la qualità della vita né il livello di preservazione 1 Da Human Development Report 2005, pag. 4 - United Nations Development Program - 5 -

6 Capitolo 1 Sviluppo Economico e Povertà della qualità dell ambiente in cui viviamo. Anzi, paradossalmente, un livello di inquinamento più elevato crea danni alla salute e porta alla necessità di a uare delle politiche di disinquinamento; entrambi gli effe i presuppongono l acquisto di beni e servizi (spesa sanitaria, ecc.) e quindi vanno ad incrementare il PIL, migliorando, in una visione molto ristre a, la situazione del sistema economico preso in considerazione. I dati sul PIL, infine, non indicano il livello di uguaglianza sociale, di rispe o dei diri i dell uomo e di libertà. Accade anche nei Paesi ricchi che i bambini siano diversi già prima della nascita (in termini di assistenza alle future mamme), sia a causa dell etnia dei loro genitori o del loro livello di reddito, che per il sesso del nascituro. Il sesso è spesso uno dei fa ori maggiormente discriminanti sopra u o nei Paesi mediorientali e del sud-est asiatico, ma anche da noi nascere donna non sempre significa avere le medesime opportunità degli uomini. Box 1 Ineguaglianze negli Stati Uniti d America I Paesi appartenenti all OCSE spendono in media il 13% del PIL in assistenza sanitaria. Negli USA si spende il doppio. Nonostante ciò, l accesso all assistenza sanitaria è notevolmente limitato a causa di profonde disuguaglianze sociali connesse alle cara eristiche dei ci adini, come il livello di reddito, la copertura assicurativa, la razza e l ubicazione geografica. Il tasso di mortalità infantile è più alto rispe o alla media dei Paesi sviluppati ed è uguale a quello della Malesia (circa il 7 ) e varia molto in base all etnia del nuovo nato: se bianco, il tasso si avvicina al 6 (comunque quasi il doppio rispe o a quello giapponese), mentre se è un afroamericano, il tasso supera il 14 (è uguale al tasso di alcuni stati dell India). La sua mamma ha il doppio di probabilità di partorire un bambino so opeso rispe o ad una mamma bianca ed il bimbo nero ha il doppio di probabilità di morire prima del suo primo compleanno rispe o ad un connazionale bianco. Le differenze non si fermano solo all etnia, ma si estendono al reddito. Un bambino nato in una famiglia appartenente al 5% più ricco della popolazione ha una speranza di vita del 25% più lunga rispe o al suo connazionale nato da una famiglia che fa parte del 5% più povero. Gli USA sono l unico Paese ricco a non fornire un assistenza sanitaria di base. L elevato costo dei tra amenti rappresenta una barriera d accesso insormontabile per il 40% dei ci adini che non sono assicurati, i quali non possono neanche perme ersi nessun tipo di controllo sanitario preventivo. L innovativa ricerca medica americana perme e di salvare ogni anno circa vite. L assenza di un sistema di prevenzione ed assistenza sanitaria di base ne uccide, nello stesso periodo, circa Le disuguaglianze si estendono anche in altri se ori (istruzione, occasioni lavorative, ecc.). Fonte: Human Developmente Report 2005, pag UNDP - 6 -

7 Capitolo 1 Sviluppo Economico e Povertà Box 2 Il muro del purdah Per via delle regole del purdah (le eralmente velo, cortina) le donne sono fortemente discriminate. Il termine comprende una serie di pratiche legate all ingiunzione coranica di proteggere la virtù e la modestia delle donne. Nella versione più restri iva, si fa obbligo alle donne di nascondersi alla vista degli uomini, salvo i familiari più stre i. Spesso, nelle famiglie conservatrici, le donne non escono di casa neanche per andare a trovare i vicini. Anche dove il purdah non è stre amente osservato, la famiglia, i costumi, la tradizione e il decoro fanno sì che nelle campagne del Bangladesh i rapporti tra uomini e donne rimangano estremamente formali. La fame e la povertà riguardano più le donne degli uomini. Se in una famiglia qualcuno deve soffrire la fame, sarà sicuramente la donna. Ed è sempre la donna, in quanto madre, a vivere la traumatica esperienza di non essere in grado di sfamare i bambini con il proprio la e in tempi di penuria e carestia. Nella società del Bangladesh la donna povera vive nell insicurezza più totale. È insicura nella casa del marito, il quale la usa come un ogge o anche per sfogarsi di tu i i torti che ha subito durante il giorno e dalla quale può essere estromessa in qualsiasi momento. Non sa né leggere né scrivere e solitamente non le è permesso neanche di uscire di casa per guadagnarsi da vivere. Fonte: Il banchiere dei Poveri, pag.91 Mohammad Yunus (premio Nobel per la Pace 2006) - Feltrinelli, 2006 Il primo esempio di disuguaglianza è legato all origine etnica ed al livello di reddito delle persone ed è riferito ad un Paese che consideriamo ricco e democratico. Il secondo, invece, è una delle tante storie di discriminazione sessuale. Differenti opportunità sono anche legate al luogo in cui si nasce. Box 3 L istruzione La differenza nelle opportunità di ricevere un istruzione, seppur di base, rimangono elevatissime. In linea generale, un bambino che nasce oggi in Mozambico può sperare di ricevere circa qua ro anni di istruzione pubblica di base. Un suo coetaneo francese riceverà sicuramente almeno quindici anni di formazione, sia di base che di alto livello. Le ineguaglianze di oggi nel se ore dell educazione dei giovani diventeranno le disuguaglianze sociali ed economiche di domani. Fonte: Human Development Report 2005, pag.24 UNDP Dopo quanto de o sopra, forse, non è irrazionale concepire lo sviluppo come un diri o dell uomo e non come un aumento di punti percentuali di PIL 2. 2 Mohammad Yunus - Il Banchiere dei Poveri, pag.28 - Universale Economica Feltrinelli,

8 Capitolo 1 Sviluppo Economico e Povertà Altri strumenti per misurare lo sviluppo umano Nel precedente paragrafo abbiamo analizzato il PIL ed i suoi limiti. Abbiamo anche constatato come il PIL non consideri come la ricchezza si distribuisca all interno di un Paese, né misuri i diri i e le libertà individuali. Spesso ci raccontano di quanto sia importante andare in luoghi più arretrati a portare libertà o democrazia. Sicuramente esse sono conquiste importantissime che ci hanno permesso di progredire, ma a cosa serve la libertà se la gente è povera, analfabeta, discriminata o minacciata da confli i armati? 3 La globalizzazione ci ha permesso di o enere uno sviluppo economico rapido, grazie a miglioramenti tecnologici e all espansione dei mercati e degli investimenti. Purtroppo, tu a questa prosperità non sempre si è trado a in un miglioramento delle condizioni di vita dei più poveri, anzi talvolta questi hanno pagato il prezzo di una crescita economica selvaggia e senza regole. Il miglioramento delle condizioni di vita viaggia ad un ritmo molto più lento rispe o alla crescita economica ed il divario fra ricchi e poveri tende ad aumentare. L Indice di Sviluppo Umano (HDI) ci aiuta a misurare sia la crescita economica che il cambiamento delle condizioni di vita. Si basa su tre indicatori principali: reddito, istruzione e salute. Non è un indicatore completo, ma almeno tenta di andare oltre il PIL. Il reddito viene considerato solo come un mezzo per migliorare le condizioni di vita. Per esempio, una variazione positiva della situazione reddituale potrebbe essere compensata da una variazione negativa del livello d istruzione e quindi l indice non si sposta. L HDI ha valori compresi fra un minimo di 0 ed un massimo di 1. Fonte: nostra elaborazione su dati Human Development Report Da Human Development Report 2005, pag.18 - UNDP - 8 -

9 Capitolo 1 Sviluppo Economico e Povertà Come si può notare anche da questo grafico, il risultato più alto si ha sempre nei Paesi più sviluppati, ma le differenze fra gli aggregati sono meno marcate (sintomo del fa o che anche all interno dei Paesi ricchi vi sono fasce di popolazione che non hanno pieno accesso ai servizi sociali). Il valore medio a livello mondiale è pari a 0,741, il campo di variazione è compreso fra lo 0,963 della Norvegia e lo 0,281 del Niger (l Italia è dicio esima con un indice pari a 0,934). Indicatori ancora più efficaci sono quelli che riguardano i bambini. Essi sono la fascia sociale più debole, che richiedono al sistema sociale di prestargli particolari a enzioni. Il più significativo è sicuramente il tasso di mortalità nei primi cinque anni di vita (bambini morti ogni 1000 nati vivi fonte: nostra elaborazione su dati UNDP). Fonte: nostra elaborazione su dati HDR UNDP Ancora una volta l ubicazione geografica ed il reddito sono discriminanti notevoli nel determinare la qualità e l aspettativa di vita delle persone. Una riflessione va fa a sulla Nigeria, Paese che sta divenendo noto sui mass media a causa dei continui assalti delle popolazioni ribelli alle stazioni di pompaggio del petrolio. È lo Stato africano che esporta la maggior quantità di petrolio e che perciò dovrebbe essere abbastanza ricco. Ma i proventi del petrolio evidentemente non si fermano lì (il PIL pro capite del 2003 è pari a $ 1.050); ciò fa presumere un certo sfru amento da parte degli stranieri. Sono secondi nella classifica mondiale per numero di bambini che muoiono prima di compiere cinque anni e, sempre secondo le stime delle Nazioni Unite, una donna su dicio o muore per complicazioni legate alla gravidanza (in Canada ne muore una su 8.700) 4. Senza addentrarsi in più approfondite riflessioni (e senza voler giustificare l uso della violenza), vista l enorme 4 Da Human Development Report 2005, pag.32 - UNDP - 9 -

10 Capitolo 1 Sviluppo Economico e Povertà ricchezza di materie prime presenti nel Paese, forse questi sono già elementi sufficienti a dare una spiegazione alla nascita del movimento ribelle del delta del Niger (il Mend), che comba e contro lo sfru amento straniero (probabilmente, quindi, questi non sono movimenti appoggiati per ragioni religiose, ma spinti dalla ricerca di una vita più sicura e dignitosa). Vi sono anche altri indicatori (aspettativa di vita, qualità ambientale, ecc) che non verranno analizzati in questa sede, in quanto il nostro obie ivo era quello di rendere noto che si può andare anche oltre il PIL. 1.2 Ineguaglianza, povertà e confli i internazionali Dopo questa breve riflessione sui limiti del PIL e gli strumenti alternativi per misurare lo sviluppo di una società ci si potrebbe chiedere cosa c entri tu o ciò con il commercio equo e sostenibile. È lecito domandarsi se e perché la disuguaglianza sono importanti. Nel 1945, il segretario di Stato Americano Edward R. Ste inius affermò che la sicurezza dell umanità era connessa a due elementi fondamentali ed alla loro relazione: la ba aglia per la pace deve essere comba uta su due fronti. Il primo è quello della sicurezza, dove vi oria è sinonimo di libertà dalla paura. Il secondo è il fronte economico e sociale, dove vi oria significa libertà dalla povertà. Solo la vi oria su entrambi i fronti può assicurare al mondo una pace duratura. 5 Ecco che da questa riflessione si può iniziare a considerare lo sviluppo di tu a l umanità come un obie ivo fondamentale per il benessere di tu i. Cercare di ridurre le differenze fra ricchi e poveri non è un operazione a saldo zero. Aumentare le opportunità per le genti delle nazioni povere affinché anch esse abbiano una vita sana e duratura e possano assicurare ai propri figli un istruzione decente che gli perme a di uscire dalla povertà non si traduce con una diminuzione di benessere delle nazioni ricche. Anzi, in un mondo che tende sempre più ad abba ere le barriere, tu o ciò contribuirà ad aumentare la sicurezza di tu i. Un mondo senza barriere che si regge sulla povertà di massa è economicamente inefficiente, politicamente insostenibile e moralmente indifendibile 6. Le profonde differenze economiche e le ingiustizie sociali sono serbatoi sempre pieni che alimentano i confli i armati, il commercio di schiavi ed i flussi migratori e che, seppur i fenomeni che li causano sono geograficamente lontano da noi, di tanto in tanto gli effe i di questo modello di sviluppo bussano alla nostra porta di casa. 5 La traduzione è nostra 6 Da Human Development Report 2005, pag.12 - UNDP

11 Capitolo 1 Sviluppo Economico e Povertà Box 4 Le guerre nascoste Spesso il costo dei confli i sullo sviluppo umano non è ben conosciuto, anzi non sono conosciute neanche le guerre. Nella Repubblica Democratica del Congo, le vi ime a ribuibili alla guerra civile hanno superato il numero di vi ime che il Regno Unito ha subito nei due confli i mondiali messi insieme. La guerra del Darfur ha creato 2 milioni di profughi. Le vi ime umane di questi confli i solo saltuariamente finiscono nei telegiornali. Ma, i danni più pesanti sono nascosti e minano le possibilità di sviluppo di lungo periodo. I confli i generano carestie e me ono a repentaglio la salute delle persone, distruggono le scuole, devastano i villaggi e le ci à ed allontanano le prospe ive di crescita economica. Si comba e in nome della diversità etnica o religiosa, ma la vera ragione di queste guerre è il controllo delle risorse naturali (acqua, petrolio, diamanti ed altre pietre preziose). Il tu o è alimentato dall intervento dei Paesi esterni che qualche volta inviano proprie truppe (Somalia, Afghanistan, Iraq per citarne alcune), ma sempre si preoccupano di fornire alle opposte fazioni in guerra un numero sufficiente di armi (solo le armi leggere, nei Paesi so osviluppati, uccidono circa persone l anno). Fonte: Rapporto sullo Sviluppo Umano 2005, pag.19 - UNDP L estrema povertà di massa non necessariamente porta ad un confli o armato, poiché nel legame fra disuguaglianza e violenza spesso intervengono anche altri fa ori. La disuguaglianza può essere sia verticale (fra classi sociali) che orizzontale (fra diverse regioni). Sicuramente l estrema povertà ed un alto livello di disuguaglianza possono costituire delle basi forti per il sorgere di violenze fra diversi gruppi sociali. Fa ore scatenante il confli o è spesso dato dalla presenza di una risorsa naturale. Tra il 1990 ed il 2002 il mondo ha visto più di 17 guerre per il controllo delle risorse naturali: diamanti in Angola e Sierra Leone, diamanti e legno in Liberia, rame, oro e legno nella Repubblica Democratica del Congo. Spesso nei confli i intervengono anche i Paesi vicini che sfruttano l occasione per appoggiare la fazione che gli garantirà le migliori forniture di queste materie. La guerra interrompe i commerci, inasprisce la povertà, favorisce le mala ie e genera flussi umani in fuga che cercano aree più tranquille. Alimenta i movimenti estremisti e fa sì che diminuisca il livello generale di sicurezza a livello mondiale. La povertà non genera necessariamente una guerra e spesso concedere alla gente un altra alternativa per migliorare la propria situazione impedisce il formarsi ed il radicarsi di correnti violente e rivoluzionarie. La ba aglia contro la povertà ha lo scopo umanitario di impedire che degli individui muoiano di fame. Ma perme e di raggiungere anche un altro importante risultato che forse è più difficile da cogliere ed è quello della dimensione sociale e politica. Essa non solo libera il povero dalla fame, ma lo libera anche dalla soggezione politica

12 Capitolo 1 Sviluppo Economico e Povertà 1.3 Aiuti e commerci internazionali Gli aiuti internazionali Gli aiuti internazionali sono l arma più utilizzata per contrastare la povertà ed i problemi ad essa connessi. A ualmente, però, non si massimizza il risultato o enibile, a causa di inefficienze di gestione degli stessi e di determinazione degli obiettivi che si intendono raggiungere e dei metodi per farlo. Inoltre, spesso, i Paesi ricchi vedono gli aiuti come una forma di carità, non scorgendo in essi un buon mezzo, in un modo sempre più interconnesso, per raggiungere una maggiore sicurezza e condividere una più ampia prosperità. In linea generale, gli aiuti internazionali si traducono in investimenti per la realizzazione di infrastru ure ed altre opere primarie nei Paesi poveri. Il problema è costituito dal fa o che per realizzare tali opere la manodopera locale non è in grado di fare molto di più che semplici lavori di manovalanza a basso valore aggiunto (il resto dell opera viene realizzato da sogge i provenienti dal Paese donatore o da altro Paese ricco). Inoltre, terminata l opera, per esempio la realizzazione di un acquedo o, il Paese ricco me e tu o in mano alla popolazione locale, senza insegnarle come utilizzare quanto costruito né come effe uare la manutenzione; di conseguenza, non vi è alcun miglioramento delle condizioni di vita del Paese, ma il beneficio principale è stato a favore del donatore stesso. Box 5 Gli aiuti internazionali in Bangladesh Dal 1972 al 1997 sono affluiti qualcosa come $ 30 miliardi di aiuti stranieri. Quest anno il contributo dall estero sarà di circa $ 2 miliardi. Ma dov è andato a finire tu o quel denaro? Visitando i nostri villaggi non si vede traccia di tanta munificenza sui volti degli abitanti. Dov è finito, dunque, il denaro? Risalendo la filiera dei fondi si fanno scoperte poco lusinghiere sul conto sia dei donatori sia dei beneficiari. Circa i tre quarti dell ammontare complessivo degli aiuti stranieri sono spesi nel Paese donatore: insomma, le donazioni sono diventate un mezzo, per il Paese ricco, di dar lavoro ai propri abitanti e di vendere i propri prodo i. Quanto all ultimo quarto, finisce quasi per intero ad arricchire una piccola elite bengalese di consulenti, imprenditori, burocrati e funzionari corro i, che lo spendono in prodo i d importazione o lo trasferiscono sui conti correnti stranieri, il che non apporta alcun beneficio alla nostra economia. Lo spreco dei fondi internazionali rappresenta una doppia tragedia per il Bangladesh. Usati con più a enzione quei fondi potrebbero in larga misura contribuire a migliorare le condizioni di vita nelle zone rurali e nelle bidonville. Per esempio, se anche solo due miliardi di dollari fossero consegnati dire amente alle famiglie bengalesi più povere, circa la metà della nostra popolazione si vedrebbe assegnare circa $ 200 a titolo individuale. I beneficiari lo userebbero principalmente per acquistare beni e servizi prodo i sia dalle famiglie povere beneficiarie del proge o sia da sogge i diversi, apportando così nuova linfa all economia rurale (grazie al moltiplicatore della spesa pubblica, ndr)

13 Capitolo 1 Sviluppo Economico e Povertà Di solito, invece, i fondi servono a costruire strade, ponti ed altre infrastru ure, che si presume andranno ad aiutare i poveri a lunga scadenza. Ma sulla lunga scadenza si ha ampiamente il tempo di morire e degli aiuti i poveri non vedono neanche il colore. Gli aiuti vengono sempre consegnati ai governi, aumentando la burocrazia, l inefficienza e gli sprechi. Se si vuole davvero che l aiuto riesca ad incidere nella vita dei poveri, bisogna far sì che esso arrivi dire amente nelle case. Fonte: Il banchiere dei Poveri, pag.10 Mohammad Yunus - Universale Economica Feltrinelli, 2006 Quella riportata è ovviamente un opinione personale relativa alla situazione in un determinato Paese e per questo motivo non è necessariamente vera ed è susce ibile di essere contradde a. Certo è che, se dopo che per decenni i Paesi ricchi hanno riversato fiumi di denaro su quelli poveri senza riuscire ad estirpare le cause della povertà (dato che il 40% della popolazione mondiale vive con meno di $2 al giorno), siamo certi che il sistema degli aiuti internazionali debba essere rivisto. Bisogna riconoscere, tu avia, che grazie agli aiuti internazionali è possibile raggiungere risultati positivi sopra u o nell assistenza ai bambini. Box 6 Risultati dei finanziamenti condizionati nei Paesi dell America Latina I programmi di finanziamento condizionati a fondo perduto in molti Paesi dell America Latina forniscono assistenza monetaria alle famiglie povere a condizione che vengano assunti dei comportamenti di sviluppo umano, come la frequentazione delle scuole o la partecipazione ai programmi sanitari. Questi proge i hanno dimostrato di avere un impa o positivo sull educazione, la salute e la riduzione della povertà. Per quanto riguarda le iscrizioni nelle scuole, in Messico sono aumentate del 14% quelle delle ragazze ed dell 8% quelle dei ragazzi. In Colombia i ragazzi frequentanti delle aree rurali fra i 12 ed i 17 anni sono aumentati del 10 %, mentre in Equador le iscrizioni nella scuola primaria sono aumentate del 10%. Questi proge i hanno contribuito, di conseguenza, anche alla riduzione del lavoro minorile. In Nicaragua la probabilità per un bambino fra i 7 ed i 13 anni di lavorare è diminuita del 5%, mentre per un ragazzo messicano fra gli 8 ed i 17 anni è diminuita del 10-14%. I programmi di assistenza sanitaria hanno permesso un numero maggiore di vaccinazioni, una diminuzione dei tassi di mortalità infantile ed hanno aumentato il peso e l altezza dei bambini con meno di qua ro anni di età. Fonte: Annual Review of Development 2006, pag.7 World Bank

14 Capitolo 1 Sviluppo Economico e Povertà In aggiunta a quanto già de o, bisogna assicurarsi che l aiuto non si configuri come una semplice elemosina. Questo è un gesto che serve solo a calmare la coscienza, ma non riesce realmente a risolvere il problema, anzi ci esime dall affrontarlo nella sostanza. Talvolta diventa persino dannoso. Traducendo il problema alla vita quotidiana, fare l elemosina ad un mendicante al semaforo lo aiuta ad entrare in un circolo vizioso senza via d uscita. Il mendicante trascorrerà la vita passando da un auto all altra. Per affrontare onestamente il problema dovremmo impegnarci ad avviare un processo: se il donatore aprisse la portiera e chiedesse al mendicante qual è il suo problema, come si chiama, quanti anni ha, che cosa sa fare, se ha bisogno di assistenza medica e così via, quello sarebbe un modo per aiutarlo davvero. Ma allungare una moneta significa implicitamente invitare il mendicante a sparire, è un modo per sbarazzarsi comodamente del problema. Con ciò non si vuole sostenere che si debba ignorare il dovere morale di aiutare, o l istinto a soccorrere i bisognosi; si afferma solo che l aiuto deve assumere una forma diversa. In ogni caso, mendicare priva l uomo della sua dignità, togliendogli l incentivo a provvedere alle proprie necessità con il lavoro, lo rende passivo e incline ad una mentalità parassitaria: perché faticare, quando basta tendere la mano per guadagnarsi la vita? Il meccanismo che opera sul piano individuale è lo stesso che interviene più in grande nel campo degli aiuti internazionali. La dipendenza dal soccorso internazionale favorisce quei governi che più si dimostrano capaci nell a irare nel proprio Paese i contributi. Per esempio, acce are gli aiuti alimentari significa perpetuare la carenza di quel tipo di beni in quanto nessuno li produrrà perché non potrebbe venderli in quanto qualcun altro li regala 7. Probabilmente, quindi, gli aiuti internazionali dovrebbero trasformarsi in un aiuto internazionale a porre fine definitivamente alla condizione di povertà dei singoli individui. 7 Mohammad Yunus - Il banchiere dei Poveri, pagg Universale Economica Feltrinelli,

15 Capitolo 1 Sviluppo Economico e Povertà Il commercio internazionale Un modo sicuramente migliore di sviluppare i sistemi economici di tu i i Paesi è dato dal commercio internazionale. Grazie ai cosidde i vantaggi comparati, ognuno si specializza in ciò che sa fare meglio e scambia i prodo i così o enuti con i propri vicini. Per esempio, un Paese potrebbe essere in grado di produrre sia più grano che più automobili del proprio vicino. Nonostante ciò, per lui potrebbe comunque essere conveniente specializzarsi maggiormente nella produzione di automobili ed importare dal vicino parte del grano che gli occorre. Lo sviluppo dei mezzi di trasporto e dei sistemi di comunicazione ha dato linfa vitale alla crescita del commercio internazionale negli ultimi decenni, facendolo diventare un fa ore trainante della crescita economica mondiale. Esso è stato anche sostenuto da politiche di abba imento dei dazi doganali e di miglioramento dei rapporti politici internazionali. Il mondo è diventato un grande mercato. A questo punto potrebbe interessarci il funzionamento di un mercato per capire a favore di chi vanno i benefici che esso produce. Il mercato tende quasi sempre a massimizzare il risultato o enibile in un o ica di breve periodo (anche se la storia ci ha insegnato che sono possibili degli equilibri di so outilizzo dei fa ori, che per semplificare l analisi non prendiamo in considerazione). In un mercato in concorrenza perfe a è l insieme degli a ori presenti a determinare l equilibrio, cioè le quantità da produrre ed il prezzo a cui venderle. In questo modo si o iene il beneficio massimo e questo viene ripartito in modo equo (in base all elasticità delle curve di domanda e offerta) fra consumatori e produ ori. Purtroppo, i mercati in concorrenza perfe a praticamente non esistono, ma il mercato assume solitamente la forma di monopolio, concorrenza monopolistica o al massimo oligopolio. Ciò significa che l equilibrio del mercato (cioè prezzo e quantità) viene determinato solo da uno o comunque pochi a ori presenti (che esercitano il cosidde o potere di mercato), che distorcono sia l equilibrio che la ripartizione del beneficio derivante dagli scambi. Con il monopolio, per esempio, si produce una quantità di prodo o minore di quella che si produrrebbe in concorrenza perfetta, la si vende ad un prezzo più alto e si genera una perdita secca (cioè una parte di consumatori non possono più realizzare lo scambio). Inoltre, il beneficio viene ripartito principalmente in favore del produ ore. Il sogge o possessore del potere di mercato si identifica con il più ricco o comunque con colui che è in grado di esercitare una forza maggiore (economica, politica, militare, ecc). Il conce o si può applicare sia a mercati circoscri i di beni e servizi, che ai commerci internazionali che ai rapporti fra Stati o gruppi di Stati. In un sistema lasciato al libero mercato la ricchezza tende, quindi, a concentrarsi nelle mani di chi è già ricco, poiché il maggior beneficio derivante dallo scambio va a favore del detentore del potere di mercato. Ma è anche possibile che il mercato sia regolato e stru urato in modo tale da essere vantaggioso per tu i

16 IL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE 2.1 Il comercio equo e solidale Proprio per una critica al modello commerciale tradizionale nasce il Commercio Equo e Solidale. Una presa di fatto del fallimento di una politica economica che ha creato forti squilibri nella distribuzione della ricchezza. Questo commercio fin dalla sua nascita è stato accompagnato dallo slogan: Trade non Aid, Commercio non aiuti. Perché si è subito voluto so olineare che era ed è molto più importante fornire gli strumenti per uscire autonomamente da situazioni di povertà, senza dipendere solamente da aiuti esterni, che possono creare dipendenze e scoraggiare i locali. Innanzitu o questo commercio vuole offrire un mercato per i produ ori del Sud del Mondo, i quali in questo modo possono produrre sia per esportare che per il mercato interno. 2.2 Nascita del commercio equo e solidale Questo tipo di commercio viene fatto risalire alla fine degli anni cinquanta, quando nasce S.O.S. Wereldhandel, una fondazione creata da un gruppo di giovani del partito Ca olico olandese a Kerkrade. Essi rimangono impressionati dalle notizie di povertà e fame provenienti dalla Sicilia e per questo vogliono raccogliere la e in polvere. Nello stesso periodo, OXFAM, un ONG inglese fondata da un gruppo di quaccheri e da altri gruppi religiosi, si rese conto che una delle necessità di base delle popolazioni del Sud del mondo era trovare un mercato per i propri prodo i. In questo modo non erano più mendicanti bisognosi di elemosine, ma partner commerciali che ricevevano un giusto prezzo per le loro produzioni. Da queste esperienze nascono le prime Centrali d importazione, in Italia la prima vera esperienza si ha a Morbegno in provincia di Sondrio, dove nasce nel 1976 la Coop. Sir John Ltd che nel 1979 avvia la vendita di prodo i artigianali in juta del Bangladesh. 2.3 Cara eristiche del commercio equo e solidale Possiamo riassumere il perché il Commercio equo e solidale viene definito un mercato alternativo in queste definizioni: 1) Lavora con i produ ori e i lavoratori che si trovano ai margini del mercato tradizionale, con essi hanno rapporti commerciali dire i e di lungo periodo, per consentire la pianificazione del loro futuro con più certezza; 2) Viene pagato un prezzo equo che garantisce a tu e le organizzazioni un giusto guadagno. Il prezzo equo è concordato con il produ ore stesso sulla base del co

17 Capitolo 2 Il Commercio Equo e Solidale sto delle materie prime, di una giusta retribuzione del lavoro svolto, più un premio destinato a finanziare proge i di sviluppo decisi e gestiti dai produ ori; 3) I produ ori provengono dire amente da comunità, villaggi e cooperative che sono a ente alla reale partecipazione alle decisioni da parte di tu i i lavoratori; 4) Rispe a l ambiente privilegiando e promuovendo le produzioni biologiche, l uso di materiali riciclabili e processi produ ivi e distributivi a basso impa o ambientale; 5) Garantisce condizioni di lavoro che rispe ano i diri i dei lavoratori sanciti dalle Convenzioni dell Organizzazione Internazionale del Lavoro; 6) Non ricorre al lavoro infantile e rispe a le convenzioni internazionali sui diri i dell infanzia; 7) I produ ori hanno diri o di richiedere prefinanziamenti fino al 50% del valore del contra o per evitare di cadere nelle mani degli usurai; 8) È trasparente verso i consumatori, che possono conoscere l effe iva composizione del prezzo; 9) Promuove azioni informative, educative e politiche sul Commercio Equo e Solidale, sui rapporti fra Paesi svantaggiati ed economicamente sviluppati. Gli a ori che agiscono all interno del Commercio Equo e Solidale sono: I produ ori; Le centrali d importazione; Le bo eghe del mondo; La grande distribuzione; Il consumatore. Un esempio che possiamo riportare dei produ ori è quello chiamato UCIRI. Per UCIRI si intende l Union de las Comunidades Indigenas de la Regiòn del Istmo, questo proge o è nato nel 1983 da cinquecento famiglie di indigeni Zapotecos, Mixes e Chontales residenti in tre diversi villaggi della regione montuosa di Oaxaca, nel Sud del Messico, dopo soli due anni le famiglie erano 1500, originarie di 17 comunità. Ora le comunità sono già 54, per un totale di 2549 famiglie. Proprio UCIRI rappresenta come un proge o riuscito riesca a far progredire un intera area. Qui si produce caffè e tu a la produzione è biologica certificata, inoltre l 80% della produzione viene esportato nel mercato internazionale del commercio equo, in Europa, negli Stati Uniti, in Canada e recentemente anche in Giappone. Le entrate apportate dalla vendita di caffè hanno consentito notevoli investimenti nella salute e nell alloggio, inoltre c è stato anche un tentativo di diversificazione della produzione, con un apertura di una fabbrica di jeans e la produzione di fru a. L obbie ivo primario di questo proge o rimane la creazione di un mercato interni di caffè a prezzo equo, infa i uno dei successi più recenti è stato proprio l apertura di una coffe house nella ci à di Ixtepec. Uno degli anelli fondamentali nella catena della produzione al consumo dei

18 Capitolo 2 Il Commercio Equo e Solidale prodo i del commercio equo e solidale sono proprio le Centrali d importazione. Esse curano i rapporti con i produ ori e la diffusione dei prodo i ai canali di vendita, vengono chiamate Alternative Trade Organizations (ATOs) Le ATOs si occupano di trovare o creare mercati di sbocco nei Paesi del Nord per i prodo i del Sud del Mondo. Nei paesi del Nord del Mondo rivestono un grande ruolo politico-sociale, facendosi promotrici di campagne di sensibilizzazione nei confronti dei consumatori e utilizzando risorse e strumenti per fare pressione sulle istituzioni affinché sostengano le realtà e i principi del Commercio equo. Le Bo eghe del Mondo sono i distributori ultimi dei prodo i del commercio equo e solidale. Nel mondo sono circa 4000, mentre in Italia sui 450. In esse operano come volontari circa 6000 persone che offrono il loro tempo libero per stare nelle bo eghe e portare avanti il commercio equo. Le bo eghe non si limitano solo a vendere i prodo i provenienti dal Sud del Mondo, ma si occupano di fare opera di sensibilizzazione, informazione e promozione sui temi del commercio equo e sociale e solidale. La maggior parte vendono anche prodo i biologici e alcune addirittura vendono viaggi di turismo responsabile, investimenti ed assicurazioni etiche, contra i per compagnie telefoniche no profit e altro ancora. Ormai c è la possibilità di trovare alcuni prodo i alimentari equi e solidali anche in alcune catene di supermercati. Le centrali d importazione però in questi casi applicano una serie di vincoli e condizioni commerciali fisse e non tra abili, come il prezzo fisso al consumatore, un azione informativa e culturale negli spazi dei supermercati. Infine, ma non per importanza, vi è il consumatore, infa i esso è colui che ha il potere più grande all interno di questa catena, cioè il potere d acquisto. Coloro che appoggiano il Commercio Equo chiedono al consumatore di trasformare il suo a o quotidiano di fare la spesa in un vero a o di giustizia e responsabilità acquistando i prodo i del Commercio Equo

19 Capitolo 2 Il Commercio Equo e Solidale 2.4 Vecchi e nuovi obie ivi del commercio equo e solidale Nella Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale sono riportati gli obie ivi che si proponeva e si propone questo tipo di commercio. Punta a: migliorare le condizioni di vita dei produ ori aumentandone l accesso al mercato, pagando un prezzo migliore ed assicurando continuità nelle relazioni commerciali; promuovere opportunità di sviluppo per produ ori svantaggiati; divulgare informazioni sui meccanismi economici e stimolare nei consumatori la crescita di un a eggiamento alternativo al modello economico dominante; proteggere i diri i umani promuovendo giustizia sociale, sostenibilità ambientale, sicurezza economica; favorire l incontro tra consumatori critici e produ ori dei Paesi economicamente meno sviluppati; favorire l autosviluppo economico e sociale; Stimolare non solo i consumatori ma anche le istituzioni nazionali ed internazionali nel prendere le proprie decisioni. Ora col passare del tempo a tu i questi obie ivi, i quali rimangono fermi ed irremovibili, se ne affiancano alcuni, più aperti al nuovo mondo che si prospetta. Infa i si vuole: Crescere nei se ori tradizionali del Commercio Equo; Cercare di allargare l a ività del commercio equo ad alcuni prodo i di massa come abbigliamento e calzature; Confrontarsi con realtà industriali e della grande distribuzione, e diventare più professionali (cosa non facile visto che in larga parte si appoggia sul volontariato), senza perdere la propria identità; Continuare sempre a sensibilizzare l opinione pubblica affinché il mercato mondiale venga regolato diversamente; Crescere nella capacità di stabilire alleanze e rapporti politico-economici, in particolare con il biologico e le organizzazioni non governative

20 CANALI DISTRIBUTIVI 3.1 I distributori I distributori sono le organizzazioni, localizzate nei paesi occidentali, che vendono i prodo i della filiera del commercio equo e solidale ai consumatori finali. Nei primi anni di sviluppo del commercio equo e solidale questi prodo i venivano distribuiti in maniera pressoché esclusiva a raverso le bo eghe del mondo, negozi gestiti prevalentemente da organizzazioni senza scopo di lucro (spesso grazie all apporto determinante di volontari) e specializzati nel tra amento esclusivo di prodo i della filiera del commercio equo e solidale (e, in Italia in epoca più recente, anche di alcuni prodo i biologici provenienti dal mondo delle cooperative sociali che effe uano l inserimento lavorativo di sogge i svantaggiati). Oltre a svolgere una a ività di distribuzione commerciale, le bo eghe del mondo svolgono un ruolo cruciale di informazione, sensibilizzazione e divulgazione delle a ività e delle proposte del commercio equo e solidale; si potrebbe anzi affermare che, in Italia almeno, questa seconda funzione sia forse più rilevante della prima, tanto che le botteghe del mondo spesso somigliano più a stru ure di animazione territoriale che non a veri e propri esercizi commerciali. In un periodo più recente, i prodo i del commercio equo e solidale hanno interessato anche alcune catene della grande distribuzione organizzata, così come alcuni negozi tradizionali, sicché ora essi sono disponibili presso un ampio spe ro di esercizi commerciali al de aglio. L ingresso della g.d.o. nel commercio equo e solidale, così come il fa o che alcuni grandi produ ori e trasformatori di commodity alimentari abbiano introdo o linee di prodo o eque e solidali, non è stato privo di contraccolpi, specie in Italia, dove un parte dei sogge i che ha contribuito a fare nascere il fenomeno ritiene che una simile contaminazione sia poco opportuna e rischi di diminuire la radicalità della proposta del commercio equo e solidale. 3.2 Il commercio equo e solidale in Europa Secondo i più recenti dati disponibili sull Europa (Krier, 2005), riferiti in larga misura agli anni 2004 e 2005, il commercio equo e solidale ha raggiunto dimensioni ragguardevoli e ha mostrato negli anni più recenti una dinamica di assoluto interesse. Innanzitu o, dal punto di vista della distribuzione, i prodo i del commercio equo e solidale sono ormai disponibili ai consumatori in una vasta rete di punti di vendita; si tra a di circa stru ure, con una ne issima prevalenza della g.d.o. (57.000), seguita dai normali esercizi commerciali (19.000) ed infine dalle bo eghe del mondo (2.854). I punti vendita in cui sono disponibili prodo i del commercio equo e solidale sono aumentati di circa il 24% rispe o al 1997, con una crescita particolarmente vivace proprio nel se ore della gdo (32%) ed un aumento più contenuto per le piccole stru ure commerciali (7%) e per le bo eghe del mondo (4%). La

Il commercio equo e solidale in Italia

Il commercio equo e solidale in Italia UNIVERSITA CATTOLICA DEL SACRO CUORE CENTRO DI RICERCHE SULLA COOPERAZIONE Working Paper n. 3 Gian Paolo Barbetta (Università Cattolica del Sacro Cuore) Il commercio equo e solidale in Italia Ricerca su

Dettagli

Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale

Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale Preambolo La Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale è il documento che definisce i valori e i princìpi condivisi da tutte le organizzazioni

Dettagli

L AZIONE CONTRO LA FAME NEL MONDO

L AZIONE CONTRO LA FAME NEL MONDO CELEBRAZIONI UFFICIALI ITALIANE PER LA GIORNATA MONDIALE DELL ALIMENTAZIONE 2009 Conseguire la sicurezza alimentare in tempi di crisi PARTE III L AZIONE CONTRO LA FAME NEL MONDO L Italia con l ONU contro

Dettagli

L evoluzione negli obiettivi della cooperativa l identità

L evoluzione negli obiettivi della cooperativa l identità Carissimi/e soci/e, avete già ricevuto la lettera che vi preavvisava del Forum soci del prossimo 1 Febbraio 2004. Vi possiamo oggi confermare che il luogo dell incontro sarà il Santuario N.S. del Monte

Dettagli

Education at a Glance: OECD Indicators - 2005 Edition. Uno sguardo all educazione: Indicatori OCSE Edizione 2005

Education at a Glance: OECD Indicators - 2005 Edition. Uno sguardo all educazione: Indicatori OCSE Edizione 2005 Education at a Glance: OECD Indicators - 2005 Edition Summary in Italian Uno sguardo all educazione: Indicatori OCSE Edizione 2005 Riassunto in italiano L educazione e l apprendimento lungo tutto l arco

Dettagli

LA CARTA ITALIANA DEI CRITERI DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE

LA CARTA ITALIANA DEI CRITERI DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE LA CARTA ITALIANA DEI CRITERI DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE 1. Definizione del Commercio Equo e Solidale Il Commercio Equo e Solidale e' un approccio alternativo al commercio convenzionale; esso promuove

Dettagli

2 Conferenza Internazionale sulla promozione della salute

2 Conferenza Internazionale sulla promozione della salute Adelaide (Australia), 5-9 aprile 1988 Conferenza Internazionale Le Raccomandazioni di Adelaide The Adelaide Recommendations 2 Conferenza Internazionale sulla promozione della salute L adozione della Dichiarazione

Dettagli

Programma di adozioni a distanza

Programma di adozioni a distanza Programma di adozioni a distanza Tutti noi siamo stati bambini, certamente più fortunati di molti altri perchè abbiamo avuto chi ci ha seguito e ci ha consentito di diventare adulti. Ma in tutto il mondo

Dettagli

Il commercio equo e solidale

Il commercio equo e solidale Il commercio equo e solidale Materiale e testi rispettivamente da Becchetti L. (Università di Roma Tor Vergata) e Becchetti L. e Paganetto L. (2005) Una definizione Il commercio equo e solidale (fair trade)

Dettagli

INCONTRI RIFORMISTI 2012 SISTEMI SANITARI IN EUROPA

INCONTRI RIFORMISTI 2012 SISTEMI SANITARI IN EUROPA INCONTRI RIFORMISTI 2012 SISTEMI SANITARI IN EUROPA Contributo di Claudio Garbelli La Commissione Europea ha recentemente proposto il Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla istituzione

Dettagli

Master universitario di I livello in Management della cooperazione internazionale allo sviluppo

Master universitario di I livello in Management della cooperazione internazionale allo sviluppo Master universitario di I livello in Management della cooperazione internazionale allo sviluppo Contratti internazionali, modelli di agreement internazionale e ONG Attilio Ascani L evoluzione della Società

Dettagli

Il Microcredito. Caterina Spadaro Corso di Laurea Magistrale in Relazioni internazionli Facoltà di Scienze Politiche

Il Microcredito. Caterina Spadaro Corso di Laurea Magistrale in Relazioni internazionli Facoltà di Scienze Politiche Il Microcredito Caterina Spadaro Corso di Laurea Magistrale in Relazioni internazionli Facoltà di Scienze Politiche Elisa Di Gloria Corso di Laurea Magistrale in Matematica Facoltà di SMFN Introduzione

Dettagli

IMPORT EXPORT IL COMMERCIO ESTERO DELL ALTO ADIGE VISTO DA VICINO. Quale importanza riveste il commercio estero per l Alto Adige?

IMPORT EXPORT IL COMMERCIO ESTERO DELL ALTO ADIGE VISTO DA VICINO. Quale importanza riveste il commercio estero per l Alto Adige? IMPORT EXPORT IL COMMERCIO ESTERO DELL ALTO ADIGE VISTO DA VICINO 5 Quale importanza riveste il commercio estero per l Alto Adige? Dove esporta e da dove importa l Alto Adige? Quali sono per l Alto Adige

Dettagli

I MERCATI DEI BENI E I MERCATI FINANZIARI IN ECONOMIA APERTA

I MERCATI DEI BENI E I MERCATI FINANZIARI IN ECONOMIA APERTA I MERCATI DEI BENI E I MERCATI FINANZIARI IN ECONOMIA APERTA 1 I MERCATI DEI BENI IN ECONOMIA APERTA Il concetto di Economia aperta si applica ai mercati dei beni: l opportunità per i consumatori e le

Dettagli

Jeanine vive, e tu voltati

Jeanine vive, e tu voltati Data Jeanine vive, e tu voltati I diritti umani e soprattutto la loro violazione, devono stringere il mondo intero nella solidarietà. Ban Ki-moon 0 1 E tu voltati Indifferenza. Liliana Segre ne ha parlato

Dettagli

BREVE INTRODUZIONE MARCO MAGNIFICO DIRETTORE GENERALE CULTURALE DEL FAI

BREVE INTRODUZIONE MARCO MAGNIFICO DIRETTORE GENERALE CULTURALE DEL FAI BREVE INTRODUZIONE MARCO MAGNIFICO DIRETTORE GENERALE CULTURALE DEL FAI Pochi giorni fa a un incontro organizzato dalla Provincia di Roma in occasione dei 60 anni dell Unesco, ho conosciuto un sacerdote,

Dettagli

TRACCIA INTERVENTO Quale finanza per uno sviluppo partecipato in America Latina? Franco Caleffi

TRACCIA INTERVENTO Quale finanza per uno sviluppo partecipato in America Latina? Franco Caleffi TRACCIA INTERVENTO Quale finanza per uno sviluppo partecipato in America Latina? Franco Caleffi Gentili ospiti e convenuti, dopo un incontro così denso di interventi e ricco di stimoli cercare di tirare

Dettagli

Il Quotidiano in Classe. Classe III sez. B

Il Quotidiano in Classe. Classe III sez. B Il Quotidiano in Classe Classe III sez. B Report degli articoli pubblicati Dagli studenti sul HYPERLINK "iloquotidiano.it" Ilquotidianoinclasse.it Allestimento di Lorenzo Testa Supervisione di Chiara Marra

Dettagli

I numeri della felicità

I numeri della felicità I numeri della felicità Donato Speroni Istituto per la Formazione al Giornalismo Università di Urbino Cerchiamo di rispondere a queste domande 1 La felicità si può misurare? 2 La misura della felicità

Dettagli

OECD Science, Technology and Industry: Scoreboard 2005. Scienza, Tecnonologia e Industria: Quadro di valutazione OCSE 2005. Sommario Esecutivo

OECD Science, Technology and Industry: Scoreboard 2005. Scienza, Tecnonologia e Industria: Quadro di valutazione OCSE 2005. Sommario Esecutivo OECD Science, Technology and Industry: Scoreboard 2005 Summary in Italian Scienza, Tecnonologia e Industria: Quadro di valutazione OCSE 2005 Riassunto in italiano Sommario Esecutivo Prosegue la tendenza

Dettagli

Le scoperte geografiche. Vasco de Gama circumnaviga (gira attorno) l Africa e arriva in India.

Le scoperte geografiche. Vasco de Gama circumnaviga (gira attorno) l Africa e arriva in India. 01 Scoperte e conquiste territoriali (di nuove terre) Gli storici pensano che la scoperta dell America nel 1492 è una data importante nella storia: infatti in questo anno finisce il periodo storico che

Dettagli

Carta dei diritti e delle responsabilità dei genitori in Europa

Carta dei diritti e delle responsabilità dei genitori in Europa Carta dei diritti e delle responsabilità dei genitori in Europa Preambolo aggiornato al 2008 Crescere figli è un segno di speranza. Ciò dimostra che si ha speranza per il futuro e fede nei valori che si

Dettagli

Cosa chiede ActionAid al governo italiano?

Cosa chiede ActionAid al governo italiano? Afghanistan e diritti delle donne: domande e risposte Cosa chiede ActionAid al governo italiano? La fase di transizione che prevede il progressivo ritiro delle truppe internazionali è cominciata nel 2011

Dettagli

Distribuzione dei redditi e povertà nei Paesi OCSE: una crescita diseguale?

Distribuzione dei redditi e povertà nei Paesi OCSE: una crescita diseguale? Growing Unequal? : Income Distribution and Poverty in OECD Countries Summary in Italian Distribuzione dei redditi e povertà nei Paesi OCSE: una crescita diseguale? Riassunto in italiano La disuguaglianza

Dettagli

L apprendimento pluralistico come centro dell educazione democratica

L apprendimento pluralistico come centro dell educazione democratica L apprendimento pluralistico come centro dell educazione democratica Yaacov Hecht Avevo cinque anni quando cominciai a rifle ere sull educazione democratica. L insegnante del giardino d infanzia mi aveva

Dettagli

Proposta per un Nuovo Stile di Vita.

Proposta per un Nuovo Stile di Vita. UNA BUONA NOTIZIA. I L M O N D O S I P U ò C A M B I A R E Proposta per un Nuovo Stile di Vita. Noi giovani abbiamo tra le mani le potenzialità per cambiare questo mondo oppresso da ingiustizie, abusi,

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA XV LEGISLATURA

SENATO DELLA REPUBBLICA XV LEGISLATURA SENATO DELLA REPUBBLICA XV LEGISLATURA N. 225 DISEGNO DI LEGGE d iniziativa della senatrice BURANI PROCACCINI COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 4 MAGGIO 2006 Legge quadro sulla famiglia TIPOGRAFIA DEL SENATO

Dettagli

LA FONDAZIONE AVSI 4.000.000 beneficiari diretti La sua missione è promuovere la dignità della persona

LA FONDAZIONE AVSI 4.000.000 beneficiari diretti La sua missione è promuovere la dignità della persona LA FONDAZIONE AVSI La Fondazione AVSI è un organizzazione non governativa, ONLUS, nata nel 1972 e impegnata con oltre 100 progetti di cooperazione allo sviluppo in 37 paesi del mondo di Africa, America

Dettagli

FRANCESCO GIAVAZZI ECONOMISTA

FRANCESCO GIAVAZZI ECONOMISTA FRANCESCO GIAVAZZI ECONOMISTA Grazie. Dirò anche due cose su Venezia, impiegherò dieci minuti. Fatemi ricominciare riprendendo da dove ci siamo fermati questa mattina. E difficile per una persona che per

Dettagli

Efficienza ed equità

Efficienza ed equità Efficienza ed equità Efficienza ed equità Abbiamo visto nelle lezioni precedenti che, nella situazione ideale di assenza di fallimenti del mercato, il mercato condurrebbe a un risultato Pareto-efficiente.

Dettagli

MORTALITA INFANTILE E SOTTOSVILUPPO Due dei problemi più gravi nel mondo Cerchiamo insieme una soluzione!

MORTALITA INFANTILE E SOTTOSVILUPPO Due dei problemi più gravi nel mondo Cerchiamo insieme una soluzione! MORTALITA INFANTILE E SOTTOSVILUPPO Due dei problemi più gravi nel mondo Cerchiamo insieme una soluzione! Il concetto di sottosviluppo è stato introdotto, al termine della seconda guerra mondiale, da H.S.Truman

Dettagli

Preambolo. (La Sotto-Commissione*,)

Preambolo. (La Sotto-Commissione*,) Norme sulle Responsabilità delle Compagnie Transnazionali ed Altre Imprese Riguardo ai Diritti Umani, Doc. Nazioni Unite E/CN.4/Sub.2/2003/12/Rev. 2 (2003).* Preambolo (La Sotto-Commissione*,) Tenendo

Dettagli

Cosa sono i Global Goals?

Cosa sono i Global Goals? Cosa sono i Global Goals? I Global Goals conosciuti anche con il nome di Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals) sono 17 obiettivi contenuti in un grande piano d azione su cui

Dettagli

ActionAid e le Aziende per la Giustizia Sociale!

ActionAid e le Aziende per la Giustizia Sociale! ActionAid e le Aziende per la Giustizia Sociale! Indice dei contenuti ActionAid Italia Giornata Mondiale per la Giustizia Sociale ActionAid e la Giustizia Sociale Progetto Etiopia Aziende in azione per

Dettagli

ENPA: ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI

ENPA: ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI ENPA: ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI 1 ) Cosa fa Enpa? La protezione animali da tantissimi anni si impegna garantire il benessere degli animali. a Enpa nasce nel 1871 per volontà di Giuseppe Garibaldi!

Dettagli

Il Presidente CONI Bergamo Valerio Bettoni

Il Presidente CONI Bergamo Valerio Bettoni Il Coni, quale vertice e guida del movimento sportivo italiano, sceglie di potenziare e diffondere la cultura e la pratica sportiva nella scuola attraverso il progetto Giochi della Gioventù a cui è stato

Dettagli

6. ITALIA E INVESTIMENTI INTERNAZIONALI DI PORTAFOGLIO

6. ITALIA E INVESTIMENTI INTERNAZIONALI DI PORTAFOGLIO 92 6. ITALIA E INVESTIMENTI INTERNAZIONALI DI PORTAFOGLIO Nel corso degli anni Ottanta e Novanta si è registrata una crescita rilevante dei flussi internazionali di capitali, sia sotto forma di investimenti

Dettagli

SCHEDA DI SINTESI. Le importazioni, anch esse in rallentamento, rimangono però ad un livello significativo (30%) rispetto ai valori esportati

SCHEDA DI SINTESI. Le importazioni, anch esse in rallentamento, rimangono però ad un livello significativo (30%) rispetto ai valori esportati PANORAMA DEL SETTORE In questi ultimi anni, possiamo parlare di più di un decennio ormai, in Europa è prevalsa la politica del libero mercato e della globalizzazione. Politica attuata, però, senza che

Dettagli

Protezione sociale e agricoltura

Protezione sociale e agricoltura 16 ottobre 2015 Giornata mondiale dell alimentazione Protezione sociale e agricoltura Sasint/Dollar Photo Club Sasint/Dollar Photo Club per spezzare il ciclo della povertà rurale 16 ottobre 2015 Giornata

Dettagli

Mercato lavoro, orari, produttività, salari

Mercato lavoro, orari, produttività, salari Mercato lavoro, orari, produttività, salari Roberto Romano 22 marzo 2012 Sommario Premessa... 2 Rigidità della protezione dell'occupazione... 2 Italia, paese dai bassi salari... 4 Ore lavorate... 5 Costo

Dettagli

SOGNI DA RIACCENDERE Benin

SOGNI DA RIACCENDERE Benin SOGNI DA RIACCENDERE Benin Il Sole Onlus Soprattutto i bambini Nel 1997 nasce l Associazione Il Sole Onlus. La sua mission è garantire ai bambini di tutto il mondo pari opportunità e dignità, indipendentemente

Dettagli

SCHEDA PROGETTO SIERRA LEONE

SCHEDA PROGETTO SIERRA LEONE SCHEDA PROGETTO SIERRA LEONE Titolo We de go school Progetto di sostegno educativo e sanitario per i minori dei quartieri poveri di Freetown e dei villaggi della Rural Western Area, in Sierra Leone. Budget

Dettagli

INNOCENTI EVASIONI Il lavoro minorile

INNOCENTI EVASIONI Il lavoro minorile INNOCENTI EVASIONI Il lavoro minorile Novembre 2011 Nel primo incontro di questo giornalino ognuno di noi ha proposto la sua definizione di lavoro minorile e ha raccontato la sua esperienza. personale.

Dettagli

Misure della povertà minorile in Italia 1

Misure della povertà minorile in Italia 1 Misure della povertà minorile in Italia 1 Sintesi Nel clima economico attuale, con la presenza di una forte recessione, con il consolidamento delle misure fiscali, le liberalizzazioni, le semplificazioni

Dettagli

PROGETTO We de go school SIERRA LEONE

PROGETTO We de go school SIERRA LEONE PROGETTO We de go school SIERRA LEONE Titolo We de go school Progetto di sostegno educativo e sanitario per i minori dei quartieri poveri di Freetown, dei villaggi della Rural Western Area, di Lunsar e

Dettagli

Luigi Campiglio Pro-rettore Università Cattolica del Sacro Cuore

Luigi Campiglio Pro-rettore Università Cattolica del Sacro Cuore LE STRATEGIE DELLA COMPETIZIONE Relazione introduttiva di: Luigi Campiglio Pro-rettore Università Cattolica del Sacro Cuore Villa Rufolo 22 23 LUGLIO 2005 COESIONE E COMPETIZIONE Sussidiarietà e qualità:

Dettagli

Emigrare per sopravvivere

Emigrare per sopravvivere VOLUME 3 PER LA PROVA INVALSI Unità 16 La mondialità Emigrare per sopravvivere Cognome Nome Classe Data CHI L HA SCRITTO? Nedo Rossi, docente universitario, ed Enzo Tiezzi (1938), insegnante di Chimica

Dettagli

CONVERSAZIONE CLINICA. Classe VA

CONVERSAZIONE CLINICA. Classe VA CONVERSAZIONE CLINICA Classe VA 1) Che cosa ti fa venire in mente la parola ''volontariato''? -Una persona che aiuta qualcuno in difficoltà. (Vittoria) -Una persona che si offre per aiutare e stare con

Dettagli

giusta Fai la spesa Inchiesta

giusta Fai la spesa Inchiesta Fai la spesa giusta Qual è la politica etica del tuo supermercato? Cosa c è dietro alle promozioni? La nostra inchiesta traccia il profilo di sei grandi insegne. Coop è la migliore. 20 Altroconsumo 278

Dettagli

SCHEDA DATI STATISTICO-ECONOMICI NOVEMBRE 2013. La crisi economica colpisce soprattutto i lavoratori.

SCHEDA DATI STATISTICO-ECONOMICI NOVEMBRE 2013. La crisi economica colpisce soprattutto i lavoratori. SCHEDA DATI STATISTICO-ECONOMICI NOVEMBRE 2013 1 La crisi economica colpisce soprattutto i lavoratori. A luglio 2013 gli occupati sono il 55,9% ossia 22 milioni 509 mila, mentre i disoccupati sono 3 milioni

Dettagli

Sempre più aziende italiane ritornano nel Bel Paese. Cina la più colpita dal back-reshoring

Sempre più aziende italiane ritornano nel Bel Paese. Cina la più colpita dal back-reshoring 1 / 5 a S 399932 E Classifica: 468 h Crea sito cooperator-veritatis Rassegna Stampa Giornaliera Cerca Home di esempio. Pubblicato il 27 luglio 2015 da Gianni-Taeshin Da Valle Precedente Successivo Sempre

Dettagli

Le 7 Frodi Capitali dell Economia Neoliberista (parte 4 di 7) La svalutazione. (di Marco Cavedon, postato il 17-02-2014).

Le 7 Frodi Capitali dell Economia Neoliberista (parte 4 di 7) La svalutazione. (di Marco Cavedon, postato il 17-02-2014). Le 7 Frodi Capitali dell Economia Neoliberista (parte 4 di 7) La svalutazione. (di Marco Cavedon, postato il 17-02-2014). L ultima volta abbiamo visto insieme come l inflazione non rappresenti affatto

Dettagli

Buone pratiche di finanza etica e microcredito

Buone pratiche di finanza etica e microcredito 1 Laboratorio 2 Buone pratiche di finanza etica e microcredito Che cosa è il microcredito Il microcredito è uno strumento di sviluppo economico, che permette alle persone in situazione di povertà ed emarginazione

Dettagli

Capitolo 2. Commercio. uno sguardo. adattamento italiano di Novella Bottini (ulteriore adattamento di Giovanni Anania) [a.a.

Capitolo 2. Commercio. uno sguardo. adattamento italiano di Novella Bottini (ulteriore adattamento di Giovanni Anania) [a.a. Capitolo 2 Commercio internazionale: uno sguardo d insieme [a.a. 2012/13 ] adattamento italiano di Novella Bottini (ulteriore adattamento di Giovanni Anania) Struttura della Presentazione Il commercio

Dettagli

Verso un welfare generativo, da costo a investimento

Verso un welfare generativo, da costo a investimento FONDAZIONE EMANUELA ZANCAN Onlus Centro Studi e Ricerca Sociale Innovazioni sociali* I sistemi di welfare hanno un carattere comune e originario che ci aiuta a capire il loro sviluppo nel passaggio da

Dettagli

Le politiche sanitarie

Le politiche sanitarie Corso di Sociologia generale Parte seconda Le politiche sanitarie 1 Le politiche sanitarie Sottoinsieme delle politiche sociali che hanno l obiettivo di promuovere la salute, la cura dei malati e la ricerca

Dettagli

La globalizzazione ci renderà tutti uguali?

La globalizzazione ci renderà tutti uguali? La globalizzazione ci renderà tutti uguali? Suzanne Berger insegna Scienze Politiche al MIT di Boston ed è l autrice di How We Compete. Questo libro riporta i risultati di un indagine condotta, con altri

Dettagli

Onere fiscale elevato in Svizzera

Onere fiscale elevato in Svizzera SCHEDA D INFORMAZIONE N 4: QUESTIONI SULLA RIDISTRIBUZIONE Onere fiscale elevato in Svizzera Nel confronto internazionale, la Svizzera viene regolarmente considerata un paradiso fiscale. Le cifre dell

Dettagli

OCCUPAZIONE SOSTENIBILE, REDDITI SICURI E PROTEZIONE SOCIALE

OCCUPAZIONE SOSTENIBILE, REDDITI SICURI E PROTEZIONE SOCIALE 3 CONGRESSO MONDIALE DELLA CSI - Berlino 18-23 Maggio 2014 OCCUPAZIONE SOSTENIBILE, REDDITI SICURI E PROTEZIONE SOCIALE BOZZA Quadro d Azione CONFEDERAZIONE INTERNAZIONALE DEI SINDACATI OCCUPAZIONE SOSTENIBILE,

Dettagli

una scelta consapevole

una scelta consapevole EthicalBanking. una scelta consapevole Risparmiare e investire responsabilmente. Date un volto al vostro investimento. Promuovere la sostenibilità. Generare benefici. Per misurare il rendimento di un investimento

Dettagli

Education at a Glance: OECD Indicators - 2006 Edition. Uno sguardo sull Educazione: Gli indicatori dell OCSE Edizione 2006

Education at a Glance: OECD Indicators - 2006 Edition. Uno sguardo sull Educazione: Gli indicatori dell OCSE Edizione 2006 Education at a Glance: OECD Indicators - 2006 Edition Summary in Italian Uno sguardo sull Educazione: Gli indicatori dell OCSE Edizione 2006 Riassunto in italiano Uno sguardo sull educazione fornisce agli

Dettagli

La protezione e l'inclusione sociale in Europa: fatti e cifre chiave

La protezione e l'inclusione sociale in Europa: fatti e cifre chiave MEMO/08/XXX Bruxelles, 16 ottobre 2008 La protezione e l'inclusione sociale in Europa: fatti e cifre chiave La Commissione europea pubblica oggi il resoconto annuale delle tendenze sociali negli Stati

Dettagli

Allegato A. Integrazione della Programmazione annuale 2015 della. Giunta Provinciale riferita alle iniziative di solidarietà internazionale

Allegato A. Integrazione della Programmazione annuale 2015 della. Giunta Provinciale riferita alle iniziative di solidarietà internazionale Allegato parte integrante Integrazione della Programmazione annuale 2015 della Giunta Provinciale riferita alle iniziative di solidarietà internazionale Allegato A Integrazione della Programmazione annuale

Dettagli

Manifesto dei diritti dell infanzia

Manifesto dei diritti dell infanzia Manifesto dei diritti dell infanzia I bambini costituiscono la metà della popolazione nei paesi in via di sviluppo. Circa 100 milioni di bambini vivono nell Unione europea. Le politiche, la legislazione

Dettagli

LA DECOLONIZZAZIONE. Nel 1947 l India diventa indipendente

LA DECOLONIZZAZIONE. Nel 1947 l India diventa indipendente LA DECOLONIZZAZIONE Nel 1939 quasi 4.000.000 km quadrati di terre e 710 milioni di persone (meno di un terzo del totale) erano sottoposti al dominio coloniale di una potenza europea. Nel 1941, in piena

Dettagli

Mani Unite. Unite Onlus. Sintesi attività 2011

Mani Unite. Unite Onlus. Sintesi attività 2011 Mani Unite Unite Onlus Presentiamo anche quest anno, come doverosa consuetudine, la sintesi delle attività realizzate nel corso del 2011 a favore dei bambini che soffrono ingiustizie, fame e carenze non

Dettagli

PIL. (trilioni di $ a parità di potere d acquisto) Fonte: Fmi

PIL. (trilioni di $ a parità di potere d acquisto) Fonte: Fmi Banca Nazionale del Lavoro Gruppo BNP Paribas Via Vittorio Veneto 119 187 Roma Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 159/22 del 9//22 Le opinioni espresse non impegnano la responsabilità della banca.

Dettagli

I DATI SIGNIFICATIVI IL CONTO TECNICO

I DATI SIGNIFICATIVI IL CONTO TECNICO L ASSICURAZIONE ITALIANA Continua a crescere ad un tasso elevato la raccolta premi complessiva, in particolare nelle assicurazioni vita. L esercizio si chiude in utile soprattutto grazie alla gestione

Dettagli

Volontariato internazionale e sensibilizzazione della società civile nella Svizzera italiana

Volontariato internazionale e sensibilizzazione della società civile nella Svizzera italiana Volontariato internazionale e sensibilizzazione della società civile nella Svizzera italiana Chi è Inter-Agire? Inter-Agire è un associazione di volontariato internazionale composta da candidati per una

Dettagli

La bolla finanziaria del cibo Emanuela Citterio: Non demonizziamo i mercati finanziari, chiediamo solo una regolamentazione

La bolla finanziaria del cibo Emanuela Citterio: Non demonizziamo i mercati finanziari, chiediamo solo una regolamentazione Economia > News > Italia - mercoledì 16 aprile 2014, 12:00 www.lindro.it Sulla fame non si spreca La bolla finanziaria del cibo Emanuela Citterio: Non demonizziamo i mercati finanziari, chiediamo solo

Dettagli

Alcune osservazioni in merito alla promozione all estero dei prodotti alimentari di qualità della Regione.

Alcune osservazioni in merito alla promozione all estero dei prodotti alimentari di qualità della Regione. Alcune osservazioni in merito alla promozione all estero dei prodotti alimentari di qualità della Regione. Scegliere i settori su cui sia opportuno investire fondi pubblici a fini promozionali, non è sempre

Dettagli

4I LAUREATI E IL LAVORO

4I LAUREATI E IL LAVORO 4I LAUREATI E IL LAVORO 4 I LAUREATI E IL LAVORO Meno disoccupati tra i laureati oltre i 35 anni La formazione universitaria resta un buon investimento e riduce il rischio di disoccupazione: la percentuale

Dettagli

Rapporto Amway sull imprenditorialità Anno 2013. Incoraggiare l imprenditorialità eliminando la paura di fallire

Rapporto Amway sull imprenditorialità Anno 2013. Incoraggiare l imprenditorialità eliminando la paura di fallire Rapporto Amway sull imprenditorialità Anno 2013 Incoraggiare l imprenditorialità eliminando la paura di fallire Rapporto Amway sull imprenditorialità 2013 SURVEY DESIGN Periodo di rilevazione: Marzo maggio

Dettagli

Grazie al percorso di intercultura attraverso:libri,foto,film e cari incontri,con persone che si occupano di questo importante argomento ho capito

Grazie al percorso di intercultura attraverso:libri,foto,film e cari incontri,con persone che si occupano di questo importante argomento ho capito Grazie al percorso di intercultura attraverso:libri,foto,film e cari incontri,con persone che si occupano di questo importante argomento ho capito che la globalizzazione ha degli effetti positivi per il

Dettagli

SINTESI E PRINCIPALI CONCLUSIONI

SINTESI E PRINCIPALI CONCLUSIONI SINTESI E PRINCIPALI CONCLUSIONI IL CONTESTO GLOBALE Negli anni recenti, la crescita economica globale si è mantenuta elevata. La principale economia mondiale, cioè gli Stati Uniti, è cresciuta mediamente

Dettagli

VERSIONE PROVVISORIA. Disegni di legge 1148, 1670 e 1697. Audizione del Presidente dell Istituto nazionale di statistica Giorgio Alleva

VERSIONE PROVVISORIA. Disegni di legge 1148, 1670 e 1697. Audizione del Presidente dell Istituto nazionale di statistica Giorgio Alleva VERSIONE PROVVISORIA Disegni di legge 1148, 1670 e 1697 Audizione del Presidente dell Istituto nazionale di statistica Giorgio Alleva Commissione 11 a "Lavoro, previdenza sociale" del Senato della Repubblica

Dettagli

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Bruxelles, 10.06.2004 COM(2004)415 definitivo COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO Piano d azione europeo per l agricoltura biologica

Dettagli

Outline Che Cosa è la globalizzazione? Flussi commerciali Flussi di capitali Flussi di persone. La globalizzazione

Outline Che Cosa è la globalizzazione? Flussi commerciali Flussi di capitali Flussi di persone. La globalizzazione Andrea F. Presbitero E-mail: a.presbitero@univpm.it Pagina web: www.dea.unian.it/presbitero/ Dipartimento di Economia Università Politecnica delle Marche Corso di Economia dello Sviluppo 1 Che Cosa è la

Dettagli

LE IMPRESE ESPORTATRICI ITALIANE: ANALISI DEL SISTEMA E PROSPETTIVE. Prima parte Analisi del sistema

LE IMPRESE ESPORTATRICI ITALIANE: ANALISI DEL SISTEMA E PROSPETTIVE. Prima parte Analisi del sistema Aspen Institute Italia Studio curato da: Servizio Studi e Ricerche, Intesa Sanpaolo ISTAT IMT Alti Studi, Lucca Fondazione Edison LE IMPRESE ESPORTATRICI ITALIANE: ANALISI DEL SISTEMA E PROSPETTIVE Prima

Dettagli

Quindici anni di turismo internazionale dell'italia (1997-2011) Andrea Alivernini, Emanuele Breda ed Eva Iannario. Roma 22 giugno 2012

Quindici anni di turismo internazionale dell'italia (1997-2011) Andrea Alivernini, Emanuele Breda ed Eva Iannario. Roma 22 giugno 2012 Quindici anni di turismo internazionale dell'italia (1997-2011) Andrea Alivernini, Emanuele Breda ed Eva Iannario Roma 22 giugno 2012 Arrivi e spesa per viaggi internazionali nel mondo (milioni di viaggiatori

Dettagli

L'UNIONE EUROPEA E I SUOI PARTNER COMMERCIALI

L'UNIONE EUROPEA E I SUOI PARTNER COMMERCIALI L'UNIONE EUROPEA E I SUOI PARTNER COMMERCIALI Primo esportatore mondiale di beni e servizi e principale fonte globale di investimenti esteri diretti, l'ue occupa una posizione dominante nel mercato globale.

Dettagli

RAPPORTO AMWAY SULL IMPRENDITORIALITA ANNO 2013. Incoraggiare l imprenditorialità in Italia e in Europa eliminando la paura di fallire

RAPPORTO AMWAY SULL IMPRENDITORIALITA ANNO 2013. Incoraggiare l imprenditorialità in Italia e in Europa eliminando la paura di fallire RAPPORTO AMWAY SULL IMPRENDITORIALITA ANNO 2013 Incoraggiare l imprenditorialità in Italia e in Europa eliminando la paura di fallire 1 Anche nel 2013, per il quarto anno consecutivo, Amway l azienda pioniere

Dettagli

GLI INVESTIMENTI DELLE ORGANIZZAZIONI MAFIOSE NELL ECONOMIA LEGALE. Reggio Calabria, 5 aprile 2013

GLI INVESTIMENTI DELLE ORGANIZZAZIONI MAFIOSE NELL ECONOMIA LEGALE. Reggio Calabria, 5 aprile 2013 GLI INVESTIMENTI DELLE ORGANIZZAZIONI MAFIOSE NELL ECONOMIA LEGALE Reggio Calabria, 5 aprile 2013 Introduzione L obiettivo della lezione odierna è individuare: i motivi per cui le mafie investono nell

Dettagli

In particolare, il settimo obiettivo prevede di assicurare la sostenibilità ambientale.

In particolare, il settimo obiettivo prevede di assicurare la sostenibilità ambientale. ASSICURARE LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE Nel settembre 2000, con l'approvazione unanime della Dichiarazione del Millennio, 191 Capi di Stato e di Governo hanno sottoscritto un patto globale di impegno congiunto

Dettagli

Il consumo di energia elettrica e il Pil in alcune economie. (anno 2009; % sul totale mondo) 8,7 5,7 3,7 3,8 4,6 1,8 1,9 2,6 3,0 5,6

Il consumo di energia elettrica e il Pil in alcune economie. (anno 2009; % sul totale mondo) 8,7 5,7 3,7 3,8 4,6 1,8 1,9 2,6 3,0 5,6 35 3 Il consumo di energia elettrica e il Pil in alcune economie (anno 29; % sul totale mondo) 28,3 25 2 15 16,4 18,2 24,1 22, 1 5 5,7 3,7 3,8 4,6 1,8 1,9 2,6 3, Regno Unito 5,6 8,7 Francia Germania Giappone

Dettagli

F A Q. CHI è COOPI CHE TIPO DI ATTIVITA' REALIZZA COOPI ALL'ESTERO?

F A Q. CHI è COOPI CHE TIPO DI ATTIVITA' REALIZZA COOPI ALL'ESTERO? F A Q CHI è COOPI COOPI - Cooperazione Internazionale è un'organizzazione non governativa italiana laica e indipendente fondata nel 1965. COOPI è un'associazione ufficialmente riconosciuta dal Ministero

Dettagli

Ministero della Salute

Ministero della Salute Ministero della Salute Dipartimento della prevenzione e comunicazione Direzione Generale per i rapporti con l Unione Europea e per i rapporti internazionali UFFICIO III Strategia Globale per la salute

Dettagli

Lezione 8. Le politiche commerciali II. Slide 9-1

Lezione 8. Le politiche commerciali II. Slide 9-1 Lezione 8 Le politiche commerciali II Slide 9-1 Road Map Altri strumenti di politica commerciale Gli effetti della politica commerciale: una sintesi Introduzione Le ragioni a favore del libero scambio

Dettagli

Azioni di Economia Solidale verso il Distretto maceratese

Azioni di Economia Solidale verso il Distretto maceratese Azioni di Economia Solidale verso il Distretto maceratese I prezzi non dovrebbero essere fissati al livello più basso possibile, ma a quello sufficiente per fornire ai produttori degli standard adeguati

Dettagli

ECONOMIA DEL FAIR TRADE DEFINIZIONI DI RIFERIMENTO

ECONOMIA DEL FAIR TRADE DEFINIZIONI DI RIFERIMENTO ECONOMIA DEL FAIR TRADE DEFINIZIONI DI RIFERIMENTO 1 COSA S INTENDE CON FAIR TRADE Cos è FT per la gente della strada 20 Un movimento di cooperative, associazioni, organizzazioni non profit che commercializza

Dettagli

COOPERAZIONE ED ECONOMIA DELLO SVILUPPO

COOPERAZIONE ED ECONOMIA DELLO SVILUPPO 44/7 AA.VV. i COMPENDI più venduti in Italia COMPENDIO DI COOPERAZIONE ED ECONOMIA DELLO SVILUPPO In appendice: rar r g r Analisi ragionata degli istituti Box di approfondimento Gruppo Editoriale Simone

Dettagli

ITINERARI DI EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE A BRESCIA SCHEDA SVI-BRESCIA. Volontari richiesti: 2

ITINERARI DI EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE A BRESCIA SCHEDA SVI-BRESCIA. Volontari richiesti: 2 ITINERARI DI EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE A BRESCIA SCHEDA SVI-BRESCIA Volontari richiesti: 2 SEDE DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO: Brescia Descrizione del contesto territoriale:

Dettagli

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo Le raccomandazioni della CIDSE per la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio, 20-22 giugno 2012) Introduzione Il

Dettagli

Ripartire dai poveri: l ottavo rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia

Ripartire dai poveri: l ottavo rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia Ripartire dai poveri: l ottavo rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia Tiziano Vecchiato Da dove partire Ripartire dai poveri (2008) è la risposta all interrogativo «Rassegnarsi alla povertà?».

Dettagli

Università Ca Foscari di Venezia Corso di laurea in Scienze della società e del Servizio sociale TESTO N. 1. Legga attentamente il testo che segue:

Università Ca Foscari di Venezia Corso di laurea in Scienze della società e del Servizio sociale TESTO N. 1. Legga attentamente il testo che segue: Un abisso di diseguaglianze si è spalancato davanti alla società italiana, negli stessi giorni in cui veniva certificato un drammatico ritorno della povertà ( ). La povertà è certo la condizione che più

Dettagli

PIL e tasso di crescita.

PIL e tasso di crescita. PIL e tasso di crescita. 1.1 Il lungo periodo PIL è una sigla molto usata per indicare il livello di attività di un sistema economico. Il Prodotto Interno Lordo, misura l insieme dei beni e servizi finali,

Dettagli

Le parole per dirlo. Emigranti -Migranti. Immigrati. Rifugiato. Clandestino-irregolare. Aree di accoglienza. Flussi migratori

Le parole per dirlo. Emigranti -Migranti. Immigrati. Rifugiato. Clandestino-irregolare. Aree di accoglienza. Flussi migratori In viaggio Le parole per dirlo Emigranti -Migranti Immigrati Rifugiato Clandestino-irregolare Aree di accoglienza Flussi migratori Carta dei flussi migratori Condizioni di vita insostenibili Le cause economia

Dettagli

Marco Saladini. Ice - Agenzia per la promozione all estero e l internazionalizzazione delle imprese italiane

Marco Saladini. Ice - Agenzia per la promozione all estero e l internazionalizzazione delle imprese italiane Marco Saladini Ice - Agenzia per la promozione all estero e l internazionalizzazione delle imprese italiane Impatto sull'economia italiana del commercio estero e degli investimenti diretti esteri Roma,

Dettagli

L IMPEGNO DELL ITALIA PER I DIRITTI DI BAMBINI, ADOLESCENTI E GIOVANI

L IMPEGNO DELL ITALIA PER I DIRITTI DI BAMBINI, ADOLESCENTI E GIOVANI L IMPEGNO DELL ITALIA PER I DIRITTI DI BAMBINI, ADOLESCENTI E GIOVANI La tutela e la promozione dei diritti dei minori nel mondo sono la strada obbligata per la crescita dei Paesi in Via di Sviluppo e

Dettagli

Scheda didattica LA BANCA MONDIALE

Scheda didattica LA BANCA MONDIALE Scheda didattica LA BANCA MONDIALE La Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo, conosciuta anche come Banca Mondiale (World Bank), è un istituzione che si occupa di dare assistenza ai Paesi

Dettagli