RELAZIONE ANNUALE 2013 ESTRATTO

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "RELAZIONE ANNUALE 2013 ESTRATTO"

Transcript

1 RELAZIONE ANNUALE 2013 ESTRATTO 1

2 1. Premessa Con la presente relazione, l OdV (OdV), istituito dall ATER di Pescara in applicazione di quanto previsto dall art. 6 del Dlgs. 231/2001, intende informare circa l andamento, gli spunti e gli esiti delle attività svolte nel corso del In tal modo adempie al preciso obbligo previsto dall art. 4, c. 2, della L.R. 15/2011, a seguito della quale è stata imposta all ATER l adozione di modelli organizzativi di gestione e controllo di cui agli articoli 6 e 7 del D.Lgs n. 231/01, che prevedono, in relazione alla natura dei servizi e delle attività svolte ed alla dimensione dell organizzazione, misure idonee a garantire lo svolgimento della propria attività nel rispetto della legalità, della eticità e della trasparenza, nonché a scoprire ed eliminare preventivamente e tempestivamente eventuali situazioni a rischio. L Organo di Vigilanza agisce in piena autonomia e indipendenza ed è deputato a vigilare sulla corretta esecuzione degli Impegni. Di propria iniziativa o su segnalazione di terzi, procede alla verifica della loro eventuale violazione, comunicandola alla Regione, al Collegio Sindacale ed all Amministratore, con le modalità e i tempi previsti dal proprio Regolamento, acquisendo le informazioni e i dati necessari allo svolgimento delle proprie funzioni presso tutte le strutture dell Ente coinvolte nel processo. Il Collegio si riunisce almeno una volta ogni 2 mesi ed è tenuto ad inviare ai soggetti suindicati, con cadenza annuale, una relazione sulle attività svolte, con riferimento in particolare alle segnalazioni di anomalie e inadeguatezze riscontrate, alle eventuali attività istruttorie avviate, e ai casi di attivazioni di servizi non richiesti. L OdV ha l obbligo di documentare l attività di ispezione, di controllo, di vigilanza, e deve riferire annualmente, con relazione scritta, all Amministratore sullo stato di attuazione e di effettività del Modello, 2

3 proponendo, ove necessario, modificazioni, adattamenti ed integrazioni. Tale informativa viene altresì trasmessa al Collegio Sindacale. L Organo di Vigilanza è supportato nella sua attività dal Dott. Francesco Paci e ritiene necessario disporre di un budget annuale autonomo, nei limiti della dotazione finanziaria assegnata da Ater Pescara; tale budget, allo stato, non è stato ancora costituito ma verrà previsto in relazione alla programmazione L Organo di vigilanza svolge una funzione di verifica circa la corretta esecuzione dei dettami degli impegni e adotta, nello svolgimento delle proprie funzioni, Determinazioni e Raccomandazioni atte a stimolare una più corretta osservazione degli stessi da parte di Ater Pescara. Riceve, inoltre, i reclami degli operatori in merito a presunte violazioni da parte di Ater Pescara, inviando una segnalazione alla Regione ed al Collegio Sindacale, qualora quest ultima non abbia provveduto, nei tempi e modi previsti, a porre rimedio alle violazioni accertate. Conformemente agli obblighi di trasparenza sanciti dall articolo 4 del Regolamento, è stato creato uno specifico indirizzo mail dell Organo di vigilanza disponibile attraverso il sito istituzionale dell ente; è stato anche pubblicato il modello sempre sul sito istituzionale attraverso il quale tutti gli interessati possono accedere alle informazioni relative: i) al ruolo e al mandato; ii) alla composizione del Collegio; iii) alle procedure e modalità di segnalazione e trattazione dei reclami; iv) al contenuto delle Determinazioni e delle Raccomandazioni. Oltre al materiale documentale appena illustrato, è stata, altresì, riscontrata la continuità delle attività di formazione del personale di Ater Pescara sui temi degli impegni e, più in generale, delle attività da effettuare. L Organo di vigilanza ha avuto anche modo di seguire tramite i colloqui con i singoli dipendenti la specifica della ripartizione del lavoro di ciascuno 3

4 unitamente all esibizione della documentazione relativa; ha, inoltre, posto attenzione all area tecnica ed alla gestione dei dati sensibili. A tal riguardo, l Organo di vigilanza ha invitato più volte i responsabili di servizio a riconsiderare il processo di pianificazione degli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, arricchendo con ulteriori dettagli le informazioni recate nei protocolli fino a quel punto utilizzati ciò nell ottica di favorire quanto più possibile lo sviluppo della produttività aziendale e la massima trasparenza delle informazioni. Nel corso dell anno, l Organo di Vigilanza ha avuto regolari incontri con i dipendenti, finalizzati all esame ed individuazione delle attività da sviluppare congiuntamente per evitare violazioni. Sono poi proseguiti gli incontri per approfondire taluni argomenti relativi alle diverse problematiche riscontrate, oltre gli scambi di corrispondenza connessi alle istruttorie in corso. Nel 2013 l Organo di Vigilanza ha posto particolare attenzione alla tutela dei principi di trasparenza delle informazioni e, più in generale, focalizzato le attività di verifica su quei temi ed argomenti apparsi prioritari sulla base dei riscontri avuti dai dipendenti. La presente relazione, in aderenza al Modello di organizzazione, gestione e controllo dell ente, affronterà i seguenti argomenti: a) L attività svolta b) Le eventuali criticità rilevate c) Gli interventi migliorativi suggeriti d) Le novità normative rispetto al modello approvato. La presente relazione annuale 2013 è stata approvata nella seduta dell'odv del 18/02/

5 2. L attività svolta A norma del Modello di Governance ed in attuazione del Regolamento OdV approvato in sede di riunione Odv del , allo scopo di esercitare al meglio le funzioni ispettive e di controllo, sul piano organizzativo ed operativo, l OdV deve riunirsi almeno una volta ogni tre mesi, salva l esistenza di situazioni di eccezionalità ed urgenza che impongono convocazioni immediate (v. pagg.40 del MG e pag.1 del Regolamento). Pertanto, si riporta, nel prosieguo, l elenco delle riunioni svolte con l oggetto ed in allegato copia dei relativi verbali numerati: 6. 18/02/2013 _ esame del documento di relazione annuale; colloquio con DIPENDENTE; programmazione e calendarizzazione dei successivi adempimenti con attribuzione dei compiti fra i membri dell ODV in ragione delle specifiche competenze /04/2013 _ esame del documento di relazione programmatica; colloquio con DIPENDENTE; esame e valutazione delle schede di rilevazione ed eventuali proposte da inviare agli organi dell Ente /05/2013 _ colloquio con il DIPENDENTE; esame e valutazione delle risposte alle schede di rilevazione ed eventuali proposte da inviare agli organi dell ente; verifica ed eventuali comunicazioni da e per l ODV con il Collegio Sindacale /07/2013 _ colloquio con DIPENDENTE; esame valutazione delle schede di rilevazione ed eventuali proposte da inviare agli organi dell ente /09/2013 _ colloquio con il DIPENDENTE; esame valutazione delle schede di rilevazione ed eventuali proposte da inviare agli organi dell ente; verifica flussi ODV. 5

6 11. 23/10/2013 _ colloquio con I DIPENDENTI; esame e valutazione delle schede di rilevazione ed eventuali proposte da inviare agli organi dell ente; verifica ed eventuali proposte da inviare agli organi dell Ente /11/2013 _ colloquio con I DIPENDENTI; esame e valutazione delle schede di rilevazione. **** Sotto il profilo metodologico, l OdV ha individuato nella matrice delle aree di rischio, che costituisce parte integrante del Modello Organizzativo adottato, il punto da cui partire per individuare gli aspetti da tenere sotto controllo in via prioritaria. Infatti, tale matrice identifica le aree ritenute a maggior rischio di violazione, per cui danno un preciso orientamento all Azienda in merito alle azioni di miglioramento da svolgere. Nel contempo, l OdV nel primo anno di attività ha ritenuto opportuno confrontarsi con tutti i dipendenti, in maniera da avere una panoramica completa del contesto in cui è chiamato ad operare. Con questo tipo di approccio, nel corso dell anno l OdV ha intervistato i dipendenti dell ATER come risultante dai verbali, al fine di svolgere l esame ed individuazione delle attività da sviluppare congiuntamente per evitare violazioni. Sono poi proseguiti gli incontri per approfondire taluni argomenti relativi alle diverse problematiche riscontrate, oltre gli scambi di corrispondenza connessi alle istruttorie in corso. 6

7 Attraverso i suindicati incontri con i/le responsabili delle Aree/Uffici, l'odv ha potuto verificare ed approfondire il reale grado di comprensione del Modello di Governance. Negli incontri sopra citati, l'odv ha verificato con i/le Responsabili di Area/Ufficio che il Modello di Governance fosse stato predisposto (nel corso del 2012 con l'attività di mappatura iniziale e di definizione dei processi) attraverso un percorso personalizzato e che i processi definiti fossero adatti e realmente applicabili al contesto operativo della società Ater. Nel 2013 l OdV ha posto particolare attenzione alla tutela dei principi di trasparenza delle informazioni e, più in generale, ha focalizzato le attività di verifica su quei temi ed argomenti apparsi prioritari sulla base dei riscontri avuti dai dipendenti. 3. Gli interventi migliorativi suggeriti A fronte del secondo anno di concreta applicazione sembra necessaria un'attività di adeguamento del Modello di Governance per renderlo maggiormente aderente alla realtà della società Ater ed in linea con quanto la recente dottrina e giurisprudenza ipotizzano per l'applicazione del D.Lgs. n.231/01. Si suggerisce un rafforzamento/affinamento della diffusione di conoscenza e informazioni del Mod. 231 con la predisposizione di un modulo di presa visione ed adesione degli argomenti sopra trattati che ciascun responsabile di servizio dovrà fornire ai propri sottoposti. Tale documentazione dei singoli, previa segnatura al protocollo generale, dovrà essere depositata nell archivio dell ODV in apposito fascicolo che sarà attivato con il primo deposito. Oltre che in fase di prima presa visione, i soggetti interessati procederanno alla emissione di nuovo modulo ogni qualvolta vi siano modifiche o aggiornamenti relativi allo specifico settore e reiterata la procedura. 7

8 Si suggerisce la integrale applicazione dei dettami delle vigenti normative atte a garantire la corretta gestione dei dati sensibili, rimandando alla responsabilità individuale di tutti i soggetti, secondo organigramma gerarchico e comunque quali operatori edotti sugli effetti delle conseguenze di eventuali trasgressioni. Quanto alla corretta conservazione e/o gestione dei dati sensibili informatizzati. Si suggerisce di comunicare formalmente ai dipendenti, a cura del responsabile di area con nota informativa protocollata e resa per ricevuta, l obbligo di sostituire le password secondo le tempistiche di legge e istituire, ove tecnicamente possibile, un data base contenente la cronologia, stampabile, in cui vengano registrate le movimentazioni relative al cambiamento delle password per ciascun utilizzatore dei sistemi informatici. In merito al regolare utilizzo di software finalizzati allo svolgimento delle attività aziendali. Risulta opportuna la costituzione di un elenco, a cura del responsabile di area, di software open source di possibile utilizzo per le attività aziendali. I dipendenti, in caso di necessità di utilizzo di nuovi software oltre quelli regolarmente licenziati, dovranno servirsi di quelli presenti nell elenco. Oltre all emissione a cadenza almeno annuale di circolare in cui si invitano i dipendenti a comunicare eventuali nuove installazioni di software, anche nel caso di prodotti di libero utilizzo. È opportuno che il personale sottoscriva una presa d atto, su base documentale comune, di quali siano i propri rapporti di ruolo all interno della propria area di appartenenza e in relazione ai vari servizi aziendali, formulando un organigramma congruente con le assegnazioni da mansionario e contrattuali. In merito all accesso ai dati informatici. È opportuno che vengano individuati i soggetti deputati ad ogni singola mansione concorrente all evasione dei processi e costituito un sistema di tracciabilità. 8

9 Per le modalità di accesso ai locali e agli archivi. Si suggerisce di individuare un soggetto responsabile deputato alla custodia, che siano individuati altri soggetti abilitati all apertura delle porte d entrata ai piani e all accesso al deposito chiavi di riserva. 4. le novità normative rispetto al modello approvato. La legge di conversione 15 ottobre 2013, n. 119 (contenente Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province ) ha soppresso il comma 2 dell art. 9 del d.l. 14 agosto 2013, n. 93, che inseriva tra i reati-presupposto elencati dall'art. 24 bis del d.lgs. n. 231/2001 la frode informatica aggravata dalla sostituzione dell'identità digitale, l indebito utilizzo, la falsificazione, alterazione e ricettazione di carte di credito o di pagamento di cui all'art. 55 comma 9 del d. lgs. n. 231/2007, nonché i delitti in materia di violazione della privacy previsti dal d. lgs. n. 196/2003 (cioè le fattispecie di trattamento illecito dei dati, di falsità nelle dichiarazioni notificazioni al Garante e di inosservanza dei provvedimenti del Garante). Limitatamente alle norme soppresse, il decreto ha perso efficacia sin dall inizio; di conseguenza, vive il testo dell art. 24 bis d.lgs. n. 231/2001 precedente all entrata in vigore del d.l. n. 93/2013, mentre il delitto di frode informatica (art. 640 ter c.p.), se commesso in danno dello Stato o di un ente pubblico, continua ad essere previsto dall art. 24 d.lgs. n. 231/2001. Il comma 2 dell'articolo 9 del Dl 93/2013 è stato soppresso dalla legge di conversione 119/2013; le disposizioni prevedevano l'ingresso tra i "reati presupposto" inclusi nel Dlgs 231/2001 anche dei delitti in materia di privacy (non le contravvenzioni), tra cui il trattamento illecito dei dati e le false comunicazioni al Garante. I delitti in materia di privacy dunque non ingrossano le fattispecie penali attualmente previste dalla normativa sulla responsabilità amministrativa delle 9

10 persone giuridiche per fatto di dipendenti e amministratori, tra le quali, lo ricordiamo, spiccano i diversi reati ambientali introdotti nel Dlgs 231/2001 dal Dlgs 121/2011 Durante l iter di conversione in legge del predetto decreto già le Commissioni riunite Affari costituzionali e giustizia della Camera approvavano l emendamento - sollecitato altresì dal Presidente di Confindustria - volto ad eliminare dal testo definitivo dell articolato normativo il comma 2 dell art. 9. In data 9 ottobre, la Camera approvava il disegno di legge di conversione n A, contenente il testo emendato. Il disegno di legge, così come approvato dalla Camera, è stato poi definitivamente approvato dal Senato con l atto n dell 11 ottobre scorso. Pertanto, dal testo ultimo approvato dal Parlamento, sfociato nella legge di conversione n. 119 del 2013, pubblicata sulla G.U. n. 242 del 15 ottobre 2013, è stato eliminato l art. 9, comma 2: ne deriva che i reati di frode informatica, indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito, nonché i temuti delitti in materia di privacy, sono stati esclusi dai reati che fanno scattare la responsabilità penale delle imprese, ai sensi del D.Lgs. n. 231/ Eventuali violazioni del modello Dalle attività dell'odv e dalle informazioni pervenute non sono emerse, nel corso del 2013, violazioni del Modello di Governance adottato. Non sono emerse, altresì, attività relative alla possibile commissione di reati. 6. Giudizio finale In via di estrema sintesi, il rispetto del Modello di Governance ed il complessivo operato della Azienda, dei dipendenti e dei collaboratori è risultato mediamente in linea con le esigenze previste dal Modello stesso. 10

11 Si segnala tuttavia che l Azienda non si è mostrata particolarmente dinamica sul fronte dell adeguamento e aggiornamento del modello al fine di ridurre i rischi di reato. Infatti non risulta aver intrapreso modifiche organizzative volte ad affrontare le criticità sollevate dall OdV o già ben evidenziate nella mappatura dei rischi effettuata in sede di adozione del Modello. Pertanto, se da una parte si esprime un giudizio positivo circa il rispetto del Modello esistente, dall altra si sprona l Azienda a proseguire nel percorso virtuoso intrapreso, riflettendo sui suggerimenti offerti dall OdV e ridefinendo la propria organizzazione in maniera da ridurre i fattori di criticità. 11

ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE

ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE ORGANISMO DI VIGILANZA PER L ATTUAZIONE DEL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO DE ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE STATALE GALILEO GALILEI CREMA (CR) Nomina componenti OdV edizione dicembre

Dettagli

La responsabilità amministrativa degli enti si estende ai delitti in materia di trattamento dei dati personali. Novità introdotte dal D.l. n. 93/2013.

La responsabilità amministrativa degli enti si estende ai delitti in materia di trattamento dei dati personali. Novità introdotte dal D.l. n. 93/2013. La responsabilità amministrativa degli enti si estende ai delitti in materia di trattamento dei dati personali. Novità introdotte dal D.l. n. 93/2013. Il D.l. 14 agosto 2013, n. 93, entrato il vigore lo

Dettagli

20.03.2015. REV. 2015/00 Pag. 1 di 5

20.03.2015. REV. 2015/00 Pag. 1 di 5 REV. 2015/00 Pag. 1 di 5 PROCEDURA 9 GESTIONE DELLE INDICE: 1. OBIETTIVI 2. DESTINATARI 3. PROCESSI AZIENDALI COINVOLTI 4. PROTOCOLLI DI PREVENZIONE 4.1. DOCUMENTAZIONE INTEGRATIVA 4.2. PROCEDURE DA APPLICARE

Dettagli

L ORGANISMO DI VIGILANZA

L ORGANISMO DI VIGILANZA PARTE GENERALE MODELLO DI GESTIONE DEL SISTEMA DEI RISCHI AZIENDALI. SEZIONE TERZA L ORGANISMO DI VIGILANZA PREMESSA. DP&V affida il compito di vigilare sul Modello di Risk Management ad un Organismo di

Dettagli

Protocollo D.Lgs. 231/2001 n. 11. Gestione ed elaborazione della contabilità e del bilancio di esercizio

Protocollo D.Lgs. 231/2001 n. 11. Gestione ed elaborazione della contabilità e del bilancio di esercizio Pag. 1 di 5 Sommario 2 Scopo e applicabilità... 1 3 Riferimenti... 1 4 Aree interessate... 2 5 Reati potenziali e rischi da presidiare... 2 6 Modalità operative... 2 6.1 Principi di prevenzione... 2 6.2

Dettagli

REGOLAMENTO ORGANISMO DI VIGILANZA di AiFOS (Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro) Art. 1 Oggetto

REGOLAMENTO ORGANISMO DI VIGILANZA di AiFOS (Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro) Art. 1 Oggetto REGOLAMENTO ORGANISMO DI VIGILANZA di AiFOS (Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro) Art. 1 Oggetto 1. Il presente regolamento disciplina composizione, funzionamento e procedure dell

Dettagli

2014 Fiat Group Procedura gestione denunce

2014 Fiat Group Procedura gestione denunce 2014 Fiat Group 2 Fiat Group Indice 1. Premessa... 3 2. Normativa esterna e interna applicabile... 3 3. Compiti e responsabilità... 3 4. Processo... 4 5. Controllo... 4 6. Comitato denunce... 4 7. Registro

Dettagli

LINEE GUIDA PER GLI ORGANISMI DI VIGILANZA

LINEE GUIDA PER GLI ORGANISMI DI VIGILANZA LINEE GUIDA PER GLI ORGANISMI DI VIGILANZA Sommario PREMESSA... 2 1. COMPITI DELL ORGANISMO DI VIGILANZA... 2 1.1 PIANO DI ATTIVITA... 3 1.2 RELAZIONE FINALE... 4 2. PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELL ORGANISMO

Dettagli

Legge 3 agosto 2007, n. 123. Prime indicazioni applicative. Ai Signori Direttori degli SPISAL delle Aziende ULSS del Veneto LORO SEDI

Legge 3 agosto 2007, n. 123. Prime indicazioni applicative. Ai Signori Direttori degli SPISAL delle Aziende ULSS del Veneto LORO SEDI Legge 3 agosto 2007, n. 123. Prime indicazioni applicative. Ai Signori Direttori degli SPISAL delle Aziende ULSS del Veneto LORO SEDI Facendo seguito alla informativa trasmessa dalla scrivente Direzione

Dettagli

Autorità Nazionale Anticorruzione Presidente

Autorità Nazionale Anticorruzione Presidente Autorità Nazionale Anticorruzione Presidente Regolamento in materia di esercizio del potere sanzionatorio dell Autorità Nazionale Anticorruzione per l omessa adozione dei Piani triennali di prevenzione

Dettagli

PARTE SPECIALE D REATI SOCIETARI

PARTE SPECIALE D REATI SOCIETARI PARTE SPECIALE D REATI SOCIETARI INDICE D.1. DESTINATARI DELLA PARTE SPECIALE E PRINCIPI GENERALI DI COMPORTAMENTO... 3 D.2. AREE POTENZIALMENTE A RISCHIO E PRINCIPI DI CONTROLLO PREVENTIVO... 5 D.3. COMPITI

Dettagli

Associazione Comunità IL GABBIANO ONLUS

Associazione Comunità IL GABBIANO ONLUS Associazione Comunità IL GABBIANO ONLUS Sede Legale: Loc.Cascina Castagna, 4-26854 Pieve Fissiraga (LO) Cod.Fisc. 07124640157 Uff. Amministrativi: Via Bonfadini, 11-23100 Sondrio - 0342-200844 Fax 0342-216702

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO ISPETTIVO AZIENDALE DELL AZIENDA OSPEDALIERA OSPEDALI RIUNITI PAPARDO PIEMONTE

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO ISPETTIVO AZIENDALE DELL AZIENDA OSPEDALIERA OSPEDALI RIUNITI PAPARDO PIEMONTE REGIONE SICILIANA AZIENDA OSPEDALIERA OSPEDALI RIUNITI PAPARDO-PIEMONTE Ctr. Papardo 98158 Messina - tel.090-3991 Codice Fiscale e Partita IVA 03051880833 Affari Generali www.aorpapardopiemonte.it email:

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DEL COMUNE DELLA SPEZIA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DEL COMUNE DELLA SPEZIA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DEL COMUNE DELLA SPEZIA Deliberato dalla Giunta Comunale con atto n. 177 del 11.05.2001 Modificato ed integrato

Dettagli

Procedura GESTIONE DENUNCE

Procedura GESTIONE DENUNCE Procedura GESTIONE DENUNCE Torino, 23 dicembre 2004 INDICE PARTE GENERALE 1 PREMESSA...3 2 NORMATIVA ESTERNA E INTERNA APPLICABILE...3 3 COMPITI E RESPONSABILITÀ...3 4 PROCESSO...4 5 CONTROLLO...4 6 COMITATO

Dettagli

Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. Lgs. 231/2001. Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO

Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. Lgs. 231/2001. Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO 1 01.00 PREMESSA Recordati è un gruppo farmaceutico europeo fondato nel 1926, quotato alla Borsa Italiana, che si dedica alla ricerca, allo sviluppo, alla produzione

Dettagli

Autorità Nazionale Anticorruzione

Autorità Nazionale Anticorruzione Autorità Nazionale Anticorruzione PROTOCOLLO DI AZIONE VIGILANZA COLLABORATIVA CON L AGENZIA NAZIONALE PER L ATTRAZIONE DEGLI INVESTIMENTI E LO SVILUPPO D IMPRESA S.P.A. (INVITALIA) PREMESSO CHE - L art.

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DELLE SEGNALAZIONI E DEI RECLAMI

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DELLE SEGNALAZIONI E DEI RECLAMI REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DELLE SEGNALAZIONI E DEI RECLAMI Approvato con Deliberazione del Consiglio Provinciale n. 511031/2004 del 01/03/2005 Preambolo IL CONSIGLIO PROVINCIALE Visto l art. 117, comma

Dettagli

Procedura correlata alla gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Procedura correlata alla gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Procedura correlata alla gestione della salute e sicurezza nei luoghi di Approvato da: Funzione Cognome e Nome Data Firma per approvazione Presidente del CdA RSPP Soc. di consulenza Verificato da:: Funzione

Dettagli

PROTOCOLLO DI AZIONE VIGILANZA COLLABORATIVA CON LA REGIONE CAMPANIA PREMESSO CHE

PROTOCOLLO DI AZIONE VIGILANZA COLLABORATIVA CON LA REGIONE CAMPANIA PREMESSO CHE PROTOCOLLO DI AZIONE VIGILANZA COLLABORATIVA CON LA REGIONE CAMPANIA PREMESSO CHE - L art. 19 del decreto legge 24 giungo 2014 n. 90, convertito con modificazioni dalla l. 11 agosto 2014, n. 114, ha ridefinito

Dettagli

COMUNE DI CUNEO Regolamento sui controlli interni

COMUNE DI CUNEO Regolamento sui controlli interni COMUNE DI CUNEO Regolamento sui controlli interni (art. 147 del TUELL 267/2000, modificato dal D.L. 174/2012 convertito nella legge 213/2012) INDICE Parte 1^ Premesse generali Art. 1 Finalità e ambito

Dettagli

Nufarm Italia S.r.l MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO. ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001

Nufarm Italia S.r.l MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO. ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001 Nufarm Italia S.r.l MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001 Il presente documento ha lo scopo di illustrare il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo adottato

Dettagli

BDO S.p.A. REGOLAMENTO OPERATIVO ORGANISMO DI VIGILANZA. ai sensi del Decreto Legislativo 231/01

BDO S.p.A. REGOLAMENTO OPERATIVO ORGANISMO DI VIGILANZA. ai sensi del Decreto Legislativo 231/01 REGOLAMENTO OPERATIVO ORGANISMO DI VIGILANZA ai sensi del Decreto Legislativo 231/01 Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 27 settembre 2013 Art 1. Oggetto Il presente regolamento disciplina

Dettagli

Manuale Informativo. Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 Codice in materia di protezione dei dati personali

Manuale Informativo. Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 Codice in materia di protezione dei dati personali Manuale Informativo Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 Codice in materia di protezione dei dati personali INDEX Il D.Lgs. 196/2003 Termini e Fondamenti Gli attori Organizzazione e Responsabilità

Dettagli

Aspetto essenziale per l effettività del Modello è costituito dalla predisposizione di un

Aspetto essenziale per l effettività del Modello è costituito dalla predisposizione di un b CASSA EDILE DELLA PROVINCIA DI BARI SISTEMA DISCIPLINARE ex D.lgs. 8 giugno 2001 n. 231 Principi generali Aspetto essenziale per l effettività del Modello è costituito dalla predisposizione di un adeguato

Dettagli

ISTRUZIONI SULLA TRATTAZIONE DEI RECLAMI. Relazione

ISTRUZIONI SULLA TRATTAZIONE DEI RECLAMI. Relazione ISTRUZIONI SULLA TRATTAZIONE DEI RECLAMI Relazione Con le Istruzioni sulla trattazione dei reclami (di seguito, Istruzioni ) la COVIP intende procedere nella realizzazione di interventi volti ad accrescere

Dettagli

COMUNICATO. Vigilanza sugli intermediari Entratel: al via i controlli sul rispetto della privacy

COMUNICATO. Vigilanza sugli intermediari Entratel: al via i controlli sul rispetto della privacy COMUNICATO Vigilanza sugli intermediari Entratel: al via i controlli sul rispetto della privacy Nel secondo semestre del 2011 l Agenzia delle Entrate avvierà nuovi e più articolati controlli sul rispetto

Dettagli

Avv. Carlo Autru Ryolo

Avv. Carlo Autru Ryolo Gestione della responsabilità amministrativa L'apparato organizzativo della D.Lgs. 231/01 e il Sistema di Gestione della Responsabilità Amministrativa L'APPARATO ORGANIZZATIVO DELLA D.LGS. 231/01 Disciplina

Dettagli

LA BANCA D ITALIA. Vista la legge 17 gennaio 2000, n. 7, in materia di disciplina del mercato dell oro;

LA BANCA D ITALIA. Vista la legge 17 gennaio 2000, n. 7, in materia di disciplina del mercato dell oro; Regolamento per l organizzazione e il funzionamento della Unità di Informazione Finanziaria (UIF), ai sensi dell art. 6, comma 2, del d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231 LA BANCA D ITALIA Viste la direttiva

Dettagli

Cassa del Trentino S.p.A. Analisi delle attività sensibili ex D.Lgs. 231/01 art. 6 comma 2. Relazione di sintesi

Cassa del Trentino S.p.A. Analisi delle attività sensibili ex D.Lgs. 231/01 art. 6 comma 2. Relazione di sintesi Cassa del Trentino S.p.A. Analisi delle attività sensibili ex D.Lgs. 231/01 art. 6 comma 2 Relazione di sintesi Marzo 2013 INDICE 1. PREMESSA... 3 1.1. DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI... 3 1.2. METODOLOGIA...

Dettagli

ALLEGATO D. Roma lì, / / Equitalia S.p.A. il Titolare

ALLEGATO D. Roma lì, / / Equitalia S.p.A. il Titolare 1 Premessa e quadro normativo Il Contratto sottoscritto da Equitalia S.p.A. e ha ad oggetto l affidamento dei servizi di implementazione e manutenzione del nuovo Sistema Informativo Corporate - Sistema

Dettagli

ORGANISMO DI VIGILANZA

ORGANISMO DI VIGILANZA ALLEGATO 3 ORGANISMO DI VIGILANZA 12 1. Il decreto 231/01 e l istituzione dell OdV Come noto il Decreto 231/01 ha introdotto una nuova forma di responsabilità delle persone giuridiche per alcuni tipi di

Dettagli

CAP04 Gestione del Processo di Consulenza Tecnica

CAP04 Gestione del Processo di Consulenza Tecnica CAP04 Gestione del Processo di Consulenza Tecnica 1 di 7 INDICE 1 Pianificazione della realizzazione del prodotto... 2 2 Processi relativi al cliente... 2 2.1 Analisi dei bisogni, determinazione dei requisiti

Dettagli

REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA Effetti s.r.l.

REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA Effetti s.r.l. REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA Effetti s.r.l. Approvato all unanimità dagli Amministratori con decisione del 21 aprile 2009 SOMMARIO Art. 1 - Scopo e ambito di applicazione Art. 2 - Composizione

Dettagli

Procedura per la gestione della sicurezza per i reati contro la personalità individuale

Procedura per la gestione della sicurezza per i reati contro la personalità individuale Procedura per la gestione della sicurezza per i reati contro la personalità Approvato da: Funzione Cognome e Nome Data Firma per approvazione Presidente del CdA RSPP Soc. di consulenza Verificato da::

Dettagli

FORMAZIONE E DIFFUSIONE. Codice Documento: MOG 231 PFD

FORMAZIONE E DIFFUSIONE. Codice Documento: MOG 231 PFD FORMAZIONE E DIFFUSIONE Codice Documento: MOG 231 PFD 1 COPIA CONTROLLATA N 1 REV. BREVE DESCRIZIONE E COMMENTO DATA 0 EMISSIONE 22/02/2012 1 REVISIONE 03/12/2013 2 3 4 5 Tutti i cambiamenti sono sottoposti

Dettagli

MANUALE di GESTIONE per la QUALITA

MANUALE di GESTIONE per la QUALITA Pagina 1 di 5 1. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE Scopo della presente sezione del MQ è definire le modalità e i criteri adottati dalla No Problem Parking spa per pianificare ed attuare i processi di misurazione

Dettagli

INFORMATIVA SULL ADOZIONE DEL PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE

INFORMATIVA SULL ADOZIONE DEL PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE INFORMATIVA SULL ADOZIONE DEL PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE Gennaio 2014 Il 28 novembre 2012, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è entrata in vigore la L. 6 novembre 2012 n.

Dettagli

TAVOLI DI LAVORO 231 PROGRAMMA DEI LAVORI. PLENUM Consulting Group S.r.l.

TAVOLI DI LAVORO 231 PROGRAMMA DEI LAVORI. PLENUM Consulting Group S.r.l. TAVOLI DI LAVORO 231 PROGRAMMA DEI LAVORI N. 1559 UNI EN ISO 9001:2008 PLENUM Consulting Group S.r.l. Via San Quintino, 26/A 10121 TORINO -ITALY Tel +39 011 812 47 05 Fax +39 011 812 70 70 E-mail: plenum@plenum.it

Dettagli

20.03.2014. REV. 2014/00 Pag. 1 di 7

20.03.2014. REV. 2014/00 Pag. 1 di 7 REV. 2014/00 Pag. 1 di 7 PROCEDURA 11 GESTIONE DELLA TUTELA DELL AMBIENTE INDICE: 1. OBIETTIVI 2. DESTINATARI 3. PROCESSI AZIENDALI COINVOLTI 4. PROTOCOLLI DI PREVENZIONE 4.1. DOCUMENTAZIONE INTEGRATIVA

Dettagli

Regolamento reclami presso il C.S.A.

Regolamento reclami presso il C.S.A. Pagina di 1/6 ORIGINALE N CONSEGNATO A 1. Scopo... 2 2. Campo di applicazione... 2 4. Diagrammi di flusso... 2 4.1. Diagramma di flusso Reclamo semplice... 2 4.2. Diagramma di flusso Reclamo complesso...

Dettagli

Definizioni. Verbale di controllo ispettivo. Modalità e termini per la gestione delle non conformità

Definizioni. Verbale di controllo ispettivo. Modalità e termini per la gestione delle non conformità Decreto Dipartimentale 26 settembre 2014 n. 18096 (pubblicazione sul sito internet del MiPAAF).- Individuazione dei tempi e delle modalità di gestione dei provvedimenti adottati dagli Organismi di controllo

Dettagli

CAPITOLO 20 AGGIORNAMENTO DEL CODICE DI STOCCAGGIO

CAPITOLO 20 AGGIORNAMENTO DEL CODICE DI STOCCAGGIO CAPITOLO 20 AGGIORNAMENTO DEL CODICE DI STOCCAGGIO 20.1 PREMESSA... 255 20.2 COMITATO DI CONSULTAZIONE... 255 20.3 SOGGETTI TITOLATI A PRESENTARE RICHIESTE DI MODIFICA... 255 20.4 REQUISITI DI RICEVIBILITA

Dettagli

Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A.

Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. 1 Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 1 giugno

Dettagli

Modello di organizzazione gestione e controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001. Sistema Disciplinare

Modello di organizzazione gestione e controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001. Sistema Disciplinare Modello di organizzazione gestione e controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001 Sistema Disciplinare ELENCO DELLE REVISIONI 2 INDICE Introduzione... 4 Sistema disciplinare... 4 Dirigenti... 5 Amministratori...

Dettagli

Atto Dirigenziale n. 4180 del 15/12/2009

Atto Dirigenziale n. 4180 del 15/12/2009 Atto Dirigenziale N. 4180 del 15/12/2009 Classifica: 003.02.01 Anno 2009 (3032475) Oggetto ADEMPIMENTI IN MATERIA DI PRIVACY. DESIGNAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI DI SISTEMA INTERNI ED INDIVIDUAZIONE DEGLI

Dettagli

AZIENDA OSPEDALIERA REGIONALE SAN CARLO Ospedale San Carlo di Potenza - Ospedale San Francesco di Paola di Pescopagano

AZIENDA OSPEDALIERA REGIONALE SAN CARLO Ospedale San Carlo di Potenza - Ospedale San Francesco di Paola di Pescopagano AZIENDA OSPEDALIERA REGIONALE SAN CARLO Ospedale San Carlo di Potenza - Ospedale San Francesco di Paola di Pescopagano DELIBERAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE n. 2015/00501 del 12/10/2015 al Collegio Sindacale

Dettagli

SISTEMA DISCIPLINARE. Venis Venezia Informatica e Sistemi S.p.A.

SISTEMA DISCIPLINARE. Venis Venezia Informatica e Sistemi S.p.A. SISTEMA DISCIPLINARE Venis Venezia Informatica e Sistemi S.p.A. Versione: 3.0 Approvato con determinazione dell Amministratore Unico il 7 novembre 2014 MO231 - pag. 1 di 5 SISTEMA DISCIPLINARE 1. PREMESSA

Dettagli

PROVVEDIMENTO 29 dicembre 2010, prot. n. 188376 1

PROVVEDIMENTO 29 dicembre 2010, prot. n. 188376 1 PROVVEDIMENTO 29 dicembre 2010, prot. n. 188376 1 Modalità di diniego o revoca dell autorizzazione ad effettuare operazioni intracomunitarie ai sensi del comma 7-bis dell articolo 35 del D.P.R. n. 633

Dettagli

REGOLAMENTO ORGANISMO DI VIGILANZA

REGOLAMENTO ORGANISMO DI VIGILANZA REGOLAMENTO ORGANISMO DI VIGILANZA (approvato con Deliberazione Consiglio di Amministrazione del 25 febbraio 2015) Indice di Revisione Rev. Descrizione delle modifiche Data 1.0 Prima emissione Febbraio

Dettagli

FONDAZIONE PIEMONTESE PER LA RICERCA SUL CANCRO - ONLUS. Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs.

FONDAZIONE PIEMONTESE PER LA RICERCA SUL CANCRO - ONLUS. Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs. FONDAZIONE PIEMONTESE PER LA RICERCA SUL CANCRO - ONLUS Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs. 231/2001 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D. LGS.

Dettagli

REGOLAMENTO AZIENDALE DI PUBBLICA TUTELA AZIENDA ULSS 16 di PADOVA

REGOLAMENTO AZIENDALE DI PUBBLICA TUTELA AZIENDA ULSS 16 di PADOVA REGOLAMENTO AZIENDALE DI PUBBLICA TUTELA AZIENDA ULSS 16 di PADOVA Art. 1 - Finalità del Regolamento 1.1. L Azienda ULSS 16 si impegna a garantire la tutela dei cittadini e degli utenti dei suoi servizi

Dettagli

COMUNE DI USSARAMANNA

COMUNE DI USSARAMANNA COPIA COMUNE DI USSARAMANNA PROVINCIA DEL MEDIO CAMPIDANO DELIBERAZIONE DI GIUNTA COMUNALE N 104/2015 OGGETTO: INTEGRAZIONE MANUALE DI GESTIONE DOCUMENTALE - D.P.C.M. 3 dicembre 2013. L'anno Duemilaquindici,

Dettagli

Delibera n. 129/04 L AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA E IL GAS. Nella riunione del 22 luglio 2004. Visti:

Delibera n. 129/04 L AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA E IL GAS. Nella riunione del 22 luglio 2004. Visti: Pagina 1 di 5 Pubblicata sul sito www.autorita.energia.it il 29 luglio 2004, ai sensi dell'articolo 6, comma 4, della deliberazione dell'autorità per l'energia elettrica e il gas 20 febbraio 2001, n. 26/01

Dettagli

Semplificazione degli adempimenti per l'adeguamento alla normativa sulla Privacy

Semplificazione degli adempimenti per l'adeguamento alla normativa sulla Privacy Semplificazione degli adempimenti per l'adeguamento alla normativa sulla Privacy Approssimandosi la scadenza per il rinnovo annuale del DPS (Documento programmatico sulla Sicurezza) è utile sapere che

Dettagli

Comunicazione informativa sul Modello 231 e Codice Etico. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D.Lgs. 8 GIUGNO 2001 N.

Comunicazione informativa sul Modello 231 e Codice Etico. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D.Lgs. 8 GIUGNO 2001 N. Comunicazione informativa sul Modello 231 e Codice Etico MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D.Lgs. 8 GIUGNO 2001 N. 231 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE Con la disciplina dettata dal

Dettagli

CONSERVAZIONE SOSTITUTIVA DEI DOCUMENTI TRIBUTARI: NOVITÀ

CONSERVAZIONE SOSTITUTIVA DEI DOCUMENTI TRIBUTARI: NOVITÀ CONSERVAZIONE SOSTITUTIVA DEI DOCUMENTI TRIBUTARI: NOVITÀ a cura del Col. t.st Danilo PETRUCELLI Comandante del Nucleo PT Torino Guardia di Finanza Politecnico di Torino, 25 novembre 2011 Sviluppo tecnologico

Dettagli

Regolamento disciplinante la richiesta, l esame, l opinamento e il rilascio dei pareri di congruità

Regolamento disciplinante la richiesta, l esame, l opinamento e il rilascio dei pareri di congruità Regolamento disciplinante la richiesta, l esame, l opinamento e il rilascio dei pareri di congruità dei compensi indicati nelle parcelle presentate per la loro approvazione all Ordine degli Avvocati di

Dettagli

REGIONE DEL VENETO PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE (POR) OBIETTIVO COMPETITIVITA REGIONALE E OCCUPAZIONE PARTE FESR (2007-2013)

REGIONE DEL VENETO PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE (POR) OBIETTIVO COMPETITIVITA REGIONALE E OCCUPAZIONE PARTE FESR (2007-2013) REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA POR OBIETTIVO COMPETITIVITÀ REGIONALE E OCCUPAZIONE PARTE FESR (2007-2013) Comitato di Sorveglianza 13 maggio 2011 REGIONE DEL VENETO PROGRAMMA OPERATIVO

Dettagli

REGOLAMENTO SULL USO DI INTERNET E DELLA POSTA ELETTRONICA

REGOLAMENTO SULL USO DI INTERNET E DELLA POSTA ELETTRONICA MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Martino Longhi di VIGGIÙ Via Indipendenza 18, Loc. Baraggia 21059 VIGGIU (VA) Tel. 0332.486460 Fax 0332.488860 C.F.

Dettagli

COMUNE DI BRESCELLO REGOLAMENTO GENERALE PER GLI ARCHIVI COMUNALI

COMUNE DI BRESCELLO REGOLAMENTO GENERALE PER GLI ARCHIVI COMUNALI COMUNE DI BRESCELLO REGOLAMENTO GENERALE PER GLI ARCHIVI COMUNALI Approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 67 del 29.12.2005 In vigore dal 26.02.2006 TITOLO I Principi fondamentali Art. 1 FUNZIONE

Dettagli

Fatturazione elettronica verso le P.A. Archiviazione ottica sostitutiva e adempimenti Privacy

Fatturazione elettronica verso le P.A. Archiviazione ottica sostitutiva e adempimenti Privacy Fatturazione elettronica verso le P.A. Archiviazione ottica sostitutiva e adempimenti Privacy A cura di: Cristiano Cavallari Grottaferrata, 27 febbraio 2015 Viale Nazioni Unite 3, 00046 Grottaferrata (Roma)

Dettagli

POSITION PAPER. aprile 2010

POSITION PAPER. aprile 2010 Risposta alla consultazione COVIP Schema di regolamento sulle procedure relative all autorizzazione all esercizio dell attività delle forme pensionistiche complementari, alle modifiche degli statuti e

Dettagli

Disposizioni in materia di trattamento dei dati personali.

Disposizioni in materia di trattamento dei dati personali. Privacy - Ordinamento degli uffici e dei servizi comunali: indirizzi in materia di trattamento dei dati personali esistenti nelle banche dati del Comune. (Delibera G.C. n. 919 del 28.12.2006) Disposizioni

Dettagli

MODALITA DI ATTUAZIONE ALL INTERNO DELLA PROVINCIA DI NAPOLI DELLE DISPOSIZIONI DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO N. 81 DEL 9 APRILE 2008 E S.M.

MODALITA DI ATTUAZIONE ALL INTERNO DELLA PROVINCIA DI NAPOLI DELLE DISPOSIZIONI DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO N. 81 DEL 9 APRILE 2008 E S.M. Provincia di Napoli MODALITA DI ATTUAZIONE ALL INTERNO DELLA PROVINCIA DI NAPOLI DELLE DISPOSIZIONI DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO N. 81 DEL 9 APRILE 2008 E S.M.I. IN MATERIA DI TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA

Dettagli

CIRCOLARE N. 6/D. 32223/RU Alle Direzioni Regionali, Interregionali e Provinciali

CIRCOLARE N. 6/D. 32223/RU Alle Direzioni Regionali, Interregionali e Provinciali CIRCOLARE N. 6/D Roma, 4 aprile 2012 Protocollo: Rif.: Allegati: 32223/RU Alle Direzioni Regionali, Interregionali e Provinciali Agli Uffici delle dogane E p.c. a: Alle Direzioni Centrali Agli Uffici di

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE SUI CONTROLLI INTERNI

REGOLAMENTO COMUNALE SUI CONTROLLI INTERNI REGOLAMENTO COMUNALE SUI CONTROLLI INTERNI Articolo 1 OGGETTO 1. Il presente regolamento ha ad oggetto il sistema dei controlli interni come previsti dagli articoli 147 e seguenti del decreto legislativo

Dettagli

Tutto ciò premesso, le associazioni dei consumatori sopra elencate ed UniAcque Spa, di seguito

Tutto ciò premesso, le associazioni dei consumatori sopra elencate ed UniAcque Spa, di seguito PROTOCOLLO DI INTESA TRA UNIACQUE SPA E FEDERCONSUMATORI BERGAMO, FEDERCONSUMATORI SEBINO, ADICONSUM BERGAMO SEBINO, ADOC PER ATTIVITÀ DI PROMOZIONE DELLA CONCILIAZIONE E DI ATTIVAZIONE DI UNA PROCEDURA

Dettagli

ARCESE TRASPORTI S.P.A. Modello di organizzazione gestione e controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001 CODICE DISCIPLINARE

ARCESE TRASPORTI S.P.A. Modello di organizzazione gestione e controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001 CODICE DISCIPLINARE ARCESE TRASPORTI S.P.A. Modello di organizzazione gestione e controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001 CODICE DISCIPLINARE ELENCO DELLE REVISIONI REV. DATA DESCRIZIONE APPROVAZIONE 00 28/07/15 Codice _Disciplinare

Dettagli

CONVENZIONE DI SERVIZIO DELLA CONSERVAZIONE DEI DOCUMENTI INFORMATICI RELATIVI AI SERVIZI DI tra

CONVENZIONE DI SERVIZIO DELLA CONSERVAZIONE DEI DOCUMENTI INFORMATICI RELATIVI AI SERVIZI DI tra COMUNE DI CUNEO SETTORE ELABORAZIONE DATI ED ATTIVITA PRODUTTIVE Via Roma 28, 12100 CUNEO CONVENZIONE DI SERVIZIO DELLA CONSERVAZIONE DEI DOCUMENTI INFORMATICI RELATIVI AI SERVIZI DI tra Il Comune di Cuneo,

Dettagli

CIRCOLARE N.18/E. OGGETTO: Misura e ravvedibilità delle sanzioni applicate in sede di controllo automatizzato delle dichiarazioni

CIRCOLARE N.18/E. OGGETTO: Misura e ravvedibilità delle sanzioni applicate in sede di controllo automatizzato delle dichiarazioni CIRCOLARE N.18/E Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti Settore Gestione Tributi Ufficio Gestione Dichiarazioni Roma, 10 maggio 2011 aprile 2011 OGGETTO: Misura e ravvedibilità delle sanzioni applicate

Dettagli

sistema disciplinare Modello 231/01 di Organizzazione Gestione e Controllo Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 29/02/2012

sistema disciplinare Modello 231/01 di Organizzazione Gestione e Controllo Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 29/02/2012 sistema disciplinare Modello 231/01 di Organizzazione Gestione e Controllo Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 29/02/2012 1 Indice Introduzione... 3 Sistema disciplinare... 3 2 Introduzione

Dettagli

Il percorso della sicurezza per i volontari di protezione civile

Il percorso della sicurezza per i volontari di protezione civile Il percorso della sicurezza per i volontari di protezione civile Il decreto legislativo n. 81/2008, la legge che tutela la sicurezza dei lavoratori, si applica alle attività svolte dai volontari di protezione

Dettagli

Istituzione per i Servizi Educativi, Culturali e Sportivi Comune di Sesto Fiorentino DETERMINAZIONE DEL DIRETTORE N. 50 DEL 21.5.

Istituzione per i Servizi Educativi, Culturali e Sportivi Comune di Sesto Fiorentino DETERMINAZIONE DEL DIRETTORE N. 50 DEL 21.5. Istituzione per i Servizi Educativi, Culturali e Sportivi Comune di Sesto Fiorentino DETERMINAZIONE DEL DIRETTORE N. 50 DEL 21.5.2012 OGGETTO: individuazione degli incaricati del trattamento dati personali

Dettagli

Modello di organizzazione gestione e controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001

Modello di organizzazione gestione e controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001 Modello di organizzazione gestione e controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001 Parte Speciale Sezione Delitti informatici e trattamento illecito di dati ELENCO DELLE REVISIONI REV. DATA NATURA DELLE MODIFICHE

Dettagli

La responsabilità amministrativa nelle banche, nelle assicurazioni e nella finanza:

La responsabilità amministrativa nelle banche, nelle assicurazioni e nella finanza: La responsabilità amministrativa nelle banche, nelle assicurazioni e nella finanza: ruolo delle associazioni, linee guida 231 e possibili sviluppi 26 Settembre 2013 ABI - Piazza del Gesù 49, Roma Alessandro

Dettagli

Comunicazione del 20 aprile 2010. Credito revolving concesso con carte di credito: cautele e indirizzi per gli operatori.

Comunicazione del 20 aprile 2010. Credito revolving concesso con carte di credito: cautele e indirizzi per gli operatori. Comunicazione del 20 aprile 2010. Credito revolving concesso con carte di credito: cautele e indirizzi per gli operatori. Nell ambito dell attività di vigilanza la Banca d Italia ha svolto approfondimenti

Dettagli

Approvato dal Consiglio di Amministrazione del 25 settembre 2012

Approvato dal Consiglio di Amministrazione del 25 settembre 2012 Robert Bosch S.p.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N. 231 PARTE SPECIALE I: REATI IN TEMA DI AMBIENTE Approvato dal Consiglio di Amministrazione del

Dettagli

Sistema Disciplinare relativo al MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del D.lgs. 8 giugno 2001 n. 231

Sistema Disciplinare relativo al MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del D.lgs. 8 giugno 2001 n. 231 Sistema Disciplinare relativo al MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del D.lgs. 8 giugno 2001 n. 231 di Fujitsu Technology Solutions S.p.A. Vers. 2.0 approvato dal CdA il 21/01/2015

Dettagli

REATI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO

REATI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D. LGS. 231/2001 DI CONSIP S.P.A. a socio unico ***** PARTE SPECIALE D REATI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO IL RISCHIO

Dettagli

D. Lgs.. 231/2001 e Sistema Gestione Qualità: quali integrazioni. M. Mengoli 5 giugno 2014

D. Lgs.. 231/2001 e Sistema Gestione Qualità: quali integrazioni. M. Mengoli 5 giugno 2014 D. Lgs.. 231/2001 e Sistema Gestione Qualità: quali integrazioni M. Mengoli 5 giugno 2014 Il D. Lgs. 231/01 introduce una nuova fattispecie di responsabilità da reato Reato nell organizzazione è imputabile

Dettagli

DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SER- VIZIO POLITICHE PER IL BENESSERE SOCIALE E LE PARI OPPORTUNITA 19 marzo 2013, n. 240

DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SER- VIZIO POLITICHE PER IL BENESSERE SOCIALE E LE PARI OPPORTUNITA 19 marzo 2013, n. 240 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 47 del 28-03-2013 11749 DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SER- VIZIO POLITICHE PER IL BENESSERE SOCIALE E LE PARI OPPORTUNITA 19 marzo 2013, n. 240 Legge regionale

Dettagli

REGOLAMENTO RECANTE DISCIPLINA IN MATERIA DI GESTIONE DELL ALBO - PUBBLICITA LEGALE

REGOLAMENTO RECANTE DISCIPLINA IN MATERIA DI GESTIONE DELL ALBO - PUBBLICITA LEGALE REGOLAMENTO RECANTE DISCIPLINA IN MATERIA DI GESTIONE DELL ALBO - PUBBLICITA LEGALE Approvato con deliberazione del Consiglio di Istituto del 5 Novembre 2013 Il presente regolamento entra in vigore il

Dettagli

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 2 OLBIA DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO N. 1329 DEL 02/12/2015

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 2 OLBIA DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO N. 1329 DEL 02/12/2015 REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 2 OLBIA DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO N. 1329 DEL 02/12/2015 OGGETTO: APPROVAZIONE REGOLAMENTO SULLE PROCEDURE OPERATIVE DI SUPPORTO

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ORGANIZZAZIONE E LA DISCIPLINA DELL ALBO PRETORIO INFORMATICO

REGOLAMENTO PER L ORGANIZZAZIONE E LA DISCIPLINA DELL ALBO PRETORIO INFORMATICO COMUNE DI ROVIGO REGOLAMENTO PER L ORGANIZZAZIONE E LA DISCIPLINA DELL ALBO PRETORIO INFORMATICO Approvato dalla Giunta Comunale con Deliberazione n. 201 in data 22.12.2011 Entrato in vigore dal 13.01.2012

Dettagli

Comune di Bassano del Grappa

Comune di Bassano del Grappa Comune di Bassano del Grappa DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE Registro Unico 1247 / 2014 Area Staff OGGETTO: ACQUISIZIONE SERVIZIO AGGIORNAMENTO TECNOLOGICO DEL SOFTWARE APPLICATIVO PER LA GESTIONE ECONOMICA

Dettagli

Relazione Reclami. Anno 2013. Pianificazione Controllo e Compliance

Relazione Reclami. Anno 2013. Pianificazione Controllo e Compliance Relazione Reclami Anno 2013 Pianificazione Controllo e Compliance Spett.le C.d.A., La presente relazione è predisposta dalla funzione Pianificazione, Controllo e Compliance, come rendicontazione annuale

Dettagli

PROTOCOLLO DI INTESA. TRA L UNIONE LOMBARDA DEI CONSIGLI dell ORDINE DEGLI AVVOCATI. EQUITALIANORD S.p.A.

PROTOCOLLO DI INTESA. TRA L UNIONE LOMBARDA DEI CONSIGLI dell ORDINE DEGLI AVVOCATI. EQUITALIANORD S.p.A. Unione Lombarda dei Consigli dell Ordine degli Avvocati PROTOCOLLO DI INTESA TRA L UNIONE LOMBARDA DEI CONSIGLI dell ORDINE DEGLI AVVOCATI ed EQUITALIANORD S.p.A. L anno.. il giorno del mese di...presso

Dettagli

Il risk management, invece, verifica concretamente le attività rischiose per la società, individuando e sviluppando le strategie per governarle.

Il risk management, invece, verifica concretamente le attività rischiose per la società, individuando e sviluppando le strategie per governarle. Workshop di approfondimento in merito alla creazione di uno standard di riferimento per l'implementazione delle metodologie di raccolta dati e di informazioni da parte degli organismi deputati alla vigilanza

Dettagli

Determina Ufficio Segreteria n 1 del 13.02.2015

Determina Ufficio Segreteria n 1 del 13.02.2015 Determina Ufficio Segreteria n 1 del 13.02.2015 Adozione del Piano di informatizzazione delle procedure per la presentazione di istanze, dichiarazioni e segnalazioni on line. IL SEGRETARIO COMUNALE Visto

Dettagli

Direzione Centrale Gestione Tributi CIRCOLARE N. 61/E

Direzione Centrale Gestione Tributi CIRCOLARE N. 61/E Direzione Centrale Gestione Tributi CIRCOLARE N. 61/E Roma, 31 luglio 2002. OGGETTO: Rimborsi in conto fiscale per l imposta sul valore aggiunto derivanti dalla dichiarazione annuale Attività degli uffici

Dettagli

Codice di Corporate Governance

Codice di Corporate Governance Approvato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 1 del 3 maggio 200 Indice 1 Introduzione 2 Organizzazione della Società 2.1 Assemblea dei Soci 2.2 Consiglio di Amministrazione 2.3 Presidente

Dettagli

- IMMSI S.p.A. - Procedura per la gestione del Registro delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate

- IMMSI S.p.A. - Procedura per la gestione del Registro delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate - IMMSI S.p.A. - Procedura per la gestione del Registro delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate Adottata con delibera del CdA del 24 marzo 2006 e successivamente modificata in data

Dettagli

SCHEMA DI REGOLAMENTO SULLE MODALITA DI ADESIONE ALLE FORME PENSIONISTICHE COMPLEMENTARI

SCHEMA DI REGOLAMENTO SULLE MODALITA DI ADESIONE ALLE FORME PENSIONISTICHE COMPLEMENTARI SCHEMA DI REGOLAMENTO SULLE MODALITA DI ADESIONE ALLE FORME PENSIONISTICHE COMPLEMENTARI Il presente documento, recante lo schema di Regolamento sulle modalità di adesione alle forme pensionistiche complementari,

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA ATTESTAZIONE DEI MODELLI ORGANIZZATIVI D. LGS 231/2001 I & F BUREAU VERITAS ITALIA

REGOLAMENTO PER LA ATTESTAZIONE DEI MODELLI ORGANIZZATIVI D. LGS 231/2001 I & F BUREAU VERITAS ITALIA Emesso da Ufficio: REGOLAMENTO ATTESTAZIONE INDICE 1. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE... 2 2. IMPEGNI DI BUREAU VERITAS... 2 3. IMPEGNI DELL ORGANIZZAZIONE... 2 4. PROCEDURA DI ATTESTAZIONE... 2 5. RICHIESTA

Dettagli

Regolamento per lo svolgimento di attività di ispezione in qualità di Organismo di Ispezione di Tipo A.

Regolamento per lo svolgimento di attività di ispezione in qualità di Organismo di Ispezione di Tipo A. Regolamento per lo svolgimento di attività di ispezione in qualità di Organismo di Ispezione di Tipo A. In vigore dal 06. 07. 2011 RINA Via Corsica 12 16128 Genova - Italia tel +39 010 53851 fax +39 010

Dettagli

REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA DEL PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE SICILIA FESR 2007/2013

REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA DEL PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE SICILIA FESR 2007/2013 REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA DEL PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE SICILIA FESR 2007/2013 ******************** Il Comitato di Sorveglianza del Programma Operativo Regionale FESR Sicilia

Dettagli

DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SERVIZIO FOR MAZIONE PROFESSIONALE 6 agosto 2015, n. 974. standard professionali, intesi come caratteristiche

DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SERVIZIO FOR MAZIONE PROFESSIONALE 6 agosto 2015, n. 974. standard professionali, intesi come caratteristiche 41972 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 123 del 10 09 2015 DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SERVIZIO FOR MAZIONE PROFESSIONALE 6 agosto 2015, n. 974 P.O. PUGLIA F.S.E. 2007/2013 Asse V TRANSNA ZIONALITÀ

Dettagli

REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL COMUNE

REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL COMUNE REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL COMUNE APPROVATO CON DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE NR. 23 DD. 23.08.2011 Allegato alla delibera consigliare n. 23 dd.23.08.2011

Dettagli

Ci si riferisce, in particolare, all'abuso della qualità di operatore di

Ci si riferisce, in particolare, all'abuso della qualità di operatore di Con il presente provvedimento il Garante intende richiamare tutti i titolari di trattamenti effettuati, anche in parte, mediante strumenti elettronici alla necessità di prestare massima attenzione ai rischi

Dettagli