Notiziario. Luglio Agosto Decreto lavoro: Min. Lavoro, contratto a termine e apprendistato dopo il Jobs Act

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1 PROGETTO: Programma Regionale per la Realizzazione di Servizi di Orientamento e di Organizzazione di Sportelli Informativi / Di Orientamento DGR 204/2011 Notiziario Luglio Agosto 2014 Decreto lavoro: Il dl. N. 34/2014 (conv. Da L. n. 78/2014) recante disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese contratto a tempo determinato, somministrazione di lavoro e contratto di apprendistato indicazioni operative per il personale ispettivo, ha introdotto importanti novità con interventi volti a semplificare il ricorso a tali tipologie contrattuali. Min. Lavoro, contratto a termine e apprendistato dopo il Jobs Act Così come previsto dalla vigente normativa sulla rassegna stampa online ed il diritto d autore, le sintesi di seguito presentate rinviano agli articoli delle relative testate giornalistiche. Con la Circolare numero 18 del 30 luglio 2014 il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha fornito un importante indirizzo interpretativo sulle nuove disposizioni introdotte dal D.L. n. 34/2014 convertito con modifiche con L. n. 78/2014 (c.d. Jobs Act). La circolare riguarda prevalentemente le modifiche apportate alla disciplina del contratto a termine (D. Lgs. n. 368/2001) e quella del contratto di apprendistato (D.Lgs. n. 167/2011). Contratto a tempo determinato: Per quanto riguarda il contratto a termine, la circolare si sofferma per prima cosa sulla definitiva

2 eliminazione dell obbligo di indicazione delle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo giustificatrici dell apposizione del termine al contratto di lavoro. Secondo la nuova formulazione del Decreto del 2001 è consentita l apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a trentasei mesi, comprensiva di eventuali proroghe, concluso fra un datore di lavoro e un lavoratore per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione, sia nella forma del contratto a tempo determinato, sia nell ambito di un contratto di somministrazione a tempo determinato ai sensi del comma 4 dell articolo 20 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n Pertanto, continua la circolare, ai fini della legittima instaurazione del rapporto è sufficiente l indicazione di un termine che, nell atto scritto, può risultare direttamente o indirettamente. Per il Ministero è comunque opportuno indicare ancora la causale del contratto a tempo determinato, quando il lavoratore è assunto a tempo determinato per ragioni di carattere sostitutivo, o di stagionalità. In questi casi infatti vi sono altri elementi che influiscono oltre il limite temporale, in quanto in questi casi viene meno l obbligo della maggiorazione dell 1.4% ai fini contributivi Inps e soprattutto viene meno il limite quantitativo del 20% dei contratti a termine previsto dalla nuova normativa. Il legislatore ha introdotto dei limiti di carattere quantitativo alla stipula di contratti a termine o tempo determinato soggetti inoltre a sanzione amministrativa. Fatto salvo quanto disposto dall articolo 10, comma 7, il numero complessivo di contratti a tempo determinato stipulati da ciascun datore di lavoro ai sensi del presente articolo non può eccedere il limite del 20 per cento del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1º gennaio dell anno di assunzione. Per i datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti è sempre possibile stipulare un contratto di lavoro a tempo determinato. Il datore di lavoro, in assenza di una diversa disciplina prevista dai CCNL, è tenuto a verificare quanti rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato siano vigenti alla data del 1 gennaio dell anno di stipula del contratto o, per le attività iniziate durante l anno, alla data di assunzione del primo lavoratore a termine. Dal computo dovranno essere esclusi i rapporti di natura autonoma o di lavoro accessorio, i lavoratori parasubordinati e gli associati in partecipazione. Vanno inoltre esclusi dal totale dei contratti a tempo indeterminato i lavoratori a chiamata privi di indennità di disponibilità. Andranno invece conteggiati i lavoratori part-time, i dirigenti a tempo indeterminato e gli apprendisti. In tale ultimo caso, infatti, va evidenziato che il contratto di apprendistato è esplicitamente definito come contratto a tempo indeterminato. La verifica concernente il numero dei lavoratori a tempo indeterminato andrà effettuata in relazione al totale dei lavoratori complessivamente in forza a prescindere dall unità produttiva dove gli stessi sono occupati, ferma restando la possibilità di destinare i lavoratori a tempo determinato presso una o soltanto alcune unità produttive facenti capo al medesimo datore di lavoro. Sono in ogni caso esenti da limitazioni quantitative i contratti a tempo determinato conclusi: nella fase di avvio di nuove attività per i periodi che saranno definiti dai contratti collettivi nazionali di lavo!?) anche in misura non uniforme con riferimmo ad aree geografiche e/o comparti Merceologici; per ragioni di carattere sostitutivo o di stagionalità, ivi comprese le attività già previste nell elenco allegato al decreto del Presidente della Repubblica ottobre 1963, n. 1525, e successive modificazioni; per specifici spettacoli ovvero specifici programmi radiofonici o televisivi; con lavoratori di età superiore a 55 anni. Il Ministero ricorda che sono esenti dalle limitazioni quantitative le start-up innovative. Non concorrono al superamento dei limiti quantitativi le assunzioni di disabili con contratto a tempo determinato ai sensi dell art. 11 della L. n. 68/1999 e le acquisizioni di personale a termine nelle ipotesi di trasferimenti d azienda o di rami di azienda. La circolare sottolinea

3 . infine che il limite del 20% non vale per le aziende che occupano fino 5 dipendenti: Per i datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti è sempre possibile stipulare un contratto di lavoro a tempo determinato. Relativamente alla somministrazione di lavoro, il Ministero ha fornito indicazioni circa l istituto della acausalità. Contratto di apprendistato: Infine in merito al contratto di apprendistato la circolare verte sul piano formativo individuale, sulle clausole di stabilizzazione e sulla disciplina del contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale e di quello professionalizzante o di mestiere. Da un articolo su Lavoro e diritti del 1 agosto 2014 Crisi, crollano i contratti a tempo indeterminato. In aumento i licenziamenti Secondo un studio della Uil, solo il 19,1% delle assunzioni dello scorso anno sono state non a tempo: nel 2008 erano il 27,3%. Un trend confermato anche dai primi tre mesi dell'anno. Nel 2013 le imprese hanno mandato a casa quasi un milione di persone, il 15,6% in più rispetto al 2009 Tra il 2008 e il 2013, la crisi ha bruciato oltre un milione di posti di lavoro oltre a una pesante eredità: i contratti di lavoro a tempo indeterminato sono crollati del 46,4% con un progressivo spostamento dell'offerta verso i contratti a tempo determinato, aumentati del 19,7%. E' la qualità del lavoro, oltre che la quantità, dunque, a restare al palo in termini di stabilità e di continuità: l'incidenza delle nuove assunzioni con forme contrattuali "instabili" sale, dal 72,7% del 2008 all'80,9% del 2013 mentre il peso di quello stabili, dal tempo indeterminato all'apprendistato, scende al 19,1 del 2013 rispetto al 27,3% del A scattare la fotografia di un mercato del lavoro schiacciato dalla recessione è uno studio del Servizio Politiche del Lavoro della Uil. Una "fragilità" che non migliora nel primo trimestre 2014: 4 attivazioni su 5 sono temporanee e rimane altissima la quota dei contratti a termine, circa , che sfiorano il 67% sul totale. I nuovi contratti a tempo indeterminato, invece, si sono fermati a , il 17,6%, le collaborazioni all'8% ( ), mentre i rapporti di apprendistato sono stati pari al 2,4% del totale. Una crisi pesante che filtra in controluce dai dati relativi ai rapporti di lavoro attivati dalle imprese e comunicate al ministero del Lavoro dal 2008 al 2013 che forniscono un'analisi asettica ma impietosa della situazione occupazionale del Paese: se nel 2008, infatti, per 11 milioni di volte le aziende hanno avviato al lavoro una persona, nel 2013 ciò è avvenuto solo in 9 milioni di occasioni. A confermare il progressivo aumento della temporaneità del lavoro, "che rischierà di espandersi ulteriormente con l'ennesima innovazione normativa del Dl Poletti", dice ancora la Uil, anche il dato che registra la media di contratti attivati per lo stesso lavoratore: si passa infatti da 1,64 attivazioni del 2009 a 1.78 del "In sostanza aumentano gli avviamenti a termine ma calano le persone interessate", spiega il segretario confederale Guglielmo Loy. E nel 2013 è il Lazio la regione in cui si concentra il maggior numero di attivazioni di contratti, circa 1,4 milioni, sorpassando così la Lombardia che ne denuncia 1,3 milioni al secondo posto, dunque, seguita dalla Puglia con 1 milione di attivazioni. Ma la classifica indica anche come la quantità di contratti sottoscritti non faccia rima con 'stabilità': Lazio e Puglia infatti, si legge ancora nel Report, sono anche le Regioni più flessibili considerato che ogni singolo lavoratore sottoscrive almeno 2 contratti ogni anno. Lo scorso anno, inoltre, si sono chiusi 9,8 milioni di rapporti di lavoro con un saldo negativo rispetto alle attivazioni di oltre Un dato che conduce anche alla quantificazione dei primi effetti della legge Fornero sull'art.18: i licenziamenti nel 2013 ammontano infatti a , il 10% in meno di quanto registrato nel 2012, anno della riforma, che si chiuse con un licenziamenti, ma comunque sempre il 15,6% in più di quanto registrato nel "Alla faccia di chi sostiene che in Italia è difficile licenziare", chiosa ancora Loy. Discesa vertiginosa invece, per le dimissioni che nel biennio sono calate di 400mila. Un effetto, scrive il Report della Uil, dovuto principalmente al blocco sostanziale dei pensionamenti disposti dalla legge Fornero e da una stretta normativa sulle dimissioni in bianco. In generale comunque, oltre la metà delle cessazioni di contratto ha riguardato i lavoratori under 44 e la cessazione del "termine" è stato il 65% dei motivi alla base della chiusura dei rapporti di lavoro. Circa 1/3 dei contratti cessati è comunque durato non più di 1 mese. Le Regioni con il più alto tasso di "fine lavoro" restano Lazio, Lombardia e Puglia a

4 conferma della forte quota di lavoro fragile in queste realtà. "La bassa crescita continua a provocare danni profondi al nostro mercato del lavoro e che solo affrontando quel tema, appunto la crescita, si potrà guardare con un po di serenità il futuro occupazionale di milioni di persone", conclude Loy. Da un articolo su Repubblica.it del 3 agosto Niente tetto del 20% per il lavoro interinale Chiarimenti al decreto Poletti N. 34/2014 nella CM n. 18/2014 riguardo il tetto massimo di contratti a termine La circolare ministeriale n. 18 del 30 Luglio 2014 in merito al Decreto sul lavoro n. 34/2014 ha chiarito che il tetto del 20% dei contratti a tempo determinato rispetto ai contratti a tempo indeterminato presenti nell'azienda, non si applica in caso di contratti di lavoro in somministrazione e ciò ha dei riflessi sul piano sanzionatorio. Va precisato che tale tetto è modificabile dai contratti collettivi e nel caso della somministrazione invece può essere introdotto su base volontaria dalle parti sociali. Altra precisazione riguarda l'esclusione dal tetto anche per le agenzie di lavoro. Resta invece da chiarire se il limite di 36 mesi nei contratti a termine è valido anche nell'ambito del lavoro interinale oppure no. Da un articolo su Il Sole 24 ore del 4 agosto 2014 Lavoro: incentivi donne disoccupate. Requisiti e domanda L assunzione agevolata di donne è concesso per assunzioni di figure che rispondano ai requisiti di cui all articolo 8, comma 1, Dl 70/2011 ( prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi ) e residenti in area geografica con tasso di occupazione femminile inferiore almeno del 20% di quello maschile, o tasso di disoccupazione femminile più alto del 10% di quello maschile. Requisiti: L incentivo spetta se si assumono lavoratrici che negli ultimi sei mesi non abbiano prestato attività lavorativa riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno sei mesi o svolto attività lavorativa in forma autonoma o parasubordinata dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione. Attenzione: il requisito prescinde dall eventuale stato di disoccupazione o dalla registrazione presso un centro per l impiego. L INPS chiarisce infatti che i contratti di durata inferiore a sei mesi non inficiano la condizione di disoccupata nè le prestazioni con remunerazione annua inferiore a euro (lavoro autonomo) / euro (collaborazioni coordinate e continuative e altre prestazioni di cui all articolo 50, comma 1, lett. c-bis) del Testo Unico delle imposte sui redditi). Agevolazione: L'agevolazione è permettere la riduzione del 50% dei contributi, per un periodo di dodici mesi in caso di contratto a tempo determinato (prolungati a 18 in caso di stabilizzazione) e di 18 mesi per l'assunzione a tempo indeterminato. Il contratto può essere subordinato o di somministrazione, anche part-time (sono esclusi il lavoro domestico, ripartito, intermittente e accessorio). Per fare richiesta i datori di lavoro devono utilizzare il sistema Uniemens. da un articolo su Finanzafacile.it del 30 luglio 2014 Assunzione donne svantaggiate: confermati gli incentivi Confermata la riduzione dei contributi dovuti all INPS a favore dei datori di lavoro che assumono donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti a decorrere dal 1 luglio Dopo il blocco cautelare, l INPS comunica la ripresa degli incentivi. L Inps aveva affidato al messaggio n.6325 del 23

5 luglio 2014 la comunicazione dello stop alla concessione delle agevolazioni alle assunzioni previste dalla Legge Fornero all art.4, commi da a 8 a 11 introdotte con riferimento alle assunzioni effettuate a decorrere dal 1 gennaio Per poi riportare tutto alla normalità dopo che il Ministero del lavoro ha declinato la propria posizione in merito dando così la possibilità di riprendere l erogazione degli incentivi. Il blocco iniziale delle agevolazioni a far data dal 1 luglio 2014 trae origine dalla mancata proroga della Carta (già prorogata dalla originaria scadenza del al ) che individua le Regioni destinatarie degli incentivi alle assunzioni previste dalla Legge Fornero. Le procedure di elaborazione automatica dei moduli sono state di conseguenza prima aggiornate per rigettare le eventuali ripristino. Si ricorda, infatti, che l accesso alle agevolazioni avviene a seguito di positiva istanze che dovessero essere (state) inoltrate e poi, in seconda battuta, riattivate a seguito del valutazione della comunicazione inviata on line (tramite cassetto previdenziale aziende e aziende agricole del sito come da msg. Inps n ) da parte delle aziende interessate. Giova brevemente richiamare alla memoria le previsioni contenute nella legge Fornero per capire esattamente di quali agevolazioni si tratta (sul punto sono state anche emanate in passato dall Inps la circolare n. 111 del 24 luglio 2013 e il richiamato messaggio n del 29 luglio 2013). Il riferimento, nello specifico, è all assunzione agevolata con contratto di lavoro dipendente, anche a tempo determinato (anche in somministrazione o in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro ai sensi della legge n.142/2001) e anche a tempo parziale (escluse, invece, in ragione della loro specialità le assunzioni con contratto di lavoro domestico, intermittente, ripartito, accessorio), di donne di qualsiasi età, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell ambito dei fondi strutturali dell Unione Europea (e nelle aree di cui all articolo 2, punto 18), lettera e), del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, annualmente individuate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell economia e delle finanze. Deve trattarsi di regioni indicate nella carta degli aiuti a finalità regionale approvata per il nostro Paese. Per il periodo la carta è stata definita con Decisione C (2007) 5618 def. corrigendum del 28 novembre 2007 (consultabile sul sito internet del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica, all indirizzo Detto periodo e stato, come detto, poi prorogato al 30 giugno 2014, ma non oltre. Inoltre, ai fini dell applicazione dell agevolazione contributiva non è richiesta una durata minima del requisito della residenza in capo alla lavoratrice, purché si tratti di una residenza effettiva e non apparente; il rapporto di lavoro può svolgersi anche al di fuori delle aree indicate. Per quanto concerne, poi la condizione dell assenza di impiego, in conformità al D.M. 20 marzo 2013 ed ai chiarimenti ministeriali contenuti nella circolare n.34 del 25/7/2013 (cfr. Msg. Inps n del ) deve essere qualificata priva di impiego regolarmente retribuito la donna che, nel periodo considerato (sei o ventiquattro mesi): non ha svolto attività lavorativa in attuazione di un rapporto di lavoro subordinato di durata pari o superiore a sei mesi; né ha svolto attività lavorativa autonoma (compresa la collaborazione coordinata e continuativa e a progetto) dalla quale derivi un reddito pari o superiore al reddito minimo personale annuale escluso da imposizione fiscale. Si evidenzia che la situazione di priva di impiego regolarmente retribuito prescinde dall eventuale stato di disoccupazione disciplinato dal decreto legislativo 21 aprile 2000, n.181; pertanto non è necessaria la previa registrazione della donna presso il centro per l impiego. La misura dell incentivo, infine, consiste nella riduzione dei contributi dovuti nella misura del 50% per un periodo di 12 mesi. La riduzione

6 opera in favore del datore di lavoro. Tuttavia, qualora l assunzione a termine viene confermata e trasformata in rapporto a tempo indeterminato, la riduzione dei contributi si prolunga fino a 18 mese dalla data di assunzione. Se, infine, l assunzione avviene a tempo indeterminato, la riduzione spetta per un periodo di 18 mesi dalla data di assunzione. In via generale, comunque, si ricorda che gli incentivi sono subordinati alla regolarità prevista dall articolo 1, commi 1175 e 1176, della legge 296/2006, inerente: l adempimento degli obblighi contributivi; l osservanza delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro; il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale; all applicazione dei principi stabiliti dall articolo 4, commi 12, 13 e 15, della legge 92/2012; alle condizioni generali di compatibilità con il mercato interno, previste dagli articoli 1 e 40 del regolamento (CE) n.800/2008 della Commissione del 6 agosto Come detto, l Inps in prima battuta ha sospeso in via cautelare l accesso agli incentivi motivandolo con la mancata proroga della Carta per poi ripristinarlo sulla scorta di quanto precisato dal Ministero del lavoro. Il Ministero, infatti, interpellato in merito, ha chiarito che l incentivo previsto dalle citate disposizioni costituisce un regime di aiuti in favore dei lavori svantaggiati e dunque e possibile ritenere utili ai fini dell applicazione dell incentivo le Regioni indicate nella Carta (recepita con D.M. 27 marzo 2008 del Ministro dello Sviluppo Economico) fino alla adozione della nuova Carta. Questo significa che e ripristinata la possibilità di riconoscere gli incentivi in oggetto anche per le assunzioni, proroghe e trasformazioni effettuate dal 1 luglio 2014 e la procedura di elaborazione automatica dei moduli viene aggiornata per consentire l ammissione delle istanze. L esito negativo attribuito alle istanze, precisa l Inps, con la motivazione del mancato rinnovo della Carta sarà annullato automaticamente dai sistemi Inps e sostituito con un esito positivo di accoglimento con contestuale attribuzione del codice di autorizzazione 2H in favore delle matricole interessate. da un articolo su Pubblica amministrazione, il governo fa dietrofront: eliminata la quota 96. Rivisti anche i limiti per le pensioni d ufficio Dopo gli attacchi di Cottarelli Madia annuncia 4 emendamenti soppressivi al dl. Salta anche il tetto dei 68 anni per professori universitari e medici Il governo presenterà 4 emendamenti soppressivi di alcuni punti del dl Pubblica amministrazione tra cui la cosiddetta quota 96, che sbloccava 4 mila pensionamenti nella scuola. Ad annunciarlo il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia. I quota 96 sono i circa insegnanti (61 anni di età e 35 di contributi oppure 60 anni di età e 36 di contributi), che non sono potuti andare in pensione nonostante i requisiti a causa della riforma Fornero, una normativa che non ha tenuto conto delle peculiarità del comparto della scuola, dove la data di pensionamento è legata, per esigenze di funzionalità e di continuità didattica, alla conclusione dell anno scolastico. Inoltre un emendamento del governo rivede i limiti d età per il pensionamento d ufficio, eliminando il tetto dei 68 anni inserito per professori universitari e medici. Ad annunciarlo è il ministro della P.A., Marianna Madia. Restano invece le soglie previste per il resto dei dipendenti pubblici (62 anni e 65 per i medici). La mossa del governo va incontro alle recriminazioni portate avanti nei giorni scorsi dal commissario alla spending review Carlo Cottarelli, che aveva indirizzato i suoi attacchi proprio contro la quota 96. Se si utilizzano risorse provenienti da risparmi sulla spesa per aumentare la spesa stessa - aveva scritto sul blog - il risparmio non potrà essere utilizzato per ridurre la tassazione su lavoro.

7 Condizione, a mio giudizio, essenziale per una ripresa dell occupazione in Italia. E ancora: la pratica di autorizzare nuove spese indicando che la copertura sarà trovata attraverso future operazioni di revisione della spesa o, in assenza di queste, attraverso tagli lineari delle spese ministeriali. Da un articolo su La stampa del 4 agosto 2014 Pronto un paracadute per mandare in pensione i disoccupati con più di 55 anni Anche chi ha 60 anni e molti contributi potrebbe uscire Si riapre il cantiere delle pensioni. L annuncio lo aveva dato qualche giorno fa il ministro del Lavoro Giuliano Poletti in un intervista a La Stampa : Una flessibilizzazione delle uscite - aveva detto - sarebbe utile, specie per chi è stato espulso dal mondo del lavoro in età più avanzata, non trova impiego e non può maturare il diritto alla pensione. Nella Legge di Stabilità in autunno cercheremo di costruire un ponte per queste persone. Un ponte : ovvero un meccanismo per consentire a chi ha perso il posto di lavoro di saltare le regole della legge Fornero, e andare in pensione prima dei 66 anni stabiliti dalla riforma del governo Monti. E in vista della Legge di Stabilità al ministero di Via Veneto e a quello dell Economia si è cominciato a lavorare per mettere nero su bianco le opzioni per realizzare questo ponte. L obiettivo del governo - che però è difficilmente praticabile - in realtà è molto più ambizioso. Anche sotto la pressione di larga parte del Pd, dei sindacati ma anche di tante medie e grandi aziende, se fosse possibile l Esecutivo vorrebbe trovare un modo per accelerare la cosiddetta staffetta generazionale tra lavoratori più anziani e giovani nel settore privato. Ovvero, consentire ai tanti lavoratori attivi che hanno accumulato molti contributi ma hanno solo anni di età di andare in pensione. E liberare posti per le assunzioni di giovani, che costerebbero meno e renderebbero di più anche ai loro datori di lavoro. Il problema - come al solito - è quello dei costi. Un ostacolo difficilmente superabile. Un modo per aggirarlo potrebbe essere quello di stabilire delle penalizzazioni monetarie. Così come chi resiste sul posto di lavoro fino a 70 anni riceve in base alla legge una pensione maggiorata, si potrebbe imporre una multa a vita sull importo dell assegno per chi volesse andare via prima, multa correlata all età anagrafica a partire dai 62 anni in su. Già nella scorsa legislatura era stato presentato un disegno di legge dai democratici Cesare Damiano e Pier Paolo Baretta, che prevedeva penalizzazioni variabili dal 2 all 8% a seconda degli anni mancanti ai fatidici 66 (ovviamente, più anni mancano, maggiore sarebbe la sanzione). Ma al Tesoro chiariscono che non basta a far quadrare i conti. E probabilmente non basterebbe nemmeno innalzare la penalizzazione nella forchetta 3-10%. Altra idea su cui si lavora per flessibilizzare l età di pensionamento è quella di reintrodurre il vecchio sistema delle quote. Chi raggiungesse quota 100 (60 anni di età e 40 di contributi) potrebbe andare in pensione, e senza penalizzazioni. Ma anche qui, i conti non tornano. Per cui è probabile che nella Legge di Stabilità il ministro Poletti opterà per la semplice costruzione del ponte alla pensione per chi si ritrova vicino ai fatidici 66 anni, ma ha perso il lavoro e difficilmente lo ritroverà. Una platea più ristretta, ma a forte disagio. In questo caso non solo si porrebbe fine alla questione degli esodati, ma anche l onere per le casse dello Stato potrebbe essere decisamente più sopportabile. È vero, spiegano i tecnici e i politici che seguono il dossier, che ci sarebbe un costo supplementare per il sistema previdenziale. Ma mandando in pensione chi è a metà del guado si risparmierebbero i costi degli ammortizzatori sociali, cassa integrazione e mobilità normale o in deroga. Da un articolo del 4 agosto 2014 su La stampa

8 Riforma pensioni e Cig in deroga 2014, nuovo decreto Poletti: ultime novità di agosto Lavoro, Governo Renzi: nuovo decreto su Cig in deroga. Riforma pensioni Idv: Colmare disparità pensioni uomini e donne. Il ministro del Lavoro e delle Politiche socialigiuliano Poletti, impegnato sulle proposte di legge per la riforma delle pensioni e per lariforma del lavoro dopo aver rilanciato l'apertura del Governo Renzi a nuove forme di pensione anticipata per tutti dopo il prepensionamento statali e la salvaguardia delle pensioni di lavoratori esodati e Quota 96 scuola - ha firmato un decreto ministeriale che introduce nuovi criteri per l`erogazione della Cassa integrazione in deroga. Il nuovo decreto sulla Cig in deroga è stato annunciato con un comunicato stampa del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Il rifinanziamento da parte del Governo Renzi della Cassa integrazione in deroga potrà contare su una copertura finanziaria complessiva di 1 miliardo e 720 milioni per il 2014 (cioè 320 milioni in più rispetto all'ammontare previsto nella legge di stabilità 2014); disponibilità immediata di 400 milioni per il pagamento delle prestazioni relative agli ammortizzatori sociali per il 2014 e nuovi criteri per la loro concessione e fruizione."l'italia - ha dichiarato in una nota stampa il segretario nazionale di Italia dei Valori Ignazio Messina commentando i dati Istat sulle pensioni e il lavoro - incassa un'altra ingiustizia per le donne nel mondo del lavoro: non solo c'è uno scarto sensibile sulle rispettive pensioni tra donne e uomini ma anche rispetto ai livelli occupazionali". "I dati Istat diffusi ieri - ha aggiunto il segretario del movimento politico fondato dall'ex magistrato Antonio Di Pietro parlando delle differenze tra le pensioni di uomini e donne - registrano un gap a svantaggio delle donne che le porta ad un +7,1% di disoccupazione rispetto a quella maschile. Italia dei Valori che difende diritti e lavoro - ha sottolineato l'ex sindaco di Sciacca ed ex parlamentare Ignazio Messina che oggi guida IdV - porta avanti una proposta di legge per abolire la riforma pensioni Fornero e per eliminare la pratica delle dimissioni in bianco di cui spesso le donne sono vittime. E' chiaro che di fronte a questo quadro estremamente negativo e caratterizzato da profonde disparità - ha proseguito il segretario nazionale di Italia dei Valori Ignazio Messina intervenendo nel dibattito politico sulla riforma pensioni e del lavoro - dobbiamo intervenire per colmare questo dislivello a favore delle donne" per quanto riguarda lavoro e pensioni."esprimiamo un primo giudizio in attesa di leggere il testo del decreto sulla Cig in deroga - ha dichiarato il segretario confederale della Cgil Serena Sorrentino, commentando la firma del decreto interministeriale che definisce le nuove norme per la Cassa integrazione in deroga - perché i criteri restrittivi potrebbero comunque compromettere la funzionalità degli ammortizzatori sociali in deroga per contrastare la crisi". "Dalla nota del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali rileviamo però che ancora una volta - ha aggiunto la sindacalista Serena Sorrentino impegnata a livello sindacale anche sulle proposte per la riforma pensioni 2014 il Governo Renzi non cambia verso perché c'è uno spostamento di risorse dal lavoro - ha sottolineato il segretario confederale della Cgil - ad altri capitoli del lavoro, cioè gli ammortizzatori in deroga". Da un articolo su Blasting news del 3 agosto 2014 Pensioni con Opzione Contributivo Donne, per precoci e lavori usuranti: ultime news Slittano le novità sulle pensioni con Opzione Contributivo Donne, per i precoci e chi svolge lavori usuranti si attende Doveva essere una settimana decisiva per le pensioni con Opzione Contributivo Donne ma le novità slittano, per le pensioni dei lavoratori precoci e per lavori usuranti potrebbero giungere nuove importanti misure entro la fine del Vediamo le ultime news sull'opzione

9 contributivo e le due categorie di lavoratori e lavoratrici. Pensioni con Opzione Contributivo Donne e Uomini, ultime news: si prevedono ritardi: Le ultime news sulle pensioni con Opzione Contributivo Donne non sono delle più positive: le tanto attese proroghe dei tempi per l'invio delle domande e dell'opzione Donna stessa, se davvero giungeranno, giungeranno più tardi: il Parlamento risulta ingorgato e l'iter politico del DL sulla Pubblica Amministrazione dovrebbe allungarsi. La data clou del 22 luglio 2014 è saltata: sebbene non vi siano certezze, si spera in un ultimo step prima della fine del mese. Si parla di esame del DL sulla PA in aula al Senato dal 28 luglio al primo agosto Le possibili novità per le pensioni con Opzione Contributivo non si limitano alle donne: l'ampliamento della misura agli uomini potrebbe verosimilmente concretizzarsi a breve. Le previsioni al momento lasciano il tempo che trovano, dato che le certezze latitano. A ogni modo, scopriremo la verità entro una decina di giorni. Ultime sulle pensioni per lavoratori precoci e lavori usuranti, le news da Damiano a Poletti: Le ultime news sulle pensioni per lavoratori precoci e le pensioni per lavori usuranti sono sempre molto attese dagli interessati. Sebbene in realtà non risultino allo studio misure specifiche per le categorie ve ne sono altre di più ampio respiro che interessano anche i precoci e chi svolge lavori usuranti. Al momento le ipotesi al vaglio del Governo Renzi sono quanto mai numerose, ma ovviamente non è affatto detto che le misure allo studio si concretizzeranno davvero. Tra le ultime news sulle pensioni riguardanti anche precoci e usuranti segnaliamo in particolare le recenti dichiarazioni del ministro Poletti e di Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera. Si spera in una riforma pensioni orientata alla flessibilità secondo l'idea di Damiano, con uscita possibile a partire dai 62 anni di età con 35 di contributi, a fronte di piccole penalizzazioni sugli assegni pensionistici: ipotesi amata da molti, ma sempre di difficile attuazione. Lo stesso ministro Poletti ha di recente dichiarato che tale misura ha una sua "corposa" problematicità economica. La speranza è l'ultima a morire, specie per una possibilità come quella immaginata da Damiano che raccoglie vasti consensi anche tra i cittadini, oltre che tra gli esponenti politici. Ad ogni modo, difficilmente potranno arrivare novità di primo piano sul tema prima della Legge di Stabilità Tra le possibili novità per le pensioni di lavoratori precoci e le pensioni per lavori usuranti abbiamo anche l'assegno pensionistico anticipato, che prevede la possibilità di lasciare il lavoro in leggero anticipo percependo un assegno che andrebbe parzialmente ripagato dai lavoratori stessi al maturamento della pensione vera e propria, tramite piccole decurtazioni sulla stessa. L'ipotesi non è amatissima dai lavoratori ma, nondimeno, potrebbe comunque essere una possibilità in più per chi non ce la fa a raggiungere i requisiti INPS per la pensione di vecchiaia o anticipata. MIUR, TFA e Riforma Scuola 2014: Giannini detta le priorità, decreto legge a un passo Non accenna ad esaurirsi il dibattito in merito alla riforma della Scuola 2014: il piano stilato da Giannini e dal MIUR continua infatti a prendere forma viaggiando su un doppio binario. Da una parte i provvedimenti più urgenti, che verranno inseriti in un decreto legge, dall altra le questioni che richiedono tempi di valutazione più prolissi(pensiamo all abolizione di TFA e PAS o alla laurea abilitante) che confluiranno invece in una legge delega. Il piano Giannini- MIUR che detta la riforma della Scuola 2014 prende sempre più corpo: dopo le controverse dichiarazioni dei giorni scorsi, il quadro diventa sempre più chiaro, con il ministro

10 dell Istruzione intenzionato a procedere - come accennato - su un doppio binario. Da una parte le questioni urgenti da inserire in un decreto legge presso che immediato, dall altra quelle che richiedono analisi più approfondite da immettersi in una legge delega: tra le questioni più impellenti il ministro Giannini ha inserito il pensionamento dei Quota 96 - che aprirebbe la strada alla possibilità di assumere giovani innescando un pur minimo ricambio generazionale - e il miglioramento delle procedure di insegnamento, con la valutazione dei percorsi didattici tramite le prove Invalsi ad essere finita in cima alla pila di provvedimenti da doversi adottare. Le restanti misure che faranno parte della riforma della Scuola 2014del duo Giannini-MIUR paiono sulla carta più complesse da ratificare (pensiamo in particolare all abolizione di TFA, PAS e graduatorie d istituto) e necessitano dunque di analisi più approfondite e ponderate. Provvedimenti come l abolizione di TFA, PAS e graduatorie d istituto o come l aumento degli stipendi e delle ore di lavoro (autentici punti nevralgici dalla riforma della Scuola 2014 del ministro Giannini) finiranno dunque in una legge delega che sarà ratificata più in là. L abolizione dei tradizionali percorsi di abilitazione verrà in particolare compensata con l istituzione di una laurea abilitante (3+2) cui farà seguito l effettuazione di un tirocinio sotto la supervisione di un docente senior, mentre l incremento degli stipendi verrà attuato solo per chi ricopre incarichi extra o risulta impegnato in attività differenti dalla normale programmazione di insegnamento curriculare. L eliminazione delle graduatorie d istituto porterà invece ad un incremento delle ore di lavoro per i docenti di ruolo, cui verranno affidate le supplenze brevi, oltre a comportare, purtroppo, il decadimento degli oltre 400mila iscritti, costretti di lì in poi a reinventarsi in un altro settore lavorativo. Tutti questi provvedimenti, certamente più delicati e complessi da affrontare, verranno dunque inseriti all interno di una legge delega: sui tempi vi sono poche certezze, di certo questa seconda parte della riforma della Scuola 2014 in preparazione da parte del ministro Giannini e del MIUR non troverà concreta attuazione prima del mese di settembre. da una articolo su Bastingnews del 14 luglio 2014 Scuola, disabilità, sostegno e precari: continuità didattica, SI all'insegnante unico Importante vittoria in Parlamento per il settore del sostegno alla disabilità. Sì alla continuità didattica per i bimbi disabili per tutto il loro ciclo scolastico. La senatrice del Movimento Cinque Stelle, Manuela Serra è riuscita ad ottenere dalla Commissione Istruzione al Senato, l'approvazione di una risoluzione mirata a porre fine al problema dell'instabilità degli insegnanti di sostegno, dando così la possibilità ai bimbi disabili di poter beneficiare di un unico insegnante per tutto il loro ciclo scolastico. Si tratta di un'importante vittoria sia per le famiglie che vorrebbero assicurare ai propri figli la continuità nell'insegnamento, sia per i docenti precari che, finalmente, potranno ottenere il riconoscimento dei loro sforzi e dei loro sacrifici in questa delicata attività. Grande soddisfazione, naturalmente, non solo per il Movimento Cinque Stelle ma anche dall'opposizione: la senatrice del Partito Democratico,Francesca Puglisi ha sottolineato l'impegno del Parlamento come appoggio a quanto sta già facendo il governo per il mondo della disabilità. Il fatto che si sia arrivati alla risoluzione di questo importante provvedimento, dimostra che stiamo assistendo ad una 'reale inversione di tendenza' ha sottolineato il

11 capogruppo in Commissione istruzione al Senato. Naturalmente, sottolinea Francesca Puglisi, l'obiettivo è quello di cancellare il divario numerico di posti, tra quello che rappresenta l'organico di diritto e quello che è l'organico di fatto. La svolta si rende necessaria per lo stesso motivo per cui si è approvata questa normativa riguardante gli insegnanti di sostegno, ovvero quello di garantire maggiore continuità educativa. Per quanto riguarda il sostegno, non è da escludere che già dal prossimo anno si possano aumentare le immissioni in ruolo (per ora stabilite in posti) così da arrivare a coprire il rapporto di due alunni ogni docente, secondo quanto auspicato dall'anief. Si tratterebbe di un'altro piccolo tassello verso il raggiungimento di determinati obiettivi sociali. Da un articolo di agosto 2014 su Blasting news Garanzia giovani, a che punto siamo I primi dati sulle adesioni alla Garanzia giovani segnalano un alto numero di iscrizioni interregionali. I motivi possono essere i più svariati. Ma rimandano una richiesta di scelte politiche coraggiose. Il confronto tra Regioni preferite e incidenza dei giovani che non lavorano e non studiano. Le preferenze dei giovani I primi dati forniti dal ministero del Lavoro sulle adesioni al programma Garanzia giovani (1) offrono una conferma chiara dell interesse per percorsi in una Regione diversa da quella di residenza. E d altra parte, il fatto di poter scegliere con i piedi (2), esprimendo una o più preferenze per le regioni di destinazione, rappresenta uno degli aspetti innovativi di questo programma. Su aderenti dal primo maggio al 25 luglio 2014, circa hanno optato per una o più registrazioni esterne (e cioè in regioni diverse da quella di residenza)(3). In testa, Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio con oltre 5000 di tali preferenze ognuna. In alcune regioni le adesioni esterne sono più numerose di quelle interne. Un evento scontato, vista la nota propensione dei giovani italiani a cercare fortuna all estero o fuori dalla propria Regione? Forse sì, ma per la prima volta il fenomeno chiama direttamente in causa la responsabilità delle istituzioni. Infatti, piuttosto che a una sommatoria di scelte individuali, assistiamo alla risposta a un programma preciso, raccomandato dall Unione Europea e attuato da Stato e Regioni. La Garanzia giovani è un programma di politiche attive per il lavoro decisamente sui generis. Nasce in seguito a una campagna politica e su pressione del Parlamento europeo, che ha ottenuto dal Consiglio e dalla Commissione l allocazione di sei miliardi nel bilancio comunitario Viene avviato in Italia ai primi del 2014, con il varo di un Piano operativo nazionale (Pon), in cui le Regioni sono enti intermedi, ovvero attuatori nel quadro delle loro autonome responsabilità. Il piano prevede la definizione di percorsi e costi-standard, sistemi di monitoraggio e valutazione, nonché la sostituibilità da parte dello Stato in caso di inadempienze. Non da ultimo, il piano prevede la contendibilità, attraverso la quale Regioni si impegnano, analogamente a quanto avviene per il servizio sanitario, a sostenere le spese relative alle misure erogate in altre Regioni italiane a beneficio dei giovani residenti sul proprio territorio. Ma, in concreto come si realizza il percorso della contendibilità? Il giovane può iscriversi alla Garanzia presso il portale nazionale, su un portale regionale o presso un servizio per l impiego. Ricevute le credenziali, può completare l adesione, selezionando la Regione o le Regioni (massimo otto) dove preferisce usufruire di una delle opportunità previste. Le Regioni hanno l obbligo di contattare l aderente entro sessanta giorni per una convocazione. Il giovane può accettare la convocazione di una sola Regione per un incontro presso un servizio per l impiego per la firma di un patto di attivazione. A far data dalla firma del patto di attivazione scattano i quattro mesi entro cui riceverà un offerta relativa a uno dei sei percorsi previsti. L Isfol effettua il monitoraggio dell intero processo e del suo rispetto da parte delle Regioni.

12 Prime considerazioni sui numeri Al 24 luglio scorso avevano aderito al programma giovani di cui sul portale nazionale e sui portali regionali. Le registrazioni esterne sono oltre 41mila. Si può valutare che circa 15mila giovani abbiano optato per registrazioni plurime, esprimendo una preferenza per più Regioni. Non abbiamo ancora dal ministero del Lavoro una vera e propria matrice origine/destinazione per Regione. Tabella 1 Ripartizione dei giovani registrati in base al numero di adesioni effettuate Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, dati di monitoraggio della Garanzia giovani, Decimo report settimanale 25 luglio In molte Regioni le adesioni esterne sono rilevanti, segnalando un loro elevato grado di attrattività. Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, dati di monitoraggio della Garanzia giovani, Decimo report settimanale 25 luglio È prematuro, sulla base di questi soli primi dati, inoltrarsi in una vera e propria interpretazione. Possiamo ritenere che l attrattività possa essere spiegata da maggiori prospettive occupazionali, oltre che da una maggiore affidabilità percepita delle istituzioni e da fattori di tipo personale e familiare, in particolare la presenza di parenti e amici in un altra Regione. La tabella che segue contiene alcuni indicatori, il tasso dei Neet, cioè dei giovani che non studiano e non lavorano (il target della garanzia giovani), il tasso di adesione al portale regionale rispetto a quello nazionale (possibile indicatore dell efficacia della presenza dell amministrazione regionale) e il rapporto tra adesioni esterne e interne (un possibile indicatore di attrattività relativa). Lombardia ed Emilia Romagna appaiono attrattive sia per

13 il livello relativamente basso dei Neet (e quindi per un migliore mercato del lavoro) sia per l esistenza di un portale regionale di riferimento, al contrario di Sicilia e Calabria, che si trovano al polo opposto. Tra le Regioni con più alta presenza di Neet, Puglia e Campania, pur con mercati del lavoro difficili, hanno più adesioni al loro portale e quindi dimostrano una presenza amministrativa. Interessante notare come la provincia di Trento, che ha il più basso tasso di Neet, abbia anche un alto tasso di attrattività relativa, ma questo è vero anche per altre Regioni di piccola dimensione (come la Valle d Aosta e il Molise), il che fa pensare che il fattore residenza possa valere meno in questo in caso. Tabella 2 Incidenza dei Neet, delle iscrizioni sui portali regionali rispetto a quello nazionale e delle adesioni interne rispetto a quelle esterne Fonte: ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, dati di monitoraggio della Garanzia giovani, Decimo report settimanale 10 luglio Infine, una considerazione riguardo alla polarizzazione delle adesioni esterne verso Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e Toscana può venire dalla letteratura recente sulle migrazioni interne. Secondo uno studio di Sauro Mocetti e Carmine Porrello della Banca d Italia (4), sebbene l emigrazione dal Mezzogiorno al Centro Nord continui ad essere una caratteristica distintiva del mercato del lavoro italiano, il fenomeno ha tuttavia dimensioni e caratteristiche molto diverse rispetto a quelle degli anni cinquanta e sessanta, il periodo delle grandi ondate migratorie. L emigrazione è oggi più contenuta, sebbene rimanga consistente, ed è alimentata in misura crescente dalla componente giovanile più scolarizzata. Si è modificata anche la geografia dei flussi migratori: è diminuita la forza attrattiva delle regioni del triangolo industriale, con l eccezione della Lombardia, ed è aumentata quella delle regioni del Nord

14 Est, Emilia-Romagna in testa. I laureati si dirigono prevalentemente verso le grandi aree metropolitane del Centro Nord, come Roma, Milano e Bologna. Da un altro studio interessante di Massimo Strozza (5) emerge, tra l altro, che dei meridionali che hanno studiato nel Centro-Nord, il 33% ha scelto il Lazio; seguono, come mete preferite, le università dell Emilia-Romagna (21%), della Lombardia (14%) e della Toscana (12%) Sarebbe interessante che l Isfol e il Ministero del Lavoro approfondissero l argomento sulla base dei dati analitici di cui dispongono, in particolare rendendo disponibile una matrice origine/destinazione degli aderenti. Non è escluso, peraltro, che alcune adesioni esterne siano di giovani meridionali già domiciliati al Nord. Infine occorrerebbe cercare di capire quali scelte siano motivate dal desiderio di inserirsi in una filiera già collaudata. Una chiamata per la revisione delle politiche Che risposta daranno le istituzioni ai primi 15mila giovani che hanno chiesto di scegliere con i piedi? Il monitoraggio del programma, di cui è stato incaricato l Isfol, ci dirà tra qualche tempo se Stato e Regioni avranno saputo compiere almeno qualche passo per trasformarsi da spettatori passivi (salvo rare eccezioni) della fuga del capitale umano ad attori capaci di dare attrattività ai territori che amministrano. (6) Il principio della contendibilità crea una architettura aperta in cui ogni amministrazione è portata a confrontarsi con le altre e l esistenza di un portale nazionale accanto a quelli regionali favorisce questo processo. Anche in Regioni con una incidenza molto elevata di Neet, ci sono esperienze di eccellenza in materia di percorsi di formazione e lavoro, dalla meccatronica in Puglia alla metalmeccanica subacquea in Sicilia. La Garanzia giovani è un programma di occupabilità prima ancora che di occupazione, che richiede scelte coraggiose in grado di premiare la qualità e la capacità di guardare avanti, sia nelle Regioni dove le eccellenze già fanno sistema, sia in quelle meno favorite. Da un articolo su La Voce del 1 agosto 2014 Under 36, le nuove opportunità per fare impresa in Molise e all estero Giovani e lavoro, nel vivo le politiche occupazionali della Regione Molise per gli under 36. Il presidente Paolo di Laura Frattura, l assessore Michele Petraroia, titolare alle politiche giovanili e occupazionali, e l assessore Massimiliano Scarabeo, delegato alle attività produttive, presentano Giovani al lavoro IV annualità e Vado e torno, i due avvisi pubblici riguardanti, rispettivamente, la creazione di nuova impresa e i tirocini per i processi di internazionalizzazione. In campo subito oltre 4 milioni di euro dei complessivi 13 stanziati dalla Giunta regionale per favorire l accesso al mondo del lavoro ai ragazzi molisani, per stimolare la loro capacità di impresa e creatività con la possibilità di vivere esperienze formative all estero da replicare poi in Molise. Giovani al lavoro IV annualità. L avviso definisce le modalità e i termini per la presentazione delle richieste di incentivi per la creazione di nuova impresa e si colloca nella programmazione strategica regionale per la promozione dell occupazione, nella quale un elemento prioritario è il tema delle giovani generazioni. In tale ambito, l azione regionale, globalmente finalizzata a garantire nuovi posti di lavoro, si pone come obiettivo principale l inserimento della componente giovanile e, in particolare, di quella femminile nel mondo del lavoro. Possono beneficiare degli incentivi per la creazione di nuova impresa le persone che, alla data di presentazione della domanda di finanziamento, risultino: cittadini italiani residenti in Molise; con un età compresa tra i 18 e i 35 anni (non aver compiuto il trentaseiesimo anno d età); in stato di disoccupazione ai sensi della normativa vigente. Le risorse stanziate per il presente avviso ammontano a ,00 di euro. Ai fini dell avviso, la concessione è così determinata: a) fino ad un massimo di ,00 nel caso di singolo richiedente; b) fino ad un massimo di ,00 nel caso di 2 richiedenti; c) fino ad un massimo di ,00 nel caso di 3 richiedenti; d) fino ad un massimo di ,00 nel caso di 4 richiedenti; e) fino ad un massimo di ,00 nel caso di 5 o più richiedenti.

15 Le domande di candidatura dovranno pervenire entro il 60mo giorno successivo alla pubblicazione del presente Avviso nel Burm. Vado e torno tirocini per i processi di internazionalizzazione. Giovani e lavoro, biglietto per l estero andata e ritorno. La Giunta regionale promuove i tirocini internazionali di 6 mesi presso realtà produttive sparse nel mondo destinati a 40 giovani laureati molisani per favorire il contatto tra giovani e imprese anche nel campo internazionale. Al rientro in Molise, l amministrazione regionale proporrà ai giovani che avranno effettuato con merito il periodo di tirocinio all estero la possibilità di costituire un attività imprenditoriale o di ottenere un bonus occupazionale. Anche questa seconda parte rafforza l originalità dell avviso. Il percorso, rivolto a 40 giovani laureati molisani di età non superiore ai 35 anni, in possesso di laurea triennale, magistrale o specialistica, o anche conseguita con il vecchio ordinamento, si articola in quattro fasi: 1. percorso di orientamento e approfondimento per la preparazione dei tirocini all estero; 2. periodo di tirocinio estero della durata di sei mesi, da realizzarsi presso le associazioni o federazioni di italiani e molisani all estero o in alternativa presso gli enti economici operanti fuori dal territorio nazionale (quali, a titolo esemplificativo, le Camere di Commercio, le sedi dell Ice, etc.) o presso le Ambasciate italiane che si dichiareranno disponibili o in singole realtà imprenditoriali in Europea o in uno dei seguenti Paesi: Usa, Canada, Australia, Brasile, Argentina. Per tale fase, è prevista per ciascun giovane selezionato una indennità di partecipazione per il periodo di tirocinio pari ad euro al rientro, finanziare la nascita di 20 nuove imprese costituite dai giovani che avranno terminato con successo il periodo di cui alla precedente seconda Fase. L importo massimo di risorse pubbliche erogabili ad ogni impresa sarà pari ad ,00. Gli interessati potranno, tra l altro, associarsi per l avvio delle nuove realtà imprenditoriali con la possibilità di sommare il contributo di risorse pubbliche fino a un massimo di cinque quote; 4. finanziare n. 20 bonus occupazionali in favore delle imprese che assumeranno altrettanti giovani che hanno terminato con successo il tirocinio previsto nella seconda Fase. Il bonus, in forma di credito d imposta, sarà una tantum e avrà l importo di per assunzione. Lo stesso sarà erogato nei confronti di aziende molisane o italiane che svolgono attività in Molise o all estero, che assumeranno uno o più giovani con contratto (compreso apprendistato) a tempo indeterminato o a tempo determinato per un periodo non inferiore a 36 mesi. Possono candidarsi all iniziativa giovani che, alla data di trasmissione della candidatura, saranno in possesso di tutti seguenti requisiti: residenza nella Regione Molise da almeno 6 mesi; età non superiore ai 35 anni (non aver compiuto il 36 anno); laurea triennale, magistrale o specialistica, o anche conseguita secondo il vecchio ordinamento; stato di disoccupazione. Da un articolo su molisetabloid del 6 agosto 2014

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