MATEMATICA CHE PASSIONE! UNIVERSITA DI MATEMATICA MILANO

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2 MATEMATICA CHE PASSIONE! UNIVERSITA DI MATEMATICA MILANO

3 MATEMATICA CHE PASSIONE!

4 MATEMATICA CHE PASSIONE!?

5 MATEMATICA CHE INCUBO!

6 ARTIGIANI DELLA MATEMATICA

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8 Progetto Dislessici alla pari In collaborazione con l AID di Milano Doposcuola

9 INTRODUZIONE

10 OBBIETTIVI Presentare le difficoltà in matematica con particolare riferimento agli alunni con DSA. Proporre strategie e strumenti utili per una didattica inclusiva attraverso esempi ed esperienze. Offrire un occasione per riflettere sulla propria didattica Favorire il confronto e la collaborazione tra insegnanti per valorizzare le esperienze positive e rendere più efficace il lavoro scolastico.

11 SPESSO E BRILLANTE IN MOLTE ATTIVITA MENTRE A SCUOLA E QUINDI

12 L INSEGNANTE PUO RIALLACCIARE LA COMUNICAZIONE INTERROTTA SI SPEZZA IL RAPPORTO CON LA SCUOLA

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14 OGGI VI SPIEGHIAMO NOI...

15 OGGI VI SPIEGHIAMO NOI...

16 OGGI VI SPIEGHIAMO NOI...

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18 Il termine didattica della matematica è stato introdotto in Italia alla fine dell'800 da Federigo Enriques

19 PEANO (matematico): Se gli allievi non capiscono, il torto è dell'insegnante che non sa spiegare, né vale la pena di addossare le responsabilità alle scuole inferiori, dobbiamo prendere gli allievi come sono. (1924)

20 PER ESSERE UN BUON INSEGNANTE, NON BASTA ESSERE UN BUON MATEMATICO

21 I RAGAZZI CON DSA HANNO CARATTERISTICHE ANCHE MOLTO DIVERSE TRA LORO. PER INSEGNARE OCCORRE CONOSCERE BENE LE ABILITA E DIFFICOLTA DI CIASCUNO.

22 DISCALCULIA Kosc (1974) ha definito la discalculia un disordine specifico dell apprendimento dei numeri, con probabile origine in un alterazione del sistema nervoso centrale, non accompagnato da difficoltà mentali generali, ma frequentemente associato ad altri disturbi della funzione simbolica, come la dislessia e la disgrafia.

23 FATTORI CARATTERISTICI DELLA DISCALCULIA: Deficit nella memoria di lavoro Deficit nella rapidità di elaborazione dell informazione Deficit nella capacità di automatizzazione

24 DISTURBI DELLE ABILITÀ MATEMATICHE: disturbi della processazione del numero (lettura e scrittura dei numeri) disturbi nella rappresentazione mentale delle quantità disturbi nel recupero di fatti numerici (tabelline e operazioni entro il 20) disturbi nella conoscenza delle procedure (applicazione degli algoritmi del calcolo).

25 duecentotrentacinque

26 QUATTRO CODICI DEL NUMERO sette PAROLA SCRITTA QUANTITA PARLATO 7 SIMBOLO

27 FATTI ARITMETICI =

28 PROCEDURE E ALGORITMI

29 Conoscenza delle difficoltà e dei punti di forza del ragazzo e del suo rapporto con la matematica: Diagnosi Colloquio con lo specialista Colloquio con la famiglia Colloquio con l insegnante precedente Colloquio con il ragazzo Osservazione durante le attività Test

30 MATEMATICA

31 MATEMATICA CALCOLO FORMULE DEFINIZIONI PROPRIETA SIMBOLOGIA TEOREMI TERMINOLOGIA ALGORITMI REGOLE NOIA ECC PRECONCETTI

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36 Gli studenti non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere. Plutarco

37 CHE RICORDI HAI DEI TUOI INSEGNANTI DI MATEMATICA?

38 Scarsa conoscenza della materia. Scarso interesse per la didattica. Visione limitata della matematica ( regole, formule, definizioni, calcolo, algoritmi ). Convinzione che la matematica è difficile e non accessibile a tutti. Preoccupazione per la realizzazione del programma. Poco interesse per la crescita dell alunno. Concezione astratta della matematica.

39 HAI SCELTO STUDI UMANISTICI O SCIENTIFICI?

40 OTTENEVI RISULTATI POSITIVI O NEGATIVI IN MATEMATICA?

41 COSA HAI IMPARATO DAI CORSI DI AGGIORNAMENTO SULLA DIDATTICA DELLA MATEMATICA?

42 IO E LA MATEMATICA VOTO DA

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44 MATEMATICA RAGIONAMENTO FANTASIA RICERCA LOGICA GIOCO SCOPERTA SIMMETRIA REALTA PREVISIONI CERTEZZA VERITA L etimologia della parola matematica deriva dal greco mathematikòs che significa letteralmente desideroso di apprendere. ( Rivista digitale della didattica )

45 Enriques (matematico e storico della scienza): L'insegnamento non può essere un regalo che il maestro faccia a qualcuno che venga ad ascoltare le sue ben tornite lezioni, è un aiuto a chi voglia imparare da sé e perciò sia disposto, anziché a ricevere passivamente, a conquistare il sapere, come una scoperta o un prodotto del proprio spirito. Dico aiuto ai discepoli di buona volontà senza escludere che questa stessa volontà venga stimolata e quindi fortificata dall'insegnante. (1921)

46 L ALUNNO, GUIDATO DALL INSEGNANTE, DEVE SCOPRIRE IN PRIMA PERSONA LE NOZIONI MATEMATICHE.

47 LA MATEMATICA CHE STUDIO NON C ENTRA CON LA MIA VITA LA MATEMATICA NON MI INTERESSA SICURAMENTE E PERCHE NON LA CONOSCI GUARDATI INTORNO: TUTTO PARLA DI MATEMATICA! LE DEFINIZIONI SONO DIFFICILI DA RIPETERE SE IMPARI IL LINGUAGGIO DELLA MATEMATICA, TUTTO DIVENTA PIU SEMPLICE

48 A VOLTE NON CAPISCO LO SCOPO E LE MOTIVAZIONI DI QUELLO CHE FACCIAMO VEDRAI CHE LA MATEMATICA HA SEMPRE UN PERCHE IO NON SONO PORTATO PER LA MATEMATICA CIASCUNO DI NOI NASCE GIA CON ALCUNI CONCETTI MATEMATICI IO NON HO MOLTA MEMORIA SERVE DI PIU L OSSERVAZIONE E IL RAGIONAMENTO CALCOLATRICE, TAVOLE, COMPUTER LI USO POCO! TI INSEGNO IO AD USARLI BENE!

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51 L INSEGNANTE CHE HA INTERESSE PER LA MATEMATICA E PASSIONE PER LA DIDATTICA TROVA, NELLE DIFFICOLTA DEGLI ALUNNI CON DSA, UNA SFIDA A CERCARE NUOVI METODI DI INSEGNAMENTO. SPERANZA MOTIVAZIONI AUTOSTIMA SODDISFAZIONE

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53 Ian Smythe - Jyväskylä University - Finland Congresso Europeo 2005 L individuo dislessico impara meglio da un approccio: sequenziale

54 SCOPRIREMO CHE UNA DIDATTICA CHE AIUTA IL RAGAZZO DISLESSICO, E VALIDA PER TUTTA LA CLASSE.

55 NON DOBBIAMO CERCARE «UNA DIDATTICA PER IL RAGAZZO DISLESSICO», DOBBIAMO ATTUARE «UNA BUONA DIDATTICA»

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