Amundi Soluzione Immobiliare
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- Emilia Capone
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1 Offerta al pubblico di quote del fondo comune di investimento immobiliare chiuso Amundi Soluzione Immobiliare Supplemento al Prospetto d offerta depositato il 24 marzo 2014 Data di deposito in Consob del presente Supplemento di aggiornamento: 1 ottobre 2014 Data di validità del presente Supplemento di aggiornamento: dal 1 ottobre 2014 Il fondo comune di investimento immobiliare chiuso Amundi Soluzione Immobiliare è offerto dal 1 ottobre 2014 al 31 dicembre Il presente Supplemento riguarda l offerta relativa al periodo 1 ottobre dicembre 2014 ed integra le informazioni contenute nel Prospetto d offerta pubblicato in data 24 marzo In esso sono rappresentate le informazioni che hanno subito modifiche o richiedono integrazioni rispetto a quanto contenuto nel Prospetto d offerta. Il Prospetto d offerta è volto ad illustrare all investitore le principali caratteristiche dell investimento proposto. La pubblicazione del Supplemento al Prospetto d offerta non comporta alcun giudizio della Consob sull opportunità dell investimento proposto. La partecipazione al fondo comune di investimento immobiliare chiuso è disciplinata dal Regolamento di gestione del Fondo che è reso disponibile gratuitamente agli investitori che ne facciano richiesta. Ad integrazione di quanto indicato nel Prospetto d offerta, si forniscono le seguenti informazioni aggiuntive e vengono pertanto modificate: - la Nota di Sintesi, paragrafi B 33, B 41, B.44, B.45 e B46, - la Parte I, Sezione A, paragrafi 1, 2 e 3 - la Parte II, sezione A, paragrafi 1 e 2, sezione B, paragrafi 4 e 6, e sezione C, paragrafo 7. Si precisa inoltre che - alla luce del subentro dal 1 luglio 2014 di Amundi SGR S.p.A. ad Amundi RE Italia SGR S.p.A. nella gestione del Fondo, conformemente alle disposizioni dell art. 36 del D.Lgs. 58/1998, come novellato dal D.Lgs. 44/2014 di attuazione della direttiva 2011/61/UE - ogni richiamo alla SGR Gestore, così come alla SGR Promotrice, contenuto nel Prospetto d offerta è da intendersi riferito ad Amundi SGR S.p.A. (di seguito, anche, la SGR ). I termini con la lettera maiuscola non espressamente definiti nel presente Supplemento hanno il medesimo significato ad essi attribuito nel Prospetto d offerta. I rinvii alle Parti, alle Sezioni e ai Paragrafi si riferiscono alle Parti, Sezioni e Paragrafi del Prospetto d offerta come modificati ed integrati dal presente Supplemento. 1/30
2 * * * * * NOTA DI SINTESI I paragrafi B.41, B.44, B. 45 e B.46 della Sezione B Emittente sono sostituiti dai seguenti: B.33 (B.2) B.41 B.44 B.45 Domicilio e forma giuridica della SGR, legislazione in base alla quale opera la SGR e suo paese di costituzione. L identità e lo status giuridico di qualsiasi gestore di investimenti, consulente in materia di investimenti, custode o altro fiduciario (compreso ogni eventuale contratto di delega della custodia). Informazioni finanziarie fondamentali selezionate sul Fondo. Descrizione del portafoglio del Fondo. Amundi SGR S.p.A. è una società di gestione del risparmio costituita in Italia nella forma di società per azioni ed operante secondo la legislazione italiana. La sede sociale di Amundi SGR S.p.A. è in Milano, Piazza Cavour 2. La Società di Gestione è iscritta dal 23 luglio 2014 al n. 40 della sezione Gestori di OICVM (Organismi di Investimento Collettivo in Valori Mobiliari) e al n. 105 della sezione Gestori di FIA (Fondi d'investimento Alternativi) dell albo delle società di gestione del risparmio tenuto dalla Banca d Italia ai sensi dell art. 35 del d. lgs. n. 58 del 24 febbraio 1998 e successive modifiche e integrazioni (il TUF ). Amundi RE Italia SGR S.p.A. è Gestore Delegato del Fondo. Le funzioni di banca depositaria del Fondo sono svolte da Société Générale Securities Services S.p.A., con sede legale in via Benigno Crespi n. 19/A - MAC Milano, iscritta al n (numero matricole) e n (numero di codice meccanografico) dell albo delle banche tenuto dalla Banca d Italia. Si riportano di seguito i compensi spettanti alla banca depositaria: 0,030 (zerovirgolazerotrenta)% del valore complessivo netto del Fondo; Euro 1.000,00 oltre IVA relativo all attività di custodia e amministrazione degli strumenti finanziari. Al 30 giugno 2014 il fondo Amundi Soluzione Immobiliare vanta risorse finanziarie disponibili o prontamente liquidabili per un ammontare complessivo di ; Il Fondo non fa uso di leva finanziaria. Al 30 giugno 2014 il portafoglio tipico comprende 12 fondi immobiliari di cui 9 italiani e 3 di diritto estero (di cui uno detenuto indirettamente) valutati , in diminuzione del -6,0% rispetto al costo di acquisto di ed esprime una minusvalenza complessiva di circa al netto dei rimborsi anticipati di capitale incassati dai fondi sottostati per un ammontare complessivo di Tale risultato considerando anche i dividendi percepiti dai fondi target pari a porta a un rendimento positivo del +1,76% del portafoglio tipico. Il Fondo, sulla base dei prezzi al 30 giugno 2014, esprime uno sconto medio del 27% (il valore del NAV, calcolato sulla base delle valutazioni degli esperti indipendenti, per i fondi quotati italiani è quello al 31/12/2013 ultimi dati disponibili) rispetto al Net Asset Value dei veicoli detenuti, calcolato sulla base delle valutazioni degli esperti indipendenti, e uno sconto medio incorporato del 19% sulla base dei prezzi di acquisto. II Fondo detiene indirettamente una quota di un portafoglio composto in termini aggregati da 363 immobili per un controvalore pari a 9,2 miliardi (dati al 31/12/2013 e al 30/6/2014 per il fondo SEB Immoinvest). 2/30
3 Fondo Sconto su Sconto su Prezzo N. quote Controvalore prezzo di prezzo di 30/06/ /06/ /06/2014 acquisto* mercato* Peso** Controvalore acquisto*** Dividendi pagati Rimborso Capitale Plus Minus*** Rendimento portafoglio tipico **** Olinda % -59% ,8% ,81% First Atlantic RE % -30% ,1% ,67% Delta 47,70-52% -52% ,9 2,2% ,44% First Atlantic RE % -34% ,7% ,47% Investietico % -37% ,00 7,7% ,71% Unicredito Immobiliare % -37% ,0% ,74% Uno Fondo Alpha % -62% ,0% ,87% Torre RE Fund II ***** ,93 1% 0% ,3% ,41% Cloe ***** ,84-3% 0% ,52 7,9% ,28% Portafoglio Italiano ,8% ,56% SEB Immoinvest ***** 23,25-1% -33% ,7% ,07% European Direct Property ,90-4% 0% 703, ,82 15,6% ,54% Fund - SPF1 ***** ASI Jersey Company Ltd (fondo target West End London PUT) 874,38-39% 0% ,47 17,4% ,05% Portafoglio Estero ,6% ,26% Portafoglio Investito -19% -27% ,4% ,76% Totale Attivo 30/06/ ,0% ,9% -6,0% * lo sconto sull prezzo d'acquisto è calcolato come differenza fra il NAV ufficiale (ultimo dato disponibile) e il prezzo d'acquisto rapportata al NAV ufficiale * lo sconto sul prezzo di mercato è calcolato come differenza fra il NAV ufficiale (ultimo dato disponibile) e la quotazione di borsa al 30/06/2014 rapportata al NAV ufficiale ** sul totale attivo *** comprensivo di rimborso di quote di capitale **** comprensivo dei dividendi pagati ***** il fondo Torre RE Fund II è stato valorizzato al valore unitario della quota al 31/12/2013 ***** il fondo CLOE è stato valorizzato al valore unitario della quota al 31/12/2013 rettificato per il rimborso di capitale effetuato il 28/02/2014 ***** il fondo EDPF - SPF1 è stato valorizzato al valore unitario della quota al 01/06/2014 ultimo valore disponibile ***** per il fondo SEB non è stato considerato il rimborso di capitale del 5/07/2014 per un ammontare di Nota: le quote indicate per ASI Jersey Company Ltd si riferiscono al numero di quote detenute del fondo WELPUT dalla società B.46 Indicazione del valore più recente del patrimonio netto del Fondo. Al 30 giugno 2014, il valore di ciascuna quota del Fondo è Euro 4.694,151 e il Valore Complessivo Netto è Euro * * * * * INFORMAZIONI RELATIVE ALL INVESTIMENTO PARTE I Caratteristiche del fondo, modalità di partecipazione e soggetti partecipanti all operazione A) INFORMAIONI GENERA A) INFORMAZIONI GENERALI 1. La SGR Il paragrafo 1. La SGR è sostituto dal seguente: Amundi Società di Gestione del Risparmio S.p.A. o, per brevità, Amundi SGR S.p.A. (di seguito, anche, la SGR ), con sede legale in Milano, piazza Cavour n. 2, con durata sino al , appartenente al Gruppo Crédit Agricole, capitale sociale , detenuto da Amundi S.A. (Parigi), autorizzata dalla Banca d Italia e iscritta all albo delle società di gestione del risparmio tenuto dalla Banca d Italia ai sensi dell art. 35, comma 1 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (di seguito, anche, TUF ), al n. 40 della sezione dedicata ai Gestori di OICVM (Organismi di Investimento Collettivo in Valori Mobiliari) ed al n. 105 della sezione Gestori di FIA (Fondi d'investimento Alternativi), ha istituito e gestisce il fondo Amundi Soluzione Immobiliare - fondo comune di investimento immobiliare di tipo chiuso o, per brevità, Amundi Soluzione Immobiliare (di seguito, anche, il Fondo ). Organo Amministrativo della SGR L organo amministrativo della SGR è il Consiglio di Amministrazione, composto da 9 membri che durano in carica tre anni e sono rieleggibili. L attuale Consiglio, nominato dall Assemblea ordinaria degli Azionisti del 29 aprile 2013 e in carica fino all Assemblea che approverà il bilancio al 31 dicembre 2015, è così composto: 3/30
4 Presidente: - Fathi JERFEL, nato a Kairouan (Tunisia) il Vice-Presidente: - Giampiero MAIOLI, nato a Vezzano sul Crostolo (RE) l Amministratore Delegato: - Michel PELOSOFF, nato a Parigi (Francia) il Amministratori indipendenti: - Paul Henri de LA PORTE DU THEIL, nato a Poitiers (Francia) il Alessandro DE NICOLA, nato a Milano il Amministratori: - Giovanni CARENINI, nato a Milano il Ariberto FASSATI, nato a Milano il Pascal BLANQUÉ, nato a Béziers (Francia) il Palma MARNEF, nata a Parigi (Francia) il Fathi Jerfel Giampiero Maioli Michel Pelosoff Paul-Henri Laureato in Ingegneria, è Directeur Général Délégué e Amministratore di Amundi S.A.. Ricopre cariche di amministratore nelle seguenti altre società del Gruppo: Amundi Alternative Investments Holding S.A., Amundi Alternative Investments S.A.S., Amundi Finance S.A., Amundi Hellas Mfmc S.A., Amundi Immobilier S.A., Amundi IS Americas Inc, Amundi Japan Ltd, Amundi Private Equity Funds, BFT Gestion, Ca Cheuvreux, Dna, Etoile Gestion, Iks Kb, Lcl Actions France, Société Générale Gestion, Structura e Wafa Gestion. In precedenza ha ricoperto incarichi dirigenziali in Crédit Lyonnais e Crédit Agricole Asset Management S.A.. Amministratore Delegato della Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza e Senior Country Officer per l Italia del Gruppo Crédit Agricole. Ricopre cariche di amministratore nelle seguenti altre società del Gruppo: Banca Popolare FriulAdria, Cassa di Risparmio della Spezia, Crédit Agricole Leasing Italia Srl, Agos Ducato S.p.A. e Crédit Agricole Vita S.p.A.. E inoltre membro del Consiglio e del Comitato Esecutivo dell ABI. In precedenza, dal 1996, è stato Direttore Area Lombardia del Credito Commerciale e, dal 2002, Responsabile Marketing, Direttore Commerciale e poi Direttore Generale di Cariparma S.p.A.. Laureato presso l HEC (Ecole des Hautes Etudes Commerciales) di Parigi. Ricopre cariche nelle seguenti altre società del Gruppo: membro del Comitato Esecutivo di Amundi S.A., Presidente di Amundi RE Italia SGR S.p.A., Consigliere della Cassa di Risparmio della Spezia. In precedenza, ha svolto mansioni direttive presso il Crédit Lyonnais nella direzione finanziaria ed è stato direttore degli investimenti presso la Union des assurances Fédérales (UAF). È membro del Consiglio direttivo di Assogestioni. 4/30
5 de La Porte du Theil Laureato presso l'ecole Nationale de l'aéronautique, è entrato nel 1975 presso la Caisse Nationale de Crédit Agricole, dove ha ricoperto, dal 1991, la carica di Responsabile della Divisione di Asset Management. Fino al 2009 è stato Directeur Général Délégué di Amundi S.A.. Attualmente è Presidente dell AGF (Associazione di categoria francese tra le società di gestione del risparmio). Alessandro De Nicola Laureato in Giurisprudenza presso l Università Cattolica di Milano, ha conseguito un LL.M e un Ph.D in Corporate Law and Economics presso l Università di Cambridge. Avvocato in Milano (specializzato in diritto commerciale, societario e finanziario) è autore di numerose pubblicazioni e tiene corsi di Business Law presso l Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano. Giovanni Carenini Ariberto Fassati Pascal Blanqué Palma Marnef Laureato in Economia e Commercio presso l Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano. Ricopre cariche nelle seguenti altre società del Gruppo: Consigliere di Amministrazione di Amundi RE ITALIA SGR S.p.A. E altresì Condirettore Generale di Amundi SGR S.p.A. In precedenza ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità nell ambito del Gruppo Crédit Lyonnais (poi Gruppo Crédit Agricole) in Italia e all estero. In particolare è stato Amministratore Delegato di Crédit Lyonnais Asset Management SIM S.p.A. e responsabile della funzione di controllo interno di Crédit Agricole Asset Management SGR S.p.A. Laureato in Economia e Commercio presso l Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano. Ricopre cariche nelle seguenti altre società del Gruppo: Presidente di Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A., Presidente di Crédit Agricole Leasing Italia S.r.l., Vice Presidente di Cassa di Risparmio della Spezia S.p.A., Vice Presidente di Banca Popolare Friuladria S.p.A. Consigliere di Crédit Agricole Suisse, Crédit Agricole Vita S.p.A. e Agos Ducato S.p.A.. E inoltre membro del Consiglio e del Comitato Esecutivo dell ABI. Laureato presso l École Normale Supérieure Sciences Po. Ricopre cariche nelle seguenti altre società del Gruppo: Directeur Général Délégué e Amministratore di Amundi S.A.. Direttore degli Investimenti di Amundi S.A. dal Ha iniziato la sua carriera presso la banca Paribas nel 1991 nella gestione istituzionale e privata. Di seguito ha svolto la funzione di strategist nell allocazione degli attivi di Paribas Asset Management a Londra e ricoperto la carica di direttore della ricerca economica di Paribas. Dal 2004 presso Amundi S.A. dove ricopre la carica di responsabile delle aree Europa/Regione Mediterranea in seno alla Direzione per lo Sviluppo delle Entità Internazionali, in precedenza ha ricoperto le cariche di responsabile dell International Client Servicing e di responsabile del Controllo, Sviluppo e Coordinamento delle filiali estere presso Crédit Lyonnaise A.M., di responsabile del Supporto Commerciale Internazionale presso Banque de Gestion Privèe e di responsabile del Servizio Filiali Internazionali presso Banque Hervet. 5/30
6 Organo di controllo della SGR L organo di controllo della SGR è il collegio sindacale, composto da 3 membri che durano in carica 3 anni e sono rieleggibili; l attuale collegio, nominato dall Assemblea ordinaria degli Azionisti del 29 aprile 2013 e che rimane in carica fino all Assemblea di approvazione del Bilancio al 31 dicembre 2015, è così composto: Presidente: - Bruno RINALDI, nato a Iseo (BS) il Sindaci effettivi: - Filippo DI CARPEGNA BRIVIO, nato a Meda (MB) il Patrizia FERRARI, nata a Milano il Sindaci supplenti: - Marco ETTORRE, nato a Parma il Maurizio DATTILO, nato a Milano il Bruno Rinaldi Ragioniere Commercialista, Consulente del Lavoro e Revisore Contabile. Attualmente ricopre la carica di Sindaco Effettivo presso I2 Capital S.p.A. e di ENPAP. In passato ha svolto la medesima funzione presso Intesa BCI Sistemi e Servizi S.p.A., Banca di Credito Cooperativo di Ossimo; ha ricoperto l incarico di Consigliere di Amministrazione presso Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, Cassa di Risparmio di Fermo, CARIVITA S.p.A. e Fondo Pensione PREVICLAV. Filippo Di Carpegna Brivio Laureato in Economia e Commercio all Università Cattolica di Milano. Dottore Commercialista e Revisore Contabile. Svolge attività professionale in materia fiscale e societaria. In passato ha ricoperto incarichi dirigenziali in Citibank filiale di Milano e in Cariplo. Patrizia Ferrari Marco Ettorre Maurizio Dattilo Funzioni direttive Laureata in Economia e Commercio all Università L. Bocconi di Milano. A far data dal 1991 svolge la sua attività presso lo Studio Tributario Deiure, Ha maturato esperienze in campo tributario, societario, nel settore delle fusioni e acquisizioni societarie e nel settore bancario/finanziario. Nel 1992 ha conseguito l abilitazione all esercizio della professione di Dottore Commercialista e nel 1995 quella di Revisore Contabile. Laureato in Economia e Commercio. Dottore Commercialista e Revisore Contabile. Svolge attività professionale in materia fiscale e societaria. È altresì Sindaco effettivo di Amundi RE Italia SGR S.p.A. Laureato in Economia e Commercio. Dottore Commercialista e Revisore Contabile. Svolge attività professionale in materia fiscale e societaria. È altresì Sindaco effettivo di Amundi RE Italia SGR S.p.A. 6/30
7 Le funzioni direttive sono esercitate dall Amministratore Delegato ( CEO ). Il Consiglio di Amministrazione della SGR definisce, con cadenza almeno annuale, la Strategic Asset Allocation (all occorrenza modificabile) con le necessarie indicazioni strategiche, anche attraverso l individuazione di soglie minime o massime, ovvero di range di percentuali. In particolare il Consiglio di Amministrazione è competente per la determinazione dei seguenti parametri: - asset class target (per esempio fondi quotati di diritto italiano, fondi aperti di diritto tedesco, ); - ripartizione del portafoglio in funzione del profilo rischio rendimento degli strumenti target (core plus, core, value added, opportunistic), della liquidità (fondi aperti, fondi aperti con finestre, fondi chiusi quotati, fondi chiusi non quotati) e della durata residua; - principale tipologia/e degli immobili sottostanti (cosiddetto look through ); - localizzazione geografica degli immobili sottostanti (cosiddetto look through ); - percentuale massima investibile in un singolo strumento target; - la soglia massima di leva utilizzabile a livello di portafoglio; - minima/massima esposizione al rischio cambio; - capacità di remunerare i sottoscrittori attraverso la distribuzione di dividendi e, a livello di fondo, il pay out minimo da raggiungere per remunerare i partecipanti. A supporto delle determinazioni del Consiglio di Amministrazione, il Chief Investment Officer ( CIO ) della SGR acquisisce le informazioni necessarie e predispone uno specifico documento di strategia, elaborato con l apporto del Gestore Delegato. Tale documento formalizza, in sintesi, le view sullo scenario macroeconomico, sulle condizioni di mercato di riferimento e contiene le proposte di allocazione strategica. L Investment Committee della SGR esamina e vaglia sotto il profilo tecnico le proposte, che sono infine sottoposte al Consiglio di Amministrazione. La carica di CIO è ricoperta, a partire dal 2011, da Simone Facchinato, nato a Treviso il Laureato in Matematica presso l Università di Padova, opera nel Gruppo Crédit Agricole dal 2006 prima come responsabile Financial Engineering e dal dicembre 2007 come Responsabile Marketing. Nel 1996 lavora come gestore di portafogli obbligazionari presso Arca SGR. In seguito ricopre la carica di responsabile Asset Allocation e Gestione del Rischio Clienti Istituzionali, dove si occupa della gestione dei portafogli bilanciati della clientela istituzionale. Nel 2002 viene nominato responsabile Sviluppo della Clientela Istituzionale e dal 2005 anche responsabile Sviluppo Prodotti, sia per il mercato istituzionale sia per il mercato retail. L Investment Committee è composto - oltre che dal CEO, Michel Pelosoff (Presidente), e dal CIO, Simone Facchinato - dai responsabili dei team di gestione e da specialisti in analisi economica con funzione di supporto alla gestione mediante l elaborazione delle informazioni necessarie per effettuare previsioni sia a livello macroeconomico che con riferimento alle attività investibili. La SGR ha de facto adottato la pressoché totalità delle indicazioni del Protocollo di Autonomia per le SGR promosso dall Associazione di categoria, ad eccezione delle misure inerenti al cumulo di funzioni. Funzioni aziendali affidate a terzi in outsourcing Sono affidate a soggetti esterni le seguenti funzioni aziendali: - gestione delle attività di valorizzazione della quota del Fondo; 7/30
8 - stampa e postalizzazione corrispondenza ordinaria con la clientela; - elaborazione delle segnalazioni di vigilanza e trasmissione alle scadenze stabilite; - gestione operativa e/o manutenzione di sistemi informativi (hardware e software) e servizi di facility management; - gestione dell archivio documenti cartaceo e ottico. Nel paragrafo 2. I soggetti che partecipano all operazione, il sotto paragrafo 2.4. Esperti indipendenti è aggiornato come segue: 2.4. Esperti indipendenti: CBRE Valuation S.p.A., via del Lauro n. 5/7 Milano (delibera consiliare della SGR in data 25 giugno 2014). È altresì introdotto il seguente sotto paragrafo: 2.5. Gestore Delegato: Amundi RE Italia SGR S.p.A., con sede legale in Milano, piazza Cavour n. 2, appartenente al Gruppo Crédit Agricole, capitale sociale , detenuto da Amundi Immobilier S.A. (Parigi) per il 70% e da Amundi S.A. (Parigi) per il 30%, autorizzata dalla Banca d Italia ed iscritta all Albo delle SGR di cui all'art. 35 del TUF, al n. 111 della sezione Gestori di FIA (Fondi d'investimento Alternativi). Al Gestore Delegato (fino al 30 giugno 2014, SGR Gestore del Fondo) in linea di continuità operativa e in chiave di valorizzazione delle specifiche competenze professionali di cui dispone, è stata conferita, con efficacia dal 1 luglio 2014, delega avente a oggetto la gestione degli strumenti finanziari che rappresentano l Investimento Tipico e l Investimento Residuale rientranti nel patrimonio del Fondo, nel quadro dei criteri di allocazione del risparmio definiti di tempo in tempo dal Consiglio di Amministrazione di Amundi SGR S.p.A.. La delega, formalizzata in data 26 giugno 2014, ha ad oggetto la totalità del patrimonio del Fondo ed è conferita mediante apposito accordo scritto, redatto in conformità ai requisiti in materia di delega delle funzioni di gestione. Il Gestore Delegato ha il compito di: - individuare le tipologie di strumenti target e, nell ambito di tali tipologie, provvedere alle attività di screening quantitativo e qualitativo con analisi di due diligence relative ai singoli strumenti oggetto d investimento; - effettuare le operazioni di investimento/disinvestimento coerentemente con l asset allocation strategica definita dalla SGR; - registrare gli ordini e i relativi eseguiti nei registri obbligatori secondo le modalità e tempistiche previste dalla normativa di tempo in tempo in vigore; - monitorare gli investimenti nel continuo con l obiettivo di verificare, tra gli altri, i seguenti fattori: - l andamento dei portafogli gestiti e dei relativi investimenti sottostanti; - la coerenza della composizione dei portafogli gestiti con le strategie di investimento deliberate dalla SGR e il rispetto dei limiti di legge e regolamentari; - l impatto dell evoluzione normativa, offerta di nuovi prodotti, particolari vicende legate ad una specifica area geografica sull andamento del mercato immobiliare e sui portafogli del Fondo. 8/30
9 Il processo di monitoraggio degli investimenti e conseguente predisposizione della relativa reportistica è suddiviso nelle seguenti fasi: - monitoraggio giornaliero: volto a reperire ed analizzare i dati relativi alle quotazioni degli strumenti inseriti nei portafogli gestiti e agli scostamenti realizzati degli stessi rispetto alle giornate precedenti nonché il rispetto dei limiti di legge e regolamentari che attengono al Fondo; - monitoraggio periodico: volto a verificare, nel continuo, l andamento degli strumenti target in cui è investito il patrimonio del Fondo e, con periodicità trimestrale/semestrale, le caratteristiche degli asset sottostanti ai fondi target, eventuali criticità riscontrate nell attività di gestione e le performance realizzate; è ricompresa in tale fase anche l attività di monitoraggio dei prodotti offerti da parte del mercato. Il Consiglio di Amministrazione del Gestore Delegato si compone di 6 membri che durano in carica tre anni e sono rieleggibili. L attuale Consiglio, nominato dall Assemblea ordinaria degli Azionisti del 29 aprile 2013 e in carica fino all Assemblea che approverà il bilancio al 31 dicembre 2015, è così composto: Presidente: - Michel PELOSOFF (v. sopra). Amministratore Delegato: - Giovanni di CORATO, nato a Milano il Consiglieri indipendenti : - Luca FABBRINI, nato a Firenze il Angelo Carlo COLOMBO, nato a Milano il Consiglieri: - Nicolas SIMON, nato a Tolosa (Francia) il Giovanni CARENINI (v. sopra). Giovanni di CORATO Luca FABBRINI Laureato in Discipline Economiche e Sociali nel 1989, in seguito ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità nell ambito di società operanti nel settore della gestione professionale del risparmio. Ha assunto nel 2002 la responsabilità dell Area Real Estate di Nextra Investment Management SGR (dante causa dell attuale Amundi RE Italia SGR in relazione alle attività real estate). È membro del comitato tecnico di Assogestioni relativo ai Fondi immobiliari ed è stato membro del Consiglio di Amministrazione di FOPEN (Fondo Pensione dipendenti ENEL) dal 2000 al Laureato in Giurisprudenza presso l Università degli Studi di Firenze, è iscritto all Albo degli Avvocati di Milano. Specializzato in Merger & Acquisition con particolare riguardo alle operazioni di private equity e di acquisition financing nonché al diritto dei mercati mobiliari, con riguardo alle offerte pubbliche di acquisto. 9/30
10 Angelo Carlo COLOMBO Laureato in Economia e Commercio presso l Università L. Bocconi di Milano. Ha maturato un ampia esperienza professionale nella consulenza aziendale e fiscale a livello nazionale e internazionale, seguendo operazioni societarie straordinarie, interventi di ristrutturazione aziendale. Ha svolto incarichi di amministrazione e controllo presso numerose società, incluse società di intermediazione finanziaria e docenze in materia di amministrazione, contabilità e finanza il Politecnico di Milano, la Sda Bocconi ed il Luxembourg Institute for Financial Technologies. Nicolas SIMON Laureato presso l'école Supérieure de Commerce di Tolosa ed in diritto privato presso l'université des Sciences Sociales di Tolosa, ha maturato un'esperienza pluriennale in ruoli dirigenziali presso varie società del settore finanziario. Inparticolare è stato direttore degli investimenti presso Generali Immobilier (Gruppo Assicurazioni Generali) e presidente di Henderson Global Investor France SAS. É Directeur Générale Délégué di Amundi Immobilier S.A. (Parigi) già CAAM RE S.A.. Il Comitato di Investimento del Gestore Delegato è composto da: Giovanni di Corato (v. sopra) Andrea Maggioli Francesco Berardinelli Nicolas Simon (v. sopra) Giovanni Carenini (v. sopra) Giovanni di Corato (v. sopra) Andrea Maggioli, Responsabile dell Area Asset Management del Gestore Delegato. Nato a Roma il Laureato in Scienze Politiche nel 1993, è entrato in Nextra Investment Management SGR (dante causa dell odierna Amundi RE Italia SGR in relazione alle attività real estate) nel In precedenza ha lavorato nel settore privato, in particolare nell ambito del trading di metalli. Dal 2002 fa parte del team di asset management immobiliare, del quale ha assunto la responsabilità nel Gestisce un portafoglio immobiliare del valore di circa 600 milioni. Dal 2004, ha coordinato operazioni di acquisizione e di cessione per un controvalore complessivo di circa 310 milioni. Francesco Berardinelli, Responsabile dell Area Portfolio Management del Gestore Delegato. Nato a Firenze il Laureato in Economia delle Istituzioni e dei Mercati Finanziari presso l Università Bocconi di Milano, dal dicembre 2013 è Responsabile dell area Portfolio Management di Amundi RE Italia SGR, dopo aver ricoperto il ruolo di Portfolio Manager dal giugno In precedenza, nell'ambito dello stesso Gruppo, ha ricoperto il ruolo di Senior Relationship Manager per la Clientela Istituzionale in Crédit Agricole Asset Management SGR, divenuta Amundi SGR nel marzo del 2010, in seguito alla joint venture tra Crédit Agricole SA e Société Générale nell asset management. Dal 2000 al 2008 è stato Responsabile della Clientela Istituzionale, e precedentemente Senior Relationship Manager per la Clientela Istituzionale, in Société Générale Asset Management Italia Sim. Ha inoltre collaborato con il settimanale di informazione economicofinanziaria Bloomberg Investimenti (ora Finanza Mercati) e con altre testate di settore. Le competenze del Comitato di Investimento sono di natura operativa, in particolare: - proporre alla SGR l allocazione strategica e il business plan triennale; - individuare le tipologie di strumenti target; - esaminare ed approvare le operazioni di investimento e disinvestimento del Fondo. 10/30
11 Il paragrafo 3. Il fondo comune di investimento immobiliare di tipo chiuso è aggiornato come segue: 3. Il fondo comune di investimento immobiliare di tipo chiuso Natura giuridica, caratteristiche essenziali e funzione economica Amundi Soluzione Immobiliare è un fondo comune di investimento immobiliare, così come definito dall art. 1, comma 1, lettera d-bis) del Decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica n. 228 del Il fondo comune di investimento immobiliare è un patrimonio autonomo, suddiviso in quote, di pertinenza di una pluralità di partecipanti, distinto a tutti gli effetti dal patrimonio delle SGR e da quello di ciascun partecipante, nonché da ogni altro patrimonio gestito dalle medesime società; delle obbligazioni contratte per suo conto, il fondo risponde esclusivamente con il proprio patrimonio. Su tale patrimonio non sono ammesse azioni dei creditori delle SGR o nell'interesse delle stesse, né quelle dei creditori del depositario o del sub depositario o nell'interesse degli stessi. Le azioni dei creditori dei singoli investitori sono ammesse soltanto sulle quote di partecipazione dei medesimi. Le SGR non possono in alcun caso utilizzare, nell'interesse proprio o di terzi, i beni di pertinenza dei fondi gestiti. Il Fondo adotta la forma chiusa ed ha lo scopo di investire e gestire professionalmente le proprie risorse, al fine di favorire una crescita equilibrata e graduale nel tempo del valore reale degli investimenti. Il rimborso delle quote ai partecipanti potrà, quindi, avvenire solo allo scadere della durata del Fondo ovvero nel rispetto dei termini e delle modalità descritte nel Regolamento di gestione del Fondo. La SGR Promotrice potrà inoltre effettuare, a fronte di disinvestimenti e nell interesse dei partecipanti al Fondo, rimborsi parziali pro-quota in conformità a quanto previsto nel Regolamento di gestione del Fondo. In considerazione delle suddette caratteristiche, il fondo immobiliare chiuso costituisce una forma di investimento rivolta ad un pubblico di risparmiatori che, al fine di conseguire rendimenti adeguati, sia disposto a: immobilizzare le somme investite per un lungo periodo di tempo, fatta salva la possibilità di richiedere il rimborso a scadenze predeterminate, prevista nel Regolamento di gestione del Fondo, nonché, in caso di quotazione, quella di liquidare l investimento sul mercato; prendere atto dell eventualità che l investimento in quote del fondo possa conseguire risultati negativi, anche in misura rilevante. La sottoscrizione di quote del Fondo consente agli investitori di partecipare, in proporzione alle quote detenute, ai risultati economici derivanti dalla gestione di un patrimonio immobiliare. La politica di investimento del Fondo è, infatti, prevalentemente orientata verso l acquisizione di immobili, in via indiretta attraverso l assunzione di partecipazioni, anche di controllo, in società immobiliari, nonché attraverso l acquisto di quote di OICR a prevalente investimento immobiliare (c.d. Investimento Tipico ). Detti investimenti, per loro natura e in ragione della loro possibile non immediata liquidabilità, si caratterizzano per una durata di medio-lungo periodo. Caratteristiche specifiche del Fondo Il Fondo è stato originariamente istituito con delibera del Consiglio di Amministrazione di Amundi SGR del 25 maggio 2010, che ha contestualmente approvato il Regolamento di gestione del Fondo, approvato anche da Amundi RE Italia SGR (ex SGR Gestore) con delibera del Consiglio di Amministrazione del 28 maggio La durata del Fondo è fissata con scadenza al 31 dicembre 2018, salva la facoltà della SGR Promotrice di effettuare, nei termini previsti dall art. 2 del 11/30
12 Regolamento di gestione del Fondo, una proroga non superiore a 3 (tre) anni, per la migliore esecuzione delle operazioni di smobilizzo degli investimenti e di rimborso delle quote. Previa comunicazione alla Banca d Italia della decisione di procedere alla liquidazione, il Fondo può essere liquidato: a) alla scadenza del termine di durata; b) qualora si debba procedere allo scioglimento della SGR Promotrice e/o della SGR Gestore per qualsiasi ragione e non si possa far proseguire la gestione del Fondo da parte di altra società di gestione del risparmio; c) per iniziativa delle SGR, quando ciò sia nell interesse dei partecipanti anche in relazione ad una congiuntura di mercato favorevole per la liquidazione del patrimonio immobiliare del Fondo ovvero al verificarsi di eventi tali da rendere impossibile o pregiudicare seriamente la possibilità per il Fondo di perseguire il suo scopo, con rilevante pregiudizio per gli investitori. Il Regolamento di gestione del Fondo è stato approvato dalla Banca d Italia in data 2 novembre Il Regolamento di gestione del Fondo è stato da ultimo modificato con delibera del Consiglio di Amministrazione della SGR del 25 giugno Tali modifiche, finalizzate a far sì che Amundi SGR S.p.A. subentri ad Amundi RE Italia SGR S.p.A. nell attività di gestione del Fondo, conformemente alle disposizioni dell art. 36 del D.Lgs. 58/1998 (TUF), come novellato dal D.Lgs. 44/2014 di attuazione della direttiva 2011/61/UE Banca d Italia in data 2 novembre 2010, hanno acquisito efficacia in data 1 luglio Contestualmente il Consiglio di Amministrazione della SGR ha deliberato l adozione delle opportune misure organizzative afferenti allo svolgimento del ruolo di gestore del Fondo. L Assemblea dei Partecipanti al Fondo, svoltasi in data 18 giugno 2014, si è espressa favorevolmente al predetto subentro. Si rinvia alla Sez. B, par. 4 della Parte II per informazioni sul valore patrimoniale netto del Fondo, numero di quote e relativo valore nominale nonché per una descrizione dell attivo. Non sono possibili sottoscrizioni mediante conferimenti di beni. Il Fondo accetta nuove sottoscrizioni, attuate tramite successive emissioni di quote, in seguito alla regolare chiusura delle precedenti emissioni e al completo richiamo dei relativi impegni. Si rinvia alla successiva Sez. D, par. 12 per le modalità e i termini di effettuazione delle emissioni successive/rimborsi anticipati e alla Sez. A, par. 2 della Parte II per informazioni sulle emissioni/rimborsi anticipati eventualmente già effettuati. Il Fondo, con le modalità e nei limiti stabiliti dalla normativa vigente, nel corso della sua intera durata, potrà assumere prestiti fino al 20 (venti)% del valore del totale delle proprie attività investite in strumenti finanziari di cui all art. 7, comma 1, del Regolamento di gestione del Fondo. L accensione di prestiti per un importo pari al 20 (venti)% del valore dei predetti strumenti finanziari può comportare - ove l attivo del Fondo sia interamente costituito da dette attività un indebitamento massimo pari al 25 (venticinque)% del valore complessivo netto del Fondo. Il Fondo può effettuare operazioni con i soci della SGR Promotrice e/o della SGR Gestore, nonché con i soggetti appartenenti al gruppo di questi ultimi ovvero con le società facenti parte del gruppo rilevante delle stesse SGR, considerandoli soggetti in conflitto di interessi ai sensi della normativa vigente ed a condizione che vengano rispettate le condizioni previste dalla normativa di tempo in tempo vigente. Si rinvia alla successiva Sez. F, par. 18 per informazioni su conflitti di interesse e alla Sez. B, par. 5 della Parte II per le eventuali operazioni già effettuate. I partecipanti si riuniscono in assemblea (di seguito, Assemblea dei partecipanti ) per deliberare sulle materie attribuite alla sua competenza dalla normativa applicabile e, in particolare, sulla sostituzione della SGR Promotrice o della SGR Gestore e sulle modifiche delle politiche di gestione, nel rispetto della normativa applicabile. L Assemblea dei partecipanti è convocata dal Consiglio di Amministrazione della SGR Gestore in Italia, anche al di fuori della sede legale della SGR Gestore, 12/30
13 di propria iniziativa ovvero quando lo richiedano partecipanti al Fondo nella misura del 10 (dieci)% delle quote in circolazione. L avviso di convocazione indicherà il luogo, la data e l ora della convocazione, l ordine del giorno, il testo per esteso della deliberazione proposta e le ulteriori indicazioni necessarie per la partecipazione all Assemblea dei partecipanti e per l esercizio del diritto di voto. Sono legittimati a partecipare all Assemblea dei partecipanti tutti coloro i quali risultino titolari delle quote del Fondo da almeno 5 (cinque) giorni prima della data in cui si riunisce l assemblea. Le quote rimarranno indisponibili sino alla data dell Assemblea dei partecipanti. L Assemblea dei partecipanti delibera validamente con il voto favorevole del 50 (cinquanta)% più una quota degli intervenuti in assemblea. Il quorum deliberativo non potrà in ogni caso essere inferiore al 30 (trenta)% del valore delle quote in circolazione. Le deliberazioni dell'assemblea dei partecipanti, unitamente alle connesse delibere eventualmente adottate dai Consigli di Amministrazione delle SGR, sono trasmesse alla Banca d'italia, ove occorrendo, per l'approvazione. Il diritto di voto nell Assemblea dei partecipanti può essere esercitato per corrispondenza nel rispetto delle disposizioni normative applicabili. Per ulteriori informazioni si rinvia alle specifiche disposizioni del Regolamento di gestione del Fondo. PARTE II Informazioni specifiche sull offerta, composizione del patrimonio, dati storici di andamento e costi del Fondo. A) INFORMAZIONI SULL OFFERTA, EMISSIONI SUCCESSIVE/RIMBORSI ANTICIPATI DI QUOTE E AMMISSIONE ALLE NEGOZIAZIONI Il paragrafo 1. Informazioni specifiche sull offerta è integrato con la seguente informazione: Il Consiglio di Amministrazione della SGR, in data 23 luglio 2014, ha deliberato, per la settima emissione di quote, un ammontare compreso tra un minimo di euro 2,5 milioni e un massimo di euro 10 milioni. I primi 3 capoversi (comprese le tabelle) del paragrafo 2. Informazioni sulle emissioni successive/rimborsi anticipati di quote sono sostituiti dai seguenti: Il Fondo ha effettuato emissioni di quote nei seguenti periodi: Prima emissione 3 gennaio aprile 2011 seconda emissione 2 aprile giugno 2012 terza emissione 3 ottobre dicembre 2012 Quarta emissione 2 aprile giugno 2013 Quinta emissione 1 ottobre dicembre /30
14 Sesta emissione 1 aprile giugno 2014 Per tale periodo di offerta, la seguente tabella evidenzia il numero ed il valore delle quote emesse/rimborsate ed il valore complessivo del patrimonio per effetto delle emissioni/rimborsi effettuati. Emissione quote Periodo d offerta Data di richiamo degli impegni N. quote collocate (1) N. quote rimborsate Valore unitario delle quote Controvalore quote collocate 1 a 3/01/2011 4/04/ aprile , /04/ /06/ agosto , /10/ /12/2012 2/04/ /03/2013 1/10/ /12/2013 1/04/ /06/ marzo , agosto , marzo , agosto ,151 0 (1) Il dato è comprensivo delle quote sottoscritte dalla SGR. Alla data del 30 giugno 2014, data di riferimento dell ultimo prospetto contabile disponibile, il valore complessivo netto del Fondo ammonta ad suddiviso in n quote. B) INFORMAZIONI SUL FONDO Il paragrafo 4. Composizione del patrimonio del Fondo ed informazioni sulla gestione è sostituito dal seguente: Al 30 giugno 2014, data di riferimento dell ultimo prospetto contabile disponibile, il valore complessivo netto del Fondo è pari ad euro Il patrimonio del Fondo è suddiviso in quote di eguale valore e che conferiscono i medesimi diritti. Il valore netto unitario delle quote al 30 giugno 2014 è pari ad euro 4.694,151. Caratteristiche dei segmenti del mercato immobiliare in cui opera il Fondo Principali fattori macroeconomici che possono condizionare l attività del Fondo Lo scenario di consenso proietta per il 2014 una leggera decelerazione al 2,8% della crescita globale rispetto al 3,0% registrato nel 2013, per il 2015 invece le attese restano ferme, rispetto all inizio dell anno, ad un +3,4%. Nei primi mesi del 2014 l eccezionale rigidità climatica dell inverno ed altri fattori straordinari hanno avuto un incidenza pesante sull economia statunitense che ha chiuso il primo trimestre con una contrazione del 2,9% rispetto al +1,2% atteso, in media, a fine aprile dagli analisti. Sebbene sia probabile un significativo rimbalzo della crescita americana nel secondo trimestre dell anno, proiezione supportata da un indice NAPM solidamente ancorato su valori, nel secondo trimestre, che segnalano una dinamica economica espansiva e, nello stesso periodo, da un mercato del lavoro ove il numero degli occupati è cresciuto ad un buon ritmo (220,000 non farm payrolls in media nell ultimo trimestre), conducendo il tasso di disoccupazione al 6,1%, è 14/30
15 probabile che l incremento del PIL statunitense per l intero 2014 risulti inferiore alle attuali aspettative e che una ri-accelerazione del ciclo possa occorrere soltanto nel Contestualmente, nell Eurozona, la ripresa in atto dal primo trimestre del 2013 sembra aver subito un improvvisa battuta di arresto, anche nelle economie più solide, a partire dalla Germania, nel corso del secondo trimestre dell anno. Rispetto ad uno scenario globale, per l anno in corso, originariamente fondato sull anticipazione di una crescita mondiale trainata dai paesi avanzati, sembra invece prevalere, nel concreto, un sostanziale sostegno offerto alla medesima da parte delle economie emergenti. Queste ultime, in linea di massima, dopo la decelerazione del 2013 hanno mostrato una complessiva capacità di sostenere e in alcuni casi di rilanciare una positiva dinamica economica, con un ruolo chiave svolto, ancora una volta, dall Asia. Sul fronte dei prezzi al consumo, l inflazione globale rimane sotto controllo e se in Giappone, si registrano i primi segnali dell auspicata uscita dalla deflazione, i dati Europei, influenzati da una crescita del PIL, dal 2008 sistematicamente al di sotto di quella potenziale, lasciano trasparire il rischio, più volte sottolineato dalla BCE, sebbene ancora ritenuto improbabile, di una tendenza deflattiva. Anche in questo caso sono state le economie emergenti a dare i più significativi segnali di vitalità: esse dovrebbero registrare nel 2014 una tendenza dei prezzi al consumo quantomeno in linea con quella del Nel complesso l inflazione globale dovrebbe aumentare di circa il 3% nel 2014, un dato non lontano dal + 2,9% dello scorso anno. Le politiche monetarie continuano a svolgere un ruolo chiave nel sostenere la crescita e nel contenere i rischi macroeconomici e finanziari. La Fed mantiene un atteggiamento molto accomodante e sebbene stia progressivamente riducendo l immissione di nuova liquidità continuerà a tenere i tassi ufficiali su livelli prossimi allo zero nei prossimi trimestri. La Banca del Giappone ha proseguito con una politica di costante creazione di nuova liquidità, ma è dalla BCE che sono giunte, nel corso del semestre, le più significative novità. Nel mese di giugno i tassi ufficiali sono stati ridotti di 10 bps, conducendo quelli sui depositi delle banche presso l istituto d emissione in territorio negativo ed è stato inoltre anticipato, con operatività fine 2014 / prima parte del 2015, un programma straordinario di rifinanziamento del settore creditizio condizionato alla concessione di prestiti all economia reale. Oltre a questi provvedimenti sono state quantomeno evocate possibilità d intervento ulteriore sul fronte del cosiddetto quantitative easing che potrebbero essere messe in atto, se necessario, nei prossimi trimestri, qualora il rischio di una dinamica deflazionistica nell Eurozona dovesse diventare più concreto. Sul versante delle politiche fiscali, non si sono registrati importanti scostamenti dalle tendenze in atto lo scorso anno. Tra i paesi avanzati è solo il Giappone a mantenere una politica fiscale espansiva, mentre in Europa, al margine, essa non è risultata maggiormente restrittiva rispetto a quanto occorso nel Nel primo trimestre, come premesso, il PIL statunitense ha registrato un vero e proprio crollo. Tra i fattori che spiegano questa sorprendente battuta d arresto vi sono state, in primo luogo le condizioni atmosferiche straordinariamente avverse che hanno colpito il paese nei mesi di gennaio e febbraio. Oltre a ciò, anche gli effetti statistici legati all introduzione della riforma sanitaria e la sensibile riduzione delle scorte da parte delle imprese hanno giocato un ruolo importante. Sebbene questo dato sia destinato a ridurre il potenziale di crescita dell economia americana per l intero anno, è improbabile l inversione della positiva tendenza di medio termine riguardante il PIL. Il mercato del lavoro è infatti tornato ad esprimere una capacità di creazione di nuovi posti superiore alle unità su base mensile da marzo in poi, gli indici di fiducia delle aziende si confermano su livelli elevati e anche il settore immobiliare ha proseguito nel corso dell anno la positiva tendenza in atto dall inizio del Le condizioni di base permangono favorevoli ad un accelerazione del PIL. In particolare a sostegno di questa ipotesi è opportuno ricordare che, in un quadro in cui le famiglie sono sempre impegnate sul fronte della riduzione del proprio eccessivo indebitamento: a) la politica monetaria, nonostante il cosiddetto tapering, resta espansiva, b) quella fiscale ha assunto un regime marginalmente più accomodante rispetto allo scorso anno, c) la tendenza del tasso di disoccupazione è solidamente orientata nel senso di una riduzione e d) la profittabilità delle imprese, ivi incluse quelle del settore creditizio, è soddisfacente e contribuisce a sostenere un favorevole clima di aspettative. Secondo lo scenario di consenso, nel 2014 l Eurozona uscirà dalla recessione. Alla contrazione dello 0,5% del 2013 si attende faccia seguito un rimbalzo del PIL leggermente superiore all 1%. L andamento dell economia in apertura d anno è stato coerente con questo, quantomeno, rassicurante scenario: nei primi tre mesi del 2014, infatti, si è registrata un avanzata del PIL dello 0,9%. Nel corso del secondo trimestre, però, sia gli indicatori anticipatori che l andamento della produzione industriale hanno interrotto la propria ascesa, lasciando presagire che il dato relativo alla crescita del secondo trimestre possa essere deludente. Nel 15/30
16 complesso l attuale fase ha comunque visto la Germania e la Francia come elementi trainanti del recupero macroeconomico, oltre alla ripresa di un certo numero di paesi periferici (Spagna, Portogallo e Irlanda), il PIL italiano, invece, ha subito ancora una parziale contrazione nei primi tre mesi dell anno. Colpita dagli effetti della crisi del debito sovrano patita nel 2011 e nella prima parte del 2012, l Eurozona soffre un ritardo di qualche anno rispetto alla positiva evoluzione ciclica dell economia statunitense e anche in caso di un effettiva uscita dalla recessione nel 2014 è ancora prematuro attendersi un significativo recupero dell occupazione e degli aggregati creditizi nel breve termine. La BCE, dal canto suo si sta adoperando per contrastare i rischi provenienti da un inflazione scesa a livelli molto bassi e per favorire la piena uscita dalla situazione di credit crunch in cui l Eurozona, sebbene con un elevata variabilità fra i diversi paesi, da parecchi trimestri langue. Le misure espansive recentemente messe in campo appaiono importanti e mirate e non è escluso che, qualora il quadro dovesse deteriorarsi, ulteriori allentamenti monetari potrebbero essere agiti. Le prospettive dell Eurozona, non sono certo quelle di un accelerazione inflazionistica capace d indurre una repentina restrizione monetaria che potrebbe essere causa di ampia volatilità sui mercati finanziari, il potenziale downside risk sul fronte della crescita dell economia e dei prezzi al consumo resta quello dominante. In Gran Bretagna la ripresa economica è proseguita nei primi mesi del 2014 con una progressione che ha visto il tasso di crescita del PIL migliorare dal +1,8% del terzo trimestre 2013 al +3% nel primo trimestre di quest anno. Le attese per il secondo trimestre sono attestate al +3,1%. La tendenza del tasso di disoccupazione è orientata al ribasso e l ultimo dato puntuale si è posizionato al di sotto del 7% per la prima volta dal Il settore immobiliare continua a registrare una dinamica positiva dei prezzi. L inflazione è scesa al di sotto del 2%, riducendo il rischio che una sua crescita potrebbe porre in termini di inattesa e repentina restrizione della politica monetaria, tuttora orientata in senso espansivo. Tuttavia, anche in relazione alle recenti indicazioni dei suoi esponenti, si ritiene possibile che la BoE, tra la fine di quest anno e l inizio del prossimo, sia la prima, tra le banche centrali dei paesi avanzati, a muovere i tassi ufficiali al rialzo dopo la crisi economico finanziaria del La crescita del PIL giapponese nel 2014 dovrebbe essere in linea con quella espressa nel 2013 (+1,5%), sebbene connotata da una maggiore volatilità dei dati trimestrali. L intensità del quantitative easing e l assetto espansivo della politica fiscale, peraltro confermato nel 2014, hanno contribuito alla ripresa: ora l attenzione si concentra sugli effetti delle riforme volte a rendere più flessibile l economia nipponica che, nelle attese del policy maker, dovrebbero ancora dispiegare pienamente il loro potenziale. L aumento dell imposizione indiretta ha generato un, non sorprendente, incremento del tasso d inflazione, ma al contempo potrebbe produrre effetti restrittivi sui consumi nei prossimi mesi. Il tasso di crescita del PIL cinese, dopo il +7,7% del 2013, dovrebbe registrare solo un marginale rallentamento quest anno, attestandosi al +7,5%. Pertanto, sebbene lontana dal regime di espansione prevalente prima della crisi economico finanziaria del 2008 (superiore al 10% per anno), l economia cinese continua a rappresentare uno dei principali motori per la crescita economica globale, con tassi superiori sia a quelli di molti paesi emergenti, sia a quelli dei paesi sviluppati. Le ultime rilevazioni degli indicatori anticipatori orientano le attese in direzione di una stabilizzazione della crescita economica e di una discesa dell inflazione sotto il 2%. Uno scenario di forte rallentamento appare improbabile alla luce del potenziale di risorse fiscali e monetarie che il Policy Maker potrebbe mettere in campo, in chiave anticiclica, nell ipotesi di un volgere al peggio dello scenario congiunturale. Il primo semestre 2014 si è chiuso con performance positive per tutti i principali mercati finanziari: il comparto obbligazionario, in particolare, ha fatto segnare rendimenti molto positivi a livello globale. A svettare sono state soprattutto le performance dei titoli dei paesi periferici dell Eurozona che avevano sofferto maggiormente nella fase di crisi iniziata nella seconda metà del 2011 e tra questi anche quelli italiani sia governativi sia corporate. La forte compressione degli spread sulla curva governativa ha accompagnato altresì la buona performance del mercato azionario italiano, il più brillante, in termini di crescita, dall inizio dell anno tra i listini azionari europei. Anche i titoli corporate ad alto rendimento e quelli con rating più basso nell ambito dell Investment Grade hanno messo a segno performance di rilievo. In ambito azionario, ad esclusione del Giappone, vera e propria star dello scorso anno, tutti i principali listini hanno chiuso il semestre con segni positivi e nel caso di Italia e Spagna con variazioni a doppia cifra. Anche i mercati emergenti sia obbligazionari che azionari, dopo una fase difficile nei primi mesi dell anno hanno recuperato terreno nel secondo trimestre. Sul versante dei cambi, infine, l euro ha chiuso il semestre contro il dollaro americano non lontano dal livello di 16/30
17 partenza, sebbene dopo aver fatto registrare una certa volatilità legata soprattutto al variare delle attese di politica monetaria. Lo scenario maggiormente condiviso per il secondo semestre sembra orientato a confermare le principali tendenze occorse sui mercati finanziari nei primi mesi dell anno. In particolare, nonostante le notevoli compressioni già messe a segno dagli spread, è probabile che la ricerca di rendimento continui a muovere i flussi di investimento verso i mercati obbligazionari periferici dell Eurozona, fra i quali quello italiano. Le misure espansive recentemente annunciate dalla BCE ed in particolare l indicazione di un prolungato scenario di tassi a zero sono destinati a mantenere viva la domanda di rendimenti a premio su quelli dei titoli obbligazionari percepiti come privi di rischio creditizio. La liquidità a disposizione dei mercati è abbondante e favorisce anche la domanda per strumenti azionari in un contesto ove le valutazioni obbligazionarie appaiono, ormai, compresse. Alla luce dei rendimenti oggi prevalenti è probabile che il secondo semestre registri performance del reddito fisso, in generale, più contenute rispetto a quelle del primo semestre e che i rendimenti obbligazionari americani e britannici tornino a scontare un graduale cambio di rotta della politica monetaria di Fed e BoE, innescando tendenze orientate marginalmente al rialzo. La BCE potrebbe decidere nuove misure espansive contenendo, da un lato, la forza dell euro e sostenendo, dall altro, le performance dei mercati europei rispetto a quelli delle altre aree. I mercati emergenti sono tornati a stabilizzarsi sia in termini di flussi di investimento che di prospettive macroeconomiche e pertanto si anticipa che potranno proseguire sulla strada dell attuale recupero. I rischi geopolitici restano un elemento degno di attenzione, così come quelli macroeconomici legati al potenziale manifestarsi sia di una deflazione nell Eurozona, sia di un sensibile rallentamento della crescita mondiale. Tuttavia, le banche centrali vigilano ed è ragionevole pensare che contribuiranno con le loro azioni a contenere la volatilità e ad attenuare i rischi di natura economica. Andamento del mercato immobiliare In Europa gli investimenti immobiliari nel primo trimestre 2014, secondo le ultime rilevazioni di CBRE, hanno raggiunto 37,9 miliardi, un dato, sebbene in aumento del 18% rispetto al primo trimestre 2013, nettamente inferiore ai 62,4 miliardi raggiunti nel quarto trimestre Un simile rallentamento è stato principalmente indotto dalla dinamica del mercato britannico che dopo essere stato il più liquido, in termini di volumi intermediati, nel corso del 2013, ha registrato nel primo trimestre dell anno una rilevante caduta degli scambi, assestatisi a 11,4 miliardi, in termini sequenziali (-55% rispetto all ultimo dato del 2013). Tale risultato appare comunque in linea con quello del primo trimestre In Italia gli investimenti immobiliari nel primo trimestre 2014 hanno raggiunto i 720 milioni, in aumento del 16% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Gli investitori esteri, il cui interesse per il mercato italiano, dalla seconda metà del 2013, è crescente, hanno contribuito per il 48%. Sempre con riferimento al mercato domestico, a livello settoriale, sono stati gli immobili retail quelli su cui si sono maggiormente concentrati i nuovi investimenti (44% del totale). Rispetto alla generalmente positiva tendenza, quantomeno con riferimento ai prodotti immobiliari prime, prevalente a livello continentale, l Italia continua, nonostante le aspettative di un incipiente ripresa, ad essere penalizzata da un quadro macroeconomico negativo indotto dalle politiche di austerità intraprese al fine di rispondere all imperativo d invertire, a breve / medio termine, la dinamica del rapporto debito/pil e dall intensità della rarefazione del credito che ha spinto gli Istituti Bancari a centellinare il finanziamento di nuove operazioni, contribuendo in modo decisivo, a inaridire la liquidità del mercato immobiliare. A livello continentale nel primo trimestre 2014 i canoni di locazione degli immobili a uso ufficio sono tendenzialmente rimasti stabili in gran parte delle principali città europee. La domanda di spazi ha seguito una dinamica negativa con volumi di occupazione, secondo i dati di CBRE, generalmente inferiori a quelli registrati nel Il tasso di sfitto è rimasto complessivamente invariato nella maggior parte delle localizzazioni. La dinamica dei rendimenti immediati è migliorata in gran parte dei principali mercati. Con riferimento al settore retail i canoni prime, sia nel comparto high street shops sia in quello dei centri commerciali, hanno espresso una sostanziale stabilità. In generale, comunque, continuano a prevalere divergenze nella dinamica dei valori immobiliari fra gli spazi ben localizzati di elevata qualità e quelli meno performanti e/o in location secondarie. I rendimenti immediati, per i centri commerciali, hanno seguito una tendenza favorevole in tutta Europa in particolare in Spagna, dove si è registrato una riduzione di 25 bps. Stessa tendenza positiva, seppur meno netta, per il settore high street shop. L anticipazione, da parte della pressoché totalità degli analisti di una ripresa economica nell Eurozona sia sotto il profilo del reddito che dei 17/30
18 consumi, ha contribuito a migliorare le attese riguardo alle crescita prospettica del fatturato dei retailer catalizzando l interesse degli investitori per questo settore. Nel settore industriale / logistico, in generale, dai minimi del primo semestre 2008 i rendimenti immediati sono significativamente cresciuti, invertendo solo marginalmente e con ritardo rispetto agli altri segmenti non residenziali questa tendenza. La necessità di razionalizzare / consolidare gli spazi da parte dei conduttori sia per motivi di ristrutturazione aziendale sia per rispondere a nuove esigenze commerciali, rimane il driver principale della domanda, insieme alla necessità di ridurre i costi espressa dalla maggior parte degli utilizzatori. Le prospettive del settore, dopo la forte correzione dei prezzi coincisa con la pesante recessione registrata nel biennio 2008/09 e l arresto del flusso di nuovo prodotto sul mercato, almeno per le prime property, appaiono meno negative rispetto al passato nonostante la non brillantezza del quadro congiunturale continentale. Nel lungo termine i pianificati investimenti infrastrutturali restano un driver per la crescita del comparto lungo le nuove direttrici del commercio internazionale europeo. I nuovi sviluppi sono ancora molto rallentati: si assiste a un assorbimento molto rapido degli immobili di classe A, mentre la situazione permane difficile per gli immobili di classe B e nelle localizzazioni secondarie. Anche nei primi sei mesi del 2014 l Italia ha espresso una dinamicità economica decisamente inferiore a quella prevalente nell Eurozona nel suo complesso. Il necessario appesantimento in termini di fiscalità immobiliare verificatosi negli ultimi anni, solo parzialmente corretto, limitatamente al comparto residenziale sul fronte dell IMU, inoltre, certo non ha favorito l emergere di un crescente interesse degli investitori per il mercato italiano. Sul fronte creditizio, le banche continuano a destinare la propria liquidità prevalentemente all acquisto di titoli di stato domestici, beneficiando di rendimenti, in termini relativi, ancora elevati e del minore assorbimento di capitale da questi generato rispetto a quello connesso ai prestiti alle imprese. Tale condotta continua a limitare l indirizzo dei flussi di liquidità in direzione dell economia reale e del settore immobiliare, ostacolando il potenziale di ripresa economica. La liquidità disponibile per nuove operazioni di finanziamento ipotecario nel corso dell anno è stata ancora scarsa, sebbene superiore a quanto registrato nel recente passato, e comunque accessibile soltanto a un costo ancora molto elevato rispetto a quanto accade nei principali paesi dell Eurozona (con margini in media per gli investimenti istituzionali non residenziali core, sebbene in rapida discesa, ancora vicini ai 250 bps). Infine il permanere, ormai dopo diversi trimestri di crisi, di un continuo disallineamento sul fronte dei prezzi fra domanda e offerta non contribuisce a favorire una forte crescita dei volumi scambiati: un adeguamento al ribasso dei prezzi, in parte verificatosi nel recente passato, con riferimento ad alcune specifiche transazioni di dimensioni rilevanti, sembra ormai un presupposto per un ritorno a normali condizioni di liquidità. In un simile contesto le dinamiche osservate sul mercato nel corso del semestre hanno confermato, si potrebbe dire cristallizzandola, la progressiva tendenza alla divaricazione delle valutazioni fra gli immobili prime di Classe A e quelle di beni meno pregiati (si pensi per esempio alla cessione dell immobile di via Santa Margherita a Milano, interamente locato a Crédit Suisse, chiusa ad un tasso di rendimento prossimo al 5% e quella dell intero portafoglio di immobili retail del fondo Olinda che ha espresso un rendimento, calcolato sui canoni percepiti nel 2013, superiore al 10%). Allargando la prospettiva all Europa nel suo complesso, in previsione di un economia ancora non pienamente incamminata lungo un sentiero di crescita sostenuta, con molta probabilità, si assisterà nei prossimi mesi a una non particolare vivacità sul fronte dei valori locativi headline, al continuo ricorso a incentivi a favore dei conduttori e probabilmente, in molte piazze, a un incremento del tasso di sfitto. Inoltre proseguirà l attività di riposizionamento delle grandi aziende in cerca di soluzioni immobiliari più adeguate alle proprie esigenze in termini sia di qualità sia di costo di occupazione. La limitata disponibilità di credito, per di più a margini ovunque superiori rispetto a quelli prevalenti precedentemente alla crisi del 2008, che non si concretizza soltanto nei paesi periferici dell Eurozona, sarà probabilmente il vincolo maggiore per la futura crescita delle attività d investimento immobiliare e ciò significa che, anche nello scenario migliore, sarà difficile assistere a un espansione significativa del volume degli investimenti nei prossimi mesi. I capitali degli investitori internazionali, in ambito Europeo, sono orientati verso mercati la cui rischiosità è percepita come limitata, in particolare Germania e Francia. La Gran Bretagna e i Paesi Scandinavi che hanno catalizzato l interesse degli investitori nell ultimo biennio, sembrano aver raggiunto valutazioni che difficilmente potranno registrare un ulteriore progressione nel breve / medio termine. In Spagna una ripresa dei valori immobiliari dopo la crisi del 2008, sebbene molto selettiva, appare più vicina. Lo scenario di mercato sarà ancora dominato da investitori con una forte avversione al rischio e pertanto continuerà a divergere la forte domanda per immobili prime rispetto a quella, più debole, per prodotti di classe B e C in localizzazioni secondarie. Un interesse degli investitori per il real estate è comunque destinato a permanere alimentato dalla promessa, tipica 18/30
19 dell investimento immobiliare, di una stabile generazione di reddito e da una buona protezione dal rischio d inflazione il cui timore è indotto, in una prospettiva di medio lungo termine, da un assetto estremamente lasco delle politiche monetarie oltre che dalle preoccupazioni, in gran parte rientrate, ma pur sempre diffuse, riguardo alla solvibilità degli emittenti pubblici. Il segmento Uffici In Gran Bretagna il mercato immobiliare fin dalla seconda metà del 2008 è stato severamente colpito, rispetto a quanto accaduto nei mercati più liquidi dell Eurozona, dagli effetti della crisi finanziaria. Dai minimi toccati nel terzo trimestre del 2009 i valori locativi hanno evidenziato una ripresa del 26% al termine del primo trimestre A Londra i costi di occupazione degli spazi sono cresciuti nel West End e nella City, attestandosi rispettivamente a /mq/a e a 760 /mq/a. Nel primo trimestre 2014 nella City, l aumento del 7% dell assorbimento è stato accompagnato da una diminuzione del tasso di sfitto che ha raggiunto il 5,0%, un livello inferiore alla media degli ultimi due anni (6,4%); il prime yield è invece rimasto invariato nella City al 4,5% e nel West End al 3,75%. In Francia nei primi mesi del 2014 i canoni in media non hanno espresso sostanziali variazioni, nel CBD parigino si conferma un prime rent di 800 /mq/a, una riduzione del 4% si è registrata a Lione. Il tasso di sfitto è rimasto stabile in tutte le principali città, in media, al 7,4% sostanzialmente in linea con il dato di fine La dinamica dei rendimenti immediati è stata marginalmente positiva con una riduzione in media di circa 5 bps rispetto alla fine dello scorso anno. I prime yield, secondo le ultime osservazioni disponibili, sono in media pari al 5,21%, inferiori i valori nel CBD parigino (4,15%) e superiori a La Défense (5,9%). In Germania il mercato locativo ha registrato segnali di debolezza in tutte le aree metropolitane. I dati peggiori si sono osservati a Francoforte e Berlino, dove il take up nel primo trimestre 2014 è diminuito rispettivamente del 6% e 5%. Il tasso di sfitto, in leggero arretramento, si posiziona, in media, al 9,5% e resta al di sopra di quello prevalente in gran parte dei mercati europei più liquidi. I dati più negativi sono quelli di Berlino e Francoforte (rispettivamente 8,9% e 14,2%). Nel primo trimestre 2014 i valori locativi sono rimasti stabili, un incremento è stato registrato solo a Monaco (+1,5%). Sempre in media i rendimenti immediati si posizionano in prossimità del 4,60%, leggermente inferiori rispetto ai valori prevalenti negli ultimi due anni. I rendimenti prime per uffici a Milano, secondo le ultime rilevazioni di CBRE, sono rimasti fermi nel primo trimestre 2014 al 6,00%, in linea con il dato di fine L assorbimento di spazi a uso ufficio nel primo trimestre si è attestato a mq, valore quasi doppio rispetto a quello del primo trimestre dell'anno passato, ma in calo di quasi il 50% rispetto all'ultimo trimestre del Consolidamento, ri-localizzazione e cost cutting si confermano i driver principali per gli utilizzatori. I canoni prime nel CBD, fermi negli ultimi dodici mesi sul valore di 480 mq/anno, anche nel primo trimestre 2014 non hanno registrato variazioni. Anche nelle altre aree della metropoli lombarda la dinamica dei valori locativi delle prime properties è stata improntata a una sostanziale stabilità: 400 mq/anno nelle zone centrali, 360 mq/anno nel semicentro e 260 mq/anno nella periferia sono i valori prevalenti. Per effetto del nuovo stock realizzato, difficilmente assorbibile nell attuale quadro di debolezza economica, il tasso di sfitto è cresciuto chiudendo il trimestre al 12,5%. Nel primo trimestre dell anno a Milano, complessivamente si sono registrate compravendite per un volume di 174 milioni, in aumento del 60% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In miglioramento a Roma i rendimenti immediati delle prime properties, dove, alla fine del primo trimestre 2014, il tasso prevalente si attesta al 6,25% rispetto al 6,50% di fine Il volume di spazi complessivamente assorbito nel primo trimestre ha sfiorato i mq, in contrazione di oltre il 50% rispetto al trimestre precedente, mentre il tasso di sfitto è sostanzialmente rimasto fermo all 8,2%. I canoni prime nel CBD sono restati fermi a 400 /mq/anno, una tendenza analoga si è osservata nelle altre principali aree della capitale, inclusa la zona EUR, dove si è concentrata la domanda più attiva e il trimestre si è chiuso con valori locativi prime, in media, di 320 /mq/anno. Il mercato degli investimenti a Roma continua a essere caratterizzato da una carenza di prodotto core, mentre l offerta di opportunità non core è abbondante. A Roma l attività d investimento nel settore uffici è stata scarsa nel primo trimestre 2014, con nessuna transazione rilevante registrata. Nel complesso gli incentivi concessi dalle proprietà agli utilizzatori continuano a rappresentare un elemento essenziale nella chiusura di nuovi contratti di locazione, in linea con quanto osservato nel corso della fase apertasi dopo l evento recessivo del Il trend crescente delle rinegoziazioni, secondo le rilevazioni di CBRE, sta consentendo ai conduttori di ottenere risparmi sui costi di occupazione che arrivano fino al 20%. Le 19/30
20 condizioni di mercato, in progressivo, sebbene lento, deterioramento, non possono che contribuire ad aumentare il potere negoziale degli utilizzatori. In Spagna l attività d occupazione alla fine del primo trimestre 2014 è aumentata rispetto ai livelli di fine 2013 (+18%). Il tasso di sfitto è rimasto stabile sia a Barcellona sia a Madrid attestandosi rispettivamente al 14,9% e al 17,2%, tra i valori massimi a livello continentale. Anche i costi di occupazione hanno confermato quelli del trimestre precedente (294 /mq/anno a Madrid e 213 /mq/anno a Barcellona). Il rendimento immediato richiesto dagli investitori è diminuito di 25 bps sia a Madrid (5,75%) che a Barcellona ( 5,75%). Fonte: Elaborazioni Amundi RE Italia SGR su dati CBRE Fonte: Elaborazioni Amundi RE Italia SGR su dati CBRE Il segmento Retail Secondo le rilevazioni di CBRE gli investimenti nel settore retail in Europa hanno raggiunto circa 12,5 miliardi nel secondo trimestre del 2014, in crescita del 72% rispetto allo stesso trimestre del precedente anno. I valori locativi, sia per il segmento high street sia per quello degli shopping center, sono rimasti sostanzialmente fermi nel primo trimestre del 2014 rispetto alla fine del 2013 in tutte le principali piazze europee. La dinamica dei rendimenti immediati è stata favorevole in quasi tutte le aree metropolitane del continente. Il sentiment generale dei retailers, con riferimento all attività di occupazione è in progressivo miglioramento. La domanda di spazi sia nei centri commerciali prime sia, soprattutto, sul fronte degli high street shops è crescente. Si rafforzano gli obiettivi di espansione e/o riposizionamento per spazi commerciali in localizzazioni di qualità e pregio da parte degli operatori. A fine 2013 sono emersi segnali di miglioramento anche per ciò che riguarda l attività di sviluppo. È tornato timidamente l interesse di alcuni developers internazionali per la realizzazione di nuovi centri commerciali. In Italia l attività di riammodernamento, riposizionamento e 20/30
21 riqualificazione di centri esistenti rimane limitata a un numero molto limitato di casi. Negli altri paesi Europei, viceversa, questa è una tendenza consolidata e il riposizionamento dei format commerciali meno innovativi sta diventando prioritario nelle agende dei proprietari per recuperare attrattività nei confronti degli utilizzatori. Fonte: Elaborazioni Amundi RE Italia SGR su dati CBRE Segmento Industriale/Logistico In generale dai minimi del primo semestre 2008 i rendimenti immediati sono significativamente saliti, invertendo solo marginalmente e con ritardo rispetto agli altri segmenti non residenziali questa tendenza. Italia e Spagna sono le aree che continuano ad esprimere i redimenti più elevati, con Milano e Madrid che hanno toccato la punta rispettivamente dell 8,25% e dell 8,75%. Rendimenti più contenuti per Londra al 5,05% in linea con il dato di fine Sul fronte dei canoni di locazione nel corso del primo trimestre 2014 è prevalsa una sostanziale stabilità in tutte le principali piazze europee. Fonte: Elaborazioni Amundi RE Italia SGR su dati CBRE Andamento del mercato dei fondi immobiliari in Italia Gli ultimi dati disponibili pubblicati da Assogestioni, relativi al secondo semestre 2013, registrano una crescita nulla per il settore dei fondi immobiliari. Al 31 dicembre 2013 i 203 fondi immobiliari operativi censiti da Assogestioni vantavano un patrimonio netto pari a 25,5 Mld. Questi dati, a fronte di una raccolta di 2 Mld, in aumento rispetto al dato precedente, sono giustificati dal venir meno nel campione di una società e dalla svalutazione degli immobili in portafoglio. Considerando il numero di fondi, l 89,7% si qualifica come riservato ad investitori qualificati e soltanto il 10,3 % è destinato al pubblico indistinto (retail). Per quanto riguarda l allocazione del portafoglio per destinazione d'uso si osserva che gli investimenti tipici sono prevalentemente orientati sul segmento direzionale, che rappresenta, con 19,3 Mld, oltre il 51,6% degli 21/30
22 impieghi. La destinazione d'uso commerciale esprime, con un attivo di oltre 4,7 Mld, il 12,7% degli investimenti complessivi. Al terzo posto con il 10,9% si trova il residenziale. Dal punto di vista dell'allocazione geografica, il Nord Ovest, con 16,3 Mld (43,5%), è l'area in cui è concentrata la maggior parte degli investimenti. Il 33,7% degli impieghi, pari a 12,6 Mld, è localizzato al Centro. Seguono il Nord Est con 4,2 Mld (11,2%) e il Sud e le Isole con 3,3 Mld (8,8%). Restano ancora poco consistenti gli investimenti all'estero con una percentuale pari al 2,7% del totale, equivalente a circa 1 miliardo di Euro. In merito alle performance l Indice IPD dei fondi immobiliari italiani, nel secondo semestre 2013 ha chiuso con metriche total return, calcolate con riferimento al valore del NAV stimato dagli esperti indipendenti, negative (- 0,3% semestrale). Nel primo semestre 2014, l'immobiliare quotato ha seguito una tendenza molto positiva, in particolare grazie ad un rinnovato interesse di alcuni investitori opportunistici che si sono fatti promotori di due Offerte Pubbliche di Acquisto (OPA) di fondi quotati. L'Indice BNP Paribas REIM, che misura la performance complessiva dei fondi d investimento immobiliare quotati, ha realizzato nel semestre un +18,82%. Sempre in coerenza con le rilevazioni di BNP Paribas REIM lo sconto, inteso come lo scostamento tra il prezzo sul secondario e il valore patrimoniale intrinseco della quota, è diminuito a fine giugno al 36,75%, dopo avere toccato il massimo di 58,93% a fine dicembre Per quanto riguarda le società immobiliari quotate, l indice FTSE Italia Beni Immobili registra nel primo semestre 2014 una performance positiva del +31,4%. I titoli quotati legati al mercato immobiliare domestico restano numericamente scarsi e a modesto flottante e, in alcuni casi, in seguito alla crisi sono stati oggetto d importanti operazioni di ricapitalizzazione/ristrutturazione finanziaria che hanno contribuito ad aumentarne sensibilmente la volatilità. Informazioni relative alla gestione del Fondo Il valore complessivo al 30 giugno 2014 degli investimenti caratteristici del Fondo è di pari al 92,4% del totale dell attivo e all 86,9% del capitale raccolto in fase di sottoscrizione ( ). Al 30 giugno 2014 il portafoglio tipico comprende 12 fondi immobiliari di cui 9 italiani e 3 di diritto estero (di cui uno detenuto indirettamente) valutati , in diminuzione del -6,0% rispetto al costo di acquisto di ed esprime una minusvalenza complessiva di circa al netto dei rimborsi anticipati di capitale incassati dai fondi sottostati per un ammontare complessivo di Tale risultato considerando anche i dividendi percepiti dai fondi target pari a porta a un rendimento positivo del +1,76% del portafoglio tipico. Il Fondo, sulla base dei prezzi al 30 giugno 2014, esprime uno sconto medio del 27% (il valore del NAV, calcolato sulla base delle valutazioni degli esperti indipendenti, per i fondi quotati italiani è quello al 31/12/2013 ultimi dati disponibili), rispetto al Net Asset Value dei veicoli detenuti, calcolato sulla base delle valutazioni degli esperti indipendenti, e uno sconto medio incorporato del 19% sulla base dei prezzi di acquisto. II Fondo detiene indirettamente una quota di un portafoglio composto in termini aggregati da 363 immobili per un controvalore pari a 9,2 miliardi (Dati al 31/12/2013 e al 30/06/2014 per il fondo SEB Immoinvest). 22/30
23 Fondo Sconto su Prezzo prezzo di 30/06/2014 acquisto* Sconto su prezzo di mercato* N. quote Controvalore 30/06/ /06/2014 Peso** Controvalore acquisto*** Dividendi pagati Rimborso Capitale Plus Minus*** Rendimento portafoglio tipico **** Olinda % -59% ,8% ,81% First Atlantic RE % -30% ,1% ,67% Delta 47,70-52% -52% ,9 2,2% ,44% First Atlantic RE % -34% ,7% ,47% Investietico % -37% ,00 7,7% ,71% Unicredito Immobiliare Uno % -37% ,0% ,74% Fondo Alpha % -62% ,0% ,87% Torre RE Fund II ***** ,93 1% 0% ,3% ,41% Cloe ***** ,84-3% 0% ,52 7,9% ,28% Portafoglio Italiano ,8% ,56% SEB Immoinvest ***** 23,25-1% -33% ,7% ,07% European Direct Property Fund - SPF1 ***** ,90-4% 0% 703, ,82 15,6% ,54% ASI Jersey Company Ltd (fondo target West End London PUT) 874,38-39% 0% ,47 17,4% ,05% Portafoglio Estero ,6% ,26% Portafoglio Investito -19% -27% ,4% ,76% Totale Attivo 30/06/ ,0% ,9% -6,0% * lo sconto sull prezzo d'acquisto è calcolato come differenza fra il NAV ufficiale (ultimo dato disponibile) e il prezzo d'acquisto rapportata al NAV ufficiale * lo sconto sul prezzo di mercato è calcolato come differenza fra il NAV ufficiale (ultimo dato disponibile) e la quotazione di borsa al 30/06/2014 rapportata al NAV ufficiale ** sul totale attivo *** comprensivo di rimborso di quote di capitale **** comprensivo dei dividendi pagati ***** il fondo Torre RE Fund II è stato valorizzato al valore unitario della quota al 31/12/2013 ***** il fondo CLOE è stato valorizzato al valore unitario della quota al 31/12/2013 rettificato per il rimborso di capitale effetuato il 28/02/2014 ***** il fondo EDPF - SPF1 è stato valorizzato al valore unitario della quota al 01/06/2014 ultimo valore disponibile ***** per il fondo SEB non è stato considerato il rimborso di capitale del 5/07/2014 per un ammontare di Nota: le quote indicate per ASI Jersey Company Ltd si riferiscono al numero di quote detenute del fondo WELPUT dalla società La tabella seguente illustra il rendimento realizzato sul mercato secondario nel primo semestre 2014, comprensivo di dividendi e rimborso di quote di capitale, dai fondi quotati detenuti da Amundi Soluzione Immobiliare. Prezzo 30/06/2014 Prezzo 31/12/2013 cash flow 1S2014 Rendimento 1S2014(*) %Cash Flow 1S2014 First Atlantic RE ,5% 2,1% Investietico ,7% 8,2% First Atlantic RE ,6% 1,8% Unicredito Immobiliare Uno ,8% 0,0% Olinda ,7% 0,0% Delta ,1% 0,0% Fondo Alpha ,5% 0,0% (*) comprensivo di dividendi pagati e/o di rimborso di quote di capitale nel primo semestre 2014 La tabella seguente illustra il rendimento realizzato considerando i NAV calcolati sulla base delle valutazioni degli esperti indipendenti, comprensivo di dividendi e rimborso di quote di capitale, da tutti i fondi immobiliari quotati dal 30/6/2011 (data prossima al richiamo degli impegni del Fondo) al 31/12/2013 (ultimi dati disponibili). In evidenza i fondi quotati detenuti da Amundi Soluzione Immobiliare. 23/30
24 NAV Cash Flow Rendimento (**) Fondo 31/12/ /06/ /2013-6/ /2013-6/2011 Investietico ,00 3,2% Fondo Beta ,00 2,4% Estense Grande Distribuzione ,66 1,8% Mediolanum RE 5,76 5,74 0,00 0,3% Fondo Socrate ,75-1,1% Delta ,00-2,4% Securfondo ,45-3,2% Fondo Alpha ,00-3,4% First Atlantic RE ,12-6,6% Immobilium ,00-7,5% First Atlantic RE ,02-9,1% Unicredito Immobiliare Uno ,50-9,5% Immobiliare Dinamico ,00-10,3% Polis ,00-11,5% Invest Real Security ,00-13,9% Tecla ,77-18,2% BNL Portfolio Immobiliare ,00-18,5% Obelisco ,00-21,5% Europa Immobiliare ,00-22,7% Valore Immobiliare Globale ,00-24,0% Risparmio Immobiliare Uno Energia ,00-24,3% Olinda ,61-29,6% Amundi RE Europa (*) ,00 4,0% Amundi RE Italia (*) ,00-12,0% Mediana -9,3% (*) Amundi RE Italia e Amundi RE Europa non fanno parte dell'universo investibile di Amundi Soluzione Immobiliare (**) comprensivo di dividendi e/o di rimborso di quote di capitale Da inizio gestione i fondi immobiliari che hanno maggiormente contribuito alla variazione negativa del valore del portafoglio tipico sono Olinda (-5,87%) e SEB ImmoInvest (-3,01%) mentre quelli che hanno contributo positivamente sono Welput (+6,96%), EDPF-SPF1 (+2,53%) e First Atlantic RE 1 (+1,14%). A livello aggregato la componente italiana ha generato un contributo negativo di -4,72% compensato dal buon andamento della componente estera con un +6,48%. Nel semestre sono intervenuti i seguenti eventi rilevanti: In data 8 gennaio 2014 e con avvisi successivi è stato comunicato a mezzo stampa che il fondo Unicredito Immobiliare Uno, detenuto dal Fondo, è stato oggetto di un Offerta Pubblica di Acquisto volontaria (OPA) da parte dei fondi Europa Plus SCA SIF - RES Opportunity e Italy Investments S.à r.l., sul 40,54% della totalità delle quote e al prezzo offerto per ciascuna quota di Le condizioni proposte sono state valutate dal Comitato di investimento della SGR Gestore, che ha ritenuto di non aderire all OPA. In data 18 febbraio 2014 e con avvisi successivi è stato comunicato a mezzo stampa che il fondo First Atlantic 1, detenuto dal Fondo, è stato oggetto di un Offerta Pubblica di Acquisto volontaria (OPA) da parte del fondo Oceano Immobiliare S.a.r.l, indirettamente controllata dal gruppo finanziario americano Blackstone, sulla totalità delle quote e al prezzo offerto per ciascuna quota di 335,00. Le condizioni proposte sono state valutate dal Comitato di investimento dell allora SGR Gestore, che ha ritenuto di non aderire all OPA. La performance del Fondo ha risentito positivamente dei due eventi rilevanti, a seguito dell allineamento dei prezzi di borsa dei due menzionati fondi ai prezzi offerti. Al 30 giugno 2014 il fondo Amundi Soluzione Immobiliare vanta risorse finanziarie disponibili o prontamente liquidabili per un ammontare complessivo di Segue una descrizione dei singoli investimenti caratteristici del Fondo: 24/30
25 Atlantic 1 Il fondo Atlantic 1, gestito da IDeA FIMIT Società di Gestione del Risparmio S.p.A., è un fondo ad apporto privato in cui sono confluiti beni immobili aventi una destinazione prevalentemente direzionale o commerciale, ovvero immobili riconvertibili a tale uso. Il fondo è investito in misura non inferiore al 70% del totale delle sue attività in beni immobili, diritti reali immobiliari e in partecipazioni in società immobiliari, prevalentemente domestici. Olinda Fondo Shops Il fondo Olinda Fondo Shops, gestito da Prelios SGR, investe in misura non inferiore ai tre quarti del proprio portafoglio in beni immobili a prevalente o esclusiva destinazione commerciale (retail & entertainment), ovvero in beni immobili riconvertibili a tali usi e in diritti reali immobiliari su beni immobili aventi tali caratteristiche. Inoltre possiede proprietà localizzate in Italia per almeno il 75% dell attivo, mentre il portafoglio residuale può essere ripartito nell ambito di paesi appartenenti all Unione Europea. Investietico Il fondo Investietico, gestito da AEDES BPM Real Estate Società di Gestione del Risparmio S.p.A., si caratterizza, per l impegno della SGR ad investire il patrimonio in immobili e diritti reali di godimento su beni immobili, destinati o da destinarsi ad attività ad alto contenuto sociale, nonché ad utilizzo terziario sia direzionale sia commerciale. Gli immobili di proprietà del fondo sono utilizzati per l esercizio di attività mirate alla tutela, al rispetto e alla dignità dell'uomo, quali ospedali, case di cura, residenze sanitarie assistenziali, case di riposo, strutture socio-assistenziali, scolastiche, e per la gestione del tempo libero. Le proprietà si trovano in via preferenziale all interno dell Area Monetaria Europea. Alpha Il fondo Alpha Immobiliare, gestito da IDeA FIMIT Società di Gestione del Risparmio S.p.A., investe in beni immobili di qualsiasi tipo o natura, prevalentemente in edifici con destinazione sia direzionale sia commerciale, e in diritti reali di godimento su tale tipologia di beni immobili. Le proprietà del fondo si trovano almeno per il 75% dell attivo sul territorio italiano e, in ogni caso, nell ambito dei paesi appartenenti all Unione Europea. Unicredito Immobiliare Uno Il fondo Unicredito Immobiliare Uno, gestito da Torre SGR S.p.A., investe in beni immobili e in diritti reali di godimento su beni immobili, prevalentemente non residenziali, così come in partecipazioni anche di controllo in società immobiliari non quotate, la cui attività prevalente consista, in misura superiore al 50% del proprio patrimonio, nell investimento in beni immobili e diritti reali di godimento su beni immobili. Delta Il fondo Delta Immobiliare, gestito da IDeA FIMIT Società di Gestione del Risparmio S.p.A., investe in beni immobili e diritti reali immobiliari con destinazione alberghiera, direzionale, commerciale, logistica e industriale, con particolare riguardo a proprietà immobiliari ricettive e turistico-ricreative in misura non inferiore ai due terzi del proprio valore complessivo. Il patrimonio del fondo può essere investito anche in operazioni di sviluppo, valorizzazione immobiliare di aree e in immobili da risanare, ristrutturare, riconvertire o restaurare, da concedere in locazione o da cedere sul mercato con un significativo valore aggiunto in termini di plusvalenze realizzabili. Atlantic 2 Berenice Il fondo Atlantic 2 Berenice, gestito da IDeA FIMIT Società di Gestione del Risparmio S.p.A. gestisce il portafoglio immobiliare conferito in sede di apporto e investe in beni immobili e diritti reali immobiliari la cui destinazione è principalmente costituita da uffici e beni immobili riconvertibili a tali usi. Gli immobili apportati al fondo risultano locati in larga misura a Telecom Italia S.p.A. (contratti a lunga scadenza 1 periodo 2012, 2 periodo 2027). Gli immobili detenuti si trovano almeno per il 75% del totale dell attivo in Italia. 25/30
26 Torre RE Fund II Il fondo Torre RE Fund II comparto B Value Added and Foreign Opportunities, gestito da Torre SGR S.p.A. ha avviato la propria attività operativa il 2 maggio 2011 mediante apporto di beni da parte di soggetti privati e di denaro. La politica di investimento è orientata alla valutazione di singole opportunità di investimento con un profilo di rischio-rendimento mediamente elevato. Le principali operazioni hanno ad oggetto progetti nel settore degli sviluppi e di riconversione. Il richiamo di capitale da parte del gestore avviene solo al momento dell individuazione di nuove opportunità di investimento al fine di evitare giacenze di liquidità eccessive nel fondo. Cloe Il fondo Cloe, gestito da Prelios Società di Gestione del Risparmio S.p.A, è un fondo Immobiliare di tipo chiuso riservato esclusivamente ad investitori qualificati specializzato nel segmento Terziario/Uffici, istituito mediante apporto di beni da parte di soggetti privati. La strategia del fondo è incentrata su immobili Core, già messi a reddito con contratti a scadenza standard e locati prevalentemente a grandi aziende e Pubblica Amministrazione, immobili Value Added, con contratti in scadenza e/o che richiedono opere di manutenzione straordinaria, e immobili Long Term, con contratti a lunga durata attualmente locati a Telecom Italia; questi ultimi garantiscono un sicuro rendimento, rappresentando uno dei principali elementi di sostegno alla distribuzione dei dividendi per tutta la durata del fondo. European Direct Fund SPF1 (Shopping Property Fund 1) La SPPICAV BNPP Shopping Property Fund 1, gestito da BNP Paribas Real Estate, è un OPCI di diritto francese con una politica di investimento rivolta alla diversificazione su tutto il settore retail (centri commerciali, negozi di quartiere, supermercati, e ipermercati). La SPPICAV, al fine di ovviare ad alcune limitazioni legate alla personalità giuridica particolare dello stesso, è detenuta indirettamente dal Fondo mediante l investimento della SICAF di diritto lussemburghese European Direct Fund SPF1 SICAF. Seb Immoinvest Il fondo immobiliare aperto tedesco SEB ImmoInvest, gestito da SEB Investment GmbH, investe a livello internazionale in proprietà commerciali e ad uso ufficio a reddito stabile. Il fondo sfrutta le opportunità offerte dai diversi mercati immobiliari, attraverso un oculata diversificazione geografica degli investimenti. Un insieme bilanciato di conduttori ed immobili serve ad ottimizzare il reddito e il rischio. Il concetto perseguito consiste nell assicurarsi rendite d affitto stabili e positive, con la minore variabilità possibile. Il fondo è scambiato sui mercati tedeschi alle grida (Berlino, Francoforte, Amburgo e Colonia). West End London PUT Il fondo West End of London Property Unit Trust, gestito da Schroders Property Investment Management Limited, è un trust immobiliare chiuso di diritto di Jersey contenente direttamente e indirettamente beni immobili aventi destinazione direzionale, o riconvertibili a tale uso, situati principalmente nella zona del West End (57%) della città di Londra (UK). Il fondo è detenuto dalla ASI Jersey Company Ltd, società basata a Jersey (Channel Islands) e detenuta interamente dal Fondo. 26/30
27 Dati relativi alla società controllata dal Fondo Denominazione e sede della società: ASI Jersey Company Limited 22 Grenville Street, St. Helier, Jersey, Channel Island A) Attività esercitata dalla società: Immobiliare Titoli nel portafoglio del fondo Quantità % del Totale dei titoli emessi Costo di acquisto (*) Valore alla data del rendiconto (30/06/14) Esercizio precedente (31/12/13) 1) titoli di capitale con diritto di voto % ) titoli di capitale senza diritto di voto 3) obbligazioni convertibili in azioni dello stesso emittente 4) obbligazioni cum warrant su azioni dello stesso emittente 5) altri strumenti finanziari (da specificare) (*) Controvalore in Euro calcolato con il rapporto di cambio alla data di esercizio B) Dati di bilancio dell'emittente: Dati patrimoniali Ultimo esercizio (30/06/14) Primo periodo comparativo (31/12/13) Secondo periodo comparativo (30/06/13) 1) totale attività ) partecipazioni ) immobili ) indebitamento a breve termine ) indebitamento a medio/lungo termine ) patrimonio netto inoltre, per imprese diverse dalle società immobiliari: * capitale circolante lordo * capitale circolante netto * capitale fisso netto * posizione finanziaria netta Dati reddituali Ultimo esercizio Primo periodo comparativo Secondo periodo comparativo (31/12/ /06/2014) (30/06/ /12/2013) (31/12/ /06/2013) 1) fatturato ) margine operativo lordo (20.949) (24.977) (17.030) 3) risultato operativo ) saldo proventi/oneri finanziari ) saldo proventi/oneri straordinari ) risultato prima delle imposte ) utile (perdita) netto ) ammortamenti d'esercizio C) Criteri e parametri utilizzati per la valutazione 1) Il criterio di valutazione dei titoli è quello del metodo analitico-patrimoniale. Tale criterio è basato sull'espressione a valori correnti dei singoli elementi, materiali ed immateriali che compongono il capitale economico d'impresa tenendo conto dell'eventuale avviamento o disavviamento. Il valore del patrimonio netto viene calcolato come differenza fra le attività (materiali ed immateriali) e le passività, eventualmente rettificate per tener conto del loro valore. 2) Cambio /GBP = 0,8007 Fondi detenuti West End London PUT Nota: si considerano esercizi semestrali Per ulteriori informazioni in merito agli investimenti, si rinvia al Rendiconto del Fondo al 30 giugno Con riferimento al periodo intercorrente tra la data di redazione del più recente documento contabile e quella di redazione della presente Parte II, sono intervenuti i seguenti eventi rilevanti: 27/30
28 Con riferimento al fondo SEB ImmoInvest, in data 8 luglio 2014, la società di gestione SEB Investment GmbH ha proceduto ad un rimborso di capitale e al pagamento di un dividendo per complessivi La liquidità distribuita dal fondo, da quando è stata annunciata la liquidazione, è stata pari a circa il 30%. Con riferimento al fondo Welput, detenuto tramite la società ASI Jersey Company, in data 18/7/2014 si è tenuta l assemblea dei partecipanti che ha deliberato le seguenti modifiche regolamentari: 1) estensione dell area investibile dal solo West-end di Londra alle zone limitrofe della City e Inner London, con decorrenza immediata; 2) introduzione della possibilità di effettuare rimborsi annuali, al verificarsi di determinate condizioni, e introduzione di una durata illimitata del fondo, con decorrenza 1/10/2014; 3) modifica della struttura commissionale parametrata non più sul Totale Attivo del fondo ma sul Patrimonio Netto del fondo e sulle performance realizzate, con decorrenza 1/10/2014. Con riferimento al fondo EDP SPF1, in data 30 luglio 2014, la società di gestione BNP Paribas Real Estate Investment Management Luxembourg S.A. ha proceduto al pagamento di un dividendo complessivo di ,70. In data 25 agosto 2014, il Fondo - per il tramite della società ASI Jersey Company Ltd, partecipata al 100% - ha perfezionato la vendita di 4.749,5 quote del fondo West End London PUT (corrispondente al 50% delle quote detenute) ad un controvalore di GBP 649, per quota. Detto fondo era stato acquistato il 12 agosto 2011 al prezzo di GBP 463 per quota. La plusvalenza realizzata è stata pertanto di GBP , pari al 40,2% del costo originario di acquisto. Alla data del presente Supplemento al Prospetto d offerta non vi sono procedimenti giudiziari o arbitrali pendenti che possano avere, o abbiano potuto avere di recente, effetti rilevanti sull attività del Fondo. Il paragrafo 6. Informazioni sulle decisioni assunte dagli organi del Fondo è integrato come segue: L Assemblea dei Partecipanti, convocata in data 18 giugno 2014, ha deliberato il subentro di Amundi SGR ad Amundi RE Italia SGR S.p.A. nella gestione del Fondo in ottemperanza al nuovo quadro normativo di riferimento (recepimento della direttiva 2011/61/UE) e le conseguenti modifiche al Regolamento di gestione del Fondo con decorrenza 1 luglio A seguito della menzionata modifica Amundi SGR ha conferito una delega di gestione ai sensi dell art. 33, comma 4, del TUF, in favore della medesima Amundi RE Italia SGR. C) INFORMAZIONI ECONOMICHE (DATI STORICI E COSTI SOSTENUTI) Il paragrafo 7. Dati storici sull andamento del Fondo è sostituito dal seguente: Di seguito si riporta la rappresentazione grafica dell andamento del valore della quota del Fondo a far data dal 4 maggio 2011 (richiamo degli impegni) e sino al 30 giugno 2014, ultima rilevazione disponibile. 28/30
29 Data NAV 04/05/2011 Valore quota ( ) 5.000,000 30/06/ ,215 31/12/ ,991 30/06/ ,823 31/12/ ,357 30/06/ ,252 31/12/ ,776 30/06/ ,151 Il Fondo ha distribuito i seguenti dividendi per quota: 21 marzo ,95 per quota 19 agosto ,13 per quota 27 marzo ,58 per quota 21 agosto ,25 per quota Rendimento medio annuo (al lordo degli oneri fiscali) Ultimi 2 anni Ultimi 5 anni 11,25% Dato non disponibile in quanto l inizio dell operatività del Fondo ha avuto luogo il 4 maggio I dati illustrati sono frutto di stime economiche effettuate da esperti valutatori indipendenti laddove necessario ai sensi della normativa vigente. Il diritto di rimborso potrà essere esercitato solo alle scadenze e alle condizioni predeterminate nel Regolamento di gestione del Fondo. Data di avvio dell operatività del Fondo 4 maggio 2011 Durata del Fondo scadenza al 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui avviene il richiamo degli impegni a seguito della prima emissione di quote (e pertanto 31 dicembre 2018), salva la facoltà della SGR Promotrice di effettuare, nei termini previsti dall art. 2 del Regolamento di gestione del Fondo, una proroga non superiore a 3 29/30
30 (tre) anni, per la migliore esecuzione delle operazioni di smobilizzo degli investimenti e di rimborso delle quote. Periodi di collocamento il Fondo è stato collocato in sede di prima emissione dal 3 gennaio al 4 aprile 2011, in sede di seconda emissione dal 2 aprile al 29 giugno 2012, in sede di terza emissione dal 3 ottobre al 31 dicembre 2012; in sede di quarta emissione dal 2 aprile al 28 giugno 2013; in sede di quinta emissione dal 1 ottobre al 31 dicembre 2013; in sede di sesta emissione dal 1 aprile al 30 giugno 2014; sono inoltre previste riaperture semestrali delle sottoscrizioni al 1 aprile e al 1 ottobre di ogni anno. Patrimonio netto al 30/06/2014 euro Valore nominale della quota euro Valore della quota al 30/06/2014 euro 4.694,151 Quota parte percepita dai collocatori in relazione ai costi di cui al par. 6.1 della Parte I del Prospetto, con riferimento all ultimo anno solare Quota parte percepita dai collocatori in relazione ai costi di cui al par. 6.2 della Parte I del Prospetto, con riferimento all ultimo anno solare 100% 36,4%, in relazione ai servizi di consulenza e assistenza offerti agli investitori successivamente alla sottoscrizione ed in costanza dell investimento. Amundi SGR S.p.A. si assume la responsabilità della veridicità e della completezza delle informazioni contenute nel presente Supplemento al Prospetto d offerta. Amundi SGR S.p.A. Michel Pelosoff Amministratore Delegato 30/30
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