Il rischio biologico negli impianti

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1 IL RISCHIO BIOLOGICO Qualità e benessere E LA LEGIONELLA NEGLI IMPIANTI, SISTEMI DI DISINFEZIONE DELL ACQUA di Valter Rapizzi Parte prima Le premesse per affrontare l argomento sono: il gestore della rete dell acqua potabile ne garantisce la corrispondenza ai parametri del DLgs 31/01 e s.m. al punto di consegna, in pratica al contatore. Per gli edifici e le strutture in cui l'acqua è fornita al pubblico, il titolare ed il "il responsabile della gestione"; dell'edificio o della struttura, devono assicurare che i valori di parametro siano mantenuti fino al punto in cui l'acqua fuoriesce dal rubinetto; tutte le disposizioni normative in merito ai trattamenti dell acqua, hanno la finalità di limitare la formazione negli impianti di: incrostazioni; corrosioni; depositi; crescite biologiche. il recente Decreto del Ministero della salute 25/12, sostituendo il precedente DMS 443/90, fornisce le disposizioni tecniche concernenti le apparecchiature finalizzate al trattamento dell'acqua destinata al consumo umano. Esiste quindi un quadro normativo che prevede il controllo della crescita biologica negli impianti. Il termine di crescita biologica comprende tutte quelle forme di vita organica classificabili in alghe, funghi, muffe e batteri. La loro crescita è favorita dalla luce, dal calore, dalla presenza di depositi e da inquinamenti accidentali. Gli inconvenienti che possono essere originati da tali presenze, oltre ad essere un problema impiantistico, se coinvolgono direttamente (acqua calda sanitaria, umidificazione, ecc.) o indirettamente (torri evaporative, ecc) le persone, diventano un rischio biologico. Il rischio biologico negli impianti Dalla metà degli anni 90, del secolo scorso, il rischio biologico, che si può originare negli impianti è stato portato alla ribalta della cronaca, dalle notizie apparse sui media, per le infezioni causate dal batterio Legionella. Il problema è conseguentemente diventato, oltre che tecnico, anche sanitario e indubbiamente di primaria importanza. Affrontiamo quindi l argomento del rischio biologico negli impianti parlando nello specifico di Legionella e del rischio di diffusione e di come limitarlo. Il presupposto è che i microrganismi si trovano in tutti gli ambienti naturali, dove vivono anche nelle condizioni più ostili e comunque dove possono trovare condizioni favorevoli alla loro moltiplicazione (nutrimenti, temperatura, cooperazione con altre forme viventi, etc.) Identifichiamo qualunque tipo impianto come una barriera che si pone tra l ambiente e l uomo. Nel momento in cui si interrompe o si modifica il normale flusso dell aria 12 Il Perito Informa

2 o dell acqua si possono creare delle condizioni favorevoli alla crescita microbica e di conseguenza un punto a rischio di proliferazione microbica. La presenza di microrganismi nell acqua non significa necessariamente che tra essi ce ne siano di patogeni, cioè pericolosi per la salute umana. Per contro anche la presenza di microorganismi innocui potrebbe rappresentare, in particolari condizioni, l habitat idoneo (abbondanza di nutrimento, flusso ridotto, temperatura) per l insediamento di quelli patogeni, quale ad esempio la Legionella. Legionella In merito al problema specifico della Legionella esistono diversi documenti ufficiali, che ne affrontato i diversi aspetti, incluso quello impiantistico. A livello nazionale Linee guida italiane per la prevenzione ed il controllo della Legionellosi Gazzetta Ufficiale N. 103 del 5 Maggio 2000 «Linee guida recanti indicazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico-ricettive e termali». Gazzetta Ufficiale N. 28 del 4 Febbraio 2005 A livello regionale: la Regione Piemonte ha approvato con determina n.109 del 404/03/2008 sono le Raccomandazioni per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle polmoniti da legionella nelle strutture sanitarie. la Regione Emilia-Romagna ha approvato linee guida regionali per la sorveglianza e il controllo della legionellosi - Bollettino Ufficiale - N. 147 del A livello mondiale ed europeo: l Organizzazione mondiale della Sanità (WHO) ha pubblicato nel 2007 il documento Legionella and the prevention of legionellosis il gruppo di lavoro Europeo per le infezioni da Legionella (EWGLI) ha pubblicato European Guidelines for Control and Prevention of Travel Associated Legionnaires Disease Per chi volesse approfondire l argomento e consultare i documenti citati, e non solo, può farlo nel sito: Rimandando a tali documenti l approfondimento scientifico sul batterio Legionella ci limiteremo a dire che ve ne sono diverse specie conosciute, quella imputata della maggior parte dei casi di infezione è la Legionella pneumophila. È invece molto importante chiarire che la modalità di trasmissione avviene per via respiratoria, con inalazione di aereosol potenzialmente contaminati. La Legionella è un batterio la cui origine è certamente da ricercarsi nell'acqua che alimenta gli impianti, anche quando quest'acqua è potabile. La potabilità infatti significa che il contenuto di batteri nell acqua è molto Il Perito Informa 13

3 basso e tale, comunque, da non costituire rischio per la salute quando viene bevuta. In pratica potremmo avere un acqua perfettamente potabile, che contenga un numero trascurabile di Legionella, ma più che sufficiente, se trova le condizioni ideali, a colonizzare un impianto. Gli impianti nei quali la Legionella può più facilmente colonizzare, e quindi creare maggiori rischi di infezione, tenendo conto che il batterio è pericoloso, come già detto, quando viene respirato sotto forma di aerosol, cioè contenuto in gocce d'acqua, presenti nell aria, di diametro da uno a cinque micron, sono: reti di acqua calda sanitaria, soprattutto se in ricircolo; impianti di umidificazione di tipo adiabatico; torri di raffreddamento e condensatori evaporativi. Le strutture nelle quali la Legionella si diffonde più facilmente, con il conseguente rischio di infezione, sono le strutture comunitarie, quali ospedali, case di cura, impianti sportivi, alberghi, caserme, scuole, condomini, stabilimenti, uffici, ecc. Questo perché all interno di essi si trovano di norma gli impianti maggiormente a rischio Hotel 2. Torri di raffreddamento 3. Impianto di umidificazione 4. Produzione acqua calda sanitaria con ricircolo Esistono comunque altre situazioni impiantistiche a rischio: idromassaggi; fontane e cascate; impianti di qualunque tipo ove si generino aerosol. 14 Il Perito Informa

4 I soggetti sani generalmente non contraggono la malattia, nonostante le numerose occasioni di potenziale infezione, ma i meccanismi di protezione/sensibilità non sono conosciuti. Si è a conoscenza che sono particolarmente sensibili all infezione le persone immunodepresse e sono noti alcuni dei fattori predisponenti quali il sesso maschile, l età avanzata, il tabagismo e l alcolismo. La diffusione di Legionella negli impianti è favorita da una serie di fattori che ne agevolano l'insediamento e lo sviluppo e ostacolano l'efficacia delle disinfezioni. I principali, tra questi fattori, sono: le incrostazioni da calcare ed i depositi, che, per la loro irregolarità di superficie favoriscono la crescita di colonie batteriche, proteggendole dall'azione dei disinfettanti le corrosioni che mandando in soluzione ioni ferro alimentano la crescita dei batteri la presenza di biofilm, nel quale i batteri trovano nutrimento e riparo la presenza di organismi viventi, come amebe e altri protozoi, che possono ospitare i batteri e sono particolarmente resistenti ai disinfettanti la temperatura dell'acqua che tra i 20 C e i 50 C favorisce le crescite batteriche le sostanze organiche che l'acqua contiene Valutazione del rischio Legionella È bene ricordare che, poiché parliamo di un rischio sanitario di tipo biologico, che coinvolge principalmente le strutture comunitarie, deve essere effettuata, da parte del responsabile di queste strutture, una valutazione di tale rischio, individuando i punti critici e le misure preventive e correttive da adottare e documentare in autocontrollo. La valutazione del rischio Legionella e il relativo sistema di autocontrollo sono ben noti, e generalmente applicati, nelle strutture ospedaliere, nelle case di cura, negli impianti sportivi e nelle strutture turistico ricettive. Un motivo importante per valutarne il rischio negli ambienti di lavoro è che la Legionella spp, è indicata come agente biologico, con classificazione 2 (rischio medio), nell allegato XLVI del D.Lgs. 81/2008 Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Per cui il datore di lavoro deve inserirla, laddove ne esistano le condizioni, nella valutazione del rischio. Per valutare, nelle misure preventive ed eventualmente correttive del rischio Legionella, i diversi sistemi di disinfezione è necessario analizzare le cause già citate che favoriscono la proli- Il Perito Informa 15

5 ferazione e dunque la presenza di Legionella negli impianti e limitando l azione disinfettante, sia durante la bonifica delle reti, sia nella fase di disinfezione di mantenimento. Tra quelle citate le più importanti sono certamente quelle causate dalle caratteristiche dell acqua ed in particolare alla sua capacità di provocare incrostazioni, corrosioni, depositi e film biologici. Considerando che questi problemi sono tra loro strettamente collegati il risultato finale, con la loro presenza, è di avere sulla superficie interna delle tubazioni una grande quantità di ricettacoli ove i germi (cioè non solo la Legionella) trovano facilmente protezione dall azione dei disinfettanti chimici e da quella della temperatura che trova nel deposito calcareo una impedimento alla diffusione del calore. Anche i depositi, in parte costituiti da materia organica, provocano un consumo del disinfettante riducendone la concentrazione ed impedendone la corretta diffusione all interno della rete e fino ai punti terminali. Da non sottovalutare, ai fini della disinfezione, sono i percorsi della tubazioni con la possibile presenza di rami morti che per la loro mancanza di flusso non vengono a contatto con il disinfettante e la reazione della tipologia del materiale con il quale sono realizzate le tubazioni al prodotto disinfettante. Per i motivi di cui sopra si incontrano sovente delle difformità di informazioni sull efficacia dei diversi disinfettanti impiegati per la bonifica. In genere il risultato, positivo o negativo, che sia viene generalmente attribuito al disinfettante trascurando le condizioni impiantistiche nelle quali il disinfettante stesso si è trovato ad operare. Pertanto la prima azione preventiva da attuare è l adozione di un idoneo trattamento dell acqua che impedisca appunto la formazione degli inconvenienti segnalati. L applicazione puntuale delle Norme UNI sul trattamento dell acqua negli impianti, finalizzate proprio ad impedire la formazione di incrostazioni, corrosioni ed altro, porterebbe a risolvere il problema principale. Sistemi di disinfezione Allo scopo di controllare il rischio di colonizzazione da Legionella negli impianti e i rischi conseguenti, è utile, conoscere i pregi e i difetti dei diversi disinfettanti che si possono utilizzare per la bonifica dei sistemi contaminati. Per quanto finora detto è necessario chiarire che non esiste il prodotto miracoloso che annulla il rischio biologico ed il problema della Legionella, così come non è possibile ipotizzare a priori con assoluta certezza l efficacia e l eventuale tempo di ricolonizzazione di un impianto in caso di bonifica. È però possibile ottimizzare la scelta di come intervenire valutando tutti i fattori in gioco ed in particolar modo le condizioni dell impianto sul quale si interviene. Non bisogna dimenticare che i trattamenti shock, utilizzati per la bonifica, sono degli interventi finalizzati alla rimozione dell inquinamento, pertanto devono essere d urto. Tale azione, sia essa chimica che fisica, comporta una reazione sulla struttura dell impianto. Deve quindi essere effettuata in modo tale da ottenere il massimo risultato di bonifica riducendo al minimo i danni. 16 Il Perito Informa

6 Trattamento termico VANTAGGI SVANTAGGI - semplice - efficace se raggiunge e mantiene per il tempo necessario 60 C in tutti i punti dell'impianto fino ai rubinetti - non origina sottoprodotti - facile da controllare - difficoltà degli impianti esistenti nel raggiungere e mantenere le temperature necessarie - sensibile impiego di energia - rischio per personale e utenti - può danneggiare l'impianto - le tubazioni di acqua fredda in prossimità si possono riscaldare, con i conseguenti rischi igienici Disinfezione U V VANTAGGI SVANTAGGI - è facile da usare - non produce sottoprodotti - non produce odori o sapori - non ha effetto sul biofilm - non richiede manipolazione di sostanze chimiche - non danneggia gli impianti - non ha potere disinfettante residuo, quindi è inefficace sugli impianti già inquinati - e scarsamente efficace su acque dure, torbide e contenenti ferro Ipoclorito di sodio/calcio VANTAGGI SVANTAGGI - tecnica di disinfezione collaudata - di facile reperibilità - sono di facile impiego e controllo - scarse possibilità che i batteri sviluppino resiste - scarsa penetrazione nel biofilm - formazione di sottoprodotti (trialometani) - a caldo decadono rapidamente - possono favorire corrosioni - influenzano odore e sapore Biossido di cloro VANTAGGI SVANTAGGI - tecnica collaudata - ha una notevole attività biocida - efficace sul biofilm - non produce alometani noti - è relativamente stabile - formazione di cloriti e clorati - essendo, in particolari condizioni, un gas esplosivo, richiede l impiego di dispositivi di sicurezza nel locale di installazione - richiede personale specificamente formato per la conduzione - può favorire fenomeni di corrosione nell impianto Ionizzazione rame/argento VANTAGGI SVANTAGGI - è un trattamento di facile applicazione - non risente della temperatura dell'acqua - necessita di pretrattamento per controllo ph e riduzione durezza - il rame innesca corrosioni nelle tubazioni in acciaio zincato - l'argento si inattiva sullo zinco - la Legionella, nel tempo, sviluppa una resistenza allo ione argento - necessita di monitoraggio frequente di rame e argento - manutenzione impegnativa Perossido di idrogeno con ioni argento VANTAGGI SVANTAGGI - è di facile impiego - efficace sul biofilm - non genera sottoprodotti - applicabile ad acque con particolari caratteristiche - è efficace solo in concentrazione molto elevata - può provocare danni agli impianti Nel prossimo numero sarà pubblicata la parte seconda, inerente i sistemi di trattamento dell acqua Il Perito Informa 17

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