C.T.I. - Centro Territoriale per l Inclusione
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1 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE AMANZIO RANUCCI -ALFIERI P.zza Trieste e Trento n 1 - Tel. 081/ Fax 081/ (sede centrale) MARANO DI NAPOLI (NA) C.F PEC: [email protected] - [email protected] C.T.I. - Centro Territoriale per l Inclusione ( Ai Sensi Della C.M. 06 Marzo 2013) Dirigente Scolastico prof.ssa Antonietta Guadagno CTS DI AFFERENZA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO TITO LIVIO LARGO FERRANDINA A CHIAIA NAPOLI (NA) Tel Fax Codice Fiscale: Codice Meccanografico: NAMM04900V [email protected] PEC: [email protected] Chi siamo Il Centro Territoriale per l'inclusione di Marano di Napoli si trova nella sede centrale dell Istituto Comprensivo Amanzio Ranucci Alfieri di Marano di Napoli. Il CTI costituisce un riferimento importante per le scuole di ogni ordine e grado, le famiglie in esse confluenti, le persone con diverse abilità residenti del vicinorio, l ASL, i centri di riabilitazione e di accoglienza, le Associazioni coinvolte in progetti di inserimento scolastico e sociale. Si occupa di consulenza, formazione e materiali relativi alla disabilità, alla didattica inclusiva e alle buone prassi educative per l'integrazione. Questa sede opera già da diversi anni per l integrazione e l inclusione scolastica, in rete con le altre Scuole del territorio, l ASL, gli EE.LL., le Associazioni no profit che approfondiscono metodi, strategie, modelli e buone pratiche finalizzati all inclusione scolastica e sociale. La recente sperimentazione del Modello ICF ha aperto le porte alla diagnosi precoce, la prevenzione del disagio, il successo formativo. Anche la partecipazione ai PON, per gli obiettivi mirati all integrazione, hanno permesso che questo istituto ed il territorio si aprissero ai bisogni educativi sociali ispirandosi ai principi di legalità, benessere e pari opportunità. Il C.T.I. si propone di: estendere la conoscenza e l'utilizzo della modulistica ICF, del Piano di Inclusione Scolastica, realizzato secondo il linguaggio ICF, ai gruppi classe di tutti gli istituti
2 del territorio di Marano; in particolare si interverrà con le classi 1 e 2 della scuola primaria per individuare indicatori di rischio di DSA. formare il corpo docente, sia insegnanti curricolari che di sostegno, ad individuare, attraverso metodiche oggettive, barriere e facilitatori, per favorire l'inclusione degli alunni con bisogni educativi speciali. In particolare il C.T.I. si pone lo scopo di realizzare una sperimentazione su classi pilota volta a calare in interventi di rimozione delle barriere e introduzione di facilitatori coerenti con quanto identificato nel Piano di Inclusione. produrre un manuale conclusivo di buone prassi da diffondere nelle scuole del territorio. Il manuale fornirà le linee guida per formulare un concreto ed efficace piano di inclusione dell'allievo con bes, iniziando dal profilo funzionale per arrivare alla formulazione di un piano di inclusione scolastica fino alla realizzazione di interventi mirati. Un obiettivo prioritario del C.T.I. è la divulgazione di Buone Prassi, cioè: Tutte quelle azioni che migliorano la qualità di vita degli alunni, lo STAR BENE a SCUOLA. Azioni che si concordano in team, in gruppo, in un lavoro strutturato che inizia da un osservazione dell alunno, della sua patologia, delle sue potenzialità, dei suoi bisogni, dei suoi modi di comunicare. Non esiste un catalogo dove scegliere una buona prassi. Tutti noi possiamo inventarne qualcuna, utile per un determinato momento, contesto e persona. Lasciamo libere creatività e fantasia e usciamo da schemi rigidi. Cambiamo il contesto in modo da renderlo più efficace per i bisogni speciali di tutti gli alunni. Le buone prassi, una volta sperimentate, devono poi diventare istituzionali, sicure, stabili e durature per tutta la permanenza del bambino a scuola; dall infanzia fino alle superiori Principi fondamentali del C.T.I. L INCLUSIVITA come un diverso modo di fare scuola, non partendo solo dal soggetto in svantaggio, ma valorizzando tutti gli alunni attraverso un percorso di metacognizione, in cui essi stessi sono i protagonisti del loro apprendimento. Concetti base:
3 1. Promuovere la cultura per un'accettazione serena e costruttiva della diversità, non riferita solamente ai soggetti disabili ma alle diversità insite in ognuno di noi. Includere non significa appiattimento ed omologazione, ma arricchimento e crescita del singolo. 2. Smettere di vivere la disabilità nella logica dell emergenza, perché è uno dei motivi per mantenere le persone in una condizione di subordinazione e di dipendenza e di allontanarle dall autonomia. 3. Produrre un progetto di vita credibile e allargato a tutti per garantire agli alunni, futuri cittadini, le pari opportunità sancite dalla Costituzione. 4. Raggiungere una reale inclusione scolastica degli alunni, cartina tornasole della qualità stessa dell intero sistema formativo della scuola dove si lavora. Punti di collaborazione: Disponibilità di personale interno dell ASL per eventuali corsi di formazione su disabilità specifiche e DSA. Informazione ai genitori che il CTI con docenti specializzati può favorire l inserimento scolastico degli alunni al primo ingresso e ai passaggi dei vari ordini di scuola, con incontri e formazione agli insegnanti che accoglieranno l alunno. Possibilità di aiuto per strutturare la programmazione personalizzata. Informazione a tutta l U.D.M. dell ASL - NA2 n.38 di Marano che i docenti referenti del CTI sono disponibili a strutturare percorsi didattici specifici per la disabilità grave, i comportamenti disadattivi e disfunzionali secondari o non a quadri sindromici, disturbi generalizzati dello sviluppo, ADHD, ecc. Disponibilità dei referenti del CTI a strutturare percorsi didattici personalizzati per DSA/BES in accordo con l ASL - NA2 Distretto n.38 di Marano. Obiettivi del C.T.I.: 1. Organizzare la formazione relativa all inclusione. 2. Creare una rete di sostegno attiva, per lo studio di itinerari metodologico-didattici e di percorsi di integrazione comuni. 3. Offrire alle scuole la consulenza tecnica nel momento dell acquisto di nuovi sussidi. 4. Offrire alle scuole in rete consulenza didattica e fornire indicazioni idonee a utilizzare gli strumenti in modo efficace in tutte le attività scolastiche, considerando anche gli aspetti psico-pedagogici e le esigenze delle varie discipline. 5. Facilitare la collaborazione e lo scambio di esperienze fra le scuole del territorio e tra scuole ed Enti locali, ASL, Agenzie educative, Associazioni, ecc.
4 6. Stilare un inventario dei sussidi e degli ausili presenti nelle singole scuole del territorio l uso fra le e/o presenti presso i Centri di riabilitazione, al fine di favorirne/facilitarne stesse scuole. 7. Acquistare materiale specifico da offrire in comodato alle scuole. 8. Creare una dotazione libraria specializzata sui Bisogni Educativi speciali, con volumi, riviste, cd rom messi a disposizione per il prestito. 9. Creare bibliografie monotematiche essenziali su eventuali argomenti richiesti: varie tipologie di svantaggio, disabilità, DSA, programmi specifici, ecc. 10. Sollecitare la partecipazione delle famiglie. 11. Offrire un servizio di consulenza ad insegnanti e genitori. 12. Gestione attiva di uno sportello di consulenza per le scuole su appuntamento. Consulenza ai genitori in orario predeterminato. Progettazione di nuovi percorsi di inclusione. 15. Promozione di iniziative di diffusione della conoscenza delle nuove tecnologie nella scuola. 16. Promozione di strategie didattiche per migliorare la scuola inclusiva. Attività Organizzazione di attività di formazione/aggiornamento. Costruzione di una "banca" per la raccolta di materiale documentario sulla scorta di esperienze da diffondere Realizzazione di una rete che garantisca un collegamento tra le diverse realtà Attivazione di iniziative per promuovere la cultura dell'orientamento, della formazione professionale e dell'inserimento lavorativo delle persone con disabilità Promozione di attività di ricerca in collaborazione con Università, Istituti di ricerca, I.R.R.E.,... Diffusione di attività di consulenza per insegnanti, operatori, famiglie e alunni Azioni di monitoraggio, autoanalisi, valutazione: Verifica periodica, attraverso i docenti referenti, rispetto alle iniziative territoriali promosse e alla ricaduta didattica nelle scuole. Interfaccia costante con gli operatori socio-sanitari circa la costruzione dei Progetti di Vita intorno agli alunni (protocollo ICF, con scadenzario attività) Monitoraggio delle dotazioni tecniche presenti nelle scuole per favorirne lo
5 scambio ed il prestito. RISORSE FINANZIARIE: Assegnazioni della Direzione Scolastica Regionale tramite USP di Napoli. Eventuali altre assegnazioni che perverranno per l attività del Centro. MATERIALI, STRUMENTI, ATTREZZATURE: Ausili e sussidi, informatici e non, specifici per la disabilità e per l inclusione Materiale librario specifico finalizzato all integrazione Materiale in comodato d uso alle scuole della Provincia.
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