Imparare facendo. Imparare collaborando
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- Mattia Marchesi
- 10 anni fa
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1 Imparare facendo Imparare collaborando
2 La conoscenza non può essere considerata principalmente qualcosa che la gente possiede in qualche luogo della testa, ma qualcosa che la gente produce, si scambia e negozia nel corso di attività che vedono impegnati più individui insieme. Felice Carugati, Interazioni, conflitti, conoscenze, in Prospettive sociogenetiche e sviluppo cognitivo
3 La presenza nelle nostre scuole di ragazzi con handicap, deficit o disabilita ha la valenza fondamentale di obbligarci a riconsiderare costantemente e continuamente la nostra azione educativa e didattica:
4 Lo stile cognitivo specifico Nella capacità di individuare in ciascun allievo: le modalità di apprendimento i punti di forza (cognitivi, culturali e di carattere) i punti di debolezza e di fragilità (cognitivi, culturali e di carattere) la zona di sviluppo prossimale, cioè cosa riesce a fare con quale tipo di aiuto le modalità comunicative e relazionali con gli adulti e i compagni
5 le modalità di rapporto tra i vari docenti e l effettiva costituzione di team cooperanti ed efficaci Nella capacità di individuare nel mondo docente: la capacità di costruire tra gli allievi reti relazionali solide e positive la capacità di aiutare gli allievi a sostenersi e ad aiutare in un clima cooperante e di auto-aiuto la capacità di costruire relazioni corrette, positive e cooperanti con le famiglie la capacità di rapportarsi con il mondo sanitario, aprendosi al confronto ma anche sapendo pretendere ciò che alla scuola è dovuto.
6 individuando i contenuti essenziali delle discipline, insegnando in modo specifico ciò che è essenziale (in termini di comprensione della disciplina stessa, sia come contenuti sia come linguaggio specifico) Nella capacità di lavorare sui contenuti e sui metodi di insegnamento raccordando gli ambiti di significatività e di senso degli allievi con l insegnamento dei contenuti disciplinari individuando le modalità di presentazione dei linguaggi e dei contenuti delle discipline più adatte a garantire l apprendimento di ciascuno approfondendo la conoscenza delle specifiche tecnologie didattiche e dell utilità didattica delle tecnologie generali (specificamente dell informatica ma non soltanto di essa) ampliando la propria conoscenza metodologicodidattica in modo di poter fruire di modalità diversificate di approccio
7 PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO CHE COSA E? Art. 5 comma 1 - Legge 104/92 è il documento nel quale sono descritti gli interventi integrati ed equilibrati fra loro, predisposti per gli alunni in situazione di handicap, ai fini della realizzazione del diritto all educazione e all istruzione
8 IL PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO Non va assolutamente confuso con la programmazione didattica, che è di competenza esclusiva degli insegnanti e rappresenta solo uno degli elementi del P.E.I. DA CHI E REDATTO? OPERATORI SANITARI individuati dall ASL PERSONALE INSEGNANTE CURRICOLARE e di SOSTEGNO e, ove presenti.. in collaborazione con i GENITORI o gli esercenti la patria potestà parentale
9 QUAL E LO SCOPO? PROPONGONO ciascuno in base alla PROPRIA ESPERIENZA e ai dati derivanti dalla diagnosi funzionale e dal profilo dinamico funzionale gli INTERVENTI finalizzati alla piena realizzazione del diritto all educazione, all istruzione e all integrazione scolastica
10 INTEGRANO gli interventi propositivi per realizzare un: PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO correlato alle disabilita dell alunno, alle sue difficoltà e potenzialità TIENE PRESENTI progetti didattico-educativi, riabilitativi e di socializzazione, individualizzati forme di integrazione tra attività scolastiche ed extrascolastiche
11 VERIFICHE QUANDO? FREQUENZA TRIMESTRALE: Ottobre / Novembre Febbraio / Marzo Maggio / Giugno
12 DA CHI? OPERATORI ASL PERSONALE SCOLASTICO FAMIGLIE QUAL E LO SCOPO? VALUTARE GLI EFFETTI DEI DIVERSI INTERVENTI PREDISPOSTI L INFLUENZA ESERCITATA DALL AMBIENTE SCOLASTICO SULL ALUNNO IN SITUAZIONE DI HANDICAP
13 IN MODO CHE Ogni intervento destinato all alunno in situazione di handicap sia correlato alle effettive potenzialità che l alunno stesso dimostri di possedere nei vari livelli di apprendimento e di prestazioni educativoriabilitative, nel rispetto della sua salute mentale.
14 Gli interventi da progettare si articolano metodologicamente a tre livelli: 1) presenza in classe a) compresenza con l ins. di sost. - per valorizzare il lavoro individuale nell ambito della classe con l utilizzo di una metodologia adatta all integrazione e al coinvolgimento. 2) lavoro individuale a) su capacità di base circa: - il comportamento - la comunicazione - la maturazione sensopercettivo-motoria b) recupero didattico - in italiano e matematica per ragazzi scolarizzati - in pre-lettura, pre-scrittura e pre-calcolo per i casi gravi
15 3) laboratorio a) individuale, per - sviluppo capacità manuali (che serve per la crescita - sviluppo sensoriale-motorio dell autonomia, della b) di gruppo, con obiettivi di: - socializzazione autostima e per - sviluppo capacità espressive l introiezione delle - collaborazione ai progetti regole) E evidente l irrinunciabilità dei tre momenti per gli alunni portatori di handicap e l integrazione fra i tre momenti è stabilita nel Piano Educativo Individualizzato.
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