LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE
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- Elvira Martina
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1 Pag.1 LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE Approvato con Delibera di CdA n. xx del xx.xx.xxxx
2 Pag.2 Ciò nonostante le persone sono l'unico elemento nell'azienda avente l'intrinseco potere di generare valore. Tutte le altre variabili altro non offrono che potenziali inerti. Per loro natura non aggiungono nulla, e non possono aggiungere nulla, a meno che un essere umano (sia l'operaio di livello più basso, sia il professionista più ingegnoso o un massimo dirigente) liberi quel potenziale e lo metta in azione. Premessa L espressione Risorse Umane fu utilizzata per la prima volta nel 1965 quando, a seguito del superamento delle teorie organizzative basate sul rispetto rigoroso di norme e procedure, si affermano nuove teorie che, focalizzando l attenzione sul valore e sulla capacità di creare valore che ha il personale di un azienda, mettono in evidenza la necessità di investire su di esso per ottimizzarne la performance e la qualità. Nell ambito pubblico l ampliamento delle possibilità organizzative e l affermarsi dell autonomia organizzativa e di gestione del personale, rispetto a dinamiche organizzative e di governo estremamente dettagliate con leggi di carattere generale, è giunta solo molto più tardi a seguito del processo di delegificazione portato a compimento con la legge 142/90 e con il decreto legislativo 29/93. La possibilità quindi di uscire dall obbligo del rispetto rigoroso di norme e procedure di carattere generale unitamente alla richiesta di una sempre crescente flessibilità e autonomia operativa fanno emergere l importanza della cultura organizzativa, unico vero motore e trasmettitore del modo di percepire, di pensare, di sentire dell organizzazione. E la cultura organizzativa che deve essere definita, condivisa, diffusa e sviluppata. E tramite la politica del personale che vengono definite le intenzioni, gli obiettivi e i principi ispiratori della cultura organizzativa. E dagli indirizzi forniti dalla politica del personale che si originano le attività volte a creare il sistema di rapporti fra le parti dell organizzazione e a orientare gli stessi verso i risultati e gli obiettivi dell azienda. E a quanto riportato nella politica del personale che si dovrà ispirare la gestione del personale dell ASP. La Programmazione La programmazione del fabbisogno di personale, punto di partenza per il dimensionamento di una qualsiasi struttura, parte dalla consapevolezza del ciò che si vuole fare (strategia) e di chi fa che cosa (struttura aziendale e sistema dei ruoli).
3 Pag.3 Per questo motivo ogni anno, in occasione della predisposizione dei documenti previsionali, e comunque ogni qualvolta si rendesse necessario, è prevista la ricognizione della dotazione organica e il suo eventuale adeguamento all attuale situazione in cui versa l azienda, secondo i modi e le procedure previste da norme (in primis l art. 6 comma 3 del D. Lgs. 165/2001) e regolamenti (Regolamento di Organizzazione degli Uffici e dei Servizi) e compatibilmente ai vincoli di legge e alle disponibilità di bilancio. Oltre a quanto già stabilito dalle norme, in particolare, l attività di programmazione dei fabbisogni dell ASP si deve ispirare ai seguenti principi: - identificazione chiara dei ruoli da esercitare all interno dell organizzazione verificando la coerenza delle mansioni e delle singole posizioni con le esigenze di autonomia, responsabilità e professionalità - coerenza del sistema dei profili professionali con le esigenze attuali ma che tenga conto anche delle professionalità emergenti - responsabilità della proposta e di identificazione delle necessità da parte dei preposti alle strutture/settori - condivisione delle varie necessità a livello generale in un ottica di equilibrio complessivo - sviluppo all interno dei servizi di un approccio al lavoro flessibile e propositivo, attraverso processi di allargamento delle mansioni, rotazione e condivisione dei saperi e delle competenze La Selezione Come ogni amministrazione pubblica assoggettata alla disciplina del D. Lgs. 165/2001, le modalità e i principi a cui ci si deve attenere nel reclutamento del personale sono inderogabili e stabiliti dall art. 35. Tuttavia, pur sempre nel rispetto delle norme, si ritiene necessario individuare nelle professionalità da inserirsi nell ASP anche gli aspetti sotto elencati: - Motivazione e condivisione dei valori dell ASP - Capacità di adeguamento al contesto e ai cambiamenti organizzativi - Capacità relazionali e attitudine al lavoro in team - Capacità di confronto e valutazione sull attività individuale svolta - Disponibilità alla formazione e alla crescita professionale Elemento importante e una particolare attenzione dovrà essere riservata al periodo di inserimento nel contesto lavorativo del personale selezionato. A tale proposito dovranno prevedersi appositi periodi di affiancamento all interno dei quali, organizzando modi e tempi, si dovranno trasmettere ai nuovi assunti protocolli, piani di lavoro, consuetudini, comportamenti
4 Pag.4 utili sia a fare sentire, da subito, il dipendente parte del gruppo e dell Ente sia a non fare percepire ai soggetti terzi differenze, inesperienza, estraneità. La Formazione Durante i periodi di cambiamento chi sa imparare erediterà la terra, mentre chi sa e basta si troverà molto ben equipaggiato per affrontare un mondo che non esiste più (E. Hoffer). Questo pensiero rispecchia appieno la filosofia con la quale deve essere affrontata la formazione di tutti i dipendenti dell ASP. Infatti, oltre a consentire l emersione delle competenze delle varie professionalità, una formazione continua generale e specifica, accresce non solo il livello qualitativo dei servizi offerti, ma anche la consapevolezza delle azioni che si pongono in essere, la valorizzazione delle figure che operano nella struttura, la capacità di adattarsi ai e proporre dei miglioramenti. La formazione quindi rappresenta una tappa ineludibile per il personale dell ASP. A questo proposito dovrà essere garantita, ovviamente, la formazione obbligatoria oltre a specifici percorsi di crescita che ogni responsabile dovrà prevedere per il suo settore in relazione alle esigenze dello stesso nonché in relazione alle peculiarità delle singole figure. Le varie proposte saranno poi composte, compatibilmente alle disponibilità annuali, in un documento denominato Piano della Formazione. La Valutazione Indipendentemente da quanto stabilito dal decreto Brunetta e all introduzione ormai diffusa dei concetti di premialità e merito, uno dei principi fondamentali a cui dovranno attenersi i responsabili di settore nell effettuare la valutazione annuale dei dipendenti a loro assegnati, è quello di premiare il merito. I sistemi premianti dovranno garantire un corretto processo di valutazione delle prestazioni individuali e di gruppo; dovranno prevedere leve gestionali orientate a premiare il raggiungimento dei risultati individuali e di team; dovranno consentire di individuare chiaramente livelli di professionalità, competenza, flessibilità, autonomia superiori alla media e quindi atti a ricevere incentivi, sia economici che non economici. I principi di valutazione, le modalità con la quale viene fatta, le leve che vengono utilizzate dovranno essere chiaramente esplicitate, condivise e diffuse.
5 Pag.5 L importante è che la valutazione non venga percepita fine a se stessa o collegata esclusivamente al quantum ottenibile dalla stessa ma dovrà emergerne l aspetto positivo, di miglioramento e di crescita legato a una data valutazione dell operato di ognuno. L intento della valutazione non deve essere quello di giudicare il dipendente ma quello di favorirne la crescita consentendogli di migliorare le proprie performance. La Comunicazione Sulla base delle considerazioni e dei punti precedenti risulta evidente il ruolo che in un siffatto contesto dovrà giocare la comunicazione. E attraverso lo strumento della comunicazione che dovrà essere possibile: - Diffondere e consolidare le linee guida e l approccio al lavoro che da queste scaturiscono; - Favorire il coinvolgimento e la motivazione delle persone anche mediante indagini di clima per conoscere la qualità del rapporto fra individuo e organizzazione; - Garantire meccanismi orientati all ascolto che prevedano il continuo scambio informativo fra responsabili e collaboratori anche per permettere ai dipendenti di trasmettere aspettative, idee, proposte; - Promuovere processi di integrazione anche con incontri di area/settore e interfunzionali con lo scopo di dare e ricevere informazioni organizzative, linee strategiche, priorità degli obiettivi e di fare rete-cultura; - Favorire incontri, riunioni e forme di comunicazione organizzativa impostata su rapporti interpersonali e su colloqui responsabili-collaboratori - Assicurare un sistema di relazioni sindacali orientate alla collaborazione, alla partecipazione, al coinvolgimento, gestendo il rapporto con le organizzazioni sindacali territorialmente competenti. Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? - chiese Kublai Kan. Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra - risponde Marco - ma dalla linea dell'arco che esse formano. Kublai Kan rimase silenzioso, riflettendo. Poi soggiunse: - Perché mi parli delle pietre? È solo dell'arco che m'importa. Polo risponde: - Senza pietre non c'è arco. I. Calvino, Le città invisibili
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