Medicina dello Sport e Disabilità

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1 Medicina dello Sport e Disabilità Maria Emanuela Mometto UO Medicina dello Sport e Attività Motorie Azienda ULSS ١٦ Dipartimento Socio Sanitario ai Colli

2 Disabilità: una prima differenziazione DISABILITA DISABILITA ACQUISITA: CONGENITA: Maggiore difficoltà LIMITAZIONI nell adattamento a MOTORIE nuove condizioni motorie conseguenti al INNATE trauma o alla malattia Maggiore facilità nella gestione

3 Tipologie di disabilità afferenti alla Medicina dello Sport DISABILITÀ FISICA INTELLETTIVA RELAZIONALE Lesioni Cerebrali Lesioni Midollari VISIVA Amputazioni Ritardo Mentale Sindrome di Down Polio Les Autres Non Vedenti Ipovedenti non UDENTI Federazione Sport Sordi Italia

4 Tutela sanitaria Comitato Italiano Paralimpico (CIP) Attività NON AGONISTICA Attività promozionale DIR Avviamento allo sport (strutture convenzionate CIP) disabilità motoria e visiva Attività AGONISTICA Richiede certificato di idoneità specifica allo sport Ai sensi del DM 04/03/1993 o Richiede certificato di buona salute o Ai sensi del DM 28/02/1983 Classificazione Eleggibilità per Disabilità Motoria per i DIR

5 AGONISMO Tabella A Automobilismo Karting Bocce bowling Scherma Tennis tavolo Tiro a segno Tiro con l arco Vela Visita medica Anamnesi Misure antropometriche Acuità visiva Senso cromatico Pressione arteriosa ECG a riposo Esame delle urine con sedimento azotemia, creatininemia

6 AGONISMO Tabella B Atletica leggera Basket carrozzina Calcio Goalball Toarball Canoa Ciclismo Equitazione Judo Pallavolo Tennis Nuoto Spirometria Come da tabella A Con l aggiunta di: ECG da sforzo ECG dopo sforzo

7 Il ritardo mentale: 11,81 % Funzionamento intellettivo sotto la media (QI o inferiore) Insorgenza del disturbo prima dei 18 aa. Mancanza o riduzione delle Funzioni Adattative capacità di comunicare cura della propria persona gestione di sé adattamento nel luogo di lavoro e nel tempo libero consapevolezza concetto di salute e sicurezza

8 Patologie associate EEG SDR.EPILETTICA atletica leggera Attività sportiva leggera nuoto equitazione Presenza istruttore CONDIZIONE Casco protettivo

9 La sindrome di Down: 11,08% Si associa a ritardo mentale (QI compreso tra 25 e 70) Anomalie a carico di Apparato cardiovascolare Apparato endocrino Apparato osteo-muscolare

10 La sindrome di Down: accertamenti preliminari Ecocardiogramma valutazione patologie malformative Rx rachide cervicale lassità legamentosa e alcune anomalie a carico delle ossa

11 20% INSTABILITA ATLANTO ASSIALE a carico del rachide cervicale con possibilità di compressione / lesioni di vie nervose midollari Tuffi NO Ginnastica artistica Sport di contatto (judo)

12 DISCIPLINE SPORTIVE AFFERENTI AL D.I.R. Disabilità Intellettive e Relazionali AGONISTICHE DIR.a NUOTO ATLETICA LEGGERA SCI NORDICO e ALPINO TENNIS TAVOLO EQUITAZIONE PROMOZIONALI DIR.p ATLETICA LEGGERA BOCCE CALCIO EQUITAZIONE GINNASTICA ARTISTICA E RITMICA JUDO NUOTO PALLACANESTRO SCI NORDICO e ALPINO TENNIS TENNIS TAVOLO

13 DISABILITA FISICA Lesioni Cerebrali Lesioni Midollari Amputazioni Polio Les Autres

14 Lesioni cerebrali Il cerebroleso è un soggetto portatore di lesioni cerebrali cause prenatali, neonatali, postnatali traumatismi malattie che possono ledere il SNC in qualsiasi altro momento della vita.

15 PARALISI CEREBRALE INFANTILE 13,38% Sindrome caratterizzata da disturbi del movimento e della postura lesione non evolutiva Classificazione sulla base del disturbo del tono muscolare Spastica Atetosica Atassica Miste

16 PARALISI CEREBRALE INFANTILE Pratica sportiva condizionata da: Alterazioni del movimento Deformità scheletriche Ritardo mentale Attività ad impegno Se prevale ipotonia Attività ad impegno muscolare lievemoderato Se prevale ipertonia Ginnastica in acqua o nuoto

17 LESIONI MIDOLLARI: 12,99% Tetraplegia Paraplegia Tetraparesi Paraparesi Problematiche associate Vescica neurogena Disreflessia autonomica Ipertermia Spasticità muscolare Ipotensione Bradicardia

18 DISREFLESSIA AUTONOMICA Risposta fisiologica esagerata del sistema nervoso autonomo ad uno specifico impulso localizzato sotto il livello della lesione. aumento della Pressione arteriosa T6

19 DISREFLESSIA AUTONOMICA FATTORI SCATENANTI Sovradistensione vescicale o intestinale Fattori generali (caldo o freddo eccessivi) Cambiamenti di postura o posture scorrette in carrozzina Decubiti soprattutto sacrali Processi infiammatori

20 DISREFLESSIA AUTONOMICA SINTOMATOLOGIA Violenta cefalea bradicardia Dispnea Sudorazione Contratture muscolari TRATTAMENTO Far sedere l atleta Togliere indumenti che stringono Svuotamento vescicale Monitorare PA e Fc Antiipertensivo

21 DISREFLESSIA AUTONOMICA Ruolo del medico dello sport dare informazioni su come prevenire la crisi consigliando all atleta di evitare quelle situazioni che possono scatenarla

22 DISREFLESSIA AUTONOMICA Condizioni: Catetere a dimora per le attività di resistenza Caldo Spugnature fredde, idratazione Freddo guanti e berretti di lana, scarpe imbottite, uso frequente di bevande calde Tesserino con modalità di pronto soccorso in caso di emergenza

23 DISREFLESSIA AUTONOMICA IL BOOSTING Crisi di disreflessia autoindotta dall atleta al fine di provocare un aumento della pressione arteriosa con conseguente riduzione della percezione della fatica e aumento della durata della prestazione E DOPING? Io non rischio la salute

24 Attuali indicazioni dell IPC Prima della partenza controllare la pervietà del catetere Evitare, e quindi controllare, che l atleta assuma particolari posizioni in carrozzina,con legature troppo strette degli arti inferiori e/o dei genitali Controllare la PAO e qualora i valori superino i 180 mm/hg anche dopo il II controllo effettuato dopo 10 min, estromettere l atleta dalla manifestazione.

25 DISABILI FISICI: La Poliomielite 4,72 % Comparsa di nuovi problemi affaticabilità dolore debolezza mancanza di energia diminuita resistenza a performance poco tempo prima svolte normalmente

26 Tutti possono beneficiare di qualche tipo di esercizio Come conciliare l attività agonistica?

27 Consigli per l atleta: Allenamenti con carico di lavoro submassimale Pause della stessa durata del periodo di sforzo Mai arrivare all affaticamento Programmi di allenamento adattati alle necessità, alla forza residua ed al tipo di sintomatologia di ciascun atleta

28 GLI AMPUTATI : 4,33%

29 GLI AMPUTATI : 4,33% Tre tipologie di amputazione: al di sotto del ginocchio e bilaterale: tipologia più frequente, buon adattamento alle protesi con conseguente recupero motorio; al di sopra del ginocchio: grande difficoltà nell uso delle protesi che solitamente comporta l utilizzo della carrozzina; estremità superiori: migliore capacità di adattamento. Sono ivi compresi i Focomelici (forme congenite di amputazione)

30 RISCHIO di sovraccarico dei segmenti corporei vicarianti le funzioni di quelli assenti ACCERTAMENTI: radiografia dell arto sano per prevenire l evoluzione di processi artrosici

31 LES AUTRES: a questa categoria appartengono per esclusione tutte le altre patologie non inserite nelle classificazioni precedenti es. spina bifida, nanismo ipofisario displasia congenita dell anca disabilità permanenti causate da ferite o lesioni dell apparato muscolo scheletrico neoplasie

32 I DISABILI NEUROSENSORIALI: 0,78% Classificazione IBSA (International Blind Sports Association) B1: NON VEDENTI nessuna percezione della luce in entrambe gli occhi / incapacità nel riconoscere la forma degli oggetti B2: IPOVEDENTI residuo visivo non superiore a 2/60 e/o campo visivo non superiore a 5 gradi B3: IPOVEDENTI residuo visivo da 2/60 a 6/60 o campo visivo da 5 a meno di 20 gradi

33 Consigli Atleti ipovedenti suscettibili di lussazione del cristallino Atleti con residuo visivo significativo rischio di peggioramento per distacco di retina attivita sportive che non comportino rischi di traumatismi a carico del globo oculare ( evitare sport di contatto) Gli atleti guida devono sottoporsi alle visite di idoneità agonistica previste dalla normativa per lo sport prescelto

34 Sport praticati dai disabili visivi NUOTO VELA ATLETICA LEGGERA TIRO CON L'ARCO SCI NORDICO e ALPINO CURLING HOCKEY DANZA SPORTIVA SHOWDOWN TORBALL GOALBALL CALCIO CICLISMO EQUITAZIONE JUDO ATTIVITA SUBACQUEA

35 NON IDONEITA : 0,37% Percorso medico che funge da preselettore Cause sovrapponibili a quelle dei normodotati a indicare come la disabilità per sé non rappresenti un vincolo specifico negativo per l attività sportiva agonistica.

36 AL DI LA DELLA CLASSIFICAZIONE per altro necessaria per le indicazioni di massima, c è da ricordare che ogni atleta è un universo a sé stante, che va valutato oltre la sua condizione, con tutto l insieme di problematiche concomitanti, intercorrenti o scatenate dalla disabilità stessa.

37 Costituzione di Unità Operative specializzate Mezzi di valutazione diagnostica adattati Personale Sanitario specializzato Miglior beneficio Sicurezza

38 Maria Emanuela Mometto UO Medicina dello Sport e Attività Motorie Azienda ULSS 16 Dipartimento Socio Sanitario ai Colli

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