I CREDITI DETERIORATI IN EUROPA
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- Gianpiero Carli
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1 I CREDITI DETERIORATI IN EUROPA Approfondimento Ufficio Studi e ricerca First Cisl a cura di Andrea Scaglioni FIRST CISL - VIA MODENA, ROMA - Tel Fax [email protected] -
2 I CREDITI DETERIORATI IN EUROPA Approfondimento indice Crediti deteriorati: dimensione del fenomeno... 3 Crediti deteriorati: controparti... 6 Le sofferenze in Italia Ufficio Studi e ricerca First Cisl a cura di Andrea Scaglioni
3 Crediti deteriorati: cosa sono I crediti deteriorati, secondo la definizione europea dell EBA, si suddividono in nonperforming exposures (NPE) e Forebearance, che sono le esposizioni creditizie per le quali siano state concesse modifiche delle condizioni contrattuali o un rifinanziamento totale o parziale, a causa delle difficoltà finanziarie del debitore, che potrebbero determinare una perdita per la banca. Le posizione sono successivamente tenute sotto osservazione per due o tre anni (a secondo che siano performing o non performing ) e, infine, nel caso in cui i pagamenti risultino regolari e non vi siano previsioni negative, potranno uscire dalla forbearance. Crediti deteriorati: dimensione del fenomeno Tabella 1 Distribuzione dei crediti deteriorati secondo la gravità della posizione, classificazione italiana. Elaborazione First Cisl su dati Banca d Italia Fenomeno Valore a settembre 2015 SOFFERENZE ,0 INADEMPIENZE PROBABILI ,0 FINANZIAMENTI SCADUTI, SCONFINANTI O DETERIORATI ,0 Sono 341 miliardi di euro i crediti deteriorati stimati dalle banche e rilevati dalla Banca d Italia nell ambito delle rilevazioni di vigilanza. Tabella 2 Importi dei prestiti e anticipazioni erogati dalle banche, prestiti e anticipazioni deteriorati, percentuale dei prestiti deteriorati sul totale. Dati in milioni di euro. I dati si riferiscono alle 105 banche analizzata dall EBA, che corrispondono al 67% del totale degli attivi delle banche europee, in particolare comprendono per l Italia l 88% del sistema bancario, in Francia il 93%, in Spagna il 90%, in Germania il 55%. Elaborazione First Cisl su dati EBA. 3 Paese Crediti (prestiti e anticipazioni) mln euro Crediti deteriorati mln euro Percentuale crediti deteriorati All EU Banks , ,19 5,6% Austria , ,75 8,0% Belgium , ,08 4,3% Cyprus , ,76 49,6% Denmark , ,63 3,5% Finland , ,76 1,7% France , ,80 4,3% Germany , ,25 3,4% Hungary , ,67 18,9% Ireland , ,41 21,5% Italy , ,29 16,7% Latvia 1.851,64 88,95 4,8% Luxembourg ,04 757,79 3,7% Malta 4.285,17 400,26 9,3%
4 Netherlands , ,86 2,9% Norway , ,12 1,4% Poland , ,00 6,6% Portugal , ,14 16,3% Slovenia , ,45 28,4% Spain , ,65 7,1% Sweden , ,76 1,1% United Kingdom , ,82 2,9% Secondo le classificazioni europee e il campione delle banche osservate da EBA, l Italia è il paese con i crediti deteriorati più elevati, mentre seguono Spagna e Francia. Il valore assoluto non rappresenta l unica informazione interessante, ma è utile osservare il rapporto tra crediti totali erogati dalle banche campione rispetto ai crediti non andati a buon fine (deteriorati). In questo modo si capisce la rischiosità del Credito erogato nel passato. L Italia ha un valore pari al 16,7%, che è inferiore a quello di Cipro, Ungheria, Irlanda e Slovenia, mentre è simile a quello del Portogallo. La Banca Mondiale rileva un simile 17,2% su tutto il sistema bancario al A conferma di questo, il grafico elaborato da EBA ci rappresenta il volume dei crediti deteriorati (NPE) rispetto al totale dei crediti (colore verso l alto) e al prodotto interno lordo del Paese (verso il basso). Per l Italia il volume dei crediti deteriorati è pari al 17% circa del PIL, un valore decisamente alto anche in confronto alle dimensioni economiche del Paese. 4 I dati a settembre scorso, su un campione rappresentativo, ci dicono che circa un sesto dei crediti erogati ha problemi di rimborso nei confronti delle banche ed è un valore elevato rispetto a quello dei paesi europei simili al nostro, sia relativamente al totale del crediti che alle dimensioni economiche del nostro paese.
5 Tabella 3 Sullo stesso campione precedente, dai dati EBA sono stati estrapolati i crediti deteriorati e le riserve accantonate per affrontare le eventuali perdite. Paese Crediti deteriorati (NPE) mln euro Riserve per crediti deteriorati Percentuale copertura dei crediti deteriorati (NPE) All EU Banks , ,07 43,4% Austria , ,56 56,5% Belgium , ,22 41,4% Cyprus , ,22 32,3% Denmark , ,56 36,0% Finland 1.332,76 450,56 33,8% France , ,37 51,4% Germany , ,57 34,8% Hungary 5.286, ,88 60,0% Ireland , ,62 41,1% Italy , ,48 45,4% Latvia 88,95 25,14 28,3% Luxembourg 757,79 339,57 44,8% Malta 400,26 171,13 42,8% Netherlands , ,84 37,3% Norway 2.943, ,17 40,2% Poland 3.171, ,12 54,7% Portugal , ,35 35,9% Slovenia 3.523, ,31 61,0% Spain , ,71 46,1% Sweden , ,82 29,7% United Kingdom , ,86 34,1% 5 Negli anni le banche si sono attrezzate economicamente a sostenere il peso dei crediti deteriorati, accantonando riserve da utilizzare quando il credito effettivamente non viene rimborsato. La tabella precedente ci dice che è coperto da riserve il 45% dell ammontare dei crediti deteriorati (NPE), valore inferiore rispetto ai paesi simili. La tabella di EBA, che segue, conferma la nostra elaborazione, che sintetizza un incidenza dei crediti deteriorati (NPE) elevata, coperti da riserve ma non come in altri paesi simili, patrimonio tra i più elevati.
6 Tabella 4 La tabella riprodotta dalla pubblicazione EBA, confronta il rapporto tra crediti deteriorati e crediti totali (colonna arancio), il grado di copertura dei crediti deteriorati con le riserve già accantonate (colonna blu) e il grado di patrimonializzazione delle banche del campione (colonna rossa). Crediti deteriorati: controparti Tabella 5 I crediti concessi dalle banche rispetto alla clientela finanziata, dall alto al basso, famiglie, imprese non finanziarie, imprese finanziarie, istituzioni creditizie, pubblica amministrazione, banche centrali. Le colonne sono in percentuale dei crediti deteriorati totali. Il campione è delle banche osservate EBA i cui dati sono stati da noi rielaborati. Valori in mln euro. 6
7 Le imprese non finanziarie sono le controparti con più crediti deteriorati per l Italia, si tratta di oltre 200 miliardi. In percentuale sul totale, come da tabella sottostante, sono oltre il 70%. Bassa la percentuale dei crediti deteriorati dipendenti dalle famiglie. Tabella 6 Crediti deteriorati per tipologia di controparte in percentuale sul totale. Fonte dati idem c.s. Le riserve accumulate per i crediti deteriorati sono indicati nella tabella sotto, e confermano la rischiosità dei crediti verso le imprese non finanziarie. Ridotti gli accantonamenti per i crediti deteriorati dipendenti dalle famiglie. 7 Tabella 7 Rettifiche su crediti deteriorati cumulate. Fonte dati idem c.s.
8 Infine il rapporto tra le riserve accumulate e i crediti deteriorati danno un idea di quante riserve servano per assorbire le perdite presunte. Una percentuale elevata è utile in quanto le perdite sono già state considerate negli anni precedenti, tuttavia una percentuale è elevata perché si prevedono perdite più consistenti. Tabella 8 Rapporto tra crediti deteriorati e accantonamenti cumulati rispetto alla tipologia di clientela: da destra verso sinistra, famiglie, imprese non finanziarie, imprese finanziarie, istituzioni creditizie, pubblica amministrazione, banche centrali. 8 La bassa percentuale riferita alle imprese non finanziarie in Italia potrebbe dipendere, come abbiamo visto, dalla minori perdite previste dai crediti deteriorati, oppure potrebbe dipendere dalle politiche di bilancio delle singole banche. La Bce a questo proposito fa notare che il tasso di copertura in generale delle banche italiane è in calo, quindi in controtendenza rispetto alle altre nazioni simili (vedi grafico a lato).
9 Da evidenziare che al fine di determinare la quantità di crediti deteriorati accumulati nel tempo, nonché delle possibilità di recupero dei crediti stessi, è importante il tempo necessario alla chiusura delle pratiche di insolvenza. Il Fondo monetario Internazionale ha stimato per il nostro paese un periodo attorno ai 4 anni e mezzo medi per la chiusura delle azioni di recupero (vedi grafico sotto), uno dei più elevati. Le banche italiane sono particolarmente esposte verso le imprese non finanziarie, per il fatto che la crisi ha interessato il nostro settore produttivo. Gli accantonamenti fatti in passato sono significativi, ma potrebbero essere sottostimati se le condizioni non migliorassero (tra queste ci sono anche i tempi di recupero dei crediti). 9 Naturalmente questa svalutazione dei crediti ha un costo per le aziende di credito, che a metà di giugno 2015 è stato stimato, per i primi sei mesi, in ben 7 miliardi di Euro. Le sofferenze in Italia Riguardo l Italia abbiamo anche la composizione delle sofferenze suddivise per classi di importi. A questa informazione abbiamo fatto combaciare quella sui crediti erogati per cassa. Non sono perfettamente corrispondenti ma è la migliore combinazione possibile. CLASSE DI GRANDEZZA SOFFERENZE NETTE CREDITI DA 250 A < EURO 5.965,0 0 SOFFERENZE / CREDITI (%) DA A < EURO 7.196, ,6% DA A < EURO 8.295, ,8% DA A < EURO , ,8% DA A < EURO , ,1% DA A < EURO , ,2%
10 DA A < EURO , ,1% DA A < EURO , ,7% DA A < EURO , ,2% >= EURO , ,6% TOTALE >=250 EURO , ,0 12,2% In questo modo possiamo comparare l universo dei crediti erogati e ripartili per fasce di credito accordato. Di questi crediti, scomposti per classe di affidamento, una parte è passata a sofferenza. In teoria ci dovrebbe essere corrispondenza tra l incidenza dei crediti e delle sofferenze fascia per fascia sul totale, ma in pratica questo non accade. Le classi di sofferenza più elevate incidono, rispetto ai crediti erogati, di più. L unica eccezione è rappresentata dalla classe di affidamento più elevata, oltre i 25 milioni di euro. Tuttavia, questa fascia di affidamenti produce comunque più di 23 miliardi di euro di sofferenze, una quantità significativa. Si può vedere graficamente nell istogramma seguente la differente distribuzione dei crediti e delle sofferenze. Le seconde sono più pesanti per le fasce dai in poi. Tabella 9 Dalla nostra elaborazione dei dati Banca d Italia, centrale rischi, si vede graficamente come incidono i crediti e le sofferenze per fascia di affidamento. La parte verso destra rossa, i crediti, dovrebbero avere uguale lunghezza nella parte di sinistra (sofferenze). Se la parte azzurra è più lunga della parte rossa adiacente significa che l incidenza delle sofferenze è maggiore. Le percentuali sono sul totale dei crediti e delle sofferenze. In questa comparazione non sono considerate le cessioni di crediti e sofferenze. 10
11 Nella tabella sottostante si rappresenta graficamente il peso via via crescente delle sofferenze con l aumentare della classe di grandezza. La colonna sulla classe da a 1 milione di euro indica che arriviamo circa al 45% delle sofferenze. Per differenza tutte le più alte cumulano il 55% del totale. Se la stessa proporzione valesse per tutti i crediti deteriorati, potremmo dire che i crediti fino al milione di euro darebbero un livello di crediti deteriorati per l Italia leggermente superiore alla media UE (il 7% contro il 5,6% della media UE). Tabella 10 Quantità cumulate delle sofferenze in Italia. Le colonne corrispondono al valore assoluto della scala di sinistra e al valore relativo in percentuale della scala di destra, e corrispondono al totale delle sofferenze fino a quella classe di grandezza. Per esempio la colonna della classe da 125 a euro indica che fino a quella classe si cumula circa il 21% delle sofferenze. Nostra elaborazione su dati Banca d'italia. 11 In Italia il 21% delle sofferenze riguarda le classi di importi fino a euro e corrispondono a 40 miliardi di euro. Gli altri 140 miliardi appartengono a classi di importi più elevati. I crediti più rischiosi sono quelli che corrispondono a una erogazione da 1 a 5 milioni di.
12 Conseguenze sul mercato creditizio I tassi applicati alle classi di affidamento sono ovviamente diversi e ci si dovrebbe aspettare che rispecchino il rischio sottostante, aumentando quando il rischio è elevato e diminuendo quando il rischio è più contenuto. Tabella 11 La rischiosità della classe di credito è rappresentata dal rapporto tra sofferenze e crediti per cassa. La colonna dei tassi invece è la rilevazione dei tassi attivi, per le banche, per i crediti a revoca. * I tassi rilevano anche le classi di affidamento più piccole. Nostra elaborazione su dati Banca d Italia, al settembre CLASSE DI GRANDEZZA SOFFERENZE/CREDITI (%) TASSI DA 250 A < EURO DA A < EURO 12,6% DA A < EURO 11,8% 10,56% DA A < EURO 17,8% DA A < EURO 20,1% DA A < EURO 21,2% DA A < EURO 22,1% DA A < EURO 22,7% 9,09% 7,49% DA A < EURO -19,2% 6,26% >= EURO -3,6% 3,97% TOTALE >=250 EURO 12,2% 7,06%* 12 Invece da questa rilevazione pare che il tasso sia inversamente proporzionale all affidamento, ovvero diminuisca con l aumentare delle dimensioni dell affidamento. Essendo macro aggregati non abbiamo la specifica per rischiosità di affidamento che consentirebbe maggiori approfondimenti, ma in linea generale risulta che più l affidamento è grande, minori sono gli interessi da pagare, in proporzione. Ne consegue logicamente che il tasso pare più influenzato da dinamiche di mercato, o dal potere contrattuale della clientela, piuttosto che dal rischio sottostante. Se così fosse, la struttura produttiva italiana della piccola e media impresa ne risulterebbe ingiustamente penalizzata, usufruendo di piccole quantità di credito a tassi più elevati. Viceversa i grandi finanziamenti ricevono una notevole quantità di credito, ma a tassi molto contenuti, contenendo la redditività delle banche. Con una ponderata selezione del merito creditizio, erogando finanziamenti a tassi opportuni nelle classi di affidamento intermedie, probabilmente consentirebbe una migliore redditività del sistema e contemporaneamente un aiuto all economia reale. A sostegno di quanto sopra si propone la lettura della tabella sottostante che conteggia il numero degli affidati e lo suddivide per classe di affidamento e numero di affidamenti. Fino a euro il soggetto ha praticamente un affidamento solamente in corso, ovviamente con una sola controparte bancaria. Oltre i 5 milioni di euro gli affidamenti diventano molteplici, quindi il rapporto è di un soggetto verso molti affidamenti e, quindi, molte aziende.
13 Tabella 12 Numero di affidati suddivisi per classe di affidamento e numero di affidamenti (nelle colonne). Le classi di finanziamenti per cassa più contenute hanno i valori più elevati e sono evidenziati in verde. Altrettanto le classi di affidamento più elevate che hanno i valori più elevati oltre i 4 affidamenti, sono evidenziate in verde. Nostra elaborazione su dati Banca d Italia, al settembre MONO AFFIDATO 2 AFFIDAMENTI 3-4 AFFIDAMENTI OLTRE 4 AFFIDAMENTI DA A < EURO 98,1% 1,8% 0,1% 0,0% DA A < EURO 93,1% 6,5% 0,4% 0,0% DA A < EURO 85,0% 12,3% 2,7% 0,0% DA A < EURO 59,1% 26,7% 13,4% 0,8% DA A < EURO 38,4% 28,4% 28,2% 5,0% DA A < EURO 28,6% 22,4% 32,8% 16,2% DA A < EURO 20,9% 16,8% 28,9% 33,3% DA A < EURO 15,7% 11,7% 21,0% 51,7% >= EURO 10,2% 8,0% 13,8% 67,9% La conferma ci viene dalla tabella sottostante che indica il numero di banche con cui un soggetto ha rapporti di affidamento. Fino ai euro il cliente ha in essere affidamenti con meno di una banca e mezzo in media, ma la prima banca eroga circa almeno il 90% degli affidamenti totali. In sostanza fino a euro il rapporto è praticamente esclusivo con una azienda di credito. Oltre il milione di euro le banche tendono a diventare almeno 2 e oltre i 25 milioni i soggetti hanno rapporti con più di 4 banche, anche se una sola è importante perché eroga i tre quarti degli affidamenti. Tabella 13 Per classi di affidamento per cassa viene rappresentato nella prima colonna il numero di banche con cui l affidato intrattiene rapporti; nella seconda colonna quanto pesa percentualmente la prima banca che dà l affidamento. Per agevolare la lettura oltre al valore numerico è inserito un istogramma orizzontale. Nostra elaborazione su dati Banca d Italia, al settembre FENOMENO ECONOMICO FINANZIAMENTI PER CASSA:NUMERO MEDIO DI BANCHE PER AFFIDATO FINANZ.PER CASSA:QUOTA DEL FIDO GLOBALE ACCORDATA DALLA PRIMA BANCA DA A < EURO 1,05 98,25 DA A < EURO 1,23 91,62 DA A < EURO 1,4 88,21 DA A < EURO 1,65 85,48 DA A < EURO 1,75 86,77 DA A < EURO 1,75 87,85 DA A < EURO 2,06 83,48 DA A < EURO 2,72 79,0 >= EURO 4,23 77,14 TOTALE CLASSI DI GRANDEZZA COMPRESO LO 0 1,66 77,3 Riassumendo, il rapporto del cliente con l azienda di credito diminuisce con l aumentare dell affidamento, in quanto i clienti che hanno debiti più piccoli dipendono quasi esclusivamente da una azienda di credito. I clienti con grandi debiti hanno rapporti con molte più aziende. Ne consegue che il patrimonio di informazioni sulla clientela medio-piccola è già in possesso della banca che ha erogato il prestito.
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