SIPPS e FIMPAGGIORNA 2013
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- Giada Angelini
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1 SIPPS e FIMPAGGIORNA 2013 Attualità in tema di nebulizzazione : nuove tecnologie e raccomandazioni terapeutiche Salvatore Barberi Clinica Pediatrica - Ospedale San Paolo (Milano) Direttore: Prof.ssa Enrica Riva Università degli Studi di Milano Caserta -18 aprile 2013
2 NEBULIZZAZIONE Metodica che consente di portare una congrua quantità di farmaco in corrispondenza delle vie aeree, dove sono presenti recettori per il farmaco stesso, consentendo quindi di utilizzare un dosaggio più basso di quello richiesto da una terapia orale o parenterale per ottenere gli stessi effetti. Elevata efficacia terapeutica con dosi sostanzialmente ridotte di farmaco, ed al tempo stesso riduzione degli effetti collaterali associati alle altre vie di somministrazione.
3 AEROSOL Sospensione di un solido o di un liquido (fase dispersa) in un gas (fase disperdente), idonea ad essere respirata e che presenta un impatto con le vie aeree.
4 UN PO DI STORIA Mudge inhaler (John Mudge, 1778) Acqua bollente ed oppio per la cura della tosse catarrale
5 Primo nebilizzatore pressurizzato: Sales-Girons Pulverisateur, 1858
6 E OGGI? Nebulizzatori pneumatici Nebulizzatori ad ultrasuoni Nebulizzatori a membrana vibrante
7 NEBULIZZATORE PNEUMATICO (JET) Il compressore eroga l aria necessaria perché nell ampolla, per effetto Venturi, si produca la nebulizzazione del farmaco.
8 PRINCIPALI FATTORI CHE INFLUENZANO LA PERFORMANCE DI UN NEBULIZZATORE JET 1. Flusso di gas 2. Volume di riempimento e volume morto (dead volume) 3. Densità del gas utilizzato per alimentare il nebulizzatore jet 4. Pattern respiratorio (solo per i nebulizzatori attivati dal respiro)
9 PRINCIPALI FATTORI CHE INFLUENZANO LA PERFORMANCE DI UN NEBULIZZATORE JET 1. Flusso di gas 2. Volume di riempimento e volume morto (dead volume) 3. Densità del gas utilizzato per alimentare il nebulizzatore jet 4. Pattern respiratorio (solo per i nebulizzatori attivati dal respiro)
10 FLUSSO DI GAS e VOLUME DI RIEMPIMENTO
11 Creato un sistema sperimentale. Utilizzato albuterolo(0,5 ml) diluito con 2.5, 3.5 e 4.5 ml di soluzione fisiologica per raggiungere rispettivamente un volume di riempimento di 3, 4 e 5 ml. Valutata somministrazione a flussi di 6, 8 e 10 l/min. Impiegati 17 diversi tipi di nebulizzatori. Presi in considerazione quota di farmaco rimanente nel volume morto alla fine della nebulizzazione, tempo di erogazione, dimensione delle particelle, massa respirabilee inhaledmass (massa disponibile a livello del boccaglio, quindi per il paziente).
12 Risultati Quota di farmaco nel volume morto: riduzione statisticamente significativa (lieve) all aumento del flusso da 6 a 10 l/min. Riduzione statisticamente significativa all aumento del volume di riempimento.
13 Risultati Tempo di erogazione: Dimensione delle particelle:
14 Risultati Massa respirabile(quota particelle di MMAD compreso tra 1 e 5 µm): trend di aumento all aumentare del flusso, ma differenze non statisticamente significative.
15 Inhaled mass: Risultati Lieve decremento (statisticamente significativo) all aumentare del flusso da 6 a 10 l/min (non da 6 a 8 l/min e da 8 a 10 l/min). Aumento statisticamente significativo all aumentare del volume di riempimento da 3 a 4 ml e da 3 a 5 ml (non da 4 a 5).
16 PRINCIPALI FATTORI CHE INFLUENZANO LA PERFORMANCE DI UN NEBULIZZATORE JET 1. Flusso di gas 2. Volume di riempimento e volume morto (dead volume) 3. Densità del gas utilizzato per alimentare il nebulizzatore jet 4. Pattern respiratorio (solo per i nebulizzatori attivati dal respiro)
17 DENSITA DEL GAS Reviewsull utilizzo di Helioxin pediatria
18 HELIOX Miscela di elio ed ossigeno. Elio: gas non tossico allo stato inerte, insolubile nei tessuti umani, senza attività anti-infiammatoria o broncodilatatrice. Peculiari caratteristiche fisiche: densità pari a circa 1/7 di quella dell aria e a circa 1/8 di quella dell ossigeno.
19 HELIOX Numero di Reynolds: Re=(ρυL)/η ρ=densità υ= velocità L=dimensionelineare caratteristica (es. raggio di un bronco) η= viscosità All aumentare del numero di Reynolds, il flusso passa da laminare a turbolento Al diminuire della densità, diminuisce il numero di Reynolds,e quindi si previene il formarsi di flussi turbolenti
20 Conclusioni della review: Necessità di ulteriori studi in età pediatrica (solo 4 studi effettuati finora). Miglior outcomeclinico e maggior deposizione di farmaco nei soggetti trattati con farmaco + heliox, in particolare nei soggetti con broncospasmo acuto severo. Non riportati effetti collaterali. Possibili applicazioni in presidi ospedalieri e/o di emergenza per trattare i casi più severi?
21 PRINCIPALI FATTORI CHE INFLUENZANO LA PERFORMANCE DI UN NEBULIZZATORE JET 1. Flusso di gas 2. Volume di riempimento e volume morto (dead volume) 3. Densità del gas utilizzato per alimentare il nebulizzatore jet 4. Pattern respiratorio (solo per i nebulizzatori attivati dal respiro)
22 PATTERN RESPIRATORIO Nebulizzatore Jet Attivato dal Respiro Genera aerosol solo durante l inspirazione. Conseguentemente la perdita di farmaco durante l espirazione è notevolmente ridotta. I meccanismi di attivazione tramite respiro possono essere classificati come: manuali meccanici elettronici
23 Manuali: Aumenta significativamente il tempo di somministrazione ed è richiesta da parte del paziente una buona coordinazione manorespiro.
24 Meccanici: Il nebulizzatore attivato dal respiro meccanico ha una valvola respiro-attivata che innesca la produzione di aerosol solo durante l inspirazione. I pazienti creano un flusso inspiratorio per innescare il nebulizzatore. Quindi, la sensibilità di questo meccanismo lo rende utilizzabile solo dai bambini più grandi e dagli adulti.
25 Elettronici: Sono attivati da un circuito elettronico normalmente innescato da un trasduttore di pressione che rileva lo sforzo inspiratorio. Molto costosi.
26 NEBULIZZATORE AD ULTRASUONI
27 NEBULIZZATORE AD ULTRASUONI Le vibrazioni ultrasoniche prodotte dal trasduttore sono trasmesse attraverso il liquido di conduzione alla vaschetta contenente il farmaco generandone la nebulizzazione.
28 Studio comparativo pediatrico tra nebulizzatore jet e nebulizzatore ad ultrasuoni.
29 Metodi: in un contesto di emergency department randomizzati 113 soggetti di età compresa tra 7 e 16 aa recatisi in PS per asma moderatosevero. 46 trattati con albuterolo tramite nebulizzatore ad ultrasuoni, 67 trattati con albuterolo tramite nebulizzatore jet. Valutati all ingresso e 15 e 30 minuti dopo un ciclo di terapia symptoms score e spirometria basale.
30 Risultati: Non differenze in termini di symptoms score. Maggior miglioramento di FEV1 con nebulizzatore jet (differenza jet vs US statisticamente significativa). Non differenze in termini di miglioramento di FEV1 se FEV1/FVC all ingresso >75%. Se FEV1/FVC all ingresso <75%: maggior miglioramento di FEV1 con nebulizzatore jet (differenza jet vs US statisticamente significativa).
31 NEBULIZZATORE A MEMBRANA VIBRANTE
32 NEBULIZZATORE A MEMBRANA I nebulizzatori mesh usano l elettricità per far vibrare un cristallo piezoelettrico, il quale fa passare le formulazioni liquide attraverso una membrana forata per generare l aerosol. Il diametro dei fori determina la grandezza delle particelle generate. VIBRANTE
33 2 tipologie: Membrana vibrante attiva: hanno una piastra forata con fori a forma d imbuto, che vibra grazie a un elemento piezo-ceramico che la circonda. Membrana passiva: questi tipi di nebulizzatori utilizzano un corno a ultrasuoni per spingere il fluido attraverso una membrana forata. Molto efficienti, ma costosi!
34 Philips I-nebAAD (con meccanismo di attivazione elettronico) PARI eflow (a membrana passiva)
35 DEPOSIZIONE
36 Tre meccanismi cinetici: impatto inerziale sedimentazione gravitazionale diffusione
37 Impatto inerziale Si verifica soprattutto con le particelle più grandi (> 3 μm), a flusso elevato e per brusche variazioni di direzione delle vie aeree. L impatto inerziale è responsabile della deposizione delle particelle a livello faringeo e nei bronchi di maggior diametro. Le particelle seguono una direzione retta ed impattano al primo ostacolo anatomico.
38 Sedimentazione gravitazionale Si verifica in condizione di bassi flussi inspiratori; durante la pausa respiratoria, le particelle che hanno una densità superiore a quelle dell aria tendono a depositarsi specie a livello delle piccole vie aeree.
39 Diffusione Si verifica in condizioni di flusso nullo in cui le particelle si muovono in tutte le direzioni per effetto di un movimento casuale (moto browniano). Si verifica in particolare con le particelle più piccole.
40 I principali fattori che condizionano la deposizione dell aerosol sono: dimensione delle particelle morfologia delle vie respiratorie
41 Dimensione delle particelle I dispositivi utilizzati nella pratica clinica producono un particolato che viene definito eterodisperso Presenza di un aerosol composto da un mix di particelle di dimensioni diverse tra loro
42 Per tale motivo è stato introdotto il concetto di Mass Median Aerodynamic Diameter (MMAD), o diametro aerodinamico mediano di massa. Diametro che divide la massa totale dell aerosol in due parti uguali di cui una composta da particelle con diametro inferiore a quello indicato e l altra con diametro superiore. Il MMAD rappresenta il più importante fattore discriminante per il target di deposizionedelle particelle.
43 Target di deposizione Le particelle di diametro <1 μm raggiungono gli alveoli polmonari e successivamente vengono espirate senza depositarsi nei polmoni.
44 Un problema aperto: lattanti e toddlers
45 Problemi principali Respirazione nasale Fattori anatomici e fisiologici Uso della maschera al posto del boccaglio Pianto
46 Problemi principali Respirazione nasale Fattori anatomici e fisiologici Uso della maschera al posto del boccaglio Pianto
47 Respirazione nasale Il naso rappresenta un ottimo filtro aerodinamico. E la regione del sistema respiratorio dotata delle maggiori turbolenze e resistenze. Diversi studi hanno evidenziato come la respirazione nasale riduca la deposizione a livello polmonare.
48 Problemi principali Respirazione nasale Fattori anatomici e fisiologici Uso della maschera al posto del boccaglio Pianto
49 Fattori anatomici e fisiologici Lingua proporzionalmente di dimensioni maggiori rispetto alla cavità orale. Diametro ridotto delle vie aeree. Minor numero di alveoli e minor numero di generazioni delle vie aeree. Elevata frequenza respiratoria e basso volume corrente.
50 Problemi principali Respirazione nasale Fattori anatomici e fisiologici Uso della maschera al posto del boccaglio Pianto
51 Uso della maschera al posto del boccaglio Nei lattanti e nei toddlers impossibilità/difficoltà ad usare il boccaglio, il cui utilizzo determina un aumento della quota di farmaco che raggiunge le vie aeree (rispetto alla maschera).
52 Uso della maschera al posto del boccaglio
53 Creato un sistema sperimentale. Valutata la inhaleddrugmass utilizzando una maschera o un boccaglio/t-piece posizionati a 0, 1 e 2 cm da un filtro collegato ad un simulatore di respirazione pediatrica. Valutata somministrazione a flussi di 6, 8 e 10 l/min. Impiegati 5 diversi tipi di nebulizzatori.
54 Risultati Differenze statisticamente significative di inhaleddrugmass a seconda dell utilizzo di maschera o boccaglio/tpiecee a seconda della distanza dal filtro (anche a 2 cm).
55 L utilizzo del boccaglio/t-piece ha determinato, rispetto all uso della maschera, un incremento della inhaled drug mass del 44% a 0 cm, del 134% a 1 cm e del 167% a 2 cm. Si segnala comunque diminuzione della inhaled drug mass all aumentare della distanza tra filtro (=bocca) e dispositivo. Blow-by
56 Blow-by Pratica consistente nel tenere la maschera non direttamente adesa al viso del bambino, con lo scopo di aumentare la compliance e la tolleranza durante l inalazione dell aerosol. Diminuisce drasticamente la quota di farmaco che raggiunge le vie aeree! Fondamentale che la maschera sia ben adesaal volto!!!
57 Problemi principali Respirazione nasale Fattori anatomici e fisiologici Uso della maschera al posto del boccaglio Pianto
58 Pianto
59 Somministrato a 15 bambini (range di età media 9-13 mesi) aerosol con sodio cromoglicato. Di questi 8 hanno eseguito la terapia senza distress, 7 con distress. Misurata la quota di sodio cromoglicato escreta con le urine.
60 Risultati Percentuale media (rispetto alla dose totale nebulizzata) di sodio cromoglicatoescreto con le urine nei bambini non distressed vs distressed: 0,43% vs 0,11% Differenza statisticamente significativa.
61 Somministrato a 10 bambini (range di età media 6-41 mesi) aerosol con budesonide radiomarcata. Di questi, 5 anni eseguito la terapia senza distress, 5 con distress. Eseguita successivamente all aerosol scintigrafia.
62 Risultati Bambino non collaborante Bambino collaborante
63 Deposizione media espressa come percentuale della dose emessa dai polmoni nei bambini non distressed vs bambini distressed: 48,6% vs 20,0% Differenza statisticamente significativa. Il pianto non è altro che un espirazione molto prolungata seguita da un inspirazione molto profonda e rapida, che determina impatto inerziale delle particelle contro le pareti delle prime vie aeree e comparsa di flussi di turbolenza, che ostacolano l afflusso delle particelle a livello delle vie aeree più profonde.
64 SOLUZIONE FISIOLOGICA VS SOLUZIONE IPERTONICA
65 93 bambini ricoverati per bronchiolite(da lieve a moderata) divisi in 2 gruppi: salbutamolo+ 4 ml di soluzione fisiologica (43 soggetti) vs salbutamolo+ 4 ml di soluzione ipertonica al 3% (50 soggetti) Eseguite 3 somministrazioni al giorno
66 Risultati Remissione della tosse, di wheezing e del quadro auscultatorio significativamente più rapida nel gruppo che assumeva aerosol con soluzione ipertonica Lunghezza media della degenza: 7.4 ±1.5 giorni nel gruppo di controllo vs 6.0 ±1.2 giorni nel gruppo trattato con soluzione ipertonica (P < 0.01) Non riportati effetti collaterali significativi
67 Cochrane Library, 2009 Conclusioni: l utilizzo di soluzione ipertonica al 3% determina una riduzione media di 1,2 giorni di degenza rispetto all utilizzo di soluzione fisiologica nei soggetti con bronchiolite non severa L utilizzo della soluzione ipertonica al 3% in aggiunta a broncodilatatore rappresenta un alternativa di trattamento efficace e sicura nei bambini con bronchiolite da lieve a moderata
68 FARMACI
69 Farmaci Beclometasone dipropionato Budesonide Flunisolide
70 Gli steroidi sono liposolubili, dunque la loro solubilità in acqua è ridotta. Un elevato grado di lipofilia può ridurre la capacità dello steroide di superare lo strato mucoso e di raggiungere l'epitelio bronchiale. La miscela che si forma è una dispersione disomogenea, con le molecole di farmaco avvolte dall'acqua.
71 Le particelle di maggior diametro che contengono il farmaco non vengono erogate poiché queste tendono a scontrarsi con il deflettore del nebulizzatore Tali particelle ricircolanodentro l'ampolla mentre quelle di diametro più piccolo, che contengono poco farmaco, vengono erogate. Gli steroidi con aumentata solubilità in acqua formano una "quasi" soluzione e tale fenomeno favorisce l'erogabilità del farmaco.
72 A reappraisal of the clinical efficacy of nebulized flunisolide in pediatric asthma: The Italian experience KantarA;MrouehS;Fiocchi A Allergy and Asthma Proceedings 2007;28(6): Idrosolubilità Tempo di (μg/ml) dissoluzione nel liquido bronchiale BDP 0.13/15.5 > 5 ore BUDESONIDE 16 6 minuti FLUNISOLIDE 140 < 2 minuti
73 BARBERI 2012 A reappraisal of the clinical efficacy of nebulized flunisolidein pediatric asthma: The Italian experience
74 BARBERI 2012 Delivery of nebulized budesonide is affected by nebulizer type and breathing pattern. O'Callaghan C, White J, Jackson J, Barry PW, Kantar A J Pharm Pharmacol Jun; 57(6):
75 Grazie per l attenzione!!!
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