Le famiglie e il risparmio gestito

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1 V 1 La ricchezza delle famiglie nei principali paesi avanzati Nel 212 la ricchezza netta delle famiglie, pari alla somma delle attività reali e finanziarie al netto delle passività finanziarie, si è attestata nell Area euro a circa sette volte il reddito disponibile lordo, portandosi sui livelli massimi raggiunti nel 27. Tale dato è riconducibile principalmente all andamento positivo dei corsi azionari (che nel periodo considerato sono cresciuti del 13 per cento circa), e ai relativi effetti sul valore delle attività finanziarie, piuttosto che alla dinamica del tasso di risparmio delle famiglie, in calo dal 29 (Fig. 72). Nonostante tale calo, a fine 212 il tasso di risparmio nell Area euro permane su livelli superiori a quelli riferibili alle maggiori economie avanzate. A fine 212 la ricchezza netta delle famiglie nel Regno Unito e negli Stati Uniti risultava pari, rispettivamente, a 8 e 5 volte il reddito disponibile. Nel Regno Unito il tasso di risparmio netto si è portato, dopo la crisi subprime, su livelli superiori a quelli di lungo periodo, avvicinandosi ai valori registrati nell Area euro. Negli Stati Uniti, invece, il dato rimane sostanzialmente stabile dal 28. Fig. 72 Ricchezza netta e tasso di risparmio netto delle famiglie nelle principali economie avanzate (dati annuali) ricchezza netta su reddito disponibile Q tasso di risparmio netto (valori percentuali) Regno Unito USA Area euro Fonte: elaborazioni su dati Bce e Commissione europea. La ricchezza netta è data dalla somma delle attività reali e finanziarie al netto delle passività finanziarie. Il tasso di risparmio è dato dal rapporto tra risparmio netto e reddito disponibile netto. Il settore istituzionale delle famiglie include le società senza scopo di lucro. Relazione per l anno

2 L evoluzione della ricchezza e del tasso di risparmio netto nei principali paesi dell Area euro continua a essere eterogenea (Fig. 73). Nel 212 la Spagna ha registrato il ritmo di crescita più sostenuto della ricchezza delle famiglie, recuperando parzialmente gli effetti della crisi subprime e del debito sovrano e riportandosi, così, sui livelli del 28 (quando la ricchezza netta era pari a 6 volte il reddito disponibile). L Italia ha continuato a essere in linea con la Francia, con una ricchezza netta pari a 8 volte il reddito disponibile. Le famiglie italiane hanno sperimentato, tuttavia, una persistente contrazione del tasso di risparmio netto che a fine 212 ha raggiunto il minimo storico, attestandosi su livelli prossimi a quelli registrati nel Regno Unito. Fig. 73 Ricchezza netta e tasso di risparmio netto delle famiglie in alcuni paesi dell Area euro (dati annuali) ricchezza netta su reddito disponibile tasso di risparmio netto (valori percentuali) Germania Francia Italia Spagna Fonte: elaborazioni su dati Banca d Italia, Banco de Espana e Commissione europea. La ricchezza netta è data dalla somma delle attività reali e finanziarie al netto delle passività finanziarie. Il tasso di risparmio è dato dal rapporto tra risparmio netto e reddito disponibile netto. Il settore istituzionale delle famiglie include le società senza scopo di lucro. A fine 212 la composizione della ricchezza in termini di attività reali e finanziarie conferma le differenze strutturali esistenti tra le principali economie avanzate. Nell Area euro le attività reali si attestavano a poco più del 6 per cento della ricchezza lorda delle famiglie, in diminuzione di circa 1 punti percentuali rispetto all anno precedente. Il dato ha registrato una contrazione più significativa nel Regno Unito, dove il peso delle attività reali sulla ricchezza lorda si è ridotto da valori superiori al 6 per cento nel 211 al 42 per cento circa nel 212, e negli Stati Uniti, passati da poco meno del 4 al 25 per cento circa (Fig. 74). Il peso delle attività finanziarie sulla ricchezza delle famiglie continua a risultare più elevato negli Stati Uniti (97 per cento) rispetto al dato di Regno Unito e Area euro. Quest ultima, tuttavia, a fine 212 ha registrato un aumento di oltre 25 punti percentuali dell incidenza delle attività finanziarie sulla ricchezza rispetto al 211 (quando si attestava a poco più del 4 per cento), riducendo in maniera significativa il divario con gli Stati Uniti. 111 L evoluzione del quadro di riferimento

3 Fig. 74 Composizione della ricchezza nelle principali economie avanzate (valori percentuali) attività reali attività finanziarie Area euro Area euro Regno Unito Regno Unito USA USA Fonte: elaborazioni su dati Ocse. Con riferimento ai principali paesi dell Area euro, a fine 212 la distribuzione della ricchezza lorda delle famiglie tra attività reali e finanziarie non mostra significative variazioni rispetto all anno precedente (Fig. 75). Fig. 75 Composizione della ricchezza in alcuni paesi dell Area euro (valori percentuali) attività reali attività finanziarie Germania Germania Italia Italia Francia Francia Spagna Spagna Fonte: elaborazioni su dati Banca d Italia, Banco de Espana, Eurostat, Ocse. La ricchezza finanziaria rispetto al reddito disponibile è cresciuta, nel corso del 212, negli USA e nell Area euro (dove ha raggiunto rispettivamente livelli pari a 5 e 3,5), mentre è lievemente diminuita nel Regno Unito. La composizione delle attività finanziarie a fine 212 riflette la minore propensione delle famiglie europee a detenere ricchezza in azioni quotate e fondi azionari rispetto alle famiglie statunitensi (Fig. 76). In particolare, il dato si attestava al 1 per cento circa (di cui il 6,4 per cento riferibile ai fondi azionari) per l Area euro, al 6,5 per cento (di cui il 2,2 per cento rappresentato da fondi azionari) per il Regno Unito e al 29,3 per cento (di cui Relazione per l anno

4 l 11,5 riferibile ai fondi azionari) per gli Stati Uniti. Nel Regno Unito risultavano particolarmente diffusi fondi pensione e polizze assicurative, come si evince dal dato relativo alle riserve tecniche di assicurazione (55 per cento circa). A differenza degli Stati Uniti, nell Area euro e nel Regno Unito una quota preponderante della ricchezza continua a essere detenuta in circolante (rispettivamente 36 e 29 per cento). Fig. 76 Attività finanziarie delle famiglie nelle principali economie avanzate attività finanziarie su reddito disponibile (dati annuali) composizione attività finanziarie (212) Area euro Regno Unito USA % 25% 5% 75% 1% circolante titoli diversi dalle azioni Area euro Regno Unito USA azioni non quotate azioni quotate fondi azionari riserve tecniche altri conti attivi Fonte: Bce, Eurostat, Ocse. Le attività finanziarie includono le categorie 'circolante' (biglietti, monete e depositi), 'titoli diversi dalle azioni' (obbligazioni, buoni del tesoro, certificati di deposito e strumenti finanziari derivati), 'azioni quotate', 'azioni non quotate' (comprendono le partecipazioni), 'fondi azionari', 'riserve tecniche di assicurazione' (alle quali corrispondono passività finanziarie per le imprese di assicurazione e per i fondi pensione), 'altri conti attivi' (crediti commerciali, anticipazioni di pagamento, crediti e debiti derivanti da sfasamenti temporali nel pagamento di imposte, contributi, retribuzioni) Nel 212 il rapporto tra attività finanziarie e reddito disponibile delle famiglie è tornato a crescere in tutti i principali paesi europei. La composizione del portafoglio continua a mostrare un elevata eterogeneità tra i maggiori paesi dell Area euro (Fig. 77). Fig. 77 Attività finanziarie in alcuni paesi dell Area euro attività finanziarie su reddito disponibile (dati annuali) 4 3,6 3,2 2,8 2,4 2 1,6 Germania Italia Francia Spagna composizione delle attività finanziarie (212) 1,2 % 25% 5% 75% 1% circolante titoli diversi dalle azioni Germania Italia Francia Spagna azioni non quotate azioni quotate fondi azionari riserve tecniche altri conti attivi Fonte: elaborazioni su dati Banca d Italia, Eurostat e Ocse. Le attività finanziarie includono le categorie 'circolante' (biglietti, monete e depositi), 'titoli diversi dalle azioni' (obbligazioni, buoni del tesoro, certificati di deposito e strumenti finanziari derivati), 'azioni quotate', 'azioni non quotate' (comprendono le partecipazioni), 'fondi azionari', 'riserve tecniche di assicurazione' (alle quali corrispondono passività finanziarie per le imprese di assicurazione e per i fondi pensione), 'altri conti attivi' (crediti commerciali, anticipazioni di pagamento, crediti e debiti derivanti da sfasamenti temporali nel pagamento di imposte, contributi, retribuzioni) L evoluzione del quadro di riferimento

5 In Italia, il rapporto tra attività finanziarie detenute dalle famiglie e reddito disponibile risulta storicamente più elevato rispetto agli altri paesi europei (3,4 nel 212 rispetto a 3,2 dell anno precedente). Quanto alla composizione del portafoglio, gli investimenti diretti e indiretti (ossia tramite fondi) in azioni quotate e non quotate rappresentavano il 2 per cento circa delle attività finanziarie delle famiglie italiane e francesi, a fronte di valori del 14 e 26 per cento riferibili, rispettivamente, alle famiglie tedesche e spagnole. Con riguardo alle altre classi di attività, le famiglie francesi e tedesche detenevano la quota più elevata di polizze assicurative e fondi pensione, come emerge dal dato relativo alle riserve tecniche (37 per cento circa), mentre le famiglie italiane si caratterizzavano per una maggiore quota di ricchezza finanziaria investita in obbligazioni e certificati di deposito (poco meno del 2 per cento, a fronte di valori pari o inferiori al 5 per gli altri maggiori paesi europei). Il peso del circolante risultava molto elevato in Spagna e Germania. Nel corso del 212, negli USA il peso della ricchezza reale sul reddito disponibile ha registrato il calo più significativo dopo il 28, portandosi a valori di poco superiori al 1 per cento (Fig. 78). Viceversa il rapporto è rimasto sostanzialmente invariato nel Regno Unito e nell Area euro. Nello stesso periodo l indebitamento delle famiglie è calato nelle tre aree considerate, sebbene in misura meno marcata negli Stati Uniti. Fig. 78 Ricchezza reale e passività finanziarie (dati annuali) 7 ricchezza reale su reddito disponibile 2 passività finanziarie su reddito disponibile ,6 1, ,8, Fonte: Bce e Ocse. Regno Unito USA Area euro Le passività finanziarie delle famiglie italiane mostrano una certa stabilità, dopo il costante incremento registrato nell ultimo decennio (Fig. 79). Per effetto di tale incremento, il rapporto tra debiti e reddito disponibile è passato, in Italia, dal 4 per cento nel all 8 per cento a fine 212, attestandosi su livelli inferiori a quelli osservati nei maggiori paesi dell Area euro di circa dieci punti percentuali. Nell Area euro il tasso di crescita dei crediti alle famiglie per l acquisto di abitazioni si è mantenuto positivo per tutto il 213, sebbene a livelli molto bassi rispetto a quelli registrati nel periodo precedente alla crisi finanziaria. Il credito al consumo, invece, ha continuato a ridursi. Relazione per l anno

6 Fig. 79 Passività finanziarie e tipologie di prestiti nell Area euro passività finanziarie su reddito disponibile (dati annuali) tipologie di prestiti (variazioni percentuali; dati mensili 14% da dicembre 24 a dicembre 212) 16 12% 12 1% 8 8% 4 6% 4% 2% -4 % dic-4 dic-5 dic-6 dic-7 dic-8 dic-9 dic-1 dic-11 dic-12 dic-13 Germania Italia Francia Spagna credito al consumo acquisto abitazioni altri Fonte: elaborazioni su dati Bce, Banca d Italia, Eurostat, Ocse. Nel corso del 213 i flussi di investimento delle famiglie nell Area euro hanno mostrato un netto incremento degli acquisti di azioni (quotate e non), dopo la contrazione sperimentata negli anni successivi alla crisi subprime e alla crisi del debito sovrano in Europa. Il saldo tra attività e passività finanziarie si è mantenuto positivo in tutti i principali paesi dell Area euro, pur risultando inferiore in Italia e Spagna rispetto a Germania e Francia (Fig. 8). A fine 212 in Italia i flussi di investimento netti si attestavano al 2 per cento circa del reddito disponibile delle famiglie. Il dato, sostanzialmente stabile rispetto al 211, rappresenta il livello minimo a partire dal. Fig. 8 Flussi di attività e passività finanziarie nell Area euro (dati annuali in percentuale sul reddito disponibile) Area euro saldo acquisizioni attività e passività finanziarie altre attività finanziarie circolante passività finanziarie azioni e partecipazioni saldo acquisizioni attività e passività finanziarie Q Germania Francia Spagna Italia Fonte: Eurostat. 115 L evoluzione del quadro di riferimento

7 2 Le scelte di portafoglio delle famiglie e il servizio di consulenza in Italia Nel 213 la partecipazione dei risparmiatori italiani ai mercati finanziari, espressa dalla percentuale di famiglie che investono in strumenti rischiosi (azioni, obbligazioni, risparmio gestito e polizze vita), è lievemente aumentata rispetto al 212 passando dal 24,7 al 26,3 per cento circa. Tale dato continua a essere significativamente inferiore al valore del 27, quando si attestava a circa il 38 per cento, per effetto delle crisi che si sono susseguite negli ultimi anni (Fig. 81). Fig. 81 Diffusione dei prodotti e strumenti finanziari fra le famiglie italiane (percentuale di famiglie che detiene il prodotto o strumento finanziario indicato) titoli di Stato italiani fondi o Sicav obbligazioni bancarie italiane azioni di società quotate italiane obbligazioni italiane non bancarie prodotti a capitale o rendimento garantito obbligazioni estere azioni estere gestioni patrimoniali programmi misti (polizze-fondi) azioni di società non quotate italiane derivati % 1% 2% 3% 4% 5% 6% 7% 8% 9% 1% 11% 12% 13% 14% Fonte: elaborazioni su dati GfK Eurisko - Multifinanziaria Retail Market (dati di sondaggio su un campione di circa 2.5 famiglie italiane). Confronta Note metodologiche. L investimento in titoli di Stato italiani continua a registrare il maggior tasso di partecipazione (poco più del 12 per cento), pur risultando a fine 213 in calo di quasi un punto percentuale rispetto all anno precedente. Sono sostanzialmente stabili, invece, i dati relativi alla quota di famiglie che detengono, rispettivamente, obbligazioni bancarie (9,5 per cento a fine 213) e fondi comuni o Sicav (6 per cento). È lievemente aumentata la percentuale di investitori in azioni quotate italiane (dal 2,9 per cento a fine 212 al 3,5 per cento) e in obbligazioni estere (1,4 per cento corrispondente a +,6 punti percentuali). L evidenza sulla composizione del portafoglio delle famiglie è in linea con quella relativa alla partecipazione ai mercati finanziari (Fig. 82). La quota delle attività finanziarie investite in titoli di Stato si è contratta, infatti, di circa 4 punti percentuali (passando dal 17,1 per cento nel dicembre 212 al 13,7 per cento nel dicembre 213); nello stesso periodo l investimento in prodotti del Relazione per l anno

8 risparmio gestito ha mostrato un lieve aumento portandosi all 11 per cento (+,4 punti percentuali), mentre quello in obbligazioni (italiane ed estere) si è contratto dal 15,4 al 13,8 per cento. Anche il dato relativo alle azioni ha subito una flessione, passando dal 5,3 al 4,2 per cento delle attività finanziarie in portafoglio (Fig. 82). L investimento in depositi e risparmio postale, infine, rimane stabile attorno al 47 per cento e nettamente superiore al dato relativo al 27, quando si attestava al 38 per cento circa. Fig. 82 Composizione del portafoglio delle famiglie italiane attività finanziarie polizze azioni risparmio gestito obbligazioni titoli di Stato depositi e risparmio postale % 5% 1% 15% 2% 25% 3% 35% 4% 45% 5% polizze azioni risparmio gestito obbligazioni titoli di Stato depositi e risparmio postale media semplice della quota investita % 1% 2% 3% 4% 5% 6% 7% 8% Fonte: stime su dati GfK Eurisko - Multifinanziaria Retail Market. Confronta Note metodologiche. La voce depositi e risparmio postale include i depositi in c/c bancari e postali, i libretti di risparmio bancari e postali, i depositi in valute diverse dall euro, i pronti contro termine, i certificati di deposito. La voce risparmio gestito include fondi comuni e Sicav italiani ed esteri, programmi di accumulo (Pac), gestioni patrimoniali mobiliari (Gpm) e in fondi (Gpf), programmi misti polizze-fondi, servizi di gestione della liquidità. La voce polizze include le polizze del ramo III e V, i prodotti a capitalizzazione, le polizze multiramo, i piani pensionistici integrativi. La ricchezza finanziaria non include il circolante. Il ricorso al servizio di consulenza da parte degli investitori retail rimane poco diffuso. A fine 213, la quota di famiglie che ricevono proposte di investimento personalizzate dal proprio consulente finanziario, sebbene in aumento rispetto all anno precedente, continua a essere inferiore al dato rilevato prima del default Lehman (Fig. 83). Quasi la metà di queste famiglie, inoltre, non sa distinguere le modalità con le quali riceve il servizio. Tale dato risulta coerente con il basso livello di financial literacy che, come noto, caratterizza l investitore italiano medio (Riquadro 3). 117 L evoluzione del quadro di riferimento

9 Riquadro 3 La financial literacy in Italia. Evidenze dall'indagine su 'L'approccio alla finanza e agli investimenti delle famiglie italiane' Nel 213, la Consob ha commissionato a GfK Eurisko un'indagine tesa a rilevare, presso un campione di oltre mille soggetti, informazioni specifiche in merito a: livello di conoscenze in ambito finanziario, atteggiamenti comportamentali più diffusi nella fase della scelta di investimento e situazione finanziaria, in termini di stabilità e prospettive del reddito, indebitamento e adesione a forme di previdenza complementare. Il campione cui è stata rivolta l'intervista è stato costruito in modo tale da risultare rappresentativo di circa 2,5 milioni di famiglie italiane, per territorio, sesso, età, istruzione, professione e reddito. Dei 1.2 intervistati, 787 sono uomini e 233 donne, residenti per quasi il 49 per cento al nord, per il 21 per cento circa al centro e per il restante 3 per cento al sud e sulle isole; 335 hanno un livello di istruzione corrispondente alla licenza media inferiore, 525 hanno proseguito gli studi, ma senza conseguire la laurea, 16 si sono laureati o hanno conseguito titoli post-lauream. Con particolare riferimento alla financial literacy, è stata accertata anzitutto la conoscenza e la comprensione di nozioni fondamentali, quali il concetto di inflazione, il principio di diversificazione del rischio e la relazione tra rischio e rendimento. Il 68 per cento degli intervistati ha dimostrato di conoscere i concetti di potere d'acquisto della moneta e di riduzione nel tempo del valore delle somme detenute; il restante 3 per cento riferisce di non conoscere la risposta o indica opzioni errate. La percentuale di soggetti che rispondono correttamente si riduce in corrispondenza della domanda in merito alla diversificazione del rischio: solo il 53 per cento degli intervistati ha indicato l'alternativa corretta, la quota restante non era in grado di rispondere (22 per cento) ovvero lo ha fatto in modo errato (26 per cento). Percentuali analoghe si rilevano con riferimento alla conoscenza della relazione tra il rischio e il rendimento di un prodotto finanziario. La distribuzione dei soggetti per livello di conoscenza e genere mostra che la percentuale di uomini che risponde correttamente è mediamente più elevata di dieci punti rispetto alle donne. Il livello di istruzione appare correlato positivamente con la capacità di rispondere correttamente a tutte le domande: in corrispondenza della fascia di istruzione più elevata, la percentuale di soggetti che risponde correttamente alla domanda sulla diversificazione del rischio, in particolare, è di circa 35 punti più alta. Anche la distribuzione per area geografica sembra rilevante: i soggetti residenti nelle regioni meridionali e insulari che rispondono correttamente a ciascuna delle tre domande sono in media il 1 per cento in meno di quelli residenti al centro e al nord Italia. Relazione per l anno

10 D1. Immagini di vincere 1. euro alla lotteria; prima di poter ricevere tale somma, dovrà però attendere un anno (in questo anno i 1. euro non saranno investiti). Nell ipotesi in cui il tasso d inflazione sia pari al 2%, tra un anno Lei potrà comprare: più cose di quante ne potrò comprare oggi ricevendo il denaro immediatamente 4% le stesse cose che posso comprare oggi 11% meno cose di quante ne posso comprare oggi 68% non so 17% % 2% 4% 6% 8% D2. Che cosa pensa che significhi diversificare gli investimenti? investire in un numero elevato di titoli investire a lungo termine 4% 6% avere investimenti caratterizzati da rischi non collegati tra loro alternare gli investimenti purchè caratterizzati dallo stesso tipo di rischio 16% 53% non so 22% % 2% 4% 6% D3. Sa indicare che relazione c'è tra il rendimento e il rischio di un prodotto finanziario? diretta: al crescere dell'uno cresce anche l'altro 53% inversa: al crescere dell'uno l'altro si riduce 12% nessuna relazione 7% non so 29% % 2% 4% 6% Percentuale di soggetti che hanno risposto correttamente alle domande in merito a inflazione, diversificazione del rischio e relazione tra rischio e rendimento soggetti che hanno risposto correttamente a: tutte e 3 le domande 2 domande su 3 una domanda su 3 nessuna delle 3 domande 1% 8% 6% 4% 2% % m f basso medio alto nord centro sud sesso livello istruzione area geografica Fonte: elaborazioni su dati GfK Eurisko Osservatorio su 'L'approccio alla finanza e agli investimenti delle famiglie italiane'. 119 L evoluzione del quadro di riferimento

11 La percentuale di famiglie che ricevevano proposte di investimento personalizzate e riferite a uno specifico strumento finanziario (cosiddetta consulenza MiFID ) si è portata, a dicembre 213, attorno all 8 per cento (7 per cento a fine 212). È risultata in flessione, invece, la quota di investitori retail che ricevono proposte che non si riferiscono a uno specifico strumento finanziario ( consulenza generica ), ovvero dichiarano di avere un consulente di fiducia dal quale, tuttavia, non ricevono proposte di investimento ( consulenza passiva ). Nel primo caso si è registrato un calo di circa 4 punti percentuali (dal 17 per cento nel 212 al 13,4 per cento nel 213), mentre nel secondo caso la riduzione è stata più marcata (-1 punti percentuali), portando il dato al 41 per cento circa. Infine, è cresciuta in maniera significativa la percentuale di famiglie che dichiarano di decidere senza alcun supporto da parte degli intermediari finanziari ( nessuna consulenza ), raggiungendo il 38 per cento circa (+11 punti percentuali rispetto al 212). Tra coloro che si avvalgono dei servizi di consulenza MiFID, si sono ridotte sia la percentuale di investitori che sostiene di aver ricevuto una proposta di investimento a seguito di una sua specifica richiesta (dall 8 al 7 per cento) sia la quota di famiglie che è stata coinvolta dall intermediario (dal 54 al 49 per cento). È in deciso aumento, invece, il peso di chi non ricorda oppure non risponde (dal 38 al 45 per cento). Fig. 83 Caratteristiche del servizio di consulenza finanziaria alle famiglie in Italia 1% diffusione del servizio di consulenza 1% distribuzione delle famiglie che ricevono servizi di consulenza MiFID in base alla modalità con la quale ricevono il servizio 8% 8% 6% 6% 4% 4% 2% 2% % % servizio di consulenza MiFID consulenza generica consulenza passiva nessuna consulenza famiglie che non sanno distinguere la modalità con la quale ricevono il servizio famiglie che ricevono una proposta di investimento su iniziativa dell'intermediario famiglie che ricevono una proposta di investimento a seguito di una loro specifica richiesta Fonte: elaborazioni su dati GfK Eurisko - Multifinanziaria Retail Market. Confronta Note metodologiche. Il gruppo consulenza passiva include le famiglie che dichiarano di avere un consulente di fiducia per gli investimenti del quale, tuttavia, non sono state contattate negli ultimi 12 mesi. Il gruppo consulenza generica include le famiglie che hanno un consulente di fiducia, dal quale vengono contattate senza ricevere proposte di investimento relative a specifici strumenti finanziari. Il gruppo servizio di consulenza MiFID include le famiglie che vengono contattate dal proprio consulente di fiducia per gli investimenti e ricevono proposte di investimento personalizzate e riferite a uno specifico strumento finanziario. La propensione a investire con il supporto di un intermediario è correlata positivamente con il livello di istruzione, sebbene la quota di Relazione per l anno

12 investitori con diploma di laurea che hanno scelto di non avvalersi della consulenza sia aumentata, rispetto al 27, portandosi su valori comparabili a quelli registrati per altre categorie di investitori (Fig. 84). La distribuzione degli investitori retail per tipologia di consulenza e grado di istruzione mostra che la percentuale delle famiglie che usufruiscono del servizio di consulenza MiFID è maggiore per il campione dei soggetti laureati (2 per cento circa a dicembre 213, a fronte del 15 per cento circa nel 27), rispetto al campione dei soggetti con titolo di studio inferiore (stabile attorno al 6 per cento). Anche per il 213 trova conferma la relazione positiva tra diversificazione delle attività finanziarie detenute e ricorso al servizio di consulenza MiFID. Il portafoglio di coloro che si rivolgono a un consulente per le proprie scelte di investimento include almeno un prodotto finanziario rischioso in circa il 75 per cento dei casi (rispetto a circa il 7 per cento rilevato per famiglie che decidono in autonomia). Fig. 84 Servizio di consulenza per livello di istruzione e partecipazione al mercato finanziario 1% grado di istruzione 1% partecipazione al mercato 8% 75% 6% 4% 5% 2% 25% % diploma di laurea titolo di studio inferiore diploma di laurea titolo di studio inferiore % nessuna consulenza consulenza passiva consulenza generica servizio di consulenza MiFID servizio di consulenza MiFID consulenza passiva consulenza generica nessuna consulenza investitori che detengono almeno un asset rischioso investitori che non detengono asset rischiosi Fonte: elaborazioni su dati GfK Eurisko - Multifinanziaria Retail Market. Confronta Note metodologiche. Il gruppo consulenza passiva include le famiglie che dichiarano di avere un consulente di fiducia per gli investimenti del quale, tuttavia, non sono state contattate negli ultimi 12 mesi. Il gruppo consulenza generica include le famiglie che hanno un consulente di fiducia, dal quale vengono contattate senza ricevere proposte di investimento relative a specifici strumenti finanziari. Il gruppo servizio di consulenza Mifid include le famiglie che vengono contattate dal proprio consulente di fiducia per gli investimenti e ricevono proposte di investimento personalizzate e riferite a uno specifico strumento finanziario. Per prodotti o strumenti finanziari rischiosi si intendono azioni, obbligazioni, risparmio gestito e polizze vita. A fine 213, infine, si rileva un aumento del livello di soddisfazione per i consigli ricevuti dal consulente, in decisa inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti (Fig. 85). In particolare, la percentuale di investitori che dichiarano un basso livello di soddisfazione per il servizio di consulenza MiFID ha registrato una flessione di circa 8 punti percentuali (dal 15,7 all 8 per cento circa), equivalente all incremento della 121 L evoluzione del quadro di riferimento

13 quota di famiglie che esprimono, invece, un livello di soddisfazione elevato (da poco meno del 1 per cento al 19 per cento circa). Fig. 85 Grado di soddisfazione delle famiglie italiane per il servizio di consulenza finanziaria (percentuali sul totale delle famiglie raggruppate per tipologia di servizio di consulenza ricevuto) 3% 212 3% % 25% 2% 2% 15% 15% 1% 1% 5% 5% % % basso elevato servizio di consulenza MiFID consulenza generica consulenza passiva basso elevato Fonte: nostre elaborazioni su dati GfK Eurisko - Multifinanziaria Retail Market. Confronta Note metodologiche. Si assume che una famiglia abbia un elevato livello di soddisfazione rispetto ai servizi di consulenza ricevuti quando alla domanda Complessivamente, quanto è soddisfatto del suo consulente di fiducia per gli investimenti la risposta è Molto. Si assume che una famiglia abbia un basso livello di soddisfazione rispetto ai servizi di consulenza ricevuti quando alla domanda Complessivamente, quanto è soddisfatto del suo consulente di fiducia per gli investimenti la risposta è Poco o nulla. Il gruppo consulenza passiva include le famiglie che dichiarano di avere un consulente di fiducia per gli investimenti dal quale, tuttavia, non sono state contattate negli ultimi 12 mesi. Il gruppo consulenza generica include le famiglie che hanno un consulente di fiducia, dal quale vengono contattate senza ricevere proposte di investimento relative a specifici strumenti finanziari. Il gruppo servizio di consulenza MiFID include le famiglie che vengono contattate dal proprio consulente di fiducia per gli investimenti e ricevono proposte di investimento personalizzate e riferite a uno specifico strumento finanziario. 3 I prodotti del risparmio gestito Nel 213 il patrimonio riferibile ai prodotti del risparmio gestito collocati in Italia ha continuato ad aumentare, passando da 1.14 miliardi di euro a fine 212 a miliardi (+7 per cento circa). Tale andamento è riconducibile in parte alla dinamica della raccolta netta, che è risultata positiva e pari a 48 miliardi di euro circa (Fig. 86). In particolare, i fondi comuni promossi da intermediari esteri hanno registrato l incremento di patrimonio più significativo (+3 per cento), seguiti dai fondi comuni italiani (+13 per cento) e dai fondi pensione (+8 per cento), mentre il dato è rimasto sostanzialmente stabile per le gestioni individuali e le polizze vita rami III e V. Per quanto riguarda l andamento della raccolta, i prodotti che hanno registrato il maggior afflusso di risorse sono rappresentati dai fondi comuni italiani (+27 miliardi di euro) ed esteri (+2 miliardi), seguiti dai fondi pensione (+12 miliardi). Le polizze vita dei rami III e V hanno sperimentato, invece, un deflusso di capitali pari a 5 miliardi. Relazione per l anno

14 Fig. 86 Patrimonio e raccolta netta dei prodotti del risparmio gestito collocati in Italia 1.25 patrimonio 8 raccolta netta fondi comuni promossi da intermediari italiani fondi comuni promossi da intermediari esteri gestioni patrimoniali individuali polizze vita rami III e V fondi pensione Fonte: elaborazioni su dati Ania, Assogestioni, Banca d Italia e Covip. Dati di fine periodo. I dati sui fondi comuni distribuiti in Italia comprendono i fondi di diritto italiano controllati da intermediari esteri, i fondi aperti (armonizzati e non) di diritto italiano e quelli di diritto estero promossi da intermediari italiani (cosiddetti fondi roundtrip); sono inclusi i fondi di fondi. I dati relativi alle gestioni patrimoniali individuali sono al netto degli investimenti in quote di fondi comuni. I dati relativi alle polizze vita si riferiscono al lavoro diretto italiano (sono cioè escluse le attività riassicurate e quelle svolte da compagnie estere operanti in Italia) Totale Il numero di fondi esteri commercializzati in Italia è aumentato nel 213 passando da 4.9 unità nel 212 a 4.74, per effetto dell incremento del numero di società con sede in Lussemburgo e Irlanda (Fig. 87). Fig. 87 Numero di fondi di diritto estero commercializzati in Italia e numero di società estere autorizzate alla commercializzazione di fondi per sede legale società con sede in altri paesi società con sede in Irlanda società con sede nel Lussemburgo numero fondi esteri commercializzati in Italia - scala di destra Fonte: prospetti informativi. Nel 213 si è osservato un significativo incremento del patrimonio dei fondi comuni distribuiti in Italia (Fig. 88). Tale dinamica è ascrivibile, principalmente, all aumento del patrimonio dei fondi azionari (+6 per cento circa). Anche il patrimonio dei fondi bilanciati e flessibili è cresciuto (rispettivamente del 19 e del 26 per cento circa), a fronte della 123 L evoluzione del quadro di riferimento

15 sostanziale stabilità dei fondi obbligazionari e di liquidità e del calo del patrimonio riferibile agli hedge funds (-27 per cento circa). Fig. 88 Patrimonio netto dei fondi comuni collocati in Italia 55 consistenze (miliardi di euro) 1% composizione percentuale % 8% 7% 6% 5% 4% 3% 2% 1% % azionari bilanciati obbligazionari liquidità flessibili hedge Fonte: Assogestioni. I dati si riferiscono ai fondi di diritto italiano controllati da intermediari esteri, i fondi aperti (armonizzati e non) di diritto italiano e quelli di diritto estero promossi da intermediari italiani (cosiddetti fondi roundtrip); sono inclusi i fondi di fondi. Per i fondi domiciliati all estero i dati si riferiscono al patrimonio complessivo. Nell ambito dei fondi comuni collocati in Italia, la raccolta netta dei fondi domiciliati all estero ha evidenziato un incremento; invertendo la tendenza degli anni precedenti, anche i fondi domiciliati in Italia hanno registrato nel 213 una dinamica analoga (Fig. 89). Fig. 89 Raccolta netta dei fondi comuni collocati in Italia (miliardi di euro) 4 per categoria dei fondi 4 per domicilio dei fondi azionari bilanciati obbligazionari liquidità flessibili hedge fondi domiciliati in Italia fondi domiciliati all'estero Fonte: Assogestioni. I dati si riferiscono ai fondi di diritto italiano controllati da intermediari esteri, i fondi aperti (armonizzati e non) di diritto italiano e quelli di diritto estero promossi da intermediari italiani (cosiddetti fondi roundtrip); sono inclusi i fondi di fondi. Per i fondi domiciliati all estero i dati si riferiscono alla sola raccolta presso sottoscrittori italiani fino al 24; per gli anni successivi includono anche la raccolta presso sottoscrittori esteri. Relazione per l anno

16 L afflusso di capitali ha riguardato i fondi flessibili (+15 miliardi di euro), quelli obbligazionari (+7 miliardi) e, in misura meno consistente, i fondi bilanciati e azionari; viceversa, per i fondi hedge e di liquidità i riscatti sono stati superiori alla raccolta. Con riferimento alla composizione del patrimonio di fondi comuni aperti di diritto italiano e gestioni patrimoniali, nel 213 la quota investita in titoli di Stato è risultata in lieve calo rispetto all anno precedente, portandosi sui livelli osservati nel 27 (rispettivamente 4 e 42 per cento del totale). È lievemente cresciuta la quota riferibile ad azioni italiane ed estere, mentre sono sostanzialmente stabili (e pari al 37 per cento circa) gli investimenti in obbligazioni estere (Fig. 9). Fig. 9 Composizione del portafoglio dei fondi comuni aperti di diritto italiano e delle gestioni patrimoniali individuali 1% fondi 1% gestioni patrimoniali 8% 8% 6% 6% 4% 4% 2% 2% % % titoli di Stato italiani obbligazioni italiane obbligazioni estere azioni italiane azioni estere Fonte: elaborazioni su dati Banca d Italia. La quota investita in Oicr dalle gestioni individuali è stata allocata alle altre attività finanziarie sulla base della composizione di portafoglio dei fondi comuni di diritto italiano nell anno di riferimento. I dato delle obbligazioni estere includono i titoli pubblici esteri e i dati delle azioni includono quelli degli Oicr. Il patrimonio gestito dei fondi collegati a polizze unit linked ha registrato un netto incremento dei fondi obbligazionari e una significativa riduzione di quelli flessibili (Fig. 91). I fondi obbligazionari pesano per il 37 per cento sul patrimonio gestito dei fondi comuni collegati a polizze unit linked (29 per cento nel 212). Quote consistenti sono, inoltre, riferibili ai fondi azionari e flessibili (il cui patrimonio rappresenta, rispettivamente, il 24 e il 27 per cento del totale). Nel 213 si è osservato, infine, un deciso calo dei fondi garantiti, passati dal 16 per cento registrato nel 212 al 5 per cento del totale del patrimonio gestito. 125 L evoluzione del quadro di riferimento

17 Fig. 91 Composizione del patrimonio gestito dei fondi collegati alle polizze unit linked per tipologia di fondo per tipologia di garanzia finanziaria 1% 1% 8% 8% 6% 6% 4% 4% 2% 2% % % liquidità obbligazionario azionario bilanciato flessibile garantiti protetti senza garanzie finanziarie Fonte: elaborazioni su dati Ania. Nel confronto internazionale l Italia continua a caratterizzarsi per un livello contenuto del patrimonio investito in fondi comuni, pur mostrando una sostanziale stabilità rispetto al biennio precedente. La raccolta netta è risultata positiva nella maggior parte delle economie europee pur a fronte di contrazioni significative registrate dai fondi internazionali e francesi (Fig. 92). Fig. 92 Patrimonio e raccolta netta dei fondi comuni in Europa (miliardi di euro) patrimonio 2 15 raccolta netta fondi Francia Germania Regno internazionali Unito Italia altri paesi europei -1 fondi Francia Germania Regno internazionali Unito Italia altri paesi europei Fonte: Lipper Fmi. I fondi sono classificati sulla base del paese dal quale derivano la quota preponderante del patrimonio; tale criterio di classificazione può essere diverso sia da quello del paese di domicilio del fondo, come accade per i fondi cosiddetti roundtrip, sia da quello del paese di residenza dell intermediario promotore. I fondi internazionali sono quelli domiciliati in Irlanda e Lussemburgo per i quali non è possibile identificare un singolo paese che concorre per almeno l 8 per cento al patrimonio complessivo (cosiddetti puri cross border ). Gli altri paesi europei sono Svizzera, Spagna, Belgio, Svezia, Austria, Olanda, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Portogallo, Grecia. Sono esclusi i fondi di fondi. Relazione per l anno

18 Il patrimonio riferibile ai fondi internazionali puri (ossia quelli domiciliati in Irlanda e Lussemburgo, per i quali non è possibile identificare un singolo paese che concorre per almeno l 8 per cento al patrimonio complessivo) e a quelli francesi è calato (rispettivamente del 1 e del 48 per cento), mentre quello relativo ai fondi domiciliati nel Regno Unito ha visto un lieve incremento (del 7 per cento circa). In Germania e negli altri paesi europei si è registrata, invece, una sostanziale stabilità. Con riferimento alla raccolta, mentre nel Regno Unito, in Germania e negli altri paesi europei l afflusso di capitali si è attestato rispettivamente a 9, 6 e 32 miliardi, in Francia si è registrato un deflusso di 4 miliardi di euro. Anche i fondi internazionali puri hanno sperimentato una contrazione della raccolta da 18 miliardi di euro a poco meno di 16 miliardi (-14 per cento circa rispetto al 212). 127 L evoluzione del quadro di riferimento

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