Fenomeni deterministici e aleatori
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- Gabriella Milano
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1 Fenomeni deterministici e aleatori Problemi di predizione fenomeni deterministici: data la legge di evoluzione di un sistema, e note le condizioni iniziali, prevedo con buona precisione il comportamento futuro del sistema es. lascio cadere un corpo di massa m da una certa altezza (condizioni iniziali: altezza, velocità iniziale,...) della torre di Pisa e posso prevedere la velocità finale del corpo all'impatto col suolo... fenomeni casuali (aleatori, stocastici): fenomeni che non possono essere previsti con precisione (ma che possiamo comunque stimare). Le variabili che sottendono questi fenomeni si dicono aleatorie (o stocastiche o casuali) es. lancio di una moneta: non posso dire con certezza se al prossimo lancio risulterà testa o croce*... *...ma è davvero così?
2 La moneta (non truccata) deterministica The American Mathematical Monthly, Vol. 93, No.3 (1986), pp
3 La moneta (non truccata) deterministica P. Diaconis, S. Holmes, R. Montgomery. Dynamical bias in the coin toss. SIAM Review (2007) 49: implicazioni epistemologiche...
4 Fenomeni aleatori che cosa possiamo dire di un fenomeno (esperimento) aleatorio? es. estraiamo una pallina da un'urna che ne contiene 999 bianche e 1 rossa. Ci aspettiamo di estrarre una pallina bianca e consideriamo l'estrazione di una pallina rossa un fatto piuttosto eccezionale. Possiamo quantificare la nostra previsione? problema noto fino dall'antichità (es. gioco dei dadi) concetto di probabilità
5 Fenomeni aleatori
6 Probabilità concetto (complicato) antico e legato al gioco d'azzardo Galileo Galilei ( ) primo ad affrontare in modo matematicamente corretto i problemi dei giochi d'azzardo (trattato: Sopra le scoperte dei dadi) Blaise Pascal ( ) e Pierre de Fermat ( ) risolvono un problema sollevato dal cavalier de Méré (un aristocratico sfaccendato dedito al gioco d'azzardo) sul gioco dei dadi Jacob Bernoulli ( ) scrive l'ars Conjectandi (opera pubblicata postuma nel 1713) dove fonda il calcolo delle probabilità
7 Probabilità David Hilbert ( ) al secondo congresso Internazionale di Matematica, Parigi 1900, propone 23 sfide matematiche del secolo (molte peraltro ancora non risolte). Problema 6: assiomatizzare tutta la fisica, e in particolare quelle parti, come la meccanica e la teoria delle probabilità, in cui la matematica risulta essenziale
8 Probabilità Andrej Nikolaevič Kolmogorov ( )
9 Probabilità: approccio assiomatico Probabilità: terna dove è un insieme è una σ-algebra di parti di è una probabilità su è una famiglia di parti dell'insieme es. se, cioè è l'insieme di tutti i sottoinsiemi di allora σ-algebra: serie di operazioni (di misure) sui sottoinsiemi, e in particolare se: allora: probabilità di elementi di e tale che: a due a due disgiunti, allora e se è una successione
10 Probabilità: approccio assiomatico es. estrazione di 6 palline da un'urna 1 4 insieme di tutti i possibili risultati 2 6 tutte le parti di 3 5 ma: 6 4 dunque: L'evento si può scrivere come unione disgiunta e dunque: 5
11 Probabilità: approccio soggettivista Bruno de Finetti ( ) La probabilità non è nient'altro che il grado di fiducia (speranza, timore,..) nel fatto che qualcosa di atteso (temuto, o sperato, o indifferente) si verifichi e risulti vero "La verità di un asserzione, di una proposizione, si può intendere in due modi: o, in senso obiettivo, come conformità a una realtà esterna, concepita come indipendente da noi, o, in senso soggettivo, come conformità alle nostre opinioni, impressioni, sensazioni.la logica è la scienza che dalla verità o dalla falsità di certe premesse insegna a dedurre e concludere la verità o falsità di certe conseguenze; a seconda del senso che daremo al concetto di verità avremo dunque due modi diversi di concepire la logica. Se la verità si concepisce in senso obbiettivo, la logica appare come una proprietà di cui deve godere il mondo reale, come una specie di legge esteriore che regola la verità o la falsità, in senso obbiettivo, di certe proposizioni. Se ci si limita invece all aspetto soggettivo, la logica non riguarda che i processi mentali, e non insegna se non la coerenza del pensiero in sé stesso. Questa seconda accezione è più generale e più larga dell altra, perché indipendente da ogni particolare precisazione del valore da dare al concetto di vero o di falso. Di molte asserzioni, o proposizioni, spesso non sappiamo dire se sono vere o false (ad es. per quasi tutto ciò che riguarda gli eventi futuri), ma soltanto se sono più o meno verosimili o probabili. Anche qui si presentano le due alternative: di concepire tale valutazione di probabilità come avente un senso obiettivo, o come avente semplicemente un senso soggettivo. Quasi sempre si cerca, anche con grandi sforzi, di persuadere e di persuadersi dell esistenza di un significato obbiettivo; tutti questi sforzi ebbero però sempre un esito poco soddisfacente, tanto vero che nessuna definizione o concezione di probabilità ha mai saputo imporsi o affermarsi. ll calcolo delle probabilità è la logica del probabile. Come la logica formale insegna a dedurre la verità o falsità di certe conseguenze dalla verità o falsità di certe premesse, così il calcolo delle probabilità insegna a dedurre la maggiore o minore verosimiglianza o probabilità di certe conseguenze dalla maggiore o minore verosimiglianza o probabilità di certe premesse. Per chi attribuisca alla probabilità un significato obbiettivo, il calcolo delle probabilità dovrebbe avere un significato obiettivo, i suoi teoremi esprimere delle proprietà che nel campo del reale risultano soddisfatte. Ma è inutile fare simili ipotesi. Basta limitarsi alla concezione soggettiva, considerare cioè la probabilità come grado di fiducia sentito da un dato individuo nell'avverarsi di un dato evento, e si può dimostrare che i noti teoremi del calcolo delle probabilità sono condizioni necessarie e sufficienti perché le opinioni di un dato individuo non siano intrinsecamente contraddittorie e incoerenti." Fondamenti logici del ragionamento probabilistico Bollettino dell'unione Matematica Italiana, anno IX, N.5, 1930
12 Probabilità: approccio frequentista Legge empirica del caso: supponiamo di fare un esperimento che consiste nella ripetizione di un certo numero di prove N, e sia ni il numero di volte che compare l'esito i. Cioè: Es. misuro il numero di mitocondri in un campione di 50 cellule e ottengo la sequenza: dati = {44, 47, 53, 44, 49, 52, 43, 45, 58, 52, 48, 55, 49, 50, 47, 57, 47, 52, 50, 49, 55, 50, 52, 55, 46, 56, 44, 49, 45, 52, 50, 43, 48, 50, 57, 53, 54, 57, 56, 42, 49, 46, 51, 55, 49, 47, 48, 47, 57, 51} n48 = 3 (ovvero in una sequenza di N = 50 prove per 3 volte abbiamo ottenuto la misura 48 mitocondri) Allora: è la probabilità associata all'esito i-esimo
13 Probabilità: approccio frequentista da segue: la somma di tutti i possibili risultati - mutualmente esclusivi - è 1:
14 Probabilità: regole fondamentali Regole: 1. due eventi A e B sono mutualmente esclusivi (o incompatibili) se: 2. se due eventi A e B sono incompatibili, la probabilità che si verifichi O l'uno O l'altro evento è: 3. due eventi A e B sono indipendenti se il verificarsi di uno dei due NON influenza il verificarsi dell'altro 4. se due eventi A e B sono indipendenti, la probabilità che se verifichi l'uno E l'altro è:
15 Somma: eventi incompatibili es. lancio di un dado (a 6 facce): qual è la probabilità che esca un numero pari a 3 O un numero superiore a 3? 1. in un lancio può uscire SOLO un numero e dunque l'evento è uscito un dato numero è incompatibile col fatto che contemporaneamente possa uscire anche un altro numero 2. poiché: allora:
16 Somma: generalizzazione Se due eventi NON sono incompatibili allora:
17 Somma: generalizzazione es. semplice: lancio un dado. Qual è la probabilità che esca un numero inferiore o uguale a 2 oppure un numero pari?
18 Prodotto 4. se due eventi A e B sono indipendenti, la probabilità che se verifichi l'uno E l'altro è: es. classico: lancio di due dadi. Qual è la probabilità che esca il numero 2 da un dado e 3 dall'altro? 1. il lancio di un dado NON condiziona il lancio dell'altro dado, dunque i due lanci sono indipendenti 2.
19 Somma e Prodotto es. meno semplice: qual è la probabilità che lanciando un dado per due volte esca almeno un 6? 1. usiamo la regola della somma per calcolare la probabilità che esca il numero 6 in un solo lancio NB!! 2. al secondo lancio abbiamo 4 possibili esiti: 3. i primi tre esiti contengono il numero 6. Dunque:
20 Somma e Prodotto es. meno semplice: qual è la probabilità che lanciando un dado per due volte esca almeno un 6? metodo FURBO: osserviamo che: e che in tutti gli altri casi si ottiene almeno un 6. Ricordando che:
21 Prodotto: generalizzazione se due eventi A e B sono indipendenti, la probabilità che se verifichi l'uno E l'altro è: se due eventi A e B NON sono indipendenti, la probabilità che se verifichi l'uno E l'altro è: probabilità condizionata di B = probabilità di B dato il verificarsi di A NB cioè: la probabilità dell'evento B assume un nuovo valore se è verificato l'evento A
22 Prodotto: generalizzazione es. giochiamo alla roulette i numeri 3, 13, 22. La probabilità di vincere è: ora veniamo a sapere che la roulette è truccata e fa uscire solo numeri dispari. Come cambia la probabilità di vincere dato il fatto che escono solo numeri dispari?
23 Prodotto: generalizzazione
24 Teorema di Bayes si noti che: combinando assieme queste due equazioni si ottiene la relazione di Bayes:
25 Teorema di Bayes Il teorema di Bayes ha a che fare con il processo di formazione della conoscenza a partire dell'esperienza osservazioni che ottengo sotto l'ipotesi conoscenza a posteriori riguardo la verità di una ipotesi date le osservazioni conoscenza a priori riguardo la verità di una ipotesi PRIMA di aver analizzato le osservazioni costante di normalizzazione non dipendente dalle ipotesi La probabilità rappresenta uno stato della conoscenza piuttosto che una entità fisica reale (come nel caso frequentista)
26 Teorema di Bayes Thomas Bayes ( ) matematico e ministro presbiteriano. Problema: possiamo razionalmente inferire l'esistenza di Dio sulla base della nostra conoscenza del mondo (ovvero, date le osservazioni che facciamo sul mondo)?
27 Teorema di Bayes la sindrome di Down colpisce circa 1 feto su 1000 il tasso di identificazione del triplo test (test ormonale) è Questa, cioè, è la probabilità che un feto con sindrome di Down venga correttamente identificato il tasso di falsi positivi al triplo test è Questa, cioè, è la probabilità che un feto normale venga erroneamente identificato come positivo Domanda: qual è la probabilità che un feto sia malato se risulta positivo al test? Definiamo:
28 Teorema di Bayes Potranno risultare positivi al test sia i feti con sindrome di Down sia quelli non malati, dato che il test non è perfetto e ammette falsi positivi. Qui dobbiamo usare il teorema della probabilità totale: se A1 e A2 sono tutti i possibili valori di una data condizione e sono eventi mutualmente esclusivi, allora: nel caso specifico: dunque:
29 Teorema di Bayes...e finalmente: La probabilità che un feto sia malato se è risultato positivo al test è bassissima!! (solo 1.2 %)
30 Teorema di Bayes ulteriore esempio: un test diagnostico per una certa malattia sbaglia solo una volta ogni diecimila. Risulto positivo al test. Che probabilità ho di avere la malattia? la probabilità di risultare positivo al test anche se non sono malato NON è nulla manca l'informazione: qual'è la probabilità di avere la malattia? Supponiamo che la malattia colpisca 1 individuo su un milione e supponiamo che in Italia ci siano sessanta milioni di individui. Dunque: questi sono anche TUTTI positivi al test
31 Esercizi riassuntivi 1. (risolto da Galileo Galilei, ) Perché lanciando 3 dadi (da sei facce) e sommando il risultato è più facile ottenere il numero 10 piuttosto che il numero 9? 2. (posto da fra' Luca Pacioli, , frate francescano e allievo di Leonardo da Vinci) Due giocatori puntano 20 pistole ciascuno sull'esito del gioco testa/croce. Il primo che vince 6 volte prende tutta la posta di 40 pistole. Il gioco viene interrotto quando un giocatore ha vinto 5 volte e l'altro 3 volte. Come ridistribuire equamente la posta? 3. (posti dal cavalier de Méré a Blaise Pascal, , e Pierre de Fermat, ) Perché puntando sull'uscita di un 6 in 4 lanci di un dado è più facile vincere che perdere? Perché puntando sull'uscita di un doppio 6 in 24 lanci di una coppia di dadi è più facile perdere che vincere? 4. (posto e risolto da Angelo Vulpiani, professore di fisica teorica alla Sapienza di Roma, in Caso, probabilità e complessità, ed. Ediesse 2014) Rovesciamo un bicchiere di acqua putrida (es. 100 ml e proveniente dalla fogna di casa) nell'oceano. Aspettiamo del tempo che l'acqua putrida si mescoli ben bene. Poi prendiamo un bicchiere d'acqua dall'oceano. Quante molecole di acqua putrida che abbiamo gettato tempo prima sono contenute in questo bicchiere?
32 ...e dunque? A che cosa serve tutto questo? Riprendiamo queste considerazioni: Cosa fanno allora la statistica e la teoria delle probabilità? permettono di pianificare correttamente gli esperimenti di verifica permettono di descrivere e misurare diversi aspetti della natura basandosi su campioni (statistica descrittiva) permettono di stimare una grandezza incognita di una popolazione partendo dalle misure effettuate su campioni (inferenza statistica) forniscono un criterio oggettivo per accettare (e non rifiutare) l'ipotesi nulla oppure l'ipotesi alternativa...ma prima dobbiamo affrontare un passo ulteriore e tornare alle distribuzioni...
33 Distribuzioni discrete di Probabilità Distribuzione Uniforme
34 Distribuzioni discrete di Probabilità
35 Distribuzioni discrete di Probabilità Generalizziamo: una distribuzione discreta uniforme di probabilità definita tra un valore massimo b e un valore minimo a, ha: I valori b e a sono i parametri della distribuzione.
36 Distribuzioni discrete di Probabilità Come discusso in precedenza, anche nel caso della distribuzione discreta uniforme di probabilità, ha senso considerare la distribuzione cumulativa: i P[i] P[x i] 1 1/6 1/6 2 1/6 1/3 3 1/6 1/2 4 1/6 2/3 5 1/6 5/6 6 1/6 1 NB!!
37 This work is licensed under a Creative Commons AttributionNonCommercial 4.0 International License. see: Roberto Chignola Università di Verona [email protected]
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