AGGIORNAMENTO TECNICO FRUTTICOLO

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1 ASSOCIAZIONE REGIONALE GRUPPI COLTIVATORI SVILUPPO del PIEMONTE Supplemento a Coldiretti Informa n. 10 del 29/03/2011 Dir. Amm. B. Rivarossa - Dir. Resp. M. Pellegrino - Poste Italiane - Spedizione in Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46)1 art. 1, comma 2, DCB/CN Filiale di Cuneo Stampa in proprio Editore Federazione Provinciale Coltivatori Diretti di Cuneo FEASR Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: l Europa investe nelle zone rurali Programma di Sviluppo Rurale Misura Sottoazione B) Informazione in campo agricolo In collaborazione Settore frutticolo AGGIORNAMENTO TECNICO FRUTTICOLO DIFESA DRUPACEE DI INIZIO STAGIONE DIFESA POMACEE PER TICCHIOLATURA DISERBO FRUTTICOLE 2011 TOSSICITA API BUTTERATURA MELO TRATTAMENTI PER MIGLIORAMENTO FORMA MELE

2 -DRUPACEE- Difesa Pesco - Susino Albicocco BATTERIOSI: SI consiglia di intervenire ad inizio prossima settimana con l applicazione di prodotti rameici quali ad esempio poltiglia bordolese e ossicloruro tetraramico. Linea tecnica consigliata Fase Fenologica Principio Attivo Formulato DOSE Commerciale ml o g/hl l o Kg/ha Attività Collaterale Stadio A B Rame Poltiglia Bordolese ,5-7,5 Corineo Stadio A B Rame Ossicloruro Tetraramico ,5-6 Corineo Difesa Pesco BOLLA Negli ultimi due anni questo patogeno si è diffuso sempre più nei pescheti del nostro areale creando non pochi problemi per il suo contenimento. Le ultime stagioni invernali particolarmente umide ne hanno favorito la diffusione a larga scala e le segnalazioni di numerose infezione suggeriscono di condurre una lotta contenitiva già a partire da questa fase di gemma gonfia. La difesa da questa patologia è basata essenzialmente su trattamenti preventivi, in quanto al momento della manifestazione dei primi sintomi è già tardi per intervenire non essendo poi così efficaci i prodotti curativi a disposizione. Questo fungo sverna come blastoconidio sul tronco per cui è fondamentale intervenire in bruno per ridurre l inoculo presente e mantenere un adeguata copertura dei vari organi della pianta. successivamente, a rottura gemme, l eventuale miscela con l olio minerale potrebbe dare origine a fitotossicità. Per una buona riuscita dell intervento si consiglia di curare bene la bagnatura delle piante. Nonostante in disciplinare siano inseriti contro questa avversità anche altri p.a. si consiglia comunque di preferire in questa fase le sostanze attive precedentemente citate e di impiegare gli altri p.a. a disposizione nelle successive fasi della stagione. Se si utilizza lo Ziram come p.a. fare molta attenzione al formulato commerciale: tutti i prodotti, tranne che per il Triscabol dg, presentano una limitazione nel dosaggio a ettaro (3 Kg) riportata espressamente in etichetta. Pertanto, visto l andamento climatico molto umido e la presenza sempre più pressante del patogeno, si consiglia di intervenire ad inizio prossima settimana con un prodotto a base di Ziram (es: Triscabol dg: g/hl) o Captano (ex: Merpan 80 wdg: 300 g/hl). Si suggerisce di preferire in questa fase fenologica di gemma gonfia il Captano in quanto Fig. 1: Attacco di bolla su foglie e frutto 2

3 Prodotti consigliati P.a. Prodotto Dose cc/hl L kg/ha /hl ziram Triscabol Dg captano Merpan 80 wdg captano Merpan 480 sc tiram Pomarsol 80 wg dodina Syllit ditianon Delan 70 wg Tebuconazolo + zolfo Tebuzol disperss Cocciniglia bianca Poiché questo diaspino sverna come femmina fecondata assolutamente ben protetta dallo scudetto, la sua resistenza agli interventi risulta elevata, in particolare nei confronti sviluppo (Juvinal, Applaud). Negli appezzamenti più colpiti si dovrà quindi effettuare l intervento sulle neanidi di prima generazione (fine maggio) ricordando però che i suddetti prodotti non potranno più venire utilizzati. IMPORTANZA DELLA DISTRIBUZIONE Nelle situazioni con presenza elevata di cocciniglia risulta di estrema importanza una adeguata distribuzione del prodotto. Si dovrà ritornare nella corsia vicina in senso di marcia opposto al precedente con un volume di acqua di almeno 15 hl/ha. Prodotti contro le cocciniglie Stadio P.a. Prodotto Stadio B - C Dose cc/hl L - kg/ha /hl olio minerale vari Attività collaterale Uova di acari Stadio A - B olio minerale + zolfo Polithiol Uova di acari + oidio Stadio B - C polisolfuro di calcio Polisenio oidio Stadio C - D pyriproxyfen + olio Juvinal 10 ec, Ardito + olio 0.04 (0.8 hl/ha) * *Limite massimo da etichetta **con questi prodotti si consiglia l aggiunta di olio minerale (1 kg/hl ) pertanto al costo del prodotto dovranno essere aggiunti 1,4 /hl 3

4 Afidi Nel periodo precedente a bottoni rosa effettuare un intervento con uno dei Neonicotinoidi (Imidacloprid, Thiametoxan o Acetamiprid) a disposizione o Flonicamide, meglio se aggiunti all olio che ne garantirà la persistenza. Se si utilizza la miscela con olio già preparata (Confidor Oil) utilizzare il prodotto a dosaggio normale (2 2,5 l/hl) Prodotti disponibili contro gli afidi Stadio P.a. Prodotto Stadio C - D imidacloprid + olio Confidor Oil Dose /hl cc/hl cc/ha L 7 Attività (in etichetta) Afidi e cocciniglie Stadio D imidacloprid Confidor 200 O-TEQ afidi Stadio D imidacloprid Generici afidi Stadio D acetamiprid Epik afidi Stadio D thiametoxan Actara 25 wg afidi Stadio D flonicamide Teppeki afidi Stadio H pymetrozine Plenum 50 wg afidi TRIPIDI (Nettarine) Intervenire nella fase di bottoni rosa con Piretroidi (indicati in tabella 4). In caso di basso rischio di Tripidi è sufficiente eseguire un intervento ad immediata caduta petali con Clorpirifos Metile e Etofenprox. Attenzione!!!: Solo con il Fluvalinate è possibile intervenire a pochi giorni dalla fioritura senza arrecare danni alle api. Su pesche il trattamento contro il tripide non è necessario! ANARSIA Sebbene la popolazione di questo lepidottero si sia molto ridimensionata in alcune zone esiste comunque la possibilità di un aumento della popolazione per cui si consiglia di effettuare un trattamento prima dell inizio fioritura; molti prodotti utilizzati contro il tripide sono efficaci anche contro Anarsia (Fluvalinate ). 4

5 Strategia di difesa a disposizione contro i tripidi Fase Fenologica Principio attivo Formulato commerciale di riferimento Costo del trattament o ad hl ( ) ml o g/hl Dose L/kg/h a Attività (registrate in etichetta) Stadio D - E Fluvalinate Mavrik 20 ew. 1,8 30 0,45 Afidi Tripidi, Anarsia Stadio D Acrinatrina Rufast e-flo. 6, ,9 Tripidi Stadio D Bifentrin Brigata FLO. 2, ,25 Afidi Tripidi, Anarsia Stadio D Deltametrina Decis. 2,1 50 0,75 Afidi Anarsia Stadio D L- Cialotrina Karate Zeon 2,8 20 0,3 Afidi Stadio D Ciflutrin Bayteroid. 1,6 50 0,75 Afidi Tripidi, Anarsia Stadio D Cipermetrina Ciperthrin plus 2, ,75 Afidi Tripidi, Anarsia Stadio D Alfacipermetri na Contest ,3 Afidi Tripidi, Anarsia Stadio D Zetacipermetrina Fury ,5 Afidi Tripidi, Anarsia Stadio G Clorpirifos M. Reldan 22 4, ,2 - Stadio G Etofenprox Trebon Star 3, ,5 Afidi Tripidi, Anarsia 5

6 Albicocco AFIDI Intervenire nella fase della prefioritura con un Neonicotinoide (Imidacloprid o Acetamiprid). Strategia di difesa a disposizione contro gli afidi Fase Fenologica Stadio C - D Stadio C - D Principio attivo Imidacloprid Formulato commerciale di riferimento Confidor 200 sl Costo del trattamento ad hl ( ) ml o g/hl Dose L/kg/ha Attività (registrate in etichetta) 3,6 50 0,75 Afidi Acetamiprid Epik 3, ,5 Afidi CORINEO Intervenire in questa fase con prodotti a base di Thiram o Captano. Strategia di difesa a disposizione contro gli afidi Fase Fenologica Principio Attivo Formulato Commerciale Costo del trattamento ad hl ( ) DOSE l o ml o g/hl Kg/ha Attività Collaterale Stadio C D Captano Merpan 80 wdg 2, ,5 - Stadio C D Thiram Pomarsol 80 wg 1, ,25 - TICCHIOLATURA DEL MELO STRATEGIA DI DIFESA previsione di una precipitazione, anche se di lieve entità, risulta fondamentale procedere con opportune coperture. La difesa di tipo preventivo, ormai consolidata nel nostro areale da diversi anni, ha consentito, in particolare nelle ultime due stagioni, di limitare al minimo l insorgenza di infezioni anche con condizioni decisamente favorevoli al patogeno contenendo l incidenza del danno alla raccolta al di sotto delle soglie di riferimento. Nel periodo dell infezione primaria, in L impostazione di base fa riferimento ad attente valutazioni delle previsioni meteo le quali risultano ormai sempre più precise e affidabili nel breve periodo (3 giorni). Oltre all analisi dell andamento climatico si utilizzano modelli previsionali i quali in corrispondenza di precipitazioni infettanti consentono di valutare al meglio la gravità delle infezioni stesse. Grazie all identificazione del loro grado di pericolosità è 6

7 possibile stabilire se è necessario intervenire anche dopo la precipitazione attuando la cosiddetta difesa retroattiva. Quest ultima è realizzata solo nei seguenti casi: Mancata copertura della pianta a seguito di un avvenuta infezione Dilavamento del prodotto di copertura Infezioni molto gravi segnalate dal modello Rim-pro PRODOTTI AD AZIONE PREVENTIVA (Sostanze attive impiegate a scopi preventivi) Principio attivo Prodotto Dose g- ml/hl Resistenza dilavamento (mm) Limitazioni e note metiram Polyram DF mancozeb Dithane ditianon captano 80% captano 48% Delan 70 WG Merpan 80 WDG Merpan 480 SC fluazinam Ohayo Entro la fase di frutto noce: è consigliabile comunque entro fioritura per favorire lo sviluppo dei fitoseidi I dosaggi ridotti sono adottabili con formulati già sperimentati Max 3 interventi complessivi all anno, indipendentemente dall avversità. Tempo di carenza pari a 60 giorni Max 3 interventi con questi prodotti trifloxistrobin Flint Max 3 interventi complessivi con questi boscalid + Bellis prodotti pyraclostrobin polisolfuro di calcio** Vari In fioritura svolge un azione diradante zolfo** Thiopron, Heliosufre, Da usare verso fine infezione primaria rameici** / 150- *** Vari Impiegare su pianta asciutta **:Questi prodotti vengono di norma impiegati nella lotta biologica ma possono trovare applicazione, nell ottica del contenimento dei residui di prodotti ripetutamente utilizzati, anche nel convenzionale ***:Porre molta attenzione all etichetta in quanto solo pochi prodotti sono impiegabili in vegetazione (Es. Poltiglia Disperss) PRODOTTI AD AZIONE RETROATTIVA La retroattività in senso stretto viene garantita solo da alcune famiglie di sostanze attive: anilinopirimidine, I.B.E. e dodina. Tutti gli altri, cosiddetti preventivi elencati nella tabella precedente, svolgono un attività retroattiva di alcune ore (24-36 ore) dall inizio infezione, a condizione che le temperature si mantengano relativamente basse (inferiori ai C) e che la germinazione delle spore avvenga lentamente, diversamente con temperature più elevate quest ultimo processo avverrà molto velocemente ed i prodotti di copertura non saranno più efficaci. Normalmente tali condizioni si verificano al superamento dei 300 gradi ora calcolati dall inizio della pioggia infettante. 7

8 Sostanze attive utilizzate a scopo curativo Stadio Fen. Principio attivo Fino caduta petali a Formulato commerciale Dose g-ml/hl cyprodinil (1) Chorus pyrimethanil (1) Scala difenoconazolo (2) penconazolo (2) Score 25 EC, Topas 10 EC Retroattività (ore) Limitazioni e note (1) max 4 interventi complessivi: consigliabile aggiunta di 30 g di dithianon Da preferirsi a seguito d infezioni gravi Da caduta petali tebuconazolo (2) Folicur SE, bitertanolo (2) Proclam, tetraconazolo (2) Domark 125, (2) max 4 interventi complessivi all anno miclobutanil (2) Thiocur Forte, In tutte le fasi fenbuconazolo (2) Indar 5 EW, dodina 65% Vari Porre attenzione su varietà sensibili alla ruggine Inibitori della sintesi degli ergosteroli (i.b.e.) Data la tendenza a manifestare fenomeni di resistenza si raccomanda di usarli sempre in miscela ad un prodotto di copertura La loro efficacia si manifesta solo con temperatura oltre i 10 C Distribuire il principio attivo sempre su pianta asciutta. Il principio attivo più efficace contro la ticchiolatura è indubbiamente il difenoconazolo (Score 25 EC ), prodotto specifico nei confronti della malattia. Gli altri prodotti oltre a svolgere un azione di contenimento nei confronti della ticchiolatura svolgono anche azioni accessorie contro altri funghi: Oidio: tetraconazolo (Domark 40 EW ), penconazolo (Topas 10 EC ), miclobutanil (Thiocur Forte ) Monila: tebuconazolo (Folicur SE ), fenbuconazolo (Indar 5 EW ) Cancri rameali: bitertanolo (Proclaim ) Strobilurine (Flint e Bellis) Per questa famiglia di prodotti esistono numerose segnalazioni di resistenza soprattutto nelle zone in cui il loro uso avviene da più anni, per questo si raccomanda di: 8

9 Limitare il numero di trattamenti nell arco della stagione (3 interventi all anno) Evitare l uso a blocchi senza intervallarli con altri principi attivi Non impiegare in presenza di infezioni secondarie in atto Distribuire il principio attivo sempre su pianta asciutta. Anilinopirimidine (Scala, Chorus) Per la probabile insorgenza di resistenze, vale lo stesso discorso fatto per gli altri gruppi e precisamente: Limitare il numero di trattamenti nell arco della stagione (4 interventi all anno) Miscelare questi prodotti con altre sostanze attive di copertura (es. ditianon 30 g/hl) Presentano scarsa attività sui frutti quindi l impiego è limitato sino a caduta petali Distribuire il principio attivo sempre su pianta asciutta. Va inoltre ricordato che questa classe di fungicidi, funziona anche a temperature relativamente basse (fino a 5 C). FATTORI PREDISPONENTI VARIETÀ Il panorama varietale che si è aggiornato in questi anni indica una diversa sensibilità varietale dei frutti così sintetizzabile: Varietà sensibili molto Varietà mediamente sensibili Varietà sensibili poco Ambrosia, gruppo Gala, Braeburn, Fuji, Red Delicious Golden Delicious e Granny Smith gruppo Renetta. INOCULO DELL ANNO PRECEDENTE La conoscenza del grado di rischio presente all interno di un meleto ad inizio stagione vegetativa risulta fondamentale per pianificare la più opportuna strategia di difesa già a partire dalle prime fasi sensibili (punte verdi). La valutazione dell inoculo presente in un meleto va effettuata ad inizio caduta foglie dell anno precedente seguendo la metodologia descritta nella guida. Di seguito si riporta la tabella con la quale è possibile definire il grado di rischio presente andando ad analizzare 100 foglie su 10 piante diverse all interno dell appezzamento: Valutazione del rischio (inoculo) rischio basso rischio medio rischio alto AMBIENTE nessuna macchia 1 10 macchie oltre 10 macchie L ambiente in cui si trova il frutteto può condizionare la predisposizione della pianta alla malattia: Zone con ristagno d umidità Presenza di reti antigrandine Meleti in condizioni di lussureggiamento con emissione prolungati di giovani foglie. AZIONI DI PROFILASSI DISTRUZIONE MECCANICA DELLE FOGLIE Anche se non abbiamo ancora maturato un esperienza nel nostro territorio, se non limitatamente ad alcune realtà biologiche, questa pratica consente di eliminare buona parte dell inoculo presente in campo, prima che inizi l effettiva difesa alla malattia, riducendo notevolmente il livello di rischio. La tecnica consiste nella distruzione delle foglie cadute a terra raccogliendole con l ausilio di spazzole e distruggendole in seguito o procedendo alla loro sminuzzatura con appositi trituratori. ACCRESCIMENTO FOGLIARE Gli scopi di questo controllo sono: 9

10 o Individuare il momento dell eventuale infezione sullo stadio di sviluppo vegetativo. o Stabilire la validità dell intervento precedentemente effettuato sulla vegetazione presente. Come eseguire il controllo: o Si consiglia di monitorare più varietà (Golden D., Red D. Gala ) in quanto hanno sviluppi fenologici diversi. o Si devono scegliere due piante rappresentative dell appezzamento e quindi su queste individuare cinque germogli vegetativi e cinque germogli fiorali (Vedi foto). o E bene cartellinare i germogli scelti per individuarli facilmente, meglio ancora se il cartellino apposto viene anche siglato (es F1 per il germoglio fiorale 1, V1 per il germoglio vegetativo 1 e così via) o Bisogna eseguire un controllo bi settimanale (meglio se a giorni fissi) e procedere al conteggio delle foglioline distese tagliando con una forbice la punta delle foglioline conteggiate, in modo che queste non vengano considerate nel successivo controllo. Germoglio fiorale DATI CLIMATICI Germoglio vegetativo Controllare le precipitazioni, la temperatura e la bagnatura fogliare. I RILIEVI Lettura dei captaspore. Questa indicazione è soprattutto utile per identificare il momento di inizio delle infezioni, e il periodo di fine infezioni primarie. Analisi del modello previsionale Rim-pro con i dati relativi alle stazioni meteo delle principali aree frutticole e precisamente: Manta, Lagnasco, Saluzzo, Costigliole, Fossano, Savigliano, Cavour, Busca, Caraglio, Revello, Centallo e Guarene: le stazioni i cui comuni sono riportati in grassetto consentono una lettura ed elaborazione dei dati a frequenza oraria. INTERPRETAZIONE DEL VALORE DEL RIM-pro Valore Rim Rischio infezione assente Basso medio elevato 10

11 CONTROLLO DELLE INFESTANTI STRATEGIE IN USO Sulla base delle esperienze maturate dai tecnici del coordinamento CReSO vengono di seguito proposte le più opportune strategie di contenimento della flora infestanti. IMPIANTI IN PRODUZIONE Il glifosate è il prodotto di riferimento anche se la sua applicazione non sempre è possibile (impianti giovani e in presenza di Negli impianti in produzione sono necessari 2-3 interventi, di cui 2 essenziali: in primavera e in autunno. polloni) e richiede attenzione nell applicazione. Timing d intervento consigliato con il glifosate PRIMAVERA ESTATE AUTUNNO Aprile Giugno Ottobre In impianti con forte presenza di polloni: prima di intervenire con glifosate si consiglia di eliminare manualmente i polloni o di precedere il trattamento con il sistemico con carfentrazone in quanto prodotto di contatto e anti spollonante. Fluroxipir e MCPA consentono di arginare lo sviluppo delle erbe di più difficile controllo (Equiseto, Epilobio, Romice, Cirsium, Tarassaco, Ortica, Cipero,.) per cui si consiglia di impiegarli in miscela con glifosate. In presenza di monocotiledoni perennanti (graminacee) è possibile intervenire con il ciclossidim. IMPIANTI IN ALLEVAMENTO A partire dal 30 novembre 2010 e sino al 30 settembre 2011 non è più consentita la vendita Si tratta di un diserbante di contatto per dicotiledoni a foglia larga (Saeppola canadese e l utilizzo del glufosinate ammonio, prodotto di (Conyza canadensis), Villucchio (Convolvolus riferimento negli anni passato in giovani impianti. Il sostituto naturale del glufosinate al momento è rappresentato dal carfentrazone del quale si dà di seguito una breve descrizione e si indicano le modalità di applicazione: arvensis), Attaccamano (Galium aparine), Falsa ortica (Lamium purpureum), Malva (Malva sylvestris), Acetosella (Oxalis pes-caprae), Piantaggine (Plantago major), Porcellana (Portulaca oleracea), Erba pecorina (Potentilla 11

12 reptans), Erba morella (Solanum nigrum), Romice (Rumex sp), Soffione (Taraxacum officinale), Grespino comune (Sonchus oleraceus), Ortica (Urtica dioica), Veronica comune (Veronica persica)) attivo anche come spollonante. Può essere utilizzato sia per controllare lo sviluppo delle infestanti sia per limitare la crescita dei polloni. La sostanza attiva funziona esclusivamente per contatto per cui deve essere utilizzata tempestivamente: altezza infestanti e lunghezza polloni non superiore a cm. Per evitare fenomeni di fitotossicità nella parte bassa delle piante dovuti alla deriva si consiglia di: Utilizzare un volume di acqua distribuito per ettaro di frutteto: almeno 300 l/ha utilizzare ugelli a fessura, ventaglio o sphio, entrici o a induzione d aria (ugello a bassa deriva) con angolo di spruzzo di 80 e con foro non inferiore a 0,4 mm utilizzare la pressione indicata sulla scheda tecnica dei diversi ugelli. mantenere una velocità di avanzamento della trattrice tra 4-6 km/h Consigli utili per il suo miglior impiego: è possibile utilizzarlo in miscela con glifosate (2 l/ha) per completarne lo spettro d azione alla dose di 0.3 l/ha in presenza di monocotiledoni perennanti se ne consiglia l impiego in miscela con il p.a. ciclossidim (Stratos ultra: 1.3 l/ha). Negli impianti in allevamento (primi 3 anni) si consiglia inoltre di utilizzare dei p.a. residuali (metà fine marzo) i quali limitano lo sviluppo delle infestanti già al momento della germinazione dei semi. Le sostanze attive presenti nel disciplinare di produzione sono: oxadiazon e l oxyfluorfen, quest ultimo come indicato in etichetta deve essere impiegato 20 giorni prima del germogliamento. VOLUME DI DISTRIBUZIONE In presenza di erbe infestanti con un certo sviluppo, il volume adeguato di miscela diserbante è compreso tra 250 litri per ettaro di superficie diserbata. AZIONE, EPOCA E DOSAGGI D INTERVENTO OXYFLUORFEN (Goal 480 SC ) Azione: antigerminello su infestanti dicotiledoni e graminacee annuali. NO ACTINIDIA! Epoca di intervento: Va applicato giorni prima della ripresa vegetativa e non oltre. Dosaggio ad ettaro*: 1 l/ha/intervento (f.c. al 48 %), in impianti in allevamento (< 3 anni) l/ha/intervento (f.c. al 48 %), in impianti adulti in miscela con glifosate Dosaggio ad ettolitro**: 200 ml/hl (f.c. al 48 %), in impianti in allevamento (< 3 anni) ml/hl (f.c. al 48 %), in impianti adulti in miscela con glifosate OXADIAZON (Ronstar FL ) Azione: antigerminello su infestanti dicotiledoni e alcune graminacee annuali. NO CILIEGIO! 12

13 Epoca di intervento: Va applicato solo nei primi 3 anni d impianto, giorni prima della ripresa vegetativa e non oltre. Dosaggio ad ettaro*: 4 l/ha/intervento (f.c. al 34%) Quantità consigliata/hl**: 800 ml/hl (f.c. al 34%) Epoca di intervento: I trattamenti devono essere eseguiti quando la vegetazione ha raggiunto un altezza compresa tra i 10 e i 20 cm. Dosaggio ad ettaro*: 1.5 l/ha/anno (f.c. al 23 %) Dosaggio ad ettolitro**: ml/hl (f.c. al 23%). GLIFOSATE (Roundup bio flow ) Azione: sistemico su infestanti ben sviluppate dicotiledoni e monocotiledoni annuali e perennanti. Epoca d intervento: I trattamenti devono essere eseguiti quando la vegetazione ha raggiunto un altezza compresa tra i 10 e i 15 cm. Dosaggio ad ettaro*: Dose massima di 8 l/ha/anno ma considerando solo il 50% della superficie trattata 4 l/ha/anno (f.c. al 30.4%). Dosaggio ad ettolitro**: 500 ml/hl (f.c. al 30.4 %) CICLOSSIDIM (Stratos ultra ) Azione: sistemico su infestanti graminacee annuali e perennanti (gramigna e sorghetta). NO CILIEGIO, SUSINO, ACTINIDIA! Epoca di intervento:i trattamenti devono essere eseguiti quando la vegetazione ha raggiunto un altezza compresa tra i 10 e i 20 cm. Dosaggio ad ettaro*: 2-4 l/ha/intervento (f.c. al 10.9 %) Dosaggio ad ettolitro**: ml/hl (f.c. al 0,9%). MCPA (Erbitox E 30 ) Azione: sistemico su infestanti dicotiledoni annuali e perennanti, equiseto e piperacee. SOLO POMACEE! FLUROXIPIR (Starane 21) Azione: sistemico su infestanti dicotiledoni perennanti (es. convolvolo). SOLO POMACEE! Epoca di intervento: I trattamenti devono essere eseguiti quando la vegetazione ha raggiunto un altezza compresa tra i 10 e i 20 cm. Dosaggio ad ettaro*: 1.5 l/ha/anno (f.c. al 20.6%) Dosaggio ad ettolitro**: 250 ml/hl (f.c. al 20.6 %). CARFENTRAZONE (Spotlight plus) Azione: di contatto su infestanti dicotiledoni (foglia larga). NO ALBICOCCO E CILIEGIO! Epoca di intervento:i trattamenti devono essere eseguiti quando la vegetazione ha raggiunto un altezza compresa tra i 10 e i 20 cm. Dosaggio ad ettaro*: 1 l/ha/anno (f.c. al 6,45 %) Dosaggio ad ettolitro**: 120 ml/hl (f.c. al 6,45 %). *: Il dosaggio segnalato fa riferimento a formulati commerciali aventi una percentuale di p.a. pari a quanto espressamente indicato nel disciplinare regionale, se si utilizzano formulati con % di s.a. diversa deve essere fatta l opportuna proporzione. **: Questo dosaggio/hl considera un volume d acqua distribuito ad ettaro pari a 250 l. 13

14 ATTENZIONE PRECAUZIONI PER USO DEL DISERBO CARFENTRAZONE In seguito all inserimento nel disciplinare regionale, nella finestra di aprile 2010, del principio attivo carfentrazone (diserbante e spollonante) per le colture di melo, pero, pesco, susino e actinidia si segnala, in alcuni meleti e pescheti, dopo il suo utilizzo, la presenza di fitotossicità sulla parte bassa della pianta. Le ustioni generate da formulati commerciali a base di questo principio attivo sono dovute alla deriva che si verifica durante la loro distribuzione, infatti, la formazioni di micro gocce che salgono in chioma fino all altezza di 1,5 m provoca la necrosi dei tessuti fogliari verdi (Foto 1). L azione di questo prodotto è esclusivamente di contatto e quindi non dovrebbero esserci conseguenze future in seguito a queste ustioni, tuttavia, si raccomanda di attenersi alle seguenti indicazioni per un uso corretto del prodotto: aumentare il volume di acqua distribuito per ettaro mantenendo un dosaggio compreso tra i l/ha. utilizzare ugelli a ventaglio, entrico o a induzione d aria (ugello a bassa deriva) con angolo di spruzzo di 80 e con foro non inferiore a 0,4 mm. Non usare ugelli a turbolenza conici. ridurre la pressione di esercizio dai comuni 3 bar a 1 1,5 bar (comunque la minima consigliata per il tipo di ugello montato). Foto 1: Ustioni su foglie 14

15 DISERBO DELLE SPECIE FRUTTICOLE: DISCIPLINARE DI PRODUZIONE (PSR 2011) COLTURA INFESTANTI PRINCIPIO ATTIVO FORMULATO COMMERCIALE % S.A LIMITAZIONI D'USO E CONSIGLI APPLICATIVI FRUTTIFERI MONOCOTILEDONI DICOTILEDONI GLIFOSATE (1) VARI 30.4 Indipendentemente dal numero delle applicazioni sono ANNUALMENTE AMMESSI 8 L/kg/ha PER ACTINIDIA VERIFICARE ATTENTAMENTE L'ETICHETTA (1) E' consentito l'impiego del p.a. Oxifluorfen (480 g/l) da utilizzarsi a dose ridotta ( L/ha/intervento) in miscela con prodotti sistemici OXIFLUORFEN GOAL 480 sc 48 1 L/ha Trattamento localizzato sulla fila, ammesso solo negli impianti in allevamento nei primi 3 anni (NON ammesso su Actinidia) MELO PERO DICOTILEDONI ANNUALI E PERENNANTI DICOTILEDONI PERENNANTI MCPA ERBITOX E 30 FLUROXIPIR STARANE L/ha all'anno 1.5 L/ha all'anno E' consentito solo un trattamento all'anno 15

16 COLTURA INFESTANTI PRINCIPIO ATTIVO FORMULATO COMMERCIALE % S.A LIMITAZIONI D'USO E CONSIGLI APPLICATIVI MELO PERO PESCO ALBICOCCO GRAMINACEE CICLOSSIDIM STRATOS ULTRA 10.9 In post emergenza a 2-4 L/ha La dose più elevata (4 L/ha) è da utilizzare contro le specie perennanti, ammessi anche formulati Xn MELO PERO PESCO SUSINO KIWI GRAMINACEE E DICOTILEDONI (Su MELO utilizzabile anche come spollonante) CARFENTRAZONE SPOTLIGHT PLUS 6.45 Indipendentemente dall'utilizzo al massimo 1 L/ha all'anno ACTINIDIA ALBICOCCO MELO PERO PESCO SUSINO GRAMINACEE E DICOTILEDONI Oxadiazon (34,1% s.a.) a 4 l/ha all anno RONSTAR 34.1 Trattamento localizzato sulla fila, ammesso solo negli impianti in allevamento nei primi 3 anni Le dosi in tabella sono riferite alla sola superficie effettivamente coperta dal diserbante che deve essere sempre inferiore almeno al 50% della superficie complessiva. Per esempio: trattando il 50% della superficie totale, la quantità di Glifosate (30,4%) che viene distribuito annualmente su un ettaro di coltura è pari a 4 litri. 16

17 EFFICACIA DEGLI ERBICIDI AMMESSI IN DISCIPLINARE SULLE INFESTANTI DICOTILEDONI Amaranto comune (Amaranthus retroflexus) Saeppola canadese (Conyza canadensis) GLIFOSATE CARFENTRAZON E OXIFLUORFE N OXADIAZO N FLUROXIPI R CICLOSSIDI M X X X x X X X Senecione comune (Senecio vulgaris) X X X Grespone comune (Sonchus asper) X X X Soffione (Taraxacum officinalis) X X X Farinaccio (Chenopodium album) X X X x Vilucchio comune (Convolvolus arvensis) X X x Vilucchio bianco (Calystegia sepium) X x Borsa del pastore (Capsella bursapastoris) X X X x Billeri primaticcio (Cardamine pratensis) X X X x Rafano comune (Raphanus raphanistrum) X X X x Falsa ortica (Lamium purpureum) X X X Centocchio (Stellaria media) x x x x Epilobio (Epilobium spp). X X Fumaria comune (Fumaria officinalis) X X X Poligono degli uccelli (Polygonum aviculare) X X X x Romice (Rumex obtusifolium) X X x Erba porcellana (Portulaca oleracea) X X X X X MCPA 17

18 DICOTILEDONI GLIFOSATE CARFENTRAZON E OXIFLUORFE N OXADIAZO N FLUROXIPI R Cinquefoglie comune (Potentilla reptans) X X CICLOSSIDI M MCPA Favagello (Ranuncolus ficaria) X X x Malva (Malva sylvestris) X X X X X X Acetosella (Oxalis spp.) X X X X X X Erba morella (Solanum nigrum) X X X X X X Ortica (Urtica dioica) X X X X X X PIantaggine (Plantago major) X X X X X X Veronica comune (Veronica persica) X X X x MONOCOTILEDONI Agropiro comune (Agropyrum repens) X X Gramigna (Cynodom dactylon) X X Sanguinella comune (Digitaria sanguinalis) X X X X Giavone (Echinocola crus-galli) X X X X Pabbio comune (Setaria viridis) X X X X Fienarola annuale (Poa annua) X X X X Fienarola comune (Poa pratensis) X X X X Panico (Panicum dicotomiflorum) X X X X Loietto (Lolium perenne) X X X X Carice (Carex spp.) X Coda di cavallo (Equisetum arvense) X X x 18

19 INDICAZIONI PER LA PROTEZIONE DELLE API (prof. Fabio Sgolastra - Università di Bologna) Gli interventi chimici non sono consentiti durante la fioritura delle colture salvo espressa autorizzazione da parte del Settore Fitosanitario Regionale sulla base di comprovata necessità e Impiegare negli appezzamenti vicini a quelli in cui sono presenti le api i principi attivi meno tossici, indicati nella tabella riportata di seguito. limitatamente all impiego di fungicidi antiticchiolatura su pomacee e anti-monilia su drupacee. Nella seguente tabella, messa a nostra disposizione dal dott. F. Sgolastra dell Università di Bologna, è riportata la tossicità per ingestione e Anche durante il periodo di fioritura dell actinidia (fine maggio inizio giuno) è necessario evitare i trattamenti insetticidi su pescheti limitrofi visto che le api visitano attivamente i gli impianti di pesco per la raccolta di nettari extrafiorali. per contatto in laboratorio di 31 prodotti commerciali. Questi dati rappresentano tuttavia solo un indicazione di massima e poco è noto sulla reale tossicità in campo dei diversi principi attivi, soprattutto a lungo termine. Come detto poc anzi, il Fluvalinate (Mavrik ) ha mostrato di essere ben tollerato Nel caso siano veramente necessari degli dalle api. interventi negli impianti limitrofi gli actinidieti, e non è possibile anticiparli o posticiparli rispetto alla fioritura del kiwi, è utile attenersi alle seguenti indicazioni al fine di evitare avvelenamenti: Effettuare lo sfalcio negli interfilari degli impianti confinanti per evitare che ci siano api che bottinano sulla flora spontanea; Effettuare i trattamenti alla sera dopo il tramonto: in quel momento le api si ritirano Questi dati sono scaturiti dall attività di ricerca svolta dal gruppo di lavoro dell Area di Entomologia del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali dell Università di Bologna e del CRA Istituto Nazionale di Apicoltura di Bologna nell ambito del progetto coordinato dal CRPV dal titolo Api e agrofarmaci ( ) e finanziato dalla Regione Emilia- negli alveari; Romagna (L.R. 28/98). 19

20 Dati relativi al prodotto Prove di laboratorio Nome commerciale ACTARA 25 WG Dose di campo Sostanza attiva % s.a. Ingestione 30 g/hl THIAMETHOXAM 25 Altamente Contatto indiretto Altamente BIOROTEN 300 g/hl ROTENONE 4 Leggermente Non CALYPSO 25 ml/hl THIACLOPRID 40.4 Moderatamente Non AGRIMIX FLUFEN 50 DC 150 ml/hl FLUFENOXURON 4.7 Non Non CONFIDOR 50 ml/hl IMIDACLOPRID 17.8 Altamente (1) CONTEST DECIS JET ECC 35 g/hl ALPHA- CYPERMETHRIN 14.5 Altamente Notevolmente (1) Leggermente 120 ml/hl DELTAMETHRIN 1.63 Moderatamente Non DIPEL HPWP ECC 1000 g/ha BACILLUS THURINGIENSIS 6.4 Non Non DURSBAN 75WG 70 g/hl CHLORPYRIFOS- ETHYL 75 Altamente Altamente EPIK 25 g/hl ACETAMIPRID 20 Leggermente Non ETILFAST 200 ml/hl CHLORPYRIFOS- ETHYL 22.3 Leggermente (12 a ora) (2) [Altamente (36 a ora)] Altamente IMIDAN 250 g/hl PHOSMET 23.5 Altamente KARATE XPRESS 140 ml/hl LAMBDA- CYHALOTHRIN 2.5 Leggermente (12 a ora) (3) [Notevolmente (24 a ora)] LASER 30 ml/hl SPINOSAD 44.2 Altamente MATACAR FL 20 ml/hl HEXYTHIAZOX 24 Leggermente Altamente Notevolmente Altamente Leggermente MAVRIK 30 g/hl TAU-FLUVALINATE 21.4 Non Non MIMIC 80 ml/hl TEBUFENOZIDE 23 Leggermente Non PLENUM 40 g/hl PYMETROZINE 50 Leggermente Non POLISENIO 1,5 kg/hl POLISOLFURO DI CA 30 Non Non POLYRAM DF 200 g/hl METIRAM 71.2 Leggermente Non 20

21 Dati relativi al prodotto Prove di laboratorio Nome commerciale Dose di campo Sostanza attiva % s.a. Ingestione Contatto indiretto PRODIGY 40 ml/hl METHOXYFENOZIDE 22.5 Non Non RELDAN ml/hl CHLORPYRIFOS- METHYL 22.1 Altamente Altamente RUFAST E FLO 100 ml/hl ACRINATHRIN 7.01 Leggermente Moderatamente STEWARD 16,5 g/hl INDOXACARB 30 Moderatamente Leggermente TEPPEKI 14 g/hl FLONICAMID 50 Leggermente Non TREBON ECC TREBON STAR VERTIMEC 1.9 EC 120 ml/hl ETOFENPROX 30 Altamente 100 ml/hl ETOFENPROX 15 Altamente 75 ml/hl ABAMECTIN 1.84 Altamente Altamente Moderatamente Moderatamente AFFIRM 300 g/hl EMAMECTINA BENZOATO 0.95 Altamente Moderatamente CORAGEN 18 ml/hl CLORANTRANIPROLE 18.4 Non Non JUVINAL 10 EC 40 ml/hl PYRIPROXIFEN Non Non Legenda note: (1) Nonostante l'alta tossicità rilevata in laboratorio, il prodotto in campo, se utilizzato seguendo le norme tecniche di impiego indicate in etichetta (in particolare l'intervento chimico da effettuarsi a non meno di 10 giorni dall'inizio dell'antesi e in assenza di altre fioriture nelle vicinanze), non risulta pericoloso per le api. Ciò nonostante spesso gli apicoltori si lamentano di mortalità e spopolamenti degli alveari in seguito all'uso di questo prodotto a causa, probabilmente, di utilizzi non corretti. (2) Il prodotto, essendo un micro-incapsulato, espleta la propria azione più lentamente rispetto ad una normale formulazione. Sarebbe opportuno considerare la mortalità alla 36a ora. (3) Il prodotto, che probabilmente sviluppa un certo effetto repellente, è stato consumato completamente solo dopo i tempi previsti dalla prova, per cui la mortalità dovrebbe essere considerata alla 24a ora. 21

22 Difesa Pomacee MELO Butteratura amara Anche nel 2009 questa fisiopatia ha interessato diverse varietà, Red delicious in particolare, seppur con intensità diversa a seconda degli appezzamenti; di conseguenza si ritiene opportuno riportare ancora una volta i consigli per il suo contenimento. Da una prima valutazione sembrerebbe che per questa stagione la produzione del gruppo Red delicious sia inferiore alla norma e quindi si potrebbe prevedere un incidenza maggiore della fisiopatia proprio su questo gruppo. L importanza del calcio E noto che la causa primaria di questa fisiopatia risiede nella carenza di questo elemento nel frutto: il calcio è fondamentale nella formazione delle pareti cellulari dei frutti, in quanto la carenza determina, nei casi più gravi, il disfacimento del frutto oppure insorgenza della butteratura o, su certe varietà, vitrescenza, imbrunimento del cuore,. Cause predisponenti potatura: tagli drastici invernali, predispongono la pianta a squilibri vegetativi che favoriscono la fisiopatia. Con piante vigorose si dovrà dunque privilegiare la potatura verde riducendo al minimo quella sa. Irrigazione: apporti idrici troppo frequenti in particolare da fine luglio in poi, stimolano lo sviluppo vegetativo che si riflette in un impoverimento di Ca nel frutto. Elementi antagonisti: alcuni elementi, in particolare K (potassio) e Mg (magnesio) svolgono un azione antagonista nei confronti del Ca; ciò avviene in parte già a livello radicale: infatti il K risulta più facilmente assorbibile dalle radici rispetto Ca; inoltre il Ca ha una scarsa mobilità nei vasi floematici (passaggio foglie frutti) mentre la possiedono K e Mg. Restituzioni essive di questi due elementi sia per via radicale che fogliare, possono condurre ad un deficit nell assorbimento del Ca. Anche i concimi azotati svolgono un azione di concorrenza nei confronti di questo elemento sia favorendo un maggior sviluppo vegetativo sia inibendo l assorbimento del Ca ad opera dello ione ammonio. Saranno in particolare da evitare concimi ammoniacali nella fase fiorale e postfiorale. Misure atte a prevenire la butteratura 1. Mezzi agronomici: tutte le pratiche agronomiche poc anzi accennate, se ben gestite, sono in grado di contenere il fenomeno. 2. Mezzi chimici: Calcitazione del terreno L apporto via radicale si rende necessario a fronte di un esito analitico che evidenzi un effettiva carenza di Ca nel terreno, anche se per questa via i benefici non sono sempre evidenti. Tale restituzione, da effettuare in autunno o fine inverno, dovrà essere contenuta e frazionata negli anni, cioè mai superare i 10 q/ha di correttivo per anno allo scopo di non influire negativamente sulla flora batterica del terreno. Apporto via fogliare Va subito precisato che la distribuzione per via fogliare del Ca, seppur più efficace dell'apporto radicale, non è mai in grado di risolvere completamente il problema, se contemporaneamente non si opera sui 22

23 fattori che favoriscono questa fisiopatia. Tuttavia, seguendo le indicazioni di cui si dirà, è possibile ridurre l entità del problema. Epoca di applicazione a) casi gravi: si consiglia di iniziare il ciclo di interventi a partire da caduta petali preferendo in questo periodo iniziale prodotti di facile assorbibilità ad esempio quelli con acidi carbossilici o contenenti aminoacidi di origine vegetale, o come per la Renetta, abbinandoli al Boro. Successivamente (da metà giugno in poi) si passerà all utilizzo dei tradizionali e più economici prodotti a base di Ca (Cloruro od Ossido di Ca), sino al periodo immediatamente precedente la raccolta, sospendendo il ciclo solo nei periodi più caldi. b) casi di media gravità: è sufficiente iniziare il ciclo di interventi da metà giugno, utilizzando prodotti a base di Cloruro od Ossido di Ca. Lo schema per il numero di interventi può essere il seguente: Gruppi varietali Golden delicious Red delicious Buona produzione Scarsa produzione Braeburn 6 8 Jonagold 6 8 Renetta 6 8 Prodotti Si tratta dei comuni ed economici Cloruro di Ca od Ossido di Ca. Attenzione alle miscele con fitofarmaci, in quanto, avendo reazione alcalina, potrebbero diminuirne l efficacia. Inoltre per evitare la predisposizione dei frutti all insediamento della patina bianca evitare l impiego di prodotti contenenti azoto e quindi il nitrato di calcio. PATINA BIANCA Come già ricordato in diverse riunioni e incontri, la patina bianca, quella rugginosità presente sull epidermide riscontrata specie nell anno 2008 è causata dallo sviluppo funghi basidiomiceti e lieviti, con la comparsa ai primi giorni di luglio. E altresì stato detto che non esistono prodotti fungicidi particolari in grado di prevenire l attacco, ma da alcune osservazioni ci sono particolari che ne favoriscono lo sviluppo. Naturalmente il tutto è legato all andamento stagionale, specie se piovoso nella fase di ingrossamento frutto, come di nuovo quest anno,oltre che avere la rete antigrandine dove prolunga la bagnatura favorendo lo sviluppo dei lieviti. Pertanto, si fa presente le operazioni da evitare per far sorgere, in clima umido la formazione di lieviti: Da caduta petali evitare fino alla raccolta l uso di concimi fogliari a base di azoto che oltre all inutilità si sostituisce il concetto di dannosità in quanto favorisce lo sviluppo di questi lieviti. Per la Butteratura utilizzare Calcio da cloruri o da ossido di calcio es. Stopit o calcio Green, importante non l impiego di prodotti contenenti calcio complessato ad azoto. Ricorrere all uso di zolfo con maggior frequenza (es. Tiovit), evitando bruciature in temperature elevate e vicino all olio o con asciugature troppo veloci Mantenere snella la parte apicale della pianta, favorire luminosità, da accelerare l asciugatura della vegetazione - Effettuare sfalci un po più frequenti nell interfila e mantenere pulito nel sottofila Evitare trattamenti notturni che prolunga la bagnatura Evitare l uso di chetati o particolari acidificanti e l uso di prodotti EC Evitare irrigazioni troppo frequenti, a scorrimento o a goccia con elevato apporto di umidità, nonchè irrigazioni soprachioma. 23

24 TRATTAMENTI COSMETICI e MIGLIORATIVI DELLA FORMA DELLE MELE: I prodotti in grado di migliorare le caratteristiche delle mele secondo le esigenze del mercato fondamentale per la commercializzazione del prodotto e ridurre la rugginosità sono i prodotti del gruppo GIBBERELLINE e BENZILADENINA (Perlan, Promalin, Profile, Agrimix pro, Biolin) prodotti uguali ma con differenti prezzi. La loro azione è strettamente legata alle condizioni climatiche, per ottenere il massimo risultato si devono applicare con: umidità superiore al 60%, temperature superiori ai 10 C e in assenza di vento per ridurre il tempo di asciugatura e migliorare l assorbimento. In caso che ci sia umidità e fioritura omogenea fare unica applicazione oppure dividere il trattamento.in via di massima PER LE RED DELICIOUS (Scarlet, Red Chief, Jeromine ) Con condizioni di clima umido intervenire in un unico trattamento: 80% di fioritura a 80 gr. Per Jeromine di difficile allungamento usare a 100 gr con l aggiunta di BM gr/hl e ripetere a caduta petali dose 50 gr di promalin. E sempre consigliata l aggiunta di un Bagnante Con condizioni di clima so e fioritura scalare: Intervenire con due trattamenti: 1 trattamento 50 % di fioritura a 50 gr/hl 2 trattamento piena fioritura 50 gr/hl Per il gruppo Gala Braeburn - Fuji - Golden Ambrosia fare gr verso caduta petali, unico intervento e non farlo in piena fioritura in quanto provocherebbero un elevato l allungamento dei frutti con conseguente perdita di diametro (pezzatura), pertanto da valutare se fare l intervento. Per ridurre la rugginosità calicina, presente su Gala e Golden, è necessario intervenire dopo caduta petali con 3-4 trattamenti a base di gibberelline, miscibile con i prodotti di copertura: Novagib, Regulex, Nectar, Agrimix Gold dose g/hl ogni 7/8 giorni Lo stesso effetto cosmetico si può ugualmente ottenere (ma con costi maggiori) utilizzando i prodotti precedenti della famiglia "Promalin", usandoli a cc, per un totale di 3-4 interventi a partire da caduta petali. Tuttavia si ricordi che, prima di ridurre la rugginosità, è importante non favorirla, in particolare: evitare l'applicazione di prodotti insetticidi liquidi (formulazioni EC emulsione concentrata), soprattutto se a dosaggi elevati nei periodi critici (da allegazione a fine luglio), ma preferire l uso di prodotti WG e WDG; miscele con prodotti non compatibili o in formulazione diversa e se, nel caso di utilizzo seguire l ordine di miscela nella botte, granuli idrospersibili (Wg-Wdg), polvere (Pb Wp), flow (Sc), liquido (EC), per ultimo olio concimi fogliari-bagnanti; evitare applicazioni su pianta bagnata; Evitare uso di ditiocarbammati e Rame da dopo fioritura; Non miscelare prodotti fogliari con antiparassitari e usare prodotti in polvere, da non provocare lesioni sull epidermide tra fioritura e frutto noce. Da caduta petali evitare fino alla raccolta l uso di concimi fogliari a base di azoto che oltre all inutilità si sostituisce il concetto di dannosità in quanto favorisce lo sviluppo di lieviti che poi formano la patina bianca 24

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