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1 Elena Daina Teresa Properzi Patrizia Silvestrin le Parole in primo piano Grammatica GARZANTI SCUOLA

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3 Elena Daina Teresa Properzi Patrizia Silvestrin le Parole in primo piano Grammatica GARZANTI SCUOLA

4 internet Progetto grafico: Claudio Raboni Redazione e impaginazione: News S.p.A., Milano Copertina: progetto e realizzazione Ugo Nespolo Disegni: Manuela Bertoli Stampa: La Tipografica Varese S.p.A., Varese Si ringrazia il professor Michele Prandi per la stesura della scheda La grammatica, la lingua materna, le lingue europee Petrini editore Torino 1 a edizione: gennaio 2004 Printed in Italy La Casa Editrice si dichiara disponibile a regolare eventuali spettanze per le immagini di cui non sia stato possibile reperire la fonte. Si ritengono contraffatte le copie non firmate o non munite del contrassegno della S.I.A.E. Per i casi in cui non è stato possibile ottenere il permesso di riproduzione, a causa delle difficoltà di rintracciare chi potesse darlo, si è notificato all Ufficio della proprietà letteraria, artistica e scientifica che l importo del compenso è a disposizione degli aventi diritto. Le riproduzioni ad uso differente da quello personale potranno avvenire, per un numero di pagine non superiore al 15% del presente volume/fascicolo, solo a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da AIDRO, via delle Erbe, n. 2, Milano, telefax , [email protected] Edizione: I II III IV V Anno:

5 Indice Fonologia e Ortografia 1. I suoni e le lettere dell italiano 2 1. I fonemi Le vocali I gruppi vocalici Le consonanti 4 2. I grafemi e l alfabeto 5 3. Le principali norme ortografiche 5 4. La sillaba La divisione in sillabe 7 5. L accento tonico 8 6. L accento grafico 9 7. I fenomeni fonetici di collegamento L elisione Il troncamento 12 Mappa 15 Esercizi 17 Verifica 27 Consolidamento e Potenziamento La punteggiatura La punteggiatura e le sue funzioni Usi dei segni di interpunzione Il punto o punto fermo La virgola Il punto e virgola e i due punti Il punto interrogativo e il punto esclamativo Altri segni grafici Usi della lettera maiuscola 37 Esercizi 38 Morfologia 1. Le parole e la loro forma La struttura delle parole La derivazione La derivazione mediante prefissi o prefissazione La derivazione mediante suffissi o suffissazione La derivazione con suffissi alterativi o alterazione La derivazione mediante prefissi e suffissi o formazione parasintetica 53

6 Indice 3. La composizione La combinazione 57 Mappa 58 Esercizi 59 Verifica Il verbo Il verbo e le sue funzioni Il genere e la forma I verbi transitivi I verbi intransitivi I verbi con funzione transitiva e intransitiva La forma attiva, passiva, riflessiva La formazione del passivo La forma pronominale I verbi riflessivi I verbi intransitivi pronominali La forma impersonale La funzione del verbo nella frase La funzione rispetto a un altro verbo I verbi ausiliari I verbi servili I verbi fraseologici Il verbo e la sua struttura La coniugazione La persona e il numero I modi verbali I tempi verbali L aspetto Gli usi dell indicativo e dei suoi tempi Il presente L imperfetto Il passato remoto Il passato prossimo Il trapassato prossimo Il trapassato remoto Il futuro semplice Il futuro anteriore Gli usi del congiuntivo e dei suoi tempi Gli usi del condizionale e dei suoi tempi Gli usi dell imperativo L uso dei tempi dei modi finiti nelle proposizioni dipendenti L uso dei tempi nelle proposizioni dipendenti all indicativo L uso dei tempi nelle proposizioni dipendenti al congiuntivo Gli usi dell infinito e dei suoi tempi Gli usi del participio e dei suoi tempi Gli usi del gerundio e dei suoi tempi 103 La coniugazione del verbo essere 104

7 Indice La coniugazione del verbo avere 105 La 1a coniugazione attiva: verbo amare 106 La 2a coniugazione attiva: verbo temere 107 La 3a coniugazione attiva: verbo servire 108 La 1a coniugazione passiva: verbo amare 109 La 1a coniugazione riflessiva: verbo lavarsi 110 I principali verbi irregolari 111 I principali verbi difettivi 117 Mappa 118 Com era, com è il verbo 120 Esercizi 124 Verifica 162 Consolidamento e Potenziamento Il nome Il nome e le sue funzioni Il significato dei nomi La forma dei nomi Il genere Il numero La struttura e la formazione dei nomi 181 Mappa 184 Com era, com è il nome 186 Esercizi 188 Verifica 202 Consolidamento e Potenziamento L articolo L articolo e le sue funzioni Le forme dell articolo Gli usi dell articolo determinativo Gli usi dell articolo indeterminativo Gli usi dell articolo partitivo 213 Mappa 214 Com era, com è l articolo 215 Esercizi 216 Verifica 222 Consolidamento e Potenziamento L aggettivo L aggettivo e le sue classificazioni L aggettivo qualificativo e le sue funzioni La flessione e la concordanza degli aggettivi qualificativi La struttura e la formazione degli aggettivi qualificativi 230

8 Indice 5. I gradi di intensità Casi particolari di comparativo e di superlativo I numerali I numerali cardinali e gli ordinali Gli altri numerali 236 Mappa 238 Com era, com è l aggettivo qualificativo 240 Esercizi 242 Verifica 256 Consolidamento e Potenziamento Il pronome e gli aggettivi pronominali Il pronome e le sue funzioni I pronomi personali Usi dei pronomi personali in funzione di soggetto Usi dei pronomi personali tonici in funzione di complemento Usi dei pronomi personali atoni in funzione di complemento I pronomi personali riflessivi I pronomi relativi Pronomi e aggettivi possessivi Pronomi e aggettivi dimostrativi Pronomi e aggettivi identificativi Pronomi e aggettivi indefiniti Pronomi e aggettivi interrogativi ed esclamativi I pronomi misti 284 Mappa 286 Com era, com è... il pronome 288 Esercizi 290 Verifica 308 Consolidamento e potenziamento Le parti invariabili del discorso L avverbio Gli avverbi qualificativi o di modo Gli avverbi determinativi I gradi di intensità La preposizione Le preposizioni proprie Le preposizioni improprie e le locuzioni preposizionali La congiunzione Le congiunzioni coordinative Le congiunzioni subordinative L interiezione 331 Mappa 332

9 Indice Com erano, come sono... le parti invariabili 334 Esercizi 338 Verifica 356 Consolidamento e potenziamento 358 Sintassi 1. La sintassi della frase semplice La frase semplice e i suoi elementi La frase minima e la frase espansa I sintagmi Il predicato Il predicato verbale Il predicato nominale L ellissi del predicato Il soggetto L attributo L apposizione I complementi Il complemento oggetto Il complemento predicativo Il complemento di specificazione Il complemento di termine Il complemento d agente e di causa efficiente Il complemento di causa Il complemento di fine Il complemento di mezzo Il complemento di modo Il complemento di compagnia e di unione Il complemento partitivo 381 6,12 Il complemento di denominazione I complementi di luogo Il complemento di allontanamento o di separazione Il complemento di origine o di provenienza I complementi di tempo Il complemento di limitazione Il complemento di paragone Il complemento di età Il complemento di argomento Il complemento di qualità Il complemento di materia I complementi di vantaggio e di svantaggio I complementi di quantità I complementi di abbondanza e di privazione Il complemento di colpa Il complemento di pena Il complemento di rapporto Il complemento di esclusione e di eccettuazione Il complemento di sostituzione o di scambio Il complemento concessivo Il complemento distributivo 394

10 Indice 6.33 Il complemento vocativo Il complemento esclamativo 394 Mappa 398 Esercizi 400 Verifica 445 Consolidamento e potenziamento Il periodo o frase complessa Il periodo e le proposizioni La classificazione delle proposizioni indipendenti La struttura del periodo Le forme di coordinazione Le forme di subordinazione I gradi di subordinazione Le proposizioni subordinate completive, sostantive o complementari dirette La proposizione soggettiva La proposizione oggettiva La proposizione dichiarativa La proposizione interrogativa indiretta Le proposizioni subordinate attributive o appositive La proposizione relativa propria Le proposizioni circostanziali, avverbiali o complementari indirette La proposizione causale La proposizione finale La proposizione consecutiva La proposizione temporale La proposizione concessiva La proposizione condizionale e il periodo ipotetico La proposizione relativa impropria La proposizione strumentale La proposizione modale La proposizione comparativa La proposizione avversativa La proposizione eccettuativa La proposizione esclusiva La proposizione limitativa Il discorso diretto e indiretto 486 Mappa 488 Esercizi 490 Verifica 533 Consolidamento e potenziamento 535 CDRom: Le lingue in primo piano La grammatica, la lingua materna, le lingue europee 543 Indice analitico 551 Storia di parole, Storia di cose e Parole in primo piano: indici 559

11 sezione 1 La fonologia e l ortografia La parola è costituita da suoni, o fonemi, che noi produciamo grazie ai nostri organi vocali. Nella lingua scritta i suoni vengono riprodotti con simboli grafici, le lettere o grafemi, il cui insieme forma l alfabeto. L italiano utilizza, infatti, la scrittura alfabetica, cioè un tipo di scrittura che, in linea di massima, rende ogni fonema con un grafema corrispondente. Il primo sistema di scrittura alfabetica, basato però solo sulle consonanti, fu elaborato dai Fenici; i Greci lo adattarono e lo integrarono con dei segni specifici per le vocali, e dall alfabeto greco, attraverso la mediazione degli Etruschi, derivò l alfabeto latino, che è oggi adottato da tutte le lingue occidentali ed è il più diffuso nel mondo. La grammatica è il sistema di regole che garantisce il funzionamento della lingua e si articola in diverse parti, ciascuna delle quali si occupa di un aspetto specifico del sistema linguistico. In particolare: la fonologia (dal greco phoné suono, e lógos, studio ) studia e classifica i suoni, o fonemi, da cui sono composte le parole; l ortografia (dal greco orthós, corretto, e gráfein, scrivere ) stabilisce le regole della corretta trascrizione dei suoni mediante i grafemi; la punteggiatura o interpunzione stabilisce l uso dei segni grafici che sono necessari alla trasposizione della lingua dal parlato alla forma scritta e comporta l osservanza di regole grafiche convenzionali, come l uso della lettera maiuscola. Obiettivi Sapere Distinguere e classificare i suoni. Conoscere i meccanismi di produzione e trascrizione di suoni e di parole. Distinguere la funzione dei segni di interpunzione. Saper fare Trascrivere correttamente i suoni ed effettuare la divisione in sillabe. Scrivere correttamente le parole. Usare la punteggiatura con efficacia espressiva.

12 LA FONOLOGIA E L ORTOGRAFIA 1. I suoni e le lettere dell italiano 1. I fonemi La comunicazione verbale, che contraddistingue l uomo dagli altri esseri viventi, è dovuta a una sua caratteristica fisiologica, quella di possedere un apparato fonatorio, cioè un insieme di organi in grado di produrre delle onde sonore attraverso una complessa interazione. I suoni che l uomo può articolare sono molto numerosi; quelli usati per comporre le parole sono di numero ridotto e variabile da una lingua all altra e sono detti fonemi (dal greco phoné, suono, voce ). I fonemi sono unità minime di suono che non sono provviste di significato, ma hanno la capacità di distinguere una parola dall altra. Cambiando anche un solo fonema, si ottengono parole con significati molto diversi: lana, nana, rana, sana, tana, vana I fonemi della lingua italiana sono una trentina e, a seconda del modo in cui sono prodotti, vengono tradizionalmente suddivisi in vocali e consonanti. 2

13 1.1 Le vocali 1. I suoni e le lettere dell italiano Le vocali sono suoni di natura musicale che vengono prodotti facendo fluire liberamente l aria proveniente dai polmoni e mantenendo la cavità orale aperta. A differenza delle consonanti, esse possono essere pronunciate da sole, senza l aiuto di altri suoni. Le vocali della lingua italiana sono sette e, a seconda del diverso grado di apertura delle labbra nel pronunciarle, si distinguono in aperte e chiuse: a è sempre aperta e, o possono essere aperte o chiuse i, u sono sempre chiuse Per rappresentare i sette fonemi vocalici disponiamo dunque solo di cinque lettere. Infatti, le lettere e, o rappresentano sia il suono aperto che quello chiuso; perciò, quando si ha l esigenza di distinguere i due suoni nella scrittura, si ricorre all accento grave (è, ò) per indicare le vocali aperte e all accento acuto (é, ó) per indicare quelle chiuse. Le vocali e, o sono sempre chiuse quando non sono accentate; possono invece essere aperte o chiuse quando l accento della parola cade su di esse. La distinzione della loro pronuncia è oggi avvertita solo nella parlata toscana; in realtà la diversa apertura vocalica è il solo elemento che consente di distinguere alcune parole omografe, cioè quelle che si scrivono allo stesso modo, ma che assumono un significato diverso proprio in relazione alla vocale aperta o chiusa. l affètto (nome il sentimento ) io affétto (ind. presente di affettare ); la pèsca (nome il frutto del pesco ) la pésca (nome l atto del pescare ); le bòtte (nome le percosse ) la bótte (nome il recipiente ); còlto (part. passato di cogliere ) cólto (aggettivo istruito ); io vòlgo (ind. presente di volgere ) il vólgo (nome il popolo ). 1.2 I gruppi vocalici Le vocali possono unirsi a formare un gruppo di suoni che, a seconda delle vocali di cui si compone, viene definito dittongo, trittongo, iato. Il dittongo è costituito da due vocali che si pronunciano con una sola emissione di voce; ciò avviene quando: i o u non accentate si uniscono a un altra vocale accentata; ià, iè, iò, uà, uè, uò, ài, èi, òi, àu, èu i e u si uniscono tra loro. iù, uì, ùi All interno di un dittongo le vocali i e u hanno un suono intermedio tra quello vocalico e quello consonantico e sono perciò definite semiconsonanti o semivocali. In particolare: sono semiconsonanti quando precedono un altra vocale; in questo caso il dittongo si definisce ascendente, perché nel pronunciarlo il tono della voce sale passando dal primo al secondo elemento; 3

14 LA FONOLOGIA E L ORTOGRAFIA ià $ fiàsco iè $ pièno iò $ fiòre iù $ piùma uà $ usuàle uè $ duètto uò $ buòno sono semivocali quando seguono un altra vocale e formano un dittongo detto discendente, perché nella pronuncia il tono della voce diminuisce passando dal primo al secondo elemento. ài $ dàino èi $ sèi òi $ nòi ùi $ lùi àu $ càuto èu $ nèutro Sono invece falsi dittonghi i gruppi vocalici all interno dei quali la i e la u sono semplici segni grafici indispensabili per la corretta trascrizione di alcuni fonemi: cia, cie, cio, ciu scia, scie, scio, sciu gua, gue, gui, guo gia, gie, gio, giu glia, glie, glio, gliu qua, que, qui, quo Il trittongo è costituito da tre vocali, un dittongo unito a una i, che si pronunciano con una sola emissione di voce. iài $ inviài ièi $ mièi uài $ guài uòi $ suòi iuò $ aiuòla Lo iato (dal latino hiatum, apertura, distacco ) è l unione di due o più vocali che si pronunciano con suoni distinti e che quindi non formano dittongo. Ciò avviene quando: le vocali a, e, o si incontrano tra di loro; paese, creatura, boato, reo la i o la u accentate si incontrano con un altra vocale non accentata; vìa, paùra, pìo la i fa parte del prefisso ri- o dei prefissoidi bi- e tri-. riunire, biennio, triangolo 1.3 Le consonanti Le consonanti sono suoni che vengono prodotti quando la fuoriuscita dell aria dai polmoni incontra un occlusione o un forte restringimento. Come indica il nome stesso (dal latino consonante[m], che suona insieme con ) non possono essere pronunciate da sole, ma richiedono la presenza di una vocale. I suoni consonantici sono tradizionalmente raggruppati in categorie diverse secondo: il modo di articolazione, cioè il tipo di occlusione di uno o più organi fonatori; in base a questo criterio le consonanti si distinguono in: occlusive $ g e c (+ a, o, u, h), p, b, t, d fricative $ f, v, s, sc liquide $ l, r, gl nasali $ m, n, gn affricate $ c, g (+ e, i), z 4 il luogo di articolazione, cioè l organo vocalico interessato nella pronuncia, per cui le consonanti si distinguono in: labiali $ p, b, m dentali $ d, t labio-dentali $ f, v alveolari $ l, n, r, s, z palatali $ c, g (+ e, i), gl, gn, sc gutturali $ c, g, k, q

15 1. I suoni e le lettere dell italiano la sonorità, cioè la vibrazione o meno delle corde vocali, per cui si dicono consonanti sonore se nella loro pronuncia le corde vocaliche vibrano, consonanti sorde se le corde vocali non vibrano. Sono: sonore $ c, g (+ e, i), s (+ b, d, g, l, m, n, r, v oppure tra due vocali), z (a inizio di parola, tra due vocali) b, d, m, n, r, v sorde $ c, f, g, p, t, s, z 2. I grafemi e l alfabeto Nella scrittura, i fonemi sono rappresentati graficamente da segni convenzionali chiamati grafemi (dal greco gráfein, scrivere ) o lettere, il cui insieme forma l alfabeto (da alpha e beta, le prime due lettere dell alfabeto greco). L alfabeto della lingua italiana si compone di 21 lettere, disposte in un ordine convenzionale; ad esse vanno aggiunte altre 5 lettere (j, k, w, x, y), che sono state inserite nell elenco dei dizionari secondo l ordine ripreso dall inglese e che sono indispensabili per la trascrizione dei suoni delle parole straniere. Le lettere dell alfabeto possono essere scritte con caratteri maiuscoli o minuscoli. Maiuscolo Minuscolo A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z Il nostro alfabeto è una scrittura fonetica, per cui a ogni fonema corrisponde tendenzialmente una lettera. Tuttavia, la corrispondenza tra fonemi e grafemi non è perfetta: le lettere a, b, d, f, l, m, n, p, r, t, v rappresentano ciascuna un solo fonema; le lettere c, e, g, i, o, s, u, z sono la trascrizione di due fonemi; la lettera h, definita muta, non rappresenta nessun suono specifico, ma serve a rendere sorde le consonanti c e g; i due grafemi c e q corrispondono allo stesso fonema; un solo fonema viene reso con due grafemi, chiamati digrammi: ch, gh + e, i; ci, gi + a, o, u; sc + e, i; gl + i; gn + vocale; un solo fonema viene reso con tre grafemi, chiamati trigrammi: gli, sci + vocale. 3. Le principali norme ortografiche Poiché non vi è una corrispondenza perfetta tra i fonemi e i grafemi, la trascrizione delle parole italiane presenta non poche difficoltà. I principali problemi ortografici riguardano le seguenti lettere o gruppi di lettere: fonemi b / p regole sono precedute dalla -m, non dalla -n, ad eccezione dei composti di ben-; bambola, campo; mabenpensante M 5

16 LA FONOLOGIA E L ORTOGRAFIA fonemi cu / qu cqu / ccu qqu sce / scie ce / cie ge / gie li / gli ni / gni gn h regole non ci sono regole precise per le due grafie; percuotere, innocuo, circuito, squarcio, equitazione, questura cqu in acqua, acquisto, nei loro derivati e in alcuni passati remoti; acquerello, acquitrino, acquirente, nacque, tacque qqu solo in soqquadro; ccu negli altri casi. taccuino, accusato, accudire scie solo in usciere, scienza, coscienza e nei loro derivati cie e gie nel plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia e -gia preceduti da vocale; farmacie, valigie in nomi come cieco, cielo, specie, superficie, efficienza, sufficienza, società, pasticciere, crociera, igiene, effigie; ce, ge negli altri casi. rocce, ceste, lanceremo, gregge, gesta, mangerò li a inizio di parola, ad eccezione di gli articolo e pronome; lingua, lieto, liuto; ma gli, glieli, gliene all interno della parola, quando la l suona doppia, quando la i è accentata e in alcune parole derivate dal latino. allievo, malìa, miliardo gli negli altri casi; figlio, consiglio famigliare / familiare è accettato nella duplice grafia: famigliare riferito a famiglia; familiare nel senso di conosciuto. ni in alcune parole di origine latina; niente, scrutinio, colonia, genio gni quando la i è accentata e nelle forme verbali in -iamo, -iate; compagnìa, insegniamo, sogniate (si va però affermando la grafia senza i) gn in tutti gli altri casi. compagna, ognuno, ingegner per rendere sordo il suono c, g davanti a, i, e; cherubino, chiesa, ghetto, ghiotto per distinguere alcune voci del verbo avere; ho, hai, ha, hanno nelle esclamazioni; ah!, ahimè!, ahi!, ehi!, oh!, ohi! in alcune parole di origine straniera. hangar, hello, habitat 6

17 1. I suoni e le lettere dell italiano Un altra difficoltà ortografica è causata dal fenomeno del raddoppiamento consonantico, che può verificarsi quando due parole si uniscono a formare un unico termine. Se la prima parola termina per vocale e la seconda inizia per consonante, la consonante si comporta come segue: raddoppia se la prima parola è costituita da: i prefissi sopra, sovra, contra soprattutto, sovrabbondante, contraddire; gli avverbi là, più, sì, così laggiù, piuttosto, siffatto, cosiddetto; le preposizioni a, da, fra, su alla, dapprima, frapporre, suddetto; le congiunzioni e, né, se, o ebbene, neppure, seppure, ovvero; non raddoppia: la s impura (seguita da consonante) soprascritto, sovrastruttura, contrastante con i prefissi contro, pre, tra, sotto controbattere, trapiantare, sottomettere. 4. La sillaba La sillaba è un suono o un gruppo di suoni che si pronuncia con una sola emissione di voce e comprende sempre una vocale. La sillaba, la più piccola combinazione di suoni in cui si può scomporre la parola, può essere formata da: una sola vocale; i-so-la, a-li, o-de, e-ra, u-va un dittongo o un trittongo; uo-mo, ie-ri, a-iuo-la una o più consonanti unite a una vocale o a un dittongo. cre-sci-ta, pia-no, ar-ma Le sillabe si definiscono aperte, quando terminano per vocale, chiuse, quando terminano per consonante. referendum re -fe -ren -dum $ sillabe aperte In relazione al numero di sillabe da cui sono composte, le parole si dicono: monosillabe (se non hanno più di una sillaba) ciò, no; bisillabe (se non hanno più di due sillabe) a-go, bi-scia; trisillabe (se non hanno più di tre sillabe) om-brel-lo, san-da-li; quadrisillabe (se non hanno più di quattro gio-cat-to-lo, car-tel-li-na; sillabe) polisillabe (se hanno più di quattro sillabe) i-nef-fi-cien-te, a-scol-ta-to-re. 4.1 La divisione in sillabe sillabe chiuse Saper dividere le parole in sillabe è indispensabile quando, nello scrivere, si deve spezzare una parola per andare a capo; saperle contare, invece, è fondamentale per individuare la misura dei versi poetici, cioè il numero di sillabe di cui il verso si compone. La divisione in sillabe è regolata da alcune norme il cui principio fondamentale è che l unità della sillaba non deve essere spezzata. 7

18 LA FONOLOGIA E L ORTOGRAFIA La vocale e il dittongo a inizio di parola, seguiti da una consonante, formano una sillaba; a-mo, e-di-co-la, uo-vo, au-ro-ra i dittonghi e i trittonghi non si separano mai; suo-no, fiu-me, buoi le vocali di uno iato costituiscono due sillabe diverse e si possono separare; po-e-ta, pa-e-se la consonante singola forma sillaba con la vocale o il dittongo che la segue; cu-ci-na, ta-vo-lo, cau-zio-ne le consonanti doppie, compreso cq, si dividono tra due sillabe; at-ti-mo, an-no, ac-qua i digrammi e i trigrammi formano sillaba con la vocale seguente e non si separano; gnoc-chi, stri-scia i gruppi di consonanti diverse formano sillaba con la vocale che li segue solo nel caso in cui esistano parole che iniziano con quel gruppo consonantico; la-dro, po-sti-no (esistono parole inizianti con dro-: dromedario e sti-: stivale) i gruppi di consonanti diverse che non si trovano mai a inizio di parola (come l, m, n, r + consonante) si dividono: la prima consonante forma sillaba con la vocale che la precede, le altre con quella che segue. al-ba, ca-den-za, sem-pre (non esistono parole che iniziano con lb, nz, mpr) 5. L accento tonico Quando pronunciamo una parola composta da più sillabe, il tono della voce si appoggia con maggior intensità su una determinata sillaba. Questo rafforzamento è l accento tonico, che è presente in tutte le parole della lingua italiana di due o più sillabe. La sillaba e la vocale su cui cade l accento sono dette toniche (dal greco tónos, accento ), quelle prive di accento sono definite atone (dal greco a privativa + tónos). andare $ sillaba tonica an -da -re sillabe atone In relazione alla posizione della sillaba tonica, le parole si dicono: tronche (o ossìtone), se l accento cade sull ultima sillaba; verità, caffè, però, virtù piane (o parossìtone), se l accento cade sulla penultima sillaba; giostra, piacere, leggerezza sdrucciole (o proparossìtone), se l accento cade sulla terzultima sillaba; grandine, telefono, alfabetico bisdrucciole, se l accento cade sulla quartultima sillaba; litigano, regolano, affascinano 8

19 1. I suoni e le lettere dell italiano trisdrucciole, se l accento cade sulla quintultima sillaba. ordinaglielo, indicaglielo, temperamelo Per quanto riguarda i monosillabi, alcuni hanno l accento tonico, come sì, no, re, tre, su, ma, fu, altri, invece, non hanno accento proprio e nella pronuncia si appoggiano a un altra parola. In particolare, i monosillabi atoni sono detti: proclitici (dal greco pro, davanti e klìnomai, mi appoggio ), se si appoggiano alla parola che li segue; rientrano in questo gruppo gli articoli determinativi, le preposizioni e le particelle pronominali mi, ti, ci, vi, gli, lo, li, la, le, ne, quando precedono la forma verbale; Mi ha scritto. Vi saluta. Ci verrà a trovare. Me li compri? Ne vuoi? enclitici (dal greco en, in, su ; e klínomai, mi appoggio ), se si appoggiano alla parola che li precede e si scrivono uniti ad essa; sono enclitiche le particelle pronominali quando si uniscono al verbo. Salutalo. Verrà a trovarci. Comprameli! Diglielo. Parlamene! 6. L accento grafico L accento grafico è il segno che viene utilizzato nella scrittura per rappresentare l accento tonico in determinati casi. Infatti, mentre l accento tonico riguarda la pronuncia della stragrande maggioranza delle parole italiane, l accento grafico interessa la scrittura solo di un numero molto limitato di parole. È d obbligo segnarlo: sulle parole tronche; libertà, farò, capì, lassù sui monosillabi che contengono un dittongo; ciò, già, giù, può, più, piè, scià sui composti di tre, re, su, blu e che; ventitré, viceré, lassù, altroché sui seguenti monosillabi perché l accento ha la funzione di distinguerli da altri monosillabi, che altrimenti verrebbero ad avere la stessa forma: monosillabi accentati monosillabi non accentati dà verbo da preposizione dì nome di preposizione è verbo e congiunzione là avverbio la articolo, pronome, nota musicale lì avverbio li pronome né congiunzione ne pronome sì avverbio si pronome e nota musicale sé pronome se congiunzione tè nome te pronome ché = perché che pronome e congiunzione Tutti gli altri non richiedono mai l accento: fa, fu, qui, qua, sa, so, sta, va. 9

20 LA FONOLOGIA E L ORTOGRAFIA L accento grafico non è mai d obbligo all interno della parola, ma in casi particolari può essere segnalato per facilitare non solo la pronuncia, ma anche la comprensione del significato, qualora il contesto non sia sufficiente a chiarirlo; ciò può accadere: per distinguere le parole omografe, cioè quelle che hanno identica grafia, ma pronuncia e significato diversi; càpito (dal verbo capitare) capìto (dal verbo capire) circuìto (dal verbo circuìre) circùito (nome) àmbito (nome) ambìto (aggettivo) per indicare la corretta pronuncia di parole poco usate o difficili. stricnìna, ecchìmosi Per indicare l accento, la scrittura tipografica si avvale di tre segni: l accento grave (`), l accento acuto ( ), l accento circonflesso (ˆ). Le diverse forme vengono così usate: sulle vocali a, i, u l accento è sempre grave; libertà, partì, giù le vocali e, o richiedono l accento acuto quando hanno suono chiuso; ciò avviene per la o solo all interno di parola, per la e anche in alcune parole tronche, tra cui poche forme di passato remoto; ancóra, né, sé, perché, benché, affinché, mercé, poté sulla e e sempre sulla vocale o a fine di parola si pone l accento grave per indicarne il suono aperto; cioè, tè, caffè, portò sulla i a fine di parola si pone l accento circonflesso per indicare la contrazione di -ii; quest uso, però, è ormai sempre più raro. principî (per segnalare che si tratta del plurale di principio e non di principe) 7. I fenomeni fonetici di collegamento Quando parliamo, pronunciamo le parole in successione e le colleghiamo le une alle altre, in modo da formare una catena di suoni. Spesso allora, per esigenza di pronuncia, operiamo delle fusioni e delle soppressioni foniche tra le parole che vengono a contatto. Tra questi fenomeni fonetici di collegamento i più frequenti sono l elisione e il troncamento, che intervengono a modificare la parte finale di una parola per adattarla ai suoni della parola successiva L elisione L elisione consiste nell eliminazione della vocale finale atona di una parola davanti a un altra che comincia per vocale o per h. La soppressione momentanea della vocale è segnalata nella scrittura dal segno grafico dell apostrofo. l edera, un auto, dell insegnante, quell hangar, bell incontro, c erano Nell uso corrente, si possono individuare alcuni casi in cui l elisione è obbligatoria sia nel parlato che nello scritto, altri in cui è sicuramente scorretta. Spesso però il ricorso o meno all elisione è un fatto soggettivo: mentre la velocità del parlato predilige l elisione, nella forma scritta si registra invece una certa tendenza a ripristinare

21 1. I suoni e le lettere dell italiano la vocale e a non apostrofare; in questi casi perciò non si può parlare di regole vere e proprie, ma piuttosto di usi consentiti, determinati dalle scelte espressive e soggettive dello scrivente. Passiamo quindi a indicare nello specifico le tre possibilità. L elisione è d obbligo (perciò nello scritto si deve usare l apostrofo) in tutti quei casi in cui la vicinanza dei due suoni vocalici risulterebbe alquanto sgradevole: l amico (e non lo amico); un ansia (e non una ansia); quell animale (e non quello animale). In particolare, si devono apostrofare: gli articoli lo, la e le relative preposizioni articolate; l oroscopo, l anima, nell acqua, dell olio una, e i suoi composti nessuna, alcuna davanti alla a; un amica, un urgenza, nessun altra gli aggettivi quello/a, bello/a, santo/a; quell allievo, bell uomo, sant Agata l avverbio ci quando è seguito da forme verbali che iniziano per e; c erano, c è, c entra la congiunzione anche seguita dai pronomi personali io, egli, esso/a, esse/i; anch egli, anch io tutto, niente, povero, senza ecc. in alcune formule fisse. tutt al più, tutt altro, nient altro, pover uomo, senz altro L elisione è facoltativa (la parola si può scrivere o per intero o eliminando la vocale e segnando il relativo apostrofo) con: i pronomi personali lo, la quando non ci sono dubbi riguardo al genere; incontrai Paolo e l invitai a cena da me i pronomi atoni mi, ti, ci, si, vi, ne; m alzai, mi alzai; se n andò, se ne andò l aggettivo questo/a; quest estate, questa estate; quest anello, questo anello l avverbio e la congiunzione come; com è, come è la preposizione di. d estate, d argento, d amore e d accordo, di anno in anno, di Elena L elisione è sempre scorretta e quindi non vanno apostrofati: le parole plurali; le opere, alle insegnanti, belle imprese l articolo gli e le relative preposizioni articolate, perché si verrebbe a produrre un suono diverso (non si può apostrofare gli anziani perché gl + a = gla); è ormai desueta anche davanti alla i seguita da vocale; gli Austriaci, quegli autonomi, gli Italiani (gl Italiani) l avverbio e il pronome ci davanti alle vocali a, o, u perché si produrrebbe un suono diverso; Non ci andrò. Ci occorre. Ci udì. gli articoli, le preposizioni, gli aggettivi davanti a i seguita da vocale, perché si produrrebbe un suono di difficile e sgradevole pronuncia; lo Ionio, quello iato, bella iella 11

22 LA FONOLOGIA E L ORTOGRAFIA i pronomi le, li, perché potrebbero essere confusi con le forme lo, la; Le invitai a cena. Li incontrai. la preposizione da, perché potrebbe essere confusa con la preposizione di. da Andrea, da affittare, ma d ora in poi, d ora innanzi, d altra parte Nella scrittura a mano è preferibile evitare sia di lasciare l apostrofo a fine riga (come invece è d uso corrente nella stampa per esigenze tipografiche), sia di ripristinare la vocale che subisce l elisione nell ultima parola a fine riga. La soluzione oggi più diffusa e accettata è quella di effettuare l elisione andando a capo. dell articolo $ dell / articolo (nei testi a stampa) dell articolo $ del / l articolo (nei testi a mano) 7.2 Il troncamento Il troncamento consiste nella caduta della vocale finale atona o dell intera sillaba finale di una parola davanti a un altra che comincia per vocale o consonante. La parola che subisce il troncamento può avere una sua esistenza indipendente (professor, quel, un, gran) e il fenomeno non è segnalato dall apostrofo, tranne in casi particolari che vedremo. Il troncamento può avere luogo solo se la parola da troncare è al singolare (tranne nel caso di grande) e termina con e o con o; in particolare, può cadere: la e/o finale preceduta da l, r, n, m davanti a una parola che comincia per vocale o per consonante ad eccezione di gn, ps, x, z, s impura (cioè seguita da un altra consonante): un, troncamento di uno; un asino, un leone nessun, troncamento di nessuno; nessun uomo, nessun risultato ciascun, troncamento di ciascuno; ciascun atleta, ciascun ciclista ma: uno gnomo, ciascuno psicologo, nessuno scoiattolo. la sillaba finale di una parola davanti a un altra che inizia per consonante ad eccezione di gn, ps, x, z, s impura. fra (da frate) Martino, gran (da grande) signore, bel (da bello) profilo, quel (da quello) libro, (ma grande stormo, bello zaino, quello xilofono) Il troncamento è d obbligo: con l articolo uno e i suoi composti alcuno, ciascuno, nessuno; alcun modo, ciascun albero con gli aggettivi bello, buono, santo, quello; bel viso, buon uomo, san Patrizio, quel capitolo con i nomi signore, dottore, ingegnere, professore, cavaliere, frate, suora, seguiti dal nome proprio; signor Luigi, professor Bianchi, suor Maria Grazia in alcune parole come amore, bene, fiore, fine, fino, male ecc. in particolari locuzioni. amor proprio, ben fatto, fior fiore, in fin di vita, in fin dei conti, mal di mare, ecc. 12

23 1. I suoni e le lettere dell italiano Il troncamento ricorre con frequenza, ma il suo uso è facoltativo e dipende dalle scelte soggettive dello scrivente: con l aggettivo grande davanti a consonante; gran dama, gran fatica, ma anche grande fatica con tale e quale; tal è, qual è, qual sorpresa, ma anche quale sorpresa in alcune locuzioni verbali. aver sete, aver paura, perder tempo, saper parlare, voler bene In alcune forme particolari di troncamento la caduta della sillaba o della vocale finale avviene indipendentemente dall incontro con un altra parola: in questi casi il fenomeno è segnalato con l apostrofo: po = poco Un po di latte; da = dai Da questo a lei; di = dici Di la verità; fa = fai Fa come vuoi; sta = stai Sta qui; va = vai Va con lei; te = tieni Te, prendilo; be = bene Be, vedremo; to = togli (prendi) To, prendi; mo = modo A mo di esempio. Una forma particolare di troncamento è piè, da piede, che presenta l accento e si usa in alcune particolari locuzioni. a piè di pagina, a piè pari, a piè sospinto Dalla teoria alla pratica Distinguere l elisione dal troncamento, in altre parole apostrofare o no, rappresenta una delle maggiori incertezze nella grafia della nostra lingua. Nel dubbio si può ricorrere a questo espediente: far seguire la parola da un altra dello stesso genere che incomincia per consonante (a eccezione di gn, ps, x, z, s impura): se la forma è corretta, è un troncamento e quindi non si deve mettere l apostrofo: un amico / si può dire un compagno buon aumento / si può dire buon guadagno qual è / si può dire qual sarà tal altro / si può dire tal riscontro se la forma è scorretta, è un elisione e si deve mettere l apostrofo: un isola / non si può dire un penisola nessun ansia / non si può dire nessun gioia quell edera / non si può dire quel pianta bell amica / non si può dire bel ragazza 13

24 LA FONOLOGIA E L ORTOGRAFIA Per non sbagliare Gli errori che si riscontrano più frequentemente negli scritti riguardano i monosillabi; ricorda quindi che si scrivono: senza accento e senza apostrofo con l accento con l apostrofo te pronome da preposizione di preposizione va indicativo sta indicativo fa indicativo e nota musicale Po il fiume e congiunzione si pronome e nota musicale se congiunzione se stesso pronome riflessivo ne pronome che pronome relativo, congiunzione la articolo, pronome, nota musicale li articolo, pronome su re tre blu qui, qua fu tè = la bevanda dà = indicativo di dare dì = giorno è verbo sì avverbio sé pronome riflessivo né negazione ché = perché là avverbio lì avverbio i composti di su i composti di re i composti di tre i composti di blu te = tieni da = dai di = dici va = vai sta = stai fa = fai po = poco 14

25 Mappa 1. I suoni e le lettere dell italiano LA PAROLA è costituita da fonemi le più piccole unità di suono grafemi o lettere, i segni grafici convenzionali che costituiscono l alfabeto vocali (aperte o chiuse) consonanti (sonore o sorde) dittongo trittongo iato digrammi trigrammi due vocali pronunciate con una sola emissione di voce ià, iè, iò, uà, uè, uò, iù, ùi tre vocali pronunciate con una sola emissione di voce iài, ièi, uài, uòi, iuò due o più vocali pronunciate separatamente ae, ea, oa, eo, ìa, aù, ìo due lettere che rendono un unico suono ch, gh, ci, sc, gl, gn tre lettere che rendono un unico suono gli, sci LA SILLABA è la più piccola combinazione di suoni in cui si può scomporre la parola; è formata da una sola vocale a-mo un dittongo o un trittongo au-to, a-iuo-la una o più consonanti con una vocale o un dittongo tre-no, pri-ma 15

26 LA FONOLOGIA E L ORTOGRAFIA Mappa L ACCENTO tonico indica il rafforzamento della voce nella pronuncia di una delle sillabe della parola grafico indica nello scritto (solo in certi casi) l accento tonico lo possiedono: parole di due o più sillabe alcuni monosillabi: sì, no, re, tre, su, ma, fu proclitici articoli determinativi preposizioni non lo possiedono i monosillabi che possono essere: enclitici è d obbligo su: parole tronche lassù monosillabi con dittongo già alcuni monosillabi dà, dì, è, là, lì, né, sì, sé, tè per distinguerli da non è d obbligo su: sillabe all interno della parola altri monosillabi da, di, e, la, li, ne, si, se, te particelle pronominali mi, ti, ci, vi, gli, lo, li, la, le, ne I FENOMENI FONETICI DI COLLEGAMENTO elisione è l eliminazione della vocale finale atona di una parola davanti a un altra che inizia per vocale o h troncamento è la caduta della vocale o della sillaba finale atona di una parola è sempre segnalata dall apostrofo un ora, bell amico, nessun altra non è segnalato dall apostrofo un uomo, bel luogo, nessun altro è segnalato dall apostrofo solo in: po, be, mo, to, te, da, di, fa, sta, va 16

27 Esercizi 1. I suoni e le lettere dell italiano I suoni e le lettere dell italiano I fonemi (pagina 2) 1. Sostituisci la vocale evidenziata in modo da formare altre parole di senso compiuto. es. pazza, pezza, pizza, pozza, puzza 1. coste celle ballo atto nave pista peri carta mule arto pinna matto manti rima coro lucci lana vento Individua il significato delle seguenti parole omografe, tenendo conto della vocale e/o aperta o chiusa (consulta eventualmente il dizionario). 1. pòsta pósta vòlto vólto èsca ésca vènti vénti lègge légge fòro fóro ròsa rósa fòsse fósse tèma téma collèga colléga Individua i dittonghi (fai attenzione, perché sono presenti anche dei falsi dittonghi). autorità maiolica sciacallo fienile coniuge caimano cornicione zeugita cianfrusaglia cariatide fluoro aggiungere dualismo maionese giostra duellante banderuola mediatore custodia ventaglio insidioso variegato asciutto fiumana euclidei miraggio proprietà radioscopia raucedine rimorchio 4. Distingui i dittonghi ascendenti dai dittonghi discendenti. plauso mansuetudine focolaio zaino liutaio eufonico obiezione fuoco persuasione reietto mosaico feudatario coincidenza assuefazione baita eucalipto fuoristrada paiolo pauroso mai 5. Distingui i dittonghi dagli iati. autonomia forestiero aedo riedizione plateale coriaceo augurio miopia coefficiente meandro fiordo caloria fusoliera coleottero sabaudo sanzione coreografia nautico aureo piega 17

28 LA FONOLOGIA E L ORTOGRAFIA Esercizi 6. Riconosci e distingui i dittonghi, i trittonghi e gli iati. 1. Per un caso fortuito ritrovai gli occhiali in un cassetto dell armadio. 2. Studiai la poesia di Giosue Carducci fino a quando non arrivarono i miei. 3. Anche se lo zio è stato un po temerario, la sua azione è stata giudicata un atto di eroismo. 4. Di fianco alla mia aula c è il laboratorio di informatica, in fondo al corridoio c è la segreteria. 5. Dopo che i due avversari ebbero sguainato la spada, il duello cominciò. 6. La ricorrenza del Santo patrono sarà festeggiata con i fuochi d artificio. 7. Il corteo dei manifestanti partirà dal piazzale antistante la mia scuola. 8. Ho acquistato il mobile del corridoio e quel baule in un negozio che è vicino all abitazione dei miei. 9. In primavera le aiuole del giardino si rivestono di fiori variopinti dal profumo soave. 10. In quella moschea ci sono dei mosaici antichi e molto preziosi. 11. Per il suo compleanno ho regalato a Paolo uno stereo nuovo e un pallone di cuoio. 7. Sostituisci la consonante evidenziata, in modo da formare altre parole di senso compiuto. 1. mare faro arca marca gente rata doge lesto saggio limo pasta canto rane calma detto notte pozze gelo base perso... I grafemi e l alfabeto (pagina 5) 8. Distingui i digrammi dai trigrammi. 9. Individua e distingui i digrammi e i trigrammi contenuti nelle parole delle seguenti frasi. sciatore foschia figli signorile sceneggiato maglietta chiacchiere moglie glaciazione scienziato scetticismo cianfrusaglie ingegnoso chiaroveggente coraggio cordoglio ghigliottina scegliere chiglia stagno 1. In quel sacchetto ci sono le conchiglie che abbiamo raccolto in Sardegna. 2. La moglie dell usciere aveva un gran cipiglio. 3. Uno sciame di api si è posato su un ciliegio del mio giardino. 4. Se esci con le tue amiche, comprami il giornale. 5. Ho lasciato il fermaglio per i capelli in bagno. 6. Alcune scene di questo film sono state girate nella mia città. 7. Ho cercato ovunque i biglietti del traghetto, ma non li trovo più. 8. Per non sciupare il maglione nuovo, mettiti il giaccone. 9. Alcuni compagni di scuola dei miei figli verranno con noi in montagna a sciare. 10. Il palcoscenico del teatro è stato addobbato con ghirlande di gigli e gladioli. Le principali norme ortografiche (pagina 5) 10. Completa le seguenti parole inserendo opportunamente cu, qu. collo...io, a...ire, rin...orare, s...oiato, la...stre, in...inato, e...amente,...esito, os...rare, s...otere, in...ilino, inno...o, lo...ace, cir...ito, s...adra, a...ilone, s...isito,...aglia, cospi...o, eva...ato 18

29 Esercizi 1. I suoni e le lettere dell italiano 11. Completa le seguenti parole inserendo opportunamente c, cc, cq, q. e...uazione, a...udito, ma...ulato, in...ulcare, su...ulento, tras...urato, pia...ue, sciala...uare, conse...utivo, a...uedotto, de...urione, o...upato, e...uivoco,...uaresima, a...ulturato, e...uinozio 12. Completa le seguenti parole inserendo opportunamente c, cc, cq, q. e...uidistante, cias...uno, a...uisire, pe...ulato, a...usato, in...uirente, re...uperare, e...uilibrio, s...udiscio, a...uisto, lo...uace, a...uerello, a...umulo, scia...uio, ta...ue, li...uame 13. Completa le seguenti parole inserendo opportunamente sce, scie. palco...nico, na...nte, vi...re, co...nza, iride...nte, a...ta, mi...la, co...nte, cono...nte, di...ndenza, onni...nte, fluore...nte, co...,...nziato,...nata,...ttico,...nografia, va...llo,...nza,...mpio 14. Completa le seguenti parole inserendo opportunamente ce, cie. bra...re, ac...cante,...lestiale,...lo, minac..., cartac..., effi...nza, gia...nza, frec..., suffi...nte,...co, ec...zione, so...vole, pa...re, adia...nte, quer...,...rvicale, rossic..., con...ria, ac...dere 15. Completa le seguenti parole inserendo opportunamente ge, gie....latina,...niale, effi..., cilie..., a...nte,...rmoglio,...ntilezza, ener..., a...volare, e...mone, analo..., pro...tto, strate...,...ologo, i...nizzante,...nerale,...stire, ele..., falan...,...store 16. Completa le seguenti parole inserendo opportunamente li, gli. bargi...o, conchi...a,...ana, ve...a, ca...o, conci...o, a...ante, ve...ero, vettova...e, pattu...a, mobi...ere, magno...a, spira...o, pasti...a, so...a, o...era, ausi...are, mani...a, cipi...o, fi...ale 17. Completa le seguenti parole inserendo opportunamente ni, gn. pu...alare, i...ettore, rite...o, so...atore, co...ugato, i...oto, inge...ere, ge...ale, timo...ere,...ente, mi...olo, cico...a, sta...ola, i...aro, pio...ere, stra...ero, opi...onista, vi...aiolo, o...uno, disu...one 18. Inserisci opportunamente o, ho, oh, a, ha, ah nelle seguenti frasi chiesto... Paolo se verrà con me... vedere la mostra che sbadata!... dimenticato... casa il libro che dovevo prestare... mia cugina fai come ti... detto... commetterai un grave errore che sollievo! Per fortuna sei arrivata... casa, stavo per venire... cercarti. 5. Luigi... superato l esame:... capito bene... mi sto sbagliando? me non piacciono le persone arroganti e il tuo amico mi... fatto innervosire. 7. Non... intenzione di perdere altro tempo:... ti sbrighi... io me ne vado, non... voglia di arrivare in ritardo... scuola per colpa tua , sì,... detto io... Claudia di acquistarmi quel pennello invitato a cena Luigi, ma non gli... detto... che ora deve essere... casa mia. 10. Anche se la mia squadra... perso,... giocato molto bene e... avuto la soddisfazione di partecipare... un torneo molto impegnativo. 11. Non ti... chiesto se tua madre... intenzione di venire con noi... se invece ci raggiungerà più tardi povero me! Non... ancora finito di studiare e tra poco passeranno... prendermi per andare... giocare... calcio. 19

30 LA FONOLOGIA E L ORTOGRAFIA Esercizi 19. Inserisci il grafema h dove necessario. 1. Ti o aspettato a lungo nella all dell otel e quando o visto che non arrivavi o deciso di andare a cena da sola. 2. Mentre stavo mangiando un ot dog e un amburger o incontrato Claudio e l o invitato a bere un caffè. 3. Ai acquistato tu i libri da regalare ai figli di Letizia? 4. O povera me! Non o spento il fornello e o lasciato bruciare la cena. 5. L anno scorso i miei allievi anno partecipato a un concorso e anno vinto un bellissimo premio. 6. A, grazie al cielo sei arrivato: o un sacco di cose da dirti, ma, a proposito, ai già pranzato? 7. L anno vista l anno scorso al mare, ma non le anno parlato. 8. Gli o affidato questo compito perché a notevoli capacità. 9. Ai sentito qual è la prima canzone italiana dell it parade? 10. O povera me! Che cosa mi ai fatto ai capelli? 11. Gli o chiesto se preferiva mangiare la pasta o il riso ma non mi a risposto e così o scelto io per lui. 12. O come mi dispiace! O saputo che ai perso il lavoro e che non ne ai ancora trovato un altro. 20. Scrivi il composto derivato dall unione delle due parole indicate. e + pure... sopra + vivere... pre + fisso... sotto + stare... sovra + naturale... su + seguire... contro + corrente... così + che... da + bene... a + curato... contra + tempo... fra + tempo... a + porre... là + dove... La sillaba (pagina 7) 21. Classifica le parole in relazione al numero delle sillabe. 1. ipertensione poi caotico fiordo incentivo ipotetico mai autopsia diffamazione portiere contea lei fluido continuativo cauto allineato causa mortaio giunco muscolo Classifica le parole in relazione al numero delle sillabe. 1. coercizione paesaggio sai claudicante miglio asfissia muraglia gioioso rispondere igienizzante ecografia comizio aria mio areato querela coatto fai eresia arma... 20

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