PRINCIPI DI RADIOPROTEZIONE
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- Giulia Martinelli
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1 PRINCIPI DI RADIOPROTEZIONE
2 La radioprotezione è la disciplina che studia gli effetti delle radioazioni ionizzanti sull'uomo e che fornisce le direttive per proteggersi dai pericoli che derivano dall'uso delle radiazioni soprattutto nell'impiego professionale e sul paziente Il fine è quello di tutelare gli individui esposti, i loro discendenti e in generale la specie umana e l'ambiente da eventuali danni che potrebbero insorgere dallo svolgimento di attività con rischio da radiazioni ionizzanti
3 Dopo la seconda guerra mondiale, con le esplosioni di Hiroshima e Nagasaki e la sperimentazione sugli animali da laboratorio, si rilevò come non esistesse una dose soglia per gli effetti mutageni e oncogeni. Venne abbandonato il concetto di dose di tolleranza al di sotto della quale non erano possibili effetti, e venne ricercata una dose con piccolo rischio biologico. Principio ALARA Acronimo di As low as Reasonably Achievable Le stime di rischi non erano univoche e pertanto nel 1972 si arrivò alla formulazione, da parte dell'i.c.r.p., del principio per cui le dosi devono essere tanto basse quanto è concretamente ottenibile.
4 Le attività che comportano esposizione alle radiazioni ionizzanti debbono essere preventivamente giustificate e periodicamente riconsiderate alla luce dei benefici che da esse derivano, secondo tre principi: Giustificazione Non sarebbe accettabile una indagine diagnostica radiologica quando gli stessi risultati potrebbero essere conseguiti con l'uso di energia acustica (ecografia) o con campi magnetici (RM), ambedue di minore pericolosità. Giustificazione di un esame radiologico che apporta al paziente un beneficio reale significa per esempio la diagnosi precoce di una malattia curabile, rispetto al rischio ipotetico del danno da radiazioni ionizzanti. Ottimizzazione Le esposizioni alle radiazioni ionizzanti debbono essere mantenute al livello più basso ragionevolmente ottenibile, tenuto conto dei fattori economici e sociali. Limitazione delle dosi La somma delle dosi ricevute non deve superare i limiti prescritti per gruppo di popolazione
5 RAPPORTO TRA RISCHIO ED EVENTUALE BENEFICIO Nell'impiego medico delle radiazioni ionizzanti occorre affrontare serenamente un esame radiografico, orientandosi più al vantaggio che ne risulterà, rispetto al potenziale danno, pur chiedendo che vengano applicate tutte le possibili misure di radioprotezione.
6 A CHI E' INDIRIZZATA LA RADIOPROTEZIONE? Pazienti: tutti coloro che si sottopongono ad indagini radiologiche, di medicina nucleare oppure a radioterapia oncologica. Lavoratori esposti: persone sottoposte, per l'attività che svolgono, ad un'esposizione che può comportare dosi di irradiazioni superiori ai limiti fissati per le persone del pubblico
7 LE FONTI DI IRRADIAZIONE - 70% fondo naturale di radiazioni di cui: - 35% irradiazioni interna da radionuclidi naturali - 23% radiazioni gamma di origine terrestre - 12% radiazioni cosmiche Cause del fondo naturale: - Radiattività delle acque: dovuta al trasporto nelle acque, attraverso la pioggia o le acque di drenaggio, di materiali radioattivi presenti nell'aria o nel suolo - Raggi cosmici (radiazioni galattiche e solari) - Radiattività del suolo: dovuta principalmente alla presenza di gas radioattivi come radon e toron - 28% irradiazione per scopi medici -2%ricadute radiattive, esposizioni lavorative -0,1%rilascio da industrie nucleare
8 MODALITA' DI IRRADIAZIONE L'esposizione alle radiazioni ionizzanti può avvenire secondo diverse modalità: - IRRADIAZIONE ACUTA A DOSE ELEVATA CIRCOSCRITTA - IRRADIAZIONE ACUTA A DOSE ELEVATA GENERALE - IRRADIAZIONE RIPETUTA A PICCOLE DOSI
9 IRRADIAZIONE ACUTA A DOSE ELEVATA CIRCOSCRITTA Si verifica in radioterapia oncologica, quando i tessuti ricevono, in breve tempo, elevate quantità di radiazioni, oppure è causata da incidenti che implicano l'esposizione di un piccolo volume corporeo.
10 IRRADIAZIONE ACUTA A DOSE ELEVATA GENERALE E' conosciuta storicamente come "malattia da esplosioni atomiche". Le lesioni oltre che dalla radioattività, sono causate dal calore e dall'energia meccanica.
11 IRRADIAZIONE RIPETUTA A PICCOLE DOSI Si tratta di esposizione di parti corporee, prevalentemente le mani, per lunghi periodi di tempo, ed è la situazione tipica di alcuni lavoratori (danni professionali da radiazioni ionizzanti) E' da rilevare che con l'affinamento della tecnologia e delle apparecchiature sono sempre meno colpiti da questo tipo di malattia i radiologi. CATEGORIA A RISCHIO Radiologi interventisti, neuroradiologi, cardiologi, emodinamisti, urologi, endoscopisti (posizionamento di protesi), ortopedici e alcuni gruppi di pneumo-tisiologi.
12 DANNI GENETICI Sono a carico delle gonadi, con possibile induzione di sterilità oppure con comparsa di mutazioni genetiche o di aberrazione cromosomiche nelle cellule germinali e possibili alterazioni somatiche e/o genetiche a carico della discendenza DANNI SOMATICI Sono a carico dei tessuti irradiati, possono essere locali o generali: - Cute delle mani (aree di discheratosi da cui possono derivare carcinomi cutanei) - Leucopenia e/o piastrinopenia (possibile insorgenza di leucemia)
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14 TIPI DI ESPOSIZIONE Per esposizione si intende qualsiasi esposizione di persone a radiazioni ionizzanti. Distinguiamo due modalità di esposizione: - ESPOSIZIONE INTERNA - ESPOSIZIONE ESTERNA
15 CONCETTI FONDAMENTALI DI RADIOPROTEZIONE DEL LAVORATORE Un mezzo di protezione fondamentale è rappresentato dal dosimetro che viene sempre portato dal lavoratore esposto, e letto a determinate scadenze temporali per misurare la dose di radiazione assorbita. I film-badge sono i dosimetri più diffusi e contengono una pellicola radiografica la cui lettura, in rapporto all'annerimento, offre una stima della dose assorbita. Attualmente i dosimetri impiegati sono: film-badge a camera di ionizzazione a termoluminescenza Il personale che si trova a lavorare in ambienti in cui sono utilizzate le radiazioni ionizzanti deve conoscere e rispettare le norme di radioprotezione: tali norme vengono proposte ed affisse alle pareti tramite appositi cartelli.
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17 SCHERMATURE Delle apparecchiature Mobili Fisse Personali o individuali Il fine della protezione sanitaria dei lavoratori è quello di ridurre il più possibile, e comunque al di sotto di determinati valori di dose, l'esposizione del lavoratore
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19 LAVORATORI ESPOSTI I lavoratori vengono classificati dall'esperto qualificato in: Lavoratori non esposti (dose globale < 1 msv/anno) Lavoratori esposti (dose globale > 1 msv/anno) A loro volta i lavoratori esposti vengono classificati in: Categoria A: Rischio di superare, in un anno solare, la dose di 6 msv per esposizione globale Categoria B: Lavoratori suscettibili di esposizioni superiori a quelle dei non esposti, ed inferiore a quella dei lavoratori della categoria A
20 RADIOPROTEZIONE DEL PAZIENTE Il paziente deve essere protetto il più possibile durante l'esecuzione degli esami radiografici e non devono essere effettuati esami inutili ai fini diagnostici MISURE DI RADIOPROTEZIONE Diaframmare il fascio radiogeno Impiegare brevi tempi di radioscopia Schermare le gonadi Allontanare gli accompagnatori del paziente dalla sala diagnostica Informarsi sull'eventualità di una gravidanza (regola dei 10 giorni) La protezione si concretizza in una serie di procedure che vengono effettuate sotto la responsabilità dei datori di lavoro e affidate a due figure professionali: il medico autorizzato e l'esperto qualificato.
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23 LEGISLAZIONE DELLA RADIOPROTEZIONE Attualmente nella legislazione italiana i testi di legge più recenti in tema di radioprotezione sono: -D.L. n. 230 del 17/03/ D.Lgs. n. 187 del 26/5/2000
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