Indice 1 TASSI E RAPPORTI DI MORTALITÀ
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- Faustino Messina
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1 LEZIONE TASSI E RAPPORTI IN AMBITO SANITARIO PROF. CRISTIAN SIMONI
2 Indice 1 TASSI E RAPPORTI DI MORTALITÀ Tassi mortalità corretti (standardizzati) Tasso di mortalità standardizzato anni (valori per mille abitanti) Tassi di mortalità infantile Tassi di mortalità neonatale Tasso di natimortalità Tasso di mortalità perinatale Rapporto causa di morte Rapporto di mortalità proporzionato Tassi di fertilità (fecondità) Bibliografia di 15
3 Le misure statistiche in ambito sanitario aiutano gli operatori di questo settore a valutare lo stato di salute della collettività. Tra gli strumenti statistici più usati dalle istituzioni e strutture sociosanitarie vi sono: il tasso: indica la frequenza con la quale si verifica un certo evento, è espresso nella forma: a è la frequenza con cui un evento si manifesta, a+b invece rappresenta il numero di soggetti a rischio rispetto all evento nello stesso intervallo di tempo. k è un numero-base come 10/100/1000, usato per evitare risultati con cifre troppo piccole di difficile lettura. Il numeratore del tasso è qui parte del denominatore. rapporto: è una frazione del tipo ; in cui c e d sono le frequenze che si riferiscono al manifestarsi di qualche evento o situazione e k un numero-base come 10/100/1000. Un caso di rapporto è ad esempio il numero di posti letto per abitante, dunque nella suddetta frazione il numeratore non è parte del denominatore, al contrario del tasso. 3 di 15
4 1 Tassi e rapporti di mortalità Il tasso di mortalità esprime la frequenza relativa del manifestarsi della morte in un intervallo temporale, con riferimento ad una popolazione specifica. Nel t.d.m. il denominatore indica la popolazione a rischio, mentre il numeratore indica le morti relative alla popolazione determinata dal denominatore. Tasso grezzo di mortalità annuale: Nel caso in cui si voglia confrontare il tasso grezzo di mortalità di due popolazioni bisogna tener conto delle variabili socioeconomiche, etniche, l età ed il sesso. Tasso specifico di mortalità annuale: permette di osservare tassi di mortalità di piccoli gruppi di popolazione: Un esempio di tasso specifico può essere quello in cui al numeratore si inseriscono le morti attribuite ad una data malattia; altri tassi specifici sono quelli sesso-etnia Tassi mortalità corretti (standardizzati) Quando indaghiamo il livello di salute della popolazione osservando i tassi di mortalità specifici, ci accorgiamo d essere di fronte ad un gran numero di dati. Si può dunque costruire un tasso cosiddetto corretto o standardizzato che consiste nel tenere costanti alcuni fattori come ad esempio il sesso o l età. Infatti, effettuare confronti tra territori con popolazioni rispettivamente più giovani e più anziane, senza tenere conto di ciò, potrebbe portare a conclusioni fuorvianti. 4 di 15
5 Un tasso standardizzato mira a quantificare dunque la mortalità che si avrebbe in due popolazioni a confronto se la distribuzione per età fosse la stessa. Per calcolare questo tasso bisogna scegliere la popolazione standard che dovrebbe rispecchiare la distribuzione della popolazione per la quale si vuole stimare l effetto. Il tasso standardizzato rappresenta quindi un indicatore costruito in modo artificiale, che non corrisponde più esattamente al valore reale, ma che è adatto a confrontare i valori della mortalità tra periodi e realtà territoriali diversi per struttura di età delle popolazioni residenti. 5 di 15
6 1.2. Tasso di mortalità standardizzato anni (valori per mille abitanti) Fonte: Tasso di varizione Tasso di variazione medio annuo Piemonte 8,8 9,1 8,1 8,4 8,1-8,4-2,1 Lombardia 8,4 8,6 7,7 7,8 7,6-9,8-2,5 Veneto 8,2 8,3 7,7 7,8 7,5-7,8-2,0 Emilia-Romagna 8,3 8,6 7,9 8,0 7,8-6,2-1,6 Toscana 8,3 8,5 7,7 8,0 7,7-6,7-1,7 Italia 8,5 8,7 7,9 8,1 7,8-7,5-1,9 Stuttgart 8,7 8,9 8,1 8,3 7,9-9,4-2,4 Freiburg 8,8 9,0 8,4 8,4 8,0-9,7-2,4 Denmark 11,6 11,3 10,9 10,6 10,6-8,1-2,0 Pais Vasco 8,2 8,3 7,8 8,0 7,5-9,2-2,3 Cataluna 8,6 8,8 8,1 8,5 7,8-8,8-2,2 Etela-Suomi 9,8 9,6 9,2 9,2 8,9-9,4-2,3 Pays de la Loire 8,5 8,8 7,9 7,9 7,7-10,1-2,5 Rhone-Alpes 8,4 8,4 7,7 7,9 7,3-12,8-3,2 Noord-Brabant 9,9 9,6 9,1 9,0 8,7-11,8-2,9 Wielkopolskie 12,2 12,1 11,9 11,5 11,5-5,2-1,3 Bucaresti-Ilfov 13,1 12,8 12,1 12,7 12,5-4,4-1,1 Derbyshire and Notting. 10,5 10, West Midlands 10,5 10, UE 27 10,1 10,1 9,5 9,6 9,3-7,9-2,0 Tassi di mortalità materna Intendiamo con cause puerperali un decesso collegato alla gravidanza. Un problema legato a questo tasso è che i nati morti non vengono inclusi nel denominatore: una madre infatti può incorrere nella morte per causa puerperale senza aver necessariamente avuto un nato vivo. Inoltre una madre può avere dei parti gemellari e dunque in tale caso il denominatore aumenta e fanno diminuire il tasso. Infine, la morte della madre potrebbe avvenire ad una grande distanza di tempo dalla nascita (anche un anno dopo). 6 di 15
7 1.3. Tassi di mortalità infantile I limiti di questo tasso sono rappresentati dal fatto che dei bambini possono nascere in un anno solare e morire in quello successivo: tale tasso dunque è attendibile sono all analisi di popolazioni dove vi sia un andamento demografico costante; meno preciso invece risulta in situazioni ove vi siano cambiamenti rilevanti da anno ad anno Tassi di mortalità neonatale È utile per scoprire la natura della mortalità per età inferiori all anno Tasso di natimortalità Tale tasso è controverso in quanto in alcuni paesi non si definisce la durata della gravidanza mentre in altri questo parametro è preso in considerazione a fini del calcolo del tasso. Si preferisce pertanto utilizzare un rapporto di natimortalità: 1.6. Tasso di mortalità perinatale Questo tasso combina degli elementi presenti nei tassi precedenti: 7 di 15
8 1.7. Rapporto causa di morte Questo rapporto serve ad indicare l importanza di un determinata causa di morte: si possono confrontare ad esempio due collettività Rapporto di mortalità proporzionato Serve a confrontare le condizioni di salute di diversi gruppi: una età. Il denominatore può riguardare ad esempio i morti per incidente o un gruppo rappresentate 8 di 15
9 Variazioni nel tasso di mortalità infantile (0-5 anni): decessi su nati vivi. Fonte: www. Unicef.it Regione Africa subsahariana Asia meridionale Paesi asiatici ex URSS Oceania Asia occidentale Asia sud-orientale Nord Africa America Latina e Caraibi Asia orientale Paesi europei ex URSS Est Europa Paesi in via di sviluppo di 15
10 2 Tassi di fertilità (fecondità) Per fertilità si intende l attitudine alla procreazione (può rimanere anche solo potenziale), ovvero la capacità della donna a dar luogo ad una nascita vivente. L età feconda delle donne è convenzionalmente stabilita ai fini statistici dai 15 ai 49 anni. Tasso grezzo di natalità È il tasso più utilizzato, si tratta del totale dei nati vivi diviso la popolazione totale Tasso di fertilità generale Tasso di fertilità specifico per età Questo tasso permette l analisi dei tassi di fertilità per intervalli limitate di età feconde. Questi tassi possono essere calcolati per anni singoli o per intervalli di età, o ancora tassi specifici di fertilità possono riguardare l etnia o lo stato socioeconomico. Tasso di fertilità totale Quando i tassi specifici per età sono sommati e moltiplicati per l ampiezza della classe specifica si ottiene un tasso di fertilità totale. Tasso di fertilità cumulato Si ottiene moltiplicando il tasso di natalità specifico per età per l ampiezza della classe d età, cumulata per età. Tasso di fertilità standardizzato 10 di 15
11 Come per il tasso grezzo standardizzato, così è possibile ottenere un tasso di fertilità standardizzato. Tasso di fecondità per classi di età e TFT Anni 2001, 2004 e Fonte: Fonte: TFT TFT TFT Piemonte 18,0 68,3 82,6 40,7 3,7 1,15 19,2 70,1 89,5 48,2 4,9 1,26 20,1 71,9 90,4 51,7 5,7 1,31 Lombardia 17,9 68,3 90,1 46,1 4,4 1,22 19,5 72,5 97,0 54,6 5,7 1,35 21,0 74,5 97,9 58,5 6,5 1,41 Veneto 16,2 67,5 87,4 47,6 4,6 1,20 18,9 72,3 97,6 55,9 5,9 1,36 20,0 73,6 98,1 57,5 6,5 1,39 Emilia- Romagna 21,4 67,2 81,0 43,9 4,2 1,19 23,1 71,2 88,3 51,9 5,8 1,32 24,2 74,3 89,4 54,9 6,7 1,38 Toscana 17,1 63,3 80,5 44,3 4,2 1,13 18,7 66,0 89,7 52,9 6,0 1,27 19,2 64,1 88,8 56,1 6,6 1,29 Italia 21,3 74,5 84,9 43,4 4,4 1,25 21,0 74,4 91,6 50,4 5,6 1,33 20,7 73,6 91,9 53,5 6,2 1,35 Tassi e rapporti di morbosità Uomini Donne Casi Tasso grezzo Tasso std Casi Tasso grezzo Piemonte Valle d'aosta Lombardia Trentino Alto Adige Veneto Friuli Venezia Giulia Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Tasso std 11 di 15
12 Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ITALIA Tumori: numero di nuovi casi, tasso grezzo di incidenza per , tasso standardizzato (standard europeo) per Età: Anno Tasso grezzo: calcolato come rapporto tra casi e popolazione, per Tasso standardizzato (std): tasso corretto per età utilizzando come standard la popolazione europea. Fonte: i dati sono stimati dal Reparto Epidemiologia dei Tumori del Centro Nazionale di Epidemiologia Sorveglianza e Promozione della Salute dell Istituto Superiore di Sanità. Disponibile su: Con morbosità intendiamo la condizione della collettività rispetto ad una malattia. Nel caso delle malattie la registrazione di casi è più difficile, i dati spesso a disposizione sono incompleti in alcuni paesi. Tasso di incidenza Assieme al tasso di prevalenza, quello di incidenza è fra i più utilizzati. Misura il grado con il quale i nuovi casi vanno manifestandosi nella società, per questo è utile al fine di valutare l urgenza di misure preventive. Tasso (rapporto) di prevalenza 12 di 15
13 Trattasi in realtà di un rapporto anche se comunemente definito tasso. È usato spesso nello studio delle malattie croniche: Il rapporto di letalità Serve a testare quanto sia efficace un programma terapeutico. Può essere infatti interpretato come la probabilità di morire dopo aver contratto la malattia (ad esempio malattie endemiche): Il rapporto di immaturità Tasso di attacco secondario Consente di calcolare il manifestarsi di una malattia contagiosa tra persone a rischio che sono già state esposte a contagio in precedenza. È utile ad esempio nei contesti chiusi (ad es. scolareschi), laddove è presumibile che tutti i membri siano stati a contatto. 13 di 15
14 14 di 15
15 Bibliografia Wayne W. Daniel, Biostatistica, Edises, Città di castello Fowler- Jarvis- Chevannes, Statistica per le professioni sanitarie EdiSES, Città di Castello Bland M., Statistica medica, Apogeo, Milano Marradi A.- Nigris D. (a cura di), Evidence-Based Medicine: una critica, Franco angeli, Milano di 15
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