Sequential Function Chart (SFC)
|
|
|
- Tommaso Tosi
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 Sequential Function Chart (SFC) Linguaggio orientato al Sequencing Deriva dallo standard IEC 848 "Preparation of Function Charts for Control Systems", basato su alcune idee tipiche del Grafcet Linguaggio Grafico Grafcet: Standard Francese basato sulle Reti di Petri Vantaggi: Programmazione Top-Down Si basa su : Transition, Step, Action, Oriented Arc home N start
2 Step Nome Nome Due tipi di Step: Normal Step, Initial Step Vi può essere un solo Initial Step Ogni step ha associato un nome unico in tutto il POU I nomi associati agli step sono trattati come variabili locali nel POU A ciascuno Step è associato uno Stato: Attivo o non Attivo L Initial Step viene automaticamente attivato quando vi è una Cold-Start
3 A ciascuno Step sono associate due variabili: Step Active Flag. E' una variabile booleana che diviene vera quando lo step Nome diviene attivo. Nome_Step.X Può essere utilizzata in qualunque parte del programma, allo scopo di testare che un particolare step è attivo. Elapse Time. E' una variabile di tipo TIME. Quando uno step diviene attivo la variabile è posta a zero. Mentre lo step è attivo, la variabile viene aggiornata. Quando lo step non è più attivo, la variabile conserva il suo ultimo valore, ossia memorizza quanto tempo lo step è rimasto attivo l'ultima volta che è stato attivato. Nome_Step.T Step Può essere utilizzata in qualunque parte del programma, ad esempio per imporre un limite massimo sulla durata dello stato attivo.
4 Transition Una transizione è rappresentata da una barra orizzontale nera A ciascuna transizione è sempre possibile associare almeno uno Step precedente ed almeno uno Step seguente: il numero di Step precedenti e seguenti può essere maggiore di uno (vedi sequenze simultanee): uno precedente/molti seguenti, molti precedenti/uno seguente. A ciascuna transizione VIENE essere associata una condizione booleana (TRUE, FALSE). Lo stato della transizione coincide con la condizione associata
5 Condizione associata alla Transition La condizione booleana può essere essere costituita da: Una variabile booleana (TRUE, FALSE) o in generale una qualunque espressione booleana Step1 start (TRUE, FALSE) Step2
6 Condizione associata alla Transition Un rung nel linguaggio ladder. Se il rung fornisce un flusso di corrente, la condizione associata alla transizione diviene vera x y Step1 z Step2 Una uscita binaria di un qualunque FB. Se l'uscita è vera allora la condizione associata alla transizione diviene vera FB Step1 Step2
7 Condizione associata alla Transition Un nome logico (Named Transition). Al nome logico viene associato un programma usando uno dei linguaggi IEC Nella definizione di una Named Transition si deve associare al suo nome logico un valore booleano. Step1 Definizione della Named Transition "Pstart" in Ladder: TRANSITION Pstart: x y Pstart Step2 Pstart z END_TRANSITION
8 Archi e Sequenze nel linguaggio SFC Un arco permette di associare step e transizioni tra loro Un arco è rappresentato da una linea verticale che collega uno step con una transizione. Un arco è orientato per default dall'alto verso il basso (step -> transizione) Nel caso in cui è necessario ricorrere ad un arco orientato dal basso verso l'alto, viene rappresentato il senso, tramite una freccia una sequenza è definita da una serie di step transizioni - step collegati da archi orientati
9 Archi e Sequenze nel linguaggio SFC
10 Sequenze Alternative E' possibile realizzare sequenze alternative tramite percorsi divergenti e convergenti. Le sequenze sono eseguite in mutua esclusione. percorso divergente percorso convergente
11 Sequenze Simultanee E' possibile realizzare sequenze simultanee tramite Simultaneous Sequence Divergence e Simultaneous Sequence Convergence. Divergenza di Sequenze Simultanee Convergenza di Sequenze Simultanee
12 Regole di Valutazione di una Transition La condizione associata ad una transizione è valutata SOLO quando lo Step precedente ad essa è Attivo (almeno uno Step è attivo: Initial Step!!!!) In tal caso, SE la condizione associata alla Transizione è vera, lo Step precedente si disattiva e diventa attivo lo Step seguente.
13 Regole di Valutazione di una Transition Sequenze Alternative Regole di valutazione delle sequenze alternative: 1. E' buona norma, associare alle transizioni presenti in Sequenze Alternative, condizioni logiche mutuamente esclusive 2. Le condizioni booleane associate alle transizioni vengono valutate da sinistra verso destra. 3. Se una o più transizioni hanno condizioni TRUE, la precedenza viene data alla transizione più a sinistra 4. E' possibile modificare la regola di precedenza, attribuendo una priorità a ciascuna transizione.
14 Regole di Valutazione di una Transition Sequenze Simultanee La condizione associata a questa transizione è valutata SOLO quando lo Step precedente è Attivo In tal caso, SE la condizione associata alla Transizione è vera, lo Step precedente si disattiva e diventano attivi gli Step seguenti della Sequenza Simultanea. La condizione associata a questa transizione è valutata SOLO quando tutti gli Step precedenti sono Attivi In tal caso, SE la condizione associata alla Transizione è vera, tutti gli Step precedenti si disattivano e diventa attivo lo Step seguente.
15 Regole di Valutazione di una Transition Sequenze Simultanee Le sequenze simultanee vengono valutate tutte in parallelo Per ciascuna sequenza simultanea solo uno step alla volta può essere attivo La convergenza di sequenze simultanee avviene solo quando tutti gli ultimi step di ciascuna sequenza sono attivi.
16 Regole di Valutazione di una Transition Sequenze Simultanee E' necessario che la Convergenza di Sequenze Simultanee possa attuarsi Tutti gli Step che afferiscono a tale convergenza devono poter diventare tutti attivi Esempio di Errata Convergenza di Sequenze Simultanee:
17 Actions Ad ogni Step è possibile associare una o più Action che descrivono le azioni da compiere quando il relativo Step è attivo Ogni action è rappresentata da un rettangolo connesso allo Step E' possibile che ad uno Step non sia associata alcuna azione. In tal caso quando lo Step diviene attivo, non viene eseguito nulla, e si attende che lo Step venga disattivato.
18 Action Name Actions Action Qualifier Indicator Variable Action Qualifier Action Name Indicator Variable Action Qualifier. Specifica le modalità di esecuzione dell'azione. Può assumere i valori: N, S, R, P, P1, P0, L, D, e loro combinazioni (SD, DS, SL) Action Name. Tale parametro DEVE essere unico in tutto il programma. All Action Name viene associata una variabile binaria o un programma. Il programma può essere scritto (a parte) in uno dei linguaggi IEC Indicator Variable (opzionale)
19 Action Qualifiers Lo Standard IEC prevede due modalità di esecuzione delle azioni associate ad uno step: Con la final scan logic: ogni azione, eccetto quelle associate agli Action Qualifier P0 e P1, viene eseguita ancora una sola volta dopo che la stessa azione viene disattivata Vantaggio: permette il reset/set di eventuali parametri/variabili utilizzati durante l'esecuzione dell'azione. Senza la final scan logic: l esecuzione di ogni azione termina esattamente alla propria disattivazione
20 Action Qualifiers 'N' Non stored action qualifier Step1 N Action1 Step1.X final scan logic Action1 T1 T1 L'azione "Action1" è eseguita continuamente mentre lo Step1 è attivo. Se "final scan" logic è implementata: quando lo Step1 è disattivato l'azione è eseguita una sola volta
21 Action Qualifiers 'S', 'R', Set e Reset action qualifier Step1 S Action1 Step1.X T1 T1 final scan logic StepN R Action1 Action1 TN StepN.X TN L'azione "Action1" inizia ad essere eseguita quando lo Step1 diviene attivo. L'azione viene memorizzata (stored) e continua ad essere eseguita fino a quando lo step StepN diviene attivo. Nel caso in cui un'azione non venga mai resettata tramite l'action qualifier 'R', essa viene eseguita all'infinito.
22 'P1' pulse action qualifier Action Qualifiers Step1 P1 Action1 Step1.X T1 T1 Action1 Quando lo Step1 è attivato, l'azione Action1 è eseguita una sola volta. In questo caso non esiste l opzione "final scan" logic
23 'P0' pulse action qualifier Action Qualifiers Step1 P0 Action1 Step1.X T1 T1 Action1 Quando lo Step1 è disattivato, l'azione Action1 è eseguita una sola volta. In questo caso non esiste l opzione "final scan" logic
24 Action Qualifiers L time limited action qualifier Step1.X Step1 L T#4s Action1 T1 final scan logic T1 Action1 4 s Step1.X T1 final scan logic Action1 4 s
25 Action Qualifiers D time delayed action qualifier Step1.X Step1 D T#4s Action1 T1 T1 Action1 4 s final scan logic Step1.X T1 Action1 4 s
26 Elementi Fondamentali di Controllo tramite SFC Sequence Skip:
27 Elementi Fondamentali di Controllo tramite SFC Sequence Loop:
28 Elementi Fondamentali di Controllo tramite SFC Rendezvous:
29 Esecuzione di un programma SFC L'esecuzione avviene con le modalità del task associato Ad ogni esecuzione: Inizializzazione: viene inizializzato l'initial Step e vengono eseguite le azioni associate all'initial Step Viene determinato l'insieme degli Step attivi Vengono valutate TUTTE le Transitions associate con gli Step Attivi Ogni Step Attivo che precede una Transizione "Vera" viene deattivato e lo Step successive viene attivato Tutte le azioni "attive" vengono eseguite (TUTTE) Nel caso della logica "final scan", allora vengono eseguite TUTTE le azioni terminate nella precedente esecuzione
30 SFC in Siemens TIA Portal SFC viene chiamato GRAPH Comportamento conforme a IEC L uso del linguaggio SFC/GRAPH NON è consentito in un OB, ma solo all interno di un FB L istanza di un FB scritto in linguaggio SFC/GRAPH viene richiamata in un OB qualunque
31 Possibili Catene Sequenziali SFC in Siemens TIA Portal
32 SFC in Siemens TIA Portal Come nello standard IEC 61131, i Passi (Step) hanno i due attributi: X e T Alle transizione si possono connettere rung o blocchi (KOP o FUP)
33 SFC in Siemens TIA Portal Azioni associate ad un Passo A differenza dello standard IEC , vengono introdotti i seguenti elementi: Interlock (opzionale). Eventi (opzionali): S1 (attivazione passo) e S0 (disattivazione passo) Come nello standard IEC , sono presenti i seguenti elementi: Action Qualifier: N, S, R, L, D Gli action qualifier P1, P0 non esistono e vengono realizzati da S1 o S0 Action: operando o richiamo blocco
34 SFC in Siemens TIA Portal La logica "final scan" NON è implementata L'Action può essere realizzata da: Operando rappresentato da una singola variabile binaria scrivibile (es.%m0.0, %Q124.0) Richiamo di un blocco funzionale o di una funzione Il richiamo di un blocco funzionale o di una funzione deve avvenire utilizzando unicamente l identificazione (action qualifier) N Sintassi Richiamo Blocco Funzionale (FB) CALL <FBName>, <DBName> (lista dei parametri) Sintassi Richiamo Funzione (FC) CALL <FCName> (lista dei parametri)
35 Esempio di Chiamata di un FB SFC in Siemens TIA Portal Action Qualifier N è obbligatorio se si chiama un FB o un FC
36 SFC in Siemens TIA Portal Comportamento del GRAPH in dipendenza del tipo di operando e dell identificazione usata Si evince che la CALL ammette unicamente l action qualifier N
37 SFC in Siemens TIA Portal Il Comportamento IEC relativo all'action Qualifier P1 si realizza tramite l'evento S1+N Comportamento del GRAPH in dipendenza del tipo di operando, dell identificazione usata e dell evento S1: L utilizzo di S1 quando si richiamano FB e FC, implica la loro esecuzione una sola volta in corrispondenza del fronte di salita (attivazione del passo)
38 SFC in Siemens TIA Portal Il Comportamento IEC relativo all'action Qualifier P0 si realizza tramite l'evento S0+N Comportamento del GRAPH in dipendenza del tipo di operando, dell identificazione usata e dell evento S0: Un passo si disattiva L utilizzo di S0 quando si richiamano FB e FC, implica la loro esecuzione una sola volta in corrispondenza del fronte di discesa (disattivazione del passo)
39 SFC in Siemens TIA Portal Il blocco viene richiamato e la catena passi inizializzata se il parametro INIT_SQ è "False".
40 SFC in Siemens TIA Portal Una volta che la catena è stata inizializzata, la successiva disattivazione della catena passi avviene su un fronte positivo sul parametro OFF_SQ Per riattivare la catena di passi ed ri-inizializzarla, il parametro INIT_SQ deve essere pilotato con un fronte positivo. Inizialmente 0
41 Esercizio: Distributore di Bibite FineCorsaA SA SB FineCorsaB
42 Esercizio: Distributore di Bibite Prelievo = = 1 Home Moneta = = 1 BLOCCA=1 Consegna Bibita SB=1 Attesa Attesa Prelievo Aperto = =1 FineCorsaB = = 1 Fine_Delay_SA = = 1 Home = =1 Prelievo RientroSB RientroSA FineCorsaA== 1 SA=1 Nuova Bibita Fine_Delay_SB = = 1
43 Nastro 1 Esercizio: 3 Nastri Nastro 2 s1 M1 Posizione P1 Comando: Go1 Sensore: OK1 M2 s2 Posizione P2 Comando: Go2 Sensore: OK2 Posizione di Home_Robot Comando: Go0 Sensore: OK0 M3 Posizione P3 Go3 OK3 s3 Open/Close = comandi di apertura e chiusura pinza manipolatore Nastro 3 s4
44 Esercizio: 3 Nastri home_robot s1 home1!s1 ok0 Vai P0 Go0=1 Go2=1 Go3=1 Close=1 Fine tempo!s1 && s2 Vai P2 Vai P3 Apri ok2 chiudi Vai P1 ok1 home3 && fine tempo Ok3 Open=1 Close=1 Go1=1 S3 && home_robot home3!s1 Ferma1!s2 home2!s2 Ferma2 M2=1 M1=1 muovi1 s1 muovi2 s2!s4 muovi3 M3=1 attesa s4
Sequential Functional Chart
Sequential Functional Chart Nel 1975 nasce il GRAFCET GRAPHe de Coordination Etapes Transitions Nel 1987 è stato adottato come standard internazionale dall IEC (Comitato Elettrotecnico Internazionale)
Sequential Function Chart
Sequential Function Chart Marco Mauri Politecnico di Milano P.zza Leonardo da Vinci, 32 22-23 Maggio 2001 1 Sommario La struttura del linguaggio La definizione di sequenza in termini di passi e transizioni
diagramma funzionale sequenziale Sequential functional chart (SFC)
Introduzione Sequential functional chart (SFC) Linguaggio innovativo adatto per la scrittura di algoritmi per il controllo logico/sequenziale Nasce come risultato di una apposita commissione istituita
Programmable Logic Controller Seconda Parte
Programmable Logic Controller Seconda Parte Sistemi per l automazione industriale Stefano Maggi Marco Bassetti Dipartimento di Elettrotecnica lunedì 10 novembre 2008 Contenuti Principio di funzionamento
Function Block Diagram
Function Block Diagram Marco Mauri Politecnico di Milano P.zza Leonardo da Vinci, 32 22-23 Maggio 2001 1 Sommario Struttura del linguaggio e notazioni grafiche Come esprimere espressioni semplici e complesse
Sequential Functional Chart (SFC) - Parte 1
Sequential Functional Chart (SFC) - Parte Automazione //05 Vincenzo Suraci STRUTTURA DEL NUCLEO TEMATICO INTRODUZIONE ELEMENTI DI BASE REGOLE DI EVOLUZIONE ESECUZIONE CICLICA RISOLUZIONE AMBIGUITÀ SINTASSI
Tecnica basata su Relazioni I/O Circuito di Clock
SIMULAZIONE: Tecnica basata su Relazioni I/O Visualizzare nel SIMATIC Manager l «online» Carichiamo OB1 utilizzando uno dei 3 modi: A drag & drop dall offline all online B Menu «Sistema di destinazione»
Automazione e territorio
Automazione e territorio ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE M. Bartolo - PACHINO LICEO Classico -LICEO Scientifico LICEO delle Scienze Applicate - Liceo delle Scienze Umane I.T.I.S. (Elettronica e Elettrotecnica
Sequential Functional Chart (SFC) - Parte 2
Sequential Functional Chart (SFC) - Parte 2 Vincenzo Suraci Automazione STRUTTURA DEL NUCLEO TEMATICO STRUTTURE DI COLLEGAMENTO Via Ariosto 25-00185 Roma http://www.diag.uniroma1.it 2 STRUTTURE DI COLLEGAMENTO
PREMESSA In questa lezione analizziamo le diverse modalità di programmazione del PLC, soffermandoci in particolare sulle programmazioni KOP e AWL.
PREMESSA In questa lezione analizziamo le diverse modalità di programmazione del PLC, soffermandoci in particolare sulle programmazioni KOP e AWL. MODALITA DI PROGRAMMAZIONE DEI PLC Durante il processo
Rappresentazione base 2
Rappresentazione base 2 La rappresentazione di un numero con decimali nel computer avviene utilizzando una particolare notazione identificata con il nome di IEEE754: Rappresentazione base 2 Si noti che
Laboratorio di Informatica Industriale
Laboratorio di Informatica Industriale Guida alla risoluzione degli esercizi 1.1 Introduzione... 3 1.2 Introduzione alla risoluzione di un problema in linguaggio Ladder... 3 1.3 Svolgimento esercizi in
I Diagrammi di Flusso OO
Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Informatica Corso di Ingegneria del Software A. A. 2008 - I Diagrammi di Flusso OO Generalità I diagrammi di attività vengono usati per modellare processi a
PLC. PROGRAMMABLE LOGIC CONTROLLER 2a parte CON RIFERIMENTO ALLE CPU SIEMENS ST 200 ED AL SW STEP 7 MICRO/WIN 32
PLC PROGRAMMABLE LOGIC CONTROLLER 2a parte CON RIFERIMENTO ALLE CPU SIEMENS ST 200 ED AL SW STEP 7 MICRO/WIN 32 SOFTWARE DI PROGRAMMAZIONE NORMATIVA IEC1131-3 - 1993 SCHEMI SEQUENZIALI FUNZIONALI (SFC)
Corso di Matematica per la Chimica. Dott.ssa Maria Carmela De Bonis a.a
Dott.ssa Maria Carmela De Bonis a.a. 2013-14 Programmi Un elaboratore riceve dei dati in ingresso, li elabora secondo una sequenza predefinita di operazioni e infine restituisce il risultato sotto forma
PLC CodeSys. Esercitazione 3. Automation Robotics and System CONTROL. Università degli Studi di Ferrara
Automation Robotics and System CONTROL Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Università degli Studi di Ferrara PLC CodeSys Esercitazione 3 Francesca Fanfoni [email protected] Indice
Programmare OB1 in KOP
Come programmare la funzione di memoria in Kop Programmare OB1 in KOP Inseriamo un nuovo segmento utilizzando il tasto destro Programmare FB in KOP Il blocco funzionale (FB) è subordinato al blocco organizzativo.
IL CONTROLLO DI UN PROCESSO
IL CONTROLLO DI UN PROCESSO 1 IL CONTROLLO DI UN PROCESSO Schema a blocchi 2 Il controllore può essere: A LOGICA CABLATA A LOGICA PROGRAMMABILE 3 CONTROLLORE A LOGICA CABLATA (*) (Wired Logic Control)
Modellazione di Workflow mediante le Reti di Petri. Prof. Giancarlo Fortino
Modellazione di Workflow mediante le Reti di Petri Prof. Giancarlo Fortino [email protected] Introduzione Il successo di un sistema di workflow si basa sulla qualità dei flussi di lavoro che lo compongono.
ESEMPIO QUATTRO: TRAPANO COMPLESSO
ESEMPIO QUATTRO: TRAPANO COMPLESSO Tecnica basata sulla macchina a stati Il sistema da analizzare è costituito da un trapano che deve effettuare un foro su un pezzo posizionato alla base del sistema. Il
Il Linguaggio di Programmazione IEC 61131-3 Ladder
Il Linguaggio di Programmazione IEC 61131-3 Ladder Linguaggio di Programmazione Ladder E' il più vecchio linguaggio di programmazione per PLC Si basa su simboli di provenienza "elettrica": binari di potenza
Algoritmi e soluzione di problemi
Algoritmi e soluzione di problemi Dato un problema devo trovare una soluzione. Esempi: effettuare una telefonata calcolare l area di un trapezio L algoritmo è la sequenza di operazioni (istruzioni, azioni)
Introduzione ad ISaGRAF
Ingegneria e Tecnologie dei sistemi di Controllo Introduzione ad ISaGRAF Ing.. Andrea Pagani D.E.I.S. Università di Bologna L.A.R. Laboratorio di Automazione e Robotica Tel: 051 2093069 email: [email protected]
Modulo 1 Concetti di base della Tecnologia dell Informazione
Modulo 1 Concetti di base della Tecnologia dell Informazione 1.0.1.1 1.0.1.2 1.0.1.3 Algoritmi Definizione di algoritmo e sua rappresentazione grafica Per algoritmo si intende un procedimento, che permette
Ambiente di sviluppo STEP 7 Micro/Win
Ambiente di sviluppo STEP 7 Micro/Win Viene utilizzato per lavorare esclusivamente con i PLC Simatic della serie S7-200. La finestra di progetto riprodotta in figura 1, che fa riferimento alla versione
Linguaggi di programmazione - Principi e paradigmi 2/ed Maurizio Gabbrielli, Simone Martini Copyright The McGraw-Hill Companies srl
Approfondimento 2.1 Non è questo il testo dove trattare esaurientemente queste tecniche semantiche. Ci accontenteremo di dare un semplice esempio delle tecniche basate sui sistemi di transizione per dare
RAPPRESENTAZIONE GLI ALGORITMI NOTAZIONE PER LA RAPPRESENTAZIONE DI UN ALGORITMO
RAPPRESENTAZIONE GLI ALGORITMI NOTAZIONE PER LA RAPPRESENTAZIONE DI UN ALGORITMO Rappresentazione degli algoritmi Problema Algoritmo Algoritmo descritto con una qualche notazione Programma Defne del procedimento
Nastro trasportatore con ribaltamento cassetta.
Nastro trasportatore con ribaltamento cassetta. Il seguente progetto prevede il controllo di un nastro trasportatore (attraverso un PLC Siemens S71200 o S7-1500 programmato in LAD) in cui è presente un'isola
Il linguaggio SFC. Il linguaggio SFC (Sequential
(Sequential Functional Chart) - introduzione - Negli anni 70 del secolo scorso (cioè circa 0 anni dopo il lavoro di C.. Petri) venne sviluppato un linguaggio grafico - inizialmente di specifica, poi anche
Tesina corso Tecnologie dei Sistemi di Automazione. Comando di una pressa. Anno Accademico 2007/2008 Prof. Raffale Iervolino
Tesina corso Tecnologie dei Sistemi di Automazione Comando di una pressa Anno Accademico 2007/2008 Prof. Raffale Iervolino Prefazione L introduzione nel 1988 ed in Italia nel 1996 dello standard IEC 611131,
PROCESSI NON SEQUENZIALI E TIPI DI INTERAZIONE
PROCESSI NON SEQUENZIALI E TIPI DI INTERAZIONE 1 ALGORITMO, PROGRAMMA, PROCESSO Algoritmo Procedimento logico che deve essere eseguito per risolvere un determinato problema. Programma Descrizione di un
Corso di Automazione Industriale. Prof. Ferrarini. Appunti sui PLC
Corso di Automazione Industriale Appunti sui PLC Politecnico di Milano Appunti su PLC 2/78 0. SOMMARIO 0. Sommario...2 1. IEC 6-1131...4 1.1 Introduzione alla IEC 6-1131...4 1.2 Il modello software proposto
Applicazioni del PLC: software
Applicazioni del PLC: software 1 Norme di Riferimento Si occupano dei PLC le Norme IEC 1131 tradotte dalle EN 61131 e classificate per il CEI dal Comitato Tecnico n 65; in esse vengono trattati argomenti
CENNI SULLA STRUTTURA DEL LINGUAGGIO SFC (O GRAFCET) ED ESEMPI DI APPLICAZIONE
Appunti Sistemi Automatici Pagina di 6 CENNI SULLA STRUTTURA DEL LINGUAGGIO SFC (O GRAFCET) ED ESEMPI DI APPLICAZIONE Struttura del linguaggio SFC e interpretazione Fase ( di partenza) Condizioni di transizione
Perché il P.L.C.? Introduzione di base al P.L.C. (Programmable Logic Controller) SAVE Veronafiere 23-25 Ottobre 2007
Perché il P.L.C.? Introduzione di base al P.L.C. (Programmable Logic Controller) SAVE Veronafiere 23-25 Ottobre 2007 Argomenti trattati Cosa è un P.L.C.? Logica cablata (Relé) Logica con il P.L.C. Vantaggi
PLC Sistemi a Logica Programmabile Il linguaggio Ladder-Parte
PLC Sistemi a Logica Programmabile Il linguaggio Ladder-Parte Seconda Prof. Nicola Ingrosso Guida di riferimento all applicazione applicazione dei Microcontrollori Programmabili IPSIA G.Ferraris Brindisi
Basi di dati attive. Paolo Atzeni Stefano Ceri. Basi di dati attive
Basi di dati attive Paolo Atzeni Stefano Ceri Basi di dati attive BD con componente per la gestione di regole Evento- Condizione-Azione (regole di produzione): eventi: normalmente modifiche della base
Esame Laboratorio di Sistemi Operativi Cognome Nome Mat.
Il compito è costituito da domande chiuse, domande aperte ed esercizi. Non è consentito l uso di libri, manuali, appunti., etc. Tempo massimo 2 ore. Domande chiuse: ogni domanda corrisponde ad un punteggio
GRAFICO DI PARETO. variabile rispetto a cui si vuole ordinare (ossia nel nostro esempio
Si consideri il data set nel file Pareto.xls. GRAFICO DI PARETO Vediamo come costruire il grafico di Pareto con Excel. Questo grafico non costituisce un output standard pertanto sarà necessario compiere
PLC Sistemi a Logica Programmabile Il linguaggio AWL istruzioni di base
PLC Sistemi a Logica Programmabile Il linguaggio AWL istruzioni di base Prof. Nicola Ingrosso Guida di riferimento all applicazione applicazione dei Microcontrollori Programmabili IPSIA G.Ferraris Brindisi
Traduzione degli SFC in Ladder Logic
Traduzione degli SFC in adder ogic Equazioni Booleane Equivalenti Algoritmi di Evoluzione Traduzione in adder ogic Stefano Panzieri Traduzione SFC - 1 Data una generica fase n di un SFC Regole di evoluzione
Breve Guida a Codesys Corso: Automazione Industriale aa 2011/2012 Ing. Elena Mainardi
Aprire Codesys File New Va lasciato None perchè non abbiamo un effettivo PLC target. Premendo ok PLC_PRG è una parola chiave: se non ci sono task configurati Codesys prende PLC_PRG e lo manda in esecuzione
Introduzione alle macchine a stati (non definitivo)
Introduzione alle macchine a stati (non definitivo) - Introduzione Il modo migliore per affrontare un problema di automazione industriale (anche non particolarmente complesso) consiste nel dividerlo in
Corso di Automazione industriale
Corso di Automazione industriale Lezione 2 PLC - Introduzione Università degli Studi di Bergamo, Automazione Industriale, A.A. 2016/2017, A. L. Cologni 1 Cos è un PLC PLC: Programmable Logic Controller
NORMA CEI EN 61131. PLC: programmazione. PLC: programmazione. PLC: programmazione. Automazione Industriale 3. Automazione Industriale
NORMA CEI EN 61131 Ing.Francesco M. Raimondi www.unipa.it/fmraimondi Lezioni del corso di Dipartimento di Ingegneria dell Automazione e dei Sistemi 1 La normativa IEC 1131 del 1993 ha standardizzato 5
Reggio Calabria, 29 Aprile 2009 ING.VALERIO SCORDAMAGLIA
TECNOLOGIE DEI SISTEMI DI CONTROLLO INTRODUZIONE PLC E DIAGRAMMA FUNZIONALE SEQUENZIALE Reggio Calabria, 29 Aprile 2009 ING.VALERIO SCORDAMAGLIA ESEMPIO: CARRELLO AUTOMATICO INTRODUZIONE PLC PROGRAMMABLE
Lattine: definizione del problema
Lattine: definizione del problema Il sistema da analizzare è un distributore automatico di bibite. Come mostrato in figura le bibite sono contenute in un vano cilindrico; due pistoni SA, SB trattengono
Circuiti di commutazione, codifica e decodifica
Circuiti di commutazione, codifica e decodifica Vediamo ora i più comuni circuiti per la codifica, decodifica e commutazione di informazioni rappresentate sotto forma binaria. Tali circuiti costituiscono
Elementi lessicali. Lezione 4. La parole chiave. Elementi lessicali. Elementi lessicali e espressioni logiche. Linguaggi di Programmazione I
Lezione 4 Elementi lessicali e espressioni logiche Matricole 2-3 Elementi lessicali il linguaggio C ha un suo vocabolario di base i cui elementi sono detti token esistono 6 tipi di token: parole chiave
3. Le routine evento in Access 2000/2003
LIBRERIA WEB 3. Le routine evento in Access 2000/2003 Le routine evento possono essere associate a un singolo controllo grafico (caselle di testo, pulsanti di comando, ecc.) presente all interno di una
Informatica ALGORITMI E LINGUAGGI DI PROGRAMMAZIONE. Francesco Tura. F. Tura
Informatica ALGORITMI E LINGUAGGI DI PROGRAMMAZIONE Francesco Tura [email protected] 1 Lo strumento dell informatico: ELABORATORE ELETTRONICO [= calcolatore = computer] Macchina multifunzionale Macchina
Programmazione Orientata agli Oggetti. Emilio Di Giacomo e Walter Didimo
Programmazione Orientata agli Oggetti Emilio Di Giacomo e Walter Didimo Una metafora dal mondo reale la fabbrica di giocattoli progettisti Un semplice giocattolo Impara i suoni Dall idea al progetto Toy
6 - Blocchi e cicli. Programmazione e analisi di dati Modulo A: Programmazione in Java. Paolo Milazzo
6 - Blocchi e cicli Programmazione e analisi di dati Modulo A: Programmazione in Java Paolo Milazzo Dipartimento di Informatica, Università di Pisa http://pages.di.unipi.it/milazzo milazzo di.unipi.it
Ingegneria e Tecnologie dei Sistemi di Controllo Programmazione di sistemi di controllo industriale (PLC)
Ingegneria e Tecnologie dei Sistemi di Controllo Programmazione di sistemi di controllo industriale (PLC) PRTE 2 Prof. lberto Tonielli, Ing. ndrea Tilli DEIS lma Mater Studiorum Università di ologna E-Mail:
STEP7: blocchi. Vi sono diversi tipi di blocchi che possono essere utilizzati all'interno di programmi utente:
STEP7: generalità In una CPU sono eseguiti due programmi distinti: Sistema operativo - gestione avviamenti e richiamo OB - gestione immagini di processo di ingresso e di uscita (OB1) - diagnostica e comunicazione
Programmazione Java Struttura di una classe, Costruttore, Riferimento this
Programmazione Java Struttura di una classe, Costruttore, Riferimento this [email protected] http://www.di.univaq.it/romina.eramo/tlp Roadmap > Struttura di una classe > Costruttore > Riferimento
1 Il Paradigma Imperativo
1 Il Paradigma Imperativo 1.1 Imp : un semplice linguaggio imperativo Abbiamo visto in Fun un meccanismo eager per la valutazione dei parametri di una funzione ed un meccanismo lazy. Una situazione analoga
Le Strutture di controllo Del Linguaggio C. Prof. Francesco Accarino IIS Altiero Spinelli Sesto San Giovanni
Le Strutture di controllo Del Linguaggio C Prof. Francesco Accarino IIS Altiero Spinelli Sesto San Giovanni STRUTTURE DI CONTROLLO PRIMITIVE SEQUENZA SELEZIONE (o scelta logica) ITERAZIONE NON PRIMITIVE
Esercitazioni di Reti Logiche. Lezione 5
Esercitazioni di Reti Logiche Lezione 5 Circuiti Sequenziali Zeynep KIZILTAN [email protected] Argomenti Circuiti sequenziali Flip-flop D, JK Analisi dei circuiti sequenziali Progettazione dei circuiti
Modulo 1. Concetti base della Tecnologia dell informazione. Prof. Nicolello Cristiano. Modulo 1
Concetti base della Tecnologia dell informazione Algoritmi Come interpreta un computer un problema? Algoritmi Algoritmo: sequenza ordinata di istruzioni per risolvere un problema (tradotto: sequenza di
Problema: dati i voti di tutti gli studenti di una classe determinare il voto medio della classe.
Problema: dati i voti di tutti gli studenti di una classe determinare il voto medio della classe. 1) Comprendere il problema 2) Stabilire quali sono le azioni da eseguire per risolverlo 3) Stabilire la
Configurazione & Programmazione Profibus DP. in Ambiente Siemens TIA Portal
Configurazione & Programmazione Profibus DP in Ambiente Siemens TIA Portal Configurazione Optional: Aggiungere File GSD Inserire Masters e Slaves Inserire Sottorete Profibus DP e collegare tutte le interfacce
ESEMPIO QUATTRO: CARROPONTE
ESEMPIO QUATTRO: CARROPONTE Tecnica basata sulla macchina a stati Il sistema da analizzare è costituito da un carroponte che può effettuare dei movimenti in su, giù, sinistra e destra. A riposo il gancio
La tecnica proporzionale
La tecnica proporzionale Regolatori di pressione La tecnica proporzionale Regolatori di pressione La tecnica proporzionale La tecnica proporzionale Controllo direzione e flusso La tecnica proporzionale
LA METAFORA DELL UFFICIO
LA METAFORA DELL UFFICIO Lavagna di lavoro Lavagna di programma Sportello utenti Impiegato Capo Ufficio LAVAGNA DI LAVORO Chiamiamo variabili le posizioni sulla lavagna, identificate ognuna da un nome
Analizzatori Lessicali con JLex. Giuseppe Morelli
Analizzatori Lessicali con JLex Giuseppe Morelli Terminologia Tre concetti sono necessari per comprendere la fase di analisi lessicale: TOKEN: rappresenta un oggetto in grado di rappresentare una specifica
1. Introduzione. 2. Installazione di WinEMTFree. 3. Descrizione generale del programma
Indice 1. Introduzione...3 2. Installazione di WinEMTFree...3 3. Descrizione generale del programma...3 4. Impostazione dei parametri di connessione...4 5. Interrogazione dei contatori...4 5.1 Sincronizzazione
Il Manuale di KXSLDbg. Keith Isdale Traduzione del documento: Samuele Kaplun Traduzione del documento: Simone Solinas
Keith Isdale Traduzione del documento: Samuele Kaplun Traduzione del documento: Simone Solinas 2 Indice 1 Introduzione 5 1.1 Funzionalità......................................... 5 2 Usare KXSLDbg 6 2.1
SEMAFORI SEMAFORI. Sul semaforo sono ammesse solo due operazioni (primitive)
SEMAFORI 1 SEMAFORI Variabile intera non negativa con valore iniziale >= 0 Al semaforo è associata una lista di attesa Qs nella quale sono posti i descrittori dei processi che attono l autorizzazione a
Ingegneria e Tecnologie dei Sistemi di Controllo. Programmazione di sistemi di controllo industriale (PLC) PARTE 1.
Ingegneria e Tecnologie dei Sistemi di Controllo Programmazione di sistemi di controllo industriale (PLC) PARTE 1 Prof. Alberto Tonielli, Ing. Andrea Tilli DEIS Alma Mater Studiorum Università di Bologna
Modelli di interazione tra processi
Modelli di interazione tra processi Modello a memoria comune (ambiente globale, global environment) Modello a scambio di messaggi (ambiente locale, message passing) 1 Modello a memoria comune Il sistema
Programmazione dei PLC in linguaggio Ladder
Programmazione dei PLC in linguaggio Ladder Prima Parte ITI Alessandro Volta - Sassuolo Anno Scolastico 2009/2010 Linguaggio LADDER (linguaggio a contatti ) Introduzione e concetti fondamentali Il LADDER
Programma del corso. Elementi di Programmazione. Introduzione agli algoritmi. Rappresentazione delle Informazioni. Architettura del calcolatore
Programma del corso Introduzione agli algoritmi Rappresentazione delle Informazioni Architettura del calcolatore Reti di Calcolatori Elementi di Programmazione Algoritmi e programmi Algoritmo Sequenza
Strutture dati e loro organizzazione. Gabriella Trucco
Strutture dati e loro organizzazione Gabriella Trucco Introduzione I linguaggi di programmazione di alto livello consentono di far riferimento a posizioni nella memoria principale tramite nomi descrittivi
Ingegneria del Software 9. Macchine a stati. Dipartimento di Informatica Università di Pisa A.A. 2014/15
Ingegneria del Software 9. Macchine a stati Dipartimento di Informatica Università di Pisa A.A. 2014/15 so far Modello del dominio Modello statico: diagrammi delle classi Modello dinamico : diagrammi di
Programmazione orientata agli oggetti: le classi
Programmazione orientata agli oggetti: le classi Oggetti e tipi di dati La programmazione che abbiamo visto finora agisce su variabili che appartengono a tipi di dati predefiniti: interi, floating point,
1 Esercizi in pseudocodice
Questa dispensa propone esercizi sulla scrittura di algoritmi in un linguaggio semiformale, utile all acquisizione delle abilità essenziali per implementare algoritmi in qualsiasi linguaggio di programmazione.
PLC CodeSys. Esercitazione 5. Automation Robotics and System CONTROL. Università degli Studi di Ferrara
Automation Robotics and System CONTROL Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Università degli Studi di Ferrara PLC CodeSys Esercitazione 5 Francesca Fanfoni [email protected] Indice
VARIABILI, ASSEGNAZIONE, DECISIONI
LEZIONE-TSQL-03 PROGRAMMAZIONE (VER02) PAG. 1 / 6 LEZIONE-TSQL-03 PROGRAMMAZIONE (VER02) T-SQL PROGRAMMAZIONE PARTE TERZA VARIABILI, ASSEGNAZIONE, DECISIONI Tratto da Gregory A. Larsen, http://www.databasejournal.com/features/mssql/article.php/3087431/t-sql-programming-part-1---defining-variables-and-if-logic.htm
SLIO. Semplifica la vita. OCTOBER 13
SLIO Semplifica la vita. 1 IL SISTEMA SLIO È VERSATILE Può essere comandato direttamente da pannelli o moduli di teleassistenza. Utilizzo tradizionale: comandato da un PLC, all interno di una rete di comunicazione.
Corso di Ingegneria del Software. Activity Diagram
Corso di Ingegneria del Software a.a. 2009/2010 Mario Vacca [email protected] Diagrammi di attività Diagrammi di attività 1. La notazione 2. Uso dei diagrammi di attività 3. TOOL di supporto 4.
Cos è un algoritmo. Si dice algoritmo la descrizione di un metodo di soluzione di un problema che sia
Programmazione Un programma descrive al computer, in estremo dettaglio, la sequenza di passi necessari a svolgere un particolare compito L attività di progettare e realizzare un programma è detta programmazione
I Bistabili. Maurizio Palesi. Maurizio Palesi 1
I Bistabili Maurizio Palesi Maurizio Palesi 1 Sistemi digitali Si possono distinguere due classi di sistemi digitali Sistemi combinatori Il valore delle uscite al generico istante t* dipende solo dal valore
Laboratorio di Architettura degli Elaboratori A.A. 2016/17 Circuiti Logici
Laboratorio di Architettura degli Elaboratori A.A. 2016/17 Circuiti Logici Per ogni lezione, sintetizzare i circuiti combinatori o sequenziali che soddisfino le specifiche date e quindi implementarli e
Istruzioni Condizionali
Corso di Laurea Ingegneria Informatica Fondamenti di Informatica 1 Dispensa 6 Istruzioni Condizionali Carla Limongelli Settembre 2006 http://www.dia.uniroma3.it/~java/fondinf1/ Istruzioni condizionali
Sintesi Sequenziale Sincrona Sintesi Comportamentale di reti Sequenziali Sincrone
Sintesi Sequenziale Sincrona Sintesi Comportamentale di reti Sequenziali Sincrone Il problema dell assegnamento degli stati versione del 9/1/03 Sintesi: Assegnamento degli stati La riduzione del numero
perror: individuare l errore quando una system call restituisce -1
perror: individuare l errore quando una system call restituisce -1 Quando una system call (o una funzione di libreria) non va a buon fine, restituisce come valore -1 Come si fa a sapere più precisamente
Istruzioni per l impostazione dei parametri nel REF 601
Istruzioni per l impostazione dei parametri nel REF 601 REF601 V2.2 omologato per CEI 0-16 ed.iii 12/2012 Il menù principale Premere i tasti freccia a sx e freccia in basso per 5 sec. A questo punto si
Manuale di Programmazione Siemens Step7 5.3 con Esercizi Svolti
Manuale di Programmazione Siemens Step7 5.3 con Esercizi Svolti Professore Ing. S. Cavalieri Studente D. Marassà Introduzione... 4 Campi d impiego del Simatic S7-300... 4 STEP 7... 4 Linguaggi di Programmazione...
Esempio PROGRAMMAZIONE IN LADDER IN AMBIENTE SIMATIC STEP7. Corso su. creato in esclusiva per Associazione PLC Forum
Corso su PROGRAMMAZIONE IN LADDER IN AMBIENTE SIMATIC STEP7 creato in esclusiva per Associazione PLC Forum www.plcforum.it Prof.Ing.Salvatore Cavalieri Università di Catania, Facoltà di Ingegneria Dipartimento
3.5.1 PREPARAZ1ONE I documenti che si possono creare con la stampa unione sono: lettere, messaggi di posta elettronica, o etichette.
3.5 STAMPA UNIONE Le funzioni della stampa unione (o stampa in serie) permettono di collegare un documento principale con un elenco di nominativi e indirizzi, creando così tanti esemplari uguali nel contenuto,
Modelli di interazione tra processi
Modelli di interazione tra processi Modello a memoria comune (ambiente globale, global environment) Modello a scambio di messaggi (ambiente locale, message passing) 1 Modello a memoria comune Il sistema
