I CEREALI. Caratteristiche fondamentali
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- Geraldina Genovese
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1 I CEREALI Caratteristiche fondamentali quasi tutte graminacee producono semi amidacei commestibili grande adattabilità ai diversi ambienti prodotto (granella) secco (12% umidità) scarsità di componenti indigeribili, ricchezza di amido sapore neutro contenuto proteico medio 10-11% (leguminose: 20-40%) scarsità di lisina e triptofano (leguminose: cistina e metionina) Importanza dei cereali sono il gruppo di colture più importanti oltre il 50% della superficie arabile mondiale nelle zone povere consumo diretto nelle zone ricche impiego come mangimi Tipi di cereali MICROTERMI: Frumento, Orzo, Avena, Segale, Triticale MACROTERMI: Riso, Mais, Sorgo in corsivo: cereali minori
2 IL FRUMENTO DURO alcuni dati coltivato sul 9% della superficie mondiale a frumento produzione annuale mondiale: 30 milioni di t paesi maggiori produttori: Canada (19%), Italia (16%), Stati Uniti (11%), altri (54%) paesi UE maggiori produttori: Italia (49%), Grecia (16%), Spagna e Francia (15%), altri (15%) tipico in zone siccitose il 40% della superficie mondiale si colloca nel Bacino del Mediterraneo coltivato in Italia su circa il 66% della superficie a frumento impieghi semola per paste alimentari sottoprodotti (crusca e farinetta)
3 IL FRUMENTO TENERO PRODUZIONE DI FRUMENTO TENERO NELLA UE milioni di t - anno D a n im a r c a F r a n c ia G e r m a n ia G r e c ia Ita lia S p a g n a S v e z ia R e g n o U n it o A lt r i U E PRODUZIONE DI FRUMENTO TENERO NEL MONDO milioni di t - anno P e c o A u s t r a lia A r g e n t in a C a n a d a U s a M e d io O r ie n t e C in a E x U r s s A lt r i Totale UE ,1 milioni di t Totale Mondiale ,5 milioni di t
4 La cariosside il prodotto o granella è rappresentato dalle cariossidi (frutti) peso mg parti: embrione (2-4%) endosperma (87-89%) tegumenti (8-10%) costituenti: embrione (grassi, proteine, enzimi, etc.) endosperma (amido, proteine, etc.) fattori di qualità: consistenza ed aspetto dell'endosperma Gli impieghi Frumento duro semola pasta MOLINO TRASFORMAZIONE Frumento tenero farina pane fette biscottate biscotti crackers sottoprodotti panettoni etc. MANGIMIFICIO
5 LA QUALITA' DEL FRUMENTO 1. Qualità varietale 2. Qualità di stoccaggio 3. Qualità molitoria 4. Qualità tecnologica 5. Qualità commerciale
6 1.QUALITA' VARIETALE Molte caratteristiche che influenzano la qualità finale di una partita di grano sono di origine genetica (cultivar coltivata) modificate poi, solo entro certi limiti, dall'ambiente di coltivazione, dalla tecnica agronomica, dalla modalità di conservazione. 2.QUALITA' DI STOCCAGGIO Il prodotto conservato (granella) è soggetto a diversi agenti patogeni e fisici che ne possono alterare le caratteristiche qualitative. Si stima una perdita del 7-10% di prodotto durante la conservazione senza un'adeguata difesa. Si utilizzano mezzi fisici (freddo) e/o chimici (gas, liquidi. etc.).
7 3.QUALITA' MOLITORIA Equivale alla resa alla macinazione del frumento e dipende da vari fattori: FRUMENTO TENERO FRUMENTO DURO PESO ETTOLITRICO SI SI SLAVATURA SI SI PRE-GERMINAZIONE SI SI BIANCONATURA VOLPATURA CONTENUTO IN CENERI SI SI SI
8 PESO ETTOLITRICO Detto anche "peso specifico apparente", è un indice della resa in farina (tenero) e in semola (duro). Corrisponde al peso (in kg) dell'unità di volume (in hl) occupato dalle cariossidi e dagli spazi vuoti nella bilancia di Schopper in cui si standardizza l'assestamento delle cariossidi in un cilindro metallico con volume di 250 ml, che poi verrà pesato. PESO ETTOLITRICO MEDIO (frumento) : kg/hl P. ETTOLITRICO MINIMO (duro) = 76 kg/hl P. ETTOLITRICO MINIMO (tenero) = 70 kg/hl P. ETTOLITRICO MINIMO (tenero panificabile) = 73 kg/hl DIMINUISCE AUMENTA semi rotti impurità leggere umidità > 12% striminzimento irrigazione concimazione azotata buon riempimento della granella raccolta tempestiva
9 SLAVATURA Si manifesta con un aspetto traslucido della granella a seguito di piogge dopo la maturazione. Nel frumento duro provoca riduzione dei pigmenti del colore. PRE-GERMINAZIONE La granella inizia a germinare in campo o anche durante la conservazione. Provoca grave peggioramento della qualità tecnologica. BIANCONATURA Interessa solo il grano duro e si manifesta con una frattura farinosa e non vitrea della cariosside. Per legge non si può avere più del 50% di chicchi bianconati anche se solo parzialmente.
10 VOLPATURA Si manifesta con un imbrunimento della granella nella zona embrionale o nel solco ventrale. Nel caso del frumento duro provoca pasta "puntata" di nero con forte deprezzamento commerciale. Soglie di tolleranza: UE 2% EIMA 5% Alcune Industrie 10% CENERI Con tale termine si indica il contenuto minerale della granella espresso in % di sostanza secca dopo incenerimento in stufa a 575 C. La legge 580/67 stabilisce che le paste di semola di grano duro debbono avere un quantitativo di ceneri massimo dello 0,9%. In base al contenuto di ceneri vengono classificate le farine di grano tenero (tipo OO, O, 1, 2 ed integrale). Per la molitura il valore ottimale è inferiore o uguale a 1,85%.
11 CLASSIFICA DELLE FARINE TIPO CENERI (% s.s.) OO < 0,5 O 0,5-0,65 1 0,651-0,8 2 0,801-0,95 INTEGRALE 1,4-1,6 4.QUALITA' TECNOLOGICA Equivale all attitudine di un frumento ad essere trasformato in un certo tipo di prodotto alimentare secondo determinate tecnologie. Per il frumento tenero sono possibili varie utilizzazioni a seconda della combinazioni di alcuni parametri qualitativi (merendine, crackers, pane, biscotti, etc.). Per il frumento duro, analogamente, sono possibili varie utilizzazioni (spaghetti, paste corte, miscele, paste all uovo, etc.).
12 FRUMENTO TENERO Contenuto proteico Resistenza alla lievitazione Forza della farina Elasticità del glutine Stabilità dell impasto N x 5,70 s.s. Indice di caduta W P/L Indice farinografico FRUMENTO DURO Contenuto proteico N x 5,70 s.s. Forza della farina W Elasticità del glutine P/L Indice di giallo
13 RESISTENZA ALLA LIEVITAZIONE Viene misurata con l indice di caduta di Hagberg (F.N. o falling number) che rappresenta il tempo necessario (in secondi) affinchè un gel d amido ottenuto con la farina da analizzare si degradi ad opera dei soli enzimi presenti nell impasto con la temperatura che sale fino a 100 C. < 160 enzimi amilolitici già attivati (pregerminazione) 240- ottimale 300 > 300 perdita dell attività enzimatica (invecchiamento) Dipende da: Finezza della farina Pre-germinazione Conservazione
14 IL GLUTINE Il glutine è un complesso di natura proteica (glutenine e gliadine) presente nell endosperma della cariosside di frumento. Si tratta di una sostanza biancastra, elastica, appiccicosa e di limitato valore nutrizionale (priva di triptofano, lisina e cisteina) ma di importanza tecnologica notevole perchè responsabile della forza di una farina. Ciò è possibile grazie alla formazione in acqua di un reticolo proteico elastico in grado di trattenere la CO 2 liberata durante la fermentazione. Solubili (15%) in H 2 O o sol. saline Insolubili (85%) in H 2 O o sol. saline PROTEINE DELLA FARINA Albumine (40%) Globuline (60%) Glutenine Gliadine solubili in H 2 O solubili in sol. saline alto P.M. poco estensibili molto elastiche forza basso P.M. estensibili poco elstiche estensibilità
15 Il glutine deve essere: abbondante di buona qualità (estensibile, elastico, tenace, impermeabile ai gas) Il glutine influenza nella farina: assorbimento dell'h 2 O rigonfiamento mantiene consistenza (in lavorazione) e forma (dopo cottura) Quantità e qualità del glutine sono influenzate da: varietà clima terreno tecnica colturale conservazione
16 QUALITA' PANIFICATORIA La qualità (o attitudine) panificatoria di una farina comprende l'insieme delle caratteristiche che una farina deve avere per dare un buon pane e dipende largamente da due indici: il potere diastasico e la forza. LA PANIFICAZIONE impastamento: farina + H 2 O + lievito idrolisi enzimatica: amido >>> zuccheri fermentescibili fermentazione: zuccheri fermentescibili >>> alcool + CO 2 lievitazione: sollevamento impasto; inizio massa spugnosa cottura: fissazione struttura porosa 1. POTERE DIASTASICO Per potere diastasico di una farina si intende la misura della rapidità con cui l'amido viene idrolizzato dagli enzimi. Dipende direttamente dalla quantità di enzimi presenti nell'impasto. Più elevato è il p.d. migliore è la qualità della farina.
17 Il potere diastasico dipende da: varietà ambiente di maturazione terreno tecnica colturale conservazione N.B. Nel caso in cui il p.d. è troppo basso si aggiunge malto, ossia amido idrolizzato. 2. LA FORZA Per forza di una farina si intende la sua capacità di dare luogo ad un impasto capace di formare una massa spugnosa, elastica e al tempo stesso tenace, che consenta la lievitazione in maniera ottimale. Ciò è possibile grazie alla presenza del glutine.
18 METODI di VALUTAZIONE della QUALITA' PANIFICATORIA 1. METODI INDUSTRIALI 1.1 Prove di panificazione dirette 1.2 Prove di panificazione indirette 2. METODI AD USO SPERIMENTALE 2.1 Quantità di glutine 2.2 Metodo di Pelshenke 2.3 Metodo di Zeleny 2.4 Metodo di Berliner N.B. Metodi industriali: lunghi, sofisticati, grossi campioni Metodi sperimentali: semplici, rapidi, piccoli campioni
19 1. METODI INDUSTRIALI - PROVE DI PANIFICAZIONE DIRETTE: procedure standardizzate di confezione e cottura di pagnotte (volume, porosità, tenacità) 2.1 INDIRETTE: misura delle caratteristiche degli impasti a. Farinografo di Brabender b. Mixografo c. Alveografo di Chopin d. Estensografo e. Espansografo e Zimotachigrafo
20 a. FARINOGRAFO DI BRABENDER Registra la resistenza che le pale di una impastatrice incontrano nel mescolare una quantità standard di farina ed acqua. Esprime la capacità dell'impasto di mantenere la consistenza ottimale. Dà una valutazione completa delle caratteristiche delle farine. impastatrice a pale durata 30' indici misurati (in minuti): tempo ottimale d'impasto (B) stabilità dell'impasto (CD) N.B. Elevati valori di B e CD rappresentano un'alta qualità panificatoria.
21 b. MIXOGRAFO Rappresenta una versione semplificata del farinografo di Brabender. c. ALVEOGRAFO DI CHOPIN Misura e registra la resistenza alla rottura di un disco di pasta sotto l'azione di un getto d'aria. 1. Impasto: farina + acqua + sale; acqua + sale = 2,5% tempo d'impasto = 7' 2. Impasto estruso sottoforma di nastro 3. Dischi di pasta (5) 4. Riposo 5. Dischi pressati su una piastra con foro (ingresso aria) 6. Rigonfiamento >>> deformazione >>> rottura 7. Indici: W = Forza; P/L = Tenacità/Estensibilità; G = Attitudine al rigonfiamento
22 CLASSIFICA delle CV. di F. TENERO (W) DI FORZA alta qualità panificatoria >250 SPECIALI buona q.p SUFFICIENTI sufficiente q.p MEDIOCRI mediocre q.p NON PANIFICABILI nessuna q.p. < 110 VALORI DI P/L P/L OTTIMALE 0,4-0,7 ELEVATA TENACITA' > 0,75-0,8 ELEVATA ESTENSIBILITA' < 0,4
23 d. ESTENSOGRAFO Misura e registra la forza ed il tempo necessario per la rottura di un pezzo di pasta attraverso indici di resistenza ed estensibilità. e. ESPANSOGRAFO E ZIMOTACHIGRAFO Misurano e registrano il tempo ed il volume di rigonfiamento, fino alla rottura, di una sfera di pasta addizionata di lievito ed immersa in un bagno d'acqua a temperatura costante.
24 2. METODI AD USO SPERIMENTALE 2.1 QUANTITA' DI GLUTINE 10 g di farina + 5 ml di H 2 O al 2% NaCl pallottola morbida lavaggio con H 2 O al 2% NaCl si manipola per 10': rimozione dell'amido rimozione delle albumine (in H 2 O) rimozione delle globuline (in NaCl) strizzatura glutine umido (media 18-22%) stufa a 105 C >>> glutine secco (media 6-7%) N.B. La quantità di glutine non è sufficiente a stabilire la qualità panificatoria di una farina: occorre che il glutine, oltre che abbondante, sia anche di elevata qualità.
25 2.2 METODO DI PELSHENKE Il principio è simile a quello dell'espansografo e dello zimotachigrafo. sfere di pasta + lievito + H 2 O a 32 C tempo trascorso alla rottura dell'impasto maggiore è il tempo, migliore è la qualità 2.3 METODO DI ZELENY Si basa sul principio che il glutine in una soluzione debole di acido lattico si rigonfia in misura tanto maggiore quanto più elevata è la qualità. farina + soluzione di ac. lattico all'1% valutazione del volume di sedimentazione più alto è il sedimento, maggiore è la qualità. 2.4 METODO DI BERLINER farina + soluzione di ac. lattico all'1% glutine di scarsa qualità: si spappola >>> intorbida glutine migliore: non si spappola >>> non intorbida misura del grado di intorbidimento (nefelometro) (Q 0 ) misura della resistenza proteolitica (Q 30 )
26 5. QUALITA' COMMERCIALE Dipende da altre caratteristiche di qualità importanti per la definizione del valore commerciale della farina o della semola, espresse dai seguenti parametri. PARAMETRI Umidità max Chicchi spezzati Impurità dei chicchi Chicchi germinati Impurità varie Chicchi bianconati (duro) Peso ettolitrico min
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