CHIARIFLOCCULAZIONE 1
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- Ida Giglio
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1 CHIARIFLOCCULAZIONE 1
2 Nelle acque sono presenti diversi tipi di particelle: 2
3 TORBIDITÀ, parametro fondamentale SISTEMA RIVELATORE LUCE INCIDENTE campione d'acqua cella cilindrica portacampione Nefelometro per la misura della torbidità. Con una catena misura-attuazione-dosaggio si automatizza il controllo di processo 3
4 La chiariflocculazione si rende necessaria quando ci sono particelle con ø = [mm] (colloidi) per due motivazioni: dimensione delle particelle molto piccola; v 0 = g ( ρ ρ) s 18µ D 2 carica elettrica presente sulla superficie delle particelle colloidali. 4
5 Potenziale Z e potenziale di Nerst Potenziale di Nerst Potenziale Zeta Punto stazionario Punto di elettroneutralità 5
6 Le particelle sono soggette a due forze opposte: 1. Forza repulsiva data dalla carica elettrica presente sulla superficie del collide F r = K r e d 2. Forza di attrazione di Van der Waals F a = K d 6 6
7 Attraverso l introduzione di composti chimici (elettroliti) si abbatte la forza repulsiva ( barriera di energia ). Viene abbattuto il potenziale zeta (il potenziale di Nerst rimane invariato). All aumento della valenza: aumenta l abbattimento del potenziale zeta, aumenta il potere coagulante; diminuisce la solubilità del composto risultante. 7
8 Il processo è costituito da due fasi fondamentali: Chiari flocculazione COAGULAZIONE Destabilizzazione della sostanza colloidale. FLOCCULAZIONE Accrescimento dei coaguli. 8
9 COAGULAZIONE Attenuazione del potenziale zeta, durata: 1 2 minuti. I. Cristallizzazione: fenomeni di diffusione ed adsorbimento; II. Coagulazione pericinetica: collisione delle particelle a causa dei moti Browniani (moti casuali dovuti agli urti tra molecole e solvente). III. Coagulazione ortocinetica: ulteriore agglomerazione dei fiocchi dovute a forze tangenziali. In questa fase assume importanza il basso Ks degli idrossidi metallici bi e tri-valenti. Ks = [A + ] x [B - ] prodotto di solubilità 9
10 Variabili della coagulazione I. ph della soluzione gli ioni OH - e H + sono quelli più adsorbiti; II. temperatura influisce sulla cinetica della reazione; III. tempo di reazione IV. dose del reagente e ordine di introduzione V. velocità di agitazione per valori di n Re le collisioni permettono l accrescimento dei fiocchi, per valori superiori si creano dei vortici che portano alla rottura dei fiocchi. 10
11 FLOCCULAZIONE Accrescimento dei coaguli, durata: 5 20 minuti. Si tengono in movimento i coaguli in modo che possano formare dei fiocchi ben decantabili. La velocità di movimento non deve essere né troppo bassa (per evitare la sedimentazione) né troppo alta (per evitare la rottura del fiocco). 11
12 SEDIMENTAZIONE Dimensionata sulla base di: tempo di ritenzione di ore; carico idraulico superficiale di [m 3 /(m 2 h)] 12
13 REAGENTI COAGULANTI Sono elettroliti solubili in acqua, provvisti di cationi bivalenti o trivalenti, poco costosi e innocui per la salute. I più comuni sono sali metallici: Al 2 (SO 4 ) 3 (solfato d alluminio), AlCl 3 (cloruro di alluminio), PCBA (policloruro basico di alluminio) FeCl 3, (cloruro ferrico), Fe(SO 4 ) 3 (solfato ferrico), FeSO 4 (solfato ferroso), Ca(OH) 2 (idrossido di calcio, calce). 13
14 Solfato di Alluminio Al 2 (SO 4 ) 3 Commercializzato come soluzione acquosa al 50% o come solido idrato ( 18 H 2 O). Al 2 (SO 4 ) Ca(HCO 3 ) 2 2Al(OH) 3 + 3CaSO 4 + 6CO 2 Se esistono dei fosfati (liquami civili) Idrossido di Al (fiocchi voluminosi e gelatinosi) Al 2 (SO 4 ) 3 + 2PO 4 3-2AlPO 4 + 3SO 4 2- Fosfato di Calcio Usato in soluzione acquosa del 5%, molto acida. 14
15 Recupero del solfato di Al dai fanghi Recupero per via acida (acido solforico) Acido solforico Fango addensato reattore Soluzione di solfato di Al + fosfati Coagulante dell acqua grezza A ph il solfato di Al è recuperato quasi totalmente e senza perdere la sua originale efficienza. 15
16 Cloruro ferrico FeCl 3 Commercializzato come cristalli o soluzione al 41%, meno costoso e meno sensibile alle variazioni del ph rispetto ad Al 2 (SO 4 ) 3, ma più corrosivo e non adatto per lavorazioni tessili e conciarie. FeCl Ca(HCO 3 ) 2 Fe(OH) 3 + 3CaCl 2 + 6CO 2 Idrossido ferrico (fiocchi pesanti e ben sedimentabili) Fe 3+ (ferrico) migliore del Fe 2+ (ferroso) perché ha un Ks minore, inoltre per Fe 2+ è necessaria una soluzione basica. Si usano anche dei solfati di Ferro: solfato ferroso FeSO 4 e solfato ferrico Fe 2 (SO 4 ) 3. 16
17 Solfato ferroso FeSO 4 Utilizzato soprattutto per la chiarificazione di acque naturali per uso industriale. Non può essere utilizzato nelle acque di fogna perché in assenza di O 2 si forma idrossido ferroso (più solubile e difficile da disidratare) invece che ferrico. In Inghilterra di usa solfato ferroso e Cloro che danno origine a: 6FeSO Cl 2 2Fe 2 (SO 4 ) 3 + 2FeCl 2 Un opportuno eccesso di Cloro permette inoltre un azione disinfettante. 17
18 Idrossido di Calcio Ca(OH) 2 Utilizzato per acque cloacali miste e reflui industriali contenenti grassi e saponi. Ca(OH) 2 + Ca(HCO 3 ) 2 2CaCO 3 + 2H 2 O Carbonato di Calcio 5Ca 2+ + OH - +3PO 4 3- Ca 5 OH(PO 4 ) 3 Idrossiapatite Ortofosfato di Ca e carbonato di Ca, durante la precipitazione, svolgono un azione adsorbente sui polifosfati. 18
19 L aggiunta di calce determina un innalzamento del ph, per ph = 9.5 Mg 2+ + Ca(OH) 2 Mg(OH) 2 + Ca 2+ La reazione è completa per ph = 11. Idrossido di Mg (natura gelatinosa) A ph = 9.5 i fosfati vengono adsorbiti sulla superficie dei nuclei di carbonato di Ca inibita la crescita carbonato di Ca non precipitato. Il dosaggio di calce è condizionato all alcalinità dell acqua (non dalla concentrazione dei fosfati). 19
20 Recupero della calce - ricalcinazione I fanghi vengono riscaldati a 1000 C, il carbonato di Calcio CaCO 3 si disidrata e si decompone liberando CO 2 e ossido di Calcio (residuo secco). La calce recuperata deve essere reintegrata con una quantità pari a 25 35% di calce fresca. Processo non sempre vantaggioso da un punto di vista economico. 20
21 Fumi depurati (no odori no colorazione) Usati per ricarbonatazione Addensamento e centrifugazione Forno di ricalcinazione (T max in alto) Caricamento calce fresca Stoccaggio Alimentatori 21
22 Ausiliari di coagulazione Aiutano l azione coagulante dei reagenti. Vantaggi: aumento della velocità di sedimentazione; migliori caratteristiche e disidratabilità dei fanghi; maggior rendimento; range di ph più ampi; diminuzione delle dosi di coagulante. 22
23 FLOCCULANTI MINERALI Silice attivata, porta una forte carica negativa, floccula insieme ai colloidi rendendoli più pesanti e compatti. Sabbia fine silicea, farina di diatomee (kieselguhr) appesantiscono i fiocchi Argilla (bentonite) meno efficace, ma adatta per ogni ph. 23
24 FLOCCULANTI ORGANICI Polielettroliti Polimeri organici di sintesi, idrosolubili. Determinano una notevole pesantezza e compattezza del fiocco, devono essere inseriti 1-2 min. dopo il coagulante. 24
25 FLOCCULANTI ORGANICI Amidi (estratti da granaglie) Alginati (estratti da alghe) 25
26 Prove di jar-test Prove pratiche per lo studio della coagulazione (1-2 min) e flocculazione (5-15 min). 26
27 Motori a velocità variabile N.B. Si consiglia di fare la prova a T pari a quella che si avrebbe nell impianto. 27
28 Prove di jar-test Le prove sono diverse e si fanno variando: tipo/dose e ordine reagenti; ph velocità degli agitatori. 28
29 29
30 Coagulazione (30 2 ) Impianti di chiariflocculazione Camera di miscelazione munita di un agitatore rotante veloce, dimensionata in base ai tempi di coagulazione. Se ci sono più reagenti, occorrono più camere di miscelazione in serie o si mette una pompa di iniezione che introduce la miscela in direzione tangenziale al fluido (sez. circolare). E da evitare la rotazione di tutta la massa del fluido con opportune configurazioni della vasca. Si possono usare miscelatori statici: tratti di tubazione contenenti alettature che producono forte turbolenza 30
31 Coagulazione: tipologie di miscelatori Possono essere usati miscelatori pneumatici (iniezione di bolle d aria sul fondo) 31
32 Coagulazione: sistemi per impedire la rotazione 32
33 Impianti di chiariflocculazione Flocculazione (5 15 ) Il liquido deve essere mantenuto in movimento lento, si ottiene attraverso sbarramenti verticali o, meglio, con pale ruotanti lente. Sedimentatore Classici bacini per la sedimentazione primaria. 33
34 Impianti combinati 34
35 Impianti combinati 35
36 Impianti combinati 36
37 Campi di applicazione Trattamento acque superficiali con destinazione uso civile Primo stadio finalizzato all abbattimento della torbidità. Pre-trattamento liquami urbani o misti Scopo di sgrossatura dei liquami, rimuovendo inquinanti specifici, alleggerimento del carico in ingresso ai trattamenti successivi. Trattamento terziario Scopo di rifinitura della qualità dei liquami (abbattimento spinto di COD, BOD 5 e fosforo. Totale bonifica dell acqua. Paesi a clima freddo Per evitare sovraccarico dell impianto (zone turistiche) Impianti molto piccoli (pre-fabbricati) 37
38 Depurazione acque di pioggia (ACTIFLO) Idrocicloni per recupero sabbia 38
CHIARIFLOCCULAZIONE 1
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