4. SOTTOBACINO NOCE INQUADRAMENTO GENERALE
|
|
|
- Gerardo Forte
- 9 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1
2 4. SOTTOBACINO NOCE INQUADRAMENTO GENERALE Caratteristiche fisiche Questa porzione del bacino, rispecchia a pieno i limiti reali (spartiacque superficiali) del sottobacino idrologico sotteso dal torrente Noce a dai suoi affluenti con una superficie di circa 1315 kmq. Il torrente Noce nasce dal gruppo del Cevedale con due distinti rami: il Noce (Corno dei Tre Signori, 3359 m) e il Noce Bianco (Cevedale, 3764 m) che si riuniscono nei pressi di Cogolo (Peio). Dopo aver percorso la Val di Peio s immette nel fondovalle della Val di Sole dove, nei dintorni di Cusiano (Ossana), raccoglie le acque della Vermigliana (Passo del Tonale, 1884 m Comune di Vermiglio). Proseguendo lungo la val di Sole e poi, dal lago di Santa Giustina, lungo la val di Non fino ad immettersi nell Adige poco oltre l abitato di Mezzolombardo. Altri affluenti che meritano una citazione sono i seguenti: In sinistra orografica: rivo Castello e Corveda, rivo Valletta, torrente Rabbies, rivo Barnes, torrente Pescara, rivo Novella, rivo di San Romedio, rivo Pongaiola, torrente Rinascico; in destra orografica: rivo val Comasine, rivo Fazzon, rivo val Ussaia, rivo Lores, torrente Meledrio, rivo Ribos, rivo di Dercolo, rivo val della Paglia, torrente Tresenga, torrente Lovernatico, torrente Sporeggio, rivo Ri. Nel complesso l asta del Noce è di circa 61 km e copre un dislivello di circa 975 m, con una pendenza media dell 1,6 % e una portata media annua di circa 30 mc/s. Condizioni geologiche e strutturali Per quanto concerne gli aspetti geologici va subito evidenziata la presenza di un importante struttura tettonica, la Linea Insubrica che separa il dominio dell Austroalpino a Nord dal dominio del Sudalpino o Alpi Meridionali a Sud. Tale struttura che dal Tonale a Dimaro assume la denominazione di Linea del Tonale (disposta circa E-W) e poi, da Dimaro verso Merano è nota come Linea delle Giudicarie Nord (disposta NNE-SSW), pone anche un limite geologico ben marcato con ammassi rocciosi prevalentemente di natura metamorfica al Nord e igneo-sedimentaria al Sud. Questa semplice schematizzazione è complicata, all interno delle Alpi Meridionali, dalla presenza di un altra importante linea tettonica, la Linea delle Giudicarie Sud (disposta NNE-SSW), pone un limite tra la massa intrusiva terziaria del batolite dell Adamello ad Ovest e le rocce sedimentarie, con modeste masse vulcaniche, ad Est. L Austroalpino, che grossomodo caratterizza gran parte della sponda sinistra della val di Sole e una piccola parte dell alta val di Non, muovendoci dallo spartiacque ver- 1
3 so il fondovalle con direzione da NW verso SE, è composto dalla seguente successione d origine metamorfica (tra parentesi numero e colore di riferimento relativo all allegata carta geologica): Basso grado - filladi con paragneiss albitici, porfiroidi, marmi e scisti verdi (14 nero) ; Medio grado - micascisti e paragneiss con anfiboliti, filladi, quarziti e marmi (15 nero) ; Alto grado - granuliti acide e gneiss biotiticosillimanitici granatiferi con marmi, anfiboliti e pegmatiti (17 nero) ; Vario Grado - gneiss granitoidi (19 nero). Le Alpi Meridionali, ad Ovest della Linea delle Giudicarie Sud, sempre in modo schematico, sono costituite da unità metamorfiche di Medio grado - micascisti e paragneiss con anfiboliti, filladi, quarziti e marmi (15 nero), poste in una ristretta fascia nei pressi del Passo del Tonale (Vermiglio) e poi dalle seguenti intrusioni terziarie del Batolite dell Adamello: quarzodioriti e dioriti (5 nero) ; graniti e granodioriti (1 nero) ; tonaliti con incluse piccole masse di dioriti (2 nero). Ad Est della Linea delle Giudicarie Nord e Sud si incontrano le seguenti formazioni sedimentarie (in ordine cronologico): Permiano - Arenarie di Val Gardena (71 rosso) ; Trias inferiore - Formazione di Werfen (70 rosso) ; Trias medio - Dolomie ladinico-carniche (67 rosso) ; Trias superiore - Dolomia principale (62 rosso), Calcari di Zu (61 rosso) ; Giurassico - Calcari e dolomie (57 rosso), Calcari grigi di Noriglio e Oolite di San Vigilio (56 rosso), Rosso ammonitico (58 rosso) ; Cretacico inferiore - Biancone (52 rosso) ; Cretacico superiore - Scaglia rossa (38 rosso) ; Paleogene Scaglia cinerea (32 rosso). Infine sempre nelle Alpi Meridionali, in alta val di Non da segnalare una serie di masse effusive così classificabili: Ciclo Permiano - Ignimbriti (o Porfidi) riodacitiche e riolitiche (14 blu) ; Ciclo Medio Triassico Basalti shoshonitici (13 blu). La copertura quaternaria sparsa un po ovunque, cartografata solo in presenza di discreti spessori e di una certa continuità areale, può essere così distinta: Pleistocene - Depositi glaciali (6 rosso), Accumuli detritici, depositi alluvionali terrazzati, fluviolacustri e fluvioglaciali (4 rosso) ; Olocene - Accumuli detritici, depositi alluvionali e fluviolacustri (1 rosso). Condizioni Idrogeologiche L idrologia superficiale di questo sottobacino è già stata trattata nel capitolo introduttivo in cui si descriveva l aspetto fisico dell area in esame. Chiaramente oltre al Noce e ai suoi principali affluenti esistono, all interno del sottobacino una serie di numerosi corsi d acqua secondari, ghiacciai, laghi naturali ed artificiali e canali antropici a cielo aperto e sotterranei, sede anche di una serie di azioni di rimodellamento geomorfologico che verranno trattati dal gruppo di lavoro che segue la parte del rischio idraulico e quindi i relativi fenomeni erosivi, esondativi e di colate detritiche (debris flow). 2
4 Qui invece, si tenderà a sottolineare le singole caratteristiche di permeabilità primaria e secondaria che possiedono le varie unità litologiche e quindi il loro comportamento nei confronti dei fenomeni d infiltrazione e percolazione. L Austroalpino, composto da formazioni prevalentemente di origine metamorfica (14, 15, 17, 19 nero) si distingue per possedere quasi ovunque un substrato roccioso praticamente impermeabile con puntuali permeabilità solamente nei settori molto fratturati e fessurati o superficialmente alterati e quindi in generale la circolazione sarà di carattere ipodermico e interesserà solo le coperture quaternarie detritiche e alluvionali costituite da materiale medio-grossolano con una permeabilità primaria medio alta. Nelle Alpi Meridionali, questo ragionamento è estendibile alle piccole porzioni di unità metamorfiche (15 nero), vulcaniche (13, 14 blu) e al Batolite dell Adamello (1, 2, 5 nero). Per le rocce sedimentarie si possono distinguere delle formazioni prettamente terrigene (con litologie argillose e siltose) che si comportano come unità impermeabili e delle formazioni carbonatiche che possiedono una permeabilità secondaria per fessurazione e carsismo. Al primo gruppo appartengono le formazioni dei seguenti periodi: il Permiano - Arenarie di Val Gardena (71 rosso) a tratti semipermeabili per porosità; i membri basali e finali del Trias inferiore - Formazione di Werfen (70 rosso) ; una parte del Trias superiore - Calcari di Zu (61 rosso) ; la porzione relativa a livelli bituminosi (ad es. quelli di Mollaro) del Cretacico inferiore - Biancone (52 rosso) ; il Cretacico superiore - Scaglia rossa (38 rosso) e i livelli marnosi e argillosi del Paleogene Scaglia cinerea (32 rosso). Permeabili per fessurazione risultano le seguenti formazioni: i membri centrali carbonatici del Trias inferiore - Formazione di Werfen (70 rosso) ; il Trias medio - Dolomie ladinico-carniche (67 rosso) ; parte del Trias superiore - Dolomia principale (62 rosso); Giurassico - Calcari e dolomie (57 rosso), Calcari grigi di Noriglio e Oolite di San Vigilio (56 rosso), Rosso ammonitico (58 rosso) ; e il Cretacico inferiore - Biancone (52 rosso) ad eccezione dei citati calcari bituminosi. La copertura quaternaria viene invece distinta in base al tipo di granulometria prevalente con elevata permeabilità primaria per porosità lungo le varie conoidi, le falde detritiche e le alluvioni medio grossolane, mediamente permeabili le morene sabbiose e sabbio-limose, poco permeabili e talvolta impermeabili i depositi lacustri eluviali e/o detritici derivanti da serie argillose. Condizioni geomorfologiche L attuale aspetto di questo sottobacino è legato all iterazione che vede da un lato i vari fenomeni erosivi, soprattutto di natura glaciale e fluviale e in subordine meteori- 3
5 ca e dall altro il tipo di formazioni rocciose o sciolte presenti sul territorio e caratterizzate da un comportamento più o meno competente a secondo della loro natura. In particolare la modellazione glaciale e fluviale, probabilmente innescata e orientata anche da importanti componenti di natura tettonica, Linea del Tonale concordante con l asse E-W della Val di Sole e sovrascorrimenti di carattere Giudicariese orientati grossomodo N-S come la val di Non risente comunque anche del diverso grado di erodibilità e franosità intrinseco nelle varie formazioni. L Austroalpino, composto da formazioni prevalentemente di origine metamorfica (14, 15, 17, 19 nero) presenta un substrato roccioso che, dove alterato e detensionato, tende a sfaldarsi lungo i piani di scistosità presenti soprattutto nelle filladi e nei micascisti. Nelle Alpi Meridionali, questo ragionamento è estendibile alle piccole porzioni di unità metamorfiche (15 nero). Quelle vulcaniche (13, 14 blu) sono soggette a fenomeni franosi essenzialmente per crollo, fortemente condizionate dall'azione del crioclastismo che, in presenza di pareti strapiombanti e della fratturazione della roccia, può essere causa di pericolo; nei tufi e nelle piroclastiti possono determinarsi, sempre dove l'acclività lo permette, soliflussi e scivolamenti delle coltri superficiali. Per quanto concerne il batolite dell Adamello e relativi filoni intrusivi (1, 2, 5 nero) si può affermare che sia i filoni sia i plutoni risultano generalmente compatti ed a comportamento rigido e, quindi, difficilmente soggetti a franosità. Per le rocce sedimentarie si possono distinguere delle formazioni prettamente terrigene (con litologie argillose e siltose) che si comportano come unità franose per potenziali scivolamenti planari e rotazionali, particolarmente dove gli strati sono disposti a franappoggio; inoltre, quando saturi, possibili fenomeni di soliflusso degli orizzonti eluviali particolarmente limosi, e delle formazioni carbonatiche che possiedono una maggior compattezza generale con locali fenomeni di crollo per detensionamenti di origine strutturale con formazione di talus detritici. Al primo gruppo appartengono le formazioni dei seguenti periodi: il Permiano - Arenarie di Val Gardena (71 rosso) ; i membri basali e finali del Trias inferiore - Formazione di Werfen (70 rosso) ; una parte del Trias superiore - Calcari di Zu (61 rosso) ; la porzione relativa a livelli bituminosi (ad es. quelli di Mollaro) del Cretacico inferiore - Biancone (52 rosso) e i livelli marnosi e argillosi del Paleogene Scaglia cinerea (32 rosso). Con locali problemi di crollo si possono distinguere le seguenti formazioni: i membri centrali carbonatici del Trias inferiore - Formazione di Werfen (70 rosso) ; il Trias medio - Dolomie ladinico-carniche (67 rosso) ; parte del Trias superiore - Dolomia principale (62 rosso); Giurassico - Calcari e dolomie (57 rosso), Calcari grigi di Noriglio e Oolite di San Vigilio (56 rosso), Rosso ammonitico (58 rosso) ; Cretaci- 4
6 co inferiore - Biancone (52 rosso) ad eccezione dei calcari bituminosi; e il Cretacico superiore - Scaglia rossa (38 rosso). Copertura vegetale Per quanto concerne le condizioni vegetative, l intero bacino può considerarsi in uno stato soddisfacente: le parti vallive della val di Non sono intensamente coltivate da frutteti (meli), vigneti e arativi; mentre la val di Sole presenta condizioni simili fino a valle dell abitato di Malè e con prati nel fondovalle a monte. Il bosco prospera vigoroso in quasi tutti i versanti del bacino, compresi fra i 1000 e i 1800 m di altezza, con punte ottimali in alta val di Non e sul versante destro cristallino della val di Sole, e porzioni deficitarie in bassa val di Sole, sul versante destro tra Cles e Sporminore e qualche tratto in sinistra in presenza di pareti dolomitiche. Antropizzazione A livello di elementi immessi nel paesaggio la Val di Sole e di Non si distinguono per una serie di piccoli agglomerati urbani disposti generalmente nel fondovalle e sui conoidi, una serie di piccoli nuclei abitati a mezzacosta d infine singoli masi dispersi nel territorio a quote medio alte. Inoltre essendo una zona di montagna con locale intenso sviluppo turistico (soprattutto la val di Sole), si alternano a settori incontaminati con piccoli rifugi, masi e malghe immersi nel Parco Nazionale dello Stelvio e in quello Provinciale dell Adamello- Brenta, settori destinati agli impianti per gli sport invernali e alle relative piste. Una serie di impianti, stazioni, piste di risalita e strutture per l innevamento programmato e talvolta anche con insediamenti prevalentemente turistici (Passo del Tonale, Marilleva 900, Marilleva 1400, Folgarida, Costa Rotian) si segnalano nei pressi del Passo del Tonale, sul Presena, in Val di Peio, sul Monte Spolverino e Vigo (Marilleva e Folgarida), sul Brenta (Grostè e Passo Campo Carlo Magno) sulla Mendola e sul Roen. Le due vallate sono inoltre attraversate da una linea ferroviaria Ferrovia Trento- Malè in fase di ampliamento fino a Fucine, che collega i paesi del fondovalle con Trento. I centri principali sono Malè per la Val di Sole e Cles per la Val di Non rispettivamente capoluoghi e sede del relativo Comprensorio. Infine dal punto di vista storico e culturale da segnalare una serie di numerosi castelli medioevali ancor ben conservati ubicati soprattutto in Val di Non. Frane a rischio molto elevato In questo sottobacino si sono determinate 6 frane caratterizzabili con un rischio molto elevato (classe R4), di seguito brevemente descritte: 5
7 n 4.005: In particolare scendendo lungo il torrente Noce, in località Pian Palù, nel Comune di Peio, è noto un fenomeno gravitativo profondo che interessa il substrato paragneissico e, in caso di collasso, può comportare la caduta di ingenti masse all interno del locale lago con possibile tracimazione d acqua e interessamento del sottostante paese di Peio e dell intera vallata. n 4.002: Sempre nel Comune di Peio in località Celledizzo si segnalano periodiche cadute di massi dal versante posto sopra il settore SE dell abitato. Tale attività di crollo di porzioni di paragneiss dell Austroalpino, soprattutto concentrata nei periodi del disgelo (marzo-aprile) ha interessato parte dell abitato e la locale strada S.P. 87. n 4.003: Nei pressi dell abitato del capoluogo solandro Malè, una frana di tipo complesso (crollo e ribaltamento) coinvolge il versante roccioso costituito da paragneiss e micascisti dell Austroalpino. Anche in questo caso, per una decina di case poste nel settore SW del paese, esiste un pronunciato pericolo di essere direttamente interessate da caduta e/o ribaltamento di massi e/o porzioni rocciose. n 4.001: Questo settore interessa con fenomeni di crollo le frazioni di Bozzana e Bordiana del comune di Caldes. Distacchi di massi, anche di discrete dimensioni (10 mc), dalle sovrastanti pareti di Dolomia principale con grosse bancate molto fratturate e allentate, soprattutto in superficie, possono interessare i due abitati e la S.S. 43 che li collega. n 4.004: In val di Non, il primo caso segnalato riguarda il versante sottostante un importante sito culturale, Castel Valer, posto nel territorio del Comune di Tassullo. Il castello, rischia una parziale demolizione, in quando posto in un settore interessato da un progressivo arretramento di testata di una frana causata dalle scadenti caratteristiche geotecniche dei terreni di fondazione (coperture quaternarie sciolte, di origine glaciale morene e marne incoerenti e incompetenti attribuibili alla Formazione della Scaglia cinerea ) e dall azione erosiva del sottostante rivo. Tutto ciò comporta l insorgere di movimenti rotazionali che hanno già messo a giorno parte delle base di fondazione del castello e che proseguendo nella loro azione incominciano ad interessare la struttura. n 4.006: Infine, in località Rocchetta, nel tratto in destra Noce del Comune di Spormaggiore, una serie di crolli relativi alla presenza di bancate carbonatiche appartenenti al tratto di serie che va dalla Dolomia principale alla Scaglia cinerea, verticalizzate, fratturate e allentate da una serie di sovrascorrimenti tettonici (Linea della Paganella) interessano porzioni della locale S.P. 421, specialmente in prossimità del km 2,000, e della sottostante S.P
1. SOTTOBACINO ADIGE PASSIRIO INQUADRAMENTO GENERALE
1. SOTTOBACINO ADIGE PASSIRIO INQUADRAMENTO GENERALE Caratteristiche fisiche Il sottobacino Adige-Passirio è il primo dei sottobacini del bacino idrografico dell Adige, comprende i bacini idrografici dell
PRINCIPI DI STRATIGRAFIA
PRINCIPI DI STRATIGRAFIA STRATIGRAFIA: parte della Geologia che studia la successione delle rocce sedimentarie secondo l ordine di deposizione e cerca di ricostruire gli originari ambienti di sedimentazione.
VERONA. Roverè Veronese. Frana in più comuni. ex Cod. PAI. Nome. Autorità di bacino nazionale del Fiume Adige -Aree in dissesto da versante- VARIANTE
- 238 - Nome Cod. IFFI ex Cod. PAI P1 P2 P3 P4 Frana in più comuni VERONA Roverè Veronese Pissarotta 230073500 Nuova La Bettola 230073600 7.620 Autorità di bacino nazionale del Fiume Adige -Aree in dissesto
SCHEDE DESCRITTIVE DI SINTESI SITI POTENZIALMENTE IDONEI PER IMPIANTI DI TRASFERENZA (gennaio 2005)
SCHEDE DESCRITTIVE DI SINTESI SITI POTENZIALMENTE IDONEI PER IMPIANTI DI TRASFERENZA (gennaio 2005) AREA DI STUDIO 1 Stralcio ubicazione UBICAZIONE E ACCESSIBILITA L area è situata in comune di Spigno
Capitolo 12 Le acque sotterranee
Capitolo 12 Le acque sotterranee Acque sotterranee: si organizzano in corpi idrici con caratteristiche differenti a seconda del tipo di materiale Rocce cristalline o sedimentarie: circolano prevalentemente
Introduzione...2 Inquadramento geografico...2 Geomorfologia...4 Idrografia...5 Geologia...5 Vincoli...5 Tipologia di interventi...
Introduzione...2 Inquadramento geografico...2 Geomorfologia...4 Idrografia...5 Geologia...5 Vincoli...5 Tipologia di interventi...6 ALLEGATO 1-Estratto del Foglio 43 della Carta Geologica d Italia alla
Corso Ghiaccio. Introduzione alla geologia
Corso Ghiaccio Introduzione alla geologia LA TERRA si è formata per solidificazione di una nube di gas e polveri stellari ca. 4,6 miliardi di anni fa SPACCATO DELLA TERRA SCUOLA DI SCI ALPINISMO 0 10-70
Geomorfologia Eolica
Geomorfologia Eolica Forme determinate dall azione del vento Duna: rilievo di sabbia costruito dal vento Tipi più comuni di dune Barcana: duna isolata che in pianta assomiglia ad una mezzaluna Esempi di
Analisi suolo e sottosuolo
Analisi suolo e sottosuolo Atelier città paesaggio 2015/2016 Gruppo 02 Gruppo 16 Andrea Verzini Giacomo De Caro Niccolò Antonielli Pia Fleischer Simone Valbusa Anca Spiridon Alexia Brodu Matija Perić Rischio
IL TORRENTE COSIA: FILO CONDUTTORE DELLA BIODIVERSITA' TRA NATURA E UOMO BANDO CARIPLO - SCUOLA 21, A.S. 2013/14 FASE 2: PROBLEMATIZZAZIONE CLASSE III
IL TORRENTE COSIA: FILO CONDUTTORE DELLA BIODIVERSITA' TRA NATURA E UOMO BANDO CARIPLO - SCUOLA 21, A.S. 2013/14 FASE 2: PROBLEMATIZZAZIONE CLASSE III UNITA' DI APPRENDIMENTO 1: PROCESSO DI TRASFORMAZIONE
Studio G E O E C O S Dott. Geol. G. MENZIO. Programmazione Territoriale-Geotecnica-Idrogeologia. Sede : Via Cavour 34 - SAMPEYRE (CN)
Studio Dott. Geol. G. MENZIO Programmazione Territoriale-Geotecnica-Idrogeologia Sede : Via Cavour 34 - SAMPEYRE (CN) Tel0175977186-Fax1782737211-Cel.3402572786-mail:[email protected] Indirizzo di posta
INDAGINI GEO-ELETTRICHE
INDAGINI GEO-ELETTRICHE Il metodo di indagine geoelettrica multielettrodo consiste nel ricostruire la distribuzione della resistività reale del sottosuolo mediante immissione di corrente elettrica e misura
I.2 Inquadramento geomorfologico
I.2 Inquadramento geomorfologico I.2.1 Domini geologici e lineamenti strutturali principali Il territorio della Provincia Autonoma di Trento è caratterizzato dal punto di vista geologico dalla presenza
PLACCA AFRICANA GEOLOGIA DEL TICINO
PLACCA AFRICANA GEOLOGIA DEL TICINO Placca Africana. Durante il periodo successivo al Triassico (da 225 a 190 milioni di anni fa), l apertura di grandi fessure nel Pangea segnò l inizio della disgregazione
Regione Siciliana UFFICIO DEL GENIO CIVILE MESSINA
REPUBBLICA ITALIANA Regione Siciliana UFFICIO DEL GENIO CIVILE MESSINA COMUNE DI MESSINA - Villaggio S. MARGHERITA - Eventi franosi verificatosi nel 01-10-2009, individuazione aree interessate. DISSESTO
LE ACQUE SOTTERRANEE
LE ACQUE SOTTERRANEE Acque sotterranee: si organizzano in corpi idrici con caratteristiche differenti a seconda del tipo di materiale Rocce cristalline o sedimentarie: circolano prevalentemente lungo fratture
Cenni Idrologia Friuli Venezia Giulia 2014 PAS 059 1
Cenni Idrologia Friuli Venezia Giulia 2014 PAS 059 1 Notare: 1 aree carsiche senza idrografia sup 2 area centrale apparentemente senza drenaggio??? 4 serie di fiumi che iniziano in pianura 2 Isonzo Vipacco,
GEOMORFOLOGIA. Modellamento dei versanti
GEOMORFOLOGIA La Geomorfologia ha per fine lo studio e l interpretazione delle forme e dei processi responsabili del modellamento del rilievo terrestre I processi geodinamici possono distinguersi in due
La carta dei paesaggi italiani Colora la cartina dei grandi paesaggi italiani, seguendo le indicazioni della legenda.
La carta dei paesaggi italiani Colora la cartina dei grandi paesaggi italiani, seguendo le indicazioni della legenda. paesaggio alpino = verde paesaggio appenninico = rosso paesaggio padano = giallo paesaggio
LE ACQUE SOTTERRANEE
LE ACQUE SOTTERRANEE Le forme dell acqua In un territorio alpino l acqua è presente come: ghiacciaio ad alta quota acqua corrente nei fiumi e nei torrenti acqua ferma nei laghi acqua fluente nel sottosuolo
COMUNE DI PONTE DELL'OLIO Provincia di Piacenza
COMUNE DI PONTE DELL'OLIO Provincia di Piacenza COMUNE DI PONTE DELL'OLIO PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE RISCHIO IDROGEOLOGICO E IDRAULICO 1^ Edizione - Marzo 2012: Dott. Geol. Paolo Mancioppi Studio
5. COMPRENSORIO DI PIAGGE-SAN SALVATORE (AP-20 AREA STRALCIATA) 5.1 VERIFICA PRELIMINARE E VERIFICA SEMPLIFICATA
5. COMPRENSORIO DI PIAGGE-SAN SALVATORE (AP-20 AREA STRALCIATA) 5.1 VERIFICA PRELIMINARE E VERIFICA SEMPLIFICATA Il Comprensorio PIAGGE SAN SALVATORE si estende a Sud del centro urbano della Città, lungo
Cartografia geologica e microzonazione sismica
Sala A conferenze, Terza Torre - 19 aprile 12 MICROZONAZIONE SISMICA UNO STRUMENTO CONSOLIDATO PER LA RIDUZIONE DEL RISCHIO L esperienza della Regione Emilia-Romagna Cartografia geologica e microzonazione
LE ROCCE. (seconda parte) Lezioni d'autore. di Simona Mazziotti Tagliani
LE ROCCE (seconda parte) Lezioni d'autore di Simona Mazziotti Tagliani VIDEO VIDEO Le rocce sedimentarie (I) Le rocce sedimentarie, seppur in quantità minore nella crosta terrestre rispetto alle metamorfiche
POLIGONALE ESTERNA DI BARI S.P. 92 "BITRITTO - MODUGNO" ADEGUAMENTO FUNZIONALE ED AMPLIAMENTO DEL TRATTO DAL KM AL KM 1+250
S.P. 92 "BITRITTO - MODUGNO" ADEGUAMENTO FUNZIONALE ED AMPLIAMENTO DEL TRATTO DAL KM 0+000 AL KM 1+250 RELAZIONE DI COMPATIBILITA IDRAULICA 1. PREMESSA Nella presente relazione viene riportato lo studio
GLI INSEDIAMENTI TURISTICI DI MARILLEVA: ANALISI DELLA
GLI INSEDIAMENTI TURISTICI DI MARILLEVA: ANALISI DELLA RICETTIVITÀ TURISTICA E DELLA SITUAZIONE PROPRIETARIA LA RICETTIVITÀ TURISTICA NEL COMUNE DI MEZZANA Gli insediamenti turistici di Marilleva 1400
Metodologia adottata per la definizione dei corpi idrici sotterranei in regione Lombardia
Metodologia adottata per la definizione dei corpi idrici sotterranei in regione Lombardia Nell ambito dell aggiornamento sessennale del Piano di Gestione del distretto idrografico del fiume Po, Regione
Nuova zonazione sismica e procedure per la valutazione degli effetti sismici di sito nel territorio lombardo
Nuova zonazione sismica e procedure per la valutazione degli effetti sismici di sito nel territorio lombardo F. Pergalani, M. Compagnoni, M.P. Boni Politecnico di Milano - Dipartimento di Ingegneria Strutturale,
3.5 Il bacino del Bradano
3.5 Il bacino del Bradano 3.5.1 Il territorio Il bacino del Bradano ha una superficie di circa 3000 kmq ed è compreso tra il bacino del fiume Ofanto a nord-ovest, i bacini di corsi d acqua regionali della
I confini del bacino imbrifero Il bacino del fiume Chiese si estende per 409,94 km 2 di cui 408,63 km 2 compresi nella provincia di Trento.
I.6.2.4 Chiese I confini del bacino imbrifero Il bacino del fiume Chiese si estende per 409,94 km 2 di cui 408,63 km 2 compresi nella provincia di Trento. Figura I.6.51: Bacino del fiume Chiese: in verde
Lago Nero Report 2006
Lago Nero Report 2006 1.0 Premessa La presente relazione illustra i primi risultati di una campagna di indagini geognostiche eseguite in Località Lago Nero nel Comune di Tornareccio (CH), nell ambito del
6 CARTA IDROGEOLOGICA D ITALIA 1:50.000 GUIDA AL RILEVAMENTO SIMBOLOGIA
6 CARTA IDROGEOLOGICA D ITALIA 1:50.000 GUIDA AL RILEVAMENTO SIMBOLOGIA CARTA IDROGEOLOGICA D ITALIA 1:50.000 GUIDA AL RILEVAMENTO 7 2. - LEGENDA TAVOLA A 2.1. - IDROLOGIA DI SUPERFICIE (VIOLA) I LIMITE
COSTRUZIONI CASSARA DI CASSARA GEOM. ANTONINO C.SO TORINO, 55 VIGEVANO RELAZIONE GEOLOGICA DI FATTIBILITA
COMUNE DI VIGEVANO Provincia di Pavia COMMITTENTE COSTRUZIONI CASSARA DI CASSARA GEOM. ANTONINO C.SO TORINO, 55 VIGEVANO PROGETTO PL VIA VALLETTA FOGLIANO RELAZIONE GEOLOGICA DI FATTIBILITA Dott.Geol.
UTOE 7 Cisanello Parco Centrale S.N. 7.5
UTOE 7 Cisanello Parco Centrale S.N. 7.5 QUADRO CONOSCITIVO LOCALIZZATO Indice Inquadramento territoriale, descrizione e contestualizzazione dell area... 2 Pericolosità idraulica, acque superficiali e
Nel territorio comunale sono presenti i seguenti corsi d acqua iscritti negli elenchi delle acque pubbliche:
Nel territorio comunale sono presenti i seguenti corsi d acqua iscritti negli elenchi delle acque pubbliche: 1. Corsi d acqua appartenenti all Elenco Principale delle Acque Pubbliche D.Luog. 23.5.1918:
RELAZIONE DI COMPATIBILITA IDRAULICA
RELAZIONE DI COMPATIBILITA IDRAULICA 1. PREMESSA Nella presente relazione viene riportato lo studio idrologico ed idraulico relativo al reticolo idrografico interferente con la strada di collegamento tra
La colata detritica del 7 settembre 2008 nel bacino glaciale della Torre di Castelfranco (Valle Anzasca, Macugnaga)
La colata detritica del 7 settembre 2008 nel bacino glaciale della Torre di Castelfranco (Valle Anzasca, Macugnaga) RAPPORTO DI EVENTO a cura di Maura Giuliano e Giovanni Mortara Torre di Castelfranco
Piano Provinciale di Emergenza di Protezione Civile
PIANO DI EMERGENZA MODELLO DI INTERVENTO (D.g.r. 21 febbraio 2003) Frana di Pagnona Comune di Pagnona Località: Abitato e S.P. 67 Tipologia di Frana (secondo Varnes) : Tipologia crollo Stato di dissesto
TERREMOTO CENTRO ITALIA Di.Coma.C Funzione Tecnica di Valutazione e Pianificazione. Report attività ISPRA del 01 Settembre 2016
Report attività ISPRA del 01 Settembre 2016 Nel corso della giornata sono state operative quattro squadre sul terreno, sono stati elaborati i dati raccolti, con particolare attenzione al database IFFI.
Studio Associato GMA. Geologia Monitoraggio Ambiente
Piazza Campetto 10/16, 16123 Genova! 010 0964871 E-mail: [email protected] P.IVA: 01731910996 Studio Associato GMA Geologia Monitoraggio Ambiente dott. Geol. Coscione! 333 6114252 dott. Geol. Tognarelli!
COMUNE DI PONTE DELL'OLIO Provincia di Piacenza
COMUNE DI PONTE DELL'OLIO Provincia di Piacenza COMUNE DI PONTE DELL'OLIO PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE RISCHIO SISMICO 1^ Edizione - Marzo 2012: Dott. Geol. Paolo Mancioppi Studio Geologico 2^ Edizione
Regione Lombardia Direzione Generale Territorio ed Urbanistica
Regione Lombardia Direzione Generale Territorio ed Urbanistica A cura di: Fabrizio Berra, Daria Mazzoccola, Enrico Sciesa, Dario Sciunnach con la collaborazione di Simonetta De Donatis e Nicola la Rovere
UNIVERISITA DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II
UNIVERISITA DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA PER L AMBIENTE E IL TERRITORIO (Classe delle Lauree in Ingegneria Civile ed Ambientale, Classe N. L-7) DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA
CORSO DI LAUREA TRIENNALE IN SCIENZE GEOLOGICHE (8015) CORSO: PRINCIPI DI MECCANICA DELLE TERRE E DELLE ROCCE L ACQUA NEL MEZZO POROSO.
CORSO DI LAUREA TRIENNALE IN SCIENZE GEOLOGICHE (8015) CORSO: PRINCIPI DI MECCANICA DELLE TERRE E DELLE ROCCE L ACQUA NEL MEZZO POROSO Docente: Alessandro Gargini (E-mail: [email protected])
IL RISCHIO IDROGEOLOGICO. Michele Gargantini Sede Territoriale di Bergamo
IL RISCHIO IDROGEOLOGICO STRUTTURA DELL INCONTRO Il Dissesto idrogeologico I fenomeni di dissesto in provincia di Bergamo Gli eventi storici L evento alluvionale del novembre 2002 La gestione del Rischio
3.4 SCHEDA FINALIZZATA ALL INDIVIDUAZIONE DELLE AREE SOGGETTE A POSSIBILI EFFETTI LOCALI (1) G. Di Capua, S. Peppoloni
3.4 SCHEDA FINALIZZATA ALL INDIVIDUAZIONE DELLE AREE SOGGETTE A POSSIBILI EFFETTI LOCALI (1) G. Di Capua, S. Peppoloni 3.4.1 - Metodologia Nello studio per l individuazione di aree soggette a possibili
21) FLAVIO ANDO (chalet)
21) FLAVIO ANDO (chalet) QUADRO CONOSCITIVO LOCALIZZATO Indice Inquadramento territoriale, descrizione e contestualizzazione...2 Pericolosità idraulica, acque superficiali e depurazione...7 Clima acustico
Paolo Campedel. Servizio Geologico Provincia Autonoma di Trento. Il Progetto IFFI Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia: metodologia e risultati
Analisi del dissesto nella Provincia Autonoma di Trento e contributo dell Inventario IFFI per la redazione della carta della pericolosità ai fini urbanistici Paolo Campedel Servizio Geologico Provincia
La Previsione delle Frane in Emilia-Romagna a breve e lungo termine
La Previsione delle Frane in Emilia-Romagna a breve e lungo termine Marco Pizziolo, Giampiero Gozza Regione Emilia-Romagna - Servizio Geologico, sismico e dei Suoli Alcuni dati riassuntivi: 70.000 frane
Aosta. 19 Ottobre 2011 STUDI DI PRIMO LIVELLO NELLA MICROZONAZIONE SISMICA: I COMUNI DI SUSA (TO) E DRONERO (CN) Gianluigi Perrone
Aosta 19 Ottobre 2011 STUDI DI PRIMO LIVELLO NELLA MICROZONAZIONE SISMICA: I COMUNI DI SUSA (TO) E DRONERO (CN) Gianluigi Perrone Dipartimento di Scienze della Terra Università di Torino Obiettivo: illustrare
INDAGINE PRELIMINARE GEOTECNICA - IDROGEOLOGICA
CICLOPISTA DEL LAGO DI GARDA REALIZZAZIONE DI UN COLLEGAMENTO CICLOPEDONALE SULLE SPONDE DEL LAGO DI GARDA, NEI TERRITORI DEI COMUNI DI LIMONE, RIVA DEL GARDA, LEDRO, NAGO-TORBOLE, MALCESINE E BRENZONE
SCHEDA PER IL CENSIMENTO DELLE SORGENTI
SCHEDA PER IL CENSIMENTO DELLE SORGENTI 1 - DATI IDENTIFICATIVI N di riferimento e denominazione 1 / Sorgente Nuova Fiume Località Gesiola Comune Provincia Varese Sezione CTR A4C3 Coordinate chilometriche
GAIALAB:INCONTRIAMO L AMBIENTE IN LABORATORIO
LABORATORIO DI SCIENZE NATURALI Lavori in corso su Gaia: impariamo a riconoscere le rocce 1 La crosta terrestre è perennemente in movimento per le pressioni e le spinte del magma del mantello sottostante.
Regione Friuli Venezia Giulia Provincia di Udine Comune di Sauris
Regione Friuli Venezia Giulia Provincia di Udine Comune di Sauris STUDIO GEOLOGICO TECNICO RELATIVO ALLA VARIANTE N 25 AL PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI SAURIS. RELAZIONE Varmo, 28 marzo 2014
Comune di Petacciato (CB) VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA PIANO REGOLATORE GENERALE VARIANTE GENERALE RAPPORTO AMBIENTALE
Comune di Petacciato (CB) VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA PIANO REGOLATORE GENERALE VARIANTE GENERALE RAPPORTO AMBIENTALE RELAZIONE CONCLUSIVA E CONTRODEDUZIONI ALLE OSSERVAZIONI Il Geologo : Dott. Vito
Landslides classification PART I
Landslides classification Extract from a meeting in Lecco about landslides By M. Papini The slides are divided in two parts PART I www.engeology.eu PREVISIONE, PREVENZIONE E GESTIONE DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO
STUDIO DI COMPATIBILITÀ IDRAULICA AI SENSI DELL ART. 8, COMMI 2 E 5, DELLE NDA DEL PAI
COMUNE DI SERDIANA PROVINCIA DI CAGLIARI STUDIO DI COMPATIBILITÀ IDRAULICA AI SENSI DELL ART. 8, COMMI 2 E 5, DELLE NDA DEL PAI VARIANTE ALLO STRUMENTO URBANISTICO VIGENTE NECESSARIA PER L ATTUAZIONE DELL
Pericolosità, Vulnerabilità, Rischio
Provincia di Latina Settore Polizia Provinciale Servizio Protezione Civile Corso specialistico per Operatori di Protezione Civile Rischio Idrogeologico e Idraulico Pericolosità, Vulnerabilità, Rischio
SCHEDA 6.2_R: PESARO CASTELDIMEZZO - SCHIENA DEL DIAVOLO FIORENZUOLA DI FOCARA (PS PS PS268018) - AGGIORNAMENTO
Progetto di Variante PAI 2016 \ SCHEDA : CASTELDIMEZZO - SCHIENA DEL DIAVOLO FIORENZUOLA DI FOCARA (PS268015 PS268015 PS268018) - AGGIORNAMENTO Inquadramento del problema La porzione del territorio del
LE ROCCE nozioni base di geologia
LE ROCCE nozioni base di geologia Scuola di alpinismo e arrampicata Gianni Calcagno, Finale Ligure categorie di rocce VULCANICHE IGNEE SEDIMENTARIE GRANITI CLASTICHE DIORITI BIOGENE GABBRI CHIMICHE METAMORFICHE
Silicati sialici. Quarzo. Ortoclasio
Silicati sialici Quarzo Ortoclasio Silicati sialici Plagioclasi Feldspatoidi: Leucite Silicati femici Mica nera o biotite Mica bianca o muscovite Struttura delle rocce ignee Olocristallina granulare (20
Caratterizzazione di depositi argillosi nella Sardegna nordoccidentale mediante modelli di resistività elettrica
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SIENA FACOLTÀ DI SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI Corso di Laurea Specialistica in Geologia Applicata Caratterizzazione di depositi argillosi nella Sardegna nordoccidentale
Terreno naturale e terreno agrario. rappresenta la successione degli orizzonti che costituiscono il terreno
Terreno naturale e terreno agrario il profilo del terreno rappresenta la successione degli orizzonti che costituiscono il terreno In relazione al tipo di profilo che un terreno presenta, possiamo distinguere:
LETTURA ED INTERPRETAZIONE DELLE CARTE GEOLOGICHE
LETTURA ED INTERPRETAZIONE DELLE CARTE GEOLOGICHE La Carta geologica è una carta tematica che fornisce una rappresentazione bidimensionale dei terreni e delle rocce affioranti in una certa regione e dei
L'acqua che scende dal cielo (pioggia, neve) finisce nel mare (acque esterne) o sulla superficie terrestre formando:
L'acqua che scende dal cielo (pioggia, neve) finisce nel mare (acque esterne) o sulla superficie terrestre formando: 1) laghi 2) fiumi 3) falde acquifere LE FALDE ACQUIFERE L'acqua penetra nel terreno
Comune di Strozza SCHEDE AMBITI DI TRASFORMAZIONE. Modificate a seguito delle controdeduzioni alle osservazioni
Comune di Strozza SCHEDE AMBITI DI TRASFORMAZIONE Modificate a seguito delle controdeduzioni alle osservazioni Documento di Piano art.8 L.R. 12/2005 1 IL PROGETTISTA Dott. Cosimo Caputo PIANIFICATORE TERRITORIALE
Nascita, formazione ed evoluzione della pianura friulana
Adriano Zanferrari Dipartimento di Georisorse e Territorio Università di Udine Nascita, formazione ed evoluzione della pianura friulana INDICE - che cos è la pianura? - architettura del substrato roccioso
IL SUOLO. La natura è un artista capace di modellare rocce e montagne nelle forme piu strane.
La natura è un artista capace di modellare rocce e montagne nelle forme piu strane. Esistono vari tipi di suolo. Questo, che sicuramente riconoscerai, è formato da tanti piccoli e finissimi granellini
LE DIGHE Pro parte da Scesi L., Papini M., Gattinoni P.: Geologia applicata[volume 2] Applicazione ai progetti di ingegneria civile
LE DIGHE Pro parte da Scesi L., Papini M., Gattinoni P.: Geologia applicata[volume 2] Applicazione ai progetti di ingegneria civile Opere di sbarramento di valli e fiumi costruite per creare una riserva
LIVELLI ALLERTA IDROGEOLOGICA, IDRAULICA E NIVOLOGICA
zona E LIVELLI ALLERTA IDROGEOLOGICA, IDRAULICA E NIVOLOGICA TEMPORALI VERDE Assenza o bassa probabilità a livello locale di fenomeni significativi prevedibili. GIALLA Occasionale pericolo: fenomeni puntuali
Esame di Stato per Geologo. Sede Urbino 2 sessione Prima prova scritta. risanamento che possono riguardare la professione del geologo.
Esame di Stato per Geologo Sede Urbino 2 sessione 2013 Prima prova scritta 1) La Geologia e l'inquinamento ambientale: vari tipi di inquinamento, tecniche di indagine e di risanamento che possono riguardare
Le rocce rocce rocce
Le rocce Per rocce si intendono aggregati di minerali cristallini, a volte con presenza di sostanze amorfe. La maggior parte delle rocce è formata da minerali diversi; più raramente le rocce sono formate
LE ROCCE. Dott.ssa geol. Annalisa Antonelli
LE ROCCE DEFINIZIONE ROCCIA: aggregato naturale di sostanze minerali cristalline o amorfe Rocce omogenee: costituite da un solo tipo di minerale (es. roccia gessosa, roccia calcarea, salgemma) Rocce eterogenee:
SISTEMA URBANO SOVRACOMUNALE. 5. Val Sabbia
SISTEMA URBANO SOVRACOMUNALE 5. Val Sabbia Agnosine Quadro sintetico del sistema insediativo ed ambientale comunale Comune Agnosine Viabilità Il comune è raggiunto dalla S.P. 79 a est da via Valle Sabbia
Regione Autonoma della Sardegna Assessorato dei Lavori Pubblici Servizio Difesa del Suolo
Regione Autonoma della Sardegna Assessorato dei Lavori Pubblici Servizio Difesa del Suolo P.A.I. PIANO STRALCIO DI ASSETTO IDROGEOLOGICO-AGGIORNAMENTO 2006 APPROFONDIMENTO E STUDIO DI DETTAGLIO DEL QUADRO
COMPRENSORIO MONTICELLI CENTRO AREE IN TRASFORMAZIONE AREE AP-7, AP-8
COMPRENSORIO MONTICELLI CENTRO AREE IN TRASFORMAZIONE AREE AP-7, AP-8 1. UBICAZIONE TOPOGRAFICA L Area AP 8 è sita in località Monticelli, a monte dell Ospedale Mazzoni e della zona edificata di via delle
A2.1 - Tabelle per il calcolo dei coefficienti di amplificazione sismica (secondo livello di approfondimento)
ALLEGATO A2 TABELLE E FORMULE PER LA VALUTAZIONE DEI FATTORI DI AMPLIFICAZIONE SISMICA PER LE ANALISI DEL SECONDO LIVELLO DI APPROFONDIMENTO E PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI TOPOGRAFICI. A2.1 - Tabelle
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO FACOLTÀ DI INGEGNERIA Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria per l ambiente ed il territorio CORSO DI FRANE RELAZIONE CASO STUDIO MONITORAGGIO CON INCLINOMETRI DELLA
AREALE A37 P.I.P A SUD DELLA ROGGIA MOLINARA DI LARIZZATE
AREALE A37 P.I.P A SUD DELLA ROGGIA MOLINARA DI LARIZZATE Caratteristiche geologiche Unità fluviali del Pleistoceniche sup. ( fluviale-fluvioglaciale Würm auctt.), prevalentemente ghiaioso-sabbiose e coperture
1 PREMESSA. Quadrilatero Marche-Umbria Maxilotto 1 1 Sublotto 2.1
1 PREMESSA La presente relazione riporta la verifica idraulica dei tombini idraulici posti lungo il Ramo H (strada di collegamento tra la S.S. 7 e la S.P. 441 in prossimità dell abitato di Colfiorito).
Dott. Giovanni Mele Via Nuraxinieddu 35/a Ortistano tel
Dott. Giovanni Mele Via Nuraxinieddu 35/a Ortistano tel. 3287334357 LOTTIZZAZIONE CHIRIGHEDDU COMUNE DI ORISTANO ( ORISTANO) PIANO DI LOTTIZZAZIONE IN VIA TORE CARTA RELAZIONE GEOLOGICA-GEOTECNICA IL GEOLOGO
COMUNE DI MEZZANEGO Provincia di Genova
COMUNE DI MEZZANEGO Provincia di Genova Via Cap. Fr. Gandolfo, 115 16046 MEZZANEGO (GE) Tel. (0185) 336085 - Fax (0185) 336398 C.F. 82002550109 - P.I. 00209450998 COMUNE DI MEZZANEGO - PROVINCIA DI GENOVA
