NUOVA PROGRAMMAZIONE
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- Silvana Filippi
- 10 anni fa
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1 PSR Nuova programmazione La Spezia, 14 dicembre Sede della Provincia (Via Vittorio Veneto, 2) SETTORE POLITICHE AGRICOLE E DELLA PESCA
2 NUOVA PROGRAMMAZIONE APPROCCIO STRATEGICO: Un tema generale: crescita intelligente, sostenibile, inclusiva = innovazione, ambiente, inclusione sociale Un quadro strategico comune (QSC) 11 obiettivi tematici comuni Un contratto di partnership per ogni Stato membro Condizionalità ex ante Programmi di sviluppo locale integrati, anche plurifondo
3 Approccio strategico: obiettivi tematici comuni 1. Rafforzare ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione 2. Migliorare l accesso alle TIC 3. Competitività PMI, agricoltura (FEASR), pesca (FEAMP) 4. Sviluppare l economia a basse emissioni di C 5. Adattamento al cambiamento climatico, gestione dei rischi 6. Tutela ambiente, sviluppo sostenibile 7. Sviluppare sistemi di trasporto sostenibile 8. Promuovere l occupazione e la mobilità dei lavoratori 9. Inclusione sociale e lotta alla povertà 10. Istruzione, competenze, apprendimento permanente 11. Amministrazione pubblica efficiente
4 Approccio strategico: quadro strategico comune (QSC) Il QSC stabilisce: a) Azioni chiave per ciascun fondo del QSC (FC, FESR, FSE, FEASR, FEAMP) b) Sfide territoriali per zone urbane, rurali, costiere c) Principi orizzontali e obiettivi strategici per fondo d) Settori prioritari per la cooperazione e) Meccanismi di coordinamento f) Meccanismi per garantire la coerenza con le raccomandazioni UE per paese (art. 121, 148 TFUE)
5 Approccio strategico: contratto di partnership Un contratto di partnership per ciascuno Stato membro Sottoscritto da tutte le istituzioni interessate (centrali e regionali) e le parti economiche e sociali Definisce le priorità strategiche nazionali Definisce le modalità di coordinamento tra i programmi Definisce le modalità per realizzare l integrazione dei programmi a livello locale
6 Tempi previsti dalla Commissione UE La Commissione UE prevede di rispettare i tempi e iniziare regolarmente nel 2014 con questo scadenziario: Febbraio-marzo 2013: adozione bilancio pluriennale Maggio-giugno 2013: approvazione regolamenti base Luglio-settembre 2013: approvazione atti delegati Settembre-ottobre 2013: presentazione contratti di partnership Ottobre-novembre 2013: presentazione programmi Fine 2013-inizio 2014: approvazione programmi
7 Tempi previsti dalla Commissione UE Per rispettare questi tempi, gli Stati e le Regioni devono iniziare a lavorare fin da oggi, preparando comunque gli atti preliminari, anche in assenza di dati certi sul budget e sulla base giuridica: Valutazione ex ante Consultazione del partenariato Contratti di partnership Data la situazione di incertezza, la Commissione si offre di collaborare strettamente con gli Stati membri
8 Sviluppo rurale : indicazioni politiche della Commissione La politica di SR deve partecipare attivamente al QSC perseguendone tutti gli indirizzi generali per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e integrandosi con le altre politiche europee Quindi, maggiore attenzione all innovazione e al sociale I cittadini devono essere coinvolti e informati Si devono dare risposte ai rilievi della Corte dei Conti (criteri di selezione, concentrazione, tassi di errore) Si devono semplificare gli adempimenti per i beneficiari
9 Questioni sollevate dalla Corte dei Conti UE di cui si dovrà tenere conto obbligatoriamente criteri di selezione dei progetti e obiettivi specifici delle misure non sono soddisfacentemente legati da un rapporto consequenziale La dotazione finanziaria minimale di alcune misure non consente di individuare effetti misurabili I sistemi di controllo devono basarsi su elementi misurabili I tassi di errore nella gestione dei pagamenti sono troppo elevati anche a causa della scarsa chiarezza degli strumenti di attuazione
10 LO SVILUPPO RURALE NEL PERIODO il punto della situazione La Commissione europea ha presentato le proposte legislative il 12 ottobre 2011 Attualmente prosegue il dibattito, a livello sia di Parlamento europeo che di Consiglio Gli «scogli» sono rappresentati dalle prospettive finanziarie e dalle modalità di «regionalizzazione» del primo pilastro della PAC
11 «IMPIANTO» GENERALE DELLA RIFORMA DELLA PAC Una PAC più «verde» Nel primo pilastro compaiono elementi tipici dello sviluppo rurale (greening, agroambiente, zone montane) Nel secondo pilastro compaiono elementi tipici delle politiche di mercato (assicurazioni, gestione delle crisi) Quadro strategico unitario contratto di partenariato Condizionalità ex ante È possibile la programmazione plurifondo dello sviluppo locale
12 SVILUPPO RURALE Linee generali a) Gli obiettivi generali non sono cambiati rispetto al : competitività, ambiente, zone rurali b) Le 6 priorità sono già definite nel regolamento: 1) Innovazione nel settore agro-forestale 2) Competitività 3) Organizzazione delle filiere e gestione dei rischi 4) Ecosistemi agro-forestali 5) Uso efficiente delle risorse e riduzione dei cambiamenti climatici 6) Sviluppo economico delle zone rurali (inclusione sociale) c) Possibili sotto-programmi tematici
13 MISURE DI SVILUPPO RURALE (1) 1) Formazione e informazione 2) Servizi di consulenza, sostituzione e assistenza alla gestione 3) Regimi di qualità 4) Investimenti a) Imprese agricole b) Trasformazione e commercializzazione c) Infrastrutture d) Investimenti non produttivi
14 MISURE DI SVILUPPO RURALE (2) 5) Calamità naturali 6) Sviluppo di imprese: a) Avvio di nuove imprese o attività (giovani agricoltori, aziende extra-agricole, piccole aziende agricole) b) Attività extra-agricole c) Pre-pensionamento 7) Villaggi rurali 8) Investimenti forestali, sia economici che ecologici 9) Imboschimento terreni agricoli e non agricoli
15 MISURE DI SVILUPPO RURALE (3) 10) Sistemi agro-forestali 11) Prevenzione incendi e calamità e ripristino boschi danneggiati 12) Miglioramento pregio ambientale ecosistemi forestali 13) Nuove tecnologie trasformazione e commercializzazione prodotti forestali 14) Avvio di associazioni di produttori agricoli e forestali 15) Pagamenti agro-climatico-ambientali 16) Agricoltura biologica
16 MISURE DI SVILUPPO RURALE (4) 16) Indennità natura 2000 e direttiva acque 17) Indennità compensative 18) Benessere degli animali 19) Servizi silvo-climatico-ambientali 20) Cooperazione (accezione più ampia di quella attuale) 21) Gestione dei rischi (assicurazioni) 22) Avvio fondi mutualistici per epizoozie, fitopatie, ecc. 23) Avvio fondi mutualistici per stabilizzazione del reddito
17 APPROCCIO LEADER L approccio Leader è ancora previsto nell ambito dello sviluppo rurale, ma la sua regolamentazione è di fatto trasferita al regolamento generale; Quindi, l approccio Leader diventa un metodo di programmazione di tutti i fondi che fanno parte della quadro strategico unitario (FSE, FESR, FEASR, FEAMP) e non è più limitato al FEASR
18 DISPOSIZIONI ORIZZONTALI Gli investimenti che rischiano di avere effetti negativi sull ambiente sono ammissibili solo se la valutazione di impatto ambientale è positiva (eliminato nell ultima versione «danese») Riduzione del consumo idrico del 25% almeno Rete PEI (partenariato europeo per l innovazione) I GAL hanno un ruolo particolare nella cooperazione
19 PROBLEMI PREVEDIBILI I problemi di demarcazione aumentano a dismisura: Tra SR e pagamenti diretti (greening, zone montane) Tra SR e OCM (investimenti, agro-ambiente) Tra misure forestali (stessi interventi in varie misure) Tra FEASR e FSE (avvio imprese non agricole, inclusione sociale, contrasto alla povertà) Tra FEASR e FESR (innovazione, cooperazione) Le misure relative alle assicurazioni sono un «corpo estraneo» che rischia di attrarre molte risorse
20 PSR Sintesi finale Le priorità sono: innovazione, ambiente, inclusione sociale Opinione pubblica informata e coinvolta Semplificazione (se possibile) Concentrazione delle risorse Integrazione con gli altri fondi a livello tematico e territoriale L innovazione deve fare parte integrante degli investimenti e della comunicazione
21 PSR analisi sul campo Prime evidenze Asse 1 - Misura Insediamento Giovani 27% 61% Altro 2 Disocc 19 Serv 4 Scuola 1 Ristor 5 LibProf 3 Indus 2 Costr 3 Comm 5 Artig 4 Agric 13 Stud 8 12% A seguito dell insediamento: il 50% dei beneficiari ha dichiarato di dedicarsi esclusivamente alle attività agricole; il 35% continua a svolgere anche l attività precedente; il 15% lo fa in maniera saltuaria. Saltuariamente 15% Si 35% Studente Occupato Disoccupato Prima di intraprendere l attività agricola: il 61% dei nuovi agricoltori era occupato; il 12% studente; il 27% disoccupato. No 50%
22 PSR una «buona prassi» Misura 216 ripristino di muri a secco I MURI A SECCO: connotano il paesaggio rurale ligure contribuiscono alla stabilità dei versanti tutelano la biodiversità sono un patrimonio di cultura materiale Con i fondi del PSR sono stati ricostruiti mq di muri a secco: come un muro alto un metro che va da Genova a Imperia (o da Genova a Sarzana)
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