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2 S INCONTRI ZOOTECNICI DAI CONTROLLI FUNZIONALI DI ALLEVAMENTI I segreti delle stalle che superano i 120 quintali Una buona razione può avere dal 50 al 55% di foraggi e gli avanzi in mangiatoia devono essere dall 1 al 5% a seconda delle condizioni. È importante sapere che le vacche mangiano circa il 60% della razione dopo la mungitura ed è utile conoscere le loro abitudini giornaliere: passando da 8,5 a 12 ore di riposo/giorno la produzione può aumentare fino a 6 kg di Michele Campiotti, Corwin Holtz Si guardano le stalle più produttive come se avessero qualche segreto particolare all origine delle loro performance. Vogliamo in questo articolo cercare di capire se esistono e quali sono. Analizzando alcuni dati del 2008 delle stalle lombarde iscritte ai controlli funzionali (2.800 stalle di pianura) si può notare (tabella 1) la suddivisione in quartili di produzione del gruppo di aziende. Al quartile più produttivo corrispondono le stalle me- diamente di 160 vacche e all aumentare dei livelli produttivi aumentava anche la dimensione delle aziende con il quartile più produttivo che raggiunge i 102 q di media. È interessante notare che 102 q di latte corrispondono a una produzione giornaliera media, per l intero anno, di 33 kg. Nel caso esaminato: 36,8 al primo controllo funzionale, 40 kg al secondo. Le curve di produzione tipiche, nel gruppo più produttivo, costituiscono il 72% a fronte di un 57% di quelle meno produttive. Il che vuol dire che le stalle migliori hanno una cura particolare dell alimentazione e dell ambiente. Ma è molto interessante, andando avanti nell analisi, vedere che sulla qualità del latte non ci sono differenze statisticamente significative in grasso e proteine; invece quanto a cellule le differenze sono rilevanti (tabella 2). Le stalle che producono di più hanno anche cellule significativamente più basse delle altre. Guardando altri parametri, per esempio quelli legati all efficienza riproduttiva (tabella 3), il gruppo 4 (con la produzione di 102 q), ha i giorni di lattazione mediamente più corti, quindi in parte la maggiore produzione è legata anche a questo, e quindi al fatto che c è una migliore efficienza riproduttiva negli allevamenti più produttivi; il «parto-concepimento» è mediamente più corto di 30 giorni. I dati dell intervallo fecondazione-gravidanza sono più o meno simili, ma la percentuale di vacche ingravidate in un anno è superiore nelle aziende più produttive; quindi si ingravida prima e si ingravida di più. Questo vuol dire che gli allevamenti più produttivi, sostanzialmente, hanno un attenzione maggiore Qualità foraggio Alimentazione costante Efficienza riproduttiva Migliorando questi parametri AUMENTA LA PRODUZIONE

3 INCONTRI ZOOTECNICI S TABELLA 1 - Media produttiva di stalle lombarde Vacche (n.) (q/ giorno) Media annuale (gg) (1 c.f.) All aumentare dei livelli produttivi aumenta la dimensione delle aziende fino al raggiungimento di 102 q per le stalle con 160 vacche. alla gestione, il che comporta un asciutta più regolare e un età al parto delle primipare più breve: 27 mesi anziché 29. L Indice di gestione SATA (Igs), infatti, ha valori significativamente migliori nelle stalle più produttive. Infine l unico dato non significativo, insieme a grasso e proteina, è la percentuale di rimonta: non c è differenza fra i 4 gruppi di produzione. Perché ci sono performance migliori (2 c.f.) Gruppo 1 85, ,9 27,5 28,5 Gruppo 2 129, ,5 31,5 33,9 Gruppo 3 151, ,1 33,7 36,6 Gruppo 4 160, ,5 36,8 40,1 Totale 131, ,6 32,4 34,8 C.f. = controllo funzionale. Vogliamo quindi cercare di mettere a fuoco alcuni dei principali punti che aprono la strada alle grosse performance delle stalle migliori, siano esse produttive, riproduttive o qualitative. La prima cosa importante è la sanità del rumine, legato alla sanità della vacca. La seconda cosa da tener presente è la produzione, che deve essere adeguata a condizioni, strutture, numero di mungiture e obiettivi dell azienda. Per due mungiture l obiettivo è almeno 32 kg, per cercare di raggiungere i 38, mentre per tre mungiture è 34 kg, verso i 40. Ovviamente con un adeguato livello di grasso e proteine, rispettivamente 3,5-3,7 e 3,25-3,30. Un ulteriore obiettivo deve essere anche l efficienza riproduttiva: meno di 3 fecondazioni per gravidanza con una prima fecondazione tra i 50 e i 70 giorni e un Pregnancy rate (tasso di gravidanza), così come calcolato da Dairy Comp, più vicino possibile a Per avere una vacca sana la prevenzione deve essere massima: pareggi funzionali e bagni podali adeguati, un ambiente che permetta alla vacca di esprimere il potenziale genetico in modo fisiologico anche attraverso ottimi foraggi. Infatti comfort non adeguato e scarsa salute, legati spesso alla somministrazione di poco foraggio, sono il limite più frequente.queste aree devono essere gestite in funzione dei costi per arrivare a un bilancio positivo. Questo è il criterio ultimo di qualsiasi attività. Come fare? Massimizzare Prima di tutto pensiamo ai foraggi: avere foraggi di alta qualità fa una grande differenza, questo infatti ricade su tutti gli aspetti elencati finora. Come valutare un foraggio Innanzitutto occorre analizzare la quantità e qualità della fibra, come ADF e NDF; il secondo parametro decisivo è la sua digeribilità, quanta ne viene digerita, qual è il transito e la qualità delle fermentazioni. Oggi ci sono i metodi di laboratorio (Aral) per misurare oggettivamente la qualità dei foraggi misurando la digeribilità dell NDF. Quindi la quantità e la digeribilità della fibra sono i dati più importanti, successivamente la qualità della fermentazione, l assenza di muffe e quindi la gestione del fronte della trincea con tutto ciò che ne consegue. Questa è la situazione che si deve vedere in stalla TABELLA 2 - Differenze tra i gruppi di stalle su curve di lattazione e cellule somatiche Curve di lattazione ( 1 ) tipiche (%) atipiche (%) Cellule (000.) Ls ( 2 ) Gruppo 1 57,6 42,4 353,7 4,4 Gruppo 2 66,4 33,6 312,2 4,0 Gruppo 3 69,9 30,1 284,4 3,8 Gruppo 4 72,8 27,3 247,3 3,6 Totale 66,7 33,3 299,1 4,0 ( 1 ) Tipiche si intende quando il 2 controllo funzionale è più alto del primo; atipiche viceversa. ( 2 ) Su una scala lineare da 1 a 9 rapporta i conteggi cellulari. Tra le cellule più produttive e la media non ci sono grandi differenze sulla percentuale di grasso e proteine, ma sono rilevanti le differenze di cellule somatiche. Un altro punto importante è il livello di proteina. La proteina presente nei foraggi permette di risparmiare sull acquisto di proteine all esterno, ma deve essere comunque accompagnata da una buona digeribilità. È utile, e ci si sta lavorando, poter stabilire il tasso di degradabilità anche dell amido non solo nel silomais, ma anche nelle altre principali fonti di amido presenti in razione. TABELLA 3 - Efficienza riproduttiva e gestione aziendale Lattazzione parto- fec.- parto nate Intervallo (gg) Età Elimi- Grav. Asciutta (%) (gg) (gg) conc. grav. (mesi) (%) Igs (*) Gruppo 1 207,0 183,2 2,3 66,9 72,3 29,5 36,7 3,3 Gruppo 2 196,3 171,0 2,6 71,8 70,1 28,3 35,1 2,3 Gruppo 3 190,2 163,5 2,6 73,0 68,9 27,9 34,4 1,7 Gruppo 4 180,9 152,9 2,6 76,2 66,6 27,1 34,4 1,2 Totale 193,5 167,6 2,5 72,0 69,5 28,2 35,1 2,1 (*) Igs = Indice di gestione SATA. Il gruppo più produttivo è risultato anche quello con l efficienza riproduttiva migliore. 7/2010 supplemento a L Informatore Agrario 23

4 S INCONTRI ZOOTECNICI 58% Riposo 14 ore Mungitura 1 ora 26% 4% Alimentazione 6,25 ore Altro 2,75 ore (*) Nel 1975 la vacca Beecher Arlinda Ellen vinse in produzione con 305 giorni di lattazione. Fonte: Albright, 1978; GRAFICO 1 - Attività giornaliere della produzione record (250 q di latte) (*) La campionessa riposava per 14 ore al giorno e mangiava per 6 ore e mezza. I tre fattori che influenzano maggiormente la qualità della fibra sono: genetica della pianta, ambiente in cui è cresciuta e data della raccolta. Una buona qualità dell NDF consente di massimizzare la percentuale di foraggi in razione che è spesso motivo di maggiore salute degli animali. Un buon obiettivo è arrivare sopra il 50% di foraggi (il 55%), ma il foraggio deve necessariamente essere di qualità, altrimenti si pregiudica la produzione. I foraggi di qualità devono essere gestiti al meglio e con «costanza»: le vacche devono ogni volta mangiare la stessa razione, che deve essere sempre corretta. Occorre fare ogni sforzo in questo senso perché ripagherà sempre. Cosa sapere sulla razione Un aspetto da non sottovalutare è il fatto che la razione è composta sulla base della sostanza secca ma spesso non si considera che l umidità degli alimenti può fare una grossa differenza; è importante quindi monitorarla sempre. Tutte le volte che le vacche mangiano molto di più o molto meno di quello che ci si aspetta deve nascere il dubbio di avere valutato male la razione. Il 2% di variazione di sostanza secca dell alimento porta a un cambiamento della razione molto importante. Gli avanzi. L altro problema è gestire gli avanzi che ci devono essere, ma in una «precisa» quantità, da valutare da allevamento ad allevamento; dipende dal tipo di razione, dall utilizzo e dai costi alimentari. Gli avanzi dovrebbero variare dall 1 al 5% a seconda del sistema alimentare del mercato. È fon- damentale spingere vicino alle vacche molte volte l unifeed per massimizzare l ingestione. Il momento della distribuzione. Il momento giusto della distribuzione dell alimento deve dipendere degli orari di mungitura. Le vacche mangiano circa il 60% all uscita della mungitura della mattina. È fondamentale comunque che l animale abbia sempre l unifeed a disposizione. 36% Riposo Cow comfort Negli ultimi 5 o 6 anni c è una nuova frontiera di studio che riguarda il comportamento degli animali. Il cow comfort a cosa contribuisce? Innanzitutto aumenta l ingestione di sostanza secca e quindi fa aumentare la produzione. In secondo luogo aumenta la quota di ruminazione, cioè l acidità ruminale e rende il rumine molto più sano. Il punto su cui si sta studiando molto è un aumento di riposo. Mangiare, bere. Quale delle tre attività essenziali, mangiare, bere o riposare, fa aumentare maggiormente la produzione di latte? Evidentemente, tutti gli aspetti alimentari ottimizzano l assunzione della sostanza secca, così come bere è fondamentale: il latte è acqua all 87%. Tutta l acqua che beve un animale viene assunta circa in 30 minuti nell arco di 24 ore. Il riposo si sottovaluta Il riposo aumenta la capacità immunitaria della vacca facendola stare meglio sotto tutti i punti di vista. Negli Stati Uniti è chiamato anche vitamina R (resting: riposo). Esso aumenta il flusso sanguigno del 9% Agosto 10% 23% 2% 20% La produzione è aumentata di 6 kg 51% Riposo 12,36 ore Spostamenti 1,8 ore Mungitura 2,88 ore 7% 19% 8% 3% Stare in piedi 1,68 ore Abbeverata 0,72 ore Alimentazione 4,56 ore Fonte: Matzke e Grant, 2002; GRAFICO 2 - Azienda A: attività giornaliere delle vacche Le vacche riposando 12 ore e mezza al giorno producevano 45 L di latte/giorno. 21,6% a livello della mammella facendo aumentare la produzione. La concentrazione di ormone della crescita nel sangue diminuisce quando le vacche riposano meno di 14 ore al giorno. È praticamente la bst naturale (somatotropina bovina ricombinante). Questo ormone fa sì che i nutrienti siano indirizzati alla produzione di latte anziché ad altro (grasso, ecc.). L 80% della ruminazione avviene a riposo e questo è un altro fattore decisivo per la salute ruminale e animale. È stata effettuata una prova in cui un animale è stato tenuto lontano sia dal riposo che dall alimentazione: quando si è trattato di scegliere se andare a mangiare o riposare, ha scelto il riposo. Dopo la mungitura la mangiatoia. Dopo la mungitura è preferibile mandare immediatamente le vacche alla mangiatoia perché è il momento in cui Novembre Stare in piedi Spostamenti Abbeverata Mungitura Alimentazione La riduzione dei tempi di mungitura e il conseguente aumento dei tempi di riposo hanno fatto incrementare la produzione di circa 6 kg. 49% 9% 5% Fonte: Matzke e Grant, 2002; GRAFICO 3 - Azienda B: effetti riscontrati dopo aver diminuito le attese per la mungitura 23% 13% 1% 24 supplemento a L Informatore Agrario 7/2010

5 INCONTRI ZOOTECNICI S preferiscono mangiare per poi riposare. I cancelli dovrebbero quindi indirizzare gli animali prima alla mangiatoia e poi a riposo. Le cuccette devono essere perfette. Il riposo diminuisce le zoppie. In tema di zoppie è interessante notare che le vacche sane passano 12 ore sdraiate e 2 ore in mangiatoia, gli animali con problemi di zoppie passano 10 ore sdraiati e 6 ore in piedi nella cuccetta; questo perché fanno fatica ad alzarsi o abbassarsi e quindi il loro riposo diminuisce e la situazione peggiora. Nel grafico 1 è illustrata la giornata di una vacca (Beecher Arlinda Ellen) che nel 1975 vinse in produzione con circa 250 q di latte in 305 giorni di lattazione. Questa vacca riposava 14 ore al giorno e mangiava per 6 ore e mezza (normalmente il tempo dedicato all alimentazione è circa 5 ore). Qualche anno dopo questo studio è stato rifatto in diverse stalle, a livello di mandrie e in particolare a livello del gruppo alta produzione (Azienda A, grafico 2), il quale riposava circa 12,4 ore, mentre circa 5 ore erano dedicate all alimentazione. Questo gruppo aveva una produzione di circa L di latte. In un altra stalla (azienda B) i dati erano decisamente più bassi: le ore di riposo erano meno ed erano maggiori i tempi di mungitura. È da notare che se le ore di mungitura sono 4 alcune vacche possono arrivare fino a 6 ore. E il tempo in mungitura viene tolto al riposo. In questa azienda si è registrato un tempo dedicato al riposo pari al 36% della giornata. Si è poi suddiviso il gruppo in due per diminuire le attese di mungitura e il riposo è passato dal 36 al 49%, arrivando alle 12 ore giornaliere che costituiscono l obiettivo minimo (grafico 3). La Migliori 5 vacche dell azienda A 60% (14,4 ore) 18% (4,5 ore) 2% (0,5 ore) (2,5 ore) 5% (1,2 ore) 3% (0,6 ore) Riposo Stare in piedi Spostamenti Mungitura Alimentazione Altro Produzione record di una vacca nel 1975 (250 q di latte) 58% (14 ore) (2,75 ore) Abbeverata 26% (6,25 ore) Fonte: Matzke and Grant, 2002; GRAFICO 4 - Confronto tra le 5 migliori vacche dell azienda A e quella della produzione record È utile notare come ciò che accomuna le due situazioni è il quantitativo delle ore dedicate al riposo. produzione, di conseguenza, è aumentata di ben 6 kg. Inoltre, dal momento che il gruppo delle primipare aveva delle cuccette mal gestite e riposava 8-9 ore al giorno, nel controllo di novembre sono stati cambiati anche i materassi. Le vacche migliori riposano di più Delle 90 vacche del gruppo dell azienda A sono state selezionate le 5 migliori e si è notato che questi animali dedicavano al riposo più di 14 ore. Confrontando le 5 vacche migliori della stalla A con la campionessa del 1975 (grafico 4) si è notato che il tempo di riposo era lo stesso. Si conferma dunque che le vacche più produttive sono quelle che riposano di più. Quindi è importante monitorare le cose che contano: come si sdraiano le vacche, se le cuccette sono comode e ben tenute, lo spazio disponibile per vacca anche in greppia, la disponibilità e le dimensioni dell unifeed, l attività ruminale che deve essere ben stimolata dalla struttura dell unifeed. FATTORI CHE INFLUENZANO LA QUALITÀ DELLA FIBRA Genetica della pianta Ambiente in cui è cresciuta Data di raccolta Non più di 3 ore senza riposo o cibo 4% (1 ora) In alcune situazioni passando da 3 a 4 mungiture una risposta positiva si riscontra solo nel breve periodo, perché poi la vacca si stanca e cala il benessere. In ogni caso il tempo massimo totale non deve superare comunque le 3 ore al giorno. Un altro aspetto è che le vacche bevono molto in pochissimo tempo quindi è necessario garantire disponibilità abbondante di acqua non solo nella stalla, ma anche subito fuori dalla sala di mungitura. Nell organizzazione della gestione di stalla occorre pensare non solo alla facilità di lavoro del personale ma al benessere degli animali. La domanda importante è: garantiamo almeno 12 ore di riposo? Per il benessere è necessario fare attenzione alla gerarchia: spostare sempre le vacche in gruppo, minimo 3 meglio 5-6 animali. Dal sito al link Time Budget Evaluator, v3.0 è possibile scaricare una tabella per verificare la propria situazione di stalla: inserendo i dati relativi ci si può rendere conto del comportamento delle proprie vacche. Michele Campiotti Tecnico specialista SATA ARAL [email protected] Corwin Holtz MS Cornell University Holtz Nelson dairy consultants New York 7/2010 supplemento a L Informatore Agrario 25

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