Distretti agricoli in Regione Lombardia

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1 Distretti agricoli in Regione Lombardia Attività dei distretti (finalità, ruolo, opportunità), meccanismo di accreditamento in Regione Lombardia Roberto Daffonchio

2 Distretti agricoli Distretti rurali > sistemi produttivi locali caratterizzati da identità storica, territoriale, produzioni tradizionali, integrazione tra attività agricola e altre attività (turismo, artigianato, tutela ambientale) Distrettiagroalimentaridi qualità > sistemi produttivi locali, anche interregionali, caratterizzati da interdipendenze delle imprese agricole e agroalimentari e produzioni certificate o tutelate Distretti di filiera > sistemi produttivi di comparto ad elevata specializzazione, forte integrazione dei segmenti della filiera, rappresentatività significativa a livello regionale o di comparto.

3 La normativa sui distretti agricoli prende avvio dalla Legge Regionale 2 febbraio 2007, N. 1 Strumenti di competitività per le imprese e per il territorio della Lombardia. art. 4: Regione Lombardia favorisce la libera aggregazione delle imprese (anche agroalimentari) in distretti (legami di affinità tematico settoriale/territoriale)

4 Scopo dei distretti Promozione di azioni integrate e condivise tra le imprese aderenti: Promozione di azioni per lo sviluppo delle imprese (innovazione, internazionalizzazione, logiche di rete, sostenibilità ambientale) Promuovere azioni di carattere interregionale (filiere sovraregionali) Promuovere iniziative di riconversione in caso di crisi

5 Opportunità dei distretti lombardi: Il distretto èuno strumento di facilitazione di rapporti e accordi tra imprese, di definizione di azioni comuni per la riduzione dei costi e l incremento delle economie di scala Possibilità di accesso a eventuali futuri canali di finanziamento o agevolazioni statali e regionali Ruolo di interprofessione Creare opportunità in più rispetto alle esistenti Attuare strumenti di compensazione tra imprese in termini di obblighi e opportunità finanziarie

6 Requisiti dei distretti Rappresentatività economica a livello di comparto o territoriale Partnership con Università o centri di ricerca e innovazione Integrazione di risorse e funzioni tra imprese Possesso di strumenti per: Programmare e attuare interventi per l innovazione, la competitività e l internazionalizzazione Potenziare la rete di relazioni e favorire l integrazione di filiera Promuovere il proprio marchio di qualità

7 Requisiti dei distretti Per i distretti rurali Indicatori di rilevanza della produzione: Numero aziende agricole/numero aziende territorio >Media Regionale Occupati nel settore agricolo/ totale occupati>media Regionale Contiguità territoriale Per i distretti agroalimentari di qualità Presenza di produzioni di qualità certificata Valore (in PPB) della produzione realizzata dai richiedenti / totale della produzione certificata > 20% Forme associative o consorzi tra i proponenti Per i distretti di filiera Almeno 2 fasi della filiera coinvolte

8 Con la DGR del 7 agosto 2009 Regione Lombardia definisce requisiti e principi base per l accreditamento dei distretti agricoli, secondo 2 riferimenti normativi: D.lgs 228/2001 art.13 che definisce i distretti rurali e agroalimentari di qualità LR 1/2007 legge sulla competitività delle imprese lombarde Con il decreto 1757 del 26 febbraio 2010 vengono definite le disposizioni attuative di dettaglio per l accreditamento

9 decreto 1757 del 26 febbraio 2010 : Per l anno 2010 le domande di accreditamento possono essere presentate a partire dal giorno successivo alla data di pubblicazione del presente provvedimento sul BURL fino al 15 giugno 2010

10 Procedure per l accreditamento Le imprese promotrici presentano la domanda di accreditamento, tramite un capofila designato mediante un accordo di partnership. Possono aderire alla proposta di distretto i seguenti soggetti: a) imprese agricole e agroalimentari, in forma singola o associata; b) consorzi e società consortili costituite da imprese agricole individuali e/o associate e imprese operanti nella trasformazione e/o commercializzazione di prodotti agricoli; c) imprese a partecipazione mista pubblico/privato operanti in filiere agricole e collegate; d) imprese in forma singola o associata operanti in filiere direttamente collegate all attività agricola (turismo, artigianato, altre attività produttive locali) Alla società di distretto possono partecipare i soggetti privati.

11 Procedure per l accreditamento Le imprese proponenti allegano alla domanda l accordo sottoscritto da tutte le imprese partecipanti finalizzato all ottenimento dell accreditamento Propongono un soggetto gestore del distretto (Società di distretto) Presentano una relazione tecnica in cui illustrano finalità, obiettivi, caratteristiche del distretto proposto, prospettive di attività per lo sviluppo e risultati attesi Presentano eventuali manifestazioni d interesse da parte di altri soggetti pubblici e privati

12 Valutazione La valutazione delle proposte di accreditamento è svolta da un nucleo di valutazione nominato ad hoc e composto da funzionari della DG agricoltura e altre DG interessate, province, enti locali, eventuali altri soggetti. Il nucleo di valutazione esprime un parere tecnico su: 1. possesso dei requisiti minimi per l accreditamento; 2. rispondenza e adeguatezza della documentazione; 3. completezza e qualità della relazione tecnica; 4. proposta di eventuale accreditamento del distretto propone l accreditamento alla Giunta > il distretto èaccreditato con delibera di giunta.

13 FUNZIONAMENTO: Ottenuto l accreditamento le imprese aderenti costituiscono una società di distretto per lo svolgimento delle attività previste. RICHIESTA DI CONTRIBUTO: Successivamente alla costituzione della società di distretto può essere richiesto il contributo per servizi di consulenza prestati da soggetti terzi non partner: collaborazioni professionali, spese notarili MASSIMALE DI SPESA E QUOTA DI AIUTO: per i distretti rurali: 40% delle spese rendicontate ammissibili per i distretti agroalimentari di qualità: 40% per i distretti di filiera a valenza regionale o interprovinciale: 40% per i distretti di filiera a valenza provinciale o subprovinciale: 30% Il contributo massimo richiedibile non può superare la cifra di euro ,00. Con successivo decreto saranno stabilite le modalità di presentazione del piano di distretto e le modalità di monitoraggio

14 Step procedurali Proponente Regione Lombardia

15 I soggetti pubblici possono stimolare la nascita dei distretti e le proposte di accreditamento con specifiche attività informative sul territorio oltre a concertare le proposte di attività del distretto Partecipano al nucleo di valutazione Valutano le proposte di accreditamento e il piano di distretto, anche formulando indirizzi strategici e proposte per una politica più efficace Adottano le scelte di programmazione negoziata coerenti alle ipotesi di sviluppo Monitorano lo stato di attuazione delle iniziative deliberate dal distretto Attività d impresa e soggetti pubblici sono tenuti distinti, ma in realtà le scelte si fondono: il distretto è facilitatore di rapporti imprese PA

16 Peculiarità della logica distrettuale lombarda: In alcune Regioni che hanno definito la normativa sui distretti, è previsto che questi siano individuati dalle Province o dalla Regione e gestiti a livello provinciale. In Regione Lombardia il concetto si capovolge in quanto sono le imprese che: Individuano e presentano la proposta di distretto Costituiscono la società di distretto Propongono il piano di distretto Gli enti pubblici Valutano le istanze di accreditamento e il piano di distretto Possono stipulare accordi con la società di distretto per l attuazione di interventi

17 Filiere di possibile interesse per la Lombardia Filiera vitivinicola di qualità Filiera risicola (possibile distretto interregionale) Filiera agroenergetica Filiera grana padano (possibile distretto interregionale) Filiera del pomodoro da industria (possibile distretto interregionale) Filiera del florovivaismo Filiera ortofrutticola Filiera suinicola Proposte di distretti rurali

18 Per contatti e informazioni: Tel Tel

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