LE SCHEDE SANITARIE. Dottore mio figlio non dorme!
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- Rossana Molteni
- 10 anni fa
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1 Dottore mio figlio non dorme! Quali sono i disturbi del sonno nel bambino? I disturbi del sonno si presentano in maniera diversa nelle differenti età. Nei primi 3 anni di vita prevale l insonnia mentre tra i 3-6 anni prevalgono i disturbi respiratori notturni (legati prevalentemente all ipertrofia adenotonsillare tipica di questa età). In età prescolare e scolare iniziano a comparire le parasonnie rappresentate dai terrori notturni (pavor nocturnus) e dal sonnambulismo. Queste stesse parasonnie possono presentarsi in età scolare insieme all enuresi, agli incubi e alle paure nell addormentamento. In età adolescenziale si assiste ad un aumento della sonnolenza di giorno che però contrasta con gli stili di vita dell adolescente e quindi si presentano i disturbi del ritmo del sonno, rappresentati prevalentemente dalla fase di sonno ritardata (con spostamento dell orario di addormentamento e di risveglio, specie nei weekend). Quali sono i disturbi più frequenti? Sicuramente l insonnia seguita dalle parasonnie. La prevalenza dell insonnia varia con il variare dell età: nei primi due anni è intorno al 20-30% e dai 3 anni in poi rimane costante intorno al 15%. Si parla d'insonnia quando compare per almeno tre notti a settimana, con difficoltà nell'addormentamento (per un tempo maggiore di 45 minuti), e/o risvegli precoci o multipli (più di 2, con oltre 30 minuti di tempo necessari per riaddormentare il bimbo). Nella maggior parte dei casi l insonnia è l espressione di un alterazione dei processi fisiologici piuttosto che di una vera e propria patologia. La causa è quasi sempre rappresentata da diversi fattori: fisiologici, genetici e comportamentali, e grande importanza hanno i fattori relativi alle figure genitoriali (comportamenti errati dei genitori nell addormentamento, durante i risvegli, le modalità di alimentazione, ed infine il dormire nel lettone, ecc.).
2 Solo in circa il 20% dei casi l insonnia e generata da cause fisiche. In alcune patologie (otite, reflusso gastroesofageo, allergie, ecc.) l alterazione del sonno rappresenta, a volte, uno dei sintomi più evidenti. I disturbi del sonno si risolvono da soli? No, spesso persistono o si trasformano. Non è infrequente vedere bambini con problemi di sonno nell infanzia che continuano a presentare un sonno disturbato durante tutto l arco dello sviluppo. Quali sono le conseguenze di un sonno disturbato nel bambino? Persistenza dell insonnia (il 70% continua a dormire male dopo 5 anni) Disturbi comportamentali (iperattività, aggressività, etc.): l incidenza è 3 volte superiore nei bambini con insonnia Alterazione della relazione madre-bambino Disturbi dell umore (genitori e bambino) Affaticamento e deficit di concentrazione, deficit di apprendimento scolastico Pisolini diurni Obesità Cosa potete fare voi genitori? Il vostro ruolo è fondamentale: è importante che tutti e due manteniate costante e in accordoil vostro comportamento evitando momenti di conflittualità che rafforzano nel piccolo l ansia di separazione. Dare regole è fondamentale (i bambini hanno bisogno di regole costanti e coerenti) condivise anche dalle altre figure educative che ruotano intorno a lui (nonni, baby sitter). A partire dagli 8 10 mesi, è bene che impari poco per volta ad addormentarsi da solo alla sera, questo avverrà se eviterete di favorire il sonno con il cibo (latte al seno o al bibereeon), oppure di addormentarlo in braccio o cullandolo nel lettino. Il cibo non deve essere somministrato anche se ha risvegli notturni, come pure deve essere evitato l uso del lettone.
3 Schema orientativo di rieducazione al sonno 1. Creare un rituale all addormentamento (es. salutare tutti i giochi, raccontare una favola, cantare la ninna-nanna, ecc.) perché il bambino associ una condizione piacevole all inizio del sonno 2. Il bambino va messo nel letto solo con pochi oggetti familiari che possono tranquillizzarlo durante i risvegli notturni 3. Stare con il bambino fino a quando è tranquillo; dite una frase che dovrà essere sempre la stessa, ad esempio: Mamma ti vuole bene, ma da adesso tu imparerai a dormire da solo insieme ai tuoi peluche e ai tuoi giocattoli 4. Quindi lasciare la stanza, spiegando al bambino dove si va e perché (es. la mamma va in cucina a bere un po d acqua e torna subito) 5. Se incomincia a piangere, lasciatelo piangere per un breve periodo (30 ) prima di intervenire 6. Andare a rassicurare il bambino lasciandolo nel suo letto e rimanere nella sua stanza fino a che si tranquillizza, ma interagire il meno possibile con lui. 7. Lasciare di nuovo la stanza, spiegando ancora al bambino dove si va e perché (es. la mamma va in bagno e torna subito). Questa volta l intervallo dovrà essere un pochino più lungo (1-2 ) 8. Se incomincia di nuovo a piangere ritornare in stanza, rassicurare il bambino lasciandolo nel suo letto e rimanere nella sua stanza fino a che si tranquillizza, ma interagire il meno possibile con lui. 9. Uscire dalla stanza con un altra scusa e aspettare più a lungo (2-5') prima di intervenire nuovamente e quindi allungare progressivamente il tempo di attesa prima di intervenire 10. La prima sera si può decidere di aspettare fino a 3 minuti e poi lo si fa addormentare così come era abituato il bambino (ad es. cullandolo in braccio) avendo cura di rimetterlo poi nel lettino prima che sia completamente addormentato 11. La sera successiva si ripetono le stesse cose aspettando fino a 5 minuti e così via. 12. Lo stesso comportamento va tenuto per i risvegli notturni seguendo lo schema riportato nella tabella sottostante. Tempi di attesa durante i risvegli notturni prima di intervenire Giorno I risveglio II risveglio III risveglio Risvegli successivi 1 1 minuto 3 minuti 5 minuti 5 minuti 2 5 minuti 7 minuti 9 minuti 11 minuti 3 7 minuti 9 minuti 11 minuti 13 minuti 4 10minuti 12 minuti 15 minuti 20 minuti 5 12minuti 15 minuti 20 minuti 25 minuti 6 15minuti 20 minuti 25 minuti 30 minuti 7 20minuti 40 minuti 45 minuti 45 minuti N.B.: i tempi di attesa descritti sono indicativi e possono variare in più o in meno; va analizzata la situazione logistica e ambientale (es. appartamento o villino isolato, tolleranza dei vicini, ecc.), la qualità della relazione madre-bambino e il livello di stanchezza dei genitori.
4 Quali sono le opzioni terapeutiche? L approccio varia a seconda del tipo di disturbo e va personalizzato sulla coppia genitore/bambino. In generale la terapia farmacologica è utile nel breve periodo e quella psicologica (cognitivo-comportamentale) ha un effetto più a lungo termine e pertanto è sempre meglio associarle. Non ci sono farmaci specificatamente approvati per l insonnia del bambino. Le opzioni terapeutiche sono molto differenti; i cosiddetti farmaci da banco e quelli omeopatici sono in genere utilizzati per primi, ma la loro efficacia ha ricevuto scarse se non nulle evidenze scientifiche. I farmaci che inducono il sonno sonniferi non possono essre prescritti per l età pediatrica. La Melatonina sembra essere efficace con scarsi o nulli effetti collaterali. Melamil gocce: istruzioni per l uso 0,5 ml di prodotto pari a 12 gocce 1 volta al giorno somministrare il prodotto circa mezz ora prima di coricare il bimbo direttamente in bocca o diluita in bevande. La terapia va ripetuta a cicli di max 8-10 giorni cadauno, separati fra loro da un intervallo di tempo di un paio di settimane, durante il quale non viene assunto il prodotto onde non limitarne gli effetti. L utilizzo di MelaMil è consigliato contestualmente ad alcuni atteggiamenti comportamentali, quali far addormentare il soggetto in locali bui, con temperatura adeguata (20 C) e in assenza di situazioni che potrebbero sollecitare l attenzione o iper-eccitare. Il dosaggio può essere aumentato sino ad un massimo di 20 gocce/ giorno. Se non migliora passare o aggiungere: Dormil sciroppo: istruzioni per l uso 1 misurino da 5 ml (corrispondente alla prima tacca) ogni 10 Kg di peso corporeo, circa mezz ora prima di coricare il bimbo. Le quantità proposte di Dormil sciroppo sono ampiamente al di sotto di ogni rischio pertanto nei casi più ostinati le stesse potranno essere aumentate anche del +30%.
5 Come si può riposare la mamma? Cercate di dormire quando il bambino dorme. Non cercate di sbrigare le faccende domestiche o di lavorare, ma riposate quando il b. dorme, anche se non riuscite ad addormentarvi Cercate di organizzarvi prima per il pasto notturno Cercate di fare una attività motoria. Passeggiate con il bambino, uscite da casa se possibile con lui Chiedete aiuto a chi vi è vicino Fate attenzione a come vi sentite psicologicamente; la deprivazione di sonno può contribuire allo sviluppo di una depressione post-partum ed interferire con l'attaccamento al vostro bambino Ricordatevi che tutto passa Principi di igiene del sonno ovvero consigli utili per aiutare il bambino ad sonno regolare: Programmate la notte come tempo dedicato al sonno; Evitate di giocare e divertirvi la notte con il bambino. Aiutate il bambino ad associare il letto con il sonno. Cercare di far addormentare il bambino nella sua stanza, evitate se possibile di farlo addormentare in braccio o in altri luoghi e poi metterlo nel lettino. Quando si sveglierà il b. si troverà in un posto che non riconosce subito e vorrà ritornare fra le braccia del genitore per riaddormentarsi. Resistete alla tentazione di usare il ciuccio o il biberon per farlo addormentare. L'ambiente dove dorme il bambino deve essere tranquillo, il più silenzioso possibile e poco illuminato Non fumate mai nella stanza da letto(ne mai se possibile in casa) La temperatura della stanza deve essere mantenuta ad un livello confortevole (intorno a 20 C). Temperature troppo elevate disturbano il sonno. Il bambino non deve essere mai troppo coperto. Il letto non deve essere troppo grande, il bambino va a cercare un bordo per appoggiarsi; non si sveglia mai perché sbatte contro le sbarre del letto. Evitate perciò i paracolpi. Questi possono essere pericolosi perché sono un appiglio tramite cui il bambino può arrampicarsi e scavalcare le sbarre del lettino; inoltre non permettono al bambino di esplorare e controllare l'ambiente quando è sdraiato. Fatelo dormire su un fianco o sulla schiena, evitate la posizione a pancia sotto. (sconsigliata per la prevenzione della sids o morte in culla) Non tenete oggetti che possono essere pericolosi nel lettino L'orario di risveglio al mattino e di addormentamento serale devono essere mantenuti costanti, sempre alla stessa ora. Non mandare il bambino a letto affamato bensì sazio così non si sveglierà.. Evitare di farlo bere troppo prima e durante la notte. Cibi e bevande che contengono caffeina e teofillina devono essere evitate per molte ore prima dell'orario di addormentamento. Queste sostanze sono contenute in molti cibi e
6 bevande di uso comune (coca-cola, cioccolata, caffè, tè) Alcuni farmaci contengono alcool e caffeina e possono disturbare il sonno Il bambino deve imparare ad addormentarsi da solo, senza l'intervento dei genitori. Alcuni giochi possono essere eccitanti e interferire con l'addormentamento; vanno evitati da una a due ore prima dell'orario abituale di addormentamento. Alcuni giochi o musiche o carillon (con piccole figure di animali che girano) messi sopra la culla del bambino possono causare sovraeccitazioni visive o uditive del bambino che interferiscono con l'addormentamento. Meglio tornare alle vecchie canzoncine o ninnananne. La voce della madre è sempre meglio di una musica meccanica. Il bagno può essere un'attività eccitante per alcuni bambini e dovrebbe essere evitato la sera e spostato in un altro orario della giornata se ha difficoltà dell'addormentamento. Se il bambino piange, andate vicino ma non colmatelo di attenzioni. Rassicuratelo con un piccolo massaggio o cambiate il pannolino se necessario (possibilmente senza togliere il bambino dal letto). Non accendete le luci forti, e mantenete il tono della voce al minimo senza fare confusione. I sonnellini diurni sono legati all'età del bambino. In ogni caso dovrebbero essere evitati i sonnellini diurni troppo frequenti e troppo lunghi, specie nelle ore serali. Buona notte a tutti
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