IBM. Cloud Computing e IT as a Service

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IBM Secondo IBM, il Cloud è la leva per la "business transformation". Il fattore abilitante per l'innovazione dei processi aziendali, che incide, oltre che sull'ottimizzazione dell'it, anche sullo sviluppo del business. Il continuo confronto con i clienti, per esempio attraverso studi e ricerche che periodicamente IBM dedica alle esigenze dei diversi dirigenti aziendali, dimostra l'importanza della tecnologia nel supporto, evoluzione e innovazione del business. La tecnologia, del resto, incide nella customer relationship, nel supporto alle decisioni e nella collaborazione tra team interni ed esterni all'azienda. Il cloud computing è funzionale a tutte queste aree e non solo perché è il pilastro per l'ottimizzazione dell'infrastruttura aziendale. È la business optimization, insieme ai Big Data, che sta guidando l'adozione dell'it as a Service. Infatti, servizi avanzati basati su Web sono di grande interesse dele linee di business e sono spesso da queste direttamente indirizzati con il proprio budget. D'altro canto, il cloud permette di rendere flessibili i costi e portare efficienza. Due fattori che, nella sostanza, portano all'adozione del cloud, grazie a vantaggi trasversali: il miglioramento del time to market nell'avvio di nuovi progetti, l'accelerazione dei processi lungo la catena del valore aziendale e l agilità dei sistemi IT rispetto alle esigenze aziendali Il cloud, secondo IBM, è destinato a diventare l'ambiente d'elezione per lo sviluppo e l'esecuzione di applicazioni interoperabili, portabili tra cloud pubblici e privati e tra cloud e ambienti tradizionali, comprendenti analisi avanzata di Big Data, accessibili da dispositivi mobili e basate sulla social collaboration. Il Cloud, secondo IBM, può da un lato innovare i sistemi informatici tradizionali e dall altro abilitare lo sviluppo delle nuove piattaforme applicative che sfruttano le 1

IBM caratteristiche del social, mobile e data analytics. I sistemi tradizionali basati su logiche transazionali e sistemi ERP, che IBM definisce Systems of Record possono essere portati su Cloud e beneficiare delle caratteristiche di flessibilità e agilità di questo modello. Ma sono soprattutto le nuove applicazioni, definite Systems of Engagement, a beneficiare maggiormente dell ambiente cloud e dell emergente API economy. In questo senso, il Cloud Operating Environment (CloudOE) di IBM è la piattaforma che consente lo sviluppo e la gestione operativa di applicazioni "cloudcentric" e che consumano servizi dal Cloud. Il CloudOE per IBM è, pertanto, la piattaforma ideale per supportare il modello "Systems of Engagement", che considera come la collaborazione e in generale le interazioni sociali stiano diventano parte integrante del modo di operare e competere sul mercato, contribuendo a superare l'approccio a silos delle applicazioni e abilitando la cooperazione tra organizzazioni. L'architettura di IBM per il cloud è basata su standard aperti sostenuti da comunità e progetti open source L'architettura e il portafoglio di offerta IBM si basano sulle attività di ricerca e sviluppo di oltre 37mila esperti e sulla capacità d'investimento che ha consentito di effettuare acquisizioni mirate per un valore superiore a 6 miliardi di dollari dal

2007. Gartner, IDC e altri analisti hanno riconosciuto il valore della proposizione cloud di IBM. Soprattutto, però, vale la pena sottolineare come, grazie a un uso interno delle soluzioni proposte, IBM stessa ha ottenuto una riduzione dei costi IT pari al 50%. Un vantaggio importante che si ottiene con l'adozione del cloud, infatti, è l'ottimizzazione dei processi IT che deriva dai modelli cloud privati/ibridi e dalle possibilità di estendere il data center appoggiandosi a servizi online di varie tipologie di provider. Andando oltre i vantaggi della virtualizzazione, dunque, per abbracciare funzionalità di automazione e governance dell'it. Ovviamente, alla base c'è l'adesione agli open standard, per garantire l'interoperabilità, questo non solo in tema di IaaS (Infrastructure as a Service) o PaaS (Platform as a Service), ma anche rispetto a diverse opzioni di deployment, come il cloud pubblico "tradizionale" multitenant, il cloud privato single tenant "hosted" da IBM o, ancora, applicazioni specifiche non virtualizzate. Non a caso, dunque, IBM ha investito nello sviluppo di una "Open Cloud Architecture" basata su standard e su software open source, mantenendo fede alle esperienze che hanno visto IBM assumere un ruolo attivo e talvolta di guida nei principali progetti open source, come, tra gli altri Linux, Apache, Eclipse. La open cloud architecture abbraccia i tre distinti livelli IaaS, PaaS e SaaS, e vede il contributo sostanziale di IBM a progetti open source che stanno guidando lo sviluppo di queste piattaforme in ottica interoperabile. La Open Cloud Architecture di IBM 3

IBM In particolare, per quanto concerne il livello IasS, IBM è tra i principali contributori di OpenStack. Mentre sul fronte PaaS ha annunciato, insieme a Pivotal, lo sviluppo open source della piattaforma Cloud Foundry. Questi e altri progetti open source, oltre a standard, quali OSLC (Open Service for Lifecycle Collaboration) e TOSCA (Topology and Orchestration Specification for Cloud Applications), dimostrano l'impegno di IBM nello sviluppo di un Cloud totalmente interoperabile, sia a livello IaaS che a livello PaaS, portato avanti da oltre 500 sviluppatori dei vari Laboratori IBM nel mondo. Un impegno e un investimento sostenuto da IBM in seguito alla profonda convinzione che solo lo sviluppo e la condivisione degli standard consentiranno al Cloud di crescere e rappresentare una forza trainante nell'ottimizzazione e trasformazione dell'it. Secondo i principi della open cloud architecture, IBM ha recentemente avviato il "Progetto BlueMix", basato su Cloud Foundry e su altre tecnologie open source e di IBM e aperto alla collaborazione di partner e ISV (Independent Software Vendor). Attraverso questo progetto, IBM rende disponibile una piattaforma ClodOE che permette a organizzazioni pubbliche e private di sviluppare applicazioni "cloudcentric" o "cloud-native" di nuova generazione. Il progetto IBM BlueMix

IBM SmartCloud IBM sta da tempo attuando una strategia integrata per il Cloud, il cui portafoglio di offerta è unito dalla denominazione IBM SmartCloud, il cui punto di forza è appunto la completezza della vision, secondo quanto evidenziano dai responsabili IBM stessi attraverso il concetto stesso di Business Process as a Service, cioè la possibilità di utilizzare applicazioni software e soluzioni verticali in modalità servizio, quindi senza preoccuparsi della complessità sottostante. Tale modalità di accesso ai processi di business permette di trasformare gli stessi in "maniera intelligente" e di sviluppare nuovi modelli di business, grazie alla capacità d'interazione e a quella di condivisione dei dati. Un esempio riportato da IBM è la possibilità di realizzare uno "Smarter Commerce", cioè di rivedere e ridisegnare in maniera innovativa e "più intelligente" e quindi molto più efficiente, il ciclo buymarket-sell-service, ponendo al centro il cliente e sfruttando soluzioni prima appannaggio solo delle grandi organizzazioni, oggi disponibili as a service, come il real time analytics. L'offerta è in continua crescita, sia grazie alla progressiva disponibilità in modalità "as-a-service" di prodotti IBM, sia tramite acquisizioni mirate a rafforzare l'offerta IBM nelle sue direttrici fondamentali o nelle soluzioni specifiche di industria. L'offerta IBM SmartCloud ricopre l'intero spettro di modelli di deployment (private, public, hybrid) e di servizio (IaaS, PaaS, SaaS). In particolare, l'offerta IBM SmartCloud Foundation include prodotti e servizi abilitanti alla realizzazione di soluzioni di cloud privato e di integrazione con cloud pubblico per architetture ibride. Per il cloud pubblico, IBM raccoglie i servizi IaaS e PaaS sotto il nome di IBM SmartCloud Services, mentre le soluzioni Software-as-a-Service vanno sotto il nome di IBM SmartCloud Solutions. In tutte queste aree IBM ha sviluppato tecnologie e soluzioni proprie e altre ne ha acquisite negli anni. Citiamo, a titolo esemplificativo, alcune delle più note, a partire da Cognos nel 2007, per proseguire con Unica e CoreMetrics, o ancora Cast Iron, Trusteer, Q1Labs, Kenexa fino alle più recenti acquisizioni di Softlayer e Xtify. L'acquisizione di Softlayer, in particolare, porta in dote a IBM una vasta 5

IBM infrastruttura cloud pubblica che consente all'azienda di potenziare la propria offerta di servizi: 13 data center e 17 POP (Point of Presence) di rete che costituiscono una rete privata globale al servizio di oltre 21mila clienti in 140 paesi. IBM SmartCloud per data center privati Ciascuna aziende adotta il Cloud secondo modi e tempi diversi e IBM ha approntato una strategia in grado di indirizzare ogni esigenza, proponendo un approccio verso un Cloud Enabled Data Center basato su una roadmap di trasformazione. Questa parte da un'accurata valutazione di stato attuale, priorità strategiche dell'organizzazione e gap esistenti, per poi proseguire nell'articolazione delle linee strategiche d'intervento, fino alla definizione di progetti esecutivi. In quanto legato alla propria strategia di business, questo percorso di adozione, cosi come il mix di modelli realizzativi (privato, pubblico, ibrido) è caratteristico di ogni singola organizzazione. L'offerta IBM per la realizzazione di cloud privati o ibridi parte quindi dalle possibilità di virtualizzazione dei propri sistemi server e storage e prosegue attraverso un'offerta che consente un livello di maturità cloud crescente, fornendo capacità di cloud service delivery, capacità di gestione dei servizi cloud, fino ad arrivare all'orchestrazione dei workload cloud e a un modello ibrido completo e articolato. Questo è possibile attraverso le offerte IBM SmartCloud Entry, IBM SmartCloud Provisioning e IBM SmartCloud Orchestrator. L'infrastruttura hardware di un data center può essere arricchita verso il cloud, con funzioni che supportano la virtualizzazione e il provisioning con capacità di gestione e monitoring. È questo il punto di partenza che porta allo SmartCloud Entry, per il quale IBM ha sviluppato i PureSystems, descritti nel seguito. Funzionalità e integrazione crescente caratterizzano le altre soluzioni software "SmartCloud Foundation", che soddisfano esigenze crescenti corrispondenti a diversi livelli di "maturità cloud" delle imprese, dai servizi IaaS di base, alla governance del cloud, per proseguire con servizi avanzati IaaS e servizi gestiti conformemente alle linee guida ITIL.

Dall'efficienza dell'infrastruttura all'it as a Service, l'evoluzione del cloud secondo IBM Senza entrare in dettagli tecnici, elenchiamo alcuni dei prodotti funzionali al supporto dell'evoluzione verso cloud di maturità crescente: SmarCloud Provisioning e SmartCloud Cost Management, per IaaS di base; SmartCloud Monitoring, SmartCloud Application Performance Management, IBM TSM Suite for Unified Recovery e IBM Endpoint Manager, sono i pacchetti aggiuntivi per servizi di cloud management e governance; IBM SmartCloud Orchestrator, è il prodotto più sofisticato, adeguato al livello di maturità corrispondente a servizi IaaS avanzati che comprendono l orchestrazione dei processi. IBM SmartCloud Control Desk è, infine, la soluzione conforme alle librerie ITIL per integrare le funzioni di service management del Cloud nei rispettivi sistemi Enterprise ITIL quali ad esempio change and configuration management, service desk, license management. IBM PureSystems IBM mette a disposizione ogni tecnologia hardware e software nonché tutti i servizi che occorrono per realizzare un cloud ibrido privato. IBM, peraltro, propone una semplificazione, grazie ai sistemi PureSystems con cui promuove un 7

IBM nuovo concept che enfatizza i temi dell'integrazione e della flessibilità, proponendosi come "cloud in a box". I PureSystems, infatti, nascono come sistemi preconfigurati, dotati di funzionalità automatiche di provisioning e gestione e costituiscono gli elementi necessari e sufficienti per coprire le esigenze cloud di base, che sono l'oggetto dell'offerta SmartCloud Entry di IBM. Mettendo insieme l'esperienza maturata in una moltitudine di progetti da IBM e dai propri Business Partner, i tecnici della società statunitense hanno progettato e realizzato questi "Expert Integrated Systems", che, spiegano in sintesi presso IBM, forniscono la semplicità di una appliance e la flessibilità di un sistema generale. La famiglia di sistemi IBM PureSystems è infatti il risultato di un investimento da 2 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo e di una serie di acquisizioni effettuate da IBM nell'arco di quattro anni: un'iniziativa per integrare tutti gli elementi dell'it, sia fisici sia virtuali. Di fatto, IBM PureSystems raccoglie l'eredità di modularità e flessibilità dell'architettura BladeCenter estendendola ulteriormente sia sul versante infrastrutturale sia applicativo. Il risultato è una soluzione che allinea software, applicazioni, middleware e hardware, che può essere resa operativa in breve tempo e configurabile per la specifica attività di business in modo automatico senza dover ricorrere e onerosi processi e personale specializzato. Un concetto fondamentale introdotto dai tecnici IBM nei sistemi Pure è quello dei pattern, senza i quali tali sistemi apparirebbero come la semplice combinazione di componenti allo stato dell'arte. È grazie ai pattern che i sistemi mettono in pratica le esperienze raccolte da IBM e acquisiscono la capacità di ottimizzare dinamicamente gli elementi infrastrutturali di middleware e applicativi, bilanciandoli in funzione dei workload. I cosiddetti Patterns of Expertise sono dunque file specializzati disponibili in tre categorie: Patterns IBM: integrati dalla fabbrica che mettono a disposizione configurazioni, deployment e upgrade continui. Patterns ISV: sviluppati da ISV per semplificare il modo di adottare e gestire le applicazioni certificate IBM PureSystems Ready. Patterns Clienti: sviluppate dagli utenti con cui le organizzazioni IT aziendali possono incorporare la conoscenza delle applicazioni create in

proprio e renderla immediatamente disponibili in nuove regioni o nuovi mercati. La gamma di sistemi specializzata per il cloud è composta da due modelli: PureFlex System e PureApplication System. Un terzo modello PureData System, è ottimizzato per la gestione dei Big Data. PureFlex è il risultato della competenza di IBM nel consolidamento e nella gestione, maturata in migliaia di progetti di ottimizzazione dei data center. Riunisce all'interno di un unico sistema nodi di elaborazione, storage, networking e funzioni di virtualizzazione con la possibilità di supportare le diverse tecnologie disponibili VMware, PowerVM, KVM e Hyper-V. IBM PureApplication System è una piattaforma progettata per le applicazioni di database e Web transazionali, ottimizzata in base ai workload, in modo da semplificare l'implementazione, la personalizzazione, la protezione e la gestione. Le soluzioni PureApplication Systems sono disponibili per più ambienti e in diverse configurazioni per rispondere alle specifiche esigenze delle aziende e, in particolare, in configurazioni scalabili per ambienti di test e sviluppo dipartimentali e per grandi aziende. È possibile gestire e aggiornare tramite un'unica console tutte le configurazioni ottimizzate di IBM PureApplication System, pensate per fornire vantaggi di business grazie a una soluzione preconfezionata adattabile alle diverse esigenze. L'offerta Infrastructure as a Service IBM fornisce una ampia gamma di servizi Indrastructure-as-a-Service in Cloud, estesa con l'acquisizione di Softlayer, che si aggiunge alla soluzione SmartCloud Enterprise+, multipiattaforma e specializzata per gli ambienti mission-critical grazie ai servizi gestiti di livello enterprise. Infatti, per le imprese o le pubbliche amministrazioni che debbano supportare applicazioni di produzione con operatività 24 x7x365, IBM fornisce un'infrastruttura completamente gestita. Per esigenze meno critiche, IBM mette a disposizione un'ampia gamma di servizi infrastrutturali. Grazie all'acquisizione di 9

IBM SoftLayer, in particolare, sono state ulteriormente estese le capacità dell'infrastruttura cloud pubblica di IBM, con una piattaforma specificatamente disegnata per applicazioni "web-centric" e "performance-intensive", quali sono quelle nelle aree mobile, social, high-performance computing e analytics. Inoltre, la disponibilità di un ricco portafoglio di API permette di soddisfare le diverse esigenze delle applicazioni "cloud-native" di Independent Software Vendor nonché proprietarie. Tre i principali filoni di offerta IBM SoftLayer: Server fisici dedicati "bare metal" per applicazioni di produzione non portabili in ambienti Cloud virtualizzati e sistemi di High Performance Computing. I sistemi sono forniti in tempi rapidi (poche ore dalla richiesta, secondo i dati IBM) grazie all'alto automatismo del provisioning. Sistemi virtuali, resi disponibili in pochi minuti, in tipico public cloud, con approvvigionamento flessibile e dinamico, integrabile con storage SAN per workload che richiedono I/O ad alte prestazioni o storage ad alta disponibilità. Ambienti private cloud ospitati presso i data center di IBM Softlayer. L'offerta mette a disposizione dei clienti il server di gestione del cloud, i sistemi per l'erogazione delle risorse cloud, il sistema di virtualizzazione e le risorse storage per la generazione del catalogo servizi e, infine, gli strumenti di gestione e lo storage condiviso. Sono poi disponibili servizi aggiuntivi di gestione, inclusi database, backup, monitoraggio e sicurezza. Altrettanto importanti sono i servizi di sicurezza. Altri servizi IaaS, che qui ci si limita a elencare sono SmartCloud Managed Backup, SmartCloud Content Management e SmartCloud Virtualized Server Recovery, in ambito backup, archiviazione dati e disaster recovery. Infine, SmartCloud Connect per il networking.

L'offerta Platform as a Service I servizi "Platform as a Service" di IBM forniscono ambienti per lo sviluppo e il runtime applicativo. Più precisamente, per il ciclo di vita delle applicazioni, dallo sviluppo al rilascio, l'offerta comprende SmartCloud Application Services, mentre per la gestione di applicazioni SAP e Oracle sono disponibili rispettivamente SmartCloud for SAP Applications e SmartCloud for Oracle Applications. I servizi IBM SmartCloud Application Services comprendono servizi di collaborative lifecycle management, che forniscono in modalità cloud ambienti di sviluppo collaborativo e integrazione basati sulla piattaforma IBM Rational, e i servizi IBM SmartCloud Application Workload Services per le più diffuse esigenze applicative. I servizi, in particolare, supportano attività di sviluppo e di rilascio delle applicazioni gestite in tempo reale attraverso processi e metodi di collaborazione che riducono gli errori ed effettuano rilasci controllati. Tali servizi forniscono strumenti di pianificazione, gestione delle configurazioni software e gestione delle modifiche. La gestione e scalabilità automatica delle applicazioni, in base a criteri configurabili (per esempio database as a service con default monitoring e backup e altri servizi) sono progettati per permettere il rilascio di applicazioni senza preoccuparsi dei dettagli relativi all'infrastruttura e al middleware specializzati in base ai diversi tipi di applicazione. Le soluzioni PaaS di IBM, infine, consentono di rilasciare pacchetti applicativi tra i più diffusi automatizzando le attività operative più complesse, quali la gestione delle modifiche, le installazioni, gli aggiornamenti e il backup dei dati. L'offerta Software as a Service Nell'ambito del Software as a Service, l'offerta IBM è in costante crescita. L'obiettivo è di rendere progressivamente disponibili anche in modalità as a 11

IBM service le soluzioni applicative di IBM. Anche da questo punto di vista, l'acquisizione di Softlayer segna un punto a favore per le strategie di IBM. Il paniere SaaS è piuttosto ampio (non a caso arricchito attraverso numerose acquisizioni negli ultimi sei anni, di cui 10 dal 2010) e comprende anche soluzioni che non potrebbero essere fornite se non in cloud. L'offerta SaaS di IBM è chiamata IBM Smart Cloud Solutions ed è suddivisa in quattro macro aree: IBM SmartCloud for Smarter Commerce, IBM SmartCloud for Smarter Cities, IBM SmartCloud for Social Business, IBM SmartCloud for Smarter Analytics. Non entreremo nel dettaglio delle oltre cento soluzioni che IBM ha nel proprio portfolio di soluzioni SaaS, limitandoci a citare alcune delle ultime aggiunte. In particolare, un'offerta integrata è quella per le "città intelligenti", rappresentata dal software IBM SmartCloud Smarter Cities, che comprende, tra le altre, funzionalità di business analytics in cloud per aiutare le città ad acquisire importanti informazioni su come servire al meglio i propri abitanti. IBM SmartCloud: l'offerta SaaS

IBM SmartCloud for Smarter Commerce Questo insieme di soluzioni SaaS comprende applicazioni a supporto delle attività market-buy-sell-service, cioè di acquisizione di beni e servizi, di attività di marketing e vendita di beni e servizi, di gestione della supply chain e della collaborazione con partner e fornitori. IBM SmartCloud for Social Business L'offerta comprende soluzioni di posta e collaborazione e non solo, per supportare la creazione e valorizzazione di reti di collaborazione sia all'interno di un'organizzazione sia verso il proprio ecosistema. Comprende inoltre alcune soluzioni di gestione delle risorse umane focalizzate sul "talent management" e sulla gestione delle retribuzioni e dei benefit. IBM SmartCloud for Smarter Analytics Vi è inclusa la vasta offerta di applicazioni per l'analisi dei dati orientata a trasformare informazioni in conoscenza ed elementi fattuali di supporto alle decisioni. Include strumenti per l'analisi dei Big Data e social media e tecnologie derivate dal sistema "Watson" realizzato nei Laboratori di Ricerca IBM. IBM SmartCloud for Smarter Cities L'offerta comprende soluzioni specificatamente progettate per la gestione innovativa ed efficiente di sistemi complessi e organizzazioni cooperanti, come le comunità cittadine e metropolitane. Sono comprese, in quest'ambito, anche soluzioni di Analytics specifiche per le applicazioni legate all'amministrazione pubblica. Tra queste, IBM Intelligent Operations software portfolio, che, basato su standard aperti per il cloud e progettato in collaborazione con Pubbliche Amministrazioni, applica la predictive analytics per aiutare le città a programmare il bilancio per le migliorie infrastrutturali e ad aumentare l'efficienza delle aziende di servizi idrici. 13

IBM Fornito all'interno del portfolio IBM SmartCloud, il software IBM Smarter Cities Intelligent Operations contribuisce inoltre a ridurre i costi di capitale e di installazione della tecnologia. Ciò consente alle città di adottare un approccio di pagamento a consumo, per trasformare i servizi urbani secondo il ritmo della città, con un impiego più efficiente del denaro dei contribuenti. Con le soluzioni di cloud computing, le città possono iniziare immediatamente, senza hardware specialistico o ritardi negli approvvigionamenti, con la possibilità di partire da piccoli progetti e crescere tra i vari dipartimenti utilizzando un unico sistema software integrato, disponibile come servizio. "Intelligent Transportation" e "Intelligent Water" sono focalizzati sulla gestione dei servizi primari dedicati ai trasporti e all'approvvigionamento idrico. Infine, il modulo "Intelligent City Planning and Operations" è destinato alla pianificazione dei lavori sulle infrastrutture urbane. IBM Security per il Cloud IBM è impegnata nella Cloud Security da tre punti di vista. IBM Security Systems mette a disposizione soluzioni per la protezione delle infrastrutture e delle applicazioni a chi fornisce servizi cloud e alle imprese che realizzano cloud privati: dalla network security alla difesa dell'application server, solo per citare due degli ambiti più coinvolti sul fronte cloud. Il secondo aspetto riguarda le soluzioni stesse di IBM Security Services, che sono a disposizione di Managed Service Provider interessati a offrire in cloud servizi di sicurezza, come, per esempio, servizi di penetration test oppure servizi di identity management, fornendo soluzioni di single sign on o servizi di Security Intelligence, che per molte imprese sarebbe oneroso gestire internamente, magari per mancanza di competenze. Infine, il terzo punto di vista è quello della divisione IBM Managed Security Services, che, attraverso i propri dieci SOC (Security Operation Center) nel mondo, forniscono servizi gestiti di sicurezza in cloud. Tutto discende dalla Security Intellingence, che parte da QRadar, ma comprende anche le competenze e l'esperienza dei tecnici di IBM. L'ultimo SOC, recentemente inaugurato a Breslavia in Polonia, è quello da cui vengono erogati i Managed SIEM Service per i clienti europei. Questi servizi hanno proprio nell'expertise del SOC il punto di forza: i clienti mantengono le infrastrutture e i dati, ma lasciano a IBM la gestione remota degli alert. Per molte

imprese può essere vantaggioso ricorrere a un servizio modulabile secondo le specifiche esigenze. Per esempio, è possibile sottoscrivere un contratto per avere un monitoraggio 24x7 oppure uno limitato solo alle ore di ufficio. Esiste poi un'offerta molto ampia di MSS, dai più semplici a quelli più articolati forniti direttamente da IBM Security Services. Tra quelli considerati più peculiari da IBM c'è l'emergency Response Service, da poco arrivato in Europa. Si tratta di un servizio di consulenza, per il quale ci si può abbonare o pagare a chiamata. Nel primo caso, si acquista un supporto per un anno, durante il quale IBM mette a disposizione persone qualificate che intervengono in caso di problemi. Il servizio prevede un workshop iniziale in cui i tecnici IBM valutano i sistemi di difesa del cliente ed eventualmente forniscono raccomandazioni per intervenire laddove si ritenesse necessario. L'abbonato potrà poi chiamare un numero verde, attivo 24x7, per esempio quando è sotto attacco, per essere aiutato a contenere i danni e ripristinare i servizi. Se fortunatamente, al termine dell'anno, non si fossero verificati problemi, allora le giornate non sfruttate verranno convertite in altri servizi di consulenza sulla sicurezza. Chi non ha sottoscritto il servizio può comunque chiamare e chiedere l'intervento degli esperti pagando "a consumo" per ogni singolo intervento. Un altro recente servizio sfrutta la competenza di un'azienda che ha realizzato 10 SOC. Le grandi organizzazioni che volessero realizzare un proprio SOC possono ricorrere alla consulenza di IBM che le supporterà nell'adozione delle infrastrutture, tecnologie, processi e organizzazione necessari. Si possono realizzare SOC in house, ma anche ibridi, cioè centri che in parte si avvalgono dei SOC di IBM. I dati rimangono interni, si fa crescere il personale, ma si sfrutta la competenza di IBM non solo tecnica, magari di team specifici, ma anche quella relativa a processi, gestione e organizzazione di un SOC. La società IBM è una società d'innovazione al servizio di aziende e istituzioni che detiene primati in ogni area tecnologica, per lo sviluppo e la gestione di complesse infrastrutture informatiche. Fondata nel 1911, ha sede ad Armonk negli Stati Uniti e filiali in oltre 170 Paesi. In Italia è presente dal 1927 contribuendo alla crescita economica e all'innovazione delle organizzazioni sia pubbliche che private del Paese. Per ulteriori informazioni: www.ibm.com/smartcloud 15