il cibo nella storia
preistoria l uomo si nutriva di ciò che trovava nell era era Neolitica l uomo sperimentò l agricoltura e l allevamentol con la scoperta del fuoco il cibo veniva cotto
4000 a C. Gli Egiziani Si nutrivano prevalentemente di frumento ed orzo; Non usavano carne ma pesce conservato sottosale, affumicato o seccato al sole; Consumavano formaggio, legumi e frutta.
4000 anni a.c. I Babilonesi Tendevano a lessare tutto il cibo: carne, pesce, aglio, sangue, formaggi fresco, piante aromatiche; Usavano il condimento ovvero olio di sesamo e olio di oliva; Dolcificavano con il miele e con la frutta.
1000 anni a.c. Gli Ebrei Oltre all uso del pane lievitato e non (pane azimo) ) erano in uso legumi, frutta e formaggio; Per le feste era frequento l uso l di carne di montone, di vitello o di bue; non carne di maiale poiché proibita; Appare il vino ricavato dalla fermentazione dell orzo, del miele e delle mele.
1000 anni a.c I Greci Si conoscono ben 72 tipi di pane senza lievito, scuro, fatto con fior di grano, composto da varie farine, con olive, uva passa e fichi secchi; La carne era in uso solo sulle tavole dei ricchi preferendo il maiale: Il pollame appare successivamente nell et età classica; La dieta principale era a base di legumi, di pane, i pesci erano conservati sottosale o affumicati, frutta; Anche il vino era in uso e si consumava nei bar dell epoca epoca oltre ad una bevanda il kikeon a base di farina d orzo, d semi di coriandolo e lino, vino, formaggio grattugiato e foglie di menta.
1000 anni a.c. I Fenici L alimentazione in uso era a base di zuppa di farro o legumi come lenticchie, fave o ceci. Il pane era confezionato con farina di orzo; Gli ortaggi in uso cipolle, radici, cetrioli o lattuga. La selvaggina era in uso presso le famiglie ricche; Il pesce era l alimento l base dell alimentazione delle famiglie povere; I fenici usavano conservare le pietanze facendole essiccare (carne secca) o conservandole sotto sale; in uso fichi, uva, datteri o melagrane. Erano usati condimenti come olio, sesamo e miele per i dolci; La birra era una bevanda molto diffusa in tutta l'asia Minore e La birra era una bevanda molto diffusa in tutta l'asia Minore e in Egitto, terre in cui orzo e grano venivano coltivati in abbondanza; questa veniva consumata quotidianamente come dissetante e, in certi casi, anche come ricostituente; Il vino era di buona qualità e veniva consumato in tutto il Mediterraneo Orientale.
Tra il VII e il IV secolo a.c. Gli Etruschi Le abitudini alimentari degli etruschi abitanti dell Italia centrale tra il VII e il IV secolo avanti Cristo, comprendevano le farinate di farro, orzo, fave, piselli inoltre era consolodato l uso di fichi, frutti selvatici, latte e formaggio di capra; La carne più usata era quella di maiale, ma venivano arrostiti anche cervi, lepri e qualche orso; Lungo la costa l alimentazione l era prevalentemente a base di pesce: piccoli tonni, pesci spada e razze. Nelle lagune di Maccarese e di Orbetello non mancavano le anguille e i capitoni, le spigole e le orate; Il menù di una famiglia del popolo consisteva in: pane e olive, polenta e verdure cotte o crude, pesci in salamoia, frattaglie, conserve sotto aceto e castagne; Il vino era la bevanda preferita anche se spesso veniva annacquato e poi c'era un'altra bevanda molto rinfrescante, fatta con latte fermentato.
Tra il III secolo a.c. e il X secolo d.c. I Romani I romani avevano per la buona tavola un amore che non risparmiava a cure e non badava a spese. Anche per loro il pane era alla base dei pasti, però il suo s uso si diffuse solo verso il II secolo a. C. Era in uso una specie di pappa di farro e grano, detta puls.. Questa veniva consumata con legumi come fave, lenticchie e ceci, oppure con la carne allo spiedo. Oltre alle solite carni come bue, agnello e vitello, era apprezzata ata anche la carne di asino, di ghiro, di cinghiale, di fagiano e di pavone. Nelle villae (ville rustiche) si allevavano i pesci, la selvaggina e gli uccelli che venivano poi cucinati con maestria dai cuochi; i funghi venivano cucinati col miele; i piccioni con datteri, pepe, miele, aceto, vino, olio e senape; le pesche venivano vano preparate come noi facciamo le anguille marinate. Si trattava di una cucina in cui venivano mescolati sapori pungenti e sapori dolciastri: nelle stesse pietanze, accanto all'aceto e alla menta, si usavano il miele, il mosto cotto e la frutta ridotta a puré. Il vino era la bevanda preferita; si beveva caldo anche nei bar,, che, a giudicare da Pompei, erano diffusi come ai giorni nostri.
Tra l XI l al XV secolo d.c. Le invasioni barbariche Grandi quantità di selvaggina cotta allo spiedo e vino molto forte. In questo periodo, p erano cucinati piuttosto grossolanamente. avendo la fortuna di partecipare p a un banchetto, capireste che i cibi non venivano presentati con un ordine o prestabilito. Le salse erano molto forti infatti nel medio evo si faceva un uso o massiccio di spezie, sia nei cibi che nelle bevande. Erano in uso le carni di cigno e di gru. Formaggi, verdure e frutta completavano i banchetti. Tra la popolazione povera era frequenta la denutrizione, spesso si moriva di fame. In famiglie nén ricche nén povere l alimentazione l era a base di verdure, frutta e uova sode e pane; tra le bevande quella che andava per la maggiore era a la birra, poi il vino e il sidro. Solo dopo la metà del 1400 la successione delle portate diventa più curata e durante i pranzi si passa da piatti leggeri a piatti più sostanziosi, per finire con frutta e dolci.
Dal 1500 al 1600 Ma la vera arte nella preparazione dei cibi inizia nel 1500. Con la scoperta dei nuovi continenti arrivano le patate, il riso,, il mais, gli asparagi, gli spinaci, i pomodori; Tra il XVI e il XVII secolo, il mais diventa alimento di base dei contadini, soprattutto nell'italia settentrionale; entra a far parte p della tradizione la polenta. In Francia, nel XVII secolo, i re cominciano ad occuparsi personalmente di cucina. Re Luigi inventa i liquori dette "bevande cordiali", a base di alcol, zucchero e aromi. Al regno di Luigi XV risalgono il consommé e la fricassea di pollo e di piccione, e poi alcune salse che usiamo ancora oggi: la besciamella e la maionese; e; Il caffè,, il tèt e la cioccolata chiudevano i pranzi più importanti.
Il 1700 Le patate! Queste venivano coltivate già da molti anni in Germania, ma furono introdotte in Francia solo sotto Luigi XVI; Nel XVIII secolo il pranzo diventa un'occasione per riunirsi e a Parigi viene aperta la prima trattoria; L'arte della conservazione dei cibi fa enormi progressi ed ora è possibile avere marmellate, formaggi di molte qualità,, salumi e salsicce. La notizia più importante: nasce l'arte dolciaria! Torte, pasticcini e meringhe fanno il loro ingresso trionfale nei pranzi importanti.
Il 1800 Nel XIX secolo, in seguito alle scoperte scientifiche applicate all'industria e all'agricoltura l'alimentazione cambia profondamente. All'inizio dell'ottocento viene impiantata in Francia la prima industria di lavorazione della barbabietola: grazie a questo ora diventa normale avere lo zucchero in tavola. Le teorie di Pasteur (chimico, biologo e microbiologo francese) sulla fermentazione permettono progressi in campo enologico e caseario, quindi migliora la qualità dei vini e dei formaggi. L'abitudine del pranzo come occasione di riunione e festa si diffonde in tutte le classi sociali e le donne diventano le regine della cucina.
Dal 1900 ai giorni nostri I nostri pasti si vanno sempre più semplificando, sempre più spesso il pranzo è uno spuntino, si può scegliere tra hamburger, pizzette o panini al bar. I pranzi importanti, quelli con tante portate e piatti raffinati, non sono riservati solo alle occasioni particolari.