I termini e i concetti fondamentali



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unità Elementi di chimica I termini e i concetti fondamentali 1 la materia e le sue proprietà Le caratteristiche fondamentali della materia sono tre: la massa (m) o quantità di materia di cui sono formati i corpi il volume (V), cioè la porzione di spazio occupata dal corpo l energia (E), cioè la capacità di un corpo di compiere lavoro UITà elementi di chimica La massa non va confusa con il peso (P), che è dato dalla massa per l accelerazione di gravità (g = 9,8m/s 2 ). Lo stato fisico della materia è correlato alla temperatura e alla pressione a cui si trova. Gli stati della materia sono tre: stato solido, quando il corpo ha forma e volume propri stato liquido, quando il corpo ha volume proprio, ma assume la forma del recipiente che lo contiene stato aeriforme o gassoso, quando il corpo non ha né forma né volume propri. La somministrazione o sottrazione di calore da luogo ai passaggi di stato, fenomeni fisici attraverso i quali si passa da uno stato all altro. Innalzando la temperatura si passa dallo stato solido a quello liquido e a quello aeriforme, abbassandola, si verifica il percorso inverso. SUB IMAZIE Fusione Evaporazione Solidificazione ondensazione BRIAMET Temperatura ed energia crescenti Fusione e solidificazione rappresentano i passaggi dallo stato solido a quello liquido e viceversa. Il punto di fusione, cioè la temperatura alla quale un solido inizia a fondere, corrisponde a quello di solidificazione e per le sostanze pure è fisso e consente di riconoscerle. Evaporazione, cioè il passaggio da liquido a vapore, e condensazione (da vapore a liquido) sono passaggi inversi. Quando l evaporazione avviene in modo rapido e tumultuoso si parla di ebollizione. Il punto di ebollizione si innalza quando viene aumentata la pressione, come avviene nella pentola a pressione, in cui l acqua bolle a 120 anziché a 100. Viceversa, si abbassa se la pressione atmosferica diminuisce, come avviene in alta montagna. La sublimazione è il passaggio diretto dallo stato solido a quello aeriforme, il cambiamento opposto è definito brinamento. opyright 2010 Zanichelli Editore SpA, Bologna [6717] Questo file è una estensione online dei corsi di appelli, Vannucchi Principi di scienze dell'alimentazione Terza edizione 2008 Zanichelli 1

unità 2 la composizione della materia I corpi e gli oggetti sono fatti da particolari tipi di materia definiti materiali. La maggior parte dei materiali sono dei miscugli di due o più sostanze pure dette componenti. I miscugli si suddividono in eterogenei quando i componenti si possono vedere a occhio nudo, con una lente o con un microscopio: miscele grossolane, sospensioni, emulsioni; omogenei, quando i componenti sono indistinguibili. Importanti miscugli omogenei sono le soluzioni. Per separare i componenti di un miscuglio eterogeneo sono sufficienti mezzi meccanici come ad esempio la filtrazione o la centrifugazione; per separare i componenti di un miscuglio omogeneo bisogna ricorrere a mezzi fisici come ad esempio la distillazione. UITà elementi di chimica Le sostanze pure o semplicemente sostanze sono materiali costituiti da un unico componente. Si suddividono in elementi, poco più di un centinaio di cui 92 presenti in natura, non possono essere ulteriormente decomposti. L atomo è la più piccola parte di un elemento che possiede le proprietà chimiche di quell elemento. gni elemento è contraddistinto da un simbolo chimico (una lettera maiuscola isolata o seguita da una minuscola) che corrisponde alle iniziali del suo nome; composti, sostanze formate da due o più elementi chimici, in proporzioni ben definite, che si possono decomporre solo attraverso reazioni chimiche. Sono caratterizzati da una formula chimica, che evidenzia di quali elementi sono costituiti e in quali proporzioni. Il loro numero è elevatissimo. Un atomo è costituiti da un nucleo centrale contenente protoni, particelle con massa =1 e carica positiva (1); neutroni, particelle con massa =1 ma prive di carica. Intorno al nucleo si trovano gli elettroni, particelle con massa trascurabile e carica negativa (-1) che si muovono in spazi chiamati orbitali, raggruppati a loro volta in livelli di energia crescente andando dal nucleo verso la periferia dell atomo. Protone eutrone Gli atomi che hanno un unico livello con due Elettrottone elettroni, oppure tutti gli altri che hanno otto elettroni nell ultimo livello sono definiti gas nobili, perché 12 chimicamente stabili. Tutti gli altri invece hanno tendenza a completare l ottetto elettronico, reagendo chimicamente con altri atomi. gni atomo è caratterizzato da: un numero atomico che rappresenta il numero di protoni (e di elettroni) presenti nell atomo; un numero di massa che è dato dalla somma dei protoni e dei neutroni (il cui numero può anche cambiare dando luogo agli isotopi di uno stesso elemento). Gli elementi sono stati sistemati in una tabella o tavola periodica, in cui si distinguono linee orizzontali dette periodi contenenti elementi i cui elettroni esterni si trovano allo stesso livello di energia; linee verticali chiamate gruppi in cui gli elementi che vi appartengono hanno lo stesso numero di elettroni nell ultimo livello e spesso proprietà fisiche e chimiche simili. La tavola periodica può essere grosso modo suddivisa in tre aree: una grande area a sinistra in cui si trovano gli elementi definiti metalli, una più modesta a destra in cui si trovano i non metalli e una piccola area lungo la linea di confine che comprende elementi con caratteri intermedi definiti semimetalli o metalloidi. opyright 2010 Zanichelli Editore SpA, Bologna [6717] Questo file è una estensione online dei corsi di appelli, Vannucchi Principi di scienze dell'alimentazione Terza edizione 2008 Zanichelli 2

unità 3 I legami chimici Gli atomi di elementi uguali o diversi si uniscono attraverso legami chimici per formare le molecole. A seconda di quanti atomi la compongono una molecola può essere biatomica, triatomica, tetratomica ecc. ed essere costituita da atomi uguali (molecole di elementi) o diversi (molecole di composti). Gli atomi reagiscono fra di loro per raggiungere la stabilità che hanno solo gli atomi con l ottetto completo (gas nobili); per fare questo possono cedere o acquistare elettroni oppure metterli in condivisione. Si possono avere tre tipi di legami tra atomi: legame ionico; legame metallico; legame covalente. UITà elementi di chimica Quando due elementi con diversa tendenza ad acquisire elettroni (diversa elettronegatività) vengono a contatto, quello meno elettronegativo cede elettroni all altro dando luogo a due ioni: ione positivo (o catione) il cedente e ione negativo (o anione) quello che acquisisce gli elettroni. Avendo cariche di segno opposto i due ioni si attraggono. Questa attrazione elettrostatica è definita legame ionico. I composti ionici non danno luogo a vere molecole ma a reticoli tridimensionali nei quali ogni anione è circondato da cationi e viceversa. Gli elementi metallici uniscono i propri atomi formando un reticolo di ioni positivi (cationi) circondato da un «collante» di elettroni liberi provenienti dall ultimo strato energetico degli atomi stessi. Tale legame prende il nome di legame metallico. Tra atomi uguali o con simile elettronegatività vengono messi in comune due elettroni dando luogo a un legame covalente (legame semplice). Se gli elettroni condivisi sono quattro o sei il legame sarà doppio o triplo. H H H H HHH HH HH H H H H H H H HHH HH HH H H HH H Anche tra molecole si possono stabilire forze attrattive che danno luogo a legami, talora abbastanza forti, tra questi molto importante è il legame a idrogeno, che è responsabile delle caratteristiche fisiche peculiari dell acqua. opyright 2010 Zanichelli Editore SpA, Bologna [6717] Questo file è una estensione online dei corsi di appelli, Vannucchi Principi di scienze dell'alimentazione Terza edizione 2008 Zanichelli 3

unità I composti inorganici e le reazioni chimiche I composti inorganici si formano a partire dai metalli e dai non metalli per reazione con l ossigeno, l idrogeno e l acqua. Si suddividono nei seguenti gruppi: ossidi, composti che l ossigeno forma con i metalli (ossidi basici) e con i non metalli (ossidi acidi o anidridi); idrossidi, ottenuti facendo reagire gli ossidi basici con l acqua; acidi ossigenati, che si formano dalla reazione delle anidridi con l acqua; idracidi, o acidi non ossigenati, formati da idrogeno e non metalli; sali, composti che derivano da acidi, i cui atomi di idrogeno sono stati in tutto o in parte sostituiti con atomi di un metallo. UITà elementi di chimica METALLI ossigeno SSIDI BASII acqua METALLI ossigeno SSIDI AIDI o AIDRIDI acqua idrogeno BASI o IDRSSIDI AIDI SSIGEATI o TERARI IDRAIDI SALI Una reazione chimica è la trasformazione di una o più sostanze in altre sostanze per mezzo della rottura di legami chimici e la formazione di nuovi. Si schematizza così: reagenti (formule) : prodotti (formule) In una reazione chimica la massa complessiva dei reagenti è sempre uguale alla massa complessiva dei prodotti. Dal punto di vista energetico le reazioni possono essere esotermiche, se avvengono con liberazione di calore nell ambiente ed endotermiche, se per avvenire hanno bisogno di calore. Le reazioni chimiche si possono raggruppare in alcuni tipi fondamentali: reazioni di sintesi: da due o più reagenti si forma un unico prodotto; reazioni di analisi o decomposizione: da un unico reagente si formano due o più prodotti; reazioni di sostituzione o scambio semplice: un elemento sostituisce un altro elemento in un composto; reazioni di doppio scambio: due composti si scambiano un elemento chimico; reazioni di neutralizzazione: un acido e una base reagiscono formando un sale più acqua; reazioni di ossido-riduzione: durante una reazione chimica c è un trasferimento di elettroni da un elemento a un altro. opyright 2010 Zanichelli Editore SpA, Bologna [6717] Questo file è una estensione online dei corsi di appelli, Vannucchi Principi di scienze dell'alimentazione Terza edizione 2008 Zanichelli

unità 5 le soluzioni Le soluzioni sono miscugli omogenei di due o più sostanze che si possono separare attraverso mezzi fisici. elle soluzioni si distingue il solvente, cioè la sostanza presente in maggiore quantità, e il soluto. Solvente e soluto possono essere gassosi, liquidi, solidi. Aumentando le dimensioni del soluto si passa dalle soluzioni alle sospensioni, sistemi eterogenei in cui è possibile separare il soluto dal solvente tramite mezzi meccanici. Se le particelle del soluto sono di dimensioni intermedie tra quelle delle soluzioni e quelle delle sospensioni siamo in presenza di colloidi. Le soluzioni colloidali quindi hanno proprietà intermedie tra i miscugli o sistemi omogenei e tra quelli eterogenei. La solubilità di una soluzione è la massima quantità in grammi di soluto che si può sciogliere in 100 g di solvente a una determinata temperatura. Una soluzione che contiene la massima quantità di soluto che il solvente è in grado di sciogliere si dice soluzione satura. La concentrazione di una soluzione è il rapporto tra la quantità di soluto e la quantità di solvente. UITà elementi di chimica Alcune sostanze, una volta disciolte in soluzione acquosa, si dissociano in ioni positivi e ioni negativi (particelle elettricamente cariche), tali sostanze sono definite elettroliti. Le soluzioni elettrolitiche sono in grado di condurre la corrente. Una soluzione elettrolitica in base alla concentrazione degli ioni idrogeno (H ) e degli ioni ossidrile (H 2 ) può essere: acida (prevalgono gli ioni H ) basica (prevalgono gli ioni H 2 ) neutra (in pratica non vi sono né ioni H, né ioni H 2 ). o H o Soluzione acida AiditÀ in aumento Scala del ph 0 1 2 3 5 Succo di limone, succhi gastrici Succo di pompelmo Succo di pomodoro L acidità, la basicità o la neutralità di una soluzione viene valutata utilizzando la scala del ph; se il ph della soluzione è compreso tra 0 e poco meno di 7 la soluzione è acida, se il ph è esattamente 7 è neutra, se il ph va da poco più di 7 a 1 è basica. Il ph viene misurato attraverso gli indicatori, particolari sostanze chimiche sotto forma di soluzioni o strisce di carta imbevuta di tali sostanze, che cambiano di colore in modo diverso a seconda del ph della soluzione. Per misure più precise si utilizza un apparecchio elettronico, detto piaccametro. o o o o o H Soluzione neutra neutralità [ ] [o ] 6 7 8 9 Urina Acqua pura Sangue umano Acqua di mare AQUA o o o o o o o Soluzione basica BASiitÀ in aumento 10 11 12 13 1 Bicarbonato Ammoniaca per uso domestico andeggina per uso domestico Schiuma detergente per forni andeggina opyright 2010 Zanichelli Editore SpA, Bologna [6717] Questo file è una estensione online dei corsi di appelli, Vannucchi Principi di scienze dell'alimentazione Terza edizione 2008 Zanichelli 5

unità 6 la chimica organica La chimica organica studia i composti del carbonio. Il carbonio possiede quattro elettroni di valenza e tende a condividerli con altri atomi di carbonio o di altri elementi (quali l idrogeno, l ossigeno, l azoto, lo zolfo) per dare legami covalenti che possono essere semplici, doppi o tripli. Per rappresentare i composti organici si utilizzano: le formule brute o grezze che mettono in evidenza solo il tipo e la quantità degli atomi di ciascun elemento coinvolto; le formule razionali o molecolari che mettono in evidenza i gruppi chimici ripetuti e permettono di contraddistinguere gli isomeri, cioè i composti che hanno la stessa formula grezza, ma gli atomi e i gruppi atomici legati in modo diverso. le formule di struttura che evidenziano anche la struttura spaziale della molecola. UITà elementi di chimica A seconda di come gli atomi di carbonio si legano fra loro, si possono avere composti a catena aperta, lineare o ramificata e composti a catena chiusa o ciclici. I composti organici vengono suddivisi in due grandi categorie: idrocarburi, composti formati solo da atomi di carbonio e da atomi di idrogeno; derivati degli idrocarburi, che presentano anche altri elementi chimici. Gli idrocarburi possono essere: alcani, nelle cui catene gli atomi di carbonio sono uniti solo da legami singoli; alcheni, che presentano almeno un legame doppio fra gli atomi di carbonio della catena; alchini, che presentano almeno un legame triplo fra gli atomi di carbonio della catena. areni, o idrocarburi aromatici, che sono costituiti da uno o più anelli benzenici. Gli alcani sono chimicamente poco reattivi e vengono impiegati più che altro come combustibili, gli altri composti, a causa dei legami doppi o tripli, sono più reattivi e possono venire utilizzati nell industria chimica, come composti di partenza per la sintesi di altri composti, tra cui i polimeri. LASSE STRUTTURA DESIEZA Alcano (saturo) ano Alchene (insaturo) ene Alchino (insaturo) ino arbonio opyright 2010 Zanichelli Editore SpA, Bologna [6717] Questo file è una estensione online dei corsi di appelli, Vannucchi Principi di scienze dell'alimentazione Terza edizione 2008 Zanichelli 6

unità 7 I composti derivati dagli idrocarburi Il comportamento chimico dei composti organici derivati dagli idrocarburi dipende dalla presenza nelle loro molecole di gruppi di atomi caratteristici definiti gruppi funzionali. In base ai gruppi funzionali i derivati degli idrocarburi si dividono in alcoli, caratterizzati dal gruppo funzionale 9H o ossidrile, che sostituisce un idrogeno nella catena dell idrocarburo di partenza (R9H), dove per R si intende un radicale o idrocarburo privato di un idrogeno; eteri, in cui un ossigeno 99 prende il posto di un carbonio lungo la catena di un idrocarburo (R99R ); aldeidi e chetoni che sono caratterizzati rispettivamente dai gruppi 9H (formula generale R9H) e 9R (formula generale R9R ); acidi carbossilici il cui gruppo funzionale è 9H (formula R9H). Gli acidi carbossilici con catene da quattro a 2-26 atomi di carbonio sono costituenti dei lipidi, per questo vengono chiamati anche acidi grassi; esteri, che derivano dagli acidi per sostituzione dell idrogeno del gruppo 9H con un radicale R cioè 9R (formula generale R9R ) e si possono ottenere facendo reagire un acido con un alcol ; gli esteri a catena corta sono responsabili dell odore di frutti e fiori, mentre gli esteri della glicerina con gli acidi grassi costituiscono i trigliceridi, il 98% dei grassi presenti in natura. UITà elementi di chimica arbonio Tra i derivati degli idrocarburi vi sono anche composti azotati: le ammine, che sono caratterizzate dal gruppo funzionale 9H 2 ; le ammidi, che derivano dalla reazione di un acido con un ammina e il cui gruppo caratteristico è 9H9. ssigeno Azoto Gli amminoacidi sono composti caratterizzati, come dice il nome stesso, da un gruppo funzionale amminico e da un gruppo carbossilico acido; formano le catene delle proteine legandosi l uno all altro proprio tramite un legame ammidico (legame peptidico). omposto Gruppo funzionale formula grezza formula di struttura ome H Alcol H H gruppo alcolico o ossidrile Etere gruppo etereo arbonio Aldeide H gruppo aldeidico o carbonilico arbonio H arbonio arbonio ssigeno Azzoto arbonio arbonio ssigeno hetone == arbonio Azzoto ssigenogruppo Azzoto chetonico o carbonilico arbonio ssigeno Azzoto ssigeno ssigeno Azzoto Azzoto ssigeno Azzoto Acido H ssigeno Azzoto gruppo carbossilico carbossilico H H Estere R* gruppo estereo H 2 H 2 Ammina H 2 gruppo amminico *Radicale H 2 H 2 opyright 2010 Zanichelli Editore SpA, Bologna [6717] Questo file è una estensione online dei corsi di appelli, Vannucchi Principi di scienze dell'alimentazione Terza edizione 2008 Zanichelli 7